Edgardo Franzosini. Sul Monte Verità. Romanzo

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Edgardo Franzosini. Sul Monte Verità. Romanzo"

Transcript

1 Edgardo Franzosini Sul Monte Verità Romanzo

2 I protagonisti di questa storia sono persone, se non proprio tutte, per la gran parte realmente esistite. Le circostanze nelle quali agiscono sono invece assolutamente immaginarie. Sito & estore Twitter twitter.com/ilsaggiatoreed Facebook Edgardo Franzosini, 2014 Edizione pubblicata in accordo con Piergiorgio Nicolazzini Literary Agency (PNLA)

3 Sul Monte Verità a mio figlio Sergio

4

5 i Fu solo per un caso se una mattina di aprile di diversi anni fa Fu solo per un caso se una mattina di aprile di diversi anni fa venni a sapere che Else Beer era morta, in un letto di ospedale, all età di centodue anni. Quel giorno i quotidiani italiani, per non so quale questione sindacale, non erano usciti. Nelle edicole, il ripiano in prima fila solitamente destinato alle pile dei giornali nazionali era stato occupato da alcune copie di quotidiani stranieri, non necessariamente i più autorevoli e nemmeno i più diffusi. La Gazzetta del Ticino riportava la notizia della morte di Else Beer nella pagina della «Cronaca dal Locarnese», dedicandole una trentina di righe su due colonne dal titolo: «Addio all ultima monteveritana», proprio a fianco di un trafiletto che dava conto della decisa presa di posizione dell Ordine dei farmacisti del Canton Ticino contro l invio dei medicinali per posta. Avevo conosciuto Else Beer ormai più di vent anni fa. Un pomeriggio di agosto ero andato a farle visita nel suo piccolo appartamento di Ascona. Fu lei che mi parlò di Alceste Paleari, l eremita del culto della noce di cocco e di quel culto forse 7

6 unico adepto trovato morto un giorno sul Monte Verità, ai piedi di una palma. Della sua palma. Ritagliai l articolo e la fotografia che lo accompagnava. Ritraeva un gruppo di persone che lavorava con fervore in un giardino coltivato a frutta. Ognuno di loro indossava una tunica bianca che arrivava ai piedi. Accanto a un filare di alberi bassi e frondosi si riconoscevano Henri Oedenkoven, Ida Hofmann e Lotte Hattemer, vale a dire i fondatori, assieme ai fratelli Gräser, della comunità. Oedenkoven e la Hofmann, con una gerla sulle spalle, coglievano frutti da un ramo, mentre Lotte Hattemer innaffiava il piede dell albero. La didascalia sotto la foto precisava: «Lavori di giardinaggio sul Monte Verità nel 1906». 8

7 ii Era la fine di agosto e le nuvole in cielo sembravano annunciare la pioggia Era la fine di agosto e le nuvole in cielo sembravano annunciare la pioggia. Noemi, un amica che lavorava alla Televisione della Svizzera Italiana, mi aspettava alla stazione di Lugano. Eravamo d accordo che avremmo trascorso insieme il fine settimana e che avremmo visitato Casa Anatta. Questo edificio che il Giornale svizzero dei maestri falegnami in un numero uscito nel 1930 aveva lodato per le sue pareti doppie e le sue volte a botte, arrivando a definirlo la più originale casa in legno di tutta la Confederazione ospitava da alcuni anni la mostra permanente sulla storia del Monte Verità. «Ti ho anche combinato un incontro con l ultima persona ancora in vita di quel calderone di matti» mi aveva detto Noemi al telefono. Da un po di tempo mi interessavo alle vicende di coloro che all inizio del Novecento avevano abitato la collina di Ascona. Persone furiosamente eccentriche. Qualcuno, senza illudersi, credo, di riuscire a indicarle tutte, si era azzardato a compilare un elenco di quei personaggi suddiviso per categorie: teosofi, 9

8 antroposofi, anarchici, occultisti, astrologi, mistici, vegetariani, adoratori del sole, naturisti, digiunatori, rabdomanti, evocatori di demoni lunari, massoni, esperantisti, maghi bianchi, maghi neri, dadaisti eccetera eccetera. Ma c era stato chi li aveva considerati semplicemente individui in preda alla pazzia. Debole pazzia in alcuni, più accesa in altri. Uomini che si coricavano per dormire sotto coltri di terra e che al mattino, per sprimacciare e rincalzare il proprio letto, usavano zappa e rastrello. Altri che avevano abolito asole e bottoni per sostituirli, più utilmente a parere loro, con noccioli di pesca, ghiande e gusci di noce. Altri che avevano assunto quale obiettivo della loro rivolta contro la società quello di trasformare radicalmente l ortografia (maiuscole, minuscole, accenti, apostrofi, punti, virgole, parentesi erano considerati limitazioni allo sviluppo della personalità) e di cambiare la calligrafia (pance e gobbe delle b e delle q venivano ritenute null altro che convenzioni). Noemi, il corpo minuto, i capelli biondo chiari, il viso dall espressione spiritosa, mi venne incontro nell atrio della stazione. «Mi ha appena chiamato il mio capo al telefono» disse appena salimmo sulla sua auto. «Devo dare una mano in redazione questo pomeriggio, pare sia urgente.» Poi aggiunse mettendo in moto: «Da Else ci dovrai andare da solo». Mentre percorrevamo la strada che portava a Locarno, Noemi mi parlò di Else Beer. Else, mi raccontò, era arrivata sul Monte Verità alla fine della Prima guerra mondiale assieme a Rudolf von Laban, il teorico della danza libera, della danza assoluta. Sulla collina di Ascona von Laban aveva costruito un teatro all aperto e fondato una scuola che aveva chiamato Schule für Kunst. 10

9 «Il balletto prima di lui era tutto concentrato sulle punte dei piedi. Von Laban fece in modo di coinvolgere il resto del corpo. Più precisamente la schiena.» Aveva cominciato, continuò Noemi, studiando i movimenti che la gente compiva quotidianamente in casa, per la strada, o negli uffici. Aveva poi girato per un certo periodo le fabbriche di Manchester e di Birmingham per misurare la qualità cinetica del lavoro a cottimo. Si era messo infine a studiare le danze dei dervisci e perfino i gesti disarmonici dei malati di mente. L auto di Noemi correva ora entro una cerchia di monti vasta e ombrosa, attraversando una piana un tempo occupata dalle acque del Lago Maggiore. Acque poi ritiratesi per l accumulo secolare dei sedimenti che il Ticino aveva trasportato e depositato via via sui margini. «Lunghe e lente montagne» dissi io indicando la cresta regolare di un monte. «Come?» «Così le chiama Borges in un libro intitolato Atlas, Atlante Lo conosci?» domandai a Noemi. Il libro era uscito quell anno o forse l anno prima. Le montagne ticinesi «lunghe e lente» Borges le aveva vedute in occasione di un suo soggiorno in Svizzera, durante il quale aveva vissuto per un anno a Lugano. Nello stesso libro, la quartultima «voce», Staubach, dava allo scrittore la possibilità di osservare: «Ci sono tante cose nella molteplice Svizzera che c è spazio anche per il terribile». «A proposito» esclamò Noemi allungando un braccio verso il 11

10 sedile posteriore «questo è per te», e mi porse un volume dalla copertina nera. Il libro aveva per titolo Monte Verità e per ponderoso sottotitolo Antropologia locale come contributo alla riscoperta di una topografia sacrale moderna. Il curatore era Harald Szeemann, uno svizzero geniale a cui si doveva la creazione del Museo del Monte Verità. Szeemann nelle prime pagine del libro, che mi misi subito a sfogliare, definiva la zona in cui si era sviluppata l esperienza dei monteveritani un «triangolo delle Bermuda dello spirito». A suo parere la singolarità di questo territorio poteva risalire a questioni di tipo geologico. Poteva cioè essere in qualche modo legata ai giacimenti di metallo ferroso che si trovano sotto la baia di Ascona e che la rendono una zona dal magnetismo particolarmente elevato. Szeemann lamentava che non fosse mai stata analizzata scientificamente la reciproca influenza tra le anomalie magnetiche della crosta terrestre e il campo magnetico del corpo umano. L ipotesi dell esistenza di un campo magnetico specifico all uomo veniva prospettata, a dire il vero, da Szeemann come una pura eventualità, ma ciò non gli impediva di aggiungere che senza opportune ricerche «non era possibile escludere nulla». L ideatore del Museo di Casa Anatta accennava inoltre al fatto che gli aerei che sorvolavano il Monte Verità, a causa appunto delle forti radiazioni terrestri, perdevano talvolta la rotta. La smentita della Swissair, di cui con onestà rendeva conto, non sembrava convincerlo del tutto. Noemi mi invitò a pranzo in un grotto di Brione, un paese appena sopra Locarno. A tavola, davanti a squisiti filetti di pesce persico con un contorno di verdure cotte al vapore, il principale 12

11 argomento di conversazione fu ovviamente il Monte Verità. Noemi ammise che, quando rifletteva su esperienze di quel genere, faticava a stabilire la linea che separava, disse, «la profondità di spirito dalla stupidità». Nel caso poi dei monteveritani non riusciva a liberarsi del tutto dalla sensazione di avere a che fare con qualcuno da cui emanava «un diffuso, fastidioso sentore di misticismo mondano». Era anche a causa di questi dubbi, di questa diffidenza, che, quando le era stato chiesto di occuparsi, per un programma televisivo, di uno dei tanti personaggi che avevano legato il proprio nome alla collina di Ascona, Noemi aveva scelto Erich Mühsam, l anarchico, l «ebreo rosso», impiccato dai nazisti a Berlino. «Sul Monte Verità» disse Noemi «Mühsam arrivò sperando di trovare un luogo di raccolta per tutti gli individui inadatti a diventare utili membri della società. Gli spiriti indomiti, li chiamava. Meglio se delinquenti» Terminammo il pranzo con un dessert dei Grigioni a base di pere aromatizzate alla cannella, nocciole, mandorle e uva secca. Dalle finestre del grotto le nuvole apparivano di un biancastro uniforme. Ci alzammo da tavola ma, prima di avviarci verso l uscita, Noemi volle telefonare a Else Beer, per confermare il nostro incontro del pomeriggio. «Buongiorno, Else» disse. Quando mi passò la cornetta, udii dall altro capo del filo una voce squillante che scandiva a una a una le parole che pronunciava. Dopo tanti anni, l inflessione tedesca era appena avvertibile. L ultima monteveritana mi diede appuntamento per le tre e mezzo a casa sua. «Parlerò volentieri di quegli anni» disse Else. «Anni che mi 13

12 sono cari come un vecchio abito che non si indossa più, ma con il quale» aggiunse con un tono improvvisamente malinconico «si è comunque già deciso di voler essere sepolti» «A questo pomeriggio allora»

13 iii Ad Ascona gli alberghi erano o troppo cari per le mie tasche o al completo Ad Ascona gli alberghi erano o troppo cari per le mie tasche o al completo. Noemi mi aveva trovato una sistemazione a Moscia, una piccola frazione a ridosso di Ascona. «A Moscia» disse Noemi mentre con l auto infilava una strada che scendeva ripida verso Locarno «è cominciato Eranos Sai, le sessioni» Non c era bisogno che Noemi mi spiegasse cosa fossero. Qualche settimana prima, sfogliando una rivista, mi era capitato di leggere un lungo articolo che si occupava dell argomento. I convegni di Eranos avevano avuto inizio verso gli anni trenta, grazie a un olandese nata in Inghilterra: Olga Fröbe-Kapteyn. Oltre a essere una perfetta cavallerizza, la Fröbe aveva curiosità intellettuali che spaziavano dalla storia delle religioni alla psicologia, passando per le filosofie orientali, la teosofia e l etnologia. «Vestita di preferenza con lunghe tuniche bianche, il corpo sottile, i capelli elegantemente arricciati», si era fatta costruire a Moscia tre case al centro di un grande giardino in cui crescevano piante di eucalipto, di rododendro, di azalea, nonché 15

14 un frondoso cedro del Libano sotto le cui foglie, color grigio blu, troneggiava un tavolo di pietra circolare. L incontro con Rudolf Otto, «il teologo» spiegava l articolo «che ha indagato l intima essenza del sacro, dandone una definizione destinata a diventare celebre: mysterium tremendum et fascinans», l aveva convinta ad aprire una volta all anno le sue case e il suo giardino a convegni (la Fröbe preferiva chiamarle «sessioni») durante i quali si potesse dialogare, «in un variegato intreccio di lingue ma anche di discipline», su temi che avevano a che fare, per lo più, «con la ricerca delle fonti generative: quelle mitiche e quelle spirituali» della vita umana. «Eranos» era una parola greca il cui significato sembrava sfuggire a una precisa interpretazione. Non era propriamente un banchetto, ma non era neppure un semplice consesso di amici e, men che meno, un solenne convivio. Károly Kerényi ne aveva proposto a un certo punto una traduzione forse un po disinvolta, ma che molti finirono per ritenere la più convincente: «pic-nic». Se era difficile stabilire il significato esatto della parola «Eranos», un compito ancora più problematico era cercare di definire il senso di quegli incontri. A Carl Gustav Jung un giorno era stata mostrata una fotografia. Ritraeva la grande tavola di pietra grigia posta all ombra del cedro. I raggi del sole cadendo tra le foglie dell albero formavano sottili spirali di luce. Attorno alla tavola erano disposte solo sedie vuote. «L immagine perfetta dei convegni» aveva sentenziato. Altri avevano paragonato le sessioni di Eranos a un «circolo del Rinascimento». Quanto a Olga Fröbe, a chi le faceva domande sul significato di quei convegni consigliava semplicemente, se volevano tentare di capirci qualcosa, di camminare almeno una volta per il suo giardino. 16

15 Noemi mi lasciò davanti all albergo e mi diede appuntamento per l indomani mattina. Il tempo di salire nella mia camera, di appoggiare il bagaglio ai piedi del letto e il libro di Szeemann sopra il comodino ed ero di nuovo in strada alla ricerca, come mi aveva suggerito Noemi, di un supermercato, o di un negozio che vendesse cibo per animali. Verso le tre, reggendo un sacchetto di plastica pieno di scatolette, presi un autobus, e in pochi minuti raggiunsi Ascona. Else Beer abitava in una casa gialla che sorgeva, appena un po più alta delle altre, in uno dei tortuosi vialetti che portavano al lungolago. La casa aveva fasce, lesene e spigoli di mattoncini rossi. Salendo due rampe di scale arrivai davanti alla porta del suo appartamento. Prima che potessi premere il campanello, la porta si aprì. «Buongiorno» disse sorridendo un uomo dal corpo minuto e dalla pelle bruno-dorata. «Else visite» gridò rivolto verso l interno. Poi fece un inchino deferente col capo e infilò le scale. Else Beer apparve sulla porta. Aveva un caschetto di ispidi capelli bianchi. Il suo sguardo conservava ancora, nonostante l età, un luccicante brillio di altera civetteria. «Prego» disse invitandomi a entrare. Guardando il sacchetto di plastica che le porgevo aggiunse: «È gentile da parte sua». Al collo portava una collana d ambra. Il corpo magro era avvolto in un lungo abito ormai logoro. «Viene dal Purang» disse Else accennando col capo alla porta di ingresso. «Lavora come uomo delle pulizie in un cinema di Locarno. È arrivato da noi quando era ancora un ragazzo, dopo l intervento dei cinesi in Tibet Lo sa che la Sviz- 17

16 zera è la nazione occidentale che ospita il maggior numero di tibetani?» Si riferiva evidentemente all uomo che avevo appena visto uscire. «Si chiama Tze-Cho, mentre il cognome» aggiunse «è decisamente elvetico: Mayr. Le autorità hanno chiesto a tutti i tibetani che non avevano un cognome, ed erano la maggioranza, visto che nel loro paese è un privilegio concesso a poche famiglie, di scegliersene uno svizzero. Del resto il nome non ha per loro molto valore. Sembra che dopo avvenimenti importanti, come ad esempio dopo una lunga malattia, se lo cambino» La Beer mi fece accomodare in un locale con un divano dalla fodera sdrucita che occupava quasi tutta una parete. La polvere, notai, aveva disegnato sulle tendine bianche delle finestre tremolanti aloni di sporco. Nella stanza il profumo dolciastro che emanava dal corpo della padrona di casa sembrava coprire qualsiasi altro odore. «Ai primi tibetani che sono arrivati in Svizzera, ospiti della Croce Rossa, all inizio degli anni sessanta» riprese Else, che sembrava avere un grande interesse a raccontarmi la storia di Tze-Cho, «il paese era piaciuto subito. Per via delle montagne, innanzitutto. Del resto quando pensavano agli edifici sacri che erano stati distrutti nel loro paese si consolavano dicendo che tutte le cime coperte di neve erano invece rimaste intatte. Pare che non pochi di quelli tra loro che non hanno voluto lasciare il Tibet siano fuggiti su montagne sempre più alte, su cime sempre più inaccessibili ai soldati dell esercito di occupazione e qualcuno di loro abbia anche simulato la pazzia, si sia esibito in incredibili stravaganze allo scopo di confondere le autorità cinesi, che alla fine hanno preferito lasciarli in pace» 18

17 Alle pareti della stanza erano appesi diversi quadri e qualche fotografia. Il quadro più grande si trovava sul muro di fronte a noi. «Dunque lei si interessa al Monte Verità?» mi domandò Else in tono dolce e insinuante. «Sì» ammisi «da qualche tempo» Else scosse la testa. «Per tanti il Monte Verità è stato solo una stravagante colonia di espatriati, di psicopatici, ognuno dei quali era in preda a un proprio personale sogno, o delirante o semplicemente puerile niente di più. Un eterogenea comunità di matti visionari, insomma.» «Di emarginati, si direbbe oggi.» «Sì. Per lo più inoffensivi. Che si tenevano lontano dal mondo e dalle sue attività. Io ho sempre pensato che per spiegare quel che è stato il Monte Verità non ci sia definizione migliore di questa: una grande rupe primordiale nel mezzo di un prato ben coltivato. Per prato ben coltivato intendo naturalmente il mondo occidentale all inizio del secolo, un mondo e un epoca spiritualmente allo stremo Ma io non le ho ancora offerto nulla. Gradisce un bicchiere di vino forse?» Mentre Else raggiungeva la cucina ne approfittai per alzarmi dal divano e osservare più da vicino il grande quadro. Vi era raffigurato, su uno sfondo di nuvole, un edificio di pietra grigia, una costruzione a metà tra un castello medievale e un tempio ellenistico. Al centro svettava una torretta ottagonale con finestre ad arco e bifore, mentre nel giardino che la circondava si intravedeva una specie di peristilio sorretto da colonne scanalate. Di lì a poco Else tornò reggendo nelle mani due piccoli boccali di ceramica colmi sino all orlo di vino bianco. Vedendomi 19

18 interessato al dipinto disse: «Le piace? È l Elisarion, o più esattamente il Sanctuarium Artis Elisarion. Si trova non lontano da qui, a Minusio. È stata l abitazione di Elisàr von Kupffer. Lui stesso l ha ideata e costruita». Elisàr von Kupffer, mi disse la Beer, era stato un pittore, un poeta, un architetto e un filosofo. Era nato in Estonia. Il padre, medico oculista e filosofo anch egli, era l autore di un libro, al cui concepimento non era stata estranea l ebbrezza che gli procuravano le foglie d oppio. «Il libro aveva per titolo Due testimoni della rivelazione divina: il Cosmo e l Uomo. Elisàr lo lesse a dodici anni e fu colpito da alcuni concetti che, variamente rielaborati, avrebbe utilizzato poi nella formulazione di un suo personale sistema filosofico: il Clarismo.» La Beer alzò tre dita della mano: «Vedere chiaramente, pensare chiaramente, agire chiaramente! Così rispondeva Elisàr a chi gli chiedeva di illustrare i princìpi del suo sistema». Un gatto dalla pancia gonfia e che si reggeva a malapena sulle zampe sbucò da sotto il divano e si arrampicò sino al ventre di Else, che prese a carezzarlo teneramente. Ci fu una breve pausa di silenziosa attesa, poi la donna mi domandò: «Lei viene dall Italia, da Milano, mi ha detto Noemi». «Sì, Milano» annuii. «Quell uomo era anche lui milanese, un suo concittadino» disse indicando una fotografia appesa a una parete a lato della porta. «La stacchi dal muro, per favore, e me la porti qui.» La fotografia, montata in una cornice di legno, ritraeva un gruppo di donne e di uomini, forse una dozzina in tutto, davanti alle acque di un lago sopra il quale incombevano nere montagne. 20

19 Eseguivano una specie di danza: le braccia alte sopra la testa o distese in avanti, una gamba sollevata in aria, i corpi inarcati. «Un bel gruppo di Balabiott» disse Else ridendo. «Così gli abitanti di qui chiamavano i monteveritani, e significa nel loro dialetto quelli che ballano nudi. Il primo, l uomo con i baffetti, è Rudolf von Laban, poi ci sono la Perrottet, Katja Wulff, la Lederer che ha in mano un gong, ci sono io» Alcuni erano completamente nudi. Altri avevano un drappo chiaro arrotolato attorno alle anche e sotto l inguine. Ma c era anche chi indossava una tunica che arrivava sino alle caviglie. Componevano un immagine insieme ridicola e solenne. Per ottenerla avevo l impressione che dovessero essere rimasti in posa, immobili per qualche tempo. Si intuiva una notevole tensione dei muscoli del corpo, unita allo sforzo di mantenere almeno nell espressione del viso l apparenza della naturalezza. Una sola figura del gruppo, la penultima a destra, non aveva potuto, o forse voluto, restare ferma. La sua immagine era sfocata. Il suo corpo aveva perso consistenza, era diventato come fumo. «Paleari, Alceste Paleari, questo era il suo nome, è quello lì» disse Else. «È il penultimo quello che si è mosso. La foto è stata scattata il mattino dopo la grande Festa del Sole. Io e Alceste ci eravamo conosciuti qualche anno prima a Monaco nella Scuola di von Laban.» Parlando si carezzava la guancia solcata da piccole rughe. «Paleari, l eremita del culto della noce di cocco, fu trovato morto un giorno ai piedi di una palma. La testa sfracellata contro una delle sei grosse pietre scure che erano disposte in cerchio ai piedi dell albero. La sua vicenda è stata singolare Capisce quel che voglio dire? strana e singolare anche» 21

20 «Anche per il Monte Verità?» «Sì, certo. Singolare a cominciare dal fatto che Paleari fu il solo, credo, che arrivò sul Monte Verità provenendo dal Sud, dall Italia D.H. Lawrence, che prima di mettersi alla ricerca di una montagna sacra nel Nuovo Messico si fermò per qualche tempo su questa collina, ha scritto una volta che quando si cammina bisogna andare o a occidente o a sud, e che camminare verso nord è come camminare in un vicolo cieco, verso un muro tutti in effetti arrivavamo da nord Hermann Hesse la chiamava la mia Honolulu anche Hesse è stato sul Monte Verità. A quell epoca aveva qualche problema con l alcol» Else appoggiò delicatamente il boccalino di ceramica per terra, si portò le mani al mento, poi disse: «Per noi questa collina era era Tahiti, era la Nuova Guinea. Benché si tratti, in fondo, sempre della Svizzera, del Canton Ticino, e la vegetazione abbia una netta prevalenza di castagni, di felci e di muschio, e il terreno sia coltivato a vigna, e vi siano orti dove in inverno risulta difficile curare ortaggi e piante. Eppure, inspiegabilmente, un gran numero di palme ha messo radici nella Confederazione. E proprio nel cantone ticinese. E la gran parte fiorisce e prospera sopra le colline che si affacciano sul lago. Alberi magnifici: il tronco squamoso, un pennacchio di foglie verdi e lucenti, i piccoli frutti a grappolo. Non è la specie da cocco, ma quella che viene chiamata palma di san Pietro, o di san Pietro martire, o anche palma da scope. La cosa più stupefacente è stata la capacità che hanno avuto queste piante esotiche di contendere spazio vitale alle piante indigene, fino a sostituirsi a esse». Else guardò oltre i vetri della finestra. «Le racconterò la storia di Alceste Paleari» 22

21 iv L eremita del culto della noce di cocco fu trovato morto L eremita del culto della noce di cocco fu trovato morto un giorno di giugno del 1933 ai piedi di una palma, della sua palma. Indossava soltanto un paio di pantaloni di tela che gli arrivavano ai polpacci. Lucidi per la sporcizia. La testa sfracellata contro una grossa pietra scura. Il suo corpo, che per statura e robustezza poteva considerarsi appena sopra la media, era riverso a terra, in una posizione che lo faceva sembrare enorme, gigantesco. Le ipotesi che vennero avanzate furono tre. Paleari poteva essere caduto dalla cima dell albero per una disgrazia, essersi gettato per sua volontà a testa in giù, o ancora essere stato ucciso con quella stessa pietra sulla quale era appoggiata la sua testa. Per accertare come si erano svolti i fatti fu aperta un inchiesta. Autorità competente era il Corpo di Gendarmeria Cantonale, il delegato della stazione di Brissago, Gualtiero Biasca, venne incaricato delle indagini. Biasca, oltre ad avere compiti di sorveglianza sui forestieri, gli accattoni, i vagabondi e, in ge- 23

22 nerale, le persone sospette, aveva inoltre, quale delegato, la responsabilità dello svolgimento delle indagini preliminari in caso di infortuni o di delitti. Biasca era un ometto piccolo e tondo, vestito sempre con ricercatezza: abito scuro, panciotto traversato dalla catena d oro dell orologio, camicia con il colletto rigido. Benché respingere al confine gli stranieri senza mezzi o privi di recapito o ritenuti in qualche modo pericolosi fosse la sua principale occupazione, svolgeva l incarico con umanità e buonsenso. Si raccontava che anni prima si fosse rifiutato di arrestare e quindi di consegnare all autorità giudiziaria tre operai italiani che, dopo aver assistito a un comizio in piazza Indipendenza a Lugano, si erano diretti verso l edificio che ospitava il Regio Consolato d Italia, avevano asportato dal muro lo stemma consolare e lo avevano gettato nelle acque del lago. Gliene era sopravvenuto qualche fastidio, che non gli aveva impedito tuttavia di venire nominato, di lì a qualche anno, delegato di Polizia, il giorno che il Consiglio di Stato aveva deciso di istituire una Delegazione a Brissago. «Un posto modesto ma gradito» aveva commentato Biasca. Poiché il morto era cittadino italiano, dovette occuparsi di questa vicenda anche la Polizia del suo paese. Da Como arrivò, il giorno dopo la scoperta del cadavere di Paleari, un ispettore di Pubblica Sicurezza. Si chiamava Mapelli. Era piuttosto giovane e di bell aspetto. Fumava a piccoli sbuffi dei sigari toscani. Il caso volle che i due già si conoscessero. Biasca mi raccontò che qualche anno prima avevano frequentato, a Milano, lo stesso corso di aggiornamento sul «Segnalamento descrittivo». Al corso erano stati ammessi anche agenti della Gendarmeria 24

23 Cantonale, «visto l intensificarsi nei due sensi della frontiera ticinese» mi spiegò Biasca «dei passaggi clandestini». Dopo aver esaminato, pare senza alcun significativo profitto, il rapporto del medico legale, i due poliziotti decisero, quale prima iniziativa, di ispezionare il luogo nel quale Paleari aveva trascorso in solitudine gli ultimi quindici anni della sua vita e nel quale era stato trovato cadavere. Ad assistere al sopralluogo si radunò una piccola folla di curiosi. Biasca e Mapelli, assieme a tre agenti, perlustrarono la caverna da cima a fondo, alla luce di una lampada elettrica, senza trovare alcunché. Niente per lo meno che potesse aiutare le indagini. Del resto Paleari non possedeva nulla, a parte una scatola di latta. Quando l aprirono vi trovarono, credo, quello che Alceste aveva voluto mostrarmi un giorno: un temperino, un piccolo ago con del filo, una copia del Ramo d oro di Frazer, una farfalla di bronzo e una fotografia sbiadita di un uomo e di una donna che sorridono davanti all ingresso di un edificio, a fianco di una targa di marmo su cui si legge: english vegetarian society. I due poliziotti presero poi a esaminare la palma. Paleari nel corso degli anni ne aveva ripulito da cima a fondo il fusto, staccando a uno a uno i residui di vecchie foglie e strappando con cura i ciuffi di quella barba stopposa che lo ricopriva. Sulla corteccia, resa liscia da questa operazione, aveva poi inciso con la punta del suo temperino un gran numero di frasi. Biasca e Mapelli le trascrissero tutte scrupolosamente nonostante la difficoltà di separarle, di stabilire dove finisse una e iniziasse l altra. Biasca avvicinava il viso al fusto dell albero e leggeva ad alta voce: «Non fermarti in pianura Genesi, 19,17!». Mapelli 25

24 annotava le parole su un taccuino. «Che splendore ieri!» scandiva subito dopo Biasca. E ancora: «Danzare è arrestare per un attimo la vita delle stelle veloci». Quando si trattò di decifrare le parole scritte da Paleari nella parte più alta della palma, a uno degli agenti fu chiesto di cercare nei dintorni una scala. L uomo tornò di lì a mezz ora portando in bilico su una spalla una lunga scala di legno. La appoggiò al fusto della palma e, mentre i suoi colleghi la reggevano ai due lati, salì fino all ultimo piolo. «Era un albero e crollò. Era un leone e si perse d animo» urlava l agente con le mani a imbuto davanti alla bocca. «L alto conosce il basso, il basso non conosce l alto.» E poi: «Per tutta la notte d intorno, andammo vagando sinor, torniamo alla luce del giorno, con dolci ghirlande di fior». Terminata quella lunga opera di decrittazione, Biasca e Mapelli si misero a osservare le sei pietre ai piedi della palma. Solo una di esse sembrò ai due poliziotti degna di interesse: la grande pietra contro la quale la testa di Paleari si era sfracellata, macchiata ancora dal sangue e dalla materia cerebrale schizzata via dal suo cranio. La esaminarono da vicino. La toccarono, prima l uno e poi l altro, sfiorandola appena con la punta delle dita. Di comune accordo decisero di prelevarla per poter eseguire altre verifiche. L avvolsero con cautela dentro un panno, quindi gli agenti la sollevarono da terra e con fatica la portarono giù per il sentiero che scendeva verso Ascona. Si dovette quindi ricostruire le ultime ore di vita di Alceste Paleari. Quel giorno Alceste aveva messo piede fuori della sua grotta con ogni probabilità verso metà mattina. Col caldo o col freddo l eremita del culto della noce di cocco indossava sempre 26

25 un unico paio di calzoni di cotone. Nient altro. Il torso era nudo, i piedi scalzi. Nessun copricapo. Lo vide il portalettere. «In meditazione, forse,» raccontò ai due inquirenti, «come accadeva spesso quando, andando a Losone a consegnare la posta, per fare più in fretta tagliavo per di là. Con la schiena appoggiata contro il tronco della palma e con le gambe incrociate.» Era una specie di preparazione che avveniva nella più perfetta immobilità e nella concentrazione più profonda al momento in cui si sarebbe arrampicato lungo il fusto con l agilità di un animale e avrebbe raggiunto la cima della palma. Se il portalettere era stato presumibilmente l ultima persona a vedere Alceste Paleari vivo, era toccato invece in sorte a Karl Vester di scoprirne il cadavere. Vester era un monteveritano che, da anni ormai, percorreva tutti i giorni la collina di Ascona e i paesi intorno con appesa al braccio una grossa cesta di vimini, vendendo il pane che egli stesso impastava e cuoceva. Preparato con farina mescolata al cruschello, aveva la forma di una pagnotta bassa e rettangolare, con una crosta ben cotta. Dopo aver fatto fermentare l impasto per una notte, Vester lo cuoceva per due ore in un forno di pietra, alla fiamma viva della legna. Nella cesta, sotto le forme di pane, Vester aveva sempre tre libri. Uno era il Walden ovvero La vita nei boschi di Henry David Thoreau, che Karl considerava la sua Bibbia; gli altri erano i due volumi del dizionario italiano-tedesco Rigutini Bulle. Il dizionario gli serviva per tenere fede alla promessa che aveva fatto a se stesso di non pronunciare mai più una sola parola in tedesco. 27

La Combriccola della Mezza Luna. pae e di e nd r e. illustrato da Ottavia Rizzo

La Combriccola della Mezza Luna. pae e di e nd r e. illustrato da Ottavia Rizzo La Combriccola della Mezza Luna pae e di e nd r e illustrato da Ottavia Rizzo www.lacombriccoladellamezzaluna.it A quelli che sanno sognare, perché non debbano mai smettere. A quelli che non sanno sognare,

Dettagli

Racconti di me. Un regalo

Racconti di me. Un regalo 1 Racconti di me di Cetta De Luca Un regalo Io non regalo oggetti. Magari un sogno, un emozione qualcosa che rimanga nella vita di valore. A volte solo un ricordo, a volte me stessa. 2 Apparenza Tu che

Dettagli

stelle, perle e mistero

stelle, perle e mistero C A P I T O L O 01 In questo capitolo si parla di un piccolo paese sul mare. Elenca una serie di parole che hanno relazione con il mare. Elencate una serie di parole che hanno relazione con il mare. Poi,

Dettagli

Favola e disegni di Maria Maddalena Covassi

Favola e disegni di Maria Maddalena Covassi Favola e disegni di Maria Maddalena Covassi La grande quercia del bosco era molto vecchia. Nella corteccia del tronco e dei rami, i solchi lasciati dal tempo erano profondi. Non sapeva ancora quanto le

Dettagli

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ CAPITOLO XV L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO IL TERZO TENTATIVO SI SOLLEVÒ, SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ NELLA CAMERA. VEDENDO IL LETTO,

Dettagli

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione I poeti generalmente amano i gatti, perché i poeti non nutrono dubbi sulla loro superiorità. Marion C. Garrety che per prima leggi nel mio dolore e silenziosamente ti offri a lenirlo senza chiedere nulla

Dettagli

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI orecchio acerbo Premio Andersen 2005 Miglior libro 6/9 anni Super Premio Andersen Libro dell Anno 2005 Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI

Dettagli

Evangelici.net Kids Corner. Abramo

Evangelici.net Kids Corner. Abramo Evangelici.net Kids Corner Abramo Abramo lascia la sua casa! Questa storia biblica è stata preparata per te con tanto amore da un gruppo di sei volontari di Internet. Paolo mise le sue costruzioni nella

Dettagli

Canti per i funerali. Ciclostilato in proprio Parrocchia di Castiglione Torinese

Canti per i funerali. Ciclostilato in proprio Parrocchia di Castiglione Torinese Canti per i funerali Ciclostilato in proprio Parrocchia di Castiglione Torinese SYMBOLUM 77 (84) 1. Tu sei la mia vita, altro io non ho Tu sei la mia strada, la mia verità Nella tua parola io camminerò

Dettagli

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. COME AL SOLITO CI SIAMO MESSI IN CERCHIO ABBIAMO ASCOLTATO LA FIABA DEI Mille

Dettagli

Estate_. - Se fosse per te giocheremmo solo a pallamuso. - aggiunse Morbidoso, ridendo.

Estate_. - Se fosse per te giocheremmo solo a pallamuso. - aggiunse Morbidoso, ridendo. Estate_ Era una giornata soleggiata e piacevole. Né troppo calda, né troppo fresca, di quelle che ti fanno venire voglia di giocare e correre e stare tra gli alberi e nei prati. Bonton, Ricciolo e Morbidoso,

Dettagli

Giovani poeti crescono.

Giovani poeti crescono. Giovani poeti crescono. L amicizia Passa un aereo Passa un treno Ma cosa si portano sul loro sentiero? E un qualcosa di luminoso Sarà la notte che fugge via o forse solo la vita mia?. Ora ho capito che

Dettagli

Il principe Biancorso

Il principe Biancorso Il principe Biancorso C era una volta un re che aveva tre figlie. Un giorno, stando alla finestra con la maggiore a guardare nel cortile del castello, vide entrare di corsa un grosso orso che rugliava

Dettagli

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C era una volta un album di foto scolorite. Un vecchio album di nome Sansone. Sansone era stato acquistato nel 1973 in un mercatino di Parigi da una certa signora Loudville.

Dettagli

Creazione del cielo per Dalì di Barbara Idda

Creazione del cielo per Dalì di Barbara Idda Creazione del cielo per Dalì di Barbara Idda Chissà se, a Port Lligat, Dalì guarda ancora il mare, ora che il tempo ha nascosto il suo enigma, ora che né Gala né Ana Maria potranno mai più vedere il mare

Dettagli

LA GENIALE BOTTEGA DEL RICICLO

LA GENIALE BOTTEGA DEL RICICLO RIC REI RIU' E LA GENIALE BOTTEGA DEL RICICLO Tre strani e simpatici genietti, tra loro grandi amici, Ric Rei e Riù, se ne andavano in giro per il mondo per vedere se qualcuno poteva aver bisogno, appunto,

Dettagli

Le tentazioni di Gesù. e le nostre. Camminando verso la Pasqua. e le nostre. Prima settimana di Quaresima «anno A»

Le tentazioni di Gesù. e le nostre. Camminando verso la Pasqua. e le nostre. Prima settimana di Quaresima «anno A» Prima settimana Le tentazioni di Gesù e le nostre «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo» (Mt 4,1-11). 1. Osserviamo il disegno. Tenendo presente il brano del Vangelo

Dettagli

CAP I. Note. Parte prima KATE

CAP I. Note. Parte prima KATE 7 Parte prima KATE CAP I - Mi chiamo Kate Maxwell. Nell ufficio dell investigatore Antonio Esposito sono le nove e mezza di una fredda mattina d ottobre. La donna è venuta senza appuntamento. Ha circa

Dettagli

Neretta e Bertola suonarono

Neretta e Bertola suonarono Neretta e Bertola suonarono il campanello di via dei Mirtilli n 15, alle ore 17. Era il primo venerdì del mese e loro erano puntualissime, come sempre. Aprì loro una vecchina piccola, piccola che con un

Dettagli

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto 330 ELENA ARMILLEI musica e si univano miracolosamente. - - caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- - occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto - informare sullo stato di tua

Dettagli

RICOMINCIARE UNA NUOVA VITA IN AUSTRALIA? - UN SIMPATICO TEST -

RICOMINCIARE UNA NUOVA VITA IN AUSTRALIA? - UN SIMPATICO TEST - RICOMINCIARE UNA NUOVA VITA IN AUSTRALIA? - UN SIMPATICO TEST - INIZIO Ricominciare una nuova vita da zero mi spaventa peró so che tante persone ce la fanno, posso farcela anch io! preferirei continuare

Dettagli

Giulia Loscocco. Hao Zhaou

Giulia Loscocco. Hao Zhaou Giulia Loscocco dolce e morbida è piccina piccina e ha il cappello rosso. È sempre triste e certe volte felice. è fatta per essere abitata. La cosa che mi piace di più è il materasso della mia camera.

Dettagli

Sean e le na Storia per la Buona Notte Scarpe Luccicose

Sean e le na Storia per la Buona Notte Scarpe Luccicose Sean e le Una Storia per la Buona Notte Scarpe Luccicose da Drynites Sean e le Scarpe Luccicose Sean era così timido che quando arrivava il postino a consegnargli una lettera, era troppo timido per salutare.

Dettagli

La lunga strada per tornare a casa

La lunga strada per tornare a casa Saroo Brierley con Larry Buttrose La lunga strada per tornare a casa Traduzione di Anita Taroni Proprietà letteraria riservata Copyright Saroo Brierley 2013 2014 RCS Libri S.p.A., Milano Titolo originale

Dettagli

Il piccolo pezzo di argilla

Il piccolo pezzo di argilla di iana Engel Su in alto, nella vecchia torre, c era un laboratorio. Era un laboratorio di ceramica, pieno di barili di smalti colorati, col tornio del ceramista, i forni e, naturalmente, l argilla. ccanto

Dettagli

UN FIORE APPENA SBOCCIATO

UN FIORE APPENA SBOCCIATO UN FIORE APPENA SBOCCIATO "Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). uesto verso racchiude tutto

Dettagli

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

La storia di Gocciolina

La storia di Gocciolina La storia di Gocciolina Gocciolina viveva in un lago alpino, in una splendida valle verdeggiante. Guardava sempre il cielo e sognava di volare. Ah! Se avessi ali per volare, viaggerei per mari e per valli

Dettagli

FAVOLA LA STORIA DI ERRORE

FAVOLA LA STORIA DI ERRORE FAVOLA LA STORIA DI ERRORE C era una volta una bella famiglia che abitava in una bella città e viveva in una bella casa. Avevano tre figli, tutti belli, avevano belle auto e un bel giardino, ben curato,

Dettagli

SAMI MODIANO PER QUESTO HO VISSUTO

SAMI MODIANO PER QUESTO HO VISSUTO SAMI MODIANO PER QUESTO HO VISSUTO La mia vita ad Auschwitz-Birkenau e altri esili a cura di Marcello Pezzetti e Umberto Gentiloni Silveri Il volume è frutto della collaborazione della Provincia di Roma

Dettagli

Come imparare a disegnare

Come imparare a disegnare Utilizzare la stupidità come potenza creativa 1 Come imparare a disegnare Se ti stai domandando ciò che hai letto in copertina è vero, devo darti due notizie. Come sempre una buona e una cattiva. E possibile

Dettagli

La spiaggia di fiori

La spiaggia di fiori 37 La spiaggia di fiori U na nuova alba stava nascendo e qualcosa di nuovo anche in me. Remai per un po in direzione di quella luce all orizzonte, fino a che l oceano di acqua iniziò pian piano a ritirarsi

Dettagli

Elia aveva quattordici anni. Era alto, gli occhi azzurri ed era un tipo che si perdeva molto spesso nei suoi pensieri.

Elia aveva quattordici anni. Era alto, gli occhi azzurri ed era un tipo che si perdeva molto spesso nei suoi pensieri. Testi di Joanna Bellati, Anna Lucatello, Annachiara Moretti Illustazioni di Alice Dittura, Giorgia Rizzo Elia aveva quattordici anni. Era alto, gli occhi azzurri ed era un tipo che si perdeva molto spesso

Dettagli

Auguri mamma! Festa della mamma 2014

Auguri mamma! Festa della mamma 2014 Festa della mamma 2014 Quest anno dedichiamo alla mamma un intero libro. Si tratta de L abbraccio di David Grossman, splendido nell edizione Mondadori illustrata da Michal Rovner. Il nostro libro si presenterà

Dettagli

Bartolomea e il basilisco del Duomo C'era una volta, intorno al 1600, dentro le mura di Modena, una bambina di nome Bartolomea, a cui era morto il

Bartolomea e il basilisco del Duomo C'era una volta, intorno al 1600, dentro le mura di Modena, una bambina di nome Bartolomea, a cui era morto il Bartolomea e il basilisco del Duomo C'era una volta, intorno al 1600, dentro le mura di Modena, una bambina di nome Bartolomea, a cui era morto il padre. La bambina viveva con sua madre, Maria, in via

Dettagli

Intervista con Elsa Moccetti

Intervista con Elsa Moccetti Intervista con Elsa Moccetti [L intervista è condotta da Sonja Gilg di Creafactory SA. Intervengono altre due persone di cui un ospite: Antonietta Santschi] Dicevo, che è stata una mia scelta di venire

Dettagli

Vincenzo Rimola L AMORE NELL AMORE

Vincenzo Rimola L AMORE NELL AMORE L amore nell amore Vincenzo Rimola L AMORE NELL AMORE poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Vincenzo Rimola Tutti i diritti riservati L amore è: passione, possessione, ossessione, liberazione

Dettagli

Un dollaro e ottantasette centesimi.

Un dollaro e ottantasette centesimi. Un dollaro e ottantasette centesimi. ERA TUTTO. E sessanta centesimi erano in pennies. Pennies risparmiati uno o due alla volta, contendendoli al droghiere e al fruttivendolo e al macellaio, finché, di

Dettagli

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

Claudio Bencivenga IL PINGUINO

Claudio Bencivenga IL PINGUINO Claudio Bencivenga IL PINGUINO 1 by Claudio Bencivenga tutti i diritti riservati 2 a mia Madre che mi raccontò la storia del pignuino Nino a Barbara che mi aiuta sempre in tutto 3 4 1. IL PINGUINO C era

Dettagli

Esperienza condotta in classe 2^ nella scuola di via G. Piumati

Esperienza condotta in classe 2^ nella scuola di via G. Piumati Esperienza condotta in classe 2^ nella scuola di via G. Piumati *Dopo il primo incontro con la monaca buddista Doyu Freire, i bambini sono stati invitati a raccontare liberamente l esperienza, appena fatta,

Dettagli

Scritto da Simona Straforini Martedì 03 Marzo 2015 11:27 - Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Marzo 2015 15:29

Scritto da Simona Straforini Martedì 03 Marzo 2015 11:27 - Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Marzo 2015 15:29 Sono qui da 15 giorni e ho già avuto il primo grosso scombussolamento emotivo: un ondata di dubbi, paure, rabbia, senso di inadeguatezza, solitudine e chi più ne ha, più ne metta. Il tutto stimolato da

Dettagli

Maggio 2014 San Vito. Laboratorio di narrazione con mamme straniere e italiane

Maggio 2014 San Vito. Laboratorio di narrazione con mamme straniere e italiane Maggio 2014 San Vito Laboratorio di narrazione con mamme straniere e italiane PRIMO INCONTRO In cerchio. Presentazione dell attività e delle regole Presentazione (sedute in cerchio). Mi chiamo.la favola/fiaba

Dettagli

PROVA DI ITALIANO. Scuola Primaria. Classe Seconda. Rilevazione degli apprendimenti INVALSI. Anno Scolastico 2009 2010

PROVA DI ITALIANO. Scuola Primaria. Classe Seconda. Rilevazione degli apprendimenti INVALSI. Anno Scolastico 2009 2010 Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca INVALSI Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione PROVA ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda

Dettagli

SCUOLA DELL'INFANZIA REGINA MARGHERITA A.S. 2009 /2010 PROGETTO AMBIENTE INSEGNANTI SEZIONI A C

SCUOLA DELL'INFANZIA REGINA MARGHERITA A.S. 2009 /2010 PROGETTO AMBIENTE INSEGNANTI SEZIONI A C SCUOLA DELL'INFANZIA REGINA MARGHERITA A.S. 2009 /2010 PROGETTO AMBIENTE INSEGNANTI SEZIONI A C Il percorso didattico dedicato agli alberi è iniziato il 19 11 2010, all'interno del progetto Ambiente dedicato

Dettagli

IL COLORE ROSSO DELLE GINESTRE

IL COLORE ROSSO DELLE GINESTRE IL COLORE ROSSO DELLE GINESTRE Rappresentazione teatrale degli Alunni dell'ic di San Cipirello Esplorazione della Memoria Alle radici del Primo Maggio A.S. 2014 / 15 Narratore È il primo maggio. Un'anziana

Dettagli

Mafia, amore & polizia

Mafia, amore & polizia 20 Mafia, amore & polizia -Ah sì, ora ricordo... Lei è la signorina... -Francesca Affatato. -Sì... Sì... Francesca Affatato... Certo... Mi ricordo... Lei è italiana, non è vero? -No, mio padre è italiano.

Dettagli

PENSIERI IN ORDINE SPARSO. - Il diario di un seminarista - di Davide Corini

PENSIERI IN ORDINE SPARSO. - Il diario di un seminarista - di Davide Corini PENSIERI IN ORDINE SPARSO - Il diario di un seminarista - di Davide Corini Come al solito ho bisogno di qualche giorno, dopo un esperienza importante, per rimettere in ordine le cose e cercare di fare

Dettagli

La Sagrada Famiglia 2015

La Sagrada Famiglia 2015 La Sagrada Famiglia 2015 La forza che ti danno i figli è senza limite e per fortuna loro non sanno mai fino in fondo quanto sono gli artefici di tutto questo. Sono tiranni per il loro ruolo di bambini,

Dettagli

Paola, Diario dal Cameroon

Paola, Diario dal Cameroon Paola, Diario dal Cameroon Ciao, sono Paola, una ragazza di 21 anni che ha trascorso uno dei mesi più belli della sua vita in Camerun. Un mese di volontariato in un paese straniero può spaventare tanto,

Dettagli

LABORATORI DIDATTICI MULTIMEDIALI

LABORATORI DIDATTICI MULTIMEDIALI LABORATORI DIDATTICI MULTIMEDIALI In un mondo che ha perso quasi ogni contatto con la natura, di essa è rimasta solo la magia. Abituati come siamo alla vita di città, ormai veder spuntare un germoglio

Dettagli

Procedi lentamente ed evita movimenti improvvisi. Presta attenzione allo stretching

Procedi lentamente ed evita movimenti improvvisi. Presta attenzione allo stretching Consigli generali Procedi lentamente ed evita movimenti improvvisi. Presta attenzione allo stretching muscolare. Quando l hai eseguito quanto più comodamente possibile, rimani così per 5-10 secondi e poi

Dettagli

IL MIO CARO AMICO ROBERTO

IL MIO CARO AMICO ROBERTO IL MIO CARO AMICO ROBERTO Roberto è un mio caro amico, lo conosco da circa 16 anni, è un ragazzo sempre allegro, vive la vita alla giornata e anche ora che ha 25 anni il suo carattere non tende a cambiare,

Dettagli

La nostra scuola: ieri e oggi

La nostra scuola: ieri e oggi Istituto Comprensivo Arbe-Zara Scuola Fabbri V.le Zara 96 Milano Dirigente Dott.GabrieleMarognoli La nostra scuola: ieri e oggi Esperienza didattica di ricerca storica e scientifica svolta da tutte le

Dettagli

Vola, Aquila, vola. Favola africana. Raccontata da Christopher Gregorowski. Vola, Aquila, vola

Vola, Aquila, vola. Favola africana. Raccontata da Christopher Gregorowski. Vola, Aquila, vola Favola africana Raccontata da hristopher Gregorowski 15 Un giorno un contadino andò alla ricerca di un vitello che si era perso. La sera prima i pastori erano ritornati senza di esso. E durante la notte

Dettagli

Progetto Guggenheim: Arte segni e parole. I.C. Spinea 1 Scuola Vivaldi classe seconda a.s. 2012-2013 ins. N.Paterno S. Salici

Progetto Guggenheim: Arte segni e parole. I.C. Spinea 1 Scuola Vivaldi classe seconda a.s. 2012-2013 ins. N.Paterno S. Salici Progetto Guggenheim: Arte segni e parole I.C. Spinea 1 Scuola Vivaldi classe seconda a.s. 2012-2013 ins. N.Paterno S. Salici Composizione di segni Prove di scrittura Disegnare parole e frasi Coltivare

Dettagli

L ESAME PER LA PATENTE

L ESAME PER LA PATENTE L ESAME PER LA PATENTE Abdelkrim.: Ciao, Mario. Mario: Ciao, Abdelkrim. Dove vai? Abdelkrim: Sono stato a fare l esame per la patente. E tu? Mario: Vado a fare i documenti perché anch io devo fare la patente.

Dettagli

UN LIBRO CHE ANNUNCIA.. LA GIOIA DEL NATALE ... VANGELO NASCITA NATALE GESU GIOIA FESTA. Parole chiave. Novembre-dicembre

UN LIBRO CHE ANNUNCIA.. LA GIOIA DEL NATALE ... VANGELO NASCITA NATALE GESU GIOIA FESTA. Parole chiave. Novembre-dicembre UN LIBRO Novembre-dicembre CHE ANNUNCIA..... LA GIOIA DEL NATALE VANGELO NASCITA NATALE GESU GIOIA FESTA Parole chiave SEGNI E SIMBOLI DELLA FESTA DI NATALE nella borsina ci sono due scatole che contengono

Dettagli

GLI STRUMENTI DELLA GEOGRAFIA

GLI STRUMENTI DELLA GEOGRAFIA VOLUME 1 CAPITOLO 0 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE GLI STRUMENTI DELLA GEOGRAFIA 1. Parole per capire A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: Terra... territorio...

Dettagli

Amore in Paradiso. Capitolo I

Amore in Paradiso. Capitolo I 4 Amore in Paradiso Capitolo I Paradiso. Ufficio dei desideri. Tanti angeli vanno e vengono nella stanza. Arriva un fax. Lo ha mandato qualcuno dalla Terra, un uomo. Quando gli uomini vogliono qualcosa,

Dettagli

Dom. 11à DEL TEMPO ORDINARIO Anno B - n. 36 14 giugno 2015. R. Terra tutta, dà lode a Dio, canta il tuo Signor!

Dom. 11à DEL TEMPO ORDINARIO Anno B - n. 36 14 giugno 2015. R. Terra tutta, dà lode a Dio, canta il tuo Signor! Dom. 11à DEL TEMPO ORDINARIO Anno B - n. 36 14 giugno 2015 Canto d'inizio: 1 TERRA TUTTA DÀ LODE A DIO R. Terra tutta, dà lode a Dio, canta il tuo Signor! 1. Servite Dio nell allegrezza, 2. Sì, il Signore

Dettagli

Georges Simenon: Il grande Bob

Georges Simenon: Il grande Bob 1 Georges Simenon IL GRANDE BOB Traduzione di Elena Cantini Mondadori, 1962 2 Capitolo 1 3 4 Baeu Dimanche 5 Justin 6 7 Beau Dimanche a 8 Al Beau Dimanche 9 sete preoccupante proclamando che aveva una

Dettagli

Illustrazioni di Silvia Provantini. Rizzoli

Illustrazioni di Silvia Provantini. Rizzoli Illustrazioni di Silvia Provantini Rizzoli A Nonno Elio, che fece innamorare una fata Yoro, il solitario «C he la riunione straordinaria abbia inizio.» Antea, l antica Fata dell Acqua dolce, sbatté solennemente

Dettagli

COMPITI PER LE VACANZE ESTIVE (ITALIANO) classe 1^B

COMPITI PER LE VACANZE ESTIVE (ITALIANO) classe 1^B 08/06/2015 COMPITI PER LE VACANZE ESTIVE (ITALIANO) classe 1^B - Grammatica: svolgi tutti gli esercizi da p. 3 a p. 19 (tranne l es. 6 p. 19) + leggi p. 24-25 (ripasso del verbo) e svolgi gli es. da 1

Dettagli

DI MARIO LODI Analisi e rielaborazione del libro BANDIERA Realizzato dall insegnante Micheletti Angela e dagli alunni di 2 A e B LA FONTE anno

DI MARIO LODI Analisi e rielaborazione del libro BANDIERA Realizzato dall insegnante Micheletti Angela e dagli alunni di 2 A e B LA FONTE anno DI MARIO LODI Analisi e rielaborazione del libro BANDIERA Realizzato dall insegnante Micheletti Angela e dagli alunni di 2 A e B LA FONTE anno scolastico 2013/14 LA STORIA Questa storia comincia il primo

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI A.S.2013/14 COME SI CREA UN RICORDO NELLA NOSTRA MENTE?

SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI A.S.2013/14 COME SI CREA UN RICORDO NELLA NOSTRA MENTE? SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI A.S.2013/14 PROGETTO SCIENTIFICO di Marica Loppo Gruppo anni 5 LA MEMORIA è una GRANDE CASA in cui si depositano le informazioni recuperate con l aiuto dei sensi (LE FINESTRE)

Dettagli

Mario Albertini. Tutti gli scritti III. 1958-1961. a cura di Nicoletta Mosconi. Società editrice il Mulino

Mario Albertini. Tutti gli scritti III. 1958-1961. a cura di Nicoletta Mosconi. Società editrice il Mulino Mario Albertini Tutti gli scritti III. 1958-1961 a cura di Nicoletta Mosconi Società editrice il Mulino 914 Anno 1961 A Luigi Pellizzer Pavia, 22 settembre 1961 Caro Avvocato, io credo che la discussione

Dettagli

Come Lavorare in Rugbystories.it

Come Lavorare in Rugbystories.it Come Lavorare in Rugbystories.it Una guida per i nuovi arrivati IL PUNTO DI PARTENZA PER I NUOVI ARRIVATI E UN PUNTO DI RITORNO PER CHI NON RICORDA DA DOVE E ARRIVATO. 1 Come Lavorare in Rugbystories.it

Dettagli

Illustrazioni, ideazione grafica e impaginazione realizzate da MoaiStudio di Canovi Christian e Roggerone Maurizio www.moaistudio.

Illustrazioni, ideazione grafica e impaginazione realizzate da MoaiStudio di Canovi Christian e Roggerone Maurizio www.moaistudio. Illustrazioni, ideazione grafica e impaginazione realizzate da MoaiStudio di Canovi Christian e Roggerone Maurizio www.moaistudio.com Storia di Milena Lanzetta SE C È UN GIORNO DELLA SETTIMANA CHE FILIPPO

Dettagli

Test di Ingresso. Italiano classi prime

Test di Ingresso. Italiano classi prime Test di Ingresso Italiano classi prime 1. Inserisci nella frase il termine corretto: da, dà, da a. Ho fatto una lunga camminata casa al mare b. Non mi mai la mano c. il vestito a tua sorella 2. In quale

Dettagli

UN ALBO, ALCUNI INDIZI, TANTE INTERPRETAZIONI: ma un interpretazione può essere più corretta delle altre? di Roberta Casali (agosto 2015)

UN ALBO, ALCUNI INDIZI, TANTE INTERPRETAZIONI: ma un interpretazione può essere più corretta delle altre? di Roberta Casali (agosto 2015) UN ALBO, ALCUNI INDIZI, TANTE INTERPRETAZIONI: ma un interpretazione può essere più corretta delle altre? di Roberta Casali (agosto 2015) Da circa otto mesi sto svolgendo un percorso di letture ad alta

Dettagli

Lasciatevi incantare

Lasciatevi incantare Lasciatevi incantare Rita Pecorari LASCIATEVI INCANTARE favole www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Rita Pecorari Tutti i diritti riservati Tanto tempo fa, io ero ancora una bambina, c era una persona

Dettagli

LA NATURA E LA SCIENZA

LA NATURA E LA SCIENZA LA NATURA E LA SCIENZA La NATURA è tutto quello che sta intorno a noi: le persone, gli animali, le piante, le montagne, il cielo, le stelle. e tante altre cose non costruite dall uomo. Lo studio di tutte

Dettagli

Le idee, i ricordi dei ragazzi sul paesaggio e le loro categorizzazioni

Le idee, i ricordi dei ragazzi sul paesaggio e le loro categorizzazioni Le idee, i ricordi dei ragazzi sul paesaggio e le loro categorizzazioni Le risposte dei ragazzi, alcune delle quali riportate sotto, hanno messo in evidenza la grande diversità individuale nel concetto

Dettagli

Questa storia parla di tre esploratori del popolo Taooiy, mandati avanti per trovare un posto adatto in cui vivere. All inizio del nostro viaggio noi

Questa storia parla di tre esploratori del popolo Taooiy, mandati avanti per trovare un posto adatto in cui vivere. All inizio del nostro viaggio noi Il popolo Taooiy Questa storia parla di tre esploratori del popolo Taooiy, mandati avanti per trovare un posto adatto in cui vivere. All inizio del nostro viaggio noi esploratori abbiamo perlustrato la

Dettagli

Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama!

Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama! Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama! Si vede subito quando una donna ama. E più disponibile ad accettare uno come me. L amore vero, di

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

LIBO' L'ITALIANO ALLA RADIO

LIBO' L'ITALIANO ALLA RADIO LIBO' L'ITALIANO ALLA RADIO ESERCIZI PUNTATA N 12 AL NEGOZIO A cura di Marta Alaimo Voli Società Cooperativa 2011 1 AL NEGOZIO DIALOGO PRINCIPALE A- Buongiorno. B- Buongiorno. A- Posso aiutarla? B- Ma,

Dettagli

NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3

NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3 Zeta 1 1 2 NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3 2010 by Bonfirraro Editore Viale Ritrovato, 5-94012 Barrafranca - Enna Tel. 0934.464646-0934.519716

Dettagli

Test di ascolto Numero delle prove 3

Test di ascolto Numero delle prove 3 Test di ascolto Numero delle prove 3 Ascolto Prova n. 1 Ascolta il testo. Completa il testo e scrivi le parole che mancano. Alla fine del test di ascolto, DEVI SCRIVERE LE RISPOSTE NEL FOGLIO DELLE RISPOSTE.

Dettagli

In questo articolo non ci sono veri e propri errori di battitura, eppure, come dimostrano le

In questo articolo non ci sono veri e propri errori di battitura, eppure, come dimostrano le In queste pagine ci sono alcuni miei lavori di correzione e revisione bozze. Non si tratta di una raccolta di refusi, perché sistemare gli errori di battitura e la grammatica non è altro che il lavoro

Dettagli

NELLA FORMA ATTIVA IL SOGGETTO COMPIE L AZIONE ESPRESSA DAL VERBO. Angela intervista Laura

NELLA FORMA ATTIVA IL SOGGETTO COMPIE L AZIONE ESPRESSA DAL VERBO. Angela intervista Laura NELLA FORMA ATTIVA IL SOGGETTO COMPIE L AZIONE ESPRESSA DAL VERBO Angela intervista Laura chi compie l azione azione compiuta oggetto su cui passa l azione NELLA FORMA PASSIVA, INVECE, IL SOGGETTO SUBISCE

Dettagli

Australia. Il sogno infranto di un giovane emigrante italiano

Australia. Il sogno infranto di un giovane emigrante italiano Australia Il sogno infranto di un giovane emigrante italiano Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o luoghi e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Antonino Santamaria

Dettagli

La mia Storia. nome. cognome. Istituto Comprensivo di Scuola Primaria di Classe II sez. By Maestra Luciana. Spazio riservato alla foto del bambino

La mia Storia. nome. cognome. Istituto Comprensivo di Scuola Primaria di Classe II sez. By Maestra Luciana. Spazio riservato alla foto del bambino La mia Storia nome Spazio riservato alla foto del bambino cognome Istituto Comprensivo di Scuola Primaria di Classe II sez. Questa è la copia del mio documento d identità: ( Spazio riservato alla copia

Dettagli

CARMEN TOTARO Le piene di grazia

CARMEN TOTARO Le piene di grazia CARMEN TOTARO Le piene di grazia Rizzoli Proprietà letteraria riservata 2015 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-07491-9 Prima edizione: marzo 2015 Impaginazione: studio pym / Milano Le piene di grazia

Dettagli

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro ***

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** Dormi. Lo ricordavo bene il tuo sonno: fragile e immobile di notte, inquieto e sfuggente al mattino. Ho messo su il disco

Dettagli

NONA LEZIONE L AUTOSTOP

NONA LEZIONE L AUTOSTOP NONA LEZIONE L AUTOSTOP NONA LEZIONE 96 L autostop Scendi pure tu dalla macchina? Devo spingere anch io? Sì, se vuoi. Ma scusa, quanto è distante il distributore di benzina? Non lo so qualche chilometro.

Dettagli

*** SASHA per SEMPRE ***

*** SASHA per SEMPRE *** *** SASHA per SEMPRE *** Siamo una coppia di portoghesi che abita in Italia da più di 10 anni. Abbiamo un figlio piccolo e nel 2010 abbiamo deciso di avventurarci in un progetto di solidarietà e di Amore:

Dettagli

un tubicino che gli entrava nell'ombelico.

un tubicino che gli entrava nell'ombelico. Un altro Miracolo Quel bimbo non aveva un nome né sapeva se era un maschietto o una femminuccia. Inoltre non riusciva a vedere, non poteva parlare, non poteva camminare né giocare. Riusciva a muoversi

Dettagli

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19 01 - Voglio Di Piu' Era li', era li', era li' e piangeva ma che cazzo hai non c'e' piu',non c'e' piu',non c'e' piu' e' andato se ne e' andato via da qui Non c'e' niente che io possa fare puoi pensarmi,

Dettagli

Nella palestra la parete attrezzata fu presto pronta e Simone si appassionò tantissimo.

Nella palestra la parete attrezzata fu presto pronta e Simone si appassionò tantissimo. Nella palestra la parete attrezzata fu presto pronta e Simone si appassionò tantissimo. Gli sembrava di scalare il mondo e di salire in alto nel cielo, oltre le nuvole, per vedere la terra dallo spazio.

Dettagli

Ti racconto attraverso i colori

Ti racconto attraverso i colori Ti racconto attraverso i colori Report del viaggio a Valcea Ocnele Mari Copacelu INVERNO 2013 "Reale beatitudine Libero vuol dire vivere desiderando casa protetta Libertà è tenere persone accanto libere

Dettagli

DAL MEDICO UNITÁ 9. pagina 94

DAL MEDICO UNITÁ 9. pagina 94 DAL MEDICO A: Buongiorno, dottore. B: Buongiorno. A: Sono il signor El Assani. Lei è il dottor Cannavale? B: Si, piacere. Sono il dottor Cannavale. A: Dottore, da qualche giorno non mi sento bene. B: Che

Dettagli

MORENDO. Camminando con triste fatica su terra bruna, dormendo svegli su letti di legno, è come quando morendo si sta. (Giacomo C.

MORENDO. Camminando con triste fatica su terra bruna, dormendo svegli su letti di legno, è come quando morendo si sta. (Giacomo C. Scuola primaria E. Fermi di Bogliasco anno scolastico 2014/2015 1 MORENDO Camminando con triste fatica su terra bruna, dormendo svegli su letti di legno, è come quando morendo si sta. (Giacomo C.) 2 IL

Dettagli

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica:

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica: Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma. Da qualche mese Libero accende il computer tutti i giorni e controlla le e-mail. Minni è una ragazza di 28 anni. Vive a Bangkok.

Dettagli

Scopri il piano di Dio: Pace e vita

Scopri il piano di Dio: Pace e vita Scopri il piano di : Pace e vita E intenzione di avere per noi una vita felice qui e adesso. Perché la maggior parte delle persone non conosce questa vita vera? ama la gente e ama te! Vuole che tu sperimenti

Dettagli

Progetto a cura di Annalisa Bonomi. Emiliano Aiardi e Marco Raffaelli illustrazioni e grafica.

Progetto a cura di Annalisa Bonomi. Emiliano Aiardi e Marco Raffaelli illustrazioni e grafica. Comune di Brentonico Provincia autonoma di Trento Progetto a cura di Annalisa Bonomi. Emiliano Aiardi e Marco Raffaelli illustrazioni e grafica. Collaborazione Istituto comprensivo Scuola primaria Brentonico

Dettagli

Feaci edizioni Martino Baldi - Il giorno che ho ucciso mio padre. Feaci edizioni. Martino Baldi

Feaci edizioni Martino Baldi - Il giorno che ho ucciso mio padre. Feaci edizioni. Martino Baldi Feaci edizioni Martino Baldi Il giorno che ucciso mio padre da Capitoli della commedia Capitoli della commedia è pubblicato da Atelier indirizzo email: redazione@atelierpoesia.it C.so Roma, 168 28021 Borgomanero

Dettagli

Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR

Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR PERSONE DA AIUTARE Ci sono persone che piangono dal dolore, li potremmo aiutare, donando pace e amore. Immagina

Dettagli

GESU E UN DONO PER TUTTI

GESU E UN DONO PER TUTTI GESU E UN DONO PER TUTTI OGGI VIENE ANCHE DA TE LA CREAZIONE IN PRINCIPIO TUTTO ERA VUOTO E BUIO NON VI ERANO NE UOMINI NE ALBERI NE ANIMALI E NEMMENO CASE VI ERA SOLTANTO DIO NON SI VEDEVA NIENTE PERCHE

Dettagli