TESTI BREVI 2 ABSTRACTS

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1 TESTI BREVI 2 ABSTRACTS Donella Antelmi (Pavia/Milano): Se mi piaci, ti sposo. Ethos e identità in 500 caratteri 3 Massimo Arcangeli (Cagliari/Roma): Il testo breve nell'era digitale. Teoria e applicazioni 3 Monica Ballerini / Fabiana Fusco (Udine): La notizia 'in breve': il caso delle civette esposte dalle edicole 4 Gerald Bernhard (Bochum): I testi brevi della pubblicità: gli slogan e i 'body copy' 4 Lucia Bolzoni (Augsburg): Quando la scienza chiama il call for papers (CFP) nei congressi di linguistica italiana 5 Andreas Bschleipfer (Augsburg): "La parola ai lettori": le lettere al direttore della Gazzetta di Parma sul caso Parmalat 5 Paolo D'Achille (Roma) / Domenico Proietti (Modena / Reggio Emilia): Le voci enciclopediche nell era multimediale: il caso di Wikipedia 6 Elisa De Roberto (Roma): La quarta di copertina: tra letteratura, mediazione editoriale e marketing 7 Giuliana Fiorentino (Campobasso): Meccanismi di coesione e coerenza nei commenti ai post sul web Gianluca Frenguelli (Macerata): Testualità e intertestualità del messaggio pubblicitario 8 Hans Giessen (Saarbrücken): La funzione di combinazioni accattivanti in una campagna multimediale di marketing 9 Claudio Giovanardi (Roma): Cronache calcistiche brevi 9 Cristiana Guidobaldi-Pretzsch (Salzburg): Inizio e fine nella narrazione fumetto colpi brevi in complessa connessione multimodale 9 Gudrun Held (Salzburg): Il "testo breve" in chiave di 'linguistica dei media' 10 Katarína Klimová (Banská Bystrica): L abstract tra funzionalità e pragmatismo nell odierno paesaggio comunicativo 11 Bettina Lindorfer (Berlin): Barzelletta un testo breve. Modalità e strategie della produzione 11 1

2 Giulio Lughi (Torino): Non solo breve: frammentazione e ricomposizione nella testualità dei nuovi media 11 Frank Paulikat (Augsburg): Testi brevi nella comunicazione giuridica 11 Adriana Pelo (Roma): Foglietti illustrativi di cosmetici 12 Daniela Pietrini (Heidelberg): Augurissimi di felicità e gioia! Il biglietto di auguri tra formularità e espressività 13 Daniela Pirazzini (Bonn): Argomentazione in 2 minuti 13 Elena Pistolesi (Trieste): Frammenti di un discorso ordinario: per un analisi pragmatica degli SMS 14 Nelson Puccio (Heidelberg): "Tutto lo sport in un testo per minuto" La diretta web scritta come genere testuale ibrido 15 Ursula Reutner (Augsburg): Cambiamento del mezzo di comunicazione = cambiamento di stile? Ruolo e tipo di cortesia verbale nella posta 15 Francesca Santulli (Milano): La guida turistica: dal quadro al mosaico 16 Sabine Schwarze (Augsburg): Il "testo breve" in chiave di linguistica testuale 17 Antonella Stefinlongo (Roma): Ipse dixit. Aforismi, citazioni, motti e facezie dell era mediatica 18 Maria Zalesca (Varsavia): "Mi presento brevemente. Sono " I siti personali degli studiosi come genere testuale emergente 19 2

3 Donella Antelmi (Pavia/Milano) Se mi piaci ti sposo. Ethos e identità in 500 caratteri Da 50 a 500 caratteri è più o meno la lunghezza della propria autopresentazione da parte degli inserzionisti nei siti di incontri a scopo sentimentale o matrimoniale. Poche parole attraverso le quali catturare l attenzione dei visitatori, dare una bella immagine di sé, e suggerire o costruire una identità virtuale adeguata allo scopo che l inserzionista si prefigge (matrimoniale o di intrattenimento sentimentale-erotico). Tra i molti nuovi generi o generi ri-mediatizzati l annuncio personale sui portali di incontri specializzati presenta significative differenze col suo immediato antenato: l annuncio (matrimoniale) su carta. Infatti, pur mantenendo il carattere di brevità che quello aveva (soprattutto a causa dei costi di inserzione), l annuncio sul web si avvale di un apparato semiotico più vasto che permette, grazie anche alle foto ed alle informazioni accessorie predisposte dalla organizzazione stessa (il portale di incontri), di delineare in modo più ricco e convincente la propria identità. La parte linguistica di autopresentazione che si aggiunge al profilo determinato attraverso il questionario del portale ha uno spazio a disposizione certamente maggiore di quello delle inserzioni tradizionali, e dunque permette di esprimere con maggiore creatività ciò che di sé si desidera comunicare al lettore. Non di rado l enunciatore ricorre ad immagini poetiche o citazioni per raccontare se stesso, o per indicare, attraverso un elenco di affinità elettive, ciò che si aspetta dal ricercato compagno/compagna. L analisi proposta si basa su un campione tratto da tre portali di incontri (meetic, parship e be2) che sarà analizzato prendendo in esame sia i tratti semiotici, sia le caratteristiche funzionali e testuali che serviranno a delineare una prima classificazione. Inoltre, poiché l autopresentazione può essere considerata come appartenente al genere epidittico, si analizzeranno e valuteranno i tratti enunciativi attraverso i quali gli inserzionisti esprimono il proprio ethos ideale e mostrano un ethos discorsivo, non necessariamente coerente col primo. Massimo Arcangeli (Cagliari / Roma) Il testo breve nell'era digitale. Teoria e applicazioni L intervento si propone di descrivere le diverse tipologie di testo breve che si rendono disponibili sui nuovi media, ricavandone considerazioni più generali anche in rapporto all immediato e meno immediato passato. Non solo testi digitali (sms, , threads di discussione sui più diversi argomenti, etc.) ma anche testi declinati nei più svariati ambiti e settori. Non ultimo l ambito, sempre più consistente, delle parole esposte : messaggi verbali riprodotti su manifesti e insegne, avvisi e cartelloni pubblicitari, muri, volantini, t-shirt e tanti altri luoghi fisici in cui la parola trova oggi accoglienza nelle nostre città (ma anche altrove). Testi brevi che contengono usi o parole interessanti (neologismi, regionalismi, tecnicismi), che registrano innovazioni, che anticipano tendenze. Ma soprattutto, nel millennio aperto dal boom di Facebook, Second Life e Youtube, testi che riflettono la logica della crescente videalizzazione e spettacolarizzazione di saperi ed esperienze, accompagnandoci ormai quotidianamente. 3

4 Monica Ballerini / Fabiana Fusco (Udine) La notizia in breve : il caso delle civette esposte dalle edicole Nel Gradit sotto la voce civetta troviamo la seguente definizione: foglio con i titoli più importanti di un quotidiano o una rivista, esposto davanti alle edicole per attirare l attenzione del pubblico; richiamo pubblicato nella prima pagina dei quotidiani, per anticipare articoli contenuti all'interno del giornale. A noi non sono noti studi sulle civette dei quotidiani, forse perché sono distribuite in modo disomogeneo sul territorio nazionale o forse perché sono percepite come un aspetto secondario del quotidiano stesso, riteniamo però che, da un punto di vista linguistico, siano oggetto di interesse e meritino di essere studiate, se non altro perché costituiscono uno strumento di comunicazione diffuso. A partire da una riflessione sull italiano dei giornali, intendiamo qui presentare i primi risultati di una ricerca comparativa in un corpus di locandine raccolto in modo continuo da ottobre a dicembre 2008 riconducibile a due testate diverse, La Nazione di Firenze e Il Messaggero di Udine, con l obiettivo di documentarne i tratti distintivi ovvero quelli comuni a più livelli, da quello grafico a quello comunicativo-pragmatico, da quello morfo-sintattico a quello lessicale. E nostro intendimento intervistare nella redazione coloro che si occupano della stesura di tali testi brevi, per capire quali strategie di condensazione vengano utilizzate. Gerald Bernhard (Bochum) I testi brevi della pubblicità: gli slogan e i 'body copy' I testi brevi della pubblicità per alimentari (salumi, formaggi, latticini, biscotti ecc.) spesso rivelano specificità culturali delle comunità linguistiche cui appartengono i consumatori. Spesso si può osservare che il materiale fotografico (key visual) è identico in vari periodici tedeschi, italiani o francesi mentre le componenti testuali (captino, headline, bodycopy) di annunci seguono delle convenzioni culturali e testuali delle rispettive lingue. Il contributo analizzerà gli slogan (headlines) e i body copy di vari prodotti presentati nella stampa italiana, francese e tedesca, e metterà in evidenza analogie e omologie nonché differenze nella elaborazione testuale degli annunci presi in considerazione. Così, si potranno, ad esempio, individuare la presenza e la frequenza di parole guida quali piacere, sapore (e derivazioni) nell italiano o Energie, Kraft nel tedesco. I testi brevi quali annunci pubblicitari potranno, dunque, fungere, fino a un certo punto, da evidenziatori (inter)culturali. 4

5 Lucia Bolzoni (Augsburg) Quando la scienza chiama... il call for papers (CFP) nei congressi di linguistica italiana Il call for papers (CFP) è un testo breve usato in ambito accademico per invitare gli scienziati di una certa disciplina a scrivere un articolo per una rivista o per presentare un contributo a una conferenza. Lo scopo di questo contributo è di prendere in considerazione il CFP in lingua italiana e di cercare di delinearne alcune caratteristiche sia testuali che comunicative. In particolare le domande cui intendiamo dare una risposta sono le seguenti: 1. Come viene organizzato il testo in un CFP? Vengono seguite norme tipiche di altri tipi di testi (p.es la lettera formale o l' ) o è possibile identificare delle convenzioni testuali presenti esclusivamente nel CFP? Tali norme si avvicinano di più all'italiano scritto o all'italiano parlato? 2. Quali strategie comunicative vengono impiegate per attirare l'attenzione del lettore e per rendere interessante il tema proposto dalla conferenza? 3. È possibile identificare dei criteri coi quali poter misurare il grado di cortesia e di emotività del CFP? L'analisi si basa su un corpus di CFP realizzati per invitare gli scienziati a presentare un contributo a congressi di linguistica italiana. Andreas Bschleipfer (Augsburg) La parola ai lettori : le lettere al direttore della Gazzetta di Parma sul caso Parmalat La lettera al direttore nella comunicazione giornalistica, che è di per sé caratterizzata da una varietà molto vasta di realizzazioni di testi brevi, assume un ruolo particolare, rappresentando un processo comunicativo in atto: quello di una comunicazione pubblica e dialogica tra lettori oppure tra un lettore e la redazione. Per la redazione la brevità (definita dal numero delle righe) delle lettere ricevute è il fattore decisivo per la loro pubblicazione. Inoltre la redazione si riserva di tagliare le lettere prima di pubblicarle: guadagnando spazio all'interno della rubrica il giornale è in grado di dare a più lettori la possibilità di esprimere la stessa opinione in un mezzo di comunicazione pubblico. Sono quindi esigenze interne alla produzione del giornale come i fattori 'spazio' e 'impaginazione' a definire la caratteristica tipica della lettera al direttore: la sua brevità una caratteristica che allo stesso tempo si manifesta anche a livello stilistico, per esempio nelle espressioni argute e nelle strutture argomentative metaforiche o abbreviate. Un altro tratto caratteristico delle lettere al direttore è l'uso dell'intertestualità come elemento fondamentale della costruzione di testualità. La lettera al direttore quasi sempre fa ricorso a testi già pubblicati prima (nello stesso giornale). La strategia comunicativa predominante è l'espressione della propria opinione, che spesso viene realizzata attraverso vari atti linguistici come il criticare, il commentare e l'appellarsi. Basandosi su un argomento di discussione pubblica ben definito sia sotto l'aspetto temporale che tematico (il caso Parmalat dell'inverno 2003/2004, corpus composto da 77 lettere al direttore pubblicate nei mesi dicembre/gennaio), il contributo analizzerà i tratti formali di un possibile modello testuale lettera alla redazione di un giornale (regionale) nonché la loro variazione. Inoltre verrà analizzato l'uso dei diversi tipi del ricorso intertestuale. Infine saranno proposte alcune riflessioni su eventuali tendenze di standardizzazione del tipo di testo lettera al direttore del giornale regionale. 5

6 Paolo D Achille (Roma) / Domenico Proietti (Modena / Reggio Emilia) Le voci enciclopediche nell era multimediale: il caso di Wikipedia 1. Wikipedia (promossa e gestita dalla Wikimedia Foundation, organizzazione senza fini di lucro) è, come è noto, il più vasto e consultato repertorio enciclopedico ad accesso libero disponibile in Internet (KLOBAS 2007; ORTOLANI 2007; RIDI 2008). Nata nel gennaio 2001, attualmente è uno dei dieci siti più visitati al mondo (con circa 60 milioni di accessi al giorno). Nell aprile 2008 ha raggiunto i 10 milioni di voci, pubblicate in 250 lingue (per un totale di 34 milioni di pagine, modificate 470 milioni di volte, e 11 milioni di utenti registrati); l edizione con il maggior numero di voci è quella lingua inglese. Wikipedia in italiano (spesso indicata abbreviatamente it.wikipedia, it.wiki o it.wp, indirizzo Internet: progettata nel maggio 2001 e in rete dal gennaio 2002, è la sesta per numero di lemmi (agli inizi di dicembre 2008 risulta costituita da circa voci). Va precisato che essa non è la traduzione della versione inglese, ma è costituita per la maggior parte da voci redatte appositamente da collaboratori volontari, utenti dell italiano come lingua madre o acquisita. Caratteristica principale di tutte le versioni di Wikipedia, infatti, è che le voci sono redatte dagli stessi utenti dell enciclopedia che possono inserire lemmi nuovi o correggere quelli esistenti attraverso un sistema di modifica e pubblicazione aperto. 2. Ancora poco studiata dal punto di vista linguistico (con l eccezione di qualche contributo sulla edizione inglese: BARON 2008, ELIA 2006 e 2008), Wikipedia presenta invece diversi motivi di interesse, in particolare nella sua versione in italiano. Nel nostro contributo intendiamo confrontare sul piano testuale, sulla base di qualche lemma campione, le voci di questa enciclopedia in rete con quelle che si possono leggere in un enciclopedia su supporto cartaceo e in un repertorio su cd-rom (informatizzato, ma chiuso, cioè non modificabile). Al tempo stesso, però, l analisi punta a un confronto testuale interlinguistico tra versioni di una stessa voce di Wikipedia in diverse lingue, per cogliere eventuali specificità. Riferimenti bibliografici BARON 2008 = Naomi S. BARON, The People s Encyclopedia: Wikipedia, in EADEM, Always on: Language in an Online and Mobile World, Oxford - New York, Oxford University Press: ELIA 2006 = Antonella ELIA, An Analysis of Wikipedia Digital Writing in Proceedings of the 11 th Conference of the European Chapter of the Association for Computational Linguistics - Atti dell 11. Convegno EACL (Trento, 3-7 aprile 2006): (consultabile in rete all indirizzo: ELIA 2008 = Antonella ELIA, «Cogitamus ergo sumus». Web 2.0 the case of Wikipedia, Roma, Aracne. KLOBAS 2007 = Jane KLOBAS, Oltre Wikipedia. I Wiki per la collaborazione e l informazione, Milano, Sperling & Kupfer. ORTOLANI 2007 = Cristina ORTOLANI, Wikipedia. L'enciclopedia sul Web, Pordenone, Ialweb. RIDI 2008 = Riccardo RIDI, Biblioteche, enciclopedie e web: utopie convergenti, in Pensare le biblioteche. Studi e interventi offerti a Paolo Traniello, Roma, Sinnos, pp

7 Elisa De Roberto (Roma) La quarta di copertina: tra letteratura, mediazione editoriale e marketing Tra le componenti del paratesto, e in particolare del peritesto, la quarta di copertina rappresenta un oggetto complesso, dotato di diverse funzioni. A una prima funzione referenziale (illustrare in poche parole il contenuto del libro), si aggiunge una funzione pubblicitaria o promozionale: uno degli scopi della quarta di copertina consiste nel completare il processo di attrazione del potenziale lettore, processo del resto già avviato dalla prima di copertina. Tuttavia, mentre quest ultima agisce principalmente a livello visivo (l aspetto cromatico, le immagini, la materialità stessa del volume istituiscono un primo legame quasi sensoriale con l acquirente, confermato poi dal titolo, che deve saperne stimolare la curiosità), la quarta di copertina deve coinvolgere il lettore dal punto di vista cognitivo ed emotivo. Inoltre, tale tipo di testo può essere connotato da una vocazione più specificatamente letterarie. Soprattutto nei casi in cui l autore interviene nella redazione della quarta di copertina, questa diviene il luogo per enunciare dichiarazioni di poetica o per riflettere sull opera letteraria. Allo stesso modo, può accadere che nella quarta si sveli la voce dell editore, il quale, anche attraverso l aiuto di redattori-critici, motiva la scelta di pubblicare l opera. In tali casi, la quarta di copertina appare in grado di guidare il potenziale lettore in modo più profondo, suggerendo un percorso o una chiave di lettura. Negli ultimi anni l editoria ci ha abituato a quarte di copertina difformi per lunghezza, contenuto e finalità. Mi propongo dunque di individuare una tipologia della quarta di copertina basata su vari criteri (rapporto con il paratesto, funzione perseguita, strategie linguistiche più ricorrenti). A tal fine, procederò a un confronto tra due corpora di quarte di copertina di opere narrative del Novecento, pubblicate, in edizione economica, nei due decenni e Bibliografia GENETTE, GÉRARD (1987). Seuils, Paris, Seuil. SGHIAVETTA, BARBARA (2008). Editoria a testa alta. Le quarte di copertina de Gli Struzzi, Bologna, Pàtron. VANNONI, DAVIDE (1998). Il Velo di Maya. Semiotica e grafica editoriale. In Guido Ferraro (a cura di), L emporio dei segni, Roma, Meltemi, pp Giuliana Fiorentino (Campobasso) Meccanismi di coesione e coerenza nei commenti ai post sul web 2.0 Tra i prodotti di scrittura nati grazie alla comunicazione mediata dal computer uno dei più recenti, nato nel 1997 ma utilizzato massicciamente a partire dal 2001, è il blog, un diario pubblicato sul web. Come noto, la gestione di un blog implica che il suo autore invii con cadenza variabile e autonomamente definita dei testi, chiamati post affinché il pubblico li legga. Spesso al lettore, a qualunque lettore, anche senza essere registrato, si offre la possibilità di lasciare un commento al post. Da questa attività congiunta, scrittore lettore che diventa a sua volta scrittore, emerge un prodotto scrittorio altamente interattivo che consente ad autori di testi e lettori di aprire un dialogo immediato su un testo postato. Non necessariamente un post e il relativo commento sono testi brevi. Quando ciò avviene i meccanismi di coerenza e coesione tra il post e in relativi commenti mettono particolarmente in luce come gli interagenti coinvolti in questo particolare processo di 7

8 scrittura e comunicazione percepiscano il testo dell interlocutore come vero e proprio cotesto, a cui fare riferimento in modo del tutto naturale e quasi indessicale. Nel mio intervento utilizzando materiali ricavati da diversi blog e, partendo da una precedente ricerca sul modo specifico in cui, rispetto a scritture tradizionali e cartacee, si possono costruire coesione e coerenza nelle catene di messaggi di posta elettronica (Fiorentino 2002), discuterò ancora di meccanismi messi in atto dai frequentatori di blog per costruire commenti brevi, coesi e coerenti rispetto ai post. Bibliografia Giuliana Fiorentino Computer-Mediated Communication: lingua e testualità nei messaggi di posta elettronica in italiano. In: Bauer, Roland/Goebl, Hans (Hgg./a cura di), Parallela IX. Testo, variazione, informatica / Text, Variation, Informatik. Wilhelmsfeld, Egert: (= pro lingua, 35). Giuliana Fiorentino in preparazione. Forme di scrittura in rete: dal web 1.0 al web 2.0. Gianluca Frenguelli (Macerata) Testualità e intertestualità del messaggio pubblicitario Tra le varie strategie che entrano in gioco nella produzione di un testo pubblicitario, quelle di carattere testuale hanno da sempre avuto un importanza centrale. Ma negli ultimi anni, nell allestimento di una campagna pubblicitaria, il procedimento intertestuale è tra quelli privilegiati per rendere più accattivante il messaggio, e dà luogo a una grande varietà di realizzazioni. Per tale motivo si propone un analisi dei diversi tipi intertestualità del messaggio pubblicitario, basata su un corpus multimediale composto da spots televisivi e annunci a stampa. Scopo dell analisi è individuare i diversi modi nei quali tale procedimento è messo in atto all interno del messaggio. A una prima ricognizione, l intertestualità pubblicitaria si svolge secondo tre percorsi, che a loro volta si possono raggruppare in due tipi fondamentali: 1) Intertestualità "primaria": un messaggio pubblicitario rimanda a un altro messaggio compreso nella stessa campagna. In questo caso si hanno due differenti modalità, che presentano differenti caratteristiche: 1a) la campagna pubblicitaria a puntate, dove uno stesso prodotto è reclamizzato in più episodi, ciascuno dei quali riproduce la stessa situazione e presenta gli stessi protagonisti del primo spot della serie; 1b) pubblicità di uno stesso prodotto o di una stessa azienda proposta su mezzi di comunicazione differenti (per lo più TV e stampa); in questo caso l annuncio su carta stampata si riferisce quasi sempre allo spot televisivo. 2) Intertestualità "secondaria": si attua mediante il riuso di elementi provenienti da altri tipi di testi (cinematografici, letterari, ecc.) Il titolo di un famoso saggio di Carlo Levi si ritrova nello slogan «Grappa Piave ha il cuore antico». I versi di Catullo a Lesbia (Dammi mille baci, poi cento/ poi altri mille, poi ancora cento/ poi altri mille, poi cento ancora, CS, 03/02/2007, p. 33) promuovono la pubblicazione, sull inserto Speciale San Valentino del Corriere della Sera delle più belle poesie d amore create dai lettori. 8

9 Hans Giessen (Saarbrücken) La funzione di combinazioni accattivanti in una campagna multimediale di marketing Il contributo prende in esame la campagna multimediale di marketing per l anno 2006 dell Ente del turismo della regione tedesca del Saarland. La campagna era centrata sull uso di combinazioni di parole attraenti, finalizzate ad ampliare e precisare dal punto di vista connotativo il concetto stesso di Saarland. L uso di tali espressioni consentiva di espandere i nuclei semantici prescelti al tempo stesso sintetizzandoli nella forma di titoli. La campagna non ha, però, avuto il successo sperato: l analisi dei testi, condotta con gli strumenti propri della linguistica e della teoria della comunicazione, porterà alla formulazione di ipotesi relative alle ragioni di tale fallimento, per verificare in primo luogo se non sia stata la mancanza di una sufficiente variazione lessicale con il conseguente potenziale allusivo e associativo a determinare un risultato così poco soddisfacente. Claudio Giovanardi (Roma) Cronache calcistiche brevi La cronaca calcistica sulla stampa ha subìto, negli ultimi anni, la concorrenza sempre più agguerrita della televisione. Il calcio professionistico è oramai presente ogni giorno nei palinsesti televisivi. Ciò ha comportato una necessaria modificazione nella cronaca per i giornali, che deve tener conto del fatto che l evento sportivo raccontato è già noto ai più attraverso la televisione. Le cose stanno in modo diverso per le cronache sportive del calcio minore, quello che non è sotto i riflettori televisivi. Questi testi, generalmente piuttosto brevi, presentano caratteri interessanti. Essi mantengono alcuni caratteri della cronaca sportiva tradizionale: tendenza ai luoghi comuni, uso di metafore e di altre figure, uso di un lessico tecnico. In più, essendo gli articoli scritti da giovani che si avviano alla carriera di giornalisti, molto spesso al loro interno emergono lacune sintattiche e incertezze testuali che caratterizzano la scrittura giovanile diversamente orientata. Ci si fonderà su un corpus di giornali specializzati nel calcio dilettantistico e giovanile. Cristiana Guidobaldi-Pretzsch (Salzburg) Inizio e fine nella narrazione fumetto colpi brevi in complessa connessione multimodale Il fumetto è un icono-testo a più strati: figlio della caricatura, passa dalla striscia giornaliera o settimanale che contiene 4-5 vignette e sfocia nella storia a più tavole. Pur seguendo vari sviluppi nel corso di ormai 100 anni e più, esso rimane un fitto tessuto di tipi testuali fra cui possono distinguersi due unità di base: l'unità minima di espressione, la vignetta, e l'unità massima di espressione, cioè la tavola. Concorrendo obbligatamente alla formazione del fumetto, anche se in alcuni casi non inequivocabilmente presenti, esse lo rendono un complesso prodotto multimodale dove tutto, codici e dimensioni spaziali, sono apparentemente collegati al servizio di un preciso significato artistico. Ora, nella sequenzialità 9

10 narrativa ci sono parti che fanno più colpo di altre, tra cui il titolo e la parola fine. In base alla teoria attuale della semiotica testuale la relazione si propone di analizzare questi due elementi che svolgono delle funzioni particolari rappresentando caratteristiche tipiche dello 'scritto disegnato'. Soprattutto quando realizzati graficamente, questi elementi fondamentali passano dalla struttura superficiale a quella profonda, diventando portatori di senso e costituenti del rapporto di coesione e di coerenza con i contenuti della storia. L'analisi si riferisce a dati specifici tratti sia dalla produzione Disney italiana delle storie di Paperino e Zio Paperone, sia dal fumetto d'autore, genere artistico che supera appositamente i limiti tradizionali tra tempo e spazio, tra lingua e immagini, tra linearità e modularità comprimendo il massimo di azione narrativa in una densa configurazione semiotica. Gudrun Held (Salzburg) Il testo breve in chiave di linguistica dei media In complementarità alla linguistica testuale la linguistica dei media disciplina in evidente via di sviluppo considera il testo breve (TB) nella sua indispensabile dialettica tra minimizzazione di tempo e spazio e massimizzazione di informazione e attrazione, cercando di spiegare questo rapporto da due punti di vista interrelati: il medium da un lato, il codice dall altro. Influenzata dallo sviluppo delle componenti tecnologiche e dalla differenziazione tra i vari media, non è però più la lingua ad avere il ruolo primario di mediazione, bensì la sua crescente simbiosi con altre risorse semiotiche che, diversificandosi sempre di più, rendono un testo innanzitutto una veloce impressione accattivante di carattere visuale-ottico. Nel contesto della società di consumo e della cultura di massa sono dunque i TB a dominare il sazio mercato dell informazione svolgendo, nelle forme e configurazioni più svariate, nel modo più efficace e complessivamente economico, una funzione prevalentemente promozionale. In prospettiva mediatica ci interessano i particolari processi di codificazione e le strategie di brevità in immediata connessione con il contesto socioculturale, considerando prima di tutto l aspetto commerciale dei media che trasforma l informazione in una merce concorrenziale, sottomettendo globalmente il discorso pubblico a regole di potere che si riflettono nella testualità. Questo contributo di carattere introduttivo intende avviare prime riflessioni teoriche sull abbreviazione testuale, intendendola come processo volutamente destinato a velocizzare produzione e ricezione dell informazione mediatica. In questo senso brevitas va considerata come trasformazione intrapresa non solo per ridurre e tagliare una notizia, ma per ottimizzare sia il suo contenuto che il suo impatto. Nella sua forma più comune e più efficace, il testo mediatico potrebbe allora interessare la linguistica sotto i seguenti punti di vista: focalizzando sul medium: l influenza tecnologica, il continuo mutamento della situazione mediatica (remediation) e il rapporto d intermedialità; la gestione di tempo e spazio tramite processi di frammentazione, parcellizzazione, condensazione o estrazione; l attivazione e la provocazione degli utenti per via di processi creativi quali teatralizzazione, straniamento e deautomatizzazione; infine, lo sviluppo e la costituzione di forme brevi tipiche di certi media o di certe circostanze comunicative con caratteristiche semiotiche e retoriche proprie. Focalizzando sul codice: vanno rilevati innanzitutto i mezzi di salienza plastica che non riguardano solo l apparato iconografico, bensì anche una spiccante messa in scena delle dimensioni e strutture testuali e un uso cosciente ed immaginifico dei segni verbali. Trattandosi di fitti tessuti fondamentalmente multimodali i TB dell attuale discorso pubblico dimostrano forme di coesione densa e di coerenza sofisticata, il cui potenziale percettivo e emotivo aspira a rapidi effetti ricettivi. In conseguenza di questa sincreticità che funge da 10

11 pittogramma semplificante oppure colpisce tramite un ricercato intreccio fra immagine e lingua, l analisi del TB trasmesso richiede un complesso approccio semiotico. Sarà la linguistica però che, insieme alle scienze di comunicazione, dovrebbe fornire gli strumenti sia teorici che metodologici e contribuire così proprio attraverso l esemplarità e la multiformità del genere breve a creare un solido fondamento per questo nuovo ambito della disciplina la linguistica mediatica il cui oggetto di ricerca è il discorso dei media in quanto infinita trascrizione testuale. Katarína Klimová (Banská Bystrica) L abstract tra funzionalità e pragmatismo nell odierno paesaggio comunicativo L abstract è diventato nell era elettronica, caratterizzata dal continuo flusso di informazioni, uno strumento indispensabile per l orientamento rapido ed efficace nella vasta gamma della produzione scientifica. Il contributo intende sviluppare alcune riflessioni sulle strategie di realizzazione di questo modello testuale dal punto di vista linguistico e culturale (strategie uniformanti guidate dalla tendenza alla omogeneizzazione e alla standardizzazione vs. abitudini e standard nazionali), nonché sulla sua flessibilità e sulle sue possibili variazioni all interno di un apparente rigidità dei canoni redazionali. Bettina Lindorfer (Berlin) La barzelletta un testo breve. Modalità e strategie della produzione La barzelletta è uno dei generi più vecchi e sempre divertenti ai quali in fondo non viene attribuita un'importanza storica. Ciò sembra essere confermato dal fatto che molte storielle basate su un effetto comico e utilizzate nei cabaret e in rete esistevano in passato in forma più o meno identica come farsa. Il motto Non esistono barzellette nuove, ma solo nuovi uomini che non conoscono ancora le barzellette vecchie fa sì che questi testi appaiano come fatti su misura per i nuovi mezzi di comunicazione: rapidi, ricchi di stimoli e riutilizzabili. Sulla base di esempi scelti ci proponiamo di illustrare le strategie e le modalità di produzione di questa forma di racconto orale nell'odierno panorama dei mezzi di comunicazione e di individuare eventuali contrasti tra le strategie attuali e quelle del passato. Giulio Lughi (Torino) Non solo breve: frammentazione e ricomposizione nella testualità dei nuovi media Il contributo intende esaminare il fenomeno delle "forme brevi" non solo e non tanto per la loro dimensione, quanto piuttosto per la loro rispondenza a caratteristiche tecnologiche peculiari delle forme odierne di testualità, e di conseguenza ai contesti d'uso sociali e culturali entro cui avviene il passaggio (nella continuità e nella discontinuità) tra old e new media. Saranno presi in esame diversi esempi (soprattutto dal web, ma non solo) di testualità letteraria, filmica, musicale, iconica, etc., dove la brevità - oltre ad essere la conseguenza di precise scelte estetiche, ed eventualmente del recupero di generi e stili del passato - risponde a 11

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