PROGETTO DI TRASFORMAZIONE DELL IMMOBILE RELAZIONE TECNICO / DESCRITTIVA

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1 PROGETTO DI TRASFORMAZIONE DELL IMMOBILE RELAZIONE TECNICO / DESCRITTIVA 1

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5 INDICE Inquadramento dell area Analisi del contesto Il progetto Le relazioni a scala urbana Nella città, della città: BAAM! Timeline di BAAM! BAAM! Gli elementi Verifica dimensionale Relazione costruttiva, strutturale e impiantistica Descrizione delle strutture Illustrazione tecnologia di progetto Materiali Relazione impiantistica 5

6 stadio Meazza direzione Tangenziale Ovest previsione stazione Metro 5 San Siro Stadio sottopasso direzione autostradale ospedale San Carlo complesso immobiliare via Novara 75 cascina Torrette di Trenno caserma Santa Barbara direzione centro città In alto Vista zenitale dell area

7 ANALISI DEL CONTESTO Via Novara è una delle importanti radiali della città di Milano ed è situata in posizione strategica rispetto ai nuovi insediamenti in via di realizzazione in previsione di EXPO 2015 in direzione tangenziale Ovest. Il lotto di intervento è collocato nel N.I.L 61 di Quarto Cagnino. Nelle immediate adiacenze trova collocazione il quartiere E.R.P. Vercellese. Altri luoghi e funzioni di rilievo nell area sono l Ospedale San Carlo Borromeo, lo stadio Meazza, l ippodromo, la Caserma Santa Barbara e il deposito ATM. Questi fatti urbani sono caratterizzati da forte autoreferenzialità e interclusione. Gli spazi aperti tra di essi sono dilatati senza che abbiamo un preciso statuto di leggibilità. Di interesse è la Cascina Torrette di Trenno. Il contesto presenta, oltre al citato quartiere Vercellese, altri interventi storici di edilizia residenziale pubblica: San Siro, Quarto Cagnino, Harar. Solitamente questi quartieri racchiudono al loro interno i principali servizi educativi e sociali in modo autonomo. Lungo gli assi di via Novara e via Forze Armate sono concentrate la stragrande maggioranza di attività commerciali o di grande distribuzione: ciò determina una sostanziale assenza di esercizi nel tessuto urbano tra di esse compreso. Di recente realizzazione è l area di housing sociale di via Cenni. L accessibilità alla zona è garantita da i mezzi di superficie n 63, 64, 72, 80 provenienti dalla fermata della linea 1 della Metropolitana De Angeli. Le fermate di Metropolitana più prossime sono Bisceglie, Inganni e Primaticcio. In corso di realizzazione è la stazione della linea 5 San Siro - Stadio nei pressi, appunto, dello Stadio Meazza. ragionamento d assieme rispetto alla destinazione d uso dell area. Il lotto si colloca in una situazione urbana privilegiata: arretrato rispetto alla cortina edilizia su via Novara e separato da essa da una fascia verde con alberi ad alto fusto, affaccia su un giardino pubblico anch esso piantumato e delimitato lateralmente dalle vie Alessandro Fleming e del Ticino e, sul fondo, verso il quartiere Vercellese, da via Giulio Ferreri. Quest area verde, protetta dal traffico di via Novara, se pur di dimensioni ridotte, rappresenta uno spazio dotato di un grande potenziale d uso dal punto di vista urbano ad oggi poco sfruttato. Il lotto è attualmente occupato da corpi di fabbrica fatiscenti (uno destinato a magazzino e uno ad uffici), parzialmente compromessi anche dal punto di vista strutturale e contaminati da amianto in alcune rilevanti parti. Esso si conforma come un recinto chiuso, attualmente privo di relazioni fisiche e visive con lo spazio aperto che lo circonda se non due varchi carrabili che si attestano sulle strade laterali. 7 Alla luce di queste considerazioni sul contesto, emerge un dato fondamentale rispetto alla povertà di spazi di aggregazione: l assenza di piazze, di luoghi di ritrovo, e attività collettive impone un

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9 IL PROGETTO 9 A sinistra Assonometria dell intervento. In giallo i percorsi che attraversano il complesso e si relazionano con il tessuto urbano circostante. Le relazioni a scala urbana Assumendo l importanza di un architettura collettiva a forte vocazione pubblica, il progetto affronta in modo articolato e complesso il rapporto con lo spazio aperto. L obiettivo è quello di innescare una serie di relazioni a scala urbana attraverso dispositivi architettonici e successioni spaziali. Concetto architettonico, forma dell edificio e sistema costruttivo, intesi secondo reciproche relazioni, stabiliscono il punto di partenza per lo sviluppo di un progetto il più possibile attento alla relazione tra fruizione e scala urbana. L edificio si pone rispetto alla città in termini di netta unitarietà: viene assecondato il confine del lotto e una facciata traslucida e diafana ne ricalca il perimetro con l obiettivo di chiarezza e leggibilità in un contesto frastagliato e disomogeneo dal punto di vista percettivo. L attenzione, in questo senso, si è concentrata sul valore estetico dell edificio, sul suo carattere, sulla sua capacità di assumere il contesto come riferimento e termine di integrazione.

10 via del Ticino via Giulio Ferreri via Novara via Fleming

11 L architettura 11 A sinistra Schema urbano. In giallo evidenziati i percorsi interni ed esterni all edificio in relazione all isolato. In alto Spaccato prospettico da via Novara. Sono indicati i principali elementi costitutivi del complesso. L edificio, interamanete pensato in classe energetica A, è concepito come una grande metafora costruita: una lanterna abitabile da tutti, capace di irradiare luce e contenuti in città. Le superfici di facciata sono unitarie e, retroilluminate di notte, ambiscono a costituire un punto di riferimento per l intero quartiere. La lamiera stirata che le compone è attraversabile dallo sguardo e dal vento, ma la superficie continua è utilizzabile come supporto per arte urbana, installazioni a rotazione, proiezioni, green wall: una grande lavagna fatta per essere scritta da cittadini, artisti, bambini... Gli elementi architettonici trovano un riferimento nella tradizione urbana e architettonica della città, in particolare di Milano: la strada, il porticato, l atrio, i ballatoi, le gradinate... Permeabilità e attraversabilità sono i princìpi cardine di BAAM!: il recinto è interrotto da una serie di varchi o porte che si aprono all esterno. Via Novara trova connessione con il giardino retrostante grazie ad una strada interna che si pone alla stregua di spazio urbano pubblico, senza soluzione di continuità con esso. Su di essa si innesta, ortogonalmente, un altro percorso che rende possibile il collegamento longitudinale carrabile del lotto. In questo senso, l azione di intersecare, incrociare due assi, risale alla primigenia fondativa della città e ha, in questo caso, un preciso valore: è proprio in corrispondenza di questo incrocio che ha sede il cuore di BAAM!. Si tratta di un vero e proprio centro concettuale, di uno spazio di relazione che, come in un piccolo borgo, raccoglie le energie dell intero complesso. BAAM! introietta la città riproducendone al suo interno la complessità e l articolazione di spazi: affacci, percorsi, ballatoi, luoghi dello stare e del percorrere che divengono un microcosmo dinamico, aperto verso il cielo e vicino alle persone. L architettura di BAAM! rifugge complessità gratuite in termini linguistici, volumetrici e statici e fa della semplicità la sua cifra costruttiva, sperimentando, in questo preciso momento storico, un ideale compromesso tra estetica e contenuti, tra forme e senso in modo attento e rispettoso dell ambiente.

12 A destra Fotoinserimento all ora del tramonto. Vista dall angolo tra via del Ticino e via Giulio Ferreri. La luce del polo urbano culturale irradia lo spazio aperto. In primo piano l angolo del bistrot rivolto al postico sul giardino. A destra il volume in policarbonato. Al centro l ingresso sulla strada interna di collegamento a via Novara. A Sinistra il volume del coworking e l accesso ai cinema e alla distribuzione verticale. Sempre sulla sinistra, il volume è interrotto dalla grande finestra dello spazio polifunzionale.

13 Nella città, della città: BAAM! 13 La strada di BAAM! è allestibile e utilizzabile secondo le esigenze più svariate: attività all aperto, performances, feste urbane, concerti, mercatini... Le strade entrano nell edificio; il suolo collettivo di BAAM! si espande nella città. Questa tensione continua, una vera e propria relazione di reciprocità tra urbanità ed edificio è motore di relazioni e attività, è simbolica e insieme fisica. Non un mero fatto tecnico e funzionale, ma una strada per connettere che si fà luogo specifico, dotato di senso compiuto, un riferimento, un punto di ritrovo... Sulla strada di BAAM! affacciano le principali funzioni strutturali dell intero complesso: due sale teatrali (una da circa 400 posti e una da 150 circa) allestite secondo i parametri tecnici più esigenti, un bistrot / caffetteria; uno spazio atelier / laboratori a sua volta relazionato ad un patio più riservato condiviso con l area co-working. In questo patio è possibile allestire laboratori all aperto o piccoli eventi. Sempre dalla strada interna è possibile raggiungere una grande scalinata che porta alle sale cinema (due piccole, da circa 80 posti e una grande, da circa 150 posti) utilizzabili anche come sale conferenze o piccoli auditorium e agli spazi tecnici posti ai piani interrati dell edificio. Ai piani superiori trovano collocazione una piccola foresteria completa di servizi e angolo cottura; un aula polivalente facilmente connessa con il piano superiore del bistrot / caffetteria nel caso sia necessario per eventi specifici; infine, un unità composta da due sale registrazione e quattro sale prove. Sul giardino affaccia, per l intera lunghezza dell edificio (da via Fleming a via del Ticino) un portico che, in corrispondenza al bistrot, diventa una terrazza aperta sul giardino. Dal lato opposto, verso via Fleming, lo stesso portico lascia spazio ad un corpo completamente traslucido, divisibile in tre moduli, alto circa dieci metri, adatto ad esposizioni, laboratori temporanei, attività artigianali, piccole presentazioni, attività multimediali. Il mix di funzioni che offre il programma rende BAAM! un luogo polivalente e flessibile, aperto a tutte le ore del giorno, ospitale alle più svariate fasce d età. La commistione di spazi e usi garantisce un uso intenso della struttura, capace di generare un nuovo centro.

14 Fotoinserimento diurno. Vista sulla strada interna che collega il fronte su via Novara all area destinata a verde tra le vie Fleming e del Ticino sullo sfondo. Sulla strada affacciano i ballatoi distributivi dell intero complesso. Lo spazio è aperto agli allestimenti più svariati. Affacciarsi e riconoscersi in uno spazio collettivo.

15 Fotoinserimento diurno. Vista sul portico affacciato sul giardino. In primo piano il patio all aperto del bistrot. Sullo sfondo l ingresso del volume polifunzionale. Sulla sinistra l accesso alla strada interna. 15

16 TIMELINE DI BAAM! VIA NOVARA VIA DEL TICINO VIA G. FERRERI VIA A. FLEMING BAAM! è pensato per parti non solo per garantire il necessario e ottimale isolamento acustico e aumentare la leggibilità e il senso di ognuna di esse, ma anche per permettere la realizzazione di due varianti di progetto: BAAM! e BAAM! Grande. Le due versioni differiscono nella quantità di spazi che vengono messe a disposizione delle diverse funzioni afferenti al progetto. In particolare, la versione BAAM! considera la realizzazione nell area interrata dei due cinema da 80 posti e delle sale prova musica e studi di registrazione. Nella versione BAAM! GRANDE quest ultima area viene invece dedicata alla realizzazione del terzo cinema (da 150 posti). Infine, la versione BAAM! GRANDE prevede la realizzazione della palazzina che comprende gli spazi che verranno dedicati al coworking, aula polivalente e sale prova musica e studi di registrazione. giorno 0 Inizio dei lavori sull area di BAAM!. Stato di fatto.

17 17 giorno 15 Dopo quindici giorni, nell area dei giardini, vengono posizionate due strutture leggere: il teatrino all aperto e l infopoint. Ciò permette l immediata accensione delle attività di BAAM! sul territorio. Rappresentazioni, piccole esposizioni, eventi musicali, attività culturali, di laboratorio e di informazione. L area viene delimitata ed iniziano le opere di messa in sicurezza e demolizione.

18 giorno 60 Dopo sessanta giorni vengono completate le demolizioni e le opere di bonifica. Le attività proseguono utilizzando le due strutture temporanee del teatrino e dell infopoint. La recinzione interattiva del cantiere si è trasormata in una lavagna urbana, in grado di accogliere attività artistiche e di esposizione. Una vera e propria wunderkammer che racconta e prefigura la crescita di BAAM!. Iniziano le opere di costruzione.

19 IPOTESI 1 giorno 540 BAAM! è pronto. 19

20 IPOTESI 2 giorno 540 BAAM! Grande è pronto! Grazie alle tecnologie adottate in cantiere e alla flessibilità del progetto architettonico il tempo di costruzione è uguale nelle due versioni..

21 Sopra La distribuzione verticale a cielo aperto Sotto L accesso alla grande scala dalla strada interna 21

22 BAAM!, GLI ELEMENTI

23 VERIFICA DIMENSIONALE BAAM! 3000 MQ SLP TOTALE 120 mq di slp - esposizione 420 mq di slp - co working - sala polivalente - sale registrazione 180 mq di slp - laboratori - foresteria 400 mq di slp - ristorazione 1265 mq di slp - teatri - produzione teatrale - spazi accessori 470 MQ SLP - cinema - spazi accessori SUP. COPERTA 1709 MQ < 60% superficie coperta come da PGT SUP. LIBERA 1357 MQ > 40% superficie scoperta come da PGT 23 SUP. LOTTO 3066 MQ

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25 RELAZIONE COSTRUTTIVA, STRUTTURALE e IMPIANTISTICA Premessa In una fase preliminare, per poter realizzare un edificio in CLASSE A, si è proceduto alla verifica delle principali stratigrafie che compongono l involucro degli edifici, in maniera particolare su quelli opachi che sono la quasi totalità di quelli previsti. Anche in questo caso si è posta particolare attenzione ai materiali ecocompatibili, in maniera particolare sulle lastre in gesso rivestito dove si è previsto di utilizzare lastre Habito ActiveAir della Gyproc che, essendo additivate con fibre di vetro, garantiscono un elevato grado di durezza superficiale e di resistenza meccanica con ovvi vantaggi sulla durata e sul risparmio manutentivo. Altra caratteristiche importante delle lastre è la tecnologia Activ Air che permette alla lastra di assorbire e neutralizzare fino al 70% dei VOC presenti nell aria. La stratigrafia principale dei muri perimetrali verrà così realizzata con una trasmittanza totale pari a W/mqK di 0,189 CARATTERISTICHE TERMICHE E IGROMETRICHE DEI COMPONENTI OPACHI DELL INVOLUCRO EDILIZIO: secondo UNI EN UNI UNI EN ISO UNI UNI Tipo di struttura: muro perimetrale fuori terra, codice struttura M1 25 N. DESCRIZIONE STRATO s l C r da x 10 - du x 10 R (dall interno verso l esterno) [mm] [W/mK] [W/m²K] [kg/m³] [kg/mspa] [kg/mspa] [m²k/w] 1 Lastra in cartongesso Habito 13 Activ Air 12,5 0,250 20, ,000 50,000 0,050 2 Lastra in cartongesso WALLBOARD 13 12,5 0,250 20, ,000 50,000 0,050 3 Pannello autoportante Mupan K 80 0,036 0, ,067 0,067 2,250 4 Pannello isolante in schiuma polyiso Tipo GT 60 0,024 0, ,351 1,351 2,500 5 Muro esterno in blocchi lisci ST 20x40 FV IMP 200 0,909 4, ,000 13,333 0,220

26 1. DESCRIZIONE DELLE STRUTTURE Le strutture portanti si possono intendere composte da due differenti sistemi: cemento armato con pilastri verticali e piastre orizzontali per i corpi di fabbrica multipiano; strutture in legno lamellare su setti in c.a. per i corpi di fabbrica a tutta altezza. Il progetto è realizzato secondo le attuali Nuove norme tecniche per le costruzioni : D.M. 14 gennaio 2008 (NTC08) e s. m. i. ed in osservanza della classificazione sismica e zonizzazione del territorio dell Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 3274 del Visto il quadro normativo di riferimento per l edificio in oggetto, sono stati definiti i seguenti parametri di progetto: vita nominale (100 anni) classe d uso (III) zona sismica (4) Milano 1.1 MURI PERIMETRALI I muri di cantina realizzano completamente il perimetro del piano interrato e sono strutturalmente connessi in sommità al solaio di piano terra. 1.2 FONDAZIONI In relazione all entità delle sollecitazioni riscontrate nel dimensionamento della struttura, alle caratteristiche geotecniche e idrogeologiche del terreno, alla geometria dello schema a telaio ed ai rapporti di luce/altezza degli elementi strutturali si è ritenuto di scegliere la soluzione di fondazione a plinti isolati e travi di fondazione. 1.3 STRUTTURE VERTICALI Le strutture verticali sono realizzate in opera in c.a. ordinario e sono costituite da pilastri e setti portanti. Nel complesso dell intera struttura non si evidenziano pilastri in falso: tutte le strutture verticali, costituite da pilastri e setti, sono continue dal piano di fondazione. 1.4 STRUTTURE ORIZZONTALI Corpo di fabbrica a 4 livelli Struttura a soletta piena bidirezionale alleggerita tipo Cobiax : non richiede l uso di travi ribassate monodirezionali, tutti gli gli elementi sono in spessore con armatura staffata di semplice irrigidimento del bordo. Corpo di fabbrica a tutta altezza Per realizzare i grandi spazi liberi necessari e il volume unico la copertura sarà realizzata con travi in legno lamellare secondo lo schema di arco a due cerniere o mono-trave poggiato su file di setti perimetrali.

27 2. ILLUSTRAZIONE TECNOLOGIA DI PROGETTO Sistema bilastra per i muri perimetrali Descrizione sintetica: 1. Scavi di sbancamento in tutta l area di lavoro con scarpata inclinata a circa Scavo a sezione verticale per tratti di fronte fino a quota fondazione, 3. Getto magrone di fondazione e tracciamento filo muri perimetrali, 4. Posa dei muri prefabbricati a doppia lastra e armatura di fondazione integrata, 5. Messa in sicurezza della lastra con puntelli contrastati 6. Operazione ripetuta per i conci successivi. 7. Getto del tratto di muro e riempimento a tergo (con lastra puntellata). Il solaio Cobiax è una struttura monolitica in c.a. con portata bidirezionale alleggerito da corpi cavi in polietilene ad alta densità inseriti in una speciale gabbia di rete elettrosaldata opportunamente sagomata che fa da distanziale tra l armatura inferiore e l armatura superiore sostituendo i tralicci distanziatori. In sostanza i corpi cavi sostituiscono il calcestruzzo nelle zone della piastra che non concorre alla stabilità del solaio. 1. Casseratura con sistemi modulari. 2. Posa l armatura inferiore a doppia orditura in fasci preassemblati. 3. Posa modulo cobiax. 4. Getto del cls fludio. 5. Staggiatura. 6. Disarmo parziale anticipato. Il sistema cobiax è un sistema di solaio in opera che unisce la sicurezza del cantiere, la semplicità e velocità di posa, il risparmio del materiale e la diminuzione del peso proprio (fino al 35%). Il vantaggio dell edificio rispetto al metodo tradizionale: minor calcestruzzo e armatura in acciaio; riduzione degli elementi verticali (pilastri e setti) eliminazione di elementi ribassati (velocità di esecuzione); riduzione delle deformazioni verticali; minori carichi in fondazione; gestione del cantiere con massima flessibilità e produzione esterna; ottimizzazione dei tempi, dell organizzazione degli spazi e della sicurezza. 27

28 Copertura in legno lamellare del volume unico Il notevole sviluppo assunto, in questi ultimi anni, dall utilizzo del legno nella nuova costruzione, risale senza dubbio alla raggiunta consapevolezza di poter disporre con il legno di una materia prima tradizionale e, al tempo stesso, moderna che, se correttamente impiegata, consente non solo soluzioni architettoniche straordinarie, isolamenti acustici e termici ineguagliabili, resistenze al fuoco ed al sisma, ma anche il più ecologico tra tutti i materiali disponibili. Le strutture in legno lamellare vengono impiegate in tutte le applicazioni nelle quali la valutazione estetica acquisisce un adeguata rilevanza. La struttura portante in legno lamellare classica è composta da archi a due/tre cerniere, opportunamente curvati secondo le sagome di progetto. Costituiscono gli archi un insieme di lamelle fresate nei giunti, eseguiti a pettine, ed appositamente incollate con prodotti idonei e precisati nelle normative di incollaggio. Il collegamento tra gli archi così ottenuto è assicurato da appositi puntoni ottenuti sempre in legno lamellare di abete. L esecuzione dei collegamenti avviene mediante l impiego di opportune scarpette in acciaio e chiodi ad alta resistenza o bulloni secondo le necessità e i dati di progetto. Le campate esterne vengono normalmente corredate da controventi in acciaio in grado di scaricare a terra le spinte ortogonali agli archi. Per quanto riguarda i metodi di calcolo si fa riferimento alle seguenti normative tecniche: UNI 9504 Procedimento analitico per la resistenza al fuoco degli elementi in legno UNI ENV Eurocodice 5 - progettazione di strutture di legno 3. MATERIALI Per tutte le strutture, sia di fondazione che in elevazione sono prescritti i seguenti materiali: Calcestruzzo C 28/35 N/mmq peso specifico (c.a.) = 0,0025 dan/cmc modulo elastico E = dan/cmq coefficiente di Poisson = 0,15 resistenza caratteristica cubica Rck = 350 dan/cmq resistenza caratteristica cilindrica fck = 280 dan/cmq Acciaio per c.a. B450C ftk tensione di rottura 540 N/mm2 fyk tensione di snervamento 450 N/mm2 fyd tensione di calcolo 390 N/ mm2 Allungamento (Agt )k 7% deformazione massima y,u = 1% Acciaio per Profili metallici EN S275 J2 (ex Fe430) (acciai marcati CE e

29 conformi alle norme armonizzate) UNI EN per laminati UNI EN per tubi senza saldatura UNI EN per tubi saldati Acciaio per profili laminati a caldo secondo Tab IX : UNI EN : S275 (fyk 275 ftk 430) A destra Esempio di struttura in legno lamellare. Travi su due appoggi a doppia pendenza. 29

30 RELAZIONE IMPIANTISTICA La presente descrizione tipologica degli impianti tecnologici è stata impostata in modo da fornire una doppia chiave di lettura che permetta di valutare sia sotto il profilo tecnico e normativo sia sotto l aspetto prestazionale le opere nel loro complesso. L intero progetto impiantistico è stato pensato con un ottica verde in quanto si prevede l utilizzo di tecnologie ad alta efficienza energetica. Questo per seguire la filosofia progettuale architettonica la quale oltre utilizzare tecnologie costruttive a bassissimo impatto ambientale prevede un grande utilizzo di materiali riciclabili. Si è previsto l utilizzo di un modulo pompa di calore. Il vantaggio nell uso della pompa di calore deriva dalla sua capacità di fornire più energia di quella elettrica impiegata per il suo funzionamento in quanto estrae/cede calore all ambiente esterno, in questo caso dall acqua di falda. IMPIANTI ELETTRICI Apparecchiature elettriche pre assemblate e/o cablate Sistema controllo accensioni/spegnimento illuminazione ordinaria Sistema di gestione/controllo illuminazione di emergenza Impianto di illuminazione di emergenza corpi illuminanti a led Controllo accensione luci servizi igienici Impianto fotovoltaico IMPIANTI MECCANICI Apparecchiature termomeccaniche con collegamenti a collettore Sistema integrato di regolazione ventilconvettori Tipologia di ventilconvettori Unità di trattamento aria modulari Gruppo pompa di calore per produzione sia estiva che invernale Linee guida della Progettazione Impiantistica Nello sviluppo della progettazione per gli impianti tecnologici e, nella futura realizzazione, saranno presi a parametro i seguenti requisiti: rispondenza ai requisiti relativi al luogo ed alla destinazione finale; sicurezza degli operatori, degli utenti e degli impianti; semplicità ed economia di manutenzione; risparmio energetico tramite l utilizzo di pompe di calore alimentate da acqua di falda, in ottica ecosostenibile; affidabilità degli impianti e massima continuità di servizio; cura dei vincoli ambientali e paesaggistici, in modo da non interferire negativamente con il contesto ambientale circostante.

31 IMPIANTI ELETTRICI: 1. APPARECCHIATURE ELETTRICHE PRE ASSEMBLATE E/O CABLATE Per ridurre i tempi di montaggio e garantire una facilità nella manutenzione riducendo i relativi costi di conduzione, si eseguiranno il officina tutti i pre-cablaggi dei corpi illuminati, o altri terminali che permettono di utilizzare tale tecnologia. Dall analisi del confronto tra un impianto assemblato con metodo tradizionale ed uno pre-assemblato, emerge una riduzione di un quarto dei tempi di installazione. 2. SISTEMA CONTROLLO ACCENSIONI/SPEGNIMENTO ILLUMINAZIONE ORDINARIA 31 Gestione manuale: Le zone destinate al coworking o delle zone con presenza continuativa di personale. Un ufficio si compone di apparecchi illuminanti dotati di reattori elettronici digitali dimmerabili compatibili con lo standard DALI. Il modulo di sistema è in grado di controllare una serie di reattori, e funge da interfaccia tra il singolo reattore connesso ed il bus principale (di piano) costituito da un conduttore bipolare non schermato. Tutti i moduli di alimentazione saranno collegati al bus di piano e ogni reattore verrà indirizzato singolarmente tramite un indicatore alfanumerico. In base alle identificazioni assegnate al singolo reattore, si determina come e da quale pulsante questo reattore verrà controllato. In ogni ufficio è installato un pulsante luminoso standard, collegato al modulo di interfaccia alimentato a 230 V c.a., oppure alimentato esternamente a 24 V. Tramite il pulsante, si possono accendere, spegnere o dimmerare tutte le lampade dello stesso locale contemporaneamente. Il contatto cui il pulsante è collegato andrà indirizzato secondo la modalità di indirizzamento alfanumerico al fine di controllare correttamente tutte e sole le lampade sottese. Gestione automatica: La gestione automatica dell illuminazione normale viene effettuata dal calcolatore di controllo dotato di porte di ingresso che vengono utilizzate per connettere le montanti bus. Una volta messo in funzione l impianto di gestione in termini di indirizzamento di uscite ed ingressi, sono possibili le seguenti impostazioni di gestione sul dispositivo di controllo generale: Creazione, locale per locale, di scenografie a livello luminoso fisso. Inserimenti temporali: per ogni locale è possibile determinare la fascia di orario per cui le luci si spengono e, nel caso le luci vengano manualmente riaccese, dopo quanto tempo devono essere spente di nuovo. È possibile anche specificare quali cambi scena devono effettuarsi in base ad un preciso giorno della settimana o in un giorno di chiusura. Condizioni incrociate: è possibile determinare il cambio di scena luminosa di un locale (o parte di esso) quanto vengono soddisfatte determinate condizioni. Ad esempio, è possibile stabilire, in una determinata fascia oraria del giorno, lo spegnimento di tutte le luci del corridoio se, e solo se, tutti i locali che si affacciano su quel locale risultano spenti, (SCENA 0) con un opportuna velocità di fading

32 e un congruo tempo di ritardo. Stesso discorso può valere per una scala, se tutti i corridoi che vi si affacciano risultano spenti. Blocco dell automazione: se durante il giorno le luci vengono dimmerate a mano, l automazione viene interrotta per un tempo impostabile e, fin quando l intervallo di tempo non è trascorso o non si raggiunge una condizione prefissata di cambio scena, il livello luminoso impostato nel locale non cambia. Superficie grafica: visualizzazione su monitor della pianta del piano, con in evidenza le icone simboleggianti i vari gruppi luci presenti su quel piano. Le icone mostrano il livello di luce (0-100%) a cui è posto quel gruppo, con eventuali errori (lampada, collegamento, ecc.) visualizzati. Assistenza remota: è possibile accedere al calcolatore di controllo da remoto tramite programma e linea esterna; in tal modo di può fornire assistenza in remoto in caso di malfunzionamenti o cambio di impostazioni. Il sistema deve inoltre consentire l attivazione di ulteriori servizi quali interfacciamento da sistema esterno su TCP/IP, o l installazione di un programma per la gestione delle luci di un locale da un personal computer ivi presente. Una volta attivata l automazione dal calcolatore di controllo, accendendo da un pulsante la luce, le lampade si porteranno al livello determinato di intensità luminosa. Se si interviene manualmente sul pulsante per dimmerare la luce, essa rimarrà al valore impostato manualmente fino a che non intervengono i fattori descritti nel paragrafo precedente. Ad una certa ora serale, il calcolatore di controllo manderà il comando di spegnimento del locale, ripetuto a congrui intervalli di tempo uguali, per tutta la notte. Se in questo intervallo di tempo la luce viene accesa manualmente, rimane in tale stato per un tempo impostato sul calcolatore stesso, poi verrà centralmente spenta con le stesse modalità prima descritte. 3. SISTEMA DI GESTIONE/CONTROLLO ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA È prevista la realizzazione di un sistema centralizzato di gestione dell impianto di illuminazione di emergenza. Tipologia di dispositivi: Centrali per la gestione ed il controllo dell impianto Apparecchi di illuminazione di emergenza Apparecchi di segnalazione di emergenza Inverter kits integrati negli apparecchi Inverter (Power packs) esterni Caratteristiche: Sistema modulare Apparecchi funzionanti sia in modalità autotest che centraltest Autonomia programmabile (1ora / 3ore) Esecuzione del test posticipabile per una parte dell impianto (pari/dispari) Collegamenti cablati o via radio Bus DALI-compatibile per la gestione di apparecchi di illuminazione DALI Possibilità di controllo remoto mediante PC (interfacciamento GSM, Ethernet,

33 Usb, RS232) Possibilità di integrazione con sistemi di Building Automation Operazioni di configurazione centralizzate 16 gruppi di apparecchi programmabili 16 scene di luminosità programmabili Il sistema previsto ad Onde Convogliate è un sistema per illuminazione d emergenza con il controllo di funzionamento centralizzato ed è costituito da una centrale e da un numero variabile di lampade di emergenza dipendente dalla configurazione dell impianto. La comunicazione fra la centrale di controllo e gli apparecchi avviene utilizzando una trasmissione digitale a onde convogliate sulla linea di alimentazione a 220/230 Volt. 4. IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA CORPI ILLUMINANTI A LED All interno dell impianto di illuminazione di emergenza dei vani locali, è prevista l installazione di corpi illuminanti dedicati a detti circuiti, composti da lampade tipo led. 5. CONTROLLO ACCENSIONE LUCI SERVIZI IGIENCI Nei vari blocchi servizi igienici, è previsto un impianto di illuminazione corredato di sistemi di accensione comandati da rilevatori di presenza, che garantiscono il corretto funzionamento di accensione ed il relativo spegnimento automatico delle lampade a basso consumo, spegnendo le lampade in mancanza di persone con un tempo di ritardo dal tempo di accensione. IMPIANTI TERMOMECCANICI: 6. APPARECCHIATURE TERMOMECCANICHE CON COLLEGAMENTI A COLLETTORE PER I SERVIZI IGIENICI Per ridurre i tempi di montaggio degli impianti termoidraulici, si prevede di utilizzare una distribuzione delle tubazioni tramite inserimento di collettori di distribuzione tubazioni secondarie in multistrato a rotolo. 7. SISTEMA INTEGRATO DI REGOLAZIONE VENTILOCONVETTORI 33 Su ogni finestra di ogni locale del coworking o di locali con presenza fissa di personale è previsto l inserimento di un contatto magnetico, che sia nel periodo invernale che in quello estivo, interagisco con il funzionamento dell elettroventilatore del fan coils inibendo il funzionamento in caso di finestra aperta (ad esempio per ventilazione naturale del locale, etc). È prevista la sostituzione dei ventilo convettori con apparecchi di nuova generazione, completi di ventilatori tipo brushless a

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