La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma

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1 La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma OBIETTIVI Da qualche anno a questa parte, le soluzioni di trasporto condivise stanno conoscendo una stagione di grande sviluppo, in particolare nelle grandi aree urbane europee, comprese alcune in Italia. Alcune tra queste modalità di condivisione del mezzo di trasporto non sono in verità nuove, e si può anzi dire che fanno parte del pacchetto (ormai) tradizionale di misure alternative di mobilità che si collocano al confine tra mezzo individuale e mezzo collettivo, si pensa al car sharing, al car pooling e al taxi collettivo, oppure che chiamano in causa la promozione dell uso della bicicletta (bike sharing) o ancora che interessano il trasporto merci (van sharing). Si tratta di misure ampiamente sperimentate anche nelle aree italiane, di norma gestite da soggetti pubblici (Amministrazioni/Agenzie/Aziende), la cui capacità di incidere nelle scelte di mobilità dei cittadini, e quindi di modificare in modo percettibile il modal split urbano, è però risultato e tutt ora risulta il più delle volte modesto. La forte espansione di questi sistemi negli ultimi anni in specifiche realtà urbane è stata invece determinata dall entrata in campo di soggetti privati che hanno proposto modelli di offerta dei servizi molto più flessibili e appetibili per i potenziali utenti. E successo nel car pooling (es. il sistema Blablacar), nel servizio taxi (il celebre caso Uber) e nel car sharing (modello a flusso libero gestito da società private o miste pubblico private). Di fatto, nelle città dove sono state introdotte queste nuove formule organizzative, in Italia in particolare a Milano e poi a Roma, lo sviluppo della shared mobility è stato molto forte, come attesta

2 ad esempio la crescita esponenziale degli abbonamenti per il car sharing. Come tutti i fenomeni di rapida espansione, a maggior ragione nel settore dei trasporti, gli effetti sui sistemi urbani della shared mobility non sono stati valutati in misura adeguata. Sono effetti non conosciuti sulla composizione della domanda soddisfatta di trasporto (ad es., se c è riduzione del trasporto individuale o semplice sostituzione del trasporto collettivo), sulla riduzione del parco auto in possesso delle famiglie, sulla modifica strutturale degli stili di mobilità dei cittadini (la condivisione come nuovo atteggiamento culturale verso la mobilità, che potrebbe avere implicazioni anche per una gestione maggiormente condivisa di spazi pubblici oggi di fatto sequestrati dalle auto private). E ci si interroga anche sulle ulteriori potenzialità di penetrazione di questi innovativi modi di trasporto o sulla sostenibilità economica dei loro modelli di business, e quindi sulla prospettiva di assistere nel tempo ad un incremento del numero di operatori nel settore. La città di Roma punta ad incrementare in modo significativo la shared mobility ed in particolare ha sperimentato recentemente l introduzione del car sharing a flusso libero con due importanti operatori, registrando come già accaduto a Milano un grande interesse presso i cittadini. L obiettivo principale della ricerca è pertanto quello di approfondire sul piano analitico e conoscitivo i fenomeni della shared mobility, e in particolare del car sharing, nel contesto metropolitano della Capitale, da un lato ricostruendone i profili quantitativi (abbonati, numero spostamenti, valori economici ecc.) e di mercato (chi sono gli utenti, le caratteristiche degli spostamenti, le motivazioni di scelta ecc.), e dall altro valutandone l impatto sul sistema della mobilità urbano (concorrenza con gli altri modi di trasporto, costi/benefici in termini di congestione, impatto ambientale, sicurezza, ecc.). Ulteriore obiettivo della ricerca è suggerire, anche sulla scorta delle esperienze di altre città in Italia (Milano ) e in Europa, le

3 politiche da attivare per dare impulso nella Capitale alla shared mobility anche nelle altre articolazioni (bike sharing, taxi, car pooling, van sharing ), favorendo allo stesso tempo l integrazione con il trasporto pubblico, in modo da ampliare sensibilmente la quota di mobilità sostenibile nel suo insieme. DESCRIZIONE DEL PROGETTO DI RICERCA L indagine si articolerà in diverse fasi. Nella prima fase si effettuerà una ricognizione di base sui modi di trasporto innovativi definibili come condivisi, indagando sugli aspetti definitori, sui modelli di funzionamento e sulla loro evoluzione, nonché nei limiti del possibile in base alle fonti disponibili disegnando alcune mappe quantitative di presenza e di penetrazione in Europa e in Italia (dove i diversi sistemi sono presenti, con quali numeri ecc.). Nella seconda fase l indagine si sposterà sull analisi in profondità di alcuni casi di successo in Italia e in Europa, soprattutto nelle grandi aree metropolitane, con l obiettivo di individuare i punti di forza e le ragioni del successo, nonché la loro eventuale replicabilità in altri grandi contesti urbani (a Roma in particolare). Nella terza fase, l attenzione dello studio si concentrerà sulle politiche di shared mobility nell area metropolitana di Roma, analizzando in profondità l evoluzione dei diversi sistemi sperimentati (car sharing, bike sharing, taxi collettivo ecc.), il dimensionamento dell offerta di servizi e della domanda soddisfatta (e la loro dinamica nel tempo), i modelli di funzionamento (aspetti economici, trasportistici, organizzativi, di marketing e comunicazione ), le ragioni dei successi e degli insuccessi. Fino ad un analisi in profondità dei casi più recenti di introduzione dei nuovi modelli di offerta del car sharing (Enjoy e Car2Go), anche attraverso eventuali interviste dirette a campioni di utenti.

4 La quarta fase infine sarà dedicata ad una valutazione delle prospettive di mercato e di ulteriore espansione della shared mobility a Roma, in logica di integrazione con il trasporto pubblico, attraverso indagini o focus group sulla domanda potenziale e, sulla base delle analisi sui casi di studio condotta in particolare nella fase 2, attraverso una serie di suggerimenti di policy per accompagnare i processi di ulteriore crescita di questi sistemi. STRUMENTI Lo studio si avvarrà di una strumentazione metodologica articolata, specifica per ciascuna fase dell indagine. 1. Fase preparatoria e raccolta dati In questa fase la metodologia di analisi è soprattutto desk attraverso la raccolta e l esame della letteratura, degli studi più significativi, della documentazione normativa e delle statistiche sul tema della shared mobility, con particolare riferimento alle aree metropolitane. Questa fase fornirà la base concettuale e analitica per l intero progetto di ricerca. 2. Analisi dei casi di studio in Italia e all estero Si indagheranno in profondità almeno 3 casi di buone pratiche di shared mobility in Italia (in aree metropolitane), attraverso l analisi della documentazione e dei dati disponibili e alcune interviste mirate per la valutazione delle ragioni del successo. Per la rassegna degli altri casi significativi in Italia e dei casi esteri rilevanti (in Europa ma non solo) ci si avvarrà della documentazione disponibile sui siti internet, eventualmente integrata da contatti telefonici e/o online. 3. Analisi della situazione a Roma L indagine sarà condotta a partire dalla documentazione e dai dati disponibili (anche in serie storica). Approfondimenti specifici

5 sulle politiche adottate e sui recenti casi di successo del car sharing saranno effettuati anche con interviste in profondità ad amministratori e operatori. Lo studio del caso Roma per il car sharing a flusso libero sarà completato da un indagine diretta su un campione di utenti. 4. Analisi del mercato potenziale e suggerimenti di policy Per questa sezione finale dello studio sarà effettuata un indagine campionaria (o alcuni focus group) sui cittadini romani, al fine di valutare la disponibilità all uso dei sistemi innovativi della shared mobility e, allo stesso tempo, per orientare le proposte di policy che verranno elaborate. TIMING Il tempo necessario per il completamento dell attività di ricerca e per la consegna dell output finale è di 12 mesi DISSEMINAZIONE DELL INIZIATIVA Asstra si farà carico dell attività di disseminazione dei risultati emersi nell ambito della ricerca, dando risalto al ruolo della Camera di Commercio e degli altri soggetti che parteciperanno a suddetta analisi. Lo studio verrà presentato dall Associazione nell ambito dell attività convegnistica da essa condotta, alla presenza dei principali attori del settore tra cui i rappresentanti delle Istituzioni nazionali ma anche delle regioni, delle provincie e dei comuni italiani, del mondo universitario e dei principali operatori del settore.

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