Conoscere per Valorizzare ICT Settore strategico per il rilancio del sistema produttivo e dell economia

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1 Conoscere per Valorizzare ICT Settore strategico per il rilancio del sistema produttivo e dell economia

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3 Conoscere per Valorizzare ICT Settore strategico per il rilancio del sistema produttivo e dell economia Comitato di Monitoraggio: Domenico Galia (Presidente UNIMATICA), Andrea Merli (CONFAPI), Cesare Trebeschi (CESPIM), Walter Pilato (SLC CGIL), Piero Ferrulli (FISTEL CISL), Alessandro Cucchi (UILCOM UIL) Direzione Scientifica: Massimo Vanetti Coordinamento: CESPIM srl Hanno collaborato alla ricerca: CESPIM Campania, CESPIM Sicilia, CESPIM Veneto, CESPIM Umbria, Olga Totti, Giovanni Di Genio, Consorzio Qualità Italia (Giovanni Anselmi, Carlo Facchin, Paolo Landolfo), SLC CGIL, FISTEL CISL

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5 INDICE 1. SCOPO SINTESI MERCATO DIMENSIONE COMPLESSIVA POSIZIONAMENTO NEL QUADRO INDUSTRIALE ITALIANO CONGIUNTURA COMMERCIO ESTERO OCCUPAZIONE Andamento Retribuzioni RIASSUNTO DEL QUADRO ECONOMICO ARTICOLAZIONE DEL MERCATO TENDENZE TENDENZE SULLA STRUTTURA AZIENDALE TENDENZE TECNOLOGICHE Tecnologia HW Tecnologia SW e di sistema PREVISIONI EVOLUTIVE DELLE AZIENDE... 35

6 5.1 INVESTIMENTI VARIAZIONE DEI SERVIZI OFFERTI VARIAZIONE NEI PROCESSI PRODUTTIVI ADOZIONE DI NUOVE TECNOLOGIE COMPETENZE PROFESSIONALI FORMAZIONE FORMAZIONE FINANZIATA TRAMITE FONDI INTERPROFESSIONALI PARITETICI Adesione a fondi paritetici Formazione effettuata Grado di soddisfazione FORMAZIONE FINANZIATA TRAMITE RISORSE PROPRIE Formazione effettuata Grado di soddisfazione MOTIVAZIONE DELLA SCELTA DI FINANZIARE LA FORMAZIONE TRAMITE RISORSE PROPRIE BIBLIOGRAFIA... 49

7 INDICE DELLE TABELLE Tabella 1 - Variazioni % delle tariffe medie ( /giorno) 2010 su 2009 per le figure tecniche e consulenziali Tabella 2 - Quadro economico del settore Situazione attesa Tabella 3 Quadro economico del settore Situazione corrente... 29

8 INDICE DELLE FIGURE Figura 1 - dimensione del mercato del settore ITC dal 2008 al Figura 2 - Confronto tra i principali settori industriali dell'economia italiana (2006): % addetti e valore aggiunto sul totale Industria e servizi dell'economia italiana (2006) Figura 3 - Valore delle risorse umane: % Capitale umano per unità di prodotto (2006) Figura 4 - Andamento congiunturale settore informatico Figura 5 Natura degli investimenti previsti a medio/lungo termine Figura 6 - Variazioni previste nell'insieme dei servizi offerti Figura 7 Nuove tecnologie di cui si prevede l adozione Figura 8 - Tecnologie attualmente impiegate di cui si prevede la dismissione Figura 9 - Competenze professionali richieste a breve (un anno) Figura 10 - Competenze professionali richieste a medio/lungo termine (tre anni) Figura 11 - Competenze professionali di cui si ritiene di non aver più bisogno a medio/lungo termine (tre anni) Figura 12 - Adesione a fondi interprofessionali paritetici... 42

9 Figura 13 - Natura della formazione effettuata, finanziata tramite fondi interprofessionali paritetici Figura 14 - Problemi relativi al ricorso a fondi interprofessionali paritetici Figura 15 - Natura della formazione finanziata con risorse proprie... 46

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11 1. Scopo Questa ricerca ha come obbiettivo: Rappresentare un quadro della realtà delle PMI del settore ITC nel contesto della congiuntura presente; Analizzare prospettive e potenzialità evolutive del settore: Rappresentare il divario tra le nuove competenze richieste per porre in pratica le potenzialità individuate e le effettive competenze richieste; Individuare linee guida per l'elaborazione di percorsi formativi appropriati. La ricerca è stata condotta facendo riferimento alle indicazioni fornite da un gruppo di esperti del settore, integrate da indagini documentali e verificate per mezzo di una serie di interviste presso un campione di aziende operanti in diverse regioni d'italia. Si ritiene opportuno sottolineare che la predetta fase di interviste in azienda, non intende rappresentare uno scenario descrittivo del quadro italiano delle PMI, ma ha lo scopo di verificare quanto emerso nella fase precedente dell indagine. In altre parole le interviste sono utili per riscontrare, presso alcune realtà produttive della CONFAPI, degli scenari tematici della ricerca estrapolati dalla letteratura esistente e disegnati nell ambito del tavolo degli esperti. 11

12 2. Sintesi Il settore ITC è uno dei più rilevanti settori industriali italiani in Italia, sia in termini di numero di addetti sia come valore aggiunto. Per fare un confronto, è largamente superiore sia al settore della moda sia all'industria dell'auto. Nonostante questo dato di fatto, raramente il settore ITC viene trattato come un'entità definita nelle discussioni pubbliche riguardanti la vita economica (al contrario di quanto accade, per esempio, per la moda o l'industria automobilistica). Ciò può essere posto in correlazione con fatti molto diversi tra loro, come ad esempio la frammentazione del settore e la mancanza di società di nome che servano da riferimento per l'immaginazione, un saldo commerciale estero in costante negativo, la mancanza di un contratto collettivo di lavoro specifico (in genere le aziende del settore scelgono di adottare il CCNL dei Metalmeccanici oppure quello del Terziario/Commercio), fino al fatto che anche i codici statistici (ATECO) non sembrano studiati per fotografare compiutamente il settore. Data la rilevanza del settore e la dimensione della forza lavoro è ancora più grave l'andamento del mercato relativo, che è in calo costante negli ultimi anni sia in termini di fatturato che di profittabilità, gravata quest ultima dall imposizione dell IRAP correlata direttamente al costo del personale a differenza degli altri settori dove le materie prime 12

13 incidono più significativamente. Anche per il prossimo futuro non si prevedono sensibili miglioramenti. Non tutte le aziende soffrono allo stesso modo. Alcune, specialmente quelle che si occupano di vendite al consumo e quelle che offrono determinati prodotti e servizi di qualità alle aziende registrano anzi una crescita. In ogni caso il numero delle aziende strutturate è in calo, aumentano invece le micro-aziende, in special modo le ditte individuali. Stallo degli stipendi per il 90% delle aziende IT e retribuzioni 2010 ferme, divario di genere sostenuto. Continua il calo delle tariffe professionali, il taglio delle consulenze e il continuo slittamento verso le forme di lavoro atipiche. Calo persistente del mercato, ricontrattazione degli ordini, taglio dei costi: la crisi accentua il lavoro atipico, mentre il taglio dei costi e il crollo delle tariffe professionali determinano la perdita di talenti e di competitività per tutto il settore. Le aziende devono adeguare le competenze professionali della propria forza lavoro, sia per seguire le evoluzioni tecnologiche in atto sia per migliorare la propria capacità di creare valore per i clienti e per l'azienda stessa. In questo contesto la formazione professionale riveste un ruolo strategico in tutti i casi in cui è possibile una crescita professionale dei collaboratori, eppure si deve riscontrare che la formazione è in caduta 13

14 libera (-4,4%): il 77% delle piccole aziende IT non fa formazione e il 78% non ha percorsi di valutazione del personale. I fondi interprofessionali paritetici sono una realtà importante e in crescita (14%) ma non completamente sfruttata in tutte le sue potenzialità: la maggior parte del finanziamento avviene ancora facendo ricorso a risorse aziendali (86%). 14

15 3. Mercato 3.1 Dimensione complessiva Il valore complessivo del mercato del settore ITC in Italia nel 2010 si assesta intorno a 61,3 miliardi di euro, in calo costante negli ultimi anni. Nel 2005 il X Rapporto sulla tecnologia dell informazione e della comunicazione in Italia elaborato da Fti e CNEL lo valutava in 66,6 miliardi di euro, dato che lo collocava al quarto posto in Europa, dopo Germania, Regno Unito e Francia. Figura 1 - dimensione del mercato del settore ITC dal 2008 al

16 È interessante constatare che non sempre le aziende del settore percepiscono chiaramente questa tendenza complessiva. Per esempio, l'opinione del campione di aziende contattate durante questa indagine è quasi equamente suddivisa tra le diverse possibilità: Mercato in calo; Mercato stazionario; Mercato in crescita. 3.2 Posizionamento nel quadro industriale italiano Il settore ITC (IT + TLC) è uno dei più rilevanti settori industriali italiani, come si può vedere nella figura sottostante 1 : 1 Fonte: 1 Rapporto Assinform settore IT in Italia 16

17 Figura 2 - Confronto tra i principali settori industriali dell'economia italiana (2006): % addetti e valore aggiunto sul totale Industria e servizi dell'economia italiana (2006) Il settore è anche tra quelli che fanno uso più intensivo del capitale umano, come rappresentato nel grafico seguente 2. 2 Fonte: 1 Rapporto Assinform settore IT in Italia 17

18 Figura 3 - Valore delle risorse umane: % Capitale umano per unità di prodotto (2006) 3.3 Congiuntura 3 L informatica e telecomunicazioni presenta una situazione congiunturale in peggioramento. Il saldo relativo alla produzione corrente è passato da -4,6% a -13,5% e quello degli ordini è peggiorato da -5,5% a -14,5. 3 Fonte: Centro Studi Confapi 18

19 Figura 4 - Andamento congiunturale settore informatico Le difficoltà del settore in questo caso sono da imputare non solo al mercato interno, in cui gli ordini sono diminuiti da -7,4% a -20%, ma anche a quelli UE ed extra-ue, in pesante caduta. Considerazioni analoghe valgono per il fatturato, che ha subito una contrazione da - 1,9% a -13,3%, dovuta sia al mercato interno sia a quello estero. 3.4 Commercio estero Le imprese italiane che operano del settore dell'information Technology hanno, da sempre, difficoltà ad investire sull'innovazione tecnologica, pertanto il nostro Paese continua a collocarsi al di sotto di stati motore 19

20 del settore come la Germania e il Regno Unito. Rimane pertanto marginale il suo ruolo il tema di esportazioni verso altri mercati mondiali. Il livello di internazionalizzazione del settore IT ha ottenuto durante i primi nove mesi del 2010 un saldo della bilancia commerciale negativo pari a di euro, con un saldo normalizzato del -65,8%. Prendendo in considerazione il principale aggregato merceologico del settore informatico è possibile delineare la situazione degli scambi commerciali con l'estero. Per quanto riguarda le macchine ed i componenti informatici la situazione delle esportazioni nostrane verso i paesi dell'unione Europea presenta una variazione percentuale del -2,1% rispetto al Si è passati da a migliaia di euro nel Un aumento si è riscontrato verso i paesi europei non U.E, la variazione percentuale è stata del 33,6%, e, da un valore di migliaia di euro, si è passati ad un valore di migliaia di euro. In aumento anche la quantità di prodotto italiano esportato verso gli Stati Uniti d'america, la variazione percentuale è stata infatti del 28,8% con un valore di migliaia di euro nel periodo gennaio settembre Le macchine ed i componenti informatici italiani sono molto apprezzate nel Medio Oriente. I dati dei primi nove mesi del 2010 hanno ottenuto 4 Fonte: ISTAT 20

21 una variazione percentuale del 69,9% rispetto all'anno 2009 raggiungendo un valore di migliaia di euro. Migliorano anche le performance nei paesi dell'asia orientale dove la variazione percentuale è stata del 41,2%. Le importazioni verso il nostro Paese si mantengono alte e provengono, per la maggior parte, dai paesi dell'unione Europea. In totale le importazioni italiane dall'intero continente hanno avuto una variazione percentuale del 11,5%. 3.5 Occupazione Andamento La situazione dell occupazione appare problematica anche per il settore informatico, essendo scesa dal saldo di -3,8% del secondo semestre 2009 a -7,3% del primo semestre Note negative anche dalla profittabilità che passa dal saldo di -12,2% a quello di -27,3% Retribuzioni Assintel tiene monitorate le retribuzioni del settore IT. L'ultima indagine presentata 5, relativa alle retribuzioni 2010, segnala con preoccupazione: gelo per retribuzioni, formazione, percorsi di carriera, divario di genere. La crisi accentua il lavoro atipico, mentre il 5 Fonte: Osservatorio dei profili professionali nell IT, a cura di Assintel, Camera di Commercio di Milano, IDG, C, GiGroup e OD&M, AICA, itsmf 21

22 taglio dei costi e il crollo delle tariffe professionali determina la perdita di talenti e di competitività per tutto il settore. Calo persistente del mercato e delle tariffe professionali IT, ricontrattazione degli ordini, taglio dei costi: questi i fattori più evidenti che la crisi economica sta accentuando nell Information Technology, un settore che oggi punta alla sopravvivenza in una visione che è tutto fuorché strategica. A farne le spese sono però i talenti, che invece costituiscono l asset della competitività del settore: retribuzioni ferme nel 90% delle aziende, con aumenti inferiori all 1,5% dovuti solo agli adeguamenti contrattuali; calo degli occupati tradizionali e crescita del lavoro atipico; formazione nel 2010 a picco (-4,4%) e poca valorizzazione delle risorse, con assenza di percorsi di valutazione del personale per il 78% di esse. Va peggio per le piccole aziende: per il 77% nessuna formazione. Nel dettaglio, i risultati resi noti dall'osservatorio sono i seguenti: Le retribuzioni nelle aziende IT rimangono ferme per tutto il 2010 nel 90% del campione analizzato da IDC, con valori medi di crescita inferiori al +1,5% (sfioravano il +3% nel 2009), dovuti quasi esclusivamente agli aumenti programmati dai Contratti Collettivi di Categoria. Le peggiori performance spettano ai lavoratori atipici (+1,1%), le migliori ai I livelli del Terziario (+1,6%). Solo il 41% delle aziende offre ai propri impiegati, soprattutto nelle funzioni commerciali, una retribuzione variabile, che copre il 10% dello stipendio totale. Le cifre salgono al 52% 22

23 delle aziende per i Quadri (copre il 16% della retribuzione) e al 68% per i Dirigenti (copre il 23% della retribuzione). Questi valori sono solo nominali, in quanto l effettiva erogazione è poi dipesa dalle performance spesso negative delle stesse aziende. Sono soprattutto i Dirigenti a farne le spese, dimostrando come le aziende IT più che quelle di altri settori sanno misurare le proprie performance e collegarle a quelle dei propri Dirigenti. Rallenta ma non si inverte la moria di Società di Capitale (-0,9%) e di Società di Persone (-2,4%), bilanciata dalla crescita delle ditte individuali (+2,4%). Questo fenomeno è speculare all erosione occupazionale delle forme contrattuali tradizionali (sono il 78% del campione, -0,9% rispetto al 2009) e alla crescita dei contratti atipici (salgono dal 14% del 2009 all attuale 22% dell intero campione). Per coprire le posizioni rimaste scoperte in azienda si ricorre per il 33% dei casi a personale interno, per il 49% a esterni provenienti dai competitor. Le retribuzioni delle donne nelle aziende IT sono sistematicamente inferiori a quelle dei pari livello uomini. Il divario è del 22% per i dirigenti, del 7% per i Quadri e del 6% per i dipendenti. Anche a livello occupazionale ci sono delle differenze significative: calano più della media i contratti da lavoro dipendente (-1,1%) mentre crescono più della media gli inquadramenti atipici (+3,9%), che coprono il 27% del campione. Poche le agevolazioni previste per coniugare lavoro e famiglia: totalmente assenti per il 20% delle aziende IT, mentre sono a 23

24 livelli molto bassi il part time (15%) e il telelavoro (2%). La presenza nelle diverse aree funzionali vede in pole position l area assistenza/help desk (79% di donne), seguita dall area HR (44%) e Marcom (40%). Fanalino di coda il Dipartimento IT interno (15%) e di Ricerca e Sviluppo (14%). Meno donne accedono anche alla carriera dirigenziale: solo il 6%, contro una media del 13% sul totale dipendenti. Per restare sul mercato occorre ridurre i costi, e allora uno dei primi tagli è quello all IT training & Education, che cala nel 2010 del -4,4% e che va a sommarsi al crollo di circa il -25% del Ma il dato ancor più significativo è quello delle aziende sotto i 20 dipendenti: il 77% di esse dichiara di non effettuare alcuna iniziativa formativa. Per le aziende oltre i 20 addetti il dato è leggermente meno negativo: sono il 52% quelle che non hanno fatto formazione nel Le motivazioni, per entrambe le categorie, sono le stesse: non è necessaria (40% sul totale) oppure la mancanza di tempo (36%). Fra le aziende che fanno formazione (27% del campione), il 47% non ha un piano strutturato in cui inquadrarla. Il 55% delle ore è dedicato alla formazione ICT e il 19% ai processi non ICT (marketing, contabilità, vendite, ecc). Fanalini di coda il potenziamento delle skill manageriali (8%) e delle soft skill (4%). In crescita l utilizzo dei fondi interprofessionali per finanziare la formazione (14%), sostenuti dalle associazioni di categoria. Ma la maggior parte del finanziamento avviene ancora da risorse aziendali (86%). 24

25 Quanto visto per la formazione si riflette a cascata nella presenza di processi strutturati di valutazione del personale, che sono la base per la gestione dei percorsi di carriera: nel 78% del campione essi sono totalmente assenti, nel 14% esistono ma sono informali, solo nel 6% sono strutturati. Quando non sono presenti le principali motivazioni citate sono la dimensione aziendale ridotta (62% del campione) e la mancanza di tempo (53%). Per quanto riguarda i compensi, le tendenze già viste nel 2009 trovano piena conferma: gli stipendi medi delle figure IT sono sistematicamente inferiori (dal 5% all 8%) per chi lavora in aziende IT rispetto a chi lavora in aziende attive in altri settori. Non solo, le retribuzioni seguono anche divide geografici e dimensionali: gli Impiegati del Nord hanno stipendi in media superiori del 19% rispetto alle regioni meridionali e insulari, mentre guadagna di più chi lavora in aziende di più grandi dimensioni. Nei primi 8 mesi dell anno il potere d acquisto degli impiegati delle funzioni IT è in crescita del +3,7%, secondo le rilevazioni OD&M. La retribuzione annua media, riferita al 2009, si attesta sui euro, significativamente più bassa di quasi tutte le altre aree aziendali. Medesima tendenza si rileva per i Quadri ( euro) e per i Dirigenti ( euro), peggio dei quali ci sono solo i colleghi dell area Ricerca e Sviluppo. Tra gli Impiegati, la miglior performance è del Key Account Manager IT, 25

26 con euro l anno: ma se è donna, la retribuzione scende del 10,3% a euro. Maglia nera al Web Developer/Master, con euro e uno scarto dell 1,8% sulle colleghe. Tra i Quadri, i migliori sono i Responsabili commerciali IT ( euro per gli uomini, -5,1% per ledonne), i peggiori gli Analisti Coordinatori ( euro per gli uomini, -4,4%per le donne). Tra i Dirigenti è in pole position il Direttore sistemi Informativi ( euro per gli uomini, -2,1% per le donne) mentre fanalino di coda è il Project Leader ( euro per gli uomini, -2,1% per le donne). Infine l ingresso nel mondo del lavoro di giovani laureati dell area IT sta via via evidenziando, dal 2006 in poi, una penalizzazione retributiva rispetto alle altre aree: nel 2009 essi entrano in azienda con una retribuzione inferiore di euro lordi l anno (-5,7%) rispetto alla media, che va a livellarsi solo con l acquisizione della seniority. L'andamento delle tariffe professionali nel 2010, dopo il tracollo del 2009 (rispetto al 2008), ha mostrato un'ulteriore flessione seppur con qualche segnale di tenuta. Calano maggiormente le figure di basso profilo (Programmatore) e i Capi progetto, tengono le figure intermedie. Sul fronte consulenziale, tenuta delle tariffe medie per i consulenti master, in leggera ulteriore flessione le figure consulenziali junior e intermedie; 26

27 Di seguito le variazioni % delle tariffe medie ( /giorno) 2010 su 2009 per le figure tecniche e consulenziali: Variazione 2010 Variazione 2009 Programmatore -3% -11% Programmatore senior stabile -6% Analista Programmatore -2% -8% Analista -1% -7% Analista Senior -1% -8% Capo Progetto -5% -12% Consulente Junior -1% -6% Consulente Senior -2% -7% Consulente Master stabile -6% Tabella 1 - Variazioni % delle tariffe medie ( /giorno) 2010 su 2009 per le figure tecniche e consulenziali Mentre le tendenze relative a tariffe professionali e collaborazioni atipiche restano confermate, nel 2010 anche l'occupazione è tornata a scendere 6. 6 Fonte: Ufficio Studi Confapi 27

28 Rispetto ai trend occupazionali complessivi il mercato è meno dinamico rispetto allo scorso anno: Le aziende a crescita zero sono il 71% (l anno scorso erano il 43%); Le aziende con turnover negativo sono l 8% (l anno scorso erano il 19%); Le aziende in crescita sono il 21% (l anno scorso erano il 38%). 3.6 Riassunto del quadro economico La tabella che segue 7 precedenti. riassume il quadro esposto nei capitoli Situazione attesa II Semestre 2008 I Semestre 2009 II Semestre 2009 I Semestre 2010 II Semestre 2010 Livello produzione atteso 47,1% -5,6% 1,67% 11,63% -5,77% Livello ordini atteso 49,1% -6,8% 7,46% 15,69% -3,77% Fatturato atteso 48,1% -1,7% 0,00% 14,14% -4,44% Occupazione attesa 18,5% -11,7% 1,69% -4,81% -4,55% Tabella 2 - Quadro economico del settore Situazione attesa 7 Fonte: Ufficio Studi Confapi 28

29 Situazione corrente I Semestre 2008 II Semestre 2008 I Semestre 2009 II Semestre 2009 I Semestre 2010 Livello produzione 42,3% -3,4% -15,87% -4,60% -13,46% Livello ordini 38,3% -3,3% -17,39% -5,45% -14,55% Livello ordini Italia 33,9% -3,3% -23,88% -7,45% -20,00% Livello ordini estero UE 25,0% -5,3% 0,00% 10,53% -40,00% Livello ordini estero extra UE 16,7% -5,6% 0,00% 9,09% -50,00% Fatturato 44,1% 6,9% -22,06% -1,85% -13,33% Fatturato Italia 39,3% 3,2% -28,36% -8,33% -17,95% Fatturato UE 17,6% -11,1% -4,35% 11,11% -33,33% Fatturato extra UE 22,2% 0,0% 23,53% 27,27% -50,00% Occupazione 11,9% 0,0% -7,81% -3,77% -7,32% Variazione Utile Lordo 38,0% -24,6% -16,95% -12,16% -27,27% Ricorso al credito 6,4% -33,3% -33,90% -22,22% -23,68% Ricorso al debito a breve -2,2% 13,0% 26,32% 1,39% 6,67% Ricorso al debito a medio/lungo Ricorso ad autofinanziamento -7,3% 5,9% 37,50% -1,41% 0,00% 24,4% 9,6% 0,00% 13,73% 9,52% Tabella 3 Quadro economico del settore Situazione corrente 3.7 Articolazione del mercato Nel contesto del calo complessivo del mercato, alcuni segmenti hanno fatto registrare andamenti meno negativi di altri. 29

30 Alcuni segmenti in cui il calo è più marcato sono: Vendita HW normale a clienti aziendali (forte contrazione); Commesse e investimenti del settore pubblico. Risultano stazionari: Applicazioni gestionali; Fornitura di servizi classici a clienti aziendali. Segmenti in crescita: Vendite consumer; Telecom; Per clienti aziendali: Soluzioni HW di alto livello; Outsourcing; Servizi di alto livello, specialmente integrazione di applicazioni e piattaforme. 30

31 4. Tendenze 4.1 Tendenze sulla struttura aziendale La tendenza in corso è quella di una riduzione del numero delle aziende di media dimensione, organizzate e strutturate. Questa riduzione avviene in parte attraverso accorpamenti e in parte a seguito di chiusure. È invece in aumento il numero di micro imprese, anche come conseguenza dell'espulsione di lavoratori qualificati a seguito della chiusura delle medie aziende. Questa fase di riduzione segue a ruota la precedente: nel 2004 si è verificata una crisi del settore, e diversi attori sono stati espulsi dal mercato già allora. 4.2 Tendenze tecnologiche In termini di tecnologia, il mercato italiano non è un trend setter, ma segue altri mercati di riferimento, tipicamente quello USA e quello tedesco. 31

32 4.2.1 Tecnologia HW In termini di tecnologia hardware, le tendenze più significative sono: Diffusione delle architetture di calcolo a 64 bit; Diffusione delle CPU Multicore; Uso di GPU per number-crunching. I sistemi che vengono venduti e installati sono in larga maggioranza dotati delle caratteristiche sopraelencate (anche nel mercato consumer, basta leggere le specifiche delle offerte, spesso anche quelle superscontate nei negozi di elettronica). Questa è una tendenza generale dell'industria produttrice dei PC e dei sistemi operativi, che sta progressivamente emarginando le architetture a 32 bit e single-core. A questa evoluzione tecnologica non corrisponde tuttavia ancora una equivalente evoluzione degli applicativi software. Sono poche le applicazioni che traducono in valore effettivo per l'utente le maggiori potenzialità dell'hardware. Anzi talvolta accade che applicativi progettati per i 32 bit, distribuiti da nomi importanti, presentino difficoltà eccezionali d'uso agli utenti che hanno sostituito i loro PC con macchine nuove dotate di sistema operativo a 64 bit. Fanno eccezione i giochi per computer, che sono tipicamente sempre alla ricerca delle massime prestazioni e per questo sfruttano tutte le potenzialità dell'architettura fisica a disposizione. 32

33 4.2.2 Tecnologia SW e di sistema Per quanto riguarda le tecnologie software e di sistema, l'interesse maggiore viene posto su: Integrazione di applicazioni e piattaforme eterogenee: ESB (Enterprise Service Bus) e simili; Virtualizzazione; SAAS (Software As A Service) e Cloud Computing; Linux; Uso di soluzioni open source come componenti anche per applicazioni custom. Le esigenze di integrazione sono sempre più diffuse, per varie ragioni. Quando le aziende cercano una soluzione informatica a livello complessivo, spesso si orientano verso un approccio di integrazione: Perché dispongono di applicazioni divisionali già funzionanti, e sono riluttanti a sostenere lo sforzo per un loro rifacimento fino a che esse risultano soddisfacenti; Perché trovano che sia più vantaggioso combinare soluzioni software best-of-breed provenienti da fornitori diversi piuttosto che legarsi alla suite di un singolo fornitore. Le soluzioni di virtualizzazione e di cloud computing stanno prendendo piede nel contesto di una progressiva riduzione delle infrastrutture 33

34 informatiche in-house a favore di soluzioni basate su tecniche di outsourcing. 34

35 5. Previsioni evolutive delle aziende Le informazioni seguenti provengono dalle interviste con le aziende del campione. Si ricorda che le aziende intervistate sono tutte PMI. 5.1 Investimenti Tenendo conto della situazione del mercato, l'indagine ha verificato presso le aziende del campione quale fosse la natura degli investimenti previsti a medio/lungo termine. Figura 5 Natura degli investimenti previsti a medio/lungo termine 35

36 5.2 Variazione dei servizi offerti Nel complesso, le aziende intervistate pensano di non variare di molto l'insieme dei servizi offerti, ma di lavorare per un loro miglioramento complessivo. Le indicazioni ricevute sono: Figura 6 - Variazioni previste nell'insieme dei servizi offerti Come si vede, le evoluzioni di natura tecnologica sono piuttosto limitate e riguardano il passaggio al Software As A Service e la convergenza tra IT e TLC. 36

37 5.3 Variazione nei processi produttivi Le aziende intervistate prevedono poche variazioni nei processi produttivi interni. I cambiamenti previsti comprendono la delocalizzazione (parziale) della produzione e uno sviluppo della gestione manageriale in azienda. 5.4 Adozione di nuove tecnologie La maggioranza delle aziende intervistate prevede l'adozione di nuove tecnologie, prevalentemente orientate a rendere più efficace l'azienda nello svolgimento della propria attività di business. Figura 7 Nuove tecnologie di cui si prevede l adozione 37

38 Si è anche voluto verificare se esistono tecnologie considerate obsolete, di cui si prevede la dismissione. Figura 8 - Tecnologie attualmente impiegate di cui si prevede la dismissione Il risultato è piuttosto interessante. Infatti, oltre a dismettere software e hardware obsoleto, si vede che le aziende intendono anche liberarsi di specifiche capacità di sviluppo: ciò può fornire indicazione del fatto che certe tecnologie una volta molto richieste (programmazione AS/400 e Visual Basic) stanno uscendo dal mercato. In particolare la programmazione AS/400 era già prevalentemente impiegata in attività di manutenzione, e nel corso dell'indagine è emerso che non viene più considerata conveniente anche in relazione al fatto che i programmatori con questa competenza tendono a concentrarsi esclusivamente sulla 38

39 propria specificità e sono difficilmente impiegabili in altri sviluppi dell'azienda. 5.5 Competenze professionali Di particolare significato per l'indagine è comprendere le esigenze delle aziende nei confronti dell'evoluzione delle competenze professionali nel prossimo futuro, tanto di quelle di cui sentono il bisogno quanto di quelle di cui non sentono più l'utilità. I grafici seguenti rappresentano le esigenze rilevate. Figura 9 - Competenze professionali richieste a breve (un anno) 39

40 Figura 10 - Competenze professionali richieste a medio/lungo termine (tre anni) Figura 11 - Competenze professionali di cui si ritiene di non aver più bisogno a medio/lungo termine (tre anni) 40

41 Le aziende affermano di sentire il bisogno di una più solida competenza commerciale. Per il resto, non si tratta necessariamente della creazione di figure professionali specifiche, ma piuttosto di arricchire il bagaglio professionale degli addetti con nuove competenze. Dal punto di vista strettamente tecnico, le competenze più sentite sono: Padronanza delle tecniche per sfruttare efficacemente le caratteristiche HW moderne (64bit, multicore, GPU); Padronanza delle tecnologie per l'integrazione di applicazioni esistenti (ESB etc); Padronanza delle tecnologie per la virtualizzazione e per il cloud computing; Capacità di pensare e realizzare soluzioni come collage, anche incorporando elementi open source. Dal punto di vista della creazione del valore: Capacità di relazionarsi e comunicare con i clienti e più in generale con gli attori esterni alla realtà aziendale; Attitudine a porre l'attenzione sul valore per il cliente delle soluzioni pensate; Efficacia nel lavoro di gruppo, anche non in copresenza; Padronanza e uso effettivo delle tecniche di versionamento, bug tracking, gestione dei requisiti etc (per trasformare elementi di conoscenza individuale in patrimonio aziendale). 41

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