OPERAZIONE VERITÀ. n.07/09 ALLE FRONTIERE SECONDA FESTA AGLIO DOP. luglio/agosto. mensile dell associazione polesana coldiretti rovigo

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1 mensile dell associazione polesana coldiretti rovigo n.07/09 luglio/agosto Anno LXIVI - n. 7 - Luglio/Agosto Direzione, Redazione e Amministrazione - Via A. Mario Rovigo - Tel Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L n. 46) art. 1 comma 1 - DCB Rovigo - Pagamento assolto tramite vesamento della quota associativa ALLE FRONTIERE OPERAZIONE VERITÀ SECONDA FESTA AGLIO DOP

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3 sommario mensile dell'associazione polesana coldiretti rovigo n.07/09 luglio/agosto mensile dell associazione polesana coldiretti rovigo n.07/09 luglio/agosto Anno LXIVI - n. 7 - Luglio/Agosto Direzione, Redazione e Amministrazione - Via A. Mario Rovigo - Tel Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L n. 46) art. 1 comma 1 - DCB Rovigo - Pagamento assolto tramite vesamento della quota associativa in copertina... ALLE FRONTIERE OPERAZIONE VERITÀ il corteo Coldiretti durante la mobilitazione di Venezia fotografia Lorenza Belletato SECONDA FESTA AGLIO DOP news&news... pag. 4 piano speciale Operazione verità alle frontiere.... pag. 6 Direzione, Redazione e Amministrazione Coldiretti Rovigo Via A. Mario Rovigo - Tel Fax Proprietario Editore Ass. Polesana Coltivatori Diretti Rapp. legale - Valentino Bosco - Via A. Mario Rovigo Direttore Adriano Toffoli Direttore Responsabile Beatrice Tessarin territorio polesine Festa dell aglio bianco polesano... pag. 11 Radicchio rosso promozione regionale... pag. 14 Coldiretti in corte Grimani a Pettorazza... pag. 16 Freskiz Comunicate fare impresa/manodopera Stampa Lavorare in campagna più facile col voucher.... pag. 17 Progetto Grafico e Impaginazione Via P.M. Fortini Fratta Polesine (RO) Stampe Violato Viale dell'industria, VI Strada Bagnoli di Sopra (PD) Responsabilità La riproduzione delle fotografie, illustrazioni e articoli pubblicati dalla rivista è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione di Coldiretti Rovigo. I manoscritti, le fotografie e le illustrazioni inviati alla redazione non saranno restituiti, anche se non unici. Coldiretti Rovigo non si assume responsabilità per i casi di eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati o di errori in cui fosse incorsa nella loro riproduzione sulla rivista. Periodicità Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L n. 46) art. 1 comma 1 - DCB Rovigo Registrazione Aut. Tribunale di Rovigo - n Maggio 1948 Iscrizione al Registro Nazionale della Stampa n Dicembre 1997 Iscrizione al ROC - Registro Operatori di Comunicazione n Novembre 2001 Tiratura 6500 copie su carta Dalum Cyclus Print certificata Ecolabel (100% Riciclata) fare impresa/finanza Fondo di rotazione per il settore primario... pag. 20 mondo epaca Nuove malattie professionali.... pag. 26 giovani in movimento Giovani Coldiretti in festa alla Mainarda... pag. 27 pensionati Diario di viaggio... pag. 28 vetrina... pag. 30

4 news&news Orticole, dal 1 luglio meno qualità Con il primo luglio 2009 è entrata in vigore l abolizione degli standard minimi di qualità per la frutta e verdura destinate al consumo fresco in Europa. Il rischio è la vendita di prodotti di scarto a prezzi elevati e l invasione di ortofrutta dall estero. Sono stati aboliti gli standard di vendita di 26 prodotti ortofrutticoli sui 36 esistenti. Continuano ad essere sottoposti a controlli di conformità in base ad una norma specifica di commercializzazione: mele, agrumi, pere, kiwi, insalate in genere, pesche e nettarine, fragole, peperoni, uva da tavola e pomodori. Sono sottoposti a controlli di conformità in base alla norma generale di commercializzazione: meloni, cipolle, fagiolini, carciofi, melanzane, cavolfiori, carote, agli, ciliegie. Vengono in pratica soppresse le regole sulla dimensione, il peso e la qualità di origine di asparagi, piselli, nocciole in guscio, albicocche, prugne e cocomeri che sono assoggettati ad una generica definizione di merce sana, leale e mercantile. I produttori di ortofrutta sottoposta ai controlli di conformità che superino i 60 mila euro di volume d affari e che non attivano la vendita diretta sono comunque tenuti all iscrizione alla Banca dati nazionale e degli operatori ortofrutticoli. Il rischio concreto è quello di una concorrenza sleale da parte dei nuovi paesi dell Est a danno dei consumatori e delle imprese agricole nazionali e delle loro cooperative, impegnate a garantire standard qualitativi da primato nella Unione Europea. L Italia è il principale produttore ortofrutticolo dell Unione con circa 24 milioni di tonnellate di frutta, ortaggi ed agrumi freschi, per un fatturato, compreso l indotto, di 22,8 miliardi di euro. Ulteriori informazioni saranno date nel prossimo numero di Terra Polesana. Per chiarimenti rivolgersi presso gli Uffici di zona di Coldiretti. Lotta alla diabrotica del mais Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha adottato in data 9 aprile 2009 un decreto, pubblicato solo in questi giorni, con il quale si rende obbligatoria la lotta alla diffusione della diabrotica virgifera virgifera Le Conte, parassita del mais, al fine di contrastarne la diffusione, attraverso gli interventi di prevenzione e di controllo del Servizio fitosanitario nazionale e dei Servizi fitosanitari regionali. Sulla base delle decisioni dell Unione, gli Stati membri devono effettuare ogni anno dei controlli ufficiali per individuare la presenza dell organismo nelle coltivazioni di mais. Qualora dai controlli risulti la presenza della diabrotica virgifera in zone prima considerate esenti, è necessario delimitare l area del focolaio entro un raggio di almeno 1 km e con un ulteriore zona di sicurezza del raggio di almeno 5 km, che circonda la stessa zona del focolaio. Il monitoraggio della presenza dell organismo è effettuato tramite l utilizzo di adeguate trappole a feromoni. Nel periodo dell anno in cui si rileva la presenza dell insetto, il mais non deve essere raccolto. Inoltre, nell intera zona del focolaio non devono essere avviate coltivazioni per i due anni successivi all ultimo anno in cui si è verificata una cattura; oppure, nei campi di mais deve attuarsi una rotazione delle colture ammettendo la coltivazione una sola volta, per ogni periodo di tre anni consecutivi. Nell anno in cui l organismo è stato rilevato ed in quello successivo deve essere effettuato un adeguato trattamento dei campi di mais, fino alla fine del periodo di deposizione delle uova e le macchine agricole utilizzate devono essere ripulite da terra e resti di altro materiale prima di essere portate fuori dalla zona infestata. In ogni caso, la situazione di emergenza venutasi a creare in alcune zone non deve costituire lo spunto per aprire un varco all introduzione del mais geneticamente modificato o all uso indiscriminato di fitofarmaci, ma occorre cercare di mantenere un equilibrio tra ricorso alle rotazioni colturali ed uso delle sostanza chimiche autorizzate dal decreto per la lotta alla diabrotica. 4

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6 piano speciale Operazione verità alle frontiere Grande mobilitazione nazionale di Coldiretti dal 20 al 23 luglio per smascherare i prodotti stranieri > A cura di Beatrice Tessarin Il progetto Filiera tutta italiana e tutta agricola va avanti. E partita la fase operazione verità alle frontiere, ossia lo smascheramento dei prodotti stranieri che entrano in Italia, magari a prezzi stracciati, e finiscono per confondersi sugli scaffali con quelli italiani, in modo da fare concorrenza sleale alle aziende agricole nostrane, sviare il consumatore e contribuire alla situazione attuale di crollo dei prezzi alla produzione. La grande mobilitazione nazionale si è sviluppata con blitz alle frontiere e ai porti in tutte le regioni italiane, dal 20 al 23 luglio. Coldiretti Rovigo ha partecipato a tutti gli eventi ed il 17 luglio, il presidente Valentino Bosco ed il direttore Adriano Toffoli hanno incontrato il Prefetto di Rovigo, Aldo Adinolfi, che si è impegnato a trasmettere ai ministeri competenti le richieste dell organizzazione e a sensibilizzare i sindaci sui controlli a livello locale. VENEZIA, 20 LUGLIO CONDIVISIONE DALLA POLITICA Alla conferenza stampa tenuta il 20 luglio alla sede di Coldiretti Veneto, il presidente regionale Giorgio Piazza con le delegazioni provinciali (per Rovigo: il vice presidente Mauro Giuriolo ed il direttore Adriano Toffoli) hanno illustrato l Operazione verità alle frontiere ai presenti: il vice governatore regionale Franco Manzato, l europarlamentare Sergio Berlato, gli onorevoli Marco Stradiotto e Giampaolo Dozzo, l assessore regionale alla Sicurezza alimentare Elena Donazzan, il presidente Questa mobilitazione è uno stimolo per capire da dove vengono i prodotti che importiamo, dove sono diretti e come vengono utilizzati. Un libero mercato è fatto di regole certe e accettate da tutti. Noi per primi vogliamo regole precise di trasparenza e ci impegniamo a rispettarle, ma queste regole devono garantire la valorizzazione della qualità di un prodotto legato al suo territorio di produzione anche in un contesto più ampio. Dove c è un prodotto straniero deve esserci scritto. I nostri soci si aspettano di fare impresa e, ovviamente, di vedere retribuito il proprio impegno. Negli ultimi due anni però, il valore economico del loro lavoro si è disperso nel vento, visto che i meloni sono venduti a 20 centesimi, il latte a 27 e la lista potrebbe continuare. Dopo aver certificato i propri percorsi produttivi, aver tenuto i quaderni di campagna e di tracciabilità delle produzioni, le nostre aziende non vedono riconosciuto questo valore aggiunto che non si riflette a beneficio del consumatore. Il G8 agricolo si è concluso con l auspicio che non siano più affamati l Africa ed i Paesi in via di sviluppo, ma non siamo sulla strada giusta se si continua a portar via a basso costo i loro prodotti, mettendo in difficoltà le loro economie e anche le nostre. Se l obiettivo del G8 è di dettare nuove regole per costruire un futuro migliore per tutti, è necessario contribuire alle economie dei Paesi poveri pagando il giusto le loro produzioni e dando alle nostre produzioni il riconoscimento che meritano. In questo contesto mondiale di crisi generale, il sistema agroil commento alimentare italiano ha aumentato l export del per cento nel 2008, senza che questo abbia comportato alcuna ricaduta positiva sul mondo della produzione. Eppure, da dove viene il prodotto che esportiamo come made in Italy? Noi non vogliamo una chiusura verso i nuovi mercati, ma pretendiamo che siano messi in trasparenza i percorsi produttivi e le provenienze. Questa manifestazione è importante per richiamare l attenzione delle istituzioni e del mondo politico sulle implicazioni economiche negative che le importazioni selvagge hanno per il nostro Paese: stiamo distruggendo la nostra agricoltura e tutta la filiera ed il valore aggiunto che dovrebbe ricadere sul territorio. A rigor di logica, in tempo di crisi, il settore primario dovrebbe soffrire meno degli altri perché il consumatore continua ad avere la necessità di alimentarsi. Invece l agricoltura sta soffrendo moltissimo: ortofrutta, cereali, zootecnia, non c è un comparto che si difenda meglio degli altri. Da qui l importanza di partecipare a queste manifestazioni nei luoghi strategici dell import per monitorare ciò che entra dall estero e con l auspicio che siano resi pubblici i dati secretati dal Ministero della Salute per capire dove finisce il latte che importiamo, visto che circa il 50 per cento del prodotto consumato viene dall estero. Valentino Bosco Vice Presidente Coldiretti Veneto Presidente Provinciale Coldiretti Rovigo 6

7 piano speciale VENEZIA, 21 LUGLIO IN REGIONE E AL PORTO Il 21 luglio gli allevatori di Coldiretti da tutto il Veneto e una nutrita rappresentanza di Rovigo hanno organizzato un sit-in davanti alla sede dell Assessorato regionale alla Sanità, dove sono stati ricevuti dall assessore alla Sicurezza alimentare, Elena Donazzan. «Noi siamo con voi, la gente è con voi - ha detto l assessore - in una battaglia giustissima che vuole semplicemente dare al consumatore la libertà di essere informato e di poter scegliere». La manifestazione si è poi diretta al porto di Venezia, dove ha incontrato il presidente dell Autorità portuale, Paolo Costa, il quale si è dichiarato didella IV commissione regionale Clodovaldo Ruffato e della prima Amedeo Gerolimetto. «Chiediamo alla politica di essere al nostro fianco - ha spiegato Piazza - per costruire una filiera tutta italiana che sia ben riconoscibile in tutto il mondo. Ci rendiamo conto dell importanza del settore agro-industriale nell economia regionale e nazionale, ma vorremmo che si introducesse una completa trasparenza nelle produzioni per consentire un consumo consapevole da parte dei cittadini». «Quello che chiede Coldiretti - ha confermato Manzato - è una nostra richiesta, che il Veneto ha anche tradotto, unica Regione italiana, in una proposta di legge nazionale riguardante la provenienza del latte: è un atto dovuto ai consumatori, ma anche all impegno dei nostri agricoltori, che producono in qualità e che vedono vanificare i loro sforzi a fronte di importazioni a buon mercato che quasi mai l acquirente finale sa dove finiscono». Raggiunto al telefono anche l onorevole Luca Bellotti della Commissione agricoltura della Camera, ha appoggiato le motivazioni di Coldiretti: «Una sensibilizzazione sull origine dei prodotti è senz altro importante - ha dichiarato - soprattutto se vi corrisponde una forte repressione delle contraffazioni, specie nel settore agroalimentare, dove è in gioco la salute dei cittadini. Parole come trasparenza e identità certa sono d obbligo per chi vuole fare una buona agricoltura italiana. E un progetto economico che corrisponde agli intenti del Governo». In Italia, si producono 110 milioni di quintali di latte e s importano 80 milioni di quintali, tuttavia chi consuma forse non sa che 1 litro su 2 non è italiano. In Veneto, terza regione produttrice in Italia, con allevamenti che producono quintali di latte, si rileva una caduta netta della redditività dell impresa. Situazione simile nel comparto cerealicolo, dove l import del grano tenero è pari alla produzione nazionale. L ortofrutta, infine, è in forte sofferenza laddove incontra la concorrenza straniera. «Il sistema sanitario nazionale, attraverso i suoi servizi territoriali, è a conoscenza dei percorsi di partenza e di destinazione di tutti i flussi di latte e derivati - ha continuato Piazza - E importante, dunque, pubblicizzare i dati, per assicurare ai cittadini e agli operatori una completa informazione che oggi manca, nonché intensificare i controlli sanitari sulla qualità dei prodotti che arrivano in Veneto dall estero». 7

8 piano speciale di uno strapotere contrattuale da parte dei nuovi forti della filiera agroalimentare». Il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia ha presentato giovedì 23 luglio al tavolo lattierocaseario, un decreto sull etichettatura di origine obbligatoria per il latte e i suoi derivati che, poi, presenterà in sede comunitaria. «Se riusciremo a far passare la nostra linea in Europa, come abbiamo già fatto per l olio vergine ed extravergine - ha commentato il ministro - i consumatori potranno finalmente conoscere con esattezza la provenienza del latte, compreso quello a lunga conservazione, molto spesso di origine straniera». «Quelle dei coltivatori sono richieste sacrosante, nell interesse comune di consumatori e produttori: il Veneto è al loro fianco e non solo a parole». Lo ha detto il vice governatore del Veneto Franco Mansponibile a ospitare tutte le autorità preposte ai controlli per identificare e verificare le merci agroalimentari in arrivo. BRENNERO, LUGLIO VERITA ALLA FRONTIERA Migliaia di allevatori e produttori provenienti da tutte le Regioni, si sono alternati nel presidiare il valico del Brennero a partire dal 21 luglio per aprire i tir e verificare cosa arriva dall estero e dove va a finire. Coldiretti Rovigo ha raggiunto le proprie postazioni il 23 luglio. Intanto, la mobilitazione al valico è stata aperta dal presidente confederale Sergio Marini, che è stato raggiunto dal ministro per le Politiche agricole Luca Zaia. «La battaglia continuerà ad oltranza - ha dichiarato il presidente Marini - fino a quando non otterremo garanzie sulla trasparenza dell informazione ai consumatori e sull etichettatura obbligatoria di tutti i prodotti. Lo avevamo preannunciato lo scorso 30 aprile, nella convention di Roma per una filiera agricola tutta italiana, che non avremmo più accettato il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come Italiano, un inganno enorme ai danni del consumatore, e il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli a causa 8

9 zato, convenuto anche lui al Brennero assieme al presidente della Commissione agricoltura Valdo Ruffato e al presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazza. «Come Regione - sottolinea Manzato - stiamo per chiudere gli accordi con la grande distribuzione perché i prodotti veneti certificati siano resi più riconoscibili nelle corsie dei supermercati con il logo ombrello regionale: il Leone di San Marco affiancato dalla stella a sette punte e dalla frase Veneto". Tra la terra e il cielo. E questo sarà un passo importante, alla luce di quanto verificato in alcuni grandi punti di vendita e di quello che si è visto nel corso del presidio al Brennero - aggiunge Manzato - dove è transitata persino il succo d arancia brasiliano diretto in Sicilia. Per carità, tutto regolare e legittimo, ma chi compera non sa quale sia la vera origine della materia prima e con una sorta di inganno è convinto di mangiare italiano, quel made in Italy così ricercato e ben pagato all estero». Cisterne di panna e fiumi di latte dalla Germania diretti a Granarolo (Bologna), nota patria delle coop lattiero-casearie e alla Cooperlat di Ancona; un mare di prosciutti tedeschi e polacchi diretti a Vignola (Modena), zona di produzione del prosciutto di Parma dop; pomodori e peperoni olandesi in viaggio verso i mercati di Verona; lattughe surgelate e confezionate provenienti dalla Svezia per la grande distribuzione di Treviso e Verona. E solo un piccolo campionario delle scoperte di Coldiretti Rovigo, che per tutta la giornata di giovedì 23 luglio ha presidiato il valico del Brennero, assieme alle federazioni bellunese e veneziana. «Come produttori agricoli, ci sentiamo presi in giro dall industria alimentare - dichiara Giuseppe Benazzo, presidente di Coldiretti Lendinara, sentito al telefono durante il presidio - Ciò che impressiona è che tutti i prodotti che abbiamo visto passare, prosciutti, pomodori Pachino, cisterne di latte e panna, sono lettera tutti diretti proprio verso le zone italiane tipiche di produzione. Questa è vera pirateria agroalimentare». «Stiamo affiancando i Nas, la Polizia e la Guardia di finanza nel fermare e controllare tutti i tir cisterna ed i camion frigo, al ritmo di due per volta - spiega Romeo Boaretto, vice direttore di Coldiretti Rovigo dalla frontiera - con noi anche un folto gruppo di Giovani impresa Rovigo». La coda dei veicoli è interminabile, come il quantitativo impressionante di prodotti agroalimentari che attraversano il valico nell arco di pochi minuti e che sono destinati a confondersi col made in Italy. «Fiumi di latte e panna tedeschi - conferma Michele Bragioto, segretario di Coldiretti Lendinara - diretti ovunque in Italia. Pensate al latte che deve arrivare in Puglia e che da qui percorre altri chilometri che impatto ambientale comporta! Con i Nas abbiamo trovato un tir carico di che è stata subito sottoposta a prelievo. Dentro ci può essere qualunque cosa. Poi, tantissima frutta dall Olanda». «Frutta e verdura per le catene Metro - conferma Guido Sacchetto, tecnico della sicurezza di Coldiretti, anche lui presente al presidio - e anche tantissimi fiori olandesi. I Nas hanno completamente svuotato un tir di fiori per controllarlo da cima a fondo». piano speciale GALAN SCRIVE A SACCONI Il governatore veneto Giancarlo Galan ha scritto al ministro della Sanità, Maurizio Sacconi affinché gli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari, i quali ricevono dagli importatori le comunicazioni sui prodotti alimentari importati e attivano le Asl per i controlli sanitari, rendano pubbliche le informazioni relative ai soggetti che importano prodotti lattiero caseari per tipologia e quantità. «La Regione - scrive Galan - intende promuovere un tavolo istituzionale di coordinamento permanente tra i diversi enti che, a vario titolo e per differenti finalità, operano controlli nel settore, anche al fine di avviare un monitoraggio sistematico». Il ministro Maurizio Sacconi ha prontamente convocato un tavolo con i produttori del latte e tutti gli altri attori sociali e istituzionali interessati "per discutere di tracciabilità e pubblicità e per aprire un percorso di maggiore trasparenza del mercato". 9

10 piano speciale PADOVA, 23 LUGLIO CONTROLLI ALL AUCHAN Aglio cinese confezionato come aglio spagnolo. Tra lo sconcerto dei consumatori intenti a fare la spesa. E l inganno della grande distribuzione, scoperto dai soci produttori della coop Il Polesine, che con Coldiretti Rovigo hanno presidiato il Centro commerciale Giotto di Padova, sede dell Auchan. I produttori di aglio bianco polesano, col loro prodotto alla mano, hanno mostrato alle casalinghe la differenza abissale (per sapore, consistenza, aroma, conservabilità, colore, forma) tra l aglio cinese e l aglio nostrano Dop. A tutti sono state regalate due teste d aglio per imprimersi nella mente e nel gusto cosa significa prodotto italiano, fresco, di origine certa. Le persone sbigottite hanno cominciato a chiedere informazioni su tutto quello che compravano. «La gente si avvicina spontaneamente ai soci - ha dichiarato il direttore di Coldiretti Rovigo, Adriano Toffoli, raggiunto al telefono al presidio di Padova - con grande disponibilità e voglia di conoscere. Le persone stanno cominciando a capire come vengono quotidianamente prese in giro nel momento in cui si avvicinano ai banchi dei supermercati, dove ci sono dei prodotti travestiti. Se l aglio cinese è mascherato da spagnolo - ha commentato Toffoli - significa che anche in Spagna è invalsa la bella abitudine di mescolare il prodotto locale con quello cinese, esattamente come personalmente abbiamo constatato in qualche supermercato italiano. Ribadiamo - ha concluso - che Coldiretti non è contro i prodotti stranieri, ma pretendiamo che la loro provenienza sia specificata sull etichetta, in modo che il consumatore possa scegliere consapevolmente». 10

11 Festa dell aglio bianco polesano Ad Arquà esposizioni, degustazioni ed un convegno sull importanza del marchio Dop > A cura di Beatrice Tessarin territorio polesine ARQUA POLESINE (RO) - La seconda edizione della Festa provinciale dell aglio bianco polesano si è tenuta sabato 18 e domenica 19 luglio, nella cornice del Castello di Arquà Polesine. Una girandola di espositori, trattori d epoca, un convegno e l aglio bianco polesano: presente nelle esposizioni, al Concorso Grappolo d oro e allo stand gastronomico, sotto specie di fumanti spaghetti aglio, olio e sarde. La manifestazione è nata sotto il patrocinio della Camera di commercio e dell Azienda speciale per i mercati di Lusia e Rosolina, oltre che della Provincia di Rovigo, del Comune di Arquà e dell Unione nazionale delle Pro loco italiane (Unpli), col contributo indispensabile della Pro loco di Arquà e della coop Il Polesine, sotto l occhio vigile dei rispettivi presidenti, Maria Luisa Ceciliato e Claudio Salvan, oltre che di Coldiretti, Confagricoltura e Cia. L evento è stato ripreso dalla trasmissione Verde a Nordest per Tele Chiara e Tele Veneto. Il video si può vedere su IL CONVEGNO Aglio bianco polesano Dop: una ricchezza per il territorio. E il titolo del convegno che si è tenuto nel pomeriggio di domenica 19 per parlare delle problematiche e delle opportunità che si aprono quando un prodotto tipico riesce ad ottenere il riconoscimento del marchio di tutela europea della denominazione d origine protetta (Dop), come l aglio bianco. Attualmente la protezione del nome aglio bianco polesano è accordata a livello nazionale in attesa del completamento dell iter di approvazione europeo. Ad aprire le relazioni è stato il direttore dell Apo Veneto Friulana, Gian Paolo Dal Bo che leggendo le sue slide ha detto: «Le Dop e Igp nascono come strumento di tutela dalle imitazioni ed esprimono una maggior valenza per i prodotti, che consente di commercializzarli oltre la zona di produzione. Occorre però affiancare al riconoscimento comunitario uno speciale sviluppo commerciale e promozionale, perché il consumatore è disposto a pagare di più il prodotto certificato se lo conosce». «In generale - ha precisato Dal Bo - si riscontra da parte dei produttori una diffusa volontà di non aderire ai sistemi di certificazione Dop/ Igp, soprattutto per i costi». Il direttore dell Apo ha ribadito l importanza che il consorzio di tutela gestisca il 100 per cento del prodotto e che la commercializzazione sia devoluta interamente ad altro consorzio unico. L adesione generalizzata dei produttori a strutture in grado di gestire raccolta, promozione e vendita del prodotto è fondamentale, sia per abbattere i costi di certificazione, sia per elaborare veri programmi di commercializzazione in grado di interessare mercati lontani dalla zona di produzione. Marzia Manzetto di Coves, struttura commerciale 11

12 territorio polesine dell Apo, ha ricordato che la forza del marchio Dop/ Igp sta nel fatto di essere collettivo, espressione di un intero territorio e che comunica sicurezza al consumatore in quanto presuppone una serie di garanzie dichiarate. «Proprio per questa forza del marchio - ha concluso - la gdo non intende affatto proporlo sui propri scaffali perché il marchio collega direttamente il produttore al consumatore e lo Il 2009 per l aglio bianco polesano sembra un'altra annata difficile. La superficie investita è di poco inferiore al 2008 e si attesta attorno ai 400 ettari coltivati, con una produzione stimata di quintali. La produttività e la qualità sono fortemente differenziate tra le superfici irrigue e quelle non irrigue, determinando una larga forbice di prezzo e di redditività tra un prodotto e l'altro. Già alla partenza del mercato del prodotto fresco (cinesefrancese) i prezzi sono stati fortemente penalizzati dalle importazioni (come al solito), ma anche da un generalizzato calo dei consumi. L'aglio fresco lavorato "primaticcio" che, per larghissima parte, viene commercializzato attraverso il Mercato di Lusia, sta registrando una media dei prezzi di 50 centesimi/kg: inferiore all'anno scorso (minimo euro 1/Kg massimo euro 1,60/Kg). Una situazione che si è mantenuta per tutta la durata degli estirpi col prodotto in mazzo in campagna venduto al prezzo è di euro 0,35-0,50/Kg: il 20 per cento in meno del costo di produzione. Allo stato attuale il mercato del prodotto secco ha registrato un leggero miglioramento e speriamo che l evoluzione continui. Uscire da questa situazione non sarà facile e nessuno ha la bacchetta magica. Però agendo su più fronti, un po alla volta i risultati potrebbero arrivare. In particolare, serve una forte ristrutturazione aziendale. L aglio non può più continuare ad essere considerato una coltura d azzardo, ma deve far parte di un programma e di una strategia aziendale. Non può essere il secondo lavoro di alcune categorie o l investimento o la speculazione di personaggi al di fuori del mondo agricolo. La coltivazione e l ottenimento di un prodotto valido, necessitano di una forte professionalità, di scelte varietali, di tecniche di produzione moderne, di capacità di gestire l offerta del prodotto. Sarebbe ora di lasciar da parte l individualismo di ogni singolo produttore per far prevalere quello spirito di aggregal analisi zione sotto varie forme che permette di essere interlocutori con il mercato e non di subirlo solo passivamente. Essendo presidente di una cooperativa conosco quanto sia difficile mantenere unite le persone, ma solo così si riuscirà ad avere una massa critica di prodotto capace di interessare il mercato. E necessario, poi, agire sul fronte della programmazione e commercializzazione. I produttori di aglio fresco dovrebbero dialogare e interloquire fra loro e con gli standisti del Mercato di Lusia in modo da avere un offerta più consona a quelle che sono le richieste di mercato. Programmare e calmierare l offerta nel tempo, significa avere prezzi più alti e più stabili. E assurdo che tre o quattro giorni di intasamento del mercato deprimano il prezzo per più di due settimane, durante le quali si perde tutta la redditività del prodotto. Al fine di mantenere un prezzo interessante sono importanti anche le scelte delle tecniche colturali, delle varietà ed eventualmente dell essicazione del prodotto. A Rovigo il prezzo dell aglio in mazzo è fissato in base agli scambi gestiti da un mediatore e mezzo. L offerta è troppo frammentata così come la tipologia del prodotto è troppo difforme, sicché in Polesine si spuntano prezzi sempre più bassi che a Piacenza o Voghiera (Fe), pur avendo un prodotto che per qualità è simile se non superiore. Noi fino ad oggi non siamo mai riusciti a comunicare al mercato e al consumatore finale la validità del nostro prodotto. Se sapremo cogliere le opportunità offerte dai farmers market, dalle proposte di spesa a km zero, dalla tracciabilità del prodotto, dal legame col territorio, dalla filiera corta, dalla Dop (che dal prossimo anno sarà operativa); se sapremo vestire e confezionare il prodotto in modo rispondente alle richieste di mercato, allora cominceremo a vedere i primi risultati positivi. Nella speranza che ciò avvenga al più presto, auguro un buon lavoro e successo a tutti i produttori. Claudio Salvan, Presidente Coop Il Polesine 12

13 attrae, facendo così perdere alla gdo il controllo sui gusti del consumatore stesso». Se i prodotti certificati possono essere più remunerativi per i produttori, certamente fanno bene alla salute del consumatore. A sostenerlo la dietista Sandra Bassini dell Ulss 18 di Rovigo, la quale ha illustrato i benefici delle orticole di stagione nella dieta alimentare. «Sono più ricchi di sapore e di sostanze nutritive - ha chiarito la dottoressa - e andrebbero consumati entro pochi giorni dall acquisto, in quanto, più passa il tempo, più si degradano alcuni nutrienti, soprattutto la vitamina C». In particolare, passando alle proprietà dell aglio, «Fluidifica il sangue - ha specificato - è un antisettico, antibatterico, antiossidante e antitumorale. Per mantenere inalterate queste caratteristiche l aglio andrebbe consumato crudo. Per ovviare alle conseguenze dell alito pesante - ha aggiunto - si deve privare lo spicchio d aglio del piccolo germoglio verde interno». La presidente della Provincia di Rovigo, Tiziana Virgili, chiudendo i lavori ha dichiarato: «Il Polesine merita di essere conosciuto anche per i suoi prodotti agricoli e la nostra istituzione si mette fin da ora a disposizione per promuovere e valorizzare questi nostri prodotti eccellenti». IL PREMIO GRAPPOLO D ORO Quest anno ben 23 produttori di aglio hanno concorso per il Premio Grappolo d oro, attribuito al grappolo di bulbi che meglio risponde alle caratteristiche del disciplinare. Il vincitore assoluto è stato Mario Bonavigo, produttore e socio Coldiretti di Guarda Veneta, col grappolo numero 1, composto di bulbi bianco latte e la tipica forma rotonda. «Coltivo aglio da oltre 40 anni - ha commentato - Ci vuole passione e un pizzico di fortuna perché il clima ci assista. I prezzi in questo momento sono bassi - aggiunge - ma il nostro sistema di lavorazione, completamente a mano, ci consente ancora di spuntare qualcosa in più». Secondo classificato Chiara Borgato e al terzo posto Riccardo Rossi. Se i primi tre campioni hanno guadagnato una scintillante coppa-premio, a tutti quanti è andato un attestato di partecipazione e un ringraziamento speciale: Luigino Guarise, Sandro Vendemmiati, Marina Braiato, Angela Salvan, Luigi Guolo, Mario Busato, Gino Toso, Delfina Felisatti, Corrado Crepaldi, Marco Sichirollo, Claudio Marcello, Martino Cazzadore, Nicola Oselin, Roberto Rossi, Pierino Romagnolo, Giada Corrain, Mirco Vendemmiati, Luca Marcello, Paolo Rossi, Guido Beretta. territorio polesine 13

14 territorio polesine Radicchio rosso promozione regionale La Giunta del Veneto ha approvato un programma di finanziamenti per il rilancio dell orticola > Beatrice Tessarin «Un passo fondamentale per rilanciare il marchio di Indicazione geografica protetta (Igp) del radicchio rosso di Chioggia, soprattutto nell area del Delta - ha dichiarato il direttore di Coldiretti Rovigo, Adriano Toffoli commentando il nuovo Programma regionale di promozione e valorizzazione del radicchio e del suo territorio, approvato dalla Giunta del Veneto - Questa è la dimostrazione che se si fa squadra e c è il senso di responsabilità delle istituzioni, come è avvenuto nelle persone degli assessori regionali al Bilancio, Isi Coppola e alle Politiche agricole, Franco Manzato, si ottengono dei risultati concreti e importanti». Il Programma di promozione del radicchio di Chioggia, che è parte di un generale Programma di valorizzazione del Primario che prevede risorse per 210 mila euro, servirà al finanziamento di iniziative per il miglioramento della commercializzazione del radicchio rosso collegata alle tipicità locali e alla promozione ambientale-turistico del Delta. «Il risultato è arrivato grazie alla concertazione tra Coldiretti con le aziende agricole dell area dell Igp radicchio rosso e i due assessorati regionali, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata - ha aggiunto Toffoli - ed ora compete alla Cooperativa ortolani di Rosolina, all Apo Veneto Friulana e al Consorzio di tutela del radicchio rosso di Chioggia di utilizzare al meglio i fondi ottenuti, per rilanciare la nostra orticoltura del Delta, così fortemente provata dalla grave crisi di mercato degli ultimi anni. Soltanto promuovendo e valorizzando i nostri prodotti tipici riusciremo a risollevare le sorti del comparto». 14

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16 territorio polesine Coldiretti in corte Grimani a Pettorazza Una giornata di educazione alimentare e giochi nella natura per i bambini della scuola primaria > Mauro Giuriolo, vice presidente provinciale Coldiretti Rovigo PETTORAZZA GRIMANI (RO) - Il complesso rurale di Villa Grimani a Pettorazza è uno dei nuclei architettonici più importanti del Veneto; edificato nel 500 e ultimato nel 700 dall omonima famiglia trasferitasi in Polesine, si estende sotto l argine dell Adige, per una superficie di 2 ettari e forma un quadrilatero composto da casa padronale, granai, stalla e barchessa, con al centro un enorme aia. Domenica 10 maggio 2009 la Villa Grimani è stata lo scenario della giornata conclusiva del percorso del progetto di educazione alimentare organizzato dalla maestra Annalisa Cecconello per la scuola primaria G. Rodari di Pettorazza, in collaborazione con la dottoressa Italia Conforti, titolare della farmacia di Pettorazza e Paola Fuggetta, presidente di Seva onlus, che ha lo scopo di realizzare progetti di sostegno ai bambini di strada nei Paesi del sud del mondo. A tale bella iniziativa ha partecipato anche Coldiretti, sensibile al tema dell educazione alimentare delle scolaresche e impegnata a favorire il consumo nell alimentazione dei bambini, di prodotti di stagione e di qualità, provenienti delle nostre campagne. La giornata è iniziata alle 10 e trenta con una passeggiata dei bambini lungo le splendide rive dell Adige, accompagnati dai genitori e dalle maestre, durante la quale sono state inaugurate le tre panchine gentilmente offerte alla comunità di Pettorazza dalla Farmacia Italia Conforti, dalla ditta Barbuiani di Adria e dall impresa Pianta costruzioni. Alle 12 e trenta il gruppo è arrivato presso la Corte Grimani per un pic nic in compagnia, gustando cibi naturali preparati dalle mamme e prodotti del nostro territorio, offerti dalla Sezione della Coldiretti di Pettorazza, come fragole fresche dell azienda Peratello Francesco di Salara, marmellate e succhi di frutta prodotti dall azienda Galassa di Gavello. Poi i bambini hanno lavorato con la pasta di mais aiutati dalla signora Monica Grandi della fattoria didattica Corte San Lorenzo e hanno giocato al tiro alla fune e alla corsa con i sacchi. I bambini si sono divertiti un mondo grazie all esperienza, alla capacità di coinvolgimento e bravura di Monica Grandi. Coldiretti ringrazia tutti coloro che si sono adoperati a rendere così bella questa giornata, felice di aver potuto dare il proprio contributo ad una iniziativa così importante. 16

17 Lavorare in campagna più facile col voucher Semplificazioni e agevolazioni alle aziende agricole che impiegano personale stagionale > Elena Marchetto, capo settore Ufficio manodopera Lavorare in campagna oggi è più facile con il voucher. I voucher sono buoni per retribuire il lavoro occasionale accessorio e rappresentano un importante novità del 2009 per tutte le aziende agricole, che hanno la necessità di lavoratori stagionali anche per pochi giorni. COSA SONO Dopo la sperimentazione avvenuta nel 2008 per la sola vendemmia, a partire da quest anno, i voucher possono essere utilizzati dalle generalità delle aziende agricole per tutte le attività agricole di carattere stagionale. In via esemplificativa, ma non esaustiva, sono da considerarsi attività agricole stagionali: le attività di raccolta dei prodotti agricoli, le prestazioni rese nell ambito di attività connesse all agriturismo, le operazioni di potatura in genere. SOGGETTI INTERESSATI I voucher in agricoltura sono destinati ad alcune categorie particolari di lavoratori: - pensionati - giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado - casalinghe - lavoratori beneficiari di misure a sostegno del reddito (disoccupazione, mobilità, cassa integrazione). Se l azienda agricola ha un volume d affari inferiore a 7000,00 euro, può utilizzare i voucher per retribuire prestazioni occasionali rese da qualsiasi soggetto lavoratore, anche non appartenente alle suddette categorie. COME FUNZIONANO I datori di lavoro, in base alle giornate presunte da retribuire, effettuano un versamento sul conto corrente postale appositamente istituito e, con la ricevuta, ritirano, tramite Coldiretti Rovigo, i voucher-buoni corrispondenti presso la sede Inps competente. I voucher sono del valore nominale di 10 euro e costituiscono il compenso per la prestazione ef- fettuata. Tale importo non corrisponde alla paga oraria, ma si deve sempre far riferimento a quanto stabilito nella contrattazione collettiva per gli operai agricoli, in base al tipo di attività svolta dal prestatore nello specifico. Il lavoratore potrà riscuotere i buoni presso qualsiasi ufficio postale e riceverà 7,50 euro per ogni buoni presentato all incasso. La differenza tra il valore nominale pagato dal datore di lavoro al momento dell acquisto e il valore netto incassato dal prestatore al termine delle operazioni, è trattenuta alla fonte dall Inps sia per il versamento dei contributi alla gestione separata Inps, che per il versamento all Inail come copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro. In questo modo, da un lato il datore di lavoro beneficia di prestazioni totalmente regolari, con copertura assicurativa Inail, senza rischio di vertenze sulla natura della prestazione e senza la necessità di stipulare alcun contratto; dall altro il lavoratore attraverso il lavoro occasionale accessorio riceve un compenso esente da qualsiasi imposizione fiscale con copertura previdenziale e assicurativa. L importo percepito non incide sull eventuale stato di disoccupato/inoccupato del prestatore d opera. Ciascun prestatore non potrà ricevere, nell arco dell anno solare, compensi superiori ad euro 5000,00 da parte dello stesso committente. L importo è ridotto ad euro 3000,00, quando il prestatore è un lavoratore che beneficia di indennità di mobilità, disoccupazione o cassa integrazione. L Ufficio paghe provinciale di Coldiretti e le Segreterie di zona sono a disposizione delle aziende agricole per maggiori informazioni. fare impresa/manodopera 17

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20 fare impresa/finanza Fondo di rotazione per il settore primario Ripartono i finanziamenti per gli investimenti delle aziende agricole > A cura di Confidagri Veneto Con la Dgr 3714 del 2 dicembre 2008 (Bur n. 104 del 19 dicembre 2008) è stato riattivato il fondo di rotazione per il settore primario. E un opportunità interessante per le aziende che devono fare investimenti nel settore agricolo. I beneficiari del contributo in conto interesse del fondo di rotazione sono: aziende agricole i cui titolari siano imprenditori agricoli di cui all art. 2 della Legge regionale n. 40/2003, in possesso dei seguenti requisiti: - imprenditore agricolo ai sensi dell art del Codice civile; - età inferiore a 65 anni; - possesso di sufficiente capacità professionale. FORME TECNICHE COPERTURA MASSIMA IMPORTI** DURATA *** (COMPRESO IL PREAMMORTAMENTO) PREAMMORTAMENTO*** FINANZIAMENTI AGEVOLATI LOCAZIONI FINANZIARIE AGEVOLATE * 100% DELL INVESTIMENTO AMMESSO SINGOLA AZIENDA AGRICOLA COOPERATIVE DI CONDUZIONE COSTITUITE TRA IMPRENDITORI AGRICOLI INVESTIMENTI IMMOBILIARI ALTRI INVESTIMENTI INVESTIMENTI IMMOBILIARI ALTRI INVESTIMENTI MIN ,00 MAX ,00 MIN ,00 MAX ,00 MAX 120 MESI MAX 60 MESI MAX 24 MESI MAX 12 MESI * per le tipologie di investimento compatibili con tale strumento, che si concretizzano nell acquisizione di impianti, attrezzature e macchinari produttivi. ** L importo massimo vale anche come limite di importo (nominale) di più operazioni agevolate riferite alla medesima impresa e contemporaneamente in ammortamento nell ultimo quinquennio. *** Per investimenti sia immobiliari che di altra natura ( dotazionali ) la durata massima ed il relativo periodo di preammortamento saranno calcolati in modo proporzionale. % SUL COSTO DEL PROGETTO AMMESSO E REALIZZATO TASSO APPLICATO ALLE QUOTE QUOTA FONDO 50% ZERO QUOTE QUOTA BANCA / SOC. LEASING 50% TASSO BANCA EURIBOR 3/6 MESI M.M.P. DIVISORE MAX 2 PUNTI DI SPREAD ANNUI TASSO AGEVOLATO A CARICO DEL BENEFICIARIO 50% DEL TASSO BANCA 20

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