LA DOMANDA DI PROFESSIONI E DI FORMAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE

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1 Unione europea Fondo sociale europeo Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro LA DOMANDA DI PROFESSIONI E DI FORMAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE SISTEMA INFORMATIVO EXCELSIOR Il monitoraggio dei fabbisogni professionali dell industria e dei servizi per favorire l occupabilità

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3 PROGETTO EXCELSIOR SISTEMA INFORMATIVO PER L OCCUPAZIONE E LA FORMAZIONE LA DOMANDA DI PROFESSIONI E DI FORMAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE SISTEMA INFORMATIVO EXCELSIOR Il monitoraggio dei fabbisogni professionali dell industria e dei servizi per favorire l occupabilità

4 Il Sistema Informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro si colloca dal 1997 tra le maggiori fonti disponibili in Italia sui temi del mercato del lavoro e della formazione. Attraverso l indagine annuale Excelsior, inserita tra quelle ufficiali con obbligo di risposta previste dal Programma Statistico Nazionale, vengono intervistate circa imprese con almeno un dipendente per conoscerne in modo analitico il fabbisogno di occupazione per l anno in corso. I dati in tal modo raccolti forniscono una conoscenza aggiornata, sistematica ed affidabile della consistenza e della distribuzione territoriale, dimensionale e per attività economica della domanda di lavoro espressa dalle imprese, nonché delle principali caratteristiche delle figure professionali richieste (livello di istruzione, età, esperienza, difficoltà di reperimento, necessità di ulteriore formazione, ecc.). L ampiezza e la ricchezza delle informazioni disponibili fanno di Excelsior un utile strumento di supporto a coloro che devono facilitare l incontro tra la domanda e l offerta di lavoro, ai decisori istituzionali in materia di politiche formative, nonché agli operatori della formazione a tutti i livelli. Le principali tavole in formato html e l intera base dati dell indagine sono consultabili al sito I Volumi Excelsior 2013 sono stati realizzati da un gruppo di ricerca del Centro Studi Unioncamere, diretto da Claudio Gagliardi. Al gruppo di lavoro hanno partecipato: Pietro Aimetti, Angela Airoldi, Mariuccia Azzali, Luigi Benigni, Marco Bertoletti, Elisa Bianchi, Davide Biffi, Sabrina Catalano, Antonio Ciavarella, Ilaria Cingottini, Emilio Colombo, Cecilia Corrado, Fabio Di Sebastiano, Andrea Gianni, Anna Mattiello, Domenico Mauriello, Gianni Menicatti, Bruno Paccagnella, Davide Pedesini, Marco Pini, Enrico Quaini, Lamberto Ravagli, Monica Redaelli, Stefano Scaccabarozzi, Marcello Spreafico, Paola Zito. Unioncamere, per la realizzazione del Sistema Informativo Excelsior, si è avvalsa della collaborazione della società Gruppo Clas di Milano per l impostazione metodologica e per tutte le attività di analisi ed elaborazione statistica e di Camcom Universitas Mercatorum per l assistenza redazionale. Le interviste alle imprese con meno di 250 dipendenti sono state realizzate con tecnica C.A.T.I. (Computer Aided Telephone Interview) dalla società Almaviva Contact S.p.A. di Roma Unioncamere, Roma Impaginazione: Pino Zarbo Finito di stampare nel mese di novembre 2013 dalla tipografia Graficart snc, Formia La riproduzione e/o diffusione parziale o totale delle tavole contenute nel presente volume è consentita esclusivamente con la citazione completa della fonte: Unioncamere Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2013.

5 INDICE GENERALE Analisi dei risultati dell indagine Excelsior Capitolo 1. Congiuntura economica e mercato del lavoro Pag. 9 Capitolo 2. La domanda di lavoro aggregata e i saldi occupazionali attesi nel » Le entrate totali e i saldi previsti secondo le tipologie di contratto » Dinamica delle entrate totali e saldi occupazionali per settore di attività, tipologia di impresa e territorio..» 25 Capitolo 3. Comportamenti di impresa e fabbisogni di lavoro dipendente » Imprese che assumono, motivazioni e canali di ricerca » Imprese che non assumono, motivi e ostacoli all assunzione » I movimenti di forza lavoro dipendente » Le forme contrattuali di assunzione » Le difficoltà di reperimento » Le assunzioni part-time » 60 Capitolo 4. Fabbisogni formativi, professionali e richiesta di competenze » Livelli di istruzione e indirizzi di studio richiesti dalle imprese » Professionalità e professioni richieste dalle imprese » Le aree aziendali di inserimento » Il ruolo dell esperienza nella domanda di lavoro delle imprese » L importanza delle competenze trasversali oltre a quelle specifiche della professione » 100 Capitolo 5. Le opportunità di lavoro per i giovani, le donne e gli immigrati » Giovani e fabbisogni professionali delle imprese » Il volto femminile della domanda di lavoro » Gli spazi occupazionali per gli immigrati » 130 Capitolo 6. Le caratteristiche della domanda di lavoro espressa dalle imprese esportatrici e dalle imprese innovatrici » La dinamicità delle imprese esportatrici e innovatrici » Formazione e professioni richieste » Le competenze necessarie » 152 5

6 Capitolo 7. Esigenze e impegno delle imprese in campo formativo » La formazione svolta nel 2012: imprese e dipendenti coinvolti » Necessità di formazione in entrata per gli assunti previsti nel » Stage e tirocini » 162 Allegato statistico - I principali risultati dell indagine » 163 Appendice 1 - Corrispondenza tra la classificazione delle attività economiche Ateco 2007 e i settori Excelsior » 267 Appendice 2 - Classificazione dei titoli di studio » 273 Nota metodologica » 277 Allegato 1 - Glossario » 291 6

7 ANALISI DEI RISULTATI DELL INDAGINE EXCELSIOR

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9 CAPITOLO 1 Congiuntura economica e mercato del lavoro

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11 Capitolo 1. Congiuntura economica e mercato del lavoro La ricaduta dell economia italiana nella recessione, iniziata a metà del 2011, è proseguita per l intero 2012, che di trimestre in trimestre ha accumulato una contrazione annua del Prodotto Interno Lordo (PIL) del -2,5% in termini reali; sotto lo stesso segno è iniziato anche il 2013, con una riduzione tendenziale nel primo trimestre del -2,4%, a cui ha fatto seguito il -2,1% del secondo. La previsione, per l intero anno 2013, mostra un calo complessivo che le più recenti stime dei vari istituti indicano vicino ai 2 punti percentuali; l inversione del ciclo sembra attendersi nei mesi finali dell anno, ma è solo a partire dal 2014 che si prevede una graduale e modesta ripresa, nell ordine di circa un punto percentuale 1. L impatto della recessione sul mercato del lavoro. Lo stato recessivo dell economia nel corso del 2012 non poteva che produrre un ulteriore peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro, determinando una forte accentuazione dello squilibrio tra offerta e domanda: spinta dalle crescenti difficoltà dei bilanci familiari, una quota crescente di persone in età lavorativa (giovani compresi) è affluita sul mercato del lavoro, dove però ha trovato una domanda in riduzione, con il risultato di innalzare i livelli assoluti e relativi della disoccupazione. Andamento dell occupazione complessiva nazionale Andamento del numero dei disoccupati e del tasso Anni di disoccupazione. Anni (valori assoluti e variazioni percentuali annue) (valori assoluti e percentuali) 3, ,0 2,0 1,0 0,0-1,0-2,0 0,5 0,7 1,9 1,0 0,8-1,6-0,7 0,4-0, ,0 7,7 6,8 6,1 6,7 7,8 8,4 8,4 10,7 12,0 11,0 10,0 9,0 8,0 7,0 6,0-3, ,0 Variazioni % (asse sn) Occupati (asse dx) Tasso di disoccupazione (asse dx) Disoccupati (asse sn) Fonte: elaborazioni su dati Istat 1 La nota di aggiornamento del DEF (20 settembre 2013) del Ministero dell Economia e delle Finanze, indica per il 2013 una contrazione reale del PIL dell 1,7%, a cui seguirà una crescita nel 2014 dell 1%. 11

12 Sistema Informativo Excelsior La domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane Nel corso del 2012, l aumento di persone con almeno 15 anni di età 2, rispetto al 2012, si è accompagnato a un innalzamento del tasso di attività di quasi un punto percentuale (dal 48,4 al 49,3%), determinando un incremento delle forze di lavoro di unità. A fronte di ciò la domanda di lavoro, vale a dire il numero degli occupati, è diminuita di unità, cosicché lo squilibrio tra domanda e offerta, misurato dal numero delle persone in cerca di lavoro, è aumento di ben unità e il corrispondente tasso di disoccupazione si è innalzato di 2,3 punti, dall 8,4 del 2012 al 10,7% del 2013 (e di oltre 6 punti per i giovani fino a 24 anni di età, per i quali è passato dal 29,1 al 35,3%). Una tendenza che sembra proseguire anche nella prima parte del 2013, considerando che il numero di occupati è diminuito (secondo i dati destagionalizzati) sia nel primo sia nel secondo trimestre, rispettivamente, del -0,6 e del -0,3% in termini congiunturali. Le componenti della domanda di lavoro. Un cenno alle principali componenti della domanda di lavoro (intesa nel suo insieme, cioè riferita all intera economia 3 ) mostra, nel corso del 2012, andamenti per lo più disomogenei tra loro, e spesso nettamente contrapposti. Così è, innanzitutto, per uomini e donne, il cui numero di persone occupate è sceso, tra il 2011 e il 2012, di unità per i primi ed è aumentato di per le seconde (-1,3 e +1,2%). L occupazione maschile è stata fortemente penalizzata dalla contrazione subita nel settore industriale ( unità), ma è diminuita di unità anche nelle attività terziarie; quella femminile ha scontato anch essa una contrazione di unità nel settore industriale, ma è aumentata di unità in quello dei servizi. Andamento dell occupazione, per genere (numero indice 2004=100) 110,0 108,0 106,0 104,0 102,0 100,0 98,0 Andamento dell occupazione, per classe di età (numero indice 2004=100) 110,0 105,0 100,0 95,0 90,0 85,0 80,0 75,0 70,0 65,0 96, ,0 Maschi Femmine Totale anni 25 anni e oltre Totale Fonte: elaborazioni su dati Istat Riguardo all età, giovani e meno giovani hanno conosciuto entrambi, nel 2012, un calo dell occupazione: gli occupati fino a 24 anni di età, quelli con almeno 25 anni, corrispondenti rispettivamente al -4,6 e al -0,1%. Un ulteriore scomposizione della domanda di lavoro di particolare interesse è quella secondo la nazionalità, visto che occupati italiani e occupati stranieri hanno avuto, anche nel 2012, sempre rispetto 12 2 Dati di fonte Istat, Rilevazione continua sulle forze di lavoro. 3 Si precisa che nei successivi capitoli l analisi della domanda di lavoro secondo i risultati dell indagine Excelsior fa riferimento specificamente ai fabbisogni occupazionali e formativi delle imprese dell industria e dei servizi con almeno un dipendente.

13 Capitolo 1. Congiuntura economica e mercato del lavoro al 2011, andamenti di segno opposto: i primi (quinta riduzione annua consecutiva, doppia in valore assoluto rispetto a quella del 2011, i secondi, che sebbene a ritmi ridotti continuano la propria espansione, in atto almeno fin dal 2005 (quando l Istat ha iniziato a distinguere gli occupati per nazionalità). A determinare il basso livello assoluto della domanda di lavoro concorre anche il surplus occupazionale rispetto alle esigenze produttive, corrispondente ai lavoratori posti in Cassa Integrazione Guadagni. Dopo essere diminuite del 19,3% nel 2011 (-23,5% nell industria, +3,5% nei servizi), nel corso del 2012 le ore autorizzate per interventi della CIG sono nuovamente aumentate del 12,1% (+7,4% nell industria, +31,1% nei servizi), riportandosi sopra il miliardo di ore, secondo valore in assoluto, dal 2005, dopo quello del 2010, quando si sfiorò il miliardo e 200 milioni di ore. Interventi autorizzati della CIG, per settore di attività Anni (migliaia di ore) Occupati equivalenti a tempo pieno corrispondenti agli interventi della CIG e tasso di eccedenza*, per settore di attività Anni (valori assoluti e percentuali, di fine anno) , ,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0, Servizi Servizi Industria Industria Tasso di eccedenza (totale-scala dx) 0,0 * Incidenza percentuale degli occupati equivalenti a tempo pieno corrispondenti agli interventi della CIG sul totale complessivo degli occupati (dipendenti). Fonte: elaborazioni su dati INPS Considerando, oltre al numero assoluto delle ore autorizzate, il tipo di intervento, il loro utilizzo nel tempo e la quota effettivamente utilizzata, si può stimare che a fine 2012 gli interventi della CIG equivalessero a quasi occupati equivalenti a tempo pieno, il 17,4% in più rispetto a un anno prima: nell industria in senso stretto (+9,7%), nelle costruzioni (+28,5%), quasi nei servizi (+41,6%). A giugno 2013 questo stock di forza lavoro in eccedenza si è leggermente ridotto scendendo sotto le unità. Alla stessa data, questo ammontare di occupati equivalenti corrisponde, se questi sono posti in rapporto allo stock degli occupati dipendenti dell industria e dei servizi, un tasso di eccedenza del 2,8%, media tra il 5,4% dell industria e lo 0,9% dei servizi, e in ogni caso senza apprezzabili differenze rispetto a un anno prima. Questo, in sintesi, è lo scenario in cui le imprese a inizio del 2013 hanno formulato le proprie previsioni sui fabbisogni occupazionali per l anno in corso rilevati dall indagine Excelsior, con specifico riferimento a quelle dell industria e dei servizi con almeno un dipendente. 13

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15 CAPITOLO 2 La domanda di lavoro aggregata e i saldi occupazionali attesi nel 2013

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17 Capitolo 2. La domanda di lavoro aggregata e i saldi occupazionali attesi nel 2013 La domanda di lavoro prevista nell anno e rilevata dall indagine Excelsior viene intesa come l insieme delle assunzioni di lavoratori alle dipendenze che le imprese dell industria e dei servizi con dipendenti 1 intendono effettuare direttamente (sia non stagionali sia stagionali) e dei contratti, usualmente indicati come atipici, che intendono stipulare. Di questi ultimi fanno parte sia i contratti di lavoro in somministrazione (o interinali ) riguardanti lavoratori alle dipendenze acquisiti tramite società o agenzie di intermediazione, sia i contratti di lavoro non dipendente, a loro volta distinti in due grandi gruppi: i contratti di collaborazione a progetto e i contratti con soggetti a partita IVA o per prestazioni di natura occasionale. Queste entrate possono quindi essere distinte in due grandi gruppi: quello dei lavoratori alle dipendenze (assunti direttamente o in somministrazione) e quello dei lavoratori non dipendenti. I lavoratori assunti direttamente dalle imprese, a loro volta, possono esserlo con un contratto di tipo stagionale o non stagionale. Le assunzioni con contratto non stagionale comprendono i contratti a tempo indeterminato, quelli di apprendistato, quelli a tempo determinato facenti riferimento a uno specifico contratto nazionale di categoria, i contratti a chiamata (che hanno sostituito i contratti di inserimento) e l aggregato residuale degli altri contratti di durata temporanea previsti dalla normativa vigente. Anche in questo caso, nell ambito degli assunti diretti dalle imprese, è possibile costruire due grandi aggregazioni: quella degli assunti con contratto stabile (comprendenti i contratti a tempo indeterminato e quelli di apprendistato) e quella degli assunti con un contratto a termine, quale che sia; i contratti di apprendistato sono inclusi tra i contratti stabili sia per la loro durata (3 anni), sia perché in tale periodo non possono essere rescissi se non per giusta causa, analogamente ai contratti a tempo indeterminato, oltre al fatto che le recenti riforme del mercato del lavoro hanno posto tale tipologia contrattuale come la principale via di ingresso stabile dei giovani nel mondo lavorativo. Tant è che l ultima riforma del lavoro intende proprio perseguire una omogeneizzazione e una semplificazione dell utilizzo di tale istituto sull intero territorio nazionale. Questa grande distinzione in base alla durata contrattuale può ovviamente essere estesa anche alle entrate totali, includendo fra i contratti a termine i contratti atipici (ossia in somministrazione, collaborazioni a progetto e altri contratti di lavoro non dipendente), essendo anch essi di durata prefissata, a prescindere dal rapporto di dipendenza o meno. 1 Risulta chiaro, quindi, che in questa sede si considerano, in primo luogo, previsioni di assunzione e, inoltre, si fa riferimento a una domanda di lavoro più specifica, per i settori che coinvolge (industria e servizi, escludendo l agricoltura) e tipologia di impresa (quelle con almeno un dipendente), rispetto ai dati complessivi sul mercato del lavoro, cui si è fatto riferimento nel precedente capitolo per l intera economia in chiave consuntiva. 17

18 Sistema Informativo Excelsior La domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane Schematizzazione delle entrate di lavoratori rilevate dall indagine Excelsior Totale entrate lavoratori dipendenti Totale entrate lavoratori non dipendenti Non stagionali Stagionali Interinali Co.co.pro Altri non dipendenti (collaboratori a partita IVA e occasionali) Assunzioni «dirette» Totale entrate lavoratori atipici A questi flussi in ingresso si contrappongono, con la medesima articolazione secondo la forma contrattuale, i flussi in uscita, consentendo in tal modo di calcolare i corrispondenti saldi; questi, per le assunzioni dirette, possono essere rapportati allo stock occupazionale dipendente a inizio anno, potendo così calcolare sia i tassi di ingresso e di uscita, sia la conseguente variazione annua degli organici aziendali di lavoratori alle dipendenze. Si fa, infine, presente che non tutte queste componenti sono disponibili in eguale prospettiva temporale, dato che alcune di esse hanno iniziato a essere rilevate solo recentemente; ci riferiamo in particolare ai contratti di lavoro atipici, per cui una rilevazione estesa a tutte le forme si è avviata con l indagine 2012 (quella sui soli co.co.pro. qualche anno prima), mentre dal 2013 è iniziata anche per essi la rilevazione dei flussi in uscita, vale a dire i contratti in scadenza nel corso dell anno e che le imprese non prevedono di rinnovare. Il quadro definitorio fino adesso illustrato intende offrire al lettore, soprattutto a quello non addetto ai lavori, una serie di definizioni e una terminologia univoche, affinché in ogni momento sia chiaro l aggregato o la specifica componente oggetto di analisi. 2.1 Le entrate totali e i saldi previsti secondo le tipologie di contratto Entità e composizione delle entrate 18 Come definita più sopra, la domanda di lavoro totale che le imprese prevedono di attivare nel corso dell anno 2013 è costituita da poco meno di entrate: assunzioni dirette (75,2% del totale) e quasi contratti atipici (24,8%). I contratti atipici saranno a loro volta costituiti da quasi contratti in somministrazione (interinali), circa collaborazioni a progetto e altri contratti di lavoro non dipendente (collaborazioni occasionali e incarichi a professionisti con partita IVA). Da vari angoli di osservazione la composizione delle entrate secondo le diverse tipologie contrattuali presenta differenze più o meno marcate. Secondo l ottica settoriale, ad esempio, nell industria, rispetto ai servizi, si osserva innanzitutto una minore quota di assunzioni dirette (dipendenti stagionali e non stagionali), pari ordinatamente al 69,4 e al 77,6%, mentre i contratti atipici (interinali, collaboratori a progetto e altri non dipendenti) sono rispettivamente il restante 30,6 e il 22,4%. Proporzioni diverse si osservano anche all interno delle attività industriali: in quelle in senso stretto le assunzioni dirette sono appena il 64,2%, mentre superano l 82% nelle costruzioni. Tra le prime, poi, si va da poco più del 50% nel comparto chimico-farmaceutico-petrolifero (settore in cui spesso si ricorre a lavoratori interinali) a oltre l 84% in quello estrattivo. Ampie differenze si osservano anche nel terziario, dove le assunzioni

19 Capitolo 2. La domanda di lavoro aggregata e i saldi occupazionali attesi nel 2013 Entrate previste dalle imprese nel 2013, tra assunti diretti e contratti atipici*, per settore di attività (distribuzioni percentuali) Chimica, farmaceutica e petrolif. Elettriche, elettron., ottiche e medicali Carta, cartotecnica e stampa Gomma e materie plastiche Istruzione e servizi formativi privati Informatica e TLC Studi professionali Macchin., attrezzature e mezzi di trasporto Servizi avanzati alle imprese Minerali non metalliferi Metallurgia e prodotti in metallo Industria in senso stretto Servizi finanziari e assicurativi Beni per la casa, tempo libero e altre manif. Media e comunicazione Legno e mobilio INDUSTRIA Commercio all ingrosso Tessile, abbigliamento e calzature Servizi operativi a imprese e persone Public utilities Sanità, assistenza sociale (serv. privati) Commercio, riparaz. auto e moto TOTALE Commercio al dettaglio SERVIZI Alimentare Costruzioni Servizi culturali, sportivi e altri alle persone Trasporto, logistica e magazzinaggio Estrazione di minerali Alloggio, ristorazione e servizi turistici 50,1 53,2 53,7 54,4 54,4 55,3 57,3 59,3 60,1 60,7 63,0 64,2 66,0 67,1 67,2 67,6 69,4 69,7 70,3 72,0 72,6 73,0 74,1 75,2 76,9 77,6 78,1 82,2 82,3 83,7 84,1 93,2 49,9 46,8 46,3 45,6 45,6 44,7 42,7 40,7 39,9 39,3 37,0 35,8 34,0 32,9 32,8 32,4 30,6 30,3 29,7 28,0 27,4 27,0 25,9 24,8 23,1 22,4 21,9 17,8 17,7 16,3 15,9 6,8 0% 20% 40% 60% 80% 100% Assunzioni dirette Contratti atipici * Gli assunti diretti comprendono i dipendenti non stagionali e stagionali (esclusi gli interinali). I contratti atipici comprendono gli interinali e i non dipendenti (collaboratori a progetto e collaboratori a partita IVA e occasionali). Fonte: Unioncamere-Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior dirette sono quasi l 86% nelle attività commerciali e turistiche (superando il 93% in quelle di alloggio e ristorazione) e appena il 70% nei restanti servizi, tra i quali si toccano minimi di poco superiori al 50% nell istruzione e servizi formativi privati (54,4%) unitamente all informatica e telecomunicazioni (55,3%): entrambi casi di frequente utilizzo da parte delle imprese di contratti a progetto. La modalità contrattuale con cui le imprese nel 2013 soddisfano il proprio fabbisogno occupazionale presenta quindi una grande variabilità settoriale: in alcuni comparti il ricorso a lavoratori che con l assunzione diretta (stabile o temporanea che sia) entrano a far parte degli organici aziendali copre la quasi totalità degli ingressi, in altri il ricorso a figure esterne (quali sono i lavoratori interinali, i collaboratori a progetto e gli altri lavoratori non dipendenti) arriva quasi a uguagliare le assunzioni dirette; i casi estremi, come visto, sono il comparto chimico-farmaceutico-petrolifero, nel quale gli ingressi di lavoratori con contratto atipico sono quasi pari agli assunti diretti, e i servizi di alloggio e ristorazione, dove si prevedono poco meno di 7 atipici ogni 100 assunti (anche se va detto che la stragrande maggioranza delle entrate previste nel settore sarà con un contratto a termine, spesso a carattere stagionale, che rientra tra le entrate dirette). 19

20 Sistema Informativo Excelsior La domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane Entrate previste dalle imprese nel 2013, per tipologia di contratto, settore di attività, classe dimensionale e ripartizione territoriale (valori assoluti e distribuzioni percentuali) Totale dipendenti di cui: Totale dipendenti esclusi gli interinali (assunzioni dipendenti Totale non Non stagionali Stagionali Interinali Collaboratori a progetto dirette ) di cui: Altri non dipendenti** Totale lavoratori atipici (interinali e non dipendenti Totale contratti attivati Valori assoluti* Totale Industria Servizi Nord Ovest Nord Est Centro Sud e Isole dip dip dip dip dip. e oltre Composizioni percentuali Totale 86,5 49,0 26,1 11,4 75,2 13,5 8,8 4,7 88,6 100,0 Industria 89,8 53,4 16,0 20,4 69,4 10,2 6,4 3,7 79,6 100,0 Servizi 85,1 47,2 30,4 7,6 77,6 14,9 9,7 5,1 92,4 100,0 Nord Ovest 85,6 52,6 17,8 15,2 70,4 14,4 9,0 5,5 84,8 100,0 Nord Est 90,7 46,6 30,8 13,4 77,3 9,3 5,5 3,8 86,6 100,0 Centro 81,8 49,2 22,7 9,8 71,9 18,2 12,0 6,3 90,2 100,0 Sud e Isole 87,1 47,2 33,8 6,1 81,0 12,9 9,4 3,5 93,9 100,0 1-9 dip. 83,2 48,6 30,8 3,7 79,5 16,8 10,4 6,4 96,3 100, dip. 86,5 41,8 35,2 9,5 77,0 13,5 9,6 3,8 90,5 100, dip. 85,4 46,5 21,0 17,9 67,5 14,6 9,3 5,2 82,1 100, dip. 90,6 50,4 19,9 20,3 70,3 9,4 5,9 3,4 79,7 100,0 500 dip. e oltre 91,6 58,7 14,6 18,3 73,3 8,4 5,7 2,8 81,7 100,0 * Valori assoluti arrotondati alle decine. A causa di questi arrotondamenti, i totali possono non coincidere con la somma dei singoli valori. ** Collaboratori a partita IVA e occasionali. Fonte: Unioncamere-Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior 20 Analoghe differenze, ovviamente, si riscontrano anche da altri punti di osservazione, che però sono in larga parte derivate dalle differenze di cui sopra tra i vari settori di attività economica: la quota delle assunzioni dirette, previste dalle imprese nel 2013, è compresa tra il 70,4% del Nord Ovest e l 81% del Mezzogiorno ed è più alta nelle piccole imprese (fino a 49 dipendenti) rispetto a quelle con almeno 50 dipendenti (78,5 e 70,7%). Ulteriori informazioni possono ricavarsi anche dall analisi di altri due rapporti di composizione. La ripartizione delle entrate totali tra lavoratori alle dipendenze (inclusi gli interinali) e non dipendenti (co. co.pro., professionisti con partita IVA e collaboratori occasionali), nella media generale 86,5 e 13,5%, appare ancora più sbilanciata a favore dei dipendenti nel settore industriale, dove arrivano a sfiorare il 90%, mentre sono poco più dell 85% nel settore dei servizi, anche se tra questi si supera il 94% nelle

21 Capitolo 2. La domanda di lavoro aggregata e i saldi occupazionali attesi nel 2013 attività commerciali e turistiche (quota che non arriva al 77% negli altri servizi, con un minimo del 57,1% in quelli formativi e dell istruzione); tra i comparti industriali la quota dei dipendenti è invece compresa tra l 85,4% di quello cartario e cartotecnico e il 94% di quello estrattivo. La quota di dipendenti in ingresso particolarmente alta nelle attività industriali è dovuta soprattutto alla diversa incidenza, rispetto ai servizi, del ricorso a lavoratori interinali, prevista nella misura del 20,4%, rispetto al solo 7,6% nelle attività terziarie; il ricorso agli interinali è particolarmente accentuato nei comparti dell industria in senso stretto (in media il 26,4%, con punte del 39,3% in quelli della gommaplastica e chimico-farmaceutico-petrolifero), mentre tra i servizi si arriva a un massimo del 14,4% nel commercio al dettaglio. Entrate previste dalle imprese nel 2013, per grandi tipologie contrattuali e settore di attività (distribuzioni percentuali) TOTALE 26,1 49,0 11,4 8,8 4,7 INDUSTRIA 16,0 53,4 20,4 6,4 3,7 Industria in senso stretto 16,6 47,6 26,3 6,5 3,0 Costruzioni 14,8 67,5 5,0 6,8 6,0 SERVIZI 30,4 47,2 7,6 9,7 5,1 Commercio e turismo 46,4 39,5 8,3 3,82,0 Altri servizi 15,6 54,4 6,8 15,2 8,0 0% 20% 40% 60% 80% 100% Assunzioni dirette stagionali Assunzioni dirette non stagionali Contratti interinali Contratti di collaborazione a progetto Altri contratti di lavoro non dipendente (partive IVA e occasionali) Fonte: Unioncamere-Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior Le differenze intersettoriali evidenziano una distribuzione delle entrate totali secondo le grandi tipologie contrattuali che riflette le preferenze, potremmo dire, con cui le imprese dei diversi settori flessibilizzano la domanda di lavoro in ragione della periodicità della propria attività e, in questa fase, della grande incertezza circa le prospettive del ciclo economico. Infatti, mentre l industria in senso stretto privilegia il ricorso a lavoratori interinali (con il 26,4% delle entrate totali, 15 punti in più della media generale), spesso utilizzati dalle medio-grandi realtà dell industria pesante (chimica, gomma-plastica, meccanica e mezzi di trasporto, dove si toccano le punte del 30-40%), il commercio guarda con più favore ai lavoratori stagionali (46,4% del totale entrate), più adatti 21

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