Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37

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1 Regolamento concernente l attuazione dell articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione di impianti all interno degli edifici. (G.U. n. 61 del ) Consta di 15 articoli e 2 allegati PRENDE IL POSTO DELLA LEGGE 46/90 E ENTRATO IN VIGORE IL 27 MARZO Campo di applicazione (art. 1) Il decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d uso, collocati all interno degli stessi o delle relative pertinenze. Il decreto non si applica agli impianti posti completamente all esterno e che non hanno nulla a che vedere con un edificio, ad esempio un impianto di illuminazione pubblica. 2 1

2 Cantieri edili (art. 10, comma 2) I cantieri edili sono a volte completamente all aperto, ma il decreto si applica comunque agli impianti di cantiere. Questa è l unica eccezione all articolo 1. 3 Campo di applicazione (art. 1) Il campo di applicazione è esteso a: Tutti gli impianti Elettrici Elettronici di Riscaldamento lettera a) lettera b) lettera c) 4 2

3 Campo di applicazione (art. 1) Il campo di applicazione è esteso a: Tutti gli impianti Idrico - Sanitari del Gas lettera d) lettera e) Ascensori, Montacarichi, Scale Mobili lettera f) 5 Campo di applicazione (art. 1) di rivelazione: gas, fumo, incendio Il campo di applicazione è esteso a: Tutti gli impianti di Protezione antincendio lettera g) di estinzione: automatici e manuali 6 3

4 Campo di applicazione (art. 1) Il decreto si applica a tutti gli edifici: Civile Commerciale Agricolo Terziario Industriale 7 Definizioni relative agli impianti (art. 2) SE L IMPIANTO E CONNESSO A RETI DI DISTRIBUZIONE, IL DECRETO SI APPLICA A PARTIRE DAL PUNTO DI CONSEGNA DELLA FORNITURA. Punti di consegna delle forniture: Immediatamente a valle del gruppo di misura Punto di immissione del combustibile nel serbatoio 8 4

5 Definizioni relative agli impianti (art. 2) Potenza impegnata: Il valore maggiore tra la potenza impegnata contrattualmente con l eventuale fornitore di energia, e la potenza nominale complessiva degli impianti di autoproduzione eventualmente installati. Per i nuovi impianti si fa riferimento alla potenza per la quale l impianto è dimensionato (potenza di progetto), in attesa che l utente stipuli il contratto e richieda la potenza di cui ha bisogno (potenza contrattuale). La potenza di progetto va indicata sulla dichiarazione di conformità,, dove è denominata POTENZA MASSIMA IMPEGNABILE. 9 Definizioni relative agli impianti (art. 2) Uffici Tecnici Interni: Strutture costituite da risorse umane e strumentali preposte all impiantistica, alla realizzazione degli impianti aziendali ed alla loro manutenzione, i cui responsabili posseggono i requisiti tecnico-professionali previsti dal presente decreto. 10 5

6 Definizioni relative agli impianti (art. 2) Ordinaria Manutenzione: : Gli interventi finalizzati a contenere il degrado normale d uso, nonché a far fronte ad eventi accidentali che comportano la necessità di primi interventi, che comunque non modificano la struttura dell impianto su cui si interviene o la sua destinazione, secondo le prescrizioni previste dalla normativa tecnica vigente e dal libretto di uso e manutenzione del costruttore. 11 Definizioni relative agli impianti (art. 2) Impianti di Produzione, Trasformazione, Trasporto, Distribuzione, Utilizzazione dell energia elettrica: : l circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori e delle prese a spina con esclusione degli equipaggiamenti elettrici delle macchine, degli utensili, degli apparecchi elettrici in genere. Nota: gli apparecchi utilizzatori sono esclusi dal D.M. 37/08, ma compresi nella definizione di impianto elettrico della Norma CEI

7 Impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell energia elettrica, lett. a) Nell ambito degli impianti elettrici rientrano anche: - gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, - gli impianti autoproduzione di energia fino a 20 kw nominale. 13 Impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell energia elettrica, lett. a) Vi rientrano anche gli impianti per automazione di porte, cancelli e barriere. Per la verità si tratta di macchine, e non di impianti veri e propri, ma sono stati inseriti nel decreto per la loro spiccata pericolosità. - L installatore di porte, cancelli e barriere automatiche deve essere abilitato ai sensi del presente decreto (impianti di cui all art. 1, comma 2, lettera a), ma non deve rilasciare la dichiarazione di conformità, in quanto questi impianti sono coperti dalla marcatura CE, così come già avviene ad es. per gli ascensori. 14 7

8 Impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell energia elettrica, lett. a) IMPIANTI PER AUTOMAZIONE DI PORTE, CANCELLI E BARRIERE. Tale ultimo principio è ribadito all art. 1, comma 3 del presente decreto dove è detto gli impianti o parti di impianto che sono soggetti a requisiti di sicurezza prescritti in attuazione della normativa comunitaria, ovvero di norma specifica, non sono disciplinati, per tali aspetti, delle disposizioni del presente decreto. 15 Impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell energia elettrica, lett. a) Vi rientrano infine anche gli impianti posti all esterno di edifici se gli stessi sono collegati, anche solo funzionalmente, agli edifici. 16 8

9 Definizioni (art. 2) Impianti Radiotelevisivi ed Elettronici: Le componenti impiantistiche necessarie alla trasmissione ed alla ricezione dei segnali e dei dati, anche relativi agli impianti di sicurezza, ad installazione fissa, alimentati a tensione inferiore a 50 V in c.a. e 120 V in c.c., mentre le componenti alimentate a tensione superiore, nonché i sistemi di protezione contro le sovratensioni, sono da ritenersi appartenenti al- l impianto elettrico; ai fini dell autorizzazione, dell installazione e degli ampliamenti degli impianti telefonici e di telecomunicazione interni collegati alla rete pubblica,, si applica la normativa specifica vigente. 17 Definizioni (art. 2) Impianti Telefonici: Il DM 37/08 infatti non si applica agli impianti telefonici (trasmissione fonia/dati) interni degli edifici collegati alla rete esterna, poiché l installazione di tali impianti è regolata dal D.M. 23/5/92 n. 314 (regolamento di attuazione della legge 109/91 91, abrogata nel 2010); con il Decreto del Fare (D L n. 69/2013 convertito in legge n. 98) anche DM 314 è stato abrogato. 18 9

10 Definizioni (art. 2) Impianti Telefonici: Ciò che segue era valido prima dell abolizione del DM 314/92: - se l impianto non è collegato alla linea telefonica esterna non si applica il DM n. 314/92, bensì il DM 37/08 - lett. b); - se l impianto è collegato a più di 2 linee telefoniche esterne si applica il DM n. 314/92 (due linee fisiche o una linea ISDN che equivale a due linee ordinarie) ) e l impresa installatrice deve essere autorizzata dal Ministero delle comunicazioni. ; - se l impianto è collegato a meno di 2 linee telefoniche esterne non si applica 19 né il DM n. 314/92 né il DM 37/08. - Situazione odierna (sett. 2013) 20 10

11 Definizioni (art. 2) CEI: Comitato Elettrotecnico Italiano UNI: Ente Italiano di Unificazione 21 Imprese abilitate (art. 3) Responsabile Tecnico Le imprese devono essere iscritte nel registro delle imprese o nell albo provinciale delle imprese artigiane. Ogni impresa installatrice deve avere un responsabile tecnico, il quale deve essere in possesso dei requisiti tecnico-professionali. Il responsabile tecnico può essere: l imprenditore individuale; un legale rappresentante dell impresa installatrice; una persona preposta con atto formale a tale incarico; nota: : l artigiano deve essere il responsabile tecnico della propria impresa: non può preporre un altro soggetto come responsabile tecnico. Il responsabile tecnico può svolgere tale funzione per una sola impresa e tale qualifica è incompatibile con ogni altra attività continuativa

12 Imprese abilitate (art. 3) Le imprese che intendono esercitare le attività di: installazione, trasformazione, ampliamento, manutenzione straordinaria, relative agli impianti di cui all art. 1, devono presentare la dichiarazione di inizio attività indicando specificatamente per quale lettera e quale voce, di quelle elencate al medesimo art. 1, intendendo esercitare l attività e devono dichiarare inoltre il possesso dei requisiti tecnico-professionali richiesti per i lavori da realizzare. 23 Imprese abilitate (art. 3) Le imprese artigiane presentano la dichiarazione di inizio attività unitamente alla domanda di iscrizione all albo delle imprese artigiane per la verifica del possesso dei prescritti requisiti tecnico-professionali e il conseguente riconoscimento della qualifica artigiana. Le altre imprese presentano la dichiarazione di inizio attività, unitamente alla domanda di iscrizione, presso l ufficio del registro delle imprese. Le imprese alle quali sono stati riconosciuti i requisiti tecnico-professionali hanno diritto ad un certificato di riconoscimento, che è rilasciato dalle competenti commissioni provinciali per l artigianato e dalle competenti camere di commercio

13 Imprese abilitate (art. 3) Le imprese che svolgevano la loro attività nell industria, nel commercio e nel terziario (edifici non civili), con la Legge 46/90 avevano bisogno dell abilitazione soltanto per gli impianti elettrici: gli altri impianti non erano soggetti alla Legge 46/90. Dal 27/03/2008 tali imprese non possono più installare impianti non elettrici (es. antintrusione o rivelazione antincendio) nell industria, commercio, terziario. devono preporre a tale attività una persona con i requisiti tecnico-professionali e comunicarlo alla CCIAA. Nota: una impresa, già in possesso, ad esempio, della lettera g), può ora utilizzarla anche per impianti di protezione antincendio negli edifici ad uso 25 industriale, commerciale, terziario. Requisiti tecnico-professionali (art. 4) I requisiti tecnico-professionali sono, in alternativa, uno dei seguenti: Diploma di Laurea in materia tecnica specifica (triennale o quinquennale non è richiesta l iscrizione all albo professionale che è invece necessaria per progettare gli impianti); Diploma o Qualifica, conseguiti al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore di attività, seguiti da un periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore (per gli impianti della lettera d) è sufficiente un anno); Titolo o Attestato di formazione professionale, previo periodo di inserimento di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di un impresa del settore (per gli impianti della lettera d) sono sufficienti due anni); Prestazione lavorativa, svolta alle dirette dipendenze di un impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell operaio installatore, per un periodo non inferiore a tre anni (escluso quello computato ai fini dell apprendistato o svolto come operaio qualificato) in qualità di specializzato,, nelle attività di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione

14 Requisiti tecnico-professionali (art. 4) I periodi di inserimento col possesso di: Diploma, Qualifica, Formazione professionale e con la prestazione lavorativa, possono svolgersi anche in forma di collaborazione tecnica continuativa nell ambito dell impresa, da parte del titolare, dei soci e dei collaboratori familiari. Si considerano in possesso dei requisiti tecnico-professionali il titolare dell impresa, i soci ed i collaboratori familiari che hanno svolto attività di collaborazione tecnica continuativa nell ambito di imprese abilitate del settore, per un periodo non inferiore a sei anni. Per le attività che trattano impianti di cui alla lettera d) sono sufficienti quattro anni. 27 Progettazione degli impianti (art. 5) Per l installazione, la trasformazione e l ampliamento degli impianti di cui all art. 1, lettere a), b), c), d), e), g), deve essere redatto un progetto. Fatta salva l osservanza di normative più rigorose in materia di progettazione, il progetto è redatto da un professionista iscritto negli albi professionali, secondo la specifica competenza tecnica richiesta, nei seguenti casi: Art. 1, lettera a): Per le utenze condominiali aventi potenza impegnata superiore a 6 kw; Per le utenze domestiche di singole unità abitative aventi: potenza impegnata superiore a 6 kw o superficie maggiore di 400 m² Per gli impianti elettrici realizzati con lampade fluorescenti a catodo freddo: - collegati ad impianti elettrici per i quali è obbligatorio il progetto; - comunque, per impianti di potenza complessiva maggiore di 1200 VA resa dagli alimentatori

15 Art. 1, lettera a): Progettazione degli impianti (art. 5) Per gli immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando: - le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V,, inclusa la parte in bassa tensione; - o per le utenze alimentate in bassa tensione, quando: hanno potenza impegnata superiore a 6 kw, o hanno superficie maggiore di 200 m². Art. 1, lettera a): Per gli impianti elettrici relativi ad unità immobiliari provviste, anche solo parzialmente, di: - locali ad uso medico; - locali con pericolo di esplosione; - locali a maggior rischio in caso di incendio (MA.R.C.IO.) 29 Art. 1, lettera a): Progettazione degli impianti (art. 5) Per gli impianti di protezione da scariche atmosferiche in edifici di volume superiore a 200 m³. Per tali ultimi impianti il progetto è obbligatorio anche in tutti gli altri casi della lettera a) visti più sopra, (in quanto anch essi rientrano nella lettera a) del presente decreto). Art. 1, lettera b): Il progetto del professionista è obbligatorio per gli impianti elettronici, quando coesistono con impianti elettrici con obbligo di progettazione

16 Art. 1, lettera g): Progettazione degli impianti (art. 5) Il progetto per gli impianti di protezione antincendio è obbligatorio se sono inseriti in una attività soggetta al rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) (*) e, comunque quando gli idranti (o naspi) sono in numero pari o superiore a quattro o gli apparecchi di rilevamento sono pari o superiore a dieci. I progetti devono essere elaborati secondo la regola dell arte. I progetti per gli impianti di cui all art. 1, lettere a), b), g), si considerano redatti secondo la regola d arte se rispettano: - la vigente normativa di legge; - le Norme tecniche del CEI, dell UNI o degli altri enti di normalizzazione della UE; - le indicazioni delle guide del CEI e dell UNI. (*) con l entrata in vigore del DPR 151/11, l obbligo sussiste per tutte le attività incluse in esso, saino esse di fascia A, B, C. 31 Progettazione degli impianti (art. 5) I progetti devono contenere almeno: - schemi dell impianto; - disegni planimetrici; - relazione tecnica sulla consistenza e tipologia dell installazione (o della trasformazione o dell ampliamento), con particolare riguardo a: tipologia e caratteristiche dei materiali e componenti da utilizzare, misure di prevenzione e sicurezza da adottare. Per i luoghi MA.R.C.IO. e per quelli con pericolo di esplosione, deve essere posta particolare attenzione nella scelta dei materiali e componenti da utilizzare, nel rispetto della specifica normativa tecnica vigente

17 Progettazione degli impianti (art. 5) In caso di varianti in corso d opera, il progetto deve essere integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante le varianti, alle quali, oltre che al progetto, l installatore è tenuto a fare riferimento nella dichiarazione di conformità. Nei casi in cui c è obbligo di progetto da parte di un professionista, il progetto relativo ad impianti connessi ad interventi edilizi, per i quali è richiesto il permesso di costruire o la denuncia di inizio attività (DIA), deve essere depositato, contestualmente al progetto edilizio, presso lo sportello unico per l edilizia del comune in cui deve essere realizzato l intervento, a cura del soggetto titolare del permesso di costruire o che presenta la DIA. 33 Progettazione degli impianti (art. 5) Al di sotto delle soglie viste il progetto: - è redatto dal responsabile tecnico dell impresa installatrice, in alternativa al professionista; - è costituito almeno dallo schema dell impianto da realizzare, inteso come descrizione funzionale ed effettiva dell opera da eseguire e integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante le eventuali varianti introdotte in corso d opera

18 Realizzazione ed installazione degli impianti (art. 6) Le imprese devono realizzare gli impianti secondo la regola dell arte, in conformità alla normativa vigente. Le imprese sono responsabili della corretta esecuzione degli impianti. Si considerano eseguiti secondo la regola dell arte gli impianti realizzati in conformità: - alla vigente normativa di legge; - alle Norme tecniche dell UNI e del CEI e di altri enti di normalizzazione appartenenti agli stati membri dell UE. Con riferimento alle attività produttive si applicano le norme generali di sicurezza di cui all art. 1 del D.P.C.M. del 31 marzo 1989 e relative modificazioni. 35 Realizzazione ed installazione degli impianti (art. 6) Gli impianti elettrici nelle unità immobiliari ad uso abitativo, realizzati prima del 13 marzo 1990 si considerano adeguati se sono dotati di: sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all origine dell impianto; protezione contro i contatti diretti; protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale con Idn < _ 30 ma. Note: il presente decreto, non esplicita più l obbligo di adeguare i vecchi impianti; l ultimo termine per l adeguamento degli impianti è scaduto il 31/12/1998, prima dell abrogazione della Legge 46/

19 L impresa installatrice deve consegnare al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di legge e tecniche vigenti, dopo aver eseguito le verifiche, con esami a vista e prove, previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità del- l impianto. Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37 Dichiarazione di Conformità DICO (art. 7) La DICO va redatta per ogni unità immobiliare e per i servizi condominiali. Con l entrata in vigore della variante V3 alla norma CEI 64-8 (1 settembre 2011), sulla dichiarazione di conformità è opportuno indicare anche il livello dell impianto realizzato ( livello), se trattasi di impianto per civile abitazione (unità abitativa). 37 Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37 Dichiarazione di Conformità DICO (art. 7) Note: 1) Le verifiche, se eseguite secondo la guida CEI II edizione, acquisiscono la considerazione di regola d arte. Il rapporto di verifica va consegnato al committente (CEI 64-8, VI edizione, art ). 2) Tenuto conto del D L 5/12, art. 9, comma 2, l impresa installatrice non è più tenuta a depositare copia della DICO allo sportello unico del Comune. 3) La DICO va conservata presso la sede dell impresa, a disposizione in caso di controlli

20 Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37 Dichiarazione di Conformità DICO (art. 7) %%% Note: 4) Rimane fermo l obbligo per il cliente (e non per l impresa installatrice), di presentare copia della DICO: - allo sportello unico del comune, per un impianto realizzato in un nuovo edificio che non ha l agibilità (al fine di ottenerla); - al distributore nel caso di allacciamento di una nuova fornitura di energia elettrica, gas o acqua. 39 La dichiarazione deve essere redatta sulla base dell apposito modello (mod. I); di essa fanno parte integrante: - il progetto o lo schema; - la relazione con tipologie dei materiali impiegati; - riferimento a dichiarazioni di conformità precedenti o parziali, già esistenti; - copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali. Note: Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37 Dichiarazione di Conformità DICO (art. 7) 1) Il modulo deve essere firmato anche dal responsabile tecnico, oltre che dal titolare o legale rappresentante dell azienda (il dichiarante). Per gli impianti sopra soglia occorre indicare: 2) Per gli occorre indicare: nome, cognome, qualifica, estremi di iscrizione all albo professionale del professionista che ha redatto il progetto

21 In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto e la dichiarazione di conformità si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell opera di rifacimento, ma devono tener conto della sicurezza e funzionalità dell intero impianto. Nella dichiarazione di conformità e nel progetto deve essere espressamente indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell impianto. La dichiarazione di conformità deve essere rilasciata anche dai responsabili degli uffici, secondo un apposito modello (mod. ll). tecnici interni delle imprese non installatrici, secondo un apposito modello (mod. ll). Nota: Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37 Dichiarazione di Conformità DICO (art. 7) Il modulo deve essere firmato dal responsabile tecnico dell ufficio tecnico interno dell impresa non installatrice (dichiarante) e dal legale rappresentante dell impresa. 41 Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37 Dichiarazione di Conformità DICO (art. 7) Il contenuto dei modelli l e ll può essere modificato o integrato con Decreto Ministeriale per esigenze di aggiornamento di natura tecnica. Nota: Nei modelli l e ll, allegati al presente decreto, non compare la citazione relativa alla compatibilità con gli impianti preesistenti: all occorrenza deve quindi essere aggiunta

22 Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37 Dichiarazione di Conformità DICO (art. 7) A cosa serve la Dichiarazione di Conformità: Serve per ottenere l agibilità dei locali dal comune; Va consegnata al distributore o venditore di energia elettrica (gas, acqua) entro 30 giorni dall allacciamento di una nuova fornitura di energia elettrica (gas, acqua), per gli edifici di qualsiasi destinazione d uso; in caso contrario il fornitore, o il distributore, sospende la fornitura dopo congruo avviso. La dichiarazione di conformità, in questo caso, non comprende gli allegati obbligatori. Stessa cosa vale per la dichiarazione di rispondenza, ricorrendone il caso. 43 Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37 Dichiarazione di Conformità DICO (art. 7) A cosa serve la Dichiarazione di Conformità: Va presentata al distributore o venditore di energia elettrica (o del gas) per richiedere un qualsiasi aumento della potenza impegnata (o della portata termica) a seguito di interventi sull impianto, oppure senza interventi ma con potenza impegnata dell impianto elettrico di 6 kw o superiore. Va presentata all ASL e all ISPESL, ora INAIL, per i luoghi di lavoro, per denunciare l impianto di terra, l impianto di protezione contro le scariche atmosferiche e l impianto elettrico nelle zone con pericolo di esplosione, ai sensi del D.P.R. 462/

23 Dichiarazione di Conformità DICO (art. 7) 45 Dichiarazione di Conformità DICO (art. 7) 46 23

24 Dichiarazione di Conformità DICO (art. 7) 47 Dichiarazione di Conformità DICO (art. 7) 48 24

25 FLUSSO della DICO Impianti nuovi e richiesta di agibilità 49 FLUSSO della DICO Rifacimento impianto - edifico con agibilità 50 25

26 Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37 Dichiarazione di Rispondenza DIRI (art. 7) Nel caso in cui la dichiarazione di conformità, salvo quanto previsto all art. 15 (sanzioni), non sia stata prodotta o non sia più reperibile, essa può essere sostituita, per gli impianti eseguiti prima del 27 marzo 2008, da una dichiarazione di rispondenza. La dichiarazione di rispondenza può essere resa: da un professionista iscritto all albo professionale per le specifiche competenza tecniche richieste, che ha esercitato la professione per almeno cinque anni nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, a seguito di sopralluoghi ed accertamenti; oppure, per gli impianti sotto soglia : dal responsabile tecnico,, che ricopre da almeno cinque anni tale ruolo, di un impresa 51 abilitata operante nel settore impiantistico cui si riferisce la dichiarazione. Obblighi del committente o del proprietario (art. 8) Il proprietario dell impianto deve adottare le misure necessarie per conservare le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle istruzioni per l uso e la manutenzione, predisposte dall impresa installatrice dell impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature installate. Resta ferma la responsabilità delle aziende fornitrici o distributrici, per le parti di impianto e delle relative componenti tecniche da loro installate o gestite. Nota: Le istruzioni per l uso e la manutenzione dell impianto devono essere consegnate al committente dall installatore

27 Certificato di agibilità (art. 9) Il certificato di agibilità è rilasciato dalle autorità competenti, previa acquisizione della dichiarazione di conformità, nonché del certificato di collaudo, ove previsto dalle (altre) norme vigenti. 53 Manutenzione degli impianti (art. 10) La manutenzione ordinaria non comporta: la redazione del progetto; l affidamento dei lavori ad un impresa abilitata, ad esclusione della manutenzione degli impianti di ascensori e montacarichi in servizio privato, cui si applica il D.P.R. 30 aprile 1999 n. 162 e le altre disposizioni specifiche. Sono esclusi dagli obblighi della redazione del progetto le installazioni per apparecchi per usi domestici, fermo restando l obbligo del rilascio della dichiarazione di conformità

28 Deposito presso lo sportello unico per l edilizia del progetto, della dichiarazione di conformità (art. 11) - Per le opere di installazione, di trasformazione e di ampliamento di impianti che sono connesse ad interventi edili subordinati a permesso di costruire ovvero a denuncia di inizio di attività,, il soggetto titolare del permesso di costruire o il soggetto che ha presentato la denuncia di inizio di attività deposita il progetto degli impianti da realizzare presso lo sportello unico per l edilizia del comune ove deve essere realizzato l intervento, contestualmente al progetto edilizio. 55 Deposito presso lo sportello unico per l edilizia del progetto, della dichiarazione di conformità (art. 11) - Lo sportello unico inoltra copia della dichiarazione di conformità alla Camera di commercio industria artigianato e agricoltura nella cui circoscrizione ha sede l impresa esecutrice dell impianto, che provvede ai conseguenti riscontri con le risultanze del registro delle imprese o dell albo provinciale delle imprese artigiane, alle contestazioni e notificazioni delle eventuali violazioni accertate, ed alla irrogazione delle sanzioni pecuniarie

29 Contenuto del Cartello Informativo (art. 12) All inizio dei lavori per la costruzione o ristrutturazione dell edificio contenente gli impianti di cui al presente decreto, l impresa installatrice deve affiggere un cartello in cui risultino i propri dati identificativi, se è prevista la redazione del progetto da parte del professionista con il nome del progettista dell impianto e degli impianti. 57 Documentazione (art. 13) L ARTICOLO E STATO SOPPRESSO dal DL 25/6/08 n. 112 (S. O. G. U. n. 152 del 25/6/08): I soggetti destinatari delle prescrizioni previste nel presente decreto (proprietari, committenti, altri) devono conservare la documentazione amministrativa e tecnica, nonché il libretto di uso e manutenzione e, in caso di trasferimento dell immobile, a qualsiasi titolo, la devono consegnare all avente causa. Il venditore, all atto di trasferimento, si deve far garante in ordine alla conformità degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza. L atto di trasferimento deve contenere in allegato, salvo espressi patti contrari, la dichiarazione di conformità oppure la dichiarazione di rispondenza. Una copia della stessa documentazione deve essere consegnata anche al soggetto che utilizza, a qualsiasi titolo, l immobile

30 IL DECRETO LEGGE 25/06/2008 n. 112 Oltre all abrogazione dell articolo 13 del decreto ministeriale 37/08, ha previsto altre novità. Delega il MSE (Ministero Sviluppo Economico) a emanare uno o più decreti, entro il 31/03/ 09, volti a disciplinare il complesso delle disposizioni in materia di installazione degli impianti all interno degli edifici (con semplificazione degli adempimenti per i proprietari di abitazioni); Delega il MSE a emanare uno o più decreti, sempre entro il 31/03/ 09, volti a disciplinare un reale sistema di verifiche, con l obbiettivo di tutelare gli utilizzatori degli impianti. 59 Abrogazioni D.M. 22/12/2006 n. 300 (art. 3, comma 1) convertito, con modifiche, dalla Legge 26/02/2007 n. 17 A partire dal 27/03/2008 sono abrogati: gli articoli dal 107 al 121 del D.P.R. 380/01; il D.P.R. 447/91 Della Legge 46/90 rimangono in vigore: art. 8 (finanziamento dell attività di normazione tecnica); art. 14 (verifiche); art. 16 (sanzioni): le sanzioni dell art. 16 trovano applicazione in misura raddoppiata per le violazioni degli obblighi previsti dal presente decreto; 60 30

31 Finanziamento dell attività di normazione tecnica (art. 14 del DM 37/08) In attuazione dell art. 8 della Legge 46/90, all attività di normazione tecnica svolta dall UNI e dal CEI, è destinato il 3% del contributo dovuto annualmente dall I.N.A.I.L. (Istituto Nazionale per la Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) per l attività di ricerca. La somma così calcolata è iscritta in un apposito capitolo di spesa del ministero per lo sviluppo economico. 61 Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n 37 Sanzioni (art. 15 del DM 37/08) Alle violazioni degli obblighi inerenti alla dichiarazione di conformità si applicano le sanzioni amministrative da: 100,00 a 1000,00 Alle violazioni degli altri obblighi derivanti dal presente decreto si applicano le sanzioni amministrative da : 1000,00 a 10000,00 Le violazioni comunque accertate a carico delle imprese installatrici sono comunicate alla C.C.I.A.A. competente per territorio, che provvede all annotazione nell albo provinciale delle imprese artigiane o nel registro delle imprese in cui l impresa inadempiente risulta iscritta, mediante apposito verbale

32 %%% Sanzioni (art. 15) La violazione ripetuta tre volte delle norme relative alla sicurezza degli impianti da parte delle imprese abilitate comporta inoltre, in caso di particolare gravità, la sospensione temporanea dell iscrizione delle medesime imprese dal registro delle imprese o dall albo provinciale delle imprese artigiane. Alla irrogazione delle sanzioni provvedono le C. C. I. A. A. Alla terza violazione delle norme riguardanti la progettazione ed i collaudi, i soggetti accertatori propongono agli ordini professionali, provvedimenti disciplinari a carico dei professionisti iscritti nei rispettivi albi. Sono nulli i patti relativi alle attività disciplinate dal presente regolamento stipulati da imprese non abilitate, salvo il risarcimento di eventuali danni

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