1. TITOLO DELLA MISURA : Gestione delle risorse idriche in agricoltura

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1 UNIONE EUROPEA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE TOSCANA PIANO DI SVILUPPO RURALE REGOLAMENTO CE 1257/1999 MISURA 9.6 Gestione delle risorse idriche in agricoltura Regolamento CE 445/02 lettera q PARTE I ADEMPIMENTI TECNICI 1. TITOLO DELLA MISURA : Gestione delle risorse idriche in agricoltura 1. OBIETTIVI DELLA MISURA - Ottimizzazione della gestione delle risorse idriche in agricoltura attraverso la valorizzazione delle acque superficiali e la riduzione delle inefficienze di distribuzione e dei consumi, per limitare i fenomeni di degrado delle acque superficiali e sotterranee e dei terreni agricoli. - Aumento dell efficienza di distribuzione potrà realizzarsi attraverso interventi che rispondano alle seguenti finalità: - riduzione delle perdite delle reti; - riduzione dell evaporato; - riduzione delle infiltrazioni e delle percolazioni; - aumento dell uniformità distributiva degli impianti di irrigazione; - adozione di tecniche di adacquamento che riducano l impegno di risorse idriche a parità di produttività delle coltivazioni. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA Con questa misura vengono finanziati interventi pubblici e collettivi per la riconversione di sistemi di approvvigionamento idrico e la ristrutturazione di opere di derivazione, accumulo e distribuzione idrica a livello interaziendale al fine di gestire in modo ottimale le risorse idriche diminuendone il consumo e contrastando così fenomeni di degrado ambientale a carico dei terreni agricoli e delle acque superficiali e profonde 1

2 3. Enti pubblici e Limitazione ed esclusione dagli interventi Per quanto riguarda l eligibilità delle spese relative ad investimenti, la presente misura acquisisce le disposizioni di attuazione del regolamento del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale, sul Regolamento Ce n. 1257/99, sul Piano di Sviluppo Rurale della Toscana, nei Piani Locali di Sviluppo Rurale approvati e le ulteriori modifiche ed integrazioni a quanto sopra riportato. Tutti i programmi/progetti presentati dovranno riguardare interventi che rispondano al requisito dell immediata canteriabilità, cioè dovranno essere state acquisite tutte le necessarie autorizzazioni all esecuzione dei lavori. Al momento dell emissione del nulla-osta da parte dell Ente locale competente, gli Enti beneficiari dovranno essere in possesso di progetti esecutivi di intervento regolarmente approvati. 4. DISPOSIZIONI TECNICHE DEFINIZIONE DEI PROGRAMMI DEGLI INTERVENTI PUBBLICI Sulla base della deliberazione G.R. n del e successive modifiche ed integrazioni, gli Enti locali competenti che hanno previsto nei piani Locali di Sviluppo Rurale di attivare risorse per il finanziamento degli interventi previsti dalla misura 9.6 procedono alla formazione del programma per l assegnazione delle risorse disponibili sulla base di una ricognizione delle esigenze progettuali proprie e degli altri Enti pubblici in qualità di attuatori degli interventi e come possibili beneficiari, ricadenti sul territorio di competenza dell Ente locale competente. Limitatamente all annualità FEOGA 2003 sono eligibili le spese sostenute dai beneficiari previsti dalla misura dalla data di pubblicazione delle presenti direttive sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana. A tal fine, gli Enti competenti predisporrano un apposito programma degli interventi, da approvare con le modalità riportate nella tabella 1 delle presenti direttive. I programmi degli Enti locali competenti vengono, una volta approvati dall Ente medesimo, inviati alla Regione Toscana per il successivo atto di approvazione. Tali programmi vanno articolati per annualità secondo la dotazione finanziaria che gli Enti locali competenti hanno stabilito di collocare sulla misura. Su questa base finanziaria sarà composto il programma degli interventi. Per la definizione dei programmi ciascun Ente locale competente provvederà a: 2

3 - dare informazione agli altri Enti pubblici della propria zona di competenza sulle azioni ammissibili e sugli interventi previsti; - individuare i progetti di propria competenza; - effettuare una ricognizione sulle esigenze territoriali e di progettualità, attraverso la raccolta di domande di adesione al programma e dei progetti di massima indicati sulla base delle schede di progetto; - raccogliere le schede di progetto, sia relative ai propri progetti che quelle degli altri Enti pubblici; - redigere una graduatoria fra i vari progetti ammissibili secondo criteri di priorità stabiliti dai propri Piani Locali di Sviluppo Rurale; - trasmettere il programma alla Regione Toscana congiuntamente alle modalità con il quale tale programma è stato redatto. APPROVAZIONE DEI PROGRAMMI TERRITORIALI DI INTERVENTO L Ente locale competente invia alla Regione Toscana il programma degli interventi pubblici per la misura 9.6 con la relativa graduatoria e articolazione finanziaria, unitamente alla deliberazione di approvazione del programma e copia delle schede. Quanto sopra deve essere inviato alla Regione Toscana prima della presentazione delle domande ad ARTEA ed ordinariamente entro il 30 Settembre di ogni annualità. Limitatamente all anno 2003, i programmi vengono presentati dagli Enti locali competenti entro 15 giorni dalla pubblicazione delle presenti Direttive sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana. Entro il 15 Gennaio 2003 giorni il competente Dirigente della Giunta Regionale responsabile della misura, con proprio decreto, verificata la congruenza degli interventi proposti con le previsioni finanziarie indicate dagli Enti locali competenti nel proprio Piano Locale di Sviluppo Rurale, approva i programmi degli Enti e ne autorizza l attuazione comunicandola, tramite pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana, agli Enti stessi. La Regione Toscana invia copia del predetto decreto all'artea per la presentazione delle domande entro il

4 Tabella 1 Tempistica presentazione programmi Fasi del procedimento della presentazione dei programmi Soggetti Provvedimento a rilevanza esterna Termini per l annuali tà FEOGA 2003 Termini annualità successive 1. Ricevimento delle domande di adesione al programma biennale e raccolta schede di progetto dei singoli Enti Ente locale competente In caso di esito negativo dichiarazione di non ricevibilità del programma medesimo (domanda di adesione al programma) 15 gg. Dalla pubblicazione delle Direttive sul B.U.R.T. Entro il 31 Agosto di ogni annualità 2. Verifica del progetto di massima e dei requisiti generali Ente locale competente 31 Dicembre 2002 Entro il 30 Settembre di ogni annualità 2.1 Adempimenti progetti non conformi Ente locale competente Comunicazione contenente motivazioni progetti non conformi 2.1 Adempimenti progetti conformi Ente locale competente - Predisposizione graduatoria dei progetti conformi e redazione programma biennale degli interventi - Invio del programma alla Regione Toscana 4

5 3. Approvazione programmi di intervento Regione Toscana - Decreto dirigenziale di approvazione programma regionale 15 Gennaio 2003 Entro il 31 Ottobre di ogni annualità - Comunicazione tramite pubblicazione sul B.U.R.T. ai soggetti pubblici interessati 4.Presentazione domande ad Artea Entro il 31 Gennaio 2003 Entro il 30 Novembre di ogni annualità DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER GLI ENTI Il meccanismo di funzionamento del FEOGA Garanzia non prevede trasferimenti finanziari di fondi ma soltanto il pagamento di premi e contributi e dei relativi anticipi ove previsti. L Ente beneficiario dovrà quindi istituire, al momento dell approvazione del programma uno specifico capitolo di competenza, in cui sarà indicata la dotazione finanziaria pari all assegnazione finanziaria prevista per l attuazione della parte di programma degli interventi ammessi. Per eventuali necessità di cassa che dovessero presentarsi prima del ricevimento dell anticipo da parte dell Organismo pagatore l Ente beneficiario provvederà con proprie risorse. Per le opere realizzate con la presente Misura del Reg. CE 1257/99 va predisposta, da parte degli Enti beneficiari del contributo, apposita contabilità per la rendicontazione delle spese sostenute. 5.TIPOLOGIE DI INTERVENTO E SPECIFICHE TECNICHE AZIONE 9.6 GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE IN AGRICOLTURA 1. OBIETTIVO 5

6 Ottimizzazione della gestione delle risorse idriche in agricoltura attraverso la valorizzazione delle acque superficiali, la riduzione delle inefficienze di distribuzione, il contenimento dei consumi e la promozione del riutilizzo di risorse idriche alternative, per limitare i fenomeni di degrado delle acque superficiali e sotterranee e dei terreni agricoli. L aumento dell efficienza di distribuzione potrà realizzarsi attraverso interventi che rispondano alle seguenti finalità: - riduzione delle perdite delle reti; - riduzione dell evaporato; - riduzione delle infiltrazioni e delle percolazioni TIPOLOGIE DI INTERVENTO E SPECIFICHE TECNICHE AZIONE 1 - CONSORTILI REALIZZAZIONE DI NUOVE STRUTTURE IRRIGUE Questa azione ammette la realizzazione di nuove strutture irrigue (impianti irrigui collettivi ad alta efficienza, vasche di accumulo, reti di distribuzione) finalizzate alla valorizzazione delle risorse idriche superficiali. Gli interventi ammessi a contributo devono prevedere almeno una delle seguenti azioni : - Costruzione di reti di distribuzione irrigua; - Realizzazione di vasche di accumulo; - Installazione di sistemi di misura dei prelievi irrigui. Specifica Costruzione di reti di distribuzione irrigua Costruzione di nuove reti di distribuzione irrigua intubate per l adduzione collettiva di acque superficiali, comprensive delle necessarie stazioni di pompaggio e di filtrazione. Le nuove realizzazioni dovranno rispondere ai più avanzati criteri di efficienza distributiva. 6

7 - comprensori irrigui costieri. Specifica Realizzazione di vasche di accumulo Costruzione di vasche di accumulo interaziendali per la raccolta di acque superficiali da destinare all utilizzo irriguo in conformità alle norme vigenti che regolamentano la realizzazione di invasi e vasche di accumulo. - comprensori irrigui costieri. Specifica Installazione di sistemi di misura dei prelievi irrigui 7

8 Introduzione di sistemi di misura (contatori) per il rilievo dei volumi irrigui distribuiti agli utenti degli impianti consortili e la loro verifica in relazione all indirizzo colturale attuato. - comprensori irrigui costieri. AZIONE 2. ADEGUAMENTO DEGLI IMPIANTI IRRIGUI CONSORTILI Questa azione prevede un contributo per la realizzazione di interventi di adeguamento e di ristrutturazione degli impianti irrigui consortili o interaziendali a gestione mista pubblico-privata, finalizzati alla riduzione degli sprechi derivanti da un condizione di obsolescenza delle strutture. Gli interventi devono perseguire almeno una delle seguenti finalità: - miglioramento dell efficienza di distribuzione degli impianti consortili, attraverso la riduzione delle perdite delle linee distributrici e delle vasche di accumulo; - miglioramento dell uniformità di distribuzione degli impianti irrigui; - razionalizzazione dei volumi di acqua erogati alle colture per unità di superficie. Gli interventi ammessi a contributo devono prevedere almeno una delle seguenti azioni : - adeguamento delle reti consortili; - adeguamento delle vasche di accumulo; - adeguamento dei sistemi di misura dei volumi irrigui distribuiti dall impianto consortile. Specifica Adeguamento delle reti irrigue consortili 8

9 Sono ammessi a finanziamento i seguenti interventi di ammodernamento e di ristrutturazione delle reti di trasporto e di distribuzione consortili finalizzati al miglioramento dell efficienza distributiva che prevedano : - Manutenzione straordinaria delle condotte; - Manutenzione straordinaria dei canali di distribuzione; - Intubamento degli impianti di distribuzione a cielo aperto; - Manutenzione straordinaria delle stazioni di pompaggio e degli impianti di filtrazione. - comprensori irrigui costieri. Specifica Adeguamento delle vasche di accumulo e dei piccoli invasi Sono ammessi a finanziamento gli interventi realizzati sulle vasche di accumulo riguardanti: - opere di manutenzione straordinaria finalizzate al ripristino dell impermeabilità; - opere di messa in sicurezza; - opere di rimodellamento per il miglioramento della capacità di raccolta e di distribuzione delle acque irrigue. - comprensori irrigui costieri. 9

10 Specifica 2.3 Adeguamento dei sistemi di misura dei prelievi irrigui Sostituzione di sistemi di misura (contatori) obsoleti o inaffidabili, per il rilievo dei volumi irrigui distribuiti agli utenti degli impianti consortili e la loro verifica in relazione all indirizzo colturale attuato. - comprensori irrigui costieri. AZIONE 3 OPERE IRRIGUE CONSORTILI PER IL RIUTILIZZO DI ACQUE REFLUE RECUPERATE Questa azione ammette la realizzazione di nuove strutture irrigue collettive ( vasche di accumulo, reti di distribuzione o impianti irrigui collettivi ad alta efficienza) o l adeguamento di strutture irrigue collettive preesistenti da destinare all utilizzo irriguo di acque reflue depurate e ulteriormente affinate, da eseguire in conformità con le norme tecniche emanate in materia. Gli interventi ammessi a contributo devono prevedere almeno una delle seguenti azioni : 10

11 - Costruzione di reti per la distribuzione irrigua; - Realizzazione di vasche di accumulo; - Adeguamento delle reti consortili di distribuzione e delle vasche di accumulo Specifica Costruzione di reti di distribuzione irrigua Costruzione delle strutture di distribuzione per il trasporto delle acque reflue recuperate destinate all impiego irriguo, dall impianto di depurazione alle vasche di stoccaggio o di equalizzazione e da queste ai punti di prelievo, secondo le modalità tecniche eventualmente previste dalla normativa vigente per il riutilizzo delle acque reflue depurate. - comprensori irrigui costieri; Specifica Realizzazione di vasche di accumulo Costruzione delle strutture per lo stoccaggio o l equalizzazione delle acque reflue depurate recuperate a fini irrigui, secondo le modalità tecniche eventualmente previste dalla normativa vigente per il riutilizzo delle acque reflue, in conformità alle norme relative alla costruzione degli invasi. 11

12 - comprensori irrigui costieri; Specifica Adeguamento delle reti consortili di distribuzione e delle vasche di accumulo Sono ammessi interventi a favore della ristrutturazione di reti irrigue di distribuzione consortili e di vasche di accumulo, per rendere idonei impianti irrigui preesistenti alle norme tecniche fissate per l impiego irriguo di acque reflue depurate: - manutenzione straordinaria delle condotte; - manutenzione straordinaria delle stazioni di pompaggio e degli impianti di filtrazione; - intubamento degli impianti di distribuzione a cielo aperto; - esecuzione di opere di rimodellamento, impermeabilizzazione e copertura delle vasche di accumulo necessarie per l adeguamento delle strutture al contenimento di acque reflue recuperate. - comprensori irrigui costieri; 12

13 4. REGIME DI AIUTO L aiuto prevede un contributo pubblico in conto capitale, pari al 100% massimo dell investimento eligibile. L importo massimo ammissibile è di A titolo di anticipo può essere erogato un importo pari al 20% dell investimento, previa presentazione di apposita fidejussione in favore dell Organismo Pagatore o di dichiarazione dell Ente pubblico conforme a quanto disposto dal Regolamento CE n. 445/02 Clausola compromissoria "Ogni controversia relativa al rapporto in essere fra A.R.T.E.A. e beneficiario, ed in particolare quelle relative alla validità, esecuzione e risoluzione del rapporto stesso, verrà risolta mediante arbitrato rituale in conformità alle procedure di cui al Decreto Dirigenziale n del (B.U.R.T n. 28 suppl. n. 120), che le parti dichiarano di conoscere ed accettare, ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 806 e seguenti. Codice di procedura civile.. La sede e la segreteria della procedura di conciliazione e del giudizio arbitrale è presso la Giunta regionale, Area semplificazione delle procedure amministrative in agricoltura. Il giudizio arbitrale può essere preceduto dal tentativo di conciliazione, obbligatorio per le controversie di valore inferiore a diecimila euro. La relativa procedura è attivata mediante apposita domanda di conciliazione. 13

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