Ars galenica. a Bologna. Gli studenti del Galvani in 5 farmacie storiche. Liceo Ginnasio Luigi Galvani

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1 Ars galenica a Bologna Gli studenti del Galvani in 5 farmacie storiche Ordine dei Farmacisti della Provincia di Bologna Liceo Ginnasio Luigi Galvani

2 Fotografie degli studenti del corso IGCSE Photography coordinati dalla prof.ssa Edda Righetti e dal fotografo Jacopo Puggioli 5 L: Laura Cacciamani, Chiara Cenerini, Martina Felici, Andrea Felloni, Valeria Masoni, Sara Rossetti 5 M: Arianna Cauli, Annalisa Coraducci, Costanza De Stefani, Paola Caterina Forino 5 N: Sofia Cremonini, Giulia Stefani Testi Francesca Ghedini (5 M) Studenti-Farmacisti del corso di scienze naturali del Liceo classico coordinati dalla prof.ssa Antonella Porfidi 2 A: Matteo De Bernardo, Nicoletta Defranceschi, Ylenia Liverani, Giovanni Vaccari Progettazione e coordinamento generale prof.ssa Susanna Magnani, responsabile progetti Scuola-Lavoro Mostra a cura degli studenti del Galvani con la supervisione tecnica di Anna Gianotti (IBC) e di Jacopo Puggioli Pubblicazione a cura di Anna Gianotti (IBC) Photo editing Jacopo Puggioli Approfondimenti storico artistici Elisabetta Landi (IBC) Progetto grafico Priscilla Zucco (IBC) Comunicazione Valeria Cicala, Isabella Fabbri, Carlo Tovoli (IBC) Stampa Centro Stampa Regione Emilia-Romagna Si ringraziano per la disponibilità il Presidente dell Istituto Beni Culturali prof. Angelo Varni, il Dirigente Scolastico del Liceo Ginnasio L. Galvani prof.ssa Sofia Gallo, il Presidente di Federfarma Bologna dott. Achille Gallina Toschi, il Presidente dell Ordine dei Farmacisti di Bologna dott. Paolo Manfredi copertina: Farmacia Zarri, fontana-profumeria in bronzo e vetro, seconda metà sec. XIX

3 Ars galenica a Bologna Gli studenti del Galvani in 5 farmacie storiche LICEO GINNASIO LUIGI GALVANI BOLOGNA FEDERFARMA BOLOGNA ORDINE DEI FARMACISTI BOLOGNA ISTITUTO BENI CULTURALI REGIONE EMILIA-ROMAGNA

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5 L Ordine dei Farmacisti di Bologna, unitamente alla Associazione dei titolari di farmacia di Bologna Federfarma, ha colto con entusiasmo l iniziativa del Liceo Galvani e dell Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna intesa alla valorizzazione di alcune farmacie storiche della città di Bologna, attraverso le immagini di antiche strumentazioni e di alcuni momenti dell attività professionale del farmacista catturate dall obiettivo dei giovani allievi. Tale iniziativa ha prodotto una magnifica raccolta fotografica che rimarrà a memoria della professione per i futuri farmacisti. Paolo Manfredi Achille Gallina Toschi Presidente Ordine dei Farmacisti di Bologna Presidente Federfarma Bologna Con Ars galenica a Bologna il Liceo Galvani conferma la sua vocazione a relazionarsi con la cultura bolognese attraverso il partenariato con enti, istituzioni e associazioni di grande tradizione. Il centro pulsante del progetto è la nobiltà di luoghi e di professioni, che vengono conosciuti dai nostri allievi attraverso la pratica lavorativa e la ripresa fotografica. Così dopo Palazzo Ranuzzi Baciocchi e l attività forense sono ora le farmacie storiche della città, con le antiche strumentazioni, ad essere oggetto dell interesse scientifico degli allievi e dell abilità tecnica dei giovani fotografi. In questo progetto la classicità si incontra con la scienza e la fotografia ferma momenti salienti della storia di una antica professione, mostrando al pubblico interni, arredi e particolari preziosi, colti e valorizzati dalla passione di vecchie e nuove generazioni. Il mio personale ringraziamento va a quanti, all interno del Galvani e nella città di Bologna, hanno reso possibile questa esperienza di conoscenza e di crescita culturale. Sofia Gallo Dirigente scolastico Liceo Ginnasio Luigi Galvani Questa pubblicazione sulle farmacie storiche bolognesi costituisce la seconda esperienza di una collaborazione già avviata con il Liceo Galvani nel 2013, con un analogo lavoro sul palazzo Ranuzzi-Baciocchi, anch esso conclusosi con un quaderno prodotto in gran parte dagli studenti, autori di alcuni testi e delle fotografie. La positiva valutazione che abbiamo dato di quel primo episodio ci ha spinti a intraprendere questo, perché riteniamo essenziale favorire quanto più possibile l impegno dei giovani verso la conoscenza e la tutela del nostro patrimonio culturale. L Istituto è impegnato da sempre in un opera di censimento che si avvale del mezzo fotografico come strumento non soltanto di documentazione, ma anche di riflessione e progettualità, e per questo ci sembra davvero fondamentale che il laboratorio fotografico del Galvani indirizzi gli studenti ad esercitarsi su casi concreti, dove la ricerca storica, la costruzione di un racconto per immagini e la sua comunicazione al pubblico sono gli elementi interconnessi di una ricerca globale. Piero Orlandi Responsabile Servizio Beni Architettonici e Ambientali Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna 3

6 LA FARMACIA E LA MEDICINA MILLENARIA Le prime testimonianze sulla farmacopea risalgono al codice babilonese di Hammurabi e ai papiri dell antico Egitto, che tramandarono prescrizioni mediche basate su principi attivi utilizzati fino all età moderna. Nel papiro di Ebers (1550 a.c.), infatti, si trovano ricette per usi farmacologici noti anche alla medicina moderna, come ad esempio l oppio, noto ai Sumeri e sacro al dio Thot. L interpretazione dei testi egizi ha rivelato inoltre l uso di vere e proprie farmacie da viaggio che accompagnavano gli speziali, venerati come sacerdoti. Tanto grande fu l influenza della farmacopea da esercitare un influsso durevole anche su filosofi e letterati. Nell antica Grecia il padre della medicina e della farmacologia, attribuita a Esculapio, fu Ippocrate (Coo, 460 a.c. - Larissa, 377 a.c.). Il suo insegnamento giunse alla civiltà romana attraverso il medico Galeno (Pergamo, Roma, 216), dal cui nome derivò l ars galenica, ovvero l arte di preparare i medicamenti. Un esempio nella nostra regione sono i vasetti in terracotta e le bilance dello strumentario della Domus del chirurgo di Rimini (seconda metà sec. II d.c.). L Italia ebbe un ruolo di primo piano nella diffusione della scienza ippocraticogalenica, oggetto di studi nel monastero benedettino di Montecassino (sec.v - VI) e nella celebre scuola farmacologica di Salerno (sec. XI), cui Ruggero il Normanno conferì un assetto legislativo con il Diploma salernitano, alle origini dell esame di stato. Per i medici e gli speziali, che godevano di una posizione sociale paritaria e di ruoli distinti, il Diploma salernitano diventò obbligatorio, e così pure l obbligo della cura gratuita ai poveri. Nel secolo XIII l imperatore Federico II insignì la Scuola di Salerno del sigillo della Civitas ippocratica, ribadì la necessità di una verifica per l esercizio della professione, sia medica che farmacologica, e fissò i criteri per gli studi scientifici, rilanciando lo studio di Ippocrate e di Galeno. La farmacia si avviava a diventare un istituzione di Stato. Nel medioevo l ars galenica ebbe un ruolo fondamentale. L Arte degli Speziali, dotata di statuti dal XIII secolo, fu centrale nell organizzazione cittadina, al punto che lo stesso Dante Alighieri dovette iscriversi alla corporazione per accedere ai pubblici uffici. Negli orti monastici si coltivavano i semplici, le varietà vegetali con virtù medicamentose adoperate dal monacus infirmarius per la preparazione dei farmaci. La benedettina Santa Ildegarda von Bingen (sec. XII) e il domenicano Sant Alberto Magno (sec. XIII), dottori della Chiesa, furono tra i più famosi scienziati che si occuparono di farmacologia. Dall Oriente giungeva la farmacopea araba, con le spezie racchiuse negli albarelli, contenitori in ceramica di forma cilindrica, così da poter essere più agevolmente allineati sugli scaffali delle officinae aromatariorum. Ripetuti in ambito arabo siculo, e quindi in Italia, in Francia e in Spagna, tra XV e XVI secolo gli albarelli conobbero una larga diffusione. La scoperta dell America immise nuove piante medicinali nella pratica della farmacologia, che l invenzione della stampa contribuì ulteriormente a diffondere. 4

7 Ma già nel Codice Atlantico Leonardo da Vinci aveva rivendicato il primato della Natura contro i rimedi fatti di specie d alchimia. Tra il XV e il XVI secolo le farmacie dei conventi lasciarono il posto a laboratori più grandi, organizzati presso gli ospedali, come nel caso, nel nostro territorio, della farmacia dell Ospedale di Santa Maria della Scaletta a Imola. Nei primi anni del 500 furono dettate disposizioni rigorose in merito alla somministrazione dei farmaci che imponevano la trascrizione delle ricette e la custodia dei veleni sotto chiave, combattendo inoltre i farmacisti abusivi. L usanza delle visite periodiche dei medici alla farmacia fu ripristinata dal naturalista Ulisse Aldrovandi. Allo scienziato, che nel 1574 diede alle stampe l Antidotario bolognese, si deve la creazione dell Orto Botanico di Bologna, allestito nel 1568 nel cortile del Palazzo Pubblico in un epoca che vide il moltiplicarsi degli orti botanici nelle città universitarie. Nel XVII secolo il metodo sperimentale trasformò la farmacologia, che ricevette un impulso grazie all evolvere dell alchimia nella chimica, e alla scoperta di nuovi prodotti. Nell 800 furono create nuove farmacie, mentre aumentava il numero dei farmaci disponibili sul mercato. La spezieria si trasformò gradatamente nella farmacia moderna. Se fino al 1930 la maggior parte dei rimedi venduti in farmacia veniva allestita direttamente dal farmacista, dopo la seconda guerra mondiale, con l industrializzazione, il lavoro di preparatore diventò sempre più marginale. Ciò nonostante, il farmacista ha conservato il suo ruolo di preparatore di prodotti medicinali. Nella dizione corrente, per preparato galenico si intende il farmaco allestito in farmacia dal farmacista, in contrapposizione al farmaco industriale allestito dall industria e che per essere commercializzato necessita di una AIC (autorizzazione all immissione in commercio) rilasciata dal Ministero della Salute. Si distinguono: A. Preparato galenico magistrale o formula magistrale: è il medicinale preparato dal farmacista in farmacia in base ad una prescrizione medica magistrale (dal latino magister) destinato a un determinato paziente. B. Preparato galenico officinale o formula officinale: è il medicinale preparato autonomamente dal farmacista in farmacia secondo la Farmacopea di un paese membro dell Unione europea e destinato ad essere dispensato direttamente ai pazienti che si servono in tale farmacia. La norma di legge che definisce come allestire i farmaci in farmacia è costituita dalle NBP (norme di buona preparazione) presenti nella Farmacopea ufficiale XII edizione. 5

8 6 Farmacia Toschi, già Spezieria Pietro Galli quindi Farmacia della Carità, via San Felice 89, preparato con avvertenze speciali

9 Lasciamo stare d aver le lor celle piene d alberelli di lattovari e d unguenti colmi, di scatole di vari confetti piene, d ampolle e di guastadette con acque lavorate e con olii... Giovanni Boccaccio Gli antichi vasi di farmacia hanno un fascino strano, hanno una vita, tanto che noi oggi non sappiamo disgiungere l impressione visiva di una farmacia, sia pur umile e modesta, da quella dei vasi che l adornano. Gabriele D Annunzio La spezieria non deve essere intesa come il solo ambiente in cui veniva servito il cliente ma come un insieme di spazi che dovevano avere un doppio respiro, uno luminoso, apollineo, diurno e solare, l altro oscuro, notturno, inferico: casa dal ritmo binario, luogo a double face Piero Camporesi 7

10 IL PROGETTO FARMACIE Il progetto Farmacie è nato nell ambito di una convenzione fra il Liceo Ginnasio Luigi Galvani di Bologna, l Ordine dei Farmacisti della Provincia di Bologna, Federfarma e l Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna come attività di alternanza scuola/lavoro coordinata dalla prof.ssa Susanna Magnani. Obiettivi generali realizzare una mostra fotografica e una pubblicazione intitolate Ars Galenica a Bologna dedicate all analisi degli aspetti storico/ artistici di alcune delle antiche farmacie di Bologna. Le fotografie e i testi sono stati realizzati dagli studenti del Liceo Galvani coinvolti nel progetto svolgere un attività pratica di laboratorio con la preparazione da parte di alcuni studenti del Liceo Galvani di prodotti galenici sotto la guida diretta dei farmacisti. Soggetti destinatari un gruppo di allievi del Corso Scientifico Internazionale del Liceo Galvani selezionati tra coloro che hanno seguito il corso di Fotografia per sostenere l esame IGCSE Art and Design (Photography) seguiti e coordinati dalla prof.ssa Edda Righetti e dal fotografo Jacopo Puggioli, collaboratore del Liceo Galvani un gruppo di studenti particolarmente interessati alla chimica del Corso ad indirizzo Classico del Liceo Galvani coordinati dalla prof. ssa Antonella Porfidi. Obiettivi specifici Nel corso delle attività concernenti il progetto Farmacie gli studenti coinvolti hanno potuto: utilizzare le conoscenze generali derivate dallo studio della Storia dell arte e calarle nello specifico della realtà storico/artistica della loro città e in particolare delle farmacie storiche 8

11 maturare una conoscenza del patrimonio artistico della propria città e la consapevolezza che il concetto di bene culturale non riguarda soltanto le emergenze artistico/architettoniche, ma anche il tessuto storico/artistico/culturale fatto di esercizi commerciali, come le antiche farmacie, che hanno una storia e custodiscono preziosi arredi, oggetti e strumenti d epoca avvicinarsi, grazie all assistenza dei professionisti titolari delle farmacie, all attività pratica di laboratorio con la preparazione di alcuni prodotti galenici valorizzare in modo professionale le competenze acquisite con il corso di Fotografia e il corso di Chimica svolti durante l anno scolastico presso il Liceo Galvani comprendere che il linguaggio fotografico può svolgere un compito importante di analisi e di lettura dei fenomeni e diventare memoria, documentazione e patrimonio della città. Gli studenti del Galvani all interno della farmacia del Corso, già antica Spezieria Zanoni da San Biagio, via Santo Stefano 38 9

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13 FARMACIA ALBERANI Via Farini 19 La farmacia si trova al pianterreno di Palazzo Alberani, realizzato nel 1909 (come si legge nel cartiglio decorato all angolo esterno della costruzione) dall ingegnere Ettore Lambertini (Bologna ), che lo progettò in collaborazione con Paolo Graziani. L edificio, nello stile della Secessione viennese, si allinea all eclettismo architettonico che caratterizza i palazzi circostanti: la Cassa di Risparmio, le Poste, il palazzo Zambeccari e il palazzo Cavazza. In Palazzo Alberani la scelta dell impianto planimetrico rivela l intenzione di Lambertini di sfruttare commercialmente la soluzione ad angolo e il desiderio del committente di evidenziare il raggiunto prestigio imprenditoriale con una costruzione rappresentativa dell aggiornamento borghese dell antica tipologia della casa-bottega. Sulle pareti esterne Alfonso Borghesani ( ), lo scultore di Crevalcore autore, fra l altro, di eleganti opere Liberty nella Certosa di Bologna e dei decori della Clinica Pediatrica Gozzadini, raffigurò, in bassorilievo, gli emblemi che alludono alle virtù della farmacopea e all attività imprenditoriale: nel cantonale, due putti inginocchiati sotto le ali di un aquila e, sempre sulla facciata, una figura femminile, simbolo della Scienza, al livello della farmacia. Interessante, poi, l insegna scultorea raffigurante l inalazione di vapori di oppio. L oppio ebbe in passato una grande fortuna, non solo come narcotico, ma anche come medicamento sedativo e analgesico. In tempi più recenti i medici lo prescrissero largamente in formule farmaceutiche molto note, come la tintura crocata di laudano o la polvere del Dover, fino a quando, per i seri problemi di tossicodipendenza che procurava e i rischi di abuso, il suo uso non fu rigidamente disciplinato dalla legislazione. Altre decorazioni di sapore elegantemente floreale sono presenti in Palazzo Alberani nella fascia sottotetto, nelle cornici e nei coronamenti delle finestre, nelle ringhiere e nelle ornamentazioni sotto i balconi in ferro battuto. All interno, la farmacia conserva gli arredi dell inizio del Novecento impreziositi da incisioni di marmo e oro zecchino: pregevoli il bancone, riccamente decorato con intagli scultorei raffiguranti mascheroni, i lampadari dell epoca, e le belle vetrine originali in vetro decorato in oro, con i riconoscimenti regi per lo Stabilimento chimico-farmaceutico Alberani. Il nome della farmacia è legato ai sali di frutta Alberani, sali solubili frizzanti e digestivi, che conobbero un grande successo fino alla fine degli anni Settanta, dei quali, purtroppo, gli attuali proprietari non custodiscono testimonianze. In passato la farmacia era dotata di un laboratorio per la preparazione di farmaci. Pag. 10, Farmacia Alberani, già Antica Farmacia detta dei Casali, lampadari in stile Aemilia Ars,

14 Farmacia Alberani, già Antica Farmacia detta dei Casali, insegna,

15 Farmacia Alberani, già Antica Farmacia detta dei Casali, interno della farmacia con gli arredi originali,

16 Farmacia Alberani, già Antica Farmacia detta dei Casali, insegna, particolare delle medaglie,

17 Farmacia Alberani, già Antica Farmacia detta dei Casali, Alfonso Borghesani, particolare del rilievo scultoreo della facciata di Palazzo Alberani,

18 Farmacia Alberani, già Antica Farmacia detta dei Casali, mascherone, particolare del bancone ligneo della farmacia,

19 Farmacia Alberani, già Antica Farmacia detta dei Casali, dall alto, ingresso della farmacia; Alfonso Borghesani, L inalazione dei vapori di oppio, 1909; particolari dell arredo ligneo,

20 18 Farmacia del Corso, già Antica Spezieria Zanoni da San Biagio, via Santo Stefano 38, insegna della farmacia, 2010

21 FARMACIA DEL CORSO Via Santo Stefano 38 La farmacia del Corso, così denominata a partire dal XIX secolo per la vicinanza con il Teatro del Corso, oggi distrutto, e il bar del Corso, un tempo elegante luogo di ritrovo, in origine si chiamava Spezieria di San Biagio. Le prime notizie risalgono al XV secolo quando Giacomo e Antonio, figli di Guglielmo speziale, la vendettero per trecento lire; da allora, numerosi passaggi di proprietà ne scandirono la storia. Nel XVI secolo fu la Confraternita della Morte a gestire la farmacia, che fino agli inizi del XIX secolo fu proprietà della famiglia Zanoni, nella quale si distinsero personaggi illustri quali il botanico e farmacologo Giovan Andrea, custode dell Orto Botanico dal Il 30 dicembre 1834 la farmacia passò al professor Gaetano Sgarzi. L ultimo atto di compravendita risale al 1919, quando venne acquistata dal dottor Mario Santandrea che ne comprese il valore di testimonianza storica e artistica. Soldato, uomo dai molti interessi e di forte passione politica, dopo la Seconda Guerra Mondiale diventò presidente del ricostituito Ordine dei Farmacisti bolognesi e ideò il primo distintivo dei farmacisti italiani, costituito dall antico simbolo del serpente che beve da una coppa. Al suo interno, la farmacia del Corso conserva l arredo settecentesco in stile barocchetto progettato dal pittore e decoratore bolognese Mauro Tesi detto il Maurino (Montalbano, 1730 Bologna, 1766), che lo progettò su commissione degli Zanoni. All artista si deve la scelta di collocare sopra l ingresso al laboratorio un opera pregevole dello scultore bolognese Angelo Gabriello Piò (Bologna, ), eseguita in stucco dorato, raffigurante la Vergine Annunciata, patrona della Societas aromatariorum bolognese. Un tempo la farmacia aveva un aspetto ancora più ricco, dato che Mauro Tesi ne aveva finemente affrescato il soffitto; dell opera resta un bozzetto preparatorio perché le decorazioni, coperte con la calce dopo il colera del 1855, furono distrutte durante i lavori per l introduzione dell illuminazione a gas. Introduce alla farmacia una pregevole vetrina, disegnata dall architetto Melchiorre Bega intorno al 1937, e impreziosita da un mortaio del XVII secolo utilizzato in funzione di maniglia. Appena entrati, si viene catturati da uno spazio dalla luce ambrata, articolato da paraste lignee che inquadrano vetrine nelle quali sono esposti, oltre ai prodotti farmaceutici odierni, vasellami ceramici e vitrei dell epoca. Un inventario del 1820 riporta i prodotti venduti nella farmacia: più di 1650 voci, fra prodotti semplici e composti, quantificati in libbra medicinale, oncia, dramma, scrupolo e grano. Molte le tipologie di acque, balsami, elisir, fiori, grassi, liquori, pastiglie, pillole. Fra i medicamenti più antichi si ricorda L aceto dei quattro ladri, aromatizzato con aglio, utilizzato per la prima volta durante la peste di Marsiglia del 1720 nella convinzione che l aglio rendesse immuni dalle malattie infettive, compresa la peste. 19

22 Farmacia del Corso, già Antica Spezieria Zanoni da San Biagio, arredo ligneo della farmacia, attribuito a un progetto di Mauro Tesi, 1760 circa; in basso, il retrobottega 20

23 Farmacia del Corso, già Antica Spezieria Zanoni da San Biagio, vaso da farmacia, seconda metà sec. XVIII 21

24 Farmacia del Corso, già Antica Spezieria Zanoni da San Biagio, bilancia 22

25 Farmacia del Corso, già Antica Spezieria Zanoni da San Biagio, il titolare della farmacia mostra un volume del

26 Farmacia del Corso, già Antica Spezieria Zanoni da San Biagio, Angelo Gabriello Piò, La Vergine Annunciata, Patrona della Societas Aromatariorum, stucco dorato, 1760 circa 24

27 Farmacia del Corso, già Antica Spezieria Zanoni da San Biagio, dall alto, antico formulario; mortaio del XVII sec. utilizzato come maniglia della porta d ingresso; pilloliere e vaso da farmacia, sec. XIX; antica cantina 25

28 26 Farmacia San Paolo, già Antica Spezieria all insegna della Pigna, via Collegio di Spagna 1 A, orologio, sec. XIX

29 FARMACIA SAN PAOLO Via Collegio di Spagna 1 A Secondo quanto riportato nell epigrafe laterale alla porta su via Collegio di Spagna, la farmacia San Paolo nasce nel XIV secolo come antica spezieria della pigna fondata dalla famiglia Calvi, una dinastia di ricchi lardaroli romagnoli unitasi in seguito alla famiglia Marescotti, nobile casata bolognese, proprietari del palazzo e del complesso edilizio di via Barberia n. 4 (ora sede universitaria del DAMS). All interno della farmacia, nei pregevoli arredi originali del XVIII secolo è custodita una preziosa collezione di 71 albarelli e un versatoio, tutti provenienti dalla fabbrica di Colle Ameno, presso Sasso Marconi. Il Borgo di Colle Ameno è uno dei rari esempi di architettura illuministica di campagna nella quale si coniugano le esigenze della residenza signorile con le attività produttive. Il Borgo, voluto dal marchese Filippo Carlo Ghisilieri, venne edificato su una preesistente villa seicentesca, accogliendo una fabbrica di pregiate maioliche. Nel 1765, alla morte del marchese, la fornace fu affittata dai ceramisti Rolandi e Finck che la tennero fino al 1767, quando, molto probabilmente, fu realizzata la serie degli albarelli della farmacia S. Paolo. L albarello, utilizzato per contenere sostanze pastose e unguenti, è il tipico vaso da farmacia dalla particolare forma cilindrica, strozzata nella parte centrale, che richiama una canna di bambù. I vasi custoditi nella farmacia S. Paolo sono dipinti con decori azzurro e blu cobalto, con i motivi del fiore di pruno e della foglia di acanto intercalati. La cottura dei vasi è quella classica a terzo fuoco: una prima cottura è per la base, la seconda per la smaltatura bianca e l ultima per i decori celesti. Le iscrizioni dei vasi vennero eseguite a secco, e infatti alcune sono sbiadite. Interessante dettaglio della farmacia sono le borchie di legno appese ad una parete, chiuse nella parte inferiore e aperte in quella superiore. Qui i pazienti riponevano messaggi per i vari dottori, i cui nomi erano incisi sulle borchie. Queste borchie sono in stile liberty, così come il soffitto e la madonnina appesa di fronte all entrata. Ad oggi tutto l arredo è rimasto invariato, grazie alla passione della famiglia Concato, ed è meta di visite di scolaresche, antiquari ed appassionati. L affresco che decorava il muro all esterno della farmacia è oggi purtroppo completamente scolorito, ma è ancora visibile l iscrizione: Antica Spezieria all insegna della Pigna. Fondata nel secolo XIV. Vanto dell antica spezieria erano le pillole della Zambotta, curatrice bolognese: boli lassativi a base di rabarbaro, cascara, estratto molle di genziana e polvere di liquerizia. 27

30 Farmacia San Paolo, già Antica Spezieria all insegna della Pigna, insegna in ferro battuto; in basso, interno della farmacia con gli arredi originali, sec. XIX 28

31 Farmacia San Paolo, già Antica Spezieria all insegna della Pigna, il titolare della farmacia mentre dispensa un farmaco 29

32 Farmacia San Paolo, già Antica Spezieria all insegna della Pigna, La Vergine Annunciata, Patrona della Societas Aromatariorum, sec. XIX 30

33 Farmacia San Paolo, già Antica Spezieria all insegna della Pigna, preparati in polvere In basso pag. 30,Farmacia San Paolo, già Antica Spezieria all insegna della Pigna, HIC CLAUSA/ SERVANTUR PHARMACA/ INDUSTRIA CHEMICA/ PARATA ( QUI RACCHIUSI/ SONO CONSERVATI I FARMACI/ PREPARATI/ DALL OPEROSITA CHIMICA ) 31

34 Farmacia San Paolo, già Antica Spezieria all insegna della Pigna, simbolo della pigna nell insegna in ferro battuto 32

35 Farmacia San Paolo, già Antica Spezieria all insegna della Pigna, borchia per i messaggi destinati ai medici 33

36 Farmacia San Paolo, già Antica Spezieria all insegna della Pigna, principi attivi per preparazioni galeniche: un presidio per i nostri bisnonni 34

37 Farmacia San Paolo, già Antica Spezieria all insegna della Pigna, dall alto, ingresso della farmacia; particolare del soffitto; vasi da farmacia; il fascino delle antiche alchimie: Sangue di drago e ononide spinosa,

38 36 Farmacia Toschi, già Spezieria Pietro Galli quindi Farmacia della Carità, via San Felice 89, particolare della lampada in bronzo, metà sec. XIX

39 FARMACIA TOSCHI Via San Felice 89 In origine la farmacia Toschi era una spezieria fondata dallo speziale Pietro Galli nella seconda metà del 700, come testimoniano le iniziali P.G. dipinte sui vasi di maiolica esposti tuttora nelle scaffalature lignee del locale. In seguito, la spezieria prese il nome Farmacia della Carità essendo divenuta di proprietà dei frati della Carità. Venne poi acquisita da Geltrude Conti, la quale, vedova di Leonardo Toschi, farmacista di Dozza, dopo aver ceduto in locazione nel 1852 la Farmacia di Dozza, si trasferì a Bologna. Qui il figlio, Achille Toschi, divenne titolare della farmacia appena acquisita. Ad Achille succedette, nella conduzione dell attività, il figlio Tullio e, in seguito Achille, fino ad arrivare al nipote Achille, titolare attuale, coadiuvato dalle sorelle Tullia e Ilaria nella conservazione e nella valorizzazione della farmacia antica. La farmacia conserva tuttora gli originari arredi settecenteschi e un pregevole corredo farmaceutico di 143 vasi di maiolica commissionati dallo speziale Pietro Galli alla fabbrica di ceramiche dei fratelli viennesi Finck, che all epoca possedevano una fornace in via S.Felice, a poca distanza dalla spezieria. In assenza di documenti specifici è possibile proporre come datazione dei vasi della farmacia Toschi una data di poco successiva al 1775, data dell inizio dell attività di Giuseppe Finck. Il monogramma costituito dalle iniziali P.G. intrecciate sui vasi della farmacia, in bella evidenza sopra il cartiglio con l iscrizione del medicinale, induce a pensare che il corredo fosse richiesto dallo speziale al momento dell apertura dell esercizio. I vasi furono realizzati a tre colori con la cottura a terzo fuoco e decorati in rosso porpora, verde e bruno manganese su fondo bianco, con motivi di serti vegetali e rose che incorniciano il cartiglio con le iniziali. Nella farmacia si trovano inoltre pilloliere e caraffe, scatole in legno per la conservazione delle erbe officinali, lampade a petrolio e a gas, mortai in bronzo utilizzati per pestare droghe e ridurle in polvere. Uno di questi mortai presenta un foro, provocato durante la Seconda Guerra Mondiale da una scheggia di una bomba. In un contenitore si conserva la storica teriaca, definita la riparatrice di tutti i mali ; in uso fino ai primi anni del XX secolo, il leggendario farmaco era preparato con centinaia di piante e conteneva anche sangue di vipera. Oggi la teriaca odora di liquirizia. All interno della farmacia antica, separata attualmente dalla parte nuova e commerciale, tre iscrizioni latine riportano le seguenti iscrizioni:- Principiis obsta sero medicina paratur;contra vim morbi dat medicamina tellus; Contra vim mortis solo medela Deus. 37

40 Farmacia Toschi, già Spezieria Pietro Galli quindi Farmacia della Carità, interno della farmacia con gli arredi originali del XVIII secolo; in basso, verso il XXI secolo: il magazzino robotizzato 38

41 Farmacia Toschi, già Spezieria Pietro Galli quindi Farmacia della Carità, le farmaciste 39

42 Farmacia Toschi, già Spezieria Pietro Galli quindi Farmacia della Carità, particolare della lampada in bronzo, metà sec. XIX 40

43 Farmacia Toschi, già Spezieria Pietro Galli quindi Farmacia della Carità, Manifattura Finck, vasi da farmacia, post

44 Farmacia Toschi, già Spezieria Pietro Galli quindi Farmacia della Carità, CONTRA VIM MORTIS/ SOLA MEDELA DEUS ( CONTRO IL POTERE DELLA MORTE/ IL SOLO MEDICAMENTO E DIO ) 42

45 Farmacia Toschi, già Spezieria Pietro Galli quindi Farmacia della Carità, dall alto, interno della farmacia con vetrina, scaffali e vasi; sostanze per preparazioni galeniche; contenitore in legno; Madonna con Bambino, particolare dell arredo ligneo 43

46 Farmacia Zarri, via Ugo Bassi 1, mortaio in ghisa, sec. XIX 44

47 FARMACIA ZARRI Via Ugo Bassi 1 Il 12 marzo 1814 Luigi Cesare Barbieri, discendente diretto di un antica famiglia di aromatari trecenteschi che avevano bottega in Sant Andrea degli Ansaldi, fondò sotto i Portici della Gabella l aristocratica farmacia Zarri. Agli inizi del 900, la farmacia passò al dott. Vanzini che diede impulso alle preparazioni galeniche di laboratorio, frutto di un aggiornata ricerca scientifica, testimoniate, insieme ad altri documenti, dai listini conservati in archivio, relativi a una quantità di medicinali, compresi quelli iniettabili. Nella farmacia si vendevano farmaci famosissimi in tutta Italia, come l Elafron, un prodotto per migliorare le prestazioni dei cavalli da corsa, il Kina nux, un liquore digestivo prodotto fino alla metà degli anni Settanta, quando ne decadde il brevetto, preparato con 32 piante esotiche secondo una ricetta dell aromatario Giacomo Barbieri, che nel 1365 lo chiamò Aperiens amarus orientalis compositus. La farmacia ha tuttora annesso un laboratorio per la preparazione dei farmaci. Nella sala sono esposti libri antichi e vasi da mostra di terraglia bianca decorati con motivi vegetali a rilievo e anse, in forma di protomi egizie. Particolare, quest ultimo, che rimanda alle soluzioni analoghe adottate dalla manifattura Aldrovandi e diffuse nella terraglia bolognese. Nel 1794, infatti, il conte Carlo Filippo Aldrovandi Marescotti, seguendo l esempio del marchese Ghisilieri, fondatore della manifattura delle ceramiche di Colle Ameno, aveva aperto all interno del suo palazzo in via Galliera, oggi noto come palazzo Aldrovandi Montanari, una manifattura di terraglie ispirata ai modelli neoclassici inglesi di marca Wedgwood, ideati da Robert Adam. Anche i vasi monocromi custoditi nell attuale farmacia Zarri, con il loro stile neoclassico, testimoniano il passaggio d epoca tra Settecento e Ottocento. Sul bancone della sala vendita è esposta un antica fontana-profumeria in vetro e bronzo di fine Ottocento; qui veniva versata l aromatica Acqua di Bologna, un profumo del quale si è perduta la ricetta. I clienti intingevano nell acqua un fazzoletto e poi lo mettevano in tasca. Oggi la fontana-profumeria fa ancora bella mostra di sé sul bancone, ma è ovviamente vuota. Molto interessante è anche la farmacia portatile, in mostra in una vetrina, costituita da una cassetta lignea originale corredata di strumenti. All esterno c è un insegna con l iscrizione Reale farmacia Zarri. Fondata nel 1814 e l elegante orologio con decori floreali in ferro battuto realizzato da Alfredo Tartarini e riconducibile al gusto dell Aemilia Ars, la società di arte e di alto artigianato fondata da Alfonso Rubbiani. 45

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