QUADERNI DELL'ISTITUTO DI STORIA DELL' ARCHITETTURA

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA "LA SAPIENZA QUADERNI DELL'ISTITUTO DI STORIA DELL' ARCHITETTURA DIPARTIMENTO DI STORIA DELL'ARCHITETTURA, RESTAURO E CONSERVAZIONE DEI BENI ARCHITETTONICI NUOVA SERIE, FASCICOLI ( ) L'ARCHITETTURA DELLA BASILICA DI SAN PIETRO STORIA E COSTRUZIONE ATTI DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI ROMA, CASTEL S. ANGELO, 7-10 NOVEMBRE 1995 A CURA DI GIANFRANCO SPAGNESI BONSIGNORI EDITORE 1997

2 O Copyright 1997 by Bonsignori Editore s.r 1. Viale dei Quattro Venti, Roma ISBN ISSN Direttore: Gianfranco Spagnesi. Direttore responsabile: Francesco Paolo Fiore. Consiglio scientifico: Sandro Benedetti, Corrado Bozzoni, Arnaldo Bruschi, Giovanni Carbonara, Paolo Fancelli, Francesco Paolo Fiore, Vittorio Franchetti Pardo, Gaetano Miarelli Mariani, Stefano Ray, Hilda Selem Arangio Ruiz, Giorgio Simoncini, Gianfranco Spagnesi, Claudio Tiberi. Comitato direttivo: Sandro Benedetti, Corrado Bozzoni, Arnaldo Bruschi, Giovanni Carbonara, Alessandro Curuni, Mario Dal Mas, Gabriella Esposito Quaroni, Paolo Fancelli, Francesco Paolo Fiore, Vittorio Franchetti Pardo, Antonino Gallo Curcio, Fausta Gualdi Sabatini, Romano Jodice, Gaetano Miarelli Mariani, Anna Maria Orazi, Stefano Ray, Paolo Rocchi, Hilda Selem Arangio Ruiz, Maria Piera Sette, Giorgio Simoncini, Gianfranco Spagnesi, Claudio Tiben, Giorgio Torraca, Valter Vannelli, Alberto White. Redazione: Maurizio Caperna (coordinatore), Flavia Cantatore. Grafca e impaginazione: Fabiola Cinque Per la corrispondenza: Dipartimento di Storia dell'architettura e Conservazione dei Beni Architettonici, Piazza Borghese Roma Tel. O fax). Autorizzazione del Tribunale di Roma n del I1 presente fascicolo è stampato con il parziale contributo del C.N.R. e dell'università di Roma "La Sapienza" Informazioni su abbonamenti e distribuzione: Bonsignori Editore, Viale dei Quattro Venti 47 - Roma - Tel. O Finito di stampare nel mese di ottobre 1997 dalla Grafica Ripoli - via Paterno - Villa Adriana - Tivoli --

3 Fig. 1 - S Pzetro, la facczata dz Maderno parzzalmente nascosta dal bracczo destro del cdwnato bernznzano venendo da porta Angelzca. :. - CARLO MADERNO IN S. PIETRO: NOTE SUL PROLUNGAMENTO DELLA BASILICA VATICANA -i di PIERO SPAGNESI Un cenno alle fonti per avviare il discorso, soprattutto perché il S. Pietro di Maderno è ancora sconosciuto. Howard Hibbard ha dimostrato ampiamente la necessità di analizzare i documenti dell'immane cantiere di Paolo V; ma da allora quei documenti non hanno più ricevuto attenzioni, possibili solo con analisi sistematiche che travalicavano gli scopi di questo lavoro (l). E il tema meriterebbe anche altri tipi di indagine, possibili solo con un rilievo architettonico della fabbrica (2). Per quanto mi riguarda, darò solo un cenno delle potenzialità di questi documenti e della realtà costruita, ai fini di storia architettonica della basilica nel primo trentennio del Seicento. A chi entrasse nell'ovato berniniano da Porta Angelica, percorrendone l'asse trasversale guardando il Gianicolo, alla fine del XVII secolo la facciata di S. Pietro appariva quasi nascosta dal basso colonnato tuscanico in curva, che ne esaltava il valore di parete altissima (3) Vig. I). Questa direzione trasversa - secondaria rispetto all'asse ponte S. Angelo-basilica, ma pensata anche per allineare le due fontane con i giardini in pendio della Villa Barberini e col Gianicolo - realizzava un'idea del tempo di Paolo V (4) e allo stesso tempo contri- buiva a risolvere la mancanza di corrispondenza tra l'asse mediano della facciata e la cupola e l'obelisco sistini con l'evitarlo a priori: un argomento particolarmente sentito già nel pontificato Borghese se, come narrano le cronache, davanti alla facciata appena finita, non centrata con la lanterna della cupola e con l'obelisco, furono manifestate forti perplessità (5). Nel 1605 le intenzioni nell'ambiente della Congregazione della Fabbrica erano di concludere la pianta centrale michelangiolesca col realizzarne il quarto braccio a est (6). Consapevole di questi desideri, Maderno rappresentò nel

4 Fig. 2 - La pianta del progetto di Maderno per il completamento di S. Pie- Fig. 3 - Matteo Greuter, la pianta del progetto definitivo di Maderno tro forse presentata al concorso del ; a tratto continuo e a tratteg- per il prolungamento di S. Pietro, 1613; a tratto continuo e a tratteggio gli assi principali della composizione (Firenze, Uffizi 264 Ar, da H. gio gli assi principali della composizione (da H. Hibbard, Carlo Hibbard, Carlo Maderno..., 1971, fig. 54). Maderno..., 1971, fig. 59~). disegno Uffizi 264 Ar - forse il suo primo progetto noto per la fabbrica petriana (7) - un organismo giustapposto a quello esistente, con spazi alternativi piuttosto che complementari, articolati esternamente in forma scalare a restringersi via via dal fondo della chiesa verso la facciata (fig. 2). Nel progetto erano comprese anche due grandi cappelle rettangolari distinte dal resto dal frapporsi di una sorta di atrii interni. Gli spazi erano inoltre organizzati su due assi ortogonali di valore quasi paritetico. In particolare, quello trasversale era concluso da cappelle a fondo piatto fiancheggiate da coppie di cappelle a pianta circolare negli angoli in posizione di secondo piano. In corrispondenza dell'asse la distanza tra i pilastri delle navate era maggiore di quelle dei vani adiacenti, per giunta in parte schermati da coppie di colonne nel loro spessore. Una facciata con un atrio per tutta la lunghezza del piano terra concludeva la fabbrica verso la piazza, introducendo un ulteriore asse trasversale. I1 disegno non sembra dare particolari indicazioni per eventuali campanili, e le due scale a chiocciola nel mezzo del prolungamento non sono sufficenti neppure a formulare ipotesi sulla loro possibile consistenza. Già da questo primo momento le scelte di Maderno erano sostanzialmente estranee alle consuetudini figurali degli architetti romani, al tempo fortemente intrisi di michelangiolismo: consuetudini cui l'architetto ticinese non aderirà mai (8), tanto che, anche nella soluzione realizzata, il prolungamento della basilica fu configurato con esiti che si potrebbero definire soprattutto lombardi. Non è un caso se tutte le proposte dell'architetto provocarono sempre il forte disappunto di quanti, come il cardinale Maffeo Barberini, veneravano il celeberrimo fiorentino, figura ormai mitica (9). Tornando ai progetti e alla fabbrica, anche nella medaglia di fondazione del prolungamento del 1608 la facciata è priva di campanili: anche qui essa è infatti raffigurata più stretta della navata retrostante e sempre di larghezza minore delle grandi cappelle rettangolari ai lati del quarto braccio davanti aile cappelle Clementina e Gregoriana (10). E neppure il disegno a Londra nella collezione Talman, riconosciuto relativo a un. momento posteriore, forse l'inizio del 1609 (Il), documenta idee più tarde per i campanili (12), giacché forse raffigura ancora una volta solo le cupole della Clementina e della Gregoriana, arretrate rispetto alla facciata e vicine alla cupola grande, piuttosto che torri campanarie avanzate. Del resto, anche un'ultima soluzione per la facciata (in una lunetta nei Palazzi Vaticani affrescata da Giovanni Battista Ricci nel 1611), nonostante sia stato indicato il suo possibile legame con i progetti precedenti (13), non credo sia per il momento riconducibile a una successione di eventi chiara: in conclusione, le vicende dell'ideazione del prolungamento di S. Pietro hanno ancora molti lati oscuri; non fa meraviglia se, quando fu decisa la realizzazione dell'insieme, ancora non esistevano scelte definitive per i campanili. A prescindere dai pochi dati superstiti sulla sequenza dei progetti, il testimo-

5 ne migliore delle scelte finali è l'edificio. Dopo gli esiti del concorso del 1605, l'interruzione del quarto braccio e l'abbandono dello schema a croce greca in favore di quello a croce latina furono determinanti, in Maderno, per dare prevalenza all'asse longitudinale della fabbrica fig. 3). Così, la soluzione di continuità tra crociera e prolungamento - scomparso l'arco trionfale al fondo dell'abside est che era nel disegno Uffizi 264 Ar (fig. 2) - fu affidata a soluzioni altre, ma sempre tali da lasciar distinguere il vecchio e il nuovo. Fu impiegato un risalto tra volte a botte della crociera e della navata, la sua continuazione sulle pareti verticali e, a terra, una differenza di quota tra il pavimento vecchio (più alto) e nuovo (più basso e di materiale diverso) (14) (fig. 4). Inoltre, altezza e larghezza della parte aggiunta furono incrementate di una piccola quantità forse anche per realizzare quasi una riduzione prospettica della preesistenza -al fondo lungo l'asse longitudinale. Benché in maniera meno significativa di quella vista nel disegno Uffizi 264 Ar, per l'ampliamento fu individuato un asse trasverso normale alla sua metà, con due cappelle, atte a realizzare nuovamente una dilatazione trasversa dello spazio per via del loro approfondimento fino alle pareti d'ambito (fig. 3). E mentre tutti gli interassi dei pilastri tra le navate erano mantenuti uguali, solo le cappelle negli angoli erano meno profonde di quelle sull'asse trasversale: davanti a quelle anteriori erano pilastri in funzione di schermi che quasi ne nascondevano l'interno; e analoghi pilastri nella stessa posizione lasciavano appena intravedere la vastità degli interni delle cappelle del Coro e della Sagrestia verso la cupola. Nel prospetto fatto incidere da Matteo Greuter per Paolo V nel 1613, Maderno raffigurò quella che forse è la facciata definitiva del prolungamento con i campanili d'angolo (15) (fig. 5). Dicevo prima di gusti lombardi nell'opera dell'architetto ticinese. A differenza delle proposte di quanti in seguito si cimentarono sul tema dei campanili di S. Pietro, Maderno propose qui due edicole esili, svettanti dalla possente fascia dell'attico e intimamente legate all'ordine architettonico sottostante. Impiegò lo stesso schema utilizzato in S. Susanna (16), realizzandolo con colonne giganti quasi libere dalla parete articolata in sette piani verticali sempre più sporgenti dai bordi verso il centro; al sommo una trabeazione, con un frontone sui quattro piedritti centrali. Inoltre, riprendendo le fattezze del rivestimento michelangiolesco, egli pose ai due estremi paraste sporgenti che preludevano alle colonne a tutto tondo e prolungavano a terra le semicolonne d'angolo delle edicole campanarie. Queste avevano il compito di contenere, per così dire, l'espandersi della dimensione orizzontale della facciata sottolineando proprio la scomposizione in piani verticali (17) senza però entrare in competizione con essa: le altezze sommate della serliana timpanata e della sovrastante lanterna fino alla croce terminale di ogni edicola erano infatti quasi uguali a quella di tutto l'ordine gigante compreso l'attico (18). E sembra di vedere analoghi modi lombardi nelle fattezze del ciborio sulla tomba di S. Pietro, oggi noto solo in disegni (19), e nelle lanterne delle cupolette ovali ai lati della navata maggiore, forse ancora quelle del tempo di Paolo V Cfig 6). Dal tamburo della cupola grande, queste svettano dalla copertura che ne nasconde quasi completamente le calotte, e sono testimonianza di uno spirito molto diverso da quello che guidava Giacomo Della Porta oltre cinquant'anni prima per modellare i volu- Fig. 4 - S. Pietro, sezione longitudinale (da F. Buonanni, Numismata ~ontificum..., Roma 1696;pubbl. in H. tlibbard, Carlo Maderno..., 1971, 65b). hzg. TAR1 LA 7- SC'fCI"C'0llb.t PEtlf-I ììlizvf.a7lc JIA il?!t,% CI-U AC"I'l T 4 86 P \ i i? PAt'LJ 1*

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Ma gli esiti diversi da quelli michelangiolisti nell'opera dell'architetto ticinese (20) e proprio la sua tendenza a usare proporzioni slanciate e giustapposizioni di parti (piuttosto che superfici, spazi e volumi scolpiti in profondità) sono testimoniati indirettamente anche dal fatto che, appena finita la facciata nel 1613, all'interno della Congregazione della Fabbrica esisteva già l'idea di modificarla: in un bando di concorso redatto in un momento imprecisato, forse di poco successivo a quella data, c'è infatti la volontà di realizzare un'invenzione per aumentare la larghezza delle aperture al piano terra verso la piazza, delle finestre del mezzanino e di quelle della Loggia delle Benedizioni, sentite troppo alte e non confacenti - è detto esplicitamente - a quello che appariva un muro possente articolato da semicolonne gigantesche (2 1) Vig. 5). L'andamento della fabbrica, seguito attraverso la contabilità dei lavori, e qualche nota veduta indirizzano verso altri temi. Un disegno a Wolfenbuttel, del 1611 circa, dà un'immagine della basilica a tre anni dall'awio del cantiere, con la facciata costruita fino al colmo degli archi del piano terra all'altezza delle finestre dei mezzanini. È significativo che internamente, tra le murature grezze del fronte est della crociera e la facciata in costruzione, non sia visibile nulla del prolungamento (22). Ciò non è casuale, e sembrerebbe che il procedere degli avvenimenti fosse il seguente (23). Dopo la decisione di Paolo V di completare la demolizione della basilica paleocristiana e annessi (quadriportico, campanile, Dataria apostolica, etc.) e di estendere la navata nuova oltre la facciata vecchia, il prolungamento fu impostato a partire dal portico per proseguire verso l'interno in direzione della cupola Cfig. 7). Ho già detto che la realizzazione del quarto braccio della crociera tra la fine del 1606 e l'inizio del 1607 fu sospesa e che fu abbattuto quanto appena fatto; poi, alla fine di settembre del 1607, furono awiate le demolizioni in corrispondenza della facciata nuova (24), e all'inizio di novembre del 1609 il getto delle fondazioni di collegamento tra questa e il lato nord della crociera (25). Ma ciò avvenne solo dopo la demolizione di tutti i resti della basilica di Costantino, mentre proseguiva la costruzione degli spiccati della facciata (26). Maderno inviò a Paolo V la pianta e il prospetto della basilica completata nel 1613 pgg. 3, 5), mentre venivano innalzate le centine della grande volta al piano terra del portico e le fondazioni dei muri perimetrali verso la Clementina e la Gregoriana non erano ancora completate. Di lì a poco furono eseguiti gli archi trionfali delle cappelle e stavano per essere awiate le cupolette ovali sulle navate minori e l'armatura della volta a botte sulla navata grande. E tra il 1615 e il 1618 fu costruita anche la Confessione sotto la cupola, forse già progettata nel (27): Alla morte-di Paolo V nel 1621 non esisteva il coronamento dei due estremi della facciata a causa dei problemi alle fondazioni d'angolo (28) Cfig. 7). Proprio il procedere del cantiere dalla facciata verso la cupola fu all'origine delle note e complesse vicende della sospensione dei lavori ai campanili,< soprattutto degli smottamenti che causarono la demolizione di quello di Gianlorenzo Bernini (29). Tutto ciò avvenne perché, così come già detto da Carlo Fontana nel 1694, vista la consistenza del terreno, l'inclinazione da nord verso sud del banco di marne plioceniche vaticane dove poggiava la facciata di Maderno causava l'inevitabile scivolamento verso valle dell'acqua della falda tra le marne in questione e gli strati sovrastanti, per via del suo raccogliersi in un compluvio proprio sotto il campanile sud (30) (fig. 8). La situazione era aggravata dal fatto che qui erano anche i resti del cosiddetto circo di Nerone, in terra ma comunque tale da costituire un punto di discontinuità notevole nella resistenza delle terre di fondazione (3 I). Tutti questi fatti furono d'importanza capitale per l'andamento della fabbrica già al tempo di Maderno; tanto che, quando fu decisa la costruzione dei

7 campanili, i lavori furono awiati sul solo lato nord, fonte di problemi assai minori (32) Cfig. 7). Per concludere, un ultimo spunto di ricerca. Ho detto che l'opera di Carlo Maderno in S. Pietro è in parte ancora sconosciuta (33). Un esempio per tutti: la rotonda di S. Andrea, poi chiesa della Madonna della Febbre, così com'è rappresentata da Francesco Cancellieri prima della sua demolizione per lasciare spazio alla sagrestia settecentesca di Carlo Marchionni, era forse anch'essa opera dell'architetto ticinese (34) (fig. 9). Sempre dalle contabilità apprendiamo infatti che, quando furono awiate le demolizioni dell'antica basilica nel 1608, Maderno fece asportare dalla rotonda ordini architettonici con cornici, capitelli e basi (35). Anche senza indicarne la posizione esatta, i documenti affermano che essi erano intorno alle cappelle affacciate sul vano centrale (36). È possibile, così, che oltre alle fat-. sezze esterne dell'edificio, visto che le demolizioni riguardarono anche fabbricati sovrapposti all'estradosso della copertura, anche le interne, con la cupola a ombrello dalle nervature su mensole, forse non erano lavoro imperiale del I1 secolo d.c. ma creazione austera del primo decennio del Seicento. NOTE (l) Sui lavori in S. Pietro al tempo di Paolo V ( ) è sempre fondamentale H. HTBBARD, Carlo Maderno and Roman Architecture , London 1971, pp , , conla precedente bibl. che richiamerò solo per casi particolari. Inoltre, v. H. EGGER, Carlo Madernos Projekt fur den Vorplatz von San Pietro in Vaticano, (~Romische Forschungen herausgegeben von der Biblioteca Hertziana», VI), Leipzig 1928; N. CAFLISCH, Carlo Maderno, Munchen 1934: C. SCACCIA SCARAFONI. Prime critiche e proposte di modificazioni alla parte della basilica vaticana costruita dal Maderno, in «Roma», 6, 1941, pp ; U. DONATI, Carlo Maderno architetto ticinese a Roma, Lugano 1957; A. MUNOZ, Il primo architetto barocco: Carlo Maderno, in «L'Urbe», 20, 1957, pp. 1-10; C. GALASSI PALUZZI, LA basilica dis. Pietro, Bologna 1975; A. S<:HIAVO, Sull'opera di Carlo Maderno in San Pietro, in «Lunario romano», X, 1981, pp ; M. BELTRAMME, Ilprogetto di Carlo Maderno per la fachta e la piazza di San Pietro in Roma, in «Storia dell'arte», 56, 1986, pp ; A. ANDANTI, Un disegno rainaldiano per la fachta di S. Pietro ( ), in Architettura e prospettiva tra inediti e rari, Firenze 1987, pp ; Tesorivaticani 2000 anni di arte e di cultura in Vaticano e in Italia, catalogo della mostra di Roma, a cura di G. Morello, Milano 1993, pp ,171. Non ho potuto utilizzare, perché questo lavoro era ormai in bozza, A. SPERANDTO, Note d'archivio circa il controllo della stabilità della facciata di S. Pietro in Vaticano, in «Palladio», ns. 17,1996, pp (2) Sulle fonti d'archivio per la storia della basilica - oltre a H. HIBBARD, Carlo Maderno, cit., pp , per una panoramica delle risorse disponibili - v. J. A. F. ORBAAN, Der Abbruch Alt-Sankt-Peters , Berlin 1919; ID., Documentisul Barocco a Roma, Roma 1920, ad indicem; E. FRANCIA, , Storia della costruzione del nuovo S. Pietro, Roma 1977; M. BASSO, I privilegi e le consuetudini della Reverenda Fabbrica di San Pietro in Vaticano, Roma 1988; E. FRANCIA, Storia della costruzione del nuovo S. Pietro da Michelangelo a Bernini, Roma Gli 89 volumi della contabilità principale dei lavori di Carlo Maderno in S. Pietro dal 1603 al 1629 (tra l'altro utilizzati solo in pane da Hibbard) sono nell'iirchivio della Fabbrica di S. Pietro in Vaticano (d'ora in poi AFSP), 1" piano, serie ga Armadi, voll A questi vanno aggiunti gli analoghi documenti nell'afsp: 1" piano, serie la, vol. 368 (spese del cantiere per gli anni 1605,1608,1635); 1" piano, serie 4", vol. 13 (Libro dei mandzti di pagamento per gli operai del 1610). Per i memoriali della Congregazione della Fabbrica dal 1603 al 1629, AFSP, 1" piano, serie 10", vol. 7 ( ); 1" piano, serie la, vol. 544 ( ); 1" piano, serie 2", voll. 62, ( ); 1" piano, serie 2", voll. 8 ( ), 9 (1619), 10 ( ), (1622), 13 (1623), 14 (1624), (1625), 17 (16161, 18 ( ), 19 (1628),20(1629); ibidem, 2" piano, serie l", voll. 108 ( ),109( ). Ringrazio S.E.R. monsignor Virgilio Noè, presidente della Congregazione della Fabbrica di San Pietro, per avermi concesso di accedere all'archivio. I1 rilievo architettonico della basilica è in via di completamento a cura di una equipe guidata dal prof. Giuseppe Rocchi della Facoltà di Architettura dell'università degli Studi di Firenze. (3) Su questa possibile direzione di percorrenza della piazza berniniana, C. FONTANA, Templum Vaticanum et ipsius origo cum aedificiis maxime conspicuis antiquitus, et recens ibidem constitutir, Roma 1694, pp Suiia direzione principale di percezione della basilica sull'asse longitudinale, e su ponte S. Angelo come luogo migliore per ottenerla, ibidem, p. Fig. 6 - S Pzetro, zl prolungamento dz Maderno e le alte lanterne dez cupolznz ovalz delle navate lateralz dal tamburo della cupola grande

8 Fig. 7 - S. Pietro, riepilogo delle fasi costruttive della fabbrica di Maderno (elaborazione del disegno dell'ufficio Tecnico della Fabbrica di S. Pietro pubbl. in La Basilica di S. Pietrb a cura di C. Pietrangeli, Romd 1989, pp ). 1) tomba di S. Pietro, 2) baldacchino e altare della Confessione, 3) Confessio~e, 4) cappella. 5) cappella Gregorianà, 6) cappella di S. Michele, 7) cappella della Madonna della Colonna, 8) cappella del Coro, 9) cappella della Sacresti4 l C$ campanzle+ord, l l) campanqe~ud; il tratto nero continuo indica il perimetro della basilica costantiniana, il tratto epunto i suoi alliaeamenti rispetts al prolungamento di Maderno; l& righe larghe inclinate verso destra la crociera iniziata da Bramante nel 1506 e proseguita fino a Giacomo della Porta (t1602), il quadrettato diagonale fitto la facciata di Maderno ( ), le righe diagonali fitte verso sinistra i muri perimetrali del prolungamento ( l), il quadrettato diagonale largo le navate e le cupolette ovali ( , le righe diagonali larghe verso sinistra il. campanile nord ( ), il tratteggio largo verso sinistra il campanile sud ( ), il tratteggio fitto verso destra la Confessione ( ) Per l'idea di Fontana di demolire la cosiddetta spina di Borgo Vecchio per ottenere tale percezione, ibidem, pp , Sul fatto che tale idea fosse già nel progetto di Maderno per la facciata di S. Pietro, A. ROCA DE AMICIS, Maderno a S. Pietro e la ricezione di Michelangelo nel primo Sezcento, in questo volume. (4) La notizia è in un awiso del 22 marzo 1608: <&'intende per cosa certa che Nostro Signore habbia pensiero di fare una nuova strada dda piazza di San Pietro, o più tosto dalla guglia, verso la porta delli Cavalli Leggieri et perfino sopra Santo Honofrio verso la vigna de signori Lanti, che sarà di molta ricreatione per andare a spasso, massime quando vi sarà condotta l'acqua di Bracciano" (BAV, Urb. lat. 1076, C. 206~1, pubbl. in J. A. F. ORBAAN, Documenti, cit., pp ). E forse legato a questa notizia il disegno di Orazio Torriani per una nuova strada da ponte Sisto alla mostra dell'acqua Paola (in BAV, Archivio del Capitolo di S. Pietro in Vaticano, arm. 981, con il tracciato della strada che traversava piazza S. Pietro da nord a sud, e proseguiva a intersecare i'altra strada più nota desiderata da Paolo V da Ponte Sisto al Gianicolo: v. L. SPEZZAFERRO - M. TAFURI, Via Giulia, Roma 1973, p. 519 epassim; A. ROCA DE AMICIS, Studi SU Città e Architettura nella Roma di Paolo VBorghese, in «Bollettino del Centro di Studi per la Storia deil'architettura», 31, 1984, pp. 14,20 nota 15. (5) Cfr. C. FONTANA, Templum, cit., pp. 202, Per un riassunto delle opinioni negative dei contemporanei sulla facciata di Maderno, E. FRAN- CIA, Storia (1989), cit., pp , con bibl. (6) Per la cronologia dell'intero cantiere del pro- lungamento dal 1605 al 1622, H. HIBBARD, Carlo Maderno, cit., pp ; inoltre cfr. C. FONTANA, Templum, cit., pp (7) H. HIBBARD, Carlo Maderno, cit., pp passim, e , fig. 50. (8) Cfr. A. ROCA DE AMICIS, Maderno, cit., in questo volume. (9) H. HIBBARD, Carlo Mademo, cit., pp (10) La medaglia del 1608 di Paolo Sanquirico è nella Biblioteca Apostolica Vaticana (d'ora in poi BAV), Medagliere (pubbl. in H. HIBBARD, Carlo Maderno, cit., fig. 51a; Tesori vaticani, cit., pp. 122, 171). (11) Londra, Victoria and Albert Museum, E 321/1937, Talman Collection, 92-D-46 (pubbl. in H. HIBBARD, Carlo Maderno, cit., fig. 52b). (12) Ibidem, p (13) Sui progetti della facciata e dei campanili di Maderno, oltre a ibidem, pp , v. anche CH. THOENES, Studien zur Geschzchte des Peterspkztzes, in «Zeitschrift fur Kunstgeschichte», 26, 1963, pp ; H. THELEN, Francesco Borromini, Die Handzeichnungen, vol. I, Graz (14) I1 pavimento attuale della basilica in marmi policromi su un unico livello, che sostituiva il precedente in mattoni - quest'dtimo nella sola navata nuova e con un gradino in corrispondenza della giunzione con la vecchia - fu realizzato da Bernini per Innocenzo X Pamphilj per il giubileo del 1650 insieme a nuove decorazioni della navata; su tutto ciò da ultimo v. M. CAPERNA, Materiali e colore nell'ordine architettonico interno della basilica di S. Pietro da Michelangelo a Bernini, in questo volume. In part. sul cantiere della navata di Maderno, H. HIBBARD, Carlo Maderno, cit., pp. 72, ; E. FRANCIA, Storza (1989), cit., p. 109 ss. (15) Potrebbe riferirsi già a questi campanili la decisione di Paolo V del 5 settembre 1612: «Domenica il Pontefice I...] se ne passò a San Pietro, [...l dando ordine di principiare li due campanili disegnati: una di qua et l'altra di là daiia facciata, che nella parte inferiore se li potrà passar sotto et faranno parere la facciata più larga et più proporzionata alla grandezza del tempio vecchio, fatto secondo l'architettura di Michelangelo Bonaroti» (BAV, Urb. lat. 1080, C. 549v, pubbl. in J. A. F. ORBAAN, Documenti, cit., p. 205); cfr. E. FRANCLA, StoM (1989), cit., p (16) H. HIBBARD, Carlo Mademo, cit., pp (17) Ma per un diverso giudizio dei contemporanei sugli scopi figurativi dei campanili, v. la nota * (18) Nonostante la stessa bipartizione in verticale, il progetto di campanili di Martino Ferrabosco, per esempio, seguirà modi diversi, con pareti articolate da angoli smussati, paraste e pesanti semicolonne, a dare corpo a un senso di plasticità altrimenti assente nelle gracili edicole di Maderno. Cfr. A. Mu~oz, Martino Ferrabosco architetto, in «Vita d'arte», 7, 1911, pp ; G. BELTFAMI, Martino Fewabosco architetto, in «L'Arte», 29, 1926, pp Una veduta del progetto di Ferrabosco per la piazza e per i campanili di S. Pietro nella BAV (Cicognara.X.3690) ha soluzioni parzialmente diverse da quelle nell'analoga veduta a Berlino, (Kunstbibliotek, 3840) e nella pianta a Firenze (Uffizi 263A): v. Tesorz vaticani, cit., pp. 66, 101. (19) Cfr. H. HIBBARD, Carlo Maderno, cit., pp e figg. 71c, 72a-d, 73a-h. (20) Sul contributo degli architetti lombardi deli'dtimo quindicennio del Cinquecento - soprattutto Domenico Fontana, zio di Maderno, e Flaminio Ponzio - al primo Barocco romano, v. G. DE ANGE- LIS D'OSSAT, La vicenda architettonica del Manierismo, in Atti del XW Congresso di Storza dell'architettura, Padova 1972, pp , ora in ID., Realtà dell'architettura. Apporti alla sua storia, , a cura di L. Marcucci e D. Imperi, Roma 1982,II, pp , in part. pp. 1041, 1045, 1051; R. WITTKOWER, Arte e Architettura in Italia, ,

9 S.. s CL a 2 r r w v-mu,wo 'ww Jytc~w il Tempia W.,.%.., - Fig. 8 - Carlo Fontana, la facciata di S. Pietro e la stratigrafia del terreno sottostante, La retta GG indica il limite obliquo superiore delle marne vaticane; le lettere D-E i resti del circo neroniano; le K il saggio a pozzo di Maderno per indagare la consistenza del terreno in corrispondenza delle fondazioni del campanile sud; le F i pali di sottofondazione della facciata fino al banco delle marne (da C. Fontana, Templum , fig. a p. 255).

10 Fig. 9 - Rotonda di S.-Andrea, poi cb.ziesa di S. Maria della Febbre, sezione verso ovest (da F. Cancellieri, De secretariis,basiiicae Vaticanae veteris ac'&vae, Roma 1786, 111, tau. V, pubbl. in F. Castagnoli, I1 Vaticano, 1992, tau. XXIX, fig. 50). Torino 1972, pp ; A. ROCA DE AMICIS, Studi, cit., pp , 49, 65-66; G. SPAGNESI, Pellegrino Tibaldi e la cultura architettonica romana tra Cinque e Seicento, in «Arte Lombarda», 94-95, 1990, pp , in part. p. 88. (21) Istruttione per gli architetti che haveranno a inventare la mutatione dell'ornato della facnata di S. Pietro, s.d. ma post 1613 (AFSP, 1" piano, serie la, v01 13, n. 1); è possibile, ma da verificare, che questo bando sia all'origine di alcuni progetti degli ultimi anni del pontificato Borghese per la trasformazione della facciata di S. Pietro in chiave michelangiolista: su di essi e sulla loro datazione, A. ROCA DE AMICIS, Maderno, cit., in questo volume; cfr. inoltre C. FON- TANA, Templum, cit., pp (22) Wolfenbuttel, Herzog August Bibliotek, cod. Guelf: 136 Extrav., f. 27r (pubbl. in H. HIBBARD, Carlo Madeno, cit., fig. 53b); per il pagamento di venti scudi a Giuseppe Ciseri «da buon conto del tetto che fa nella piazza di S. Pietro vicino da guglia per semtio di scalpellini» - a sinistra nel disegno - v. AFSP, 1" piano, serie 4", vol. 13,29 aprile (23) Per la cronologia del cantiere della facciata, H. HIBBARD, Carlo Maderno, cit., pp ; per le trasformazioni successive, cfr. AFSP, 2" piano, serie 10", vol. 18, ff (Facciata, descrizzone dei rifacimentz da farsi secondo Carlo Marcbionni, 1771). (24) I1 contratto per la demolizione della Dataria Apostolica è del luglio-settembre 1607 (AFSP, 1" piano, serie 8a Armadi, vol. 183, ff. 58v-66; ibidem, serie la, voi. 368, ff , (25) H. HIBBARD, Carlo Maderno, cit., pp , 180. (26) I capitolati per gli scalpellini «nella parte che si fa di nuovo per di fuora quanto tiene la facciata» sono del gennaio 1611 (AFSP, 1" piano, serie la, vol. 13, n. 3). L'appalto per i travertini della facciata era stato concesso 1'8 maggio 1609 a Giovanni t : Bellucci e Matteo Pellegrini, che nel 1613 presentarono i primi conti (AFSP, 1" piano, serie la, vol. 17, n. 36; 1" piano, serie 8 Armadi, vol. 185, f. 56, vol. 193, f. 2, vol. 195, f. 8). La prima colonna del portico viene innalzata 1'1 ottobre 1610 (AFSP, 1" piano, serie 8 Armadi, vol. 195, ff. 98v-102, 103v-108). (27) È noto che prima e durante il cantiere del prolungamento dal 1605 al 1613, oltre a lavori vari nel coro e negli altri bracci della crociera, Maderno aveva eseguito sistemazioni dell'interno della chiesa, tra le quali nel 1606 il baldacchino sull'altare maggiore (H. HIBBARD, Carlo Maderno, cit., pp , (28) Prima di tutto questo vi fu forse un momento in cui si pensò di rendere definitivo il collegamento tra la basilica costantiniana e la crociera michelangiolesca: v. L. RICE, La coesistenza delle due basiliche, in questo volume. Al convegno la Rice riferì di lavori cospicui nella navata costantiniana eseguiti mentre Maderno elaborava i disegni per il prolungamento che li avrebbe cancellati di lì a poco. Ma l'asse longitudinale della basilica costantiniana aveva andamento diverso da quello della navata nuova di almeno un grado verso nord (fig. 7). Considerato, come ricordavo prima, lo scalpore causato dalla facciata fuori asse rispetto a cupola e obelisco, non è da credere possibile una soluzione che avrebbe reso ancora maggiore la divergenza soprattutto agli occhi di quanti, come il pontefice, la sua cerchia - e, per esempio, Carlo Fontana - erano, per mentalità, alla ricerca di allineamenti perfetti. È forse possibile spiegare la discrepanza tra i due fatti col ritenere che Paolo V sia stato il depositario principale - se non l'unico - delle proposte di Maderno, in modo indipendente dalla curia senza interrompere la vita quotidiana della basilica; e col supporre che, mentre Maderno elaborava le sue idee, altri spingessero in direzioni diverse, non necessariamente coincidenti con quelle desiderate dal pontefice. È esemplare di un modo di procedere simile a questo (che vedeva in papa Alessandro VI1 il vero progettista delle decorazioni interne di S. Pietro disegnate da Bernini), quanto illustrato al convegno da E. Sladek (La collezione dei disegni di Alessandro VII, C;ommo Artefice" e storiografo di S. Pietro, sempre in questo volume). (29) Sul campanile di Bernini, C. FONTANA, Templum, cit., pp , , Per un riassunto della vicenda, con la precedente bibl., F. QUINTERIO, Campanili della basilica dis. Pietro a Roma, , in F. BORSI, Bernini architetto, Milano 1980, pp Sempre sul campanile sud realizzato, v. anche AFSP, 2" piano, serie 11 Armadi, vol. 72, ff (Campanile demolito. Elenco degli enti e delle persone alle quali sono stati venduti i travertini e i marmi, 23 marzo settembre 1662). (30) GIO. DE ANGELIS D'OSSAT, La geologia del monte Vaticano, Città del Vaticano 1953, p. 21 e tav. VI; cfr. C. FONTANA, Templum, cit., pp , , , (31) Sui resti del circo neroniano, v. da ultimo F. CASTAGNOLI, Il Vaticano nell'antichità, Città del Vaticano 1992, p. 65 ss. (32) Sui continui ritrovamenti d'acqua nello scavo delle fondazioni della facciata e del prolungamento e sui tentativi di prosciugarla, C. FONTANA, Templum, cit., p. 289; E. FRANCIA, Storia (19891, cit., pp. 112, 122, 131, 137 e passim. I capitolati per l'appalto dei lavori degli spiccati dei campanili sono del 3 dicembre 1616 (AFSP, 1" piano, serie la, vol. 18, n. 1). I1 12 gennaio 1613 Giorgio Staffetta fu pagato per lo scavo delle fondazioni del campanile nord verso il Palazzo Apostolico (AFSP, 1" piano, serie 4", voi. 20, ff. 100, 13,27, 107). Per le contabilità del cantiere del campanile sud dal 1618 al 1621, v. AFSP, 1" piano, serie 8 Armadi, voll ; 1" piano, serie la, voi. 18, nn. 2, 10, 20, 21, 24-33, aprile 1622 la Congregazione della Fabbrica emise il bando per i lavori di scalpellino per le facciate laterali dei campanili!afsp, 2" piano, serie 11 Armadi, vol. 250, f. 221). E testimone dell'inaffidabilità del terreno nella zona anche la supplica al papa del 18 febbraio 1619 dell'arciconfraternita del Campo Santo Teutonico, che ricorda come lo scavo delle fondazioni del campanile sud avesse provocato lesioni nella volta e nelle mura della chiesa della nazione tedesca (AFSP, 1" piano, serie 2", voi. 9, f. 496). (33) Sulla Confessione di Maderno, realizza$* nel oltre a C. FONTANA, Templum, cit., p. 95, v. H. HIBBARD, Carlo Maderno, cit., pp , Misure e stime di questi lavori sono nell'afsp, 1" piano, serie la, vol. 3, nn ; 1" piano, serie 4", vol. 21, f. 579 ss. (34) F. CASTAGNOLI, Il Vaticano, cit., p. 65 ss. (35) 1608, settembre 18: «Misura della cappella della madonna della febre et chase che stavano sopra alle cappelle di muri et conci buttati a basso da mastro Bartolomeo da Castrona e mastro Bartolomeo Lucchese compagni per fare il fondamento della facciata nuova di S. Pietro, misurato da me Cosimo Ghetti soprastante della suddetta fabrica [...l» (AFSP, 1" piano, serie l", vol. 368, ff. 261r-264~). (36) Ibidem, f. 2630: «Per colonne n. 10 che stavano intorno alle cappelle della chiesa con sua basa e chapitello e cimasetta sopra et piedistalli, scudi 10s. Un avviso del 27 marzo 1610 informa poi dell'esistenza nella rotonda di altri manufatti antichi rimossi da Maderno: «Li 6 quadri di pittura chiaroscuro grandi, messi in opera in dette essequie [di Giovanni Battista Borghese in S. Maria Maggiore], sono stati portati al palazzo di Borghese, ove è stato portato anco un bellissimo pilo o sia sepoltura di marmo d'imperatori, come si crede, trovato già sotto la cappella della Febre in San Pietro» (BAV. Urb. lat. 1078, pubbl. in J.A.F. ORBAAN, Dommenti, pp ,

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