Oggetto: Aggiornamento delle disposizioni relative all esercizio, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici.

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1 CIRCOLARE N. 028 Bergamo, 24 gennaio 2014 ALLE IMPRESE ASSOCIATE LORO SEDI Oggetto: Aggiornamento delle disposizioni relative all esercizio, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici. Regione Lombardia, con la pubblicazione sul B.U.R.L. - serie ordinaria del 30 dicembre della D.G.R. 20 dicembre 2013 n. X/1118, ha deciso di aggiornare le proprie disposizioni relative all esercizio, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici, per recepire le novità introdotte con il D.P.R. 16 aprile 2013 n. 74 (v. circolare ANCE Bergamo n. 165 del 5 luglio 2013). Vengono pertanto estesi anche al condizionamento estivo gli obblighi relativi ai controlli periodici legati all esercizio e alla corretta manutenzione degli impianti termici per la climatizzazione invernale e vengono parzialmente ridefinite le periodicità dei controlli obbligatori, sulla base della potenza nominale degli impianti rendendo le tempistiche meno stringenti per le soluzioni tecnologicamente più innovative ed ecocompatibili (vedi pompe di calore). Sono pienamente confermati, invece, i contributi obbligatori preventivi (previsti solo in caso di effettiva ispezione sull impianto da parte della norma nazionale) a carico degli utenti per la copertura della gestione e del coordinamento delle attività di ispezione sugli impianti termici da parte delle autorità competenti, mentre disposizioni molto stringenti in termini di rendimento energetico del generatore di calore sono imposte per gli impianti termici alimentati da biomassa legnosa. Si ricorda che per tutti gli impianti termici civili ad uso riscaldamento con potenza termica superiore a 232 kw o kcal/h (anche per quelli alimentati a gas metano e non soltanto per combustibili liquidi e solidi), ai sensi dell'art. 287 del Dlgs 152/2006, è obbligatorio individuare la figura specifica del "Conduttore" (Patentino 2 grado). Le Province provvedono a rilasciare l abilitazione. Non sono considerati impianti termici civili, e quindi non soggetti alla DGR in oggetto, gli impianti inseriti in cicli di processo, anche se il calore prodotto è in parte destinato alla climatizzazione dei locali. Si allegano il testo della D.G.R. 20 dicembre 2013 n. X/1118 ed un commento riassuntivo sulle nuove prescrizioni. MS All./ Pagina 1 di 5

2 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ESERCIZIO, CONTROLLO E MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI TERMICI PER LA CLIMATIZZAZIONE INVERNALE ED ESTIVA ALLEGATO D.G.R.20 DICEMBRE 2013 N. X/1118: COMMENTO RIASSUNTIVO Zona climatica E (comuni con gradi giorno compresi tra 2101 e 3000): il funzionamento degli impianti per la climatizzazione invernale non può eccedere le 14 ore giornaliere nel periodo compreso tra il 15 ottobre e il 15 aprile, la temperatura media dell aria misurata nei locali riscaldati di ogni singola unità immobiliare non può mai superare i 18 C+2 C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali (con possibili deroghe concesse dal Comune per esigenze tecnologiche o di produzione o se l energia termica utilizzata derivi da sorgente non convenientemente utilizzabile in altro modo) e i 20 C+2 C di tolleranza per tutti gli altri edifici con l eccezione di ospedali, cliniche e case di cura limitatamente alle zone riservate alla permanenza e al trattamento medico dei degenti o degli ospiti (con possibili ulteriori deroghe concesse dal Comune per esigenze specifiche e circoscritte che lo giustifichino mentre per il periodo annuale di accensione degli impianti termici è consentita deroga solo in presenza di situazioni climatiche che lo giustifichino). Zona climatica F (comuni con più di 3000 gradi giorno): tutto come la zona climatica E, ma non si applica il limite sulle ore giornaliere di accensione del riscaldamento. Impianti di climatizzazione estiva: la temperatura media dell aria misurata nei locali raffrescati di ogni singola unità immobiliare non può mai essere minore di 26 C 2 C di tolleranza per tutte le tipologie di edifici con l eccezione sempre di ospedali, cliniche e case di cura limitatamente alle zone riservate alla permanenza e al trattamento medico dei degenti o degli ospiti e con possibili deroghe concesse dal Comune nel caso di edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali per esigenze tecnologiche o di produzione o se l energia termica utilizzata derivi da sorgente non convenientemente utilizzabile in altro modo. Le regole relative al numero massimo di ore giornaliere di funzionamento per gli impianti di riscaldamento non si applicano - oltre che nel caso di ospedali, cliniche e case di cura, scuole materne e asili nido, piscine e saune, sedi di rappresentanze diplomatiche ed organizzazioni internazionali - per gli edifici adibiti ad uffici o ad attività commerciali limitatamente alle parti adibite a servizi senza interruzione giornaliera delle attività, agli impianti termici che utilizzano il calore proveniente da centrali di cogenerazione, agli impianti termici che utilizzano sistemi a pannelli radianti incassati nelle opere murarie, agli impianti termici asserviti ad attività industriali o artigianali per esigenze tecnologiche o di produzione, agli impianti termici asserviti a più unità immobiliari dotati di termoregolatore pilotato da sonda di rilevamento della temperatura esterna con programmatore giornaliero tarato su una temperatura degli ambienti non eccedente i 16 C+2 C di tolleranza nelle ore di funzionamento eccedenti la massima durata giornaliera di attivazione. L esercizio, la conduzione, il controllo e la manutenzione periodica dell impianto termico sono affidati al responsabile dell impianto (che corrisponde al proprietario nel caso di singola unità immobiliare o all amministratore nel caso di condominio dotato di impianto centralizzato) che può delegarle ad un terzo (cosiddetto terzo responsabile) con la previsione che tale delega non può essere validamente rilasciata nel caso in cui il generatore di calore non sia installato in locale tecnico dedicato e nel caso di impianti termici non conformi alle disposizioni di legge a meno che nell atto di delega venga conferito l incarico per la loro messa a norma. Il responsabile dell impianto termico e, ove delegato, il terzo responsabile sono responsabili del rispetto di tutte le norme in materia di sicurezza, di tutela dell ambiente e di efficienza energetica in capo all impianto Pagina 2 di 5

3 gestito e l atto di assunzione di responsabilità da parte del terzo, che lo espone anche all applicazione delle sanzioni previste, deve essere redatto in forma scritta contestualmente alla delega. Sempre per iscritto il terzo responsabile comunicherà al delegante tempestivamente qualsiasi esigenza di effettuare interventi manutentivi sull impianto termico non previsti all atto del conferimento dell incarico o derivanti dall evoluzione della normativa e, nel caso di regime condominiale, il delegante deve espressamente autorizzare la realizzazione degli interventi straordinari indicati dal terzo responsabile con apposita delibera assembleare entro 10 giorni dalla comunicazione ricevuta facendosi carico dei costi degli interventi (in assenza di tale delibera in tali termini la delega al terzo responsabile decade automaticamente). Il terzo responsabile, che non può delegare a sua volta ad altri le responsabilità assunte, deve informare la Regione o Provincia autonoma competente territorialmente della delega ricevuta entro 10 giorni lavorativi dal conferimento dell incarico nonché dell eventuale revoca o decadenza entro 2 giorni lavorativi. L attività di terzo responsabile per l esercizio e la conduzione di impianti termici non è mai compatibile con il ruolo di venditore di energia e/o di servizi associati alla vendita e gestione dell energia e, nel caso di gestione di impianti termici con potenza nominale superiore a 350 kw, il terzo responsabile deve essere in possesso della certificazione UNI EN ISO 9001 per l attività di gestione e manutenzione degli impianti termici. Le operazioni periodiche di controllo e manutenzione degli impianti termici devono essere condotte da imprese abilitate ai sensi del D.M. MI.S.E. 22 gennaio 2008 n. 37 iscritte nel registro delle imprese o nell albo provinciale delle imprese artigiane secondo le prescrizioni contenute nelle istruzioni tecniche fornite dalla ditta installatrice dell impianto od, in assenza, secondo le prescrizioni contenute nelle normative UNI e CEI corrispondenti ai singoli elementi e dispositivi di cui è costituito l impianto. Per gli impianti con apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d aria e pompe di calore contenenti gas fluorurati ad effetto serra sia il personale che la ditta manutentrice devono essere certificati ai sensi del D.P.R. 43/2012. Per gli impianti termici per la climatizzazione invernale con potenza termica utile nominale superiore a 232 kw anche se alimentati a gas naturale è obbligatorio individuare la figura del conduttore dell impianto termico la cui formazione ai fini dell abilitazione a livello regionale risponde ai requisiti del D.d.u.o. 1861/2012. Ogni impianto termico per la climatizzazione invernale o estiva o per la produzione di acqua calda sanitaria deve essere munito di apposito libretto di impianto (decade la distinzione tradizionale tra libretto di impianto e libretto di centrale legata alla potenzialità del focolare) che, in caso di trasferimento a qualsiasi titolo della proprietà o del possesso dell unità immobiliare o dell immobile, deve essere consegnato al subentrante debitamente aggiornato e con gli eventuali allegati. Tutti gli impianti termici di climatizzazione invernale e/o per la produzione di acqua calda sanitaria di potenza termica utile nominale superiore a 5 kw (con la sola esclusione degli impianti costituiti da pompe di calore e/o collettori solari termici la cui somma delle potenze termiche utili nominali sia inferiore a 12 kw, dei radiatori individuali, delle cucine economiche, delle termocucine e dei caminetti aperti di qualsiasi potenza termica) e tutti gli impianti di climatizzazione estiva costituiti da una o più macchine frigorifere la cui somma delle potenze termiche utili nominali sia maggiore o uguale a 12 kw devono essere sottoposti a controlli relativi all efficienza energetica all atto della prima messa in esercizio dell impianto a cura dell installatore (che effettuerà la prima annotazione sul libretto di impianto corrispondente), sempre nel Pagina 3 di 5

4 caso di sostituzione delle apparecchiature del sottosistema di generazione come il generatore di calore (annotazione sul libretto a cura del responsabile dell impianto o del terzo responsabile) e secondo la seguente differente periodicità (punto 14 Allegato D.G.R. 20 dicembre 2013 n. X/1118): Tipologia impianto Alimentazione Potenza termica (kw) Cadenza contr. (anni) Rapp.contr.tecnico Impianti con generatori Comb. Liquido o solido Tra 5 e 116,3 1 Rapporto di tipo 1 di calore a fiamma >116,3 1 + rilev. rendimento a metà stagione Gas metano o GPL Tra 5 e 35 2 Tra 35 e > rilev. rendimento a Impianti con macchine frigorifere / pompe di calore Impianti alimentati da teleriscaldamento Macchine frigorifere e/o pdc a compressione di vapore ad azionamento elettrico e macchine frigorifere e/o pdc ad assorbimento a fiamma diretta Pdc a compressione di vapore azionate da motore endotermico Pdc ad assorbimento alimentate con energia termica Sottostazione di scambio termico da rete ad metà stagione Tra 12 e Rapporto di tipo 2 > >12 4 >12 2 > 5 4 Rapporto di tipo 3 utenza Impianti cogenerativ Microcogenerazione < 50 4 Rapporto di tipo 4 Unità cogenerazione > 50 2 I risultati dei controlli di efficienza energetica, affidati ad un impresa di manutenzione abilitata e che riguardano il sottosistema di generazione dell impianto ed i sistemi di regolazione della temperatura e i sistemi di trattamento dell acqua ove previsti, devono essere annotati in uno specifico Rapporto di controllo dell efficienza energetica, il cui modello, così come il modello del libretto di impianto relativamente alle differenti tipologie impiantistiche, verrà definito ed aggiornato con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico fermo restando la facoltà di Regioni e Province autonome di prevedere ulteriori integrazioni (fino allo loro definitiva adozione verranno ancora utilizzati i rapporti conformi agli allegati G e F del D.d.u.o. 13 luglio 2012 n. 6260). Una copia del rapporto di controllo dell efficienza energetica dell impianto viene rilasciata al termine di ogni operazione di controllo periodica al responsabile dell impianto o al terzo responsabile che lo allega al libretto di impianto e un altra copia è conservata per un periodo di almeno 5 anni a cura del manutentore o del terzo responsabile per eventuali verifiche documentali; la trasmissione in forma cartacea alla Regione o Provincia autonoma territorialmente competente è sostituita integralmente dalla registrazione telematica del rapporto di controllo in CURIT (Catasto Unico Regionale Impianti Termici) da parte di chi ha eseguito la manutenzione entro la fine del mese successivo a quello in cui è stato effettuato il controllo. Il rendimento di combustione dell impianto termico sottoposto a verifica periodica, misurato alla massima potenza termica effettiva del focolare, non deve risultare inferiore ai valori limite riportati al comma 14 del punto 14 dell Allegato D.G.R. 20 dicembre 2013 n. X/1118 ed, in caso contrario, se i valori non sono riconducibili a quelli tramite un normale intervento manutentivo i generatori di calore devono essere sostituiti entro 180 giorni solari dal controllo (la scadenza è sospesa in caso di richiesta da parte del responsabile dell impianto di un ulteriore verifica da parte dell autorità competente) e sono comunque esclusi dalla conduzione in esercizio continuo. Pagina 4 di 5

5 Specifiche disposizioni vengono dettate per il controllo, la manutenzione e la verifica dell efficienza periodica degli impianti termici alimentati da biomassa legnosa al punto 15 dell Allegato D.G.R. 20 dicembre 2013 n. X/1118. Per assicurare la copertura delle spese di gestione del Catasto Unico Regionale Impianti Termici e delle ispezioni sugli impianti termici il responsabile dell impianto termico è tenuto a riconoscere a Regione Lombardia e all amministrazione territorialmente competente un contributo parametrato alla classe di potenza termica utile nominale dell impianto (con la sola esclusione degli impianti di climatizzazione estiva, degli impianti termici alimentati da biomassa legnosa, degli impianti termici alimentati da pompe di calore e degli impianti termici allacciati a reti di teleriscaldamento) secondo il seguente prospetto: Potenza imp- termico (kw) Contrib. regionale in Contrib. provinciale (o comunale) in P<35 1,00 7,00 35 P 50 1,50 14,00 50<P<116 3,50 80,00 116,3 P<350 10,00 140,00 P>350 18,00 190,00 Le Regioni (o le singole amministrazioni provinciali a ciò delegate) e le Province autonome effettuano gli accertamenti e le ispezioni necessarie ad assicurare il rispetto degli adempimenti in materia di esercizio, conduzione e manutenzione degli impianti termici. Le ispezioni comprendono una valutazione dell efficienza energetica del generatore, una stima del suo corretto dimensionamento rispetto al fabbisogno energetico e una consulenza sui possibili interventi tecnici atti a migliorare il rendimento energetico in modo economicamente conveniente. Anche i risultati delle ispezioni effettuate devono essere annotati sul libretto di impianto ed, in caso di riscontro in sede di ispezione di mancato raggiungimento dei limiti di rendimento di combustione previsti, l autorità competente potrà richiedere entro 180 giorni la sostituzione del generatore di calore a meno che il responsabile dell impianto termico non provveda a trasmettere secondo i tempi indicati dalla stessa autorità un nuovo rapporto di controllo tecnico che attesti il rientro nei limiti di rendimento stabiliti dalla normativa. Le eventuali ulteriori prescrizioni indicate nel verbale di ispezione dovranno essere soddisfatte nei termini indicati allo scopo di evitare l avvio di un procedimento sanzionatorio a carico del responsabile dell impianto termico per la violazione specifica riscontrata. Pagina 5 di 5

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