E FACILE VINCERE LA PIORREA..se sai come farlo!

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1 1 E FACILE VINCERE LA PIORREA..se sai come farlo! (Prima parte di Tre) di Umberto Galbiati

2 2 Nota preliminare dell Autore Qualsiasi trattamento potrebbe non funzionare se non si è disposti ad abbandonare o si è costretti a mantenere, le abitudini mal sane che si è contratto nella vita. Quest ultime sono la vera malattia da sconfiggere; una volta iniziato un qualsiasi trattamento inizia il cambiamento perciò, in futuro, le abitudini viziate dovranno appartenere alla vita passata che, purtroppo e solo per colpa nostra, non si è potuta vivere appieno! Nella medicina convenzionale, così come in odontoiatria, si utilizzano spesso i così detti Protocolli Terapeutici, ossia vari metodi di intervento terapeutico standard o studiati preventivamente e approvati a livello internazionale. Nel mio caso specifico, non stavo seguendo nessuna terapia convenzionale vera, bensì solo pochi e piccoli interventi di mantenimento : tutto è avvenuto spontaneamente e in un momento della mia vita in cui non avevo ancora maturato le esperienze e le conoscenze di Naturopatia Dentale che ho oggi. Ho così iniziato, senza saperlo, un determinato percorso (ho seguito solo il mio Karma, ma ancora non ne ero conscio): in sostanza, ho cambiato in modo radicale il mio stile di vita e, ogni volta che affrontavo un ostacolo o dovevo prendere una decisione su cosa era meglio fare in quel momento, davo retta solo al mio istinto. Devo dire che all inizio era solo una nebbiolina confusa, poi si fece largo una vocina che mi parlava dentro. Sapevo di averla già sentita altre volte ma, preso da impegni, problemi e altro, non l avevo semplicemente ascoltata! Ho avuto così modo di darle tempo e spazio e da allora la vocina è stata sempre in grado di suggerirmi le cose migliori da fare. Semplice vero? Puoi farlo anche tu! Grazie alla mia voglia di guarire e di sperimentare su me stesso, ho vissuto sulla mia pelle, ma forse è meglio dire sulla mia bocca, ciò che leggerai nella parte dedicata al mio caso personale. I contenuti stessi di questa pubblicazione sono stati elaborati solo dopo qualche tempo dalla mia guarigione al solo scopo di offrire metodicità e praticità e per meglio spiegare, nonché far capire al lettore, concetti a volte un po ostici, estranei e anche scomodi, se non addirittura controcorrente. Pertanto ho ritenuto importante introdurre questi concetti, magari un po noiosi, nonché informazioni e nozioni che ho appreso nello studio di testi bibliografici della materia e di tanti altri articoli, pubblicazioni e dritte - spero utili - per indicare la strada e per agevolare la comprensione di chi legge. Il mio augurio è che il contenuto di questo documento possa essere chiaro a chiunque ma, soprattutto, che qualcun altro possa prendere a esempio la mia esperienza per compierne una propria con la consapevolezza e la ferma convinzione (come quelle che avevo io) che certamente dalla piorrea si può guarire ma anche che, in gran parte, dipende solo da noi! Chiunque avesse la necessità di capire o approfondire un argomento, può contattarmi via all indirizzo: oppure andare sul mio sito

3 3 Disclaimer C'è un'abbondanza di pubblicazioni cartacee e/o siti web dedicati a tematiche mediche di ogni specialità di cui gli autori non sono medici. Sebbene spesso ricchi di informazioni di notevole valore e di aiuto reale, gli Autori inseriscono un disclaimer che avvisa che le informazioni presenti non devono essere considerate consigli medici e che il lettore dovrebbe consultare un medico prima di utilizzarli. Tale disclaimer è sicuramente appropriato per ragioni legali. Non è possibile curare nessuno al di fuori del sistema medico. Umberto Galbiati, autore e copywriter di questo dossier, non è un medico e non possiede alcuna laurea nel settore medico scientifico. Egli è un Naturopata Dentale autodidatta, specializzato nel campo odontoiatrico (in quanto odontotecnico diplomato e abilitato), nonché erborista diplomato con 110 e lode presso la Facoltà di Farmacologia dell Università di Urbino ed esperto di coltivazione biodinamica, appassionato cultore della medicina naturale e della naturopatia da almeno 30 anni, relatore in vari corsi e conferenze in tema di Naturopatia Dentale di cui detiene, da anni, il marchio registrato. Le sue conoscenze e le sue personali ricerche sono basate sul principio di causa-effetto, verificabile per mezzo di risultati clinici ottenuti presso gli studi odontoiatrici, specializzati in parodontologia, con i quali collabora e ha collaborato in passato e anche attualmente in qualità di Naturopata Dentale. Qualora Umberto Galbiati risponda a dei quesiti che gli sono posti, di solito per , colui che riceve la risposta deve considerarla come libera espressione di personali opinioni. Pertanto, tali scambi di domande e risposte/opinioni, non devono essere considerati come consigli medici e non sono intesi a trattare, diagnosticare, prevenire o curare alcunché. I contenuti di questo stampato sono da intendersi a solo scopo informativo e non atti a trattare, diagnosticare, prevenire o curare alcunché. Se si crede di essere in una condizione che richiede cure mediche si prega, vivamente, di rivolgersi a un medico specialista o terapista abilitato. In questo stampato sono espresse alcune idee dell'autore e di altri Autori e possono essere in contrasto con le conoscenze che sono insegnate nelle università e quindi sono da intendersi solo come libere opinioni. Pertanto, non devono essere considerate in alcun modo quali consigli medici. Qualunque utente applichi i dati e le notizie pubblicati in questo stampato lo fa esclusivamente sotto la sua diretta e unica responsabilità. Questo documento e il suo Autore NON HANNO LEGAMI con ditte farmaceutiche, istituti di ricerca ed enti governativi a essi collegati. Avviso Importante Le informazioni contenute in questo documento sono soggette alla clausola di esclusione di responsabilità, di cui sopra, e al seguente avviso relativo al copyright. Avviso sul copyright La riproduzione del presente dossier è autorizzata ma solo con indicazione della fonte o come altrimenti specificato. Qualora sia richiesta un'autorizzazione preliminare per la riproduzione o l'impiego di informazioni testuali, tale autorizzazione annulla e sostituisce quella generale di cui sopra e indica esplicitamente ogni eventuale restrizione.

4 4 Introduzione Oggi ho solo due denti definitivi mancanti; il primo me lo hanno tolto da bambino per far posto a un molare che non poteva spuntare: ancora ricordo l orribile rumore che hanno fatto le mie giovani e robuste fibre periodontali mentre si rompevano all atto della estrazione del dente (che era nuovo e perfettamente sano). In età adulta ho dovuto estrarre un altro dente, un molare inferiore (dente n 37), anch esso perfettamente sano ma dondolante per via della parodontite localizzata in quella zona. Dopo di ciò mi sono imposto: BASTA SUBIRE ESTRAZIONI Non so a cosa o a chi devo essere grato, se al mio sesto senso, alla mia buona stella, alla mia vocina interiore o, semplicemente, al mio Io. Comunque l ho ascoltato e mi ha guidato per la strada giusta quando la situazione orale e generale erano sulla via del tracollo: nel 1999 ero reduce da una stressante attività lavorativa e da un divorzio che avevano occupato gran parte della mia sfortunata vita. Macché sfortuna, ero io che avevo concesso me stesso in un modo errato al mondo intero e ora ne pagavo le conseguenze morali, psichiche e fisiche, ero proprio arrivato al capolinea. Lo stress dovuto al mio lavoro e alla mia fallimentare vita affettiva, nonché le cattive abitudini alimentari e la sedentarietà avevano enormemente contribuito a ridurre il mio stato di salute al lumicino. Ebbene si! Anche se non lo volevo ammettere ero affetto da piorrea, ero decisamente in sovrappeso e soffrivo di emorroidi sanguinanti. Ora, da Naturopata Dentale è più facile riconoscere che un simile quadro sintomatico, dovuto a uno stato di accumulo di tossine, andava con urgenza affrontato per evitare il punto di non ritorno. Nel secolo scorso ero ancora convinto che sarebbero bastati i farmaci e gli interventi odontoiatrici per alleviare i miei disturbi; i dentisti a cui mi rivolsi mi dissero entrambi che con la parodontopatia (cioè la piorrea) avrei dovuto conviverci tutta la vita con il rischio di perdere, uno a uno, tutti i denti. Non volevo rassegnarmi a tale verdetto! L argomento mi interessava molto già da qualche tempo prima ma, da allora, mi occupai più professionalmente di Naturopatia e cambiai anche lavoro, scegliendone uno più gratificante e con meno stress. Decisi così di avvicinarmi, inizialmente, alla metodica alimentare della Dott.sa Catherine Kousmine e ciò mi fu di grande aiuto: ero pronto a qualsiasi sacrificio pur di ritrovare il benessere fisico e dentale perduto! La mia motivazione a intraprendere una nuova strada era altissima, i fastidi fisici della piorrea e nel resto del corpo erano sufficienti per cercare a tutti i costi una soluzione: ero convinto che, anche se i dentisti non alimentassero le mie speranze, anzi erano convinti che non si sarebbe potuto intervenire efficacemente, avrei dovuto fare qualcosa da solo per risolvere con successo e definitivamente questa situazione. Questa sensazione non mi ha ancora abbandonato anche nei momenti più duri della vita!

5 5 Inoltre, ho cominciato ad applicare, anche questa volta da autodidatta, la teoria del pensiero positivo per agevolare la guarigione, in ciò stimolato proprio dalle opere della Dott.sa Catherine Kousmine, che hanno tutte un approccio naturale su come affrontare la malattia, anche la più drammatica. Anche la chiropratica e la fitoterapia mia hanno aiutato: sono un erborista diplomato e conosco molto bene gli olii essenziali, in particolar modo, l Olio di Mek che ho scoperto nel 1992 durante un viaggio in Nuova Zelanda: per maggiori informazioni vai a questo link Entrambi questi presidi mi hanno aiutato nella mia personale strada alla guarigione. La parodontopatia o piorrea, ha una eziologia ancora sconosciuta o, per meglio dire, ancora la scienza non l ha scientificamente dimostrata; si tratta di una malattia che nelle forme più gravi può invalidare la persona affetta in modo drammatico e non solo nel cavo orale. Per questa patologia la medicina ufficiale non ha ancora trovato una cura in grado di far guarire definitivamente i pazienti, ma li cura in modo sintomatico! Dopo una lunga ma, dovuta, introduzione in cui il lettore conoscerà gli aspetti peculiari di questa patologia, sarà preso in esame il mio caso, una esperienza personale vissuta in un arco di tempo utile per trarre alcune conclusioni che riguardano un metodo alternativo e non invasivo, rispetto alla medicina allopatica, come quello naturopatico che è in grado di ben affrontare questa patologia e di permettere a ogni persona consapevole e motivata, di tenere sotto controllo ogni tentativo di recidiva.

6 6 COSI HO VINTO LA MIA PIORREA! Innanzi tutto: cosa pensi sia la piorrea? Per capire da dove parte il problema dobbiamo prendere in considerazione quale tipo di carburante utilizziamo per far funzionare il nostro corpo. Forse non lo sai, ma, anche il nostro corpo è considerato, con una brutta espressione, come una macchina termica, cioè ha bisogno di alimentazione per produrre calore e, quindi, vivere! E ora dimmi: metteresti del gasolio in una macchina a benzina? E allora perché ti alimenti con sostanze che ti fanno ammalare? Una alimentazione scorretta, con eccessivo consumo di carboidrati raffinati, l assunzione di troppe proteine animali, oppure l abitudine di mangiare in fretta, masticare poco i cibi e poi ancora; preoccupazioni, stress, malattie, utilizzo di farmaci allopatici oppure una scorretta igiene orale, indeboliscono la microflora della bocca dando il via libera ai batteri patogeni (cattivi) che, superando di numero i batteri probiotici (buoni), generano uno squilibrio dannoso. Alcuni conosciuti batteri patogeni orali sono i responsabili, ormai accreditati, delle malattie gengivali sino alla piorrea e, naturalmente, anche della carie. Le parodontopatie non sono necessariamente da considerarsi solo come malattie infettive! Se continuerai nella lettura scoprirai che c è ben di più..! La gengivite (infiammazione della gengiva) e la parodontite (gengivite con perdita di attacco del dente all osso) sono le più comuni patologie osservabili a carico dei tessuti orali. Mentre la gengivite è una patologia che riguarda praticamente tutta la specie umana, le parodontopatie sono più limitate e colpiscono in media il % della popolazione (Winkelhoee, Rams e Slots, 1996). Appare evidente che, al di là dell acquisizione di patogeni microbici che rimangono alla base delle manifestazioni cliniche, queste condizioni si avverano più facilmente in soggetti predisposti a causa di particolari fattori di rischio. Al di là di una ancor mal definita compartecipazione di elementi genetici (Hart e Korman, 1997) questi comportamenti sono considerati, seppur con pesi assai diversi, cause predisponenti alla genesi di parodontopatie: la cattiva igiene orale, il tabagismo, il diabete, lo stato di stress, l allergia, l osteoporosi, le deficienze nell attività dei polimorfonucleati e l infezione evolutiva sostenuta dal virus dell HIV (Salvi et al., 1997). Queste restano - pur sempre - concause in un processo patogenetico che vede, nell acquisizione di specifici agenti eziologici batterici, il primum movens di un infezione caratterizzata da ampia risposta immunitaria e da distruzione dei tessuti.

7 7 La classificazione, dal punto di vista clinico, prevede non una sola entità nosografica ma una suddivisione in: parodontopatie giovanili, progressive dell adulto, associate a malattie di tipo sistemico, necrotizzanti e, infine, refrattarie al trattamento (Haffajee e Socransky). Comunque esse siano considerate ed elencate dalla scienza ufficiale, la medicina naturale le valuta per quelle che sono, cioè delle malattie del terreno (in senso omeopatico). La salute orale è importantissima non solo per la conservazione di denti e gengive; come leggerai più avanti; recenti studi internazionali hanno dimostrato l esistenza di una potenziale relazione tra la salute orale e quella dell intero organismo. I batteri patogeni che non sono stati eliminati dalla bocca tramite opportune manovre di igiene orale, possono dare il via a una vera e propria reazione a catena di infezioni e infiammazioni, con possibili gravi conseguenze sistemiche (cioè generali). Infatti, è stato scientificamente dimostrato che i batteri patogeni del cavo orale sono in grado di raggiungere tutti gli organi del nostro corpo attraverso la circolazione sanguigna. Uno studio del 2005 evidenzia che le malattie parodontali e la carie interessano ben il 95% della popolazione e secondo dati del 2007 della A.D.A. (American Dental Association), queste malattie sono entrambe causate dalla placca dentale: un biofilm di batteri patogeni che si forma continuamente sulla superficie di denti, gengive, lingua, guance, ecc., purtroppo anche quando non ingeriamo alimenti o bevande! E' noto già da alcuni anni che esiste una correlazione diretta tra igiene orale e rischio di infarto: i dati dicono che chi non si lava i denti almeno due volte al giorno ha un rischio due volte maggiore di ammalarsi di problemi cardiaci. Ma cosa centra la scarsa igiene orale con il cuore? E' stato dimostrato che in seguito a una igiene orale poco curata si hanno livelli più alti di proteine infiammatorie nel sangue, le quali provocano dei problemi cardiovascolari. Una infiammazione cronica diffonde le sue esotossine nella carotide e da questa direttamente al cuore. Purtroppo i batteri che aggrediscono i denti sono gli stessi delle pericarditi ed endocarditi; essi si annidano facilmente nelle valvole cardiache e creano una specie di "patina batterica" che produce la sclerosi della valvola stessa che, a sua volta, si traduce in una insufficienza cardiaca.

8 8 La malattia parodontale (cioè la Piorrea) nasce silente e cresce, più o meno, con questa progressione: La gengivite: è la forma iniziale e fortunatamente più lieve della malattia parodontale che si manifesta con; arrossamenti, gonfiori e sanguinamento spontaneo delle gengive spesso con sintomatologia lieve e pressoché invisibile. In questa fase la maggior parte delle persone non pensa di essere affetta da questo problema gengivale e lo sottovaluta, mentre dovrebbe intervenire al più presto e curarlo tramite una scrupolosa igiene orale effettuata con prodotti biologici specifici e/o con un accurato trattamento professionale. La malattia parodontale: i batteri patogeni della placca non rimossi si infiltrano nelle gengive e poi nell osso di sostegno dei denti ove provocano una infezione cronica accompagnata, quasi sempre, da infiammazione delle strutture colpite, con sanguinamento, denominata: malattia parodontale. Essa è di natura progressiva e pertanto è subdola e molto pericolosa; va affrontata quanto prima possibile e con ogni mezzo a disposizione. ±??? La parodontite: è la forma più avanzata della malattia parodontale (la cosiddetta Piorrea ) ed è caratterizzata da; formazione di tasche parodontali, recessioni gengivali, perdita dell attacco ligamentare e distruzione dell osso di sostegno dei denti. La parodontite, se trascurata, può diventare cronica e quindi irreversibile causando, con il tempo, la perdita di tutti i denti colpiti.

9 9 Il ruolo della prevenzione biologica attiva Ti sto per svelare un grande segreto: la combinazione tra la prevenzione casalinga attuata attraverso la quotidiana e accurata rimozione della placca batterica e un personalizzato bio-programma di prevenzione, nonché mirati trattamenti professionali d igiene, sono gli unici strumenti sinergici, adeguati ed efficaci al fine di ottenere una salute orale duratura! La Parodontologia Biologica è una nuova ed emergente disciplina odontoiatrica, volta alla promozione della salute dell individuo, conseguita attraverso la prevenzione, la diagnosi e la terapia delle patologie che colpiscono i tessuti di supporto dei denti. Non tutti sanno che la malattia parodontale è strettamente e intimamente legata allo stile di vita e al conseguente stato del sistema immunitario; è vero che è provocata da alcune specie batteriche, ma è altrettanto corretto affermare che è influenzata nel suo decorso e gravità da numerosi fattori locali e generali. Oltre a essere una delle patologie più diffuse è, almeno secondo stime epidemiologiche recenti, la causa principale della maggior perdita d elementi dentali (molto più della carie). Infatti, molti studi internazionali hanno dimostrato che la placca batterica costituisce il fattore eziologico primario di questo tipo di patologia senza la quale, non s innescherebbero tutti quei meccanismi ciclici che portano in breve tempo alla perdita di uno o più elementi dentali. L obbiettivo principale del dentista biologico, di fronte a un paziente affetto da malattia parodontale, è adottare un approccio terapeutico di terreno e meno invasivo possibile ma, comunque, adeguato ad arrestare la progressione della malattia e a evitare o ridurre l insorgenza d eventuali recidive. E per questo motivo che in Italia ha preso sempre più piede la figura dell Igienista Dentale (anche di tipo Biologico); una figura professionale molto importante in quanto è in grado, sia di motivare i pazienti nell applicare una buona igiene dentale domiciliare, sia di praticare un igiene dentale biologica professionale, che sia effettivamente risolutiva per arrestare la malattia parodontale. Numerose ricerche condotte negli anni 60-70, hanno ampiamente dimostrato l importanza del controllo della placca nell ambito della prevenzione della malattia parodontale. Questi studi hanno anche dimostrato che dopo la rimozione della placca mediante corrette procedure d igiene orale, faceva seguito la completa risoluzione del processo infiammatorio. Infatti, la maggior parte dei processi patologici parodontali si possono facilmente prevenire in quanto sono causati da agenti irritanti locali e, pertanto, sono controllabili e correggibili, innanzitutto eliminando la principale causa, ovvero la placca batterica inoltre, è importante individuare quali altri fattori possono amplificare la malattia sino a portarla a livelli incontrollabili.

10 10 I principali co-fattori che intervengono nella malattia parodontale, si possono distinguere in generali e locali Co-fattori generali: Predisposizione genetica all insorgenza della parodontopatia; Endocrini, (la gravidanza, la pubertà, il diabete, e l ipertiroidismo); Ematici (anemie); Farmacologici; Nutrizionali; di fondamentale importanza in quanto l equilibrio dietetico riveste un ruolo predominante per lo stato di salute, sia dei tessuti orali, sia di tutti gli altri tessuti dell organismo. Una dieta adeguata, deve comprendere in quantità sufficiente: proteine, lipidi, carboidrati, vitamine, sali minerali e acqua pura. E anche importante, dal punto di vista parodontale, la consistenza del cibo; se possibile, è basilare eseguire una masticazione prolungata che stimola le strutture gengivali e parodontali, deterge la superficie dentale mentre, una dieta prevalentemente liquida e ricca di carboidrati favorisce il formarsi della placca batterica, oltre che della carie. Co-fattori locali: Tartaro (calcificazione della placca batterica). Esistono molti altri fattori che si definiscono secondari ma che, per l importanza che rivestono e per la frequenza in cui sono osservati potrebbero, addirittura, essere considerati fondamentali; essi sono costituiti sostanzialmente da: o o o errori di lavorazione (come otturazioni incongrue); restauri protesici mal eseguiti; ganci protesici errati. La terapia biologica della malattia parodontale si fonda su varie strategie per il controllo della placca batterica sopragengivale e sottogengivale quali: L igiene domiciliare è il presupposto fondamentale per la prevenzione e la terapia delle malattie parodontali. Gli strumenti d elezione sono: spazzolini manuali o elettrici e tutti i diversi sistemi per la pulizia interdentale, coadiuvati da dentifrici naturali a basso coefficiente d abrasione (es. gel d argilla). La terapia meccanica sottogengivale professionale (manuale/ultrasonica) mirata alla rimozione di placca batterica e tartaro, è indispensabile per il trattamento delle parodontiti. Può essere efficacemente eseguita solo dal dentista/igienista dentale con strumenti manuali sonici/ultrasonici.

11 11 Il controllo della placca batterica può essere migliorato, in alcune situazioni cliniche, mediante l uso di collutori antisettici d origine naturale e/o a base d argilla. L uso d antibatterici locali, a esempio miscele personalizzate di olii essenziali biologici e/o gel a base d argilla, può fornire notevoli vantaggi aggiuntivi in combinazione sinergica con la terapia meccanica sottogengivale. Il prolungato soft-massaggio gengivale, sia casalingo sia professionale, con gel a base di olii essenziali biologici e vitamina E e/o a base d argilla, si è rivelato molto benefico per le parodontopatie allo stadio iniziale e anche per il mantenimento della salute orale a seguito di una terapia parodontale biologica. Il controllo e la buona funzionalità dell intestino e del sistema immunitario in generale, sono determinanti per la guarigione definitiva dalla parodontopatia. L uso quotidiano, nei momenti di esacerbazione dei dolori e del sanguinamento, dell Olio di Mek. Parodontopatia e artrite Anche per curare l artrite reumatoide sarebbe bene fare controllare lo stato di salute delle gengive. Il legame tra due patologie, così differenti, che però si basano entrambe su processi infiammatori, era già stato messo in luce da diversi studi scientifici ma, alcuni ricercatori statunitensi, ne hanno approfondito le caratteristiche scoprendo che con la cura della malattia parodontale (piorrea), si ottiene una sensibile riduzione del dolore alle articolazioni colpite dall artrite. Nabil Bissada, ricercatore presso il Dipartimento di Parodontologia della Case Western Reserve University School of Dental Medicine di Cliveland, negli Stati Uniti d America, afferma <<Lo studio è stato svolto su 40 pazienti affetti sia da una forma severa di artrite reumatoide sia da malattia parodontale di grado moderato o severo; questi casi non sono affatto rari perché, data la natura delle patologie, i pazienti affetti da una delle due hanno un alta probabilità di essere affetti anche dall altra. Poiché entrambe le patologie sono caratterizzate dalla distruzione di alcuni tessuti a causa del processo infiammatorio, metà dei pazienti sono stati assegnati a una terapia a base di inibitori del TNF-alfa (fattore di necrosi tumorale alfa), ossia di una delle citochine pro infiammatorie che propagano l infiammazione e stimolano la produzione di osteoclasti; alcuni pazienti di entrambi i gruppi, inoltre, sono stati sottoposti a un intervento di scaling e levigatura radicolare. Tutti i pazienti sottoposti alle cure odontoiatriche hanno ottenuto una diminuzione del dolore dovuto all artrite, una riduzione del numero di articolazioni gonfie e doloranti e una regressione della rigidità articolare che questa malattia provoca specialmente alla mattina al risveglio>>. Conclude Bissada: <<I risultati migliori sono stati ottenuti da coloro che, oltre alle cure parodontali, erano stati sottoposti contemporaneamente alla terapia farmacologica antinfiammatoria>>.

12 12 Studio svedese pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Periodontology E' la prima volta, sostengono i ricercatori, che si è rilevato un rapporto diretto fra il numero di denti rimasti e le malattie cardiovascolari. "Una persona con meno di dieci denti naturali corre sette volte (700% in più) il rischio di morire di una malattia alle coronarie rispetto a una persona della stessa età e dello stesso sesso con più di 25 denti naturali. Probabilmente le infezioni della bocca e intorno ai denti possono riversarsi nel sistema circolatorio e causare una infiammazione cronica latente, le quali accrescono il rischio di infarti e altri episodi cardiovascolari" così spiega Anders Holmlund, uno degli autori della ricerca. Altri studi avevano rivelato un legame fra igiene orale in generale e malattie del cuore. Il modo per conservarsi i denti è, come noto, quello della pulizia e di una corretta alimentazione nella quale gli zuccheri svolgono un ruolo fondamentale. Ormai gli zuccheri sono contenuti in una quantità rilevante di prodotti, si pensi al ketchup, alle gomme da masticare e alle tanto pubblicizzate merendine. Ai problemi di igiene orale si aggiungono quelle del sovrappeso. Con un milione di bambini tra i 6 e gli 11 anni in sovrappeso o obesi, l'italia è il primo Paese in Europa per dimensioni del problema, il che aggiunge effetti negativi sull'attività cardiocircolatoria. La prima "educazione" sanitaria si dovrebbe fare in famiglia. Il problema della diffusione di corretti stili di vita è molto determinante per la salute dei cittadini. I dati epidemiologici nazionali sulla parodontite lo dimostrano. Si tratta di una delle patologie infiammatorie croniche a più elevata prevalenza nella popolazione dei paesi occidentali: interessa, nella forma grave, circa il 10-15% degli italiani adulti, cui si deve aggiungere il 20-30% di pazienti affetti in forma lieve. La sua importanza è determinata anche dal fatto che recenti studi clinici e sperimentali hanno messo in evidenza una stretta correlazione tra la parodontite e alcune malattie sistemiche molto diffuse (quali l aterosclerosi, la sindrome metabolica, il diabete, la broncopatia cronica ostruttiva, le patologie cardiocircolatorie). È stato infatti ipotizzato che tale patologia può avere sull organismo effetti diretti, attraverso cioè la disseminazione per via ematica di batteri patogeni o effetti indiretti, dovuti all influsso esercitato dall infiammazione. Alla luce di questa situazione, è importante sottolineare che le parodontiti e le malattie sistemiche correlate rappresentano fenomeni patologici la cui eziopatogenesi è multifattoriale e che condividono numerosi fattori di rischio legati al patrimonio genetico, ma anche agli stili di vita! Tra gli stili di vita associati a un incremento del rischio di parodontiti ci sono, in particolare, scarsa igiene orale, stress, scarso esercizio fisico e, non si finirà mai di ripeterlo, il fumo. Stime di agenzie internazionali indicano che l uso del tabacco è associato a più di cinque milioni di morti all anno.

13 13 Se la tendenza attuale dovesse continuare ci si può aspettare che, entro il 2025, i morti saliranno a dieci milioni all anno. Ma la buona notizia è che anche dopo poco tempo che si è smesso di fumare gli effetti positivi sullo stato complessivo di salute si sentono. Abbandonare la sigaretta può essere allora determinante per evitare o ridurre il rischio di certe patologie, anche odontoiatriche! Come accennato anche in prefazione, acquisire uno stile di vita più corretto non è facile! Il punto critico è costituito indubbiamente dal cambiamento. Tutti sappiamo individuare, a grandi linee, quali siano le abitudini più salutari. Ma poi, di fatto, solo in pochi si sentono di poter affermare di avere uno stile di vita sano! Credo che lo sforzo debba partire, in primo luogo, dagli operatori sanitari: sono essi i primi a dover cambiare. Quello che bisogna capire è che curare il malato cronico non è esattamente la stessa cosa che curare il malato acuto. L approccio che tali patologie richiedono è completamente differente, come diverso deve essere il modo di relazionarsi agli assistiti. PARODONTITE E GRAVIDANZA A RISCHIO Il legame tra presenza di infiammazione parodontale e rischio di parto pre-termine è stato individuato da poco più di un decennio, ma non era stato ancora dimostrato che i patogeni parodontali potessero essere letali per il feto. Del primo caso di morte prenatale causato da Fusobacterium nucleatum, confermato dalle analisi microbiologiche, ne ha parlato la rivista scientifica Obstetrics & Gynecology. Il Fusobacterium nucleatum, spiega Yiping Han professore associato al dipartimento di Parodontologia della School of Dental Medicine della Case Western Reserve University di Cleveland negli Stati Uniti, è un microrganismo che può vivere nel cavo orale sano ma che, quando trova le condizioni adatte, può proliferare e dare luogo a un processo infiammatorio. Nel caso analizzato, il processo infiammatorio in atto era limitato al cavo orale della madre ma è bastato un abbassamento delle sue difese immunitarie per consentire ai batteri di raggiungere il feto: è questo il motivo per cui le infiammazioni parodontali in gravidanza vanno curate anche se sembrano essere innocue. Il caso seguito da Yiping Han è quello di una donna di trentacinque anni alla trentanovesima settimana di gestazione che aveva sofferto per una forma di infiammazione e sanguinamento eccessivo delle gengive dovuti alla gravidanza. La donna si era recata al pronto soccorso di un ospedale di Santa Monica continua la docente. Da tre giorni soffriva di un infezione delle alte vie respiratorie con febbre a 37,8 C e da qualche ora non sentiva più movimenti da parte del nascituro.

14 14 Nel giro di breve tempo è stato indotto il parto del feto ormai senza vita: nei polmoni e nello stomaco è stato rinvenuto Fusobacterium nucleatum. A questo punto i ricercatori hanno voluto accertare con analisi approfondite quale fosse la provenienza del patogeno che aveva causato un infezione così grave. L analisi genetica dei microrganismi ha provato che i patogeni rinvenuti erano compatibili solo con il Fusobacterium nucleatum presente nella flora sottogengivale della donna e non, per esempio, con gli esemplari presenti nel canale del parto. Questo significa che i patogeni dal cavo orale sono penetrati nel flusso sanguigno attraverso i tessuti gengivali infiammati; quando poi il sistema immunitario della madre è stato indebolito da una comune infezione delle vie respiratorie superiori, i batteri hanno trovato il varco per oltrepassare la placenta, raggiungere il feto e proliferare fino a causare la grave infezione. L analisi di questo caso ribadisce l importanza delle cure odontoiatriche in gravidanza, condizione nella quale l infiammazione parodontale è un disturbo comune e a consigliare una profilassi antibiotica in presenza di infezioni multiple al fine di prevenire una batteriemia prolungata e il potenziale trasferimento dei patogeni dal cavo orale fino all utero. Il Test Microbiologico e il Test Genetico Nella pratica della parodontologia biologica sono stati introdotti due esami di laboratorio che possono consentire una diagnosi di parodontopatia più attendibile, tale da indicare una terapia mirata e personalizzata e non ispirata a principi, sicuramente validi, ma a volte troppo generali se non addirittura generici. Gli strumenti sono: il Test Microbiologico e il Test Genetico. Essi permettono sia di identificare e quantificare i batteri responsabili della malattia parodontale, sia di stabilire la predisposizione genetica di un individuo a sviluppare la stessa. Il primo test, quello batteriologico, permette di riferire la terapia di supporto a una popolazione batterica specifica e di ridurla drasticamente. Il secondo test, quello genetico, quantificando la predisposizione individuale alla parodontopatia, consente di attuare tutte le misure terapeutiche/preventive e calibrarle sul paziente. Si tratta di due strumenti preziosi e innovativi, di facile esecuzione, indolori e relativamente economici. Richiedono pochi minuti di lavoro al parodontologo biologico e pochissima collaborazione da parte del paziente. Il Test Microbiologico si esegue inserendo una apposita punta di carta sterile nelle tasche gengivali facendola bagnare dal fluido gengivale colonizzato dai batteri responsabili della malattia parodontale; successivamente un laboratorio specializzato provvederà a fornire al parodontologo biologico un grafico da cui emerge la quantità e la qualità relativa di questi batteri all'interno della bocca.

15 15 A CHE SERVE il Test Microbiologico? Questo esame fornisce al parodontologo biologico le informazioni necessarie per stabilire un piano di trattamento mirato e, soprattutto, per combattere l'infezione in atto con una terapia specifica. Il Test Genetico, invece, consiste in un prelievo della saliva effettuato con un tampone sterile, al fine di ricercare una sostanza, la Interleuchina 1alfa, in quanto è associata costantemente alla presenza di lesioni parodontali gravi. A CHE SERVE il Test Genetico? Il test indica la predisposizione di un soggetto a formare tasche gengivali; ciò è dedotto dalla quantità di Interleuchina 1alfa presente nella saliva. Il parodontologo biologico, in questo modo, potrà meglio istruire il paziente sulle tecniche di igiene più appropriate in relazione alla sua vulnerabilità e, cosa ancora più importante, potrà monitorare l'evoluzione della parodontopatia nel tempo intervenendo quando le lesioni sono ancora in uno stadio iniziale. UN PASSO IN AVANTI? Sicuramente sì, dato che questi due tests consentono una precoce identificazione del rischio di malattia, una diagnosi precoce di attività di malattia e, quindi, una definizione concreta degli obiettivi terapeutici e della loro attuazione.

16 16 SEMPLICI E BREVI CENNI DI PARODONTOLOGIA (per meglio capire) Si pensa impropriamente che i denti siano tenuti fermi esclusivamente dalle gengive le quali, invece, sono solo la parte più esterna di una grande opera architettonica, l'apparato parodontale, che ci permette di masticare e che è costituito da osso alveolare, legamento alveolo dentale, cemento radicolare e gengiva. L insieme dente-osso alveolare costituisce una particolare articolazione denominata gonfosi. Di questo apparato, responsabile della stabilità dei denti, si occupa una speciale branca dell'odontoiatria, la parodontologia: termine che deriva dal greco e che significa studio di tutto ciò che sta intorno al dente e che gli dà sostegno. La Malattia Parodontale o Parodontopatia insomma, la così detta Piorrea, inizia quando uno o più elementi dell'apparato parodontale, dopo essere stati colonizzati da numerose specie batteriche, smettono di esercitare la propria funzione di sostegno causando mobilità dentale (da molti ritenuta la vera malattia parodontale) meglio conosciuta con il termine popolare di "Piorrea". Questo, purtroppo, è uno stadio già molto avanzato della malattia che si potrebbe evitare ponendo attenzione ai segni evidenti che appaiono molto tempo prima della mobilità dentale. Oggi la Piorrea si può prevenire e curare efficacemente, purché non la si trascuri fino a portarla ai suoi ultimi stadi, permettendo così la conservazione dei denti fino all'età più avanzata. E' opportuno però conoscere cos'è e come si manifesta negli stadi precoci. I progressi fatti nel campo della parodontologia permettono oggi di conoscere la predisposizione personale a sviluppare la Piorrea e di diagnosticare in uno stadio precoce l'attività della stessa. Come abbiamo visto, si tratta solo di sottoporsi a due semplici test, il Test Genetico, eseguito su un prelievo di saliva, e il Test Microbiologico, su un campione di fluido della tasca parodontale. Il Test Microbiologico può anche essere eseguito su coltura o ricercando il DNA dei germi responsabili della malattia E' impossibile stabilire quale elemento dell'apparato parodontale sia più importante degli altri, ma è chiaro che il segno più evidente di sofferenza parodontale è dato da alterazioni dell'aspetto delle gengive, da cui sono caratterizzate quando la malattia parodontale è già in uno stato avanzato. Le gengive, infatti, costituiscono la prima difesa ma, purtroppo, anche la prima porta di ingresso per i microrganismi che, una volta distrutto l'attacco che le collega ai denti, procedono indisturbati verso la radice dentale, danneggiando prima il legamento parodontale, poi il cemento e, infine, l'osso alveolare circostante. La parodontite cronica è sempre preceduta da una gengivite che deve essere riconosciuta in tempo e ben curata.

17 17 Ora è opportuno conoscere gli strumenti e le tecniche adatti alla prevenzione, al trattamento della malattia parodontale al mantenimento della salute delle gengive La prevenzione consiste nell'effettuare le manovre di igiene orale comunicate dallo specialista parodontologo, il quale si impegnerà a presentare gli strumenti da utilizzare e a spiegare come usarli al meglio. Saranno mezzi semplici quali: lo spazzolino, il filo interdentale, il collutorio, usati secondo schemi personalizzati, che consentiranno di ottenere e mantenere quello stato di salute del cavo orale che oggi deve essere considerato alla portata di tutti. Per quanto riguarda il trattamento di lesioni parodontali, esistono una serie di procedure cliniche e biologiche, più o meno complesse e più o meno radicali che, se accompagnate da opportune tecniche di igiene orale domiciliare, dietetica e trattamenti naturopatici, possono restituire ai denti una stabilità accettabile. Successivamente, controlli effettuati periodicamente permetteranno di stabilire, anche grazie a esami strumentali, se i risultati attesi sono stati conseguiti e se si mantengono stabili nel tempo. Come si fa a scoprire in tempo la malattia parodontale? Gonfiori persistenti, arrossamenti, sanguinamento delle gengive, denti sensibili e alito cattivo sono segnali di pericolo della malattia parodontale. Per effettuare una autodiagnosi si possono considerare i sintomi indicati qui sotto. Se qualcuno di questi è presente si dovrebbe consultare un dentista con area di esperienza nella parodontologia, per sottoporsi a visita diagnostica ed, eventualmente, a un programma di cure biologiche: Gengive che sanguinano quando si spazzolano i denti o si mangiano alimenti duri Spazi che improvvisamente si sviluppano fra i denti Gengive gonfie o tese Gengive che si abbassano facendo apparire i denti più lunghi di prima Alito cattivo persistente Pus fra i denti e le gengive Cambiamenti nella sensibilità dei denti quando si mastica Sviluppo di ferite in bocca Denti che non si mantengono stabili sotto i colpi masticatori.

18 18 PARODONTOLOGIA BIOLOGICA Considera questo fatto: il numero dei batteri presenti nel nostro apparato digerente è circa miliardi (circa dieci volte più delle cellule dell intero organismo) che, complessivamente, possono arrivare a pesare più di un chilogrammo! Ogni individuo ha una propria e personale colonia batterica! La cosa importante è che almeno il 15-20% di tali microrganismi sia formata da probiotici (pro=per, bios=vita). I probiotici, che ti ricordo fanno parte del nostro sistema immunitario, ci proteggono dai patogeni sottraendo loro nutrienti e producendo sostanze antimicrobiche. Inoltre, occupando fisicamente i villi intestinali, bloccano la strada alle tossine. Infine, aiutano a digerire alcuni alimenti, neutralizzano sostanze tossiche o cancerogene, producono le vitamine K e B e vari Antiossidanti, combattono agenti patogeni e stimolano la produzione di anticorpi IgA. Un esempio di protezione del nostro intestino da parte di un semplice lievito: presto fatto; il Saccaromyces Boulardi risulta essere il miglior probiotico da utilizzare in caso di assunzione di antibiotici a largo spettro. La maggior parte dei probiotici appartengono alla famiglia dei Lactobacilli. Sebbene il concetto e il termine siano relativamente recenti, essi sono nostri amici da sempre. Sin dall antichità hanno fatto parte della nostra alimentazione (yogurt, cibi fermentati, ecc.) aiutandoci a preservare la nostra microflora batterica. In un mondo perfetto non avremmo bisogno di altri probiotici oltre quelli già presenti. Ma, oggi più che mai, è utile compensare la nostra alimentazione con l assunzione di integratori biologici che contengano probiotici vitali in adeguate quantità e che siano stati accuratamente selezionati per le loro specifiche proprietà benefiche. L assunzione quotidiana di integratori simbiotici, a esempio, serve a mantenere in perfetta efficienza l intestino nello svolgimento di tutte le varie funzioni; dalla motilità intestinale, all assorbimento dei nutrienti, alle difese immunitarie, sia per promuovere il benessere generale dell organismo. Invece, i simbiotici (probiotici+prebiotici), sono una vera forza per il nostro benessere in senso olistico e sono destinati a diventare il concetto fondamentale di tutela biologica della salute del 21 secolo.

19 19 Finalmente qualcosa di nuovo nell igiene orale Alcuni test scientifici annunciano che siamo giunti a una svolta epocale nella lotta contro carie e parodontopatie, cioè le affezioni orali responsabili di tante sofferenze, ingenti spese e perdita di salute. La speranza nasce dalla comparsa di uno speciale integratore a base di probiotici attivi, Lactobacillus Reuteri Prodentis, appositamente studiato per riequilibrare e rinforzare le naturali difese della bocca. Esso agisce in modo mirato sulla microflora orale al fine di ridurre la placca dentale aiutando così a combattere la carie e a migliorare la salute delle gengive. Accanto a questo esclusivo presidio, va ricordato il ruolo dei prebiotici: l insieme di probiotici e di prebiotici costituiscono la nuova forma di aiuto anche per la bocca cioè: i simbiotici. Sin dalla nascita, le mucose orali e dell apparato digerente (di cui la bocca è solo il primo tratto), sono popolate da numerosi microrganismi che costituiscono la cosiddetta microflora. E proprio la nostra mamma che ci trasmette i primi microrganismi attraverso il latte materno; ed è questa microflora benefica che ci protegge ed elimina i batteri patogeni responsabili di varie malattie rinforzando anche il sistema immunitario. Devi sapere che anche in bocca sono presenti centinaia di specie batteriche ed esse devono permanere in equilibrio ecologico tra loro stesse! RUOLO D ALCUNI SEMPLICI ED EFFICACI PRESIDI D IGIENE ORALE In questo caso occorre conoscere gli attrezzi del mestiere da utilizzare ma, soprattutto, avere l opportunità di incontrare un preparato parodontologo biologico e/o un bio-igienista-orale che spieghi in che modo utilizzarli correttamente. Lo spazzolino: bisogna usarlo due-tre volte al giorno per almeno 2 minuti (sembrano pochi ma prova a usare una piccola clessidra o a cronometrarli; in realtà ti sembreranno tantissimi, non passano mai, un trucco? Spazzolare ogni dente contando mentalmente sino a 10). Il filo interdentale: può realmente cambiare la sorte dei tuoi denti e gengive! E uno strumento semplice e molto prezioso, se però è usato quotidianamente (almeno 1 volta al dì) ed è efficace perché comincia a lavorare ove lo spazzolino non è poi così attivo cioè; tra dente e dente e al di sotto del bordo gengivale. Prodotti specifici: cioè i vari tipi di bio-dentifrici, i bio-colluttori, gli idropulsori e tutti gli altri spazzolini con usi specialistici. Attenzione però; devono essere sempre utilizzati in concomitanza di spazzolino e filo interdentale e cum grano salis.

20 20 Integratore probiotico: è la vera novità! Si tratta di un prodotto sotto forma di chewingum o di tavoletta orosolubile, che aiuta a rinforzare le nostre difese orali contro la formazione della placca dentale. Questo nuovo probiotico ha numerose caratteristiche che lo rendono davvero speciale: è capace di risiedere sia in bocca sia nell intestino, aderisce alla saliva e ai tessuti della bocca, è l unico probiotico in grado di produrre un naturale e benefico agente antibatterico che aiuta a combattere i batteri patogeni responsabili delle malattie parodontali, della carie e dell alito cattivo, aiuta a ridurre l infiammazione gengivale e a stimolare le difese immunitarie, è assolutamente sicuro, privo di tossicità ed effetti collaterali essendo assumibile persino dai bambini piccoli. E clinicamente testato. La sua efficacia è stata dimostrata da diversi studi clinici internazionali che hanno rivelato miglioramenti evidenti già dopo sole 2 settimane di utilizzo dell integratore. Dopo 4 settimane i miglioramenti nei pazienti erano addirittura sorprendenti: la gengivite era diminuita di quasi il 60% e la placca del 42%. Ma non è tutto: gli studi hanno evidenziato che l integrazione riduce significativamente la quantità dei batteri responsabili della carie! Integratori prebiotici: non sono microrganismi viventi come i probiotici, ma sostanze di cui essi si nutrono. Le più comuni sono; l inulina che abbonda in cibi quali; cicoria, tarassaco, aglio e topinambur e i frutto-olisaccaridi contenuti nei carciofi e nelle cipolle, le pectine della frutta oppure alimenti per noi indigeribili quali gomme e cellulosa. La loro assunzione fa aumentare il numero dei probiotici selezionati sino al 50%. Integratori simbiotici: l associazione di probiotici+prebiotici rappresenta oggi, probabilmente, la migliore strategia biologica di integrazione possibile perché migliora da un lato la sopravvivenza degli organismi probiotici e fornisce, allo tempo stesso, un substrato specifico alla flora batterica residente. Strategia di integrazione simbiotica: essa può dimostrarsi un valido aiuto in molteplici situazioni a esempio; periodi di maggior stress, fatica, cattiva alimentazione o malattia oppure assunzione di farmaci allopatici che possono indebolire le difese generali e orali in particolare, oppure se si soffre di bocca secca, se si è fumatori, se si è in stato di gravidanza, se si soffre di osteoporosi, se si usano apparecchi ortodontici fissi o protesi mobili. Risultati di una ricerca scientifica sui Probiotici in parodontologia biologica Le conclusioni di uno studio scientifico internazionale hanno confermato le proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e di inibizione della formazione della placca del Lactobacillus Reuteri Prodentis in pastiglie, dimostrando così che questo probiotico specialistico può essere un utile complemento del trattamento parodontale per migliorare lo stato di salute dei tessuti gengivali, indipendentemente dall esecuzione di scaling e levigatura radicolare. Questa azione mirata, così come ritengono i ricercatori, è probabilmente dovuta al fatto che il probiotico in questione, è in grado di bloccare la secrezione di alcune Citochine pro-infiammatorie. Lo studio ha anche evidenziato che, anche se il probiotico in esame possiede capacità antinfiammatorie proprie, i risultati migliori si sono ottenuti unitamente al trattamento classico della malattia parodontale; igiene orale professionale, scaling, root-planing, ecc.

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