La piattaforma acqua della Convenzione delle Alpi

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1 La piattaforma acqua della Convenzione delle Alpi Idroelettrico, piani di gestione e rischio alluvioni Antonio Ballarin Denti 1, Andrea Bianchini 2 1 National Focal Point Alpine Convention 2 EURAC Research Verbania, 19 settembre 2013

2 La convenzione delle Alpi: territorio

3 La Convenzione delle Alpi: dati

4 Convenzione delle Alpi: protocolli esistenti Spatial planning and sustainable development Conservation of nature and countryside Mountain farming Mountain forests Tourism Energy Soil conservation Transport Ministerial declarations on specific topics (adopted in 2006): Declaration on Population and Culture Declaration on Climate Change

5 Serve un Protocollo Acqua? Art. 2 Convenzione Quadro: conservare o ristabilire la qualità naturale delle acque e dei sistemi idrici, in particolare salvaguardandone la qualità, realizzando opere idrauliche compatibili con la natura e sfruttando l'energia idrica in modo da tener parimenti conto degli interessi della popolazione locale e dell'interesse alla conservazione dell'ambiente. Ad Alpbach (novembre 2006), i Ministri Alpini decidono di dedicare la Seconda Relazione sullo Stato delle Alpi all acqua.

6 La RSA II Stato dell arte delle acque alpine: quantità e qualità dell acqua, impatti, monitoraggio, idromorfologia, aspetti socio-economici, idroelettrico, rischio idraulico, cambiamenti climatici, normativa vigente, sfide future.

7 RSA II: i sistemi idrici alpini

8 RSA II: gestione integrata delle acque

9 RSA II: il monitoraggio

10 La RSA II le pressioni

11 RSA II: cambiamenti climatici: temperatura e precipitazioni

12 RSA II: gli impatti dei cambiamenti climatici

13 RSA II: conclusioni Principali sfide individuate: - la gestione integrata del rischio con particolare riferimento al rischio alluvioni, - il ripristino del buono stato idromorfologico dei corsi d acqua, - l adattamento ai cambiamenti climatici La gestione dell acqua è già trattata in tutti i Protocolli della Convenzione (in particolare Energia, Pianificazione Territoriale e Sviluppo Sostenibile, Difesa del Suolo) e da uno strumento normativo come la WFD (e il Water Protection Act per CH e FL) Non è necessario un nuovo Protocollo ad hoc, ma occorre implementare gli strumenti esistenti La seconda Water Conference alpina (Monaco di Baviera) ha illustrato i risultati

14 Gli impianti idroelettrici

15 Contributo dell idroelettrico

16 Grande idroelettrico vs piccolo idroelettrico

17 Piccolo idroelettrico: conclusioni Obiettivo: produzione senza danneggiare l ambiente montano - nuovi impianti ad acqua fluente + impianti collegati ad altre infrastrutture (multifunzione: integrati su rete di approvvigionamento o su infrastrutture di smaltimento dei reflui o su canali irrigui o su deflussi residuali) - nuovi impianti su corsi intatti + riqualificazione degli impianti esistenti e riapertura di quelli dismessi + auto-approvigionamento fuori rete

18 Piccolo idroelettrico: conclusioni In caso di possibile autorizzazione: pre-pianificazione a scala regionale e analisi singoli casi a livello locale (potenziale idroelettrico, valore ecologico, habitat, valori paesaggistici, ecc.)

19 I piani di gestione Durante il 2 mandato è anche stata effettuata una revisione dei Piani di Gestione austriaci, francesi, italiani, svizzeri e tedeschi, prestando attenzione agli aspetti alpini. I cambiamenti climatici sono adeguatamente considerati anche se la loro incidenza sulle portate non è sempre analizzata quantitativamente. Il monitoraggio è generalmente adeguato, anche se migliorabile in Italia e Francia; poco estesa la rete oltre i 1000 m di quota. La qualità dell acqua è un problema poco significativo nelle Alpi, ma la continuità morfologica è decisamente carente e solo pochi dei corsi d acqua potranno raggiungere il buono stato entro il Non è prestata particolare attenzione all innevamento artificiale.

20 I piani di gestione Le pressioni dovute all idroelettrico sono elevatissime ed è atteso un incremento del potenziale in Austria, Svizzera e Germania; tutti i Paesi adottano misure atte a garantire il DMV, mentre sull hydropeaking, 4 dei 5 paesi analizzati prevedono misure strutturali. Lo stato ecologico dei corsi d acqua alpini: Corpi idrici fortemente modificati: 20% Francia, 13% Germania, 9,9% Austria, 5,9% Italia

21 Convenzione delle Alpi: organi tecnici Gruppo di lavoro Trasporti Gruppo di lavoro Patrimonio mondiale UNESCO Piattaforma Pericoli naturali Piattaforma Rete ecologica Piattaforma "Gestione dell acqua nelle Alpi Piattaforma Grandi predatori, ungulati selvatici e società Gruppo di esperti ad hoc per l elaborazione dell RSA5 sui cambiamenti demografici Gruppo di lavoro "Strategia macroregionale per le Alpi" Piattaforma "Agricoltura di montagna" Gruppo di lavoro "Foreste montane" Piattaforma Energia

22 Piattaforma acqua: nuovo programma di lavoro Il nuovo mandato della Piattaforma Acqua, ora di Presidenza Italiana, è stato approvato durante il 51 CP (Milano, novembre 2012). Obiettivi generali: - piani di adattamento locale ai cambiamenti climatici, - valutazione e revisione della normativa in vigore (es. 2007/60/CE).

23 Piattaforma acqua: nuovo programma di lavoro Tre workshop tematici: - Prevenzione dei rischi idrologici nell area alpina: il rischio di eventi di piena e la Direttiva Europea 2007/60 (Aosta 03/2013). - Piani di adattamento locale ai cambiamenti climatici per la gestione delle acque: esperienze e strategie esistenti (Brescia 10/2013). - Gestione fluviale e processi geomorfologici (Lione 04/2014). 5^ Water Conference, in sinergia con la Presidenza Italiana della UNECE Water Convention (Convenzione sulla Protezione e l Uso dei Corsi d Acqua Transfrontalieri e dei Laghi Internazionali della United Nation Economic Commission for Europe)

24 Grazie per l attenzione

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