Guida di stile per le tesi di laurea

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA CORSO DI LAUREA INTERFACOLTÀ IN COMUNICAZIONE INTERCULTURALE E MULTIMEDIALE Guida di stile per le tesi di laurea a cura di Matteo Verda 1. Carattere ed impaginazione Frontespizio Suddivisione della trattazione Livelli di partizione Figure e tabelle Indice Note e bibliografia Bibliografia Note e riferimenti bibliografici Sistema autore-data Sistema citazione-nota Confronto tra sistemi Opere straniere Abbreviazioni per le note Riferimenti normativi Documenti d'archivio Altre indicazioni per le note Altre indicazioni bibliografiche Per approfondire... 8

2 1. Carattere ed impaginazione Il corpo del testo va redatto in Times New Roman, 12 pt, con interlinea doppia ed allineamento giustificato. Si sconsiglia l'inserimento di rientri, interlinee differenziate tra i paragrafi, capolettera. Qualora si volessero inserire elenchi non numerati, si consiglia l'utilizzo, come marcatore, di una linea, di un punto interamente nero o di un punto con circonferenza nera ed interno bianco; l'impiego di altri tipi di marcatori è da ritenersi sconsigliato. Il numero di pagina va riportato in fondo alla stessa, centrato od allineato a destra. I margini devono essere di 3 cm per ogni lato, senza considerare gli eventuali spazî aggiuntivi necessarî alla rilegatura sul margine sinistro. La stampa deve avvenire su una sola facciata. Il colore della copertina è libero, ma si invita alla sobrietà. 2. Frontespizio Di seguito sono elencati, dall'alto al basso, gli elementi che compongono il frontespizio; tra parentesi, è indicata la formattazione da applicare. L'interlinea da applicare è 1,5. [Stemma dell'università di Pavia] (centrato) Università degli Studi di Pavia Facoltà di Lettere e filosofia, Scienze politiche, Giurisprudenza, Ingegneria, Economia 1 (centrato, maiuscoletto 2, immediatamente sotto l'elemento precedente) Corso di laurea interfacoltà in Comunicazione Interculturale e Multimediale (centrato, immediatamente sotto l'elemento precedente) Titolo della tesi (centrato, maiuscolo, separato da almeno uno spazio verticale dall'elemento precedente) Relatore: Chiar.mo Prof. Nome Cognome Correlatore: Chiar.mo Prof. Nome Cognome (allineato a sinistra, testo normale, separato da almeno uno spazio verticale dall'elemento precedente 3 ) Tesi di laurea di Nome Cognome 1 In ogni caso, per l'esatta successione del nome delle facoltà si fa riferimento a quanto riportato sul libretto. 2 Se si utilizza Microsoft Word, per applicare il maiuscoletto ad una parte di testo occorre selezionarlo e digitare il comando CTRL+M. 3 Qualora anche uno solo tra relatore e correlatore non fosse professore, l'attributo "Chiar.mo" è da omettersi per entrambi. 2

3 (allineato a destra, testo normale, separato da un singolo spazio verticale dall'elemento precedente) anno accademico xxxx/xy (centrato, maiuscoletto, in fondo alla pagina e comunque separato da almeno uno spazio verticale dall'elemento precedente) Il posizionamento esatto degli elementi dipende dalla lunghezza del titolo; come indicazione di massima, si consideri che l'ultima linea del titolo dovrebbe essere collocata all'incirca a metà della pagina Suddivisione della trattazione La trattazione è composta, nell'ordine, da: indice, indice delle figure e delle tabelle, prefazione/introduzione, trattazione vera e propria, abstract/resumée, eventuali appendici, bibliografia. L'eventuale dedica si inserisce tra l'indice delle tabelle e la prefazione/introduzione. La trattazione vera e propria deve essere suddivisa in partizioni, logicamente collegate nell'ambito della trattazione ed internamente coerenti Livelli di partizione Di seguito sono riportati i livelli di partizione della trattazione con la rispettiva numerazione: capitolo paragrafo sottoparagrafo ulteriore partizione 1. Titolo del capitolo 1.1. Titolo del paragrafo Titolo del sottoparagrafo x. Titolo dell'ulteriore partizione Sebbene dal punto di vista logico non ci siano problemi, è consigliabile evitare di ricorrere a più di tre-quattro livelli di partizione. I numeri ed i titoli delle partizioni devono essere inseriti all'inizio della rispettiva partizione. Dal punto di vista grafico, il titolo della partizione deve essere distinguibile dal corpo del testo; il livello minimo consigliato è l'applicazione del grassetto al titolo (questa ed eventuali altre formattazioni grafiche non vanno estese al numero, che resta come il corpo del testo). Si sconsiglia l'impiego di un carattere di dimensioni più grandi per il titolo del paragrafo e delle altre sottopartizioni. Limitatamente al capitolo, si può impiegare la numerazione romana. I titoli dei paragrafi e delle altre sottopartizioni devono essere preceduti da uno spazio verticale. Al termine di ogni capitolo occorre inserire almeno un'interruzione di pagina. 4 Nel caso di titoli particolarmente lunghi o brevi, questa considerazione può essere disattesa. 3

4 3.2. Figure e tabelle Ogni figura (con tale termine si intende ogni immagine, disegno o grafico inserito all'interno della trattazione) ed ogni tabella devono essere associati ad un riferimento, che è oggetto di un apposito indice. In fondo alle figure (ma discorso analogo vale per le tabelle) occorre inserire: Fig. 1 - Breve descrizione dell'immagine Questa dicitura deve essere apposta in carattere 10 pt. 4. Indice Nell'indice sono riportati allineati sulla sinistra numeri e nomi dei capitolo, dei paragrafi, dei sottoparagrafi e delle eventuali ulteriori sottopartizioni; allineati sulla destra, i numeri di pagina (l'inserimento di separatori, come i puntini, che colleghino i titoli ai numeri è facoltativo). Si consiglia di inserire un rientro nell'allineamento sulla sinistra, per distinguere la gerarchia delle partizioni, come nel seguente esempio 1. Titolo del primo capitolo p Titolo del primo paragrafo p Titolo del primo sottoparagrafo p Titolo del secondo capitolo p. 3 Nell'indice non si riporta la collocazione dell'indice stesso. L'indice delle figure e delle tabelle, redatto secondo i medesimi criterî dell'indice, si deve inserire immediatamente dopo quest'ultimo, separato da un'interruzione di pagina. 5. Note e bibliografia La bibliografia è l'elenco dei testi consultati per l'elaborazione della trattazione, siano essi libri, articoli, voci di enciclopedie. L'apparato di note è lo strumento mediante il quale, tra l'altro, si possono inserire i riferimenti alle opere presenti in bibliografia e l'origine di eventuali citazioni Bibliografia Esistono diversi sistemi per riportare i riferimenti bibliografici. I dati essenziali che devono essere riportati per permettere l'identificazione di un riferimento bibliografico, indipendentemente dal metodo di citazione utilizzato, sono i seguenti: Cognome autore, Iniziale nome autore, Titolo del libro, Casa editrice, Luogo di pubblicazione, anno o, nel caso di riviste, 4

5 Cognome autore, Iniziale nome autore, Titolo dell'articolo, Titolo rivista, numero, anno, pp. xx-xy Il metodo con cui tali dati sono riportati varia a seconda del sistema usato per i riferimenti bibliografici. In ogni caso, è sempre possibile specificare solo l'iniziale del nome dell'autore, purché tale scelta sia operata in modo uniforme per tutti le citazioni Note e riferimenti bibliografici Ai dati relativi alla bibliografia si può rimandare adottando diversi sistemi, la scelta è data all'autore della tesi; i principali sono quello citazione-nota e quello autore-data. Questi sistemi sono illustrati di seguito attraverso un esempio concreto; si immagini di dover inserire il riferimento bibliografico relativo alla seguente citazione: All'inizio del primo capitolo, Fedel sostiene che "l'interesse per lo studio del linguaggio politico nasce nei primi decenni del Novecento con il riconoscimento dell'importanza delle parole in politica" Sistema autore-data All'inizio del primo capitolo, Fedel sostiene che "l'interesse per lo studio del linguaggio politico nasce nei primi decenni del Novecento con il riconoscimento dell'importanza delle parole in politica" [Fedel 1999, p. 3]. In bibliografia, si scrive: Fedel, Giorgio 1999 Saggi sul linguaggio e l'oratoria politica, Giuffré, Milano Una variante di questo sistema è con le parentesi tonde a posto di quelle quadre. Nel caso in ci fossero diverse opere delle stesso autore, non è necessario ripete il nome, ma basta aggiungere una riga sotto con il riferimento all'opera; i riferimenti vanno inseriti in ordine cronologico, dal più vecchio al recente. In caso ci fossero più opere dello stesso anno, si fa seguire all'anno una lettera, in progressione (e.g. [Fedel 1999a], [Fedel 1999b], etc.) Sistema citazione-nota All'inizio del primo capitolo, Fedel sostiene che "l'interesse per lo studio del linguaggio politico nasce nei primi decenni del Novecento con il riconoscimento dell'importanza delle parole in politica"*. Al posto dell'asterisco si inserisce l'apice con il numero di nota; in nota, si riporta: Giorgio Fedel, Saggi sul linguaggio e sull'oratoria politica, Giuffré, Milano, 1999, p. 3 Se in più note successive si fa riferimento alla stessa opera (anche se a pagine diverse), si scrive: 5

6 Giorgio Fedel, op. cit., p. 3 Nel caso lo stesso autore sia citato più volte di seguito, si può anche scrivere Ibidem, p. x Se lo stesso autore compare più volte ma con opere diverse, occorre riportare sempre almeno una parte del titolo dell opera seguito dalla sigla cit.: Giorgio Fedel, Saggi, cit., p Confronto tra sistemi Il sistema autore-data è utile quando si vuole snellire il corpus di note e nel caso di riferimenti ravvicinati a più opere di uno stesso autore. Il sistema citazione-nota è utile per avere all'interno della pagina un immediato riferimento all'opera citata. In ogni caso, quando si fa riferimento ad un'opera di cui si cita un passo (come, ad esempio, un romanzo) ma che non è importante nel suo insieme per la trattazione 5, occorre utilizzare il sistema citazione-nota, anche quando per le opere di rilievo per la trattazione si impiega il sistema autore-data Opere straniere Nel caso in cui le opere consultate fossero traduzioni di opere edite originariamente in una lingua straniera, si riportano le indicazioni bibliografiche relative all'edizione originale straniere. A tali indicazioni, si fanno seguire, tra parentesi, le indicazioni bibliografiche relative all'edizione italiana, precedute dalla specifica "trad. it. di" e dal nome del traduttore: Friedberg, Erhard 1993 Le pouvoir et la règle. Dynamiques de l action organisée, Paris, Edition du Seuil (trad. it. di Angelo Tanese, Il potere e la regola. Dinamiche dell azione organizzata, Etas, Milano, 1994) Nell'ambito delle citazioni nel corso della trattazione, si presume che i riferimenti dalle pagine riguardino l'edizione italiana. L'indicazione della sola opera in edizione straniera è possibile quando si sia direttamente consultata tale edizione Abbreviazioni per le note Esistono alcune abbreviazioni da inserire all'interno delle note, indipendentemente dal sistema adottato: 5 E quindi tendenzialmente non è citata in bibliografia. 6

7 cfr. serve per rimandare ad un'opera per un confronto od un approfondimento v. serve per rimandare ad una altra parte della trattazione Non occorre alcuna abbreviazione quando si riporta in nota semplicemente l'origine della citazione, come nell'esempio utilizzato in precedenza Riferimenti normativi Per quanto concerne i riferimenti alle disposizioni di legge, occorre conformarsi all'esempio seguente: Legge 22 aprile 1941, n Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, art. 1, c. 1 Che può essere abbreviato, dopo una prima citazione integrale in nota: L. 633/41, art. 1, c. 1 Altre abbreviazioni utilizzate sono: Costituzione Codice civile Regio Decreto Decreto Legislativo Decreto Legge Decreto Ministeriale Decreto del Pres. Rep. Cost. C.c. R.D. D.lgs. D.l. D.M. D.P.R. Per la giurisprudenza, occorre conformarsi allo schema seguente: Autorità, tipo di atto, data, numero Ad esempio: Corte di Cassazione, sezione I, ordinanza 11 giugno 2004, n. 17 Se la natura dell'atto non è specificata, si omette. Si può inoltre aggiungere, dopo il numero e separato da una virgola, il nome delle parti Documenti d'archivio Per quanto concerne i riferimenti ai documenti d'archivio, occorre conformarsi agli esempî seguenti: Archivio Regione Lombardia, Consiglio Regionale, Atti consiliari, seduta 28 Luglio 1970, pp

8 Lettera del Presidente del Consiglio dell'11 Giugno 1955 relativa al D.M. del 17 Maggio 1955, n. 3473, Archivio di Stato, fascicolo 33, busta 8, documento 1, anno Altre indicazioni per le note Il testo delle note deve essere di dimensione 10 pt, con allineamento giustificato. Le note non sono solo utilizzate per i riferimenti alla bibliografia, ma possono anche contenere spunti di riflessione, considerazioni, approfondimenti personali o rimandi agli approfondimenti di altri autori che all'interno del corpo del testo non trovano un'adeguata collocazione. Qualora si citasse un autore non avendone consultato direttamente l'opera, ma per tramite di un altro autore che ne riporta un passo, è necessario riportate anche il passaggio intermedio, fornendo le indicazioni bibliografiche del caso Altre indicazioni bibliografiche Per analogia, si applicano le stesse norme valide per la bibliografia anche ad eventuali strumenti affini: filmografia, sitografia, discografia. Qualora presenti, questi elementi si collocano immediatamente dopo la bibliografia. Nel caso della sitografia, i siti riportati sono elencati in ordine di consultazione e ad ogni sito è attribuito un numero crescente. Per ogni sito occorre riportare l'indirizzo http completo, la data e (nel caso di siti a rapidissimo aggiornamento) l'ora di consultazione, come ad esempio: /10/05-13: /10/05 Nel caso di più consultazioni dello stesso sito, che nel tempo ha subito modifiche; ogni consultazione è associata ad un numero diverso. Si consiglia, in deroga al principio cronologico, di riportare contiguamente più consultazioni dello stesso sito, come ad esempio: /10/05-13: /10/05-16: /10/05 6. Per approfondire Per approfondire l'argomento si consiglia la lettura di: Umberto Eco, Come si fa una tesi di laurea, Bompiani, Milano, 1977 Roberto Lesina, Il manuale di stile, Zanichelli, Bologna, 1994 Monica Centammi, Istruzioni per scrivere una tesi, Mondadori, Milano,

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