So schlagen wir mit ganzer Wucht/Die Feinde krumm und klein.

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1 Università degli Studi di Cagliari Scuola di Dottorato in Studi Filologici e Letterari Ciclo XXII So schlagen wir mit ganzer Wucht/Die Feinde krumm und klein. La costruzione della propaganda nei Supplementi letterari della «Tiroler Soldaten-Zeitung» L-FIL-LET/14 CRITICA LETTERARIA E LETTERATURE COMPARATE Presentata da: Maria Rita Murgia Coordinatore Dottorato: Relatore: Prof. Laura Sannia Prof. Mauro Pala Esame finale anno accademico

2 Indice Introduzione p. 4 Il Kriegspressequartier e la propaganda per i soldati p. 7 Per una breve storia del Kriegspressequartier p. 7 La Filmstelle p. 10 La propaganda nell Italia occupata p. 11 La Pressegruppe p. 13 La propaganda per i soldati p. 14 Gli spettacoli collettivi: il teatro da campo p. 16 Case del soldato e letture di trincea p. 17 I giornali per i soldati p. 18 Il giornale della Prima armata p. 18 La guerra e i due volti della censura p. 21 La Berichterstattergruppe e la militarizzazione dei corrispondenti di guerra p. 21 Le condizioni di lavoro dei Berichterstatter p. 22 La censura governativa p. 23 L esperienza dei Kriegsmaler p. 24 Il Tirolo in guerra p. 26 Il bastione Tirolo e la mobilitazione dei Landesschützen p. 26 I provvedimenti anti-irredentisti dell amministrazione militare p. 29 La propaganda nel Tirolo in guerra p. 34 La «Tiroler Soldaten-Zeitung» p. 38 Giornale di trincea o giornale per soldati? p. 38 Il giornale della prima armata arriva in Tirolo p. 41 Il supplemento letterario di trincea p. 45 Il foglio di propaganda p. 49 1

3 Il mondo secondo i Supplementi letterari della Tsz p. 55 Das Heilige Land Tirol. Il legame del Tirolo con la Chiesa Cattolica p. 56 Il cattolicesimo politico in Tirolo nella seconda metà del XIX secolo p. 58 Il Kulturkampf tirolese p. 59 La divisione: conservatori vs cristiano-sociali p. 64 Turismo e Cattolicesimo p. 66 Le ansie del potere. Dimensione dell ansia p. 66 La reazione difensiva come aggressione p. 69 Masse und Macht p. 71 Mantenimento del potere e Feindschaftserwartung p. 72 La strumentalizzazione del Cattolicesimo politico in Tirolo p. 73 La mitizzazione del passato p. 75 La nazione Tirolo come espressione di identità culturale p. 76 Il difficile rapporto del Tirolo con il governo viennese p : anno chiave della devozione ad Hofer p. 84 Il corpo degli Schützen tirolesi p. 85 Le poesie del Supplemento letterario. Temi e motivi p. 88 I miti e simboli della piccola patria tirolese p. 95 Andreas Hofer, gli antenati e i fatti del 1809 p. 95 Altri personaggi-simbolo p.101 La motivazione religiosa: morte eroica e favore divino p.105 Il paesaggio alpino e il mito del Tirolo p.126 Guerra e vita in alta quota p.133 I corpi dell esercito e i loro simboli p.147 Gioventù,virilità, arditezza p.163 Der feige, welsche Wicht: definizione del gruppo negativo p.170 Espressioni e parole chiave dell autorappresentazione p.189 Espressioni e parole chiave dell eterorappresentazione p.190 2

4 Il supporto visivo p.193 Il soldato p.195 La vita al fronte p.196 Il paesaggio di montagna p.211 Vignette umoristiche p.216 Indice titoli e data delle immagini p.221 L ultimo periodo del giornale p.225 La Nazione austro-ungarica p.228 Allegato 1 p.232 Allegato 2 p.239 Allegato 3 p.241 Indice contenuti Gedichte 1915 p.241 Indice contenuti Gedichte1916 p.248 Bibliografia p.257 3

5 Introduzione La Prima guerra mondiale ha consistentemente e ininterrottamente attirato l'attenzione di numerosi studiosi sia europei che extraeuropei. Con l'andare del tempo e con l'aumentare del numero di studi ad essa dedicati, se possibile, questo interesse internazionale è andato crescendo. In particolare, ultimamente il mondo della ricerca vuole addentrarsi in ambiti e aspetti di questo evento che ancora non sono stati considerati. Il nuovo, rinato interesse per la Grande Guerra è ampiamente dovuto anche alla presenza di nuovi metodi di studi nella ricerca storica. Gli studi più datati hanno sì preparato il terreno per i dibattiti attuali, lasciando comunque molte domande irrisolte. Anche gli studiosi e gli storici delle generazioni passate si concentrarono sulle questioni diplomatiche, politiche e, alle volte, economiche, ma per lo più il loro interesse si è orientato sugli aspetti strettamente militari del conflitto. Gli studi più recenti sulla storia delle moderne tecniche di guerra, al contrario, hanno esplorato maggiormente la sua dimensione sociale: i ruoli sessuali, la cultura e le mentalità, per nominare solo alcune delle nuove aree d interesse. I nuovi approcci hanno sfidato i metodi e gli ambiti di ricerca da tempo stabiliti e la storia militare è proprio una di quelle. Persino l'analisi delle battaglie e delle campagne, focus tradizionale della storia militare, hanno subito una rivisitazione alla luce degli orientamenti più recenti. Punto di partenza per un indagine "moderna" è dunque considerare la totalità dell'evento, che ne richiede l'analisi degli aspetti economici e finanziari, come anche di quelli civili e psicologici; chiede l'analisi dell'interazione tra guerra e società, uno studio delle mentalità, non solo però delle élite culturali, ma anche la considerazione di gruppi sociali più ampi e quindi degli individui ordinari. La guerra totale domandò la mobilitazione di tutte le forme di vita pubbliche e private per la vittoria, non solo sul campo di battaglia, perciò essa richiede una storia che sia totale, o che cerchi di esserlo, in quest ottica tutti i metodi di ricerca a disposizione sono necessari per cogliere l'enorme complessità di questo evento. In questo lavoro si prenderà in considerazione un tassello importante per lo studio e la comprensione dei processi culturali che hanno caratterizzato la storia della guerra mondiale: i giornali, patrimonio fondamentale e mezzo indispensabile per accedere alla storia delle mentalità. All incrocio fra la storia militare e la storia della stampa, che prende in 4

6 considerazione non più soltanto la stampa quotidiana cittadina, ma anche le pubblicazioni apparentemente periferiche, si colloca una esperienza finora poco indagata, ma il cui esame potrebbe rivelarsi assai fruttuoso per l indagine totale di cui si parlava sopra. Ci si riferisce qui in particolare alla gran quantità di piccoli e grandi giornali di trincea, del fronte, del campo che venivano distribuiti alle truppe durante il conflitto. Particolare attenzione sul versante della propaganda era stata posta dall Impero austroungarico che aveva organizzato la mobilitazione degli scrittori tramite un apposito ufficio, il Kriegspressquartier di Vienna, dove lavorarono noti intellettuali quali Franz Blei, Franz Theodor Csokor, Egon Erwin Kisch, Hugo von Hofmannstahl, Alfred Polgar, Rainer Maria Rilke, Franz Werfel e Stefan Zweig. La Literarische Gruppe del Kriegsarchiv pubblicava diversi giornali come ad esempio «Heimat» e, a partire dal marzo 1917, quindi con un po di ritardo, il mensile illustrato «Donauraum», il cui scopo era fornire un affresco della vita e della cultura della Duplice Monarchia. Tra le esperienze di propaganda non legate al Kriegspressquartier vi è la «Tiroler Soldaten- Zeitung» (d ora in poi Tsz), giornale settimanale pubblicato dal Landesverteidigungskommando del Tirolo. Non si trattava di un corrivo foglio di trincea, come molti tra quelli prodotti da singole unità o comandi. Si trattava bensì di un settimanale dalla grafica raffinata (curata da Hans Joseph Weber-Tyrol e Arthur Nikodem), che ospitava pagine di pubblicità, e, dato straordinario, un supplemento letterario al quale collaborano anche alcuni significativi scrittori tirolesi. La Tsz si caratterizza anche per una particolare attenzione e cura dell aspetto iconografico: il giornale, infatti, riproduce le opere di numerosi artisti e Kriegsmaler fra cui Albin Egger- Lienz. Nella parte finale delle sue pubblicazioni il giornale viene diretto nientemeno che da Robert Musil, all epoca già noto e affermato scrittore. Della la Tsz, giornale del quale nonostante il tempo e gli eventi è rimasto superstite quasi tutto il corpus, è in corso di pubblicazione l edizione elettronica, in un DVD realizzato assieme al Progetto CIRCE della Facoltà di Lettere dell Università di Trento, che raccoglie tutto il pubblicato. Alla ricostruzione completa questa storia mancavano due tasselli importanti: l edizione italiana e ungherese. Si sapeva infatti da un rapporto riservato del 30 giugno 1916 che il giornale si pubblicava non solo in tedesco, ma a intervalli più ampi e regolarmente anche in ungherese e in italiano. Tuttavia fino a poco tempo fa non si era riusciti a reperire in nessuna biblioteca né l edizione ungherese del giornale, la «Tiroli Katona Ujság» (traduzione letterale di «Tiroler Soldaten-Zeitung»), né quella italiana, pubblicata con il titolo «Giornale del 5

7 Soldato Tirolese». Le ricerche promosse dallo Centro Studi sulla Storia dell'europa Orientale in diversi archivi e biblioteche hanno avuto successo e in Ungheria sono stati finalmente ritrovati i numeri della «Tiroli Katona Ujság» 1, e una copia del «Giornale del Soldato Tirolese». Partendo dall analisi dei Supplementi Letterari 2, ospitati con regolarità dal giornale per le truppe austriache dislocate in Tirolo ed interessante esempio di letteratura dal basso e propaganda che si intrecciano, per lo più costituiti da poesie che mirano a definire la propria identità in contrapposizione a quella del nemico, si offrirà un piccolo contributo per la ricostruzione di questa importante pubblicazione, per la storia della mentalità in Tirolo durante gli anni della guerra, per le più generali vicende della propaganda di guerra nella Duplice Monarchia e più ampiamente per lo studio del conflitto. Scopo di questo lavoro è pertanto l identificazione e l analisi di alcuni esempi concreti di auto ed etero rappresentazione collettiva. Altro compito è cercare di inquadrare queste rappresentazioni nella verità storica e giudicarne l attinenza alla realtà dei fatti, fin dove è possibile, anche grazie alla giusta e necessaria distanza temporale. 1 Cfr. Davide Zaffi, Un ungherese in Tirolo: La Tiroli Katona Ujság, CSSEO, Working Paper N 125, Ottobre «Literarische Beilage zur Tiroler Soldaten-Zeitung» 6

8 Il Kriegspressequartier e la propaganda per i soldati Allo scoppio del primo conflitto mondiale, Stato ed esercito, in tutti i Paesi coinvolti, erano preparati a gestire un apparato censorio e propagandistico concepito per una guerra di breve durata. Non a caso, nella Monarchia absburgica, i due organismi che avrebbero gestito la censura, sul versante civile il Kriegsüberwachungsamt e su quello militare il Kriegspressequartier, erano stati concepiti durante le allora recenti crisi balcaniche. Ad una struttura propagandistica centrale per i civili e per i soldati, non si era pensato affatto. Con l inaspettato e indefinito prolungarsi della guerra, l apparato censorio si rivelò inadeguato a svolgere azioni di influenza positiva sull opinione pubblica: la necessità di una propaganda efficace ed organizzata si avvertì soltanto in ambito militare, a partire dal Per una breve storia del Kriegspressequartier Il Kriegspressequartier (di seguito abbreviato con la sigla Kpq) 3, durante il conflitto fu il punto di contatto fra tutti i principali attori della comunicazione nella Monarchia: ministeri, giornali, alte sfere militari e società civile. I suoi molteplici compiti si possono ricondurre a tre funzioni principali: 1. coordinamento della propaganda austro-ungarica; 2. organo esecutivo della censura militare; 3. raggruppamento e controllo dei corrispondenti di guerra. Queste macro-funzioni offrono delle linee di demarcazione ideali per due trattazioni separate dell argomento, necessarie anche alla luce della complessità strutturale del Kpq. Nella prima, che occuperà buona parte del presente capitolo, se ne descriverà l attività propriamente propagandistica attraverso esempi. Nella seconda si parlerà di come presso il Kpq vennero 3 Letteralmente Quartiere della stampa di guerra. Il termine è già stato tradotto in questo modo da Angelo Schwarz, La prima propaganda è quella per gli occhi, in G. Corni E. Bucciol A. Schwarz, Inediti della Grande guerra Immagini dell invasione austro-germanica in Friuli e nel Veneto orientale, Portogruaro (Ve), ed. Ediciclo, 1990, p. 253, nota 8. Per una bibliografia più dettagliata sul Kpq si vedano: Peter Brouceck, Das Kriegspressequartier und die literarische Gruppen in Kriegsarchiv , in K. Amann, Hubert Lengauer, Österreich und der große krieg, , Vienna, Brandstätter, 1989, p. 132 e segg. e le dissertazioni di K. Mayer, Die Organisation des Kriegspressequartier beim k.u.k. AOK im ersten Weltkrieg , Vienna, 1963 H. Schmölzer, Die Propaganda des Kriegspressequartiers im ersten Weltkrieg , Vienna, In italiano si veda il contributo di N. Dacrema, Kriegspressequartier: la fucina della persuasione, in M. Libardi, F. Orlandi, Kriegsmaler. Pittori al fronte nella Grande Guerra, Trento, Nicolodi, 2004, pp

9 accreditati e irreggimentati i corrispondenti di guerra, nonché della doppia censura cui furono sottoposti e verrà data anche qualche coordinata sul corpo speciale dei Kriegsmaler. L allestimento di un apposito quartiere alla stampa era stato previsto già nelle Mobilisierungsinstruktionen del 1909: la struttura, alle dirette dipendenze dell Armeeoberkommando (Comando supremo, abbreviato in seguito con la sigla Aok), avrebbe dovuto occuparsi dell accreditamento dei rappresentanti della stampa nazionale ed estera. La sua costituzione sarebbe dovuta avvenire anche nel caso di una mobilitazione parziale e senza ulteriori disposizioni 4. Il 28 luglio 1914, il giorno stesso della dichiarazione di guerra alla Serbia, il Kpq si costituì a Vienna sotto il comando del colonnello (Oberst) Maximilian von Hoen, allora direttore del Kriegsministeriums Pressestelle (Ufficio stampa del Ministero della guerra) 5. Dalla prima destinazione, Dukla (nei Carpazi orientali) a Rodaun (in prossimità di Vienna) dove ricevette una sede permanente all inizio del 17, il Quartiere venne sempre tenuto lontano sia dal fronte operativo che dall Aok, per impedire qualsiasi fuga d informazioni 6. A due mesi dalla sua nascita, il Kpq si articolava in tre unità: 1. Kommandantur und Adjutantur (Comando e Aiuto), acquartierati presso l Aok e incaricati, fra l altro, di censurare i servizi dei corrispondenti di guerra destinati ai giornali; 2. Platzkommando (Comando di Piazza), dove stazionavano gli ufficiali addetti alla custodia dei corrispondenti; 3. Berichterstattergruppe, cioè il Gruppo dei corrispondenti di guerra, stazionati presso il Comando di Piazza 7. L epoca in cui comandò il colonnello von Hoen, nonostante la crescita dell organico e la creazione nel 15 di una Kunstgruppe 8 (Gruppo artistico) comprendente fotografi, disegnatori e cineoperatori, fu caratterizzata da improvvisazione e da una certa indifferenza per il lavoro svolto, nonché da una cronica carenza di fondi 9. 4 I. Stiassny-Baumgartner, Roda Rodas Tätigkeit im Kriegspressequartier, Phil. Diss., Wien, 1982, pp P. Broucek, Das Kriegspressequartier und die literarischen Gruppen im Kriegsarchiv , in K. Amann H. Lengauer (Hrsg.), Österreich und der Grosse Krieg, op. cit., p Stiassny-B., op. cit., p H. Schmölzer, Die Propaganda des Kriegspressequartiers im ersten Weltkrieg , op. cit., p Fu nell ambito della Kunstgruppe che nacque e si sviluppò l esperienza dei Kriegsmaler di cui si parlerà in generale in seguito e più dettagliatamente lungo tutto il lavoro. Per una bibliografia sui Kriegsmaler si vedano L. Popelka, I Kriegsmaler durante la prima guerra mondiale, in Luigi Chiais (a cura di) I monti pallidi, Novara, De Agostini, 1989, pp e sempre di Popelka, Artisti nella guerra. I Kriegsmaler austro-ungarici , in «Annali. Museo Storico della Guerra», n. 0, 1990, pp Stiassny-B., op. cit., p

10 Nell ambito della rivoluzione interna all Aok 10, ordinata dal nuovo imperatore Carlo I, il 15 marzo 1917 von Hoen venne sostituito dal colonnello Wilhelm Eisner-Bubna, reduce pluridecorato dal fronte isontino e membro del Kpq già dall estate del 16: deciso a fare del Quartiere un efficace strumento di propaganda attiva, il nuovo comandante ne riorganizzò la struttura e diede per la prima volta ai suoi sottoposti direttive chiare e dettagliate 11. Con la contemporanea acquisizione delle competenze in materia di propaganda all estero 12, gran parte delle attività propagandistiche della Monarchia vennero rapidamente a concentrarsi nel Kpq, che nei propositi del nuovo comandante avrebbe dovuto diventare un Ministero dell informazione vero e proprio 13. Il nuovo Comando iniziò il suo lavoro con la diramazione del primo Ordine di servizio completo che il quartiere avesse mai ricevuto, e in cui vennero finalmente definiti con precisione i compiti che avrebbe dovuto assolvere da allora in poi. Questi compiti consistevano in: - In der positiven Einflussnahme auf die Presse des In- und nach Möglichkeit des Auslandes in einem der österreichisch-ungarischen Wehrmacht günstigen Sinne. - In einer prohibitiven Tätigkeit als oberste militärische Zensurstelle, um alles der Kriegführung und der Wehrmacht Abträgliche hintanzuhalten. - Die Verbindung zwischen der Obersten Heeresleitung und damit der Wehrmacht und der Presse herzustellen. - In der Erhaltung der Fühlung mit den militärischen Pressestellen der verbündeten Staaten. - In der aktiven Propaganda im In- und Auslande für das Heer und die Flotte. - In der Förderung aller Aktionen, die geeignet erscheinen, Ruhm und ansehen der Monarchie zu mehren. - In einer Abwehr der gegen die Monarchie und die Wehrmacht gerichteten feindlichen Propaganda Rivoluzione di cui fecero le spese i due Comandanti supremi dell esercito, cioè l arciduca Federico e il Feldmaresciall Conrad von Hötzendorf, rispettivamente Armeeoberkommandant (in pratica il rappresentante ufficiale della famiglia imperiale presso l Aok) e Chef des Generalstabs (Capo di stato maggiore). Per questi ed altri dati sulla guerra rimando all enciclopedico: Österreichisches Bundesministerium für Landesverteidigung und vom Kriegsarchiv (Hrsg.), Österreich-Ungarns letzer Krieg , Band VI, Unter der Leitung von Edmund Glaise von Horstenau, Vienna, Verlag der Militärwissenschaftlichen Mitteilungen, 1936, pp Stiassny-B., op. cit., pp Schmölzer, op. cit., pag Amann-Lengauer, op. cit., pag Stiassny-B., op. cit, p. 18. I compiti consistevano nell influenza positiva della stampa nazionale e di quella estera, nell esercizio della censura militare, come organo supremo della stessa, nel curare i rapporti fra Aok e 9

11 Indicazioni distanti anni luce dal mero accreditamento dei rappresentanti della stampa, di cui parlavano le Mobilisierungsinstruktionen del Eisner-Bubna, sostenuto peraltro finanziariamente dal rinnovato Aok come mai era successo a von Hoen, riuscì in poco più di un anno a fare del Kpq, almeno de facto, quel Ministero dell informazione che aveva in mente. Per dare un idea del suo attivismo è sufficiente vedere com erano organizzati gli 880 membri effettivi del Kpq nell ottobre del 1918, a poche settimane dal suo scioglimento (iniziato in novembre e completato in dicembre): 1. Kommandantur und Adjutantur 2. Zensurgruppe 3. Inlandstelle 4. Auslandstelle 5. Propagandagruppe 6. Pressegruppe 7. Kunstgruppe 8. Lichtbildestelle 9. Filmstelle 10. I-(Italien) Stelle 11. Kriegsberichterstattgruppe 12. Administrativer Apparat 15 Per comprendere come funzionassero in concreto le sezioni dell apparato propagandistico comandato da Eisner-Buba è bene osservarne nel dettaglio alcune: propongo di seguito una breve analisi della Filmstelle dell I-(Italien) Stelle e della Pressegruppe. La Filmstelle L attività di propaganda cinematografica del Kpq iniziò già nell agosto del 14, quando von Hoen affidò a ditte private la produzione di film di propaganda interna per l esercito: dall organizzazione delle proiezioni per le truppe si occupavano i rispettivi comandi. stampa, nel tenere i contatti con gli uffici stampa dei paesi alleati, nella propaganda attiva, nella Monarchia e all estero, a favore dell esercito e della flotta, nel sostegno di ogni attività che possa accrescere la reputazione della Monarchia, nella prevenzione della propaganda nemica. 15 Ossia: 1. Comando e Aiuto, 2. Gruppo di censura, 3. Ufficio interni, 4. Ufficio esteri, 5. Gruppo di propaganda, 6. Gruppo stampa, 7. Gruppo artistico, 8. Gruppo fotografico, 9. Ufficio cinematografico, 10. Ufficio Italia, 11. Gruppo dei corrispondenti, 12. Apparato amministrativo. Cfr. Schmölzer, op. cit., p

12 Il nuovo comandante, oltre ad istituire la Filmstelle a cui vennero assegnati operatori professionisti abili al servizio di truppa, la dotò anche di laboratori di montaggio, sviluppo e stampa: istituì in sostanza presso il Kpq una casa di produzione con un proprio laboratorio. Il Kpq non cessò comunque di collaborare con la cinematografia esterna al mondo militare come testimonia questa breve lista che riassume le iniziative di produzione e distribuzione che la Filmstelle coordinò nell ultimo anno e mezzo di conflitto: 1. La Sascha Kriegsfilmwoche (Settimana di guerra Sascha), una sorta di cineregionale settimanale ripreso dagli operatori del Kpq, ma montato e distribuito dalla ditta Sascha di Vienna, già sotto contratto durante il Comando von Hoen, 2. Un film documentario mensile artisticamente elaborato, montato e prodotto nei laboratori della Filmstelle, 3. Dai 300 ai 400 metri al mese di pellicole documentarie sui campi di prigionia e i territori occupati, 4. Riprese dell industria di guerra e dell agricoltura, 5. Drammi o commedie propagandistiche prodotte dal Kpq, 6. Vedute delle bellezze della Monarchia e filmati di propaganda dinastica. Gran parte di questo materiale era destinato alla proiezione nelle retrovie e nei territori occupati, proiezioni che erano organizzate dall Ufficio centrale per il cinema da campo, una sottoripartizione della Filmstelle. Della distribuzione all estero si occupava l Auslandstelle, mentre di quella nella Monarchia l Inlandstelle che si limitava a cedere i film, attraverso regolari contratti di vendita, a ditte private che li distribuivano autonomamente 16. La propaganda nell Italia occupata Gli sforzi austroungarici per contrastare l efficace propaganda dell Intesa nei paesi neutrali si concentrarono soprattutto in Svizzera e nei Paesi Scandinavi: con la collaborazione di corrispondenti di affermati quotidiani nazionali, personale diplomatico e influenti uomini d affari il Ministero degli esteri prima e il Kpq dal 17 organizzarono regolarmente 16 Per tutte le informazioni presenti nel paragrafo cfr. Schmölzer, op. cit. 11

13 manifestazioni propagandistiche quali mostre fotografiche, conferenze e balli di beneficenza 17. Non mancarono però le iniziative ad hoc rivolte ai territori occupati sul fronte orientale e, a partire dal novembre 1917, anche nel Veneto orientale e nel Friuli. Prima di Caporetto le attività propagandistiche rivolte all Italia erano consistite nel lancio sopra le trincee italiane di volantini inneggianti la diserzione e nella redazione di un settimanale in lingua italiana distribuito a Trieste, «L eco del Litorale»: di queste attività, compresa la difesa dalla propaganda italiana, si occupò dall 11 maggio 17 un apposita ripartizione del Kpq, cioè la I- Stelle 18. Dopo Caporetto la I-Stelle moltiplicò le sue attività e si avvalse della collaborazione attiva dell Amministrazione militare del Feldmareschall Boroévic. Nei primi mesi dell occupazione le parole dei volantini e dei manifesti rivolti a friulani e veneti erano tese a differenziare il popolo soldato, obbediente e innocente, dai governanti guerrafondai : sarebbe solo contro questi ultimi, colpevoli di ogni male, e non contro i primi che l esercito austroungarico avrebbe combattuto 19. Con il passare del tempo e con l insorgere dei primi casi di resistenza passiva e di sabotaggio 20 il tono dei messaggi si fece minaccioso e marziale. Accanto a queste iniziative, dal primo gennaio 1918, venne pubblicato in lingua italiana (da subito come settimanale, a partire da maggio come quotidiano) la «Gazzetta del Veneto», con una tiratura di circa 5000 copie: della redazione si occupava un apposita Expositur (Delegazione) del Kpq acquartierata presso il Comando delle zone occupate. Dal giugno dello stesso anno venne poi allegata alla «Gazzetta» la «Domenica della Gazzetta», un supplemento illustrato fatto ad imitazione della popolare «Domenica del Corriere» 21. Il giornale e il supplemento venivano stampati nella tipografia che era stata del «Giornale di Udine» e che veniva utilizzata anche per stampare catechismi, libri di preghiere e il «Tagblatt für Venetien und Friaul», un foglio in tedesco rivolto soprattutto ai quadri dell Amministrazione militare Un resoconto dettagliato di queste attività si trova nel secondo capitolo della dissertazione della Schmölzer (op. cit., Kapitel II) 18 K. Paupié, Handbuch der Österreichischen Pressegeschichte, Band II, Vienna, Wilhelm Braumüller Verlag, 1960, p C. Mayerhofer, Die österreichische Militärverwaltung in den besetzen Gebieten Italiens. Oktober November 1918, Phil. Diss., Vienna, 1970, p Documentati da Mario Bernardi in: Di qua e di là del Piave Da Caporetto a Vittorio Veneto, Milano, Mursia, Mayerhofer, op. cit., pp Ibid. 12

14 Amministrazione che, come già detto, si dimostrò estremamente collaborativa nella conduzione della propaganda nei territori occupati, rappresentando un eccezione nel panorama dei rapporti fra militari operativi e gli imbrattacarte del Kpq che erano di norma molto tesi. A testimonianza di questa collaborazione vanno citati due esempi su tutti: il primo riguarda la Aktion Propagandabriefe (Azione lettere di propaganda) che consisteva nel contrabbando autorizzato sulla sponda occidentale del Piave di posta proveniente dai territori occupati. Le lettere venivano accettate sottobanco, a mo di favore, proprio dagli ufficiali della Nachrichtenstelle di Udine (la Delegazione del Kpq) che aveva ideato l iniziativa con il pieno sostegno del comando. Le lettere venivano sottoposte naturalmente a censura e venivano contrabbandate per essere recapitate in Italia solo se si rivelavano favorevoli agli occupanti. L azione ebbe un tale successo da dovere essere sospesa nel luglio 18 perché le lettere da vagliare erano troppe 23. Dal Feldmareschall Boroévic in persona venne progettato invece, all inizio del 1918, un opuscolo (mai realizzato) che avrebbe dovuto contrastare la propaganda nemica circa la durezza dell occupazione austroungarica in Italia. La Pressegruppe Già durante il comando von Hoen alcuni addetti del Kpq si dedicavano a tenere i rapporti con le testate austriache e con quelle testate straniere che non avevano inviato corrispondenti nella Monarchia rifornendole di informazioni ufficiose, commenti e notizie di ogni tipo. Ogni settimana poi gli addetti a queste mansioni si occupavano della redazione della rivista «Österreichisch-Ungarisch Kriegsberichte», un settimanale illustrato redatto in tedesco e in ungherese destinato al mercato interno, e della pubblicazione del quotidiano «La marche sur Trieste» in lingua francese, redatto nello stile colorato e accattivante dell Intesa, distribuito in Svezia, Svizzera e addirittura contrabbandato in Francia e Italia 24. Ampliando e riorganizzando le due redazioni, Eisner-Bubna creò la Pressegruppe che venne articolato in un settore addetto alla stampa interna e un altro a quella estera, così si intensificarono sia i rapporti con la stampa che l attività pubblicistica. Accanto alle testate appena menzionate, dal marzo 1917, vennero pubblicate: «Donauland», un mensile illustrato per il mercato interno e quello dei paesi neutrali; «Berichte über die Propagandatätigkeit des 23 Mayerhofer, op. cit., pp Paupié, op. cit., Band II, pp

15 Kriegspressequartier», una rivista sulla propaganda sia di casa che alleata; e il mensile «Volk und Heer». Il numero delle testate redatte dal Kpq sale a dodici se si considerano i progetti, dalla vita breve o brevissima, in cui s impegnarono singoli o piccoli gruppi di redattori, come, ad esempio, «Berichte aus dem Felde», redatto dal solo Karl Egli e che contò appena due uscite 25. Oggi, purtroppo, di buona parte di queste testate sono rimasti soltanto i nomi, che Kurt Paupié ha trascritto dai pochi atti superstiti del Kpq: documenti preziosi sfuggiti ad una distruzione ordinata da personaggi fiduciosi di potersi costruire una verginità nella nuova Repubblica, cancellando il proprio passato di Kriegshetzer (istigatori di guerra). La propaganda per i soldati Allo scoppio del conflitto, l esercito si percepiva come, e probabilmente era a tutti gli effetti, la principale garanzia contro la dissoluzione della Monarchia plurinazionale, in cui a livello politico le forze centrifughe avevano oramai preso il sopravvento su quelle centripete. Naturalmente per esercito si deve intendere il Corpo ufficiali, l élite che più di ogni altra incarnava e sosteneva l ideale dinastico-militaresco su cui ancora si fondava la legittimità dello stato absburgico 26. Dotato di un codice morale improntato alla lealtà alla Corona e al patriottismo antinazionalista, ma soprattutto di una lingua d ordinanza unica, l Armeedeutsch (tedesco dell esercito), il Corpo ufficiali si percepiva come l elemento d ordine e di armonia per eccellenza, contrapposto al caos della società civile: tanto più che dalle alte sfere della gerarchia era richiesta agli ufficiali di ogni ordine e grado un assoluta astinenza dalla politica, esecrata come il peggiore dei mali 27. In realtà liberalismo, materialismo e nazionalismo si erano ormai fatti strada in quello che l arciduca Alberto aveva descritto come «un istituto morale per l incremento del patriottismo 25 Ivi, pp P. Broucek, Konservatorismus in den Armeen des Hauses Österreich und der Republik Österreich, in R. Rill U. Zellenberg (a cura di), Konservatorismus in Österreich, Leopold Stocker Verlag, Graz-Stuttgart, 1999, pp Stiassny-B., op. cit., p

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