RASSEGNA STAMPA SETTIMANALE ANAPA N. 9 DEL 15 NOVEMBRE 2013

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1 RASSEGNA STAMPA SETTIMANALE ANAPA N. 9 DEL 15 NOVEMBRE 2013 EDITORIALE Cari colleghi, ho chiesto di poter scrivere io l editoriale di questa newsletter per due motivi. Da una parte ci tenevo a esprimere la mia più viva e personale solidarietà al nostro presidente, Vincenzo Cirasola, che è stato oggetto di una serie di attacchi da parte di Sna per le posizioni che ha espresso. Chi vi scrive ha già dovuto subire questa invasione di campo, così come altri colleghi prima di me, e ci duole constatare come tale comportamento strumentale da parte di Sna continui ad essere reiterato, solo per fini mistificatori. Così come quanto accaduto con Ania. Visto che ero presente al suddetto incontro posso testimoniare che i rappresentanti di Sna sono stati invitati a uscire e che l incontro è proseguito con l intenzione di trovare un intesa su come interpretare la figura dell agente. Cirasola, già nella seconda riunione del 21 ottobre, aveva fermamente affermato che nel rinnovo dell'ana non potevano essere previste le differenze tra agenti, che, invece, già esistono nell'accordo 2003, tra agenti di città, agenti mono e pluri. Intervento che aveva trovato l appoggio dello stesso Demozzi che più volte nel corso di quell incontro aveva confermato di essere concorde. Tesi e idee che Cirasola ha ribadito anche nell ultimo incontro con Ania e che sono diventate la prima importante vittoria per la nostra categoria. Perché a differenza di chi sta muovendo soltanto le acque per fare un po di burrasca, in Anapa si portano avanti idee. Tanto che questa settimana siamo stati protagonisti di due importanti incontri. Cirasola, in qualità di presidente è stato ricevuto dal ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato per parlare non slo di Rc Auto ma anche per portare avanti tutte le istanze che riguardano il nostro mondo. E il sottoscritto ha presenziato all audizione indetta della Commissione XII della Camera dei Deputati, presieduta dall On. Pierpaolo Vargiu sul tema della Rc sanitaria. Appuntamenti che dimostrano, come in poco più di un anno di vita, Anapa sia riconosciuta dalle istituzioni come un associazione di valore e pronta a dialogare in modo costruttivo. Buona lettura! Il vice presidente Enrico Ulivieri

2 NOTIZIE DAL MONDO ASSOCIATIVO GIORNATA DI INCONTRI ISTITUZIONALI PER UNAPASS E ANAPA FONTE: INTERMEDIA CHANNEL (14/11/2013) Quella di ieri è stata una giornata densa di incontri istituzionali per UNAPASS ed ANAPA. Le due associazioni di categoria degli agenti di assicurazione in Italia sono state ricevute dal Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, alla presenza del Direttore Generale Gianfranco Vecchio Dipartimento per l Impresa e Internalizzazione. L incontro scrivono le due associazioni in un comunicato congiunto testimonia da una parte l unità di intenti tra Anapa e Unapass e la loro presenza ai più importanti tavoli di lavoro istituzionale, e dall altra ha permesso alle due associazioni di ribadire come il settore assicurativo può rappresentare un valido driver e concorrere, insieme agli altri settori, a rilanciare i consumi, a rendere più efficiente l intervento dello Stato nei servizi del welfare, a sostenere gli investimenti pubblici e delle PMI, a salvaguardare i livelli occupazionali di settore. ANAPA e UNAPASS rappresentate dai rispettivi Presidenti, Vincenzo Cirasola e Massimo Congiu hanno evidenziato al Ministro Zanonato come nel mercato assicurativo non ci debba essere nessuna distinzione tra agenti mono e plurimandatari e come questa scelta debba essere legata alla volontà del singolo agente/imprenditore e non imposta per legge. E se sul tema della Rc Auto i due Presidenti hanno ribadito la necessità di intervenire con una soluzione che incida sul costo dei sinistri e sulle dinamiche delle tariffe, condivisa tra tutte le parti della filiera assicurativa e dei consumatori, nella seconda parte dell incontro i temi al centro del dibattito sono stati anche il welfare; il sostegno del credito e delle PMI, fino al rinnovo contrattuale tra imprese e agenti. Esprimo forte soddisfazione per il clima sereno e cordiale dell incontro e per come il ministro Zanonato ha accolto le nostre proposte ha commentato Cirasola. Con il ministro abbiamo avuto la possibilità di discutere non solo del tema della Rc Auto e della riduzione delle tariffe, ma anche del rinnovo del contratto impresaagenti. Tema sul quale il ministro ha espresso una grossa sensibilità per la salvaguardia e il rispetto delle imprese agenziali che costituiscono una filiera importante dell attività produttiva italiana Il settore assicurativo e quello dell intermediazione assicurativa rappresentano a tutt oggi una grande e stabile opportunità di lavoro per oltre addetti ha proseguito Congiu. Per questo è importante che si discuta quanto prima dell Accordo Nazionale Agenti,

3 scaduto nel 2003, e che la trattativa riavviata con ANIA porti a un esito positivo, nel pieno rispetto della tutela del consumatore, degli obiettivi di piena e libera concorrenza nel settore assicurativo, armonicamente ai principi comunitari ed ai modelli organizzativi presenti in tutta Europa. Lettera UNAPASS ANAPA al ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato Sempre nel corso del pomeriggio di ieri, una delegazione di ANAPA guidata dal vice presidente dell associazione Enrico Ulivieri ha partecipato così come lo SNA all audizione indetta della Commissione XII della Camera dei Deputati, presieduta dall On. Pierpaolo Vargiu. Visto il concomitante impegno con il ministro Zanonato già in agenda da tempo, UNAPASS ha ritenuto comunque opportuno depositare un documento tecnico del quale alleghiamo in calce all articolo il testo della trascrizione autorizzata. All ordine del giorno le proposte di legge sull obbligo di copertura assicurativa verso terzi delle strutture sanitare pubbliche e private che includa anche l attività del personale sanitario. Nel corso dell audizione, Ulivieri ha messo in evidenza come a seguito dell entrata in vigore del Decreto Balduzzi (D.L. n.158/2012 convertito in legge n.189/2012) ci sia stata una maggiore confusione che non ha consentito di registrare risultati positivi rispetto anche alle attese del legislatore. Si pensi si legge in una nota all ulteriore rinvio della rc professionale obbligatoria per i medici (da agosto 2013 ad agosto 2014) o anche all entità dei risarcimenti e all incremento esponenziale del contenzioso che ha indotto molte compagnia a non esercitare più il ramo. Ne è derivata una maggiore difficoltà degli agenti di poter svolgere il proprio servizio di consulenza assicurativo, preoccupati anche dell incremento dei premi che inevitabilmente si scaricherebbe sul consumatore finale. ANAPA: QUALI SARANNO LE CONSEGUENZE DELL EVENTUALE LIMITAZIONE DEGLI ACCORDI AZIENDALI? ANAPA farà pervenire nei prossimi giorni uno specifico studio sugli articolati in questione che possa essere di ausilio alla commissione parlamentare. ANAPA continua ad aprire i cassetti della propria comunicazione istituzionale e dopo la diffusione della lettera inviata all ANIA lo scorso 13 settembre, questa volta condivide la lettera inviata al presidente dell Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Giovanni Pitruzzella, lo scorso 5 luglio, sul tema della collaborazione fra gli intermediari, della diffusione del plurimandato e dell indagine in materia di Rc Auto. Il documento originale è allegato in calce all articolo. Il documento dell associazione apre a tutta una serie di riflessioni riguardanti

4 FONTE: INTERMEDIA CHANNEL (12/11/2013) l avvio dell istruttoria Antitrust nei confronti di otto compagnie di assicurazione; istruttoria che ha avuto impulso da una serie di segnalazione ricevute dallo SNA per verificare se i gruppi assicurativi coinvolti abbiano posto in essere altrettante intese verticali finalizzate a ostacolare l esercizio del plurimandato da parte degli agenti assicurativi, e idonee nel loro insieme a restringere la concorrenza. Il Sindacato Nazionale diventa quindi il destinatario indiretto di tutte le domande e considerazioni dell associazione guidata da Vincenzo Cirasola. Quali sono le principali conseguenze dirette che gli agenti hanno ottenuto da tale denuncia?, si interroga ANAPA. Alcuni accordi aziendali, a volte frutto di lunghe e complesse trattative, sono stati disdettati dalle Imprese o modificati stravolgendone i contenuti; in altri casi, bozze di rinnovo o di intesa, si sono arenate con il rischio di complicare ulteriormente la gravissima crisi che attanaglia le agenzie. L associazione di categoria si chiede quindi alla luce di questi fatti e considerando il contesto economico nel quale ci troviamo ad operare, qual è la strategia e l obiettivo di chi si dichiara il rappresentante della maggioranza degli Agenti? Azzerare ogni istituto contrattuale ed economico esistente e lasciare il campo a un sistema nel quale esiste solo l agente proponente che abbia un mandato disciplinato dal Codice Civile oppure dall accordo (erga omnes) del 1951? O da un nuovo tipo di mandato, ONE TO ONE, rilasciato da chi e a quali condizioni? Come potranno sopravvivere le agenzie più in difficoltà, quelle con minori capacità economiche e minore organizzazione di fronte ad una totale liberalizzazione di regole e rapporti?. E questo il modo migliore di rappresentare gli interessi dei più deboli? E ancora è con questi atteggiamenti prosegue la nota di ANAPA, citiamo solo l ultimo di fronte all ANIA della scorsa settimana, che s intende dare credibilità alla categoria?. Ma se gli Accordi Aziendali verranno considerati dall Antitrust una limitazione della concorrenza e se anche un ipotesi di rinnovo dell ANA 2003 subirà la stessa sorte, che fine faremo? Lasceremo spazio alle compagnie straniere che vogliono operare con agenti indipendenti senza accordi, saremo liberi tutti, vale a dire imprese e agenti? E questo il destino che ci attende? E credete che così salvaguarderemo la nostra figura o piuttosto saremo sostituiti da altri canali alternativi, come le dirette, il canale bancario e postale, o ancor peggio dagli aggregatori o Google?. Sono queste le ulteriori domande che l associazione rilancia nel documento inviato all Authority; lasciamo ai lettori le ulteriori valutazioni sulle politiche attuate dalle diverse sigle rappresentative della categoria.

5 ANAPA, RISCHIO GIUNGLA SE ANTITRUST BLOCCA GLI ACCORDI AZIENDALI FONTE: INSURANCE TRADE (11/11/2013) Continua la campagna di Anapa per la diffusione delle proprie iniziative, in parallelo ai colloqui che il mondo dell'intermediazione agenziale sta avendo con l'ania. L'associazione presieduta da Vincenzo Cirasola ha reso noto nell'ultima newsletter rivolta ai propri iscritti, la lettera inviata al presidente dell'autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella, sul tema della collaborazione fra gli intermediari, della diffusione del plurimandato e dell'indagine in materia di Rc auto. La lettera segue l'apertura del procedimento Antitrust contro le principali compagnie che operano in Italia, iter iniziato dopo la denuncia di Sna contro alcuni accordi che le compagnie avevano preso con gli agenti per condizionarne la natura (pluri o monomandatari), sostanzialmente contrastando la scelta professionale di distribuire più marchi. "La principale conseguenza che gli agenti hanno ottenuto", sostengono da Anapa, è la disdetta di alcuni accordi aziendali "a volte frutto di lunghe e complesse trattative". L'associazione sostiene inoltre che "bozze di rinnovo o di intesa si sono arenate con il rischio di complicare ulteriormente la gravissima crisi che attanaglia le agenzie". Secondo Anapa il rischio di questa deriva, "considerando il contesto economico nel quale ci troviamo a operare" è che si azzeri "ogni istituto contrattuale ed economico esistente" a favore del solo agente proponente con un mandato disciplinato dal Codice Civile oppure dall'accordo (erga omnes) del Ma è concreto anche il pericolo che un nuovo tipo di mandato, che l'associazione nata a Bologna definisce "one to one", sia rilasciato a condizioni ancora tutte da definire. "Come potranno sopravvivere si legge nella nota le agenzie più in difficoltà, quelle con minori capacità economiche e minore organizzazione di fronte a una totale liberalizzazione di regole e rapporti?" La denuncia che arriva da Anapa è chiara, la categoria si trova di fronte a due orizzonti foschi: da un lato c'è la concreta possibilità che gli accordi aziendali siano considerati dall'antitrust una limitazione della concorrenza, mentre dall'altro il rinnovo dell'ana 2003 potrebbe non essere un successo. Una prospettiva di questo tipo non giova a nessun appartenente della categoria degli agenti, e, continua Anapa, il mercato italiano potrebbe essere preda di "compagnie straniere che vogliono operare con agenti indipendenti senza accordi". Ecco perché, l'associazione ribadisce con forza la propria ostinazione nel continuare a trattare con l'ania un accordo che metta al riparo la categoria da un "liberi tutti" già paventato più volte dalle imprese. "Siamo solo all'inizio conclude la nota di Anapa e la strada è lunga e tortuosa e per questo auspichiamo maggiore rispetto e vicinanza tra di noi (i sindacati degli agenti, compreso Sna, ndr), tralasciando le manie di grandezza e l'arroganza, come appunto abbiamo cercato di fare con il Forum dei Gaa, il 25 giugno e 25 luglio scorsi".

6 IL 20 NOVEMBRE SECONDO INCONTRO TRA ANAPA UNAPASS E OO.SS. FONTE: INTERMEDIA CHANNEL (14/11/2013) Con un documento congiunto diffuso questa mattina, ANAPA e UNAPASS hanno confermato per il prossimo 20 novembre la convocazione del secondo incontro tra le due rappresentanze degli agenti professionisti e le organizzazioni sindacali dei dipendenti agenzie di assicurazione in gestione libera (Fiba Cisl, Fisac Cgil, Fna e Uilca). I lavori si svolgeranno a Bologna, presso l Aemilia Hotel (Via G. Zaccherini Alvisi, 16), dalle ore alle NOTIZIE DAL MERCATO ASSICURATIVO RAMI DANNI, CONTRATTI DI POLIZZA TRASPARENTI FONTE: ITALIA OGGI (12/11/2013) Trasparenza nei contratti di assicurazione poliennali nei rami danni. Evidenziando lo sconto in polizza e la facoltà di non recedere dal contratto per i primi cinque anni di durata contrattuale. Questo è quanto afferma l'istituto di vigilanza per le assicurazioni in un lettera data 5 novembre 2013 e inviate alle Imprese di assicurazione operanti nei rami danni. Dalle segnalazioni dei consumatori osserva l'istituto di vigilanza emerge che solitamente le imprese di assicurazioni operanti nel ramo danni non riportano in polizza la misura dello sconto né richiamano espressamente la circostanza che, beneficiando dello sconto, il contraente non ha il diritto di recesso per i primi cinque anni. In altri casi le imprese fanno dichiarare all'assicurato di avere beneficiato di una riduzione di premio, senza indicarne le conseguenze. Quando il consumatore chiede di recedere, le imprese eccepiscono l'impossibilità di accordare il recesso, in quanto il contratto ha beneficiato dello sconto previsto dalla norma. Al riguardo, richiamando i principi di correttezza e trasparenza che, in base all'art. 183 del codice delle assicurazioni, devono improntare le relazioni con i contraenti e gli assicurati, l'istituto di vigilanza ritiene che le imprese assicurazioni debbano indicare in polizza, in modo specifico e con adeguata evidenza grafica, la misura della riduzione di premio praticata per il contratto di durata poliennale, nonché dare evidenza della circostanza che, a fronte della suddetta riduzione di premio, il contraente non può esercitare la facoltà di recesso dal contratto per i primi cinque anni di durata contrattuale. Ricordiamo che l'art. 21, comma 3, della legge n. 99/2009 ha eliminato la facoltà per l'assicurato di recedere annualmente, prevedendo che l'impresa, in alternativa ad una copertura di durata annuale, possa proporre una copertura di durata poliennale, a fronte di una riduzione del premio rispetto a quello previsto per la stessa copertura dal contratto annuale.

7 RC AUTO, VENT ANNI DI LIBERALIZZAZIONE MA PAGHIAMO IL DOPPIO DEI FRANCESI FONTE: AFFARI & FINANZA (11/11/2013) Non c è soltanto il ventennio di Berlusconi, ma anche quello della liberalizzazione dell Rc auto. Fra pochi mesi saranno quattro lustri da che lo Stato ha smesso di fissare d autorità le tariffe d assicurazione delle automobi li, lasciando libero il mercato di autodeterminarsi. Più concorrenza = tariffe più basse, era l equazione che aveva in mente l Unione Europea quando obbligò, con una serie di direttive, a liberalizzare vari settori tra cui quello delle assicurazioni per le quattro ruote. In Italia, però, anzi solo in Italia, questa equazione si è rivelata completamente falsa. P er questo motivo i circa venti milioni d italiani che possiedono una macchina di sicuro non compreranno la torta con venti candeline per festeggiare l avvenimento. Perché a distanza di così tanto tempo, non soltanto non c è stata alcuna riduzione delle tariffe, ma a partire proprio dal 1995, anno successivo all apertura del mercato, i prezzi hanno cominciato una ricorsa inarrestabile: dopo sette anni, nel 2001, scriveva l Antitrust nella sua prima indagine sull Rc auto, i prezzi erano di fatto raddoppiati. La stessa authority ha nel corso del tempo cercato di tenere a bada le compagnie con svariati interventi. Ma, nonostante la forte pressione dell Antitrust, che a fine anni Novanta comminò una multa record di 700 miliardi di lire (circa 350 milioni di euro) per pratiche anticoncorrenziali da parte delle più grandi imprese assicurative, anche nel priodo seguente e fino ai giorni nostri le tariffe hanno continuato a galoppare. La Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella più recente Indagine conoscitiva Ic 42 uscita nel febbraio scorso, spiega che la folle crescita si è rivelata inarrestabile. Lo si vede soprattutto dal confronto con gli altri principali europei: La crescita dei prezzi scrive l Antitrust nel periodo è stata quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia. Grazie a questa effervescenza creativa degli assicuratori, l Italia ha ora il triste primato (per gli assicurati) del paese europeo con il premio Rc auto più elevato: oltre 400 euro (stiamo parlando solo di premio puro, mancano gli accessori come il furto e incendio, gli eventi atmosferici ecc.) contro i 200 della Francia. Il che ha portato l Antitrust a concludere: Considerando il livello dei premi, si osserva come il premio medio in Italia sia più del doppio di quelli di Francia e a Portogallo, superi quello tedesco dell'80 per cento circa e quello olandese di quasi il 70 per cento. Scendendo nel dettaglio, si scoprono cose che l intelligenza rifiuta ma che i fatti confermano: ad esempio come spiegare che fra il 2007 e il 2012, come scrive l Antitrust, le tariffe per un neopatentato con un auto di piccola cilindrata sono cresciute del 20 per cento all anno (!)? E addirittura del 30 per cento all anno (!) per un quarantenne che abbia assicurato un motociclo? A nulla sono serviti i rimedi che di volta in volta qualche governo ha cercato di applicare, suscitando sempre le

8 vibranti proteste della potente lobby degli assicuratori, che però sono sempre riusciti a farla franca. Le famose lenzuolate di Bersani, al tempo dell ultimo governo Prodi del , sono state bucate da ogni parte e rese quasi inservibili. Ad esempio, Bersani aveva stabilito che in uno stesso nucleo familiare i figli avrebbero avuto la stessa (bassa) classe del bonusmalus del padre. le compagnia prima si sono stracciate le vesti e poi, zitte zitte, hanno trovato la soluzione: creare delle sottoclassi che permettessero di considerare diverso chi si trovata apparentemente nello stesso livello. Così facendo, le assicurazioni hanno anche ingarbugliato quel meccanismo una volta semplice del bonus malus, mettendo a segno un altro punto a loro favore: rendere difficile se non impossibile passare da una compagnia all altra. La questione è ora sul tavolo comune aperto da Antitrust, ministero dell Industria e Ivass (che solo ora, dopo il cambio del nome da Isvap che era, ma soprattutto con l arrivo dei nuovi tecnici della Banca d Italia, sembra intenzionato finalmente a darsi da fare). Un altra lenzuolata di Bersani messa a dura prova è quella che riguarda gli agenti: questi non possono più essere monomandatari, cioè avere un contratto con una sola compagnia, in modo da poter consigliare al meglio i propri clienti. C è qualche dubbio che le compagnie abbiano aderito allo spirito della legge, se l Antitrust è stato costretto ad aprire da poco una nuova indagine conoscitiva per vedere se gli agenti troppo liberi non siano per caso stati penalizzati. Stessa fine ingloriosa anche per il risarcimento diretto da parte della propria compagnia (invece che della controparte colpevole di un incidente). Una misura chiesta dall Antitrust per ridurre i costi dei risarcimenti e quindi le tariffe si è trasformata nel suo esatto contrario. Le compagnie, infatti, prendono per i piccoli danni euro a sinistro qualunque sia l importo rimborsato. Se, come accade, si riescono a selezionare clienti che fanno di solito piccoli danni (ad esempio euro), ogni sinistro diventa occasione di un lauto guadagno. Altro che risparmio. Ma le compagnie trovano qualunque interstizio per collocare le loro poisoned pills sul contratto dei clienti. Non è un caso che all Ivass, l organo di controllo delle assicurazioni assurto a nuova vita con la presidenza del direttore generale della Banca d Italia, Salvatore Rossi, stiano studiando sempre insieme al nuovo cordone sanitario creato insieme ad Antitrust e ministero dello Sviluppo un contratto standard in cui trovi posto un esatta elencazione dei rischi coperti e, soprattutto, di quelli noncoperti, così da informare correttamente l assicurato. Tale contratto, comunque, avrà probabilmente un obbligo di copertura, insieme all Rc auto, anche per i più frequenti accidenti che possano capitare, come (forse) la rinuncia al diritto di rivalsa per guida in stato di ebbrezza o con patente scaduta. La creazione di un contratto standard che non contenga soltanto l Rc auto ma anche altre

9 coperture ritenute essenziali porta anche alla questione della confrontabilità delle tariffe. Oggi il preventivatore sul sito Internet dell Ivass funziona bene soltanto per mettere a confronto la sola Rc auto. Se si vogliono paragonare tutti gli elementi di un assicurazione sull auto (incendio e furto, atti vandalici, kasko, ecc,) bisogna giocoforza rivolgersi ai siti privati. Che però hanno un difetto: prendono in considerazione solo poche compagnie (quelle interessate e ch pagano una fee per apparire). Ebbene, l Ivass intende migliorare il proprio preventivatore per permettere una confrontabilità totale di tutte le compagnie su tutto il fronte auto. Se le promesse verranno mantenute, il trio Ivass Antitrust ministero potrebbe dare finalmente del filo da torcere alle assicurazioni italiane. Abili sì, ma non invincibili. BANCA DATI INUTILE La compagnie lamentano da sempre di essere lasciate sole di fronte alle frodi, anche se non hanno l abitudine di denunciarle. La Banca dati Sinistri non ha ben funzionato, ma l Ivass ora la potenzierà mettendola in collegamento con altri archivi online Qui sopra, le tariffe Rc auto a confronto in Europa e il loro tasso di crescita A sinistra, il direttore generale della Banca d Italia Salvatore Rossi è anche presidente dell Ivass, l autorità che ha sostituito l Isvap. UNA BUSSOLA SULLE POLIZZE RC FONTE: ITALIA OGGI (08/11/2013) Per i professionisti sarà più facile individuare la polizza assicurativa migliore per la responsabilità civile. L'obbligo della copertura, previsto dal dpr 137/2012 e scattato per tutti gli iscritti agli ordini che esercitano la libera professione a partire, è entrato in vigore (dopo un anno di proroga) il 13 agosto Ma sia prima che dopo, diverse associazioni sindacali di categoria hanno lamentato molta confusione e in certi casi anche qualche difficoltà di fronte ad alcune compagnie che o si rifiutavano di assicurare un'attività (perché ritenuta troppo esposta a rischi) oppure proponevano dei premi eccessivamente onerosi. Sul mercato, arriva ora, «Comparameglio.it» una piattaforma che permette agli iscritti agli ordini di comparare diverse compagnie e i loro premi e sottoscrivere on line quella più idonea. «Secondo le nostre analisi», afferma Robin Daina, ceo di Comparameglio.it, «sono parecchi i professionisti che non hanno ancora stipulato una polizza, e stanno cercando di capire come farlo proprio in questo periodo. I prodotti del comparto bancario sono per lo più inesistenti e sono molte le assicurazioni che stanno proponendo polizze solo per alcune tipologie di professionisti. In generale è stata fatta molta poca education su questo prodotto che certamente presenta delle complessità e un buon insieme di variabili: è anche per questo che abbiamo ritenuto importante attivare un servizio specifico». Come funziona. Accedendo al sito un

10 veloce questionario raccoglie le informazioni essenziali per la valutazione del rischio del professionista. La piattaforma infatti in pochi secondi è in grado di raccogliere i dati del contraente ed elaborare sulla base dei massimali richiesti e del fatturato generato il preventivo e il contratto di polizza più adeguato. Se il profilo non presenta specifiche problematicità è possibile attivare istantaneamente online il contratto procedendo al pagamento. Il bilancio di due mesi. In base a quanto rilevabile dall'osservatorio di Comparameglio.it a due mesi dall'entrata in vigore dell'obbligo, la fascia di professionisti che stanno maggiormente aprendo polizze per la copertura Rc professionale è quella che fattura fino a all'anno: in particolare tra gli avvocati, circa il 70% degli utenti che accendono un nuovo contratto appartiene a questa fascia di reddito, contro il 50% dei commercialisti. In generale i professionisti cercano massimali consistenti ma non stratosferici, compresi tra e euro. L'arrivo di nuovi player stranieri. Come evidenziato in precedenza, le compagnie assicurative e bancarie italiane hanno mostrato una certa titubanza nei confronti di questo nuovo mercato, spesso proponendo polizze solo per alcune categorie di professionisti. Questo nuovo mercato in crescita in Europa che, secondo una ricerca della società Finaccord, raggiungerà un volume d'affari di circa 7 miliardi di euro nel 2014 sta infatti suscitando un forte interesse da parte di molti operatori stranieri che vedono la possibilità di inserirsi in un settore ancora vergine, ricco di opportunità, e soprattutto non monopolizzato. L'OBBLIGO DI CONSIGLIO ACCRESCE IL RISCHIO DI LITI FONTE: PLUS 24 (09/11/2013) Si chiama «obbligo di consiglio» e se in Italia non turba ancora i sonni degli agenti e dei broker assicurativi, in Francia il devoir de conséil è già un'ossessione. I dati parlano chiaro: in dieci anni i sinistri Rc professionale degli intermediari assicurativi francesi che riguardano il difetto di consiglio sono passati dal 5% 6% del totale all'attuale 60%. Oltralpe più della metà del contenzioso tra agenti e clienti, che fa scattare la copertura assicurativa, riguarda proprio questo «obbligo di consiglio». «Abbiamo ragione di ritenere che anche in Italia il contenzioso che coinvolge gli agenti nell'attività di consulenza prestata ai clienti assicurativi esploderà nei prossimi anni spiega a «Plus24» Ranieri Ricci del Riccio, rappresentante generale per l'italia di Cgpa Europe, del gruppo francese Cgpa, leader sull'rc professionale per gli intermediari, che su questo tema ha organizzato un convegno a Milano per il prossimo 12 novembre dal titolo: «La responsabilità civile degli intermediari assicurativi: cosa cambierà e come anticipare il cambiamento» dove verranno

11 illustrati anche gli orientamenti della giurisprudenza nel contenzioso. «Il mercato si deve rendere conto del pericolo e in buona sostanza si deve premunire e svegliare. La regolamentazione si evolve nel tempo con l'obiettivo di rafforzare la protezione del consumatore spiega Ricci. L'intermediario assicurativo, oltre alle sue incombenze tradizionali, si vede imporre un vero e proprio obbligo di consiglio, le cui regole e limiti vengono definiti dalla stessa domanda del consumatore finale, dai testi europei e dalla giurisprudenza che stanno indubitabilmente evolvendo in questa direzione». «Questo dovere spiega ancora Ricci si articola nei seguenti principi: assicurarsi che il consiglio venga formulato ma soprattutto recepito dal consumatore in maniera chiara; che il consiglio sia quello adatto alla situazione in cui si trova il consumatore; il tutto in una situazione di trasparenza tariffaria ma anche di estrema chiarezza e trasparenza dei collegamenti fra l'intermediario e gli assicuratori. Spetta ora ai brokers e agli agenti di anticipare quest'evoluzione sociologica, ma anche giuridica, per rimanere competitivi e proteggere così il proprio modello di distribuzione». Il tutto si inquadra nel grande disegno europeo di difesa sempre maggiore del consumatore. Vanno in questo senso, non solo le direttive ma anche la possibilità di collaborazione A con A che ha creato scompiglio e preoccupazione, in Italia, sul concetto di corresponsabilità tra agenti che collaborano», spiega il rappresentante di Cgpa Europe, che si sta espandendo anche in Europa e in Italia dove ha concluso un accordo con lo Sna lo scorso febbraio. Sul contenzioso con i consumatori la pensa in maniera diversa Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo e avvocato esperto di intermediari assicurativi. «Oggi non c'è nessuna tensione tra consumatori e intermediari di assicurazione: le cause sono veramente una rarità», spiega Martinello. «Gli interventi di copertura delle polizze sono molto limitati. Lo scarso contenzioso è dovuto a molteplici fattori. In primo luogo la normativa (Codice delle assicurazioni e regolamento Ivass entrato in vigore 2006) è recente. Inoltre manca la cultura della responsabilizzazione degli intermediari da parte dei consumatori. Il nostro sistema è debole rispetto all'inghilterra: l'adeguatezza risulta più sfuggente, come concetto, rispetto alla "best choice" anglosassone. Risulta, infatti, molto ostico dimostrare che un prodotto non è adeguato al consumatore, soprattutto con la montagna di carta sotto la quale viene seppellito l'assicurato. Senza contare che, analogamente a

12 quanto è avvenuto per la Mifid nel mondo finanziario, la modulistica assicurativa, per quanto ampia e utile al consumatore, si rivela un boomergang quando si vuole fare causa agli intermediari. Infine, queste polizze di rc professionale per gli intermediari assicurativi, intervengono a tutela assicurato in casi limite e a seguito di una sentenza».

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