Rassegna del 07/05/2015

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1 Rassegna del 07/05/2015

2 INDICE RASSEGNA STAMPA Rassegna del 07/05/2015 CPL CONCORDIA Gazzetta Mantova 07/05/15 P. 20 «Salasso Tasi inutile il sindaco potrebbe risparmiare su altro» Vittorio Negrelli 1 Resto Del Carlino Modena 07/05/15 P. 2 Cpl, interrogatorio all'americana sui fondi neri dalla Tunisia Valentina Beltrame 2 Resto Del Carlino Modena 07/05/15 P. 2 «Non abbandoniamo i lavoratori» 4 RIFIUTI Gazzetta Mantova 07/05/15 P. 14 Tour tra buche e ostacoli «Città ostile con i disabili» Igor Cipollina 5 ENERGIA Gazzetta Mantova 07/05/15 P. 17 Servizi pagati anche con il solare Luca Cremonesi 7 POLITICA LOCALE Gazzetta Mantova 07/05/15 P. 10 Mano tesa al Mondadori Rinuncia a 180mila euro Sandro Mortari 8 Gazzetta Mantova 07/05/15 P. 11 Il Tar riammette De Marchi alle elezioni 10 La Voce Di Mantova 07/05/15 P. 6 Sodano approva i piani di Mangoni per il Centro Te 11 RIFIUTI: SCENARIO Brescia Oggi 07/05/15 P. 23 Aliquote cristallizzate Nessun «ritocchino» per Irpef, Tasi e Tari 12 Corriere Verona 07/05/15 P. 9 Cassonetti interrati in centro storico, il plauso di Confcommercio 13 Italia Oggi 07/05/15 P. 32 Sottoprodotti ridotti a rifiuto Giorgio Ambrosoli 14 Italia Oggi 07/05/15 P. 32 Albo ambientale, con mezzi propri Marco Ottaviano 15 ENERGIA: SCENARIO Sole 24 Ore 07/05/15 P. 32 Terna, balzo dei ricavi e dei margini 16 SEGNALAZIONI Gazzetta Mantova 07/05/15 P. 12 Il Comune all'ex raffineria «Via i serbatoi in 10 anni» Sandro Mortari 17 Indice Rassegna Stampa Pagina I

3 «Salasso Tasi inutile Il sindaco potrebbe 010 lo risparmiare su altro» Pegognaga. L'atto d'accusa di "Insieme" in un volantino «Troppi soldi perle manutenzioni. E l'arci può traslocare» / PEGOGNAGA La prospettiva del raddoppio dell'aliquota Tasi, che nel 2015 potrebbe passare dallo 0,1 allo 0,25%, con un notevole aggravio per le tasche dei contribuenti, ha acceso il confronto fra la maggioranza e le opposizioni consiliari. Daniela Nizzola capogruppo di "Insieme ", nell'ambito della discussione sulla Tasi aveva sostenuto che in un momento economico così difficile per la cittadinanza, la proposta di aumento è una scelta pesante per la gente, che deve portare a far pensare a soluzioni alternative di risparmio su altri settori della pubblica amministrazione. Quali? L ' esempio è in un volantino elaborato di "Insieme", fatto circolare in questi giorni: si denuncia la situazione relativa all'appalto di global service assegnato dal Comune alle ditte Manutencoop e Cpl Concordia per la gestione degli edifici e delle infrastrutture comunali: calore, l'illuminazione pubblica, la manutenzione del verde e del patri - monio comunale. Ebbene, oltre all'«importo contrattuale per le prestazioni del global con corrispettivo a canone», che «per il periodo è di euro», ci sono le prestazioni con corrispettivo extra- e canone, che «verranno ordinate, di volta in volta, dall'amministrazione comunale e verranno computate a misura e contabilizzate sulla base dei prezzi offerti in sede di gara». Ebbene, «complessivamente nel triennio a canone sono stati fatti interventi per euro e per giuro di extracanone». u sindaco Merli : le sue scelte amministrative sono sotto la lente di insieme Un altro cavallo di battaglia di "Insieme" nella logica della razionalizzazione e del risparmio è quello della sede del circolo Arci Casbah che si trova in un edificio comunale. «In un momento di crisi perché le attività di incontro promosse dal circolo Arci Casbah non possono svolgersi al centro culturale che, già di suo, ha un costo di mantenimento elevato? Sarebbe sufficiente una diversa articolazione oraria e un regolamento da rispettare al riguardo. In tal modo la palazzina potrebbe assumere un'altra funzione, come quella di una scuola di musica per i ragazzi e per la cittadinanza». Vittorio Negrelli iasw'ih f ìnmilr A,,o., Cpl Concordia Pagina 1

4 aá / 1 rl r N/L1,y n i y n ^v Ipm metteranno gli ex manager Si one crinaldi, faccia a, faccia di VALENTINA BELTRAME confronto all'americana tra due degli indagati nell'inchiesta - ora passata alla Procura di Modena - che vede indagati gli ex vertici della cooperativa Cpl Concordia per presunte tangenti al sindaco di Ischia. E' stato fissato per lunedì mattina, infatti, un interrogatorio doppio: i pm modenesi sentiranno in contraddittorio Francesco Simone, ex dirigente delle relazioni istituzionali Cpl e Maurizio Rinaldi, ex presidente di Cpl Distribuzione, arrestati il 30 marzo scorso con il 62enne Roberto Casari, il trentennale patron della cooperativa di Concordia che si trova ancora in carcere a Poggioreale (Napoli) in attesa del trasferimento a Modena. Simone e Rinaldi sono invece in carcere a Modena (insieme all'altro indagato, Nicola Verrini) e sperano che presto il Gip Andrea Romito, dopo l'interrogatorio di martedì scorso, li scarceri. Gli avvocati, infatti, hanno sollevato un'eccezione secondo la quale la detenzione dei due indagati è illegittima. Il tribunale del Riesame di Napoli, a cui si erano appellati per tornare in libertà (l'inchiesta partì dalla Procura partenopea), aveva commesso un errore procedurale e inviato gli atti a Modena con un giorno di ritardo, a termini scaduti. Un `pasticcio' che potrebbe portare alla scarcerazione dei due ex manager Cpl ma contro cui il procuratore Lucia Musti ieri mattina ha già proposto parere contrario. Sia che Simone e Rinaldi vengano scarcerati sia che restino in cella al Sant'Anna, lunedì è previsto il doppio interrogatorio: i due indagati saranno messi faccia a faccia per chiarire una dichiarazione discordante rilasciata al Gip Romito martedì. Durante l'interrogatorio di garanzia avrebbero fatto delle ammissioni ma c'è una circostanza su cui hanno dato versioni opposte e che ora i pm sono intenzionati a chiarire. Si tratterebbe dei `famosi' soldi (i fondi neri generati con la società di comodo Tunita con sede in nordafrica) portati in Italia dalla Tunisia da Simone e che l'ex manager ha confessato di aver consegnato in diverse tranche sia a Casari sia a Rinaldi giurando di non sapere a che cosa servivano. Per i pm era il denaro usato per pagare le mazzette per ottenere gli appalti di metanizzazione. In particolare, Rinaldi avrebbe ricevuto i soldi da Simone a Monza. Ma l'ex presidente di Cpl Distribuzione ha negato questa circostanza. Ecco che saranno messi uno di fronte all'altro. Simone ha raccontato come abbia consegnato una volta « euro in contanti nelle mani di Maurizio Rinaldi a Monza, durante una gara» e poi altri a Casari, a Roma, negli uffici della Cpl Concordia e a Nicola Verrini, responsabile commerciale di area («addirittura andai a prelevare euro dal mio conto corrente per arrivare alla somma..»). (i l. óitrrrtipfm, a11,-irarw snù fmuii ncri dafztuuica Cpl Concordia Pagina 2

5 . F r"ï â r3 t:â r53 î/'7r"g'/.:? h, 'z',..,.. ïdv 6"'!' '/:'r4j ï'b:;y3:4j ': :4JÌY.1r %ei"2:;;5. per 4,, Simone, Rinaldi e Verrini sono detenuti al Sant'Anna. Interrogati martedì dal Gip di Modena, hanno chiesto la scarcerazione o i domiciliari. Il giudice si è Roberto Casari, invece, è ancora detenuto a Poggioreale in attesa che lo stesso Gip decida se!confermare la custodia ír Gli avvocati di Simone e Rinaldi hanno chiesto al giudice di scarcerare gli.>r manager Cpl sulla base!.:+ítl I...r.:..r.i r.i c u r a 4 G '3 Íi%. 4i%r3a i:3i.r 3 S.Fir.33r3's I pm vogliono chiarire un aspetto dell'inchiesta su cui Francesco Simone e Maurizio Rinaldi, 'snterrogati dal, Gip, hanno o ppost... diat..'r /, i"' +%éi, síi,'rr..'r r_r /%.i.,r E. éi, 9 Cpl Concordia Pagina 3

6 P TIS (FI): «LA ITE LIST PU Ô AVERE EFF ETT I DISASTROSI» «Ton abbandoniamo i lavoratori» «LA vicenda Cpl Concordia non può rimanere vittima di guerriglie tra tifoserie politiche. Di mezzo non ci finiscono né le coop rosse né D'Alema, ma famiglie. Il sistema delle white list, pur formalmente corretto, può avere effetti disastrosi sugli incolpevoli lavoratori». A dirlo è Antonio Platis, capogruppo di Forza Italia Unione Area Nord - Lo sappiamo e l'abbiamo denunciato, per primi, mesi e mesi fa, quando in quel tritacarne erano finiti i lavoratori della Fratelli Baraldi di Staggia. Cinquecento famiglie che rischiavano di rimanere a spasso. Oggi altre vivono settimane d'ansia per sapere se e come potranno andare avanti. Certo, quando era l'azienda edile in crisi, la sinistra non si è sporcata le mani per trovare una soluzione. Il centrodestra invece si spese moltissimo. Oggi dovremmo tirarci indietro perché è una coop, senza pensare alle conseguenze per i lavoratori? Non credo proprio, su questo siamo molto differenti dai nostri avversari politici che hanno invece avuto atteggiamenti eccessivi e livorosi in altre occasioni. Per noi - dice Platis - se è una buona battaglia, si fa. Punto. La magistratura farà il suo corso, e se dopo tre gradi di giudizio emergeranno responsabilità chi ha sbagliato ne pagherà le conseguenze, ma è necessario fin d'ora non far gravare sulle famiglie dei lavoratori le scelte della dirigenza e di un mondo cooperativo anacronistico e fallimentare. Ben vengano quindi tutte le proposte, anche la soluzione di chiedere commissari sui cantieri». «CONFIDIAMO - conclude Platis - che la lezione sia servita ai tanti soci, in generale delle varie coop rosse sparse nei dintorni, affinché inizino a ragionare con la propria testa e non si accontentino del cestino di prodotti omaggio per assecondare il potente di turno. Lasciare a spasso migliaia di lavoratori è inaccettabile. Un problema, per sensibilità politica, non solo dei compagni». Cpl Concordia Pagina 4

7 Tour tra buche e ostacoli «Città ostile con i disabili» La denuncia di un invalido in carrozzella che incalza i futuri amministratori Niente scivoli per attraversare in corso Umberto e montascale out alle Poste di IgorCipollina Titolo: "Mantova mi è ostile". Trama: un percorso a ostacoli tra i ciottoli del centro, con dislivelli impossibili, trappole nascoste e attraversamenti in differita. Nel senso che se sei sotto i portici di corso Umberto, lato ex Feltrinelli, e vuoi raggiungere il marciapiedi di fronte, devi spingerti fino allo scivolo di piazza Mantegna, fare inversione a u e tornare indietro. No, Mantova non è una città per disabili in carrozzella. Né per mamme col passeggino, ipovedenti, gente con le stampelle. Sono anni che Riccardo Rivara si affanna a ripeterlo, inascoltato. Ma lui non demorde e ha invitato il candidato sindaco del centrosinistra Mattia Palazzi a fare un giro in centro. Giusto due piazze e tre vie, un francobollo sufficiente a misurare l'ostilità di Mantova verso chi non può "camminarla". Rivara, 37 anni, sulla Gazzetta era già finito nel 2011, in occasione di un tour analogo in compagnia dell'allora capogruppo leghista Luca de Marchi. Quattro anni passati invano (nel frattempo è arrivato anche lo slalom tra i sacchetti del porta a porta). C'è ancora tutto da fare, a partire da una mappatura della città che segnali i punti più critici. Premessa doppia. L'obiettivo è l'abbattimento delle barriere architettoniche e ideologiche, nessun imbarazzo per Rivara che è candidato con la Lega. «L'adozione di piccoli accorgimenti per tracciare un percorso vita deve rappresentare un minimo comune denominatore» scandisce lui, convinto che un po' di sana competizione politica possa giovare alla causa. Seconda premessa, insistita, la causa non è soltanto sua, lui rappresenta una categoria di persone più ampia della sua individualità. Messaggio ricevuto. L'appuntamento è sotto i portici, dove l'anomalia più vistosa è quella degli attraversamenti, mentre piazza Marconi si apre come una distesa sconnessa con fughe troppo larghe nella pavimentazione. Trappole per le ruote delle carrozzelle, appunto. Pure riuscendo a scendere in corso Umberto, per raggiungere via Battisti occorre sfidare le automobili. Quelle parcheggiate e le altre che passano leste. Basterebbe qualche scivolo inpiù. Via Battisti, poi, è un caso da manuale (alla rovescia): all'angolo con via Roma c'era un grosso cestino dei rifiuti piantato all'imbocco del marciapiedi che curva attorno all'ex palazzo della Comit. Vero, il cestino è stato arretrato di qualche metro, ma al suo posto è fiorita una rastrelliera per biciclette che più ingombrante non si potrebbe. Morale, il marciapiedi è inaffrontabile in carrozzella. E poi c'è il problema dei negozi, le attività commerciali "sensibili", come quelle dei gestori di telefonia mobile: possibile che i gradini all'ingresso impediscano l'accesso ai disabili, per cui il cellulare è un salvavita? Mala barriera più paradossale è quella dell'ufficio centrale delle Poste, in piazza Martiri, dove pure c'è un montascale. Peccato che non funzioni. «Né oggi né mai» riferisce Rivara. La conferma arriva da un'anziana in sedia a rotelle: la badante che la spinge va infornarsi dentro e quando esce solleva la signora dalle ascelle. E Palazzi?Assicura che in caso di vittoria metterà subito in piedi un team con un funzionario dei lavori pubblici, un altro del welfare e i rappresentanti delle associazioni dei disabili per disegnare la mappa di cui sopra. Ci si lascia con un nodo al fazzoletto e un promemoria sull'iphone: 1 settembre, tavolo sulle barriere architettoniche. Wn Ti alla mozione dei 5 Stelle «L'approvazione all'unanimità della nostra mozione riconosce alle persone disabili e alle loro famiglie un diritto sancito da normative nazionali. Ora siamo pronti a tenere il fiato sul collo alla giunta, visto che il presidente Maroni è riuscito a trovare 20 milioni per realizzare un teatro nella sua Varese, confidiamo che ne trovi altrettanti per aiutare cittadini lombardi che affrontano difficoltà quotidiane solo per uscire di casa». Così Andrea Fiasconaro, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, a prop dopo l'approvazione della mozione che impegna la Regione di anticipare i fondi per liquidare le richieste del 2012 e 2013 per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati (18 milioni). 7 mv [ra Imche c osbicoli «<:itta lilc con i di,abilìx Rifiuti Pagina 5

8 Rivara e il candidato Palazzi in via Battisti dove la rastrelliera blocca il passaggio. A destra un'anziana in difficoltà alle Poste di piazza Martiri Dislivello da paura perii marciapiedi tra piazza D'Arco e via Porto (foto Scac r Rifiuti Pagina 6

9 Servizi pagati anche con il solare Medole. L'impianto fotovoltaico da introiti usati per il sociale e la raccolta rifiuti / MEDOLE Nel consiglio comunale di ieri pomeriggio a Medole si è discusso il bilancio consultivo del In sala erano presenti anche i tecnici e i revisori dei conti. Dunque, capitolo conti dell'ente pubblico. «La nostra filosofia è identica a quella di sempre - ha spiegato il sindaco Giambattista Ruzzenenti - e cioè arrivare il più possibile vicino allo zero, perché riteniamo che serva agire sul bilancio per garantire i servizi e spendere, in modo accurato, i soldi a disposizione dell'ente». Il bilancio, presentato dall'assessore Caiola, è positi- II sindaco Ruzzenenti vo, perché l'anno si chiude con un avanzo d'amministrazione di circa 66 mila euro. Le entrate tributarie sono state di circa due milioni di euro, con un milione e 600 mila euro derivati dalle imposte, e 486 mila dai trasferimenti dello Stato. Le entrate extratributarie sono di circa un milione e 300 mila euro. In sintesi, dunque, le entrate sono pari a 3 milioni e 576 mila euro e le uscite sono pari a 3 milioni e 473 mila euro. L'amministrazione comunale medolese, dunque, investe circa 22% delle risorse nei servizi sociali e il 21% nella gestione dei rifiuti, servizi onerosi che però sono garantiti anche grazie alle entrate extratributarie dovute all'impianto fotovoltaico. «Constatiamo che i Comuni oggi adempiono a molte loro funzioni grazie all'aiuto prezioso dei volontari» ha concluso il sindaco. Il bilancio, nesso quindi ai voti, è passato con i voti della maggioranza. Per quanto riguarda la scelta dei rappresentanti nella neonata Unione "Castelli Morenici", i due membri designati sono Angela Botturi per la maggioranza e Mauro Ballista perla minoranza. Quanto al piano di razionalizzazione delle partecipate il consiglio mantiene le partecipazioni in Apam, Siam e Sisam e, invece, esce dalla partecipazione (0,2% di quote) di Asep, società di servizi di Porto Mantovano non ritenuta più strategica da parte della giunta medolese. Luca Cremonesi N,,,- il Np Energia Pagina 7

10 Mano tesa al Mondadori cia a 180mi1a euro Si del Comune al piano anti-crac: «Incassiamo una parte e il cantiere avanza» Sodano, indagato dall'antimafia insieme a Muto, esce al momento del voto di Sandro Mortari Il Comune ha deciso di dare una mano a Forum Mondadori per evitare il fallimento e riavviare il cantiere nell'ex autostazione delle corriere ormai fermo da tempo. Ieri, infatti, la giunta ha accettato di aderire alla proposta di ristrutturazione del debito avanzata dalla società di cui fino a poco tempo fa è stato prima presidente e poi liquidatore Antonio Muto, l'imprenditore di Levata coinvolto nell'inchiesta della procura antimafia di Brescia sulle infiltrazioni dell'ndrangheta nelle istituzioni e nell'economia lombarde. L'esecutivo di via Roma vantava un credito di euro nei confronti della Forum Mondadori per l'occupazione di suolo pubblico relativa al cantiere allestito nell'ex autostazione dell'apam e nella zona di via Conciliazione; con la decisione di ieri il credito si riduce a 76mila euro, il 30% dell'intera somma. La decisione è stata presa all'unanimità, con il sindaco Nicola Sodano che è uscito dalla stanza al momento del voto visto che è coinvolto nella stessa inchiesta in cui è finito Muto. «Abbiamo confermato quanto avevamo già deliberato in giunta l'anno scorso - ha detto l'assessore al bilancio Roberto Irpo -. La Forum avrebbe dovuto presentare al giudice il piano di ristrutturazione del debito entro 60 giorni dalla nostra precedente decisione ma ha lasciato scadere i termini, per cui la nostra delibera di allora era decaduta. Tempo dopo la società ci ha presentato la stessa richiesta e noi l'abbiamo riaccolta». La Forum aveva presentato la nuova richiesta di adesione alla ristrutturazione del debito alla fine del 2014, prima che il sindaco Sodano venisse a conoscenza di essere indagato dalla procura antimafia di Brescia. E giusto un paio di giorni prima che fosse reso noto il suo coinvolgimento, nel gennaio scorso, Sodano aveva dato disposizione affinchè la richiesta di sconto non fosse più sottoposta all'attenzione della sua giunta e, quindi, lasciata decadere. Poi, una volta che Muto era uscito di scena lasciando sia la società che il suo incarico di liquidatore, la Forum Mondadori ha avanzato una nuova istanza che la giunta decideva di riesaminare non prima, però, di averla sottoposta al vaglio del segretario generale e del l'ufficio legale. Ieri, infine, è arrivato il loro via libera motivato in una relazione illustrata agli assessori. «Quel dadori: su credito - spiega Irpo - è un canone che ha natura patrimoniale e non tributaria; quindi, è un credito non privilegiato che, in caso di fallimento, avremmo perso completamente, oltre che avuto il blocco del cantiere per non si sa quanti anni. Se, invece, il giudice accogliesse l'istanza di ristrutturazione del debito, noi incasseremmo il 30% del nostro credito e, soprattutto, si aprirebbe uno spiraglio per terminare il cantiere, oggi un buco nel cuore della città». E proprio il fatto li rischio di fall ento della società di Antonio Muto non voler lasciare un'opera incompiuta, che sta creando notevoli problemi di igiene e sicurezza ai residenti, a due passi dal centro storico, spinge Irpo a giudicare «ineccepibile» la scelta fatta dalla giunta. «È un bel passo in avanti verso la salvezza della società, ma non ancora quello decisivo» è il commento di Claudio Silocchi, uno dei legali della Forum Mondadori. Che aggiunge: «Abbiamo raccolto l'adesione alla proposta di ristrutturazione del debito di quasi tutti i creditori; all'appello adesso mancano ancora 2-3 fornitori su cui stiamo ancora lavorando». L'appuntamento in tribunale è per giovedì prossimo 14 maggio, giorno in cui è in calendario l'udienza davanti al giudice fallimentare.,nmj. xl1toml,u ori 1fi, unci a IßOniiluciiru Politica locale Pagina 8

11 Giovedì sarà il giorno X: il giudice decide sul rischio fallimento I Igiorno decisivo perle sorti di Forum Mondadori sarà giovedì 14 maggio. Quel giorno è in programma l'udienza davanti al giudice fallimentare che dovrà decidere se accogliere o meno la proposta di ristrutturazione del debito avanzata dal liquidatore della società, Marco Esposito, e dai suoi legali. se la risposta dovesse essere negativa, Forum Mondadori sarebbe destinata al fallimento come è già successo per iniziativa piazzale Mondadori, proprietaria all'87,35% della prima società e che è stata dichiarata fallita il 19 marzo scorso (curatore è stato nominato l'avvocato Matteo Sinelli) e per società consortile piazzale Mondadori, fallita il 22 gennaio (curatore il dottor Paolo Rebecchi). Le due società avevano accumulato debiti per 17 milioni di euro. Gli avvocati di Forum Mondadori stanno lavorando per ottenere le ultime adesioni dei creditori alla proposta di ristrutturazione del debito (30 milioni). Politica locale Pagina 9

12 iltarri ette De Marchi alle elezioni Accolto il ricorso, ok al dodicesimo candidato; «E adesso avanti da solo contro tutti». Oggi il nuovo sorteggio delle liste Luca de Marchi e la sua lista correranno alle elezioni comunali del 31 maggio. Lo ha deciso il Tar di Brescia che ieri ha accolto il ricorso dell'ex leghista contro l'esclusione decretata dalla commissione elettorale circondariale. I candidati sindaci salgono, così, a 12, mentre le liste a 18 con 494 aspiranti consiglieri comunali. «Sono stato riammesso a pieno titolo» esulta de Marchi da Milano dove sta assolvendo all'incarico ricevuto dall'assessorato regionale all'agricoltura. Ed esulta parimenti il suo legale, l'avvocato Paolo Gianolio, ieri presente all'udienza: «È stata una sentenza innovativa che ha accolto in pieno il nostro ricorso». La lista, dunque, ritorna a 21 candidati, visto che sono stati ammessi i quattro che la commissione aveva ricusato per la mancanza dei certificati elettorali (il 22, invece, è stato depennato per non aver firmato l'accettazione della candidatura). L'udienza, iniziata alle 12, è durata poco più mezz'ora; alle i giudici hanno letto il dispositivo della sentenza favorevole a de Marchi e alla sua lista «De Marchi per Mantova». «Mi dispiace solo che un cittadino debba ricorrere al Tar per sanare un vizio burocratico per farsi riammettere alle elezioni - osserva l'ex leghista -. Tutto questo poteva essere A Luca De Marchi mostrala sua lista: correrà da sindaco evitato se si teneva conto che il mio diritto a concorrere era stato sancito dalla volontà di chi aveva firmato per la mia candidatura». Carico come non mai, de Marchi annuncia: «E adesso, avanti tutta come ho fatto da cinque anni a questa parte. La mia sarà una candidatura di rottura rispetto a centrodestra e a centrosinistra e se sarò eletto sindaco - promette - rinuncerò allo stipendio. Io sono contro questo centrosinistra guidato da Palazzi che è solo la continuità degli ultimi 15 anni di malgoverno, così come sono contro il centrodestra della Bulbarelli che rappresenta i cinque anni del nulla del sindaco Sodano». Dopo la decisione del Tar questa mattina la commissione elettorale circondariale si riunirà per prendere atto della sentenza e riammettere la lista di de Marchi; poi, nel pomeriggio, verrà effettuato un nuovo sorteggio per determinare la posizione dei vari candidati e delle liste sulla scheda elettorale sempre più extralarge. Intanto, su Facebook si scatenano i commenti a favore di de Marchi. L'ex segretaria della Lega cittadina e candidata nella lista di de Marchi, Elisa Grazioli, prende di mira l'esponente del Carroccio, «il riesumato» Adriano Cattaneo, che aveva definito de Marchi un black bloc: «Da qui al 31 maggio rimpiangerà sia le tute nere che i centri sociali». (Sa.Mor..) Il 'Ianiammetta Uc,Uarii ulle cle>ioui Politica locale Pagina 10

13 Stanziati 150mila euro per le attività. Attesa la mostra "Guardando all'urss" di fine mese Sodano approva i piani di Mangoni per il Centro Te La giunta comunale ha approvato il programma 2015 delle attività del Centro Te, la concessione delle Fruttiere e lo stanziamento della quota associativa dell'anno in corso di 100mila euro, cui si aggiungono 50mila euro come contributo. Sono state condivisele proposte del Centro della nuova èra Mangoni di allestire la mostra "Guardando all'urss" alle Fruttiere dal 30 maggio al 4 ottobre e una seconda esposizione dedicata all' architetto Aldo Andreani nel periodo successivo. «Contrariamente a quello che ha sostenuto la presidente del II sindaco Nicola Sodano comitato scientifico Sylvia Ferino -ha commentato il sindaco Nicola Sodano - non sono mai state cassate le mostre proposte dal Centro. La decisione della giunta di oggi lo dimostra». Sodano ha ricordato che via Roma ha già predisposto il programma degli eventi estivi che copre tutto il periodo di Expo e arriva fino alla fine di ottobre. La stagione si completerà con la serata musicale di Radio Bruno che si terrà in piazza Sordello il 10 luglio. L'esecutivo ha dato anche l'ok al piano industriale di Aster illustrato dall'assessore al bilancio Roberto Irpo che conferma tutti i servizi che Aster eroga, come la gestione della mobilità, la gestione degli immobili e delle aree verdi comunali, le iniziative di promozione turistica del territorio, la gestione e la realizzazione di sistemi di information comunication tecnology e gestione della notifica degli atti. La società in house del Comune, questa novità, si occuperà anche della gestione del campo nomadi di via Guerra e della gestione del punto di informazione turistica all'interno della Rocca di Sparafucile. Politica locale Pagina 11

14 MONTICELLI. I l Consiglio non aumenta le tasse Aliquote c Nessun <aitocchino» per Irpef, Tasie1 Il sindaco: «Molte risorse statali latitano ma noi rispa ieremo» A Monticelli il Comune non aumenteràle tasse. Lo ha deciso il Consiglio comunale alcuni giorni fa confermando le stesse aliquote dell'anno precedente relative all'addizionale comunale all'irpef, alla Tasi,e alla Tari. Sulla tassa rifiuti, inoltre, il parlamentino locale ha deciso di esonerare chi per lavoro, o studio, rimanga lontano da casa per l'intero anno. Il Consiglio ha poi approvato il bilancio annuale 2015, quello pluriennale 2015/2017, la relazione previsionale e programmatica col programma triennale e l'elenco annuale delle opere pubbliche. «Da segnalare - ha fatto notare il sindaco Paolo Musatti - che abbiamo appreso qualche giorno fa che lo Stato ci ha defalcato ulteriori 57 mila euro, per cui abbiamo dovuto racimolarli per far quadrare il bilancio, prevedendo più introiti relativi all'accertamento delle imposte. Dalla lotta all'evasione contiamo di incamerare circa, 50mila euro. Non ci sarà la caccia alle streghe machi deve pagare lo farà». Diverso è il discorso di chi è in «vere difficoltà economiche»: il sindaco esorta queste persone a contattare gli uffici comunali. «Cercheremo nel limite del possibile di dar loro una mano. Altre risorse le recupereremo dal risparmio di alcune spese perla scuola e dal riscaldamento della palestra». Il Comune dovrà rinunciare alla volontà di assumere personale. «I nostri dipendenti sono troppo pochi e va loro un plauso per il gran lavoro che fanno. Avremmo voluto assumere almeno una persona ma è impossibile» LO STATO, spiega il primo cittadino, trasferirà circa, «160 mila euro in meno rispetto al passato: per cui dovremo fare salti mortali, ma garantiremo i servizi come gli scorsi anni così come il sostegno alle varie associazioni che sono il cuore pulsante del paese». La Giunta prevede «importanti entrate dal comparto Ercos», anche se prima di dire la parola definitiva, sul recupero di questa zona centrale, il sindaco «attende di vedere definiti i particolari». Bilancio approvato con i voti favorevoli della maggioranza e i voti contrari delle minoranze, secondo le quali il rendiconto è poco frizzante e per nulla incisivo. F.sco. Rifiuti: Scenario Pagina 12

15 li progetto sui rifiuti Cassonetti interrati in centro storico, il plauso Co co ercio VERONA (1.a.) Il via libera delle Soprintendenze dà un'ulteriore accelerata al progetto per interrare i cassonetti nelle strade del centro storico. Che incassa anche un parere positivo da parte dei commercianti. Dopo il dialogo dell'altra mattina tra i due Soprintendenti e i vertici di Amia (Miglioranzi e Alfeo) e Comune (Toffali), arriva infatti il plauso di Confcommercio, secondo la quale il progetto, che sta entrando ormai nella fase esecutiva, è «un passo importante per valorizzare e migliorare la fruibilità del centro storico nei confronti di residenti e turisti». Confcommercio lo afferma in due lettere inviate a Miglioranzi e Toffali, dopo il nostro articolo sulla decisione della Soprintendenza di dare il benestare al progetto. Secondo i firmatati della lettera, Bepino Olivieri e Giorgio Sartori - rispettivamente presidente Confcommercio della I Circoscrizione e direttore generale dell'associazione - è «un tassello che va incontro alle esigenze degli operatori del terziario di mercato e del turismo per elevare il decoro urbano della zona storica». L'assessore all'ambiente, Toffali, sottolinea a sua volta anche il valore ecologico di questa scelta. «I cassonetti sotterranei avranno la funzione anche di "comprimere" al massimo i rifiuti, segnalando quando sarà raggiunto il "pieno" del contenuto. In questo modo - aggiunge Toffali - abbiamo calcolato una notevole riduzione dei viaggi degli automezzi Amia nelle strade del centro storico». Come abbiamo scritto ieri, il progetto di Amia è molto simile a quello già in uso a Firenze (per esempio accanto al Duomo), dove i «cassonetti intelligenti» sono dotati di un computer, vengono alimentati a energia solare e, come i cellulari, sono dotati di un sistema Gprs. Un sistema a ultrasuoni consente di «misurare» la quantità di immondizia «compressa» all'interno, inviando i dati aggiornati alla centrale per programmare il passaggio dei camion di raccolta. I cassonetti sono in grado anche di dare l'allarme se scoppia un incendio all'interno del contenitore. Rifiuti: Scenario Pagina 13

16 Il rn%r istero clell rrrbïeute Icxvorc1 u, uu decreto che r ivolr.1zior a 1(1, cle{iuizioue dei residui nottoprodotti Stoccati al massi DI GIORGIO AMBROSOLI li uffici del ministero dell'ambiente stanno lavorando a tappe forzate a un decreto che integri la nozione di sottoprodotto. Infatti, l'art. 184-bis, secondo comma 2, del Tua (dlgs 152/2006) prevede che con uno o più decreti siano adottate misure per stabilire criteri qualitativi o quantitativi da soddisfare affinché specifiche tipologie di sostanze o oggetti siano considerati sottoprodotti e non rifiuti. La bozza di decreto che ItaliaOggi ha potuto leggere introduce una serie di condizioni e limiti sconosciuti alla normativa primaria: per esempio la nozione di «residuo-rifiuto» e il vincolo che il sottoprodotto possa essere stoccato al massimo per un anno. Ma non basta: introduce la regola che il sottoprodotto sia in quantità tale da essere destinata al successivo utilizzo (condizione piuttosto difficile se il sottoprodotto è tipicamente un prodotto secondario della produzione), uno specifico formulario di identificazione e che non possa in alcun modo essere commercializzato. Condizioni che non trovano alcun riscontro nel quadro normativo comunitario ed ridotti a rifiato per un anno e non píù vendibili europeo. Completa il decreto un elenco non esaustivo di sottoprodotti da incentivare con il sistema delle tariffe delle fonti rinnovabili e che quindi diventano combustibili veri e propri. Insomma il sottoprodotto non è un L'art. 184-bis del dlgs 152/2006, come modificato dal dlgs n. 205/2010, ha recepito la nozione di rifiuto contenuta nella direttiva n. 98/2008 «1. E un sottoprodotto e non un rifiuto ai sensi dell'articolo 183, comma 1, lettera a), qualsiasi sostanza o oggetto che soddisfa tutte le seguenti condizioni: a) la sostanza o l'oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto; b) è certo che la sostanza o l'oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi; c) la sostanza o l'oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale; d) l'ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l'oggetto soddisfa, per l'utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell'ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull'ambiente o la salute umana». rifiuto, ma in fondo non se ne discosta troppo se il dicastero introduce tali e tanti vincoli. LA DOTTRINA E LA NORMA- TIVA. La nozione di «sottoprodotto» viene introdotta dalla Corte europea di giustizia che, in ripetute sentenze, ne dà un quadro definitorio ad iniziare proprio dalle modalità produttive. All'evoluzione della giurisprudenza della Corte di giustizia europea segue la Comunicazione interpretativa in materia di rifiuti e di sottoprodotti (datata 21 febbraio 2007 Com 2007/59) che, benché antecedente alla direttiva del 2008, è ancora attuale ed offre spunti di riflessione. Con la direttiva 2008/98/ Ce sui rifiuti trova ingresso nella normativa comunitaria la nozione di «sottoprodotto». L'art. 5 della predetta direttiva stabilisce le condizioni affinché determinate sostanze suscettibili di un utilizzo economico possano essere reintrodotte nel ciclo economico senza la necessità di essere sottoposte alle operazioni di trattamento previste per i rifiuti. Una norma immediatamente operativa che non necessita di integrazioni e specificazioni. - Riproduzione riservata Rifiuti: Scenario Pagina 14

17 Per iscriversi non vale la sublocazione Albo ambientale, e e con mezzi propri DI MARCO OTTAVIANO Per iscriversi nell'albo gestori ambientali non è ammessa la disponibilità dei veicoli a titolo di sublocazione o di subcomodato da parte dell'autotrasporto di cose per conto di terzi. In via generale, viene consentita la disponibilità mediante comodato senza conducente di veicoli adibiti ad uso proprio aventi massa complessiva a pieno carico inferiore o uguale a 6 t. Ai fini dell'iscrizione all'albo le imprese allegheranno alla domanda, copia del contratto di comodato senza conducente corredata di dichiarazione di conformità all'originale rilasciata ai sensi dell'articolo 47 del dpr 445/2000. È con la circolare del comitato nazionale gestori del 30 aprile 2015 n. 345, che vengono fornite indicazioni sulla disponibilità temporanea mediante comodato o locazione senza conducente di veicoli adibiti al trasporto di cose, ai fini dell'iscrizione. Il comitato spiega che relativamente al trasporto per conto di terzi, ai sensi dell'art. 84 del codice della strada, i veicoli di massa complessiva inferiore o uguale a 6 t. possono essere ceduti in locazione sia da imprese che esercitano l'attività di locazione di veicoli ai sensi dell'art. 84, comma 4, del codice della strada, sia da imprese di autotrasporto regolarmente autorizzate (iscritte all'albo degli autotrasportatori per conto di terzi e, ove previsto, al Ren), mentre i veicoli di massa complessiva superiore a 6 t. possono essere ceduti in locazione esclusivamente da queste ultime. Ricordiamo che con la circolare prot. n del 16 marzo 2015, il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha chiarito che nell'ambito dell'esercizio dell'attività dell'autotrasporto di cose per conto di terzi non è ammessa la disponibilità dei veicoli a titolo di sublocazione o di subcomodato. Il comitato ritiene che lo stesso principio debba essere applicato anche al caso di disponibilità di veicoli per il trasporto in conto proprio presi in locazione. -n Riproduzione riservata Rifiuti: Scenario Pagina 15

18 L'ad Del Fante: «Buon trend di crescita» - Effetto Robin tax sull'utile del trimestre Terna, balzo dei ricavi e dei margini ROMA Effetto Tamini sui risultati di Terna che manda in archivio i conti del primo trimestre con ricavi in crescita del 7,4%, a quota 513,3 milioni di curo, sospinti dal balzo di 14,8 milioni dell e attività non regolate (+88,600), su cuihainciso la societàrilevatadallaspa dell'altatensione nei mesi scorsi. Salepoil'Ebitdache si è attestato a401,6 milioni (+2,9%) - con l'ebitda margin al 78,2% (a fronte dell'81,6%io registrato nei primi tre mesi del 2014) - e avanza anche l'utile netto a 165,2 milioni (in rialzo de113,8%), grazie al doppio beneficio fiscale derivante dalla bocciatura della Robin tax ad opera della Consulta e dalla deducibilità ai fini Irap del costo del personale a tempo indeterminato previsto dall a legge di stabilità In crescita dell'1,4 io risulta anche l'ebit, pari a 281,3 milioni, mentre l'indebitamento raggiunge quota 6,51 miliardi di curo, in calo di 449,6 milioni rispetto al dato registrato a fine dicembre (6,96 miliardi di euro). L'ad Matteo Del Fante parla di «unbuontrenddi crescita» ericorda che è stato avviato, con il business plan presentato a fine marzo, «il percorso volto all'efficienza operativa ed processo di ricambio generazionale (con incentivi all'uscita volontaria per chi è vicino alla pensione e il contestuale inserimento di giovani leve, 41 nel corso del trimestre, ndr)». La rotta, conferma l'ad, resta puntata «sull'impegno nello sviluppo della rete di trasmissione elettrica nazionale, anche in un'ottica di integrazione delle reti europee». E, a tal proposito, DelFante ribadiscelatabella di marcia prevista per uno dei tasselli clou della rete dellapenisola. «Siamo impegnati a collegare la Sicilia al resto del paese entro la fine del 2015», spiega il numero uno davanti agli analisti, affiancato dal cfo, Pierpaolo Cristofori, con riferimento alla Sorgente-Rizziconi. Quanto all'annunciata acquisizione della rete elettrica di Ferrovie, l'ad ricorda che il boccino è in questo momento nelle mani dell'authorityper l'energia che è chiamata a quantificare la Rab (cioè la remunerazione del capitale investitonetto aifmiregolatori) dell'asset oggetto della compravendita (9.300 chilometri dilinee e42o stazioni). «Speriamo arrivi nelle prossime due settimane - prosegue Del Fante - ma probabilmente slitterà. Ci potrebbe volere qualche settimana in più, entro l'estate». La stessa deadline prevista anche per una prima indicazione sul Wacc (media ponderata del costo del capitale) che sarà riconosciuto alla società dall'aeeg nei prossimi anni e che dovrebbe attestarti «intorno a15%», controil 6,3%io attuale. Qualche analista chiede poi conto della Grecia e della gara per la privatizzazione di Admie, per ora congelata dal governo Tsipras. Il dossier, ribadisce Del Fante, è in questo momento fuori dai radar di Terna vista anche l'incertezza che ruota attorno alla partita complessiva delle privatizzazioni greche. Ce. Do. Energia: Scenario Pagina 16

19 Il Comune all'ex r «Via i serbatoi in 10 eria les, la prescrizione suggerita al ministero per favorire la reindustrializzazione Ed e già stato scelto l'esperto anti-ricorsi. La Segala: «Ma il dialogo continua» di Sandro Mortari Dieci anni per rimuovere sia gli enormi serbatoi per i quali non è più previsto il riutilizzo che le condotte interrate e i terreni evidentemente contaminati. Sono queste le prescrizioni che il Comune di Mantova ha imposto alla les fin dall'ottobre 2014 dopo che il gruppo Mol ha deciso, quasi due anni fa, di trasformare la raffineria in un deposito. L'ultima parola spetterà, però, al ministero dello sviluppo economico che dovrà emettere il decreto che autorizzala trasformazione dello stabilimento in deposito di oli minerali e inserirvi le prescrizioni di via Roma. E siccome non è scontato che la les accetti passivamente di accoglierle, il Comune, si è tutelato. Proprio per evitare contestazioni e ricorsi, si è affidato all'avvocato Luciano Butti dell'importante studio legale B&P di Verona specializzato in diritto ambientale, stanziando euro per un'assistenza che durerà sino alla fine di quest'anno. Via Roma si è cautelata, ma senza alcun intento persecutorio nei confronti dell'azienda «con cui - tiene a precisare l'assessore all'ambiente Vanna Segala - il rapporto è molto aperto e il dialogo continuo». Il problema, però, come ammette l'assessore, è che, durante vari incontri, sono state riscontrate nella les perplessità circa il ripristino ambientale che dovrà effettuare. Una parentesi. La legge Monti stabilisce che per la trasformazione da raffineria in deposito la bonifica, se è garantita la sicurezza del sito dal punto di vista ambientale, può essere rimandata, mentre il ripristi- L'assessore Vanna Segala. Accanto le ciminiere dei l'ormai ex raffineria les instrada Cipata no ambientale va fatto comunque. Bonifica e ripristino ambientale sono previsti dall'autorizzazione integrata ambientale che la les ha avuto nel 2009, mentre invece nel luglio 2014 ha chiesto l'autorizzazione unica ambientale per gli scarichi di acque reflue, le emissioni in atmosfera e l'impatto acustico relativa al deposito di oli minerali, per la quale è tuttora in corso il procedimento per il rilascio. «Togliere i serbatoi che la les non utilizzerà è indispensabile per favorire la reindustrializzazione dell'area - dice la Segala -. La nostra è una proposta flessibile, nel senso che all'azienda abbiamo detto che di fronte ad un suo piano di reindustrializzazione potrà utilizzare tutti i serbatoi di cui avrà bisogno». Attualmente i serbatoi della les sono una sessantina, di cui 35 dovrebbero, secondo una prima stima dell'azienda, essere di- Segnalazioni Pagina 17

20 smessi; però, su questo fronte secondo il Comune la situazione è molto delicata e in continua evoluzione, per cui bisogna muoversi con i piedi di piombo senza negare alla les la possibilità di un eventuale riutilizzo dei serbatoi prima scartati. Di qui la necessità di avere un supporto tecnico-giuridico da parte di avvocati specialisti in diritto ambientale. «Noi stiamo cercando il dialogo con l'azienda - insiste l'assessore - e la lettura coerente della normativa anche con il supporto di esperti non può che aiutare tutti a tenere aperta la complessa fase della reindustrializzazione e del ripristino ambientale». L'ultima parola, come detto, spetta al ministero dello sviluppo economico a cui la les ha chiesto l'ok alla dismissione dello stabilimento. «Stiamo aspettando - dice Umberto Maffezzoli, consulente ambientale del Comune - di ricevere dal ministero la convocazione per la terza conferenza di servizio in cui verrà valutato il nostro percorso condiviso, tra l'altro, dalla Regione e dagli altri enti». Segnalazioni Pagina 18

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