Le diete per il post- Feste ALIMENTAZIONE. a tempo pieno. Varie. Medicina. Salute. gennaio/febbraio n. 151

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1 gennaio/febbraio 2012 ivere n. 151 a tempo pieno Medicina Influenza e attività fisica L herpes labiale Salute La compliance: che cos è? Varie Le terme: non solo relax ALIMENTAZIONE Le diete per il post- Feste

2 2 EDITORIALE Vivere a tempo pieno is on Facebook! Care lettrici, cari lettori, I media sociali permettono anche di fare degli affari. Tuttavia il loro successo poggia soprattutto sulla voglia di contatto, di mettersi in scena, di prossimità, di spontaneità, insomma la voglia di essere, in un modo o nell altro, scoperti. Il Web lo permette: si stima che il 96% di tutti i giovani degli Stati evoluti partecipino, in una forma qualsiasi, alla vita dei media sociali. Anche le persone di mezz età (e più) se ne servono in maniera crescente, pur se il loro atteggiamento verso questa forma di comunicazione è altalenante: o partecipano, o non partecipano ancora, oppure rigettano l idea per il semplice fatto che fa perdere troppo tempo. Ma il fenomeno esiste ed ha un enorme influenza politica. Il progresso, specie quello elettronico, ha una velocità di propagazione sempre più alta. Il tempo necessario per totalizzare 50 milioni di utilizzatori, nei vari media, è stato di 3 anni per la radio, 13 per la tele, 4 per Internet, 3 per l ipod; in meno di 9 mesi, Facebook ha contabilizzato più di 100 milioni di iscritti! Ecco le principali piattaforme: Facebook la rete sociale del pianeta Youtube la principale comunità video al mondo Twitter la rete d informazione più diffusa Flickr un enorme sito di stoccaggio di foto in linea LinkedIn la rete sociale orientata ai contatti commerciali. All interno di questi siti, la combinazione ideale di funzionalità e design cattura l attenzione dell utente e contribuisce alla riuscita commerciale. I media sociali sono perciò adatti agli affari anche se, in realtà, sono fatti soprattutto per il cuore. Con loro ci si sente apparentemente meno soli Il fatto di fare conoscenza con nuove persone, di nutrire e intrattenere delle relazioni, di farsi conoscere ha preso oggi una nuova dimensione. Il mezzo utilizzato è il social network ; le reti sono mondiali. Ovviamente non rimpiazza i contatti con la clientela e i rapporti personali ma sicuramente li favorisce, su scala mondiale ma anche e soprattutto su scala regionale. Ennio Balmelli Portavoce OFCT StockLite / shutterstock (Copertina) DPiX Center / shutterstock FotografiaBasica / istockphoto.shock / shutterstock V ivere SIGLA EDITORIALE a tempo pieno SOCIETÀ VIVA SA INDIRIZZO Casella postale 5539, CH 6901 Lugano TELEFONO +41 (0) FAX +41 (0) Gli articoli impegnano soltanto la responsabilità degli autori. COMITATO DI REDAZIONE Mario Tanzi Presidente OFCT Dott. Giorgio Antognini già Presidente PharmaSuisse Ennio Balmelli Portavoce OFCT n. 151 gennaio/febbraio 2012 SOMMARIO MEDICINA 4 Influenza Combatterla con l attività fisica 10 Herpes labiale Il fuoco sulle labbra! 14 Cheloidi Quando la pelle cicatrizza male SALUTE 16 Compliance Così difficile rispettarla? ALIMENTAZIONE 20 Diete per il dopo-feste Rimettersi in sesto dopo gli stravizi! ODONTOIATRIA 22 Professioni Le professioni odontoiatriche VARIE 24 Terme Non solo benessere e relax PASSATEMPO 26 Cruciverbone Gioca e vinci un ducato d oro! HIGHLIGHTS 27 In farmacia La vetrina: gennaio-febbraio Find us on Facebook REDAZIONE M. SC. COM. VALENTINA TANZI Responsabile CRISTINA GEROSA Segretaria TIPOGRAFIA NEWPRINT SA

3 4 MEDICINA Influenza INFLUENZA: COMBATTERLA CON L ATTIVITÀ FISICA Su queste pagine ci siamo occupati di influenza in molte occasioni, trattandosi di uno dei mali più comuni e diffusi durante il periodo freddo dell anno, tra l autunno e la primavera. E naturalmente sono stati dati consigli e suggerimenti per affrontarla sia a livello preventivo che durante il decordella malattia, coadiuvando l azione dei farmaci specifici con il riposo, il giusto sonno, l assunzione di liquidi in quantità e tutto quanto viene consigliato non solo dal nostro medico e dal farmacista di fiducia, ma anche, come tradizione, dalle nostre nonne e mamme con i loro rimedi naturali ed empiricamente efficaci. Michele Castiglioni e La redazione I vantaggi Ovviamente tutti noi sappiamo che il movimento ha varie ripercussioni positive sulla salute: protezione cardiovascolare, mantenimento del peso corporeo ideale, rinforzo delle articolazioni, controllo ormonale, ritardo dell invecchiamento, azione psicologica. Ognuno di questi aspetti sarebbe sufficiente per valutare la possibilità o necessità di un impegno sportivo in qualsiasi momento della nostra vita. Alcuni degli effetti elencati, come la protezione cardiovascolare, sono particolarmente preziosi per le persone oltre i anni, suffragando ulteriormente la tesi secondo la quale l attività fisica è un toccasana per chiunque ad ogni età. Inoltre, le raccomandazioni di Promozione Salute Svizzera indicano che svolgendo 3 volte alla settimana un attività fisica si intende un attività che faccia sudare si ottengono benefici supplementari per la salute. L attività fisica è in effetti tra i temi prioritari delle principali istituzioni per la promozione della salute in Svizzera. Vogliamo qui concentrarci su un aspetto preventivo molto importante e spesso sottovalutato per vari motivi: il grande sostegno che può derivare da un attività fisica regolare nel prevenire i malanni stagionali. Naturalmente non stiamo parlando di frenetiche attività da sportivi d élite, le quali, oltre ad essere un impegno difficilmente affrontabile da chiunque non abbia 20 anni e una decisa propensione a fare dello sport la propria professione, si rivelano anche essere più dannose che utili. Stiamo invece parlando di un attività fisica regolare a bassa/media intensità che può essere intrapresa da persone di qualsiasi fascia d età: l importante è trovare il giusto modo di praticarla. Il plus: rafforzare il sistema immunitario Ed eccoci al nostro focus: può un attività fisica regolare aiutarci a contrastare l insorgere dell influenza? Può coadiuvare il nostro corpo nella sua cura, a fianco di una normale terapia antinfluenzale? La risposta ad entrambe le domande è sì e sono davvero numerose ormai le conferme mediche in questo senso. Ad e sempio, una ricerca pubblicata sul British Journal of Sports Medicine da un gruppo di ricercatori dell Università del North Carolina, condotta nell autunno-inverno del 200 su adulti del Wisconsin fra i 1 e gli 5 anni, ha messo in evidenza che tra coloro che dichiararono di essere fisicamente attivi almeno 5 giorni alla settimana i sintomi del raffreddore furono accusati il % di meno rispetto Kurhan / shutterstock

4 6 MEDICINA Influenza 7 GLI SVIZZERI E L ATTIVITÀ FISICA* La percentuale delle persone fisicamente inattive ha raggiunto l apice nel 1997 (39 %) per poi scendere di nuovo al 32 % nel La percentuale delle persone fisicamente attive è aumentata tra il 1992 (26 %) e il 2007 (32 %). La quota di ragazzi (11-15 anni) inattivi o solo moderatamente attivi è diminuita tra il 1994 e il 2006, passando dal 36 al 30 %, ma è tuttavia ancora molto elevata. I chilometri percorsi annualmente a piedi sono raddoppiati dal 194 al 2005 (365 contro 754 km/anno). La durata dei tragitti giornalieri percorsi a piedi e/o in bicicletta è aumentata dal 2002 al 2007, passando dal 49 al 57 %. La percentuale di ragazzi (11-15 anni) attivi, vale a dire che praticano un attività sportiva al di fuori dell orario scolastico per un totale di 4 o più ore settimanali, non ha subito variazioni tra il 1994 e il 2006 (37 %). Tra il 2004 e il 2007, l attività fisica praticata durante la vita quotidiana e l orario di lavoro è praticamente restata invariata (25 % delle persone intervistate). Il numero di giovani (10-20 anni) che partecipano alle offerte promosse da Gioventù+Sport è rimasto relativamente costante negli ultimi 5 anni ( partecipazioni ogni anno). Il numero di adesioni, in qualità di membri attivi, alle 1 associazioni di Swiss Olympic si è stabilizzato nel 2004 (2,04 milioni), dopo essere diminuito tra il 1995 e il 2000, passando da 2,39 a 2,06 milioni. Dopo un aumento registrato tra il 199 (292 km/anno) e il 2000 (355 km/anno), nel 2005 (25 km/anno) è stata rilevata una diminuzione nel numero di chilometri percorsi annualmente in bicicletta dalla popolazione di età superiore ai 10 anni. * Dati dell Ufficio federale della sanità pubblica (2010). a chi faceva del moto solo 1 volta ogni 7 giorni. Dai risultati è emerso che una buona forma fisica riduce tra il 31 e il 41% anche la probabilità di accusare sintomi peggiori rispetto ai sedentari. Come fare movimento Come detto all inizio, stiamo parlando di attività fisica moderata, senza ovviamente gli eccessi di quella agonistica o di una amatoriale molto intensa, anche perché questi casi possono diventare controproducenti, sottraendo e nergie alla resistenza naturale dell organismo. Durante un attività fisica impegnativa si verifica: il calo del tasso di produzione delle immunoglobuline; la diminuzione della capacità delle cellule NK (Natural Killer) di uccidere i virus; la riduzione del numero dei linfociti immessi nel sangue. Esattamente il contrario di quanto avviene quando si pratica un attività fisica moderata. In pratica, il rischio di ammalarsi in base all intensità del movimento prati cato è: sedentari = medio-alto; soggetti che praticano una regolare e moderata attività sportiva = basso; atleti (professionisti) o dilettanti sottoposti a sforzi eccessivi = alto. Sempre secondo Promozione Salute Svizzera, la pratica quotidiana di 30 minuti di un attività fisica (leggero affanno) può aumentare in modo considerevole lo stato di salute di uomini e donne di tutte le età. Si tratta quindi di trovare nel quotidiano oppure un giorno sì e uno no una piccola parentesi per muoversi. Che sia una passeggiata, una nuotata o semplicemente portare fuori il cane mattina e sera, l importante è acquisirne l abitudine: l influenza sarà meno pesante e se ne andrà prima! Perché l attività sia efficace deve quindi essere sufficientemente continua e intensa. Molti pensano che possa facilitare le patologie da raffreddamento soprattutto in quei casi in cui viene svolta in condizioni disagevoli, climaticamente parlando. In realtà ciò è vero quando l individuo non è allenato o è sottoallenato INFLUENZA O RAFFREDDORE? Non è semplice capire, durante i periodi più freddi, se si è entrati in contatto con un banale raffreddore da virus (R) oppure con l influenza stagionale (I). Mentre il raffreddore non porta, in genere, a complicazioni, l influenza è una patologia più seria, che in alcuni casi può avere gravi conseguenze. L influenza richiede cure mediche. Inoltre si consiglia di prevenirla ricorrendo alla vaccinazione, la quale non protegge, comunque, dai raffreddori. Insorgenza dei sintomi I Fulminea R Graduale Febbre I Frequente: da 37,7 C fino a 40,0 C R Rara: solitamente 0,5 C più del normale Dolori muscolari I Forti, frequenti R Rari Tosse (secca) I Forte, frequente R Da leggera a moderata Dolori articolari I Forti, frequenti R Rari Mancanza di appetito I Frequente R Rara Mal di testa I Forte, frequente R Leggero, raro Malessere I Forte R Leggero Senso di debolezza I Intenso, per 2/3 settimane R Leggero, di breve durata Dolori al petto I Forti, frequenti R Da leggeri a moderati Naso chiuso I Occasionale R Frequente Starnuti I Occasionali R Frequenti Mal di gola I Occasionale R Frequente (come succede a chi pratica ciclismo solo alla domenica). Se l individuo è allenato, può tranquillamente superare le avversità del clima senza temere per la sua salute perché il corpo si abitua a convivere con situazioni sfavorevoli. Non cercate di difendervi dal clima considerandolo un nemico, ma praticate sport fondendovi con ciò che vi circonda. L errore fondamentale di chi pratica sport all aperto è spesso quello di coprirsi in maniera eccessiva o di rinunciare quando cade una goccia di pioggia o tira un alito di vento. Questo atteggiamento mentale in realtà è la prova più evidente che si considera il proprio fisico troppo debole, impedendogli di allenarsi ad affrontare ogni avversità atmosferica. E senza allenamento non c è miglioramento. Le regole da seguire Evitare per quanto possibile i mezzi di trasporto minuti a piedi (o in bicicletta) sono un toccasana. Porsi dei piccoli obiettivi settimana per settimana Alla lunga diventa

5 9 CONSIGLI UTILI Cosa fare e cosa evitare per valorizzare l attività fisica nel prevenire i malanni di stagione: È la qualità degli indumenti che crea l effetto caldo Indossare quindi tessuti che permettono di trattenere il calore del corpo. A contatto con la pelle vanno bene il cotone e la seta e, sopra, la lana. Evitare indumenti attillati o comprimenti, perché in inverno il sangue circola meno in superficie e maggiormente in profondità Poiché ciò è alla base della sensazione di freddo, con indumenti larghi il sangue circola meglio a livello cutaneo. Quando si esce, meglio vestirsi a strati, per liberarsi eventualmente di una parte degli abiti entrando in un luogo riscaldato. Proteggersi, soprattutto in giornate fredde e ventose, con sciarpe di lana o anche di seta. Soprattutto chi vive nelle grandi città dovrebbe avere l accortezza di coprire anche la bocca. D inverno, preferire un bagno caldo piuttosto che una doccia, perché riscalda e rilassa di più Inoltre, nell acqua si possono sciogliere essenze di piante balsamiche utili sia all apparato respiratorio che alla pelle, come pino, lavanda, timo ed eucalipto. Per un azione antinfiammatoria si può aggiungere un estratto di artiglio del diavolo, ottimo nei confronti dei dolori di tipo artrosico. Il cosiddetto colpo d aria potrebbe mietere meno vittime se trovasse organismi allenati a convivere con il freddo Per questo motivo è opportuno mantenere nell abitazione una temperatura di 20 C, anche aprendo ogni tanto le finestre. Umidificare gli ambienti, magari migliorandola con essenze di timo, verbena o eucalipto. Per contrastare l insorgere del raffreddore si può bere succo di cipolla. È diuretico, antireumatico e svolge anche una funzione antisettica per le vie respiratorie. Durante l influenza occorre seguire una dieta ricca di liquidi come spremute, succhi di frutta e verdura. Quando si accusa un dolore retrosternale, le vecchie polentine di farina di semi di lino sul petto, tanto care alle nostre nonne, sono ancora miracolose. Per prevenire e curare il mal di gola è consigliabile assumere quotidianamente della tintura madre di propoli Quando la gola brucia troppo, questo rimedio è preparato con l aggiunta di glicerina, per evitare di irritarla ulteriormente con la piccola quantità di alcol presente in genere nelle tinture madri. Per un effetto antidolorifico ed antinfiammatorio si può anche ricorrere a gargarismi quotidiani a base di decotto di equiseto, fiori d arnica e fieno greco. un abitudine. Non strafare Il cuore deve essere moderatamente sollecitato. Essere costanti Non serve muoversi per una settimana e poi star fermi per un mese. Se si ha la possibilità, trovare un attività che vi stimoli veramente La noia è nemica della costanza. Attenzione, se l influenza è in corso, non fare attività fisica Se poi, nonostante le precauzioni e il buono stato di forma, si è comunque colpiti dalla febbre, non illudersi nella convinzione che sudare faccia bene. Infatti in questo modo si peggiora solo la situazione. Evitare l attività fisica fino ad una settimana dopo l influenza, soprattutto se si è poco allenati I virus dell influenza colpiscono, oltre alle vie respiratorie, anche le cellule muscolari. Inoltre, non rispettando una corretta convalescenza, strappi e stiramenti sono dietro l angolo. MORE INFOS Sito internet della campagna di prevenzione dell Ufficio federale della sanità pubblica

6 10 MEDICINA Herpes labiale 11 HERPES LABIALE: IL FUOCO SULLE LABBRA! La febbre è una malattia virale molto contagiosa, sgradevole ed inestetica. Colpisce quasi il 90 % della popolazione svizzera e si manifesta con crisi più o meno ravvicinate. La redazione Chi è soggetto alla comparsa di herpes sulle labbra sa bene quanto questa infezione sia fastidiosa, dolorosa oltre che antiestetica! Inoltre, si manifesta sempre nei momenti meno opportuni: prima di un appuntamento importante, di una cerimonia o di una gara. Che cos è? L herpes labiale è una malattia infettiva causata da un virus l Herpes simplex di tipo I (HSV1), appartenente alla famiglia Herpesviridae che si manifesta sulle labbra con una fastidiosa eruzione vescicolare su base eritematosa. Le comuni febbri sono tipicamente raggruppate a grappolo e precedute da bruciore e prurito. LE Statistiche L herpes labiale è una delle malattie infettive più frequenti al mondo: circa il 70-90% degli adulti sono portatori del virus, tuttavia senza che necessariamente si manifesti la patologia. Quindi la stragrande maggioranza ha avuto almeno un contatto nel corso della sua vita. In circa metà dei portatori il virus diventa attivo, provocando la formazione di vescicole sulle labbra 1-2 volte all anno. Sfortunatamente il 5-10% dei portatori subisce più di 6 recidive all anno (fino a ). Come si manifesta Generalmente i sintomi premonitori si manifestano 6-12 ore prima della comparsa dell eritema, cioè nella fase di arrossamento che è parte integrante del processo infiammatorio, il quale precede la formazione delle lesioni labiali. I primi sintomi sono: prurito fastidioso, pizzicore, formicolio; senso di tensione alle labbra. Alcuni sentono anche dolori o bruciori nella parte interessata. La virulenza del virus ha una durata complessiva di ore. Le antiestetiche lesioni guariscono completamente, anche se non curate, solo dopo -10 giorni. Le vescicole compaiono nei primi 3 giorni, con l emissione di un liquido chiaro e trasparente contenente i virus. Accompagnate tutt intorno da rossore, diventano poi rapidamente opache. Le singole vescicole possono ingrandirsi fino a formare un unica piaga estesa che poi scoppia e origina la tipica crosticina giallastra, la quale, seccandosi, normalmente non lascerà una cicatrice. Le vescicole si manifestano soprattutto sulle labbra, talvolta anche su guance, mucosa nasale (narici) o oro-faringea, palato, lobi delle orecchie o negli occhi; raramente sulle natiche. Il dolore a livello delle vescicole è spesso pungente (formicolio), brucia e dà molto prurito, fastidi che possono durare per più giorni (7-10). Talvolta assieme all herpes possono comparire anche affaticamento, mal di testa e febbre. Una volta che l herpes è guarito, i virus responsabili non scompaiono ma, in uno stato latente, rimangono posizionati nei gangli nervosi (nervo trigemino) alla base del collo. Sono sempre pronti ad apparire in qualsiasi momento di stato di debolezza del loro inconsapevole portatore, migrando attraverso i nervi e colpendo spesso la stessa parte lesa. L herpes è nella maggior parte dei casi una malattia benigna. Tuttavia, il virus può propagarsi ad altre parti del viso o del corpo e in alcuni casi, come ad e sempio se interessa gli occhi, richiede assolutamente il parere di un medico. Inoltre alcune categorie di persone, come quelle immunodepresse (AIDS, ), possono presentare complicazioni più gravi. IL RESPONSABILE Il virus Herpes simplex di tipo I (HSV1) può essere molto contagioso e si trasmette per contatto diretto (lesioni o gioccoline di saliva) tra 2 persone. L HSV1 è un virus parassita che vive solo se ospitato all interno di una cellula umana: lontano da questo habitat necessario alla sua sopravvivenza è destinato a soccombere rapidamente. Infine, non conferisce immunità: perciò esiste una recidiva delle lesioni. Pure il virus di tipo II (HSV2) può talvolta essere la causa dell herpes labiale, anche se normalmente è all origine di quello genitale. Di solito il primo contagio avviene in giovane età e spesso è asintomatico: tuttavia, chi è stato contagiato dal virus lo porta nell organismo per tutta la vita. Levent Konuk / shutterstock Lo scorso ottobre alcuni ricercatori statunitensi della Utah School of Medicine di Salt Lake City e della University of Massachusetts Medical School di Worcester hanno dimostrato che il motivo per cui solo una parte della popolazione sviluppa l herpes labiale è probabilmente riconducibile a fattori genetici. In effetti, i loro studi hanno evidenziato che il gene C21orf91 del cromosoma 21 presenterebbe diverse varianti e queste differenze spiegherebbero perché alcune persone manifestano la malattia, mentre altre non presentano alcun sintomo pur essendo a loro volta portatrici del virus. LE CAUSE E LA Prevenzione Le eruzioni di herpes labiale sono generalmente il risultato di stress fisico o psicologico. Come visto in precedenza, una volta che è stato contratto il virus, ci sono alcuni fattori che possono favorirne la comparsa come, ad esempio: i raggi del sole, in particolare gli UVB, ma anche gli UV sintetici (solarium) Il sole è responsabile del 15-25% delle recidive. Se l eruzione delle vescicole erpetiche si ripete dopo un esposizione prolungata o in caso di forte irraggiamento (ad esempio in montagna o al mare), sarà necessario difendere le labbra con un prodotto solare ad alto grado di protezione (per esempio indice 50+). Oltre a proteggerle, le i drata e previene le recidive. Ricordarsi che bisogna fare diverse applicazioni nell arco della giornata. Le malattie infettive come influenza, sindro me influenzale, raffreddore o più in generale la febbre. Le infezioni batteriche. I problemi psichici o nervosi, come stress psicofisico (troppo lavoro, ), uno shock emozionale o traumi. Il freddo. L indebolimento del sistema immunitario In caso di forte affaticamento, anche dopo un cambiamento di orari o in caso di jet-lag, debolezza fisica, malattie che coinvolgono il sistema immunitario (AIDS, ) o trattamenti farmacologici che lo debilitano. Il ciclo mestruale, la gravidanza e le variazioni ormonali. I disturbi digestivi, gli squilibri alimentari o l aver mangiato particolari cibi (alcuni insaccati o formaggi). Quindi, se possibile, questi fattori vanno evitati per prevenire la comparsa dell herpes labiale. È anche importante rafforzare il sistema immunitario, seguendo un alimentazione equilibrata, praticando un attività fisica, riposando e dormendo a sufficienza. Anche curare le labbra, mantenendole morbide e idratate, aiuta comunque a prevenire l herpes. La diagnosi dell herpes labiale consiste in una serie di domande mirate, soprattutto in merito alla possibile trasmissione, e generalmente non ricorre a degli esami del sangue o ad ulteriori analisi. Per le persone soggette a recidiva (più di 6 attacchi all anno), il medico può prescrivere degli antivirali a titolo preventivo da assumere quotidianamente. Ciò può essere utile per evitare a tutti i costi di avere l herpes in un giorno particolare (matrimonio, colloquio di lavoro, presentazione importante,...). Terapia La regola più importante è conoscere il proprio nemico. Per organizzare una difesa precoce ed efficace è fondamentale agire sin dai primi sintomi, soprattutto per coloro che soffrono di recidiva. Per curare i sintomi dell herpes labiale leggero e localmente limitato, oggi si usano soprattutto delle creme, alcune disponibili anche senza prescrizione medica. Purtroppo i trattamenti contro l herpes labiale a disposizione attualmente curano i sintomi e non la causa: non sono in grado di curare definitivamente la patologia ed è quindi necessario ripetere i trattamenti con la ricomparsa dei primi pizzicori. Bambini, donne in gravidanza e pazienti con herpes nella regione oculare o con un decorso grave della malattia dovrebbero assolutamente consultare un medico. Ciononostante, generalmente l herpes labiale non è una malattia pericolosa, tuttavia i sintomi possono essere sgradevoli e avere anche delle ripercussioni psicologiche. I farmaci Alla comparsa dei primi sintomi bisogna, come detto, intervenire tempestivamente con un trattamento topico specifico a base di principi attivi

7 12 MEDICINA Herpes labiale 13 CONSIGLI UTILI Non toccare le vescicole perché la malattia potrebbe trasmettersi anche ad altre parti del corpo (dita, viso, occhi e genitali). Non grattare, né pungere mai le vescicole perché potrebbero penetrarvi dei batteri che si moltiplicano nella piaga, pregiudicando la guarigione oltre a favorire la formazione di cicatrici. Ogni volta che si toccano le vescicole lavare bene le mani, anche prima e dopo aver applicato la crema contro l herpes. Rispettare le regole igieniche Non condividere bicchieri, posate, utensili da cucina, asciugamani, spazzolini da denti, creme per le labbra, burro di cacao, rossetto, fazzoletti, Cambiare tutti gli asciugamani, gli spazzolini da denti e le lenzuola a guarigione avvenuta. Fare attenzione con le lenti a contatto Non umidificarle con la saliva, per evitare il rischio di contaminare l occhio. Per evitare irritazioni, non ricoprire la superficie delle piaghe con cosmetici o del trucco. A causa dell elevato pericolo di contagio durante l eruzione, non baciare nessuno, soprattutto nei momenti di picco (fase acuta). Evitare il contatto intimo con il/la partner. Prestare molta attenzione ai contatti con i neonati, perché l herpes labiale potrebbe essere pericoloso per loro e i bambini con eczemi, dato che hanno ancora un sistema immunitario immaturo. Le puerpere affette dovrebbero assolutamente portare una mascherina protettiva, oltre a lavarsi bene le mani prima di allattare o entrare in contatto con il proprio bambino, come, ad esempio, cambiando il pannolino. antivirali: il più conosciuto e tra i più efficaci è l aciclovir. Grazie al loro meccanismo d azione inibiscono la moltiplicazione del virus erpetico, permettendo di contenere l esplosione della formazione di vescicole. Applicare una quantità di crema pari a una capocchia di spillo e ripetere l applicazione ogni 4 ore (cioè 6 volte al giorno), con una pausa durante la notte. La durata del trattamento abituale è di 5 giorni. Esistono anche altre molecole affini all aciclovir, che hanno anch esse un effetto positivo, come il penciclovir. Altri farmaci (valaciclovir e famciclovir) sono sotto forma di compresse ed è consigliabile assumerli solamente in caso di attacchi gravi e frequenti (più di 6 all anno) e sotto prescrizione me dica. Parlate con il vostro medico per farvi prescrivere il prodotto più adatto al vostro caso. Se la fase iniziale della patologia non viene trattata in tempo, si assiste alla formazione delle dolorose vescicole. A questo punto è importante ridurre l infiammazione e aiutare la guarigione e la cicatrizzazione delle parti lese, trattando l herpes fino alla guarigione. È possibile continuare con l applicazione di una crema a base di aciclovir o di un altro antivirale (penciclovir, ). Si possono usare anche creme a base di solfato di zinco liberamente in vendita in farmacia: servono per disinfettare e seccare le vescicole e vanno generalmente applicate con la comparsa dell herpes. Il solfato di zinco e l eparina sono 2 principi attivi che danno ottimi risultati, soprattutto in associazione. È importante continuare comunque una delle terapie per 3 giorni dopo la scomparsa dei sintomi. Si possono anche usare dei patch invisibili, da applicare sull herpes, a base di idrocolloide. Efficaci per favorire la formazione di croste, aiutano la cicatrizzazione, limitano la sensazione di bruciore o di dolore, impedendo di contagiare altre persone. Quando le crosticine scompaiono è consigliabile applicare una crema disinfettante o una crema a base di lisozima più volte al giorno. La fitoterapia Sono varie le piante che possono alleviare i sintomi e accelerare il processo di guarigione dell herpes. Il limone, frutto medicinale per eccellenza, trova applicazione anche nella cura di afte e nella pulizia dei denti: il limonene, presente negli oli essenziali dei frutti del genere Citrus, grazie alle sue particolari capacità antivirali è molto utile anche nella cura dell herpes. Bisogna però evitare l esposizione al sole dopo il trattamento. Altro rimedio è la melaleuca o tea tree, detto anche albero del tè: l olio essenziale estratto dalle sue foglie ha proprietà antivirali, antinfettive germicida, battericida e fungicida ed è anche un buon analgesico. Anch essa trova impiego in svariate patologie del cavo orale: la sua azione risulta molto efficace se tempestiva. Tamponature della parte interessata al primo stadio di formazione dell herpes attenuano il dolore e limitano lo sfogo, facilitandone la guarigione. Gli oli essenziali di melissa, applicati in pomata sulla vescicola, esercitano un effetto antivirale e alleviano efficacemente l herpes labiale. Esistono anche preparati a base di altri oli essenziali come timo, ginepro, maggiorana o ravensara. Ancora più efficace è forse una miscela di oli, preparata con 20 ml di olio d iperico, 5 ml di olio essenziale di melaleuca e 5 ml di olio essenziale di lavanda: la si può spalmare delicatamente sulla zona interessata dalle lesioni, 3-4 volte al giorno. Per applicazioni locali si possono utilizzare anche la calendula, l Hypericum e i propoli al 20%: questi rimedi vanno applicati localmente dopo essere stati diluiti in un uguale quantità d acqua. Sempre per ridurre i sintomi, si possono eseguire delle toccature con un po di cotone avvolto su un bastoncino, 2-4 volte al giorno, a base di tintura madre di echinacea o propoli. Vanno alternate con delle toccature di succo di limone o essenza di melissa. Durante la notte si può applicare un legge ro strato di propoli in pomata. Se si soffre frequentemente di herpes labiale, la fitoterapia consiglia di assumere: rosa canina Tintura madre, 30 gocce, 1-2 volte al giorno; echinacea Tintura madre, 30 gocce, 1-2 volte al giorno; propoli 30 gocce di tintura madre in 1 cucchiaio di miele. L omeopatia Esistono anche diversi rimedi omeopatici, ad esempio: Vaccinotoxinum 30 CH o 9 CH Da prendere già ai primi sintomi, 2-3 volte al giorno. Rhus toxicodendron 9 CH o 7 CH Generalmente in granuli. Il trattamento di base consiste in 3 granuli alla volta, da ripetere durante la giornata (per esempio 3-6 volte al dì), lontano dai pasti, riducendo l assunzione secondo il miglioramento ottenuto. Si usa quando la lesione compare con piccole vescicole piene di liquido chiaro, estremamente pruriginose, che appoggiano su pelle arrossata. Inoltre, il prurito non passa grattando e migliora col calore. Ranunculus bulbosus 5 CH Stesso dosaggio di Rhus, quando le vescicole sono piene invece di un liquido più scuro, bluastro o addirittura sanguigno. Mezereum 9 o 5 CH Stesso dosaggio di Rhus, quando il contenuto delle vescicole è denso, giallastro, talora addirittura purulento e il prurito/ bruciore locale è sempre molto intenso. Prendere i granuli fino alla comparsa delle croste. Cantharis 5 CH Stesso dosaggio di Rhus, quando le vescicole contengono del liquido chiaro e si sollevano da pelle in apparenza assolutamente sana, come nel caso delle scottature. Kalmia 9 CH Se le vescicole appaiono anche sul volto. Assumere 4 granuli fino alla comparsa delle crosticine. Nel caso in cui le caratteristiche delle lesioni sono molto ben definite si può arrivare all assunzione dei rimedi Rhus, Ranunculus, Mezereum e Cantharis in dose unica 200 CH o a dosi ancora più alte. L utilizzo del rimedio Sulphur, anche ad alte diluizioni, viene prescritto dal medico omeopatico ai soggetti che presentano spesso un alternanza tra malattie interne e patologie cutanee come l herpes. Capita spesso che l herpes scoppi in luoghi dove è impensabile trovare una farmacia omeopatica. In questi casi si può adottare una tecnica di trattamento isopatico, che si dimostra sempre efficacissimo: prendere una minima quantità della propria urina, fatta dopo la comparsa dei primi sintomi. Metterne 1 cucchiaino da caffè in 1 bottiglia di vetro, come quelle dell acqua minerale. Riempirla per metà con acqua di rubinetto. Tapparla e scuoterla verticalmente, per almeno 50 volte. Rovesciare il contenuto nel lavandino. La quantità di questa prima diluizione di urina rimasta attaccata alle pareti della bottiglia è sufficiente per preparare una seconda diluizione, seguendo il medesimo procedimento. Il tutto va attuato 4 volte, dopodiché si ottiene circa mezza bottiglia di rimedio. Si noti che è più facile eseguire i vari passaggi che spiegare l intero procedimento: infatti bastano solo 3 minuti per ottenere la medicina. Mettere direttamente sotto la lingua una decina di gocce 3-4 volte al giorno: ci si accorgerà che il gonfiore, il rossore e anche il dolore diminuiranno subito di intensità. Poiché la preparazione isopatica è prodotta a partire da secrezioni di un singolo individuo, la soluzione ottenuta deve essere utilizzata solo ed esclusivamente dalla persona a cui apparteneva l urina. Gli oligoelementi In persone che spesso soffrono di herpes va impostato un trattamento preventivo assumendo una dose quotidiana di una miscela di oxiprolinati. In fase acuta, è sempre indicato anche Rame-Oro-Argento, di cui prendere 3 o 4 misurini al giorno fino alla scomparsa dei sintomi. L alimentazione Fa che il cibo sia la tua medicina : questa massima dalle origini antiche, figlia di Ippocrate, può trovare conferme anche nella lotta contro l herpes. Più che di cura, comunque, è meglio parlare di prevenzione, dal momento che questa patologia non può essere sconfitta in maniera definitiva ma tuttalpiù resa inoffensiva. Parimenti, la dieta contro l herpes non ha alcuna valenza curativa quando la malattia si trova nella fase acuta. È quindi irrealistico sperare che le fastidiose bollicine regrediscano per merito di LISINA E ARGININA Uno dei consigli più diffusi, quando si parla di dieta contro l herpes, è di aumentare l apporto alimentare di lisina riducendo quello di arginina; quest ultimo amminoacido, infatti, sembra promuovere la replicazione dei virus dell herpes, che sintetizzano proteine molto più ricche di arginina rispetto a quelle umane. Alla lisina è ascritta la capacità di antagonizzare l arginina dal punto di vista metabolico, competendo con essa in varie reazioni biologiche. Questo consiglio si traduce, in termini pratici, nel ridotto consumo di alimenti come arachidi, noci, nocciole, zuccheri raffinati, frutta secca in genere e cioccolato, preferendo cibi in cui il rapporto arginina/lisina è inferiore, come proteine animali (carne e pesce), latticini e legumi. Inoltre, andrebbe posta particolare attenzione ai metodi di cottura in grado di preservare o rendere meno biodisponibile la lisina; secondo alcuni studi, la quantità di lisina biodisponibile è ridotta da temperature di cottura troppo elevate, o dall associazione ad uno zucchero riducente (ad esempio fruttosio, glucosio o lattosio), saccarosio o lievito durante la cottura. La presenza di umidità, invece, sembra preservare la lisina biodisponibile; per quanto detto la cottura al vapore e la bollitura sono in tal senso metodi preferibili alla frittura e alla cottualla griglia. Per quanto riguarda eventuali integrazioni alimentari, si suggerisce l assunzione di 500/1000 mg di lisina 2-3 volte al giorno, mentre va evitata la specifica supplementazione di arginina tanto cara ad alcuni sportivi. In caso di manifestazione erpetica attiva, l integrazione di lisina andrebbe spostata verso la dose massima del range consigliato. alimenti miracolosi, anche se l integrazione di specifici nutrienti ad alte dosi ha dimostrato risultati incoraggianti. Quando si vogliono migliorare delle difese immunitarie un po carenti è infatti importante assumere le giuste dosi di vitamine e minerali. In particolare l alimentazione deve assolutamente soddisfare il fabbi sogno di vitamina A, C, E, magnesio e ferro. Alimenti particolarmente indicati per migliorare l efficienza del sistema immunitario sono gli agrumi, le alghe, l echinacea, i prodotti dell alveare (miele, pappa reale e propoli) e quelli ricchi di lisina. Per contro, evitare alcolici, carboidrati raffinati e zuccheri e i cibi ricchi di arginina.

8 14 MEDICINA Cheloidi CHELOIDI: QUANDO LA PELLE CICATRIZZA MALE Una caduta dalle scale, un incidente d auto o un intervento chirurgico: molte situazioni della vita lasciano il segno sotto forma di cicatrici più o meno estese. La redazione Una cicatrice più o meno evidente non costituisce un rischio vitale, ma può causare problemi di insicurezza, difficoltà a relazionarsi e ad avere una serena vita di coppia. I FATTORI CHE INFLUISCONO La qualità di una cicatrice dipende in larga parte dal modo in cui la cute di un soggetto tende a guarire e, in misura minore, dal tipo di evento che l ha originata e dalle precauzioni adottate durante la fase di guarigione. Le variabili che influiscono sulla formazione di una cicatrice sono: carnagione Chi l ha chiara ha una maggiore probabilità di presentare cicatrici di buona qualità rispetto a chi l ha scura (mediterranea). Regioni del corpo le cicatrici tendono per costituzione a risultare più evidenti, ad esempio, nella regione toracica, dietro le orecchie e sulle spalle. Esistono tuttavia delle situazioni in cui le probabilità di formazione di una brutta cicatrice sono indipendenti dalle caratteristiche del soggetto, come nel caso di ustioni di II grado profondo o di III grado o in seguito a traumi complessi. COS È un cheloide? Di questa patologia vi sono ampie descrizioni già nei papiri egiziani, ma il termine cheloide dal greco, simile alle chele del granchio fu coniato nel 106 dal dermatologo francese Jean Louis Alibert, proprio per indicare la sua crescita interna, oltre a quella esterna. Inizialmente si presenta come una normale cicatrice, ma in seguito si rileva e si estende, superando i limiti della lesione iniziale. È una normale proliferazione di fibroblasti, localizzata nel derma profondo e caratterizzata da: produzione di grandi quantità di collagene, che gli conferiscono una consistenza dura; sopraelevazione; superficie liscia, traslucida e priva di peli; estensione in senso laterale nei tessuti circostanti; crescita continuata ad andamento intermittente; assenza di regressione significativa; profonda tendenza a recidivare dopo l ablazione. Nel periodo iniziale o durante quelli di vivace accrescimento la lesione tende ad essere rossastra, violacea e tesa, con intensa vascolarizzazione e piccoli vasi, visibili sotto la superficie epiteliale. In fasi più tardive o di quiescenza il cheloide è meno denso e vascolarizzato, ma resta sopraelevato e più fisso del tessuto normale. Il fattore scatenante di un cheloide è per lo più u na lesione traumatica, di qualsiasi natura: interventi chirurgici (tiroide, mammella, parto cesareo, ecc.), indipendentemente dal medico o dalla qualità del suo operato; ustioni; vaccinazioni; piercing; escoriazioni e peeling; sequele di lesioni acneiche; punture e morsi d insetto; follicoliti. È da notare che alcune persone hanno una naturale predisposizione a formare cheloidi. Il cheloide ha una spiccata predilezione per la metà superiore del corpo (capo, collo, petto, spalle e braccia). La distribuzione è centripeta, cioè la maggior densità delle lesioni si ha sulla linea mediana capo, collo e petto. Inoltre, i cheloidi tendono a crescere lungo, piuttosto che attraverso, le linee cutanee, qualunque sia l iniziale orientamento della lesione. Il prurito e il dolore sono presenti contemporaneamente nella maggior parte dei casi, mentre l ulcerazione è più rara. Sono alquanto più comuni piccole aree di infezione con tramiti fistolosi drenanti, ponti cutanei e tasche. È POSSIBILE ELIMINARLI? A differenza di quanto comunemente si pensi, le ci catrici sono dei segni permanenti che non possono essere eliminati con nessuna tecnica chirurgica o trattamento medico, ma soltanto in parte migliorati nell aspetto (riduzione del volume, appiattimento, schiarimento e, raramente, pure la scomparsa della placca). In ogni caso, prima di ricorrere ad un intervento di revisione, è necessario attendere circa un anno dall evento che l ha determinata: infatti, la lesione va incontro a numerose trasformazioni che la rendono molto evidente soprattutto nei primi 3 mesi, fino a maturare e arrivare ad una conformazione definitiva. Crioterapia con azoto liquido È una metodica dermatologica indicata per il trattamento non invasivo di alcuni cheloidi. L azoto liquido non è altro che aria raffreddata a -196 C. Il freddo così erogato congela il tessuto bersaglio, formando dei cristalli di ghiaccio intracellulari che provocano la lisi meccanica e shock termico della cellula. Le metodiche più utilizzate sono quella spray e quella a contatto. Altre soluzioni Le infiltrazioni intralesionali di triamcinolone, praticate dal dermatologo con la tecnica della microtunnelizzazione, possono talora ridurre le dimensioni del cheloide, soprattutto se precedute da crioterapia. La luce pulsata a 560 nm può avere un azione solo sulla componente vascolare, ottenendo quindi un parziale schiarimento della placca. Il dermatologo al momento della visita può suggerire, a seconda dei casi, l applicazione di prodotti specifici come lamine autoadesive di poliuretano, creme a base di allantoina, cerotti medicati al cortisone, spray, medicazioni e gel di silicone. L impiego di farmaci topici come tacrolimus, pimecrolimus, ginpent e imiquimod è ancora in fase sperimentale. È possibile ricorrere anche a terapie alternative come infiltrazioni di cortisonici o metodi di compressione. Le preparazioni a base di aloe vera possono risultare utili in chiave preventiva: gli estratti di questa pianta grassa si sono infatti rivelati di una certa utilità nel contrastare gli esiti cicatriziali esuberanti. La chirurgia L asportazione con buona probabilità indurrebbe un nuovo trauma, innescando un nuovo ed abnorme processo cicatriziale, con formazione di un cheloide più grande di prima. Fedorov Oleksiy / shutterstock

9 16 SALUTE Compliance 17 COMPLIANCE: COSÌ DIFFICILE RISPETTARLA? Diabete, ipertensione, reumatismi... molte patologie costringono i pazienti ad assumere più di un farmaco al giorno. Bisogna tuttavia riconoscere che non sempre risulta facile seguire scrupolosamente la terapia. Il rischio di dimenticare qualche compressa aumenta quando gli orari di assunzione sono diversi, i foglietti illustrativi complessi o gli spostamenti frequenti. La redazione elemento chiave nel successo della terapia. Al contrario, si parla di inosservanza quando il paziente non la segue, una condizione questa che può far fallire la terapia e perfino mettere in pericolo la sua salute. La compliance è ridotta nelle persone non collaboranti e spesso negli anziani, nei quali è più difficile, per motivi fisici e psicologici, ottenere un beneficio completo da qualsiasi tipo di intervento medico. La scarsa compliance è un importante problema di salute pubblica. Consapevole del problema, l industria farmaceutica è alla ricerca di soluzioni per ridurre la frequenza delle assunzioni, grazie a forme galeniche innovative, quali cerotti, vaccini o compresse combinate. logico dell organismo. I betabloccanti agiscono meglio contro l ipertensione arteriosa durante la giornata, mentre l acido acetilsalicilico, a meno di effetti indesiderati sulla mucosa dello stomaco, è meglio assumerlo alla sera invece che al mattino. Frequenza Diversi studi hanno mostrato che i pazienti a cui è stata prescritta una dose 2 volte al giorno sbagliano più frequentemente di quelli a cui è stata data un unica dose quotidiana. Inoltre, le dimenticanze sono maggiori alla sera. Intervalli L assunzione dei medicamenti a intervalli regolari, ad esempio ogni ore, è estremamente importante per gli antibiotici, allo scopo di evitare la comparsa di qualche forma di resistenza. Durata Un interruzione precoce della terapia o un suo prolungamento contro la raccomandazione del medico sono spesso accompagnati dalla perdita di efficacia, nel primo caso, e da effetti indesirati nel secondo. Sospensione del farmaco per 3 o più giorni almeno una volta al mese Anche in caso di assunzione corretta, se il paziente interrompe il trattamento, ad esempio per un breve periodo, magari durante le vacanze, può determinarsi una riattivazione del dolore (effetto rimbalzo ) e favorire una forma di resistenza. Ciò vale anche per i pazienti con difficoltà economiche che tentano di far durare più a lungo la confezione del medicinale. Abbandono puro e semplice del trattamento. Farmaci non prescritti (automedicazione) o sbagliati Anche nel caso in cui la posologia sia perfettamente rispettata, l assunzione di un medicamento sbagliato comporta degli effetti i nattesi o non ha l efficacia prevista. Scopo, ossia l assunzione di farmaci per motivi errati. Sequenza Effetto camice bianco Un po come quando ci si pulisce più spesso i denti prima dell appuntamento col dentista, i pazienti cominciano generalmente a seguire le raccomandazioni del medico un po prima di una visita. Per questo motivo, può capitare che il professionista non si accorga che il soggetto non ha seguito la terapia in maniera ottimale per tutta la durata indicata. Ciò può causare dei possibili postumi o complicazioni a lungo termine che erano facilmente evitabili. EPIDEMIOLOGIA Secondo alcuni studi comportamentali, soltanto circa la metà dei pazienti che escono da uno studio medico con una prescrizione assume il farmaco secondo le direttive indicate: il 5% dei pazienti modifica la disposizione; il 21% le dosi terapeutiche prescritte; il 36% la durata della terapia. Come accennato in precedenza, i pazienti comunemente migliorano il proprio comportamento nei 5 giorni precedenti e successivi alla visita medica, in confronto a quello rilevato 30 giorni dopo, secondo il fenomeno dell effetto camice bianco. Uno dei dossier più completi sui problemi legati alla compliance è quello redatto dall OMS nel 2003 che dimostra come l inosservanza tocca generalmente le patologie croniche (circa 50% nei Paesi sviluppati), soprattutto quando la terapia si prolunga al di là dei primi 6 mesi di cura. I bambini sono meno portati degli adulti a seguire un piano terapeutico. In uno studio condotto su bambini con infezioni streptococciche per le quali e ra stato prescritto un ciclo di terapia penicillinica di 10 giorni, il 56% di essi ha interrotto l assunzione entro il 3 giorno, il 71% entro il 6 e l 2% entro il 9. Come per gli adulti, la compliance è peggiore nel caso di malattie croniche che richiedono trattamenti complessi e prolungati come il diabete giovanile o l asma. È possibile che i genitori non comprendano chiaramente le istruzioni contenute nella prescrizione e, sempre secondo diverse ricerche, sembra che già dopo 15 minuti dalla visita dimenticano circa la metà delle informazioni fornite. Inoltre i bambini possono non assumere il farmaco a causa del gusto sgradevole. Infine, spesso le persone più anziane possono assumere diversi farmaci contemporaneamente: il regime terapeutico può essere complesso e difficile sia da ricordare sia da seguire, aumentando quindi la probabilità di un interazione farmacologica indesiderata. MOTIVI Le ragioni per cui i pazienti tendono a non aderire La compliance è un termine inglese per a derenza, acquiescenza, condiscendenza o conformità, che consiste nel rispetto, da parte del paziente, di: prescrizioni mediche; istruzioni inerenti alla dieta, allo stile di vita e agli esami periodici di monitoraggio; posologie dei farmaci. In senso generale, la compliance è intesa come la disponibilità, sia consapevole che inconsapevole, del paziente ad accettare un presidio medico e a trarne il maggior giovamento possibile: in altre parole, è la corrispondenza tra il comportamento di una persona e le raccomandazioni fatte dai professionisti sanitari, concernenti un trattamento preventivo o curativo. Di conseguenza, l osservanza della compliance è un GLI ERRORI E LA RISPOSTA FARMACOLOGICA Prendere farmaci in modo non corretto è più comune di quanto non si pensi. I pazienti possono commettere vari tipi di errore in relazione all assunzione di uno schema terapeutico. Quelli più frequenti riguardano: dosaggio Il sovradosaggio, il sottodosaggio o un dosaggio errato possono provocare degli effetti eccessivi, indesiderati o non avere l efficacia prevista. Le compresse resistenti ai succhi gastrici possono, per esempio, danneggiare la mucosa dello stomaco se vengono spezzate. Ora Gli effetti dei medicamenti possono variare anche in funzione dell ora della giornata in cui si assumono. Per esempio il cortisone deve essere preso al mattino, rispettando l orologio bio FotografiaBasica / istockphoto

10 1 SALUTE Compliance 19 strettamente alle prescrizioni mediche sono varie e possono dipendere sia dal paziente stesso che dalla terapia/farmaco: Ragioni legate al paziente I comuni limiti della compliance sono sotto il controllo del paziente. Per questo è necessario richiamare la sua attenzione per poterla migliorare: Incomprensione delle istruzioni della prescrizione. Dimenticanza o, più appropriatamente, definita come rifiuto della malattia La necessità di assumere un farmaco è infatti un costante richiamo al fatto di essere malati. Negazione della malattia o del suo significato. Disturbi di memoria, psicologici (in particolare la depressione), cognitivi (handicap mentali), malattie psichiatriche o comportamenti indotti da dipendenza da alcool, droghe e antidepressivi. Apatia e disinteresse verso il proprio stato di salute. Handicap fisici. Difficoltà materiali (a deglutire compresse o capsule, ad aprire flaconi, a seguire in ogni punto la prescrizione, ). Mancanza di fiducia e convinzione verso i bebenefici e l efficacia del trattamento. Mancata comprensione dell importanza del farmaco, dello scopo per il quale esso viene somministrato o della modalità di somministrazione. Riduzione, variabilità o scomparsa della sintomatologia prima del completamento del ciclo terapeutico prescritto o, al contrario, ritardo della comparsa degli effetti attesi. Timori sull assunzione dei farmaci (effetti indesiderati o dipendenza). Preoccupazioni e fattori di natura economica. Eventuale pagamento o copagamento del medicamento. Problemi sociali, famigliari o professionali. Trattamento di malattie asintomatiche. Mancanza di conoscenze sulla malattia. Scarsa relazione o difficoltà relazionali con il medico/personale curante. Presenza di barriere per il trattamento (distanza dalle strutture ospedaliere o mancanza di inquadramento medico). Appuntamenti mancati. Inadeguato controllo a distanza o inadeguata pianificazione del trattamento (intervalli fra le visite). Ragioni legate al farmaco Effetti indesiderati (reali o supposti). Complessità del protocollo terapeutico (somministrazioni frequenti, molti farmaci diversi, ). Farmaci con aspetto simile. Odore o sapore sgradevole. Precauzioni poco gradite o troppo restrittive (eliminazione dell alcool, dei formaggi, ). Gli indicatori sono un utile risorsa per il medico allo scopo di aiutarlo ad identificare i soggetti che hanno necessità di un intervento in merito. D altra parte i medici stessi contribuiscono talvolta alla scarsa aderenza: prescrizione di regimi complessi; spiegazione non adeguata dei benefici e degli effetti collaterali del medicamento; scarsa relazione e confidenza con il paziente e la sua famiglia; mancata considerazione dello stile di vita del paziente e della sua famiglia. Le conseguenze Una terapia mal seguita può mettere a repentaglio la salute e provocare spiacevoli conseguenze come ricadute, peggioramenti, intossicazioni, malesseri ecc. Ad esempio, quando si assumono degli antibiotici, la cattiva compliance può provocare la resistenza ai batteri patogeni. In altri casi, l ipotetica minor efficacia di un farmaco prescritto può indurre erroneamente il medico ad aumentare il dosaggio del principio attivo e causare delle complicazioni. Come abbiamo visto, il peggioramento dello stato di salute del paziente compromette l efficacia della terapia, causando: visite mediche più frequenti (in media il triplo); prescrizioni di medicinali supplementari; ulteriori esami ed analisi; ricoveri imprevisti; modifiche della terapia; intervento/i medico/i d urgenza; diminuzione dell efficacia del trattamento; sviluppo di meccanismi di resistenza; comparsa di altri sintomi o malattie; progressione della malattia o ricadute; in casi estremi, persino il decesso. Tali conseguenze hanno costi economici rilevanti, che contribuiscono ad aumentare ogni anno il deficit del sistema sanitario. Oltre ad essere un comportamento benefico dal punto di vista individuale, la compliance è anche un atto civico. Secondo una stima effettuata dall Office of the U.S. Inspector General, la mancanza di compliance è responsabile di decessi per malattia cardiovascolare ogni anno. Se i pazienti assumessero i loro farmaci secondo le prescrizioni, potrebbero essere evitati: fino al 23% dei ricoveri nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali); il 10% dei ricoveri ospedalieri; molte visite mediche, indagini di laboratorio e un gran numero di trattamenti non necessari. LE REGOLE DELLA COMPLIANCE La compliance svolge un ruolo fondamentale nella lotta contro la malattia, mettendo il paziente al centro della terapia, responsabilizzandolo. Raccomandata dall Organizzazione Mondiale della Sanità, implica il rispetto di: ora dell assunzione Al mattino, a mezzogiorno, alla sera o durante la notte. Molti antibiotici, ad esempio, devono essere assunti ad intervalli di non oltre ore. Momento della giornata Prima, durante o dopo aver mangiato, lontano dai pasti o prima di coricarsi. Alcuni principi attivi possono provocare sonnolenza, altri essere resi innocui dai succhi gastrici. Intervallo tra le assunzioni Una o più volte al giorno, tutti i giorni o no, per un periodo continuato o per più periodi separati. Precauzioni, in particolare in merito alla compatibilità con altri farmaci Alcuni principi attivi possono avere un azione agonistica su di un altro, potenziandone gli effetti, o invece antagonistica, cioè riduttiva. Dosi prescritte. Modalità e vie della somministrazione (assunzione per via orale/rettale, iniezione, applicazione sulla pelle, ecc.). Durata della terapia. Metodi per migliorarla I professionisti sanitari È più probabile che i pazienti si attengano alle prescrizioni se hanno un buon rapporto con il loro medico, che li coinvolga nelle decisioni da prendere e mostri interesse riguardo al fatto che seguano le indicazioni. La capacità comunicativa tra medico e paziente risulta quindi inversamente correlata alla frequenza di errori nella compliance. Innanzitutto, il paziente deve aver compreso la natura e la prognosi della propria patologia. La chiarezza della prescrizione e le spiegazioni sui motivi per cui il trattamento è necessario e cosa ci si possa attendere per esempio, un ritardo nella comparsa del beneficio clinico o l insorgenza di effetti collaterali sistemici aiutano anch esse ad assicurare la compliance. Di conseguenza, la fiducia nel medico è di importanza fondamentale. Egli deve: fornire istruzioni semplici e chiare, semplificando il regime per quanto è possibile; ascoltare il paziente; adattare il regime alle necessità del paziente; sottolineare il valore del regime e gli effetti della compliance; ricordare il comportamento e i risultati desiderabili, quando sia necessario; utilizzare medicamenti forgiving L efficacia di questi farmaci non ne risente se le dosi sono prese in ritardo o addirittura saltate. Appartengono a questa categoria i farmaci con un emivita lunga, quelli deposito o a lento assorbimento e quelli transdermici. Incoraggiare i pazienti a porre domande e ad esprimere le loro preoccupazioni Li si aiuta così ad adattarsi alla gravità della loro malattia e a soppesare in modo consapevole i vantaggi e gli svantaggi di un regime terapeutico. Sviscerare il meccanismo inconscio del rifiuto della malattia e come esso conduca a dimenticare o a non assumere il farmaco secondo le prescrizioni può aiutare i pazienti ad evitare questa insidia. Devono anche essere esortati a riferire qualunque effetto indesiderato o inaspettato prima di modificare o interrompere il trattamento da soli. I pazienti spesso hanno delle buone ragioni per non seguire un regime terapeutico e il loro medico può mettere in atto le correzioni più opportune solo dopo aver affrontato con franchezza il problema. Anche il farmacista può individuare e aiutare a risolvere i problemi di compliance. Ad esempio, può notare se il paziente non si procura i farmaci necessari per proseguire la terapia o se una prescrizione è illogica o scorretta. Riguardando le istruzioni contenute nella prescrizione, il farmacista, assieme al paziente, può accorgersi di un errore di comprensione o di qualche suo timore, aiutandolo così a superarli. I gruppi di sostegno per i pazienti affetti da determinate patologie possono spesso coadiuvare i programmi terapeutici e fornire suggerimenti per af frontare i problemi. In conclusione, è quindi importante che fra tutti gli operatori sanitari coinvolti nella cura di un paziente ci sia un processo di comunicazione continuo. Il paziente Tutti possono avere difficoltà di compliance, ma l importante è: non isolarsi Parlare delle difficoltà con parenti, amici e il proprio medico. Non modificare il dosaggio di propria iniziativa. Non assumere altri medicinali, o interrompere la terapia, senza chiedere il parere del medico. In caso di effetti secondari gravi, il paziente non deve aspettare la prossima visita per informare il suo medico, che potrà aiutarlo a risolvere queste difficoltà, ad esempio con una prescrizione adeguata al trattamento oppure modificando il dosaggio in base alla situazione. I famigliari e gli amici La compliance è un lavoro di squadra soprattutto se il paziente è una persona anziana o un bambino: interessarsi su come procede il trattamento; al momento dell assunzione, controllare che il dosaggio sia quello indicato; ricordare al paziente di assumere il trattamento quando si dimentica ; se mostra svogliatezza nei confronti del trat tamento, affrontare con lui l argomento; incoraggiarlo a riprendere il controllo della situazione; accompagnarlo alle visite per aiutarlo a parlare del problema. Pilloliere Quando il pericolo di dimenticanze è in agguato o in caso di molteplicità di assunzioni, è meglio investire in un pilloliere per semplificarsi la vita: si può preparare i farmaci per tutta la settimana, o farli preparare da una persona di fiducia, in un unica operazione. È possibile controllare, in qualsiasi momento della giornata, la corretta assunzione dei farmaci. Oggigiorno esiste sul mercato un ampia scelta di pillolieri, giornalieri (box mattino, mezzogiorno, sera, notte), settimanali, da viaggio o per l uso domestico. Ognuno può trovare un modello perfettamente rispondente alle sue esigenze. Alcuni pillolieri sono addirittura in grado di ricordare l orario di assunzione con un segnale o di ridurre in polvere le compresse. Per la loro varietà, alcune persone li utilizzano anche per l assunzione di integratori alimentari o per portare con sé piccole quantità di farmaci in vacanza.

11 20 ALIMENTAZIONE Diete 21 DIETE PER IL DOPO-FESTE: RIMETTERSI IN SESTO DOPO GLI STRAVIZI! Dopo le Feste, eccoci come al solito a fare i conti con la bilancia e con quei 2-3 chili messi su in pochi giorni: le gonne tirano sui fianchi, il bottone dei pantaloni stringe un po troppo. Dopo settimane di pasticci, è tempo di depurarsi e perdere peso: 2 obiettivi facili da raggiungere, se si impara a sfruttare le virtù di finocchi, patate, pesce e zucca. La redazione Inutile fingere: generalmente dopo le abbuffate delle feste si prende una taglia. Ci si sente gonfi, appesantiti e anche la pelle ne porta i segni: ha perso tono, luminosità e ha qualche brufoletto. Tutta colpa dell acqua intrappolata nei tessuti. Perché mai mettersi a dieta proprio adesso, in inverno, quando fa freddo e le giornate sono sempre più corte? La mancanza di luce stimola infatti la pigrizia, la voglia di restare al calduccio sotto le coperte, il cattivo umore e spinge a consolarsi con qualcosa di buono, come un cioccolatino o u na fettina di torta. Tutti peccati di gola che poi però si pagano alla prova della bilancia che, a sua volta, ci demoralizza ulteriormente, facendoci entrare in un ciclo vizioso. Questo paio di chili superflui, che tanto impensierisce, generalmente è dovuto a una maggiore ritenzione di liquidi nei tessuti: infatti gli zuccheri e il sale, di cui si è abusato tra pranzi e cenoni a base di zampone, cotechino, panettone e torrone, hanno la proprietà di trattenere molta acqua. Quindi, più se ne assimila contando anche quelli nascosti, più liquidi appesantiranno la nostra silhouette. Per iniziare, bisogna innanzitutto ritornare ai più frugali e abituali menu, per evitare che a questi 2-3 chili di liquidi se ne sommino degli altri a base di grasso e, di conseguenza, più difficili da smaltire. dieta per il dopo abbuffate Una dieta mirata, che aiuta a cancellare gli effetti di un periodo un po troppo goloso e interrompere il trend negativo della linea, per tornare a mangiare quantità normali. Per il corpo e la mente, se si ripete un azione per la terza volta, normalmente si trasforma in abitudine: infatti, dopo la terza ripetizione, la mente si aspetta la quarta. Di conseguenza, per tornare ad abituarsi a mangiare meno e ad assaporare piatti meno conditi, è fondamentale tenere duro per 3 giorni. Alcune sostanze saziano subito anche se consumate in piccole dosi. Un esempio ne è l amido contenuto in pasta, patate e zucca: inoltre questi 3 cibi, durante la digestione, si gonfiano di liquidi, riempiendo lo stomaco. Ma, oltre a questa grande qualità antifame, hanno pure uno svantaggio: in particolare, la zucca e la patata assorbono anche i condimenti. Dunque non bisogna esagerare con l olio, ricordandosi che quotidianamente non si deve superare i 4 cucchiaini. Protagonista di questa dieta è anche il finocchio, che appartiene a quella categoria di alimenti costituiti in gran parte di acqua e che, di conseguenza, riempiono velocemente. Oltre ad essere molto saziante, il finocchio è anche ricco di fibre insolubili, dalle proprietà disintossicanti, che catturano le sostanze di scarto e le eliminano. Inoltre, le sue barbette non vanno buttate: sono molto gustose e si possono tritare e usare per insaporire. Sono anche ricche di vitamina E, un antiossidante indispensabile per la lotta ai radicali liberi. Per lo stesso motivo, la dieta indica di mangiare agrumi tutti i giorni: sono la soluzione migliore per questa battaglia, così come il selenio della zucca. Il potassio di finocchi, zucca e patate aiuta a sgonfiare e ad eliminare la pelle a buccia d arancia, dopo un periodo in cui l organismo avrà fatto di sicuro il pieno di sodio con salumi e formaggi stagionati. Infine, gli Omega 3 del pesce proteggono il sistema cardiovascolare e ci aiutano a smaltire le tossine, mentre lo iodio accelera il metabolismo, facendo consumare più calorie e bruciare i grassi. Colazione 1 tè verde con 1 cucchiaino di zucchero [20 cal] 2 fette biscottate con 1 cucchiaino di miele [149 cal] Spuntini Mattutino 2 mandarini (150 g) [51 cal] Pomeridiano 1 spremuta di pompelmo (150 ml) [39 cal] Giorno 1 Risotto (50 g) con zucca (200 g), cipolla (50 g) e prezzemolo [215 cal] Fettine di manzo (120 g) alla pizzaiola con pomodori (50 g) [160 cal] Finocchi (250 g) in umido con pomodorini (100 g) [35 cal] Minestrone di verdure miste (200 g) [100 cal] Sogliola (120 g) aromatizzata con 1 cucchiaio di pangrattato, aglio e prezzemolo [167 cal] Insalata verde (200 g) con finocchi (100 g) [39 cal] Giorno 2 Penne con patate e rucola (2 cal) Bresaola (70 g) con finocchi (20 g) [105 cal] Insalata di carote (200 g) e finocchi (200 g) [ cal] Purea di zucca (200 g), cipolla (100 g) e patate (50 g) [95 cal] Insalata di polpo (150 g) e finocchi (100 g) [95 cal] Insalata verde mista (200 g) [35 cal] Giorno 3 Gnocchi di patate (150 g) con pomodorini (50 g) [220 cal] Frittata (1 uovo) con i finocchi (60 g) [140 cal] Zucca (200 g) impanata, 1 cucchiaio di pangrattato e spezie a piacimento [69 cal] Passato di verdura (200 g) [0 cal] Lenticchie (100 g) con carote (100 g) e zucca (200 g) [13 cal] Insalata di finocchi (200 g) [1 cal] Giorno 4 Penne (50 g) con tonno (50 g) e pomodoro (50 g) [22 cal] Finocchi (150 g) gratinati con parmigiano (20 g) [20 cal] Insalata verde mista (200 g) [35 cal] Gnocchi di zucca (250 g), pangrattato e farina topseller / shutterstock [23 cal] Fagioli di Spagna (50 g) con 1 finocchio, sedano (50 g) e 10 olive verdi [116 cal] Insalata di lattuga (200 g) [2 cal] Giorno 5 Rigatoni (50 g) con zucca (200 g), sedano (50 g) e pomodori (30 g) [207 cal] Ricotta (100 g) con erba cipollina [146 cal] Insalata verde mista (150 g) con finocchi (100 g) [35 cal] Crema di patate (50 g), scarola (100 g) e cipolla (50 g) [7 cal] Orata (200 g) al cartoccio con finocchi (100 g) [210 cal] Insalata verde mista (200 g) [35 cal] Giorno 6 Spaghetti (50 g) con le vongole (100 g) [235 cal] Verdure alla pizzaiola con patate (100 g), cavolfiore (100 g) e pomodorini (0 g) [140 cal] Insalata verde mista (200 g) con finocchi (100 g) [39 cal] Minestrone con zucca e finocchi (200 g) [100 cal] Petto di pollo (120 g) in padella con spezie a piacere [120 cal] Insalata di carote (200 g) [70 cal] Giorno 7 Spaghetti (50 g) al pomodoro (30 g) e origano [16 cal] 2 calamari medi ripieni al forno con 2 cucchiai di pangrattato e aglio [162 cal] Insalata di finocchi (200 g) [1 cal] Crema di zucca (200 g), cipolla (100 g) e patate (100 g) [142 cal] Spiedini di pesce con pesce spada (60 g), 4 gamberetti, 10 olive nere e 1 falda di peperone [191 cal] Insalata di lattuga (200 g) [2 cal] DIETA PER TORNARE IN FORMA E DISINTOSSICARSI Dieta da seguire per 3 giorni, non di più, a base di frutta, verdura e tanti liquidi: almeno 1 litro e 1/2 al giorno di acqua oligominerale che è quella più diuretica, centrifugati, tè, tisane e caffè d orzo. Giorno 1: fare il pieno di vitamina C La si trova in agrumi, fragole e kiwi. La vitamina C: favorisce la formazione del collagene fondamentale per l elasticità della pelle; migliora la circolazione; ossigena i tessuti; combatte i radicali liberi agevolando il nutrimento e l integrità delle cellule. I kiwi, grazie ai loro semini neri, sono utili anche per migliorare il funzionamento dell intestino, stimolandone le contrazioni. I legumi apportano proteine vegetali, ma soprattutto dei carboidrati a lento assorbimento, che forniscono energia in modo graduale impedendone l accumulo sotto forma di grassi. A cena preferire le patate al posto del pane: come i legumi, sono ricche di potassio, un minerale importantissimo per il corretto funzionamento cellulare. Il pesce di mare non è solo ricco di acidi grassi insaturi che contrastano i danni dei radicali liberi, ma contiene anche lo iodio, il quale stimola il metabolismo e lo aiuta a bruciare di più. Infine ridurre drasticamente il sale. Colazione 1 spremuta di pompelmo (250 ml) [65 cal] 1/2 panino integrale (25 g) [60,5 cal] Finocchi in insalata (200 g) [1 cal] Minestra di legumi in scatola a piacere (100 g) conditi con 1 cucchiaino di extravergine d oliva [255 cal] 1/2 mozzarella di latte di mucca (60 g) [152 cal] 1 centrifugato di kiwi (200 ml) [ cal] Spuntino pomeridiano 1 tazza di caffè d orzo senza zucchero (200 ml) [0 cal] Macedonia di frutta ricca di vitamina C, cioè con kiwi, arance e fragole (200 g) [90 cal] Passato di sedano e porri (200 g) [100 cal] Merluzzo (150 g) ai ferri insaporito a piacere con erbe aromatiche [111 cal] Patate (200 g) in insalata con 1 cucchiaino d extravergine e prezzemolo [17 cal] 1 kiwi (100 g) [44 cal] Giorno 2: aiutare i reni per depurarsi Dopo aver ridotto le proteine animali e i grassi, bisogna combattere anche la ritenzione idrica, dando così un altra limatina ai rotolini di ciccia e stimolando il lavoro dei reni. L ananas è un frutto ricco di sali minerali e vitamine. In più contiene molte fibre, acqua e un enzima, la bromelina, che favorisce la digestione delle proteine. Ha inoltre proprietà antinfiammatorie e diuretiche, che ne fanno l alimento più adatto per rimettersi in linea dopo la grande abbuffata natalizia. Il tè verde è un tè non fermentato, che non contiene teina né caffeina. Aiuta perciò a disintossicare l organismo e a ridurre la ritenzione idrica nei tessuti senza eccitare il sistema nervoso. La stessa azione diuretica e depurativa è svolta anche dal caffè d orzo che, a differenza del normale e spresso, è privo di caffeina. Se non piace, può essere sostituito con un altra tazza di tè verde o con una di caffè rigorosamente decaffeinato. I carboidrati della pasta e le proteine del pollo (una delle carni più magre) e del parmigiano (fonte di minerali) apportano all organismo l energia necessaria per affrontare la giornata e mantengono i muscoli tonici. Colazione 1 tazza di caffè d orzo senza zucchero (200 ml) [0 cal] 2 fette biscottate (meglio se integrali) (20 g) [75, cal] Insalata mista con lattuga (50 g), pomodori (50 g) e peperoni (50 g) [33 cal] Pasta (50 g a crudo) alle verdure con 75 g di zucchine e pomodori o altre verdure, condite con 1 cucchiaino d olio [260 cal] 1 pezzetto di parmigiano o di grana (50 g) [190 cal] 1 fetta di ananas fresco (200 g) [0 cal] Spuntino pomeridiano 1 tazza di tè verde senza zucchero (200 ml) [0 cal] 1 coppetta di ananas fresco a cubetti (200 g) [0 cal] Minestra di verdura (con legumi) (200 g) [100 cal] Coscia di pollo (150 g circa) arrosto senza pelle [121 cal] Carote in insalata (150 g) [52 cal] 1 panino integrale piccolo (50 g) [121 cal] Giorno 3: portare in tavola l allegria L obiettivo è vicino: non bisogna rinunciare proprio adesso, ma tener duro! Sebbene non si debba lasciarsi andare, si può cominciare a rendere un po più appetibile e colorata la dieta. Le fibre contenute nel pane integrale, nelle verdure e nella frutta cotta regolarizzano l intestino e facilitano l eliminazione di scorie e tossine. I vegetali riforniscono l organismo di sali minerali e di vitamine preziose. I fermenti lattici dello yogurt, in particolare il lactobacillus casei, il lactobacillus acidophilus e il bifidobacterium, permettono di ristabilire il giusto equilibrio della flora batterica intestinale. L uovo è una vera miniera di proteine ad alto valore biologico, di acidi grassi insaturi, utili per l integrità delle membrane cellulari, di vitamina A e di quelle del gruppo B, che favoriscono il metabolismo degli zuccheri (vengono bruciati meglio, per cui non vanno ad appesantire la linea). Inoltre, contrariamente a quanto si crede, l uovo non fa male al fegato. Anzi, stimola la contrazione della bile e aiuta perciò la digestione dei grassi. Da evitare solo se si hanno i calcoli alla cistifellea: potrebbe infatti causare una colica. Colazione 1 yogurt bianco magro (125 g) [45 cal] 1 ciotolina di cereali (4 cucchiaini pari a 30 g) [10 cal] Insalata verde mista con barbabietole (150 g in tutto) condita con 1 cucchiaino d olio [0 cal] Frittata (1 uovo) al forno con 1 pomodoro e pochi spinaci [200 cal] 1 panino integrale piccolo (50 g) [121 cal] 1 mela verde (100 g) [3 cal] Spuntino pomeridiano 1 tazza di tè senza zucchero (200 ml) [0 cal] 2 biscotti secchi (20 g) [3 cal] Riso (50 g) e prezzemolo in brodo vegetale con 1 cucchiaino di olio extravergine aggiunto a crudo [235 cal] Insalata di fiocchi di latte (110 g) e sedano (100 g) [135 cal] 1/2 panino integrale (25 g) [60,5 cal] Mele e pere cotte (150 g) [52 cal]

12 22 ODONTOIATRIA Professioni 23 LE PROFESSIONI ODONTOIATRICHE Per la serie di articoli commemorativi per i 125 anni della Società Svizzera Odontoiatri (SSO) ci occuperemo questa volta delle varie professioni odontoiatriche e del ruolo della SSO nella formazione dei professionisti del ramo: i medici dentisti, le igieniste, le assistenti dentali, gli odontotecnici e le assistenti di profilassi. Dr. med. dent. Valentin Huwiler, membro SSO Ticino STMD* Per la Commissione di Informazione della Svizzera Italiana (CISI) le socialista Hans-Peter Tschudi, non ne volle sapere e la SSO dovette insistere per ben 7 anni affinché il Dipartimento accettasse la medicina dentaria come parte della sanità pubblica e riformasse di conseguenza il regolamento degli esami. È inutile dire che se si ha mal di denti non ci vogliono 7 anni per giungere a quella conclusione L attuale regolamento della formazione dei medici dentisti prevede il biennio propedeutico medico (basi in chimica, fisica, biologia, fisiologia ed anatomia macroe microscopica) al quale si aggiunge un anno di patologia, farmacologia e basi dentarie teoriche con esercizi sui modelli. I 2 anni conclusivi si dedicano soprattutto al lavoro pratico coi pazienti. Tecnicamente, i neopromossi giovani medici dentisti devono essere da subito capaci e pronti ad affrontare le realtà del loro mestiere. I medici dentisti con diplomi esteri dovevano in passato sottoporsi ed essere promossi anche agli esami di stato svizzeri per poter mettersi in proprio, ma ora, con gli attuali accordi bilaterali, i colleghi dell UE sono esonerati da questo dovere: è sufficiente che richiedano un riconoscimento del loro diploma da parte dell Ufficio di sanità, cosa molto facile da ottenere. Visti gli sviluppi generali della medicina ci si rese conto che ci volevano ulteriori specializzazioni anche nel ramo della dentaria. Vennero così create le specialità di: ortodonzia Si occupa principalmente del giusto posizionamento dei denti. Parodontologia Cura le problematiche della gengiva e dell attaccatura dei denti all osso. Chirurgia orale Interventi chirurgici nel cavo orale e odontoiatria ricostruttiva (riabilitazioni protesiche complesse). Nel frattempo sono anche stati introdotti degli attestati di formazione postgrado in pedodonzia (interventi su bambini), endodonzia (cure radicolari) e generalista ed altri come l implantologia (viti inserite nell osso che fungono come radici sintetiche) sono in preparazione. È certo che, visto il rapido sviluppo tecnico, in futuro se ne aggiungeranno altri (laser, odontoiatria computerizzata, creazione di tessuti sintetici ecc.). 2: L odontotecnico L odontotecnico potrebbe essere definito un artigiano di alta precisione specializzato nei manufatti protesici dentari, eseguiti su dei modelli in gesso o resina previa impronta e indicazioni del medico dentista (protesi totali o parziali, corone e ponti, ferule ed apparecchi ortodontici). La sua formazione (un apprendistato) è regolamentata dal Dipartimento degli Interni. Secondo la legislazione attuale, l odontotecnico non è autorizzato a eseguire lavori nella bocca del paziente (per e sempio impronte o qualsiasi ritocco dei denti o dei tessuti molli). Negli anni 60, in alcuni cantoni della Svizzera tedesca, praticavano alcuni protesisti, che erano degli odontotecnici senza formazione universitaria con un autorizzazione cantonale a eseguire certi lavori in bocca: le autorità cantonali affrontavano in questo modo le mancanze regionali di medici dentisti di quei tempi. Dal 1970 la formazione del protesista non esiste più. cora oggi si nota una mancanza di questo tipo di collaboratrici e questo malgrado gli ottimi stipendi offerti. Attualmente la formazione comprende 3 anni (teoria e pratica). L assistente di profilassi (AP) ha l identico compito dell igienista con un importante differenza: l AP non è autorizzata ad eseguire delle cure sotto gengiva. Questo tipo di specializzazione (dal 1990) permette alle assistenti dentali, dopo la necessaria formazione, di assumere nuovi compiti. In sintesi si può dire che, con la cresciuta complessità degli interventi, delle tecnologie e dei materiali nella medicina dentaria, cresce la varietà di specializzazioni che vengono offerte e seguite dalla SSO nell interesse dei pazienti. * Libera traduzione dal testo di Thierry Delessert e Vincent Barras Dalla fine dell 00 i mestieri di tutti i rami della medicina quindi anche di quella dentaria vengono professionalizzati: sono regolamentati dalla politica in stretta collaborazione con le varie società del settore costituitesi poco prima. L obiettivo è quello di migliorare la qualità dei servizi definendo bene i curriculum dei vari professionisti. Da questo momento in poi non saranno più i barbieri a fare gli estirpatori di denti 1: Il medico dentista Nel 1961 la SSO fece una proposta al Dipartimento degli Interni, responsabile del la formazione degli studenti di medicina generale e dentaria, che prevedeva un curriculum di studio per i futuri medici dentisti di 5 anni, di cui i primi 2 il cosiddetto propedeutico erano identici a quello dei medici generici. L obiettivo era chiaro: si voleva ottenere che i medici dentisti fossero capaci anche di guardare oltre i denti e di capire il funzionamento del corpo umano in generale, così da riuscire ad adeguare le cure alle varie problematiche di salute, soprattutto quelle che colpiscono le persone anziane. La proposta comprendeva quindi una formazione di base in anatomia, patologia e farmacologia. Purtroppo il Dipartimento degli Interni, allora sotto la guida del consigliere federa CandyBox Images / shutterstock Mihai Simonia / shutterstock 3: Collaboratrici negli studi medici dentistici Ancora oggi i collaboratori uomini negli studi medici dentistici sono una rarità, mentre al contrario si nota già una maggioranza femminile tra gli studenti di o dontoiatria. Il mestiere dell assistente dentale (3 anni di apprendistato) richiede molto di più che aspirare saliva e pulire le sale di trattamento: la meticolosa sterilizzazione degli strumenti, la preparazione di materiali e strumenti per interventi, l esecuzione e lo sviluppo di radiografie, l organizzazione dell agenda e dei lavori, la fatturazione, la corrispondenza scritta, le chiamate telefoniche, ecc. sono solo alcuni esempi dell attività quotidiana di un assistente dentale. La sua gentilezza inoltre può infondere fiducia e aiutare il paziente a rilassarsi in vista degli interventi. Le apprendiste assistenti dentali vengono istruite a scuola da medici dentisti e altri insegnanti a seconda delle materie e seguendo un curriculum elaborato e pagato interamente dalla SSO. La maggior parte dei medici dentisti delega la pulizia dei denti e l istruzione per u na corretta igiene orale domiciliare a delle collaboratrici specializzate: igieniste dentali e assistenti di profilassi. Si tratta di un lavoro importantissimo, perché serve a prevenire le malattie del cavo orale come la carie, la parodontite (conosciuta anche come piorrea ) e le lesioni dei tessuti molli e come tutti ben sappiamo prevenire è meglio che curare! Dal 1973 ad oggi, per affrontare la costante richiesta, sono state fondate in Svizzera 4 scuole per igieniste (scuole universitarie professionali): 2 a Zurigo, 1 a Berna e 1 a Ginevra. Nonostante ciò an

13 24 VARIE Terme 25 TERME: NON SOLO BENESSERE E RELAX La frenesia che caratterizza la nostra vita quotidiana, il desiderio di un ritorno alla natura anche nei rimedi per piccoli e grandi disturbi fisici fanno sì che sempre più persone si rivolgano a centri termali per la cura di malattie o semplicemente per un periodo di relax. Giorgio Bene L impiego delle acque termali per idroterapia era conosciuto fin dai tempi antichi. Già i Greci praticavano i bagni terapeutici e ritenevano che le acque calde e i vapori che sgorgavano dalla terra avessero un significato sovrannaturale. Non è un caso che presso le località termali sorgessero importanti templi: infatti, agli occhi delle popolazioni antiche, la presenza di divinità giustificava i poteri terapeutici e le proprietà caratteristiche delle acque. Lo stesso Ippocrate incoraggiava il ricorso alle terme, decantando le virtù delle acque minerali e delle sorgenti calde. Se, dunque, i Greci furono tra i primi popoli a conoscere ed apprezzare le acque termali, i Romani esaltarono questo strumento di cura e di relax con la realizzazione delle monumentali Thermae pubbliche, usate da tutta la popolazione come centro di riposo, socializzazione e benessere e, in seguito, esportate in tutte le zone da loro colonizzate. LA MEDICINA TERMALE È quella branca medica che utilizza a scopo terapeutico e riabilitativo i mezzi di cura termali: per questo motivo è considerata una medicina naturale, dato che la sua validità terapeutica specifica è stata dimostrata con metodi scientifici. Sono considerati mezzi di cura termali: le acque minerali, i fanghi (naturali), le grotte. I BENEFICI Indicazioni classiche della terapia termale sono le patologie croniche, cronico-degenerative e/o recidivanti a carico di vari apparati, come: patologie otorinolaringoiatriche e delle vie respiratorie Rinopatia vasomotoria; bronchite cronica semplice accompagnata a componente ostruttiva. Cardiovascolari Postumi di flebopatie di tipo cronico. Ginecologiche Sclerosi dolorosa del connettivo pelvico di natura cicatriziale e involutiva; leucorrea persistente da vaginiti croniche aspecifiche e di strofiche. Urinarie Calcolosi delle vie urinarie e sue recidive. Gastroenteriche Dispepsia di origine gastroenterica e biliare; sindrome dell intestino irritabile nella varietà con stipsi. Reumatiche Osteoartrosi ed altre forme degenerative; reumatismi extra -articolari. Dermatologiche Psoriasi; dermatite seborroica ricorrente. La fonte della longevità La nostra società sta vivendo una vera e propria rivoluzione demografica con uno spostamento sostanziale della popolazione verso la terza età: nel 2000 si registravano nel mondo 600 milioni di persone over 60 e le stime sono pari a 1,2 miliardi nel 2025 e 2 miliardi nel In parallelo all aumento dell età media si sta assistendo ad un incremento di tutte le patologie croniche degenerative correlate all età (cardiopatie, i pertensione, diabete, Alzheimer e obesità). L invecchiamento è un processo biologico e fisiologico che riguarda buona parte degli esseri viventi e che corrisponde, a livello cellulare, dei tessuti e dell organismo, ad una progressiva perdita di funzione e di capacità d adattamento. La longevità di un organismo dipende sia dal suo patrimonio genetico (35%) sia dall ambiente in cui esso si esprime (65%). Intervenendo sulle variabili ambientali è possibile ottenere il massimo dell espressione del patrimonio genetico, vale a dire l apice della longevità che le nostre caratteristiche ci consentono, sia in termini di durata della vita (lifespan) che in termini di mantenimento delle funzioni. Unitamente ad una corretta alimentazione e una regolare attività fisica, la terapia termale dà un forte contributo al raggiungimento di quest obiettivo. Infatti il calore termale viene utilizzato come stimolo stressante positivo in grado di attivare ai massimi livelli i meccanismi di difesa e riparazione cellulare. Le proprietà terapeutiche termali aiutano il corpo a: riequilibrare il sistema immuno-neuro-endocrino; potenziare i sistemi di difesa e di riparazione cellulari e organici Si riduce così il rischio di incorrere in patologie cronico-degenerative, aprendo la strada ad un invecchiamento sano e fisiologico. Fermo restando il giovamento apportato dall uso delle acque termali per numerose patologie croniche e degenerative, esse permettono in primo luogo di prevenirle e di mantenere il più a lungo possibile uno stato di salute. Terapie e metodiche di somministrazione Le acque termali possono essere utilizzate in molti modi ed esistono terapie specifiche per le diverse patologie. La terapia con mezzi termali si definisce crenoterapia, dal greco crené (sorgente), e si distinguono essenzialmente 2 tipi: crenoterapia interna Idropinoterapia; irrigazioni; inalazioni; insufflazioni e politzer crenoterapico solfureo. Crenoterapia esterna Balneoterapia; antroterapia; peloidoterapia. Esiste anche la talassoterapia, che sfrutta l azione sinergica di fattori ambientali e climatici, clima marino, elioterapia e fattori crenoterapici, come psammatoterapia (sabbiature) e balneoterapia con acqua di mare. Ripristina il funzionamento delle cellule, combatte lo stress e la cellulite ed è inoltre sfruttata nelle terapie anti-fumo. Le applicazioni crenoterapiche andrebbero sempre effettuate sul posto perché lo stoccaggio, il trasporto e l imbottigliamento delle acque determinano la CandyBox Images / shutterstock modificazione delle caratteristiche fisico-chimiche. Inoltre, grande contributo alla cura termale viene fornito dal fattore ambientale: in altre parole, dall essere alle terme. Idropinoterapia Consiste nel bere determinate quantità di acqua minerale, soprattutto oligominerale o bicarbonata, ad una data temperatura, orario di assunzione, tempo e ritmo giornaliero di bevuta (intervallo di tempo da rispettare tra una bevuta e l altra). È indicata per numerose disfunzioni organiche, tra cui le affezioni del fegato, dell intestino e dell apparato digerente. Irrigazioni, docce interne Consentono di far pervenire l acqua minerale, a diversa pressione e temperatura, ed i gas termali a diretto contatto delle superfici mucose di alcuni organi ed apparati, sfruttando il sinergismo d azione terapeutico ottenuto dalle proprietà fisiche dell acqua impiegata associate alle sue proprietà farmacologiche. Questo trattamento è svolto a livello vaginale, nasale e rinofaringeo, orofaringeo o intestinale. Terapia inalatoria Consiste nel mettere in contatto le sostanze contenute nelle acque termali con le vie respiratorie del paziente, introducendo nell apparato sia acqua termale polverizzata che i gas in essa contenuti. Irrigazioni nasali, inalazioni caldo-umide, aerosol classico, termico, ad ultrasuoni, sonico (o vibrato) o ionico, nebulizzazioni, humage, docce nasali e polverizzazioni sono adatti per le affezioni croniche, come riniti, sinusiti, laringiti, faringiti, bronchiti e per curare gli esiti delle broncopatie. Insufflazioni e politzer crenoterapico solfureo Le insufflazioni pertubariche endotimpaniche (cateterismo tubarico terapeutico) costituiscono una metodica impiegata per effettuare un intervento mirato a livello della tuba di Eustachio, della cassa del timpano e dei componenti dell apparato di trasmissione dell orecchio medio. L impiego di questa tecnica trova indicazione elettiva nella prevenzione e terapia dell ipoacusia rinogena, conseguente prevalentemente a processi flogistici a carico delle prime vie respiratorie e che può dare esito a sordità. Il cateterismo tubarico consiste nell introdurre direttamente nella tuba di Eustachio, e quindi nell orecchio medio, idrogeno solforato ottenuto dalle acque solfuree. Accanto al cateterismo tubarico, la terapia delle ipoacusie rinogene utilizza anche la metodica del Politzer crenoterapico solfureo. Politzer perché si ispira ai principi fisici e fisiologici della manovra di Politzer: deglutizioni a narici chiuse con conseguente aumento della pressione dell aria nel rinofaringe. Crenoterapico solfureo perché viene realizzato utilizzando appunto dell acqua solfurea. Balneoterapia Utilizzando acque minerali terapeuticamente attive, associa alle proprietà fisiche (aspecifiche) gli effetti biologici e terapeutici esercitati dai mineralizzatori, che rendono ogni acqua minerale una soluzione a composizione chimico-fisica peculiare. La tecnica del bagno segue dei principi generali, anche se sono possibili variazioni nelle modalità di applicazione (durata, temperatura, pressione, componenti chimico-fisiche, ), a seconda dell acqua minerale utilizzata e della patologia da trattare. Sicuramente il trattamento più utilizzato nelle stazioni termali è la balneoterapia generale, con acqua minerale calda o riscaldata, effettuata in apposite vasche singole o in piscina. L immersione può essere parziale (ad esempio nel caso della ginnastica vascolare idrica) o completa (bagni, idromassaggio, docce normali o filiformi). In generale, la balneoterapia è particolarmente indicata per le patologie vascolari e reumatiche. Antroterapia Prevede la permanenza del paziente in un ambiente (grotte) caratterizzato da un particolare microclima ad azione terapeutica. Le grotte naturali possono essere suddivise, secondo la temperatura, in calde o fredde: di queste, solo le prime vengono utilizzate in terapia. Gli elementi che condizionano il clima delle grotte sono principalmente la tempe TANTE ACQUE Le acque termali vengono classificate in base ad alcuni criteri: caratteri generali Colore, odore, sapore, limpidità, colloidi. Analisi chimico-fisiche Temperatura, densità, indice di rifrazione, abbassamento crioscopico, pressione osmotica, ph, conducibilità e lettrica, radioattività. Analisi chimiche Residuo fisso a 100 C e a 10 C, al rosso scuro, ammoniaca, nitriti, nitrati, ossigeno, idrogeno solforato e grado solfidrometrico, durezza, alcalinità, arsenico, ozono, azione catalitica, reazione al cloridrato di benzidina, gas disciolti. Le acque minerali possono essere classificate in maniera diversa a seconda del parametro considerato (proprietà terapeutiche, caratteristiche chimiche, fisiche, chimico-fisiche). Con riferimento alla concentrazione salina, in base al residuo fisso a 10 C, vengono distinte in: oligominerali residuo < 200 mg/l; mediominerali tra 200 mg/l e 1 g/l; acque minerali (in senso stretto) > 1 g/l. ratura, l umidità, la radioattività e la presenza di gas e ioni termali. In base ad essi, le grotte calde possono essere umide (grotte propriamente dette) o secche (stufe). Il trattamento interessa l intero organismo, testa compresa, ed in particolare risulta benefico per le patologie delle vie respiratorie e dell apparato osteoartromuscolare. Peloidoterapia Tutti i materiali utilizzati a scopo terapeutico sotto forma di impacchi e che sono costituiti da una mescolanza, naturale od artificiale, di un acqua minerale con materie organiche e/o inorganiche sono denominati peloidi. L International Society of Medical Hydrology li classifica secondo la loro componente solida di origine, l acqua minerale e le condizioni di maturazione. Quelli naturali vengono utilizzati in terapia direttamente come si trovano in natura, mentre le 2 componenti di quelli artificiali (o preparati), cioè la fase solida e quella liquida, devono essere mantenute a contatto prima dell utilizzo. L impacco può essere spalmato su tutto il corpo, su una parte in particolare o solamente sulla zona addominale. Gli effetti biologici e terapeutici sono: antiinfiammatorio, analgesico, miorilassante, eutrofico, aumentata resistenza verso le noxae patogene esogene ed endogene, azione di stimolo su numerosi processi metabolici ed effetti sulla cenestesi generale. I fanghi sono di particolare giovamento per il trattamento delle affezioni dermatologiche, delle patologie artro-reumatiche (osteoartrosi), della locomozione ed anche in ginecologia. Da non dimenticare gli effetti benefici per la salute e la bellezza delle gambe.

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