LEADERSHIP E RUOLO DEI DIRETTORI NEI CFP

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LEADERSHIP E RUOLO DEI DIRETTORI NEI CFP"

Transcript

1 LEADERSHIP E RUOLO DEI DIRETTORI NEI CFP Mario Becciu Bologna, 27 aprile 2015

2 SCOPO DELL INTERVENTO Vorrei rispondere alle seguenti domande: 1. Analizzando la letteratura sulla leadership, quali sono i contributi scientifici maggiormente utili per delineare la leadership nei CFP? 2. Esiste un accordo tra autori di diversa estrazione culturale circa le principali coordinate entro cui si dovrebbe muovere oggi nella scuola e nei CFP la leadership? 3. Si può parlare di una leadership specifica, caratteristica e caratterizzante la leadership nei CFP? Se si, quali gli indicatori di cui tener conto per orientare le diverse azioni di leadership?

3 SCHEMA INTRODUZIONE LA LEADERSHIP NELLA LETTERATURA LA LEADERSHIP nei CFP TRA: MODELLI ORGANIZZATIVI MODELLI EDUCATIVI LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA: UTOPIA SFIDE

4 IL RAZIONALE Gli attuali orientamenti teorici, in tema di leadership e, specificatamente, in riferimento alla leadership scolastica e nei CFP si muovono fondamentalmente tra modelli razionalistici ispirati all'efficienza e all'efficacia, di origine prevalentemente aziendalista, e modelli processuali, dinamici, 'umanistici', tipici dei contesti formativi e istruttivi. Entrambi gli orientamenti accentuano una netta separazione tra il livello di management, orientato alla cura del livello del funzionamento organizzativo e il livello di leadership vero e proprio, finalizzato alla produzione di visioni del futuro, di slancio prospettico dell'organizzazione tra vincoli e lacci del presente e sfide del futuro. L'uno non può esistere senza l'altro, pena il caos, l'improduttività, da una parte, l'atrofia e l'autoreferenzialità, dall'altra.

5 IL RAZIONALE Affrontare il tema della leadership, significa, pertanto, riflettere, oltre che sul livello di funzionamento di base di ciascun CFP, soprattutto sul livello di gestione dei processi legati all innovazione, al cambiamento, al futuro. Ne consegue che tale prospettiva ci obbliga, nell analizzare le azioni di leadership, a rivolgere lo sguardo più ad extra che ad intra, più a ciò che ruota attorno al mondo dei CFP e dei giovani oggi che all analisi stretta dei processi di governo e di coordinamento interni ai singoli CFP, seppur non ci esimeremo dal farlo.

6 IL RAZIONALE Per fondare una LdQ (leadership di qualità) abbiamo necessità di creare connessioni con gli scenari di contesto di tipo storico, socioeconomico, psicosociale, socioreligioso entro cui i CFP vivono proiettati nel futuro. Ciò per superare, in primo luogo, i modelli di Leadership fortemente ispirati alla prospettiva di management che offrono si un prezioso contributo per il buon funzionamento anche delle organizzazioni scolastiche e formative, ma che non possono da soli esaurire l orizzonte di senso della visione di Leadership di un CFP. In secondo luogo, per dare alla Leadership il ruolo specifico e alto di funzione all interno delle organizzazioni di tradurre la vision in mission e realizzarla nel presente storico.

7 IL RAZIONALE Stiamo affermando, cioè, che è compito della leadership individuare all interno dei contesti di riferimento le motivazioni profonde per cui può e deve esistere oggi nella nostra società il CFP A tal fine, si rende necessario individuare le diverse connessioni di contesto che interpellano la mission dei CFP e che richiamano l esigenza di una leadership forte, di qualità per l appunto.

8 2. LA LEADERSHIP NELLA LETTERATURA I PARADIGMI DI RIFERIMENTO 1900 L = F (P) L =F (C) L =F (P/C)

9 2. LA LEADERSHIP NELLA LETTERATURA 1900 TEORIA DEI TRATTI GREAT MAN THEORY (Innatismo e Taylorismo) 1950 STILI DI LEADERSHIP (Autoritario/Autorevole/Laissez-faire) Behaviorismo (Task-Maintenance) 1967 TEORIE DELLA CONTINGENZA Approccio Sistemico/Fiedler/Stili decisionali di Vroom e Yetton/Leadership Situazionale di Hersey e Blanchard)

10 2. LA LEADERSHIP NELLA LETTERATURA 1975 Teorie motivazionali (Identificare le motivazioni del leader) Need for Power (McClelland) Need for Success (Boyatzis) Approccio LMX (Scambio bidirezionale Leader membro) 1985 New Leadership Theories (Cognitivismo) Percezione del Leader(Teorie Implicite del leader da parte dei collaboratori) Leadership Trasformazionale (crescita motivazionale e professionale dei collaboratori) CBC (leadership come Coaching)

11 2. LA LEADERSHIP NELLA LETTERATURA ALCUNI MODELLI 1940 GLI STILI DI LEADERSHIP (Kurt Lewin e ss.) LA LEADERSHIP SITUAZIONALE (Hursey-Blanchard, 1972) LA LEADERSHIP AUTOREVOLE (Becciu-Colasanti, 1997)

12 Stili di leadership Relazione L. E. L. A. L. D L. E. = Leadership Emotiva L. D. = Leadership Direttiva L. A. = Leadership Autorevole 100 Compito

13

14

15 2. LA LEADERSHIP NELLA LETTERATURA Educational Leadership Cultural Leadership Moral leadership Building Community in Schools Leadership Distribuita, Comunitaria 2010 Principali riferimenti (Susi F., 2000; Cocozza, 2000; Scurati, 2000; Sergiovanni, 2000; 2002; Busch T., 2008; 2010; Malizia, 2004; Xodo C., 2010)

16 2. LA LEADERSHIP NELLA LETTERATURA ELEMENTI DI SINTESI Assistiamo ad uno spostamento dall analisi della figura del leader e dei suoi stili di comando all analisi della leadership e delle sue funzioni Si evidenziano due grandi livelli di governo delle organizzazioni: manageriale leadership Gli attori impegnati nelle azioni di leadership non sono più solo i dirigenti, ma tutti i membri dell organizzazione in una prospettiva di corresponsabilità Si va verso una leadership diffusa, comunitaria

17 2. LA LEADERSHIP NELLA LETTERATURA ELEMENTI DI SINTESI Elementi caratterizzanti la LEADERSHIP DIFFUSA: si promuovono processi decisionali per consenso le competenze prevalgono sui ruoli non esiste una netta separazione tra livello decisionale e livello esecutivo la distribuzione delle informazioni è circolare, non up-down e la struttura comunicativa è piena nel senso che tutti i membri hanno pieno accesso alle informazioni che governano l'istituzione gli obiettivi da raggiungere, il lavorare per progetti, la valorizzazione dei talenti e la cura complessiva del clima umano all'interno dell'organizzazione diventano prioritari rispetto ai ruoli, alle funzioni, alla burocratizzazione verticistica della gestione del comando.

18 2. LA LEADERSHIP NELLA LETTERATURA ELEMENTI DI SINTESI Si rinuncia all idea che esista un modello di leadership ottimale, migliore di altri. Le leadership inter-dipendono da una miriade di variabili di tipo personale, organizzativo, ambientale Il contesto scuola e CFP necessita di un modello di leadership significativamente correlato al suo DNA, alle sue specificità, alla vision e alla mission, alle peculiarità organizzative. Il modello della leadership educativa sembra rispondere attualmente a tali specificità della scuola e del CFP

19 3. LA LEADERSHIP SCOLASTICA TRA MODELLI ORGANIZZATIVI E MODELLI EDUCATIVI Nel nostro paese, possiamo evidenziare, fondamentalmente, tre filoni interpretativi che hanno approfondito il tema della leadership attorno alla figura di: CAPO D ISTITUTO DIRIGENTE SCOLASTICO LEADER EDUCATIVO

20 3. LA LEADERSHIP SCOLASTICA TRA MODELLI ORGANIZZATIVI E MODELLI EDUCATIVI IL CAPO D ISTITUTO Figura che tende a: far funzionare al meglio la macchina organizzativa della scuola, porre al centro le norme, i programmi, le strutture rispetto alle persone, al territorio, all'innovazione.

21 3. LA LEADERSHIP SCOLASTICA TRA MODELLI ORGANIZZATIVI E MODELLI EDUCATIVI IL DIRIGENTE SCOLASTICO di tipo manageriale massimizza il ruolo organizzativo della scuola e le sue figure apicali e risente dell appartenenza della scuola alle PA I suoi compiti principali fanno riferimento a: pianificazione delle attività, controllo e gestione delle risorse umane, materiali e finanziarie gestione dei processi di innovazione

22 3. LA LEADERSHIP SCOLASTICA TRA MODELLI ORGANIZZATIVI E MODELLI EDUCATIVI IL LEADER EDUCATIVO enfatizza il ruolo della scuola come comunità educativa dà centralità alle funzioni: relazionali pedagogiche didattiche Innovative

23 3. LA LEADERSHIP SCOLASTICA TRA MODELLI ORGANIZZATIVI E MODELLI EDUCATIVI IL LEADER EDUCATIVO NELLA SCUOLA STATALE, IL DIRIGENTE SCOLASTICO PRESIEDE SIA ALLE FUNZIONI GESTIONALI SIA ALLE FUNZIONI DIDATTICO EDUCATIVE NELLA SCUOLA PARITARIA, L ENTE GESTORE PRESIEDE AL CONTROLLO GESTIONALE, IL COORDINATORE DELLE ATTIVITÀ EDUCATIVE E DIDATTICHE PRESIEDE SOLAMENTE A QUELLE PEDAGOGICHE E DIDATTICHE NEI CFP?

24 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE Il modello teorico di riferimento è il modello Educational Management e Educational Leadership di provenienza anglosassone (Sergiovanni T. J., 2000; 2002; Bush T., 2008; 2010), esso: enfatizza il ruolo della scuola come comunità educativa dà centralità alle funzioni: relazionali pedagogiche didattiche innovative

25 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE EDUCATIONAL MANAGEMENT I due termini richiamano sia il presidio delle funzioni organizzative che quelle pedagogico-didattiche-relazionali. Le prime sono in funzione delle seconde e non viceversa. Si rischierebbero, altrimenti, accentuazioni già conosciute di tipo burocratico amministrativo o di tipo manageriale efficientista. Come evidenzia Scurati (2000, ), il primo livello d'intervento della leadership educativa è rivolto alla cura del piano organizzativo sul versante del principio di efficacia piuttosto che su quello di efficienza.

26 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE EDUCATIONAL LEADERSHIP Rappresenta il secondo livello di funzionamento delle organizzazioni scolastiche e formative La differenza principale tra il management e la leadership è soprattutto di tipo strategico e temporale. Il management è impegnato a far funzionare il presente, la macchina organizzativa la leadership è assorbita soprattutto dalla visione strategica e futura dell'organizzazione.

27 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE LA EDUCATIONAL LEADERSHIP È: coinvolta nel diffondere la visione propulsiva, carismatica e innovativa dell'ente di appartenenza. impegnata a intravedere scenari futuri al di là dell'esistente orientata a tracciare, nel solco dell'identità e della storia dell'istituzione che dirige, gli itinerari strategici per rendere sempre più attuali i principi culturali, identitari e carismatici della scuola di appartenenza

28 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE MANSIONI DELLA LEADERSHIP NELLE ORGANIZZAZIONI ASSICURARE LA QUALITÀ DEL LIVELLO ORGANIZZATIVO DI BASE EDUCATIONAL MANAGEMENT PROMUOVERE LA CRESCITA DELLE PERSONE EDUCATIONAL LEADERSHIP

29 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE L EDUCATIONAL MANAGEMENT SI ESPLICA NELL ORGANIZZAZIONE EDUCATIVO DIDATTICA EM 1 cura dell'attività curricolare per stabilire e favorire obiettivi educativo didattici per formatori e allievi; EM2 organizzazione della gestione dei processi di insegnamento-apprendimento EM3 gestione della dimensione comportamentale organizzativa di tutti i membri dell'istituzione EM4 gestione della strumentazione tecnologica e multimediale apprenditiva

30 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE L EDUCATIONAL LEADERSHIP SI ESPLICA NELLA CRESCITA DELLE PERSONE, TRAMITE: EL 1 EL2 EL3 dirigere e orientare (sviluppando una vision, delineando quadri d'insieme, mettendo a punto strategie) favorire i climi umani e la coesione di gruppo (comunicando gli obiettivi, promuovendo l'impegno e la partecipazione, costruendo gruppi e reti relazionali, realizzando i 3 principi della CdQ: efficacia, pari dignità, valorizzazione reciproca) motivare il personale (responsabilizzando i collaboratori, incoraggiandoli, sostenendoli, rispondendo ai bisogni che via via emergono).

31 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE L EDUCATIONAL LEADERSHIP SI ESPLICA NELLA CRESCITA DELLE PERSONE, TRAMITE: EL 4 gestire le risorse umane (scegliere le persone, sviluppare le loro capacità, pianificare obiettivi personali e organizzativi, organizzare ruoli, compiti e funzioni) EL 5 guidare le persone (valorizzare, incoraggiare, accrescere il loro livello motivazionale, orientare, sostenere) EL 6 formare le persone (a livello professionale, culturale, umano, cristiano)

32 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE Il secondo livello della leadership educativa, più ampio e più ambizioso, ha a che vedere con gli aspetti identitari e costitutivi delle scuole e dei CFP e contempla un salto di qualità nella organizzazione: il livello di promozione della crescita delle persone tramite le azioni formative ispirate ai principi carismatici dell Ente. Ed è proprio a questo livello che si gioca la specificità dell'offerta formativa dei singoli CFP.

33 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE Pertanto, le azioni di leadership educativa, tendenti a promuovere in tutti i componenti della comunità educativa il senso di appartenenza, l'adesione ai valori culturali della tradizione, la condivisione del progetto educativo culturale, sono sostanzialmente orientati ad attualizzare presso le nuove generazioni l'identità carismatica di ciascun istituto di appartenenza

34 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE È la prospettiva profetica della leadership educativa. Il leader, come abbiamo già affermato, non si lascia imprigionare dalle contingenze del presente, ma è sempre impegnato a cogliere visioni di futuro, orientamenti proattivi, strategie innovative e lo fa coinvolgendo l'intera comunità educativa. Tutte le diverse componenti della comunità educativa sono, pertanto, impegnate a realizzare nell'oggi, sia della storia carismatica sia della profezia del futuro, i contenuti principali del progetto educativo e culturale dell Ente di appartenenza.

35 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE IN QUESTA OTTICA, LA FUNZIONE SPECIFICA DI UNA LEADERSHIP DI QUALITÀ SI IDENTIFICA CON LO SVELARE L INEDITO DEL CARISMA DI CIASCUN ISTITUTO NELL INTERCONNESSIONE CON IL PRESENTE STORICO RELATIVAMENTE ALLA EVENTUALE PRESENZA DI ELEMENTI FONDATIVI LA VISION E LA MISSION DEL CFP

36 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE IL CONTESTO DELLA SCUOLA DELL AUTONOMIA A LIVELLO STORICO SCOLASTICO LA SCUOLA: Mantiene la funzione di alfabetizzazione di massa seppur non più in modo esclusivo (ruolo delle istituzioni non formali e informali); Non ha più la sua funzione di preparazione dei quadri dirigenziali (come nel dopo guerra); Registra i primi segnali di frenata della scolarizzazione di massa a livelli di formazione secondaria e terziaria; Accoglie un numero sempre più crescente di stranieri; Sembra avulsa da un progetto di società entro cui collocare il suo ruolo imprescindibile. La scuola paritaria non assolve più il compito storico di assicurare l istruzione di base alle classi subalterne

37 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE IL CONTESTO DELLA SCUOLA DELL AUTONOMIA A LIVELLO STORICO SCOLASTICO La licealizzazione dei percorsi miete troppe vittime; Mancanza di differenziazione dell offerta formativa; Il sistema regionale della formazione professionale non funziona per mancanza di investimenti e di politiche adeguate; I livelli di uscita corrispondono ai livelli d ingresso; L autonomia scolastica, vera riforma scolastica dopo il periodo fascista, non decolla ancora: il decentramento non ha sconfitto il borbonico sistema burocratico (i dirigenti amministrano, non dirigono!); La corresponsabilità educativa scuola/famiglia è sulla carta, non ancora una realtà vissuta nelle scuole.

38 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE IL CONTESTO DELLA SCUOLA DELL AUTONOMIA A LIVELLO SOCIO-ECONOMICO La scuola non prepara più per l inserimento lavorativo diretto; Perdura la carenza storica di cicli di studi professionalizzanti a livello di formazione secondaria e di formazione terziaria; Vero è che la formazione secondaria e terziaria attutisce l impatto macro del fenomeno NEET; La crisi si ripercuote maggiormente sugli anelli più deboli del sistema di istruzione e formazione professionale.

39 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE IL CONTESTO DELLA SCUOLA DELL AUTONOMIA A LIVELLO SOCIO-POLITICO L Italia, tra i paesi OCSE, negli anni della crisi è quello che investe meno nell istruzione e nella formazione; Perdura la spaccatura ideologica tra sistema di istruzione statale e privato, nonostante il sistema della scuola pubblica sia UNICO (Scuole Statali e Scuole Paritarie); Il ruolo della famiglia continua a non essere centrale nelle politiche socioeconomiche del nostro paese con pesanti conseguenze sul ruolo delle famiglie nelle scelte educative e di istruzione dei propri figli.

40 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE IL CONTESTO DELLA SCUOLA DELL AUTONOMIA A LIVELLO PSICOSOCIALE GIOVANILE FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA In base alle rilevazioni del Censis, negli ultimi cinque anni risulta disperso il 28% degli studenti (la media dei 28 Paesi Ue è sotto il 13%) e in 15 anni la scuola avrebbe perso 2,1 milioni di giovani. La dispersione scolastica riguarda soprattutto alcuni ceti: è marginale tra i figli dei laureati, ma cresce tra i figli dei diplomati (quasi 8%) e soprattutto tra chi ha i genitori che hanno frequentato solo la scuola dell'obbligo (un terzo). Riguarda soprattutto alcune regioni (la maglia nera va alla Sicilia) e alcuni quartieri delle grandi città (quelli più "difficili"). I livelli di uscita corrispondono ai livelli di ingresso (Univ. La Bicocca)

41 4. LA LEADERSHIP EDUCATIVA DI QUALITÀ TRA UTOPIA E SFIDE IL CONTESTO DELLA SCUOLA DELL AUTONOMIA A LIVELLO PSICOSOCIALE GIOVANILE Decremento del potere educativo delle agenzie educative a favore dei processi auto-educativi nei peer-group ; Incremento dei segnali di disagio psico-sociale (dipendenze da sostanze e nuove dipendenze comportamentali; dati epidemiologici sulla depressione e sull uso di psicofarmaci); Mancanza di visione progettuale a livello professionale e affettivo con preminenza dello stile di vita ludico totalmente incentrato sul presente.

42 LA LEADERSHIP DI QUALITÀ BUONA FORMAZIONE A TUTTI! Mario

L idea di buona scuola e di buona dirigenza interna al Sistema Nazionale di Valutazione

L idea di buona scuola e di buona dirigenza interna al Sistema Nazionale di Valutazione L idea di buona scuola e di buona dirigenza interna al Sistema Nazionale di Valutazione USR per la Lombardia: ottobre 2014 Damiano Previtali Per me la garanzia di una buona scuola è: un buon Direttore

Dettagli

via Regina Elena, 5-62012- Civitanova Marche (MC) Tel. 0733/812992 Fax 0733/779436 www.icviareginaelena.gov.it IL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA

via Regina Elena, 5-62012- Civitanova Marche (MC) Tel. 0733/812992 Fax 0733/779436 www.icviareginaelena.gov.it IL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA 1 via Regina Elena, 5-62012- Civitanova Marche (MC) Tel. 0733/812992 Fax 0733/779436 www.icviareginaelena.gov.it PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA A.S. 2015/2016 IL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA CHE COS E IL

Dettagli

RUOLO CENTRALE DEL DS NELL ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DISABILI COME SENSIBILIZZARE E RESPONSABILIZZARE I DIRIGENTI

RUOLO CENTRALE DEL DS NELL ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DISABILI COME SENSIBILIZZARE E RESPONSABILIZZARE I DIRIGENTI INTEGRAZIONE, ORIENTAMENTO E BUONE PRASSI RUOLO CENTRALE DEL DS NELL ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DISABILI COME SENSIBILIZZARE E RESPONSABILIZZARE I DIRIGENTI L iscrizione degli alunni con certificazione L.104

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

Relazione del Dirigente Scolastico al Consiglio di Istituto ANNO SCOLASTICO 2014/2015

Relazione del Dirigente Scolastico al Consiglio di Istituto ANNO SCOLASTICO 2014/2015 Relazione del Dirigente Scolastico al Consiglio di Istituto ANNO SCOLASTICO 2014/2015 IL DIRIGENTE SCOLASTICO Visto l art. 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; visto l art. 10 del decreto

Dettagli

EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI PER IL CO-SVILUPPO

EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI PER IL CO-SVILUPPO EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI PER IL CO-SVILUPPO Il corso di formazione, promosso dall Organizzazione Internazionale per

Dettagli

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice INSEGNAMENTO DI PSICOLOGIA DELL ORIENTAMENTO SCOLASTICO E PROFESSIONALE LEZIONE I ORIENTAMENTO E PSICOLOGIA PROF.SSA ANNAMARIA SCHIANO Indice 1 L orientamento: significato e tipologie ---------------------------------------------------------------

Dettagli

AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO

AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO Premessa La scuola,oggi, trova la sua ragione di essere nell assicurare ad ogni alunno il successo formativo, inteso come piena formazione della persona umana nel rispetto

Dettagli

Lo stile di comando. teoria degli stili comportamentali. teoria contingente. teorie di processo. Corso di E. A. 1

Lo stile di comando. teoria degli stili comportamentali. teoria contingente. teorie di processo. Corso di E. A. 1 Lo stile di comando teoria degli stili comportamentali teoria contingente teorie di processo Corso di E. A. 1 Lo stile di comando La leadership può essere definita come il processo attraverso il quale

Dettagli

Sviluppo di comunità

Sviluppo di comunità Sviluppo di comunità Rendere la comunità locale un attore del cambiamento sociale S e per comunità si intende un gruppo sociale (comunità locale, scuola, organizzazione, associazione), nel quale relazioni,

Dettagli

L autonomia scolastica

L autonomia scolastica L autonomia scolastica di Giacomo D Alterio La Legge 7 agosto 1990 n. 241, che detta le nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d accesso ai documenti amministrativi, meglio

Dettagli

DISPORRE DEL CAPITALE UMANO ADEGUATO PER COGLIERE GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA

DISPORRE DEL CAPITALE UMANO ADEGUATO PER COGLIERE GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA DISPORRE DEL CAPITALE UMANO ADEGUATO PER COGLIERE GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA LA FORMAZIONE MANAGERIALE 1. [ GLI OBIETTIVI ] PERCHÉ PROGETTARE E REALIZZARE PERCORSI DI CRESCITA MANAGERIALE E PROFESSIONALE?

Dettagli

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab.

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab. Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Gli elementi che caratterizzano il Sistema Qualità e promuovono ed influenzano le politiche di gestione delle risorse

Dettagli

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi)

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi) Sostenere i Il problema I temi che si definiscono dopo di noi legati alle potenzialità e autonoma dei disabili - hanno un impatto sociale estremamente rilevante. In primo luogo va sottolineato che, per

Dettagli

Stili di Comunicazione e Stili di Leadership

Stili di Comunicazione e Stili di Leadership Stili di Comunicazione e Stili di Leadership Il modello di leadership situazionale elaborato, da Hersey e Blanchard nel 1982 prevede 4 stili di leadership applicabili in funzione del livello di maturità

Dettagli

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione.

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. La Compagnia Della Rinascita PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si

Dettagli

Università degli Studi di Bergamo. Corsi di Rivalidazione dei Certificati di Formazione Manageriale I.Re.F. Scuola di Direzione in Sanità

Università degli Studi di Bergamo. Corsi di Rivalidazione dei Certificati di Formazione Manageriale I.Re.F. Scuola di Direzione in Sanità Università degli Studi di Bergamo Corsi di Rivalidazione dei Certificati di Formazione Manageriale I.Re.F. Scuola di Direzione in Sanità Management e leadership delle strutture sanitarie: nuovi scenari

Dettagli

PROGETTO CITTADINANZA E COSTITUZIONE

PROGETTO CITTADINANZA E COSTITUZIONE PROGETTO CITTADINANZA E COSTITUZIONE SICUREZZA E RISPETTO DELLE REGOLE FINALITA e OBIETTIVI DEL PROGETTO Le direttive comunitarie in tema di salute e sicurezza sul luogo di lavoro sottolineano la necessità

Dettagli

RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO

RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO C I R C O L O D I D A T T I C O D I S A N T A G A T A L I B A T T I A T I PROGETTO NO AL BULLISMO Percorso di prevenzione dei fenomeni di bullismo A.S. 2011-2012 RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO PREMESSA

Dettagli

CITTADINANZA ATTIVA. modo multiforme, di mobilitare risorse. modalità e strategie differenziate per. tutelare diritti, esercitando poteri e

CITTADINANZA ATTIVA. modo multiforme, di mobilitare risorse. modalità e strategie differenziate per. tutelare diritti, esercitando poteri e CITTADINANZA ATTIVA è la capacità dei cittadini di organizzarsi in modo multiforme, di mobilitare risorse umane tecniche e finanziarie, e di agire con modalità e strategie differenziate per tutelare diritti,

Dettagli

Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO

Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO Il corso di formazione Empowerment of Migrant Associations for Co-development,

Dettagli

LAUREA MAGISTRALE PSICOLOGIA DEL LAVORO, DELLE ORGANIZZAZIONI E DELLA COMUNICAZIONE

LAUREA MAGISTRALE PSICOLOGIA DEL LAVORO, DELLE ORGANIZZAZIONI E DELLA COMUNICAZIONE LAUREA MAGISTRALE PSICOLOGIA DEL LAVORO, DELLE ORGANIZZAZIONI E DELLA COMUNICAZIONE CLASSE LM-51 SECONDO CICLO: LICENZA O LAUREA MAGISTRALE IN PSICOLOGIA Il secondo ciclo di Licenza o Laurea Magistrale

Dettagli

Consiglio informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali. (Varese, 11-12 Luglio 2003)

Consiglio informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali. (Varese, 11-12 Luglio 2003) Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali Consiglio informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali (Varese, 11-12 Luglio 2003) Documento della Presidenza Domande per orientare il dibattito

Dettagli

Progettazione curriculare verticale Scuola dell Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di I grado

Progettazione curriculare verticale Scuola dell Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di I grado Istituto Comprensivo "San Giovanni Bosco" Naro ISTITUTO COMPRENSIVO "SAN GIOVANNI BOSCO" NARO Progettazione curriculare verticale Scuola dell Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di I grado A.S.2015-16

Dettagli

Azioni messe in atto nell'a.s. 2013/14 a supporto del processo di miglioramento

Azioni messe in atto nell'a.s. 2013/14 a supporto del processo di miglioramento Azioni messe in atto nell'a.s. 2013/14 a supporto del processo di miglioramento L'a.s. 2013/14 oltre alla realizzazione della fase di, è stato dedicato all'avvio e al proseguimento di azioni di Miglioramento

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SANTA MARIA DELLE GRAZIE P.E.I. Progetto Educativo d Istituto

SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SANTA MARIA DELLE GRAZIE P.E.I. Progetto Educativo d Istituto SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SANTA MARIA DELLE GRAZIE P.E.I. Progetto Educativo d Istituto ANNO SCOLASTICO 2011/2012 IL PROGETTO EDUCATIVO (P.E.I.) è il documento fondamentale che espone l orientamento

Dettagli

DIPARTIMENTO ITALIANO E STORIA. Introduzione

DIPARTIMENTO ITALIANO E STORIA. Introduzione SETTORE TECNOLOGICO CHIMICA, MATERIALI E BIOTECNOLOGIE ARTICOLAZIONI BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI, BIOTECNOLOGIE SANITARIE SETTORE ECONOMICO DIRIGENTI DI COMUNITÀ SEDE CENTRALE: Via Cantù 39-41-43-34134 Trieste

Dettagli

IL PERCHE DI UN CONGRESSO STRAORDINARIO DELL AEDE EUROPEA L AEDE E LA CRISI DELL UNIONE EUROPEA

IL PERCHE DI UN CONGRESSO STRAORDINARIO DELL AEDE EUROPEA L AEDE E LA CRISI DELL UNIONE EUROPEA IL PERCHE DI UN CONGRESSO STRAORDINARIO DELL AEDE EUROPEA L AEDE E LA CRISI DELL UNIONE EUROPEA Silvano MARSEGLIA E per me un grande piacere ed un onore aprire i lavori di questo nostro Congresso Straordinario

Dettagli

CONTINUITÀ EDUCATIVO- DIDATTICA

CONTINUITÀ EDUCATIVO- DIDATTICA CONTINUITÀ EDUCATIVO- DIDATTICA mediante momenti di raccordo pedagogico, curriculare e organizzativo fra i tre ordini di scuola, promuove la continuità del processo educativo, condizione essenziale per

Dettagli

RICERCA, ISTRUZIONE E FORMAZIONE:

RICERCA, ISTRUZIONE E FORMAZIONE: RICERCA, ISTRUZIONE E FORMAZIONE: VALORI PER SOCIETÀ SICURE ED INTERCULTURALI di Giovanna Spagnuolo Ci manca la comunità perché ci manca la sicurezza Z. Bauman (Voglia di comunità, Laterza, Bari-Roma,

Dettagli

Educando nella Provincia di Varese 2012

Educando nella Provincia di Varese 2012 Scheda progetto Educando nella Provincia di Varese 2012 ANCI Lombardia coordina e organizza le azioni degli enti associati in materia di servizio civile definendo una precisa strategia metodologica comune

Dettagli

Tesi: Ruolo e funzioni del Dirigente scolastico. MASTER Dirigenza Scolastica Università della Calabria Lucia Scuteri

Tesi: Ruolo e funzioni del Dirigente scolastico. MASTER Dirigenza Scolastica Università della Calabria Lucia Scuteri Tesi: Ruolo e funzioni del Dirigente scolastico MASTER Dirigenza Scolastica Università della Calabria Lucia Scuteri The object of education is to prepare the young,to educate themselves throughout their

Dettagli

La Buona Scuola: il MIUR ascolta il territorio

La Buona Scuola: il MIUR ascolta il territorio La Buona Scuola: il MIUR ascolta il territorio Terni, Auditorium A.Casagrande F.Cesi 3 novembre 2014 Silvio Improta Dirigente Scolastico - Staff Regionale per le Misure di accompagnamento alle Nuove Indicazioni

Dettagli

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio Allegato 1 REVISIONE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL COMPARTO Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio SINTESI DEI COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l Istruzione Direzione Generale per lo Studente Ufficio VI

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l Istruzione Direzione Generale per lo Studente Ufficio VI EDUCAZIONE alla SICUREZZA STRADALE Il Progetto Nazionale Il Progetto ha la finalità di educare a comportamenti corretti e responsabili e, in particolare i giovani utenti della strada, ad una guida dei

Dettagli

LICEO SOFONISBA ANGUISSOLA www.liceoanguissola.it

LICEO SOFONISBA ANGUISSOLA www.liceoanguissola.it LICEO SOFONISBA ANGUISSOLA www.liceoanguissola.it Liceo delle Scienze Umane ed Economico - Sociale Dati generali Numero totale studenti 80 Numero totale docenti 85 Numero totale non docenti Numero classi

Dettagli

Orario p.m. Tot. ore settimanali Scuola dell Infanzia 8.00-16.00 Dal LUN. al VEN. 40h. Primaria Rodari 8.30-16.30 Dal LUN. al VEN.

Orario p.m. Tot. ore settimanali Scuola dell Infanzia 8.00-16.00 Dal LUN. al VEN. 40h. Primaria Rodari 8.30-16.30 Dal LUN. al VEN. L I.C. è composto dai seguenti plessi: 1 Scuola dell Infanzia San Francesco 4 Scuole primarie: De Amicis, Pasini, Pertile, Rodari 1 Scuola Secondaria di 1 grado Mainardi Orario scolastico a.s. 2015/16

Dettagli

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE BIENNIO BIENNIO 5 ANNO Competenza storico-sociale n. Comprendere il cambiamento e la diversita dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica

Dettagli

ISTITUTO D'ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE

ISTITUTO D'ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Corso Serale I.G.E.A. LA FORMAZIONE TRA SCUOLA ED AZIENDA ANNO SCOLASTICO 2010 2011 DIRIGENTE SCOLASTICO : Dott.ssa ADDOLORATA BRAMATO RESPONSABILE DEL PROGETTO :Prof.ssa LOREDANA CAROPPO REFERENTE SCUOLA

Dettagli

Educando nelle Province di Cremona e Mantova

Educando nelle Province di Cremona e Mantova Scheda progetto Educando nelle Province di Cremona e Mantova Il progetto si sviluppa in cinque comuni delle province di Cremona e Mantova. OBIETTIVI GENERALI La realizzazione del progetto si pone i seguenti

Dettagli

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Edizione 2015 40 anni di analisi e ricerca sulle trasformazioni economiche e sociali in Italia e in Europa:

Dettagli

IL LEADER (competenze, motivazioni, legittimità e caratteristiche personali)

IL LEADER (competenze, motivazioni, legittimità e caratteristiche personali) ANCHE SE LA LEADERSHIP VIENE SPESSO IDENTIFICATA NELLA FIGURA DI UN LEADER DEVE ESSERE VISTA COME UN PROCESSO PIUTTOSTO CHE COME UNA PERSONA, È UN FENOMENO COMPLESSO DI INTERAZIONE CHE COINVOLGE : IL LEADER

Dettagli

IL COMPORTAMENTO DEL LEADER E LA REAZIONE DEI MEMBRI DEL GRUPPO IN TRE DIVERSI CLIMI AZIENDALI AUTORITARIO DEMOCRATICO LASSISTA. www.ergonomica.

IL COMPORTAMENTO DEL LEADER E LA REAZIONE DEI MEMBRI DEL GRUPPO IN TRE DIVERSI CLIMI AZIENDALI AUTORITARIO DEMOCRATICO LASSISTA. www.ergonomica. IL COMPORTAMENTO DEL LEADER E LA REAZIONE DEI MEMBRI DEL GRUPPO IN TRE DIVERSI CLIMI AZIENDALI AUTORITARIO DEMOCRATICO LASSISTA Ogni decisione sul da farsi viene presa dal leader. Tutte le cose da farsi

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE L educazione e l istruzione in Europa. Ipotesi di sviluppo e di intervento nella scuola

CORSO DI FORMAZIONE L educazione e l istruzione in Europa. Ipotesi di sviluppo e di intervento nella scuola CORSO DI FORMAZIONE L educazione e l istruzione in Europa. Ipotesi di sviluppo e di intervento nella scuola Prof. ssa Maria Vittoria Isidori Titolare dell insegnamento di didattica generale e pedagogia

Dettagli

La compilazione del RAV: una riflessione condivisa Milazzo 8 giugno 2015

La compilazione del RAV: una riflessione condivisa Milazzo 8 giugno 2015 Proviamo a vedere quali sono gli obiettivi finali del RAV: Migliorare gli apprendimenti, assumendo decisioni adeguate; Rendicontare le scelte compiute; Promuovere strategie innovative attraverso la partecipazione

Dettagli

AREA LAVORARE NEL SOCIALE

AREA LAVORARE NEL SOCIALE AREA LAVORARE NEL SOCIALE IL FUND RAISING PER LA GESTIONE DELL IMPRESA SOCIALE Obiettivo del corso è quello di comprendere le implicazioni sociali, organizzative ed etiche che accompagnano l attività di

Dettagli

Giovani e lavoro: dall Università al mondo. I giovani nelle aziende senza confini

Giovani e lavoro: dall Università al mondo. I giovani nelle aziende senza confini Giovani e lavoro: dall Università al mondo. I giovani nelle aziende senza confini Giovani e mondo del lavoro: le ricerche ISTUD Dopo la laurea. Rapporto sul lavoro giovanile ad alta qualificazione (2002)

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. ABI: al via la Fondazione per l Educazione Finanziaria e al Risparmio

COMUNICATO STAMPA. ABI: al via la Fondazione per l Educazione Finanziaria e al Risparmio COMUNICATO STAMPA ABI: al via la Fondazione per l Educazione Finanziaria e al Risparmio Il nuovo organismo creato per sviluppare la cultura al risparmio e alla legalità economica in Italia è stato presentato

Dettagli

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute The Ottawa Charter for Health Promotion 1 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute 17-21 novembre 1986 Ottawa, Ontario, Canada La 1 Conferenza

Dettagli

Corso di Economia e tecnica degli scambi internazionali

Corso di Economia e tecnica degli scambi internazionali Corso di Economia e tecnica degli scambi internazionali Lezione 10 Problematiche di gestione delle risorse umane nelle imprese internazionalizzate La gestione internazionale delle risorse umane L International

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

Studio Ramenghi PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE PSICOLOGIA COMUNICAZIONE DELLA

Studio Ramenghi PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE PSICOLOGIA COMUNICAZIONE DELLA Studio Ramenghi PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE Catalogo formativo COM01 COM02 COM03 COM04 COM05 COM06 COMUNICARE Team working L arte di ascoltare - modulo 1 L arte di ascoltare

Dettagli

INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA

INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA GEOGRAFIA - TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE si orienta nello spazio conosciuto colloca elementi dell ambiente conosciuto secondo criteri spaziali si orienta nello spazio

Dettagli

Piano Formativo 2011 PROGRAMMA DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE

Piano Formativo 2011 PROGRAMMA DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE Piano Formativo 2011 PROGRAMMA DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE manageriali f o r m a z i o n e IL CONTESTO Le trasformazioni organizzative e culturali che stanno avvenendo nelle amministrazioni comunali,

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE ISTITUTO COMPRENSIVO DI PASIAN DI PRATO Istituzione scolastica dotata di personalità giuridica Decreto del Direttore Generale dell Ufficio Scolastico Regionale del F.V.G. del 25 gennaio 2012 - prot. n.

Dettagli

Dirigenza scolastica e leadership

Dirigenza scolastica e leadership Dirigenza scolastica e leadership Modelli e stili Da direttivo a dirigente Nell ultimo decennio sono intervenute molte innovazioni: Autonomia funzionale riconosciuta alle scuole Modifiche sostanziali nella

Dettagli

METODOLOGIA DIDATTICA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO OBIETTIVI FORMATIVI PERCORSO FORMATIVO DESTINATARI

METODOLOGIA DIDATTICA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO OBIETTIVI FORMATIVI PERCORSO FORMATIVO DESTINATARI OPEN YOUR MIND 2.0 Programma di formazione per lo sviluppo delle capacità manageriali e della competitività aziendale delle Piccole e Medie Imprese della Regione Autonoma della Sardegna PRESENTAZIONE DEL

Dettagli

Prove Esame di Stato

Prove Esame di Stato Prove Esame di Stato 2012 SEZ. A 1 Prova L Assistente Sociale specialista responsabile di un servizio sociale riceve dal proprio riferimento politico (Assessore alle politiche sociali) l incarico di redigere

Dettagli

Capitolo 5 Qual è il "mandato" della scuola?

Capitolo 5 Qual è il mandato della scuola? Pagina 1 di 6 Qual è il "mandato" della scuola? 5.1 Ogni scuola deve avere un "mandato" 5.2 Le nostre idee-guida 5.3 Le dimensioni dell apprendimento 5.4 La funzione educativa del rispetto delle regole

Dettagli

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI CISCo Ufficio delle scuole comunali PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI Per profilo professionale è intesa la descrizione accurata delle competenze e dei comportamenti

Dettagli

CORSO AVANZATO EFAC. Roma, 30 marzo 2012

CORSO AVANZATO EFAC. Roma, 30 marzo 2012 CORSO AVANZATO EFAC Roma, 30 marzo 2012 1 Corso avanzato per Caf Assessor La leadership e le dinamiche di gruppo 2 Da Henry Ford a Steve Jobs Siate affamati,.. siate folli Voi non dovete pensare, ci sono

Dettagli

La Certificazione epmq

La Certificazione epmq La Certificazione epmq Pier Paolo Maggi AICA pierpaolomaggi@aicanet.it Saper gestire progetti articolati, correlati con altre funzioni, saper tenere sotto controllo il loro andamento rispetto a tempi,

Dettagli

CURRICOLO il sapere, il saper fare, il saper essere. SAPERE, SAPER ESSERE SAPER FARE COMPETENZA VALORIZZAZIONE

CURRICOLO il sapere, il saper fare, il saper essere. SAPERE, SAPER ESSERE SAPER FARE COMPETENZA VALORIZZAZIONE CURRICOLO Il Curricolo è il complesso organizzato delle esperienze di apprendimento che una scuola intenzionalmente progetta e realizza per gli alunni al fine di conseguire le mete formative desiderate.

Dettagli

IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA MIUR

IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA MIUR Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca PROTOCOLLO DI INTESA TRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA MIUR E LA SOCIETA DANTE ALIGHIERI Protocollo d'intesa Tra

Dettagli

Un progetto educativo per giovani, famiglie e scuole

Un progetto educativo per giovani, famiglie e scuole Un progetto educativo per giovani, famiglie e scuole INTERCULTURA nasce e si sviluppa intorno a un progetto educativo: si propone di contribuire alla crescita di studenti, famiglie e scuole attraverso

Dettagli

RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO ALLEGATA AL PROGRAMMA ANNUALE ANNO FINANZIARIO 2015

RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO ALLEGATA AL PROGRAMMA ANNUALE ANNO FINANZIARIO 2015 RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO ALLEGATA AL PROGRAMMA ANNUALE ANNO FINANZIARIO 2015 Il programma annuale è direttamente raccordato al Piano dell Offerta Formativa (P.O.F.) e traduce, in

Dettagli

Master in psicologia dell'educazione applicata al sistema integrato scuola-territorio

Master in psicologia dell'educazione applicata al sistema integrato scuola-territorio Strada Vallazza 6-43100 parma coinetica@libero.it www.coinetica.it associazione culturale ISTIUTO DI PSICOTERAPIA SISTEMICA INTEGRATA Premesse Master in psicologia dell'educazione applicata al sistema

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA M.I.U.R.

PROTOCOLLO D INTESA TRA M.I.U.R. PROTOCOLLO D INTESA TRA M.I.U.R. Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca e ItaliaNostra onlus Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale VISTO

Dettagli

Università degli Studi di Trento TEMI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE SPECIALISTA

Università degli Studi di Trento TEMI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE SPECIALISTA Università degli Studi di Trento TEMI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE SPECIALISTA I SESSIONE 2004 Illustri la candidata un progetto di intervento sociale, focalizzandone

Dettagli

PROGETTO CONTINUITÀ - ORIENTAMENTO

PROGETTO CONTINUITÀ - ORIENTAMENTO PROGETTO CONTINUITÀ - ORIENTAMENTO Il progetto nasce dall' esigenza di garantire all'alunno un percorso formativo organico e completo, cercando di prevenire eventuali difficoltà che potrebbero insorgere

Dettagli

MARKETING, COMUNICAZIONE, DEONTOLOGIA: il biglietto da visita del libero professionista

MARKETING, COMUNICAZIONE, DEONTOLOGIA: il biglietto da visita del libero professionista MARKETING, COMUNICAZIONE, DEONTOLOGIA: il biglietto da visita del libero professionista Bologna 24 novembre 2013 Roberta Arbellia Indagine Nursind e Cergas Bocconi ottobre 2013 Infermieri forte orgoglio

Dettagli

RILANCIO, GOVERNO E RAPPRESENTANZA DELLE AUTONOMIE SCOLASTICHE La scuola è un Istituzione della Repubblica che garantisce, insieme al valore legale

RILANCIO, GOVERNO E RAPPRESENTANZA DELLE AUTONOMIE SCOLASTICHE La scuola è un Istituzione della Repubblica che garantisce, insieme al valore legale RILANCIO,GOVERNOERAPPRESENTANZADELLEAUTONOMIESCOLASTICHE Lascuolaèun IstituzionedellaRepubblicachegarantisce,insiemealvalorelegaledeititolidistudiosu tutto il territorio nazionale, pari opportunità a tutti

Dettagli

SVILUPPO TALENTI PROGETTO CONSEGUIRE OBIETTIVI RICERCARE ECCELLENZA

SVILUPPO TALENTI PROGETTO CONSEGUIRE OBIETTIVI RICERCARE ECCELLENZA SVILUPPO TALENTI PROGETTO CONSEGUIRE OBIETTIVI RICERCARE ECCELLENZA Bologna Aprile 2009 L IMPORTANZA DEL MOMENTO In un mercato denso di criticità e nel medesimo tempo di opportunità, l investimento sulle

Dettagli

COMITATO TECNICO SCUOLA E UNIVERSITA

COMITATO TECNICO SCUOLA E UNIVERSITA Emilia Gangemi COMITATO TECNICO SCUOLA E UNIVERSITA Linee di indirizzo 12 dicembre 2012 Il quadro disegnato dai dati più recenti, tra cui le indagini ISTAT, in merito al mercato del lavoro nel Lazio non

Dettagli

PSICOLOGIA GENERALE ED APPLICATA

PSICOLOGIA GENERALE ED APPLICATA Terzo Anno PSICOLOGIA GENERALE ED APPLICATA COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE TEMPI S1. atteggiamento individuando i diversi approcci teorici che hanno caratterizzato la storia della psicologia. S1. Realizzare

Dettagli

CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino

CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino In un contesto normativo e sociale caratterizzato da una costante evoluzione, al Comune,

Dettagli

proporre iniziative comuni per realizzare la continuità attraverso le fasi dell accoglienza e la formazione delle classi iniziali;

proporre iniziative comuni per realizzare la continuità attraverso le fasi dell accoglienza e la formazione delle classi iniziali; CONTINUITA' Il concetto di continuità nella scienza educativa, si riferisce a uno sviluppo e a una crescita dell individuo che si realizza senza macroscopici salti o incidenti. La continuità nasce dall

Dettagli

PERCORSO FORMATIVO ISTITUTO TECNICO: SETTORE ECONOMICO, INDIRIZZO AMMINISTRA- ZIONE FINANZA E MARKETING, ARTICOLAZIONE GENERALE

PERCORSO FORMATIVO ISTITUTO TECNICO: SETTORE ECONOMICO, INDIRIZZO AMMINISTRA- ZIONE FINANZA E MARKETING, ARTICOLAZIONE GENERALE COMPETENZE CHIAVE EUROPEE e COMPETENZE SPECIFICHE 1 PERCORSO FORMATIVO ISTITUTO TECNICO: SETTORE ECONOMICO, INDIRIZZO AMMINISTRA- ZIONE FINANZA E MARKETING, ARTICOLAZIONE GENERALE PROFILO Il Diplomato

Dettagli

Valentina Aprea Assessore all istruzione, formazione e cultura Assessore all occupazione e politiche del lavoro. Milano, 15 gennaio 2013

Valentina Aprea Assessore all istruzione, formazione e cultura Assessore all occupazione e politiche del lavoro. Milano, 15 gennaio 2013 Seminario "La qualità della scuola: che cosa fa il mondo, che cosa può fare l'italia" Valentina Aprea Assessore all istruzione, formazione e cultura Assessore all occupazione e politiche del lavoro Milano,

Dettagli

"In Testa ai miei pensieri"

In Testa ai miei pensieri "In Testa ai miei pensieri" Documento tecnico e proposte operative per l adolescenza a Bologna documento cittadino Premessa Il presente documento è il frutto del confronto che si è avviato all interno

Dettagli

Marina Battistin Dirigente Scolastico di IC 16 Bologna Capofila Rete A. Mi. Co.

Marina Battistin Dirigente Scolastico di IC 16 Bologna Capofila Rete A. Mi. Co. Dirigente Scolastico di IC 16 Bologna Capofila Rete A. Mi. Co. Descrivere la propria scuola sulla base di dati attendibili Attribuirsi11 voti, motivati, sulle dimensioni principali del funzionamento della

Dettagli

Progetto Educativo d Istituto

Progetto Educativo d Istituto LICEO SCIENTIFICO Paritario LICEO delle SCIENZE UMANE OPZIONE ECONOMICO-SOCIALE Paritario ISAAC NEWTON Progetto Educativo d Istituto P.E.I. A.S. 2014/2015 0 INDICE 1. Introduzione. pag. 2 2. Finalità e

Dettagli

Sviluppo sostenibile locale: Agenda 21 come processo partecipato e condiviso del nostro territorio

Sviluppo sostenibile locale: Agenda 21 come processo partecipato e condiviso del nostro territorio CoMoDo. Comunicare Moltiplica Doveri (art direction, grafica, fotografia Marco Tortoioli Ricci) Provincia di Terni in collaborazione con i Comuni della provincia Sviluppo sostenibile locale: Agenda 21

Dettagli

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle Indicazioni Nazionali 2012 COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle Indicazioni Nazionali 2012 COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle Indicazioni Nazionali 2012 DISCIPLINA DI RIFERIMENTO: Storia, Cittadinanza e Costituzione DISCIPLINE CONCORRENTI: tutte Le competenze

Dettagli

PROTOCOLLO D'INTESA tra Ministero della Pubblica Istruzione e Polisportive Giovanili Salesiane Ente di promozione Sportiva riconosciuto dal Coni

PROTOCOLLO D'INTESA tra Ministero della Pubblica Istruzione e Polisportive Giovanili Salesiane Ente di promozione Sportiva riconosciuto dal Coni PROTOCOLLO D'INTESA tra Ministero della Pubblica Istruzione e Polisportive Giovanili Salesiane Ente di promozione Sportiva riconosciuto dal Coni il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e successive

Dettagli

CORSI FINANZIABILI TRAMITE VOUCHER For.Te

CORSI FINANZIABILI TRAMITE VOUCHER For.Te CORSI FINANZIABILI TRAMITE VOUCHER For.Te Da richiedere on line sul sito del fondo For.Te il giorno lunedì 21 gennaio 2013 secondo la procedura dell avviso 3/2012 SETTORE SCUOLA Titolo Progettare e valutare:

Dettagli

ORIZZONTI SCUOLA PERCHE DOCUMENTARE?

ORIZZONTI SCUOLA PERCHE DOCUMENTARE? P.A.I.S. La scuola elementare Manzoni Bolzano Mirella Tronca, assistente agli alunni in situazione di handicap PERCHE DOCUMENTARE? La documentazione è una scienza per conoscere e una tecnica per far conoscere.

Dettagli

(PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011

(PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011 RETE LOMBARDA DELLE SCUOLE CHE PROMUOVONO SALUTE CORNICE METODOLOGICA (PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011 PREMESSA Il presente documento è il frutto di un percorso di elaborazione a cui hanno partecipato

Dettagli

Lo Sviluppo delle Capacità

Lo Sviluppo delle Capacità Lo Sviluppo delle Capacità 1 Come elaborare un Piano di sviluppo: premesse e processo 3 2 Appendice A: Una guida per la Diagnosi degli ostacoli 7 3 Appendice B: Una guida per la scelta delle Tecniche 8

Dettagli

L esperienza dell Università di Bologna

L esperienza dell Università di Bologna PON GOVERNANCE E AZIONI DI SISTEMA ASSE E Capacità Istituzionale Obiettivo specifico 5.1 Performance PA Linea 2 WEBINAR Ciclo delle Performance nelle Università: La programmazione della formazione e il

Dettagli

PIANO ATTUATIVO REGIONALE DI FORMAZIONE IN SERVIZIO DEL PERSONALE DOCENTE, EDUCATIVO, AMMINISTRATIVO, TECNICO ED AUSILIARIO USR CAMPANIA A. S.

PIANO ATTUATIVO REGIONALE DI FORMAZIONE IN SERVIZIO DEL PERSONALE DOCENTE, EDUCATIVO, AMMINISTRATIVO, TECNICO ED AUSILIARIO USR CAMPANIA A. S. PIANO ATTUATIVO REGIONALE DI FORMAZIONE IN SERVIZIO DEL PERSONALE DOCENTE, EDUCATIVO, AMMINISTRATIVO, TECNICO ED AUSILIARIO USR CAMPANIA A. S. 2003-2004------------------------------------------ VISTO

Dettagli

Fondazione Opera Madonna del Lavoro. Bilancio di missione 2013. sintesi

Fondazione Opera Madonna del Lavoro. Bilancio di missione 2013. sintesi Fondazione Opera Madonna del Lavoro Bilancio di missione 2013 sintesi Missione FOMAL è un Ente Diocesano che opera senza finalità di lucro per la promozione della persona nella società, realizzando attività

Dettagli

2.3. COMPETENZE CHIAVE E DI CITTADINANZA

2.3. COMPETENZE CHIAVE E DI CITTADINANZA QUESTIONARIO DOCENTI Gentile docente, Le chiediamo di esprimere la sua opinione su alcuni aspetti della vita scolastica e sul funzionamento della scuola nella quale attualmente lavora. Le risposte che

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE Pag.1 LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE Approvato con Delibera di CdA n. xx del xx.xx.xxxx Pag.2 Ciò nonostante le persone sono l'unico elemento nell'azienda avente l'intrinseco potere di

Dettagli

PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÁ (DPR 249 del 1998 come modificato dal DPR 235 del 2007) Scuola Primaria.. classe.. a. s.

PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÁ (DPR 249 del 1998 come modificato dal DPR 235 del 2007) Scuola Primaria.. classe.. a. s. PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÁ (DPR 249 del 1998 come modificato dal DPR 235 del 2007) Scuola Primaria.. classe.. a. s. 2014 15 L obiettivo del patto di corresponsabilità è quello di impegnare le

Dettagli

Istituto d Istruzione Superiore C. Rosatelli - Rieti

Istituto d Istruzione Superiore C. Rosatelli - Rieti Allegato n. 7 Offerta formativa secondo gli ordinamenti preesistenti L'Istituto C. Rosatelli fornisce per gli studenti iscritti nelle classi 5 e i seguenti diplomi: Diploma di Perito industriale L ITIS

Dettagli

POLITICA DELLA FORMAZIONE DEL PERSONALE CIVILE

POLITICA DELLA FORMAZIONE DEL PERSONALE CIVILE POLITICA DELLA FORMAZIONE DEL PERSONALE CIVILE 1. Che cos è la formazione La formazione è il processo attraverso il quale si educano, si migliorano e si indirizzano le risorse umane affinché personale

Dettagli

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Corso di formazione gratuito ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Il corso di formazione Associazioni Migranti per il Co-sviluppo, promosso dall Organizzazione Internazionale

Dettagli

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE Premessa CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE La formazione è una delle leve cardine per il rilancio di un'efficace politica di sviluppo, dei diritti

Dettagli

STRATEGIE E METODI PER L INNOVAZIONE DIDATTICA E TERRITORIALE

STRATEGIE E METODI PER L INNOVAZIONE DIDATTICA E TERRITORIALE ISTITUTO SILONE San Ferdinando di Puglia STRATEGIE E METODI PER L INNOVAZIONE DIDATTICA E TERRITORIALE REPORT FINALE DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE Progetto di Ricerca finanziato da: REGIONE PUGLIA Assessorato

Dettagli