TI PARLO SE TU MI ASCOLTI

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1 Teatro Laboratorio Alkestis Soc. Coop. Centro di Ricerca e Sperimentazione TI PARLO SE TU MI ASCOLTI progetto di promozione del rispetto dell'infanzia e di contrasto alla violenza sui minori a cura di Teatro Alkestis ed Emanuele Ortu Sede legale e Teatro: Via Loru 31, Cagliari, Tel./Fax P.I Registro delle Società Tribunale di Cagliari n del REA Cagliari n del Albo delle Cooperative n. A del l

2 Destinatari: alunne/i, insegnanti e genitori delle classi quarte e quinta della scuola primaria CORNICE DI RIFERIMENTO E PROBLEMATICHE CHE SI INTENDONO AFFRONTARE In Italia uno dei maggiori problemi relativi ai fenomeni di violenza e abuso sui minori è l enorme quantità di atti perpetuati nei confronti di bambini e ragazzi non vengono denunciati. Un sommerso che gli operatori del settore mettono costantemente in evidenza. Basti pensare che in stati come Francia, Inghilterra, Stati Uniti 1 il numero ufficiale di minori vittime di abusi è nettamente superiore. Questo potrebbe portare erroneamente a pensare che in Italia sia inferiore il numero di abusi e violenze, ma la situazione è ben diversa. Infatti gli operatori specializzati 2, il Telefono Azzurro, l Unicef, mettono in evidenza l enorme difficoltà presente nel far si che i minori che subiscono violenza, o gli adulti di riferimento, sporgano denuncia. Le motivazioni sono molteplici, ma tra questi alcuni dei fattori principali sono che: 1. La maggior parte delle violenze denunciate è avvenuto in famiglia, circa il 68% La differenza tra la percezione sociale e la definizione normativa riguardo a ciò che è considerato violenza è ancora considerevole. 3. Non c è una buona conoscenza dei doveri che gli adulti hanno nei confronti di simili situazioni ne di quali sono i canali da seguire in caso si voglia denunciare una violenza. 4. I minori stessi non hanno la percezione di quali siano i loro diritti e di quali canali possano seguire. Il problema di partenza che ci siamo posti è stato duplice: Come raggiungere l ingente sommerso di bambini che subiscono azioni violente? Come rafforzare i bambini e gli adulti a riconoscere e reagire a questi fenomeni? Per fare ciò il progetto Ti parlo se tu mi a ascolti ha elaborato un intervento che attivi i principali attori sociali coinvolti e contemporaneamente permetta una mappatura delle situazioni a rischio. Si è deciso così di lavorare nelle scuole in quanto struttura dove i bambini sono obbligatoriamente presenti e in quanto spazio comune di incontro di tutti gli attori principali: bambini, insegnanti, educatori, genitori. Spazio, in oltre, in cui anche la presenza di figure come assistenti sociali, psicologi ed educatori non sono vissute fuori contesto e per questo non intrusive. Il progetto Ti parlo se tu mi a ascolti si inserisce in questa cornice con i seguenti obbiettivi: Portare l'attenzione, con una modalità non mediatica, sul problema violenza sui minori. Informare gli adulti sulle risorse presenti sul territorio di supporto sul piano legale, psicologico, logistico Vedere Dossier Pedofilia Telefono Azzurro e Dati Ministero dell interno, Direzione Centrale della polizia criminale psicologi, assistenti sociali, educatori, counselors che lavorano in centri di ascolto, comunità, educativa di strada, etc. Vedere Dossier Pedofilia Telefono Azzurro e Progressi per l Infanzia n 8/2009- Uniceff.

3 Aprire un confronto sulla concezione di infanzia e violenza sui minori con insegnanti e genitori Informare i minori, attraverso un medium narrativo, sulla tematica, sui loro diritti e sulle risorse presenti nel territorio Rafforzare la rete Scuola-Servizi sociali-tribunale dei Minori-Genitori-Minori-Associazioni presenti sul territorio ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO 1. Ogni intervento è destinato ad un gruppo di massimo due classi per volta, composto da bambini iscritti alla quarta o quinta classe della scuola primaria, ed è strutturato sulle seguenti azioni: 2. Un incontro informativo/formativo per i genitori e le insegnanti delle classi coinvolte. 3. Un laboratorio di preparazione alla tematiche per ogni classe coinvolta nel progetto. 4. Uno spettacolo di teatro di narrazione con un laboratorio gestito da un educatore sulla tematica della violenza/abuso. 5. Un laboratorio di restituzione post spettacolo con le classi coinvolte da parte di un educatore esperto in tematiche legate all abuso Fanno parte del progetto anche le seguenti azioni: Realizzazione di un progetto di ricerca, in collaborazione con l Università degli studi di Cagliari, sulla prevenzione della violenza sui minori. Convegno finale e presentazione degli esiti del progetto di ricerca. Parte prima Descrizione Sintetica Delle Azioni Incontro informativo/formativo per genitori e insegnanti Un educatore esperto sull'abuso e violenza sui minori, l'attrice dello spettacolo e un esperto in diritto minorile terranno un incontro per i genitori/insegnanti di ogni classe che parteciperà al progetto. Gli obbietti saranno i seguenti: Confrontarsi e preparare gli adulti alle possibili domande che i bambini potrebbero fare successivamente alla visione dello spettacolo Informare gli adulti/insegnanti sulle risorse presenti sul territorio sul piano legale, psicopedagogico, medico, supporto Confrontarsi con gli adulti/insegnanti sul concetto di violenza sui minori rispetto al diritto minorile L'incontro sarà costruito e modulato con una modalità e un linguaggio accessibile a tutte/i.

4 Destinatari: per ogni classe aderente al progetto sarà organizzato un incontro coi relativi genitori e insegnanti. Professionalità coinvolte: un'attrice, un educatore-narratore esperto nella tematica di violenza e abuso, un regista- tecnico. Un rappresentante del servizio sociale di riferimento e delle associazioni ed enti coinvolti (vedi reti coinvolte) Luogo ospitante: Teatro Alkestis, Via Loru 31 oppure i locali della scuola aderente al progetto. Gli orari saranno definiti insieme dall'equipe del progetto e dagli insegnanti. Parte seconda Laboratorio di preparazione per le classi coinvolte Un educatore esperto sull'abuso e violenza sui minori e l'attrice dello spettacolo terranno un laboratorio con le classi coinvolte (una per volta) durante il quale si vuole preparare i partecipanti al tema dello spettacolo. Si lavorerà attraverso la lettura e la narrazione di storie attinenti la tematica alternate a fasi di confronto con le bambine/i, attraverso strumenti come la discussione, il disegno, giochi di movimento. Gli obbiettivi del presente laboratorio sono: Preparare le/i minori alla tematica dello spettacolo e aprire con loro un confronto Informare le/i minori sulle risorse presenti sul territorio sul piano legale, psico-pedagogico, medico, supporto. Confrontarsi con le/i minori sul concetto di violenza sui minori e sui loro diritti Creare una relazione di fiducia tra l'educatore-l'attrice e le classi coinvolte che saranno spettatrici/tori dello spettacolo. Destinatari: verrà realizzato un incontro per ogni classe partecipante al progetto. Professionalità coinvolte: un'attrice, un educatore-narratore esperto nella tematica di violenza e abuso, un regista- tecnico. Un rappresentante del servizio sociale di riferimento e delle associazioni ed enti coinvolti (vedi reti coinvolte) Luogo ospitante: Teatro Alkestis, Via Loru 31 oppure i locali della scuola aderente al progetto. Gli orari saranno definiti insieme dall'equipe del progetto e dagli insegnanti. Parte terza Spettacolo ed intervento artistico-educativo

5 Questa fase è da considerarsi il fulcro del progetto. La storia pur affrontando tematiche forti, è fortemente mediata dallo stile fiabesco e da un linguaggio ben calibrato. Lo spettacolo narra le vicende tipo di una situazione di violenza intrafamiliare. Padre violento, madre colludente, e bambino incapace di etichettare come violente le azioni dei genitori e per questo denunciarli. Pur risultando un'unica narrazione, lo spettacolo è suddiviso in due parti. Nella prima parte sarà raccontata la storia, nella seconda i bambini, con l aiuto di un educatore/attore, creeranno dei finali alternativi che permettano al protagonista di affrontare la problematica della violenza. In questo modo si agirà attivamente sulle capacità di reazione e attivazione dei bambini, rimanendo però in una modalità fortemente protetta, quella narrativa. Verranno così contemporaneamente accolte le emozioni, i punti di domanda e i dubbi del pubblico e partendo da questi si cercherà di capire più approfonditamente perché avvengono situazioni simili e come sia possibile uscirne. Il pubblico sarà così portato ad analizzare il testo e le situazioni vissute dal protagonista della storia e insieme trovare delle possibili alternative. Il tutto con un approccio in equilibrio tra creatività, teatro e narrazione. Dopo lo spettacolo sarà organizzato uno spazio libero in cui i bambini potranno muoversi tra la scenografia e conversare con gli attori/educatori. Questo spazio vuole essere un momento in cui i bambini che non hanno voluto esprimersi in una fase plenaria possano eventualmente farlo in un rapporto più protetto avvicinandosi all'educatore o all'attrice. Sotto obbiettivi di questa azione sono: 1)Offrire un momento protetto di tipo informativo in cui i bambini possano apprendere come rispondere ad un abuso/violenza e quali sono i propri diritti. 2) Mappare eventuali situazioni considerate a rischio. Infatti, per le caratteristiche dello spettacolo, è possibile che in alcuni spettatori-bambini che hanno subito violenze/abusi lo spettacolo faccia risuonare il proprio vissuto. L educatore, in questo caso, in accordo coi servizi sociali, agirà secondo i protocolli condivisi. Destinatari: due classi aderenti al progetto Professionalità coinvolte: un'attrice, un educatore-narratore esperto nella tematica di violenza e abuso, un regista- tecnico. Un rappresentante del servizio sociale di riferimento e delle associazioni ed enti coinvolti(vedi reti coinvolte) Luogo ospitante: il luogo e gli orari saranno definiti insieme dall'equipe del progetto e dagli insegnanti.

6 Parte quarta Incontro di monitoraggio post spettacolo con le classi coinvolte L incontro vuole essere uno spazio in cui i bambini, trascorsa circa una o due settimane, possano confrontarsi con ciò che l Azione 3 può aver attivato e non aver trovato risposta precedentemente. L attività sarà improntata allo scambio e finalizzata all espressione di tutti i bisogni e dubbi presentati dai bambini. Gli strumenti scelti per il confronto saranno: circle time narrazione giochi di movimento attività di illustrazione Destinatari: verrà realizzato un incontro per ogni classe partecipante al progetto. Luogo ospitante: la scuola delle classi coinvolte Professionalità coinvolte: un educatore ed una psicologa esperte sulle tematiche delle violenza/abuso e sull uso di gioco e narrazione in simili contesti. Parte quarta Incontro con le insegnanti Dove il corpo docente lo riterrà opportuno l'educatore e l'attrice del progetto saranno a disposizione per un incontro di chiusura del progetto finalizzato alla valutazione di questo ed al confronto su quanto emerso durante le attività. Scheda tecnica spettacolo: adattabile al contesto purché supportato da un impianto elettrico di potenza non inferiore a 220 kw Modalità di adesione e costi: Il progetto ha il costo di 1300 euro + IVA + spese di viaggio vitto e alloggio Per adesioni e informazioni: mail: telefono:

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