LEADERSHIP SOSTENIBILE PER L AUTOFORMAZIONE E NEI PROCESSI DI EMPOWERMENT

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1 LEADERSHIP SOSTENIBILE PER L AUTOFORMAZIONE E NEI PROCESSI DI EMPOWERMENT ALBAREA ROBERTO Università degli Studi di Udine Key words: complessità, sostenibilità, bene comune, leadership, autoformazione guidata, antinomie dell educare. Partendo dal concetto di leadership sostenibile, intesa come capacità di condursi e di essere una creative recombination del passato, del presente e della progettualità futura, che permette il dimenticare ciò che non serve ( organisational forgetting ), il tralasciare il superfluo ( organised abandonment ) il selezionare ( purging ) e la capacità di recupero ( resilience ), si giunge a farla incontrare ed interagire con l esegesi del sé, secondo M. Foucault, in modo che si crei nei soggetti, adulti e non, una competenza e una virtù (da Seneca) che proceda verso una autoformazione guidata (B. Schwartz), verso una negoziabilità inerente (J. Bruner) e una educazione alle scelte, nell azione e nell analisi interiore. L obiettivo è di trovare una relazione esplorativa, dinamica ed antinomica (sul tipo dei bivi di Bogdan Suchodolski), tra il concetto classico di educazione permanente (Lengrand, Schwartz, Lorenzetto, Faure, Freire, Finazzi Sartor, Bélanger) e il LLL propugnato da Ceri-OCSE. Si ritiene che si possa avviare una reciproca e pedagogica fertilizzazione tra le tecnologie interiori del sè e le tecnologie dell operare ( agency ) riproponendo una rivisitazione del concetto di empowerment, secondo i paradigmi della complessità e della sostenibilità (N. Bottani). Si tratta di una pedagogia focalizzata sui cicli di vita adulta che periodicamente si ristrutturano ma che possono costituire, sia per l educatore che l educando, una occasione di testimonianza condivisa per sé e per il bene comune.

2 PROGETTO DIRITTO BENESSERE ALFONSO CORRADINI Comune di Reggio Emilia, Servizio Officina Educativa Key words: benessere, comunità, educazione intergenerazionale, apprendimento, partecipazione. Assumere il tema del Diritto al Benessere significa iniziare un cammino all interno di un progetto culturale cittadino, nel quale istituzioni, realtà sportive e società civile ne sono i protagonisti. Diritto al Benessere non include la sola declinazione di azioni per una promozione di stili di vita sani, ma comprende la genesi di progettazioni che valorizzano lo sviluppo dell individuo in tutte le sue dimensioni: fisiche, educative, relazionali, sociali e culturali. Identificare il Benessere come un Diritto comporta generare percorsi progettuali che dialogano con tutti i protagonisti considerati responsabili del proprio percorso di crescita. Benessere che si muove verso le aree del Diritto all Apprendimento: i bambini, i ragazzi, gli adulti sono primi attori nella costruzione dei loro saperi. E ancora, benessere che entra in dialogo con il Diritto alla Partecipazione. Dai settori sanitari e sportivi è emersa la necessità di confrontarsi con la sfera educativa favorendo processi d integrazione delle culture tra sistemi diversi, ciascuno con la propria identità. Dal dialogo con UISP si è caratterizzato il progetto Sport Lab che, in connessione con i progetti di educazione allo sport ed alla salute presenti nelle scuole cittadine, vuole promuovere una filosofia dell educazione al benessere attraverso il movimento, il gioco, l educazione alimentare con i ragazzi dentro la scuola e nel territorio; con i genitori e gli insegnanti, per costruire coerenza tra i valori e le proposte promosse nei diversi contesti e per costruire consapevolezza attraverso la condivisione di alcuni principi guida che ispirano la azioni sostenute dal progetto. L esperienza progettuale ha cercato di veicolare i valori della partecipazione, della convivenza civile e dell interculturalità.

3 DIE UMWORBENE GENERATION Y MANFRED ANDERGASSEN Stiftung Vital Key words: Generation Y, Internet, Babyboomer, Facebook, google+, twitter, Betriebliche Gesundheitsförderung. Wenn die Generation Y die Bühne des Arbeitsmarktes betritt, weiß sie ganz genau, dass sie die Macht der Demografie hinter sich hat. In den nächsten Jahren gehen die so genannten Babyboomer zuerst langsam, dann immer schneller in Rente, d.h. für Unternehmen beginnt eine verzweifelte Suche nach Talenten. Die Unternehmen wollen langfristig konkurrenzfähig bleiben und überleben. Dazu müssen sie sich auf die Generation Y und ihre Bedürfnisse einstellen. Die Generation Y ist global orientiert, über Twitter, Facebook, und über google+ und i-phone bestens vernetzt und die erste Generation, die mit Internet aufgewachsen ist. Die Ypsiloner fordern nicht nur vermehrt Feedback, das sind sie nämlich von Facebook gewohnt, sie geben es auch viel öfter und direkter, oft auch ungefragt direkt an den Chef. Sie sind es schließlich auch gewohnt, in der Schule mit den Lehrern die Noten auszuhandeln und sich mit Autoritäten auf gleicher Augenhöhe auseinanderzusetzen. Viele Firmen sind sich noch nicht bewusst, dass sie ihre Prozesse, vor allem aber ihre Kultur und ihre Werte radikal ändern müssen, wenn sie die Talente gewinnen wollen. Die Betriebliche Gesundheitsförderung schafft es in einer gemeinsamen Anstrengung von Arbeitgebern und Arbeitnehmern, über die Partizipation und über das Empowerment der Mitarbeitenden, Voraussetzungen zu schaffen, welche die Generationen Y zufriedenstellen. Die Generation Y ist selbstbewusst und anspruchsvoll, Leistung ist gefragt, aber nicht um jeden Preis. Sie wollen Freiheiten und arbeiten, wann und wie sie wollen. Schließlich ist das Ergebnis und das Ziel ausschlaggebend und nicht nur die office time.

4 LA FORMAZIONE DI NUOVE MEMORIE NELLA RECIPROCITA INTERGENERAZIONALE BARBARA BASCHIERA Università Cà Foscari di Venezia Key words: scambio intergenerazionale, potenziale formativo degli anziani, cura, reciprocità, dono, narrazione. La ricerca, di natura sia quantitativa che qualitativa, di cui si vuole dare conto, si colloca nell ambito delle Scienze della Formazione ed indaga la formatività delle azioni messe in atto da anziani e adolescenti, all interno di un paradigma relazionale intergenerazionale. Considerato lo stato dell arte della ricerca sulle pratiche educative intergenerazionali in contesti europei e mondiali, si è messa in atto una sperimentazione di contatto tra le generazioni, utilizzando la narrazione come dispositivo ermeneutico, epistemico e relazionale. Di fronte ad un oggi in cui siamo colpiti dalla diffusa perdita di memoria storica, in cui le giovani generazioni tendono a viversi come un inizio assoluto, libero dai legami del passato generazionale, sentito come un vincolo; e ad adulti che agiscono nel contesto sociale, dimenticando e rimuovendo la dimensione generativa di cura ed investimento nel futuro, rappresentato dalle giovani generazioni, la sperimentazione condotta nel corso di tale ricerca, è venuta a costituire un esperienza formativa che ha intrecciato l educazione alla cittadinanza con l intergenerazionalità, l acquisizione di competenze con il superamento degli stereotipi sulle età, l impegno formativo degli anziani con l empowerment affettivo-relazionale degli adolescenti. Si è dimostrato che dall esperienza dell incontro può scaturire una reciproca nuova immagine dell altro, data dai ricordi, dalle esperienze con la persona concreta che è descritta da un volto, da un nome e da una storia propria ed unica. Lo scambio intergenerazionale qui configurato, che può divenire una pratica generalizzabile anche in altri contesti, ha portato a modificare significativamente gli stereotipi relativi alle diverse età della vita dei duecento partecipanti; a sviluppare e valorizzare il potenziale formativo e generativo degli anziani e a potenziare la competenza comunicativa e relazionale tra soggetti di età diversa.

5 COMUNICAZIONE E FORMAZIONE DELL IDENTITA DI GENERE. Proposte per l uso di un linguaggio non discriminatorio IRENE BIEMMI Università di Firenze Key words: sessismo linguistico, identità di genere, comunicazione non discriminatoria. Il linguaggio, in quanto sistema che riflette la realtà sociale, ma al tempo stesso la produce, diventa il luogo in cui la soggettività degli individui si costituisce e si modella. La nozione di sessismo linguistico, teorizzata a cavallo tra gli anni '60 e '70 dal movimento neofemminista, prende in considerazione l immagine delle donne che emerge dalla pratica linguistica e si interroga sulla possibilità di espressione di una soggettività femminile all'interno di un linguaggio marcato al maschile. La lingua non può essere neutra, non è un mezzo oggettivo di trasmissione di contenuti, al contrario, essa racchiude una particolare rappresentazione del mondo che influenza il pensiero dei parlanti. Il condizionamento di genere è forse quello più evidente: la discriminazione sessista e gli stereotipi di genere pervadono la lingua nella sua interezza e sono rinforzati da essa. In Italia è stata la linguista Alma Sabatini (Il sessismo nella lingua italiana; Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana) ad introdurre autorevolmente il dibattito sul sessismo linguistico dando avvio ad un un area di studi che, a fasi alterne, si è protratta e arricchita fino ad oggi, con importanti ricadute in termini formativi. La lingua che parliamo e le pratiche sessiste che essa incorpora sono indicatori, se non addirittura responsabili, degli stereotipi di genere presenti nella società. Partendo da una concezione che vede il linguaggio non solo uno strumento di comunicazione ma anche e soprattutto come uno strumento di percezione e di classificazione della realtà, appare importante che il suo uso sia corretto, non nel senso normativo-prescrittivo del termine, ma nel senso di equo, giusto, non discriminatorio nei confronti di nessun gruppo sociale. La prima agenzia fondamentale chiamata a portare avanti questo progetto di liberazione dagli stereotipi sessisti dovrebbe essere la scuola e lo strumento chiave da cui partire dovrebbe essere proprio un ripensamento del linguaggio in ottica paritaria.

6 MODELLI ORGANIZZATIVI E DIDATTICI. Apprendimento professionale continuo per il Lifelong Learning ANDREA BULLARA PETER LITTURI Formazione Professionale italiana Key words: strategie didattiche, modelli concettuali, formazione continua. Nonostante il tema dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita (Lifelong Learning) sia considerato di centrale importanza da diversi punti di vista (professionale, personale, sociale, etc.), le statistiche italiane ed europee rilevano che è molto bassa la percentuale di persone che intraprende percorsi sistematici di apprendimento continuo. Tra i vari fattori che ne determinano la scarsa partecipazione potrebbe essere inclusa anche la mancanza di diversificazione dei metodi didattici utilizzati in ambito formativo, i quali tendono a riportare, nella maggior parte dei casi, il modello scolastico (lezione frontale). Nel tentativo di contrastare questo problema, all interno del progetto Modelli organizzativi e didattici per il Lifelong Learning (progetto promosso dalla Formazione Continua sul Lavoro della Formazione Professionale Italiana - Provincia autonoma di Bolzano) è stata effettuata un esplorazione della letteratura scientifica attraverso la quale sono stati identificati alcuni modelli concettuali e strategie didattiche da proporre agli operatori della FC come possibili riferimenti per offrire un contributo alla qualificazione dell offerta formativa attraverso la differenziazione delle modalità di apprendimento, il miglior utilizzo delle potenzialità offerte dalle tecnologie di rete e l ampliamento dell accesso alla formazione stessa. Attualmente la FCsL sta lavorando, nell ottica appena descritta, con un gruppo composto da operatori della formazione, da aziende e da associazioni di categoria per costruire e sperimentare interventi formativi che tengono conto dell organizzazione dell apprendimento anche dal punto di vista metodologico, considerando quest ultimo come un fattore critico per la riuscita dell intervento stesso.

7 LA CONTINUITA VERTICALE FRA LE MICROSTRUTTURE DELLA COOPERATIVA SOCIALE COCCINELLA DI BOLZANO E LE SCUOLA DELL INFANZIA ALTOATESINE. GIANCARLO BUSSADORI Cooperativa sociale Coccinella /LUB Key words: continuità; microstrutture; good practies; scuola dell'infanzia. Il fenomeno della continuità verticale nido/scuola dell'infanzia si ripropone di valorizzare, attraverso un dialogo fra le due istituzioni educative, il percorso di crescita del bambino/a nel momento del passaggio da un ciclo educativo all'altro. La continuità risulta essere compresa nel progetto pedagogico di entrambi i servizi ed è parte integrante della loro programmazione, pur preservando la specificità e l identità pedagogica di ciascuna istituzione. La necessità di un incontro fra le due realtà educative, nasce dalla volontà dei coordinatori e delle insegnanti dei due servizi di prevedere un percorso comune, finalizzato a favorire il passaggio dei bambini/e da un ciclo educativo al ciclo successivo, valorizzandoli come protagonisti di un progetto pedagogico connotato da accoglienza e continuità. In questo passaggio l osservazione del bambino/a è un elemento fondamentale. E' necessario tener conto delle caratteristiche comuni e specifiche dei bambini in passaggio come base di partenza per valorizzare le variabili individuali di ciascuno. La continuità verticale non è unicamente un passaggio di informazioni, ma si configura come un vero e proprio progetto educativo che si evolve in relazione al progressivo sviluppo psico-fisico del bambino. La cooperativa sociale Coccinella di Bolzano, operante sin dal 1995 sul territorio altoatesino, promuove la continuità verticale fra le sue microstrutture e le scuole dell'infanzia locali, oltre a favorire gli incontri con numerose altre realtà educative (continuità orizzontale). Nell'anno scolastico 2010/2011, è stata attuata una meticolosa opera di comunicazione con le scuole dell'infanzia altoatesine, volta a promuovere momenti di incontro con l'obiettivo di favorire i bambini delle microstrutture in fase di passaggio, momenti di incontro/scoperta finalizzati a instaurare un clima di accoglienza e curiosità verso il nuovo contesto educativo nel quale andranno a vivere. Grande importanza viene, inoltre, rivolta alla documentazione delle varie fasi degli incontri svolti, all'utilizzo di strumenti condivisi che sanciscano la validità degli incontri di continuità verticale e alla comunicazione efficace con le scuole dell'infanzia sia di lingua italiana, sia di lingua tedesca in un'ottica di sistema formativo integrato.

8 A PRAGMATIC APPROACH TO TEACHING WEB DESIGN. The Active Wood Cluster project/simulation MICHELA CARLINI Free University of Bozen-Bolzano Key words: value-centered Design, Business-to-Business Communication, Service Design, Interaction Design, User Experience Design. The design of a web space in general was considered an area for visual designers and programmers. Yet, this is changing. Creating a web presence for a company or for an individual is about adding value in socio-economic terms, communicating effectively and engaging with people. At a time of financial and economic crisis, large organizations as well as small businesses can speed innovation through leveraging the Internet, and create value from Internet technologies. This triggered the motivation to revisit the delivery of the Web Design course for Communication Sciences students at Free University of Bolzano, and with industry support, organize a hands-on workshop on building a concept web space for wood operators and manufacturers in the South Tyrol area. The emphasis of the workshop is on identifying what services should be deployed in a specific context to facilitate the creation of an active wood industry cluster between businesses (B2B), or individuals and business. The tools for this explorative study are a range of new techniques such as alignment diagrams for designing services, and the usage of a lifecycle-study for defining the user experience. These methods will be accompanied by other qualitative methods, such as focus groups and iterative prototyping, traditionally used in interaction design; together these techniques will help describe the points of intersection between wood industry specific business goals and user needs. The expected outcome of the workshop is a mapping of the steps required for building a B2B web space guided by value-centered design with wide applicability. An indirect goal of the workshop is to challenge students to transfer and channel their skills in management, organization and communication to positively contribute to a current problem for the local wood industry.

9 INTORNO ALLA TAVOLA. Per un antropologia letteraria dell alimentazione LORENA CARRARA Università di Modena e Reggio Emilia Key words: cibo, sistema simbolico, codici linguistici, antropologia letteraria, narratologia-ermeneutica letteraria, benessere-educazione. La presente proposta procede lungo due direttrici, fortemente interconnesse: la prima concerne l educazione all ascolto e l abitudine alle buone letture; la seconda riguarda l alimentazione, intesa come sistema culturalmente determinato, ipercomplesso e osservabile da molteplici punti di vista. Ogni società umana, qualunque forma assuma, si è preoccupata di delineare strategie per educare e avviare i propri nuovi membri alla corretta decodifica della realtà, del mondo e dell esperienza, affinché potessero agire sensatamente, usufruire delle conoscenze comuni, occupare un ruolo coerente in relazione agli altri. Il cibo in letteratura (e nella storia della cultura) può essere inquadrato a partire da due testi antitetici, posti alle estremità della gamma secondo la quale i segni culinari possono essere declinati: la Bibbia da un lato, che rappresenta il polo del sacro, e Gargantua e Pantagruele dall altro, archetipo della dimensione laica e profana dell alimentazione nei testi letterari. Il romanzo Estasi culinarie di Muriel Barbery Bibbia del gastronomo contemporaneo si impone, lontano da entrambi i precedenti, come terzo vertice nell ipotetica triangolazione così suggerita. L uomo è creatura onnivora e, come tale, si trova di fronte ad infinite possibilità di scelta o di combinazione degli elementi naturali da cui ricava il proprio sostentamento. Di fatto, però, alcuni alimenti che potremmo definire universali o mitici rivestono un ruolo chiave nella simbologia del commestibile e, in ogni tempo e in ogni dove, assumono (e riassumono) connotazioni analoghe. Per le loro profondissime radici storiche e la loro potenza evocativa, essi rientrano a buon diritto in una sorta di mitologia alimentare: sappiamo del rilevante ruolo di pane, acqua, latte, carne e vegetali nel regno del simbolico e nella dimensione letteraria. Un approfondita analisi meritano, poi, la condivisione del cibo, il momento cruciale e sintomatico del pasto e la pratica umana di mettere in comune le vivande per consumarle secondo norme rigide e prestabilite. La funzione narrativa, connotativa e simbolica di questo atto alimentare è così pregnante e presente in letteratura da non poter essere trascurata. Esso si differenzia in base alla classe sociale, per intima natura o per le ansie e i desideri dei partecipanti. Mantenendoci nel solco tracciato da Bachtin (e in particolare rifacendoci alla dimensione cronotopica dei testi narrativi) è possibile considerare luoghi del cibo gli ambienti domestici o extradomestici, urbani o rurali, in cui gli alimenti vengono preparati, venduti e consumati. I romanzi, mimetici della realtà quotidiana (come già sottolineava Auerbach), sono costellati da una miriade di questi luoghi, che contribuiscono con incredibile potenza espressiva a renderli vivi e quasi materialmente tangibili. Il cibo può essere studiato anche attraverso una prospettiva inusuale, ma estremamente attuale: il disgusto. L ambiguità del cibo coniuga in modo inquietante piacere e paura di essere avvelenati, la fascinazione della gola e l incubo di danneggiare il proprio corpo, la ricerca estrema dei sapori più raffinati e il vagheggiamento di una società liberata dalla ricerca del cibo grazie all uso di pillole e surrogati. Possiamo considerare particolari forme di cibo (inteso qui come qualcosa che viene introdotto nel corpo attraverso il cavo orale e che in qualche maniera modifica e altera il nostro corpo o la funzionalità dei nostri organi ma che non necessariamente ricopre un ruolo nutritivo) le droghe, il fumo e i medicinali. Nell epoca delle frodi alimentari e dell ossessione salutista, nessun discorso sui segni alimentari si impone con pari urgenza e attualità. In conclusione, una riflessione a tutto tondo sul cibo implica il recupero della sua significatività e dunque l attivazione di un necessario e improcrastinabile processo di risemantizzazione. Muovendo, per così dire, da un atto primario e fisiologico, universale e onnicomprensivo come il nutrirsi, si può dar luogo ad una ricca progettualità e ad una molteplicità di discorsi pedagogici, realmente interdisciplinari e interculturali.

10 LA CURA EDUCATIVA PER IL REINSERIMENTO SOCIALE DI EX PAZIENTI E/O DETENUTI DELL OPG. Analisi del modello istituzionale e messa a punto del setting pedagogico FRANCESCA CAVEDONI Università di Modena e Reggio Emilia Key words: ex pazienti psichiatrici, individuo vs Gruppo, reinserimento sociale, cura educativa, modello istituzionale, setting pedagogico. Il lavoro di indagine proposto si pone il fine di ricostruire, secondo un approccio critico-riflessivo, i principali passaggi e nodi concettuali che hanno segnato l'evoluzione dei manicomi criminali, la loro conversione in ospedali psichiatrici giudiziari nonché le più recenti disposizioni di riduzione del rischio psico-sociale e di cura. Il target di riferimento della reclusione psichiatrica giudiziaria coincide con un soggetto che è ritenuto autore di reato per perdita del raziocinio, dunque reputato incapace di rispondere alle aspettative sociali. L'origine e l'evoluzione degli ospedali psichiatrici giudiziari segnala e coniuga, fra gli altri, i grandi temi della follia, della criminalità e della sanità. Il secolo scorso è stato contrassegnato da profonde riflessioni e azioni nel settore, che hanno consentito di convenire sul valore - a livello di macrosistema (sistema politico-sociale e welfare state) e di microsistema (contesti di prevenzione, educazione e recupero) - di una pedagogia penitenziaria, che elegge l'osservazione e il trattamento in una logica ri-educativa e individua nel modello istituzionale la cornice di analisi e di intervento entro la quale si spende la relazione educativa tra gli attori del servizio, nei loro differenti ruoli e/o funzioni. La prospettiva di studio si colloca nella pedagogia come disciplina che pone quale suo oggetto di analisi e di intervento la formazione multidimensionale dell'uomo e della donna, intesa processo che si dipana per tutta la vita e concorso da differenti contesti fisici, sociali e culturali. L'analisi dei bisogni, delle condizioni e delle problematiche che segnano le scelte di collocazione e trattamento, secondo scenari alternativi e/o significativi di reinserimento della personalità in prospettiva sociale, degli ex pazienti psichiatrici si coniuga con un modello di pedagogia istituzionale che - a livello progettuale - elegge un setting (sistema di ipotesi e cornice organizzativa degli interventi) a conduzione pedagogica. Da un lato l'evoluzione del dibattito sui parametri di giudizio relativi la pericolosità sociale ha contribuito a cambiamenti nella valutazione legale, nella diagnosi e nella cura dei soggetti per così dire devianti. Dall'altro lato i più recenti trend di cambiamento socio-culturale consentono di rilevare nuovi profili di pericolosità sociale, interrogando tanto le politiche quanto le discipline di settore - preferibilmente secondo un approccio interdisciplinare e multiprofessionale - circa l'analisi e le linee di intervento funzionali ad attivare processi e pratiche di reinserimento pedagogicamente valide. L'indagine prevista intende operare una valutazione della qualità del contesto educativo proprio di un modello istituzionale che accoglie ex pazienti Opg, che: si colloca in un più ampio macrosistema; interagisce ponendosi in continuità e, insieme, riconoscendo la discontinuità in termini di specifico formativo delle agenzie e degli attori; muove a livello di analisi e di intervento nell'ottica di una comunità come gruppo di prevenzione, educazione e recupero che segna l'adattamento, la riflessività e la ristrutturazione intersoggettiva e intrasoggettiva dei sistemi cognitivo-affettivi interni ed esterni, a partire dalla messa a punto (in termini di occupazione, organizzazione e dinamica) del setting in prospettiva pedagogica.

11 LA PRATICA EDUCATIVA NELLE ARTI MARZIALI. LABORATORIO DI CONOSCENZA E SPERIMENTAZIONE DI SE RITA CASADEI Università Alma Mater di Bologna Key words: corpo, mente, salute, apprendimento, responsabilità, relazione. Il contributo di ricerca si orienta a valorizzare la legittimità pedagogica di percorsi formativi radicati sulla relazione ecologica di mente/corpo, secondo la tradizione estremo-orientale. Nel ricondurre questa prospettiva specifica ad una articolazione congruente con l unitarietà e la complessità dell indagine pedagogica, si privilegia una prospettiva olistica: da questa si può rilevare come i temi di maggiore significatività esistenziale ed educativa non possano essere considerati esclusivo appannaggio dell intelletto, ma richiamino una coesione sistemica di discernimento, sensibilità, intuizione ed azione. Sul piano teorico si persegue lo sforzo di integrare prospettive educative non etnicamente centrate, ma situate su latitudini altre del pensiero e della sensibilità; su quello empirico, lo sforzo di trasformazione del comportamento, inteso come impegno coerente alla qualità della vita del soggetto, nella propria realtà di riferimento, assumendo la formazione come processo integrato di conoscenza ed azione. I temi sviluppati sono i seguenti: complessità del sistema cognitivo-emotivo-motorio, introspezione e relazione intersoggettiva, capacità decisionale, educazione alla salute, responsabilità nei percorsi di autoeducazione, approccio dialogale-interculturale-plurale. Motore di questo lavoro è, infatti, l aderenza a questioni concrete come la salute, la conoscenza di sé, la capacità di ascolto, la sperimentazione delle interconnessioni tra le diverse dimensioni costitutive della persona, attingendo da pratiche di esercizio del corpo, dell attenzione e delle emozioni. Riteniamo che questo filone di ricerca non sia irrilevante e che la sua azione sia teorica sia empirica possa rivestire un ruolo significativo nell individuare metodi di evoluzione dell essere e dell agire, e nel favorire una migliore presa di coscienza del potenziale trasformativo insito in ciascun soggetto-persona e di un suo impiego intelligente e significativo.

12 NUTZUNG DER NEUEN INFORMATIONS - UND KOMMUNIKATIONSTECHNOLOGIEN UND WOHLBEFINDEN BEI DEN STUDIERENDEN DER FUB GIULIA CAVRINI, PAOLO CARBONI, ANGELIKA CARFORA, IRENE CENNAMO, JOHANN KIEM, BARBARA NATTER, BEATRICE PONTALTI, EMILIO RAIMONDI, SARA RIVELLI Libera Università di Bolzano Key words: Freizeitgestaltung, Kultur, Multitasking, Universität, Wohlbefinden, Y-Generation. Die vorliegende Untersuchung wurde im Rahmen eines PhD-Laboratoriums zur Sozialforschung an der Freien Universität Bozen (FUB) durchgeführt. Ausgehend von der aktuellen Fachliteratur und bestehenden Statistiken stellt das Verhältnis zwischen der Nutzung von Kultur und dem Wohlbefinden im Leben den Hauptforschungsgegenstand dar. Der wenig beachteten Hypothese, dass es vor allem kulturelle Determinanten seien, welche maßgeblich zum physischen und psychischen Wohlbefinden beitragen würden, geht die Studie anhand einer Online-Befragung der spezifischen Grundgesamtheit von Studierenden an der FUB nach. Der somit in den Fokus gestellte Umgang mit Kultur bezieht sich nicht nur auf unterschiedliche soziodemographische Merkmale dieser Zielgruppe, sondern verstärkt auch auf die Anwendung der neuen Informations- und Kommunikationstechnologien, die zum Lebensalltag der sogenannten Y-Generation (Fondazione ISTUD, 2011) gehören. Unter Zuhilfenahme einiger Indikatoren des Psychological General Well Being Index (PGWBI) wird versucht den vermuteten Zusammenhang zwischen der Anwendungshäufigkeit bestimmter Technologien und der persönlichen Befindlichkeit abzuklären. Beispielsweise wird das viel beworbene Podcasting von über 69% der Befragten abgelehnt, während das Fernsehen als klassisches Medium bei einem Viertel 2 bis 4 Stunden und bei 31% immerhin noch bis zu 2 Stunden am Tag zum Zuge kommt. Die Benutzung des Computers nimmt bei knapp 29% 2 bis 4 Stunden pro Tag in Anspruch, 23,3% verwenden diesen über 6 Stunden. Die oft kritisierten Videospiele sind für 60% der Studierenden nicht von Interesse. Die Wichtigkeit des Internet scheint sich durch die vorliegende Studie zu bestätigen: 83,2% nutzen es zur Kommunikation, 94,1% zur Informationssuche und 64,6% zur Teilnahme an sozialen Netzwerken. Diese Fakten sprechen für ein bei den Studierenden der FUB verbreitetes Multitasking, welches nach vorhandener Datenlage keinen negativen Einfluss auf das Wohlbefinden haben dürfte.

13 MIGRAZIONI CULTURALI: CURRICOLI E INTEGRAZIONE. Un analisi sul campo di processi e pratiche di alfabetizzazione e socializzazione nella scuola primaria di Modena e Reggio Emilia LAURA CERROCCHI GIUSI CASASANTA Università di Modena e Reggio Emilia Key words: identità vs appartenenze, culture migranti, inculturazione-acculturazione, curricolo, alfabetizzazionesocializzazione, sistema formativo integrato La formazione di soggetti, singoli e collettivi, corrisponde ad una transazione bio-psicologica e socioculturale; consiste, dunque, in un processo di ri-strutturazione dell esperienze che si dipana per tutta la vita ed è concorso da differenti contesti fisici, sociali e culturali. L irruzione inarrestabile e irreversibile di una società multiculturale amplifica e articola la reciprocità tra processi e pratiche di inculturazione e di acculturazione; per le sue ricadute nel macrosistema (legislazione e welfare state, politiche nazionali e provvedimenti locali) e nel microsistema (relazioni nei e/o con servizi/agenzie/attori parentali e professionali) pone necessario rilevare e trattare opportunamente il profilo quantitativo e qualitativo della migrazione. La multiculturalità, come dato di fatto, può/deve essere analizzata e progettata - anche e soprattutto a livello pedagogico e didattico - in direzione di una società democratica e pacifica, capace di sventare gli estremi opposti del separatismo e dell assimilazionismo, particolarmente supportati da stereotipi e pregiudizi, e di garantire un integrazione ispirata all interculturalità e alla transculturalità. La migrazione è oggi, soprattutto, un fenomeno familiare (in entrata, durante e in uscita; come propulsore e costo materiale e umano) che tende alla stabilizzazione, inducendo significative trasformazioni nei ruoli e nei rapporti sia di genere sia intergenerazionali. La lingua e il lavoro costituiscono due tra i principali strumenti d integrazione sociale e culturale. La scuola, come agenzia del sistema formativo, ha un ruolo irrinunciabile poiché curricularmente predisposta all istruzione/alfabetizzazione, tramite il trasferimento e la generazione del sistema simbolico culturale, e all educazione/ socializzazione, tramite il riconoscimento del/i gruppo/i come soggetto, luogo e metodo di formazione e la messa a punto di setting gruppali contrassegnati da negoziazione, mediazione e cooperazione. La conoscenza delle caratteristiche e delle condizioni formative dei bambini immigrati diventa fondamentale per progettare curricoli scolastici volti a perseguire integrazione, attraverso una proposta formativa di sistema contrassegnata da democrazia cognitiva e sociale. L indagine che s intende presentare ha inteso rilevare e comparare le caratteristiche, i cambiamenti e le ricadute dell/nell integrazione dei minori stranieri (di prima e seconda generazione) in età di scuola primaria all interno di una società multiculturale e si è avvalsa di una ricostruzione: del profilo socioanagrafico del campione; del campo a forte impatto migratorio, inclusivo di un Istituto Comprensivo della Provincia di Reggio Emilia e di due Scuole Primarie del territorio di Modena; degli strumenti utilizzati, ossia scheda di sintesi dei dati d archivio, questionario rivolto ad alunni e insegnanti (per conoscere condizioni, autopercezioni e rappresentazioni relative ai processi e alle pratiche di alfabetizzazione e socializzazione afferite e proposte ai minori nelle/dalle differenti agenzie del sistema formativo), intervista al dirigente scolastico (per rilevare gli interventi disposti a sostegno dell integrazione da parte della scuola e in rapporto con l extra-scuola).

14 PRATICHE SEMIOTICHE, ANALISI E ASPETTATIVE SOCIALI NELLE CAMPAGNE PUBBLICITARIE DI MULTINAZIONALI IN TEMA DI BELLEZZA ED ETA MARCO CESARI GMPR Group Bologna Key words: semiotica dei consumi, comunicazione, interdisciplinarità, costruttivismo, rappresentazione. Utilizzando gli strumenti forniti dalla semiotica dei consumi (l'analisi dei luoghi e delle pratiche di consumo con un focus particolare alle esperienze, alle pratiche e alle relazioni degli individui nei punti di vendita), la ricerca si prefissa di approfondire, tramite il marketing esperienziale e attraverso una metodologia critico-analitica, una costante fondamentale attorno a cui - da almeno quarant'anni, ma sempre più nell'ultimo decennio - le multinazionali costruiscono prima i desideri e gli stili di vita e successivamente le pratiche di acquisto dei consumatori e delle consumatrici che si configurano nella rappresentazione (visiva, audiovisiva, multimediale) del corpo umano magro e giovane. Si ricostruirà la mitologia contemporanea (nel senso barthesiano) del corpo magro e giovane, analizzando le campagne pubblicitarie, le politiche sociali, le trasmissioni televisive e i videoclip. Si indagheranno inoltre le implicazioni, approfondendo le pratiche sociali di consumo del cibo, di allenamento e di cura del corpo, attualmente sempre più rilevanti e diffuse: dalle diete ai comportamenti anoressico-bulimici, dalla palestra agli sport estremi, dal consumo precoce di prodotti contro l'invecchiamento cutaneo, alla chirurgia estetica di massa. La metodologia e la prospettiva teorica saranno interdisciplinari: l'apporto della semiotica sarà integrato, laddove possibile o necessario, con quello della sociologia dei consumi, della storia della cultura e della psicologia cognitiva a indirizzo costruttivista.

15 TEORIA E PRASSI NELLA FORMAZIONE ADULTA. Tra profilo culturale/professionale e opportunità/prospettive di integrazione dei lavoratori migranti ALESSANDRO D ANTONE Università di Modena e Reggio Emilia Key words: educazione degli adulti, teoria e prassi, lavoratori immigrati, alfabetizzazione/istruzione, socializzazione/educazione, lingua-lavoro, inclusione/integrazione. Il progetto di ricerca-azione prospettato riconosce il ruolo della sintesi fra teoria e prassi nella formazione adulta, in linea con un modello di educazione permanente inteso a superare l idea di mero prolungamento dell istruzione/educazione tradizionali, per farsi nuovo approccio teorico e operativo (Alberici, 2010) di una formazione multidimensionale. La prospettiva di un'educazione per tutta la vita concorsa da differenti contesti fisici, sociali e culturali individua i propri capisaldi nel lavoro, inteso dimensione storica, dinamica e contraddittoria di azione, produzione e riflessione sociali; nella formazione quale processo sociale permanente, situato e trasversale alle età e ai luoghi di vita; in concrete prospettive democratiche, da intendersi sintesi di integrazione, partecipazione cosciente e giustizia sociale. Una società democratica per garantire giustizia sociale e libertà individuale deve perseguire nei fini e attraverso i mezzi equilibrio dialettico fra responsabilità e autonomia di soggetti singoli e collettivi. Da un lato è evidente il nesso fra uguaglianza delle opportunità formative (soprattutto in termini di conoscenze e di competenze) e uguaglianza nelle condizioni di integrazione e partecipazione, condivisione sociale delle conoscenze e condivisione sociale dei beni, teoria/lingua/alfabetizzazione/istruzione e prassi/lavoro/educazione/socializzazione... Dall'altro lato particolarmente in rapporto ai profondi trend del cambiamento socioculturale, con specifico riferimento all'irruzione di una società multiculturale appare irrinunciabile monitorare e revisionare i processi e le pratiche di formazione iniziale e in servizio nonché di occupazione dei lavoratori migranti. Lo sviluppo di comunità come capitale formativo e capitale sociale capace di sventare discriminazione e omologazione - richiede l'analisi e il ripensamento delle politiche sociali ed educative, così come della teoria e della prassi di alfabetizzazione e coscientizzazione dei soggetti singoli e collettivi. L indagine che si è prospettata intende rilevare e comparare le caratteristiche, i cambiamenti e le ricadute dell/nell integrazione cognitiva e sociale di lavoratori stranieri avvalendosi di una ricostruzione del profilo socioanagrafico del campione; del campo a forte impatto migratorio, nella provincia di Reggio Emilia; degli strumenti utilizzati, ossia analisi dei dati statistici di settore, interviste in profondità e questionari somministrati ai lavoratori, nonché a testimoni privilegiati di contesto (figure dell'organigramma di settore, esponenti sindacali, di categoria e delle associazioni, formatori...), sia per conoscere condizioni reali, ideali e socialmente rappresentate riferibili ai processi e alle pratiche di formazione iniziale e in servizio dei lavoratori migranti, sia per rilevare interventi disposti a sostegno dell'integrazione.

16 IL TEATRO TRA EDUCAZIONE E PROPAGANDA ALL EPOCA DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE. L esempio di Aristide Plancher-Valcour VINCENZO DE SANTIS Università degli studi di Milano e Université Paris-Sorbonne Key words: teatro, educazione, cittadinanza, modelli di comportamento. Nel breve arco di tempo compreso tra la presa della Bastiglia e l avvento della Repubblica Direttoriale, il teatro diviene un vero e proprio strumento di propaganda degli ideali della Rivoluzione. Accanto alla produzione ufficiale dei grandi teatri, in cui l opera di Marie-Joseph Chénier e la ripresa del teatro di Voltaire costituiscono il cardine del repertorio, i teatri minori offrono una scena più variegata, il cui tratto comune è costituito essenzialmente dal rapporto con l attualità politica. Il proliferare di scènes patriotiques, sans-culottides dramatiques, faits historiques et patriotiques (ricordiamo che il solo teatro della Cité-Variétés conta ben 58 denominazioni generiche) è profondamente legato alla volontà di proporre modelli di comportamento adeguati per formare altresì dei buoni citoyens. L interesse per la qualità delle opere drammatiche viene spesso negletto, in favore di una produzione a scopo didascalico-propagandistico che ben poco si cura delle forme drammatiche tradizionali (è proprio al teatro della Rivoluzione che si fa risalire la scène bâtarde del melodramma). Dopo un inquadramento storico-bibliografico essenziale, mi propongo di esaminare alcune opere di Aristide Plancher-Valcour, drammaturgo e funzionario di Stato la cui produzione costituisce un esempio particolarmente rappresentativo del fenomeno.

17 SOLIDARISCHE ÖKONOMIE UND GEMEINWESEN. das Beispiel Seniorengenossenschaften und Zeitbanken SUSANNE ELSEN Libera Università di Bolzano Key words: Gemeinwesen, Solidarökonomie, Genossenschaften, Zeitbanken, Empowerment, Selbstorganisation, Commons, Nachhaltige Entwicklung. Seit zwei Jahrzehnten entstehen weltweit soziale Bewegungen von Menschen, die eine Alternative zum dominanten System in tendenziell autonomen, ökosozialen Lösungen auf der Basis netzwerkbasierter Organisationen suchen oder ihre traditionellen kooperativen Produktions- und Lebensweisen gegen die Übergriffe und Enteignungen durch Großkonzerne verteidigen. Dies ist das Band, welches die Bewegung der Landlosen in Brasilien, der Kleinbauern in Indien, die Gewerkschaft der arbeitenden Kinder in Lateinamerika, Asien und Afrika, die Bewegungen gegen die Privatisierung der Daseinsvorsorge in Europa oder die Kampagnen kritischer KonsumentInnen in vielen Weltregionen verbindet. Wirtschaftliche Selbstversorgung, dezentralisierte und partizipative Entscheidungsstrukturen sowie die Schaffung von Wirtschaftskreisläufen in kleinen Einheiten sind die Hauptziele der globalen Bewegung lokaler Alternativen. Trotz der Unterschiedlichkeit ihrer Formen und Entstehungskontexte weisen sie zentrale Gemeinsamkeiten auf und die Versuche, sie begrifflich zu fassen verdeutlichen, dass es sich um Alternativen zum westlichen Wachstumsund Konsummodell handelt. Der Begriff»Solidarökonomie«setzt sich derzeit in der weltweiten Diskussion durch und hat auch Europa erreicht. Es handelt sich dabei um eine eigenständige Wirtschaftskultur die ökosozialen Zielen dient, nicht aber um einen in sich geschlossenen Sektor, der lediglich die Mängel und Fehler von Markt und Staat korrigiert. Ansätze der Solidarökonomie gehen von grundlegenden humanen, sozialen und ökologischen Bedürfnissen und Nöten aus, beruhen auf Assoziation und Selbstorganisation und sind demokratisch (one person:one vote) strukturiert. Es geht um die Erhaltung und zukunftsfähige Organisation dessen, was Menschen zum Leben und Zusammenleben brauchen und was der Erhaltung der Evolutionsfähigkeit der Biosphäre dient. Wirtschaften ist aus dieser Perspektive vornehmlich aus seiner reproduktiven Funktion für Menschen und Gemeinwesen zu betrachten. Die Referentin bezieht sich insbesondere auf die Beispiele Seniorengenossenschaften und Zeitbanken, die als Antworten auf die Herausforderungen der alternden Gesellschaften Loesungen bieten.

18 TECNICHE DI CLOWNERIE IN UN REPARTO DI RIABILITAZIONE ALESSANDRA FARNETI Libera Università di Bolzano Key words: clownerie, riabilitazione. E molto difficile sfatare lo stereotipo del clown che fa ridere i bambini e far comprendere che la complessa arte del clown può essere utilizzata come strumento di crescita e cambiamento non da chi ne usufruisce come spettatore ma da chi la pratica. La figura del clown è molto antica ed ha avuto un percorso complesso nei secoli. A prescindere dalle differenze, che sono intrinseche alla stessa maschera del clown poiché recita se stesso, i principi che accomunano tutti i percorsi di clownerie sono: 1. esprimersi soprattutto attraverso il linguaggio del corpo 2. accettare le cadute e i fallimenti per superarli; 3. imparare ad accettare le proprie parti piccole e incapaci; 4. sviluppare la creatività; 5. fare del gioco e della spontaneità il centro della propria arte; 6. guardare tutto e tutti con meraviglia come se fosse nuovo e irripetibile; 7. sviluppare l intelligenza emotiva; 8. Sviluppare l auto-ironia; 9. Vincere la vergogna nelle sue diverse espressioni; 10. esprimere e accentuare le proprie parti infantili; 11. dare risalto alla diversità come risorsa. Abbiamo, dunque, ritenuto possibile utilizzare tecniche di clownerie per aiutare pazienti (per lo più anziani) affetti da varie disfunzioni ad accettare meglio la loro patologia e ad attivare tutte le risorse possibili per superarle. Il lavoro è stato condotto da tre clown professionisti, di cui uno immobilizzato su una carrozzella per lesioni alla spina dorsale, sotto la supervisione di uno psicologo. I partecipanti al corso erano circa venti anziani (il numero variava nel corso delle settimane per diverse ragioni: dimissioni impreviste; stato di salute dei pazienti, ecc...) affetti da patologie motorie. Hanno partecipato anche alcuni parenti che lo hanno chiesto esplicitamente, dopo aver assistito ai primi incontri coi i clown. Il corso ha avuto una durata di 40 ore, suddivise in 20 incontri da 2 ore per due giorni alla settimana. I partecipanti hanno svolto attività ludiche, hanno eseguito esercizi motori, hanno inventato scenette ecc... Sono state effettuate osservazioni partecipanti durante lo svolgimento delle attività e raccolte informazioni sul comportamento dei pazienti in reparto, prima, durante e dopo il corso, grazie alla collaborazione degli infermieri. Dalle osservazioni dei pazienti e degli infermieri i principali risultati ottenuti sono stati: maggiore complicità in reparto fra i degenti; miglior accettazione dei propri problemi soprattutto grazie al sostegno del gruppo; sensazione di essere ascoltati e di avere uno spazio neutro, esterno al reparto, in cui esprimersi liberamente; sorpresa per essere riusciti a fare cose inaspettate (maggior fiducia in se stessi); coinvolgimento dei parenti in attività ludiche e, di conseguenza, alleggerimento delle relazioni; possibilità di prendersi e di prendere in giro senza la paura di perdere qualcosa; cambiamento della relazione con gli infermieri.

19 POSSIBILI VANTAGGI DEL TRATTAMENTO DI GRUPPO IN SOGGETTI AFASCI ADULTI MARIA ELENA FAVILLA Università di Modena e Reggio Emilia LUCIA FERRONI AUSL Lucca e Università di Pisa FABIANA ROSI Libera Università di Bolzano Key words. afasia negli adulti, riabilitazione del linguaggio, trattamenti di gruppo. L afasia è un disturbo del linguaggio conseguente a lesione cerebrale che colpisce le capacità linguistiche di soggetti adulti, rendendoli incapaci di utilizzare il linguaggio nelle normali interazioni quotidiane. Per recuperare le abilità necessarie a condurre una vita sociale e lavorativa il più possibile normale è essenziale procedere quanto prima ad un trattamento riabilitativo logopedico, che può essere considerato una forma di educazione di soggetti adulti nel contesto della riabilitazione neuropsicologica dei disturbi del linguaggio. Allo scopo di indagare la possibile influenza di fattori psicologici e motivazionali nel miglioramento della prestazione linguistica di soggetti afasici, a due piccoli gruppi composti ciascuno da tre soggetti afasici e tre parenti sani è stato proposto un breve corso/trattamento collettivo della durata di tre sedute di un ora e mezzo ciascuna. Il corso è stato preceduto e seguito da una valutazione iniziale e finale volta a valutare le capacità di produzione spontanea e guidata. Oltre ai riscontri positivi emersi dalle dichiarazioni e dagli atteggiamenti dei pazienti e dei familiari che hanno partecipato al corso, i soggetti afasici, diversamente dai parenti sani, hanno mostrato un miglioramento nei tempi di svolgimento di alcune prove della valutazione iniziale e finale. La breve durata dei trattamenti, considerato che tutti i soggetti afasici inclusi nello studio erano in fase cronica di malattia, non consente di interpretare i risultati in termini di miglioramento delle abilità linguistiche, quanto piuttosto in termini di aumento della motivazione, e questa interpretazione è confermata dalla mancanza di analoghi miglioramenti nei parenti sani. Questo tipo di risultato incoraggia ad approfondire la ricerca di nuove metodologie, ambienti e strumenti per la riabilitazione dei soggetti afasici adulti volti a potenziare la modalità del lavoro di gruppo e il coinvolgimento dei familiari nella riabilitazione logopedica.

20 EFFETTI DELLA LETTURA SULLE ABILITA SOCIALI E D IDENTITA FEDERICA FIORONI Università di Modena e Reggio Emilia Key words: Lettura, narrazione, empatia, teoria della mente, empowerment. L acquisizione dell'abilità di lettura è una tappa fondamentale nel processo di apprendimento. Nondimeno, in quanto funzione metacognitiva che risulta trasversale e interdisciplinare, il ruolo della lettura non si esaurisce in età scolare, ma si ripropone durante tutta la vita, stimolando la creatività, i processi intellettivi e le competenze sociali. In particolare, è provato che i lettori di testi narrativi tendono ad avere migliori abilità di risonanza empatica e di teoria della mente. Quali sono le cause di questa forte correlazione tra fiction e abilità sociali? È molto probabile che la simulazione di esperienze sociali richiesta dalla lettura di opere narrative impegni i medesimi processi socio-cognitivi messi in atto durante la comprensione nel mondo reale (ad esempio, produrre inferenze e ricostruire i progetti e gli obiettivi altrui). Una simulazione ripetuta di questo tipo porterebbe all'affinamento di tali processi sociali ed empatici, che a loro volta potrebbero essere applicati a contesti esterni alla lettura (Social-Improvement Hypothesis); un'altra possibilità è quella che il lettore di fiction acquisisca una maggior conoscenza in merito alla psiche umana, propria e altrui, accedendo a una miglior comprensione di sé (Self-Improvement Hypothesis). In generale, è come se, proiettando noi stessi all'interno di storie di fiction e nelle menti di personaggi finzionali, ci aprissimo a un ventaglio di possibilità più ampio in merito a ciò che noi stessi possiamo diventare. Dunque, da un punto di vista educativo e formativo appare fondamentale l'uso della lettura e di metodologie narrative, le quali attivino processi interpretativi e riflessivi in grado di sviluppare non solo espressività ed empowerment comunicativo, ma anche abilità socio-cognitive connesse all'empatia e alla teoria della mente.

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