PROGETTO DI RESTAURO, SISTEMAZIONE E ADEGUAMENTO ALLE NORME DI SICUREZZA E PREVENZIONE INCENDI DEGLI SPAZI DEL MONASTERO MAGGIORE - ALA

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1 CONVENTO SANTA MARIA IN VALLE 2 COMUNE DI CIVIDALE DEL FRIULI CIVIDALE DEL FRIULI PROGETTO DI RESTAURO, SISTEMAZIONE E ADEGUAMENTO ALLE NORME DI SICUREZZA E PREVENZIONE INCENDI DEGLI SPAZI DEL MONASTERO MAGGIORE - ALA EX UNIVERSITA A CIVIDALE PROGETTO DEFINITIVO - ESECUTIVO RELAZIONI SPECIALISTICHE DATA: VARIANTI: PROGETTISTA LUCCA & QUENDOLO sas. dell architetto Ottorino LUCCA & C. Studio di Architettura e Restauro CF/P.IVA via Cjavecis 3, Udine Tel. 0432/ Fax:0432/ Laterale Via Tavagnacco 51, R.E.A. UD Presso il Palazzo delle Professioni STUDIO TECNICO GOBESSI ing. Giosuè - P.IVA Progettazione impianti tecnologici Prevenzione incendi via Cjavecis 3, Udine Tel. 0432/ Fax:0432/ Presso il Palazzo delle Professioni PROGETTO N 400

2 INDICE 1) GENERALITA ) PREMESSA ) NORME DI RIFERIMENTO PER GLI IMPIANTI TECNOLOGICI ) IMPIANTI ELETTRICI ) DESCRIZIONE DELL INTERVENTO ) CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI ) ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA ) DESCRIZIONE DELL INTERVENTO ) IMPIANTO RIVELAZIONE, SEGNALAZIONE E ALLARME INCENDIO ) DESCRIZIONE DELL INTERVENTO ) IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO ) DESCRIZIONE DELL INTERVENTO ) GARANZIE E OBBLIGHI DELL INSTALLATORE pag. 1

3 1) GENERALITA 1.1) PREMESSA La presente relazione riguarda alcuni interventi sugli impianti tecnologici (idrico antincendio, elettrico, rivelazione fumi, allarme incendio e illuminazione di emergenza) da realizzare nel contesto dei lavori di messa in sicurezza della zona dell Ex Convento di Cividale, già adibita ad aule universitarie della sede staccata di Udine, zona di più recente edificazione rispetto all edificio storico. Il fabbricato fa infatti parte di un complesso architettonico storico ed artistico, di proprietà del Comune di Cividale, denominato Ex Convento di S. Maria in Valle, destinato ad ospitare gallerie d arte, musei, mostre ed esposizioni sia fisse che temporanee oltre che laboratori didattici e spazi per incontri culturali ed associativi. L intervento principale e fondamentale per rendere fruibile secondo la normativa consiste nell adeguare l unica scala disponibile che collega i due corpi, sfalsati di mezzo piano, uno più antico ed uno di più recente costruzione Gli interventi prevedono inoltre la verifica e/o integrazione delle luci di emergenza, dei pulsanti di allarme e degli avvisatori ottico acustici nel vano scala e l installazione di naspi e rivelatori di fumo nelle stanze adibite ora ad attività di tipo museale. 1.2) NORME DI RIFERIMENTO PER GLI IMPIANTI TECNOLOGICI La normativa di riferimento utilizzata per la progettazione degli impianti meccanici è la seguente: a) normativa generale: - D.LGS. n. 81/08 (sicurezza luoghi di lavoro) - DM 22/01/08 n. 37 ( ex 46/90 sicurezza impianti); - L. 09/11/91 n. 10 (risparmio energetico); - D.Lgs. 19/08/05 n (Attuazione dir. 2002/91/CE - rendimento energetico edilizia) - D.Lgs. 29/12/06 n (Attuazione dir. 2002/91/CE - rendimento energetico edilizia) - D.Lgs. 30/05/08 n (Attuazione dir. 2006/32/CE efficienza degli usi finali dell energia) - Circ. MLLPP 22/05/67 n (criteri. di valutazione delle grandezze fisiche ); pag. 2

4 b) impianti termici e di raffrescamento : - DPR 26/08/93 n. 412 e succ. agg. (attuativo L.10/91); - DPR 21/12/99 n. 551e succ. agg. (attuativo L.10/91- integrazione DPR 412/93); - DPR 02/04/09 n. 59 (Attuazione dir. 2002/91/CE - rendimento energetico edilizia) - DPR 26/06/09 (Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici) - UNI/TS 11300/2008 (prestazioni energetiche degli edifici) - UNI EN 378 (Impianti di refrig. e pompe di calore requisiti di sicurezza e ambientali) c) impianti adduzione gas e scarico fumi : - UNI 7129/08 (impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione) - UNI 11071/03 (impianti a gas per uso dom. asserviti ad app. a condensazione) - DM 12/04/96 (regola tecnica di prev. incendi per impianti termici alimentati a gas) - UNI EN 1443/00 (camini: requisiti generali) - UNI 9615/90 UNI EN (camini al servizio di un solo generatore) - DPR 22/12/70 n (inquinamento atmosferico negli impianti termici); - DLGS 152/2006 parte V (norme su tutela aria e riduzione emissioni in atmosfera) d) impianti di ventilazione e trattamento aria: - UNI giugno 1995 (requisiti degli impianti aeraulici al fini di benessere) ; - UNI (impianti aeraulici condotte); - Schema di linee guida di protocolli tecnici di manutenz. predittiva sugli impianti di climatizzazione del Ministero della Salute 10/2006 (requisiti per manutenz. e pulizia) - UNI ENV (ventilazione condotte - requisiti per manutenzione e pulizia) - NORME ASHRAE 62/89 (requisiti minimi di ventilazione) - NORME ASHRAE 82/93 - Linee guida per il controllo della legionellosi" redatte in occasione della "conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, regioni e le province autonome di Trento e Bolzano" (04/04/2000) e) impianti idrico sanitari e di scarico: - UNI 9182/08 (impianti di alimentaz. e distribuz. acqua calda e fredda); - UNI EN (specifiche per impianti interni di convogliamento acque per consumo umano); - UNI CTI 8065/91 (trattamento acqua negli impianti termici civili); pag. 3

5 - UNI 9183/87 e succ. agg (sistemi di scarico delle acque usate) - UNI EN (Sistemi di scarico funzionanti a gravità all interno degli edifici) - Linee guida per il controllo della legionellosi" redatte in occasione della "conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, regioni e le province autonome di Trento e Bolzano" (04/04/2000) f) rumorosità impianti: - UNI 8199/81 (livello rumorosità); - DPCM 01/03/91 (livello sonoro); - L.447 del 26/10/95 (legge quadro inquinamento acustico) - DPCM 14/11/97 (determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore) - DPCM 5/12/97 (requisiti acustici passivi degli edifici) - UNI EN parte 5 (acustica in edilizia: livelli sonori dovuti agli impianti tecnici) - UNITR (guida alla UNI EN per la previs. delle prest. acustiche degli edifici) - EN (prestazioni acustiche dei sistemi di scarico) g) impianti relativi alla prevenzione incendi: - DM 20/12/2012 (regola tecnica per impianti di protezione attiva antincendio); - UNI 10779/ UNI EN 671 (impianto idrico antincendio); - UNI EN 1838/2013 (Applicazioni dell illuminotecnica. Illuminazione d emergenza); - UNI 9795/2013 (Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d incendio) h) impianti elettrici e speciali - Legge 1 Marzo 1968 n DM 22/01/08 n. 37 ( ex 46/90 sicurezza impianti); - Norme CEI inerenti la tipologia di impianto e le caratteristiche dei singoli componenti e tabelle UNEL - Leggi Regionali Vigenti - Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro DPR 547 del 25 Aprile 1955 ed aggiornamenti successivi. - Norme CEI 11-1 e successivi aggiornamenti - Norme CEI e successivi aggiornamenti - Norme CEI e successivi aggiornamenti - Norme CEI e successivi aggiornamenti pag. 4

6 - Norme CEI e successivi aggiornamenti - Norme CEI 64-8 e successivi aggiornamenti - Norma CEI 3l-30 - Norma CEI Norma CEI Norma UNI Norma UNI EN 54/6/7/8/9 Per quanto non previsto nella presente relazione tecnica si deve fare riferimento alle normative di legge ed alle norme tecniche in vigore. 2) IMPIANTI ELETTRICI NORMALI 2.1) DESCRIZIONE DELL INTERVENTO L'impianto elettrico risulta esistente e sarà adeguato alla normativa per i locali pregevoli per arte e storia ed in particolare dovrà rispettare tutte le norme CEI applicabili ed in particolare la norma CEI 64-8 in vigore e la guida CEI Impianti elettrici negli edifici pregevoli per rilevanza storica e/o artistica e la loro realizzazione dovrà essere eseguita nel rispetto del D.M. 37/08. Si dovrà procedere, a seguito delle prescrizioni presenti nel parere dei Vigili del Fuoco, con lo spostamento di tutti i quadri elettrici e le canalette degli impianti elettrici presenti nel vano scale protetto. Tali quadri verranno ricollocati nelle nicchie presenti nelle stanze ai vari piani e protetti con porte certificate con caratteristiche antincendio EI60. Si è ritenuto di spostare i quadri elettrici presenti nel vano scala in modo da garantire la presenza di un vano scala protetto e avere così una compartimentazione antincendio tra la zona delle aule prospicienti su piazzetta San Biagio e quelle prospicienti su via Monastero. Al piano interrato il quadro elettrico del teatro verrà posizionato nella zona prossima all atrio stesso sul lato collegato con il corridoio. Il quadro generale da cui dipartono le linee montanti di tutti i quadri che attualmente è situato nel vano scale e collegato direttamente al contatore Enel, verrà posizionato in un vano pag. 5

7 attiguo alle scale al fine di avere un punto unico di controllo di tutta la zona definita ex università e protetto con porte EI60. Nelle varie zone e nelle sale che saranno compartimentate rispetto alla scala, sarà eseguita la verifica dell impianto elettrico, delle luce di emergenza e la posa di rilevatori di fumo per garantire la gestione dell emergenza in caso di incendio. 2.2) CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Le caratteristiche essenziali degli impianti sono le seguenti: Quadri elettrici: L impianto elettrico dell edificio è stato suddiviso su diversi quadri elettrici per ripartire i carichi elettrici e rendere indipendenti le varie aree del fabbricato. Essi sono realizzati in resina, ciascuno munito di sportello apribile e provvisto di pannello frontale trasparente che non sarà accessibile al pubblico. Sul quadro sono applicate e segnalate tutte le apparecchiature necessarie per la protezione dal sovraccarico e dal cortocircuito Condutture e conduttori: Le condutture sono realizzate sia sottotraccia che entro canalina plasticata staffata a vista a parete. Le linee luce e f.m. sono separate e distinte tra di loro, come pure la linea di alimentazione delle lampade d'emergenza; le linee di B.T. (citofoni, telefonia, telecomandi, segnalazioni varie) sono collocate entro apposite e separate condutture. Per quanto concerne i cavi, sono ammessi conduttori unipolari di sezione non inferiore a 1.5 mmq del tipo H07V-K; a maggior ragione sono consentiti cavi multipolari in esecuzione FG70R. Per le linee di comando e segnalazione sono ammessi conduttori singoli o multipli di sezione 1 mmq. I collegamenti dei conduttori possono essere realizzati soltanto entro le scatole di derivazione con idonei morsetti isolanti che garantiscono sicura connessione e non siano fonte di riscaldamento. Non è ammesso l'uso di nastri isolanti; sono vietate condutture metalliche Apparecchi di comando e corpi luminosi: Trattandosi di un fabbricato con presenza sia di personale dipendente che di pubblico, vengono ridotti al minimo, per quanto possibile, gli apparecchi di comando (interruttori, pag. 6

8 deviatori, prese, ecc.) posti a disposizione delle persone ad eccezione dei servizi igienici per i quali sono attivabili comunque solamente i comandi per il circuito luce Impianto di terra, collegamenti equipotenziali: L'impianto generale di terra è esistente e sarà oggetto di verifica ed eventuale integrazione, per cui si forniscono le prescrizioni a partire dal quadro di distribuzione. Ogni linea in partenza è dotata di proprio PE avente sezione almeno uguale a quella del conduttore di fase; nel caso di più linee montanti che percorrono la stessa conduttura può essere impiegato un solo PE. Per quanto possibile il PE non deve essere interrotto e le derivazioni eseguite mediante morsetti; il PE deve connettere oltre ai morsetti di terra delle prese, tutte le parti metalliche delle apparecchiature che non siano di classe 2, anche se in B.T.F. Al PE dovranno essere pure collegate le masse metalliche come definito dalle Norme CEI Protezioni: In conformità alle norme CEI 64-8, ciascun conduttore viene protetto contro i sovraccarichi ed i cortocircuiti mediante interruttori muniti d'intervento magnetotermico. L'intervento contro i sovraccarichi garantisce che il conduttore non raggiunga temperature superiori ai limiti ammissibili nella condizione d'esercizio. La portata dei cavi è stata stabilita in conformità delle relative norme UNEL. La protezione contro i contatti diretti ed indiretti viene effettuata mediante messa a terra e protezione differenziale con Id = 30 ma. La protezione contro i contatti diretti è garantita anche dalla stessa tipologia delle condutture; gli interruttori automatici hanno potere d'interruzione di almeno 6 KA e caratteristiche d'intervento di tipo "C" Materiali: Tutti i materiali impiegati sono conformi alle prescrizioni delle relative Norme CEI. In particolare saranno dotati di marchio I.M.Q. i seguenti materiali: conduttori, interruttori automatici, interruttori di manovra, prese f.m., corpi illuminanti, tubazioni in PVC Sezionamento in emergenza All'esterno del fabbricato, in prossimità dell ingresso principale ubicato in via Monastero Maggiore, verrà installato un pulsante di sgancio che consentirà la disattivazione dell'intero impianto elettrico dell ala oggetto della presente relazione (Sede Ex Università) Impianto di protezione delle scariche atmosferiche: Per tutto l edificio verrà effettuato il calcolo di verifica per quanto riguarda la necessità di realizzare l impianto di protezione dalle scariche atmosferiche, ai sensi della norma CEI pag. 7

9 Sul quadro di partenza dalla fornitura ENEL risultano comunque applicati gli scaricatori di sovratensione per evitare danneggiamenti alle apparecchiature installate Sistemi UPS L eventuale installazione di UPS al servizio degli impianti speciali e dei computer utilizzati nella gestione delle attività verrà opportunamente segnalata e per essi verrà applicato un pulsante di sgancio all esterno del fabbricato. 3) ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA 3.1) DESCRIZIONE DELL INTERVENTO In relazione alla particolare destinazione d'uso dell'immobile è stato previsto di integrare l esistente impianto di illuminazione di emergenza con l installazione, all interno di ogni locale nonché lungo le vie d esodo, di lampade d'emergenza autoalimentate aventi ciascuna una potenza di almeno 20 W, autonomia di 3 h e tempo di ricarica di 12 h. In particolare si è ritenuto necessario rendere facilmente individuabili sia i corridoi che le uscite di sicurezza, rispettando la massima distanza di osservazione come definita ed ammessa dalla vigente normativa; in quest'ultima situazione è prevista l'installazione di lampade di emergenza anche sulla parete esterna delle varie uscite di sicurezza che conducono verso i punti di raccolta perciò il loro grado di protezione dovrà essere IP 65. Per la segnalazione ed individuazione delle uscite di sicurezza è prevista l installazione di lampade a led del tipo SA sempre acceso con visibilità di segnalazione pari a 32 m secondo la norma UNI EN L'applicazione delle lampade per l'illuminazione di emergenza e di sicurezza deve avvenire secondo i criteri volti ad ottenere un livello uniforme d'illuminamento minimo pari a 5 Lux sulle uscite e di almeno 2 Lux all'interno dei locali ed in particolare lungo i percorsi d esodo. Le lampade in dotazione avranno la possibilità, in futuro, di essere asservite ad un impianto centralizzato di supervisione per tutto il complesso architettonico per cui l impianto d illuminazione d emergenza e di sicurezza verrà gestito da una centralina di supervisione che sarà in grado di effettuare in automatico dei test di prova e stampare i risultati della verifica per consentire un eventuale pronto intervento di manutenzione. pag. 8

10 4) IMPIANTO RIVELAZIONE, SEGNALAZIONE E ALLARME INCENDIO 4.1) DESCRIZIONE DELL INTERVENTO La parte dell edificio oggetto della presente relazione, sarà protetta da un sistema automatico di allarme e rivelazione fumi ed incendio, suddiviso in due zone. La centralizzazione degli allarmi in funzione input/output é prevista, a livello gestionale, nel vano tecnico dei quadri elettrici ubicato al piano ammezzato (p. primo). I rivelatori utilizzati saranno del tipo puntiforme e la loro applicazione avverrà a soffitto in posizione e numero adeguato alle caratteristiche costruttive e funzionali del locale in cui vengono installati. Nei locali in cui è presente un controsoffitto che contiene al suo interno componenti dell impianto elettrico è prevista la presenza dei rivelatori anche all interno dello stesso controsoffitto con le modalità richieste dalla normativa di riferimento e la conseguente applicazione a vista della ripetizione ottica di presenza del rivelatore. La realizzazione dell impianto di rivelazione incendi avverrà nel rispetto della norma UNI 9795 (rev. 2013) per quanto concerne la individuazione esatta del numero, del tipo e della posizione dei rivelatori che saranno del tipo approvato. A presidio della parte dell edificio in oggetto, quindi dell ala ex Università, è prevista l installazione anche di un sistema di segnalazione ed allarme ottico ed acustico in grado di avvertire i visitatori delle eventuali condizioni di pericolo. Questo impianto verrà alimentato e gestito in automatico sempre dalla stessa centralina di rivelazione incendi. In corrispondenza delle vie d esodo e delle uscite di sicurezza, verranno infatti installati sia dei pulsanti manuali di allarme con pannello plasticato di facile cedimento che dei pannelli di allarme ottico acustici ubicati ai piani ed una sirena esterna bitonale autoalimentata/autoprotetta. In caso di allarme le porte lungo i percorsi d esodo, tenute normalmente aperte con gli elettromagneti, verranno automaticamente chiuse su comando della centralina e conseguente sgancio automatico dell elettromagnete, analogamente verrà aperta la finestra ubicata in sommità al vano scale protetto. Il sistema di rivelazione sarà del tipo ad indirizzamento e così consentirà l individuazione sia della zona d intervento che del rivelatore in allarme, così come previsto anche per il sistema di segnalazione ed allarme manuale, in modo da individuare il singolo pulsante attivato. pag. 9

11 L alimentazione elettrica del sistema di rivelazione e di allarme sarà di tipo primaria (derivata dalla rete elettrica principale) e secondaria (batteria tampone incorporata nella centralina di controllo e di allarme), in modo da garantire l autonomia funzionale richiesta pari a 24 h. Le linee d alimentazione fra la centralina ed i vari rivelatori e pulsanti d allarme dovranno avere caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI 30 mentre le linee d alimentazione agli attuatori costituite da: sirene, allarmi ottici, sganciatori porte, ecc.; dovranno avere caratteristiche di resistenza al fuoco REI 120; esse dovranno avere anche caratteristiche di bassa emissione di fumi e gas tossici, ovvero essere marchiati del tipo (LSOH). L impianto di rivelazione, segnalazione ed allarme incendi illustrato in precedenza si interfaccerà con l analogo impianto già previsto per la rimanente parte del complesso architettonico, come descritto nella precedente documentazione di valutazione del progetto: ciò avverrà alla conclusione dei lavori di ristrutturazione dell intero complesso storico artistico in modo tale da garantire una gestione unitaria di questa tipologia d impianto da un luogo normalmente presidiato. 5) IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO 5.1) DESCRIZIONE DELL INTERVENTO A servizio di questa zona del fabbricato verranno installati n.5 nuovi naspi alimentati con tubazione metallica a vista in derivazione dall impianto idrico antincendio esistente nel piano interrato. I mezzi d'estinzione fissi a disposizione di questa parte del fabbricato saranno quindi costituiti complessivamente da 5 naspi DN 25. La localizzazione dei mezzi d estinzione (NASPI DN 25) sarà la seguente: - piano terra n. 2 - piano primo n. 2 - piano secondo n. 1 Tutti i naspi saranno completi ed accessoriati del relativo corredo (manichetta semirigida da 20 ml omologata e lancia frazionatrice UNI 25) e verranno ubicati nelle posizioni indicate negli elaborati grafici di progetto in particolare saranno disposti ai lati della scala protetta. La lunghezza della manichetta di ciascun naspo è in grado di coprire la superficie sottesa ad un raggio di almeno 20 m dal punto d installazione dello stesso naspo. pag. 10

12 In tal modo il posizionamento ed il numero dei naspi sono tali da garantire che tutta la superficie del complesso storico risulta coperta dalla rete idrica antincendio. Il dimensionamento della rete idrica antincendio verrà effettuato in modo tale da garantire le condizioni di portata richieste dalla normativa di riferimento, in particolare viene garantita una portata complessiva determinata dal funzionamento contemporaneo di tre naspi, per cui si avrà 3 x 35 l/1' = 105 l/1' e quindi una portata richiesta pari a: 105 l/1' x 60 = l/h = 6,3 mc/h La contemporaneità indicata risulta superiore a quella richiesta dall art. 9 comma 4 del D.M. 569/92 ma tale scelta progettuale si inserisce nel principio d adeguare le condizioni di sicurezza equivalenti alla valutazione globale delle misure di prevenzione incendi da assumere. La rete idrica antincendio sarà realizzata con tubazioni metalliche nei percorsi interni di allacciamento ai naspi previsti in progetto. Le informazioni assunte presso il Consorzio Poiana garantiscono i valori richiesti di portata e pressione. Le caratteristiche della fornitura idrica dell acquedotto del Consorzio Poiana dovranno rispettare ed attestare i requisiti richiesti sia per i valori di portata e pressione che per il periodo d interruzione della fornitura, che non dovrà essere superiore alle 60 h negli ultimi tre anni. E importante comunque segnalare che per compensare le difficoltà d accesso all area è a disposizione una rete idrica antincendio comunale disposta lungo le vie pubbliche attigue al fabbricato. pag. 11

13 6) GARANZIE E OBBLIGHI DELL INSTALLATORE Tutti i materiali e le apparecchiature da impiegare negli impianti sopraccitati dovranno avere caratteristiche tali da resistere alle azioni meccaniche, corrosive e termiche o dovute all umidità alle quali potranno essere esposti durante l esercizio, dovranno essere rispondenti alle relative norme UNI e CEI applicabili in materia e dovranno essere provvisti della marcatura CE. La ditta installatrice procederà, a lavori ultimati: 1. alle verifiche di efficienza delle protezioni e dei dispositivi di sicurezza dell impianto; 2. alle prove di funzionamento dei singoli componenti e dell intero impianto nel suo complesso; 3. all emissione delle dichiarazioni di conformità degli impianti tecnologici eseguiti allegando le certificazioni originali dei materiali, delle apparecchiature installate ed eventuali altri allegati obbligatori; 4. alla redazione del libretto di centrale termica dopo aver avviato, controllato, verificato e tarato opportunamente l impianto; 5. alla consegna di tutta la documentazione per il corretto uso e la manutenzione dei dispositivi installati. Il Professionista Gobessi ing. Giosuè Udine, pag. 12

IL MINISTRO DELL INTERNO

IL MINISTRO DELL INTERNO D.M. 16 maggio 1987, n. 246 (G.U. n. 148 del 27 giugno 1987) NORME DI SICUREZZA ANTINCENDI PER GLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE IL MINISTRO DELL INTERNO Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570: Vista

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