Lo stile di comando. teoria degli stili comportamentali. teoria contingente. teorie di processo. Corso di E. A. 1

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1 Lo stile di comando teoria degli stili comportamentali teoria contingente teorie di processo Corso di E. A. 1

2 Lo stile di comando La leadership può essere definita come il processo attraverso il quale il leader cerca di indirizzare, utilizzando la propria influenza, il comportamento dei propri subordinati al raggiungimento dei fini aziendali. Sostanzialmente, l analisi degli stili di leadership si traduce in un analisi dei modelli di comportamento che un manager adotta ogniqualvolta deve pianificare, organizzare, motivare e coordinare le risorse umane da lui gestite. Corso di E. A. 2

3 Lo stile di comando Gli studi sulla leadership si sono posti l obiettivo di esaminare i modelli di comportamento sotto il profilo della loro efficacia, di identificare cioè gli stili che mettessero i leader in grado di influenzare in maniera efficace i subordinati. Le dimensioni oggetto di interesse nell ambito di un analisi degli stili di leadership, enfatizzate dai differenti approcci, sono: la suddivisione del potere decisionale tra leader e follower; l orientamento del leader al compito o alla relazione; come il leader riesce a motivare ed influenzare i subordinati. Corso di E. A. 3

4 Lo stile di comando: teoria degli stili comportamentali Il primo e più famoso contributo scientifico sugli stili di leadership è quello di Lewin, White e Lippit (1939), basato sulla suddivisione del potere decisionale tra leader e follower, che ha consentito di individuare tre differenti stili di leadership: lo stile autoritario, cui corrisponde una struttura accentrata del processo decisorio, lo stile democratico (o partecipativo), che prevede una partecipazione dei collaboratori ai processi decisionali lo stile permissivo, cui corrisponde una struttura decentrata del processo decisorio. Corso di E. A. 4

5 Stile di leadership Chi decide Modalità svolgimento lavoro Valutazione prestazioni Stile autoritario Organo superiore Dettagliatamente prescritte dal superiore e impartite al subordinato Sulla base di apprezzamenti personali volti all esame dei comportamenti anziché dei risultati Stile democratico Stile permissivo Negoziazione tra superiore e subordinato Subordinati Concordate con i subordinati i quali provvedono a distribuirsi i compiti Autodefinite dai subordinati, eventualmente assistiti dal superiore Basata sull apprezzamento dei fatti Basata sull autovalutazione Corso di E. A. 5

6 Lo stile di comando: le teorie contingenti La ricerca sugli stili comportamentali ha rivelato che non esiste uno stile di leadership migliore a priori: l efficacia di un particolare stile di leadership dipende dalla situazione contingente. Le teorie contingenti sulla leadership, nate nel tentativo di spiegare gli scarsi risultati delle teorie degli stili e dei tratti, suggeriscono che l efficacia di un particolare stile comportamentale dipenda dalle situazioni: poiché le circostanze cambiano, stili diversi possono essere appropriati. Corso di E. A. 6

7 Lo stile di comando: le teorie contingenti Le teorie contingenti respingono pertanto l idea che esista un solo stile di leadership eccellente. Nella definizione dello stile di leadership più appropriato da utilizzare (ossia più efficace) occorre tenere conto di tre differenti variabili: l orientamento del leader; le caratteristiche dei collaboratori; le caratteristiche della situazione specifica. Corso di E. A. 7

8 Lo stile di comando: le teorie contingenti I teorici delle teorie contingenti/situazionali hanno incrociato le tre variabili descritte, ottenendo una serie di stili di comportamento. Il pensiero comune di tale filone di studi è che i leader efficaci possiedano più di uno stile di leadership e che dovrebbero adeguare il modello di comportamento in relazione alle caratteristiche dei collaboratori e alle caratteristiche situazionali. Corso di E. A. 8

9 Lo stile di comando: le teorie di processo Le teorie sono denominate teorie di processo perché si focalizzano sull analisi dei processi attraverso i quali si sviluppano le relazioni leader e subordinato. Nella seconda metà degli anni 80, cambia il modo di guardare alla leadership, alla quale non si chiede più solo di motivare i dipendenti all interno di un contesto definito, nell ambito di un rapporto di scambio tra due agenti (leader e follower), ognuno dei quali agisce per il proprio interesse, ma di riconoscere i bisogni dei propri follower e trasformarli in nuovi leader. Corso di E. A. 9

10 Lo stile di comando: le teorie di processo Due tipi di leadership di processo: Leadership transazionale Leadership trasformazionale Corso di E. A. 10

11 La leadership transazionale Le persone si comportano in modo da raggiungere gli obiettivi, per cui leader e collaboratore sono due parti che negoziano per massimizzare la propria posizione relativa; la motivazione del collaboratore ad accondiscendere al leader risiede nel proprio interesse, (il leader può erogare forme di ricompensa sia economica che psicologica) Il leader ricorre a ricompense contingenti per motivare i collaboratori ed esercita un azione correttiva solo nel caso in cui i collaboratori falliscono nel raggiungere gli obiettivi di performance. Corso di E. A. 11

12 La leadership trasformazionale Si basa sull abilità del leader nel valorizzare il personale (empowering), nel riconoscere i loro bisogni, nell agire profondamente sui loro ideali e valori più alti, stabilendo elevate aspettative di performance ed alti standard, palesando la loro fiducia nei follower e comunicando efficacemente la propria visione, mediante l utilizzazione del proprio carisma. Tali leader sono capaci di costruire o cambiare organizzazioni in modo incisivo influenzandone la cultura e, allo stesso tempo, di ottenere elevati livelli di coinvolgimento del personale; si rivelano necessari nei periodi di grandi cambiamenti delle organizzazioni. Corso di E. A. 12

13 Evoluzione delle teorie sulla leadership Un recente studio (Goleman-Boyatzis-McKee, 2005) si focalizza sulla capacità del leader di creare quella partecipazione emotiva nel gruppo (definita risonanza) che favorisce il raggiungimento delle prestazioni ed individua sei differenti stili di leadership. Solo i primi quattro stili (visionario, allenatore, affiliativo, partecipativo) favoriscono in maniera palese la risonanza; gli altri due (pragmatico ed autoritario) vanno utilizzati con prudenza ed abilità affinché possano esercitare un impatto positivo. Corso di E. A. 13

14 Stili di leadership Visionario Allenatore Crea la partecipazione emotiva nel gruppo (risonanza) Spingendo le persone verso un obiettivo comune Stabilendo un collegamento tra obiettivi del singolo e obiettivi dell organizzazione Affiliativo Creando armonia e favorendo le relazioni interpersonali Democratico Valorizzando l apporto dei singoli e creando coinvolgimento attraverso la partecipazione Pragmatico Ottenendo obiettivi stimolanti ed entusiasmanti Autoritario Dando direttive chiare in situazioni d emergenza e placando così eventuali timori Impatto sul clima Altamente positivo Molto positivo Positivo Positivo Altamente negativo (poiché spesso usato a sproposito) Altamente negativo (poiché spesso usato a sproposito) Quando è opportuno adottarlo Quando i cambiamenti in corso richiedono una nuova prospettiva Per aiutare un dipendente a migliorare le proprie prestazioni costruendo competenze durature Per creare motivazione in momenti di forte tensione o rafforzare i legami Per costruire consenso o ottenere spunti preziosi dai dipendenti Per ottenere risultati di qualità da un gruppo motivato e competente In una crisi, per dare il via ad una svolta o affrontare dipendenti problematici Corso di E. A. 14

15 Evoluzione delle teorie e leadership efficace Periodo Teoria Quando la leadership è efficace Fino agli Teoria dei tratti L efficacia della leadership ha a che fare con la ultimi anni presenza di determinati tratti ( leader si nasce ) 40 Dalla fine Teoria degli stili L efficacia della leadership ha a che fare con le degli anni 40 alla fine degli anni 60 comportamentali modalità di comportamento del leader ( leader si diventa ) Dalla fine degli anni 60 ai primi anni 80 Dai primi anni 80 al 2000 Dal 2000 ad oggi Teoria contingente/situazionale Teoria della leadership trasformazionale Primal leadership (basata sulla capacità di creare la partecipazione emotiva del gruppo) L efficacia della leadership dipende dalla situazione in cui opera L efficacia della leadership dipende, oltre che dalla situazione in cui opera, dalla capacità di elaborare e comunicare la vision da parte del leader carismatico L efficacia della leadership dipende dall adozione flessibile di un vasto repertorio di stili in grado di aumentare il livello di partecipazione emotiva del gruppo e raggiungere i risultati attesi Corso di E. A. 15

16 Lo stile di comando: conclusioni Lo stile di direzione deve essere concepito come uno strumento organizzativo flessibile e differenziarsi: in relazione ai diversi tipi di azienda (in termini di strategia utilizzata, struttura adottata, cultura organizzativa e valori di riferimento esistenti); per una stessa azienda, nel tempo e nell ambito dei diversi settori aziendali (es. le diverse funzioni); in relazione alla situazione contingente (caratteristiche dei compiti e dei collaboratori); in relazione alle problematiche aziendali e ai risultati da raggiungere. Corso di E. A. 16

17 Lo stile di comando: relazioni con la struttura organizzativa Lo stile di comando investe profondamente i rapporti gerarchici definiti nell impresa dalle scelte di divisione verticale del lavoro, di conseguenza, è necessario che esista una sintonia tra le scelte strutturali e lo stile di comando prescelto: stili di comando fortemente autoritari mal si conciliano con strutture decentrate. Corso di E. A. 17

18 Lo stile di comando: relazioni con i meccanismi operativi Lo stile di comando modella i sistemi operativi: dallo stile aziendale discende un grado più o meno elevato di partecipazione al processo decisionale, una negoziazione più o meno spinta degli obiettivi nell ambito dei sistemi di controllo, un utilizzo più o meno intenso dei meccanismi di coordinamento orizzontale e degli strumenti di comunicazione interna. Corso di E. A. 18

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