SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI GIOVANI IN SERVIZIO CIVILE REGIONALE IN TOSCANA

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1 Allegato B) SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI GIOVANI IN SERVIZIO CIVILE REGIONALE IN TOSCANA ENTE 1) Ente proponente il progetto: Comunità Montana della Val di Bisenzio 2) Codice regionale: RT 2S bis) Referente operativo responsabile del progetto: (Questa figura è compatibile con quella di operatore di progetto di cui al successivo punto 15) - Emiliano Baldi - 03/05/1969: - - TELEFONO:0574/931229

2 CARATTERISTICHE PROGETTO 3) Titolo del progetto: LOADED database territoriali per la Protezione Civile 4) Settore di intervento del progetto: AREA GEN 5) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili: LA COMUNITA MONTANA E LA PROTEZIONE CIVILE Anche per quanto riguarda la Protezione Civile la Comunità Montana è l ente capofila di questa importante funzione, un servizio associato nato a seguito dell esperienza maturata in un altra gestione associata, il servizio di prevenzione ed estinzione degli incendi boschivi. A seguito di questa positiva esperienza nel 2004 i Comuni hanno sottoscritto una convenzione con la Comunità Montana per la gestione associata dei servizi di protezione civile e antincendi boschivi e l istituzione di un centro intercomunale di protezione civile. Dopo tale istituzione sono già state acquistate varie attrezzature e mezzi gestiti dal centro intercomunale ubicato presso il magazzino della Comunità Montana. In questo contesto è stato deciso dai comuni di predisporre un unico piano intercomunale di protezione civile coordinato, già approvato dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Prato, e presentato pubblicamente il 30 Ottobre 2008.

3 Coerentemente alle indicazioni nazionali e regionali il Piano Intercomunale di Protezione Civile della Comunità Montana della Val di Bisenzio ha previsto una serie di scenari di rischio e di linea di azione da attivare a seconda della tipologia di scenario:

4 21. Rischio Idraulico e Idrogeologico 22. Rischio Sismico 23. Rischio Viabilità -Trasporti- Neve- Ghiaccio 24. Rischio Incendi 25. Rischio Sanitario Per ognuno di questi scenari di rischio sono state elaborate delle schede operative di attuazione che sono il vero e proprio vademecum operativo per i soggetti della protezione in caso di eventi calamitosi: Ognuna delle suddette schede deve essere completata con riferimenti precisi, quali: A abitanti per frazioni e case sparse, abitanti non autosufficienti (specificando per ques utlimi la tipologia), e relative modalità di messa in sicurezza; B- individuazione della viabilità alternativa sulla base degli scenari di rischio; Oltre al completamento delle suddette schede i volontari dovranno procedere alla individuazione e verifica delle risorse territoriale quali: C - Mezzi e Attrezzature a Disposizione per Interventi Di P.C.: Elenco Risorse Alimentari Elenco Farmacie Elenco Automezzi, Attrezzature Varie - Pubbliche Elenco Automezzi, Attrezzature Varie - Private D - Telecomunicazioni e C.B E - Elenco strutture di Ricettivita F - Elenco Locali Utilizzabili Come Magazzini G - Elenco strutture Sanitarie H Elenco dei beni culturali I punti indicati con le lettere dell alfabeto da A a H saranno anche gli indicatori di risultato da utilizzare come strumento di verifica dell incisività dell operato dei volontari del servizio civile 6) Obiettivi del progetto: Al fine di contribuire alla tutela dei cittadini e del territorio, le informazioni e i dati statici presenti nel piano intercomunale di protezione civile dovranno essere resi dinamici, ovvero inseriti in un database ad oggetti pubblicabile in web, per rendere pienamente efficace le azioni di Protezione

5 Civille, tale database costruito secondo le specifiche regionali dei centri GIS saranno consultabili on line dai soggeti preposti ad intrevnire in caso di rischio, quali: Vigili del Fuoco Protezione civile Ass. del Volontariato 7) Definizione sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con particolare riferimento al ruolo dei volontari in servizio civile: 7.2 Ruolo ed attività previste per i volontari nell ambito del progetto. I volontari del Servizio Civile Nazionale avranno l obiettivo di individuare, raccogliere ed implementare i dati e le informazione necessarie a popolare le banche dati descritte dai punti da A a I della voce 5 della presente scheda: A Database degli abitanti non autosufficienti (specificando per ques utlimi la tipologia), e relative modalità di messa in sicurezza - Indicatore n soggetti inseriti; B- Database della viabilità alternativa sulla base degli scenari di rischio - Indicatore n km viabilità individuata; C Database dei Mezzi e Attrezzature a Disposizione per Interventi Di P.C.: Elenco Risorse Alimentari Elenco Farmacie Elenco Automezzi, Attrezzature Varie - Pubbliche Elenco Automezzi, Attrezzature Varie - Private Indicatore n record inseriti. D database della strutture di telecomunicazioni e C.B - Indicatore n record inseriti; E Database delle strutture di Ricettivita - Indicatore n record inseriti; F - Database dei Locali Utilizzabili Come Magazzini - Indicatore n record inseriti; G Database della strutture Sanitarie - Indicatore n record inseriti; H Database dei beni culturali - Indicatore n record inseriti. Nella predisposizione del piano sono impiegati il personale tecnico dei comuni (uno per ognuno dei tre enti coinvolti) e della Comunità montana (4 tecnici) supportati da un consulente esterno. Per una

6 opportuna e puntuale rilevazione della fenomenologia e successiva catalogazione e inserimento in data base, attraverso una specifica formazione operata dal consulente esterno dal tecnico della Comunità Montana e da altri consulenti, potrebbero essere inseriti in attività di supporto al rilievo di dati e degli eventi, alcuni volontari del servizio civile, al fine di formare e aggiornare un archivio. L obiettivo finale è quello aggiornare e creare delle banche dati territoriali, dinamiche in grado di trasformasi in concreti strumenti d intervento per poter meglio programmare e razionalizzare le azioni in caso di calamità. Indicatore generale: Realizzazione di un macro data base madre conforme alle indicazioni regionali contenente n. 9 data base figlia. 8) Numero dei volontari da impiegare nel progetto(min. 2, max. 10): 4 9) Numero posti senza vitto: 10) Numero posti con vitto: 4 11) Numero ore di servizio settimanali dei volontari: 12) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 4, massimo 6) : 5 13) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: I volontari potranno essere richiamati in servizio in orario serale, festivo e prefestivo. In particolare in caso di calamità e/o evento straordinario, per la loro conoscenza dei dati territoriali, eventualmente già acquisiti, potranno avere un ruolo fondamentale nel supporto alla regia del coordinamento del Centro Intercomunale di Protezione Civile. 14) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge regionale 25 luglio 2006, n. 35: Titolo di studio scuola media superiore Patente di tipo B Conoscenza programmi base PC,Autocad,Arcview 15) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l attuazione del progetto: Attrezzature: software specifico + computer (da tavolo e portatile) + rilevatori GPS

7 CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 16) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: Ai volontari sarà rilasciato attestato dall Ente attuatore sulle competenze e la formazione acquisita nella seguente materia: trattamento informatico dei dati applicati agli eventi calamitosi Tali Competenze saranno certificate dall Ente attuatore e riconosciute da tutti gli Enti coinvolti nel progetto. Formazione generale dei volontari 17) Sede di realizzazione: SEDE DELLA COMUNITA MONTANA VAL DI BISENZIO Via Bisenzio 351, Mercatale di Vernio - PRATO Telecentro della Val di Bisenzio Mercatale di Vernio - PRATO 18) Modalità di attuazione: Formazione Generale mediante specifici collaboratori esterni 19) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Nell articolazione degli incontri secondo le metodologie scelte per la Formazione Generale, è opportuno specificare nei dettagli le tecniche utilizzate per i vari incontri della Formazione Generale stessa. 1) Incontro frontale. La lezione frontale è la tecnica classica per la docenza, dove il formatore tratterà uno specifico argomento servendosi dei suoi studi e delle sue esperienze nel campo del servizio civile e dei temi ad esso connessi. Potrà essere integrata, precedentemente o successivamente nel corso dell incontro, da proiezioni video,

8 presentazioni multimediali di vario tipo o lettura di brevi brani per approfondire ed integrare i contenuti previsti. 2) Proiezione video. La proiezione di video di vario genere, tramite l utilizzo di attrezzature appropriate (videoproiettore, pc portatile ed impianto audio dedicato) potrà servire per integrare o introdurre un determinato tema nella discussione del giorno. 3) Visione powerpoint- diagrammi. Anche la visione di presentazioni in powerpoint e\o di diagrammi-schemi specifici potrà integrare la trattazione del tema giornaliero e supportarla anche e soprattutto dal punto di vista teorico. 4) Lettura di testi. La lettura di brevi brani o di parti di testi potrà essere utile per integrare i vari incontri, e spesso per portare esempi di testimonianza sui temi della pace, della nonviolenza e della giustizia. 5) Role-play. I role-play sono reputati necessari per sperimentare in senso pratico alcune teorie o alcune tecniche, sia relative ai temi della nonviolenza sia relative ai temi della comunicazione e delle dinamiche di gruppo. 6) Lavori di gruppo. I lavori di gruppo hanno la finalità di far lavorare i giovani in servizio civile in prima persona, per sviscerare ed approfondire determinate tematiche in modo più interattivo ed informale, contribuendo anche ad accrescere la conoscenza, il confronto e la condivisione all interno del gruppo stesso. 7) Discussioni all interno del gruppo di formazione. La discussione ed il confronto all interno del gruppo, sia dopo una lezione prettamente frontale sia nella parte conclusiva di un incontro maggiormente interattivo, ha la finalità di far esprimere ai giovani le proprie opinioni ed i propri dubbi, di condividere sensazioni ed eventualmente conoscenze ed esperienze circa il tema dell incontro. Inoltre, in aggiunta agli incontri, al termine del percorso formativo verrà consegnata ai giovani una dettagliata bibliografia sui temi trattati nel corso stesso. 20) Contenuti della formazione: I moduli di formazione si articoleranno sui segeunti temi:

9 1. L identità del gruppo 2. Dall obiezione di coscienza al servizio civile regionale evoluzione storica, affinità e differenze 3. La pertecipazione come valore 4. La solidarietà e le forme di cittadinanza 5. Ruolo e funzioni dell a associazionismo e del volontariato 6. La normativa vigente 7. Diritti e doveri del volontario del servizio civile regionale 8. Presentazione dell Ente 9. Il lavoro per progetti 21) Durata: 9 incontri di 5 h per 45 ore totali + 2 h di formazione propedeutica per 47 ORE TOTALI Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 22) Sede di realizzazione: SEDE DELLA COMUNITA MONTANA VAL DI BISENZIO Via Bisenzio 351, Mercatale di Vernio - PRATO Telecentro della Val di Bisenzio Mercatale di Vernio - PRATO 23) Modalità di attuazione: Formazione specifica in proprio, presso l Ente attuatore con formatori ed esperti tecnici dipendenti dello stesso, con personale specializato della Provincia di Prato - Ing. Cipriani e con personale specifico del Centro Informativo Unico della Val di Bisenzio e del SIT Intercomunale della Val di Bisenzio. 24) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: La formazione sarà con esercitazioni e materiale audiovisivo.

10 25) Contenuti della formazione: Modulo 1 - Normativa sulla protezione civile 24 h 1.1 I fondamenti giuridico istituzionali Modulo 2 - Il piano intercomunale di protezione civile 8 h 2.1 Le metodologie adottate 8 h 2.2 Le banche dati pubbliche 12 h 2.3 Gli scenari di rischio 4 h 2.4 Le risorse territoriali Modulo 3 Database territoriali 8 h 3.1 Database relazionali definizione 8 h 3.2 Cenni di Structured Query Language Modulo 4 Cartografia digitale 8 h 4.1 Cenni sulla georeferenziazione 8 h 4.2 Cenni sui principali software per la cartografia digitale 26) Durata: La formazione avrà una durata di 88 ore

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