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1 LA FORMAZIONE POST DIPLOMA, LA FORMAZIONE PROFESSIONALE, LA FORMAZIONE INTEGRATA, LA FORMAZIONE CONTINUA DI SERGIO TREVISANATO * * Segretario Regionale Formazione Lavoro - Regione Veneto

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3 LL AA FF F OO RR MM AA ZZ II IOO NN EE La figura dei Segretari Regionali è stata istituita nel 1978 all atto della definizione dello statuto regionale allo scopo di garantire un coordinamento delle aree di intervento, nel caso specifico nell ambito della formazione del lavoro, determinando quindi un interfaccia tra l organo politico e l organo tecnico-amministrativo. Nelle altre regioni tale figura corrisponde al Dirigente Generale per Aree di Coordinamento. Parlare della formazione professionale, soprattutto in questo momento, è abbastanza complicato a causa della continua evoluzione cui è soggetta tale materia soprattutto in riferimento alle competenze. Proveremo a fare un quadro delle norme che nella Regione Veneto riguardano la formazione professionale e dei progetti che la Regione ha avviato e intende avviare in questo campo. Ultimamente si è molto discusso tra governo, sindacati ed enti di forme di stage che prevedano un alternanza di studio e di lavoro. Il Veneto ha una tradizione molto consolidata in materia: è una regione ricca di piccole e medie imprese e la maggior parte degli imprenditori che lavorano in questa realtà si è formata in gran parte attraverso corsi di formazione professionale. All inizio erano corsi divisi in due anni di qualifica e uno di specializzazione e, collocati al termine della scuola dell obbligo, venivano denominati corsi di avviamento al lavoro. In questo campo la regione Veneto continua a rappresentare un esempio a livello Nazionale ed Europeo. Il quadro normativo regionale è molto consolidato e possiamo citare alcune fra le leggi più importanti: la L.R. 10/90, ad esempio, riguarda l ordinamento del sistema della formazione professionale. Essa sta per essere modificata ed unificata alla L.R. n. 31/98 che disciplina le politiche del lavoro e dei servizi all impiego. La L.R. n. 11/2001 non fa altro che ratificare il decreto legislativo 112/1998. Alcune indicazioni numeriche per rappresentare il sistema: circa 900 enti/agenzie di formazione operano nel territorio Veneto; sono stati i corsi di durata variabile tenuti nell anno 2000; gli utenti che li hanno frequentati; di euro è la cifra che le autorità regionali e statali hanno preventivato per il triennio ; ad di euro ammontano le risorse del Fondo Sociale Europeo assegnate al Veneto per il sessennio 2000/

4 Sergio Trevisanato Nel luglio 2002 è stata stipulata l intesa istituzionale tra Regione Veneto e Ministero della Pubblica Istruzione. In essa si stabilisce di articolare un attività sperimentale in 20 scuole: i soggetti potranno scegliere tra il sistema dell istruzione o quello della formazione e questo comporta ovviamente la messa a punto di un sistema che permetta il riconoscimento reciproco dei crediti acquisiti nell uno e nell altro sistema, onde consentire il passaggio dall istruzione alla formazione e viceversa. Il problema fondamentale resta sempre la tipologia del fabbisogno formativo per via di quelle caratteristiche delle imprese venete cui facevamo riferimento prima; non è facile, infatti, stabilire i reali bisogni. Abbiamo cercato di mettere in moto dei meccanismi che coinvolgano le parti sociali, partendo dai dati che ci forniscono le Camere di Commercio o che, comunque, si riferiscono alla situazione nazionale (per quanto la specificità di ciascuna regione spinga a fare delle verifiche puntuali). Con le risorse del Fondo Sociale Europeo abbiamo avviato un azione di sistema che coinvolge enti bilaterali, categorie imprenditoriali, sindacati e associazioni di categoria al fine della definizione dei fabbisogni formativi. Questo dovrebbe consentirci di avere un quadro di prospettiva che si articola in tempi sufficientemente lunghi da permettere la progettazione di proposte formative. Grande importanza è la formazione come strumento di crescita e sviluppo dell impresa: si tratta di un concetto che va esteso a tutte le iniziative formative poiché la formazione viene spesso intesa in modo statico, viene considerata, cioè, come la risoluzione definitiva di un problema; essa, invece, dovrebbe anticipare le azioni e lo sviluppo economico delle attività produttive. Ad esempio, per quanto concerne il problema degli immigrati, molti sostengono che sarebbe meglio predisporre un attività formativa a monte, che possa individuare i bisogni e creare delle professionalità che siano in linea con le esigenze. Per questo stiamo avviando esperienze che puntano su piccoli numeri (50-60 persone), su aree ben determinate (come la Romania), e su settori precisi (turistico, infermieristico, edile). Noi pensiamo che un ente abbia maggior titolo a partecipare ad un attività formativa se ci garantisce che almeno il 70% degli allievi che frequenta un corso trovi un lavoro compatibile con il corso stesso. Ovviamente non è una modalità che risolve ogni tipo di problema, ma garantisce almeno che si portino sul territorio utenti che dispongano di strumenti idonei per costruirsi un futuro. La selezione fatta a monte fa capire se una persona è disposta a sacrificarsi per alcuni mesi; inoltre gli individui che vengono scelti devono avere almeno le risorse necessarie per arrivare in Italia. In Veneto abbiamo individuato alcuni settori strategici come la moda, le biotecnologie, l industria del freddo che sono state, assieme ai 26

5 LL AA FF F OO RR MM AA ZZ II IOO NN EE distretti industriali produttivi, elementi determinanti per definire percorsi formativi mirati. Lo strumento degli IFTS in questo contesto ha trovato modalità operative facilitate. Ultimamente si è tenuta una conferenza cui hanno preso parte diversi soggetti potenzialmente interessati agli IFTS e si è stabilito che Università, gli Istituti e le Associazioni di categoria dovrebbero lavorare insieme. L Università, inoltre, dovrebbe stabilire il numero di crediti conseguibili; la seconda annualità dell operazione IFTS è partita a rilento a causa della mancata assegnazione di crediti che ha creato molte difficoltà. Una così grande idea sul piano teorico non è riuscita, pertanto, ad avere una degna applicazione a livello pratico. Inoltre, in Veneto sono molti i corsisti che riescono a trovare lavoro e spesso i partecipanti anche ai corsi IFTS disertano la conclusione dello stesso. Il problema si potrebbe in parte risolvere riducendo il numero di ore annue previste. Un altro elemento su cui abbiamo deciso di puntare, anche sulla spinta in tal senso dell Unione Europea, riguarda le modalità di avvio dei corsi per la formazione continua. La Commissione di Concertazione, disciplinata dalla L.R. 31/98, ci impegna ad un confronto continuo con i sindacati e le parti sociali sia a livello di pianificazione che a livello di politiche del lavoro. Ovviamente, il confronto consente di dibattere su problemi concreti arrivando quindi alla condivisione di obiettivi comuni. Tale modalità ha consentito un cambiamento di atteggiamento da parte delle aziende nei riguardi della formazione continua che inizia ad essere vista come un investimento dell impresa, oltre che dell utente. Le dimensioni aziendali tipiche del Veneto (microimprese) ci ha obbligato ad elaborare particolari metodologie formative puntando sia su progetti strutturali (aggregando più aziende) che su progetti quadro (aziendali). Spesso le norme e principi devono trovare delle applicazioni sul territorio in funzione anche delle realtà in cui si trova ad operare; spesso le esigenze formative accomunano delle realtà aziendali. È per questo che prima ragionavamo per distretto, perché all interno di ognuno di essi c è una tipologia di attività produttive e formative che accomuna le aziende. Lavorare in quest ottica ci consente di economizzare, in termini finanziari, ma di colpire meglio il bersaglio che intendiamo raggiungere. Il D.lgs. n. 469/97 ha disciplinato i servizi pubblici per l impiego. Prima l ufficio di collocamento era un luogo in cui l utente sperava di ricevere qualche notizia, ora è un posto in cui si va per presentare le proprie capacità professionali, le proprie conoscenze; vi è un confronto tra utente e mpresa. Nell ufficio di collocamento di Treviso, città piena di immigrati, è stato predisposto un ambiente accogliente in cui l interessato si confronta con le imprese. Esperienze di questo tipo 27

6 Sergio Trevisanato migliorano l aspetto del servizio pubblico in sé, oltre che l attività imprenditoriale. Circa due mesi fa a Padova è stato aperto al pubblico, uno sportello del FOREMA, un agenzia che si occupa di formazione, espressione di Confindustria. Chi entra per trovare lavoro ha una serie di opportunità da valutare e verificare attraverso un colloquio informativo simile a quello del Servizio per l impiego. Abbiamo un duplice canale di incrocio, domanda/offerta, quello pubblico e quello privato: grazie a tali sinergie si può certamente migliorare il sistema. Dal settembre scorso la Regione ha trasferito i propri centri di formazione professionale alle Province procedendo in modo che questo decentramento fosse molto più graduale di quello avvenuto in precedenza tra Stato e Regioni. Inoltre, in considerazione che le risorse del Fondo Sociale Europeo a valere sulla Misura A1 (Servizi per l Impiego) sono destinate essenzialmente alle Province, abbiamo cercato di mettere le stesse nelle condizioni di procedere con gradualità stante le nuove incombenze che dovranno affrontare. Il passaggio pensiamo possa esaurirsi nell arco del periodo di programmazione 2000/2006 del Fondo Sociale Europeo. Nel 2006 anche alcuni saranno nelle condizioni di agire in autonomia e di assumersi direttamente delle responsabilità. Un altro aspetto importante è quello della certificazione delle competenze acquisite. In un ottica di federalismo chi partecipa ad un corso di formazione in Veneto deve ottenere un titolo che gli venga riconosciuto in tutta Italia ma per fare questo bisogna definire i curricula e stabilire le competenze da trasmettere a coloro cui poi si rilascia un attestato. Ad esempio, se istituiamo un corso di formazione per meccanici, dovremmo essere certi di conferire una professionalità spendibile nel mondo del lavoro; dovremo essere certi di formare la tipologia di meccanico richiesta in quel momento dal mercato. Da qui dunque risulta indispensabile definire standard minimi comuni. Da tempo stiamo lavorando per avviare processi di integrazione tra Università ed Imprese ma spesso le prime si dimostrano poco inclini ad entrare nel meccanismo del confronto salvo alcune eccezioni L approccio del mondo imprenditoriale nei confronti della formazione è nettamente mutato: tre anni fa la Regione Veneto formava 140 apprendisti, nel 2002 ne ha formati 1200; questo vuol dire che le aziende riconoscono maggiore importanza alla formazione e le attribuiscono un certo valore. Per il Veneto l accreditamento a svolgere attività formative finanziate con risorse pubbliche è stato affrontato fin dall emanazione del D.M

7 LL AA FF F OO RR MM AA ZZ II IOO NN EE del E stato presentato un modello che potrà subire ulteriori modifiche, in particolare sull aspetto efficacia - efficienza. Gli enti e le istituzioni che erogano attività formativa possono accreditarsi per uno o più ambiti ed è prevista la verifica documentale e l audit in loco. Attualmente è stato istituito con legge un elenco degli organismi di formazione accreditati al quale saranno iscritti quegli organismi che soddisfano i requisiti stabiliti dalla legge stessa. Un altro elemento chiave dell accreditamento è il partenariato: un ente che non ha esperienza in un determinato ambito può entrare nel sistema insieme ad altri due enti accreditati in modo che dopo tre anni sia nella condizione di presentare autonomamente una domanda. 29

8 Sergio Trevisanato 30

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