VADEMECUM PROCEDURA MOBILITA ORDINARIA E LUNGA AZIENDE GRUPPO ALMAVIVA

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1 VADEMECUM PROCEDURA MOBILITA ORDINARIA E LUNGA AZIENDE GRUPPO ALMAVIVA Premessa La Legge Finanziaria n. 296 del 2006 ha introdotto la possibilità, per le imprese o gruppi di imprese, di fare ricorso alla cosiddetta mobilità lunga, previa esplicita richiesta al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali da effettuarsi entro il 31 marzo In questo quadro il Gruppo Almaviva ha sottoscritto, il 19 e 21 febbraio 2007, un accordo con le OO.SS. nazionali di categoria e con le RSU delle società interessate (Almaviva S.p.A., Almaviva Finance, Almaviva Sud) che prevede, inoltre, la messa in mobilità breve per 50 unità complessive. Successivamente alla richiesta presentata in data 14 marzo 2007, il Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 7 maggio 2007 ha assegnato al Gruppo AlmavivA 198 unità di mobilità lunga che, come da verbale sottoscritto in data 18 maggio u.s. con le OO.SS. nazionali di categoria e con le RSU, sono così distribuite: Almaviva S.p.A.: 135 lavoratori Almaviva Sud S.p.A: 11 lavoratori Almaviva Finance S.p.A: 52 lavoratori Il presente documento ha carattere divulgativo ed intende fornire alcune risposte alle principali domande in materia di mobilità lunga e breve; pertanto per eventuali approfondimenti e situazioni individuali di carattere particolare occorrerà fare riferimento alle norme di legge. 1. Chi può andare in mobilità? a) Mobilità lunga Possono essere collocati in mobilità lunga, entro e non oltre il 31 dicembre 2007, i dipendenti che possiedano un'anzianità aziendale di almeno 12 mesi al momento del collocamento in mobilità e che al 31 dicembre 2007 abbiano maturato i seguenti requisiti minimi anagrafici e contributivi in concorso tra loro 1 : Età anagrafica + Anzianità contributiva UOMINI DONNE Tali dipendenti possono fruire del trattamento di mobilità sino alla maturazione dei requisiti per l'accesso alla pensione di anzianità o di vecchiaia già previsti dalla legge Dini; ciò in deroga alla modifica di tali requisiti, già intervenuta con la legge Maroni, che pertanto non opererà in tali casi. Va precisato inoltre che la collocazione in mobilità lunga blocca tali requisiti pensionistici, che non potranno essere variati da leggi successive. Si riportano gli attuali requisiti previsti per la pensione di vecchiaia e di anzianità (legge Dini). VECCHIAIA Età anagrafica + Anzianità contributiva 1 Circolare Inps n. 116 del 30 giugno 2003

2 UOMINI DONNE 65 anni anni + 20 ANZIANITA (Legge 335/95 Legge Dini) Età anagrafica + Anzianità contributiva Anzianità contributiva indipendentemente da età anagrafica (40 dal 2008) L accordo sindacale subordina l accesso alla mobilità lunga alla non opposizione alla stessa da parte del dipendente. b) Mobilità ordinaria L accordo sindacale prevede, quale criterio prioritario, la maturazione nel corso del periodo di fruizione della mobilità ordinaria dei requisiti di pensione previsti dalla legge Maroni e la non opposizione alla stessa. La riforma Maroni (Legge 243/2004), che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2008, ha modificato i requisiti previsti dalla Legge Dini per la pensione di anzianità alzando progressivamente l età anagrafica: anno età contributi Per la pensione di vecchiaia, rimangono fermi i requisiti già precedentemente previsti, e cioè almeno 20 anni di contributi e 65 anni di età (60 per le donne) Pertanto potranno accedere alla mobilità ordinaria, con sbocco finale alla pensione secondo le norme attualmente in vigore, coloro che al 31 dicembre 2007 abbiano almeno 58 anni di età e 32 anni di contributi (uomini o donne), ovvero abbiano 62 anni di età se uomini, 57 se donne, e 17 anni di contributi. L accordo sindacale prevede, quale ulteriore criterio per accedere alla mobilità ordinaria in subordine al criterio precedentemente individuato, la non opposizione alla stessa a prescindere dalla maturazione dei requisiti di pensione. 2. Qual è la durata della mobilità? a) Mobilità lunga La mobilità lunga può durare fino ad un periodo massimo di 10 anni per le donne e 7 anni per gli uomini, e scade al raggiungimento dei requisiti minimi di pensione (vecchiaia o anzianità con i criteri Dini). b) Mobilità ordinaria La durata del periodo di mobilità ordinaria varia in relazione all'età anagrafica del dipendente al momento della collocazione in mobilità, nonché alla ubicazione della sede di lavoro, come prospettato nella seguente tabella. Età Centro-Nord Mezzogiorno Sino a 39 anni 12 mesi 24 mesi Dal compimento dei 40 anni sino ai mesi 36 mesi 2

3 Dal compimento dei 50 anni in poi 36 mesi 48 mesi 3. Quali sono i requisiti normativi per usufruire dell indennità di mobilità (ordinaria e lunga)? Hanno diritto all indennità di mobilità coloro che: - siano iscritti nelle liste di mobilità a seguito di una formale comunicazione di licenziamento; - abbiano la qualifica di operaio, impiegato o quadro; - siano in possesso di un anzianità aziendale complessiva di almeno 12 mesi 4. Qual è l importo dell indennità di mobilità (ordinaria e lunga)? a) Indennità ex Lege 223/91 L'indennità di mobilità, lunga ed ordinaria, spetta in misura percentuale al trattamento CIGS che sarebbe stato liquidato ai lavoratori nel periodo immediatamente precedente la risoluzione del rapporto di lavoro ed è pari: per i primi 12 mesi, al 100% del trattamento CIGS; a partire dal 13 mese, all'80% del medesimo trattamento. In particolare per il l'importo massimo corrisponde a: Euro 955,23 al netto delle ritenute previdenziali, a fronte di una retribuzione mensile - comprensiva degli elementi fissi e non variabili, compresi i ratei degli istituti ad erogazione annuale (es.13^) che sia superiore a Euro 1.826,07 lordi; Euro 794,77 al netto delle ritenute previdenziali, a fronte di una retribuzione mensile - comprensiva degli elementi fissi e non variabili, compresi i ratei degli istituti ad erogazione annuale, che sia inferiore o pari a Euro 1.826,07 lordi. Va precisato che l'indennità per i soli primi dodici mesi è soggetta a contribuzione nella misura del 5,84%. FASCE INDENNITA' (IMPORTO LORDO) Tabella INDENNITA'AL NETTO DEL CONTRIBUTO DEL 5,84% INDENNITA' AL NETTO DELLE ALIQUOTE IRPEF (per i primi 12 mesi) INDENNITA' AL NETTO DELLE ALIQUOTE IRPEF (dal 13 mese) ALTA 1.014,48 955, BASSA 844,06 794, N.B. A titolo puramente indicativo è stata ipotizzata l applicazione dell aliquota IRPEF del 23%,. Inoltre per comodità di calcolo sono state considerate le detrazioni IRPEF da lavoro dipendente ma non sono state considerate le addizionali comunali e regionali Pagamento L'Inps agisce come sostituto d'imposta e provvede direttamente all'erogazione dell'indennità di mobilità tramite assegno mensile a favore del lavoratore interessato (sia nel caso di mobilità breve che nel caso di mobilità lunga). Il costo è a carico Inps per il periodo relativo alla mobilità ordinaria, ed interamente a carico azienda per l eventuale restante periodo relativo alla mobilità lunga. 2 Circolare Inps n. 30 del 30 gennaio

4 b) Integrazione all indennità ex accordo sindacale del 19 febbraio 2007 E stato convenuto che, sia per quanto riguarda i lavoratori collocati in mobilità ordinaria che in quella lunga, l azienda erogherà la differenza tra l importo netto dell indennità di mobilità e l 80% della retribuzione netta annua del lavoratore, e che tale importo sarà erogato successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro come integrazione al TFR previa sottoscrizione di un verbale di conciliazione presso l associazione datoriale. Modalità di calcolo: [RAL (retribuzione annua lorda comprensiva del Premio di Risultato parte fissa) oneri contributivi e previdenziali tassazione] / 12 mesi = retribuzione mensile netta (80 % della Retribuzione mensile netta indennità netta di mobilità) x n mesi in mobilità = integrazione netta aziendale lordizzazione dell integrazione netta aziendale in base alle relative aliquote IRPEF applicate al TFR 5. Da quale momento decorre l'indennità di mobilità? Il lavoratore ha diritto alla erogazione della indennità di mobilità dall'8 giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, purché presenti agli uffici del lavoro territorialmente competenti l'apposita domanda entro 7 giorni dalla risoluzione stessa. Il lavoratore può comunque presentare domanda entro 68 giorni dal licenziamento (termine ultimo inderogabile), ed in questo caso l indennità decorre dal 5 giorno successivo alla presentazione della domanda. In particolare, il lavoratore ha l'onere di provvedere ai seguenti adempimenti amministrativi: presentazione della domanda di indennità di mobilità mediante apposito modello Inps/ DS21; presentazione, anche nei giorni successivi alla presentazione della domanda di cui al precedente punto, del modello Inps/DS22, contenente una dichiarazione aziendale. N.B. Il periodo di 7 giorni intercorrente fra la cessazione del rapporto di lavoro e la decorrenza dell indennità di mobilità potrebbe risultare non coperto da contribuzione figurativa (si ricorda che la settimana è ritenuta utile ai fini contributivi qualora risultino lavorati almeno 3 giorni compreso il sabato se intercluso tra due giornate lavorative; la settimana di carenza, a seconda della sovrapposizione o meno alle settimane di calendario, può quindi determinare un buco contributivo). E pertanto opportuno presentare in via cautelativa la richiesta di autorizzazione ai versamenti volontari, e - una volta ottenuta l autorizzazione - verificare con l Inps se si è realizzata tale scopertura di una settimana, ed in tal caso procedere al versamento dei contributi volontari per il periodo utilizzando l apposito bollettino predisposto dall Istituto: si precisa che una volta ottenuta l autorizzazione alla contribuzione volontaria (che bisogna chiedere al più presto, per non decadere dal diritto) il riscatto del periodo attraverso il versamento dei relativi contributi può essere effettuato in qualsiasi momento anteriore alla presentazione della domanda di pensione. 6. Qual è la durata massima del periodo di fruizione dell indennità di mobilità? a) Mobilità lunga L indennità è corrisposta fino al raggiungimento dei requisiti minimi di pensione. In particolare: - il raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia comporta automaticamente il venir meno dell indennità di mobilità; - per la pensione di anzianità, l indennità cessa al momento della percezione effettiva della pensione (alla prima finestra utile), anche se si è già maturato il diritto purché non si sia già goduto dell intero periodo di mobilità. In caso contrario cessa al conseguimento del diritto a pensione. 4

5 b) Mobilità ordinaria L indennità è corrisposta per tutto il periodo di mobilità ordinaria di cui al punto 2 lett. b (salvo maturare anticipatamente il diritto a pensione). Anche in questo caso, l indennità sarà prorogata fino all apertura della prima finestra utile, purché questa ricada all interno del periodo massimo consentito per la mobilità. N.B. Si precisa che, in ogni caso, l'indennità non può essere corrisposta per un periodo superiore a quello della anzianità maturata dal lavoratore in azienda. Ai fini dell anzianità si specifica che i passaggi avvenuti attraverso fusioni /incorporazioni scorpori di ramo, ecc. (ai sensi dell art c.c.) comportano il mantenimento dell anzianità pregressa a tutti gli effetti. 7. L indennità di mobilità (ordinaria e lunga) è compatibile con altri trattamenti? Il lavoratore collocato in mobilità mantiene il proprio diritto a percepire l'assegno per il nucleo familiare, che viene emesso direttamente dall'inps in aggiunta all'indennità di mobilità. In proposito, si evidenzia che anche i lavoratori che al momento della collocazione in mobilità non abbiano titolo a godere dell'assegno per il nucleo familiare, a decorrere dall'anno successivo potrebbero, previa richiesta all'inps, avere titolo a godere di tale beneficio. Il lavoratore titolare di assegno ordinario di invalidità deve optare tra tale trattamento e quello di mobilità. L indennità di mobilità sostituisce invece ogni altra prestazione di disoccupazione e l indennità per malattia ed infortunio. L indennità di maternità obbligatoria, qualora la lavoratrice inizi il congedo entro 60 gg. dalla cessazione del rapporto, sostituisce quella di mobilità. Si riporta tabella riepilogativa Prestazione o trattamento Assegno per il nucleo familiare Assegno di invalidità Maternità obbligatoria Indennità di malattia Disoccupazione Trattamenti pensionistici diretti Rapporto con l'indennità di mobilità Compatibile Opzione per l'indennità di mobilità Sostituisce l'indennità di mobilità Corrisposta l'indennità di mobilità Corrisposta l'indennità di mobilità Corrisposta l'indennità di mobilità 8. E' possibile ottenere la corresponsione anticipata della indennità di mobilità? Qualora il lavoratore collocato in mobilità abbia l'intenzione di svolgere una attività autonoma o di associarsi in una cooperativa può chiedere all'inps la corresponsione, in via anticipata, della indennità di mobilità per le mensilità che ha ancora titolo a percepire (naturalmente, per il periodo corrispondente cessa l'accredito della contribuzione figurativa ed il diritto agli assegni per il nucleo familiare). Il lavoratore deve presentare domanda entro 60 gg. dalla data di inizio della nuova attività presentando all INPS la documentazione relativa all avvio della nuova attività; in ordine alla tipologia di documentazione necessaria è opportuno rivolgersi alla propria sede INPS di competenza. N.B. La corresponsione anticipata è possibile soltanto in relazione alla mobilità ordinaria 9. Il lavoratore in mobilità ha diritto al preavviso? In linea generale l azienda dovrebbe comunicare per iscritto la risoluzione del rapporto di lavoro nel rispetto dei termini di preavviso, secondo i seguenti termini: 5

6 Anni di servizio Livelli / Categorie da 1 a e 7 Fino a 5 1 mese 1,5 mesi 2 mesi Oltre 5 e fino a 10 1,5 mesi 2 mesi 3 mesi Oltre 10 2 mesi 2,5 mesi 4 mesi Qualora tuttavia il periodo di preavviso sia totalmente o parzialmente non lavorato, l'azienda procederà alla corresponsione della relativa indennità sostitutiva (pari alla retribuzione piena comprensiva dei ratei di 13 mensilità), nonché al versamento dei contributi per tutto il periodo formalmente previsto. In questo caso il lavoratore verrà iscritto nelle liste di mobilità dal giorno successivo all ultimo giorno lavorativo, ma l'indennità di mobilità decorrerà dall'ottavo giorno successivo alla scadenza del periodo corrispondente al mancato preavviso. 10. I contributi che si maturano durante il periodo di collocazione in mobilità sono pieni o ridotti in relazione all'indennità corrisposta? I contributi previdenziali maturano sulla base della retribuzione piena, percepita dal dipendente prima della collocazione in mobilità. Nel periodo di mobilità ordinaria la contribuzione (c.d. contribuzione figurativa ) è accreditata d ufficio ed è a carico dell Inps. Nell eventuale periodo relativo alla mobilità lunga è sempre l Inps che accredita i contributi figurativi anche se in realtà i costi sono a carico dell azienda. 11. Il personale part-time può essere collocato in mobilità? Sì. In tal caso il lavoratore part-time percepisce l'indennità di mobilità sulla base della retribuzione mensile come sopra individuata, senza alcuna riduzione in ragione del minore orario di lavoro, sempre avendo a riferimento le fasce di retribuzione sopra richiamate (inferiore o superiore a Euro 1.826,07 lordi). L indennità di mobilità è pari all 80% della retribuzione mensile e non può superare i limiti massimi indicati sopra nel punto 4 a). 12. Durante il periodo in cui è collocato in mobilità, il lavoratore può svolgere un'altra attività lavorativa subordinata? Durante il periodo di collocamento in mobilità (ordinaria o lunga) è consentito lo svolgimento di attività di lavoro subordinato a tempo determinato (full time o part time), mantenendo l'iscrizione nella lista di mobilità. Il contratto di lavoro non può essere superiore ai 12 mesi. Per i giorni nei quali viene svolta attività lavorativa non viene corrisposta l'indennità di mobilità. In caso di assunzione a tempo pieno ed indeterminato il lavoratore viene cancellato dalle liste di mobilità e perde il diritto alla relativa indennità. E comunque consigliabile, qualora si intenda svolgere un attività lavorativa a tempo determinato, rivolgersi alla sede Inps di competenza per verificare, alla luce della normativa vigente, la possibilità di mantenimento nelle liste di mobilità. 13. In quale modo il lavoratore può verificare la propria situazione previdenziale? Qualora il dipendente intenda aderire alla collocazione in mobilità, dovrà fornire all'azienda i dati aggiornati relativi alla propria posizione contributiva. 6

7 A tal fine, il lavoratore potrà rivolgersi a qualsiasi ufficio Inps di zona o consultare il sito on line In quest'ultimo caso, si precisa che l'ente al momento della registrazione on line rilascerà solo una parte del codice per avere accesso al proprio estratto contributivo e provvederà ad inviare la restante parte all'indirizzo ivi inserito. Grazie al codice completo, il dipendente potrà verificare la propria situazione previdenziale on line e chiedere all'inps le necessarie integrazioni: il sito risulta aggiornato sino al 31 dicembre A chi può rivolgersi il lavoratore che necessiti di assistenza per lo svolgimento delle pratiche INPS? Il lavoratore interessato ad essere collocato in mobilità potrà rivolgersi, per ottenere la necessaria assistenza tecnica, agli appositi Enti di Patronato ( ), anche attraverso le proprie Rappresentanze Sindacali Unitarie. 15. Il lavoratore collocato in mobilità perde i contributi versati al Fondo Cometa? Il lavoratore non perde i contributi versati, che potranno essere liquidati direttamente dal Fondo previdenziale, su richiesta dell'interessato tramite domanda di riscatto. 16. Il dipendente collocato in mobilità che abbia aderito all assistenza sanitaria integrativa continua a beneficiarne? Il lavoratore in mobilità che abbia precedentemente aderito ad una delle citate forme di assistenza sanitaria, continua a godere della copertura prevista sino alla naturale scadenza annuale, così come avviene in ogni altro caso di risoluzione del rapporto di lavoro. 17. Sono previste facilitazioni per il lavoratore che voglia farsi assumere da un'altra azienda? Sì. La legge riconosce importanti sgravi contributivi per i datori di lavoro che procedano all'assunzione, sia a tempo determinato che indeterminato, di lavoratori che siano stati collocati in mobilità. 7

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