animali Viva l Unità d Italia Siamo alla vigilia del 150.anniversario IL TEMA DEL MESE IL RUGGITO

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1 DEL POPOLO animali IL TEMA DEL MESE Viva l Unità d Italia Siamo alla vigilia del 150.anniversario dell Unità d Italia. Il 17 marzo 1861 il parlamento subalpino proclamò Vittorio Emanuele II primo re d Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione. Uno dei principali artefici della nascita dell Italia unita fu Giuseppe Garibaldi. Proprio il condottiero nizzardo comandò la spedizione dei mille volta alla conquista del Regno delle Due Sicilie al fine dell annessione di quest ultimo al nascente Regno d Italia dei Savoia. L Eroe dei due mondi è reputato una delle figure fondamentali del Risorgimento, nell immaginario collettivo degli italiani è considerato il personaggio storico più famoso e popolare. In Italia non vi è città o paese che non abbia dedicato a Giuseppe Garibaldi una via, una piazza, una lapide, un monumento, una scuola o teatro. Sembra che non ci sia località che non possa fregiarsi del titolo di una sua visita o di una sua presenza anche fugace. Pure nel resto del mondo la notorietà di Garibaldi è grande, attestata da monumenti, dalla toponomastica e dall ampiezza di una leggenda pressoché universale che lo considera Eroe dei due mondi, invincibile combattente nell America del Sud e in Italia, vincitore sui campi di battaglia di Francia. Idolatrato dai democratici di tutto il mondo è stato il simbolo degli ideali di libertà e giustizia, di indipendenza dei popoli e di emancipazione delle masse popolari. L amore per gli animali è probabilmente uno degli aspetti meno conosciuti della personalità dell Eroe dei due mondi. Come tutti i grandi condottieri del passato, da Alessandro Magno a Giulio Cesare, fino a Napoleone Bonaparte e Carlo Alberto di Savoia, anche Garibaldi si distinse per il legame con il proprio cavallo. In realtà il destriero di Garibaldi era una giumenta dal mantello grigio di nome Marsala. L animale gli fu donato l 11 maggio 1860 in seguito al suo sbarco nell omonima località sicula dal marchese Sebastiano Giacalone Angileri. In sella a Marsala Garibaldi entrò a Palermo, il 27 maggio 1860, e continuò tutta la campagna militare nel Regno delle Due Sicilie, fino ad affezionassi a lei al punto da imbarcarla il 9 novembre 1860 per Caprera, tenendola con se fino alla sua morte, nel 1876, quando aveva ormai trent anni. Oggi Marsala riposa nei meravigliosi giardini della villa di Caprera, accanto al suo padrone. Sulla lapide della sua tomba si può leggere: Qui giace la Marsala che portò Garibaldi in Palermo, nel Morta il 5 Settembre del 1876 all età di 30 anni. In pochi sanno che Garibaldi nell aprile del 1871 fondò assieme alla nobildonna inglese Anna Winter e a Timoteo Riboli la Società Reale per la protezione degli animali, l odierno Ente nazionale per la protezione degli animali (ENPA), contro i maltrattamenti che gli animali subivano sia in campagna sia in città, specie da parte dei guardiani e dei conducenti. Affermava Garibaldi: Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati da fatica o malattia, questa è la più bella virtù del forte verso il debole. (kb) IL RUGGITO di Krsto Babić Anno V n. 38 La fedeltà biblica dei cani La tradizione cristiana ci insegna che Dio ha creato l uomo a propria immagine. Di recente abbiamo letto un libro nel quale era riportata una vecchia leggenda russa. Il racconto svela che Dio dopo aver creato gli uomini si accorse di non aver impiantato loro il senso della fedeltà. Per rimediare alla propria distrazione decise allora di creare il cane donandogli la virtù della fedeltà. Dio stabilì che le sue due creature sarebbero diventate inseparabili e che i cani avrebbero affiancato gli umani insegnando loro il significato e l importanza della fedeltà e dell amicizia. È da tempo immemorabile che l uomo e il cane convivono. A quel punto viene da chiedersi se l uomo ha assimilato il significato della fedeltà? La risposta forse si cela in un altro racconto. Un cane vaga alla ricerca del suo padrone. Ha già attraversato più paesi. Ormai ha i piedi sanguinanti. Finalmente trova il padrone che lavora in mezzo al campo. Lui gli fa festa, ma l uomo malvagio lo bastona. Il cane non demorde e continua a seguire il padrone. Si ferma fuori della casa dell uomo in attesa di poter entrare. Vuole ritornare con lui nonostante i maltrattamenti subiti perché non ha dimenticato le cure che l uomo ha saputo donargli in passato. Il Creatore ha fallito? No. Basta sfogliare il Vangelo secondo Marco e leggere uno dei passi nei quali Gesù è intento a insegnare ai propri discepoli il significato della fedeltà coniugale. Maestro, parlami della fedeltà, chiese un discepolo a Gesù. Un cane servì il suo padrone per tutta la vita, ne difese la casa e i beni e quando questi morì rimase per due mesi sulla sua tomba. Quando morì il cane, gli uomini gli eressero una piccola stele sulla quale scrissero: Fedeltà. Un altro uomo rimase fedele alla moglie per tutta la vita. Quando morì, dietro il suo feretro c era solo la moglie, ed essendo egli un poveraccio, fu gettato nella fossa comune gli risposte Gesù. Perché questa differenza, maestro?, domandò il discepolo. Perché gli uomini ammirano la fedeltà degli animali, cui nulla costa essendo inscritta nella loro natura. Quanto a praticarla essi stessi, non vogliono pagarne il prezzo, conoscendone il costo. La fedeltà coniugale è virtù preziosissima, e ha quindi un costo molto elevato osservò Gesù. Forse non abbiamo ancora imparato cosa è la fedeltà, ma almeno ci siamo resi conto che è una virtù che merita ammirazione. Meno male.

2 2 animali ORNITOLOGIA Un capolavoro di anatomia Il martellio dei picchi a cura di Valentino Pizzulin I picchi (Picidae) costituiscono la principale famiglia dell'ordine dei piciformi (Piciformes), ricca di oltre duecento specie ripartite su 28 generi. Questi uccelli sono ben conosciuti per la loro tecnica di martellare con il becco il tronco degli alberi, sia per alimentarsi con larve di insetti che per creare cavità dove nidificare. Il martellamento ha anche una funzione territoriale, per segnalare la propria presenza a possibili rivali. I Picchi sono voracissimi. Divorano una infinità di larve di coleottero e migliaia di formiche al giorno. Per la ricerca dei coleotteri il Picchio martella i tronchi degli alberi all'incredibile velocità di colpi al secondo. Strabiliante il fatto che la sua testa, quando picchia, si sposta alla fantastica velocità di chilometri orari, più del doppio della velocità di un proiettile. L'arresto della testa tra un colpo e l'altro equivale a una sollecitazione mille volte superiore alla forza di gravità ed è oltre 250 volte più intensa della forza cui è soggetto un astronauta al decollo del missile. Infine, per ricercare il cibo il picchio fa fino a colpi al giorno. Solo un miracolo di coordinazione tra ossa del cranio, becco, cervello e muscoli del collo permette al picchio di sopportare queste fortissime sollecitazioni. Gli scienziati hanno scoperto che gli occhi dei picchi, a differenza di quelli umani, che sono liberi di muoversi, sono incollati al cranio e tenuti immobili da una particolare struttura ossea. Un trucco che riduce la possibilità che l organo visivo subisca danni a causa delle vibrazioni causate dal incessante picchiettio del legno, al quale questi uccelli sono costretti per procurarsi il cibo. Quella degli occhi fissi è solo una degli adattamenti anatomici adottati da questa famiglia di uccelli. Difatti, i picchi sono caratterizzati pure da una lingua molto lunga, che quando è ritirata si avvolge attorno al cranio proteggendolo dai traumi; hanno una speciale membrana che protegge gli occhi dalle schegge; il cervello ha una massa assai ridotta il che riduce la forza con la quale il medesimo urta la scatola cranica e i muscoli delle spalle sono estremamente sviluppati proprio per assorbire l energia che si sviluppa durante il picchietto. Se una persona provasse a emulare un picchio, nella migliore delle ipotesi se la caverebbe con un bel mal di testa, ma le conseguenze di un gesto talmente insulso potrebbero portare anche a conseguenze ben più gravi, quali la commozione celebrale o il distacco della retina. ERPETOLOGIA La lucertola che «difende» l'uomo dai serpenti Il ramarro, un rettile che sa farsi rispettare a cura di Giorgio Adria Il ramarro è un rettile di circa 40 centimetri di lunghezza, compresa la coda, diffuso in buona parte dell Europa centromeridionale e sudorientale, ma è assente nella Penisola Iberica (dove è sostituito dalla lucertola ocellata, Lacerta lepida), in Sardegna, in Corsica e nella maggior parte delle isole mediterranee (è presente solo ad Euboa, Thasos, Samotracia, Corfù ed Elba). Il suo nome scientifico, Lacerta viridis (lucertola verde), è dovuto alla sua colorazione prevalentemente verde. I maschi hanno il dorso verde brillante, il ventre giallo e la gola azzurra. La femmine sono di un verde leggermente più smorto, con due o quattro striature chiare bordate da macchioline nere, e non possiede la macchia azzurra sulla gola. Questa macchia rappresenta per i ramarri un inequivocabile segnale di virilità e la sua vista può scatenare violente aggressioni tra i maschi. I ramarri sono infatti animali territoriali, e, in particolare nel periodo riproduttivo che va da aprile a maggio, i maschi stabiliscono il possesso di determinate aree, i cui confini vengono regolati mediante lotte, in cui ciascun animale afferra l'altro per la mandibola, tirando poi con tutte le proprie forze; il più debole si rende presto conto della propria inferiorità e lascia la presa, agitando le zampe anteriori in segno di sottomissione e ritornando rapidamente al proprio rifugio. Il nido è una piccola buca scavata dalla femmina nel terreno, in cui vengono deposte in genere una ventina di uova dal guscio membranoso. Non esistono cure parentali. Benché prevalentemente insettivoro, come tutte le lucertole, anche il ramarro può nutrirsi anche di uova e nidiacei di piccoli uccelli, che riesce a predare grazie alla grande agilità con cui si arrampica sui rami degli arbusti e degli alberi più bassi. A differenza della maggior parte delle lucertole, infatti, predilige ambienti non troppo scoperti: boschi radi, prati con erba alta, siepi, cespuglieti, bordi di campi. Non ama il caldo eccessivo, tanto che nelle regioni più meridionali lo si può trovare anche in zone umide o in alta montagna; tuttavia al mattino e al tramonto è possibile vederlo su rocce e muretti esposti al sole per la termoregolazione. Vivace e mobilissimo, in genere fugge con incredibile rapidità all avvicinarsi di un pericolo (pur possedendo una colorazione che potrebbe mimetizzarlo tra il fogliame), ma se messo alle strette si difende con grande energia, diventando decisamente aggressivo. Proverbiale è l ostilità di questo rettile nei confronti della vipera e dei serpenti in genere. In Italia si crede che il ramarro, in presenza di serpenti velenosi, avvisi le persone minacciate con un fischio sibilante. Da qui il detto Il ramarro tienilo alla tua destra - cioè vicino - perché ti fischia nell'orecchio. E se capita di affrontarli, li assale senza timore, uscendone regolarmente vincitore. La forza del ramarro contro i serpenti, secondo la tradizione, deriva dal fatto che questo rettile non teme il veleno e, anche se morso, riesce sempre a salvarsi mangiando una misteriosa erba antiveleno. Proverbiale nel ramarro è anche la tenacia: Tenace come un ramarro, si dice alle persone decise, tutte d un pezzo, che non indietreggiano mai di fronte alle avversità della vita. Questa nomea deriva dal fatto che le rare volte che il ramarro morde l uomo, non molla la presa per nessun motivo, resistendo perfino al fuoco. Tanto che, scherzosamente, in Romagna, dicevano che Il ramarro quando ha preso - con un morso una persona - non lascia più andare finché non sente suonare le campane di Roma.

3 animali 3 FELINI Un temibile predatore che si terrorizza alla vista dei cani Il caracal, la «lince del deserto» a cura di Vito Furlan Il caracal (Caracal caracal), detto erroneamente la lince del deserto (il caracal non appartiene alla famiglia delle linci) è un felino di piccola taglia. Alto dai 45 ai 50 centimetri, il cui peso può variare dagli 8 ai 18 chilogrammi. Si tratta di un animale robusto, abbastanza basso sulle zampe e dotato di una coda relativamente lunga se paragonata alla dimensioni del corpo. Il caracal ha la testa, piccola con orecchie molto lunghe, appuntite e caratterizzate alle estremità da ciocche di peli neri lunghi fino a 8 centimetri (al colore di questi ciuffi è dovuto anche il suo nome: dal turco Karakulak, orecchio nero ). Il suo verso più che al miagolio di un gatto ricorda l'abbaiare dei cani. Il colore del mantello è più scuro sul dorso che sui fianchi. Il ventre, il petto, e l'interno delle membra è grigio chiaro, quasi bianco, a volte picchiettato di punti rossastri o bruni. Sulla testa, il caracal è segnato da due strisce scure sotto gli occhi e da una macchia scura che circonda il muso. Come quasi tutti i felidi, il caracal è dicromatico, ne esistono cioè due varietà: una grigia e una rosso-bruna. Nel 1970, due piccoli sono stati presi insieme in una grotta, nel sud della Nigeria. Uno era grigio scuro, l altro bruno. Questi piccoli caracal sono stati allevati nello zoo d'ibadan. Nel Karamoja, in Uganda, sono stati catturati dei caracal del tutto neri. Come le linci, il caracal ha occhi con pupille circolari, che si contraggono in forma di punti rotondi. Il cranio è arrotondato e il secondo premolare superiore manca. Questo solo dettaglio permette di distinguere il cranio del caracal da quello del serval (gattopardo) che dal punto di vista anatomico gli somiglia molto. L areale La distribuzione geografica del caracal copre l Africa e una parte dell'asia. La sua presenza è stata registrata in Turkmenistan (deserto del Karakum), nel Turkestan, nel Pakistan, nell Afghanistan, in Iran, Iraq e India (Rajasthan). Lo si trova pure in parecchie regioni dell Arabia Saudita, così come nelle zone molto secche dell Africa quali la Libia. Il caracal abita, inoltre, l Asia minore, l Anatolia, le Il caracal è noto per la sua abilità nella caccia agli uccelli e per secoli gli indiani lo hanno addestrato a questa attività. Usa le zampe per gettare a terra l uccello in volo regioni dell Izimir e del Fethiye, dove un esemplare è stato catturato nel A sud del Sahara, questo felide è abbastanza diffuso in Somalia. Il carcal è presente, seppur molto raro, anche nella Repubblica centroafricana, ma lo si trova nel Tchad, nel Tibesti e nel nord del Camerun. La sua presenza nel Gabon non è confermata. Nell Africa meridionale il caracal abbonda nel Botswana e nel distretto di Gobabis, nel sud-ovest africano. Lo si trova in Angola, nel Medio Congo, nel Sudan, così come nella Mauritania meridionale e nell Aïr. L habitat Il caracal ama le regioni secche, aride e semidesertiche. Preferisce i terreni scoperti ai luoghi boscosi. In Africa del sud popola le pianure sabbiose, ma lo si trova in tutti gli altri ambienti naturali tranne che nelle foreste. Sembrerebbe che in Asia il caracal sia più amante del deserto che in Africa. Un predatore pericoloso Il caracal è principalmente un predatore notturno. La sua biologia è ancora poco conosciuta. Si sa per certo che è un felide solitario che si accoppia esclusivamente durante la stagione degli amori. Di giorno è solito nascondersi nelle tane lasciate incustodite dalle volpi e dai porcospini. Non esita ad attaccare l uomo, ma se inseguito dai cani si rifugia sugli alberi. Il caracal si nutre abitualmente di piccole antilopi. Quando gli si presenta l occasione non esita a rubare le uova d uccello lasciate incustodite nei nidi. È stato visto attraccare pure i dendroiraci, gli oribi, i dik-dik, le giovani gazzelle e gli uccelli gallinacei. In Africa del Sud, si nutre di lepri. A volte, i caracal divorano serpenti e altri rettili. Nei deserti transcaucasici si nutrono di lepri, in India le pernici sono le loro prede favorite. La tecnica di caccia Il caracal è dotato di un fiuto senza pari nella cattura degli uccelli. Si avvicina strisciando ad un raggruppamento di pernici, di francolini o di piccioni poi salta e abbatte gli uccelli di slancio a colpi di zampe. È capace di colpire con un colpo di zampa una pernice che vola a tre metri dal suolo. La riproduzione I caracal raggiungono la maturità sessuale verso i due anni d età. Dalle osservazioni compiute finora è stato appurato che allo stato brado le femmine di caracal possono dare alla luce fino a cinque cuccioli alla volta. L atto dell accoppiamento dura una decina di minuti. Dopo una gestazione di giorni, i piccoli nascono ciechi, ma coperti di pelo simile a quello degli adulti, ma più scuro. I cuccioli aprono gli occhi tra il sesto e il decimo giorno. La longevità del caracal è considerevole. Due caracal, custoditi al giardino zoologico di Dublino, sono morti alla rispettabile età di sedici e diciassette anni.

4 4 animali 5 USANZE POPOLARI Dal 2012 la «fiesta» di sangue e arena non verrà più celebrata in Catalogna Il Parlamento regionale di Barcellona ha sancito l abolizione della corrida Immagini come queste in Spagna sono sempre più rare La danza del matador Talvolta è il toro a prevalere di Marco Grilli In Catalogna, e di riflesso in tutta la Spagna, l estate scorsa si è infuocata per le polemiche fra sostenitori e detrattori della corrida. Lo scorso 18 dicembre il Parlamento catalano ha avviato l iter per la legge d iniziativa popolare volta all abolizione della moderna tauromachia, con 67 voti favorevoli, 59 contrari e cinque astenuti. Nonostante i forti interessi economici verso questo settore (addetti ai lavori, grandi latifondisti, agenzie turistiche ecc) innegabile è il calo d interesse e la decadenza culturale di quest eterna sfida tra uomini e animali che celebra il rito della morte, cantata da letterati e artisti e messa in scena in Spagna sin dall 800 (la forma attuale risale al XIV secolo). Se già un sondaggio nel 2006 rivelò che l 81 p.c. dei giovani fino a trent anni si disinteressava completamente alla corrida (così come il 59 p.c. degli ultrasessantenni), nel 2008, anno in cui furono uccisi ben tori in eventi, gli appassionati a quest attività furono solamente il 27 p.c. degli spagnoli, contro il 55 p.c. del Un anno dopo, si svolsero 891 feste taurine di prima categoria, ben 354 in meno rispetto al In Catalogna l opposizione a questa tradizione, che sopravvive anche in Portogallo, sud della Francia e alcuni paesi dell America Latina, si è dimostrata particolarmente forte dal 2003 fu proibita la costruzione di nuove Plaza de Toros e 85 municipi hanno sottoscritto la legge d iniziativa popolare tanto che a Barcellona è rimasta attiva solo l Arena Monumental. Il referendum abolizionista A partire da questi dati, s è scatenata la battaglia della Plataforma Prou! (dal catalano, basta!), un insieme di associazioni animaliste che, grazie ad una vivace e variopinta campagna antitaurina, è riuscita a raccogliere in soli 120 giorni ben firme per la legge d iniziativa popolare ne sarebbero bastate finita all esame delle commissioni parlamentari. Il fronte abolizionista ha considerato ormai sorpassata quest istituzione che ancora oggi richiama nell immaginario l identità spagnola, condannandola senza mezzi termini come spettacolo violento e diseducativo, che sottopone i tori a indicibili sofferenze unicamente per il divertimento del pubblico. La Plataforma Prou! ha invocato la modifica dell articolo sei della legge sulla protezione degli animali, chiedendo la proibizione di tutti gli spettacoli che contemplano l uccisione di animali, dentro e fuori le arene, con l introduzione di misure compensative per i lavoratori impiegati nel settore. Una parte notevole del mondo dello spettacolo e della cultura internazionale ha appoggiato la campagna abolizionista, volta a dimostrare la sensibilità della Catalogna nel rispetto degli animali, dando voce a chi non l ha mai avuta, i tori spietatamente sacrificati nelle arene. La proposta, trasformata in disegno di legge dal Parlamento di Barcellona, è stata votata favorevolmente dagli indipendentisti repubblicani di sinistra (Erc) e dagli ecologisti (Icv), mentre i due principali partiti catalani, i socialisti (Psc) e i nazionalisti moderati (Ciu), hanno lasciato libertà di voto; pro-corrida il partito popolare e il gruppo misto. La definitiva approvazione della legge nel parlamento catalano è avvenuta nella storica seduta del 28 luglio 2010 (68 voti a favore, 58 contrari e 9 astenuti): la Catalogna è divenuta così la prima regione continentale abolizionista (la corrida fu abolita nelle Canarie nel 1991), rendendosi la principale artefice di un possibile effetto domino che potrebbe far scomparire definitivamente l arte taurina dalla penisola iberica. La richiesta di risarcimento Dal 2012 la fiesta di sangue non verrà più celebrata in Catalogna, mentre il mondo delle Plaza de Toròs, che dà lavoro ad un migliaio di dipendenti, ha già pronta la richiesta alla Generalitat (il parlamento di Barcellona) di un indennizzo pari a 300 milioni di euro per il danno derivato dalla proibizione. Molti critici vedono nel provvedimento l ennesimo tentativo indipendentista dei catalani, sempre più insofferenti all autorità di Madrid e desiderosi di sottolineare la loro differenza culturale rispetto alla capitale. Al di là delle questioni politiche, la contesa continua ad arroventare la Spagna. Da una parte il movimento animalista, deciso ad andare fino in fondo e sempre più attivo ed eclatante nelle sue manifestazioni, con una forte sensibilizzazione promossa via Internet e le continue azioni di protesta al di fuori delle arene (specialmente nel nord-est della Spagna dove la corrida mostra segni di forte sofferenza) all urlo dello slogan Tortura, non è cultura ; dall altra i tradizionalisti e gli addetti al settore con la loro visione romantica della tauromachia, ritenuta una sublimazione della morte per l arte e patrimonio irrinunciabile per la cultura iberica. Così, mentre a Barcellona continuava con toni accesi e perfino azioni simboliche il dibattito parlamentare (dalla provocazione del fisico Jorge Wagensberg presentatosi in aula con spada e banderilla per catturare l attenzione sulla sofferenza animale il toro muore affogato nel suo sangue, la punta della spada cerca il cuore attraversando i polmoni. Non è ammissibile uno spettacolo che si basa o richiede la sofferenza di un essere vivente alla controreplica dell ex-torero Joselito Arroyo che si era appellato al valore emozionale e culturale della corrida La fiesta è spettacolo di vita, di morte, di rispetto, valori che si stanno perdendo in questa società, è come il primo amore, nel quale c è crudeltà e sofferenza, ma che non per questo va abolito. Pro tauromarchia La Regione di Madrid, governata dal Partito Popolare, seguita a ruota da Valencia e Murcia, ha chiesto all Unesco d inserire la tauromachia nel patrimonio culturale dell umanità per evitarne il bando, suscitando nuove polemiche e imponenti manifestazione di protesta da parte delle organizzazioni animalista. Dopo il voto di Barcellona, la destra conservatrice e centralista ha accolto il guanto di sfida e si è decisa a portare la questione al parlamento nazionale, per ottenere un voto che definisca la corrida come spettacolo d interesse generale. Una disputa che si è fatta sentire anche fuori dai confini spagnoli, se pensiamo all appello antiabolizionista firmato da 133 politici del sud della Francia, pesantemente criticato dall ex-attrice Brigitte Bardot, da molti anni attivista animalista, intervenuta a dir la sua con una lettera pubblicata su Le Figaro :...Sono scandalizzata che in Francia si possa ancora dar spettacolo con la sofferenza e la morte di un animale. Nessuna giustificazione culturale può cancellare la realtà di crudeltà e barbarie che mette in mostra la corrida. Le arene bandite dal piccolo schermo Su giornali, radio e tv impazza ormai la polemica, dai toni accesi e spesso sopra le righe. È bastato un semplice cartone animato antitaurino mandato in onda dalla Televisione pubblica spagnola (Tve) a scatenare un polverone, con i sostenitori della corrida che hanno gridato all affronto, giudicandolo diseducativo per l umanizzazione del toro e l irrisione della fiesta nazionale. Nel cartone, scritto e diretto da Ido Angel e mandato in onda di domenica in fascia pomeridiana orario di massimo ascolto infantile tre protagonisti, un cane volante, una gatta e una cicogna, intervengono in aiuto del pacifico toro Billy, costretto a combattere nell arena contro la sua volontà, facendolo fuggire e irridendo al contempo il matadòr. Una propaganda inaccettabile per i tradizionalisti amanti della corrida, tanto più che dal 2008 la Tve non trasmette più la lotta nelle arene, poiché, svolgendosi di pomeriggio e quindi in fascia protetta, ritenuta troppo crudele. Il ritorno del matador Lo scorso 17 luglio la Plaza de Toros Monumental di Barcellona ha accolto il ritorno del torero più famoso e amato, José Tomás Román Martín, già rientrato in scena nel 2007 dopo il provvisorio ritiro di cinque anni prima. In quell occasione, mentre il pubblico andava in visibilio per il suo matador, a Barcellona si assistette alla più grande manifestazione anticorrida, con persone che marciarono dalle Ramblas alla Plaza de Toros chiedendo la fine di questa vergogna nazionale. La fine di una crudele ed eterna lotta impari tra uomo e animale potrebbe migliorare la nostra coscienza e spingerci ad una maggior tolleranza e rispetto della vita, in quest epoca troppo marcata da violenze, ingiustizie e sopraffazioni. Scriveva Ernest Hemingway nel suo Morte nel pomeriggio del 1932: Da un moderno punto di vista morale l intera corrida è insostenibile; c è molta crudeltà, c è sempre pericolo e c è sempre morte. Basta sangue nelle arene: senza esitazioni, io sto dalla parte del toro. Per gli spettacoli nelle arene vengono scelti solo i tori dei migliori allevamenti Alcuni toreri in Spagna sono famosi come e più dei calciatori

5 6 animali OMEOPATIA VETERINARIA Una terapia alternativa per i nostri «pet» I Fiori di Bach e la cura degli animali Molti avranno sentito parlare dei fiori di Bach, ma non sanno esattamente cosa siano. In questo spazio cercheremo di spiegare il metodo di cura messo a punto da Edward Bach e come il medesimo può aiutarci a curare i nostri amici animali. Edward Bach nacque il 24 settembre 1886 a Moseley, un paesino nei dintorni di Birmingham in Inghilterra. Fu un uomo di profonda Sono 38 le fragranze dei Fiori di Bach A cura di Umberto Braida sensibilità e grande cuore e intuì l intimo legame che esiste tra le condizioni psicologiche e il corpo, una caratteristica da sempre riconosciuta nella cultura orientale. Sentimenti come l odio, il rancore, ma anche l impazienza o la paura si ripercuotono sull organismo fino a generare quella che comunemente chiamiamo malattia. I rimedi floreali ideati da Bach sono in tutto 38 e ciascuno interessa un particolare stato mentale o emotivo. Non curano direttamente le malattie a livello fisico in quanto non sono capaci di rimuovere un pensiero o un atteggia- mento negativo, ma consentono una sua trasformazione in positivo e quindi permettono di giungere ad un suo superamento. Edward Bach capì che la legge della polarità si applica anche ai sentimenti, che l odio è l altra faccia dell amore, che la paura è l altra faccia del coraggio. I Fiori possono far compiere una virata di centottanta gradi ad un atteggiamento mentale, con il risultato di trasformare in positivo quello che inizialmente era un problema. A questo punto qualcuno potrebbe osservare che tale concetto mette in dubbio l utilità del loro uso sugli animali. Tuttavia, come affermava Charles Darwin: Le sensazioni e le varie facoltà ed emozioni, quali l amore, la memoria, l attenzione, la curiosità, l imitazione, la ragione di cui tanto si vanta l uomo, sono rintracciabili in forma incipiente e talora perfino sviluppata anche negli animali. Darwin mise l accento sul fatto che l uomo e gli animali condividono le stesse emozioni fondamentali e ha addotto esempi di alcuni mammiferi animati da sentimenti complessi come la vergogna, l avversione, il desiderio di vendetta e perfino il senso dell umorismo. In questo spazio non si farà riferimento a cure miracolose, quelle le lasciamo ai veterinari, parleremo invece di quei piccoli grandi problemi comportamentali che i nostri animali possono manifestare. Il rimedio d emergenza Il Rescue remedy (Rimedio d emergenza) è probabilmente il più noto tra i rimedi floreali di Bach. Costituito dalla miscela di cinque essenze fu formulato per contrastare gli effetti immediati delle crisi improvvise e delle emergenze. I suoi componenti sono Star of Bethlehem, per lo shock e la paralisi, Rock Rose, per il panico e la paura della morte, Clematis, per la perdita di coscienza, Impatiens, per la tensione e il desiderio di fuga e Cherry Plum, per la perdita dell autocontrollo. Già dalla descrizione dei componenti possiamo dedurre in quali situazioni il Rescue remedy può essere utilizzato in occasione di visite dal veterinario e in tutte quelle situazioni che causano stress, coinvolgimento in incidenti stradali da cui le bestiole escono con ferite o shock, animali salvati e tenuti in rifugi per lunghi periodi, di grande importanza per gli uccelli che subiscono shock e stress con grande facilità, separazioni, traslochi, viaggi, ecc. Il Rescue, ovviamente, non sostituisce l azione del veterinario, ma fornisce un validissimo soccorso-tampone e soprattutto un formidabile complemento alla terapia corporea che il caso richiede. Il Rescue remedy è un preparato in forma liquida, per trattamenti a lungo termine su animali di taglia piccola e media come cani e gatti va usato in questo modo: versate quattro gocce in una boccetta da 30 millilitri provvista di tappo con contagocce (si compra dall erborista e generalmente le erboristerie che vendono i Fiori di Bach sono fornite anche delle bottigliette per la diluizione), poi riempite completamente il flaconcino con acqua minerale naturale e abbiate l accortezza di tenere il flaconcino al riparo dalla luce e in un luogo fresco che non sia il frigo. Non mescolate l infuso con liquori alcolici. Somministrate quattro gocce del preparato quattro volte al giorno all animale per quattro o cinque giorni o anche di più se necessario. Non abbiate paura, nei Fiori di Bach non esiste il problema del sovradosaggio, semplicemente il corpo dell animale assume la quantità che gli è necessaria. Naturalmente nelle situazioni di emergenza tutto questo lavoro non è possibile quindi usatelo puro, stillatelo direttamente sulla lingua o sulle gengive facendo attenzione a non sporcare il contagocce. Quando l animale è in stato di incoscienza si può applicare oltre che sui punti suddetti anche sul naso, sui punti dove si prende il polso o nelle cavità tenere. La dose è di due gocce ogni cinque o dieci minuti fino alla totale ripresa o comunque fino a che l animale non si è calmato. Per gli animali di grossa taglia quali mucche e cavalli, la dose di Rescue remedy è di otto o dieci gocce versate in un secchio d acqua che deve essere consumato nel corso di una giornata. Esiste anche una pomata a cui è stato aggiunto un ulteriore fiore, il Crab Apple. Questo unguento è applicabile topicamente per l attenuazione dei gonfiori, delle infiammazioni, delle ustioni, delle distorsioni e per accelerare il processo di guarigione. Avvertenze Le pratiche qui descritte non sono accettate dalla scienza medica. Potrebbero pertanto essere inefficaci o dannose per la salute degli animali. Queste informazioni hanno solo un fine illustrativo.

6 animali 7 SOLIDARIETÀ Nella Regione litoraneo-montana mancano i canili Un centinaio di cani rischia la vita FIUME Un centinaio di cani rischia l eutanasia dopo che gli ispettori veterinari hanno decretato la non idoneità dei due rifugi nei quali sono custoditi ed ospitati. I canili in questione sono gestiti dall Associazione Capica (letteralmente Zampetta) e dall Associazione degli amici degli animali di Fiume e si trovano entrambi a Marinići. Se la decisione presa dagli ispettori la scorsa settimana sarà confermata e i due siti dovranno essere chiusi, la legge decreta che se nell arco di 60 giorni agli animali non sarà assicurata una sistemazione alternativa consona dovranno essere addormentati. L intervento degli ispettori è stato sollecitato da un gruppo di ex volontari dell associazione Capica che hanno denunciato le condizioni deplorevoli nelle quali sono costretti a vivere gli animali custoditi nei canili. Commentando l accaduto la presidentessa dell Associazione Capica, Bonnie Herceg, ha spiegato che in realtà gli ispettori hanno contestato il fatto che gli animali non sono stati tutti vaccinati e muniti di chip di riconoscimento. Ha annunciato che grazie alle donazioni ottenute ai cani potrà essere somministrato il siero antirabbico e il chip d identificazione. La Herceg spera che così il problema possa essere risolto. Il vero problema consiste però nel fatto che i canili in questione non soddisfano i criteri stabiliti dal ministero dell Agricoltura, della Pesca e dello Sviluppo rurale. Criteri che spaziano dalla dimensione dei box nei quali devono essere rinchiusi i cani al profilo professionale del personale. Un difetto che accomuna un po tutti i canili presenti nell hinterland fiumano, in tutto quattro (oltre ai due già menzionati nella periferia del capoluogo quarnerino operano pure il rifugio gestito a Viškovo dalla Società per la protezione degli animali di Fiume e quello dell Associazione Lunjo i Maza). Una situazione che fino ad ora è stata tollerata anche perché al momento non esiste una soluzione alternativa ai problemi dei cani orfani di padrone che a Fiume e nei suoi sobborghi sono circa 300. L unico canile a norma è quello dell Ambulatorio veterinario di Fiume. Il rifugio in questione è situato a Lič, ma può ospitare al massimo una ventina di animali. La carenza di strutture nelle quali ospitare gli animali randagi in modo appropriato è una piaga che non fa onore all amministrazione pubblica delle città e dei comuni della Regione litoraneo-montana. La legge sulla protezione degli animali sancisce, infatti, che le amministrazioni pubbliche a livello locale sono in dovere di organizzare un canile o di finanziare quelli privati. Purtroppo la legge non stabilisce le sanzioni per le amministrazioni che non eseguono tali disposizioni. La situazione però sembra destinata a migliorare. Infatti, in questi giorni è stato annunciato che la Regione litoraneo-montana è in procinto di avviare la procedura per la realizzazione di un canile. Quando l impianto, del quale in realtà si parla già da lungo tempo, potrà essere inaugurato rimane tuttavia un incognita. (kb) SCIENZA LIPSIA In Germania è stato compiuto un significativo passo avanti per la medicina veterinaria. All Università di Lipsia lo scorso mese è stata impiantata per la prima volta nel mondo un anca artificiale su una tigre. L esemplare, chiamata Girl (Ragazza), è una tigre malese di otto anni dello Giardino zoologico di Halle (nella Sassonia-Anhal) che da circa un anno era stata colpita da una forte e dolorosa artrite sul fianco destro. Per questo motivo i ricercatori hanno deciso di impiantare sul felino una protesi sviluppata fino a questo momento esclusivamente per i cani. Non conosco altri casi al mondo in cui ad una tigre è stata data un anca artificiale congiunta ha commentato Peter Boettcher, responsabile dell intervento questa operazione è stata la prima nel suo genere. Girl, che ora si sta rimettendo in forze allo zoo, ha rischiato la vita durante l intervento. L operazione, infatti, da quanto riporta il Guardian, non è stata semplice: una settimana fa, durante le tre ore necessarie all impianto, il cuore del felino si è quasi fermato prima che l anestesista Michaele Alef le salvasse la vita. Tigre siberiana a rischio d estinzione Un anca artificiale per Girl E se in Germania i veterinari si sforzano di salvare la vita a un singolo esemplare di tigre, gli esperti temono per la sopravvivenza di un intera specie di questi possenti felini. Difatti, dal punto di vista genetico la tigre siberiana è praticamente quasi estinta. Lo afferma uno studio pubblicato recentemente dalla rivista I veterinari tedeschi all opera Mammalian Biology, secondo cui tra le poche centinaia di tigri rimaste la diversità genetica è molto bassa, segno di una scarsa salute della popolazione. Un team di ricercatori russi, spagnoli e tedeschi ha analizzato il DNA di 15 esemplari di tigre siberiana, cercando alcuni marker specifici dell abbondanza genetica della popolazione, che mostrano quanto l esemplare studiato sia diverso dai propri genitori. Il risultato è stato che nella storia recente, probabilmente tra gli anni 20 e 40, c è stato un collo di bottiglia genetico, un periodo cioè in cui le tigri erano così poche da diminuire molto la quantità di geni disponibili, da cui questi felini non si sono più ripresi. Una rara tigre siberiana Una grande diversità genetica è fondamentale per ogni specie animale, poiché diminuisce la probabilità di trasmissione di patologie rare e perché popolazioni con gli stessi geni sono più vulnerabili alle malattie in generale: Il livello è così basso concludono gli esperti da mettere in dubbio le possibilità di salvare questi animali. (a)

7 8 animali CONCORSO In Più Animali ti premia Scatta una fotografia, scrivi una poesia, fai un disegno (su foglio A4) o dedica un racconto a un animale, vero o immaginario, al quale sei particolarmente legato e invialo in busta chiusa a La Voce del Popolo In più Animali (Via Re Zvonimir 20a Fiume (Rijeka) Croazia). Nella busta inserisci un biglietto con su scritti il tuo nome, recapito telefonico, indirizzo ed età. Ogni mese saranno pubblicati i lavori più belli. Tra le opere pubblicate ne sarà scelta una, al cui autore andrà in premio un libro della casa editrice EDIT di Fiume. I testi, che non devono superare le battute (spazi compresi), le foto e i disegni, se in formato digitale, possono essere inviati anche all indirizzo di posta elettronica (le foto scattate con i cellulari la cui fotocamera ha una risoluzione inferiore a 3,2 megapixel non sono idonee alla pubblicazione). I testi, i disegni e le foto non saranno restituiti. LA FOTO DEL MESE Due bellezze rosse ICICI A Icici, una frazione di Abbazia, c è uno dei più importanti marina della costa croata. L impianto, gestito dall ACI, ospita decine di barche a vela e yacht lussuosissimi. Imbarcazioni bellissime che calamitano gli sguardi dei tanti abitanti della zona e turisti che trascorrono il tempo passeggiando sul lungomare Francesco Giuseppe, oppure sorseggiando un caffè seduti in uno dei bar del porticciolo. I proprietari delle imbarcazioni ormeggiate a Icici sono tutti molto facoltosi e oltre alla barca possiedono il più delle volte anche automobili di lusso. Non è raro poter ammirare a Icici bolidi a quattro ruote quali la Ferrari immortalata nella foto assieme a un simpatico esemplare di Setter irlandese. Un automobile e un cane che fanno della bellezza e della velocità i propri segni distintivi. (kb) NORMATIVE La Svizzera tutela gli animali GINEVRA La Svizzera ha deciso di vietare il transito attraverso il proprio territorio di uccelli ed equini destinati alla macellazione in paesi terzi. Lo hanno annunciato venerdì scorso le autorità della Confederazione elvetica nella quale è in vigore già da tempo una legge che vieta il transito di bovini, suini e ovini destinati alla macellazione all estero. La nuova misura è stata varata al fine di integrare la legge sulla tutela degli animali. Una norma che vieta che gli animali possano essere sottoposti a trasferte di durata superiore alle sei ore. La legge in questione era stata approvata perché la Svizzera aveva giudicato disumano costringere gli animali destinati alla macellazione a sopportare i disagi legati ai lunghi viaggi. In Svizzera è attivo un partito animalista che si occupa principalmente di promuovere i diritti degli animali. D altro canto di recente nella Confederazione elvetica è stata bocciata la proposta di creare un ramo dell Avvocatura di stato preposta esclusivamente alla tutela dei diritti di cani, gatti e altri animali. AGENDA Associazioni Snoopy - Pola: Gsm: 098/ Web: Canile di Pola Tel: 052/ Gsm: 098/ Società per la protezione degli animali di Fiume Gsm: 098/ , 098/ e 095/ Web: Lunjo i Maza - Laurana Gsm: 091/ Web: Associazione per il benessere e la tutela dei gatti Mijau Gsm: 091/ Associazione amici degli animali Capica - Fiume Gsm: 051/ e 092/ Web: Gruppi cinofili Società cinofila OPATIJA Casella postale 12, Abbazia Tel: 051/ Società cinofila RIJEKA Via dei combattenti di Valscurigne 2a, Fiume Tel: 051/ Gsm: 091/ Club di cinofilia sportiva RIJEKA Via Kumičić 38, Fiume Tel: 051/ Gsm: 091/ Associazione cinofila BUZET Piazza Fontana 7, Pinguente Tel: 052/ Gsm: 098/ Associazione cinofila LABIN Vines, Casa di cultura s.n., Albona Gsm: 098/ Società cinofila POREČ Via Mauro Gioseffi s.n., Parenzo Tel: 052/ Società cinofila PULA Via Marulić 4/I, Pola Tel: 052/ Società cinofila ROVINJ Via della 43.esima divisione istriana 34, Rovigno Tel: 052/ Gsm: 091/ Club ISTARSKI GONIČ Via Albona s.n., Umago Tel: 052/ , 052/ e 052/ Società cinofila PAZIN Pisino ATTUALITÀ Due panda per dare coraggio al Giappone TOKYO I due panda giganti ospiti dal 21 febbraio scorso nel Giardino zoologico di Ueno a Tokyo hanno finalmente il loro nome giapponese: Ri Ri per il maschio e Shin Shin per la femmina. Ri Ri (il cui nome cinese è Bili) vuole dire forza e Shin Shin (Xiannu in cinese) verità. Lo ha reso noto nei giorni scorsi l'amministrazione della capitale nipponica, alla conclusione di un grande concorso cui hanno partecipato più di persone, annunciando che i due esemplari, entrambi di 5 anni, saranno presentati per la prima volta al pubblico il 22 marzo prossimo. Nell ambito dell accordo bilaterale con la Cina, i panda sono arrivati in Giappone con la formula del prestito decennale a fronte di un pagamento annuo di quasi un milione di dollari ciascuno che serviranno per la conservazione dei caratteristici animali nel loro ambiente naturale nelle oasi cinesi protette. I due plantigradi, appartenenti a una specie a forte rischio di estinzione rappresentano anche il simbolo della Tel: 052/ Gsm: 091/ Società cinofila ISTARSKI GONIČ Via dell Istria 36, Buie Tel: 052/ Gsm: 091/ Il girasole Porpetto (Udine) tel/fax: Società venatorie Federazione italiana della caccia Via Salaria 298/A, Roma Tel: +39/06/ Fax: +39/06/ Web: Federazione croata della caccia Via Vladimir Nazor 63, Zagreb Tel: 01/ , 01/ Fax: 01/ Web: Federazione slovena della caccia Via Župančič 9, 1000 Lubiana Tel: +386/01/ Fax:+386/01/ Web: Associazione venatoria di Capodistria Via del distaccamento istriano 2, 6000 Capodistria Tel: +386/041/ Associazione venatoria di Isola Baredi 20, 6310 Isola Tel: +386/041/ Platak Fiume Via Frane Rački, Fiume Gsm: 091/ Lane Abbazia Via M.Lahinja 14, Abbazia Tel: 051/ Fax: 051/ Gsm: 091/ Kobac 1960 Laurana Via Maresciallo Tito 84, Laurana Tel: 051/ , Gsm: 091/ Perun Draga di Moschiena Mošćenice 21, Draga di Moschiena Tel: 051/ Fax: 051/ Gsm: 091/ Kamenjarka Lussinpiccolo Casella postale 96, Lussinpiccolo Gsm: 098/ Orebica Cherso Via 20 travanj 3, Cherso Gsm: 098/ Lisjak Castua Šporova jama 2, Castua Tel: 051/ Gsm. 091/ Importati dalla Cina voglia di rinascita del Giappone, colpito nei giorni scorsi da un forte sisma e da un devastante tsunami che ha provocato decine di migliaia tra morti e dispersi e causato danni incalcolabili. (a) Anno V/ n. 38 del 16 marzo 2011 LA VOCE DEL POPOLO - Caporedattore responsabile: Errol Superina IN PIÙ Supplementi a cura di Errol Superina Progetto editoriale di Silvio Forza / Art director: Daria Vlahov Horvat edizione: ANIMALI / Redattore esecutivo: Krsto Babić / Impaginazione: Denis Host-Silvani Collaboratori: Giorgio Adria, Umberto Braida, Vito Furlan, Marco Grilli e Valentino Pizzulin Foto: d archivio La pubblicazione del presente supplemento viene supportata dall Unione Italiana grazie alle risorse stanziate dal Governo italiano con la Legge 193/04, in esecuzione al Contratto N 83 del 14 gennaio 2008, Convezione MAE-UI N 2724 del 24 novembre 2004

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