C.I.R.S.D.I.G. Centro Interuniversitario per le ricerche sulla Sociologia del Diritto e delle Istituzioni Giuridiche

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1 Centro Interuniversitario per le ricerche sulla Sociologia del Diritto e delle Istituzioni Giuridiche UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MESSINA Facoltà di Scienze Politiche L IMMIGRAZIONE ALBANESE SULLA STAMPA QUOTIDIANA Domenico Carzo Marco Centorrino Working Paper n. 6

2 Il Centro interuniversitario per le Ricerche sulla sociologia del diritto, dell informazione e delle istituzioni giuridiche (C.I.R.S.D.I.G.) con questi working papers intende proporre i risultati dei lavori svolti nell ambito delle ricerche sia metodologiche che applicative nel campo della sociologia del diritto, dell informazione e delle istituzioni giuridiche. Tale centro è stato costituito al fine di stimolare attività indirizzate alla formazione dei ricercatori ed anche per favorire lo scambio d informazioni e materiali nel quadro di collaborazioni con altri Istituti o Dipartimenti universitari, con Organismi di ricerca nazionali o internazionali. Copyright 1999

3 Finito di stampare nel novembre 1999 presso il Dipartimento di Studi Politici e Sociali V. Tomeo Facoltà di Scienze Politiche Università di Messina Via T. Cannizzaro, MESSINA

4 ABSTRACT L articolo presenta i risultati di una ricerca sul fenomeno dell immigrazione albanese in Italia e sulla relativa rappresentazione operata dai mass media nell arco di un mese. In particolare, verranno sovrapposti le categorie contenutistiche utilizzate dai maggiori giornali italiani ed i provvedimenti normativi emanati dal Governo per fronteggiare il fenomeno. La corrispondenza tra questi elementi verrà analizzata alla luce del modello dell agenda setting The paper presents the results of a research on Albanian immigration in Italy and its media representation in the period of one month. Specifically, categories used by major Italian newspapers, and legal decisions implemented by the government to rule the migratory phenomena will overlap. The corrispondence among these elements will be analysed through the Agenda Setting model.

5 INDICE 1. INTRODUZIONE p IL NEWS MAKING p LA RICERCA p. 12 L analisi quantitativa p. 12 L analisi qualitativa p LE CAUSE p GLI EFFETTI p. 24 Il problema normativo p. 25 Il problema sociale p. 28 Le conseguenze p CONCLUSIONI p. 36 APPENDICE p. 38 BIBLIOGRAFIA p. 40

6 L intero lavoro è stato ideato da entrambi gli autori. La stesura dei paragrafi va peraltro così attribuita Domenico Carzo i paragrafi: Le cause; Gli effetti; Conclusioni. Marco Centorrino i paragrafi: Introduzione; Il news making ; La ricerca. Domenico Carzo è professore associato di Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell Università di Messina Marco Centorrino è borsista presso la Facoltà di Scienze Politiche dell Università di Messina, nell ambito della cattedra di Sociologia dei processi culturali e comunicativi Gli autori ringraziano gli studenti del D.U.S.S. della Facoltà di Scienze Politiche dell Università di Messina per il contributo offerto al lavoro di ricerca.

7 1. Introduzione Il tema dell immigrazione, nell ultimo decennio, ha stimolato numerose analisi sociologiche, dedicate alla disamina dei diversi aspetti del fenomeno 1. Ma, nel 90, in un intervista rilasciata all Espresso e pubblicata il 21 gennaio, Laura Balbo, tra i fondatori del gruppo di studio Italia-Razzismo ed autrice di un quaderno dell Ais (Associazione Italiana Sociologia) intitolato L Italia di fronte al razzismo, dichiarava: Di temi come il razzismo o il confronto fra culture diverse, in Italia se ne sono occupati finora gli antropologi culturali. Tutt al più i sociologi hanno prodotto studi collegati al mercato del lavoro. Oggi mi sembra che tra gli studiosi interessati al problema degli stranieri ci sia un ritorno ai temi degli Anni Cinquanta, cioè degli anni dei flussi migratori dal Sud al Nord. E adesso come allora l attenzione si concentra sui problemi della casa, del lavoro, dell integrazione. Di nuovo si parla di soggetti emarginati e bisognosi d'assistenza, nel quadro di ricerche dettate dai buoni sentimenti o dall urgenza di risolvere problemi locali e settoriali. Manca una riflessione in termini più generali sulle trasformazioni in corso. E, sostanzialmente, dal 90 al 96 il quadro è rimasto immutato, se si eccettuano periodi in cui particolari episodi di cronaca riportava il dibattito all attenzione generale, ma solo per un periodo di tempo limitato. Dai primi mesi del, invece, il Paese se è ritrovato di fronte ad un aspetto della problematica che, fino a quel momento, era semi-sconosciuto: l immigrazione sotto forma di esodo, non più clandestina e sommersa, bensì sotto certi aspetti istituzionalizzata. Il flusso di profughi provenienti dall Albania 2 ha fatto saltare precedenti modelli, ponendo a nostro parere l esigenza di nuovi studi per esaminare una tematica assai complessa e sfaccettata. In questo lavoro cercheremo di compiere tale operazione, scegliendo come approccio al problema la sociologia delle comunicazioni, per osservare, innanzitutto, il comportamento dei mass media di fronte all evento. La scelta è legata al ruolo rivestito dai media nel processo di formazione dell agenda setting (nelle pagine successive parleremo pure di questo argomento) e, di conseguenza, i riflessi socio-giuridici che la rappresentazione del fenomeno comporta. In particolare, verrà studiato l atteggiamento dei mezzi di comunicazione di fronte all arrivo sulle coste italiane, nel, di migliaia di albanesi, per poi risalire alle implicazioni che tale atteggiamento ha comportato. Tutto ciò verrà fatto senza alcuna specifica ipotesi di partenza, secondo la teoria della grounded theory 3 (o 1 Per una rassegna bibliografica inerente le ricerche sull immigrazione in Italia fino all inizio degli Anni Novanta, si consulti Melchionda, Nell opera sono citati circa tremila titoli, che coprono il problema sotto ogni aspetto. Sullo stesso tema si vedano, tra gli altri, Procacci, 19; Perrone, 1995; Macioti e Pugliese, Ulteriori riferimenti bibliografici, soprattutto in relazione al problema della rappresentazione degli immigrati da parte dei mass media, possono essere trovati nelle pagine successive. 2 Per un approfondimento della situazione albanese si vedano, tra gli altri, Novelli, 19; Romano, 19; Perrone, Per un approfondimento su tale teoria si veda Bayley, 1995, p. 75:...è una teoria che è scoperta o generata dai dati; non è quindi astratta o avanzata provvisoriamente. Anche in questo caso possiamo definire tre fasi: i) si comincia a lavorare sul campo, senza ipotesi; ii) si descrive ciò che accade; iii) si formulano spiegazioni, sulla base dell osservazione, intorno alle ragioni per cui questo accade. Un valido contributo a tale teoria è rappresentato dall opera di Glaser e Strauss, 1967, p. 1: I libri precedenti sui metodi di ricerca sociale si sono concentrati principalmente sul modo in cui verificare le teorie. Ciò indica un eccessiva enfasi nella sociologia attuale, per la verifica delle teorie ed una conseguente sottovalutazione del passo prioritario che consiste nella scoperta dei concetti e delle ipotesi rilevanti per il tema su cui si desidera indagare 7

8 teoria emergente), attendendo di formulare le spiegazioni in base all osservazione. Il punto di partenza è rappresentato dallo studio dei tre maggiori quotidiani italiani ( Corriere della Sera, Repubblica e La Stampa ) nell arco di circa un mese. Prima di illustrare la ricerca, tuttavia, riteniamo opportuno definire cosa abbiamo raccolto ed analizzato: la notizia, cioè. 2. Il news making La prima risposta alla quale riteniamo di dovere rispondere è: cosa è una notizia? Citiamo, a tal proposito, le teorie di alcuni dei più noti studiosi di mass media: Per Fiske: [La notizia è]... effettiva informazione, che occorre osservare per essere in grado d'inserirsi nella società 4, mentre secondo Hall:... la notizia è un prodotto, una costruzione realizzata dall'uomo, una parte fondamentale del sistema di "produzione culturale"... le notizie vengono codificate e classificate; assegnate in differenti spazi e suddivise in termini di presentazione e significato 5. Differente l'opinione di Ericson: Le notizie ed altre "informazioni" sono conoscenza. Esse vanno interpretate nel contesto e possono assumere particolari significati. Così, potrebbero essere trasformate ed utilizzate in un altro contesto o riportate senza alterazioni. Ma, in ogni caso, qualunque sia il contesto in cui vengono collocate, esse restano conoscenza, visto che subiscono un'oggettivazione che dà loro un significato reale. Un significato utilizzato in azioni che possono avere rilevanza a livello sociale 6. Ericson, quindi, sostiene che l'informazione originaria è destinata a subire mutamenti, a seconda dell'interpretazione che viene data dal giornalista. Una metamorfosi che trasforma l'informazione in informazione reale. Per Fowler, invece:...la notizia scaturisce dalla società. Ciò che viene riportato non riflette l'importanza della notizia stessa, bensì rivela le operazioni ed i criteri di selezione. Dopo la scelta, poi, si verifica il processo di trasformazione, agevolato dai poteri dei mezzi di comunicazione 7. La teoria di Fowler, in sostanza, riunisce i due assunti precedenti: esistono sì dei criteri di classificazione, ma essi vengono dettati dalla società. Inoltre, c'è un secondo livello di manipolazione, controllato da giornalisti ed editori. Un ulteriore passo avanti viene fatto da McQuail, che introduce un nuovo elemento: il mercato. La notizia - argomenta McQuail - è anche condizionata dalla "pressione degli eventi" e dalla intensa competizione con altri media, che hanno una loro visione, abbastanza omogenea, dell'importanza degli avvenimenti quotidiani, dato che la notizia deve rispondere alle aspettative di lettori o ascoltatori 8. Possiamo ricavare, collegando quanto detto da Hall, Ericson, Fowler e McQuail, i termini più importanti della problematica: si parla di notizia come prodotto culturale e come prodotto scaturito da una rigorosa routine, legata a precise regole. Esiste, dunque, un vero e proprio processo di costruzione, nel quale interagiscono più fattori. Per il momento è questo il punto che ci interessa 4 Cfr. Fiske, 1987, p Cfr. Hall, 10, p Cfr. Ericson, 1987, p.11. 7Cfr. Fowler, 1991, p.2. 8Cfr. McQuail, 1993, p

9 maggiormente. Di conseguenza, trascuriamo altri aspetti connessi all argomento, come l eventualità di manipolazioni ed il marketing della notizia. Ritorniamo per un attimo, quindi, sulla teoria di Hall riguardante le notizie ed ampliamo la citazione: Giornalisti ed editori selezionano, tra la massa delle potenziali notizie, gli eventi che per quel giorno possono realmente diventare notizia. La scelta, così, deriva da conoscenze inerenti l'audience e la società, nonché da un codice professionale 9. Downs, invece, parla di un vero e proprio ciclo, esistente nella società americana (vd. grafico 1): Il ciclo comincia, magari dopo un evento drammatico, quando un articolo di tipo "investigativo" o delle clamorose rivelazioni, fanno improvvisamente conoscere alla gente una problematica, che sarebbe potuta passare inosservata per un lungo periodo 10. E questa un applicazione al mondo dell informazione della teoria economica della democrazia che il sociologo americano aveva illustrato negli Anni Cinquanta. Downs divide il ciclo in cinque fasi principali: la prima è quella che lui chiama pre-problem (esiste una situazione di disaccordo sociale, ma la grande massa non ne sa nulla. Solo gli esperti ne sono a conoscenza e sono allarmati). Nella seconda fase l Sos viene raccolto ed amplificato dai media. Questo crea euforia, agitazione ed allarmismo tra la gente. In questo momento, è presente anche il desiderio di trovare una soluzione immediata. E la fase successiva riguarda proprio la valutazione del prezzo che bisogna pagare (solitamente molto alto) per arrivare alla soluzione. C'è, poi, la fase del declino dell'interesse pubblico, che si può incanalare verso tre direzioni, che Downs descrive così: Quando la gente comprende quanto sarà difficile trovare una soluzione e quanto costerà eliminare la problematica, si verificano tre tipi di reazione...scoraggiamento...minaccia...noia 11. L'ultima fase viene definita post-problem e si verifica quando la problematica perde completamente d'interesse e viene sostituita da altre. Downs illustra per la prima volta la sua tesi parlando di articoli dedicati a disastri ambientali. Lo schema, tuttavia, sembra perfettamente adattabile anche a tematiche di tipo politico, come confermano gli studi di Edelman riguardanti i cicli tematici e la dimensione simbolica della politica 12. Naturalmente, quando dalle notizie ambientali ci spostiamo a quelle politiche, il pre-problem assume connotazioni diverse, legandosi all agenda (l ordine del giorno nel quale i partiti inseriscono le tematiche che vanno trattate in quel determinato momento; le tematiche, quindi, che devono essere portate all attenzione dell'opinione pubblica). Dopo avere sommariamente descritto i parametri con i quali avviene la costruzione di una notizia, abbiamo ora il quadro di una sorta di catena di montaggio. Sappiamo come la materia prima verrà lavorata, ma non sappiamo quale tipo di materia prima inseriremo nel nostro macchinario. Grafico 1: Il ciclo di Downs 9Cfr. Hall, 10, p Cfr. Lowe & Goyder, 1983, p Cr. Downs, 12, pp Cfr. Edelman,

10 Pre-Problem (il problema è noto solo a pochi esperti) L opinione pubblica conosce il problema (scandalo e mobilitazione) Viene sollecitata una soluzione (valutazione dei costi) Costi troppo alti: diminuisce l interesse (scoramento/minaccia/noia) La notizia scompare (viene sostituita da altre problematiche ed il ciclo si riavvia) Addentriamoci, allora, nella fase di selezione di una notizia e, per farlo, immaginiamo un campo di calcio, dentro al quale si muovono i giocatori 13. Essi perseguono determinati scopi (contenere l'iniziativa avversaria e cercare di passare in vantaggio) e seguono determinate regole e convenzioni, che sono in grado di governare tutti gli avvenimenti che possono susseguirsi nel corso di una partita. Gli spettatori, dal canto loro, sono concentrati nell'osservare gli sviluppi delle azioni. A questo punto, pensiamo ad una riserva che chiede di entrare in campo e di essere osservata, a sua volta, dagli spettatori. Come va eseguita la sostituzione? Per quanto il giocatore di riserva possa sbracciarsi, non raggiungerà il proprio scopo. Anzi, più insistenti saranno i suoi gesti, più fastidioso potrà risultare il suo comportamento. Egli, invece, dovrà seguire la prevista trafila. Prima di tutto, dovrà farsi riconoscere come un giocatore; in secondo luogo dovrà stabilire un contatto con l'arbitro (comunicandolo ai suoi collaboratori) e, infine, dovrà aspettare che un suo compagno di squadra esca dal rettangolo di gioco. Solo a quel punto, egli potrà partecipare alla gara e potrà proporsi all'attenzione del pubblico. Allo stesso modo, gli eventi, per quanto clamorosi possano essere, non trovano spazio sulle pagine dei giornali o nei notiziari esclusivamente perché essi si verificano. Anch essi seguono una trafila ed hanno bisogno di essere riconosciuti e di rispondere a determinati criteri. Galtung e Ruge, nel 13, cercarono di isolare e descrivere tali caratteristiche 14. Tentiamo di individuare le più importanti e di riagganciarci al tema della nostra ricerca: l esodo degli albanesi in Italia. 13Cfr. Hartley, Sul processo di selezione della notizia, tra gli altri, si veda anche Bechelloni, Cfr. Galtung e Ruge,

11 Frequenza: lo spazio temporale in cui si verifica un evento. Gli omicidi ed i fatti di cronaca in generale, ad esempio, avvengono in un tempo ristrettissimo e, se sono rilevanti, acquistano immediatamente significato. Per questo, trovano spazio. Dall'altra parte, le tendenze sociali o culturali acquistano significato in un periodo più lungo e, così, difficilmente trovano spazio tra gli argomenti all'ordine del giorno. Soglia : la misura di un evento. Esiste una soglia al di sotto della quale un evento non può essere riportato, ma esistono anche eventi ai quali, aggiungendo un significato, si può fare varcare tale soglia. Un valido esempio è rappresentato dai piccoli attentati estorsivi (macchine bruciate, colpi di pistola contro le saracinesche), i quali assumono un grande significato solo nei giorni immediatamente successivi ad avvenimenti clamorosi (l'uccisione o il suicidio di paladini dell'antiracket). Consonanza: il desiderio di un evento: se i media attendono che qualcosa accada... essa accadrà. Il caso studio classico fu individuato, nel 10, da Halloran 15 che analizzò i reportage della dimostrazione contro la guerra nel Vietnam, svoltasi a Grosvenor Square (Londra) nel Tutti gli articoli erano concentrati esclusivamente su ciò che si attendeva: gli scontri, la violenza. Ciò, nonostante si fossero verificati solo sporadici, stupidi episodi. I reportage, tuttavia, s'incentrarono esclusivamente su quell'argomento, trascurando i significati della manifestazione. Un esempio più recente di questo fenomeno è la manifestazione organizzata dagli squatter, a Torino, il 4 aprile 98. Anche in quel caso i cronisti (che, tra l altro, erano stati oggetto di aggressioni nei giorni precedenti) si comportarono così come avevano fatto i loro colleghi inglesi trent anni prima. Continuità: in questo caso possiamo richiamare il ciclo di Downs: una notizia che sta percorrendo il suo itinerario, ha la precedenza su altre, fino a quando, naturalmente, non arriverà nella sua fase discendente. Quanto detto fino a questo punto ci serve, tra l altro, per spiegare un primo aspetto della ricerca: l osservazione è stata concentrata nel mese di marzo 19. Rapportando al ciclo di Downs quanto è accaduto in quei giorni, possiamo dire che la notizia si trovava tra la prima e la seconda fase. Stava, cioè, uscendo da una nicchia per essere portata all attenzione dell opinione pubblica. Riteniamo che sia un passaggio fondamentale, visto che è il momento in cui i mass media hanno una maggiore libertà d azione. Sono, cioè, solo parzialmente condizionati dall incalzare degli eventi e possono scegliere con maggiore discrezione quella che Galtung e Ruge hanno definito soglia. Il 5 marzo, infatti, arrivano in Puglia i primi profughi ufficiali : due piloti di Mig decollati da Tirana. Solo a fine mese, però, il caso scoppierà definitivamente, quando una nave della Marina italiana (il 28 marzo) entra in collisione con un imbarcazione carica di albanesi, nel canale di Otranto, e l incidente provoca decine di morti, nonché una svolta nel dibattito politico (segnata anche dal famoso pianto di Berlusconi, in visita ad un campo d accoglienza a Brindisi). 3. La ricerca 15Cfr. Halloran, Elliot e Murdock,

12 Motivata la selezione dell arco di tempo in cui abbiamo concentrato lo studio, passiamo a descriverne le modalità. I giornali, innanzitutto, sono stati misurati nella loro interezza. Quindi, è stata calcolata la superficie della pubblicità. Ottenuto lo spazio disponibile netto, è stata ricavata la percentuale dei cm 2 occupata da ciascun articolo (comprensiva di titoli, fotografie e testo) rispetto allo stesso spazio disponibile. L operazione ha riguardato il periodo che va da 5 al 29 marzo 16. Tale fase ci ha consentito di trarre delle prime considerazioni di tipo quantitativo. Successivamente, sono stati copiati su computer i titoli di tutti gli articoli misurati e si è proceduto ad un analisi qualitativa, grazie ad un programma di analisi testuale. Chiaramente, in questo caso, abbiamo ottenuto solo un quadro parziale, visto che per completezza avremmo dovuto analizzare l intero contenuto degli articoli. Tuttavia, le risorse a nostra disposizione non hanno consentito tale operazione e, comunque, riteniamo di avere ottenuto un panorama sufficiente per arrivare a tracciare delle soddisfacenti conclusioni. L analisi quantitativa L utilizzo del termine analisi quantitativa, che in fase di redazione dell articolo ci era apparso quasi naturale, ad una più attenta lettura ha fatto sorgere dei dubbi, che riteniamo utile chiarire. La prima volta che si parlò di analisi quantitativa dei giornali, infatti, fu negli Stati Uniti, ad inizio secolo 17. L autore del primo studio che utilizzò tale tecnica fu G.J. Speed, il quale si poneva la domanda retorica: i giornali danno le notizie? 18. Il problema, in effetti, può apparire ancora oggi attuale, ma si discosta dai fini iniziali della nostra ricerca. E, nel corso degli anni, anche se il metodo introdotto da Speed fu sviluppato 19, l analisi quantitativa è sempre rimasta ancorata alla semantica quantitativa 20. Gli studi più recenti, come quello condotto dal seminario di ricerca Mediamonitor e dal gruppo Osservatorio in merito alla campagna elettorale del 94 21, tendono - a nostro avviso - ad aggiornare ulteriormente il metodo scoperto da Speed, integrandolo con passaggi di tipo qualitativo, in modo da offrire un quadro omogeneo del comportamento dei media di fronte ad un determinato evento. Il nostro problema, però, ha aspetti differenti: prima di indagare su come i tre giornali analizzati abbiano riportato quanto stava accadendo, abbiamo cercato di scoprire come i tre giornali si siano comportati nel periodo preso in esame. Per individuare questo dato, abbiamo dovuto momentaneamente abbandonare ogni investigazione di tipo semantico, concentrandoci esclusivamente sulla misurazione di quegli articoli che, in modo inconfutabile, si occupavano di quanto stava accadendo in Albania e delle conseguenze che quei fatti comportavano per l Italia. Pure in questo caso i dati ottenuti devono essere considerati grezzi, visto che per raffinare l analisi sarebbe stato necessario introdurre ulteriori variabili, come la posizione degli articoli pubblicati (prima pagina o pagine interne, apertura o taglio basso, ecc.). Pur tuttavia, i risultati hanno confortato la nostra scelta: i dati sono sì grezzi, ma - secondo noi - risultano abbastanza chiari da 16 Lo studio è stato limitato ai giorni feriali. 17 Cfr. Krippendorf, Cfr. Speed, In merito si vedano, tra gli altri, Street, 1909; Fenton, 1910; White, 1924; Berelson & Lazarsfeld, Per una panoramica completa sulle opere di questi autori si rimanda a De Lillo, Sull argomento cfr. Losito, Cfr. Montanari,

13 permettere di tracciare un bilancio obiettivo e, se comparato con un osservazione empirica, anche abbastanza realistico e veritiero. Per riassumere le conclusioni di questa fase del nostro studio, proponiamo tre grafici, relativi a ciascuno dei quotidiani analizzati. Sull asse delle ascisse sono stati inseriti i giorni, mentre su quella delle ordinate la percentuale dedicata agli articoli, rispetto allo spazio disponibile ( al netto, quindi, delle inserzioni pubblicitarie). Il quarto grafico, infine, propone una comparazione tra i quotidiani. Corriere della Sera 14% 12% 10% 8% 6% 4% 2% 0%

14 14 La Repubblica 0% 2% 4% 6% 8% 10% 12% La Stampa 0% 2% 4% 6% 8% 10% 12% 14% 16% 18%

15 Comparazione tra i tre quotidiani 18% 16% 14% 12% 10% 8% La Stampa Corsera Repubblica 6% 4% 2% 0% Già da una prima osservazione si nota come la tendenza delle tre testate segua un andamento comune. Solo in certi periodi fa eccezione La Stampa, che sembra seguire con un giorno di ritardo il trend degli altri due quotidiani. E, in effetti, anticipando di un giorno la data degli articoli pubblicati dal giornale. Proprio in quel periodo, tra l altro, La Stampa aveva perso il suo direttore, Ezio Mauro, passato a dirigere La Repubblica. Ma, occorre ricordare che i nostri numeri potrebbero essere influenzati da altre variabili, come la distribuzione della pubblicità: non è escluso che nel lasso di tempo esaminato Corriere e Repubblica abbiano avuto con un giorno d anticipo, o un giorno di ritardo, la dotazione pubblicitaria de La Stampa. Riteniamo, in ogni caso, che in futuro l argomento potrebbe essere approfondito ed ampliato con ulteriori ricerche. A questo punto, si può ricavare una prima ipotesi: i tre giornali si comportano in maniera analoga o no? Su questo è stata anche operata una prima verifica empirica, che ci ha offerto una risposta affermativa alla domanda. Tuttavia, ritenendo utile un controllo ulteriore e più rigoroso, ci pare opportuno introdurre un altro dato: il numero degli articoli dedicati al tema Albania dai tre quotidiani, giorno per giorno. In termini statistici, considerando ogni testata come una variabile (x, y, z), si può indagare sull esistenza di un rapporto di correlazione (cioè, se esiste una propensione di x, y e z a variare insieme). Sinteticamente, possiamo dire che, osservando il numero degli articoli riguardanti l Albania e pubblicati da ciascun quotidiano, si è ottenuta una matrice di correlazione, in cui ogni lettera indica un giornale (r= Repubblica; c=corriere della Sera; s=stampa): Rrr Rcr Rsr Rrc Rcc Rsc Rrs Rcs Rss 15

16 Il determinante di tale matrice è stato assunto come indice: si tratta di un numero, variabile tra 0 e 1, che più si avvicina allo 0, più soddisfa la nostra ipotesi. In particolare, si può parlare di rapporto di correlazione se il nostro indice ricade tra 0 e 0,40. Ebbene, il determinante ottenuto è pari a circa 0,32. Da questo possiamo dedurre che esiste una correlazione (con una percentuale vicina al 70%), cioè che i tre giornali nel periodo esaminato hanno mantenuto lo stesso comportamento - in termini di numero degli articoli - verso le notizie inerenti l Albania. L analisi qualitativa Chiarito un primo punto (cioè la correlazione tra il comportamento delle tre testate), abbiamo indagato sul come venivano presentate le notizie. Ma, anche in questo caso, prima di illustrare i risultati della ricerca, riteniamo utile una breve premessa. L analisi del contenuto qualitativa, più giovane rispetto alla tecnica quantitativa, venne introdotta da Violette Morin 22, la quale lavorò su unità d informazione, grazie alle quali scomponeva il messaggio: Vanno classificati come unità tutti i fatti ed i commenti man mano che essi si presentano durante la lettura, cioè via via che formano... un informazione suscettibile di entrare in una categoria definibile 23. Già nel 1955, tuttavia, il primo convegno americano sulla content analysis, svoltosi all Università dell Illinois (noto come Allerton House conference), aveva messo in evidenza l esigenza di esplorare nuove frontiere, per selezionare approcci più idonei al fine d individuare le intenzioni di chi comunica. Negli Anni Sessanta, poi, un ulteriore impulso era arrivato dall introduzione dell analisi computazionale, che permette una più agile gestione dei testi. Ma, chi ha avuto modo di utilizzare uno di questi software 24 avrà riscontrato, tra gli altri, due fattori che riteniamo determinanti: la difficoltà di gestire dati, legati a parole o frasi non più collegate ad un contesto; le opportunità di ricerca offerte da tali programmi. Analizziamo i due punti: per quanto riguarda la gestione dei dati, si può comprendere come sia arduo attenersi rigidamente alle linee metodologiche tracciate in passato (quella della Morin, ad esempio, proposta nelle righe precedenti). A questo, però, fa da contraltare il secondo punto, visto che la gran mole di dati che si possono ottenere offrono, nel corso dello studio, molteplici spunti. E, proprio in tale direzione ci siamo mossi, puntando ad un analisi empirica per definire delle tematiche su cui potere successivamente riflettere. Naturalmente, non ci siamo mossi completamente nel vuoto, ma abbiamo tenuta presente la tendenza evidenziata dallo studio quantitativo. Come già anticipato, il materiale analizzato è costituito dai titoli dei vari articoli riguardanti l Albania, pubblicati dalle tre testate nel periodo studiato. Il software usato è il Data Base Testuale (DBT), messo a punto dall Istituto di linguistica computazionale del CNR 25. In questi casi, solitamente, la prima operazione da compiere è la ricerca delle frequenze, ma trovandoci già di fronte ad un quadro quantitativo abbastanza completo ed avendo come obiettivo quello di verificare come i giornali abbiano 22Per un approfondimento sull argomento si veda De Lillo, op. cit.. 23Cfr. V. Morin, 1961, pp Per un approfondimento sulle potenzialità dei programmi attualmente disponibili, si vedano Tesch, 1990 e 1991, e R. F. Weber, In quest ultima opera, all argomento è dedicata un appendice, riportata in lingua originale nell edizione italiana. 25 Sulle possibilità offerte dal DBT si veda Losito,

17 presentato l evento, abbiamo scelto di utilizzare la generazione di concordanze. Questa funzione permette d individuare i contesti in cui si trovano le parole chiave selezionate. Così facendo, si può accoppiare un immagine ad ogni frequenza del termine scelto. In sostanza, è una sorta di mutuazione della tecnica applicata da Yakobson e Lasswell, i quali, introducendo il simbolo-chiave come unità di classificazione, studiarono gli slogan sul Primo Maggio coniati in Unione Sovietica tra il 1918 ed il Ovviamente, la selezione delle nostre unità d informazione (o, per coniare un nuovo termine, immagini chiave ) derivanti dal contesto in cui è usata la parola chiave è soggettiva, ma riteniamo di avere fatto scelte obiettive, che permettono di replicare facilmente lo studio. Per quanto riguarda le parole chiave, riteniamo che la scelta debba ricadere sui soggetti dell argomento oggetto dell indagine. Ad esempio, se vogliamo capire come i giornali hanno rappresentato l esodo verso l Italia, dobbiamo utilizzare come KWIC (key word in context) i termini albanesi e profughi. Illustriamo la procedura seguita per il primo giornale analizzato, il Corriere della sera. Dal termine albanesi, utilizzato nei titoli del Corsera dal 5 al 29 maggio 19, abbiamo ottenuto le seguenti immagini chiave : sans papier speranze e fuga dal caos sono ronde padane caso malavita italiana ladri di bambini espulsi carretta del mare collisione Le immagini chiave sono distribuite secondo un ordine cronologico, che ci consente di ricostruire un micro-testo, aiutandoci, nelle situazioni ambigue, con i titoli originali: Gli albanesi sono i nostri sans papier. Arrivano per fuggire dal caos, pieni di speranza e sono diecimila. Si organizzano le ronde padane per evitare l arrivo di profughi al Nord. Siamo di fronte, ormai, ad un caso. Potrebbe esserci la malavita italiana dietro gli sbarchi e si teme per gli albanesi ladri di bambini. Cominciano le prime espulsioni. Si verifica una collisione tra la nave della Marina ed una carretta del mare. L identica procedura è stata eseguita per il termine profughi, che ci ha fornito le seguenti immagini chiave : Sbarco dal cielo Intercettati 26 Cfr. Yakobson & Lasswell,

18 Cominciano ad arrivare in Puglia Bisogna rimpatriarli Arrivano nuovi profughi il dramma è sfruttato dai criminali i profughi sono centinaia arrivano a Monopoli e la città si divide è un dramma la Puglia è alle corde allarme in Puglia tra i profughi ci sono bambini l Italia è divisa si pensa al rimpatrio alcuni profughi si gettano in mare dal relitto incagliato si propone un decreto a tempo emergenza nazionale crisi cala l afflusso per il maltempo tentato rapimento di una bimba allarme turismo salvata una barca scoperto rifugio clandestino e rimpatriati alcuni albanesi profughi respinti ronde della Lega appello da Tirana: aiutateli affonda una nave strage Anche in questo caso abbiamo costruito un micro-testo che, alla fine, abbiamo unito (sempre rispettando l ordine cronologico) al precedente. In tal modo abbiamo ottenuto un ulteriore testo, il quale, da una prima osservazione, si presta ad una suddivisione in tre parti: a) I primi profughi sbarcano dal cielo. Gli albanesi sono i nostri sans papier. Altri cominciano ad arrivare in Puglia e qualcuno viene intercettato: bisogna rimpatriarli. Arrivano pieni di speranza, per fuggire dal caos. Ne arrivano sempre di più e la città di Monopoli (una di quelle dove vengono ospitati gli albanesi) si divide. La Puglia è alle corde, scatta l allarme. Tra i profughi ci sono anche dei bambini. L Italia è divisa. Si pensa al rimpatrio ed intanto alcuni profughi sono costretti a gettarsi in mare dopo che una vecchia imbarcazione s incaglia a Durazzo, da dove stava salpando alla volta delle coste pugliesi. b) Si pensa ad un decreto a tempo per fronteggiare la crisi. Il maltempo rallenta l afflusso. Si verifica il tentato rapimento di una bambina. Potrebbe esserci la malavita italiana dietro gli sbarchi e si teme per gli albanesi ladri di bambini. Si registrano le prime espulsioni. C è allarme per il turismo. Scoperto un rifugio clandestino di profughi, che vengono rimpatriati. Altri loro connazionali vengono respinti. La Lega organizza ronde anti-albanesi. Ormai siamo di fronte ad un caso. Appello delle autorità da Tirana: aiutateli. c) Si verifica una collisione in mare aperto in seguito all intervento di una nave della Marina militare italiana, affonda una carretta del mare che trasportava albanesi: è una strage. Analizzando le tre parti del testo, attraverso altre parole chiave, possiamo individuare la linea di tendenza tenuta dal Corriere verso i fatti che si susseguivano. In una prima fase, il Corriere ha alternato immagini negative (sans papier, necessità di rimpatrio, la Puglia è alle corde), ad immagini positive, lì dove il termine è interpretato come la sottolineatura dell aspetto umano della vicenda 18

19 (arrivano pieni di speranza, tra i profughi ci sono anche bambini, alcuni albanesi devono gettarsi in mare perché una vecchia nave s incaglia). In generale, viene presentato il quadro di un Paese diviso tra timori e solidarietà. In una seconda fase, invece, c è un cambio di tendenza con una prevalenza di immagini negative (tentato rapimento di una bambina, coinvolgimento della malavita italiana, allarme per il turismo, rifugio clandestino, ronde della Lega). Solo da Tirana c è chi chiede di aiutare i profughi. La fase finale lascia spazio alla cronaca, con la collisione in mare aperto e la strage. Successivamente, abbiamo ripetuto la ricerca sugli altri due quotidiani. Evitando di ripetere i vari passaggi, cerchiamo di riassumere le immagini chiave in una tabella e riportiamo, di seguito, i testi costruiti grazie alle immagini chiave stesse : REPUBBLICA LA STAMPA Albanesi Profughi Albanesi Profughi Sono decine Sbarco Porte chiuse Arrivi a Torino Vi aiuteremo Via chi crea problemi Migliaia a bordo di Albanesi aggrappati ad vecchie navi un relitto incagliato. Campi profughi già Ci sono anche persone pieni non dabbene Troppi profughi nei Serpeggia la rivolta in campi Puglia Tensione a Brindisi Blocco navale Esplode la rabbia dei Ospitalità per gli onesti profughi Annegano, ma l esodo Primi squilli di rivolta continua Una nave rischia di Blocco delle coste affondare Strage in mare Albergatori in rivolta Collisione Espulsioni Proposta accoglienza temporanea Profughi segnalano albanesi sospetti Alcuni albanesi fuggono dai campi Flotta contro i profughi Profughi? No grazie Se ne vanno tra paure e rancore Al Nord Comuni rifiutano profughi Sta crescendo l ondata anti-profughi Sono invasori Nave speronata Ci sono albanesi armati Scappano dall inferno Sbarcano a centinaia Sono una marea Schedati a migliaia Emigranti e non fuggiaschi Tensione per le città che li ospitano Espulsioni Ci sono persone sospette Espulsione immediata degli albanesi pericolosi Blocco navale Ronde in Padania Coro di no Buttiamoli a mare Collisione Morti Leggi da applicare Bisogna accoglierli Ondata in Puglia Allarme Emergenza Allarme criminalità Permesso di soggiorno di 2 mesi Accolti per piegare il Nord Tre mesi d emergenza Rimpatri Spese LA REPUBBLICA a) I profughi sono decine e tra di loro ci sono albanesi armati. Porte chiuse nei loro confronti, 19

20 ma nel contempo c è chi si dichiara disponibile ad aiutarli. Gli albanesi scappano dall inferno, ma sono emigranti, non fuggiaschi. Ora sono migliaia, a bordo di vecchie navi ed i campi sono già pieni. Esplode la rabbia nei campi, c è tensione a Brindisi. Primi squilli di rivolta. Cominciano le fughe dai campi. Una nave rischia di affondare. b) Si decide il blocco navale: flotta schierata contro i profughi. Ci sono albanesi sospetti segnalati dagli stessi profughi. Allarme lanciato dagli albergatori. Cominciano le espulsioni e si parla di accoglienza solo temporanea Al Nord dicono: Albanesi? No grazie ed in Padania si organizzano delle ronde. I rimpatri avvengono in un atmosfera di paura e rancore. I Comuni rifiutano i profughi e cresce l ondata anti-profughi. Sono degli invasori. Coro di no contro gli albanesi e c è chi dice: Buttiamoli a mare. c) Una nave viene speronata: morte. LA STAMPA a) Sbarcano gli albanesi. Gli arrivi coinvolgono anche Torino. Bisogna applicare le leggi. Bisogna accoglierli. Via chi crea problemi, ci sono anche persone non dabbene. Ondata di arrivi in Puglia: emergenza ed allarme. In Puglia serpeggia la rivolta. Alcuni albanesi restano aggrappati ad un relitto incagliato. b) Blocco navale ed ospitalità solo per gli onesti. Continua l esodo, nonostante gli annegamenti: blocco delle coste. Allarme criminalità. C è chi propone un permesso di soggiorno temporanea, ma c è anche chi dice Sono stati accolti per piegare il Nord. Cominciano i rimpatri, che comportano delle spese. Ci attendono tre mesi d emergenza. c) C è una collisione: strage in mare. Anche in questi casi possiamo ricavare la linea di tendenza delle due testate. Tra l altro, molte immagini sono coincidenti tra loro e ciò non deriva da un difetto d osservazione: un unico metro di giudizio potrebbe indurre ad interpretare le immagini chiave secondo un preciso schema mentale, che non permette di individuare differenze. In tanti casi c è, bensì, un uniformità semantica, testimoniata dall utilizzo delle stesse parole da parte dei differenti quotidiani. Tornando ai nostri due testi ed esaminandoli nel dettaglio, si può notare come anche La Repubblica e La Stampa in una prima fase abbiano un atteggiamento abbastanza bilanciato. La Repubblica parla di albanesi armati, porte chiuse, ma scrive anche: sono emigranti e non fuggiaschi, parla di disponibilità ad aiutarli. La Stampa aggiunge una connotazione più localista, che rispecchia la natura del giornale, riportando la notizia di arrivi a Torino. Ma, per il resto, ripropone il duplice atteggiamento di timore (bisogna rispettare le leggi) e solidarietà (bisogna accoglierli), osservato pure nella disamina del Corriere della Sera. A metà mese (possiamo ricavare la data in dall incidente nel porto di Durazzo, riportato dalle tre testate e con il quale si chiudono le fasi a) dei nostri testi) c è il cambiamento di rotta. Dai titoli de La Repubblica si nota come i profughi diventino invasori e come i Comuni li rifiutino: Albanesi? No grazie, Buttiamoli a mare. Lo stesso discorso vale per La Stampa: allarme criminalità, costi per i rimpatri, Sono stati accolti per piegare il Nord. Insomma, il Paese non è più diviso tra sentimenti di paura e comprensione, bensì tra aree che respingono il problema. Infine, la fase c) segna un ulteriore svolta, con la collisione e la conseguente strage in mare. Rifacendoci al ciclo Downs, c è un definitivo passaggio dal pre-problem al secondo gradino del modello. Ad una simile conclusione era pervenuta anche D.L. Zinn, autrice di una ricerca con un taglio più antropologico rispetto alla nostra svolta in Puglia in occasione del primo sbarco di profughi, nel 91: Inizialmente, gli albanesi sono stati dipinti come fratelli dell Adriatico e nobili selvaggi, portatori di 20

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