LEADER e MANAGER LEADER COLUI CHE RIESCE A MANAGER COLUI CHE LAVORA CON E DEFINIZIONE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LEADER e MANAGER LEADER COLUI CHE RIESCE A MANAGER COLUI CHE LAVORA CON E DEFINIZIONE"

Transcript

1 LEADERSHIP 56

2 LEADER e MANAGER DEFINIZIONE LEADER COLUI CHE RIESCE A INFLUENZARE ALTRE PERSONE PERCHE SI IMPEGNINO A CONSEGUIRE OBIETTIVI CONDIVISI DAL GRUPPO MANAGER COLUI CHE LAVORA CON E MEDIANTE INDIVIDUI O GRUPPI PER CONSEGUIRE OBIETTIVI PROPRI DI UNA CERTA ORGANIZZAZIONE 57

3 LA GUIDA DELLE PERSONE (LEADERSHIP) CONSISTE NEL LAVORO CHE UN LEADER SVOLGE PER ATTIVARE LE CAPACITA ED I COMPORTAMENTI DEI COLLABORATORI, INDIRIZZANDOLI NEL CONSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI ORGANIZZATIVI CONDIVISI. LA LEADERSHIP SI PUO ANALIZZARE NELLE SEGUENTI ATTIVITA : COMUNICARE PER INFORMARE MOTIVARE PER ATTIVARE DELEGARE PER OTTENERE UNA PRESTAZIONE OSSERVARE PER VERIFICARE 58

4 LA LEADERSHIP SITUAZIONALE DI HERSEY E BLANCHARD (1970) 59

5 SUPERA GLI SCHEMATISMI ED I DOGMATISMI DI PRECEDENTI TEORIE SULLA LEADERSHIP. AFFFERMA CHE NON ESISTE UN MODO GIUSTO PER ESSERE CAPO. NON E POSSIBILE DEFINIRE UN UNICO STILE DI LEADERSHIP COERENTE ALLE VARIE SITUAZIONI. AL CONTRARIO, LO STILE DEVE ESSERE SCELTO QUALE FUNZIONE DELLE DIVERSE SITUAZIONI CHE IL LEADER SI TROVA A GESTIRE. 60

6 LA LEADERSHIP SITUAZIONALE E UNA VERSIONE SISTEMICA DEL RAPPORTO CAPO/COLLABORATORE NEL QUALE IL COMPORTAMENTO DELL UNO INFLUENZA QUELLO DELL ALTRO, IN RELAZIONE ALLE CARATTERISTICHE DEL CONTESTO CONTESTO CONTESTO COMP.DEL CAPO COMP.COLLAB. PER TRARRE DA QUESTA IDEA DI PARTENZA DELLE INDICAZIONI OPERATIVE IN MERITO ALLO STILE DI LESDERSHIP DA ADOTTARE, TALE COMUNQUE DA MEGLIO INFLUENZARE L ALTRUI COMPORTAMENTO, 61

7 CI PONIAMO DUE FONDAMENTALI ORDINI DI DOMANDE: 1) COME ANALIZZARE E DEFINIRE LE SITUAZIONI 2) QUALI SONO I COMPORTAMENTI E STILI CONSEGUENTI LA DISCRIMINANTE DI TALE PROCESSO E LA MATURITA DEL COLLABORATORE INTESA COME: MATURITA NEL LAVORO OVVERO LA COMPETENZA PROFESSIONALE SPECIFICA (RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI POSTI) MATURITA PSICOLOGICA OVVERO LA DISPONIBILITA E VOLONTA DI ASSUMERE IN PRIMA PERSONA LE RESPONSABILITA DERIVANTI DAGLI OBIETTIVI ASSEGNATI, IN ALTRE PAROLE IL LIVELLO COMPLESSIVO DI IMPEGNO NEL LAVORO 62

8 SE L INDIVIDUO O IL GRUPPO POSSIEDE TALE MATURITA EMERGE UNA NUOVA DIMENSIONE DETTA AUTONOMIA. L AUTONOMIA PUO ANCHE ESSERE DEFINITA COME: CAPACITA DI STABILIRE OBIETTIVI PERSONALI ELEVATI, AMBIZIOSI E SFIDANTI MA SEMPRE REALISTICI E REALIZZABILI. 63

9 UN INDIVIDUO O UN GRUPPO SI DEFINISCONO MATURI QUANDO: *POSSIEDONO COMPETENZE E CAPACITA ADEGUATE A SVOLGERE UN LAVORO *SONO DISPONIBILI AD ASSUMERE LE RESPONSABILITA CHE NE DERIVANO *SONO IN GRADO DI FISSARSI OBIETTIVI AMBIZIOSI E REALIZABILI UN CAPO CHE GESTISCE INDIVIDUI O GRUPPI DEVE INNANZI TUTTO CERCARE DI DEFINIRE IL LIVELLO DI MATURITA COMPLESSIVA DELL INDIVIDUO O DEL GRUPPO STESSI. 64

10 LA MATURITA NON E DETERMINATA DA VALORI ASSOLUTI MA DAL RAPPORTO RELATIVO TRA CARATTERISTICHE DELL INDIVIDUO, DEL GRUPPO, DEL TASK E DELL AMBIENTE. LA MATURITA NON E QUINDI UN ELEMNTO ACQUISITO PER SEMPRE MA VARIA, ANCHE FORTEMENTE, IN FUNZIONE DELLA COMPLESSITA DEL COMPITO E/O DEL CONTESTO. 65

11 NOTE PER I FORMA TORI Sintesi delle pag.ne da 99 a 114 della Leadership situazionale sulla maturità dei collaboratori e comportamento del leader. Esporre a voce le note seguenti. Maturità dei collaboratore : Si considerano due tipi di maturità : lavorativa e psicologica Lavorativa Psicologica esperienze di lavoro precedenti utili,conoscenza professionale e comprensione dei requisiti dei lavoro. disponibilità e capacità di assumere responsabilità personali, motivazione dal raggiungimento dei risultati, impegno senza troppi calcoli di convenienza personale. Maturità bassa Maturità medio-bassa Maturità medio-alta Maturità alta : non é competente o non e preparato, non è pronto ad assumere concrete responsabilità, non ancora competente, disponibilità ad assumersi qualche responsabilità. competente e preparato, ancora insicuro e non totalmente disponibile ad assumersi responsabilità personali. capace, preciso competente, sicuro di se, disponibile. 66

12 Stile di comportamento dei leader Comportamento direttivo consiste nel fornire al collaboratore indicazioni operative e normatìve determinate dagli obiettivi, organizzazione dei lavoro, scadenze e controlli. ATTENZIONE AL COMPITO Comportamento di relazione favorisce un buon rapporto capo-collaboratore e fornisce supporto psicologico - frequenti interazioni, coinvolgimento, scambio di opinioni, interesse ai problemi personali, comunicazione franca. ATTENZIONE ALLA RELAZIONE In pratica il comportamento dei Leader é una miscela dei due comportamenti con continui passaggi dall'uno all'altro maturità collaboratore comportamento del leader bassa direttivo - attenz. al compito - nessuna attenzione alle relazioni medio-bassa direttivo ma attenzione alle relazioni stile persuasivo medio-alta alta di- relazione - minor attenzione al compito - stile partecipativo di relazione -non attenzione al compito - stile delegante 67

13 OGNI MODO DI ESSERE CAPO PUO DEGENERARE IN COMPORTAMENTI CHE NON SONO MAI FUNZIONALI. UNO STILE ECCESSIVAMENTE DIRETTO RISCHIA DI DIVENIRE AUTORITARIO (NEGATIVO ANCHE SE SPORADICO) UNO STILE PERSUASIVO, UN POCO CAPZIOSO DIVIENE FACILMENTE MANIPOLAZIONE PARTECIPARE SEMPRE E COMUNQUE DIVIENE ASSEMBLEARISMO. PRIMO PASSO VERSO LO SCARICO DI RESPONSABILITA. UNO STILE ECCESSIVAMENTE DELEGANTE DIVIENE QUASI SICURAMENTE LASSISMO 68

14 GLI ERRORI GRAVI DELLA LEADERSHIP DIRIGERE UN COLLABORATORE ADOTTANDO UNO STILE COERENTE AD UN GRADO DI MATURITA INFERIORE A QUELLO REALE CONSEGUENZA: INVOLUZIONE ADOTTARE UNO STILE DELEGANTE A FRONTE DI MATURITA MEDIO/BASSE O BASSE CONSEGUENZA: IL COLLABORATORE SI SENTE ABBANDONATO ED INTERPRETA QUESTO ATTEGGIAMENTO COME LASSISMO. 69

15 IL PERDENTE E COLUI CHE: DELEGA LA SUA RESPONSABILITA, SIMULA, MANIPOLA GLI ALTRI, RECITANDO VECCHI RUOLI, SI LAMENTA DELLA CATTIVA SORTE VIVE NEL PASSATO SE SOLTANTO AVESSI... VIVE NEL FUTURO COME SARA BELLO QUANDO... IL SUO POTENZIALE UMANO E PROFESSIONALE RIMANE ASSOPITO, NON RICONOSCIUTO, NON REALIZZATO. 70

16 IL VINCENTE E COLUI CHE E AUTENTICO, CREDIBILE, DEGNO DI FIDUCIA, GENUINO, SI PONE OBIETTIVI REALISTICI E LI RAGGIUNGE. APPREZZA L INDIVIDUALITA DELL ALTRO, NON HA MASCHERE, E SE STESSO, NON PROIETTA IMMAGINI DI SE CHE PIACCIONO, PROVOCANO, SEDUCONO. NON SI SPAVENTA DELL AUTONOMIA, SI ASSUME LE PROPRIE RESPONSABILITA VIVE NEL QUI E ORA, CONOSCE IL PASSATO E ASPETTA IL FUTURO. E REALE VIVO E CONSAPEVOLE. 71

17 UN BUON LEADER HA LA VISIONE DI CIO CHE SI DEVE FARE 72

18 QUESTIONARIO. ATTIVITA DEL LEADER. ISTRUZIONI: i seguenti punti descrivono aspetti comportamentali della leadership. Per ciascun punto rispondi come ti comporteresti se tu fossi il leader del gruppo. Fa un circoletto sulla lettera che piu si addice al tuo comportamento. A= sempre; F= spesso; O= occasionalmente; S= raramente; N= mai 1. Preferisco agire come il portavoce del gruppo. 2. Incoraggio il lavoro straordinario. 3. Lascio completa libertà nel loro lavoro ai componenti del gruppo. 4. Incoraggio l'uso di procedure uniformi. 5. Permetto al componenti del gruppo di risolvere i problemi da soli. 6. Sottolineo la mia posizione di guida del gruppo. 7. Mi presento a parlare a nome del gruppo. 8. Stimolo i componenti del gruppo a un maggiore impegno 9. Sottopongo le mie idee al gruppo. 73

19 10. Consento ai componenti del gruppo di lavorare nel modo che ritengono migliore. 11. Lavoro duramente per dare il buon esempio. 12. Tollero posticipazioni e incertezze. 13. Parlo per il gruppo se ci sono visitatori presenti. 14. Porto avanti il lavoro con rapidità. 15. Sostituisco chi si adagia sul lavoro,ma gli lascio la possibilità di recuperare. 16. Risolvo i conflitti all'interno del gruppo. 17. Sono sommerso dai dettagli. 18. Rappresento il gruppo nei meeting fuori sede. 19. Sono riluttante a concedere libertà d'azione. 20. Decido io cosa si deve fare e come si deve fare, 21. Premo per migliorare la produzione. 22. Concedo ad alcuni poteri decisionali che potrei mantenere. 23. Le cose di solito vanno come ho previsto. 24. Concedo al gruppo un ampio margine di iniziativa. 25. Assegno ai componenti del gruppo incarichi speciali. 26. Sono favorevole ai cambiamenti. 27. So chiedere ai componenti del gruppo di lavorare più intensamente. 28. Credo che i componenti del gruppo siano in grado di ben valutare. 29. Solitamente programmo il lavoro da fare. 74

20 30. Rifiuto di dare spiegazioni sulle mie azioni. 31. Cerco di persuadere gli altri che le mie idee sono vantaggiose anche per loro. 32. Concedo al gruppo di stabilire i suoi ritmi. 33. Sollecito il gruppo a superare i traguardi precedenti. 34. Agisco senza consultare il gruppo. 35. Desidero che il gruppo segua le prassi e i regolamenti standard. 75

21 COMPRENSIONE DEL QUESTIONARIO ATTIVITA' DEL LEADER. 1. Fai un circoletto sui seguenti numeri : 8,12,17,18,19,30.34, Scrivi il numero "1" di fronte ai numeri col circoletto se hai risposto a quel punto con una "S" o con una "N". 3. Scrivi il numero "1" di fronte ai numeri senza circoletto se hai risposto a quel punto con una "A" o con una "F". 4. Fai un circoletto sui numeri "1" se li hai scritti di fronte al puliti 3,5,8,10,15,19,22,24,26,28,30,32,34, Conta i numeri " 1 " col circoletto. Questo è il tuo punteggio sull'attenzione che hai per gli altri. Scrivi il punteggio di fianco alla lettera "P" che troverai sotto il punto "6". 6. Conta i numeri " 1 " senza circoletto. Questo è il tuo punteggio sull'attenzione che hai per gli obiettivi da raggiungere. Scrivi il punteggio di fianco alla lettera "T" che troverai nella pagina seguente. 76

22 Istruzioni: Segna sulla diagonale sinistra il valore di T e su quella destra il valore di P. Congiungi i due valori e potrai leggere sulla linea verticale il livello della tua leadership nell'equilibrio fra i due estremi, T P LEADER CHE HA INTERESSE LEADER EQUILIBRATO ATTENZIONE PER PER GLI OBIETTIVI IMPEGNO MORALE GLI ALTRI ALTA PRODUTTIVITA ALTA PRODUTTIVITA IMPEGNO MORALE 20_ ALTO _20 15_ MEDIO _15 10_ BASSO _

23 STILI DI LEADERSHIP Istruzioni : Qui sotto vengono elencate diverse affermazioni riunite a gruppi di due. Leggete tutte le coppie di affermazioni e mettete un segno a fianco di quella che ritenete più importante. Nel prendere la decisione tenete presente i seguenti punti : 1. Mettete il vostro segno dopo una attenta analisi. 2. Non saltate nessuna coppia di affermazioni. 3. Non segnate mai entrambe le affermazioni. 4. Non riesaminate le decisioni prese. 5. E' richiesta la vostra prima impressione. 1. Dare a tutti una possibilità di esprimere la propria opinione. Essere a conoscenza di ciò che il gruppo e i suoi componenti stanno facendo. 2. Dare ai componenti del gruppo incarichi che siano alla loro portata. Lasciare che i componenti del gruppo raggiungano una decisione da soli. 3. Essere a conoscenza di ciò che il gruppo e i suoi componenti stanno facendo. Aiutare i componenti a rendersi conto che la discussione riguarda gli obiettivi del gruppo. 4. Assistere il gruppo a procedere in armonia. Aiutare il gruppo a dare il rendimento che voi ritenete ottimale. 5. Far sì che il lavoro venga eseguito.lasciare che i componenti del gruppo raggiungano una decisione da soli. 78

24 6. Essere a conoscenza di ciò che il gruppo e i suoi componenti stanno facendo. Lasciare che i componenti del gruppo raggiungano una decisione da soli. 7. Far si che il lavoro venga eseguito. Assistere il gruppo a procedere in armonia 8. Aiutare i componenti a rendersi conto che la discussione riguarda gli obiettivi del gruppo. Dare ai componenti del gruppo incarichi che siano alla loro portata. 9. Fare domande che portino i componenti del gruppo a ragionare di più. Far si che il lavoro venga eseguito. 10. Lasciare che i componenti del gruppo raggiungano una decisione da soli. Fornire nuove argomentazioni quando ritenete che i componenti del gruppo siano in grado di recepirle. 79

25 INTERPRETAZIONE DEL TEST: STILI DI LEADERSHIP Istruzioni : Contrassegnate le frasi che coincidono con le vostre risposte. Contate le frasi che avete contrassegnato. Individuate il numero risultante sull'asse autocratico - democratico e contrassegnatelo. Questo valore indica il vostro stile di leadership. 1. Dare a tutti una possibilità di esprimere la propria opinione. 2. Lasciare che i componenti del gruppo raggiungano una decisione da soli. 3. Aiutare i componenti a rendersi conto che la discussione riguarda gli obiettivi del gruppo. 4. Assistere il gruppo a procedere in armonia. 5. Lasciare che i componenti del gruppo raggiungano una decisione da soli. 6. Lasciare che i componenti del gruppo raggiungano una decisione da soli. 7. Assistere il gruppo a procedere in armonia. 8. Aiutare i componenti a rendersi conto che la discussione riguarda gli obiettivi del gruppo. 9. Fare domande che portino i componenti del gruppo a ragionare di più. 10. Lasciare che i componenti del gruppo raggiungano una decisione da soli. Linea degli Stili di Leadership Autocratico Democratico Direttivo

26 LEADERSHIP I CONFLITTI INTERPERSONALI 81

27 I CONFLITTI INTERPERSONALI COSA SONO QUALI LE CAUSE GLI ELEMENTI COMUNI LA GESTIONE DEI CONFLITTI L OBIETTIVO DI UNA BUONA GESTIONE 82

28 POSSONO ESSERE ORIGINATI DA DUE GRANDI ORDINI DI RAGIONI: STRUTTURALI NON CORRETTA DEFINIZIONE DEI RUOLI E DELLE RESPONSABILITA NON ATTENERSI USUALMENTE ALLE NORMATIVE, ALLE REGOLE, ALLE CONSUETUDINI, AGLI STATUTI. PSICOLOGICHE SCORRETTA COMUNICAZIONE (NO CONOSCENZA DELLE REGOLE) VERBALE NON VERBALE AMBIENTE DISTURBI COMUNICAZIONE DELLA STATO DELL IO INADEGUATO NEGLI ATTORI: SCARSA FLESSIBILITA NELL UTILIZZO DEGLI STESSI TIMORI, FRAINTENDIMENTI, GELOSIE 83

29 SITUAZIONE DI CONTRASTO RELATIVA AD UN ARGOMENTO, PROPOSTA OPERATIVA, PARERE RICHIESTO. PUO ESSERE RIFERITA A DUE PERSONE O A GRUPPI CHE, DI MASSIMA, ESPRIMONO DUE DIVERSE TENDENZE. PUO ESSERE RIFERITA INDIFFERENTEMENTE AD AMBIENTI PROFESSIONALI, DI CULTURA, DI TEMPO LIBERO. 84

30 ELEMENTI RICORRENTI DI UN CONFLITTO SONO IN GENERE: IL RIFIUTO DI UNA REALTA PALESE DA PARTE DI UNO O PIU CONTENDENTI LA EVIDENTE PREOCCUPAZIONE DELLE PARTI NEL VOLERE PROTEGGERE AD OGNI COSTO LA PROPRIA CREDIBILITA NELL AMBITO DEL GRUPPO. SI CONSTATA CHE IL LIVELLO DI CONTRASTO E MAGGIORE QUANTO PIU ELEVATO RISULTA IL NUMERO DELLE PERSONE PRESENTI AL CONFLITTO LA POSSIBILITA DI DIRIMERE UN CONFLITTO E MAGGIORE SE GLI ATTORI NON RIFERISCONO A GRUPPI O AD ORGANIZZAZIONI DIVERSE. 85

31 IL PUNTO DI STALLO DELLA COMUNICAZIONE SI RAGGIUNGE IN TEMPI BREVI. SI EVINCE L IMPORTANZA DI POTER AFFRONTARE IL CONTRASTO NEL MINOR TEMPO POSSIBILE. UN CONFLITTO NON SANATO IN TEMPI BREVI SI TRASFORMA IN QUALCHE COSA DI INAMOVIBILE E PROVOCA DISTONIE E RALLENTAMENTI OPERATIVI. 86

32 CRISIS MANAGEMENT O GESTIONE DEI CONFLITTI E DELLE CRISI OLTRE IL PUNTO DI STALLO UN CONFLITTO E DIFFICILMENTE SANABILE SE NON CON L INTERVENTO DI FORZE ESTERNE. 87

33 SI DIMOSTRA PARTICOLARMENTE UTILE L INTERVENTO DELLA PERSONA CHE HA IL POTERE RICONOSCIUTO, AL DI SOPRA O AL DI FUORI DELLE PARTI. IN UN SODALIZIO, UNA ASSOCIAZIONE, UN AZIENDA, ASSUME PARTICOLARE IMPORTANZA LA CAPACITA DI LEADERSHIP DI CHI E DEPUTATO ALLA CONDUZIONE, AL COMANDO, NEL SENSO DI SAPER DIRIMERE GLI INEVITABILI CONFLITTI TIPICI DEI GRUPPI A CULTURA ESPRESSIVA 88

34 OCCORRE DIFFIDARE DI QUEI GRUPPI NEI QUALI NON EMERGE MAI CONTRASTO O CONFLITTO: -IN ESSI FORSE NON C E LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE IDEE -DA ESSI, DIFFICILMENTE, EMERGERA FERVORE DI IDEE NUOVE, VALIDE PROPOSIZIONI, CRITICA COSTRUTTIVA. -AL LORO INTERNO RISULTERA PERFETTIBILE L ELEMENTO BASE OSSIA LA COESIONE ALLORA, AL DI LA DELLA NECESSITA DI FORMAZIONE DIRIGENZIALE, OCCORRE: 89

35 *OGGETTIVIZZARE AL MASSIMO LA MATERIA DEL CONTENDERE *DALLA ELENCAZIONE DEI FATTI TOGLIERE TUTTI QUELLI NON RILEVANTI *TENERE CONTO CHE E DI FATTO IMPOSSIBILE CHE UNA PROPOSIZIONE SIA TUTTA POSITIVITA O TUTTA NEGATIVITA *QUINDI, DECIDERE PER QUELLA CHE EVIDENZIA MAGIORI POSITIVITA, FACENDO ATTENZIONE AD EVIDENZIARE CIO CHE DI BUONO POSSIEDE LA VERSIONE NON SCELTA *PROPORSI CONCRETAMENTE DI UTILIZZARE IN FUTURO GLI ELEMENTI IMPOSSIBILI AD ESSERE ACCETTATI OGGI *AL TERMINE IL LEADER ABILE E PREPARATO NON PRODUCE NE VINCITORI NE VINTI 90

36 LA COMUNICAZIONE IL FENOMENO DELLA COMUNICAZIONE 91

37 IGNORATE QUESTA COMUNICAZIONE (WASLAVIC) *SCRITTA SULLA LAVAGNA E UN PARADOSSO *CIO SIGNIFICA CHE NON SI PUO NON COMUNICARE SE E IMPOSSIBILE NON COMUNICARE 92

38 OCCORRE SEMPRE COMUNICARE E CIOE PREOCCUPARSI DI DEFINIRE UNA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE PROGRAMMARE ORGANIZZARE PROCESSO DI COMUNICAZIONE ATTUARE CONTROLLARE 93

39 IL SISTEMA DELLE COMUNICAZIONI SI BASA SULLA TRASMISSIONE DI UN MESSAGGIO DA UN EMITTENTE A AD UN RICEVENTE R A R MESSAGGIO CANALE 94

40 UNA EMITTENTE, CIOE UN ENTE, CHE IN FUNZIONE DI UNO SCOPO INVIA UN MESSAGGIO UN MEZZO CHE NELLE COMUNICAZIONI VERBALI E LA PAROLA UN SEGNALE CIOE IL SUONO EMESSO IL CODICE CIOE IL SIGNIFICATO CHE IL SUONO EMESSO HA PER I DUE ATTORI DEL PROCESSO LA PERCEZONE DEL SEGNALE CHE CORRISPONDE ALLA PRESA DI COSCIENZA DEL RICEVENTE DI ESSERE DESIGNATO A RICEVERE LA COMUNICAZIONE LA DECODIFICAZIONE DEL SEGNALE CIOE L INTERPRETAZIONE DEL SEGNALE IN FUNZIONE DEL CODICE SCOPO MEZZI E SEGNALE R PERCEZIONE EFFETTO CODICE DECODIFICAZIONE 95

41 ASCOLTARE CI SONO STATE DATE DUE ORECCHIE ED UNA SOLA BOCCA AFFINCHE POSSIAMO PIU ASCOLTARE CHE PARLARE. ZENO DI CIZIO ABITUATI ALL ASCOLTO E POTRAI TRARRE VANTAGGIO PERSINO DA COLORO CHE PARLANO MALAMENTE. PLUTARCO IL PIU GRANDE COMPLIMENTO CHE HO RICEVUTO FU, QUANDO QUALCUNO MI CHIESE A CHE COSA STESSI PENSANDO, E RIMASE IN ATTESA DELLA MIA RISPOSTA. HENRY DAVID THOREAU 96

42 SUGGERIMENTI PER BEN ASCOLTARE MANTIENI UN ATTEGGIAMENTO POSITIVO ED EVITA DI PROVOCARE DISTRAZIONI. PRESTA ATTENZIONE AI COMMENTI DEGLI ALTRI. ACCETTA IDEE E PENSIERI E RACCOGLI MAGGIORI INFORMAZIONI PRIMA DI FARE RACCOMANDAZIONI. CERCA DI METTERTI NELLE CONDIZIONI DEGLI ALTRI. ESPLORA IN MODO COSTRUTTIVO, SENZA FARE LA PARTE DELL INVESTIGATORE. CHIEDI SUGGERIMENTI AGLI ALTRI E ALLO STESSO TEMPO PROPONI LE TUE ALTERNATIVE. MANTIENI LA MENTE APERTA E DISPONIBILE. 97

43 IL TAPPETINO BLUE. Era un piccolo tappeto senza un rettangolo tagliato via dall'angolo destro in alto, in modo che potesse stare ben disteso sul pavimento attorno all'albero dello sterzo. Era di un'automobile blue e si trovava su un lato dell'asfalto della statale 9,mentre aspettavo di entrarvi al semaforo di Varignana. Perche, mi chiesi, si trovava lì? Forse, pensai, il guidatore ha lasciato cadere una sigaretta accesa sul pavimento e, in un disperato tentativo di gettarla fuori dall'auto senza lasciare la guida, ha lanciato fuori l'intero tappetino. O forse era stato scagliato fuori dal finestrino da un ragazzino per gioco. Ricordai mio malgrado che una volta ho gettato una scarpa della, mia migliore amica, strappandogliela da un piede, dalla scala mobile che saliva sulla scala mobile adiacente che scendeva. Nonostante le ripetute ricerche in su e in giù la scarpa non fu ritrovata. Potrebbe anche essere accaduto che una moglie piena di buone intenzioni, avesse scelto di ricordare un anniversario con un nuovo tappetino piuttosto che con un gioiello. Il partner festeggiato, a causa delle frustazioni suscitate da una lunga convivenza, avrebbe potuto gettare il tappetino in un coraggioso gesto di sfida alle ingiustizie del mondo. O forse il tappeto recava le prove di qualcosa di cui l'automobilista voleva liberarsi. Se la mia attesa fosse stata un poco più lunga, probabilmente mi sarebbe venuta in mente una mezza dozzina di altre spiegazioni per questo piccolo tappeto che si trovava su un lato della strada statale. 98

44 La vita e le motivazioni che la animano sono complicate. Sono consapevole di questo, ma, ancora troppo spesso traggo delle conclusioni sulle motivazioni degli altri e poi baso l'intero rapporto su quelle conclusioni. Recentemente ho avuto la grande fortuna di conoscere una psicologa dell'organizzazione di nome Elisa Kaplen. Essa dice che l'ultima cosa che un manager dovrebbe credere quando un collaboratore non da i risultati previsti, sia che ciò è dovuto a incapacità dello stesso. La maggioranza della gente ha l'intenzione di far bene, dice la Kaplen, e i veri managers cercano le spiegazioni nelle cose che non funzionano, prima di dare la colpa a debolezze di carattere. Negli affari i fatti contano più delle intenzioni. lo non credo che Elisa suggerisca che finchè un collaboratore ha buone intenzioni, ciò sia sufficiente, anche se sbaglia. Quello che conta è individuare il problema nel giusti termini per potere decidere come raggiungere i risultati che ci si aspetta. La prossima volta che vi arrabbiate per qualcosa che qualcuno ha fatto, cercate di fare il giuoco di fantasia del tappetino blue. 99

45 QUANTO VALI COME ASCOLTATORE? ISTRUZIONI: segna negli spazi sottostanti quanto credi di valere come ascoltatore e come credi di essere valutato dagli altri. PERSONA SUPERIO BUONO SOPRA NELLA SOTTO LA SCARSO PESSIMO RE LA MEDIA MEDIA 1 2 MEDIA TE STESSO LA MOGLIE L AMICO IL SOCIO LION LA SEGRET ARIA IL VICINO IL TUO CAPO TUA MADRE 100

46 PARLARE IN PUBBLICO 101

47 FARE UN VALIDO DISCORSO IN PUBBLICO NEL MONDO DELLA COMUNICAZIONE MODERNA E SEMPRE PIU FREQUENTE CHE UN LEADER VENGA CHIAMATO A PARLARE IN PUBBLICO. CI CHIEDIAMO: CON QUALE SUCCESSO RIUSCIAMO AD INTERESSARE LA GENTE QUANDO PARLIAMO? QUALE LIVELLO DI ANSIA IN QUESTE CIRCOSTANZE? CON QUALE INTERESSE VENIAMO ASCOLTATI E SEGUITI DAGLI ALTRI? 102

48 SI TENGA PRESENTE CHE CHIUNQUE ASCOLTA CON ATTENZIONE ED INTERIORIZZA CIO CHE IN QUALCHE MODO LO INTERESSA. IN CASO CONTRARIO SI LIMITA AD UN ATTO DI PRESENZA PASSIVA RIPROMETTENDOSI DI NON TROVARSI PIU IN FUTURO COINVOLTA IN TALE INIZIATIVA. L OBIETTIVO PRIMARIO ED IMPRESCINDIBILE RESTA QUINDI L INTERESSE CREATO NELL ASSEMBLEA CHE CI STA ASCOLTANDO. 103

49 PORREMO PERTANTO LA MASSIMA ATTENZIONE ALLA SEQUENZA SEGUENTE: QUALSIASI INTERVENTO DAL PIU IMPEGNATIVO AL PIU SEMPLICE DEVE ESSERE BEN PREPARATO. DOBBIAMO SAPERE QUALE TIPO DI INTERESSE ESPRIME IL GRUPPO. DOBBIAMO SAPERE GESTIRE IL PROBLEMA DELL ANSIA. 104

50 LA PREPARAZIONE DELL INTERVENTO SOLO POCHI UOMINI, NATURALMNETE DOTATI, RIESCONO AD IMPORRE LA LORO ATTENZIONE SEMPRE E COMUNQUE. GLI ALTRI, TUTTI GLI ALTRI, DEVONO SOTTOSTARE A REGOLE SPECIFICHE PER OTTENERE IL SUCCESSO. UN DISCORSO PUO ESSERE FATTO A BRACCIO, DOVE NULLA E PREPARATO. AVVALENDOSI DI UNA SCALETTA COSTRUITA IN VARI MODI. ESPRESSO A MEMORIA, MA IN MODO NATURALE, ED E QUESTO IL MODO PIU DIFFICILE MA PIU EFFICACE! 105

51 OGNUNO SCEGLIERA IL MODO A LUI PIU CONGENIALE MA PER OTTENERE UN RISULTATO OTTIMALE, PER ESSERE EFFICACI E CONVINCENTI VI SONO ALCUNI ELEMENTI INDISPENSABILI. CONOSCERE I BISOGNI DELL ASSEMBLEA COSTRUIRE IL DISCORSO CON LA MASSIMA SINTESI E CON PAROLE E SINTASSI SEMPLICI E CHIARE. PROVARE IL DISCORSO PIU VOLTE (CI AIUTA PROVANDO IN PIEDI, DAVANTI AD UNO SPECCHIO, REGISTRANDO E RIASCOLTANDOSI). CONTROLLARE I TEMPI 106

52 CHIUNQUE FACCIA DELLA COMUNICAZIONE UNA SUA PROFESSIONE PIU O MENO PRATICATA SA MOLTO BENE L IMPORTANZA DI GESTIRE L ANSIA CHE PRECEDE OGNI INTERVENTO PUBBLICO. PERCHE L ANSIA? OGNI UOMO HA IL TIMORE DI PERDERE LA SUA CREDIBILITA ED IL SUO PRESTIGIO NELL AMBITO DEL GRUPPO CHE LO CIRCONDA. OGNI UOMO SI PONE DIVERSAMENTE LE ASPETTATIVE VERSO SE STESSO E VERSO GLI ALTRI. 107

53 GESTIONE E NON ELIMINAZIONE DELL ANSIA UN DISCORSO COMPLETAMENTE PRIVO DI NERVOSISMO APPARE INNATURALE E POCO CONVINCENTE. INOLTRE LA GENTE CHE ASCOLTA RITIENE L ORATORE NON COINVOLTO E POCO INTERESSATO! CONVINCERSI: CHE L ANSIA E COSA NORMALE E CARATTERISTICA UMANA. CHE OGNUNO CONOSCE QUESTO E CHE RISULTA PIU COMPRENSIVO DI QUANTO NOI PENSIAMO CHE LA COSA PIU APPREZZATA, IN FONDO, RISULTA L ESSERE SE STESSI. CERCATE QUINDI, IN OGNI MODO, DI ESSERE VOI STESSI!!! 108

54 COME? LA PERFETTA CONOSCENZA E LA CONVINZIONE DI CIO CHE DIREMO. LA CERTEZZA DI UNA ACCURATA PREPARAZIONE LA CONOSCENZA DEL LIVELLO DEGLI ASCOLTATORI LA CONOSCENZA DEGLI ELEMENTI DELLA COMUNICAZIONE CHE VEDREMO AVANTI. L IMPOSIZIONE A SE STESSI DI UN AUTOCONTROLLO. LA CONSAPEVOLEZZA DEL RISCHIO NELL USO DI ANSIOLITICI. SONO ELEMENTI PREZIOSI PER IL GIUSTO CONTENIMENTO DELL ANSIA. 109

55 IL DISCORSO COME UN VOLO IL DECOLLO IL VOLO L'ATTERRAGGIO QUESTE TRE FASI DEL DISCORSO HANNO CARATTERISTICHE E NECESSITA' DIVERSE CHE SINERGICAMENTE CONCORRONO ALLA RIUSCITA DELL INTERVENTO. 110

56 IL DECOLLO - L'ERRORE PIU' FREQUENTEMENTE COMMESSO E' QUELLO DI ATTACCARE IMMEDIATAMENTE IL DISCORSO NON APPENA DAVANTI AL MICROFONO. CARENZA PERICOLOSA DI CONCENTRAZIONE. - RACCOMANDATA UNA LUNGA PAUSA, ASPETTO SORRIDENTE, RESPIRO PROFONDO. - OPPORTUNA LA DISPOSIZIONE ALLE ALI ESTREME, DESTRA E SINISTRA, DI DUE PERSONE AMICHE CHE CONSENTIRANNO L'AGGANCIO FACILE E SENZA STRESS. - RACCOMANDATA LA COMUNICAZIONE DI CIO' CHE VERRA' DETTO ED IN QUANTO TEMPO - EVITARE GALLEGGIAMIENTI DI ANGOSCIA DEL TIPO "SCUSATE SE NON SARO'ALL'ALTEZZA" ECC, 111

57 DURANTE L'ESPOSIZIONE FARE USO DI UN TONO DI VOCE VARIABILE, RINFORZANDO I PASSI SALIENTI E SMORZANDO I MOMENTI PREPARATORI. - RICORDARE CHE IL TONO DELLA VOCE INCIDE NELLA MEMORIZZAZIONE PER IL 30 % - IL GIOCO DELLE PAUSE E' IMPORTANTE PER CHI ASCOLTA IN QUANTO CONSENTE RAPIDE SINTESI DI CIO' CHE E'APPENA STATO DETTO. E' ALTRESI' IMPORTANTE PER IL RELATORE PERCHE' E' IN QUESTI MOMENTI CHE SI HA UNA POSSIBILITA' DI RIFLESSIONE E COORDINAMENTO DEL DISCORSO. - FARE IN MODO CHE I PUNTI DEL DISCORSO SEGUANO UN ORDINE CRONOLOGICO. - PERIODICAMENTE GUARDARE GLI ASCOLTATORI NEGLI OCCHI. CAPIRETE IL LIVELLO DI ASCOLTO - STATE IN POSIZIONE ERETTA, EVITANDO DI APPOGGIARSI CON LE MANI. CONTROLLATE I MOVIMENTI INCONSULTI DEGLI ARTI, I PUNTI DEL CORPO PIU' LONTANI DAL CERVELLO E PERTANTO PIU' DIFFICILI DA CONTROLLARE. 112

58 L USO DEGLI AUDIOVISIVI A COSA SERVONO? METTONO IN RILIEVO UN FATTO SEMPLIFICANO LA COMPRENSIONE CHIARISCONO UN FATTO, UN PROBLEMA O UN COMMENTO A CONTRADDITTORIO RIASSUMONO QUANTO DETTO O SPIEGANO CIO CHE SI INTENDE DIRE PER IL LORO USO: IL MATERIALE DEVE ESSERE SEMPLICE! (L USO PREVEDE ED ESIGE LA BUONA CONOSCENZA DELL ARGOMENTO) IN UNA PAGINA NON CI DOVREBBERO ESSERE PIU DI 10 RIGHE SCRITTE ED OGNI RIGA NON DOVREBBE CONTENERE PIU DI 8 PAROLE NON PARLARE RIVOLTI ALLO SCHERMO MA VERSO IL PUBBLICO CURARE LA LOGISTICA. UN GRUPPO DI LAVORO NON DEVE SUPERARE LE 20 UNITA 113

59 L ATTERAGGIO L APPROSSIMAZIONE DELLA FINE DEL DISCORSO E COSA DA GESTIRE CON ATTENZIONE PERCHE SI RICORDA MAGGIORMENTE CIO CHE SI E ASCOLTATO PER ULTIMO. SI DA PER SCONTATO CHE NON SI SIANO SUPERATI I TEMPI PREVISTI, E SE CIO E AVVENUTO CHE NON CI SI SCUSI PER ALCUN MOTIVO. L UNA E L ALTRA COSA SONO IL PRICIPALE MOTIVO DI PERDITA DI CREDIBILITA E DA PARTE DAL PUBBLICO E DA PARTE DEGLI ORGANIZZATORI DELL INCONTRO! CONCLUDETE CON UNA BREVE SINTESI DI TUTTI GLI ELEMENTI TRATTATI LASCIANDO IN FONDO CIO CHE SI DESIDERA VENGA MAGGIORMENTE RICORDATO. CONCLUDETE SEMPLICEMENTE CON MODESTIA E SENZA FRASI STORICHE. 114

60 IL CONTRADDITTORIO QUESTA FASE DELL INCONTRO E TALVOLTA LA VERIFICA DELLE EFFETTIVE DOTI DI COMUNICAZIONE DEL RELATORE. DAL RISULTATO SI POSSONO TRARRE INTERESSANTI CONSIDERAZIONI SUL SUCCESSO DEL DISCORSO. QUANDO IL NUMERO DI DOMANDE POSTE AL RELATORE SUPERA IL 10-15% DEL NUMERO DEI PRESENTI SI PUO PARLARE DI UN SUCCESSO NELL INTERESSE SUSCITATO. SI RACCOMANDA: -ASCOLTARE TUTTO IL CONTENUTO E L INTENTO DELLA DOMANDA -DARE CENNO DI AVER COMPRESO -NON ACCETTATE SERIE DI DOMANDE -DATE RISPOSTE BREVI E CONCISE -NON CONSENTITE SOVRAPPOSIZIONI -A DOMANDE IMPOSSIBILI NON IMPROVVISATE DITE CHE RISPONDERETE DOPO -NON RISPONDETE SU PROBLEMI PERSONALI 115

Di cosa di occuperemo?

Di cosa di occuperemo? Un contributo per interpretare e gestire i flussi di comunicazione nel processo di ispezione Di cosa di occuperemo? aspetti di comunicazione e relazionali nelle visite ispettive e nel processo di certificazione

Dettagli

LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA

LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA Sul tema della leadership già a partire dai primi anni del novecento sono stati sviluppati diversi studi, che consideravano

Dettagli

GET TEST Test sulle attitudini imprenditoriali

GET TEST Test sulle attitudini imprenditoriali GET TEST Test sulle attitudini imprenditoriali 1 URHM UNIVERSITY BUSINESS SCHOOL GENERL ENTERPRICING TENENCY (GET) TEST 2 INTROUZIONE Il Test è stato progettato per cogliere insieme e misurare un numero

Dettagli

IL COMPORTAMENTO DEL LEADER E LA REAZIONE DEI MEMBRI DEL GRUPPO IN TRE DIVERSI CLIMI AZIENDALI AUTORITARIO DEMOCRATICO LASSISTA. www.ergonomica.

IL COMPORTAMENTO DEL LEADER E LA REAZIONE DEI MEMBRI DEL GRUPPO IN TRE DIVERSI CLIMI AZIENDALI AUTORITARIO DEMOCRATICO LASSISTA. www.ergonomica. IL COMPORTAMENTO DEL LEADER E LA REAZIONE DEI MEMBRI DEL GRUPPO IN TRE DIVERSI CLIMI AZIENDALI AUTORITARIO DEMOCRATICO LASSISTA Ogni decisione sul da farsi viene presa dal leader. Tutte le cose da farsi

Dettagli

Il Curriculum Vitae e la rete dei contatti personali. Materiali di Orientamento Giugno 2014

Il Curriculum Vitae e la rete dei contatti personali. Materiali di Orientamento Giugno 2014 Il Curriculum Vitae e la rete dei contatti personali Materiali di Orientamento Giugno 2014 Il Network (rete personale) La mia RETE di conoscenze e relazioni con persone che possono interessarsi alla mia

Dettagli

Leadership e governo aziendale (Maurizio Bottari)

Leadership e governo aziendale (Maurizio Bottari) Più donne per i C.d.A. e le posizioni apicali Leadership e governo aziendale (Maurizio Bottari) Regione Piemonte Torino, 2 aprile 2014 I veri Leader non nascono tali, lo diventano grazie all impegno e

Dettagli

Domande in materia di gestione per l Amministrazione federale

Domande in materia di gestione per l Amministrazione federale Domande in materia di gestione per l Amministrazione federale Le Domande in materia di gestione sostituiscono le Direttive sulla gestione nell amministrazione federale (DGA) del 1974. Si fondano sulla

Dettagli

CORSI DI 1 e 2 LIVELLO PER FSN/DSA. OTTIMIZZARE L ORGANIZZAZIONE DI UNA SOCIETÀ SPORTIVA Stili di Leadership e Sviluppo dei Collaboratori

CORSI DI 1 e 2 LIVELLO PER FSN/DSA. OTTIMIZZARE L ORGANIZZAZIONE DI UNA SOCIETÀ SPORTIVA Stili di Leadership e Sviluppo dei Collaboratori CORSI DI 1 e 2 LIVELLO PER FSN/DSA OTTIMIZZARE L ORGANIZZAZIONE DI UNA SOCIETÀ SPORTIVA Stili di Leadership e Sviluppo dei Collaboratori Relatore: Luigi Maggi Nello sport Presidente del Comitato Regionale

Dettagli

Leadership Judgement Indicator

Leadership Judgement Indicator Leadership Judgement Indicator Michael Lock, Robert Wheeler, Nick Burnard e Colin Cooper Adattamento italiano di Palmira Faraci RAPPORTO INTERPRETATIVO Nominativo: Codice test: Data della prova: 09/01/2012

Dettagli

MOTIVARE UN TEAM DISPENSA (dispensa Start Up - la presente dispensa rappresenta un estratto di quella abitualmente utilizzata nel corso)

MOTIVARE UN TEAM DISPENSA (dispensa Start Up - la presente dispensa rappresenta un estratto di quella abitualmente utilizzata nel corso) MOTIVARE UN TEAM DISPENSA (dispensa Start Up - la presente dispensa rappresenta un estratto di quella abitualmente utilizzata nel corso) A CURA DI VINCENZO FANELLI 1 IL SIGNIFICATO DI LEADERSHIP La leadership

Dettagli

LE PAROLE CHE PESANO. Hotel Remilia 20/05/2014. Ciclo Magramente

LE PAROLE CHE PESANO. Hotel Remilia 20/05/2014. Ciclo Magramente LE PAROLE CHE PESANO Hotel Remilia 20/05/2014 Ciclo Magramente Pag. 01 IL LINGUAGGIO CHE PESA Hai mai pensato che il linguaggio che usi possa influenzare la tua autostima e il tuo peso? Rifletti un secondo:

Dettagli

IL COACHING delle Ambasciatrici

IL COACHING delle Ambasciatrici IL COACHING delle Ambasciatrici European Commission Enterprise and Industry Coaching ambasciatrici WAI-Women Ambassadors in Italy, Ravenna, 20/05/2010 2 FASE 1 Le motivazioni e gli scopi FASE 2 L analisi

Dettagli

Lavorare con intelligenza emotiva. Come inventare un nuovo rapporto con il lavoro di Daniel Goleman. Recensione a cura di Anna Lisa Pani

Lavorare con intelligenza emotiva. Come inventare un nuovo rapporto con il lavoro di Daniel Goleman. Recensione a cura di Anna Lisa Pani Lavorare con intelligenza emotiva. Come inventare un nuovo rapporto con il lavoro di Daniel Goleman Recensione a cura di Anna Lisa Pani Daniel Goleman, ha sviluppato il lavoro avviato nel libro Intelligenza

Dettagli

Cos è la Leadership? 2. 1. SFERA Coaching Torino

Cos è la Leadership? 2. 1. SFERA Coaching Torino Cos è la Leadership? 2. 1 Questionario ASL 2. 2 Somministrazione ASL 36 coppie di affermazioni. Il compito del soggetto è quello di valutare, per ciascun item, quale delle due possibilità si avvicina maggiormente

Dettagli

I bambini adottati nei contesti sociali ed educativi. Provincia Piacenza Piacenza, 9 settembre 2013 Sara Lombardi

I bambini adottati nei contesti sociali ed educativi. Provincia Piacenza Piacenza, 9 settembre 2013 Sara Lombardi I bambini adottati nei contesti sociali ed educativi Provincia Piacenza Piacenza, 9 settembre 2013 Capire per intervenire La spiegazione che ciascuno di noi si dà del comportamento altrui definisce gli

Dettagli

Servizio Sanitario della Toscana GUIDA PER IL PERSONALE DEDICATO AI RAPPORTI CON IL PUBBLICO URP. Ufficio Relazioni col Pubblico Tutela del Cittadino

Servizio Sanitario della Toscana GUIDA PER IL PERSONALE DEDICATO AI RAPPORTI CON IL PUBBLICO URP. Ufficio Relazioni col Pubblico Tutela del Cittadino Servizio Sanitario della Toscana GUIDA PER IL PERSONALE DEDICATO AI RAPPORTI CON IL PUBBLICO URP Ufficio Relazioni col Pubblico Tutela del Cittadino PER IL PERSONALE DEDICATO AI RAPPORTI CON IL PUBBLICO

Dettagli

IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO

IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO Obiettivi: Conoscere le peculiarità del counseling nelle professioni d aiuto Individuare le abilità del counseling necessarie per svolgere la relazione d aiuto Analizzare

Dettagli

Tecniche di presenza Lightin. Tecniche di Presenza. Associazione Culturale Lightin

Tecniche di presenza Lightin. Tecniche di Presenza. Associazione Culturale Lightin Tecniche di Presenza Associazione Culturale Lightin 1 L energia della Natura Si dice che la Natura sia in perfetto equilibrio e di conseguenza anche noi che ne facciamo parte, dovremmo esserlo. L albero

Dettagli

Cos'è etico? I dilemmi dei professionisti dell'orientamento professionale

Cos'è etico? I dilemmi dei professionisti dell'orientamento professionale Cos'è etico? I dilemmi dei professionisti dell'orientamento professionale Pacchetto di lavoro N. 4 Prodotto N. 31 Data di consegna Luglio 2013 Versioni 1.0 Prima stesura Redatta da Ballymun Job Centre

Dettagli

GIOCO DI SQUADRA: UNA MOSSA VINCENTE? IL TUTTO È PIÙ DELLA SOMMA DELLE SINGOLE PARTI

GIOCO DI SQUADRA: UNA MOSSA VINCENTE? IL TUTTO È PIÙ DELLA SOMMA DELLE SINGOLE PARTI GIOCO DI SQUADRA: UNA MOSSA VINCENTE? IL TUTTO È PIÙ DELLA SOMMA DELLE SINGOLE PARTI Raduno arbitri 2011 D.ssa Barbara Bononi Prendete un foglio e scrivete ognuno la propria definizione di.. ARBITRAGGIO

Dettagli

è lo spazio che intercorre tra gli obiettivi degli interessati che hanno la volontà di

è lo spazio che intercorre tra gli obiettivi degli interessati che hanno la volontà di Sessione La negoziazione Introduzione INTRODUZIONE Il presente modulo formativo ha lo scopo di aiutare il manager a riesaminare le dinamiche interpersonali e le tecniche che caratterizzano una negoziazione

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO ALDO MORO Via Aldo Moro Fabriano (AN) Web: www.scuola1.net 1/14

ISTITUTO COMPRENSIVO ALDO MORO Via Aldo Moro Fabriano (AN) Web: www.scuola1.net 1/14 ISTITUTO COMPRENSIVO ALDO MORO Via Aldo Moro Fabriano (AN) Web: www.scuola1.net 1/14 La pedagogia dell attenzione da applicare con gli alunni in classe: L OSSERVARE e L ASCOLTARE con intenzionalità rappresentano

Dettagli

Vediamo dei piccoli passi da fare:

Vediamo dei piccoli passi da fare: L assertività L assertività è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro e valido le proprie emozioni e opinioni senza offendere né aggredire l interlocutore.

Dettagli

SGUARDOPOLI PARLARE E ASCOLTARE GUARDANDOSI NEGLI OCCHI

SGUARDOPOLI PARLARE E ASCOLTARE GUARDANDOSI NEGLI OCCHI Classi 3-5 II Livello SGUARDOPOLI PARLARE E ASCOLTARE GUARDANDOSI NEGLI OCCHI Motivazione: una buona capacità comunicativa interpersonale trova il suo punto di partenza nel semplice parlare e ascoltare

Dettagli

SULLA LEADERSHIP (2 parte) (liberamente tratto dalla letteratura manageriale anglosassone)

SULLA LEADERSHIP (2 parte) (liberamente tratto dalla letteratura manageriale anglosassone) SULLA LEADERSHIP (2 parte) (liberamente tratto dalla letteratura manageriale anglosassone) Dopo la precedente esposizione delle competenze della leadership secondo il modello di Goleman-Boyatzis-McKee,

Dettagli

Modulo 3. Stili a confronto

Modulo 3. Stili a confronto Modulo 3 Stili a confronto FINALITÀ Il ciclo di attività si propone di incrementare nei ragazzi la conoscenza di sé attraverso l auto-consapevolezza dei propri stili di apprendimento e di lavoro, e di

Dettagli

Il mister, la squadra, i genitori, la società. Mister Roberto Babini descrive il suo ruolo e le sue competenze.

Il mister, la squadra, i genitori, la società. Mister Roberto Babini descrive il suo ruolo e le sue competenze. Il mister, la squadra, i genitori, la società. Mister Roberto Babini descrive il suo ruolo e le sue competenze. Roberto Babini (Allenatore di base con Diploma B UEFA) svolge da 13 anni l attività di allenatore.

Dettagli

METODOLOGIA DELL INSEGNAMENTO

METODOLOGIA DELL INSEGNAMENTO Corso Nordic Walking Torino 04-10-2014 METODOLOGIA DELL INSEGNAMENTO CANALI DELLA COMUNICAZIONE METODI DI INSEGNAMENTO STILI DI INSEGNAMENTO ORGANIZZARE UNA SEDUTA I CANALI DELLA COMUNICAZIONE VERBALE

Dettagli

La comunicazione interpersonale. Dr. Savio Stocco, psicologo e psicoterapeuta

La comunicazione interpersonale. Dr. Savio Stocco, psicologo e psicoterapeuta La comunicazione interpersonale Dr. Savio Stocco, psicologo e psicoterapeuta Comunicazione interpersonale Quella che avviene tra due persone o all interno di un gruppo definito. E immediata e prevede la

Dettagli

Comunicazione di massa

Comunicazione di massa Persuadere per prevenire: tecniche di comunicazione nelle campagne di prevenzione. Fiorenzo Ranieri 1 Le campagne di prevenzione in Italia sono fortemente condizionate dalla impostazione legislativa. Le

Dettagli

Chi lo dice che non sono portato per la matematica? Il coaching nelle lezioni individuali di matematica

Chi lo dice che non sono portato per la matematica? Il coaching nelle lezioni individuali di matematica Chi lo dice che non sono portato per la matematica? Il coaching nelle lezioni individuali di matematica Tesi di Daniele Gianolini 1. Introduzione La decennale esperienza nell insegnamento individuale della

Dettagli

Report Leadership Matching

Report Leadership Matching Leader: Mario Rossi Collaboratore: Francesca Colombo Questo Report è un prodotto di PDA International. PDA International è leader nell approvvigionamento di valutazioni comportamentali utilizzate per reclutare,motivare

Dettagli

Lo stile di comando. teoria degli stili comportamentali. teoria contingente. teorie di processo. Corso di E. A. 1

Lo stile di comando. teoria degli stili comportamentali. teoria contingente. teorie di processo. Corso di E. A. 1 Lo stile di comando teoria degli stili comportamentali teoria contingente teorie di processo Corso di E. A. 1 Lo stile di comando La leadership può essere definita come il processo attraverso il quale

Dettagli

LEADERSHIP E GESTIONE DEL PERSONALE Con gli imprenditori

LEADERSHIP E GESTIONE DEL PERSONALE Con gli imprenditori Giovedì 16 / Venerdì 17 Aprile 2015 Sede di Livigno, Via Freita 1660 Relatore : Roberto Bonacasa LEADERSHIP E GESTIONE DEL PERSONALE Con gli imprenditori 1 Link Utili www.bonacasa.net 2 Parte 1: Affrontare

Dettagli

Seminario di aggiornamento Quadri Tecnici di base delle ASD STILI DI GUIDA E SVILUPPO DEI COLLABORATORI

Seminario di aggiornamento Quadri Tecnici di base delle ASD STILI DI GUIDA E SVILUPPO DEI COLLABORATORI Seminario di aggiornamento Quadri Tecnici di base delle ASD Poggio Mirteto, 28 aprile 2015 Casa della Cultura STILI DI GUIDA E SVILUPPO DEI COLLABORATORI Relatore: Luigi Maggi Nello sport Presidente del

Dettagli

Questionario stili di comunicazione/negoziazione questionario Thomas Kilmann

Questionario stili di comunicazione/negoziazione questionario Thomas Kilmann Questionario stili di comunicazione/negoziazione questionario Thomas Kilmann Obiettivo del questionario è rendere consapevole una persona della propria tendenza ad assumere in una conversazione uno o più

Dettagli

SCHEDA TUTORIALE TEMA: PRENDERE APPUNTI IN CLASSE

SCHEDA TUTORIALE TEMA: PRENDERE APPUNTI IN CLASSE SCHEDA TUTORIALE TEMA: PRENDERE APPUNTI IN CLASSE GIUSTIFICAZIONE: Una maniera pratica ed efficace di mantenere l'attenzione in classe mentre il professore spiega è il prendere appunti. Prendere appunti

Dettagli

Silvio Trivelloni, maratoneta: la testa è il vero motore del nostro corpo

Silvio Trivelloni, maratoneta: la testa è il vero motore del nostro corpo Silvio Trivelloni, maratoneta: la testa è il vero motore del nostro corpo Matteo SIMONE Silvio Trivelloni sceglie l Atletica Leggera alla scuola media con il Concorso Esercito Scuola e poi diventa un Atleta

Dettagli

ANALISI DATI DEL QUESTIONARIO

ANALISI DATI DEL QUESTIONARIO ANALISI DATI DEL QUESTIONARIO 1- Presso il Servizio in cui operi e previsto un progetto analogo? La maggior parte dei partecipanti ha risposto in maniera negativa. Al momento, solo presso il nostro Servizio

Dettagli

10 Maggio 2013. Dott.ssa Lucia Candria

10 Maggio 2013. Dott.ssa Lucia Candria 10 Maggio 2013 Dott.ssa Lucia Candria Mamma e papà devono: Offrire sostegno Dare fiducia Essere complice per superare gli ostacoli Alimentare l autostima AUTOSTIMA Rappresenta una valutazione globale su

Dettagli

LA VINCOLATA LIBERTA DEL VOLONTARIO

LA VINCOLATA LIBERTA DEL VOLONTARIO LA VINCOLATA LIBERTA DEL VOLONTARIO di Lorenzo Sartini 1. Quali necessità nell azione del volontario? Ciò che contraddistingue le associazioni di volontariato fra le altre organizzazioni che agiscono per

Dettagli

COMUNICAZIONE EFFICACE NEL BUSINESS (Power Business Communication) DR. CRISTIAN BISCUOLA PER PAROLESCELTE.IT info@parolesclete.it

COMUNICAZIONE EFFICACE NEL BUSINESS (Power Business Communication) DR. CRISTIAN BISCUOLA PER PAROLESCELTE.IT info@parolesclete.it COMUNICAZIONE EFFICACE NEL BUSINESS (Power Business Communication) DR. CRISTIAN BISCUOLA PER PAROLESCELTE.IT info@parolesclete.it 1 «La necessità di sviluppare una capacità comunicativa più efficace è

Dettagli

L ASSERTIVITA PER GESTIRE I CONFLITTI E SVILUPPARE GLI APPRENDIMENTI

L ASSERTIVITA PER GESTIRE I CONFLITTI E SVILUPPARE GLI APPRENDIMENTI UNIONE EUROPEA Fondo Sociale Europeo P.O.N. Competenze per lo sviluppo Istituto Comprensivo Statale GIOVANNI VERGA Via Pacini 62 95029 VIAGRANDE (CT) Tel.0957894373 Fax. 0957901476 C.F.81003650876 C.M.:

Dettagli

Qual è il tuo approccio al lavoro? Che tipo sei? Come affronti le sfide che riguardano in lavoro? (e quindi anche un colloquio di lavoro)

Qual è il tuo approccio al lavoro? Che tipo sei? Come affronti le sfide che riguardano in lavoro? (e quindi anche un colloquio di lavoro) Qual è il tuo approccio al lavoro? Che tipo sei? Come affronti le sfide che riguardano in lavoro? (e quindi anche un colloquio di lavoro) Rispondi alle seguenti domande indicando quale risposta è più vicino

Dettagli

Pillole di psicologia della comunicazione

Pillole di psicologia della comunicazione Digilands Dott. Francesca Minuto Pillole di psicologia della comunicazione 3 PILASTRI: 1. PRESENTATORE 2. PUBBLICO 3. MESSAGGIO MOTIVAZIONI QUALI SONO? PERCHE PROPRIO TE? COSA C E DI STRAORDINARIO IN QUELLO

Dettagli

Come imparare a disegnare

Come imparare a disegnare Utilizzare la stupidità come potenza creativa 1 Come imparare a disegnare Se ti stai domandando ciò che hai letto in copertina è vero, devo darti due notizie. Come sempre una buona e una cattiva. E possibile

Dettagli

Il pensiero positivo! www.skilla.com

Il pensiero positivo! www.skilla.com Il pensiero positivo! www. Come accrescere la propria autostima fronteggiando le situazioni difficili. Il pensiero positivo! L avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge. Gustave

Dettagli

La comunicazione, elementi teorici ed aspetti pratici. Anselmo Cro

La comunicazione, elementi teorici ed aspetti pratici. Anselmo Cro La comunicazione, elementi teorici ed aspetti pratici Anselmo Cro LA COMUNICAZIONE I Principi NON SI PUO NON COMUNICARE OGNI COMUNICAZIONE E COMPORTAMENTO OGNI COMPORTAMENTO E COMUNICAZIONE IL SIGNIFICATO

Dettagli

Cosa ci può stimolare nel lavoro?

Cosa ci può stimolare nel lavoro? a Cosa ci può stimolare nel lavoro? Quello dell insegnante è un ruolo complesso, in cui entrano in gioco diverse caratteristiche della persona che lo esercita e della posizione che l insegnante occupa

Dettagli

L ISTITUTO DELL AFFIDAMENTO AL SERVIZIO SOCIALE. ESPERIENZE E RAPPRESENTAZIONI DEGLI ATTORI UNA RIFLESSIONE DALL ESPERIENZA TOSCANA

L ISTITUTO DELL AFFIDAMENTO AL SERVIZIO SOCIALE. ESPERIENZE E RAPPRESENTAZIONI DEGLI ATTORI UNA RIFLESSIONE DALL ESPERIENZA TOSCANA L ISTITUTO DELL AFFIDAMENTO AL SERVIZIO SOCIALE. ESPERIENZE E RAPPRESENTAZIONI DEGLI ATTORI UNA RIFLESSIONE DALL ESPERIENZA TOSCANA DONATA BIANCHI, SILVIA MAMMINI, ROSA DI GIOIA ...FINALITÀ verificare

Dettagli

corso comunicazione efficace 9 Dicembre 2013

corso comunicazione efficace 9 Dicembre 2013 corso comunicazione efficace 9 Dicembre 2013 AGENDA La comunicazione Le barriere e i rimedi OBIETTIVO DEL CORSO UNA PERSONA PIU EFFICACE NEL LAVORO E NELLA VITA PERCHE CONTROLLA MEGLIO LA PROPRIA COMUNICAZIONE

Dettagli

La Democrazia spiegata dal Difensore Civico del Comune di Segrate, avv. Fabrizia Vaccarella, al Consiglio Comunale dei Ragazzi

La Democrazia spiegata dal Difensore Civico del Comune di Segrate, avv. Fabrizia Vaccarella, al Consiglio Comunale dei Ragazzi La Democrazia spiegata dal Difensore Civico del Comune di Segrate, avv. Fabrizia Vaccarella, al Consiglio Comunale dei Ragazzi Vi avevo anticipato l anno scorso che il Difensore Civico s interessa dei

Dettagli

CAPITOLO TRE IL MIO MODO DI GIOCARE E LE ESCHE CHE MI ATTIRANO

CAPITOLO TRE IL MIO MODO DI GIOCARE E LE ESCHE CHE MI ATTIRANO CAPITOLO TRE IL MIO MODO DI GIOCARE E LE ESCHE CHE MI ATTIRANO Sommario Nel primo capitolo di questo quaderno lei ha ritenuto che il gioco d azzardo sta causando problemi nella sua vita. Si è posto obiettivi

Dettagli

Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione. Scuola dell infanzia - Anni 3

Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione. Scuola dell infanzia - Anni 3 Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione Scuola dell infanzia - Anni 3 A Identità e appartenenza. A1 Percepire e riconoscere se stesso. A1Mi conosco attraverso giochi motori sul corpo. A2 Saper

Dettagli

APPROFONDIMENTO RISORSE UMANE

APPROFONDIMENTO RISORSE UMANE APPROFONDIMENTO RISORSE UMANE Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto Approfondimento LEADERSHIP E TEAM BUILDING La soddisfazione del lavoratore A livello individuale, la gestione

Dettagli

Comunicazione d impresa

Comunicazione d impresa Comunicazione d impresa Lorenza Rossini Anno 2005-2006 Programma I concetti fondamentali Le aree della comunicazione d impresa Gli strumenti e i mezzi della comunicazione Il piano di comunicazione Alcuni

Dettagli

IL LIBRO PER L UOMO D OGGI

IL LIBRO PER L UOMO D OGGI Corso Scegli Gesù SG01 Lezione 1 IL LIBRO PER L UOMO D OGGI Troppo difficile? Antiquato? Solo per persone molto religiose? No! Ti dimostreremo che sono solo pregiudizi. LA NOSTRA GENERAZIONE È INSICURA

Dettagli

Modulo 1. La Mia Storia/ Le Mie Domande

Modulo 1. La Mia Storia/ Le Mie Domande Modulo 1 La Mia Storia/ Le Mie Domande FINALITÀ Il ciclo di attività si propone di stimolare gli studenti a ricostruire la propria storia formativa, individuandone gli aspetti più salienti e a riflettere

Dettagli

The Leader. Scopri la tua tecnica nella vita. Solleverai qualsiasi peso. Emanuele Radice. Sviluppo personale - self Help

The Leader. Scopri la tua tecnica nella vita. Solleverai qualsiasi peso. Emanuele Radice. Sviluppo personale - self Help Scopri la tua tecnica nella vita. Solleverai qualsiasi peso. The Leader Sviluppo personale - self Help Permettimi di darti un consiglio: Scegli ora di essere tu il tuo LEADER SEMPRE! Sviluppo personale

Dettagli

Dott.ssa FULVIA ZUZZI Psicologa clinica

Dott.ssa FULVIA ZUZZI Psicologa clinica Dott.ssa FULVIA ZUZZI Psicologa clinica 1 LO FACCIO PER IL TUO BENE? 2 SCELTE EDUCATIVE Processi di elaborazione di pensierie decisioniche precedono l azione educativa. Le compiamo continuamente Alcune

Dettagli

attività Camminare insieme Il ruolo dei genitori nel momento della scelta formativa dei propri figli

attività Camminare insieme Il ruolo dei genitori nel momento della scelta formativa dei propri figli QUADERNO DI LAVORO PER I GENITORI attività Camminare insieme Il ruolo dei genitori nel momento della scelta formativa dei propri figli Percorso per genitori di studenti/studentesse in uscita dalla scuola

Dettagli

UNA COMUNITA IN CRESCITA

UNA COMUNITA IN CRESCITA UNA COMUNITA IN CRESCITA Proposte di formazione per bambini, ragazzi, insegnanti e genitori 2008-2009 2009 La Bottega dei Ragazzi Cooperativa Sociale Onluss Via Tintoretto 41 35020 Albignasego (PD) Tel.

Dettagli

PUNTI DI FORZA PERSONALI: Questo sono io

PUNTI DI FORZA PERSONALI: Questo sono io PUNTI DI FORZA PERSONALI: Questo sono io Creatività / ingegno Risolvo i problemi in modo diverso Riesco a pensare a cose nuove facilmente Ho idee visionarie Sviluppo nuove opportunità e le metto in pratica

Dettagli

6 maggio 2015 Undicesimo incontro Tre cose ci sono rimaste del Paradiso : le stelle, i fiori e i bambini.

6 maggio 2015 Undicesimo incontro Tre cose ci sono rimaste del Paradiso : le stelle, i fiori e i bambini. 6 maggio 2015 Undicesimo incontro Tre cose ci sono rimaste del Paradiso : le stelle, i fiori e i bambini. (Dante Alighieri) LUCIA RIZZI è una pedagogista, scrittrice e personaggio televisivo (reality «S.O.S.

Dettagli

ECCO PERCHÈ LA PACE INIZIA PROPRIO DA TE

ECCO PERCHÈ LA PACE INIZIA PROPRIO DA TE ECCO PERCHÈ LA PACE INIZIA PROPRIO DA TE - di Deepak Chopra Sette esercizi spirituali per portare la pace all interno delle tua vita e nel mondo che ti circonda. L approccio alla trasformazione personale

Dettagli

FEDERAZIONE ITALIANA PALLACANESTRO Settore Giovanile. P sico lo g ia e

FEDERAZIONE ITALIANA PALLACANESTRO Settore Giovanile. P sico lo g ia e FEDERAZIONE ITALIANA PALLACANESTRO Settore Giovanile Anna Fallco P sico lo g ia e B a sk et Presentazione La dottoressa Anna Falco è entrata a far parte dello staff della Squadra Nazionale A maschile nel

Dettagli

ELENCO DEI CORSI LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA O PERSUASIVA: COME SVILUPPARE LA CAPACITÀ DI TRATTARE CON LE PERSONE

ELENCO DEI CORSI LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA O PERSUASIVA: COME SVILUPPARE LA CAPACITÀ DI TRATTARE CON LE PERSONE ELENCO DEI CORSI LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA O PERSUASIVA: COME SVILUPPARE LA CAPACITÀ DI TRATTARE CON LE PERSONE Avviamento, sviluppo e potenziamento della competenza comunicativa, la chiave di volta del

Dettagli

Indice. Il colloquio. Rapporti chiari Fiducia, reagire

Indice. Il colloquio. Rapporti chiari Fiducia, reagire Indice Il colloquio Domande frequenti Rapporti chiari Fiducia, reagire Pensiero positivo, assertività Il colloquio Oltre ad alcuni accorgimenti scontati, ma pur sempre importanti, come il non arrivare

Dettagli

La valutazione del percorso formativo

La valutazione del percorso formativo La valutazione del percorso formativo L esperienza del biennio di Padova 1999-2000 Maria Carla Acler Premessa Il presente lavoro nasce dal desiderio di diffondere tra i colleghi l esperienza maturata all

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

Codice Deontologico del Volontario adottato dalla Federazione Cure Palliative

Codice Deontologico del Volontario adottato dalla Federazione Cure Palliative Art.5. Agisce senza fini di lucro anche indiretto e non accetta regali o favori, se non di modico valore. ASSOCIAZIONE VOLONTARI ASSISTENZA PAZIENTI ONCOLOGICI Codice Deontologico del Volontario adottato

Dettagli

COME AGGIORNARE IL PROPRIO SISTEMA DI CREDENZE

COME AGGIORNARE IL PROPRIO SISTEMA DI CREDENZE 11 November 2014 COME AGGIORNARE IL PROPRIO SISTEMA DI CREDENZE Articolo a cura di Nicola Doro - Responsabile Commerciale Ad Hoc Ti sei mai chiesto perché alcune persone falliscono in tutto quello che

Dettagli

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Obiettivi: - informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara - dare alcune indicazioni pratiche - suggerire alcuni

Dettagli

La Leadership. Salvatore Savarese

La Leadership. Salvatore Savarese La Leadership Salvatore Savarese 1 Introduzione Lavorare all interno di organizzazioni induce un evoluzione professionale ed umana in più direzioni: aumentano le competenze tecniche specifiche, si sviluppano

Dettagli

L attimo fuggente. Charlot soldato. Charlot soldato

L attimo fuggente. Charlot soldato. Charlot soldato L attimo fuggente Charlot soldato L attimo fuggente Charlot soldato Due sequenze tratte da due film assai diversi e lontani nel tempo: Charlot soldato di Charlie Chaplin (1918) e L attimo fuggente di Peter

Dettagli

Favorire l autostima nel bambino. Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it

Favorire l autostima nel bambino. Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it Favorire l autostima nel bambino Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it 1 Un senso di impotenza si sviluppa in seguito all incapacità di influenzare positivamente le proprie

Dettagli

shapes competency development report

shapes competency development report shapes competency development report candidato/a: Max Mustermann amministrazione: 29.07.2005 rapporto creato: 19.02.2007 cut-e gmbh e-mail: info@cut-e.com große bleichen 12 tel: +49-40-3250.3890 20354

Dettagli

E-mail: calla2002@libero.it

E-mail: calla2002@libero.it RELATORE: FABIO FOSSATI - HEAD-COACH ADVISOR FIP FIBA EUROPE - DOCENTE BASKET FACOLTA SCIENZE - MOTORIE UNIVERSITA STATALE DI BRESCIA DIPARTIMENTO DI MEDICINA - CERTIFIED MENTAL COACH E-mail: calla2002@libero.it

Dettagli

I 3 fattori determinanti il successo o fallimento della tua azienda su Internet!

I 3 fattori determinanti il successo o fallimento della tua azienda su Internet! I 3 fattori determinanti il successo o fallimento della tua azienda su Internet! Analisi delle problematiche più comuni di un investimento sul web con evidenziazione dei principali fattori di fallimento

Dettagli

Difficoltà scolastiche

Difficoltà scolastiche Difficoltà scolastiche DSA Difficoltà Scolastiche Così come ogni individuo è diverso da un altro, differente per ciascuno sarà lo stile di apprendimento delle conoscenze. Per questo motivo quando si parla

Dettagli

MODULO UNO : La tua STORIA con i SOLDI!!

MODULO UNO : La tua STORIA con i SOLDI!! MODULO UNO : La tua STORIA con i SOLDI Ciao e Benvenuta in questo straordinario percorso che ti permetterà di compiere un primo passo per IMPARARE a vedere finalmente il denaro in modo DIFFERENTE Innanzitutto

Dettagli

Discussione e confronti

Discussione e confronti farescuola Elena Troglia Discussione e confronti I bambini imparano proponendo problemi, discutendone, cercando soluzioni argomentative. La discussione diviene un importante strumento didattico: i ragazzi

Dettagli

TEAM COACHING. Coach e Trainer: Damiano De Cristofaro

TEAM COACHING. Coach e Trainer: Damiano De Cristofaro Public Team Coaching Speaking TEAM COACHING Quest'opera è coperta da licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-non opere derivate 2.5 Italia. Per leggere una copia della licenza visita il sito

Dettagli

Le abilità sociali e le regole. La scuola diventa autorevole

Le abilità sociali e le regole. La scuola diventa autorevole Le abilità sociali e le regole La scuola diventa autorevole Il perché delle regole e delle abilità sociali? Le abilità sociali permettono di mettere in atto tutti quei comportamenti che fanno sì che si

Dettagli

Il GPS di Dio Schema riassuntivo del messaggio e domande per i Piccoli Gruppi

Il GPS di Dio Schema riassuntivo del messaggio e domande per i Piccoli Gruppi Il GPS di Dio Schema riassuntivo del messaggio e domande per i Piccoli Gruppi Matteo 5:6 Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati. Giovanni 10:27 Le mie pecore ascoltano

Dettagli

Questionario sulle abilità comunicativo relazionali

Questionario sulle abilità comunicativo relazionali Questionario sulle abilità comunicativo relazionali a cura di Fabio Navanteri per il tutor: da leggere ai corsisti Il questionario che vi proponiamo vi permetterà di individuare alcuni tratti del vostro

Dettagli

TEAM BUILDING BENESSERE ORGANIZZATIVO. Faenza, 12 dicembre 2012

TEAM BUILDING BENESSERE ORGANIZZATIVO. Faenza, 12 dicembre 2012 TEAM BUILDING e BENESSERE ORGANIZZATIVO Faenza, 12 dicembre 2012 Ravenna, 24 gennaio 2013 Lugo, 30 gennaio 2013 Bandini Barbara benessere organizzativo secondo la normativa italiana l insieme dei nuclei

Dettagli

QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI. elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013

QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI. elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013 QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013 F= risposta degli alunni/figli G = risposta dei genitori F: 1- Cosa pensi della dipendenza elettronica?

Dettagli

Lavorare sulla nonviolenza con persone che hanno ucciso di Pat Patfoort

Lavorare sulla nonviolenza con persone che hanno ucciso di Pat Patfoort Lavorare sulla nonviolenza con persone che hanno ucciso di Pat Patfoort Da sei anni lavoriamo regolarmente in 7 diverse prigioni del Belgio con gruppi di circa 10 prigionieri. Ci incontriamo con i gruppi

Dettagli

CONSIGLI PER IL VOLONTARIO

CONSIGLI PER IL VOLONTARIO ASSOCIAZIONE VOLONTARI ASSISTENZA PAZIENTI ONCOLOGICI MESTRE CONSIGLI PER IL VOLONTARIO INDICE Cosa fare pag. 4 Consigli pag. 7 Cosa non fare pag. 8 Codice deontologico del volontario pag. 10 Caro Amico,

Dettagli

ABILITÀ E PERSUASIONE DELLA COMUNICAZIONE NON VERBALE

ABILITÀ E PERSUASIONE DELLA COMUNICAZIONE NON VERBALE ABILITÀ E PERSUASIONE DELLA COMUNICAZIONE NON VERBALE Come convincere abilmente l'altro con 5 semplici mosse Sguardo, Voce, Corpo, Postura, Abbigliamento Abilità e Persuasione della Comunicazione NON Verbale

Dettagli

Modulo 6 Sviluppo delle capacità personali Guida per i tutor

Modulo 6 Sviluppo delle capacità personali Guida per i tutor Modulo 6 Sviluppo delle capacità personali Guida per i tutor Estratto dal progetto Foundations for Work per gentile concessione di DiversityWorks (Progetto n. 2012-1-GB2-LEO05-08201) Introduzione Perché

Dettagli

Agenzia Regionale di Protezione Civile &!!

Agenzia Regionale di Protezione Civile &!! Agenzia Regionale di Protezione Civile!!!"#$ % &!! '()* &+#),) Ascoltiamo un po. Parole chiave di Velasco Motivazione Mentalità vincente Esercizio Impegno Adattamento Flessibilità Punti in comune. Quali

Dettagli

l intervento, la ricerca che si sta progettando)

l intervento, la ricerca che si sta progettando) Definizione delle motivazioni che richiedono l attuazione del progetto (contesto e target) Il motivo è quello di lasciare a tutti un pensiero sull essere felici. Definizione chiara e coerente degli obiettivi

Dettagli

Alcol: sai cosa bevi? Più sai meno rischi! UN PROGRAMMA IN 6 PUNTI PER CAMBIARE LE ABITUDINI DEVI SMETTERE DI BERE? quando smettere di bere

Alcol: sai cosa bevi? Più sai meno rischi! UN PROGRAMMA IN 6 PUNTI PER CAMBIARE LE ABITUDINI DEVI SMETTERE DI BERE? quando smettere di bere quando smettere di bere DEVI SMETTERE DI BERE? Se il bere é una scelta libera e consapevole da parte di un individuo, é anche vero che molti non si trovano nelle condizioni di poter bere e continuare a

Dettagli

La Scuola di Formazione del Gruppo Galgano è attiva dal 1962 con formatori di notevole esperienza

La Scuola di Formazione del Gruppo Galgano è attiva dal 1962 con formatori di notevole esperienza La Scuola di Formazione del Gruppo Galgano è attiva dal 1962 con formatori di notevole esperienza Percorso per Responsabili di Unità Organizzative. Da capo a leader: imparare a valorizzare e sviluppare

Dettagli

Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009

Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009 Bologna - Tel. & fax 051 543101 e-mail: e.communication@fastwebnet.it www.excellencecommunication.it Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009 Docente: Antonella Ferrari

Dettagli

LA BALBUZIE RACCONTATA AGLI INSEGNANTI

LA BALBUZIE RACCONTATA AGLI INSEGNANTI ABC Balbuzie A cura delle Dott.sse Luisella COCCO - Monica ANISIO (Logopediste) e della Dott.ssa Simona Bernardini (Psicologa\Psicoterapeuta CBT) Specialiste nella Valutazione e Trattamento della Balbuzie

Dettagli