IL GRUPPO DI LAVORO (CAPITOLO XI) ARGOMENTI. Definizione e funzioni. Processi decisionali di gruppo. Leadership

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1 IL GRUPPO DI LAVORO (CAPITOLO XI) ARGOMENTI Definizione e funzioni Processi decisionali di gruppo Leadership

2 Cos è un gruppo? Lewin (1951, Field Theory in Social Science) Il gruppo non è la somma dei suoi membri, ma è un unità interdipendente con: struttura propria fini specifici relazioni particolari con altri gruppi Il gruppo può definirsi come: una totalità dinamica composta da individui che si percepiscono vicendevolmente interdipendenti ciò che costituisce un gruppo non è la somiglianza dei suoi membri ma l interdipendenza dinamica fra di essi (un cambiamento di stato di un suo componente interessa lo stato di tutti gli altri). gruppo come luogo della partecipazione e dell autogestione democratica

3 Caratteristiche di un gruppo tipo di interdipendenza dei membri: ciò che tiene unito un gruppo; grado di interdipendenza: può dar luogo a una massa indefinita o a un unità compatta a seconda dell ampiezza, dell organizzazione e della coesione del gruppo. Per Lewin non esiste alcuna limitazione nella numerosità dei possibili membri di un gruppo. Nozione di destino comune come espressione dell interdipendenza tra individui che crea un gruppo

4 GRUPPI DI LAVORO cosa non sono gruppi di terapia: gruppi autocentrati (modificare comportamenti causa di sofferenza e malessere nelle persone che vi partecipano). t-group o gruppi di formazione: gruppi autocentrati (esplicitamente centrato sulle dinamiche interazionali che insorgono fra i partecipanti gruppo base). azione rivolta alla riflessione (non alla pratica): feedback, esperienza e cambiamento. gruppi primari e secondari: (gruppi antropologici): associazione e cooperazione intima, relazioni interpersonali dirette, faccia a faccia, fonte relativamente perenne da cui gli altri gruppi prendono continuamente origine (Cooley). piccoli gruppi di lavoro nei contesti gerarchici: organizzazioni produttive e strutture educative = équipe (logica di tipo sommativo anni 50). gruppi di auto-aiuto gruppi di cittadinanza attiva

5 DEFINIZIONE DI GRUPPO DI LAVORO Gruppo costituito da individui diversi per la professionalità specifiche di ciascuno, il cui scopo è la elaborazione o la realizzazione di un progetto, la cui efficacia dipende da: precisione nella definizione dello scopo da raggiungere e della strategia da impiegare capacità di collaborazione fra membri del gruppo e quadro organizzativo in cui si pone. INTERDIPENDENZA OPERATIVA: logica di lavoro di tipo dinamico ( logica di tipo sommativo) OBIETTIVO COMUNE: progetto alla cui realizzazione concorrono i vari membri con interventi diversi a seconda delle necessità peculiari del compito e delle competenze specifiche di ciascuno di essi; obiettivo condiviso dai membri ma differenziato rispetto a bisogni, desideri e motivazioni personali;

6 Caratteristiche del gruppo di lavoro Focus sul compito: si arriva ad un obiettivo comune tramite interdipendenza Interdipendenza: il contributo operativo di ognuno si integra con quello altrui per raggiungere un obiettivo Lavoro di gruppo: metodo per raggiungere scopi non ottenibili singolarmente ciò che rende operativo un obiettivo comune

7 PICCOLI GRUPPI Strutture intermedie fra individuo e comunità, permettono di sperimentare interdipendenza Sviluppano (Volpe, 1999) legami deboli : solidarietà e appartenenza, stare bene in gruppo mentalità plurale appartenenza e individuazione, autolimitazione e differenziazione effetto moltiplicatore : pressione del macro sull individuo ( conformismo, influenza della minoranza sulla maggioranza, Asch e Moscovici) Gruppo come setting ambientale e comunità competente: luogo privilegiato di intervento della psicologia di comunitàmodificare comportamenti; Gruppo di lavoro come setting di empowering o disempowering: setting potenzialmente positivi ma anche negativi per le persone che vi partecipano (identità, autostima)

8 ANALISI DELLE DINAMICHE DI GRUPPO Termine usato per primo da K. Lewin, per indicare sia la conoscenza specifica dei piccoli gruppi e delle leggi che lo governano, sia il metodo di intervento finalizzato al cambiamento degli atteggiamenti degli individui nel gruppo e dei gruppi e della fisionomia del gruppo stesso Fenomeni di gruppo: influenza che il gruppo esercita sul singolo e su comportamento, coesione, conformismo e devianza, cambiamento e resistenza al cambiamento; nonché l affettività e la distribuzione dei ruoli all interno dei gruppi. Stili di leadership: individuare il comportamento ottimale di colui che svolge funzioni di capo sia nel raggiungere gli obiettivi sia nel promuovere l integrazione sociale. Comunicazione: struttura degli scambi, comunicazione a una o due vie, ruoli e atteggiamenti nelle comunicazioni. Bisogni, motivazioni e atteggiamenti. Clima organizzativo: grado di piacevolezza e soddisfazione che accompagna lo svolgimento della funzione svolta.

9 Come funziona un gruppo di lavoro? Equilibrio fra i bisogni del singolo e i bisogni del gruppo. Un gruppo di lavoro è composto da persone aventi una qualifica professionale specifica che può essere differenziata (équipe multidiscilinare) oppure analoga (es. gruppi di psicologi operanti in una stessa organizzazione) che si costituisce per affrontare e risolvere un compito specifico previsto all interno di un piano di lavoro complessivo. METODOLOGIE: 1. definire un gerarchia di obiettivi: obiettivo finale e obiettivi intermedi 2. valutazione dell intervento sia tra i membri del gruppo sia con l esterno

10 Come funziona un gruppo di lavoro? CONFLITTO: se le esigenze dei singoli si contraddicono reciprocamente; se non c è chiarezza cognitiva su cosa si deve fare; se manca la disponibilità ad accettare le opinioni altrui (livello di tensione e clima di gruppo); se si invade il territorio altrui (conflitti di competenze). Soluzioni: flessibilità: funzioni specialistiche connesse con le proprie competenze professionali e altre funzioni più comuni (socializzazione delle conoscenze); ridistribuzione dell autorità: ridistribuire le responsabilità e inventare nuove modalità di gestire il processo di presa di decisione

11 Perché il gruppo di lavoro? Le prestazioni personali sono più elevate in situazione di gruppo: sensazione di poter ottenere, grazie all impegno in essi, risultati gratificanti e significativi. ( facilitazione e inibizione sociale) Rischio: i gruppi di lavoro possono diventare luoghi sterili e improduttivi se si verifica una perdita di significato, di efficienza e se manca coordinazione soprattutto con l organizzazione più ampia in cui sono inseriti

12 Come decidono i gruppi di lavoro? 1. delirio confusi di gruppo (Monteil) le decisioni non possono essere lasciate al gruppo ma devono essere prese da una persona sola che possa assumersi la responsabilità diretta di esse. 2. gruppo come luogo di mediazione, non di decisione: (effetto di normalizzazione, Sherif) il gruppo si orienta verso la soluzione più conveniente per tutti, si dà una norma che consiste in un compromesso equanime fra le diverse soluzioni. 3. decisioni orientate verso una più elevata assunzione di rischio (Stoner): le decisioni prese in gruppo sono più rischiose delle decisioni prese individualmente dai singoli membri dello stesso gruppo sullo stesso argomento. (diffisione della responsabilità, familiarità degli argomenti, rischio come valore).

13 Come decidono i gruppi di lavoro? 4. Gli atteggiamenti del gruppo sono più estremi di quelli dei singoli individui che ne fanno parte (effetto di polarizzazione, Moscovici e Zavalloni): incremento dato dal gruppo a un orientamento già presente nei singoli componenti. 4. Pensiero gruppale (Janis): processo collusivo in cui la discussione e il confronto tra diversi attori sono di fatto ostacolanti e ridotti al minimo (decisioni in contrasto con le aspettative personali, decisioni sbagliate). Importanza del contributo personale (evitare la depersonalizzazione nel gruppo) coinvolgimento dei membri nel processo decisionale confronto esplicito e diretto dei punti di vista evitando attacchi o svalutazioni delle posizioni degli interlocutori consenso: accordo generale all interno del gruppo

14 Leadership Esperimenti di Lewin, Lipp e White (1948). Analisi di 3 modalità di comportamento del leader: autocratica (direttiva e distante dal gruppo) democratica (coinvolgimento del gruppo) permissiva (intervento minimo del leader) Le 3 persone addestrate ad agire come leader restavano 7 settimane nello stesso gruppo, poi hanno cambiato due volte gruppo e stile di comportamento. Dunque, qualsiasi effetto osservato nei gruppi poteva essere attribuito allo stile di comportamento e non alla personalità.

15 Leadership Risultati: l approccio democratico era preferito da parte dei membri dei gruppi; l atmosfera dei gruppi democratici era più amichevole, centrata sul gruppo e discretamente orientata al compito; i membri dei gruppi autocratici erano più aggressivi e dipendenti dal leader (in assenza del leader, i membri smettevano di lavorare) i leader permissivi suscitavano molte richieste di informazioni ed erano nel complesso graditi, ma i gruppi tendevano a giocare piuttosto che a lavorare; produttività: gli autocratici hanno risultati più alti ma solo se è presenta il leader, nei permissivi aumenta quando non c è il leader, i democratici sono poco influenzati dalla presenza/assenza del leader.

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