SEZIONE D - CRITERI PROGETTUALI PER IL DIMENSIONAMENTO DEGLI IMPIANTI MECCANICI... 10

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3 INDICE DEGLI ARGOMENTI SEZIONE A - INTRODUZIONE... 3 SEZIONE B - NORMATIVA TECNICA DI RIFERIMENTO... 5 SEZIONE C - RELAZIONE TECNICA... 8 SEZIONE D - CRITERI PROGETTUALI PER IL DIMENSIONAMENTO DEGLI IMPIANTI MECCANICI D.01 - Criteri generali di progettazione D.02 - Metodi di dimensionamento D.03 - Parametri di progetto D.04 - Valutazione delle potenze termiche e frigorifere di picco D.05 - Fluidi termovettori disponibili D.06 - Metodologia di calcolo delle canalizzazioni aerauliche ALLEGATO 1 - RIASSUNTO POTENZE INVERNALI ED ESTIVE E STRUTTURE CONSIDERATE PER IL CALCOLO DELLE STESSE... 20

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5 SEZIONE A - INTRODUZIONE Formano oggetto della presente relazione specialistica le ipotesi progettuali e le modalità di calcolo relativi al dimensionamento delle opere meccaniche finalizzate alla costruzione dell impianto di riscaldamento e raffrescamento a servizio del nuovo morgue del Centro Servizi Sociali C. Resemini di Stienta (RO). Il dimensionamento dell impianto di climatizzazione è stato effettuato al fine di garantire buone condizioni di comfort, sia in estate che in inverno, all interno dei locali a cui è destinato. Tali ambienti sono costituiti dalla sala stazionamento salma, la sala d attesa, un ripostiglio e un servizio igienico. Nel dettaglio è previsto l allacciamento dell impianto del morgue al circuito di riscaldamento/raffrescamento a servizio dell ala ovest del fabbricato esistente. Tale circuito è alimentato nella stagione invernale da un generatore di calore a condensazione modulare di potenza pari a 84,6 kw, mentre in estate è asservito da un gruppo frigorifero di potenza pari a 95 kw. Questo sistema provvede a fornire l energia necessaria per il riscaldamento ed il raffrescamento dei locali da esso serviti. All interno del locale stazionamento salma è previsto un impianto aeraulico costituito da canalizzazioni in PAL alimentate da una ventilante con batteria idronica e valvola miscelatrice con recuperatore di calore ad alta efficienza. Tale sistema si occupa di garantire sia il corretto rinnovo dell aria sia il mantenimento delle temperature di comfort previste (18 C invernali e 24 C estivi). Il sistema permette infatti il controllo della temperatura dell aria immessa in ambiente tramite un gruppo di regolazione integrato che consente a seconda della temperatura dell aria in ripresa dall ambiente di aprire o chiudere la valvola a tre vie miscelatrice in ingresso della batteria ad acqua e quindi di regolarne la potenza. A servizio della sala d attesa e del ripostiglio sono invece previsti ventilconvettori mentre per il servizio igienico è previsto un radiatore alimentato elettricamente. Non essendo la sala stazionamento salma considerata come vero e proprio morgue non si è ritenuto necessario rispettare il DPR 14/01/1997 il quale prevede un ricambio di aria esterna pari a 15 vol/h ed una temperatura costante di 18 C durante tutto 3

6 l anno. Si è pertanto previsto un sistema che mantenga condizioni di rinnovo aria ritenute sufficienti dalla bibliografia tecnica (13,6 vol/h) ed una temperatura ambiente sufficiente alla permanenza di una salma (18 C invernali e 24 C estivi). Nei capitoli successivi verrà anzitutto descritta la metodologia adottata per la stima della quantità di aria e dei carichi termici e frigoriferi necessari. Verrà poi descritta la metodologia adottata nella scelta del tipo e delle dimensioni delle apparecchiature costituenti i nuovi impianti, nonché i diametri per le tubazioni e canalizzazioni aerauliche destinate alla distribuzione dei fluidi termovettori convoglianti la portata necessaria al soddisfacimento delle esigenze dell edificio. Si rimanda comunque agli elaborati grafici di progetto per il dettaglio del dimensionamento di ogni apparecchiatura o altro elemento necessario al buon funzionamento dell impianto. 4

7 SEZIONE B - NORMATIVA TECNICA DI RIFERIMENTO Gli impianti idro-termo-sanitari in oggetto sono stati progettati e dovranno essere e- seguiti in conformità alle prescrizioni ed alle disposizioni di Legge competenti nel territorio nazionale: D.P.R. 412/93 Regolamento recante norme per la progettazione, l installazione, l esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumo di energia, in attuazione dell art.4, comma 4, della legge 9 Gennaio 1991, n.10 ; D.P.R. 551/99 Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, in materia di progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia ; D.Lgs. 192/2005 D.Lgs 311/06 Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia così come modificato dalla legge 90 del 03/08/2013 di conversione del D.L. 04/06/2013, n. 63 Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale D.P.R. 1391/70 Regolamento per l esecuzione della legge 13 luglio 1966 n.615, recenti provvedimenti contro l inquinamento atmosferico, limitatamente al settore degli impianti termici ; ANCC RACC. E - Specificazioni tecniche applicative del DM 21 Maggio 1974; Norme integrative del regolamento approvato con R.D. 12 maggio 1927, n.824 e disposizioni per l esonero da alcune verifiche e prove stabilite per gli apparecchi a pressione ; 5

8 ANCC RACC. R - Specificazioni tecniche applicative del D.M. 1 Dicembre 1975 riguardante le norme di sicurezza per gli apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione ; Norma UNI 9182-Impianti di alimentazione e distribuzione d acqua calda e fredda. Criteri di progettazione, collaudo e gestione; Norma UNI 5634 P-Colori distintivi delle tubazioni convoglianti fluidi liquidi o gassosi; Norma UNI EN Tubi di acciaio senza saldatura per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura; Norma UNI EN Tubi di acciaio non legato adatti alla saldatura e alla filettatura; Norma UNI EN ISO 13790:2008-Prestazione energetica degli edifici - Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento e il raffrescamento; UNI/TS :2014-Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell'edificio per la climatizzazione estiva ed invernale; UNI/TS :2014-Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria; Norma UNI 8065-Trattamento dell acqua negli impianti termici ad uso civile; Norma UNI EN ISO Prestazione termica di finestre, porte e chiusure oscuranti - Calcolo della trasmittanza termica; Norma UNI EN Impianti di riscaldamento degli edifici - Metodo per il calcolo dei requisiti energetici e dei rendimenti dell impianto; Norma UNI EN Impianti di riscaldamento degli edifici - Metodo di calcolo del carico termico di progetto; Norma UNI Dati climatici; Norma UNI Conduttività termica e permeabilità al vapore; Norma UNI Valori della resistenza termica e metodo di calcolo; Norma UNI Impianti aeraulici a fine di benessere. Generalità, classificazione e requisiti. Regole per la presentazione dell offerta, l offerta, l ordine e la fornitura; 6

9 UNI EN 12237:2004-Ventilazione degli edifici - Reti delle condotte - Resistenza e tenuta delle condotte circolari di lamiera metallica; UNI EN 1505 Ventilazione negli edifici. Condotte metalliche e raccordi a sezione rettangolare. Dimensioni. UNI EN 1506 Ventilazione negli edifici. Condotte metalliche a sezione circolare. Dimensioni. UNI EN ISO 5135 Acustica. Determinazione dei livelli di potenza sonora del rumore delle bocchette d aria, unità terminali, serrande di taratura e valvole mediante misurazione in camera riverberante UNI EN ISO 5136 Acustica. Determinazione della potenza sonora immessa in un condotto da ventilatori ed altri sistemi di movimentazione dell aria - Metodo con sorgente inserita in un condotto 7

10 SEZIONE C - RELAZIONE TECNICA Viene di seguito descritta la tipologia di funzionamento degli impianti a servizio del nuovo Morgue del Centro Servizi Sociali di Stienta. La porzione di fabbricato oggetto di intervento è di nuova costruzione e ospita il locale stazionamento salme, la sala d attea, un locale adibito a ripostiglio e un servizio i- gienico. L impianto previsto per il condizionamento di tali ambienti sarà allacciato al già esistente circuito di riscaldamento/raffrescamento a servizio dell ala ovest del Centro Servizi Sociali C. Resemini. Si viene così a costituire un appendice alimentante, sia in estate che in inverno, differenti unità interne mediante un rete di distribuzione in acciaio al carbonio di tipo pressfitting adeguatamente coibentata con isolante a celle chiuse per il trasporto di liquidi refrigerati (secondo quanto richiesto dal DPR 412/93). Per quanto riguarda le dimensioni delle tubazioni impiegate, il posizionamento delle apparecchiature ed ogni altro dettaglio costruttivo non contemplato nel presente paragrafo, si rimanda agli elaborati grafici esecutivi allegati. Nel controsoffitto della sala d attesa è collocata un unità ventilante con recuperatore di calore che permette il rinnovo dell aria ambiente della sala mortuaria al fine di garantirne la salubrità e, allo stesso tempo, consente il condizionamento del locale tramite l immissione di aria trattata mediante un recuperatore di calore a flussi incrociati ed una batteria idronica. Il sistema permette il controllo della temperatura dell aria immessa in ambiente tramite un gruppo di regolazione integrato che consente a seconda della temperatura dell aria in ripresa dal locale di aprire o chiudere la valvola a tre vie miscelatrice in ingresso alla batteria ad acqua e quindi di regolarne la potenza. L aria trattata viene convogliata attraverso un sistema di distribuzione, costituito da canalizzazioni aerauliche rigide e tubazioni flessibili, verso i diffusori che ne garantiscono l immissione in ambiente. 8

11 Le canalizzazioni sono previste in PAL (ovvero lastre di poliuretano prefinte con strato esterno in alluminio) e saranno installate all interno del controsoffitto con appositi staffaggi di ancoraggio al solaio superiore. Tali canalizzazioni dovranno essere fornite complete di certificazione di reazione al fuoco di tipo 0-1 come ammesso nell utilizzo all interno delle attività soggette a controlli di prevenzione incendi dal D.M. 31/03/2003 Art.2 comma 2. La scelta di tale tipologia di canalizzazioni è dovuto al fine di ottenere una maggior velocità di installazione grazie alla leggerezza del materiale ed alla presenza dell isolamento già incluso nel canale. Oltretutto sarà garantita una maggior igienicità per la presenza di alluminio protetto con lacca poliestere che consente di mantenere una pulizia maggiore rispetto all acciaio zincato. Per lo stesso motivo si è scelto di utilizzare tubazioni flessibili isolate con finitura esterna ed interna in alluminio poliestere laminato per il collegamento della rete di distribuzione in PAL ai diffusori. Per quanto riguarda le dimensioni ed il tipo delle canalizzazioni e diffusori impiegati, il loro posizionamento ed ogni altro dettaglio costruttivo non contemplato nel presente paragrafo, si rimanda agli elaborati grafici esecutivi allegati. La sala d attesa e il ripostiglio sono riscaldati e raffrescati per mezzo di ventilconvettori appositamente dimensionati mentre all interno del locale adibito a servizio igienico è prevista l installazione di un radiatore elettrico per il solo riscaldamento dell ambiente. La progettazione dell impianto ha inoltre tenuto conto di un possibile futuro riscaldamento del piano sovrastante i locali del morgue mediante la predisposizione di una apposita linea di alimentazione chiusa con tappo a tenuta. 9

12 SEZIONE D - CRITERI PROGETTUALI PER IL DIMENSIONAMENTO DEGLI IMPIANTI MECCANICI D.01 - Criteri generali di progettazione Gli interventi proposti si pongono come obiettivo principale il raggiungimento di un buon comfort ambientale tramite la progettazione di un impianto efficiente ed autoregolato. D.02 - Metodi di dimensionamento Nei paragrafi che seguono vengono riportati i criteri adottati per il dimensionamento delle apparecchiature termomeccaniche all interno delle lavorazioni previste. Linee di distribuzione Per la determinazione dei diametri nominali delle tubazioni sono stati impiegati i seguenti parametri: temperatura di mandata a minima esterna 50 C delta temperatura mandata-ritorno caldo 10 C (nei casi più comuni e frequenti) delta temperatura mandata-ritorno freddo 5 C (nei casi più comuni e frequenti) perdita di carico massima ammessa 20 mm/m incidenza perdite localizzate 20 % È da ricordare che la normativa vigente non fornisce alcuna indicazione precisa per il dimensionamento delle tubazioni. La progettazione ha posto l attenzione principalmente ai seguenti fattori che influenzano la scelta del diametro ottimale: Perdite di carico nei tratti delle tubazioni; Possibilità di trascinamento dell aria all interno delle tubazioni; 10

13 Rumorosità della rete; Erosione-corrosione della superficie interna delle tubazioni. Il fattore che accomuna tutti e quattro i suddetti aspetti è senza dubbio la velocità di percorrenza dell acqua all interno delle tubazioni; è senza dubbio vantaggioso limitare il valore di questa grandezza soprattutto per diminuire l energia necessaria alla vincita delle perdite di carico. Queste si possono suddividere in perdite di carico distribuite e concentrate. Nel seguito si riportano alcune espressioni che evidenziano il legame quadratico della velocità dell acqua con le perdite di carico. p p c p l con p perdita di carico totale p c perdita di carico distribuita f l d u 2 2 p c perdita di carico concentrata z u 2 2 con u velocità; con densità; con l lunghezza della tubazione con d diametro dellatubazione; 0,3164 con f fattore d' attrito con Re numero di Re ynolds 2385 u d per acqua 0, 25 Re calda a 70 C; z valore che indica di la caduta di pressione; è tabulato per i casi più frequenti. Nelle tabelle successive si riportano i valori di velocità presi a riferimento nella fase di progettazione degli impianti di riscaldamento ad acqua calda. Servizio Velocità (m/s) Mandata pompe 2,4-3,6 Aspirazione pompe 1,2-2,1 Tubo di scarico 1,2-2,1 11

14 Collettore 1,2-4,6 Montante 1,0-3,0 Servizi generali 1,5-3,0 Tratta dal Manuale della climatizzazione 3 a edizione-capitolo 10 in concessione dal System Design Manual (Carrier Coorporation) Lo specchietto seguente riassume i valori massimi della velocità in funzione del periodo di utilizzo; Periodo di funzionamento (Ore) Velocità max (m/s) , , , , , ,45 Tratta dal Manuale della climatizzazione 3 a edizione-capitolo 10 in concessione dal System Design Manual (Carrier Coorporation) Lo schema seguente propone un range di velocità in funzione della tipologia del circuito in esame e del materiale adottato: Materiale Tubazioni principali Tubazioni secondarie Derivazioni ai corpi (m/s) (m/s) scaldanti (m/s) Tubazioni in acciaio 1,5-2,5 0,5-1,5 0,2-0,5 Tubazioni in rame 0,9-1,2 0,5-0,9 0,2-0,5 Tratta dal Le reti di distribuzione di M.Doninelli ; testo appartenente alla collana Quaderni Caleffi. 12

15 Il limite inferiore della velocità di circolazione è legata al raggiungimento della cosiddetta velocità di trascinamento, ossia quella che consente di evitare la formazione di sacche d aria nelle tubazioni in contropendenza. Di seguito si riporta uno specchietto che espone i valori limiti inferiori di velocità considerati in sede di progetto: α = angolo che il tubo in contropendenza forma con un piano orizzontale; d = diametro del tubo (mm); v = velocità del tubo in m/s; la temperatura dell acqua è pari a 100 d / α <6 0,2 0,2 0,2 0,2 0,15 0,15 0,15 0,1 0,1 <10 0,3 0,3 0,3 0,3 0,3 0,3 0,25 0,2 0,15 <15 0,5 0,5 0,5 0,5 0,45 0,4 0,35 0,3 0,25 <20 0,8 0,8 0,7 0,7 0,65 0,6 0,5 0,4 0,3 <25 0,95 0,9 0,9 0,8 0,8 0,7 0,6 0,45 0,35 <40 1,1 1,05 1 0,95 0,9 0,8 0,7 0,55 0,4 >40 1,1 1,1 1,05 1 0,95 0,85 0,75 0,6 0,45 Per temperature inferiori dell acqua si moltiplicano i valori sopra esposti per un fattore di correzione pari a: t C , , , ,56 0 0,45 Fattore di moltiplic. Nella progettazione della rete di distribuzione dell acqua destinata a soddisfare i carichi termici del riscaldamento si è scelto di mantenere il valore delle perdite di carico 13

16 distribuite compreso tra i 10 e i 20 mm c.a/m; questo per far sì che la velocità si attesti attorno ai valori sopra riportati. L algoritmo utilizzato calcola, assegnata la portata di progetto, il diametro più piccolo tra quelli disponibili in commercio che verifica la condizione più restrittiva tra quelle appresso descritte: max perdita di carico consentita per il diametro selezionato(15 mm c.a/m). max velocità consentita, funzione del diametro selezionato. D.03 - Parametri di progetto Di seguito si riportano le ipotesi progettuali assunte alla base dei calcoli per la quantificazione dell energia necessaria ai singoli terminali in ambiente. Le condizioni termoigrometriche assunte alla base dei calcoli di progetto sono le seguenti: Condizioni esterne/interne per la zona di STIENTA e per gli ambienti serviti: PARAMETRI TERMO-IGROMETRICI ESTATE INVERNO Temperatura esterna( C) 38-5 Temperatura interna ambienti Morgue/Altri locali 24/26 18/20 ( C) Umidità relativa esterna(%) Umidità relativa interna(%) D.04 - Valutazione delle potenze termiche e frigorifere di picco La potenzialità termica per il riscaldamento invernale e/o condizionamento invernale degli ambienti serviti è stata calcolata, con riferimento alle condizioni di progetto ipotizzate, secondo le prescrizioni e le indicazioni emanate dalla norma tecnica UNI EN 12831:2006 Impianti di riscaldamento negli edifici - Metodo di calcolo del carico termico di progetto. 14

17 Per le potenze frigorifere si è utilizzato il metodo CARRIER-PIZZETTI. I calcoli di dettaglio sono contenuti all interno della documentazione progettuale relativa ai precedenti stralci di progetto dei singoli piani dell edificio. D.05 - Fluidi termovettori disponibili Ai fini del dimensionamento sono stati considerati i seguenti parametri: temperatura acqua calda riscaldamento: 50 C salto termico nominale sull acqua calda:10 C temperatura acqua refrigerata: 5 C salto termico nominale sull acqua refrigerata:5 C D.06 - Metodologia di calcolo delle canalizzazioni aerauliche Per il dimensionamento delle reti di distribuzione si è fatto riferimento agli usuali metodi di calcolo ed alle specifiche normative del settore, come qui di seguito descritto. Dimensionamento dei canali d aria Per il dimensionamento della rete di condotte si sono innanzitutto di posizionati i terminali di diffusione e ripresa dell aria, anche in funzione delle esigenze architettoniche. In seguito, si è provveduto a realizzare il tracciato della rete aeraulica per unire questi elementi all unita di trattamento dell aria. A questo punto, i passi successivi sono: la stima delle perdite di carico e la scelta del sistema di calcolo da adottare per il dimensionamento delle condotte. Perdite di carico La pressione totale di un ventilatore deve eguagliare la perdita totale di pressione dell aria nella rete aeraulica sulla quale esso e inserito. Da ciò segue che in qualsiasi tratto di condotta la pressione totale dell aria decresce nel senso del moto, mentre la pressione statica e la pressione dinamica possono convertirsi tra loro e quindi l una o l altra possono aumentare o diminuire nel senso del moto stesso. Tale conversione si attua modificando la sezione trasversale della condotta ferma restando la portata dell aria, o viceversa. Ogniqualvolta si attua la conversione, questa non è mai inte- 15

18 grale, verificandosi sempre una perdita di energia dovuta a fenomeni di turbolenza. Quindi, le perdite di pressione (o di carico) subite dall aria nel suo moto all interno delle condotte sono essenzialmente di due tipi: perdite per attrito, tipiche dei tratti rettilinei di condotta; perdite localizzate (o dinamiche, o per turbolenza), che si verificano in corrispondenza di raccordi (curve, diramazioni, riduzioni, ecc.). Perdite per attrito: A causa dell attrito sulle pareti della condotta, l'aria in movimento e soggetta a una certa resistenza che si traduce in una inevitabile perdita di carico. Questa è funzione di: natura e stato fisico del fluido; velocità media; dimensioni della condotta, rugosità della parete interna; lunghezza della condotta. La relazione tra questi fattori e espressa dalla seguente formula: Dp= 0,02p x (L/D) x (V²/2) dove: p= densità dell aria (Kg³/m ) L = lunghezza della condotta (m) D = diametro equivalente della condotta (m) V = velocità dell aria (m/s) Dp = perdita di pressione (Pa) Dalla formula si ricava il diagramma delle perdite per attrito nelle condotte rettilinee in lamiera zincata a sezione circolare costante. Tale diagramma è da leggere unitamente alle tabelle di conversione dal diametro di una condotta circolare al diametro e- 16

19 quivalente di una rettangolare con la stessa portata d aria. Perdite localizzate: Queste perdite si verificano quando il flusso dell aria nelle condotte subisce variazioni di direzione e/o di grandezza a causa della presenza di raccordi (curve, diramazioni, riduzioni, ecc.). Esse devono essere sommate alle perdite per attrito che si verificano lungo tutta la lunghezza della condotta, inclusa anche la lunghezza dei raccordi. In generale, due sono i metodi utilizzati per esprimere le perdite localizzate. Un primo metodo parte dalla constatazione che esse sono approssimativamente proporzionali al quadrato della velocità media dell aria; pertanto a ciascun raccordo si può assegnare un certo coefficiente (definito coefficiente di perdita dinamica) che, moltiplicato per la pressione dinamica dell aria, consente di determinare la caduta di pressione che si verifica in corrispondenza del raccordo stesso. Un secondo metodo, denominato della lunghezza equivalente, viene applicato ai pezzi speciali, poiché in questi la perdita di pressione dipende anche dal coefficiente di attrito definito in precedenza. Questo metodo fa corrispondere a ciascun pezzo una lunghezza equivalente addizionale di condotta diritta che, moltiplicata per la caduta di pressione per metro lineare propria della condotta, darà la caduta di pressione addizionale causata dal pezzo, che si deve sommare a quella che si verificherebbe attraverso un tratto equivalente di condotta diritta. Anche per la valutazione delle perdite di carico localizzate, esistono grafici o tabelle gia predisposti (e riferiti ai coefficienti di perdita dinamica e alla stima delle lunghezze equivalenti). Per il calcolo delle perdite di carico complessivo (e quindi per la scelta del ventilatore), si è tenuto conto anche delle perdite di carico che si verificano nell unita di trattamento dell aria e nei terminali di diffusione e di ripresa. Sistemi di calcolo Una volta eseguito il tracciato della rete aeraulica, si è proceduto quindi al dimensionamento dei vari tronchi di condotte, utilizzando il metodo di calcolo perdita di carico costante per le dorsali principali ed il metodo di calcolo recupero della pressione statica per le diramazioni ai terminali di diffusione. Prima di esaminarli in dettaglio, è 17

20 opportuno osservare che la resistenza effettiva di una data rete aeraulica può, entro certi limiti, differire da quella di progetto, in conseguenza delle variazioni imposte dalle realtà di cantiere e di quelle che è necessario apportare in funzione della standardizzazione delle dimensioni delle condotte. Metodo a perdita di carico costante: Secondo tale metodo, il più diffuso per gli impianti a bassa pressione, l intera rete aeraulica viene dimensionata mantenendo costante la perdita di carico per metro lineare. Questo metodo risulta tecnicamente il più affidabile, perché consente un miglior bilanciamento delle diramazioni simmetriche. Quando all interno della rete sono previste diramazioni con diverse lunghezze, si è resa necessaria la creazione di perdite di carico supplementari con l'inserimento di serrande di taratura, per equilibrare i vari tronchi e più in generale l intero sistema. E opportuno notare che ad ogni riduzione di portata (in corrispondenza, ad esempio, di una diramazione o di un terminale) corrisponde una riduzione della velocità dell aria nella condotta. In conseguenza di ciò, si avrà una conversione di pressione dinamica in pressione statica, che controbilancerà parzialmente la caduta di pressione per attrito nel tratto di condotta successivo. Per il principio stesso su cui si basa, non è possibile ottenere, con questo metodo, una pressione statica uniforme a monte di ciascun terminale. Metodo a recupero di pressione statica: Il principio su cui si basa questo metodo e quello della riduzione della velocità dell aria nella condotta in corrispondenza di ogni diramazione o terminale, in modo tale che la conversione di pressione dinamica in pressione statica cosi ottenuta sia esattamente equivalente alla caduta di pressione dell aria nel tronco di condotta successivo. Con questo sistema, la pressione statica rimane costante in ciascuna diramazione e a monte di ciascun terminale. Agli effetti del calcolo della pressione statica del ventilatore si potrà tenere conto soltanto della perdita di pressione che si verifica tra il ventilatore e la prima diramazione (oltre, naturalmente, alla pressione richiesta dagli elementi esterni alle condotte). Tra il metodo di dimensionamento a perdita di carico costante e quello a recupero di pressione statica, quest ultimo comporta generalmente un peso delle condotte supe- 18

21 riore, ma minore fabbisogno di potenza elettrica del ventilatore e più facile equilibratura dell impianto. Nel nostro caso si sono applicati i due metodi congiuntamente: il primo, nel dimensionamento del tronco principale, con I inserimento di serrande di regolazione sulle diramazione; il secondo nel dimensionamento delle diramazioni munite di terminali, per avere in questi la stessa pressione di funzionamento. 19

22 ALLEGATO 1 - RIASSUNTO POTENZE INVERNALI ED ESTIVE E STRUTTURE CONSIDERATE PER IL CALCOLO DELLE STESSE 20

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