Indagine sull insegnamento delle scienze in Italia nell ambito del progetto TRACES

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1 Indagine sull insegnamento delle scienze in Italia nell ambito del progetto TRACES TRACES è un progetto di ricerca internazionale finanziato dalla Commissione Europea che studia il rapporto tra ricerca e pratica nell insegnamento delle scienze. La prima fase delle attività di ricerca del progetto è consistita in un indagine sul campo finalizzata a tracciare un quadro significativo se pur non esaustivo delle percezioni di tutti i soggetti più importanti coinvolti nel sistema educativo a proposito del divario tra ricerca e pratica nell ambito dell insegnamento delle scienze. In ognuno dei paesi partner Italia, Spagna, Israele, Argentina, Colombia e Brasile i ricercatori del progetto hanno invitato un campione di insegnanti di tutti i gradi scolastici a rispondere ad un questionario di 18 domande su aspetti dell insegnamento come la disponibilità di risorse, l interazione con i colleghi, la formazione in ingresso e in servizio, le differenze di genere, il rapporto con la ricerca didattica. Le indagini nazionali includono anche i risultati di un analisi di documenti ufficiali e studi indipendenti, al fine di inquadrare il discorso complessivo negli scenari nazionali dell educazione scientifica. Questa analisi si è focalizzata sui curriculum di scienze, sui programmi di formazione e i meccanismi di selezione degli insegnanti, le metodologie di valutazione, la disponibilità nelle scuole di laboratori ed altre risorse, la percezione pubblica di istruzione e insegnamento. I risultati delle indagini nazionali hanno contribuito alla definizione di criteri per la progettazione della seconda fase di TRACES, le azioni sul campo, che sono attualmente in corso e che ci permetteranno di indagare il tema del divario tra ricerca e pratica lavorando insieme agli insegnanti alla progettazione condivisa di percorsi educativi e riflettendo sulle strategie adottate, le difficoltà, i vincoli strutturali insiti nel sistema, i personali convincimenti su questioni cognitive e culturali. Presentiamo qui una selezione dei risultati più significativi delle risposte al questionario raccolte in Italia e incrociate con i dati raccolti durante le interviste ed i focus group. Il campione coinvolto comprende circa 1000 insegnanti distribuiti tra Nord, Centro e Sud, aree urbane, suburbane e piccoli centri, scuole primarie, secondarie inferiori e superiori. La versione completa dello studio (Deliverable 2.1) è disponibile, in lingua inglese, sul sito del progetto project.eu alla sezione Documents. I resoconti delle indagini nazionali condotte negli altri paesi partner sono contenuti nelle Deliverable , anch esse disponibili in lingua inglese sul sito del progetto. Un analisi comparata dei risultati delle diverse indagini razionali è presentata nella Deliverable 3.1 di cui, oltre alla versione inglese sul sito, è disponibile anche un resoconto riassuntivo in lingua italiana. A cura di: Emilio Balzano, Francesco Cuomo, Ciro Minichini, Marco Serpico Gruppo di ricerca in Didattica della Matematica e delle Scienze, Università degli Studi di Napoli Federico II Gli autori ringraziano l Ufficio di Statistica del Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca e tutti gli insegnanti che hanno partecipato al questionario 1

2 Idee fondamentali alla base dell insegnamento delle scienze Tra le idee più importanti citate dagli insegnanti italiani coinvolti nell indagine emergono: l approccio sperimentale/laboratoriale alla didattica; il coinvolgimento attivo degli allievi nel processo di apprendimento. Alla domanda riguardo le fonti di queste idee gli insegnanti rispondono in grandissima maggioranza l esperienza professionale (88.3%) e in misura molto minore formazione, articoli di ricerca, vita ordinaria o libri (35 39%). Siti web e i colleghi sono intorno al 30%, le riviste dedicate agli insegnati al 25%, i documenti ufficiali al 7.5%. 2

3 Risultati completi: 3

4 Fattori che maggiormente influiscono sulla pratica didattica Tra le voci più frequentemente citate emergono la formazione e la capacità di gestire i diversi argomenti. Anche l interazione con i colleghi emerge con importanza. Meno rilevanti sono la composizione socio culturale della classe, la forma delle prove di valutazione e l interazione con il dirigente. Risultati completi: 4

5 Obiettivi Per gli insegnanti italiani che hanno risposto al questionari l obiettivo più importante dell educazione scientifica è lo sviluppo del pensiero critico degli individui. Come significativamente meno importanti emergono la partecipazione alla vita sociale e l incremento delle carriere scientifiche. Risultati completi: 5

6 Cosa cambiare per migliorare l insegnamento delle scienze Abbiamo chiesto agli insegnanti di valutare tra una serie di azioni quelle che potrebbero avere maggiore impatto per un miglioramento dell insegnamento/apprendimento delle scienze. Ecco le risposte nel dettaglio: 6

7 Il primo risultato da mettere in luce è che tutte le 12 alternative proposte dal questionario sono state indicate come quanto meno rilevanti: certo non è una novità, ma emerge un quadro di forte istanza di cambiamento. Andando a guardare più nel dettaglio troviamo che le voci più citate sono state la necessità di maggiori risorse, in particolare per garantire la possibilità di attività laboratoriali, e la connessione a Internet. Anche molto rilevante appare la promozione dello scambio di idee con i colleghi e la produzione di nuovi materiali didattici, che, incrociata con la scarsissima rilevanza attribuita al cambiamento dei programmi e delle indicazioni ufficiali mette in luce il bisogno di un supporto più pratico, meno teorico o di principio. D altra parte, la sfiducia nelle indicazioni ufficiali (sono la voce meno rilevante) si può anche far risalire all affastellamento di riforme (spesso reciprocamente contraddittorie all alternarsi di governi di centro destra e centro sinistra) accumulatosi negli ultimi anni nelle politiche scolastiche del Paese. Anche il legare la pratica alla ricerca in didattica viene valutato come un miglioramento importante. La visione della ricerca in didattica come intesa dagli insegnanti è stata esplorata più approfonditamente nelle interviste e nei focus group. Emerge in effetti che la comunicazione tra il mondo della pratica e quello della ricerca è scarsa e che per gli insegnanti rimane difficile poter svolgere il proprio lavoro come un attività di ricerca. Anche l opzione coinvolgimento di attori esterni alla scuola nelle pratiche educative emerge, d altra parte, come la meno rilevante tra tutte quelle proposte in questa sezione del questionario. Meno rilevanti ma, come si è detto, pur sempre rilevanti appaiono la formazione (in ingresso e in servizio) e l organizzazione del lavoro a scuola. Ancor meno rilevanti le procedure di selezione del personale docente. Anche l opportunità di ripensare i metodi di valutazione dell apprendimento è tra le voci considerate meno rilevanti. 7

8 Abbiamo posto la stessa domanda anche ad un campione di dirigenti scolastici (81 risposte raccolte). Ecco come hanno risposto: dirigenti insegnanti 8

9 Interazione con i colleghi Abbiamo chiesto agli insegnanti quanto ritengono che l interazione con i colleghi influenzi la pratica didattica propria e quella dei colleghi stessi. Dalle risposte del nostro campione emerge in modo piuttosto definito che gli insegnanti italiani considerano rilevante l influenza dell interazione coi colleghi sulla loro pratica didattica e viceversa. Questo risultato è confermato anche dalle risposte alla domanda sui fattori che maggiormente influiscono sulla pratica didattica che abbiamo discusso sopra. Risultati completi: 9

10 Partecipazione alla ricerca Alla domanda se avessero mai preso parte a qualche programma di ricerca e innovazione in didattica delle scienze solo il 36% degli insegnanti nel campione ha risposto affermativamente. Abbiamo anche chiesto quali tra le iniziative nazionali nell'ambito dell'educazione scientifica proposte negli ultimi 10 anni si potessero considerare positive e quali negative. In questo caso le risposte sono in maggioranza positive ma, a giudicare da tutti gli altri dati a nostra disposizione, ci sembra di poter individuare una tendenza a riferirsi a esperienze positive, probabilmente anche sulla base di quelle a cui i rispondenti hanno effettivamente preso parte. Risultati completi: 10

11 Questioni di genere Abbiamo posto agli insegnanti le seguenti domande sulle differenze di genere e l insegnamento/apprendimento delle scienze: Quando progetti attività per i tuoi studenti, lo fai pensando che alcuni argomenti possano coinvolgere i ragazzi più delle ragazze o viceversa? Quando progetti attività per i tuoi studenti, lo fai pensando che le modalità in cui l'attività viene proposta (per esempio come lavoro di gruppo o individuale) possano coinvolgere le ragazze più dei ragazzi o viceversa? Se osservi che una certa attività ha coinvolto i ragazzi più che le ragazze (o viceversa), ritieni di doverne progettare una nuova sullo stesso argomento che coinvolga di più l'altro gruppo? Le risposte sono nettissimamente schierate in direzione di una scarsa valutazione del fattore di genere nell insegnamento/apprendimento, con percentuali sempre intorno al 90% dei rispondenti. Laddove la ricerca suggerisce che ragazzi e ragazze hanno diversi atteggiamenti verso diverse tematiche legate alla scienza e spesso stili di apprendimento diversi, gli insegnanti italiani (ma è un dato comune, anche se in misura variabile, agli altri paesi coinvolti nel progetto) sembrano, anche quando interpellati personalmente, dare scarsissima importanza all argomento, con reazioni spesso anche di fastidio come se fare distinzioni fosse percepito come un comportamento non corretto. Una risposta ricorrente è che ci si rapporta con la classe piuttosto che con gli individui. 11

12 Risultati completi: 12

13 Soddisfazione professionale Abbiamo chiesto agli insegnanti di valutare soddisfazione legata a diversi aspetti del proprio lavoro. Conformemente ai risultati di altri studi sugli insegnanti (ad esempio quelli della Fondazione Agnelli pubblicati nei diversi rapporti annuali), la professione appare fortemente vocazionale, con l aspetto intellettuale e quello relazionale distintamente più rilevanti rispetto a quello legato al ruolo come rappresentato e percepito dalla società. Risultati completi: 13

14 Conclusioni Incrociando i risultati dei questionari con gli spunti emersi dalle interviste e dai focus group emerge tra gli insegnanti italiani un forte senso di insoddisfazione nei confronti della situazione del sistema educativo, come confermato anche da altri studi presi in esame nella nostra analisi, come i rapporti sulla scuola della Fondazione Agnelli e le tre indagini dell istituto IARD condotte nell arco degli ultimi trenta anni. A quanto emerge dalle risposte al questionario, gli insegnanti italiani del nostro campione ritengono che molti aspetti fondamentali del sistema vadano rinnovati e migliorati: la disponibilità di risorse delle scuole, l'organizzazione del lavoro degli insegnanti, il legame con i risultati della ricerca didattica, i materiali didattici accessibili, i criteri per la valutazione dell'apprendimento, le procedure di formazione e selezione del corpo docente. Un altro risultato fondamentale e per un certo verso sorprendente viste le condizioni notoriamente disomogenee sul territorio nazionale del sistema scolastico è la sostanziale concordanza delle risposte ricevute da insegnanti di scuole del Nord, del Centro e del Sud del Paese, così come di zone aree urbane, suburbane e piccoli centri: prevale una sorta di visione di categoria che potrebbe lasciar pensare che le istanze globali risultino talmente forti da mettere in secondo piano quelle più locali, che sicuramente pure devono darsi. Anche molto interessante ci sembra quello che potremmo definire un senso di solitudine dell insegnante all interno del sistema. Da un lato come categoria rispetto alle altre coinvolte (i dirigenti, gli amministratori, i ricercatori universitari), dall altro come individui all interno della categoria. Emerge ad esempio la scarsissima rilevanza attribuita ai mutamenti delle indicazioni ufficiali e dei curriculi, l insoddisfazione nei confronti del sistema di formazione all insegnamento, la tendenza a basare il proprio lavoro essenzialmente, se non esclusivamente, sull esperienza personale, come se il sistema fallisse nella sua funzione di fornire sostegno, riferimento, ispirazione. Il rapporto con i colleghi, se pure considerato in linea di principio potenzialmente fruttuoso, è evidentemente poco incoraggiato dal sistema, nella mancanza quasi totale di occasioni di reale scambio culturale, laddove i tempi effettivamente previsti per l interazione si riducono spesso all espletamento di obblighi burocratici. La formazione stessa degli insegnanti trascura gli aspetti di collaborazione e progettazione partecipata. Laddove richiesti esplicitamente riguardo al rapporto con la ricerca didattica, gli insegnanti del campione esprimono per lo più convincimenti positivi, ma da un analisi più approfondita di tutti i dati a nostra disposizione si evince che in effetti la distanza tra i due mondi è grande. Pochi sono gli insegnanti che hanno occasione di partecipare attivamente a programmi di ricerca o comunque di interagire direttamente con ricercatori o altri esperti, per esempio quelli provenienti dai contesti informali come i musei e i science centre interattivi. I canali di comunicazione tra i due mondi indicazioni ufficiali, riviste specializzate o di categoria, libri di testo risultano per lo più inadeguati. Pochi sono gli insegnanti che sembrano poter condurre il proprio lavoro esso stesso come un attività di ricerca didattica. Aspetti dell insegnamento/apprendimento come ad esempio i fattori di genere sono presi in scarsa considerazione, in contrasto con risultati largamente condivisi nel mondo della ricerca. 14

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