UNCC: Cosa è e come funziona la Commissione Onu per i Risarcimenti

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1 UNCC: Cosa è e come funziona la Commissione Onu per i Risarcimenti Uno dei meccanismi essenziali della strategia di annientamento dell Iraq è tuttora sconosciuto al grande pubblico. Si tratta della United Nations Compensation Commission (Uncc) - Commissione delle Nazioni Unite per i risarcimenti, un organismo occulto, che opera al riparo da sguardi indiscreti dalla sua sede di Ginevra. Dal dicembre 1996 nelle sue casse è finito un terzo dei proventi delle esportazioni di petrolio di Baghdad: oltre 12 miliardi di dollari al 30 aprile All'indomani della vittoria degli alleati nella guerra del Golfo, il Consiglio di Sicurezza dichiarava l'iraq responsabile, in virtù del diritto internazionale, di tutte le perdite dirette, di tutti i danni, ivi compresi i danni ambientali e lo spreco deliberato delle risorse naturali, come pure di tutti i danni subiti da altri stati, persone fisiche e società straniere, direttamente imputabili all'invasione e all'occupazione illegale del Kuwait (Risoluzione 687 (1991), 3 aprile 1991, par.16 ). L'Uncc, incaricata di raccogliere le richieste di risarcimento, è un organo sussidiario del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. istituita dalla risoluzione 692 (1991) del 20 maggio La sua composizione è la seguente. a) Un Consiglio di Amministrazione (Governing Council). E composto dai rappresentanti dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza. Decide, su proposta dei commissari, l ammontare degli indennizzi versati. Le sue decisioni sono inappellabili. b) I Commissari (Commissioners). Sono 54 giuristi internazionali, esperti di finanza o di assicurazioni, ecc. appartenenti a 40 nazionalità, scelti per un periodo limitato dal segretariato esecutivo su una lista del Segretario Generale dell Onu. Le domande di indennizzo vengono esaminate da 18 comitati (panels), composti da tre commissari ciascuno, a seconda della categoria (A, B, C, D, E, o F, a loro volta suddivise in sotto-categorie: A, B, C, e D (richieste di risarcimento presentate da privati), E (imprese), F (governi). I commissari sono assistiti da esperti, messi a disposizione dal Segretariato Esecutivo, i quali svolgono la maggior parte del lavoro. 1

2 c) Il Segretariato Esecutivo (Secretariat) nominato dal Segretario Generale dopo consultazione con il Consiglio di Amministrazione è composto da 240 persone di 60 nazionalità diverse, e assicura il funzionamento quotidiano. E questo il luogo del vero potere: un organo in teoria solo amministrativo, controllato dagli Stati Uniti fin dalla sua costituzione, che ha orientato tutte le decisioni della Commissione. La procedura adottata dal Consiglio di Sicurezza non ha precedenti, almeno dopo il trattato di Versailles che aveva messo fine alla prima guerra mondiale. L'articolo 231 di tale trattato considerava la Germania unica responsabile della guerra e la obbligava a onorare infinite riparazioni. La parola d'ordine degli alleati all epoca era La Germania pagherà! Lo stesso slogan si potrebbe applicare oggi all Iraq. La principale aberrazione della attuale procedura, sottolineata da diversi esperti di diritto internazionale, sta nel fatto che l'iraq non viene riconosciuto come parte in causa nel processo (a defendant party). L'accordo del principale interessato non è richiesto. L'Iraq - e solo l'iraq - deve pagare ogni centesimo speso per il procedimento e per gli emolumenti versati ai commissari e ai loro esperti, ma non ha nemmeno il diritto di prendere visione del lavoro compiuto da questi stessi esperti. Anche un criminale ha diritto alla difesa e a un avvocato, e non gli si chiede di pagare i costi del procedimento, dei giudici e dell' inchiesta. Per la prima volta nella storia del diritto internazionale dopo la fine della seconda guerra mondiale, uno stato non ha diritto di parola in un procedimento che lo riguarda, mentre ogni anno dai proventi delle esportazioni irachene vengono prelevati 50 milioni di dollari per sovvenzionare la Commissione, tutti gli spostamenti degli esperti, i consistenti emolumenti versati ai commissari... PAGARE, PAGARE, PAGARE L ammontare complessivo dei risarcimenti richiesti all Iraq è di circa 320 miliardi di dollari: 2,6 milioni le domande presentate alla commissione, la maggior parte delle quali sono già state soddisfatte. Alcuni paesi hanno chiesto addirittura il rimborso del costo della mobilitazione delle proprie truppe. Gli alleati degli Stati Uniti - Kuwait, Arabia Saudita o Israele - godono di un trattamento di favore, con il pretesto che sarebbero stati colpiti da missili Scud. 2

3 In Israele persino ditte di fiori o di frutta e verdura, e numerosi cinema e alberghi hanno ricevuto milioni di dollari per compensare il calo delle loro attività durante la crisi! Le pratiche più consistenti tuttavia devono essere ancora esaminate: a fine giugno 2001 ne restavano , ma il loro valore supera i 200 miliardi di dollari. Una di queste è certamente quella presentata dalla Kuwait Petroleum Corporation, che ha chiesto la somma di 21,6 miliardi di dollari come indennizzo sia per la sospensione della produzione e della vendita del petrolio kuwaitiano durante l'occupazione irachena che per le perdite dovute in particolare agli incendi. Le richieste kuwaitiane, contenute in decine di migliaia di pagine, sono state consegnate, il 20 maggio e il 24 giugno 1994, ai tre commissari che si occupano del caso, ma Baghdad è stata informata del contenuto soltanto attraverso un riassunto del segretariato esecutivo, consegnato il 2 febbraio 1999, ossia cinque anni dopo! E ha avuto tempo fino al 19 settembre dello stesso anno per presentare le proprie osservazioni. La Commissione, inoltre, non ha autorizzato il governo iracheno a effettuare prelievi sui proventi delle esportazioni - cioè sui propri soldi! - per pagare i grandi studi legali ai quali ha dovuto rivolgersi. Il 14 dicembre 1999 l Iraq ha presentato le proprie osservazioni di fronte ai commissari. Questi ultimi alla fine hanno accordato 15 miliardi di dollari di risarcimenti ai querelanti, suscitando per la prima volta le riserve di francesi e russi all'interno del consiglio di amministrazione. Si tratta infatti di una somma pari al doppio del prodotto interno lordo della Giordania, e comunque superiore a quanto sinora ricevuto dal governo iracheno per nutrire e curare 22 milioni di persone. E il 21 giugno 2001 incredibile ma vero - la commissione ha annunciato che pagherà 243,3 milioni di dollari a cinque paesi (Kuwait, Arabia Saudita, Iran, Siria e Giordania) per finanziare studi sui danni all ambiente e alla salute pubblica causati dall Iraq. Unica novità, il fatto che all Iraq, per la prima volta, viene concesso di spendere fino a 5 milioni di dollari (dai propri soldi, è bene ricordarlo) per preparare le obiezioni. INDEBITATI FINO AL 2070 Dei 320 miliardi di dollari di richieste di indennizzo ricevute dalla Commissione, 180 miliardi sono solo per il Kuwait, vale a dire l'equivalente di nove volte il prodotto interno lordo del paese nel

4 Anche ammettendo - sono le voci che girano nei corridoi della Commissione - che i risarcimenti accordati si limiteranno a un terzo di questa somma, siamo sempre a 100 miliardi di dollari. A questi vanno aggiunti gli interessi, per periodi che variano da 10 a 15 anni : verrebbe così raggiunta la somma di 300 miliardi di dollari, pari al valore al prezzo attuale del barile - di anni di esportazioni petrolifere dell'iraq. Se il paese continua a destinare al risarcimento un terzo delle sue entrate, avrà finito di rimborsare nel (ma c è chi parla del 2070 e anche oltre) - senza parlare dei debiti contratti prima del Cosa resterà allora delle scuole, degli ospedali, delle infrastrutture irachene? È legale far pagare un paese indipendentemente dalle sue possibilità, senza fissare alcun tetto? L'articolo 14 del trattato di pace tra Stati Uniti e Giappone del 1951 affermava: Si riconosce che il Giappone deve risarcire le potenze Alleate per i danni e le sofferenze causate durante la guerra. Viene anche riconosciuto che le risorse del Giappone non sono attualmente sufficienti per risarcire completamente tutti i danni e le sofferenze causate se al tempo stesso deve mantenere un'economia vitale e far fronte ad altri obblighi. D'altronde, anche la risoluzione 687 (1991), par.19, riconosceva che, per il pagamento dei risarcimenti, bisognava tener conto, dei bisogni del popolo iracheno, e prendere in considerazione, nel valutare le possibilità di pagamento dell'iraq, il debito estero e le necessità dell economia irachena. Il Consiglio di sicurezza ha deciso, alla vigilia della riunione del 28 settembre 2000, di modificare leggermente alcuni degli aspetti più scandalosi del meccanismo dei risarcimenti, abbassando la percentuale degli introiti da esportazioni da versare dal 30 al 25%, e dando più spazio all Iraq nelle procedure dell'uncc. In cambio, Parigi e Mosca hanno votato a favore dei 15,9 miliardi di dollari di risarcimento per la Kuwait Petroleum Corporation. Ma c è un aspetto che finora non è mai stato sottolineato. Il fatto che l Iraq possa continuare a pagare i risarcimenti per i danni di guerra dipende dalla continuazione del programma Oil for Food, che accantona nel fondo speciale destinato agli indennizzi il 25% dei proventi delle vendite del petrolio iracheno. Nel giugno 2000 un portavoce del Foreign Office britannico ha confermato che le Nazioni Unite non avrebbero alcun modo di obbligare l Iraq a ottemperare ai propri obblighi se venissero tolte le sanzioni, per la difficoltà di trovare un meccanismo alternativo efficace. 4

5 E forse un motivo in più per mantenere l embargo in eterno? CAMPAGNA PER LA (Questa scheda è basata in parte su un adattamento dell articolo di Alain Gresh, L Iraq pagherà!, pubblicato su Le Monde Diplomatique/Il Manifesto, ottobre 2000) 5

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