DIBATTITI GIORNALITICI SULLA LEGGE TRUFFA

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1 1 DIBATTITI GIORNALITICI SULLA LEGGE TRUFFA A cavallo dell estate del 1952 e della fine di giugno dell anno 1953 i giornali italiani si occupano intensamente della questione politica relativa alla promulgazione della cosiddetta legge truffa, una sterzata in senso maggioritario della vigente legge elettorale proporzionale. Questa modifica è mirata creare un centro democratico forte, formato dall unione della DC e dei partiti laici di centro, che non possa così essere messo in scacco dalle opposizioni. Nelle ultime consultazioni amministrative degli anni 1951 e 1952 i partiti laici di centro ( PSDI, PRI e PLI ) hanno subito una netta emorragia di voti. La DC stessa ha registrato una decisa battuta d arresto: rispetto alle precedenti votazioni ha lasciato alle opposizioni, soprattutto alla destra missina e monarchica al Sud, circa un milione di voti. In poche parole il quadrilatero centrista sta attraversando una notevole processo di declino 1. Il timore di De Gasperi è proprio la possibile alleanza delle ali estreme che neutralizzi ogni azione governativa 2. Se le destre dovessero avanzare ancora nelle prossime consultazioni nazionali la situazione diventerebbe insostenibile 3. Per sbrogliare la situazione il leader democristiano incarica il ministro dell interno Mario Scelba, sostituito all interno da Giuseppe Spataro, di redigere il testo della legge che verrà completata nell ottobre del Il punto più critico riguarda l entità del premio di maggioranza che alla fine sarà stabilito nel 65% dei seggi nel Parlamento per la lista o la coalizione che otterrà il 50,01% di voti. Sostanzialmente viene introdotto un premio di maggioranza alla esistente legge elettorale grazie al quale chi riuscirà ad ottenere la maggioranza relativa nelle consultazioni elettorali potrà disporre del 65% di seggi in Parlamento. Il 1

2 2 premio è finalizzato a creare i presupposti di un governo di centro stabile e forte, oltre a contenere la spinta del mondo cattolico per un apertura a destra, plasmando una sorta di blocco anticomunista nel quale non vi siano pregiudiziali fasciste. La vera svolta riguarda il fatto che un premio di tale entità concederebbe la facoltà al vincitore di poter persino modificare gli articoli della Costituzione senza nemmeno consultare l opposizione 4. Proprio per questo motivo le opposizioni, soprattutto di sinistra, insceneranno una vera e propria guerra nei confronti della legge truffa. Togliatti la considera come uno dei primi tasselli della DC per colpire quella costituzione che anche le sinistre hanno firmato. Per lui questa nuova legge non avrà nulla da spartire con democrazia e liberismo 5. Per la sinistra in questo particolare momento storico il problema principale rimane la politica della DC, ritenuta autoritaria e volta alla conquista del potere senza tener conto degli altri partiti sia di maggioranza che di opposizione 6. Tanto i giornali di carattere nazionale come il Corriere della Sera che quelli provinciali alla stregua dell Eco di Bergamo dedicano centinaia di articoli di cronaca e di commento alla questione elettorale in particolare nelle loro prime pagine. Naturalmente, vista la differente tiratura ed il diverso bacino di lettori, i due quotidiani presentano delle sostanziali divergenze sia per quanto riguarda le tematiche trattate sia per il modo in cui gli articoli vengono scritti. Al resoconto dei fatti di cronaca parlamentare del giorno si aggiungono articoli di fondo firmati in entrambi i casi da illustri giornalisti, mentre più raramente, nelle pagine centrali del 2

3 3 Corriere della Sera, ci sono approfondimenti di carattere regionale sul voto imminente. Nei dodici mesi il quotidiano di Milano dedica 72 articoli di fondo e 143 articoli di cronaca, mentre il giornale bergamasco 45 articoli di fondo e 253 articoli di cronaca. Naturalmente il quotidiano di via Solferino vanta firme illustri come Mario Ferrara, Cesare Merzagora, Panfilo Gentile, Silvio Negro, Giovanni Spadolini ed Augusto Guerriero, ma anche sul giornale di Andrea Spada scrivono famosi giornalisti e politici come Luigi Sturzo, Antonio Cavalli, Sandro Zambetti, Raimondo Manzini, Igino Giordani, Riccardo Forte, Bortolo Galletto e Raimondo Spiazzi. Sostanzialmente entrambe i quotidiani prendono le parti del governo durante tutta la discussione e auspicano una vittoria del centro democratico, tuttavia è facile trovare delle sostanziali differenze nel modo in cui i due giornali illustrano ai lettori la realtà dei fatti. Entrambi comunque partono dal presupposto che non vi sia altra soluzione che quella di proseguire con il governo di centro 7. Il Corriere spiega ai lettori che in chiave politica non sia possibile avere un alternativa né a sinistra, perché i progetti di Nenni e Togliatti farebbero cadere la democrazia, né a destra perché i monarchici non riuscirebbero a colmare il vuoto che si verrebbe a creare con la dipartita di liberali, socialdemocratici e repubblicani dal governo 8. Per questo motivo è necessario votare uno dei quattro partiti del centro democratico, in modo tale da permettere al paese di proseguire il cammino di modernizzazione e stabilizzazione democratica intrapreso dopo la guerra. La legge non è altro che il mezzo con il quale garantire al paese questa continuità democratica 9. La realtà è che il pericolo comunista in Italia non è 3

4 4 del tutto sventato, il paese presenta ancora numerose sacche rosse e si trova in una posizione di mezzo tra paesi della NATO e del Patto di Varsavia, oltre che al confine con la Jugoslavia di Tito con la quale tra l altro non è ancora stato chiuso l accordo per Trieste 10. Persino elettoralmente parlando il PCI è in continua ascesa. Nelle elezioni amministrative del 1952 ha esteso la sua influenza in tutta l Italia, anche nel Mezzogiorno, oltre a mantenere saldamente il monopolio sindacale con la CGIL 11. Il quotidiano milanese teme che la gente non si renda conto di quanto la situazione sia delicata e pensi che dopo il voto del 1948 la democrazia non sia più in pericolo. In particolar modo perché gli italiani non ritengono più strettamente necessario supportare la Democrazia Cristiana o i suoi alleati di governo. Il voto al partito di De Gasperi non è più il cosiddetto voto utile come lo era stato nelle precedenti elezioni 12. Nelle prossime consultazioni anche una vittoria mutilata del centro non potrebbe ad altro che a gravi problemi. Avendo Camera e Senato due legge elettorali diverse sarebbe possibile che il centro ottenesse la maggioranza solo in una delle due Camere, situazione che impedirebbe un veloce e corretto svolgimento della vita politica. Solamente sui problemi politici principali si raggiungerebbero accordi in tempi rapidi, negli altri casi il contrasto delle due Camere bloccherebbe sempre il Governo e pure un esperto politico come De Gasperi si troverebbe in grande difficoltà in tale situazione 13. 4

5 5 L Eco di Bergamo boccia a sua volta l alternativa di destra, quella di sinistra non viene nemmeno presa in considerazione perché naturalmente il comunismo è il peggiore nemico della Chiesa che controlla il quotidiano bergamasco. Votare la destra significherebbe rubare voti al centro e fare il gioco dei comunisti i quali non aspettano altro che qualcuno indebolisca la DC, il loro vero nemico, l unico partito che per ora gli impedisce di prendere il potere 14. In Italia, per il quotidiano bergamasco, la lotta è ancora tra libertà e comunismo, fino a quando qualcuno che potrebbe essere Nenni non decida di tagliare il cordone ombelicale che lo lega al PCI, trasformando il PSI in un partito democratico 15. Anche l Eco di Bergamo si preoccupa per il disincantamento che la gente manifesta nei confronti del pericolo comunista, proprio ora che Togliatti vuole racimolare i voti di tutti gli scontenti che si andranno a staccare dai partiti minori per formare l Alleanza Democratica Nazionale. La situazione non è migliore di quella del La campagna di sensibilizzazione nei confronti del problema da parte del giornale di Andrea Spada è decisamente martellante e più ci si avvicina alle elezioni più escono articoli nei quali si pone il lettore davanti ad un bivio: o democrazia o dittatura. Un eventuale sconfitta elettorale porterà ad una dittatura e quindi ad un nuovo scontro armato 17, proprio tutto ciò che un popolo il quale ha recentemente affrontato una guerra di cinque anni non auspica. Rispetto ai colleghi milanesi i giornalisti che scrivono sul quotidiano bergamasco prestano maggiore attenzione al pericolo di un emorragia di voti a destra. Spesso nel giornale aleggia un sentimento di timore per il rapporto che si è instaurato tra missini e monarchici da una parte e social-comunisti dall altra. Andrea Spada 5

6 6 teme che la DC possa perdere così tanto terreno nelle prossime consultazioni da diventare un partito minore, lasciano al PCI lo scettro di partito più votato. Il risultato non potrebbero che portare a governi sempre bisognosi di voti di destra o sinistra, quindi assai sterili nel campo delle riforme. La polemica investe in particolar modo quei monarchici che potrebbero rompere il blocco dei cattolici 18. Il centro democratico deve però rispettare una condizione necessaria per vincere le elezioni: DC, PRI, PSDI e PLI si dovranno presentare uniti alla votazione 19. Non è un problema da poco visto che quasi tutti i partiti laici di centro hanno delle riserve, temono di essere risucchiati dalla DC alla quale andrebbe la maggioranza assoluta di seggi,rendendoli gli anelli deboli dell alleanza 20. In quest ottica va letto il rifiuto netto dei partiti minori verso il sistema uninominale, invero scartato a priori da De Gasperi per lo stesso motivo 21, ma patrocinato da Sturzo sia in un articolo uscito sul quotidiano La Stampa sia in un articolo uscito su l Eco di Bergamo. Sturzo si pronuncia a favore di un sistema uninominale a maggioranza assoluta, mentre ritiene errato creare un sistema che alteri il responso elettorale con un premio di maggioranza. Il suo timore è che si stia cercando una legge ad hoc per questa situazione invece di trovarne una che possa essere definitiva. L ex leader del PPI con le sue parole vuole difendere le istituzioni che potrebbero subire una netta degenerazione se ad ogni consultazione elettorale venisse stilata una nuova legge 22. Il politico di Caltagirone in alternativa propone tre correzioni alla proporzionale: 1) diminuire il numero delle circoscrizioni 2) diminuire le preferenze 3)formare una lista nazionale per l utilizzo dei resti. La circoscrizione allargata attenua il rapporto tra 6

7 7 elettori ed eletti, aprendo le porte della vita parlamentare a persone inadatte. L attuale sistema crea eccessivo parassitismo. Sturzo ha in mente di ridurre ad uno i voti di preferenza per ogni collegio formando una sorta di collegio uninominale personale che dia maggiori meriti a chi vale. Con queste modifiche, conclude Sturzo, i partiti di centro, messi da parte gli egoismi e trovato tra loro un accordo, potranno vincere le elezioni 23. Non in termini così estremi, ma anche il giornalista Mario Ferrara del Corriere della Sera teme che la DC voglia mutare la legge per ottenere la maggioranza, ignorando che il potere provenga dal consenso popolare 24. La necessità di un accordo tra DC e partiti laici è un punto fisso di entrambi i giornali, mentre il discorso relativo al rapporto tra partiti minori e Democrazia cristiana è decisamente più approfondito nel quotidiano milanese. Proprio il foglio di via Solferino in un primo momento ammonisce il PLI che sembra intenzionato a passare all opposizione perché si sente soffocato e pensa gli possa essere precluso un migliore responso elettorale. Comportamento decisamente discutibile in un momento in cui le destre stanno ottenendo sempre maggiori consensi. Senza il PLI al governo si rischierebbe di avere una maggioranza sempre bisognosa dell appoggio di parte della minoranza per governare 25. Anche l Eco riprende i liberali, ma pure i socialdemocratici che si dimostrano contrari rispetto alla nuova legge. E necessario mettere da parte egoismi e preconcetti e cooperare in vista del bene del paese come la DC sta facendo da tempo 26. La tattica dei partiti di centro deve essere quella di stabilizzare la piattaforma unitaria per indebolire le ali estreme 27. 7

8 8 L unione dei quattro partiti alle elezioni deve preludere ad una futura cooperazione governativa. Tutti i problemi relativi all accordo a quattro non possono che creare malessere nell opinione pubblica la quale vuole vedere tutte le forze democratiche coese e pronte a rispondere colpo su colpo alle opposizioni 28. Questo messaggio filtra sia dalle pagine dell uno che dell altro quotidiano. Entrambi i giornali esprimono il timore che i tentennamenti pre-accordo elettorale possano creare quel sentimento di malessere nell opinione pubblica, che è l obiettivo principale di Togliatti per rovesciare le dinamiche della politica italiana. Il Corriere si interessa molto di più del giornale di Andrea Spada dell evolversi della situazione che porterà all accordo a quattro. L Eco di Bergamo è invece più vago sulla questione, predilige tessere le lodi della DC e rappresentare il partito di De Gasperi come l ancora di salvezza per l Italia. In molti articoli del Corriere invece, parlando dei partiti minori, emerge quanto PSDI, PLI e PRI siano elementi imprescindibili per la politica italiana, sia per le ideali risorgimentali che rappresentano ( il PSDI la giustizia sociale, mentre PLI e PRI la lotta risorgimentale ) sia perché essi sono gli unici argini ad un governo monocolore democristiano e quindi al dominio incontrastato della DC nella vita politica. Questa è la vera differenza tra i due giornali: l Eco di Bergamo vede le vicende, non solo politiche, da un punto di vista strettamente cattolico e ragiona nella prospettiva di garantire ai cattolici la libertà di professare la loro fede, mentre il Corriere di Missiroli è un giornale laico che si interessa dello Stato e di tutti i cittadini, siano essi cattolici o meno. 8

9 9 Non si sognerebbe mai Missiroli di fare uscire sul suo giornale in prima pagina una lettere aperta di un arcivescovo, nella quale si esortano i cattolici a combattere l astensionismo e non tradire la propria coscienza votando per un ideologia contraria alla dottrina della Chiesa ed alla religione rivelata 29, come invece succede dieci giorni prima delle elezioni sull Eco di Spada. Non è nemmeno l unico caso in cui l Eco esorta a dare il proprio voto alla DC: sia Igino Giordani, sostenendo come in questa situazione sia necessario che i cattolici si dimostrino uniti per difendere la Chiesa dagli attacchi di laicismo e comunismo 30, sia Raimondo Spiazzi, affermando che non si possano votare politici che vogliano infangare il nome della Patria e della Religione proprio in un momento in cui l Italia è investita da un massiccio attacco anticristiano 31, indicano nel partito di De Gasperi l unica ancora di salvezza per lo Stato italiano. Soltanto in un occasione, in un articolo di fondo del 6 giugno, Andrea Spada elogia anche i partiti alleati della DC, sottolineandone il grande lavoro svolto durante questi anni 32. Del resto il giornale bergamasco è di ispirazione cristiana, ma rimane un giornale popolare al servizio di un opinione pubblica provinciale, sostanzialmente formatasi nelle classi sociali basse. Lo stesso Andrea Spada, direttore per ben cinquantun anni, dal 30 maggio 1938 al 28 ottobre 1989, vuole che il giornale parli prima della città e poi del resto. Il suo quotidiano deve essere sincero e prudente, in poche parole un giornale di famiglia che entri quotidianamente nelle case dei bergamaschi. Con la comunità deve per forza di cose instaurare un dialogo, non perdendo mai il contatto con la realtà locale. L impronta di Spada, maestro nel narrare la realtà quotidiana, si 9

10 10 nota molto in questo senso. Il tutto mantenendo l Eco un giornale popolare e non populista ( lo stesso direttore non ha mai accettato che il giornale potesse abbassare la soglia del linguaggio per andare incontro al popolo ), ma soprattutto rendendolo un giornale provinciale, cattolico ed allo stesso tempo libero. L obiettivo è quello di creare un giornale d avanguardia per il cattolicesimo sociale radicato a Bergamo, assicurando al contempo una parvenza di laicità e soprattutto fedeltà alla Chiesa. Pertanto nel quotidiano viene esercitata l indipendenza spirituale tipica del giornalismo cattolico libero. L attenzione all uomo, l orientamento morale ed il rispetto sono alla base dell Eco, un giornale con un occhio fisso sul popolo nella sua accezione antropologica e morale, un giornale che si pone anche il compito di educare i suoi lettori. Il quotidiano che predilige Spada è un quotidiano magro con poche parti essenziali e tutto il resto a fare esclusivamente da contorno 33. Il Corriere della Sera invece è stato diretto fino al 15 settembre 1952 da Guglielmo Emanuel, artefice della trasformazione del giornale in un quotidiano di qualità che ricerchi la serietà senza servire interessi particolari, paladino del bene nazionale. Il giornalista napoletano è un sincero antifascista, un liberale di vecchio stampo a tal punto da coltivare l illusione che la società possa essere ricondotta a ciò che era stata nell età aurea del liberalismo. Il futuro direttore di Il Giornale nell indirizzo politico si riallaccia al periodo albertiniano eliminando del tutto la linea progressista impostata dal predecessore Mario Borsa. La sua maggiore preoccupazione non è quell unione di nostalgici che stanno risorgendo dalle ceneri del fascismo ( Emanuel era un sincero antifascista, nel ventennio fu allontanato da Albertini ), ma più che 10

11 11 altro l emorragia di voti a sinistra. La soluzione che propone prevede il PLI alleato della DC. Lui stesso era un esponente della corrente liberale ed un conservatore. Con Emanuel il vero interlocutore del giornale milanese non è più il CLN, ma la Confindustria. Dal 15 settembre 1952 viene eletto a ruolo di direttore Mario Missiroli, giornalista che in passato fu fedele al Fascismo e quindi critico, alla fine dell esperienza fascista, nei confronti delle istituzioni parlamentari, ma comunque un punto di riferimento per la cultura italiana. Missiroli arriva alla direzione del quotidiano di via Solferino già con un nome famoso, una grande personalità essendo stato in precedenza direttore del Messaggero. E la seconda esperienza di Missiroli a Milano, poichè dal 1918 al 1921 era stato direttore de Il Secolo assegnando al giornale un impronta raffinata culturalmente, ma allo stesso tempo grande incisività nell attualità. E un uomo fortemente conformista, fedele alla famiglia Crespi ed al mondo dell industria in generale, ansioso di rendere il suo giornale un foglio rispettabile ed ortodosso. Nonostante la sua amicizia con Nenni politicamente è centrista, ma non disdegnerebbe uno spostamento a destra dello scacchiere politico, non in questa particolare situazione. La gente si aspetta da lui maggiori cambiamenti nel giornale, ma non un inversione drastica di rotta. In realtà Missiroli conferma praticamente tutti i precedenti collaboratori senza portarsi suoi uomini di fiducia; Mottola continua ad essere la figura dominante del giornale e la linea rimane a grandi linee quella di Emanuel: un occhio al governo, l altro all Assolombarda ed ai notabili della città. La figura di Mottola in un primo tempo si rivela decisamente ingombrante per Missiroli, anche perché rappresenta l occhio della proprietà nel giornale ed il neo 11

12 12 direttore non gli perdona l immenso potere occulto di cui dispone. In realtà tra i due non si giunse mai ad uno scontro aperto. Subito dopo essere diventato il direttore della più importante testata italiana Missiroli si trova a dover fronteggiare un grande problema: Mario Ferrara lascia il quotidiano di via Solferino, era un uomo di Emanuel, per cui l unico giornalista di politica interna che rimane è Cesare Merzagora del quale però Missiroli si fida poco per via della sua imprevedibilità. E necessario assumere nuovi collaboratori che rispondano alle esigenze del direttore. L empasse verrà risolto con l assunzione di Mario Ferrara, antifascista, politologo e studioso, e di Giovanni Spadolini. La politica interna da questo momento sarà riservata a loto tre soltanto, anche perché Merzagora verrà eletto presidente del Senato e quindi sarà costretto a rinunciare alla sua mansione giornalistica. Soltanto con Alcide De Gasperi il nuovo direttore del Corriere aveva un rapporto personale, mentre cercava di rimanere distaccato dal resto del modo politico. Il precetto di giornalista bolognese era nel nostro mestiere bisogna essere presbiti. Dobbiamo vedere prima quello che gli altri vedono molto dopo 35. Non tutta l Italia è contenta della nomina di Missiroli a direttore del Corriere, in particolar modo la Confindustria che mal vede Missirioli per la sua amicizia con Nenni e per il suo manifesto auspicio di nazionalizzare l industria elettrica. Missiroli e Mottola sono dei campioni di cautela tanto da trasformare il Corriere in un giornale pantofolaio, ma molto venduto anche tra i ceti che politicamente presentano delle divergenze con la linea editoriale. Emanuel e Missiroli appoggiano il governo, anzi il Corriere diviene il portavoce governativo. Questo sentimento di 12

13 13 grande attaccamento deriva dalla consapevolezza che in pochi anni i partiti di governo siano stati in grado di trasformare un paese distrutto dalla guerra in un paese con un roseo futuro, quando tutti sostenevano che sarebbe stato necessario un lasso di tempo molto più ampio. La campagna del Corriere è dunque a favore del centro degasperiano, il solo schieramento politico che in una così difficile situazione possa garantire lunga vita allo Stato Democratico e libero. Durante la discussione della legge il Corriere non si riallaccia mai ai valori della liberazione e dell antifascismo 35. Missiroli ed i suoi collaboratori esortano i lettori a votare o la DC o comunque uno dei partiti del centro democratico. Per esempio i conservatori, gli uomini d onore, i patrioti ed i monarchici che si ispirano al modello di Cavour devono votare il PLI perché non hanno niente in comune con la destra riottosa, PNM ed MSI, che non rappresenta altro che un indebolimento delle istituzioni. Oltretutto, votando PLI, il loro voto avrà maggiore efficienza e non andrà perduto 36. Al contrario sul quotidiano di Andrea Spada l attenzione data agli alleati del partito di De Gasperi è infinitamente inferiore rispetto all attenzione prestata alla DC, a tal punto che il 7 giugno, primo giorno utile per votare, l articolo di fondo di Andrea Spada invita i bergamaschi a dare il loro assenso al partito di De Gasperi perché solo in questo modo si potrà fermare l inesorabile avanzata del comunismo e non rischiare di finire in carcere per aver professato la propria fede 37. La differente attenzione rivolta dai due quotidiani ai partiti minori è facilmente quantificabile anche numericamente visto che il Corriere dedica loro ben dodici 13

14 14 articoli di fondo contro l unico articolo dell Eco nel quale i partiti minori sono invitati a raccogliere l apertura di De Gasperi per unirsi e formare una concentrazione di partiti democratici 38. Spesso PLI e PSDI vengono ripresi dal Corriere perché non vogliono partecipare immediatamente alla concentrazione democratica. Si comportano in tal modo per ottenere maggiori consensi elettorali, ma dovrebbero considerare altri aspetti tra cui la possibilità di consegnare molti voti all opposizione nel caso in cui impregnassero la loro campagna elettorale di attacchi alla DC, ma soprattutto dovrebbero considerare che il loro risicato consenso (4% in caso di buoni risultati) non influenzerebbe più di tanto la politica di De Gasperi, propenso invece a presentarsi con il quadripartito già prima delle elezioni. Proprio in quest ottica vanno lette le concessioni che il leader democristiano vuole elargire agli eventuali alleati ( rinuncia a qualche ministro, creare una corresponsabilità governativa non pari alla effettiva forza elettorale dei quattro partiti ); tali concessioni verranno avanzate solo nel caso in cui tanto PRI che PSDI e PLI vogliano formare subito un blocco unico con la DC, non in un secondo tempo a qualsivoglia partito che decida di rientrare nell alleanza 39. Le critiche ai partiti laici derivano anche dal fatto che De Gasperi non intende assolutamente tendere la mano alla destra monarchica e fascista per allargare il centro. Sembra un dato di poco conto, ma dopo l operazione Sturzo, operazione osteggiata da Saragat, La Malfa, De Gasperi e Scelba 40, nelle elezioni amministrative romane del 1952, all interno del mondo cattolico e soprattutto del Vaticano circolava 14

15 15 l idea secondo la quale fosse necessario aprire le porte del governo alla destra per contenere la spinta comunista 41. Semmai il grosso dilemma dell unione democratica riguarda l apparentamento delle liste. Qualora i quattro partiti rinunciassero ad ogni intesa sui candidati presentando ognuno il proprio esponente, la DC avrebbe il sopravvento in quanto partito con più voti; nel caso in cui optassero per il candidato comune ognuno dovrebbe rinunciare a parte delle proprie vedute di carattere politico per trovare un accordo comune. Il maggiore punto interrogativo riguarda però il PSDI che fino all ultimo non è chiaro sul modo in cui farà parte del centro democratico. Tre sono le formule possibili: A)formula di destra con a capo Simonini B) formula di centro-destra con a capo Saragat C) formula di centro-sinistra con a capo Romita. Romita vorrebbe un accordo politico preliminare, mentre Saragat, la cui formula si rivelerà vincente dopo il congresso di Genova, non è d accordo con l accordo preliminare in quanto vorrebbe stipularlo successivamente alle elezioni, dopo aver capito i rapporti di forza tra i vari partiti 42. Se in un primo momento il Corriere si dimostra comprensivo nei confronti del titubante PSDI, con il passare delle settimane, considerando che il fattore tempo gioca a sfavore del governo, il quotidiano di via Solferino inasprisce il suo giudizio sul partito socialdemocratico, reo di aver unificato tutti i socialisti delle varie correnti, senza tenere conto che questa omogeneizzazione avrebbe causato discordie interne 43. Ad inizio gennaio dunque il partito non sa ancora che funzione voglia assumere. Panfilo Gentile attribuisce la colpa a quattro o cinque elementi che sono stati accettati 15

16 16 nel partito, ma che non hanno fatto altro che dare al PSDI una funzione di elemento intransigente e di disturbo. Soltanto eliminando questi iscritti di spirito massimalista, diciannovista ed anti-conformista il partito potrà assumere una sua fisionomia ben precisa 43. Naturalmente i due quotidiani riservano delle parole di spregio nei confronti delle opposizioni, in particolar modo verso i social-comunisti che hanno utilizzato in parlamento la tattica ostruzionistica che si era vista nella storia d Italia solo due volte in Parlamento,rispettivamente negli anni 1899 e 1914 in protesta contro i provvedimenti politici dei governi Pelloux e Salandra 44. Per via di questo tipo di opposizione i dibattiti a Camera e Senato si sono trasformati in furibonde battaglie che hanno avuto come apice gli episodi di violenza del 4 dicembre A causa di questo stratagemma delle opposizioni l approvazione della legge è durata quasi quattro mesi. Come se non bastasse si è rivelato necessario porre la questione di fiducia tanto alla Camera che al Senato, procedimento insolito e duramente contestato dalle opposizioni stesse. La polemica dei due giornali nei confronti dell ostruzionismo di esprime con articoli nei quali si condanna questo procedimento e si loda la pazienza dei partiti di maggioranza. Panfilo Gentile scrive l 11 dicembre sul Corriere della Sera che l ostruzionismo difetta persino delle legittimità di ordine politico, attribuendo un importanza capitale al presidente della Camera Gronchi il quale, grazie all art 90, ha la facoltà di negare l accettazione o lo svolgimento degli ordini del giorno formulati con frasi 16

17 17 sconvenienti o estranei all argomento della discussione 45. Purtroppo la maggioranza si trova in una posizione molto complessa perché da una parte non può permettersi di prolungare eccessivamente la discussione per non arrivare alla fine naturale della Camera senza aver risolto nulla, dall altra parte se strozza la discussione viene tacciata di incostituzionalità, facendo solo il gioco delle opposizioni. Soprattutto per la ristrettezza temporale De Gasperi decide di porre la questione di fiducia alla Camera prima ed al Senato poi, ancor prima che inizi la discussione. Il numero eccessivo di deputati ( quasi seicento ) e senatori ( oltre trecento ) gioca a favore delle opposizioni. La tesi dei giornalisti del Corriere è sostanzialmente questa in merito all ostruzionismo: i partiti di minoranza cercheranno di dilungare a tal punto il discorso da far rinunciare alla maggioranza di procedere con la legge oppure vogliono arrivare alla fine del mandato della Camera senza che nulla sia stato deciso. Durante la discussione intendono mostrare all opinione pubblica come la maggioranza voglia strozzare il dibattito per accusarla di essere dispotica così da risultare i veri difensori della libertà e della democrazia agli occhi del popolo italiano. Cercano di creare nel paese un senso di disagio, un malessere morale che costituisca la piattaforma psicologica delle elezioni 46. Hanno sbagliato doppiamente i calcoli perché non hanno preso in considerazione né la pazienza degli uomini della maggioranza né l indignazione che il metodo ostruzionistico genera nell opinione pubblica

18 18 L esaltazione del risultato parlamentare ottenuto dagli uomini della maggioranza è praticamente assente nell Eco di Bergamo. Compare soltanto in uno scampolo di articolo nel quale vengano lodate la pazienza e la fermezza dei deputati e dei senatori che hanno fronteggiato l ostruzionismo 48. Al contrario il giornale è costellato di articoli nei quali vengono riservate bordate tremende ai social-comunisti per il modo in cui hanno impostato la loro offensiva alle Camere. Enrico Lucatello arriva persino a considerare un malanno della democrazia quello di dover ascoltare tutti, soprattutto quelli che prendono la parola solo per paralizzare le discussioni politiche. Come arma di difesa si auspica che la maggioranza usi la fermezza 49. In linea generale il messaggio dell Eco di Bergamo non è molto dissimile a quel del Corriere: bisogna essere risoluti, credere nella vittoria e combattere a viso aperto l opposizione ben sapendo che l opinione pubblica non è dalla parte dei comunisti. Naturalmente entrambi i quotidiani condannano le opposizioni per aver costretto il presidente del Senato Paratore a dimettersi. A rompere le uova nel paniere della maggioranza ci pensano anche altri due fattori: lo scioglimento del Senato da parte di Einaudi e la formazione di vari movimenti autonomisti che cercheranno impedire al centro di raggiunger il quorum ( 50,01% ). Lo scioglimento del Senato è stato inevitabile, anche se viene da più parti contestato ( per esempio da Ugo La Malfa 50 ), ma ha impedito che si potesse mutare la sua legge elettorale 51. La tensione che si era creata durante l ultima seduta nella quale fu approvata la legge è stata tale da impedire che la seconda Camera si potesse riunire nuovamente. Alle prossime consultazioni quindi non si voterà solo per formare la 18

19 19 nuova Camera, ma anche il nuovo Senato. Questa modifica complica non poco i piani del governo perché prima di tutto sarà più difficile impostare una campagna elettorale per entrambi i rami del Parlamento, soprattutto nel caso del centro dove sarà necessario trovare un accordo tra i quattro partiti in due Camere 52. Considerando anche il fatto che le due Camere hanno diversi sistemi elettivi: in Senato infatti viene eletto chi ottiene il maggior numero di consensi ed allo stesso tempo almeno il 65% dei voti. Riguardo a questo tema l impostazione dei due quotidiani è completamente differente visto che l Eco di Bergamo dedica un solo articolo di Luigi Sturzo nel quale il politico di Caltagirone difende la scelta del capo dello Stato aggiungendo che sarà necessario capire come siano cambiate le opinioni dei cittadini dopo cinque anni di stravolgimenti sociali, politici ed economici mentre il Corriere ne dedica cinque dei quali il più significativo è firmato da Boeri il 27 maggio. E un pezzo prettamente tecnico che spiega le differenze tra le leggi elettorali delle due Camere, una vera rarità essendo l unico articolo di questo tipo che viene riportato sui due giornali 53. La seconda preoccupazione deriva dai movimenti autonomisti. Prima delle consultazioni elettorali molti scontenti provenienti da liberali e democratici creano dei partiti il cui scopo è quello di impedire al centro il raggiungimento del quorum. Queste formazioni probabilmente sottrarranno voti al centro. I più importanti movimenti sono Unione Socialista Indipendente capitanata da Aldo Cucchi e Valdo Magnani, Unita Popolare con a capo Ferruccio Parri e Alleanza Democratica il cui leader è Tristano Codignola. Molti esuli dai partiti di centro hanno preso questa 19

20 20 decisione perché credevano che l imparentamento ledesse l autonomia dei partiti minori 54. Giovanni Spadolini nega invece che le compagini, imparentandosi tra loro, abbiano perso la loro autonomia 55. Il commento dell Eco di Bergamo è affidato a Raimondo Manzini, il quale riserva critiche ben più pesanti agli autonomisti. Corbino, Parri e Calamandrei sono accusati di indebolire l unica forza rimasta a contrastare quella comunista, hanno preso questa decisione, aggiunge Manzini solo perché non hanno mai sperimentato le dittature di sinistra. In generale non fanno altro che nuocere pesantemente alla nazione 56. Il rapporto tra la politica estera e quella interna ha uno scarso rilievo nelle pagine dei due quotidiani che vi dedicano rispettivamente uno ( Corriere ) e due articoli ( l Eco di Bergamo ) nei quali si sottolinea come i fatti di politica internazionale non abbiano influito più di tanto nella campagna elettorale. Terminata la discussione in Parlamento l attenzione dei giornali e dell opinione pubblica è interamente rivolta alle votazioni elettorali che si terranno il 7 giugno. In questi due mesi entrambi i giornali occupano le loro prime pagine con articoli sulle imminenti elezioni in modo ancora più massiccio di quanto fatto in precedenza. Anche il questa occasione si possono individuare palesi divergenze tra le due testate, soprattutto per le tematiche che vengono affrontate negli articoli. Prima di tutto numericamente: il Corriere interviene con trenta articoli di fondo, oltre a quotidiani articoli di cronaca sempre in prima pagina, mentre l Eco si limita a ventuno articoli di commento, da sommare ai consueti pezzi di cronaca firmati da Vice ed Enrico Lucatello. La vera diversità concerne i temi trattati; i giornalisti che scrivono per la 20

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