Lavoro e salute. Fino al 1700 la principale conseguenza negativa nota del lavoro è stata la fatica fisica.

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1 Rischio Chimico

2 Tutela della salute La tutela della salute in Italia trova il suo massimo riconoscimento nella costituzione. In essa troviamo infatti i principi fondamentali: la salvaguardia della salute, quella del lavoro in tutte le sue forme e quelle relativa alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana, cui non si può recare danno neanche nell ambito della indiscussa libertà dell iniziativa privata

3 Lavoro e salute Fino al 1700 la principale conseguenza negativa nota del lavoro è stata la fatica fisica. Con l avvento della rivoluzione industriale (1760) e l uso dell energia idraulica e del vapore, sono stati introdotti nuovi fattori di rischio: rumore, prodotti chimici, agenti biologici, rischi meccanici

4 Rischio chimico: Tutti i rischi per la salute, la sicurezza e per l ambiente derivanti dalla detenzione e dall uso di sostanze chimiche naturali o di sintesi necessarie per lo svolgimento delle diverse attività lavorative. Tutte le sostanze sono dei veleni Non vi è nulla che non sia veleno Solo la dose differenzia un veleno da un rimedio Paracelso 1500

5 Vantaggi della chimica Il progresso effettuato negli ultimi due secoli parla un linguaggio chimico; infatti chimica vuole dire: vetri, farmaci, insetticidi, fertilizzanti, fibre tessili,, colle, vernici, materiali da costruzione, resine, etc La chimica ha invaso la nostra vita, ha messo a disposizione nuovi alimenti, nuovi materiali, ha sostituito il legno e i metalli con prodotti a più buon mercato permettendo ai ceti medi a reddito minore di utilizzare oggetti altrimenti inaccessibili

6 Svantaggi della chimica Accanto ad indubbi benefici, gravi fenomeni di inquinamento e di diffusione di composti non sempre innocui, hanno seguito di pari passo lo sviluppo dell industria chimica: Quale è il beneficio, quale è il rischio, quanto del rischio è evitabile? Quanto dei lati negativi della chimica sono dovuti al profitto, quanto all imprudenza (Minamata, Seveso Bhopal, Chernobyl

7 Presenza della chimica nella nostra vita Il manifestarsi di emozioni come amore, rabbia, la memoria non sono altro che processi chimici dovuti al rilascio di composti chimici: i mediatori Anche in cucina durante la preparazione dei cibi avvengono numerose reazioni che alterano la struttura e la composizione degli alimenti creando le condizioni per migliorare e rendere gustosi prodotti che se non trattati risulterebbero gradevoli al gusto

8 Cibi e chimica Un esempio è il cacao: cibo degli dei, ricavato dai semi dell albero. I semi lasciati essiccare al sole fermentano producendo tra l altro alcool, acido acetico e feniletilammina La feniletilammina possiede azione sul SNC, fa aumentare il livello degli zuccheri ematici, la pressione, da sensazioni di benessere, migliore lucidità e induce uno stato di eccitazione.

9 Il laboratorio in cucina Il grasso della Bistecca che cuoce sulla griglia con il calore si scinde liberando glicerina, questa perdendo acqua produce acroleina. L acroleina bolle a 53 C e quindi nelle condizioni di cottura tende a sfuggire producendo il caratteristico rumore della carne cotta alla brace (sfrigolio)

10 Chimica e vita Un esempio di applicazione utile di un agente pericoloso e quello della sodioazide (NaN 3 ) negli airbag. La proprietà esplosiva di questo composto è usata per gonfiare il palloncino. La sostanza quando innescata esplode producendo azoto che riempie istantaneamente il palloncino (25 millesimi di secondo).

11 L odore peggiore del mondo Questo primato spetta al metilmercaptano, viene prodotto dalla decomposizione dell allicina (aglio) nello stomaco. Viene anche prodotto dai batteri a livello della mucosa orale ed è responsabile dell alito cattivo (l uomo è in grado di recepire parti per miliardo) Il caratteristico odore viene sfruttato nelle reti di distribuzione del gas naturale per riconoscere eventuali perdite.

12 Definizione di rischio In medicina del lavoro il rischio viene diviso in due aspetti, da una parte troviamo il rischio intrinseco determinato dalle caratteristiche di un agente (toxicity), dall altra il rischio inteso come probabilità che si realizzi un evento avverso (risk) Sostanze tossiche, alle quali non è esposto nessun lavoratore (contenitore chiuso), agenti poco tossici ai quali sono esposti diversi lavoratori

13 Definizione di rischio Nel primo caso si parla di alta toxicity e risk praticamente assente e nell altro si parla di bassa toxicity e presenza di risk derivata da un certo numero di esposti In pratica, è proprio l esposizione (assente nel primo caso e presente nel secondo), l elemento che caratterizza le due situazioni e le rende diverse a livello di prevenzione.

14 Origini della medicina del lavoro Il padre della moderna medicina del lavoro è Ramazzini autore nel 1713 del famoso De morbis artificum diatriba. minatori (metalli), i vasai (piombo) i vetrai (antimonio), gli stagnai (stagno e rame), vuotatori di latrine (rischio biologico e chimico). E il primo medico a fare oggetto di trattazione sistematica delle malattie del gens popularis correlate al lavoro che è contemporaneamente mezzo di sostegno e causa di malattia.

15 Igiene del lavoro e ambientale Ramazzini è stato un innovatore anche nel campo dell igiene, infatti affermava che: un buon bagno caldo e abiti puliti costituiscono un ottima medicina. I seguaci di Paracelso, al contrario predicavano che l ammalato stesse a letto senza cambiare le camice e le lenzuola per non diminuire le forze. E ad opera di un altro italiano L. Devoto l apertura nel 1910 a Milano della prima clinica del lavoro

16 Definizione di agente e preparato Per agente chimico si intendono tutti gli elementi ed i relativi composti, provenienti da risorse naturali e da processi di sintesi, sia nella forma che deriva dallo specifico impiego che nella forma per cui vengono smaltiti come rifiuti e comunque in qualsiasi modalità ci si trovi in loro presenza. Preparato, insieme di due o più agenti chimici

17 Classificazione agenti e preparati NON pericolosi: acqua potabile e l aria atmosferica in condizioni normali NON Pericolosi come tali ma dipendenti dall impiego: L acqua ad elevata temperatura, l aria compressa

18 Classificazione agenti e preparati Pericolosi ma non classificati come tali dalle norme: Materiali organici degradati maleodoranti, acque di scarico, farmaci, fumi di saldatura, etc... Pericolosi cosi come classificati dalle norme: fanno parte di questo gruppo la maggior parte delle sostanze e preparati normalmente presenti sul luogo gi lavoro.

19 Rischio chimico I fondamenti della sicurezza e dell igiene sul lavoro si fondano sui DPR 547/55 e 303/56. Sostanzialmente il rischio da agenti chimici è riconducibile a tre eventi: Rilascio improvviso di energia termica, Rilascio improvviso di energia barica, Rilascio di prodotti pericolosi per la salute dell uomo e dell ambiente (gas, vapori, polveri fumi)

20 La valutazione della nocività di una lavorazione in termini di rischio potenziale nelle reali situazione si basa su: Pericolosità della sostanza Classificazione ed etichettatura Frequenza di utilizzo Occasionale, puntuale, discontinua, continua Quantitativi usati Da insignificanti a molto rilevanti

21 Etichettatura L etichetta permette di identificare i rischi noti, deve contenere le seguenti informazioni: Nome del prodotto e del produttore Numero CE e numero CAS Simboli di pericolo, neri su sfondo arancione (pittogrammi) Frasi di rischio, Frasi di sicurezza, Caratteristiche chimico fisiche

22 Etichettatura e frasi di rischio Tutte le informazioni devono essere fornite dal produttore e/o distributore Le frasi di rischio R mettono in evidenza i rischio derivanti dalla manipolazione Le frasi S indicano le precauzioni e le misure da adottare al fine di una corretta gestione dei prodotti chimici L etichetta tiene conto di tutti i rischi connessi con la normale manipolazione

23 Classificazione dei preparati Agente Conc. Classificazione Frasi di rischio NaOH >5% Corrosivo R35 provoca gravi ustioni NaOH 2-5% Corrosivo R34 provoca ustioni NaOH 0,5-2% Irritante R36/38 irritante per la pelle e occhi NaOH <0,5% Non classificato Nessuna frase di rischio

24 Classificazione preparati Agente Conc Classific. Frasi di rischio NaClO >10% Corrosivo R31 e R34 provoca ustioni e libera gas tossici NaClO 5-10% Irritante R31 e R36/38 NaClO <5% non classificato Ac muriatico >25% Corrosivo R35 provoca ustioni Ac. muriatico 10-25% Irritante R36/38 irritante pelle e occhi

25 Rischio lavorativo Ogni anno nel mondo circa 2 milioni di persone perdono la vita a causa di incidenti sul lavoro o per malattia professionale. In Europa, ogni anno si verificano infortuni mortali e circa cinque milioni di incidenti invalidanti con referti di otre 3 giorni. La CE per far fronte a tale problema ha auspicato una maggiore diffusione della cultura della prevenzione.

26 Rischio lavorativo: perché la formazione? L attuazione di programmi preventivi basati sul coinvolgimento informato di tutti gli attori inclusi i lavoratori riduce il numero di infortuni In Germania campagne informative sulle cadute dall alto in edilizia hanno ridotti l incidenza del 30% In Finlandia campagne basate sul mantenimento dell ordine e pulizia del posto di lavoro, ha ridotto gli infortuni del 20-30%

27 Protezione e prevenzione Le attività di laboratorio comportano pericoli intrinsechi che si possono trasformare in rischio Le misure di prevenzione possono ridurre a livelli ragionevoli pericoli e rischi Le misure di protezione proteggono il personale dai possibili danni

28 Protezione e prevenzione Prioritariamente devono essere adottati mezzi di protezione collettivi (attività a rischio solo all interno della cappa- captazione all origine) Quando i mezzi di protezione collettivi non sono sufficienti, è necessario ricorrere ai DPI, i quali devono essere appropriati al livello di rischio (guanti a perdere, occhiali, mascherine, calzature. I DPI devono essere mantenuti in buono stato

29 Incidenti e Infortuni Incidente: evento anomalo nello svolgimento di un attività, improvviso e imprevisto o di cui è comunque imprevedibile il momento dell accadimento Infortunio: Incidente che provoca lesioni, ovvero evento lesivo dovuto ad una causa violenta e improvvisa

30 Cause infortunio Oggettive: riguardano le condizioni ambientali (aria, luce, calore, umidità, rumore), sicurezza delle attrezzature (mancanza di protezioni, carenze progettuale, impianti obsoleti) Soggettive: riguardano il fattore umano vale a dire distrazioni, errori, inesperienza, carenze formativa 80% infortuni sono dovuti a fattori soggettivi che per la maggior parte sono associati a carenze oggettive

31 D.Lgs 25/02 titolo VII bis 626 (protezione da agenti chimici) Le disposizioni si applicano a tutti i luoghi di lavoro ove siano presenti agenti chimici Si devono considerare non solo quelli inclusi nella classificazione ai sensi del D.Lvo 52/97 e 285/98. Anche quelli non classificati come pericolosi ma comportanti un rischio a causa delle loro proprietà chimico-fisiche o tossicologiche e/o per il modo in cui sono usati.

32 Rischio chimico: Contatto o introduzione di agenti nell organismo Rischi per le sicurezza: Infortunistici Incendio, esplosione, contatto cutaneo con sostanze irritanti e/o corrosive Rischi per la salute: Igienico ambientale Esposizione a sostanze tossiche e/o nocive, cancerogene

33 Rischio chimico L introduzione di una agente chimico nell organismo può avvenire attraverso le tre tipiche vie di contaminazione: Ingestione-assorbimento gastrico Contatto cutaneopelle assorbimento attraverso la Inalazione con successiva deposizione nell apparato respiratorio e assorbimento polmonare

34 Rischio chimico La via più importante di contaminazione è quella inalatoria (superficie alveolare 80 m 2, la respirazione è un atto involontario ma indispensabile alla vita, litri di aria al giorno); seguono il contatto cutaneo (superficie corporea 1,8 m 2 ) e l ingestione. L esposizione può essere ACUTA (infortunio) o CRONICA, senza apparenti effetti immediati, possono emergere dopo esposizioni protratte nel tempo (malattie professionali)

35 Circolazione agenti chimici La sostanze chimiche e i relativi preparati per poter circolare liberamente sul mercato europeo devono essere classificati ed etichetti in base alla loro tossicità/nocività secondo criteri stabiliti in sede di Comunità Europea (CEE) ora UE. L etichettatura viene stabilita con le direttive di prodotto a cui i paesi membri devono attenersi L obbligo della notifica esiste solo dal 1981 e spetta ai produttori e ai distributori

36 Prodotti chimici esistenti Sostanze chimiche naturali e di sintesi 44 milioni Di uso corrente Farmaci Additivi alimentari Cancerogeni potenziali Cancerogeni sospetti Cancerogeni accertati Dossier tossicologico competo 6.000

37 Sostanze chimiche conosciute ed utilizzate Sostanze registrate nel CAS fino ad aprile 2002: 44 milioni Sostanze presenti nel mercato europeo nel 1981, EINECS 1990: Sostanze immesse nel mercato europeo dopo il 1981, ELINCS,2000: 2000

38 Agenzia Europea per la sicurezza e la salute Un quinto dei 32 milioni di lavoratori sono potenzialmente esposti a sostanze pericolose Il 22% inala fumi e vapori tossici per almeno un quarto del tempo lavorativo Per due terzi dei agenti chimici usati non sono disponibili dati tossicologici completi 20% delle schede di sicurezza contengono errori e/o omissioni

39 Chimica e salute Il 2003 è stato l anno della chimica sicura, emanazione di programmi preventivi intesi alla salvaguardia della salute. UE sta studiando per quanto concerne le sostanze chimiche un nuovo sistema di concessioni e autorizzazioni specifico per determinate sostanze (REACH)

40 Sostanze pericolose In tutta l UE sono considerati pericolosi, e come tali regolamentate, le sostanze e i preparati che rientrano in una delle seguenti categorie: Esplosivi, Ossidanti e comburenti Infiammabili, facilmente infiammabili e altamente infiammabili Corrosivi e irritanti Nocivi, tossici, cancerogeni, teratogeni,mutageni Pericolosi per l ambiente

41 Esempi di agenti pericolosi Esplosivo allo stato secco R1: nitrocellulosa Pericolo di esplosione per riscaldamento R5: acido perclorico Rischio di esplosione se combinato con comburenti R16: fosforo rosso Rischi di reazione violenta con l acqua R14: cloruro di acetile, ossicloruro di fosforo, metalli alcalini come sodio potassio e litio

42 Reazioni violente con acqua L aggiunta veloce di acqua ad acidi forti concentrati (HCl, H 2 SO 4 ) o a basi forti (KOH, NaOH) è rischiosa e porta a schizzi violenti. Si raccomanda di versare lentamente l acido o la base in acqua fredda, ma mai l opposto facendo scendere lentamente e sotto agitazione l acido o la base lungo le pareti del contenitore

43 Uso sicuro sostanze chimiche Mai usare sostanze infiammabili vicino ad una fiamma o una fonte di calore Non conservare contenitori di solventi infiammabili su scaffali o ripiani o sopra il piano di lavoro (collocati in armadi ventilati) Non conservare liquidi volatili infiammabili in contenitori non chiusi in frigo. I frigoriferi devono avere un termostato esterno e nessuna luce interna (frigo sicuro)

44 Esempi di incompatibilità Agenti Sostanze incompatibili Reazioni violente Rilascio di gas tossici esotermiche Acidi minerali Acqua e basi HCl, HNO 3 Cianuri, azidi. Ipocloriti HClO 4 Mat. Organici ++ Legno, alcoli Ossidanti KMnO 4 Idrocarburi polveri riducenti ++

45 Indicazioni dei produttori Tutti i prodotti devono essere utilizzati da personale qualificato, per molti prodotti attualmente non sono disponibili dati sulla pericolosità potenziale La responsabilità sull uso sicuro è a carico esclusivamente del cliente e/o utilizzatore finale L assenza di un simbolo di pericolosità non va interpretata come un indicazione di sicurezza

46 Scheda di sicurezza Deve essere composta da 16 voci, redatta nella lingua del paese di impiego; i produttori e responsabili dell immissione sul mercato sono obbligati a metterle a disposizione degli utenti, Gli utilizzatori sono tenuti a richiederla e conservarla in un luogo sicuro accessibile a tutti. Le informazioni devono costituire il punto di partenza per individuare i pericoli a cui i lavoratori sono esposti.

47 Scheda di sicurezza: informazioni Identificazione della sostanza e/o preparato Composizione, misure di primo soccorso Misure antincendio e fuoriuscita accidentale Manipolazione e stoccaggio, stabilità, reattività Dati tossicologici ed ecotossicologici Controllo esposizione e protezione individuale informazioni sul trasporto e sullo smaltimento

48 Agenti pericolosi in ambito domestico Estremamente infiammabili Facilmente infiammabili Nocivi Gas bombolette spray Alcool etilico Acetone Ammoniaca in soluzione Corrosivi Irritanti Soda caustica, ac. muriatico amuchina

49 Etichettatura di alcune colle Sostanza di uso domestico e simbolo di pericolosità Frasi di rischio Bostik ultrarapido Xn R Araldite T+ R36-37 e 38 UHU Plus indurente Xi R

50 Gerarchie di prevenzione dei rischi La UE ha emanato precise gerarchie comportamentali ai fini della riduzione dell esposizione: Eliminazione- il modo più sicuro per abbattere i rischi è quello di eliminare la necessità di utilizzo di un agente pericoloso, modificando il processo lavorativo o il prodotto di cui si fa uso.

51 Gerarchie riduzione rischio Sostituzione- ricorso ad indagine conoscitiva sulla possibilità di sostituzione con agente o processo meno pericoloso. Controllo- qualora non fosse possibile eliminare o sostituire un agente devono essere messe in atto metodologie per ridurre l esposizione ricorrendo alla separazione fisica delle aree a rischio, al controllo delle emissioni, alla riduzione del numero dei lavoratori e dei tempi di esposizione

52 Rischio chimico nei laboratori I laboratori di ricerca costituiscono un ambiente di lavoro particolare, sono caratterizzati dal continuo cambiamento delle attività e dalla elevata mobilità del personale. Una caratteristica tipica dei laboratori di ricerca è data dalla presenza di un elevato numero di agenti chimici, memoria di vecchie e nuove sperimentazioni ai quali i lavoratori possono essere potenzialmente esposti.

53 Stato fisico agenti e salute La contaminazione in ambito lavorativo da sostanze chimiche si può presentare sotto forma di: GAS, VAPORI, LIQUIDI e POLVERI. Nel caso di gas e vapori siamo in presenza di un solo stato fisico, c è una perfetta miscibilità tra il contaminante e l atmosfera Nel caso di un aerosol c è la coesistenza di due fasi: dispersione di una fase liquida e/o solida nella fase gassosa, l atmosfera.

54 Polveri e fumi La differenza tra polveri e fumi è dovuta alla loro origini: le polveri sono generate da processi meccanici su un solido (taglio, macinazione, levigatura, etc..). I fumi sono prodotti da reazioni chimiche o da passaggi di stato, quali combustioni più o meno complete, condensazioni successive a vaporizzazioni

55 Polveri e fumi La differenza principale tra questi due tipi di contaminanti consiste nel fatto che le polveri generalmente hanno la stessa composizione chimica del materiale di partenza, mentre per i fumi accadrà il contrario (arricchimento in composti più volatili), i fumi presentano inoltre un diametro delle particelle di dimensioni inferiori a quelle delle polveri.

56 Protezione della salute Fino a poco tempo fa in Italia non esistevano valori limiti di concentrazione ufficiali, si faceva riferimento ai TLV americani ACGIH, prevedeva tre diverse categorie di limiti di esposizione: 1) TLV-TVA media ponderale calcolata su una giornata lavorativa 2) TLV-STEL limite per brevi periodi di esposizione (ammoniaca, cloro gassoso, alcool metilico)

57 Protezione della salute 3) TLV-C (celting). Limite per brevissimo tempo di esposizione, la relativa concentrazione non deve essere superata neanche per pochissimo tempo, decine di secondi. Valido per sostanza estremamente tossiche come: acido cianidrico, aldeide formica, acido cloridrico

58 Problemi posti dai TLV Considerano solo la popolazione adulta Non distinguono tra uomini e donne, non tengono conto dello stato di gravidanza e allattamento Non tengono conto dell età Non tengono conto della suscettibilità individuale Non tengono conto delle diverse abitudini alimentari, consumo di alcool, uso di tabacco e droghe Devono essere usati da personale esperto e fungere da guida per i medici

59 Normativa italiana e valori limiti Il D.Lgs 66/00 ha introdotto valori limiti di esposizione professionale per : Benzene, amianto, polveri di legno duro e cloruro di vinile monomero Il D.Lgs 25/02 ha introdotto limiti per il piombo Il Decreto n 58 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 26 febbraio 2004, ha emanato un prima lista di valori limiti professionali relativamente a 68 agenti chimici

60 Utilizzo sicuro degli agenti pericolosi Per utilizzare un agente pericoloso è obbligatorio l esame preventivo di tutte le possibili fonti di rischio derivanti dalle varie modalità operative. Comunicare l acquisto degli agenti pericolosi Adottare le misure preventive e protettive del caso, comunicare ai colleghi l utilizzo di un agente tossico. Indagini relative alla sua possibile sostituzione Riduzione al minimo del personale addetto Segnalare immediatamente eventuali anomalie.

61 Processi mentali per un corretto uso Esame composizione pericolosità materie prime usate Quali agenti di rischio? Esame condizioni operative e del processo lavorativo Valutazione della postazione di lavoro Come si generano gli agenti chimici e sotto quale forma: gas, vapore, polvere? Quale è la via più probabile di contaminazione?

62 626 e Tutor Il tutor come previsto dal D.Lgs 626/94 ha il dovere di formare ed informare i suoi collaboratori (laureandi, borsisti contrattisti, stagisti, ecc..) sugli eventuali rischi da esposizione a sostanze pericolose e dal relativo utilizzo.

63 Cappe chimiche Le cappe sono da considerarsi zone di potenziale pericolo. All interno possono svilupparsi atmosfere infiammabili, esplosive e tossiche. Controllare il funzionamento (foglio di carta) Evitare di creare correnti Lavorare con il frontale abbassato (40 cm) Mantenere pulita e ordinata Non usare la cappa per lo smaltimenti di liquidi e solventi Apparecchiature elettriche a sicurezza

64 Prestazioni cappe chimiche Didattica, tossicità trascurabile 0,3 m/s Tossicità moderata 0,5 m/s Tossicità elevata e moderata radioattività 0,7 m/s

65 Cappe chimiche I sistemi di abbattimento sono consigliati in caso di elevate concentrazioni di sostanze tossiche e nocive La periodicità della sostituzione dei filtri varia in relazione all uso alla portata e all agente. In ogni caso la sostituzione deve avvenire ogni 9-1 mesi, indipendentemente dall uso

66 La fiamma prodotta da gas Un altro rischio da considerare e la fiamma prodotta dal bunsen Lo spegnimento accidentale può provocare la fuoriuscita di gas con pericolo di esplosione o avvelenamento (Usare bunsen di sicurezza) Posizionare il bunsen non in corrispondenza di sorgenti di luce Sostituire periodicamente le tubazioni

67 Norme comportamentali Al fine di ridurre il rischio di innesco, lo sviluppo di incendi e per ridurre il rischio di esposizione è necessario che: Reazioni che comportano lo sviluppo di gas, cromatografie su colonna, rotavapor, travaso di solventi, specie se volatili vengano effettuate sotto cappa chimica. Non introdurre in laboratorio sostanze e oggetti estranei all attività lavorativa (oggetti personali e vestiti)

68 Norme comportamentali Tutti i flaconi devono essere etichettati in modo da poter riconoscere in qualsiasi momento il contenuto. Non lavorare da soli in laboratorio Non lasciare reazioni chimiche senza controllo Non abbandonare materiali non identificabili sotto cappa Riferire sempre al responsabile eventuali incidenti o condizioni di non sicurezza

69 Contenitori etichettati: perché! 18 giugno 2003, Acido in un bicchiere di acqua minerale servito al bar, grave una giornalista RAI Luglio 2003, Ferrara, uomo ucciso dal diserbante usato dalla moglie per preparare il caffè Roma, luglio 2003, Biologa beve un prodotto tossico (soda caustica) contenuto in un bottiglia di acqua minerale con tanto di etichetta presso l ospedale San Giacomo

70 Norme comportamentali Evitare l eccessivo affollamento nei laboratori Al termine delle attività rimuovere dai piani di lavoro la vetreria e le attrezzature utilizzate. Raccogliere, separare ed eliminare in modo corretto i rifiuti chimici, solidi e liquidi. E vietato scaricarli in fogna o abbandonarsi nell ambiente In laboratorio è vietato bere, mangiare e fumare Non conservare cibi nei frigoriferi

71 Norme comportamentali Non pipettare a bocca, usare propipette Si sconsiglia l uso di lenti a contatto poiché possono essere causa di un accumulo di sostanze nocive e, in caso di incidente, possono peggiorare le conseguenze o pregiudicare le operazioni di primo soccorso. Non tenere in tasca forbici, spatole o provette, è scoraggiato l uso di tacchi alti e scarpe aperte, i capelli devono essere tenuti raccolti.

72 Norme comportamentali Non toccare maniglie, telefono e altri oggetti con i guanti con cui si sono maneggiate sostanze chimiche. E tassativamente vietato l uso dei guanti al di fuori del laboratorio La vetreria rotta deve essere immediatamente eliminata Non tentare di risolvere problemi da soli ma avvisare il responsabile del laboratorio

73 Misure igieniche In laboratorio usare sempre un camice con gli elastici ai polsini confezionato con fibre non sintetiche Non bere nella vetreria da laboratorio Lavarsi le mani dopo ogni manipolazione Legarsi i capelli se sono lunghi Pulire la postazione di lavoro alla fine della giornata lavorativa

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