I diritti del contribuente: come risparmiare le imposte e tutelarsi nei confronti del fisco

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1 I diritti del contribuente: come risparmiare le imposte e tutelarsi nei confronti del fisco 1

2 Presentazione 1. Lo Statuto dei diritti del contribuente 2. Il primo controllo dell Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione 2.1. La comunicazione di irregolarità 2.2. I preavvisi telematici al Caf 3. Dalla A alla Z il dizionario del bravo risparmiatore fiscale 2

3 Presentazione E opinione ampiamente condivisa che fra gli elementi per valutare la bontà di un sistema fiscale, il grado di semplicità, trasparenza, e correttezza della sua applicazione pratica occupi un posto di sicuro rilievo. A differenza di quanto avviene negli altri Paesi europei, in Italia l amministrazione dei tributi è stata a lungo trascurata ed ha camminato di pari passo con la continua complicazione dell ordinamento tributario. Il combinarsi di questi due elementi normativa fiscale caotica e spesso incomprensibile ai più e prassi applicativa ancora più confusa ha favorito il continuo espandersi fra le maglie del sistema del fenomeno dell evasione fiscale, che ha raggiunto ormai livelli intollerabili. E questa la ragione per la quale la UIL, a partire dagli anni ottanta, ha posto in essere varie iniziative anche di denuncia ( Io pago le tasse e tu? Il fisco? Un fiasco! ecc.) che hanno poi contribuito alla nascita dello Statuto del Contribuente ed alla riforma dell Amministrazione Finanziaria, culminata nel 2000 nella trasformazione della stessa in Agenzie Fiscali. In questo processo di profondo cambiamento, lo Statuto del Contribuente rappresenta una tappa importante in quanto per il suo tramite sono stati recepiti e disciplinati nell ordinamento tributario i principi costituzionali di trasparenza, imparzialità e correttezza dell azione amministrativa. La sua applicazione, però, non è né scontata né semplice, come dimostrano le relazioni dei Garanti dei contribuenti, nelle quali vengono evidenziati come punti di maggior criticità ad esempio le procedure relative, all esecuzione dei rimborsi, alle verifiche fiscali o all applicazione dell autotutela, spesso disattesa dall Amministrazione. In ogni caso, significativi passi avanti sono stati fatti, basti pensare al cambiamento delle regole per il controllo delle dichiarazioni ed al ruolo riconosciuto al contribuente come titolare di diritti, oltre che di doveri. Ma la strada da percorrere per dare attuazione concreta ai principi dello Statuto è ancora lungi dall esser completata. Una significativa spinta in tal senso può venire sicuramente dalla conoscenza che ogni contribuente deve avere dei propri diritti per poterne esigere il rispetto, restituendo in tal modo tutta la sua dignità ad uno strumento di civiltà giuridica introdotto per semplificare e rendere trasparente l intero sistema tributario, in coerenza con i principi costituzionali della solidarietà e dell equità. Questo lavoro ha proprio l obbiettivo di migliorare la conoscenza dei diritti ormai riconosciuti a tutti i contribuenti, partendo da quelli che consentono di risparmiare legalmente le imposte, fino ai 3

4 comportamenti da tenere e da pretendere nella fase di controllo delle dichiarazioni da parte del Fisco. Servizio Politiche Fiscali 4

5 1. Lo statuto dei diritti del contribuente. Agli inizi degli anni ottanta un Ministro delle Finanze paragonò il rapporto Fisco/contribuente a quello che esisteva in passato fra il Re e i propri sudditi. Si trattava ovviamente di una provocazione che, però, fotografava la situazione di quegli anni. Una situazione che occorre tener presente per comprendere le difficoltà di un percorso durato oltre un decennio che ha portato a recepire nel nostro ordinamento, con lo Statuto dei diritti del Contribuente, i principi di trasparenza, correttezza ed imparzialità previsti dagli articoli 3, 23, 53 e 97 della Costituzione, spostando, finalmente, il centro dell attenzione dalla superiorità assoluta riconosciuta alla Pubblica Amministrazione alle attese del comune cittadino, titolare di diritti e doveri suscettibili di tutela da parte dell ordinamento. La compliance su cui si basano oggi i rapporti cittadino/amministrazione è il frutto di questo radicale cambiamento iniziato con la legge n. 241 del 1990, con la quale da un lato vengono introdotti in capo all Amministrazione obblighi quali la motivazione dei provvedimenti, la conclusione del procedimento entro termini prefissati, la pre-determinazione dell unità organizzativa responsabile dell istruttoria, dall altro vengono riconosciuti diritti degni di tutela a vantaggio del cittadino/utente come il diritto di accesso agli atti o quello di partecipazione al procedimento. Un secondo fondamentale passaggio, avvenuto a distanza di oltre venti anni dalla riforma fiscale del 1971 e fortemente voluto dalle Confederazioni Sindacali, è rappresentato dalla legge n.358 del 29 0ttobre 1991, con la quale si poneva finalmente mano alla ristrutturazione del Ministero delle Finanze, e si introducevano principi generali come la semplificazione e la trasparenza dei rapporti con i contribuenti. Mentre con il relativo decreto attuativo 1, si configuravano le regole per l applicazione dell autotutela in campo tributario e le modalità per assicurare trasparenza all attività dell Amministrazione Finanziaria. Regole che hanno successivamente ispirato tutti i cambiamenti strutturali intervenuti a cominciare dagli Uffici di Relazione con il Pubblico, dai Call Center fino all ultima più recente riforma che ha visto la nascita delle Agenzie fiscali. Lo Statuto costituisce, dunque, l approdo di un percorso iniziato nei primi anni novanta allorché da più parti venne avvertita l esigenza, in presenza di una legislazione tributaria confusa e farraginosa, di una legge di carattere generale che rafforzasse il principio della certezza giuridica e, conseguentemente, desse attuazione, anche nel nostro Paese, ai diritti fondamentali del contribuente. 1 D.P.R. n. 287 del 27 marzo

6 A differenza degli altri Statuti vigenti nei Paesi Ocse, il nostro ha la particolarità di disciplinare anche il modo di produzione delle leggi in materia tributaria, prevedendo regole per migliorare l accessibilità e la comprensibilità delle norme fiscali, e ponendo anche un freno ad una ipertrofia legislativa che ha reso il nostro sistema tributario sempre meno trasparente e conoscibile. Sotto quest aspetto, lo Statuto prevede, in particolare, la irretroattività delle norme fiscali, il divieto di prorogare i termini di prescrizione e di decadenza per gli accertamenti, il divieto di istituire nuovi tributi e quello di estendere l applicazione dei tributi esistenti ad altri soggetti con decreto legge. Purtroppo, questo primo gruppo di norme fondamentali ha il suo punto di maggiore criticità nella possibilità di deroghe da parte di leggi successive: solo in materia di efficacia temporale delle norme tributarie (vedi proroga dei termini per l accertamento) abbiamo contato 10 deroghe in poco più di tre anni! La prima è contenuta nella legge n.388 del 23 dicembre 2000 (lo Statuto è del Luglio del 2000), l ultima nella legge n. 350 del 24 dicembre del Un secondo gruppo di norme è volto a tutelare la posizione del contribuente nei confronti dell Amministrazione, riducendone le aree di discrezionalità ed introducendo un vero e proprio codice di comportamento. E previsto, infatti, da un lato l obbligo dell Amministrazione di organizzarsi per assicurare al contribuente una completa ed agevole conoscenza delle disposizioni legislative e amministrative in materia tributaria, e dall altro, il diritto del contribuente alla più ampia conoscenza degli atti che lo riguardano. L Amministrazione viene, inoltre, richiamata al rispetto dei generali doveri previsti dalla legge n. 241 del 1990 in tema di motivazione degli atti, di individuazione dei responsabili del procedimento e di comunicazione informativa al destinatario dei provvedimenti. Conseguentemente, si stabilisce che i rapporti fra fisco e contribuente debbano essere improntati al principio della collaborazione e della buona fede. E un principio innovativo nel terreno tributario, inserito tra gli obbiettivi strategici dell Amministrazione con il termine di tax compliance, che indica la necessità di un rapporto fiscale di semplice attuazione, trasparente e condiviso. L affidamento e la buona fede impongono, poi, un vincolo comportamentale all Amministrazione, in base al quale il contribuente che si è comportato secondo le indicazioni contenute negli atti dell Amministrazione, anche se successivamente modificate o disattese dalla stessa, non può vedersi irrogare sanzioni, né richiedere interessi moratori; né l Amministrazione può irrogare sanzioni in presenza di violazioni meramente formali o quando la violazione sia stata causata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull ambito di applicazione della norma. 6

7 Ma sanzioni non possono essere irrogate neanche quando il contribuente ha sfruttato un altro strumento che lo Statuto gli pone a disposizione, cioè la possibilità di interpellare in anticipo l Amministrazione sulla correttezza tributaria di determinati atti o comportamenti che intende porre in essere e l Amministrazione non gli abbia dato alcuna risposta entro centoventi giorni dall istanza d interpello. La mancata risposta, in questo caso, equivale, infatti, ad un autorizzazione al contribuente a comportarsi così come da lui prospettato nell istanza. Precisi diritti e garanzie sono previsti, infine, per il contribuente assoggettato a verifica fiscale, che ha diritto di essere informato delle ragioni e dell oggetto della stessa, di farsi assistere, se lo ritiene, da un professionista abilitato, di veder riportate, nel processo verbale, le osservazioni e i rilievi che lui stesso o il professionista che lo assiste ritengono di dover fare. A vigilare sul corretto rispetto delle norme dello Statuto è stato istituito il Garante del contribuente, un organo collegiale che è presente in tutte le regioni e nelle province autonome ed ha il compito di verificare, attraverso accessi agli uffici ed esame della documentazione, le irregolarità, le scorrettezze e le disfunzioni dell attività fiscale segnalate dai contribuenti. I poteri attribuiti al Garante dallo Statuto, tuttavia, si fermano qui. Quest organo, infatti, non può intervenire direttamente sull amministrazione in caso di disfunzioni, ma deve limitarsi a segnalare le stesse nelle relazioni semestrali sull andamento dell attività, relazioni che fino ad oggi hanno evidenziato senz altro la bontà del percorso fatto, ma hanno sottolineato, altresì, le criticità riscontrate, ad esempio nell applicazione dell autotutela, nell esecuzione dei rimborsi, nelle verifiche fiscali ecc. Come si può notare, dunque, passi avanti nella considerazione del contribuente come titolare di diritti oltre che di doveri nei confronti dell amministrazione finanziaria ne sono stati fatti, ma è ancora lunga la strada per garantire la conoscenza e soprattutto la piena applicazione dei diritti riconosciuti dallo Statuto a tutti i contribuenti, a partire dai più deboli come i pensionati e i lavoratori dipendenti. Il contributo che si vuole dare, allora, nelle pagine che seguono è proprio questo: aiutare il contribuente a migliorare la conoscenza dei propri diritti, da quello al risparmio d imposta con l utilizzo pieno e legittimo delle detrazioni e delle deduzioni in sede di dichiarazione, a quelli previsti nella successiva fase di controllo da parte del Fisco, per poter recuperare a pieno la dignità di persone che contribuiscono con i propri soldi alle spese pubbliche. 7

8 2. Il primo controllo dell Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione La comunicazione di irregolarità L approvazione dello Statuto dei diritti del contribuente ha inciso anche sulle modalità di esecuzione dei controlli da parte dell amministrazione finanziaria sulle dichiarazioni dei redditi. Sotto quest aspetto, la novità più importante, ma di cui ancora non si è avvertita a pieno la portata, è rappresentata dalla comunicazione di irregolarità, l atto che l Agenzia delle Entrate invia al contribuente quando il risultato della liquidazione della dichiarazione non corrisponde al risultato dei calcoli da lui fatti. Si tratta di un grosso passo avanti nella civiltà giuridica dei rapporti con il contribuente, al quale viene riconosciuto il diritto alla trasparenza dei risultati del controllo prima dell invio della cartella esattoriale e la possibilità di confrontarsi in maniera collaborativa con l amministrazione. Quali controlli può esercitare l amministrazione sulle dichiarazioni I controlli che l amministrazione (l Agenzia delle Entrate, in questi casi) può effettuare sulle dichiarazioni presentate dai contribuenti sono di tre diversi livelli, l uno via via più approfondito dell altro. Il primo livello (controllo automatizzato o liquidazione della dichiarazione) è un semplice controllo aritmetico e di abbinamento di versamenti: in pratica si verifica se i conti fatti dal contribuente in dichiarazione presentano o meno errori e se sono stati effettuati i versamenti dovuti. Questo livello di controllo riguarda in genere tutte le dichiarazioni e quindi la generalità dei contribuenti e dei diversi tipi di reddito (da lavoro dipendente, da pensione, da fabbricati, da lavoro autonomo, d impresa, ecc.). Il secondo livello (controllo formale) è un po più approfondito e riguarda l esistenza o meno della documentazione che giustifica costi e eventuali agevolazioni fiscali utilizzata dal contribuente nel calcolo dell imposta e per i dati da lui esposti in dichiarazione. Questo tipo di controllo si applica anche alle dichiarazioni corredate di visto di conformità per le quali, pur tenendo conto del fatto che la documentazione è stata controllata dall intermediario per apporre il visto, si procede al controllo per verificare la correttezza del visto rilasciato. Per questo motivo, della richiesta di documenti e chiarimenti inviata al contribuente, l Agenzia delle Entrate dovrà informare anche il responsabile dell assistenza fiscale o il professionista che ha rilasciato il visto di conformità, in modo che sia assicurata al contribuente l assistenza tecnica di cui necessita e l intermediario possa essere messo in condizione di conoscere 8

9 l avvio di un attività istruttoria dalla quale potrebbe anche discendere la contestazione della infedeltà del visto rilasciato (con le conseguenti sanzioni a suo carico). Il terzo livello, l ultimo (controllo sostanziale o accertamento) va oltre la sola esistenza formale della documentazione e scende nel merito dei contenuti. Il secondo ed il terzo livello non riguardano tutte le dichiarazioni, ma solo quelle che rispondono a determinati criteri di selezione di anno in anno definiti. Proprio per le caratteristiche di successivo approfondimento di questi tre livelli di controllo, il fatto di aver superato senza intoppi il primo non mette al sicuro il contribuente dai livelli successivi e dunque non lo autorizza a disfarsi della documentazione, che andrà comunque conservata fino alla scadenza del quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione (quando, salvo proroghe che allungano il periodo, scade il potere di controllo del fisco. V. capitolo terzo, documentazione da conservare ) Nelle pagine che seguono ci occupiamo del primo livello di controllo, che per la sua caratteristica di riguardare tutte le dichiarazioni è sicuramente quello maggiormente avvertito dai contribuenti e quello che fa maggior rumore (ricordiamo tutti i titoli dei giornali sull invasione delle cartelle pazze o sulle file agli uffici per la correzione degli errori). Il controllo sui conti della dichiarazione Il controllo generalizzato è definito liquidazione delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti, nonché dei rimborsi spettanti in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti e dai sostituti d imposta. I poteri riconosciuti all Amministrazione finanziaria a questo proposito consistono nel: correggere gli errori materiali e di calcolo commessi nella determinazione del reddito imponibile, delle imposte, dei contributi e dei premi, e nel riporto delle eccedenze provenienti dalle precedenti dichiarazioni ridurre l ammontare di deduzioni, detrazioni e crediti d imposta, quando questi siano stati indicati in misura superiore ai limiti previsti per legge ovvero siano d importo più elevato rispetto a quanto risulta dal complesso dei dati esposti in dichiarazione controllare che i versamenti dovuti a titolo di acconto e di saldo e le ritenute operate dal sostituto d imposta siano stati fatti nei termini e corrispondano a quanto indicato in dichiarazione. Il controllo prende in considerazione esclusivamente i dati e gli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni presentate confrontandoli altresì con elementi già in possesso dell anagrafe tributaria. 9

10 Se, al termine del controllo, il risultato della liquidazione è diverso da quello esposto in dichiarazione l amministrazione ha l obbligo di comunicarlo al contribuente (o al sostituto d imposta per quanto riguarda le ritenute) provvedendo ad inviargli una comunicazione di irregolarità. Quando viene spedita la comunicazione di irregolarità e cosa contiene La liquidazione della dichiarazione viene eseguita in modo automatico. Le dichiarazioni, infatti, vengono passate al vaglio di un programma informatizzato che verifica la regolare corrispondenza fra quanto dichiarato nei righi dei diversi quadri della dichiarazione e la correttezza dei calcoli eseguiti dal contribuente per arrivare a determinare l imposta (per esempio viene messa in relazione la presenza del coniuge o dei figli a carico con la relativa detrazione e l ammontare dell imposta dichiarata, che deve corrispondere all ammontare dell imposta dovuta meno la detrazione alla quale si ha diritto per legge in presenza di coniuge o di figli a carico). L obbligo di comunicare il risultato del controllo sussiste solo nel caso in cui i conti dell amministrazione non coincidono con quelli del contribuente. Tuttavia è buona prassi dell amministrazione inviare una comunicazione con il risultato anche quando il controllo abbia rilevato la regolarità di tutti i dati e tutti gli elementi della dichiarazione. Attenzione: la comunicazione di regolarità indica solo che la nostra dichiarazione ha superato correttamente il primo livello di controllo, quello sui calcoli, che non presentano errori! Ma potrà sempre essere oggetto di un altro dei successivi livelli di controllo, o sull esistenza della documentazione o sul contenuto della stessa. A seconda del risultato che ha avuto il controllo automatico, dunque, la comunicazione può essere: - di regolarità: quando dai calcoli eseguiti in modo automatico dall Agenzia risulta che il contribuente non ha commesso nessun errore nella compilazione della dichiarazione; - di irregolarità: 1) quando dai calcoli eseguiti in modo automatico dall Agenzia risulta che il contribuente ha commesso degli errori; 2) quando non ci sono errori nei conteggi fatti dal contribuente, ma risulta che alcuni (o tutti) i versamenti non sono stati effettuati, oppure sono stati fatti in ritardo o che sono state versate somme più basse di quelle dovute. - di maggior credito: quando la correzione degli errori commessi in dichiarazione attribuisce al contribuente il diritto a vedersi riconosciuto un credito d imposta maggiore rispetto a quello che lui aveva esposto in dichiarazione; 10

11 - di minor rimborso: quando, a seguito della correzione degli errori commessi in dichiarazione, il contribuente, pur non dovendo pagare un imposta, ha diritto ad un rimborso più basso rispetto a quello richiesto. Quali sono gli scopi della comunicazione di irregolarità La comunicazione di irregolarità ha un doppio scopo: a) far conoscere al contribuente gli errori commessi nella compilazione della dichiarazione in modo che non li ripeta; b) creare una collaborazione fra contribuente e Agenzia attraverso la quale il contribuente non solo può dare dei chiarimenti sul perché ha compilato determinati righi o quadri della dichiarazione, fornendo le sue ragioni ed eventualmente dimostrandole con documenti, ma può anche far presente all Agenzia gli errori da questa commessi nella liquidazione in modo che l Agenzia, se le ragioni fornite sono valide, possa correggere i risultati del controllo, diminuendo o addirittura annullando le richieste di pagamento fatte con la comunicazione di irregolarità. Cosa deve fare il contribuente che riceve la comunicazione di irregolarità Trattandosi di una conquista importante nella civiltà giuridica dei rapporti fisco/contribuente, il comportamento più corretto (ma anche il più vantaggioso) per il contribuente è quello di rispondere all invito contenuto nella comunicazione di irregolarità e contattare l Agenzia per chiarire gli errori se di errori si tratta commessi da lui nella compilazione della dichiarazione ovvero dal programma di controllo nella fase di liquidazione. Questo comportamento, infatti, ha il doppio vantaggio di regolarizzare la propria posizione nei confronti del fisco ed evitare una serie di fastidi successivi (v. appresso conseguenze collegate alla mancata risposta all invito ). Conseguenze collegate alla mancata risposta all invito Se si smarrisce o si cestina, anche involontariamente, la lettera con la comunicazione cosa succede? Se il contribuente non risponde all invito nei trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione si avranno le seguenti conseguenze: 11

12 - l Agenzia procederà all iscrizione a ruolo delle somme il cui pagamento era stato richiesto con la comunicazione di irregolarità e al successivo invio del ruolo al Concessionario della riscossione; - il Concessionario, ricevuto il ruolo da parte dell Agenzia, notificherà al contribuente una cartella esattoriale con la quale richiederà oltre al pagamento delle somme che erano già contenute nella comunicazione, anche gli interessi ed il compenso dovuto al Concessionario stesso. Cosa potrà fare il contribuente a questo punto? Quali diritti gli sono riconosciuti? Dopo la notifica della cartella, è, comunque, riconosciuto al contribuente il diritto a contattare l Agenzia per ottenere, se del caso, la correzione della cartella (lo sgravio) attraverso una richiesta di intervento in autotutela. In alternativa potrà, entro sessanta giorni dalla notifica della cartella, presentare un ricorso all autorità giudiziaria con tutti i costi e le conseguenze correlate. Attenzione: l Agenzia non ha l obbligo di effettuare lo sgravio in autotutela entro il termine di scadenza prefissato per la presentazione del ricorso (60gg. Dalla notifica della cartella). Pertanto è indispensabile, una volta presentata l istanza di sgravio, tener presente la data di scadenza per la presentazione del ricorso, in modo da non perdere il diritto a ricorrere alla Commissione Tributaria se la risposta dell Agenzia sullo sgravio non si è avuta in tempo utile. Come fare per rispondere all invito e contattare l Agenzia Il contribuente che sceglie di aderire all invito dell Agenzia può contattarla direttamente o anche ricorrendo all ausilio dell intermediario che ha inviato la dichiarazione in diversi modi: a) per telefono, contattando il numero verde dei Centri di assistenza telefonica i quali possono, nei casi in cui la correzione degli errori è di facile risoluzione, anche provvedere a correggere la comunicazione direttamente per via telefonica. La valutazione in ordine alla possibilità di effettuare la correzione per via telefonica spetta, logicamente, all operatore del Call Center. In linea generale, tuttavia, questa possibilità si ha in tutte quelle ipotesi in cui non è necessario il controllo di documentazione per la correzione dell errore, ma sono sufficienti i chiarimenti forniti dal contribuente: per esempio nelle ipotesi in cui la comunicazione di irregolarità è stata inviata a causa di un errore fatto dal contribuente nel riportare sulla dichiarazione il proprio codice fiscale; oppure quando ci si è sbagliati nel compilare un rigo (bisognava compilare il rigo immediatamente successivo e invece ho compilato quello precedente e viceversa); oppure ancora quando ci si è sbagliati nell indicare qualche cifra, perché per esempio nello scrivere si sono invertiti dei numeri (dovevo scrivere 123, ho scritto 132; dovevo scrivere 20, ho scritto inavvertitamente 200; ecc.). 12

13 b) recandosi presso un qualsiasi ufficio locale dell Agenzia, dove ci si può rivolgere ad uno degli sportelli appositamente dedicati al servizio dei contribuenti. c) collegandosi al sito dell Agenzia delle Entrate si può, inoltre, attraverso il servizio di richiamata telefonica prenotare la richiamata da parte del call center oppure fissare un appuntamento con un funzionario dell ufficio locale presso cui ci si intende recare (La prenotazione dell appuntamento può essere effettuata anche per telefono.) Documentazione utile Il contribuente che contatta l Agenzia telefonicamente o anche di persona deve avere con sé almeno la copia della dichiarazione inviata e le ricevute dei versamenti effettuati. E consigliabile eventualmente, prima di recarsi in ufficio, contattare telefonicamente il Call Center in modo da sapere se e quali altri documenti sia opportuno avere con sé nel caso specifico. Cosa deve aspettarsi il contribuente che contatta l Agenzia Se il contribuente chiarisce che la comunicazione di irregolarità contiene degli errori (perché per esempio al controllo automatizzato risultava che avevo diritto alla detrazione per due figli a carico, mentre in realtà nel corso dell anno cui si riferisce la dichiarazione mi è nato il terzo figlio e quindi è giusta la cifra totale da me indicata; oppure perché al controllo automatizzato risultava che avevo pagato con ritardo perché avevo sbagliato ad indicare la data del versamento ecc) l impiegato addetto al servizio (o l operatore del call center) corregge a vista la dichiarazione e provvede a stampare una nuova comunicazione con la quale vengono resi noti al contribuente i nuovi risultati. Attenzione: è un diritto del contribuente aver consegnata la nuova comunicazione, quindi bisogna ricordarsi eventualmente di richiederla. Per le correzioni effettuate telefonicamente dal call center il contribuente potrà ricevere la nuova comunicazione via fax o per posta ordinaria. Se non è possibile correggere immediatamente la dichiarazione (per vari motivi: o perché c è troppa folla allo sportello e smaltire la fila costerebbe al contribuente troppe ore di attesa; o perché sono momentaneamente saltati i collegamenti in rete con la banca dati; oppure perché il controllo della documentazione prodotta dal contribuente richiede un esame più approfondito) l impiegato addetto al servizio di assistenza invita il contribuente a presentare un istanza per la correzione della comunicazione, alla quale va allegata tutta la documentazione necessaria per dimostrare l errore fatto dallo stesso contribuente nella compilazione della dichiarazione o dall Agenzia nel corso del controllo automatizzato. 13

14 In questi casi l ufficio esamina l istanza in un secondo momento provvedendo, se del caso, alla correzione degli errori. Attenzione: anche in questa ipotesi il contribuente ha diritto ad avere la comunicazione con i nuovi risultati del controllo che sostituisce la comunicazione originale con la richiesta di pagamento. Come si operano le correzioni Le correzioni che siano eventualmente necessarie a seguito dei chiarimenti e/o della documentazione portati dal contribuente a sostegno delle proprie ragioni vengono eseguite dall impiegato addetto all assistenza o dall operatore del call center direttamente sulla dichiarazione presente nella banca dati dell Agenzia (cioè sull originale della dichiarazione all epoca inviata dal contribuente). Cosa contiene la nuova comunicazione La comunicazione che l Agenzia deve stampare e consegnare al contribuente dopo aver effettuato le eventuali correzioni può essere: - definitiva di regolarità: quando i chiarimenti e/o la documentazione che il contribuente ha fornito quando ha contattato l Agenzia hanno permesso la correzione di tutti gli errori; - di irregolarità solo parzialmente corretta: quando l esame dei chiarimenti e/o della documentazione fornita dal contribuente non ha permesso di correggere tutti gli errori indicati nella prima comunicazione; - con conferma totale di irregolarità: quando il contribuente non ha fornito chiarimenti o documentazione utili per giustificare la correttezza dei dati da lui dichiarati. Perché è così importante avere la comunicazione con i nuovi risultati del controllo Con l entrata in vigore dello Statuto dei diritti del contribuente, vi sono stati dei riflessi anche sulle sanzioni dovute dal contribuente nei confronti del quale il controllo automatizzato della dichiarazione si è concluso con l invio di una comunicazione di irregolarità. Se, infatti, il contribuente che riceve la comunicazione, corredata di modulo per il pagamento delle cifre dovute a causa degli errori commessi, si rende conto di dover pagare perché ha effettivamente sbagliato, lo Statuto dei diritti del contribuente gli permette di beneficiare di una riduzione delle sanzioni. Pagando entro trenta giorni da quello in cui ha ricevuto la 14

15 comunicazione, il totale delle sanzioni da versare è ridotto ad un terzo. Pertanto, se le sanzioni dovute secondo la comunicazione ammontano per esempio a 100, pagando entro trenta giorni dalla comunicazione, si ha diritto a pagare solo 33 (un terzo di quanto richiesto). Lo stesso diritto alla riduzione delle sanzioni ad un terzo di quelle richieste è riconosciuto al contribuente che rispondendo all invito dell Agenzia, si reca presso un ufficio (o contatta telefonicamente un call center) e ottiene la stampa di una nuova comunicazione di irregolarità. Quando, infatti, i chiarimenti o la documentazione portata dal contribuente non sono stati sufficienti per correggere totalmente gli errori e la procedura di riesame si è conclusa con la conferma totale delle irregolarità comunicate (cioè avevo effettivamente commesso degli errori, perché, per esempio, veramente avevo fatto il versamento con ritardo rispetto alle scadenze) oppure con una correzione solo parziale (perché per alcuni errori ho potuto dare dei chiarimenti e per altri no: esempio, pur avendo solo due figli ho fatto i conti male e ho calcolato le detrazioni come se ne avessi quattro, perché non mi sono accorto che avevo già fatto la somma) la nuova comunicazione contiene anch essa la richiesta di sanzioni. Grazie ai principi introdotti dallo Statuto dei diritti del contribuente, la possibilità di pagare con le sanzioni ridotte ad un terzo è riconosciuta di nuovo e i trenta giorni per farlo partono proprio dalla data di consegna della nuova comunicazione. La data di consegna della nuova comunicazione è, dunque, fondamentale per non perdere il diritto a pagare le sanzioni ridotte ad un terzo. Quali le conseguenze se non si paga spontaneamente Al contribuente che non provvede a pagare spontaneamente neanche entro i trenta giorni dalla nuova comunicazione, sarà in seguito notificata una cartella di pagamento con l iscrizione a ruolo delle somme dovute, comprensive delle somme contenute nella comunicazione, degli interessi, delle sanzioni per intero nonché del compenso dovuto al Concessionario. (v. sopra Conseguenze collegate alla mancata risposta all invito ) 2.2. I preavvisi telematici al Caf Cosa sono e quando sono inviati I preavvisi telematici sono degli avvisi che precedono l invio della comunicazione di irregolarità al contribuente. Partendo dal presupposto che il contribuente che si è fatto assistere dal Caf (o da un professionista) per la compilazione e/o l inoltro della dichiarazione debba avere minori fastidi 15

16 possibili in caso di errori riscontrati sulla dichiarazione, l Agenzia, prima dell invio della comunicazione al contribuente tramite posta, ha previsto la possibilità che la stessa comunicazione venga anticipata per via telematica all intermediario che ha trasmesso la dichiarazione. I preavvisi telematici, dunque, hanno lo stesso contenuto e gli stessi fini delle comunicazioni di irregolarità, ma un destinatario diverso. Cosa può fare il Caf che riceve il preavviso telematico Il Caf, sulla base dei dati e documenti in suo possesso, può, al posto del contribuente, segnalare all Agenzia: - i versamenti eseguiti dal contribuente, ma non conteggiati; - i versamenti eseguiti eventualmente con dati errati; - gli eventuali errori di trasmissione e/o di ricezione dei dati; - i dati e gli elementi non considerati o valutati erroneamente nel controllo automatizzato. Cosa deve fare il contribuente quando il Caf gli comunica che sono corretti i rilievi contenuti nel preavviso telematico Quando il Caf verifica che l esito della liquidazione comunicato con il preavviso telematico è corretto (e quindi il contribuente deve versare la somma richiesta dall Agenzia), lo comunica al contribuente, fornendogli anche l allegato Mod.F24 già pre-compilato, in modo da permettergli, se vuole, di pagare le somme dovute beneficiando della riduzione della sanzione. I termini per beneficiare correttamente della riduzione della sanzione ad un terzo scadono, in questa fase, il sessantesimo giorno dall invio del preavviso al Caf. Sarà, dunque, cura del Caf far presente al contribuente la data entro cui poter effettuare il pagamento ridotto. Se il versamento copre l intera cifra richiesta nel preavviso, il debito si estingue e il contribuente non riceverà, ovviamente, né comunicazioni né cartelle di pagamento. Se, invece, il versamento non soddisfa interamente il debito richiesto (può succedere per esempio che verso, per le sanzioni, una cifra corrispondente ad un terzo del richiesto quando tuttavia non sono più nei termini per beneficiare della riduzione), l Agenzia provvederà ad inviare al contribuente, con raccomandata, una richiesta di chiarimenti e di pagamento per l importo mancante. Cosa succede se il Caf non tiene conto del preavviso telematico 16

17 Se, entro 60 giorni dall invio del preavviso, all Agenzia non risultano né segnalazioni di errori da parte del Caf, né versamenti da parte del contribuente delle somme dovute in base alle richieste contenute nel preavviso, l Agenzia provvederà a spedire, tramite posta, direttamente al contribuente stavolta, la comunicazione di irregolarità con la richiesta di chiarimenti e di pagamento. In questa ipotesi il percorso che il contribuente dovrà seguire è quello che abbiamo già visto nelle pagine precedenti, con tutti i diritti e gli obblighi ad esso collegati. 17

18 3. Dalla A alla Z il dizionario del bravo risparmiatore fiscale. Pagare le tasse è un dovere per tutti i contribuenti. La nostra Costituzione finalizza il pagamento delle imposte alla partecipazione da parte di ognuno alle spese pubbliche. La misura di questa partecipazione è diversa da persona a persona e dipende dalla cd. capacità contributiva, cioè, possiamo dire, dal reddito complessivo di ognuno di noi. Molte spese che di norma si affrontano nella vita quotidiana danno, tuttavia, diritto ad un risparmio d imposta, ad uno sconto nel pagamento, il più delle volte in misura percentuale rispetto al costo da noi sopportato, in altri casi in misura fissa, prestabilita. E chiaro che per aver diritto allo sconto, le spese devono essere state da noi effettivamente affrontate nel corso dell anno. Di conseguenza ne va provato il pagamento. La documentazione da conservare in caso di controllo consiste, dunque, in linea generale, in tutte quelle fatture, ricevute o quietanze di pagamento che ci sono state rilasciate da coloro che hanno ricevuto il pagamento. Per poterli utilizzare come prova questi documenti devono essere completi di codice fiscale o partita Iva di chi ha percepito le somme e devono contenere l indicazione del tipo di spesa (es. ristrutturazione edile visita medico-specialistica ricovero, ecc.) e il nome del contribuente o di un suo familiare a carico. Fra la documentazione da conservare in caso di controllo rientra altresì la copia della dichiarazione (relativa sia all anno cui si riferisce il controllo che eventualmente alle annualità precedenti in caso di utilizzo di credito d imposta) e le ricevute dei versamenti effettuati per il pagamento dell imposta relativa all anno cui si riferisce il controllo. Questo tipo di documentazione non può essere sostituita da autocertificazione (Per maggiori dettagli v. documentazione da conservare in calce alle diverse voci di detrazioni o deduzioni). Importante: i documenti che provano una condizione (es. lo stato di famiglia per provare la presenza del familiare a carico a favore del quale sono state sostenute certe spese o sono ammesse certe detrazioni; il certificato di residenza per dimostrare che la casa comprata con il mutuo sia stata adibita ad abitazione principale), ma anche altra documentazione specificamente indicata in queste pagine a proposito per esempio di spese per la ristrutturazione di immobili, sono sostituibili con un autocertificazione del contribuente. La documentazione va conservata, per regola generale, fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, quando viene meno il potere di controllo da parte dell amministrazione. Va tenuto presente, in ogni caso, che il predetto termine potrebbe essere allungato con espressa previsione di legge, in deroga ai principi sanciti dallo Statuto dei diritti del contribuente, 18

19 (v. paragrafo intitolato Statuto dei diritti del contribuente ) come è accaduto per esempio con l ultima legislazione in materia di condoni. Il risparmio fiscale può assumere due diverse forme: quella della detrazione e quella della deduzione. Se una spesa da diritto al risparmio sotto forma di deduzione dal reddito vuol dire che ci è riconosciuta la possibilità di sottrarla (per tutto l importo o parzialmente, dipende dai singoli casi) dal reddito da assoggettare a tassazione, cioè contribuisce a ridurre il reddito su cui dobbiamo calcolare l irpef. Se, invece, la spesa da noi sostenuta da diritto al risparmio sotto forma di detrazione vuol dire che ci è riconosciuta la possibilità di sottrarne una determinata percentuale dall imposta corrispondente al nostro reddito. In questo caso, dunque, non si riduce il reddito su cui calcolare l irpef, ma l irpef stessa, che gode di uno sconto rispetto al totale che dovremmo pagare in base al nostro reddito. Per esemplificare consideriamo di avere un reddito di ,00 euro. E spese per 1.500,00 euro. Di queste 500,00 euro danno diritto a deduzioni, 1.000,00 a detrazioni 2. Come si procede: si comincia con il sottrarre dal reddito la parte riconosciuta come deduzione ,00 500,00 = ,00. Si calcola l imposta sulla parte di reddito che dobbiamo assoggettare a tassazione: ,00x23% = 4.600,00. Dall imposta si sottrae la percentuale di detrazione, nel nostro esempio 1.000,00 e si arriva all imposta che effettivamente dobbiamo versare: in quest esempio 3.600,00 euro. Può succedere, anche, che dal risultato dei calcoli per il pagamento delle imposte emerga che o il reddito sia più basso dell importo delle deduzioni cui abbiamo titolo oppure che la percentuale di spesa da utilizzare come detrazione sia più elevata dell imposta calcolata sul reddito. In queste ipotesi, sugli importi già versati e/o sulle ritenute già subite a titolo d acconto sul pagamento dell imposta relativa all anno cui si riferisce la dichiarazione, si ha diritto ad un credito d imposta, che, a scelta del contribuente verrà o rimborsato dall erario (la via più immediata è il rimborso che si può chiedere con il mod. 730) oppure utilizzato dal contribuente per il pagamento di successive imposte. Nelle pagine che seguono sono illustrate le tipologie di spesa ( Assicurazioni ; Spese sanitarie ; Spese per mutui ecc.) che maggiormente ci troviamo ad affrontare nella vita di tutti i giorni e che permettono ad ognuno di noi di risparmiare sull imposta da versare. 2 attenzione: l esempio è fatto al solo scopo di chiarire come giocano deduzioni e detrazioni e non tiene conto delle altre voci che interessano il calcolo dell imposta, come per esempio le deduzioni introdotte dal primo modulo di riforma dell imposta sul reddito 19

20 Agevolazioni irpef a favore dei disabili Sono considerati soggetti portatori di handicap ai fini delle seguenti agevolazioni coloro che sono stati riconosciuti tali ai sensi dell art.3 della l.104/1992 (anche se non fruiscono dell assegno di accompagnamento), i grandi invalidi di guerra di cui all art.14 del T.U. n.915/1978 e i soggetti equiparati, nonché tutti coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell invalidità civile, di lavoro o di guerra, purché presentino minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, stabilizzate o progressive, che provocano problemi di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa, di livello tale da determinare svantaggio sociale o emarginazione. Le agevolazioni (detrazioni e deduzioni) a fini irpef previste dalla legge per i disabili riguardano: i figli a carico: per ogni figlio portatore di handicap fiscalmente a carico spetta una speciale detrazione dall Irpef pari a 774,69 euro a prescindere dall ammontare del reddito complessivo del genitore i veicoli: l acquisto di un mezzo di locomozione (nuovo o usato) da diritto al disabile ad una detrazione di imposta pari al 19% della spesa sostenuta. La detrazione spetta nei limiti di una spesa di importo pari a ,99 euro per un solo veicolo nel corso di un quadriennio. I quattro anni cominciano a decorrere dalla data di acquisto del veicolo e, a scelta, si può utilizzare l intera detrazione nel primo anno oppure ripartirla in quattro quote annuali di pari importo. Danno diritto alla detrazione anche le spese sostenute per le riparazioni, escluse quelle di ordinaria manutenzione. Non rientrano invece fra le spese che danno diritto alla detrazione i costi di esercizio (per esempio il premio assicurativo, il carburante e il lubrificante). Se per qualsiasi motivo, nel corso del quadriennio, il veicolo per il cui acquisto si è fruito della detrazione è stato cancellato dal Pra, l acquisto di un nuovo mezzo di locomozione darà di nuovo diritto alla detrazione anche se non sono passati i quattro anni da quello precedente. Se invece il veicolo viene rubato, nel corso dei quattro anni dall acquisto, spetta sicuramente la detrazione per il nuovo veicolo, ma il limite di ,99 euro va considerato al netto dell eventuale rimborso assicurativo. A chi deve essere intestata la documentazione da conservare La documentazione che prova la spesa deve essere intestata direttamente al disabile se questi è titolare di redditi propri per un importo superiore a 2.840,51 euro. Va intestata, invece, indifferentemente al disabile o alla persona di famiglia della quale egli risulta a carico se il disabile è fiscalmente a carico. 20

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