Quando inizia una guerra la prima vittima è la verità. Eschilo, poeta greco. una cortina di bugie. Winston Churchill, statista inglese

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Quando inizia una guerra la prima vittima è la verità. Eschilo, poeta greco. una cortina di bugie. Winston Churchill, statista inglese"

Transcript

1 Quando inizia una guerra la prima vittima è la verità. Eschilo, poeta greco In tempo di guerra la verità è così preziosa che sempre bisogna proteggerla con una cortina di bugie. Winston Churchill, statista inglese Non si mente mai tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia. Otto von Bismarck, statista tedesco Nei bollettini dei supremi comandi è antica abitudine riferire di una battaglia persa come se propria persa non fosse o al più si trattasse di posizione lasciata. Viceversa si strombazzano per vittorie di gran conto i successi di minima entità. Mòr Jòkai, scrittore ungherese Una delle più orribili caratteristiche della guerra è che la propaganda bellica, tutte le vociferazioni, le menzogne, l'odio provengono inevitabilmente da coloro che non combattono. George Orwell, scrittore inglese La gente non vuole la guerra. Sono i leader delle nazioni a determinare le regole. La questione è semplicemente quella di trascinare la gente, viva essa in democrazia, o in qualsiasi altro regime. Hermann Göring, gerarca nazista Introduzione L'idea di questa tesi nasce dalla volontà di approfondire il sottile e labile rapporto tra stampa e ricostruzione storica. Al suo interno ci si è voluti soffermare

2 sull'informazione italiana nel corso del primo conflitto mondiale, più precisamente a partire dall'attentato di Sarajevo, per giungere infine alle conseguenze della disfatta italiana di Caporetto. Nel primo capitolo si è ritenuto opportuno costituire una cornice storica, nella quale inquadrare più facilmente il successivo lavoro di approfondimento: l'analisi del quotidiano Gazzettino, scelto in quanto giornale più diffuso nell'area veneta. Grazie al materiale ricavato da atlanti storici e dal supporto di alcuni testi dedicati alla storia del giornalismo, è stata realizzata una traccia cronologica che affronta i vari passaggi intercorsi tra il giugno del 1914 e la fine del 1917, nel variegato panorama della stampa italiana. L'ultimo anno di guerra non è stato analizzato per due motivi: innanzitutto le edizioni del Gazzettino dopo l'1/11/17 non sono state reperite, in secondo luogo si è preferito studiare lo scollamento tra stampa e realtà storica, arrivata al suo culmine nei giorni della disfatta di Caporetto. Così facendo non è stato analizzato il vero ruolo che ebbe la stampa nel 1918, grazie al volere del comandante supremo Armando Diaz. I quotidiani analizzati subiscono negli anni della guerra una profonda trasformazione e influenzano fortemente la società italiana, ancora alla ricerca di un'identità precisa. Ampio spazio viene dato al dibattito tra le diverse ideologie politiche rappresentate dai giornali, i quali, tramite i propri direttori ed editori, saranno i principali responsabili dell'entrata in guerra contro l'austria. La prima parte della tesi, oltre a chiarire i cambiamenti nella caratterizzazione dei giornali durante il corso del conflitto, serve anche a capire come la stampa abbia cercato di far fronte all'arduo compito di rendere la realtà della guerra accettabile e giusta agli occhi e al cuore del suo pubblico. Sono stati spiegati i motivi per cui le informazioni pubblicate fossero spesso manipolate e così i relativi interessi politici ed economici sottostanti. Inoltre è stato dato spazio all'avvento della censura governativa, la quale ha imposto la piattezza informativa dei quotidiani di guerra, mentre l'analisi della discussa figura del corrispondente ha fatto luce sui retroscena che hanno caratterizzato il flusso di informazioni tra fronte e redazione giornalistica. Per la vastità dell'argomento trattato si è preferito soffermarsi su episodi particolarmente significativi della guerra italiana, criticandone la rappresentazione distorta fatta dai

3 giornali. Tramite le attuali informazioni storiche è stato possibile infine confrontare ciò che è stato detto con ciò che è stato fatto per rendere palese al lettore differenze e analogie tra le diverse verità sostenute dalle testate. Il secondo capitolo, il più originale del lavoro, riguarda l'analisi del quotidiano veneto il Gazzettino, compresi i numeri risalenti al periodo 29/6/14-1/11/17. Lo scopo di questa ricerca è quello di ricostruire la versione del primo conflitto mondiale che il Gazzettino offrì al lettore, mettendone in luce contraddizioni, interpretazioni, mancanze e intenti comunicativi. Tutto ciò per dimostrare come la percezione degli eventi quotidiani, mista alla versione dei fatti propagandata dal direttore del giornale, si discosti decisamente dalla realtà storica condivisa ai giorni nostri. Allo stesso tempo si fa notare come il Gazzettino sia, già allora, un quotidiano autorevole e almeno fino al maggio del 1915, attendibile. Il motivo di questa considerazione è dovuto alla scelta del giornale di riportare in prima pagina articoli provenienti dai maggiori quotidiani italiani ed europei dell'epoca, offrendo così un panorama vasto e completo dei fatti politici nazionali. All'inizio del capitolo sarà presentato il giornale, dalla sua fondazione, alla sua caratterizzazione stilistica e organizzativa di partenza. Nell'analisi del periodo bellico invece, saranno privilegiate le notizie riguardanti la situazione italiana toccando i temi della neutralità del '14, del dibattito interventista, del nazionalismo, della censura di guerra, della manipolazione delle notizie scomode, fino ad arrivare alla disfatta di Caporetto. Non mancheranno però nella tesi, riferimenti alla situazione estera, per metterne in luce, anche qui, le diverse versioni riguardo le battaglie più importanti della guerra e la selezione accurata dei dispacci da pubblicare e quelli da evitare, per offrire al lettore lo scenario voluto. Il criterio prescelto per sviscerare le complessità del giornale è essenzialmente cronologico. Si vuole infatti dare la possibilità al lettore di scorrere mano a mano tutti i diversi episodi, riportando le notizie giornaliere più significative. A tal proposito, vista l'abbondanza di informazioni sul medesimo argomento, si è scelto di riportare spesso e volentieri notizie contro-corrente, curiosità e approfondimenti per mettere in luce pregi e difetti del Gazzettino ma anche le opinioni diverse dei differenti stralci di giornale, da un lato decisamente ingenue e dall'altro profeticamente illuminanti.

4 Capitolo I La stampa nazionale 1) Le reazioni dei giornali italiani di fronte all'esplosione del conflitto L'attentato di Sarajevo del 28 giugno raggiunse le redazioni dei giornali italiani in un momento di instabilità governativa dovuta all'insediamento del conservatore Antonio Salandra, al posto del riformista Giovanni Giolitti, il quale aveva dominato la scena politica italiana dall'inizio del XX secolo. Analizzando i principali quotidiani liberali nel luglio del 1914 si notano almeno due elementi comuni: da un lato l' estrema frammentazione delle notizie che si susseguono vorticosamente e dall'altra la conseguente mancanza di coerenza nelle posizioni sostenute di giorno in giorno. La difficoltà di affrontare un avvenimento così importante si traduce nella formazione di diverse correnti di pensiero che saranno analizzate nei prossimi paragrafi. Il Corriere della Sera è sicuramente il quotidiano più influente della scena politica nazionale e in questi giorni si allinea su una scelta editoriale prudente. Il giornale milanese è storicamente a favore della Triplice Alleanza, pertanto sono chiari gli intenti del direttore Luigi Albertini di creare nell'opinione pubblica un clima distensivo nei confronti di Austria e Germania. In un'interessante lettera destinata al corrispondente capo del giornale, Andrea Torre, Albertini spiega come vi sia un'enorme responsabilità nel pubblicare notizie tendenti a danneggiare l'immagine dell'austria per non scatenare una crisi grave tra i due paesi. 1 Alla luce di questo si può notare come la notizia di Sarajevo venga data in sordina e che le corrispondenze sull'uccisione dell'arciduca e l'analisi sulle conseguenze politiche dell'evento vengano confinate nelle pagine interne. Il primo editoriale dedicato all'attentato esce in data 14 luglio a firma Vico Mantegazza e tende anch'esso a minimizzare la portata dell'assassinio, escludendo che questo possa generare un nuovo conflitto. 2 A mano, a mano che i giorni passano - dice Brunello Vigezzi ne l'italia neutrale - e lo spettro di una guerra europea si materializza sempre più, i maggiori quotidiani liberali mettono da parte l'attrito austro-italiano nei Balcani riportando l'attenzione sulla Triplice Alleanza. Il primo agosto il Corriere, in un 1 L. Albertini, Epistolario , Milano, A. Mondadori, 1968 p. 239 e V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, Bari, Laterza, 1979, p. 241

5 articolo intitolato L'abuso della semplificazione, rinuncia ad esprimere un opinione sull'eventualità della guerra italiana decidendo di affidarsi esclusivamente alla volontà del governo. Questo atteggiamento fa trapelare per la prima volta come Albertini, al di là delle simpatie austriache di facciata, sia favorevole a un mutamento nella condotta dell'italia (il giorno prima aveva scritto alla moglie: Se l'inghilterra scende in campo noi dovremmo farlo o con l'austria o contro l'austria. Io vorrei contro ). 3 Altre testate liberali come la Stampa di Alfredo Frassati e la Tribuna di Olindo Malagodi, dopo l'ultimatum tedesco, sostengono invece come l'italia debba prestare fedeltà alle alleate, affinché possano essere difese da eventuali insidie. Al contrario, prendono le distanze dagli austro-tedeschi sia il Secolo XIX, che esclude la possibilità di un accordo con gli Imperi centrali e il Sole che non nasconde la sua ostilità verso l'austria. 4 La stampa nazionalista, prima della dichiarazione di neutralità del 2 agosto, adotta una tattica di attesa: se da una parte si vede con timore un possibile ingrandimento dell'austria, dall'altro si teme che combattere con la Triplice Intesa (Francia, Inghilterra e Russia) possa rafforzare queste potenze nel mar Mediterraneo, rendendo ancor più flebile il peso italiano in questa zona. Alfredo Rocco scrive il primo agosto sul Dovere Nazionale come l'italia, per salvaguardare i suoi interessi, debba diffidare sia dai nemici storici austriaci e francesi e soprattutto mobilitare l'esercito per allontanare ogni rischio di sopraffazione. 5 La stampa cattolica (l'italia, il Momento, l'avvenire d'italia), ovviamente si allinea nel generale sentimento (anche se per molti solo formale) di appoggio alla Triplice Alleanza, vista la volontà di sostenere la cattolica Austria piuttosto che gli slavi ortodossi. Non mancano però anche qui le voci pacifiste dell'osservatore Romano e dell'avvenire Cattolico, di fatto sorde alle campane di guerra, oltre ad un foglio come l'azione che il 29 luglio, nell'articolo Contro la Guerra, scrive: Badi, vivaddio, il governo italiano a non portare in questo momento uomini e armi, cioè sacrifici e vite, a nessuno, tanto meno all'austria! L'Italia non è ancora uscita da una guerra. Aborra da quest'altra guerra! Il popolo cosi vuole. 6 A proposito di popolo, la stampa socialista, storica portavoce dei diritti dei meno abbienti, appare la più tormentata del paese. Il giornale più significativo della sinistra: l'avanti, di 3 L. Valiani, Recenti pubblicazioni sulla prima guerra mondiale in Rivista Storica Italiana, LXXII, n 3, set. 1960, p B. Vigezzi, L'Italia neutrale, Milano-Napoli, Ricciardi editore, 1966 p V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p Ivi p. 245

6 Benito Mussolini, pubblica il 26 luglio un editoriale intitolato: Abbasso la guerra, dove i celebri toni retorici e sopra le righe del futuro Duce esortano l'italia a non entrare nel conflitto, appellandosi allo slogan proletario: Non un uomo non un soldo!. Solo una settimana dopo, il 2 agosto, esce un altro editoriale ( Il nostro dovere ) dove c'è già una significativa marcia indietro: viene capito infatti che la guerra è inevitabile e l'avanti chiede al governo di capire chi sono i nemici e quali gli alleati del paese. Si avverte dunque una contraddizione di fondo tra gli ideali antimperialisti e pacifisti del movimento operaio e la speranza che una guerra possa essere lo strumento giusto per rinnovare la lotta politica, rivoluzionando gli equilibri governativi italiani. Un esponente del partito socialista come Ernesto Cesare Longobardi, pur mantenendo un atteggiamento di fondo contro la guerra, comincia a fare chiare valutazioni sui due blocchi di potenze, privilegiando l'intesa per vari motivi. In caso di una vittoria austriaca, infatti, la paura per i socialisti era che venisse restaurata una coalizione cattolica e antidemocratica nel continente, mentre con la vittoria anglo-francese l'europa sarebbe stata sotto l'influenza di paesi dove le libertà politiche e l'influenza del popolo sullo Stato erano ormai consolidate. 7 Si fa notare, come in questa considerazione, non venga dato il giusto peso al ruolo della Russia, paese facente parte dell'intesa e sicuramente più tirannico ed elitario di Austria e Germania. 2.1) I quotidiani nazionali dopo la dichiarazione di neutralità Dopo il 2 agosto del 1914 sulle colonne di quasi tutti i giornali la fa da padrone il sentimento di soddisfazione e appoggio al governo per aver scongiurato l'intervento nel conflitto. La stampa nazionalista però non si limita a una passiva accettazione bensì, come si legge sull'idea Nazionale del 6 agosto, parla di una neutralità virile, armata e vigilante. 8 Il fondatore/direttore del giornale Roberto F. Davanzati, afferma che la neutralità italiana equivale ad un' uscita dalla Triplice e che l'esigenza di tutelare i propri interessi nell'adriatico e nei Balcani avrebbe reso necessaria una guerra contro 7 V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p Ivi p. 249

7 l'austria, segnando così una precisa scelta di campo che sarebbe rimasta inalterata. La stampa liberale preferisce invece non mutare il suo atteggiamento filo-governativo, caratterizzato da alcune critiche ai paesi alleati, senza però intromettersi nella vita politica del paese, in totale appoggio alle future scelte che il governo dovrà compiere. Per capire meglio il pensiero liberale basta leggere il Corriere del 7 Agosto, il quale, spiega come l'italia sia stata coerente con gli accordi dell'alleanza, che prevedeva l'ingresso in guerra di un paese alleato solo a carattere difensivo, a differenza dell'austria che non lo ha rispettato, trasgredendo (con l'invasione della Serbia) il principio di mantenimento dello status quo nei Balcani. La Stampa incalza facendo notare, tramite un articolo del corrispondente da Roma Benedetto Cirmeni, come l'italia non aderì all'alleanza per favorire la lotta del germanesimo contro lo slavismo 9 denunciando così l'aggressione voluta da Vienna. La vicenda del quotidiano torinese merita un approfondimento: il direttore Frassati aveva fatto più volte nei suoi editoriali appello alla prudenza, vista l'impreparazione militare italiana rispetto ad un eventuale conflitto. Al contrario, i due redattori della Stampa: Giuseppe Bevione e Virginio Gayda, si rivelano di simpatie nazionaliste e alla loro influenza si devono i continui e vistosi cambiamenti dell'ideologia del giornale, tant'è che nell'autunno del '14, perfino Albertini crede di avere il quotidiano torinese dalla sua parte. In alcuni giornali persiste, nonostante tutto, un atteggiamento di fiducia verso la Triplice. Voci di ammirazione per la Germania Guglielmina provengono sia dal Messaggero, il quale spera ancora che le richieste tedesche di bloccare la mobilitazione russa possano essere considerate, sia dal Giornale d'italia, il quale definisce i francesi come dei pazzi ad attaccare e a farsi sconfiggere fuori dal loro confine in campo aperto. 10 Neppure la Tribuna si discosta molto da queste voci scrivendo che l'italia è autosufficiente dal punto di vista economico e industriale. Il giornale romano vuol far intendere che il paese è pronto ad entrare in guerra a fianco della Triplice. 11 La stampa cattolica invece non dedica molte pagine ai rapporti italiani con gli Imperi centrali, limitandosi ad un atteggiamento prudente e agli ultimi appelli pacifisti di Papa Pio X, prima di concentrarsi, in settembre, sul 9 V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p S. Sonnino, Carteggio 1914/16 a cura di Piero Pastorelli, Laterza, Bari 1974, p Tratto dal Gazzettino del 4/8/1914

8 conclave che eleggerà al soglio pontificio il successore Benedetto XV. I quotidiani di sinistra, tra dichiarazioni di simpatia per le democrazie occidentali e i loro partiti socialisti aggrediti, non si espongono più di tanto, a differenza del settimanale Critica Sociale, nel quale Claudio Treves diffida Salandra per non aver proposto una politica di concordia nazionale che avesse unito in un fronte unico tutti i partiti italiani. Un discorso a parte merita la coraggiosa ma discutibile scelta dell'unità di Gaetano Salvemini (allora settimanale democratico e antinazionalista). Il 4 settembre il settimanale, credendo che l'intervento italiano sia ormai prossimo, annuncia tramite l'editoriale Non abbiamo niente da dire che, ritenendosi un foglio di cultura, piuttosto che occuparsi di temi bellici, preferisce chiudere e cosi farà fino al 4 dicembre. Constatato il protrarsi della neutralità, da quel giorno l'unità tornerà a battersi sia contro un eventuale ritorno al potere del ministro della malavita Giolitti, sia contro i socialisti, da cui Salvemini si era distaccato in occasione delle mancate manifestazioni contro la guerra di Libia. Altra caratteristica dell'unità sarà la contrarietà alla politica del sacro egoismo, ovvero di una partecipazione eventuale alla guerra in termine di mera convenienza e all'espansionismo nei Balcani, entrambe predicate dai nazionalisti. 2.2) Il tradimento di Mussolini Dal 1912 Mussolini dirigeva il quotidiano l'avanti, al quale, grazie anche all'influenza della socialista ucraina Angelica Balabanoff, seppe dare un'impronta rivoluzionaria portando in due anni le tirature da a copie. Come visto in precedenza, Mussolini era un neutralista convinto, come confermano gli slogan: La guerra rappresenta la forma più acuta della collaborazione di classe e L'Italia non ha bisogno di eserciti della morte ma di eserciti della vita. Clamorosamente, il 18 ottobre il direttore dell'avanti fa uscire un articolo: Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva ed operante il quale rappresenta il suo personale dietrofront. In esso Mussolini afferma come le nuove esigenze del paese richiedano una politica differente, auspicandosi l'intervento in guerra italiano per accelerare la fine del conflitto. In realtà i reali motivi che spingono Mussolini a cambiare atteggiamento, sono l' antica insofferenza per la tradizione pacifista del partito e la

9 mania di protagonismo, che evidentemente cozzano con gli ideali socialisti. Con lo scoppio della prima guerra mondiale, egli ebbe la netta percezione che la seconda internazionale naufragasse sotto le spinte degli ideali e interessi nazionali. In Mussolini nacque allora, dapprima la convinzione che il socialismo avrebbe potuto realizzarsi solo attraverso una via nazionale e successivamente che in Italia la sintesi dei valori sociali e combattentistici fosse la base politica e ideologica per la conquista rivoluzionaria del potere. 12 Nel giro di un mese Mussolini viene prima allontanato dal giornale e poi espulso dal partito socialista. Il 15 novembre, grazie ai fondi raccolti dagli amici interventisti e antisocialisti di Filippo Naldi, direttore del Resto del Carlino, fonda a Milano il Popolo d'italia. L'intraprendenza di Mussolini lo spinge a stringere alleanze persino in Francia e Belgio, dove l'interesse per un coinvolgimento italiano, che avrebbe attenuato l'urto delle forze austro-germaniche, fu così forte da esprimersi con decise sovvenzioni economiche a favore del giornale. 13 Il nuovo giornale di Mussolini entra a far parte così del fronte interventista, con uno stile che rispecchia la retorica attivista e vitalistica dei movimenti elitari primo novecenteschi. Il primo numero del Popolo d'italia presenta un sottotitolo provocatorio: Giornale socialista, mentre in prima pagina svettano due citazioni rivoluzionarie, la prima di Bonaparte recita: La rivoluzione è un' idea che ha trovato delle baionette, l'altra di Blanqui, esponente del socialismo utopico, dice: Chi ha del ferro ha del pane. 14 Il successo fu notevole e rafforzò nei primi sostenitori di Mussolini l'immagine dell'uomo volitivo capace di dar vita ad un giornale in una settimana. Nel 1917, dopo la disfatta di Caporetto, il giornale di Mussolini ricevette dai servizi segreti britannici (secondo un' indagine compiuta recentemente dal docente di storia moderna a Cambridge Peter Martland) un finanziamento di circa 6000 attuali sterline alla settimana. Un provvedimento motivato dal fatto che il governo inglese temesse una serie di manifestazioni pacifiste e rivolte in Italia dopo la presa di coscienza dell'avvenuta disfatta. Il Popolo d'italia era considerato dall' intelligence britannica e in particolare dal tenente Samuel Hoare, come il mezzo più adatto per continuare la battaglia a favore del proseguimento della guerra e a convincere il debole governo italiano a 12 Tratto da consultazione del 19/2/ Tratto da consultazione del 19/2/ V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p.258

10 non considerare la concreta possibilità di uscire dal conflitto. 15 Ipotesi questa, la quale, sommata all'uscita di scena della Russia, avrebbe fatto spostare l'ago della bilancia bellica a favore degli Imperi centrali. 3) Tra una neutralità condizionata e l'antigiolittismo Per osservare una più decisa separazione tra quotidiani neutralisti e interventisti dobbiamo aspettare gli inizi del Più precisamente il fatto nuovo è costituito dalla lettera inviata da Giolitti al deputato Peano, riportata dalla Tribuna il primo febbraio. In essa, lo statista piemontese sostiene come sia possibile ottenere parecchio da trattative dirette con l'austria, in cambio del mantenimento della neutralità. 16 L'effetto si traduce con lo schieramento dei giornali vicini a Giolitti, come la Stampa e altre testate cattoliche e socialiste, a favore di una neutralità condizionata, ovvero legata alla possibilità di guadagni territoriali in cambio della rinuncia all'intervento. Al contrario, l'altra parte dei giornali italiani, vede in questa lettera un tentativo spudorato di Giolitti per affossare il nazionalista Salandra e tornare al potere. La volontà di mettere in crisi il sistema economico-sociale, improntato sull'allargamento dal basso delle basi dello stato voluto da Giolitti, diviene motivo di unificazione tra correnti di pensiero diverse. Tra queste vi erano i nazionalisti, i liberali nazionali, tra cui spiccava il Corriere della Sera, i conservatori e anche forze di sinistra come i democratici, gli anarchici e i radicali. Il Corriere giustifica la sua scelta interventista, oltre che per un' avversità all'operato di Giolitti, dipinto come doppiogiochista e incapace di dare una fisionomia precisa alla politica italiana, anche per il timore che il paese possa pagare il proprio isolazionismo nei futuri assetti geo-politici decisi dalle potenze vincitrici. Il neutralismo di Frassati, il cui schierarsi in febbraio a favore dell'amico Giolitti sciolse l'iniziale titubanza, è dovuto alla condivisione della visione politica giolittiana. Essa prevedeva una neutralità armata, in attesa dell'evolversi degli eventi, per decidere in seguito un' eventuale entrata in guerra solo a conflitto avanzato, con l'appoggio del parlamento e a fronte della stanchezza degli eserciti 15 Tratto da consultazione del 19/2/ V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., pag 258

11 nemici. 17 Il Secolo di Edoardo Sonzogno esce in questi giorni da una lunga alleanza con la politica giolittiana, preferendo affidarsi agli scritti del trentino Cesare Battisti e del leader socialriformista Leonida Bissolati, che si batterono per l'ultima guerra del risorgimento. Su posizioni interventiste si schiera anche qualche rivista cattolica come Vita e Pensiero di Padre Agostino Gemelli, il quale il 30 marzo scrive come l'appoggio alle decisioni che prenderà il governo, unico organo a conoscere ciò che conviene o meno alla patria amata, sia totale da parte della rivista. Riguardo ai giornali cattolici che preferiscono prendere la via del neutralismo, si può distinguere tra chi ne fa una questione di principio, come l'azione di Guido Miglioli, o tra coloro che scelgono di rimanere neutrali solo per una convenienza di tipo politico, come la Libertà di Napoli. La stampa socialista invece, nonostante i timidi tentativi di propinare la neutralità del paese, si rivela debole e poco efficace. 18 Il motivo fu il dissidio all'interno della seconda internazionale fra chi si opponeva alla guerra ritenendo che avrebbe portato solo lutti e sofferenze ai lavoratori, destinati a costituire il grosso degli eserciti, e chi riteneva che invece avrebbe accelerato la crisi del sistema capitalistico, avvalorando la teoria di Marx e spianando la strada alla rivoluzione. 19 Se consideriamo inoltre che il partito socialista francese e quello tedesco votarono a favore della guerra e che una figura carismatica come Mussolini passò all'opposizione, possiamo ben capire la difficoltà creatasi all'interno del partito socialista italiano. 4) La persuasione ad opera dei giornali Il governo italiano in marzo è ancora sostanzialmente timoroso: la trentennale Triplice Alleanza è un intricato nodo da sciogliere e i contatti con l'ambasciatore tedesco Bernhard von Bülow proseguono serrati per ottenere dall'austria i territori irredenti del Trentino e di Trieste. Proprio in uno di questi incontri con l'allora ministro degli esteri Sidney Sonnino, lo stato d'animo inquieto del governo italiano 17 Tratto dal Tempo del 13/2/58 nell'art. Alfredo Frassati italiano all'antica di S.Mauri 18 G. Arfè, Storia dell' Avanti! Milano, Edizioni Avanti! 1958 p Tratto da consultazione del 27/02/10

12 viene espresso con queste parole: Le richieste che vi facciamo non sono brama di conquista, bensì servono a difendere la monarchia dal sentimento risorgimentale diffusissimo nel popolo. Se non troveremo un accordo avremo solo due alternative: o la guerra o la consegna del paese nelle mani dei rivoluzionari. 20 Nello stesso tempo, per coprirsi le spalle, vengono avviati il 4 marzo i contatti con i rappresentanti dell'intesa, che porteranno alla firma del Patto di Londra del 26 aprile. A fronte di un governo impegnato segretamente, ma indeciso agli occhi del paese, traggono giovamento i quotidiani più schierati verso l'intervento come il Corriere della Sera, che vede un aumento delle tirature, mentre al contrario la Stampa filo-giolittiana, perde in poche settimane circa copie. 21 Il Corriere della Sera, percependo il momento di difficoltà della stampa neutralista, decide l'11 aprile di sferrare l'attacco nei confronti del quotidiano torinese: esso viene accusato, mediante una vera e propria opera di propaganda, di essere dalla parte del torto, in quanto artefice di disfattismo interno a favore del nemico. Il Resto del Carlino, il 2 aprile, sempre in riferimento ad una neutralità definita distruttiva, utilizza un lessico retorico e dispregiativo, parlando di delitto neutralista che finirà coll'assassinare il paese. 22 Il 17 Aprile ci si mette anche il Giornale d'italia ad accusare la Stampa, colpevole di deviare e deformare l'opinione pubblica. Ciò che manca però, per realizzare una completa persuasione dell'opinione pubblica italiana, è un sufficiente livello di alfabetizzazione delle masse. Motivo questo che, assieme al linguaggio colto dei giornali, fa sì che la diffusione della stampa sia prevalentemente circoscritta agli ambienti della grande e media borghesia, che è di fatto la vera e propria anima dell'intervento italiano. Il resto degli italiani come percepisce invece l'imminente conflitto? Per rispondere a questa domanda utilizziamo una interessante indagine nazionale voluta dal governo nell'aprile del In essa si cercò di sondare ognuna delle 69 province italiane sull'opinione pubblica nei confronti dell'eventuale entrata in guerra. Da un' analisi ad opera di Vigezzi, emerge che in molte zone d'italia la vita politica era assente e che lo spirito più comune, sia tra i contadini sia tra esponenti della classe dirigente, fosse di rassegnazione. Ovviamente per combattere il pessimismo che si 20 S. Sonnino, Diario, Bari, Laterza 1972, Vol. II: , p V. Castronovo, La stampa italiana dall'unità al fascismo, Bari, Laterza 1970 p V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p B. Vigezzi, Un inchiesta sullo stato dello spirito pubblico alla vigilia dell'intervento, Firenze 1969, p.321

13 respira in molte frange del paese, i giornali non riportano queste voci, aumentando così il distacco tra la popolazione e la carta stampata. A Roma, ad esempio, l'indagine notava come l'orientamento dei cittadini fosse nettamente neutralista, mentre al contrario erano presenti, proprio nella capitale, molti fogli interventisti. Altro aspetto interessante riguarda le manifestazioni del 14 maggio nel meridione, le quali non avvengono per pronunciarsi in favore dell'intervento, bensì per protestare contro il reinsediamento di Giolitti (Salandra era pugliese e molti notabili del luogo erano preoccupati di perdere i loro privilegi di tipo clientelistico) e da motivi di rivalsa meridionalista. 24 A Napoli, due giorni dopo, la feroce propaganda dell'interventista Roma, porta addirittura ad un assalto della folla presso la redazione del giornale neutralista della città: il Mattino, i cui fondi provenivano direttamente da Giolitti in persona. 25 In conclusione, analizzando la propaganda di quegli anni, si fa notare come questa si basi su concetti relativamente semplici e per questo capaci di convincere psicologicamente persino esponenti della piccola borghesia e giovani studenti. La ricetta usata fu quella di far leva sia sul mito della patria nazionale, sia sul diritto di inglobare territori austroungarici a maggioranza italiana (completando cosi lo sforzo iniziato con le tre guerre d'indipendenza) ma soprattutto banalizzando la guerra, dipingendola cioè, agli occhi del popolo, come un breve ed esaltante gioco di massa, in quanto ancora lontana e combattuta da soldati stranieri. 5) Il finanziamento dei giornali Nell'atteggiamento dei giornali giocano un ruolo rilevante i grandi gruppi industriali alle loro spalle, i quali premono per l'intervento, preoccupati dal calo d'affari susseguente alla neutralità del paese. E' il caso del Corriere, di proprietà dei fratelli Crespi, industriali del cotone, alla ricerca di nuovi mercati europei, dopo aver approfittato del blocco protezionista che aveva fatto sviluppare enormemente l'industria italiana nel primo decennio del Novecento. Il problema era che, mancando acquirenti esteri, si originò una notevole sovrapproduzione, la quale 24 V. Castronovo, La stampa italiana dall'unità al fascismo,cit., p ACS, Carte Giolitti, Fondo Cavour, busta 2 del 14/6/1902 cfr V. Castronovo, La stampa italiana dall'unità al fascismo, cit., p.236

14 andava distribuita tra i futuri partner commerciali europei. Anche l'idea Nazionale, diventata quotidiano nel novembre '14, è posseduta di fatto da una cordata di industriali (i 7/10 appartengono inizialmente alla FIAT) 26 coordinata dal presidente degli industriali torinesi Dante Ferraris. Il motivo di interesse principale per l'industria verso la stampa nazionalista consisteva nella possibilità di utilizzare i suoi toni coercitivi e risoluti come utile strumento per impedire a Giolitti di cancellare i vecchi privilegi del settore. Motivi di preoccupazione per gli industriali erano la revisione del regime doganale statale, l'aumento dell'imposta progressiva dei redditi e le crescenti spinte sindacali degli operai nelle fabbriche. Il Giornale d'italia era stato fondato direttamente da Salandra e Sonnino nel 1901 a Roma, come organo della destra conservatrice, in opposizione alla politica di Giolitti. Nel corso della guerra sarà, grazie alla posizione politica dei suoi fondatori, giornale ufficioso e privilegiato del governo. I finanziamenti del quotidiano provenivano dall'aristocrazia romana e da gruppi imprenditoriali capeggiati da G. Bastogi, i quali guardavano con preoccupazione all'ascesa della democrazia e miravano a tenere in mano le redini della società. Il Resto del Carlino, fino al 1913 a favore delle riforme per i socialisti, entra a far parte della sfera d'interesse di zuccherieri e agrari emiliani, i quali lo rilevano quell'anno, grazie ai finanziamenti del giornalista del Secolo Naldi. Il Resto del Carlino diventa quindi filo-liberale e imperialista in una Bologna rossa, dove il partito socialista aveva appena stravinto le elezioni. Ciò nonostante, i grandi investimenti degli industriali ribaltarono le carte in tavola e fecero sì che le vendite e la diffusione del giornale aumentassero a vista d'occhio (dalle del '13 alle del '15). 27 Sempre a Naldi spetta un ruolo decisivo nel finanziamento del Popolo d'italia di Mussolini, al quale partecipano molti industriali interessati alle cosiddette commesse di guerra (finanziamenti statali ai produttori di armi) tra i quali figurano gli Agnelli e i Perrone, proprietari dell'ansaldo di Genova, speranzosi che la linea editoriale aggressiva del giornale potesse portare l'italia nel conflitto. In seguito, durante la guerra, molte testate furono costrette a chiedere nuovamente aiuto a industrie e banche per affrontare la carenza di materie prime, il susseguente aumento dei costi e la 26 V. Castronovo, La stampa italiana dall'unità al fascismo, cit., p V. Castronovo, La stampa italiana dall'unità al fascismo cit., p

15 carenza di collaboratori partiti per il fronte. 28 6) La vigilia del conflitto Il quotidiano di Frassati, dal canto suo, continua per la sua strada dimostrando però di non essere informato sulla politica estera di Sonnino, (come invece potè fare Albertini) pubblicando l'11 e il 13 maggio notizie errate quali: E' stato smentito che L'Italia si sia impegnata a entrare in guerra a fianco della Triplice o ancora: Non si ode parlare che di Giolitti in Italia e il suo è un programma che si fa innanzi. 29 In realtà, dopo le dimissioni di Salandra (avvenute proprio il 13 maggio), il fronte giolittiano si sfalda clamorosamente, rifiutandosi di formare un nuovo governo e dando così il via libera al conflitto. La Stampa, dunque, è costretta a cedere il 21 maggio, tre giorni prima dell'intervento. Nell'editoriale Tutti Uniti i lettori vennero invitati alla concordia e alla disciplina nazionale, mentre il giornale promise di cessare ogni critica al Governo che sarà da oggi incondizionatamente appoggiato. 30 La sensazione di una sconfitta storica si respira invece nella stampa socialista, ormai rassegnata dal mese di aprile, al fallimento del fronte neutralista. L'atteggiamento del partito, ormai isolato sia dalla sinistra sia dai giolittiani convertiti all'intervento in extremis, si può riassumere nello slogan Né aderire né sabotare col quale si sottolineano sia l'impotenza del proletariato contro la borghesia, sia la mancanza di iniziative antibelliche concrete. Lo sprezzo per i filogiolittiani è ben evidente sia nell'editoriale del Secolo: La vana congiura dei giolittiani e dei socialisti a Roma per fare il gioco di Bülow e abbattere il ministero dell'11 maggio, dove viene perentoriamente esorcizzato il possibile rischio di un tradimento interno al parlamento, sia nell'articolo del Messaggero Come le foglie del 17 aprile. In esso, compiacendosi della caduta progressiva delle speranze neutraliste, si esalta l'intervento come tappa decisiva per l'acquisizione dell'indipendenza e del completamento del processo risorgimentale. 31 Vediamo però come questi ideali (definiti spregiativamente fallaci dal nazionalista Alfredo Rocco 32 ) di innovazione, 28 D.Forgacs, L'industrializzazione della cultura italiana, Bologna, Il Mulino 1990 p V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p M. De Marco, Il Gazzettino, Storia di un quotidiano, Venezia, Marsilio 1976 p.35

16 uguaglianza e libertà, proposti dagli interventisti democratici, siano destinati ad essere sopraffatti dal principio di autorità sostenuto dai nazionalisti e caratterizzato da tradizione, gerarchia e disciplina nazionale. Ad esempio, leggendo l'idea Nazionale, si capisce come la creazione di uno Stato forte, necessario per mobilitare ed organizzare il paese e il consenso popolare verso il conflitto, predomini rispetto a una visione della guerra come tramite per avviare una rivoluzione. Il 15 maggio, quando il ritorno di Giolitti è uno scenario non ancora scongiurato, dalle colonne del quotidiano di Davanzati, nell'articolo Il parlamento contro l'italia si levano voci indignate. I parlamentari vengono accusati di voler prostituire la patria allo straniero, un termine forte ma necessario, secondo Davanzati, per spingere l'opinione pubblica a favore della guerra in una condizione di incertezza. Questa spinta si realizza presentando l'italia come nazione dalla bellezza augustea e dalla vita immortale parlando degli italiani come di un grande popolo il quale ha una grande missione umana ed è pronto a liberarsi dei loschi intriganti di Montecitorio per proseguire il suo glorioso cammino. 33 I toni adoperati sono sovversivi ed inevitabilmente necessari per catturare il consenso dell'opinione pubblica, anche se vengono usati più per spaventare che per convincere il pubblico dei lettori. Un pubblico che si avvia così verso una guerra a questo punto sempre più imposta anziché scelta liberamente. Anche sul Popolo d'italia emerge il tema della contrapposizione tra nazione e classe politica, tra paese e Parlamento. L'articolo Abbasso il Parlamento dell'11 maggio, sembra scritto qualche anno più tardi, visti i toni violenti e squadristi pronunciati più da un Duce che da un direttore di giornale. Mussolini vorrebbe fucilare nella schiena qualche dozzina di deputati mentre il Parlamento è visto come il bubbone pestifero che avvelena il sangue della nazione. 34 Una differenza tra Idea Nazionale e Popolo d'italia si può riscontrare all'indomani della notizia delle dimissioni di Salandra (14 maggio). Il quotidiano di Davanzati invoca in maniera provocatoria l'intervento del Re: Sire prenda consiglio da sua madre: faccia il suo dovere! 35 mentre il quotidiano di Mussolini si lascia andare al sovversivismo, incitando il popolo a manifestare al grido di: guerra o repubblica. E' un momento, in 33 V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p Tratto da l'idea Nazionale del 15/5/15 nell'articolo Il dovere del re

17 quanto, nei giorni successivi, il Popolo d'italia torna a proporre la concordia nazionale ma è comunque significativo per far capire, in primis, il caos in cui si trova l'italia in quei giorni, la sfiducia di Mussolini e dei nazionalisti nelle istituzioni e la tendenza, mai sopita, dell'ex direttore dell'avanti di rivoluzionare l'ordine esistente, facendo ricorso alla violenza. La stampa cattolica vive in maniera sofferta il passaggio dall'avversione all'intervento. Un fulgido esempio ne è il numero del 15 maggio dell'avvenire d'italia in cui, da una parte si ridimensionano le manifestazioni interventiste: enorme è la sproporzione tra queste piccole manifestazioni di irresponsabili e l'imponente spettacolo di fermezza offerto da tutta la nazione 36 dall'altra si dichiara che i cattolici non verranno meno ai loro doveri di patrioti se la guerra dovrà esserci. Significativo anche l'articolo Cattolici al posto del 23 maggio in cui si giustifica la linea pacifista dei mesi passati e allo stesso tempo si accetta la partecipazione alla guerra, invitando i lettori a sentirsi tutti fratelli e a prodigarsi per tutelare la salute della patria. 7) La censura dei giornali in guerra Un ruolo privilegiato durante il conflitto sarà esercitato dall'agenzia di stampa nazionale, la Stefani, che detterà a tutti i quotidiani italiani il bollettino ufficiale del comando militare, dando indicazioni alla stampa sulle notizie da sopprimere o quelle eventualmente pubblicabili dopo un periodo di blocco. 37 La Stefani ebbe anche il compito di far tacere le polemiche sulla scarsità di notizie: esempio ne è una nota governativa diramata dall'agenzia il 25/6/16. In essa si dice che...nell'opinione pubblica si manifesta una certa pressione per una maggiore conoscenza dell'andamento generale della lotta in Trentino. E' pertanto necessario richiamare il paese al grave pericolo cui il nostro Comando Supremo andrebbe incontro fornendo...dati maggiori di quelli che vengono pubblicati dai quotidiani bollettini...il paese non può e non deve attendersi dal Comando Supremo che notizie necessariamente sobrie e commenti 36 Tratto da l'avvenire d'italia del 14/5/15 nell'articolo Il dovere patriottico della tranquillità e della tolleranza 37 S. Lepri, F. Arbitrio, G. Cultrera, L'agenzia Stefani da Cavour a Mussolini, Firenze, Le Monnier 2001 p.185-6

18 prudenti, per quanto le une e gli altri improntati sempre alla consueta sincerità. 38 Il 3 agosto, segnalando la censura governativa sui dispacci provenienti dall'estero, Albertini scrive una protesta al segretario di Salandra, la cui risposta non figura nell'epistolario del direttore del Corriere. Da una lettura della protesta appare subito evidente la percezione che ha Albertini del proprio giornale che sa tante cose, dà prova di tanta discrezione e aiuta il governo a dirigere l'opinione pubblica 39 anticipandone il ruolo di leader nella stampa di guerra, vista la sua diffusione nel paese e il suo atteggiamento filo-governativo. Le richieste del direttore sono chiare: evitare la censura delle informazioni che danneggia il giornale e disponibilità nel ricevere direttive governative sulle notizie da non pubblicare. Uno spirito decisamente collaborazionista. Già il 28 marzo il governo italiano aveva iniziato il progressivo imbavagliamento della stampa tramite il decreto 313 che vietava la pubblicazione di notizie sulla dislocazione e la mobilitazione delle forze armate nazionali fino al 30 giugno. Il giorno della dichiarazione di guerra all'austria (23 maggio), un nuovo decreto reale (n 675) obbligava i giornali ad attenersi alle comunicazioni del governo e dei Comandi dell'esercito in materia di morti, feriti e prigionieri, sull'eventuale mutamento degli assetti del comando militare e su future probabili operazioni belliche. 40 Il decreto stabiliva inoltre come procedere al sequestro dei giornali, lasciando volutamente ampi margini ai prefetti. I motivi previsti per il sequestro erano due: commissione di un reato o favoreggiamento di un sentimento di sfiducia verso lo Stato. Il secondo motivo era molto generico, tant'è che spesso i prefetti discriminavano soprattutto le testate non allineate politicamente col governo. L'unico modo per molti giornali di continuare a uscire fu quello di sottoporsi ad una censura preventiva volontaria o per meglio dire obbligatoria (dal punto di vista dei quotidiani a rischio). L'Avanti fu talmente perseguitato da venire bandito dei territori definiti militari e ciò scatenò la protesta di Albertini, favorevole alla libertà di opinione anche per i socialisti. Il direttore del Corriere invia una lettera a Salandra l'11 giugno, nella quale si esorta a conciliare le esigenze del governo coll'eguaglianza di trattamento che deve essere fatta ai giornali censurati. 41 La risposta di Salandra fu generica ed elusiva, facendo ben capire 38 Ivi p L. Albertini, Epistolario , cit., p V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p L. Albertini, Epistolario , cit., p.403-4

19 quale fosse l'atteggiamento del governo di fronte ai giornali non allineati. L'aspetto ancora più grave è che anche tra i giornali allineati ci sono differenze: è il caso dell'idea Nazionale (giornale finanziato da Sonnino e Salandra) il quale, riportando il 14 giugno delle informazioni vietate dalla censura, riceve dal Ministro dell'interno soltanto una ramanzina ed un' esortazione a non farlo più. 42 Il comandante in capo dell'esercito è Luigi Cadorna, che non ha nessuna simpatia per la stampa e per i giornalisti e di conseguenza le sue disposizioni sono drastiche (ad esempio viene vietato l'ingresso ai corrispondenti di guerra nelle zone delle operazioni militari). Così la scarsità di informazioni provenienti dal fronte fece sì che, almeno nel primo periodo di guerra, i giornali ricorressero a metodi ingegnosi per reperire notizie. Ad esempio Athos Banti, del Giornale d'italia, riuscì a passare il fronte fingendosi soldato prima di essere scoperto ed espulso, mentre il tenente De Felice, che aveva scritto una corrispondenza dal fronte carnico per il Secolo, venne addirittura arrestato. 43 Il 26 maggio, di fronte a questa situazione di disagio per la stampa nazionale, Albertini esprime il suo punto di vista al governo. Nella lettera recrimina la possibilità per i corrispondenti di dare almeno una impressione generica degli episodi al fronte, tratteggiando l'ambiente in senso favorevole all'impresa italiana, senza fornire informazioni di tipo militare: Ma non vi rendete conto -profetizza Albertini- che a fare il giornale come dite voi si fa una cosa morta che in pochi giorni darà al paese un' idea terribile della guerra, lascerà negli animi una specie di desolazione, un'ansia straordinaria di notizie, farà correre per tutte le bocche le voci più strampalate, accrediterà chissà quali particolari terribili che non rispondono a realtà? 44 Risulta evidente in questa considerazione come la funzione pedagogica della stampa sia fondamentale per Albertini. Il direttore del Corriere, infatti, attribuisce molta importanza alla necessità di informare e formare al tempo stesso il lettore, tramite un' informazione precisa ed esauriente, secondo il modello anglosassone della Credibility and Fairness (Albertini aveva fatto un' importante esperienza presso la redazione del Times di Londra, sul finire del secolo precedente). Tutto il contrario insomma rispetto al deprimente panorama informativo che si intravedeva già nel maggio 1915 e che avrebbe accompagnato i giornali fino alla fine della guerra. La speranza di un rinnovamento della società italiana spinse, come 42 S. Sonnino, Carteggio 1914/16 cit., p V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p L. Albertini, Epistolario ,cit., 1968 p.391

20 spiegato in precedenza, ad un appoggio del Corriere in funzione anti-giolittiana al governo Salandra. Il politico pugliese però, più che per una politica di cambiamento, passò alla storia per la sua capacità di gestione del potere. 45 Alla luce delle speranze di Albertini è importante notare come le perplessità del direttore del Corriere vengano sempre confinate sotto forma di corrispondenza privata, per non indebolire il governo tramite uno scontro sulla carta stampata. Il caso opposto è quello che riguarda la Stampa, in particolare in un articolo del 28 agosto, dove, in tema di censura, si accusa il governo di aver talmente limitato le opinioni dei quotidiani da aver impoverito la qualità della stampa italiana. 46 La stampa nazionalista, al contrario, in questo periodo indica la censura come necessità per la guerra e come strumento indispensabile per mantenere l'ordine pubblico. 8.1) La censura al fronte Figura centrale del giornalismo di guerra è il corrispondente. In Italia, all'inizio del conflitto contro l'austria, vennero stabilite delle condizioni per poter esercitare questa delicata professione: il corrispondente doveva avere almeno 40 anni, mentre le sue spese per spostarsi nelle retrovie del fronte (comprese la benzina e la fornitura di un militare-autista) dovevano essere a carico del giornale. 47 Di non secondaria importanza era il fatto che i corrispondenti dovevano essere graditi al Comando supremo, stabilito nella città di Udine. Tra l agosto e il settembre 1915 trentasei inviati ricevettero l autorizzazione a compiere una breve visita al fronte e più tardi Cadorna dovette anche accettare la presenza presso il Comando di dodici inviati (tre dei paesi alleati e nove italiani), ma concesse loro una limitatissima libertà di cronaca. 48 Capiamo dunque come fossero pochi e come fossero costosi per le loro redazioni i primi corrispondenti. I giornali più diffusi riuscirono comunque a trovare i soldi necessari al mantenimento, viste le enormi tirature dei giornali (il Corriere raggiungerà nel corso della guerra la cifra record di di copie in un giorno) favorite dalla sete di notizie delle famiglie dei soldati al fronte. Uno dei 45 V. Castronovo, La stampa italiana dall'unità al fascismo, cit., p V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p G. Licata, Storia e linguaggio dei corrispondenti di guerra, Milano, G. Milano, 1972 p V. Castronovo e N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, cit., p.283

La prima guerra mondiale

La prima guerra mondiale La prima guerra mondiale CAUSE POLITICHE 1. Le cause Contrasti Francia Germania per l Alsazia Lorena Contrasto Italia Impero Austro Ungarico per Trento e Trieste Espansionismo di Austria, Russia e Italia

Dettagli

PRIMA GUERRA MONDIALE

PRIMA GUERRA MONDIALE Capitolo 4L A PRIMA GUERRA MONDIALE Il mondo durante la Prima Guerra Mondiale Alle origini del conflitto Nel 1914 l Europa era percorsa da molteplici tensioni e da rivalità profonde tra gli Stati, che

Dettagli

VIA GIOVANNI AMENDOLA

VIA GIOVANNI AMENDOLA VIA GIOVANNI AMENDOLA Via Giovanni Amendola unisce Via Indipendenza a Via F.lli Cervi. Si tratta di una via situata nel centro del paese.costeggia Piazza dei Quartieri e dopo una curva a destra si immette

Dettagli

Storia e civiltà d'italia. Il fascismo. Giorgio Cadorini Università della Slesia giorgio ad cadorini.org. Opava

Storia e civiltà d'italia. Il fascismo. Giorgio Cadorini Università della Slesia giorgio ad cadorini.org. Opava Storia e civiltà d'italia Il fascismo. Giorgio Cadorini Università della Slesia giorgio ad cadorini.org Opava Ideologia fascista? Il fascismo nasce come movimento, non come pensiero politico. La parola

Dettagli

Il Risorgimento. Com era l Italia dopo il Congresso di Vienna, ossia prima del Risorgimento?

Il Risorgimento. Com era l Italia dopo il Congresso di Vienna, ossia prima del Risorgimento? Il Risorgimento Risorgimento (una definizione semplice): Si chiama Risorgimento la serie di avvenimenti che portano l Italia, nel corso dell Ottocento, all unità e all indipendenza. L Italia diventa un

Dettagli

LE TAPPE DELLE UNIFICAZIONI ITALIANA E TEDESCA

LE TAPPE DELLE UNIFICAZIONI ITALIANA E TEDESCA LE TAPPE DELLE UNIFICAZIONI ITALIANA E TEDESCA 1848-1849 La Prima Guerra d Indipendenza Nel 1848 un ondata rivoluzionaria investì quasi tutta l Europa. La ribellione scoppiò anche nel Veneto e nella Lombardia,

Dettagli

L Italia e l Europa nel XVI secolo

L Italia e l Europa nel XVI secolo L Italia e l Europa nel XVI secolo L Italia era un paese formato da stati regionali, divisi e fragili, che nel XV secolo erano rimasti in pace a vicenda visto l accordo di Lodi del 1454. Questo equilibrio

Dettagli

Il Fascismo in Italia (1922-1936)

Il Fascismo in Italia (1922-1936) Il Fascismo in Italia (1922-1936) Le fasi del fascismo 1. Fase legalitaria (1922-1924) I Fascisti fanno parte di un governo di coalizione. Termina con le elezioni del 1924 e l uccisione di Matteotti. 2.

Dettagli

LA PRIMA GUERRA MONDIALE LE CAUSE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

LA PRIMA GUERRA MONDIALE LE CAUSE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE LA PRIMA GUERRA MONDIALE LE CAUSE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE ALLA FINE DEL XIX SECOLO I RAPPORTI FRA GLI STATI DIVENTANO SEMPRE PIÙ TESI CAUSE COMPETIZIONE ECONOMICA RIVALITA COLONIALI POLITICHE NAZIONALISTICHE

Dettagli

Rivoluzione Francese

Rivoluzione Francese Rivoluzione Francese Alla fine degli anni 80 del XVIII secolo la Francia attraversata una grave crisi economica: la produzione agricola era calata, le spese militari viste le numerose guerre erano aumentate,

Dettagli

Il crollo dello stato liberale e l avvento del fascismo

Il crollo dello stato liberale e l avvento del fascismo L Italia fascista Il crollo dello stato liberale e l avvento del fascismo La nascita e l affermazione del Fascismo La prima riunione del movimento dei fasci di combattimento si tenne a Milano nel 1919.

Dettagli

IL FASCISMO 1919-1943

IL FASCISMO 1919-1943 IL FASCISMO 1919-1943 Origini del fascismo 1919-1921 Il fascismo prende il potere 1922-1924 Diventa una regime totalitario di massa (dittatura) 1925-1943 Le origini del Fascismo 1919-1921 Dalla crisi economica

Dettagli

LA RIVOLUZIONE FRANCESE. Nobiltà e clero godono di privilegi, non pagano tasse. Il terzo stato comprende varie categorie di persone :

LA RIVOLUZIONE FRANCESE. Nobiltà e clero godono di privilegi, non pagano tasse. Il terzo stato comprende varie categorie di persone : LA RIVOLUZIONE FRANCESE In Francia la società è divisa in tre ordini o stati: 1) Nobiltà 2) Clero 3) Terzo Stato Nobiltà e clero godono di privilegi, non pagano tasse. Il terzo stato comprende varie categorie

Dettagli

La società francese. Nobiltà

La società francese. Nobiltà 1. Nuovi ideali e crisi economica demoliscono l antico regime La Rivoluzione francese, insieme a quella americana, è giustamente considerata uno dei momenti essenziali della nostra storia e della nostra

Dettagli

La rivoluzione Francese: cade la Bastiglia, crollano feudalesimo e assolutismo dei re. Guglielmo Spampinato

La rivoluzione Francese: cade la Bastiglia, crollano feudalesimo e assolutismo dei re. Guglielmo Spampinato La rivoluzione Francese: cade la Bastiglia, crollano feudalesimo e assolutismo dei re. Guglielmo Spampinato Data l indecisione sul metodo della votazione ( per stato o per testa) il terzo stato si riunì

Dettagli

Augusto, la dinastia Giulio-Claudia e i Flavi

Augusto, la dinastia Giulio-Claudia e i Flavi Augusto, la dinastia Giulio-Claudia e i Flavi battaglia di Azio 31 a.c. Ottaviano padrone di Roma Con la sconfitta di Marco Antonio ad Azio nel 31 a.c., Ottaviano rimane il solo padrone di Roma. OTTAVIANO

Dettagli

Storia. n. 8 La seconda guerra mondiale (A) Prof. Roberto Chiarini

Storia. n. 8 La seconda guerra mondiale (A) Prof. Roberto Chiarini Storia contemporanea n. 8 La seconda guerra mondiale (A) Prof. Roberto Chiarini Anno Accademico 2011/2012 1 9. La seconda guerra mondiale Le origini e le responsabilità: A provocare il conflitto è la politica

Dettagli

I mass-media. di Roberto Cirone

I mass-media. di Roberto Cirone I mass-media di Roberto Cirone I mass-media, conseguenza dello sviluppo tecnologico, condizionano ormai tanta parte del nostro vivere quotidiano. Analizziamo gli effetti socialmente positivi e quelli negativi.

Dettagli

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA 2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA Discorso del Prefetto Angelo Tranfaglia Piazza Maggiore Bologna, 2 giugno 2013 Autorità, cittadini tutti di Bologna e della sua provincia, un cordiale saluto a tutti.

Dettagli

Il processo di unificazione (1849-1861)

Il processo di unificazione (1849-1861) Il processo di unificazione (1849-1861) Il Piemonte dopo il 48 Il Regno di Sardegna è l unico stato italiano che mantiene lo Statuto. Crisi tra il re Vittorio Emanuele II e il suo ministro D Azeglio e

Dettagli

INTERVENTO del card. Giuseppe BETORI

INTERVENTO del card. Giuseppe BETORI Convegno Regionale FISM Toscana 2014 LE SCUOLE PARITARIE E IL MODELLO TOSCANO. LAVORI IN CORSO! Novità, impegni e progetti per un sistema scolastico realmente integrato e paritario Firenze, Convitto della

Dettagli

PROGRAMMA STORIA CLASSE IV H A.S. 2014 / 2015 PROF.SSA MARINA LORENZOTTI

PROGRAMMA STORIA CLASSE IV H A.S. 2014 / 2015 PROF.SSA MARINA LORENZOTTI PROGRAMMA STORIA CLASSE IV H A.S. 2014 / 2015 PROF.SSA MARINA LORENZOTTI MODULO 1 DALL ANTICO REGIME ALL ILLUMINISMO Unità 1 La Francia di Luigi XIV 1.1 Dal governo di Mazzarino al regno di Luigi XIV Mazzarino

Dettagli

Risorgimento e Unità d'italia

Risorgimento e Unità d'italia Risorgimento e Unità d'italia Il Risorgimento è il periodo in cui i territori italiani ottengono nuovamente l'unità nazionale che l'italia aveva perso con la caduta dell'impero romano. Durante il Risorgimento

Dettagli

L abolizione della pena di morte in Italia

L abolizione della pena di morte in Italia L abolizione della pena di morte in Italia 1. Dal Medioevo all Ottocento: il primato della Toscana. La pena capitale cominciò ad essere applicata in Italia dall Imperatore Enrico II, all inizio dell XI

Dettagli

PROGRAMMA SVOLTO Anno scolastico 2007-2008 STORIA. Argomenti svolti con l uso degli appunti dell insegnante e del manuale in adozione:

PROGRAMMA SVOLTO Anno scolastico 2007-2008 STORIA. Argomenti svolti con l uso degli appunti dell insegnante e del manuale in adozione: Liceo T.L.Caro Cittadella (PD) PROGRAMMA SVOLTO Anno scolastico 2007-2008 STORIA CLASSE IV BSO Insegnante:Guastella Egizia Argomenti svolti con l uso degli appunti dell insegnante e del manuale in adozione:

Dettagli

MOSTRA DOCUMENTARIA GRANDE GUERRA

MOSTRA DOCUMENTARIA GRANDE GUERRA EDUCAZIONE alla MEMORIA STORICA _INAUGURAZIONE_ MOSTRA DOCUMENTARIA GRANDE GUERRA Quello che portammo di nostro alla guerra non lo riportammo indietro più: fu veramente una vita che ci fu tolta come la

Dettagli

2 giugno 1946: nasce la Repubblica Italiana

2 giugno 1946: nasce la Repubblica Italiana Biblioteca Nazionale Braidense presenta: DOMANI AVVENNE 2 giugno 1946: nasce la Repubblica Italiana Sala Microfilm 30 maggio - 30 giugno 2009 1 Rassegna DOMANI AVVENNE : ciclo di mostre documentarie di

Dettagli

Storia contemporanea. Università degli studi di Cagliari Anno accademico 2015/16

Storia contemporanea. Università degli studi di Cagliari Anno accademico 2015/16 Storia contemporanea Università degli studi di Cagliari Anno accademico 2015/16 GIOLITTI 1892-93 1893 dimissioni scandalo Banca romana 1903-1905 1906-1907 1911-1914 GIOLITTI Liberale, abile e scrupoloso

Dettagli

Istituto Comprensivo di Bellano a.s 2012/2013

Istituto Comprensivo di Bellano a.s 2012/2013 Istituto Comprensivo di Bellano a.s 2012/2013 Prof.ssa Genoveffa Caliò Classe III B Piano delle Unità di Apprendimento di Italiano Ascoltare in modo attivo e partecipe. L alunno comprende testi orali di

Dettagli

Ricerca di gruppo della classe V A Plesso Trionfale: I grandi personaggi che hanno contribuito alla nascita dello Stato italiano

Ricerca di gruppo della classe V A Plesso Trionfale: I grandi personaggi che hanno contribuito alla nascita dello Stato italiano Ricerca di gruppo della classe V A Plesso Trionfale: I grandi personaggi che hanno contribuito alla nascita dello Stato italiano 1 2 3 Il periodo della storia dell'italia in cui l'affermarsi di una coscienza

Dettagli

I rapporti sociali di produzione e la coscienza

I rapporti sociali di produzione e la coscienza Lettura 6 Karl Marx - Friedrich Engels I rapporti sociali di produzione e la coscienza K. Marx, F. Engels, L ideologia tedesca, Roma, Editori Riuniti, 1972, pp. 12-14; 35-38 Tra la fine del 1845 e l autunno

Dettagli

LA CASA BIANCA Ufficio stampa. PER PUBBLICAZIONE IMMEDIATA 1 dicembre 2009 FOGLIO INFORMATIVO: IL CAMMINO FUTURO IN AFGHANISTAN E PAKISTAN

LA CASA BIANCA Ufficio stampa. PER PUBBLICAZIONE IMMEDIATA 1 dicembre 2009 FOGLIO INFORMATIVO: IL CAMMINO FUTURO IN AFGHANISTAN E PAKISTAN LA CASA BIANCA Ufficio stampa PER PUBBLICAZIONE IMMEDIATA 1 dicembre 2009 FOGLIO INFORMATIVO: IL CAMMINO FUTURO IN AFGHANISTAN E PAKISTAN LA NOSTRA MISSIONE Il discorso del Presidente riafferma l obiettivo

Dettagli

RICCARDO I D INGHILTERRA Detto CUOR DI LEONE

RICCARDO I D INGHILTERRA Detto CUOR DI LEONE RICCARDO I D INGHILTERRA Detto CUOR DI LEONE RICCARDO I D'INGHILTERRA, noto anche con il nome di Riccardo Cuor di Leone nacque in Inghilterra l 8 settembre 1157, quarto figlio del re d Inghilterra ENRICO

Dettagli

LA RIVOLUZIONE FRANCESE

LA RIVOLUZIONE FRANCESE LA RIVOLUZIONE FRANCESE LA SOCIETÀ FRANCESE NEL 1700 In Francia, nel 1700, il re Luigi XVI ha tutti i poteri. I nobili sono amici del re. I nobili hanno molti privilegi. Anche il clero (vescovi e cardinali)

Dettagli

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione Cari fratelli e sorelle, all avvicinarsi della Giornata

Dettagli

La Rivoluzione francese segnò quindi la fine dell'assolutismo e diede inizio a un nuovo periodo in cui i protagonisti sono la borghesia e il popolo.

La Rivoluzione francese segnò quindi la fine dell'assolutismo e diede inizio a un nuovo periodo in cui i protagonisti sono la borghesia e il popolo. La Rivoluzione francese fu un periodo di grandi sconvolgimenti sociali, politici e culturali avvenuto tra il 1789 e il 1799, che segna il limite tra l'età moderna e l'età contemporanea nella storia francese.

Dettagli

PROGRAMMA DI STORIA PER IL DOPPIO RILASCIO DEL DIPLOMA: ESAME DI STATO BACCALAURÉAT

PROGRAMMA DI STORIA PER IL DOPPIO RILASCIO DEL DIPLOMA: ESAME DI STATO BACCALAURÉAT PROGRAMMA DI STORIA PER IL DOPPIO RILASCIO DEL DIPLOMA: ESAME DI STATO BACCALAURÉAT Il programma comune di storia del dispositivo per il doppio rilascio del diploma di Baccalauréat e d Esame di Stato ha

Dettagli

GENNAIO CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL SIENA. Giuseppe Di Vittorio 1954 MARTEDÌ MERCOLEDÌ GIOVEDÌ VENERDÌ DOMENICA

GENNAIO CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL CGIL SIENA. Giuseppe Di Vittorio 1954 MARTEDÌ MERCOLEDÌ GIOVEDÌ VENERDÌ DOMENICA GENNAIO 1 17 2 3 18 19 4 20 5 6 21 22 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Vedo davanti a me tante facce, vedo dei neri,...dei bianchi, dei gialli, dei mezzi neri come me, ma tutti insieme,

Dettagli

Avanti Cristo a. C. Dopo Cristo d. C. 3500 a.c. 0 476 1492 1789 ETA ANTICA MEDIOEVO ETA MODERNA ETA CONTEMPORANEA

Avanti Cristo a. C. Dopo Cristo d. C. 3500 a.c. 0 476 1492 1789 ETA ANTICA MEDIOEVO ETA MODERNA ETA CONTEMPORANEA SINTESI DI STORIA Vol. 2 In Italia studiamo soprattutto la STORIA OCCIDENTALE: cioè la storia dell Europa e di quei paesi non-europei (specialmente i paesi del Nord America), la cui cultura è più vicina

Dettagli

Roberto Denti. La mia resistenza. con la postfazione di Antonio Faeti

Roberto Denti. La mia resistenza. con la postfazione di Antonio Faeti Roberto Denti La mia resistenza con la postfazione di Antonio Faeti 2010 RCS Libri S.p.A., Milano Prima edizione Rizzoli Narrativa novembre 2010 Prima edizione BestBUR marzo 2014 ISBN 978-88-17-07369-1

Dettagli

LA GRANDE GUERRA IN VAL RESIA

LA GRANDE GUERRA IN VAL RESIA LA GRANDE GUERRA IN VAL RESIA Già nel 1882 la Val Resia era militarmente vincolata agli imperi Austro-Ungarico e Tedesco. Data la sua collocazione sulla linea di confine, la Val Resia era considerata un

Dettagli

La scuola deve ripartire da D Annunzio per capire il MEMENTO AUDERE SEMPER della Grande Guerra in un centenario da celebrare di Pierfranco Bruni

La scuola deve ripartire da D Annunzio per capire il MEMENTO AUDERE SEMPER della Grande Guerra in un centenario da celebrare di Pierfranco Bruni La scuola deve ripartire da D Annunzio per capire il MEMENTO AUDERE SEMPER della Grande Guerra in un centenario da celebrare di Pierfranco Bruni Luigi Palamara about 15 hours ago 0 No comments La scuola

Dettagli

Le origini e gli sviluppi del sistema politico svizzero

Le origini e gli sviluppi del sistema politico svizzero Lugano, 1.02.2011 Le origini e gli sviluppi del sistema politico svizzero Sandro Guzzi-Heeb, Università di Losanna Il passato non è morto e sepolto; in realtà non è nemmeno passato. William Faulkner 1.

Dettagli

IL RISORGIMENTO LE SOCIETÀ SEGRETE

IL RISORGIMENTO LE SOCIETÀ SEGRETE IL RISORGIMENTO LE SOCIETÀ SEGRETE Gli Italiani vogliono essere indipendenti. Gli Italiani cercano di liberarsi dagli austriaci e dagli amici degli austriaci. Questo periodo si chiama RISORGIMENTO. Gli

Dettagli

La Rivoluzione Inglese

La Rivoluzione Inglese Programma di storia A.S. 2014/2015 Classe IV F In corsivo letture, approfondimenti o fotocopie La Rivoluzione Inglese 1. L Inghilterra prima della Rivoluzione - Lo sviluppo di Londra e del commercio -

Dettagli

Gruppo: Benedetta, Michele M., Michele O., Nicol, Patrick. GERMANIA

Gruppo: Benedetta, Michele M., Michele O., Nicol, Patrick. GERMANIA Gruppo: Benedetta, Michele M., Michele O., Nicol, Patrick. GERMANIA Situazione in Austria, Prussia e Russia (pag. 248) 1830. Austria, Prussia e Russia sono monarchie accomunate da: - Fedeltà verso i princìpi

Dettagli

PROGETTO STRANIERI STORIA

PROGETTO STRANIERI STORIA Scuola Secondaria di 1 Grado Via MAFFUCCI-PAVONI Via Maffucci 60 Milano PROGETTO STRANIERI STORIA 11 IL RISORGIMENTO A cura di Maurizio Cesca Il congresso di Vienna... 1 Le idee liberali... 2 Le società

Dettagli

L apogeo di Luigi XIV guerra di devoluzione guerra d Olanda supremazia francese La fine della supremazia francese coalizione antifrancese

L apogeo di Luigi XIV guerra di devoluzione guerra d Olanda supremazia francese La fine della supremazia francese coalizione antifrancese Dal 500 fino alla pace di Westfalia che mette fine alla guerra dei Trent anni (1618-48), Francia e Impero si sono scontrati, in Italia e nell area tedesca, per la supremazia in Europa. Impedendo agli Asburgo

Dettagli

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Ci sono momenti nella storia in cui i popoli sono chiamati a compiere scelte decisive. Per noi europei, l inizio del XXI secolo rappresenta uno di

Dettagli

FONDAZIONE MALAVASI. Scuola secondaria di 1 grado A. MANZONI

FONDAZIONE MALAVASI. Scuola secondaria di 1 grado A. MANZONI FONDAZIONE MALAVASI Scuola secondaria di 1 grado A. MANZONI PIANO DI LAVORO E PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINA: STORIA DOCENTE: Luna Martelli CLASSE IV SEZ. ITTL A.S.2015 /2016 1. OBIETTIVI E COMPETENZE

Dettagli

L Europa e il mondo nel primo Novecento p. 8

L Europa e il mondo nel primo Novecento p. 8 Libro misto DVD Atlante Storico Percorso di cittadinanza e Costituzione con testi integrali Materiali aggiuntivi per lo studio individuale immagini, carte, mappe concettuali RISORSE ONLINE Schede per il

Dettagli

L inizio del conflitto: l invasione della Polonia

L inizio del conflitto: l invasione della Polonia L inizio del conflitto: l invasione della Polonia La seconda Guerra Mondiale scoppiò nel 1939 dopo l invasione della Polonia da parte dei Tedeschi. La Repubblica Polacca non accettò le imposizioni tedesche

Dettagli

LA GRANDE GUERRA DUE IMPERI IN DIFFICOLTA : L IMPERO ASBURGICO E L IMPERO OTTOMANO

LA GRANDE GUERRA DUE IMPERI IN DIFFICOLTA : L IMPERO ASBURGICO E L IMPERO OTTOMANO LA GRANDE GUERRA DUE IMPERI IN DIFFICOLTA : L IMPERO ASBURGICO E L IMPERO OTTOMANO All inizio del Novecento, l IMPERO ASBURGICO è costituito come una doppia monarchia (austriaca ed ungherese) con in comune

Dettagli

PROGRAMMA ANNUALE: ANNO SCOLASTICO 2014-2015 ISTITUTO TECNICO SETTORE TECNOLOGICO INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI CLASSE: IV MATERIA: STORIA

PROGRAMMA ANNUALE: ANNO SCOLASTICO 2014-2015 ISTITUTO TECNICO SETTORE TECNOLOGICO INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI CLASSE: IV MATERIA: STORIA PROGRAMMA ANNUALE: ANNO SCOLASTICO 2014-2015 ISTITUTO TECNICO SETTORE TECNOLOGICO INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI CLASSE: IV MATERIA: STORIA Modulo n 1 : Il seicento tra rivolte, rivoluzioni e depressione

Dettagli

La rivoluzione Francese. 1. La fine della monarchia

La rivoluzione Francese. 1. La fine della monarchia La rivoluzione Francese 1. La fine della monarchia Alle origini della rivoluzione Immobilismo politico della Francia: la culla dell illuminismo non conosce riforme. Esempio della rivoluzione americana.

Dettagli

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di alcol L alcolismo è una malattia che colpisce anche il contesto famigliare

Dettagli

Le categorie protette dal diritto internazionale umanitario

Le categorie protette dal diritto internazionale umanitario Diritto internazionale umanitario (DIU) Le categorie protette dal diritto internazionale umanitario Elena Castiglione Vds Roma Nord Istruttore DIU Monitore CRI Istruttore TI PS Che cosa è il Diritto Internazionale

Dettagli

Lo scoppio della guerra fredda

Lo scoppio della guerra fredda Lo scoppio della guerra fredda 1) 1945: muta la percezione americana dell URSS da alleato ad avversario e nemico 2) 1946: ambio dibattito interno all amministrazione Truman sulla svolta in politica estera

Dettagli

IL FASCISMO. La via italiana al totalitarismo

IL FASCISMO. La via italiana al totalitarismo IL FASCISMO La via italiana al totalitarismo LA MARCIA SU ROMA La Marcia su Roma (inizia il 27 ottobre) colpisce lo Stato nel pieno disfacimento dei suoi poteri. Facta si dimette il 28 ottobre. Il Re,

Dettagli

SCAFFALI ONLINE http://badigit.comune.bologna.it/books

SCAFFALI ONLINE http://badigit.comune.bologna.it/books SCAFFALI ONLINE http://badigit.comune.bologna.it/books Bertelli, Luigi (Vamba) Il segreto della vittoria. Disegni di Filiberto Scarpelli [S. l. : s. n., 1916?! Collocazione: 12- GUERRA EUR. 01, 058 http://sol.unibo.it/sebinaopac/opac?action=search&thnomedocumento=ubo1386979t

Dettagli

La società francese alla fine del '700

La società francese alla fine del '700 La società francese alla fine del '700 Primo stato: ecclesiastici Secondo stato: nobili 2% della popolazione possiedono vaste proprietà terriere e sono esonerati dalle tasse. Possono riscuotere tributi

Dettagli

Elezioni Comune di Napoli 2011

Elezioni Comune di Napoli 2011 Elezioni Comune di Napoli 2011 Alcune riflessioni sulle tendenze emerse dai sondaggi elettorali a cura di Michele Caiazzo, componente Assemblea Nazionale PD / responsabile Centro Studi e Ricerche PD Campania

Dettagli

La politica economica degli stati e la nascita dell economia come scienza. Fisiocrazia e liberismo.

La politica economica degli stati e la nascita dell economia come scienza. Fisiocrazia e liberismo. PROGRAMMA SVOLTO DI STORIA CLASSE IV B geo A.S. 2010-2011 DOCENTE: CRISTINA FORNARO L antica aspirazione alla riforma della Chiesa. La riforma di Lutero. La diffusione della riforma in Germania e in Europa.

Dettagli

In ricordo del professor Veniero Del Punta

In ricordo del professor Veniero Del Punta I In ricordo del professor Veniero Del Punta Il professor Veniero Del Punta, da vari decenni autorevole e prestigioso membro del nostro Comitato Scientifico, è improvvisamente mancato il 3 aprile scorso.

Dettagli

Rassegna del 05/10/2015

Rassegna del 05/10/2015 Rassegna del 05/10/2015 INDICE RASSEGNA STAMPA Rassegna del 05/10/2015 Si parla di noi Avvenire 30/09/2015 p. 2 IL PAPA CONFORTA L'IMPEGNO CON L'AFRICA Mario Raffaelli 1 Corriere Del Trentino 01/10/2015

Dettagli

Imprese in Libia: quando sarà possibile ricominciare?

Imprese in Libia: quando sarà possibile ricominciare? Imprese in Libia: quando sarà possibile ricominciare? di Alessandra Repetto Se la Camera di Commercio di Genova continua a svolgere il ruolo di osservatore sui mercati esteri è anche e soprattutto per

Dettagli

PROGETTO STRANIERI STORIA

PROGETTO STRANIERI STORIA Scuola Secondaria di 1 Grado Via MAFFUCCI-PAVONI Via Maffucci 60 Milano PROGETTO STRANIERI STORIA 9 1600-1700 A cura di Maurizio Cesca PROGETTO STRANIERI SMS Maffucci-Pavoni Milano pag. 1 L Europa dal

Dettagli

IL SENSO DELLA CARITATIVA

IL SENSO DELLA CARITATIVA IL SENSO DELLA CARITATIVA SCOPO I Innanzitutto la natura nostra ci dà l'esigenza di interessarci degli altri. Quando c'è qualcosa di bello in noi, noi ci sentiamo spinti a comunicarlo agli altri. Quando

Dettagli

Napoleone, la Francia, l l Europa

Napoleone, la Francia, l l Europa L Età napoleonica Napoleone, la Francia, l l Europa Nel 1796 Napoleone intraprese la campagna d d Italia. Tra il 1796 e il 1799 l l Italia passò sotto il dominio francese. Nacquero alcune repubbliche(cisalpina,

Dettagli

BAROMETRO IPSOS - EUROP ASSISTANCE 2011

BAROMETRO IPSOS - EUROP ASSISTANCE 2011 BAROMETRO IPSOS - EUROP ASSISTANCE 2011 Gli europei e le vacanze estive: abitudini e tendenze Sintesi della ricerca Anche quest anno l Istituto di Ricerca IPSOS ha realizzato per conto di Europ Assistance

Dettagli

IL GIORNALE DI CHE COSA PARLANO I GIORNALI

IL GIORNALE DI CHE COSA PARLANO I GIORNALI IL GIORNALE Il termine giornale deriva da giorno. Tra i giornali distinguiamo i periodici (settimanali, quindicinali, mensili, trimestrali ecc.) e i quotidiani (dal latino cotidie che significa ogni giorno

Dettagli

LA RIVOLUZIONE FRANCESE 1789-1799 PRESENTAZIONE DI PAOLO CARMIGNANI ISTITUTO STATALE ISTRUZIONE SUPERIORE P. ALDI GROSSETO

LA RIVOLUZIONE FRANCESE 1789-1799 PRESENTAZIONE DI PAOLO CARMIGNANI ISTITUTO STATALE ISTRUZIONE SUPERIORE P. ALDI GROSSETO LA RIVOLUZIONE FRANCESE 1789-1799 PRESENTAZIONE DI PAOLO CARMIGNANI ISTITUTO STATALE ISTRUZIONE SUPERIORE P. ALDI GROSSETO E UNO DEGLI EVENTI CHE HANNO SEGNATO LA STORIA EUROPEA SIA PER LE TRASFORMAZIONI

Dettagli

Senso della storia e azione politica

Senso della storia e azione politica Francesco Rossolillo Senso della storia e azione politica II. La battaglia per la Federazione europea a cura di Giovanni Vigo Società editrice il Mulino Sull inglese come lingua universale La decisione

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

L Europa in sintesi. L Europa: il nostro continente. Cos è l Unione europea?

L Europa in sintesi. L Europa: il nostro continente. Cos è l Unione europea? L Europa in sintesi Cos è l Unione europea? È europea È un unione = si trova in Europa. = unisce paesi e persone. Guardiamola più da vicino: cosa hanno in comune gli europei? Come si è sviluppata l Unione

Dettagli

La mediazione linguistico-culturale nei servizi sociali. (Alcune riflessioni a cura di Daniela Giuliani e Paola Del Vecchio)

La mediazione linguistico-culturale nei servizi sociali. (Alcune riflessioni a cura di Daniela Giuliani e Paola Del Vecchio) La mediazione linguistico-culturale nei servizi sociali (Alcune riflessioni a cura di Daniela Giuliani e Paola Del Vecchio) La figura del mediatore culturale è nata negli anni sulla base di precise esigenze,

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DI STORIA Anno scolastico: 2013/2014 CLASSE 4 H LSA

PROGRAMMAZIONE DI STORIA Anno scolastico: 2013/2014 CLASSE 4 H LSA PROGRAMMAZIONE DI STORIA Anno scolastico: 2013/2014 CLASSE 4 H LSA MODULO n. 1 TITOLO: L ETA DELL ASSOLUTISMO ORE TOTALI: 12 PREREQUISITI MODULO Conoscere termini e concetti fondamentali del linguaggio

Dettagli

INTERVENTO DELLA SIG.RA MINISTRO. ALLA SCUOLA UFFICIALI CARABINIERI (Roma, 11 febbraio 2015) Fa fede l intervento effettivamente pronunciato

INTERVENTO DELLA SIG.RA MINISTRO. ALLA SCUOLA UFFICIALI CARABINIERI (Roma, 11 febbraio 2015) Fa fede l intervento effettivamente pronunciato INTERVENTO DELLA SIG.RA MINISTRO ALLA SCUOLA UFFICIALI CARABINIERI (Roma, 11 febbraio 2015) Fa fede l intervento effettivamente pronunciato Signor Presidente del Consiglio, Autorità civili, militari e

Dettagli

GLI ASCARI ERITREI E LA BATTAGLIA DI CHEREN

GLI ASCARI ERITREI E LA BATTAGLIA DI CHEREN GLI ASCARI ERITREI E LA BATTAGLIA DI CHEREN Ho ricevuto queste foto da Angelo Granara che a sua volta le ha avute da suo nipote Enrico e quest ultimo dall Ambasciata Italiana in Eritrea. Senza indugi le

Dettagli

La Rivoluzione inglese

La Rivoluzione inglese La Rivoluzione inglese I conflitti tra monarchia inglese e parlamento PREMESSA 1215 il re inglese Giovanni senza terra è costretto a concedere la Magna Charta Libertatum Il re non poteva chiedere nuove

Dettagli

8 Il futuro dei futures

8 Il futuro dei futures Introduzione Come accade spesso negli ultimi tempi, il titolo di questo libro è volutamente ambiguo, ma in questo caso non si tratta solo di un espediente retorico: come spero si colga nel corso della

Dettagli

i dossier ADESSO VI SPIEGHIAMO PERCHÉ QUESTA EUROPA (TEDESCA) NON CI PIACE. E PERCHÉ VOGLIAMO CAMBIARLA www.freefoundation.com www.freenewsonline.

i dossier ADESSO VI SPIEGHIAMO PERCHÉ QUESTA EUROPA (TEDESCA) NON CI PIACE. E PERCHÉ VOGLIAMO CAMBIARLA www.freefoundation.com www.freenewsonline. 032 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com ADESSO VI SPIEGHIAMO PERCHÉ QUESTA EUROPA (TEDESCA) NON CI PIACE. E PERCHÉ VOGLIAMO CAMBIARLA 23 giugno 2015 a cura di Renato Brunetta JÜRGEN

Dettagli

Sono la disillusione, disse la vecchia, e domino il mondo, perché ogni sogno umano è sogno breve..(a. Tabucchi, Sogni di sogni)

Sono la disillusione, disse la vecchia, e domino il mondo, perché ogni sogno umano è sogno breve..(a. Tabucchi, Sogni di sogni) Sono la disillusione, disse la vecchia, e domino il mondo, perché ogni sogno umano è sogno breve..(a. Tabucchi, Sogni di sogni) Ti invio queste mie ultime rose rosse che si muteranno in tante gocce di

Dettagli

I Militari possono far politica?

I Militari possono far politica? I Militari possono far politica? Il personale in servizio attivo delle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza) può fare politica? Siccome ci sono tanti mestatori,

Dettagli

LA PRIMA GUERRA MONDIALE

LA PRIMA GUERRA MONDIALE LA PRIMA GUERRA MONDIALE NAZIONALITÀ dell impero asburgico Imperatore Francesco Giuseppe Sultano Maometto V CAUSE CAUSE DELLA GUERRA POLITICA: -LA FRANCIA VOLEVA SOTTRARRE ALLA GERMANIA L ALSAZIA E LORENA;

Dettagli

La Notizia GIORNALE. La notizia è un'informazione su un fatto o un avvenimento (in corso o concluso) avvenuto in Italia

La Notizia GIORNALE. La notizia è un'informazione su un fatto o un avvenimento (in corso o concluso) avvenuto in Italia La notizia è un'informazione su un fatto o un avvenimento (in corso o concluso) avvenuto in Italia o nel mondo data da un giornalista per mezzo CARTACEOLa dei giornali (stampa, trasmissione televisiva,

Dettagli

Seminario Fiom-Cgil: Riprendere il cammino dello sviluppo si può: serve una. vera Europa sociale ed un altra politica industriale

Seminario Fiom-Cgil: Riprendere il cammino dello sviluppo si può: serve una. vera Europa sociale ed un altra politica industriale Seminario Fiom-Cgil: Riprendere il cammino dello sviluppo si può: serve una vera Europa sociale ed un altra politica industriale Roma Camera dei Deputati 14 Gennaio 2015 Maurizio LANDINI segretario generale

Dettagli

PROGRAMMA DI STORIA PER IL DOPPIO RILASCIO DEL DIPLOMA: ESAME DI STATO BACCALAURÉAT

PROGRAMMA DI STORIA PER IL DOPPIO RILASCIO DEL DIPLOMA: ESAME DI STATO BACCALAURÉAT ALLEGATO 3 PROGRAMMA DI STORIA PER IL DOPPIO RILASCIO DEL DIPLOMA: ESAME DI STATO BACCALAURÉAT Il programma comune di storia del dispositivo per il doppio rilascio del diploma di Baccalauréat e d Esame

Dettagli

Emilio Matricciani Dipartimento di Elettronica e Informazione, Politecnico di Milano

Emilio Matricciani Dipartimento di Elettronica e Informazione, Politecnico di Milano Emilio Matricciani Dipartimento di Elettronica e Informazione, Politecnico di Milano Nel suo intervento, il Rettore del Politecnico di Milano ha presentato la decisione del Senato accademico di obbligare

Dettagli

3] PRINCIPATI E STATI REGIONALI

3] PRINCIPATI E STATI REGIONALI 3] PRINCIPATI E STATI REGIONALI SIGNORI E PRINCIPI Fra la metà del Duecento e il Quattrocento, nell'italia settentrionale e centrale > numerose signorie. Molti signori, dopo avere preso il potere con la

Dettagli

Sicurezza e cittadinanza

Sicurezza e cittadinanza Sicurezza e cittadinanza (pp. 529 568 del volume) La numerazione di tabelle, tavole e figure riproduce quella del testo integrale La criminalità oltre l emotività Negli ultimi tre anni la criminalità in

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA N. 592 DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE d iniziativa del senatore COSSIGA COMUNICATO ALLA PRESIDENZA L 8 GIUGNO 2006 Riconoscimento del diritto di autodeterminazione

Dettagli

MANIFESTO per la Buona politica e per il Bene comune

MANIFESTO per la Buona politica e per il Bene comune Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel Mondo del Lavoro MANIFESTO per la Buona politica e per il Bene comune I Promotori del Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione

Dettagli

STORIA 10. Scuola Secondaria di 1 Grado Via MAFFUCCI-PAVONI Via Maffucci 60 Milano PROGETTO STRANIERI STORIA 10 L ILLUMINISMO E LE GRANDI RIVOLUZIONI

STORIA 10. Scuola Secondaria di 1 Grado Via MAFFUCCI-PAVONI Via Maffucci 60 Milano PROGETTO STRANIERI STORIA 10 L ILLUMINISMO E LE GRANDI RIVOLUZIONI Scuola Secondaria di 1 Grado Via MAFFUCCI-PAVONI Via Maffucci 60 Milano PROGETTO STRANIERI STORIA 10 L ILLUMINISMO E LE GRANDI RIVOLUZIONI A cura di Maurizio Cesca PROGETTO STRANIERI SMS Maffucci-Pavoni

Dettagli

IL NAZISMO LE PREMESSE:

IL NAZISMO LE PREMESSE: IL NAZISMO LE PREMESSE: Dopo la Guerra la Germania si trovò in una condizione peggiore dell'italia. Le condizioni di Pace avevano cercato di umiliare la Nazione che era ritenuta responsabile della guerra,

Dettagli

Polo didattico per la formazione PNL e Coaching Divisione Ebook

Polo didattico per la formazione PNL e Coaching Divisione Ebook 1 Alla ricerca di se stessi Federica Cortina 2 Titolo Alla ricerca di se stessi Autore Federica Cortina Editore PNL e Coaching edizioni Sito internet www.pnlecoaching.it ATTENZIONE: Tutti i diritti sono

Dettagli

Mario Albertini. Tutti gli scritti VIII. 1979-1984. a cura di Nicoletta Mosconi. Società editrice il Mulino

Mario Albertini. Tutti gli scritti VIII. 1979-1984. a cura di Nicoletta Mosconi. Società editrice il Mulino Mario Albertini Tutti gli scritti VIII. 1979-1984 a cura di Nicoletta Mosconi Società editrice il Mulino Nota sulla Polonia Il caso polacco ha valore storico, nel senso che pone per tutti, e non solo per

Dettagli

Istituto Comprensivo di Bellano a.s 2014/2015. Piano delle Unità di Apprendimento di Italiano

Istituto Comprensivo di Bellano a.s 2014/2015. Piano delle Unità di Apprendimento di Italiano Istituto Comprensivo di Bellano a.s 2014/2015 Prof.ssa Roberta Tadini Classe III B Piano delle Unità di Apprendimento di Italiano ASCOLTARE IN MODO ATTIVO E PARTECIPE. L alunno comprende testi orali di

Dettagli

Tunisiaca Tunisi Museo del Bardo 19.01.2004

Tunisiaca Tunisi Museo del Bardo 19.01.2004 Discorsi del Presidente della Fondazione Craxi Inaugurazione della Mostra "Tunisiaca" Tunisi, Museo Nazionale del Bardo, 19 gennaio 2004 Stefania Craxi Tunisiaca Tunisi Museo del Bardo 19.01.2004 Eccellenza,

Dettagli

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli