Un Campitelli indiavolato pag. 14

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1 mensile di informazione in distribuzione gratuita n. 55 Incontenibile Mirella pag. 6 Un Campitelli indiavolato pag. 14 Vengo già mangiato pag. 19

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3 sommario 3 La ZTL 4 Cucù, guarda chi c è 5 Lettera a Teramani 6 Mirella Marchese 8 L Utopia necessaria 10 Elezioni Comunali 11 Elezioni Provinciali 12 Intervista a Tommaso Ginoble 14 Intervista a Luciano Campitelli 15 Eccellenze teramane 16 Tu 18 Dura Lex Sed Lex 19 Lettera al Cavaliere 20 La terra di Dio 21 L Oggetto del Desiderio 21 Note linguistiche 22 Lettere dai Caraibi 23 Coldiretti informa 24 Ortega in mostra 26 Il Futurismo 27 Cinema 28 La Coppa Interamnia 30 Basket è possibile scaricare il pdf di questo e degli altri numeri dal sito web scriveteci a Direttore Responsabile: Biagio Trimarelli Redattore Capo: Maurizio Di Biagio Coordinatore: Maria Grazia Frattaruolo Hanno collaborato: Mimmo Attanasii, Piergiorgio D Andrea, Maurizio Di Biagio, Maria Gabriella Di Flaviano, Elvio Fortuna, Antonella Gaita, Amilcare Lauria, Nicola Lucci, Bebè Martorelli, Fausto Napolitani, Francesco Pellecchia, Leonardo Persia Gli articoli firmati sono da intendersi come libera espressione di chi scrive e non impegnano in alcun modo né la Redazione né l Editore. Non è consentita la riproduzione, anche solo parziale, sia degli articoli che delle foto. Ideazione grafica ed impaginazione: Antonio Campanella Periodico Edito da Teramani, di Marisa Di Marco Via Carlo Forti, 41/ Teramo - Tel per l Associazione Culturale Project S. Gabriele Organo Ufficiale di informazione dell Associazione Culturale Project S. Gabriele Via Carlo Forti, 41/ Teramo - Tel Registro stampa Tribunale di Teramo n. 1/04 del Stampa Bieffe - Recanati Per la pubblicità: Tel Teramani è distribuito da: Pegaso Distribuzioni di Roberto Cerasi Si torna alla Ztl. traffico dalla Redazione Bene! Il nostro periodico, nel tempo e con tutta una serie di articoli sul traffico che strangola il Centro Storico, si è sempre detto favorevole ad una applicazione puntuale e rigorosa dell Ordinanza a suo tempo emessa. Soprattutto in virtù del fatto che la stessa, per tutta una serie di motivi, veniva regolarmente disattesa. Sia per la maleducazione che impera tra tanti automobilisti e motociclisti, sia e soprattutto per la scarsità di controlli da parte della Polizia Municipale che non è mai riuscita a sanzionare in maniera continuativa le violazioni. Vogliamo elencare alcune delle più frequenti. - Sosta vietata attorno al Duomo. Impunita! - Sosta prolungata in Piazza Martiri della Libertà di veicoli autorizzati solo e unicamente al carico e scarico di merci. Impunita! - Sosta vietata in Piazza Martiri della Libertà, nei pressi di Uffici Comunali, Banche, Bar. Impunita! - Libero e indebito attraversamento di Piazza Martiri della Libertà di automobilisti e motociclisti. Impunito! - Ingresso nella Ztl di automezzi non autorizzati ma fatti entrare tramite l apertura delle sbarre da persone munite di tessera. Impunito! - Uscita da Piazza Martiri della Libertà per Via Oberdan, attraverso il varco che serve solo per entrare. Impunita! Siamo perfettamente d accordo con il Dottor Maurizio Brucchi, nuovo Sindaco di Teramo. Piazza Martiri della Libertà deve tornare ad essere il Cuore e il Salotto buono della nostra città, restituendole Decoro e Dignità. I raid da parte dei Vigili Urbani con caterve di multe non sono proprio la soluzione per risolvere il problema. E necessario istituire un servizio fisso sulla Piazza, con la presenza continuativa di una pattuglia di Vigili che oltre a multare quando se ne ravveda la necessità, impedisca sul nascere le violazioni sopra elencate. Inoltre, per evitare che il centro storico e segnatamente Piazza Martiri della Libertà e Corso S. Giorgio vengano invasi quotidianamente da una miriade di autocarri che devono consegnare le merci, suggeriamo di individuare, ai margini del centro (ma non Via Delfico, oppure peggio ancora Via Mario Capuani, come ventilato), stalli per la sosta riservata ai Corrieri, mettendo a loro disposizione dei carrelli a trazione elettrica con i quali raggiungere poi le varie attività del Centro. Così facendo, si potrebbe anche concedere ai Corrieri un tempo più lungo per le consegne, non costringendoli a corse frenetiche per restare negli orari stabiliti, oppure ad interrompere le consegne con grave danno al commercio e alle altre attività.. A proposito di Decoro e Dignità della nostra Piazza, suggeriamo al nostro Sindaco di far valutare dai Tecnici comunali la possibilità concreta di chiudere l imbocco del sottopassaggio a ridosso dei Portici, per dare continuità e respiro alla Piazza. u pag 03

4 pag elezioni 04 di Mimmo Attanasii Cucù, guarda chi c è Con il 20,9% dei voti e l assegnazione di 4 seggi al Parlamento Europeo, la Socialdemokratiet di Danimarca ha vinto quest ultima tornata elettorale, battendosi contro un astensionismo diffuso e, soprattutto, a dispetto di una dilagante euro-affermazione politica della Destra. Solo e inconfutabilmente in netta controtendenza, il piccolo stato scandinavo, definito anche paese periferico, ha subito suscitato, nelle centralità egemoniche di nazioni più evolute - latine piuttosto che anglosassoni - una sorta di humana pietas. In Spagna, Zapatero inciampa mentre Nicolas Sarcozy se la ride assieme a Carla Bruni. Il Cavaliere non sfonda in Europa, ma stravince le amministrative in Italia, conquistando tutte le Province e i Comuni dello stivale, Teramo compresa, tanto da doversi meritare, sulle pagine dei quotidiani, un appellativo così affettuoso: Il Provinciale. Giusto per la cronaca e per rifletterci meglio fra cinque anni, è da rilevare che la percentuale degli eletti è stata straordinariamente alta fra i candidati che hanno scelto di farsi pubblicità elettorale sulle pagine del periodico che state sfogliando, Teramani. Ora però, bando alle ciance. Anche se ci dispiace tanto per la Danimarca, che si sta inabissando ed offuscando nel suo effimero mondo incantato fatto di Sirenette, attenzioni perniciose al sociale, diritti umani e altre storielle simili alla Hans Christian Andersen, dobbiamo guardare dritto in avanti, perché la via è ancora lunga e tortuosa, per noi Paesi grandi ed emancipati del G8. Dopo la visita a Roma, sobria ed elegante nei costumi, del Colonnello libico Muammar Gheddafi, si resta in impaziente attesa di una folta schiera di rappresentanti politici d alto rango, di stati ancora in mano ad allegri oligarchi, allergici alla democrazia. Senz altro si vorrà dare in futuro il benvenuto e buffetto sulla guancia, ad Omar Hasan Ahmad al-bashir, Presidente del Sudan, con una guerra in Darfur all attivo, dove permane una catastrofe umanitaria. Cucù, guarda chi c è ad Isaias Afewerki, Presidente dell Eritrea, ultimo in Africa per la libertà di stampa. Ancora a spellar- si le mani, dopo avergli fatto le corna di nascosto, per Idriss Déby Itno, Presidente del Ciad, accusato di comprare armi utilizzando denaro datogli in dono con progetti di sviluppo. Una Standing Ovation con la ola non si contesterà al Presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso, protagonista di una sanguinosa guerra civile, durante la quale i miliziani a lui fedeli, riuniti in un gruppo armato chiamato Cobra, si sono macchiati di numerose atrocità, contro la popolazione civile. Noemi & famiglia richiamate d urgenza in servizio al seguito di Sua Altezza Mswati III, giovane re dello Swaziland, più preoccupato a scegliere vergini da sposare e lussuose Mercedes per la sua residenza che al fabbisogno di una popolazione poverissima e falcidiata dall Aids. Come fare a non accogliere fra impetuosi fuochi d artificio e sagome di Superman appese agli elicotteri, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, Presidente della Guinea Equatoriale dal 1979, divenuto uno dei più feroci despoti della storia contemporanea? Non potranno infine mancare all appello François Bozizé Yangouvonda, Generale golpista, Presidente della Repubblica Centrafricana e Robert Gabriel Mugabe, padre-padrone dello Zimbabwe, dal personalissimo curriculum di barbarie lungo un quarto di secolo, per le rituali foto di gruppo, con Premier su predellino a sembrare un po più alto degli altri. E la Sinistra che cosa fa? A Teramo, dopo l apparizione del Sommo Pontefice sui marmi di una chiesa, Marcello Marchesi, autore d irresistibili aforismi umoristici, pare abbia ispirato attraverso sonni inquieti a dirigenti negligenti con il piede già nella fossa, il nuovo corso ed un favoloso progetto innovativo da anteporre al Condottiero d Arcore, affinché ci sia una vera rinascita nel Partito Democratico della nostra città, ormai disperso come una mandria allo sbando: Mangiate merda, milioni di mosche non possono sbagliare. u

5 la lettera pag 05 Lettera a Teramani e ai teramani Gentile Redazione di Teramani sono un libero cittadino e come tale, conoscendo il vostro giornale e la vostra libertà di stampa, vorrei permettermi di dire, o meglio, di sfogarmi, su ciò che, secondo me, secondo il mio modestissimo parere, non ha funzionato nello schieramento del centro-sinistra a Teramo. Partiamo dalla scelta del candidato Sindaco Paolo Albi. Un uomo di sinistra? Non direi proprio, anzi, tutt altro. Un uomo di destra, un uomo che fino ad un anno fa ha fatto parte di uno schieramento di centro destra, vestendo anche la carica di Presidente del Consiglio al Comune di Teramo. Un uomo di un intelligenza e di un ironia sottile che solo in pochi sono in grado di comprendere, purtroppo. Come si può comunicare al popolo se non si parla la stessa lingua? Durante la campagna elettorale è stato spesso ribadita la sua posizione centrista. Ma come, all interno della sua coalizione parliamo di Pd, ldv e Sinistra e Libertà, escludendo le due liste civiche in supporto, e poi diciamo che è di centro? Qualcosa non torna. Veniamo ai partiti. Dov erano? Dov erano durante la campagna elettorale? Non mi sembra di avere visto tutti gli esponenti partecipare attivamente agli incontri politici. E allora? Ognuno ha badato al suo orticello, ognuno si è curato i propri interessi, come qualcuno delle liste civiche. Un veterano della politica teramana che quatto quatto ha creato un po di confusione tra Udc e Udt. Lui, sempre nel retro e mai avanti direttamente, lui che ha dichiarato di svegliare Albi all alba, che ha detto di fare il bene del partito e non abbandonare chi lo ha appoggiato. E ora? Si torna all Udc o si dirige in quel di Campli? E i soloni del centro-sinistra teramano? I vari Melarangelo e la Di Pasquale cos anno fatto per il proprio schieramento? Nulla! Se non correre per conto proprio cercando di accucchiare quanti più voti possibile, pensando di poterli far pesare su qualche tavolo ormai sgangherato. E la Franceschini? Altrettanto nulla!. Ma i danni che hanno fatto gli rimarranno appiccicati addosso. Bene ha detto il giovane Giorgio Giannella dopo i risultati elettorali, fondando il proprio movimento: basta con questa gente che ha a cuore solo il proprio interesse, fregandosene di tutto il resto. Non era il caso di puntare su alcune persone che erano già nel gruppo per poter maggiormente essere rappresentati da chi già aveva dato tutto il proprio contributo e la propria fedeltà? Quelle stesse persone sono state abbandonate a se stesse e messe sullo stesso piano di tutti gli altri. A questo punto ci si chiede: ma ne è valsa la pena? Ciò sarebbe servito, inoltre, a far capire davvero l dea di centralità che l Udt aveva. Torniamo un attimo alla comunicazione. C era? Non me ne sono accorto. Bastava entrare nella sede elettorale per percepirne l assenza. Senza una strategia oggi non si va da nessuna parte. E il centro destra lo ha dimostrato. E poi, tutte le persone che si sono candidate, una marea. E che marea! Un dispendio di voti e basta. Parliamoci chiaro: la sinistra non esiste più. Né a livello nazionale né a livello locale. La dimostrazione è stata data da molte regioni che da sempre sono state rosse. La politica è fatta così. Si viaggia sempre con il più forte. La morale non esiste e, forse, non è mai esistita in questo ambito. Con chi ce la vogliamo prendere? Con chi sa comunicare? Con chi è vicino alle persone? O forse, sarebbe il caso, invece di piangersi addosso, di darsi una mossa? Non lo so. Ma chi ha perso deve sapere il perché. Destra, sinistra, centro. Un gran casino di nomi e di persone. I fatti se li porta il vento: chi fa a qualunque mezzo va avanti e ha consensi. Il resto sono chiacchiere inutili. Il Pdl ha puntato sulla compattezza, sulla continuità e ha vinto, veri o falsi che siano stati. La gente ha bisogno di sorrisi e di comunicabilità. E anche del fare, ovviamente e soprattutto. u

6 pag 06 l Assessore di Maurizio Di Biagio Incon tenibile Mirella Q uando Mirella Marchese in aula consiliare predicava la riabilitazione del pavimento pelvico, argomento che l ex aennina usava per combattere un fenomeno noto e purtroppo diffuso come l incontinenza, il ciarpame di molti suoi colleghi maschietti si riversava per l assise intera con battutacce della peggior specie. Lei incurante di tutto è andata avanti nel suo progetto, quello di realizzare un consultorio in cui gli specialisti del settore potessero alleviare le frustrazioni di migliaia di pazienti teramani, e tutto ciò con fermezza ed anche audacia, dritta verso la meta, contro ogni becero fallocratismo di maniera. Per chi non la conoscesse, Mirella Marchese è un ex sindacalista, e di questo mestiere ha serbato quei tratti severi e quella compunta risolutezza che davanti a tavoli estenuanti non si spuntano e non si placano mai. La lady di ferro con gli occhi di ghiaccio è stata premiata per il suo essere politica e donna vicina a chi soffre: Vai avanti con il progetto, ti prego, perché ho una figlia di 40 anni che si fa la pipì addosso, gli implorò tempo fa un nostro concittadino. Mirella ora nel team di Maurizio Brucchi è assessore comunale con delega all anagrafe, al personale, e giustamente alle pari opportunità. Vorrei che si parlasse del potere in maniere asessuata sono le sue prime parole, quando nel varcare la soglia del portonaccio di Piazza Orsini si univa alla masnada dell era post Chiodi. Personalmente ricordo, qualche tempo fa, che uno dei suoi assilli era diretto verso quest euro che ci ha impoveriti tutti, verso una moneta che evidentemente non vedeva di buon occhio e che aveva portato solo maggiori afflizioni. Compresi subito che la sua irritazione nei confronti dell Eurotower era dettata più dalle ristrettezze economiche sempre più diffuse in Italia che da un reale accanimento. Per quello che Teramo dovrebbe fornire ai suoi concittadini, Marchese nella sua nuova veste di assessore assume una posizione di ferro: A volte anche una piccola opera può essere più importante di una grande ed eclatante, dipende senza dubbio dal valore che il cittadino attribuisce ad essa, perciò non bisogna tralasciare nulla, nemmeno una pensilina. Perché è proprio vero che perfino una pensilina può rappresentare un problema quasi insormontabile, soprattutto in un giorno di pioggia. Mirella Marchese questo lo sa e parte da quest assunto per i grandi progetti. Mamma di tre figli serba una concezione del potere molto più vicina a quella anglosassone che a lidi più strettamente meridionali, e tale immagine viene evidenziata soprattutto quando dichiara che il potere deve concretizzarsi in un organizzazione di un servizio per qualcuno, espletando qualcosa di utile per la collettività: il potere ripete - se così concepito, può essere emanato sia da un uomo che da una donna, purché però sia esercitato con responsabilità. Bene pubblico, consapevolezza, politica al servizio del cittadino e altro ancora, sono anche le reminiscenze che Marchese serba intatte e che provengono dal retaggio culturale di una forza come Alleanza Nazionale che faceva del sociale il suo punto di forza, calzando appunto quell anima dedita alla terzietà. E proprio in quelle file che Mirella Marchese ha prestato per un bel pezzo la sua opera, prima da semplice iscritta, poi da segretaria del presidente della federazione e del vicepresidente del circolo Ernesto Villari, fino alla candidatura, nel 2004, e alla rispettiva elezione come consigliere comunale. La lady di ferro dagli occhi di ghiaccio dichiara di portarsi dietro come suo personale bagaglio tutta la sua sensibilità di donna anche se spesso le mamme peccano di obiettività. Rivendica il modello Teramo ( un progetto portato avanti da una squadra di cui mi sento di far parte ) e non lo svuota di significati. Per la prima volta nella sua vita, Mirella Marchese si è seduta negli scranni a ridosso di quello del primo cittadino: Una buona squadra conclude viene fuori non solo dall esecutivo ma anche (e le perdoniamo il veltronismo, ndr) dall occhio propositivo e dai suggerimenti espressi dai consiglieri. u

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8 pag 08 riflessioni di Piergiorgio D Andrea L utopia necessaria M e ne andavo a spasso per Corso San Giorgio per la solita passeggiata serale, pochi giorni dopo il terremoto dell Aquila, quando incontro Giorgio, amico intimo fin dall infanzia, un tipo un (bel) po polemico, ma che va al fondo delle cose e per questo mi stimola, anche se talvolta mi mette in difficoltà per la resistenza mia, come di tanti, a voler riconoscere la verità. Ciao Piero, ciao Giorgio, come stai? bene, bene Hai visto che fine ha fatto il cemento antifascista? attacca subito, senza preamboli, Giorgio. Io rimango un po perplesso e rispondo scusa Giorgio, ma che c entra il cemento con l antifascismo?. Piero, non far finta di non aver capito, io intendo riferirmi al fatto che a L Aquila sono crollati, per il terremoto, palazzi costruiti dopo la guerra, addirittura del 1990 e del 2000 costati fior di miliardi (i cui costi sono lievitati di dieci venti volte), mentre accanto sono rimasti in piedi edifici costruiti prima della guerra senza moderna tecnica antisismica né cemento armato: lo hanno visto tutti. Per cui la tragica sintesi di questa tragica vicenda si può riassumere così: il cemento fascista ha resistito mentre il cemento antifascista è crollato. Ecco Giorgio sei il solito nostalgico anarcoide, non sai che ti metterai nei guai per queste tue posizioni?. Ti chiuderanno le strade nella tua città e nel tuo paese l hanno già fatto, Piero Non ti faranno fare carriera, Giorgio l hanno già fatto Ti isoleranno Questo l ho fatto io, Piero, mi sono volontariamente e convintamene isolato dai disonesti e dai vili. Lo so bene ormai per esperienza che questo regime pseudo democratico è mafioso nella sostanza e ghettizza chi non vuol far parte della cricca (qualsiasi cricca) e non piega la schiena. Voglio però dirti che non sono un nostalgico, cioè uno con la testa rivolta al passato e un laudator temporis acti, né un amante della dittatura, ma un uomo libero (ci provo) che vive nel presente e desidera un futuro diverso e migliore per tutto il nostro popolo. Quindi per tornare alla questione posta ironicamente (ma in senso amaro) dalla mia battuta sul cemento, dico che tutta questa gente, invece di riempirsi la bocca ed invocare continuamente l antifascismo, la resistenza per fondare su queste basi, loro sì nostalgici, la loro legittimazione politica, farebbero bene a vergognarsi in quanto sanno bene di non poter presentarsi e legittimarsi per se stessi e il proprio presente che è marcio e corrotto. Non è questione di costruttori disonesti, mica non hanno controlli, ma dei controlli politico amministrativi e che sono mancati. Quindi non si tratta di corruzione individuale ma, come si dice, sistemica e che è diventata endemica. L aver coinvolto il popolo o comunque averlo portato alla rassegnazione è quello che fa dire ma come è potuto succedere? l ipocrita meraviglia o peggio ma sono passati trenta - trentacinque anni, non si trovano più i responsabili - sempre la responsabilità individualistica e non sistemica, ma soprattutto la paura che se si trovano i responsabili e si cominciano a tirare le fila si sfila il sistema e questo è troppo non solo per tanti che ne hanno approfittato, ne profittano e vogliono continuare ad approfittarne, ma anche per tanti altri che si ritraggono atterriti dal guardare in faccia il vero volto di Dorian Gray di questa società e dei suoi capi (dal popolo eletti) che mostrano il volto imbellettato di democrazia e invece sono come i farisei di evangelica memoria sepolcri imbiancati che all esterno appaiono belli a vedersi, dentro invece sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine, all esterno appaiono giusti, ma all interno sono pieni di ipocrisia e iniquità. Vedi Piero, farebbero bene questi sepolcri imbiancati, invece di qualificare il passato come male assoluto (ma non esiste nella storia umana il male assoluto, è un istanza metafisica, forse il diavolo per chi ci crede) come ha fatto, qualche tempo fa, un tale asservito ai poteri finanziari mondialisti passato dall apologia acritica ( Mussolini il più grande statista del secolo XX ) alla altrettanto errata negazione totale, - a prendere dal passato quel che c era di valido nei fatti e come aspirazione ideale, ad esempio il valore dell onestà, dell onore, della lealtà, dei valori morali. Piero, è dal crollo dei valori morali che deriva il crollo degli edifici dell Aquila. E questa la dura verità che non si vuol vedere, perché significa ammettere che la nostra società è marcia e siamo tutti coinvolti e dobbiamo quindi prendere posizione. Tutta questa corruzione, e cioè avidità, deriva dalla mancanza di fede, mancanza di fede nei valori della vita, di fede nel bene e quindi, come illusorio e fallace riempitivo dell inevitabile ma non riconosciuto vuoto interiore, i beni al posto del bene, la fame di potere invece dell essere, dell avere la propria identità. Ero stato a sentire a lungo senza interrompere, sia perché Giorgio è un tipo che si incazza facilmente, ma soprattutto perché quel che diceva e l analisi che andava sviluppando mi sembrava veramente penetrante. Mi accorsi però che voleva sentire anche la mia opinione e allora dissi Giorgio, quello che hai detto mi sembra duro ma vero, anche se tanti avanzeranno delle obiezioni tecniche o pseudo tecniche, di tipo politico o presunte tali per negare che sia la corruzione la causa di questo o altri disastri, non solo materiali. Ma penso, d accordo con te, che, a parte quelli in mala fede, le obiezioni siano per i più delle razionalizzazioni (in senso psicanalitico) delle proprie resistenze a riconoscere la verità. Ma arrivati a questo punto, si pone e ti pongo la domanda sul perché avvenga tutto questo, cioè sulle cause e su una eventuale soluzione. Piero, la tua è una domanda da un milione di dollari, sia pure svalutati ma, passeggiando come i peripatetici, cercherò di guadagnarmeli. u continua il prossimo numero

9 artigianato pag 09 CNA informa settimana dedicata al rinnovo degli organismi provinciali protagonisti le imprese associate Èterminata la prima parte della Campagna Congressuale di Cna. Nei giorni scorsi si sono svolte le assemblee elettive delle unioni di categoria che raggruppano le oltre 3500 imprese CNA. Presiedute dai responsabili di categoria, le assemblee hanno dato grande rilievo ai problemi che interessano le aziende dei settori richiamati, al fine di dare un contributo al loro sviluppo. Tra le esigenze primarie riscontrate, quella dell accesso al credito, condizione fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo e per dotare il nostro territorio di infrastrutture, necessità che oggi possiamo soddisfare grazie alla costituzione del super-confidi regionale CNA Fidimpresa Abruzzo. CNA SERVIZI ALLA COMUNITA : referente Prov.le Vincenzo Cicioni. L Unione delle imprese del settore autoriparazione, tinto lavanderie e imprese di pulizie, ha confermato Presidente Attilio Petrini, imprenditore nel settore autoriparazioni di Roseto e definito i membri di Presidenza in Simona Moscianese della F.lli Moscianese di Morro D Oro, Benito Di Paolantonio di Montorio, Duillio Cipolloni di Pineto, Francesco Rapali della F.lli Rapali di Torano, Massimo Siena de Il Mago di Martinsicuro e Angelo Lozzi della Lozzi & De Leonardis di Roseto. CNA PENSIONATI: referente Prov.le Sonia Miracoli. La CNA Pensionati associa i pensionati di tutte le categorie ed è l organizzazione più rappresentativa tra quelle dell artigianato. L unione di Teramo, che sviluppa politiche ed azioni a livello nazionale e locale per la difesa dello Stato Sociale e per la rappresentanza degli interessi degli anziani nei confronti del Governo centrale, degli Istituti pubblici, delle Regioni, degli Enti locali, ha eletto Presidente Silvano Paci e Membri di Presidenza Armando Piccinini, come Vice-Presidente, Merendi Lina Adelina, Savini Giuseppe e Di Sabatino Pasquale. CNA BENESSERE E SANITA : referente Prov.le Gabriella Corona. L unione raggruppa le imprese dei settori acconciatori, estetiste, odontotecnici ed ottici ed ha nominato Presidente Elvira Di Giuseppe acconciatrice di Teramo e il gruppo di Presidenza con Di Simone Vincenzo, Di Gregorio Ileana, Calabrese Valeria, Di Ventura Renato, acconciatori di Teramo, Ianni Giuseppe della I.A.D.I.P. Dental di Tortoreto, Ginevro Emanuela della Batik di S.Nicolò. CNA COSTRUZIONI: referente Prov.le Gabriella Corona. L unione raggruppa le imprese delle costruzioni ed ha designato come Presidente Valerii Lanfranco, di Sant Egidio e come membri della Presidenza Di Gregorio Marco della DGT Costruzioni Industriali e Civili Srl di Giulianova, Straccia Enio della Adriatica Cave Srl di Alba Adriatica, Sansonetti Roberto della Sansonetti Appalti Srl di Mon- CNA Federmoda CNA Impianti CNA Produzione torio, Malvone Aurelio della Malvone Srl di Morro D Oro e Furi Silvano della Furi Costruzioni Edili Srl di Martinsicuro. CNA PRODUZIONE: referente Prov.le Rosaria Valentini. L unione tutela e rappresenta le aziende artigiane e le piccole imprese del Settore Meccanica che comprende anche nautica, chimica e plastica e del Settore Legno/Arredo che comprende ditte produttrici di legno, mobili da arredamento e serramentisti. Ha rinnovato gli Organismi con Alfredo Martinelli della Euroline Srl di Mosciano come Presidente e come membri di Presidenza Bruno Leonzi della Ellepi Serramenti di Roseto, Nori Amalia della Nori Serramenti di Teramo, Pomponi Gerardo della Edilglass Snc di Teramo, Angelo Ruffini della Nautica Ruffini & Ippoliti di Giulianova, Sofia Bernardo della Nuova S.M.A. di Bellante, Tina Bosica della Bosica Estintori di Martinsicuro, Tanzi Mirella dell omonima Srl di Sant Omero e Pedicone Gaetano della omonima di Teramo. CNA FEDERMODA: referente Prov.le Rosaria Valentini. L unione delle imprese dei settori pelletteria, tessile-abbigliamento, calzature, pellicceria, sartoria, oggettistica e attività connesse purché facciano moda, ha nominato Presidente Giovanni Di Michele della D&D Pelletterie Srl di Mosciano e Membri della Presidenza e delegati Regionali Filippo Flocco dell Atelier Factory di Teramo, Marcella Fiorà della Cro Solution Sas di Civitella Del Tronto, Carla Ripani di Pelletterie Ripani di Tortoreto, Marco Scardecchia e Simona Tavoletti della G.M. di Scardecchia Marco & c. snc di Alba A., Eros Testella della Libellula Srl di Corropoli e Paolo Polini della Le Confezioni di Sant Egidio. CNA ARTISTICO E TRADIZIONALE: referente Prov.le Concetta Ricci. L unione delle imprese del settore dei Mestieri Tradizionali e dell Artigianato Artistico, operanti nel settore della ceramica, della tela stampata, oreficeria, lavorazione dei metalli preziosi, liuteria, restauro mobili, restauro e conservazione beni culturali, produzione di oggetti d arte ha eletto Presidente Giovanni Simonetti dell omonima snc di Castelli e Membri di Presidenza: Rubini Tito orafo di Nereto e Camaioni Irma, restauratrice di opere d Arte della ditta KO.RE di Bellante. CNA INSTALLAZIONE ED IMPIANTI: referente Prov.le Gabriella Corona. L unione delle imprese del settore installazione impianti idraulici ed elettrici ha nominato Presidente Mauro Copelli dell omonima di Teramo e il gruppo di Presidenza composto da De Santis Gianfredo di Civitella del Tronto, Ruggieri Gabriele della MAIR di Villa V., Carginari Emiliano della Center Service Sas di Teramo, Di Carlo Simona della Tecnocontrol Srl di Teramo, Ippoliti Francesco di Teramo e Amatucci Pierluigi della CSA Impianti Sas Sant Egidio. u

10 pag 10 comune di Maurizio Di Biagio Al Centro per Brucchi e l opposizione che non c è Q uella della destra è stata una vittoria figlia dello spirito dei tempi, tanto per citare Befacchia-Hegel, l unico a resistere nel suo fortino Bastiani nella sede di Via Costantini dopo il redde rationem, ma anche un affermazione i cui presupposti si conoscevano da mesi, checché ne dicessero gli ultimi e fin troppo entusiastici sondaggi fatti trapelare dal Pd. Il vento europeo è quello dei pirati, del color blu tendente al nero che batte in tutto il continente, dalla Francia alla Spagna, dalla Repubblica Ceca al Belpaese, che persiste sui nuovi immigrati, Islam, rumeni, crisi finanziaria da swap e bolle speculative. Un cocktail esplosivo. Ma qui da noi è tutt altra storia. Tra il campanile del duomo e i due torrenti, da decadi l elettorato è pressoché centrista, con poche sbavature dall una e l altra frangia, se non sdoganate recentemente da tycoon che ammiccavano a destra e da uomini della Dc che guardavano a sinistra. Tra il Tordino ed il Vezzola, insomma, chi conquista più Centro si aggiudica il match: questo è quanto. La nostra città è d animo conservatore: solo intercettando i voti dell Udc, dell ex Udeur, della zona moderata dei socialisti, e di tutti quelli che aspirano a piazzarsi in mezzo, una coalizione può avere qualche chance di vittoria, soprattutto in questi tempi di ambìto bipartitismo. La differenza tra le formazioni di centrodestra e centrosinistra (completa dell apporto di Santacroce&co.) era nel 2004, quando si diedero battaglia Befacchia e Chiodi, di voti: alle amministrative del 2009 il gap è salito a Un impennata notevole in cui, come già detto, sono da conteggiare soprattutto le trasfusioni verso la destra di Udc, ex Udeur e Sdi. In teoria, il piano ginobliano che prevedeva a sinistra l accaparramento di forze come l Udc, e più in genere centriste, poteva ritenersi anche valido, però cozzava fatalmente contro il deciso niet della sinistra radicale, soprattutto per la giunta Brucchi i trascorsi fin troppo recenti del candidato Paolo Albi nel governo del governatore Chiodi: un insulto per molti che hanno rigettato lo stratagemma anche astenendosi dal voto. Mentre a destra il disegno era chiaro: Siamo i veri moderati hanno fatto capire. I voti della sinistra radicale erano nel 2004 circa 1700, che si sono attestati a 1636 il sei e sette giugno scorsi, sostanzialmente non modificando il proprio contributo nel panorama statistico. Il Pd si è assestato a voti, lasciando sulla strada ben suffragi, non rispettando l addizione matematica delle due figure unitesi in matrimonio: Ds e Margherita infatti nel 2004 raggiunsero insieme voti. Una differenza che sostanzialmente è rifluita nell ultimo scrutinio verso le sirene dipietriste (1.382 voti), Città di Virtù (2.676) e Udt, la creazione scissoria di Silvino (1.527). E venuta meno quindi la fazione centrista che nel 2004 espresse con l Udeur voti, con lo Sdi 857, e con la lista civica di Di Bonaventura Nonostante tutto, anche con questo tipo di centro moderato, da schierare assieme a Rifondazione e Comunisti Italiani, la coalizione di centrosinistra avrebbe ripetuto il risultato delle amministrative 2004, con Befacchia soccombente come allora e con la stessa differenza di voti. Teramo è moderata, e non ci sono altre vie. Bisogna solo concepire buone alchimie e non giocare al piccolo chimico, altrimenti è il disastro. Forzando un po il detto, se Sparta piange, Atene invece ride, a Piazza S.Agostino la tattica è stata azzeccata in pieno. Cresce anche contro la tendenza nazionale il Pdl locale: alla faccia del fisiologico calo delle mid term. I suoi voti sono perfino superiori a quelli che deriverebbero dalla somma di An e Forza Italia nel 2004 (10.464). Impressionante i voti ottenuti dalla lista civica Al Centro per Teramo che dai voti del 2004 giunge a quota 5.521, risultato che in parte recupera il pesante calo dell Udc (-2.961) i cui aficionado si sono buttati direttamente tra le braccia della casa madre Pdl, visto che nemmeno Silvino dall altra parte è riuscito ad intercettarli. L ascesa della lista civica è dovuta anche ad un preciso calcolo che prevedeva l irrobustimento della creatura di Mauro Di Dalmazio. Il fenomeno Lega (253 voti) per il momento resta in una ambito folcloristico ma segnala decisamente la svolta a destra di tutto il continente, una tra le poche forze che, con il suo movimentismo, riesce umilmente a comprendere gli strati della popolazione davvero incazzata. Alla luce dei numeri che premiano il centrodestra, per la fazione avversa c era poco da fare: al massimo, con tutta la buona volontà, si sarebbe ripetuto il risultato del Teramo è, e rimarrà, un elettorato di centro: chi è più abile in quest humus avrà la partita vinta. u

11 provincia di Maurizio Di Biagio pag 11 Via Giannina Milli e via d Agostino! ordinanza di sgombero per la sinistra Anche se sub iudice, cade un altra roccaforte rossa dopo più di 15 anni di militanza di profondo centrosinistra. Ad una lettura più approfondita ed analitica dei dati, ciò che ha consegnato su un piatto d argento la vittoria a Valter Catarra sono stati i piccoli numeri (e non poteva essere altrimenti, visti i 28 voti di margine sopra il limite del 50% dei voti). A cominciare dal 2,5% dell Mpa e dall 1,3 della Lega Nord, in buona sostanza quei nuovi cespugli rampicanti del centrodestra che alla luce dei fatti hanno pesato come una spada di Damocle sul capo del presidente uscente Ernino D Agostino. Anche lo stesso ex assessore della giunta uscente, Nicola Di Marco, capofila ora dei Liberalsocialisti con un buon 3,6% ha contribuito a spazzare via lo status quo che in Via Milli ha avuto più efficacia di uno spoil system del vecchio bidello Andrew Jackson. Tra le fila dell ex presidente, la sinistra radicale (Comunisti, Rifondazione e Sinistra e Libertà) ha assolto pienamente al suo compito portando in dote al presidente una buona percentuale, l 11. La stessa Lista di D Agostino, bene o male, ha funzionato: ciò che è venuto meno in questa tornata maledetta per il centrosinistra teramano è stato soprattutto il Pd, con il suo 23%, e lo stesso D Agostino, che nelle scorse elezioni del 2004, beccò ben 104 mila preferenze contro le attuali 83 mila. Evidentemente, oltre allo spirito dei tempi e al nuovo vento che spira in Europa, un nuovo volto avrebbe pure, come si usa dire nel gergo calcistico, dato una scossa all ambiente sonnacchioso e rabbuiato del centrosinistra, senza per questo stroncare il lavoro svolto sin qui dal presidente uscente. E mancato invece il radicamento sul territorio, come ai tempi della Dc o del Pci rincara la dose Befacchia: l esempio della Vibrata è calzante, con una Stefania Ferri brava e che aveva fatto bene come spiega Ginoble è stata sconfitta per colpa dei referenti e di un atteggiamento periferico causa di guai irrimediabili. Non si è pensato alla coalizione urla tutta la sua rabbia il rosetano. Per l ex capogruppo Pd in Via Milli, Leandro Di Donato, la legnata è stato un dato non previsto: la Provincia paga un prezzo troppo alto per le vicende generali, è stato travolta un esperienza di buon governo. Dall altra fila di banchi di un tempo, l ex capogruppo del Pdl, Carlo Taraschi, serba per la vicenda due chiavi di lettura: la prima concerne una mancanza di buona funzionalità di un governo che si è distratto dalle sue competenze principali, come la viabilità o i rifiuti, per toccare tematiche meramente propagandistiche, non avendo avuto il coraggio delle scelte ; la seconda invece riguarda sempre lo spirito dei tempi, cioè l abbrivio del vento in poppa per un centrodestra di questi tempi inarrivabile. Valter Catarra, con la V di Vicenza solo perché all anagrafe di Charleroi, la città belga che gli ha dato i natali, l impiegato gli affibbiò la V latina di Vittoria, ha già ben in mente ciò che dovrà fare nei prossimi anni di legislatura: non ha l aria di un miracolato, e nemmeno vuol far passare questo messaggio. Il notareschino ha vinto a colpi di Pdl che in questa tornata ha beccato quasi 20 mila voti in più (tra An e Forza Italia) spalmati in tutto il territorio provinciale con una certa uniformità: anche le zone più rosse si sono piegate al nuovo vento. Dalla fusione fredda tra Margherita e Ds, al nuovo Pd sono mancati circa 10 mila voti, sopperiti però dalla sinistra radicale. Alla fine, come detto, sono stati i cespugli di destra a decretare la vittoria insperata. Frattanto, D Agostino s appiglia anche all appello erroneo di un dirigente della Prefettura che avrebbe invitato gli elettori ad attuare il voto disgiunto in Provincia di Teramo, oppure alla finestra che dava sulla cabina elettorale, o a criteri differenti nell attribuzione dei voti nulli tutto a vantaggio di Catarra. Ci penserà il Tar ora a disbrigare la matassa e ad attribuire eventualmente un nuovo inquilino in Via Milli. Per il momento Catarra già è proiettato in avanti annunciando sburocratizzazioni alla Brunetta, semplificazioni, sede unica, la fine dei protocolli d intesa, vigilando sulla viabilità anche rimettendo al proprio posto i cantonieri di un tempo. Però il notareschino alla fine appare serafico: Non temo il suo ricorso, ho sempre tremila voti in più di lui. come dire: vuoi la bella? Vuol dire che anche lì ti mazzolerò. Parola di un Pdl al 43,22%. Cose mai viste da queste parti. u

12 pag 12 il partito democratico di Maurizio Di Biagio Ginoble: molti hanno poltrito, si torni al porta a porta! si ricomincia dalle primarie L a gravità del compito, Tommaso Ginoble la riassume così: Nei Comuni dove vinciamo i sindaci sono bravi, in quelli dove perdiamo la colpa è del segretario o del parlamentare. La linea da assumere ora per i piddini teramani è quella del basso profilo, del silenzio orgoglioso, evitando le prime pagine dei giornali, riconquistando i voti anche door to door, come facevano i vecchi partiti. E questo in attesa del congresso d autunno. Onorevole Ginoble, un brutto colpo la recente tornata elettorale La ferita più profonda viene della Provincia. E le motivazioni sono tante, vengono da lontano, dalle difficoltà del centrosinistra, dal Pd in ritardo, da un lavoro che poteva essere fatto meglio, soprattutto perché l ente di Via Milli è stato percepito come lontano. Solo vento di destra o c è dell altro? Dove governavamo da tempo si è manifestato un effetto stanchezza. In molti è subentrata la voglia di cambiare; c è stata una maggiore mobilità dell elettorato, ora non ci sono più i blocchi sociali precostituiti dal punto di vista del consenso. Alcuni come Giannella e soci sono andati porta a porta a far sentire le proprie ragioni, a discutere. Giannella lo rispetto. Ma c era qualcun altro che contava sull esistenza della ditta: non c è più! Non ci sono partiti che di per sé portano voti, ora li si dovranno conquistare sul posto come facevano i vecchi partiti, con la stessa voglia di impegnarsi, di contattare, di sudare, e su questo si fonderà la nuova classe dirigente. Attualmente chi attinge dalle forze del centro ha buone possibilità di vittoria. Il Pd l ha fatto in tanti posti del paese, soprattutto al ballottaggio. L Udc ha appoggiato forze di centrosinistra per esperimenti importanti che devono essere ripetuti in futuro: a Teramo è andata male in Comune, mentre in Provincia non siamo riusciti a completare organicamente il discorso con la Regione zo. Qualche piccolo Abruz- interesse di bottega del centrosinistra e del Pd non ha permesso che facessimo quest accordo a livello regionale e questo si è trascinato a livello provinciale. Fui profeta inascoltato quando dissi che si metteva tutto a rischio. Molti le rinfacciano la strategia Albi-Silvino. Le forze di sinistra erano contrarie ad Albi. Non mi sembra che le forze di sinistra di questa città abbiano dato un grosso contributo alla causa, mi auguravo di più dallo stesso Pd: a Teramo speravo di superare il 25% ma questa è una città singolare: coloro che si sono candidati e si sono messi a disposizione, portando consensi, stanno osservando un rigoroso silenzio, gli altri invece schiamazzano. Mi riferisco al libraio e a qualche altro dirigente che hanno fatto una campagna elettorale pigra e stanca. Non apprezzo questa gente. La base, tra cui pure il libraio, vuole ripartire cambiando il vertice Ci sono le primarie: chi ottiene il consenso, guiderà il partito. Ad un certo punto Manola Di Pasquale ha abbandonato: perché? Forse perché non è stata nominata candidato sindaco? Tutto ciò mi dispiace ma non credo che abbia lasciato per questo motivo: qui non si è fatta una candidatura contro qualcuno. La candidatura di Albi ha attraversato tutti gli organi che dovevano esprimersi a livello comunale e provinciale; credo che qualcuno dovrebbe mostrare un po più di memoria. Di Pasquale ha assunto una posizione che posso condividere o meno ma la rispetto e rispetto la sua disponibilità. Così si è partito e schieramento. Un Pd troppo sbilanciato verso la costa Una volta lo si diceva della Dc. I comuni più deludenti? S. Egidio e Morro d Oro. In breve l operato di Franceschini, Melarangelo e Di Luca. Persone giovani che stanno facendo il loro dovere in un momento di grande difficoltà. Consiglierei loro di avere più carattere e non farsi strumentalizzare. A livello locale state pensando ad una apertura alla sinistra radicale? Non abbiamo mai chiuso con loro. Il liberalsocialista Nicola Di Marco ora con Catarra canta vittoria. Di Marco andò da Nencini a Roma per portare il simbolo del Ps sotto le insegne della destra. A Roseto voleva stare in Provincia col centrosinistra, mentre alla Regione si candidava con Chiodi: Nencini intervenne e lo commissariò. Gli auguro di fare meglio nel centrodestra, finora non ci ricordiamo un solo intervento che lo qualifichi come un bravo amministratore. Franceschini, Bersani o Marino? Io condivido la linea politica di Franceschini appoggiata da Fassino, Veltroni e Chiamparino: è quella che vedo più dinamica, più nuova. u

13 L AZIENDA E LA SUA MISSION La Julia Servizi Più è una società, con capitale pubblico, specializzata nella fornitura di gas metano ad uso civile e industriale, con clienti già serviti e 14 milioni di metri cubi annui erogati nella provincia di Teramo. La società è nata nel 2004, a seguito della liberalizzazione del mercato del gas naturale, disposta dal Decreto Legislativo 23 maggio 2000 n L obiettivo primario della Julia Servizi Più è rispondere alle esigenze di gas metano nel territorio, garantendo un servizio efficiente e qualificato a costi convenienti. Si tratta di una società di proprietà del Comune di Giulianova che svolge, in collaborazione con l amministrazione comunale, anche un importante ruolo in ambito sociale, attraverso una serie di agevolazioni agli utenti che vivono in condizioni economicamente disagiate. L attività di Julia Servizi Più si basa su: rapporto diretto con la clientela; sconti tariffari sul costo del gas; fatturazione mensile o bimestrale; fatturazione costante dei consumi con conguaglio di fine anno; rateizzazione dei pagamenti; pagamento tramite domiciliazione bancaria o postale; pagamento tramite sportelli provinciali della SOGET Spa senza costi aggiuntivi, e altre soluzioni personalizzate per favorire e agevolare le famiglie e le imprese clienti. JULIA SERVIZI PIÙ ARRIVA A TERAMO Con lo stesso spirito e i medesimi obiettivi aziendali e sociali, Julia Servizi Più si affaccia sul mercato della città di Teramo, proponendo le proprie offerte commerciali a privati, imprese ed enti, con servizi innovativi e personalizzati, in grado di soddisfare le esigenze di tutti. L offerta di Julia Servizi Più agli utenti di Teramo porterà RISPARMIO e QUALITÀ nei servizi; sarà sempre possibile il contatto diretto con il personale dell azienda, nonchè concordare tempi e modalità di pagamento delle bollette, per rispondere al meglio alle esigenze di ognuno. I clienti di Julia Servizi Più hanno a disposizione un sito internet per ricevere informazioni specifiche, richiedere un appuntamento o contattare l azienda, proporre variazioni al contratto o alla gestione dell utenza, richiedere ulteriori preventivi, segnalare inefficienze o proporre iniziative utili al miglioramento del servizio, ecc. Ciò nell ottica del CONTATTO DIRETTO e quotidiano tra l azienda di erogazione e l utente. Per essere CLIENTI di Julia Servizi Più è sufficiente sottoscrivere un contratto, senza apportare alcuna modifica al proprio impianto in casa o in azienda. L erogazione del gas metano continuerà come sempre, ma avverrà a opera di un altro fornitore, Julia Servizi Più, con un significativo risparmio e migliori servizi. Julia Servizi Più Corso Garibaldi, Giulianova (Teramo) Tel Fax

14 pag 14 teramo calcio di Maurizio Di Biagio Un Campitelli indiavolato che solletica il destino venuto da zero. Zero ripete. Gli occhi di ghiaccio e grandi incassati in un volto da cartoons. Addosso Sono guance soffici come una pesca che provano a minare la sua autorevolezza. Luciano Campitelli continua a sfidare vita e mondo per solleticare quel destino, come dice lui, già scritto nelle tavole delle stelle. Il sabato da ragazzo a lavorare in pizzeria o per dare una mano di bianco in qualche parete, e la domenica in un matrimonio o in un bar della provincia a raccattare quella paghetta che i genitori non potevano stendergli. Calcio, umiltà e smisurata orgogliosa povertà, per diverso tempo. Ad iniziare dai primi calci a Canzano, quando nel paese del tacchino un rettangolo di terra e gesso nemmeno esisteva, e tutti quindi dietro la chiesa in un campetto di cemento a fare a gara a sbucciarsi le ginocchia e ad immaginare uno spicchio di verde dove tuffarsi un giorno. Sono venuto da zero, zero, bercia ancora. Una vita a trovare espedienti per sopravvivere, suonando perfino una tromba in una band di Gianni Dale, perché spolparsi una pizza da Mario di quando in quando e strofinare col polpastrello perfino un biglietto della curva Est, avrebbe avuto il sapore dolciastro della vittoria di chi scende in campo poche volte. Teramo è casa mia, ride sollevato. Nel libro di una vita che bene o male riesce sempre a stupire, ora il presidente biancorosso (30 anni di calcio a Canzano) è possidente di quattro stabilimenti e dà lavoro a 160 operai con il suo marchio Sapori Veri, una sfida vinta assieme a suo cugino Ercole Cimini. Sono di passaggio qui racconta dopo aver rammentato la sua unica volta che incontrò il suo predecessore, Romy Malavolta, per richiedergli il logo del diavolo con il tridente assieme ad una storia lunga decenni: era registrato a suo nome ma alla città avrebbe fatto piacere averlo indietro. Dapprima fu un sì, poi l umore cambiò e fu un no incondizionato. Voglio che il mio ricordo rimanga positivo chiosa il canzanese. L attimo in cui Luciano Campitelli si decise a rilevare il Teramo, fu l anno scorso durante una sua pedalata scacciapensieri per il lungomare sgombro della città predestinata di Giulianova: davvero strano vedere il sogno biancorosso concepito nella città degli odiati cugini. E come se un imperatore romano decidesse il suo futuro passeggiando per le vie di Cartagine, strambo no! Le voci di fallimento insistevano sul vecchio Comunale e su di una genia che senza calcio non c era mai stata, anche se diguazzando sul fango contro undici ragazzoni di Castellalto avrebbe poi vinto 11 a 0, ma erano tempi di Promozione anche quelli se non erro. Il sogno del canzanese è tornare in C1, perché crede al destino anche se bisogna solleticarlo e come tutti gli addetti ai lavori di questo pazzo pazzo mondo è piacevolmente scaramantico: nelle partite più importanti indossa un solo tipo di orologio. Padre di Francesca, Benedetta e Edoardo, ha impresso nello stemma di famiglia il motto lavoro ed onestà, e impresso nella mente sua moglie Teresa che risposerebbe da subito. Gli si sono appesantite le gambe quando in un giorno d agosto di presentazione, accorsero in tanti sulle gradinate del Comunale per salutare la prima era biancorossa post fallimento: lì per la prima volta ebbe la precisa sensazione di cosa fosse il Teramo calcio e cosa quest idea farneticante rappresentasse per la sua tribù chiusa ed elitaria, al limite dello snobismo. Campitelli continua ad osare e dichiara di arrivare almeno fino in C2 con le sue gambe, poi si vedrà. Tanto lui è solo calcio, lavoro e famiglia, anche se come presidente per il momento è abbastanza part time per via dei giorni dedicati alla nuova sede biancorossa di Via Oberdan: il martedì ed il mercoledì, almeno in questi mesi di calura estiva, poi si vedrà, anche se il resto è da spalmare nei quattro stabilimenti. Con mister Valbruni il feeling è atterrato bruscamente: E fatto a modo suo svicola, mentre per il prossimo campionato di Eccellenza, Campitelli ha le idee chiare sin da subito: Partiamo per vincerlo, anche se questa volta, a dispetto del campionato di Promozione, tutte le squadre si allenano costantemente durante la settimana ed il vantaggio iniziale dell anno scorso quindi si dissolve. Le sorprese potranno venire da Montesilvano e Francavilla: i pretendenti alla vittoria finale invece saranno oltre al Teramo, Rosetana, Castel di Sangro, S. Nicolò. Come un businessman che si rispetti, si è già prefissato un target: mille abbonati, duecento in più del Non ho mai chiesto nulla alla città, ma questa quota un risultato del genere ci permetterà di allestire una squadra competitiva e allo stesso tempo avere un pubblico che faccia davvero da dodicesimo uomo. E per concludere: Teramo ora è ritornato ad essere solo e semplicemente Teramo, non più Real. E non è poco. u

15 a tavola dalla Redazione pag 15 Lorolio eccellenze teramane Il 2 giugno scorso, presso l Oleoteca Regionale a Loreto Aprutino, si è svolta la cerimonia di presentazione degli oli risultati vincitori al concorso Lorolio, patrocinato dai comuni di Loreto Aprutino e Tocco da Casauria, oltre che dalla Regione Abruzzo e dall Arrsa. Gli oli del Concorso appartenevano a quattro distinte categorie: gli Oli Dop, gli Oli Monovarietali, gli Oli Biologici e gli Oli Extravergini. Gli Oli Dop sono quelli a Denominazione di Origine Protetta per i quali esiste un disciplinare di produzione che ne garantisce la qualità e la provenienza, gli Oli cosiddetti Monovarietali sono quelli ottenuti da un unica varietà do olive, gli Oli Biologici sono quelli provenienti da produzioni biologiche mentre gli Oli Extravergini sono quelli in commercio che rispettano i requisiti previsti dalla legge per la categoria. La Commissione del Concorso, al quale hanno partecipato le più importanti aziende regionali produttrici di olio, presieduta dal dottor Marino Giorgetti. capo panel e composta da esperti nazionali ed internazionali, ha provveduto a nominare i vincitori per ciascuna categoria. I risultati: Dop 1ª Classificata - Az. Agricola De Antoniis di S. Omero (Te) 2ª Classificata - Az. Agricola Speranza di Loreto Aprutino (Pe) 3ª Classificata - Aiprol Abruzzo di Colonnella (Te) Biologico 1ª Classificata - Azienda Agricola Branella di Teramo 2ª Classificata - Azienda Agricola Persiani di Atri (Te) 3ª Classificata - Soc. Coop. Scal di Loreto Aprutino (Pe) Monovarietale 1ª Classificata - Azienda Agricola Branella di Teramo 2ª Classificata - Az. Agricola Forcella di Loreto Aprutino (Pe) 3ª Classificata - Agricola Stirpe Pierdomenico Extravergine 1ª Classificata - Azienda Agricola Sangiovanni 2ª Classificata - Azienda Agricola Speranza 3ª Classificata - Azienda Agricola Masciantonio Alcune di queste Aziende si sono fatte notare anche in precedenti concorsi, infatti l Azienda De Antoniis di San Omero ha ottenuto importanti riconoscimenti nei Concorsi Internazionali SOL del 2008 e 2009 che si sono svolti a Verona nel corso del Vinitaly, così come l Azienda Persiani di Atri. u Via Pretuzio, 36 Angolo Via Getulio (Zona Piazza S.Anna) Teramo Mobile Aperti a Pranzo e Cena Chiuso il Martedì

16 pag le convenzioni 16 di Fausto Napolitani Tu... gli approcci L approccio confidenziale prevale ormai anche tra persone estranee o che sono il relazioni asimmetriche per l età, gerarchia o posizione sociale: un segno di democratizzazione dei rapporti che, abbattendo le convenzioni, cerca di portare in spontaneità e autenticità nelle relazioni. Ma con il rischio dell appiattimento e di un finto egualitarismo, che può riservare qualche delusione. Ciao!. Non scandalizzare quasi più nessuno, essere accolti così in un negozio, anche se i 40 anni li abbiamo passati da un po. In ufficio, tra colleghi, le formalità linguistiche sono cadute insieme all obbligo della cravatta. E in televisione non è raro sentire i conduttori rivolgersi con il giusto distacco all interlocutore sconosciuto, autorevole o semplicemente più anziano. Non è solo una questione di pronomi, l alternanza di tu e lei è la spia di una generale tendenza all approccio confidenziale, che cerca la familiarità in ogni contesto. Qualcuno si sente ancora a disagio di fronte alla scomparsa di convenzioni che hanno accompagnato le relazioni interpersonali per generazioni. E reagisce male quando al ristorante o in ospedale, viene trattato come un vecchio amico, e ritenendo che il passaggio da una forma all altra debba sottintendere una stabilizzazione delle relazioni, che le renda non superficiali e occasionali. Se tutti ammettono che il modello dello you inglese pesa anche nell Italia che la lingua di Shakespeare continua a conoscerla in modo approssimativo, gli osservatori più attenti non sono concordi nel leggere un fenomeno che manifesta tendenze profonde, a livello di psicologia individuale e di rapporti sociali, maggiormente democratiche. Perché dietro l intimità esibita c è spesso la spinta alla sincerità e all autenticità del proprio io, da rivelare senza più pudori, come accade in forma parossistica nei reality show, fino a sfociare persino in forme di narcisismo. La transazione al tu ha in parte ragioni morfologiche in base alle quali la lingua viva ha soppresso prima il voi, forma più elaborata, e ora va riducendo anche il lei. In realtà il lei è una terza persona che ha la caratteristica dell impersonalità: è un come dire ove. All interlocutore in terza persona si toglie la natura di interlocutore, non è l individuo cui si parla, ma l individuo di cui si parla. Ma al di là di queste ragioni tecniche, c è pure l imbarazzo per il genere, il lei è femminile (curioso notare che le cose importanti diventano femmine: sua maestà, sua eccellenza). Il tu neutralizza la questione e diventa argine del fascismo. Il modo di interloquire può essere un importante spia a dinamiche sottostanti, sia a livello di psicologia individuale sia a livello di psicologia collettiva, bisogna cercare di individuare che cosa si muove sotto la superficie del ciao diffuso. Rispetto a un decennio fa, si è imposta una spinta egualitaristica, sotto l effetto della quale si sono indeboliti e ridotti gli ambiti formali. Viviamo in un contesto in cui le gerarchie sono messe in discussione o non riconosciute. Segno di una difficoltà e di una fatica nell ammettere punti di stabilità nell ordine sociale. Prevalgono le relazioni informali. Anche se si tratta con sconosciuti, domina l elemento funzionale (tra colleghi conta l obiettivo comune, il non la posizione aziendale). In crisi sono l autorità e il riconoscimento del ruolo a vantaggio di una personalizzazione dei rapporti. I pronomi sono inscritti anche in relazioni di potere, e ne sono un indicatore: dare del lei implica un asimmetria di qualche tipo, mentre con il tu ci si pone sullo stesso piano. Una volta si lottava per dare a tutti del lei, come forma di rispetto. Oggi invece si preferisce il tu. Significa che si pensa a una reversibilità potenziale e non gerarchica dei ruoli, cioè si ritiene che ciascuno occupi provvisoriamente una posizione, legata alla situazione. Ma non può che essere un illusione o una speranza, perché i ruoli esistono e pesano. La semplificazione, anche dei tempi, rispetto ai rituali antichi, è un fenomeno centrale della nostra epoca. Tutto diventa funzionale agli aspetti totalitari della società dei consumi, che tende a cancellare le culture particolari e forti, quella contadina, quella operaia e quella borghese, insieme ai loro riferimenti linguistici. Si eliminano le appartenenze specifiche, ovvero tutto ciò che ingombra o rallenta i tempi del consumo: l imperativo è fare in fretta, non fare fatica. A livello individuale, se la persona è in grado di sfruttare la caduta delle barriere formali e se ne serve per essere più efficiente, va bene. Se invece si tratta di una perdita di identità forte, allora nascono i problemi. Perché oggi, centrale nello stare bene e il riconoscimento di connotazione del io, la lotta per il riconoscimento finisce però in balia di tendenze opposte (che convivono nella società del tu): l omologazione da un lato e dall altro la tendenza all autenticità e all espressione del sé al di là di convenzioni difformi imposte dall esterno. Se, come si è visto, non appare immotivata qualche nostalgia per la distinzione tu-lei, risulta anacronistico condurre una battaglia per il ripristino di modi antichi che la società ha superato. Una volta invalso lo stile, lo si può sfruttare al meglio. Il tu generalizzato costituisce anche uno slancio verso un legame davvero universale, non gerarchico, non segmentato. Pensiamo al fatto che nelle religioni la relazione con Dio paradigmatica dei rapporti basati sul tu: indica disponibilità incondizionata, vicinanza reale. Gli eccessi non sono mai consigliabili, in nessuna direzione, né troppa gerarchia e formalismo né troppa omologazione e differenziazione. Abbiamo bisogno di due registri, che è necessario saper bilanciare. La competenza sociale è quella che sa passare da un registro all altro, secondo i contesti appropriati. Serve un educazione alle competenze sociali. Altrimenti tutto diventa indistinto; ciò sembra rendere più facili le relazioni, ma in realtà le complica, perché non si capisce più di cosa si parla e dove se ne può e se ne deve parlare. La questione è controversa, accorciare le distanze o riconoscere ad ogni individuo un ruolo sociale che dia il riconoscimento di ciò che è? Tu lettore che ne pensi? u

17 redazionale pag 17 RC Auto: la polizza anche in Banca N ell anno in corso BancaTercas ha investito nella formulazione di nuovi prodotti nell ottica di crescita e di potenziamento dei servizi offerti ai propri clienti, intesi come portatori di bisogni da soddisfare. La crisi finanziaria ha indotto consumatori e risparmiatori a rivedere i propri modelli di spesa e le scelte di investimento, per cercare di coniugare al meglio le esigenze e gli obiettivi con i vincoli di bilancio familiare. Il cambio di rotta è visibile anche nel comparto assicurativo e, in particolar modo, nel settore RC auto dove la clientela è alla ricerca della migliore e più ampia copertura al minor costo. BancaTercas non si è fatta trovare impreparata al modificarsi dello scenario competitivo ed ha adeguato la propria offerta all evoluzione della domanda attraverso un prodotto specifico denominato: Circolazione Protetta. Si tratta di una classica polizza RC auto che, oltre alla garanzia principale della Responsabilità Civile, offre al cliente la possibilità di tutelarsi contro i Rischi diversi quali il furto ed incendio, gli eventi atmosferici, gli atti vandalici, ecc. L utilizzo del canale bancario per il collocamento della polizza permette una gestione più efficiente della catena del valore che viene trasferita al cliente con un risparmio sul premio da corrispondere. L atten- zione al territorio ed alla qualità del servizio offerto alla propria clientela da parte di BancaTercas sono confermati dal fatto che il Centro Liquidazione Sinistri è localizzato a Roseto degli Abruzzi: in questo modo l Assicurato può avere una relazione diretta e personalizzata, nella gestione dell eventuale sinistro, con evidenti benefici in tutte le fasi di definizione del danno. Può apparire inusuale acquistare una polizza RC Auto in banca, ma in un mondo dove pensare globale ed agire locale è sinonimo di vantaggio competitivo, avere un istituto di credito orientato al mercato ed intenzionato a servire la propria clientela a 360 è un motivo di soddisfazione per gli utenti. Nuova vita per il palazzo Ex Inail presso il quale sono in via di trasferimento alcuni uffici di BancaTercas prima allocati presso il Centro Servizi del quartiere Gammarana. Una scelta, quella della più importante Azienda di Credito della Regione, che va in controtendenza in un momento in cui alcuni edifici storici di Teramo, sede per tanti anni di strutture pubbliche, sono stati abbandonati a seguito di recenti operazioni di decentramento. BancaTercas, invece, con l acquisizione del Palazzo ex Inail, ha inteso accorpare i propri uffici proprio nel cuore del centro storico, non solo per snellire e facilitare i contatti dei vari reparti interni con la Direzione Generale, ma anche per garantire ai cittadini una fruizione più completa della propria gamma di servizi, in modo agevole e comodo e per evitare il progressivo impoverimento del centro città. Interamente ristrutturati e dotati di ogni confort, in linea con tutti requisiti imposti dalle recenti normative sulla sicurezza, i nuovi locali della Banca saranno presto attivi e funzionali, a conferma del costante desiderio, più volte manifestato dai vertici aziendali, di lavorare a stretto contatto con la clientela, cercando di essere sempre vicino, anche fisicamente, alle sue più svariate esigenze. u 145x205.indd :49:07

18 pag 18 dura lex sed lex a cura di Amilcare Laurìa ed Elvio Fortuna avvocati associati Tradimento incolpevole L a violazione del dovere di fedeltà coniugale non implica necessariamente la pronuncia di addebito della separazione coniugale, occorrendo in tal senso che sia accertata la sua capacità di incidere negativamente sull affectio coniugalis. In tal senso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6697/2009, ampiamente commentata da riviste e quotidiani, ha accolto il ricorso di una moglie, (ribaltando così il verdetto della Corte di appello di Firenze), che si era vista addebitare la separazione sulla base di un unico episodio di infedeltà ai danni del marito. In realtà, secondo i giudici del Palazzaccio, il giudice del merito ha errato nel valutare unicamente il tradimento della donna, peraltro caratterizzato da un fatto episodico, senza attribuire alcuna rilevanza ad altre circostanze e cioè: al fatto che il marito aveva tenuto all oscuro il coniuge circa la propria impotenza generandi, impedendo così alla moglie di realizzarsi pienamente come moglie e come madre; e al fatto che il marito, nonostante fosse a conoscenza del tradimento subito, ha continuato a convivere con la moglie, colmandola di regali. E noto che ai sensi dell art 143 del codice civile con il matrimonio i coniugi acquistano i medesimi diritti ed assumono i medesimi obblighi. Detti obblighi si sostanziano nella reciproca fedeltà, nell assistenza morale e materiale, nella collaborazione nell interesse della famiglia e nella coabitazione. La giurisprudenza della Corte di Cassazione è ferma nel ritenere che la violazione di uno dei doveri elencati nella norma evidenziata, non può giustificare una pronuncia di addebito della separazione, laddove non sia stata accertata la sua effettiva incidenza nel determinare la fine del rapporto coniugale. Ne consegue che deve escludersi l addebito della separazione nell ipotesi in cui, dall indagine dei fatti allegati, la violazione dei doveri in esame sia intervenuta quando ormai il rapporto di coniugio era irrimediabilmente compromesso. Nel caso di specie, la Suprema corte ha ritenuto che l episodio di infedeltà contestato alla moglie non ha avuto alcuna incidenza negativa sulla prosecuzione della convivenza, anche perché i coniugi avevano protratto la loro unione per diverso tempo e nonostante l adulterio commesso e, oltre a ciò, il marito non aveva ravvisato in tale episodio una stabile relazione extraconiugale. Perciò quel singolo episodio non poteva ritenersi fonte della rottura del rapporto coniugale, che era, invece, ascrivibile ad altre cause. Per individuare il responsabile della cessazione del rapporto coniugale il giudice dovrà operare, pertanto, una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, ponendo a raffronto la condotta di uno con quella dell altro, per comparare in tal modo l incidenza di esse sulla insorgenza della crisi matrimoniale. In altri termini dovrà essere accertato se la violazione del dovere di fedeltà di un coniuge, come la violazione di qualsiasi altro dovere nascente dall art. 143 cc, sia rilevante come causa o concausa della frattura del rapporto coniugale, o debba, invece, reputarsi del tutto irrilevante perché intervenuta quando detta frattura era divenuta irreversibile per le trasgressioni dei doveri matrimoniali in cui era incorso l altro coniuge. u ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI TERAMO VIA N. SAURO N TERAMO TEL FAX A cura della FONDAZIONE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DE- GLI ESPERTI CONTABILI DI TERAMO, con sede in Teramo, alla via N. Sauro n. 27, si comunicano: LE PRINCIPALI SCADENZE RELATIVE AL MESE DI LUGLIO 2009 LUNEDI 6 UNICO versamento del saldo 2008 e/o del 1 acconto delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi (contribuenti interessati agli studi di settore - le persone fisiche titolari di partita iva, le società di persone e i soggetti IRES con periodo d imposta coincidente con l anno solare) o della prima rata delle stesse in caso di rateizzazione, senza l applicazione della maggiorazione. Entro oggi deve essere versato l acconto, in unica soluzione o la prima rata, dell addizionale comunale Irpef senza maggiorazione. DIRITTO ANNUALE CCIAA - contribuenti interessati agli studi di settore - versamento dovuto da tutte le imprese già iscritte al Registro delle Imprese (sezione ordinaria e speciale) senza maggiorazione dello 0,40 %. IVA - contribuenti interessati agli studi di settore versamento susseguente un adeguamento degli studi di settore, senza senza maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. MERCOLEDI 15 IVA fatturazione differita, relativa a beni consegnati o spediti nel mese precedente. GIOVEDI 16 Versamento delle ritenute sui redditi di lavoro autonomo, dipendente e su provvigioni inerenti a somme corrisposte

19 lettera al Cavaliere di Mimmo Attanasii pag 19 Vengo già mangiato ad evitare possibili dinieghi Illustrissimo Signor Presidente del Consiglio, a scriverle queste minime accorate è un salariato in odore di cassa integrazione già paventata in brevi articoli dalla stampa locale nei riguardi di un azienda partecipata della Regione Abruzzo (Il Centro, Cronaca de L Aquila, 13 giugno 2009). Mi rendo conto che in Ella prevarrà di certo una sorta di legittima disattenzione animata da argomenti di politica internazionale, all indomani delle dichiarazioni del Colonnello libico, Muhammar Gheddafi, su improbabili e risibili paralleli tra gli Stati Uniti d America e un indefinibile personaggio quale il tristemente risaputo Sceicco Osama bin Laden; così indigeribili da far rettificare nottetempo alla Casa Bianca l agenda dei colloqui attesi e rinforzare le istanze manifestate da Barack Obama di avere necessariamente una preziosissima mezz ora di conversazione a tu per tu con il presidente del Consiglio italiano, al fine di poterlo comprendere meglio. (La Stampa, 12 giugno 2009). Signor Presidente, La pregherei di abbandonare per un solo momento il complicatissimo scenario internazionale e raggiungere idealmente chi di più la invoca a mezzo di semplice lettera aperta in un lieve frangente per condurla a contribuire altamente alla risoluzione di un piccolo dramma, seppur esso accreditato di caratteri assai personali. Il sottoscritto si struggerebbe di consumare una composta settimana sulle rive dei mari di Sardegna. Tuttavia, destino volle che insolvibilità e mutui vari ebbero a concorrere negli anni e nei trascorsi ad ostacolare con veemenza la realizzazione di questa magra vaghezza. Poiché - come già più volte ripetuto in TV dal Suo premuroso Ministro La Russa - i voli di Stato sarebbero già pagati e quindi se in essi dovessero imbarcarsi individui non previsti dal rigidissimo protocollo comunque non si andrebbe ad inficiare i conti dello Stato, Le chiederei umilmente, con devota soggezione, di poter prendere in considerazione di concedere un benevolo passaggio a me e alla mia famiglia, compresa la suocera ottantaseienne con annessa bombola d ossigeno per estenuanti e ripetute ventilazioni notturne e diurne, durante uno dei Suoi trasferimenti alla volta della Costa Smeralda. Ella potrà ovviamente liberarsi di codesta fastidiosa zavorra e proseguire subito per Villa Certosa, intanto che qualcuno di noialtri si occuperà di trovare alloggi confortevoli presso economici ostelli nella zona. Una minuta della presente sarà prontamente inoltrata anche a Sua Maestà, la Regina d Inghilterra Elisabetta II, a chiedere grazia e indulgenza per un nostro prossimo itinerario: da Buckingham Palace alla residenza estiva della famiglia reale, Windsor Castle. Fiducioso nella Sua comprensione degli smarriti animi umani, mi congedo adesso ma non prima d averla riverita magnificamente e fortemente rassicurata che verrò già mangiato. u nel mese precedente. UNICO versamento 2 rata, titolari di partita IVA. UNICO versamento - da parte delle società di persone e delle persone fisiche. UNICO versamento da parte di società di capitali, enti equiparati ed enti non commerciali. IVA liquidazione e versamento dovuto dai contribuenti mensili relativo al mese di giugno. INPS - versamento contributi lavoro dipendente. INPS - versamento contributi artigiani e commercianti dovuti sul reddito eccedente il minimale a saldo per il 2008 e di acconto per il 2009, con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. INPS - versamento contributi gestione separata. ICI - ravvedimento della prima rata (o unica) dovuta per l anno Diritto annuale CCIAA - versamento dovuto da tutte le imprese già iscritte al Registro delle Imprese (sezione ordinaria e speciale) con maggiorazione dello 0,40 % a titolo di interesse corrispettivo. Versamento addizionale regionale IRPEF sulle competenze del mese precedente. Versamento addizionale comunale IRPEF in forma di acconto e di saldo. LUNEDI 20 Presentazione modello INTRASTAT per operatori intracomunitari con obbligo mensile. VENERDI 31 Dichiarazioni - Invio telematico Mod. 770/2009 semplificato, inerente somme soggette a ritenuta alla fonte e/o a contributi previdenziali ed assistenziali e/o premi assicurativi. Dichiarazioni - Invio telematico Mod. 770/2009 ordinario. Presentazione INTRASTAT trimestrale per operatori intracomunitari. IVA rimborso infrannuale 2 trimestre 2009 (aprile giugno) per i titolari di partita IVA con IVA a credito.

20 pag 20 Teramo ecologica God s own country di Sergio Scacchia la terra di Dio S embra persino troppo bello per essere vero. Di colpo, dopo anni di fallimenti urbanistici, di soppressione del verde, di sfruttamento del territorio con cemento e smog da traffico, ora un primo cittadino a Teramo si scopre ecologista. Non è una novità a dire il vero. Qualcuno ricorderà che Angelo Sperandio, due volte sindaco aprutino nell arco di nove anni, in un suo comizio elettorale parlò di aree verdi, di piste ciclabili, di una città presto vivibile, strappando diversi voti di speranza. Potenza dell eloquio. Forse il dottor Maurizio Brucchi ha meno dimestichezza con le parole, rispetto all Angelo professore. Sicuramente sa meno di conti se paragonato al Gianni governatore d Abruzzo, già Dottore Commercialista, Revisore dei conti specializzato in alta finanza aziendale. Ma forse e mi piace crederlo, il nostro chirurgo ha anche un vero animo ecologico. Pragmatico, abile, persino astuto, ha annunciato che i suoi assessori dovranno andare in bici alle sedute comunali. Un percorso di pochi metri, è vero, dal piazzale San Francesco al Comune, attraverso la storica Porta Melatina, ma vuoi mettere il ritorno d immagine? Sembra di vederli i vari Guido Campana, Mario Cozzi, Giovanni Luzii, Giorgio D Ignazio, Piero Romanelli, Alfonso Di Sabatino, Corrado Robimarga, Rudy Di Stefano, insieme alla quota rosa Mirella Marchese e l esperto del traffico, Giorgio Di Giovangiacomo, in fila indiana che passano in sella alle loro bici personalizzate lungo il corso De Michetti Ai lati delle strade, in stand bye, le auto bloccate dai vigili urbani con tanto di pettorina che gesticolano con la simmetria dei ginnasti di valore. Intorno a loro la folla dei cittadini a spellarsi le mani per applaudire e incitare i beniamini che pedalano con Foto: Lucio De Marcellis grazia. Ma la pulsione distruttiva di una città innamorata del cemento e in preda a un delirio gommato che genera nuvole di polveri sottili velenose, chiede evidentemente altri tipi di interventi. Pretende il rovesciamento della prospettiva con cui si è affrontato l ultimo travagliato ventennio cittadino. Ho letto con piacere su il Centro del 24 giugno scorso che, per il sindaco Brucchi, la città di Teramo ciclabile e pedonale non è stato un abile slogan elettorale, ma che sarà invece obiettivo prioritario della nuova amministrazione. La cosa non può che essere condivisa da chi vi scrive, avendo più volte nei miei articoli denunciato una vera e propria mancanza di politica ambientale nelle giunte succedutisi alla guida della città. Fra le priorità, credo debba esserci la riapertura del parco fluviale del Tordino e il tanto agognato completamento dell anello a monte di Teramo dei due fiumi, oltre alla creazione di una rete ciclopedonale cittadina che colleghi le periferie di Villa Pavone, Ponte Vezzola, Scapriano e Mezzanotte. Secondo il prof. Lucio De Marcellis, autore del sito Abruzzoinbici, membro del direttivo dell associazione sportiva dilettantistica RuotaLibera Veloteam Teramo e del Coordinamento Provinciale per le Piste ciclabili dell Abruzzo Teramano, tali collegamenti sarebbero realizzabili a basso costo, con antiche stradine di campagna tuttora esistenti. Una rete di percorsi cicloturistici lungo i crinali di Teramo, dove si distendono strade sinuose, poco trafficate e molto panoramiche. Questi itinerari servirebbero a collegare il capoluogo con le frazioni. Ad uso turistico, sarebbe sufficiente installare alcune tabelle stradali, con le indicazioni anche dei luoghi di sosta come cantine visitabili, frantoi, fontane storiche, agriturismo che danno un adeguata accoglienza ai ciclisti, monumenti, aree archeologiche, borghi, musei pubblici ma anche quelli etnografici privati, ecc. Un grande contributo potrebbe venire dai Comitati di quartiere, attenti alle problematiche di una città in preda al caos, dove muoversi alternativamente alle auto, è quasi impossibile, dove circolare è un supplizio, una gimkana a tempo indeterminato. Ad esempio, in contrada Mezzanotte, i residenti avrebbero già un ipotesi di collegamento con il parco fluviale, lo stesso dicasi per il quartiere Gammarana, il cui collegamento con Villa Pavone gioverebbe anche alla futura Teramo Mare ciclabile. Sarebbe auspicabile anche l avvio del bike sharing. Le postazioni andrebbero installate in punti strategici per prendere e lasciare le bici condivise. Snodo fondamentale sarebbe la stazione ferroviaria, per favorire l intermodalità treno + bici. Nella vicina Ascoli Piceno, la scorsa primavera si è dato vita al più grande circuito di BIKE SHARING oggi esistente nel nostro paese, come rapporto bici pubbliche/abitanti. A Pescara quando la giunta comunale ha deciso di abbassare drasticamente i valori delle polveri sottili in città, ormai fuori controllo, davanti a tutti gli uffici pubblici e scuole sono comparse magicamente rastrelliere per due ruote, lanciando un segnale importante di promozione del mezzo ecologico alternativo. In più, ci ricorda sempre il professor De Marcellis, si dovrebbe

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