Giulio Viviani ITINERARI IN CATTEDRALE

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1 Giulio Viviani ITINERARI IN CATTEDRALE Pellegrinaggio alla chiesa cattedrale di San Vigilio in Trento in occasione dell Ottavo Centenario dell inizio della sua costruzione per volontà del Principe Vescovo Federico Vanga Trento, Introduzione Con il termine CHIESA si intende normalmente l edificio sacro, la casa tra le case, che in ogni città e villaggio caratterizza la presenza dei cristiani e il loro radunarsi in preghiera alla presenza di Dio, del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Tale espressione (in greco: ecclesia; in ebraico: qaal) indica però anzitutto la comunità dei fedeli, il popolo di Dio, convocato e radunato dal Signore, che forma e rende presente nel mondo e nella storia la Chiesa di Cristo. Al riguardo la costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen gentium del Concilio Ecumenico Vaticano II che si era aperto proprio 50 anni fa l 11 ottobre precisa che la Chiesa è, in Cristo, il sacramento, ossia il segno e lo strumento dell intima unione con Dio e dell unità di tutto il genere umano (n. 1); inoltre afferma che l eterno Padre, i credenti in Cristo, li ha voluti chiamare a formare la santa Chiesa (n. 2) e così la Chiesa universale si presenta come un popolo che deriva la sua unità dall unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (n. 4). È sempre interessante ricordare che, anche nella grafia, si è soliti indicare come Chiesa con la C maiuscola, l insieme dei fedeli, e chiesa con la c minuscola l edificio sacro in cui essi si radunano. La Chiesa, comunità parrocchiale, diocesana, universale, si manifesta, appare realmente e concretamente, quando il popolo di Dio è convocato e radunato, soprattutto nel giorno di domenica in assemblea eucaristica, particolarmente nella propria chiesa: punto di arrivo del cammino di chi ha accolto l annuncio del Vangelo e punto di partenza per vivere nel tempo la carità e testimoniare nel mondo l amore di Dio. La chiesa edificio è dunque simbolo del popolo di Dio, che, come scrive l apostolo Pietro nella sua prima lettera, è costituito da pietre vive: Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: Ecco, io pongo in Sion una pietra d angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso. Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d angolo e sasso d inciampo, pietra di scandalo. Essi v inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla 1

2 sua luce meravigliosa. Un tempo voi eravate non-popolo, ora invece siete popolo di Dio; un tempo eravate esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia (1Pt 2, 4-10). Sulla stessa linea anche San Paolo da parte sua precisa: Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito (Ef 2, 19-22). L'Apostolo delle genti ci invita, inoltre, ad una precisa identificazione tra edificio ed assemblea, tra tempio e popolo di Dio, quando dice: Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi (1Cor 3, 16-17). Tempio, dimora di Dio (cfr anche Gv 14, 18-23) è ogni singolo cristiano, ma anche e soprattutto i cristiani insieme. Ogni chiesa viene normalmente dedicata a Dio con uno speciale rito di dedicazione (una volta detto di consacrazione), che ricalca quanto avviene per ogni cristiano con i riti dell iniziazione cristiana. Anche l edificio, in questa solenne liturgia ricca di segni, di testi biblici e di preghiere, viene asperso con l acqua battesimale, viene unto con l olio profumato del crisma (e di questo sono memoria le 4 o 12 croci sulle pareti della chiesa), e sul suo Altare, unto, incensato, illuminato e adornato, si celebra la Santa Eucaristia. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (al n. 1186) ci aiuta ulteriormente a cogliere il significato del tempio sacro: Infine, la chiesa ha un significato escatologico. Per entrare nella casa di Dio bisogna varcare una soglia, simbolo del passaggio dal mondo ferito dal peccato al mondo della vita nuova al quale tutti gli uomini sono chiamati. La chiesa visibile è simbolo della casa paterna verso la quale il popolo di Dio è in cammino e dove il Padre «tergerà ogni lacrima dai loro occhi» (Ap 21,4). Per questo la chiesa è anche la casa di tutti i figli di Dio, aperta e accogliente. Guardando più da vicino a quella chiesa che è per i fedeli della nostra diocesi la Cattedrale di San Vigilio, è bello considerala dal punto di vista espresso con molta chiarezza dall ecclesiologia (il discorso sulla Chiesa) scaturita dal Concilio Vaticano II: La diocesi è una porzione del popolo di Dio affidata alle cure pastorali del Vescovo, coadiuvato dal suo presbiterio, in modo che, aderendo al suo pastore, e da questi radunata nello Spirito Santo per mezzo del Vangelo e dell Eucaristia, costituisca una Chiesa particolare nella quale è presente e opera la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica e apostolica (Decreto Christus Dominus sull ufficio pastorale dei Vescovi, n. 11). La principale manifestazione della Chiesa locale si ha quando il Vescovo, come grande sacerdote del suo gregge, celebra l Eucaristia soprattutto nella chiesa cattedrale, circondato dal suo presbiterio e dai ministri, con la partecipazione piena e attiva di tutto il popolo santo di Dio. Questa Messa, chiamata stazionale, manifesta l unità della Chiesa locale e la diversità dei ministeri attorno al Vescovo e alla Sacra Eucaristia. Quindi ad essa siano convocati quanti più fedeli è possibile, i presbiteri concelebrino con il Vescovo, i diaconi prestino il loro servizio, gli accoliti e i lettori esercitino le loro funzioni (Ceremoniale episcoporum, n. 119). 2

3 *** Il nome di CATTEDRALE deriva dal fatto che, nella chiesa in cui risiede e celebra il Vescovo di una diocesi, ivi si trova sempre la sua Cattedra, il seggio da cui presiede le più solenni liturgie e da cui annuncia, trasmette e spiega la Parola di Dio e dà comunicazione degli eventi più importanti per la Chiesa a lui affidata. La Cattedra diventa quindi simbolo del Magistero, cioè l insegnamento ufficiale, che un Vescovo è tenuto ad offrire alla Chiesa locale di cui è Pastore a nome di Cristo e della Chiesa universale. Nel rito dell ordinazione del Vescovo, infatti, il nuovo Pastore appena ordinato e rivestito delle sue insegne, è invitato dall Ordinante a sedersi sulla Cattedra nel gesto dell Insediamento nella sua Cattedrale. Al riguardo nell attuale Direttorio per il ministero pastorale dei Vescovi ( ) al n. 156, troviamo scritto: Tra i templi della diocesi, il posto più importante spetta alla chiesa cattedrale, che è segno di unità della Chiesa particolare, luogo dove si realizza il momento più alto della vita della diocesi e si compie pure l atto più eccelso e sacro del munus sanctificandi del Vescovo, che comporta insieme, come la liturgia stessa che egli presiede, la santificazione delle persone e il culto e la gloria di Dio. La Cattedrale è anche il segno del magistero e della potestà del Pastore della diocesi. Il Vescovo deve provvedere affinché le funzioni liturgiche della Cattedrale si svolgano con il decoro, il rispetto delle rubriche e il fervore comunitario che si addicono a quella che è madre delle chiese della diocesi e a tal fine esorti il Capitolo dei canonici. Il testo dell attuale Ceremoniale episcoprum (il libro che contiene le indicazioni che presentano e spiegano le celebrazioni liturgiche presiedute dal Vescovo) descrive in modo estremamente chiaro la funzione della chiesa cattedrale e della Cattedra del Vescovo, senza bisogno di ulteriori particolari spiegazioni: 42. La chiesa cattedrale è quella nella quale si trova la cattedra del Vescovo, segno del magistero e della potestà del Pastore della Chiesa particolare, nonché segno dell unità di coloro che credono in quella fede che il Vescovo proclama come pastore del gregge. In essa, nei giorni più solenni, il Vescovo presiede la liturgia e, a meno che motivi di carattere pastorale non inducano a fare diversamente, consacra il sacro crisma e celebra le sacre ordinazioni. 44. Per questo la chiesa cattedrale giustamente deve essere considerata il centro della vita liturgica della diocesi. 45. Nell animo dei fedeli sia inculcato nelle forme più opportune l amore e la venerazione verso la chiesa cattedrale. A questo fine giovano molto l annuale celebrazione della sua dedicazione e i pellegrinaggi che i fedeli, distribuiti soprattutto per parrocchie o secondo le regioni della diocesi, compiranno per farvi devotamente visita. 46. La chiesa cattedrale sia dimostrazione esemplare alle altre chiese della diocesi di quanto è prescritto nei documenti e libri liturgici circa la disposizione e l ornamentazione delle chiese. 47. La cattedra, di cui più sopra al n. 42, sia unica e fissa, collocata in modo tale che il Vescovo appaia veramente il presidente dell intera assemblea dei fedeli. Il Papa Paolo VI nella Costituzione Apostolica Mirificus eventus del 7 dicembre 1965, con la quale indiceva un Giubileo al termine del Concilio Ecumenico Vaticano II, parlando del nostro tema, scriveva: 3

4 La cattedrale della diocesi, che spesso è luminosa espressione d'arte e di pietà dei secoli passati, e contiene non di rado mirabili opere d'arte, si distingue specialmente per la sua dignità (come dice il nome vetusto) di contenere la cattedra del Vescovo, che è fulcro di unità, di ordine, di potestà, e di autentico magistero in unione con Pietro. Inoltre la cattedrale, nella maestà delle sue strutture architettoniche, raffigura il tempio spirituale che interiormente si edifica in ciascuna anima, nello splendore della grazia, secondo il detto dell'apostolo: Voi infatti siete il tempio del Dio vivente (2 Cor 6, 16). La cattedrale poi è anche possente simbolo della Chiesa visibile di Cristo, che in questa terra prega, canta e adora; di quel Corpo Mistico, in cui le membra diventano compagine di carità, alimentata dalla linfa della grazia; e, come si legge nella festa della Dedicazione nel rito Ambrosiano: Questa è la madre di tutti, divenuta più sublime per il numero dei figli. Ogni giorno genera a Dio nuovi figli, per virtù dello Spirito Santo. Il mondo tutto è pieno dei suoi tralci. Innalza fino al regno celeste le sue propaggini, sostenute dal legno. Essa è quella sublime città eretta sulla sommità del monte, visibile da tutti, e per tutti luminosa (Messale Ambrosiano, Prefazio della festa della Dedicazione della chiesa). Lo spazio che le mura della nostra Cattedrale ritagliano nella città di Trento, quasi un luogo "deserto", separato dalle vie e dalle piazze, è uno ambito di incontro, di ascolto, di comunione, di preghiera, non per pochi o per qualcuno, ma per la Chiesa locale, la diocesi, nella sua totalità. Essa rivela la cura e l amore che i nostri Vescovi nei secoli hanno avuto per questo tempio. Ma una Cattedrale è sempre una realtà viva, è il risultato della volontà comunitaria di molti, in epoche diverse: popolo di Dio, Pastori, autorità civili e sociali, gruppi e singoli, hanno contribuito alla sua costruzione, al suo abbellimento e al suo mantenimento. Chi decise di costruire questo tempio e chi lo realizzò 800 anni fa, sapeva quello che voleva e non si scoraggiò di fronte alle difficoltà. Anche oggi esso è simbolo religioso e civico di una comunità sociale, civile e religiosa, che si identifica con la sua Cattedrale, posta al centro della sua città capoluogo. *** A questo tempio, nel nostro caso la Cattedrale di San Vigilio, nella città di Trento, è dato anche popolarmente il nome di DUOMO. Il termine, che deriva dalla parola latina domus, significa semplicemente casa, a definire la casa di Dio, la grande casa che l uomo costruisce a Dio tra le sue case: Tu non rifiuti che noi ti dedichiamo una dimora costruita dalle mani dell uomo per la celebrazione dei santi misteri (Prefazio della Dedicazione). Potremmo dire la casa per eccellenza, la casa di Dio stesso, che le cittadinanze, le confraternite, le corporazioni amavano ornare, decorare e arricchire con generosità e munificenza. Essa si presenta come un simbolo per la città, che spesso nella storia le ha affiancato scuole di vari ordini e gradi - da quelle per fanciulli fino alle università -, cenobi per ecclesiastici, opere di carità e di accoglienza per i poveri e i pellegrini, fabbriche artistiche e artigianali, ecc. In ogni città, di solito, alla chiesa più importante, anche se non è Cattedrale, perché non è sede vescovile, si dà il titolo di duomo. Spesso sulla facciata delle nostre chiese è riportata anche la scritta D.O.M., che indica la dedicazione di quella casa specificatamente e unicamente a Dio, anche se con il titolo di qualche Santo, della Madonna o dei misteri della salvezza. Tale sigla è la sintesi dell espressione latina Deo Optimo Maximo (a Dio, ottimo e massimo). Un modulo pagano che esaltava la grandezza e la magnificenza dell imperatore, riconosciuto come una divinità, ma che per noi è diventato espressione di riferimento a Dio, a cui solo compete l onore e la gloria, a cui è offerta e dedicata la casa più bella tra le nostre case, anche in ogni città e villaggio della nostra regione tridentina. 4

5 *** Alla Cattedrale di San Vigilio spetta anche l attributo di METROPOLITANA. A dire il vero nella nostra diocesi tale definizione non è molto usata e conosciuta. Metropoli, da cui metropolitana, è un titolo antico che designa la città madre, centro di una regione; per noi significa Chiesa madre, matrice di altre comunità cristiane con le loro chiese e cappelle. Nel nostro caso è il riconoscimento del titolo attribuito dalla Santa Sede nel 1964 all Arcidiocesi di Trento e al suo Pastore, in quel tempo Mons. Alessandro Maria Gottardi, primo Arcivescovo Metropolita della provincia ecclesiastica Tridentina. Trento è dunque sede metropolitana della provincia ecclesiastica Tridentina e la Cattedrale ne è la sua sede ufficiale. Il suo Pastore ha il titolo di Arcivescovo Metropolita e la Metropolia ha come unica sede suffraganea la sorella e vicina diocesi di Bolzano Bressanone (Bozen und Brixen). Già nel 1929, con il Vescovo Mons. Celestino Endrici, la sede di Trento era stata elevata e insignita del titolo Arcivescovile (ma allora non Metropolitana). Il titolo di chiesa madre per la Cattedrale richiama la scritta posta sulla Cattedrale di Roma, la Basilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista al Laterano: Ecclesia caput et mater omnium ecclesiarum urbis et orbis (questa è la chiesa capo e madre di tutte le chiese della città di Roma e del mondo). Nella sua realtà territoriale anche la nostra Cattedrale è capo e madre delle chiese dell intera arcidiocesi tridentina, che nel Vescovo riconoscono il fulcro dell unità e il garante della comunione. *** Il 18 maggio 1913 (cento anni fa) alla nostra Cattedrale venne anche concesso dalla Santa Sede il titolo di BASILICA minore, indicando così un particolare onore offerto a questo insigne e storico tempio, che ospitò il Concilio di Trento ( ), e nello stesso tempo esprimendo una particolare comunione con la sede apostolica romana, associandola alle quattro grandi basiliche romane di San Pietro, San Paolo, San Giovanni e Santa Maria Maggiore e con il loro Pastore, il Papa, Vescovo di Roma e Sommo Pontefice della Chiesa universale. Il termine greco Basilica, che significa casa del re o meglio dimora regale, ben si addice ad una chiesa in cui una degna architettura e un prezioso ornamento sono a gloria di Dio e dei suoi Santi e ad onore del popolo santo di Dio. Nella nostra Diocesi solo altre due chiese hanno ricevuto il titolo di basilica minore, entrambe il 16 novembre 1973: la chiesa di Santa Maria Maggiore in Trento, intitolata al mistero dell Assunzione di Maria al Cielo, luogo della primitiva ed antica Cattedrale dei tempi di San Vigilio, e quella dei Santi Martiri Sisinio, Martirio ed Alessandro a Sanzeno in Val di Non, sorta sul posto stesso del martirio dei nostri primi evangelizzatori. Di quest ultima già scriveva San Vigilio a San Simpliciano: Per voto riverente noi pensiamo di costruire una basilica su quel luogo, dove essi meritarono di essere i primi testimoni della fede gloriosa. *** La gestione amministrativa, liturgica e organizzativa della Cattedrale è affidata al Capitolo Metropolitano di San Vigilio, composto da nove sacerdoti diocesani, chiamati 5

6 Canonici. Le antiche e secolari cariche prevedono tra loro alcune autorità: il Decano, il Preposito, l Arcidiacono, il Penitenziere e il Teologo. Ad essi sono associati anche altri sacerdoti come Canonici Onorari; sono inoltre previsti dei collaboratori chiamati Cappellani corali. La Cattedrale è anche sede della Parrocchia cittadina di San Vigilio, guidata da un Parroco, nominato dall Arcivescovo. Essa negli ultimi anni è stata associata alla vicina parrocchia di Santa Maria Maggiore. La comunità parrocchiale ha garantito in questi anni l assidua presenza del popolo di Dio e il servizio liturgico, come quello del Coro, dei lettori, dei ministranti e di ministri straordinari della Santa Comunione. Le celebrazioni, quotidiane e festive, che in essa si tengono sono sempre aperte anche al notevole afflusso di fedeli sia della città che delle valli, come pure ai numerosi turisti e pellegrini di passaggio per Trento, la storica "Città del Concilio". *** Il Santo titolare della nostra Cattedrale è il Vescovo Vigilio, venerato come Vescovo e martire. Egli è il terzo Vescovo della sede di Trento, eletto dopo il 381 e deceduto nell anno 400. Quando nella nostra regione il nome di Dio era ancora forestiero e non v era alcun elemento che facesse apparire il segno del cristianesimo (Vigilio a Giovanni Crisostomo), egli fu il grande evangelizzatore e noi, per grazia di Dio, diventammo cristiani. Abbiamo testimonianze insigni del suo ministero in alcuni documenti storici. Alla sua nomina, infatti, egli ricevette una lettera augurale e di riconoscimento del Vescovo di Milano Ambrogio. In occasione della morte dei suoi collaboratori di origine cappadoce, il diacono Sisinio, il lettore Martirio e l ostiario Alessandro (29 maggio 397), il Vescovo Vigilio scrisse due lettere: una a Simpliciano, Vescovo di Milano, l altra a Giovanni Crisostomo a Costantinopoli, per illustrarne il martirio e inviare le loro reliquie. In quest anno 2012 si celebra l ottavo centenario della volontà decisiva del Vescovo Federico Vanga di dare inizio ai lavori di una nuova chiesa cattedrale di San Vigilio, quella attuale, come ricorda l'iscrizione di una lapide, affidandone il 29 febbraio 1212 il compito ad Adamo di Arogno. L epigrafe, redatta su pietra probabilmente alla fine del 1300, venne collocata nella parete esterna absidale del duomo verso sud. Le dimensioni dell odierna Cattedrale, che è a croce latina con tre navate, sono di 72 metri di lunghezza, 24 di larghezza (12 la navata centrale) e 26 di altezza (19 le navate laterali). Molte sono le pubblicazioni uscite in questi anni, sia dal punto di vista storico sia da quello artistico, sulla nostra Cattedrale. Grande merito per la ricerca storica e archeologica va dato al Canonico Prof. Dott. Mons. Iginio (Antonio) Rogger, che fin dagli anni 60 del secolo scorso, ha promosso gli scavi archeologici e lo studio della basilica paleocristiana e dei successivi ampliamenti e delle sue modificazioni. A questi studi di vari valenti autori ed esperti si rimanda per gli approfondimenti necessari. Qui ci si limita a invogliare e avviare i fedeli e i pellegrini a compiere un itinerario di fede, aiutati dalla storia, dall arte e dall architettura di questa nostra bella e amata chiesa cattedrale. Possiamo riconoscerla nella sua verità come è descritta e illustrata dallo splendido testo del II prefazio della Messa del Comune della dedicazione della chiesa: 6

7 Nel tuo amore per l umanità, Signore, Padre santo, hai voluto abitare là dove è raccolto il tuo popolo in preghiera per fare di noi il tempio dello Spirito Santo, in cui risplenda la santità dei tuoi figli. Questa Chiesa, misticamente adombrata nel segno del tempio, tu la santifichi sempre come sposa del Cristo, madre lieta di una moltitudine di figli, per collocarla accanto a te rivestita di gloria. *** Vengono proposte sette schede con alcuni itinerari per comprendere, per meditare, per approfondire e per pregare, in diverse modalità e dimensioni, quello che le pietre vive della Cattedrale di San Vigilio in Trento, offrono al pellegrino, al fedele, al visitatore in quest anno giubilare: 1. itinerario liturgico (i luoghi della celebrazione) 2. itinerario artistico spirituale (una riflessione su alcuni simboli) 3. itinerario cristologico (con Gesù il Cristo) 4. itinerario mariano (con la Beata Vergine Maria) 5. itinerario agiografico (con i Santi) 6. itinerario tra le tombe e le epigrafi (dei Vescovi e di altri dignitari ivi sepolti) 7. itinerario storico (una breve panoramica di una storia che continua). 7

8 1. itinerario liturgico La nostra chiesa cattedrale di San Vigilio, come ogni chiesa, come ogni Cattedrale, è anzitutto un luogo di culto, uno spazio per la preghiera, un ambiente in cui si celebrano i divini misteri, soprattutto l Eucaristia, per la gloria di Dio e la santificazione degli uomini. Scriveva nel 2001, nella presentazione per un volume sull antica basilica di San Vigilio in Trento, l Arcivescovo Luigi Bressan: È con viva emozione che scendiamo a pregare o visitare quei luoghi, che predicano con la loro presenza, poiché quelle pietre e quelle tombe rievocano secoli di vita, di arte, di competenze tecniche e soprattutto di fede; mostrano l evolversi del culto e dell architettura; riflettono la vita della città e le vicende della sua gente. In questa linea è proposto questo breve itinerario liturgico nella Cattedrale. Ogni giorno in duomo, infatti, si celebra la Santa Messa, sia al mattino che alla sera, sia all Altare maggiore, sia nel transetto dei Martiri, un luogo più raccolto per un gruppo più ristretto di persone. A volte le celebrazioni possono avvenire anche nella cripta. Quotidianamente si celebra l Ufficio Divino: i nove Canonici del Capitolo di San Vigilio pregano con il popolo di Dio le Lodi mattutine e alla sera i Vespri. Inoltre, nella Cattedrale è sempre disponibile la presenza di sacerdoti per celebrare individualmente il Sacramento della Riconciliazione. Vale la pena ricordare che qui svolge il suo ruolo, secondo quanto prescritto dal Codice di Diritto Canonico (can. 508), anche il Canonico Penitenziere. Più volte lo stesso Arcivescovo presiede l Eucaristia in questa sua chiesa cattedrale, celebra i Sacramenti dell Iniziazione cristiana (Battesimo, Confermazione ed Eucaristia) per gli adulti e impartisce il Sacramento della Confermazione ai ragazzi della diocesi. Entrando dalla porta detta del Vescovo o dei leoni, che si affaccia sulla piazza del Duomo, il nostro itinerario liturgico nella Cattedrale prende l avvio sulla sinistra, nel transetto nord, detto di San Giovanni, dove si trova il fonte battesimale. È un opera di Francesco Oradini (+ 1754), che fino agli anni 70 del secolo scorso si trovava in fondo al duomo, esattamente sotto il campanile (e prima ancora nell altro angolo). Trasportato qui, per volontà dell'arcivescovo Alessandro Maria Gottardi, e inserito su un ottagono, che indica e proietta la nostra vita di figli di Dio nell eternità ( l ottavo giorno ), questo luogo, diventato il Battistero della Cattedrale, ci ricorda e ci fa pensare al nostro Battesimo ed è punto di riferimento per tutti coloro che si riconoscono figli di questa Chiesa di Trento e in comunione con il suo Vescovo. Dal Battesimo, che ci ha liberati dal peccato e ci ha dato una nuova dignità, scaturisce per noi tutta la vita sacramentale e l appartenenza al Popolo di Dio, alla Chiesa. È significativo che il fonte battesimale si trovi nel transetto detto di San Giovanni, l Apostolo che in tutta la sua prima lettera ci ricorda esplicitamente la verità del nostro essere diventati figli di Dio: Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio (5, 1); ma forse anche in riferimento e collegamento a Giovanni Battista, il Precursore di Cristo, che proponeva un battesimo di penitenza e di conversione. Qui il Vescovo celebra il Sacramento del Battesimo, soprattutto nella notte della Veglia Pasquale. Salendo i gradini del presbiterio troviamo gli altri luoghi che sono strettamente legati alla celebrazione della Santa Eucaristia. Anzitutto l Altare barocco, che conquista subito l attenzione di chi entra in duomo: da una parte perché la sua imponenza richiama il nostro sguardo; d altra parte perché la sua architettura fa subito pensare al baldacchino del Bernini nella basilica vaticana a Roma. È un opera tutta in marmo (il baldacchino del 8

9 Bernini è in marmo e in bronzo), progettata da Cristoforo Benedetti e realizzata negli anni , come ex voto della città di Trento, scampata dalle cannonate del generale Vendome durante la guerra di successione spagnola (1703); essa è attribuita ai fratelli Domenico e Antonio Sartori di Castione (Mori, Trento), con le sculture (angeli, insegne vescovili, ecc.) di Francesco Oradini e Giovanni Battista Fattori. Sulla base delle colonne, la dedica della cittadinanza è rivolta al Vescovo San Vigilio, ma anche al suo successore, il Beato Adelpreto. Su quell Altare si celebra quotidianamente la liturgia eucaristica, nella quale, per opera dello Spirito Santo, pane e vino divengono il Corpo e il Sangue del Signore. Da quella mensa il popolo di Dio viene nutrito nella Comunione eucaristica per diventare un solo corpo e un solo spirito, un cuor solo e un anima sola e un sacrificio a Dio gradito. Soprattutto nelle solennità e in numerose altre occasioni è lo stesso Vescovo che presiede in quel luogo santo ed elevato la liturgia eucaristica, non come un invitato speciale, non come un ospite d onore, ma come il vero e proprio titolare, il grande sacerdote della Chiesa di Dio pellegrina in Trento. Sotto l Altare in una preziosa e solenne urna di stile gotico, rivestita di squame in pietre dure, sono conservate le Reliquie di San Vigilio. Un altra urna, di tipo processionale in argento del 1631, è conservata al Museo diocesano. La riforma liturgica ha trovato in questo modello di Altare e nella sua centralità per tutta l assemblea, la possibilità di una celebrazione con tutti i fedeli circumstantes, a cui è dato di vedere la celebrazione dei divini misteri e di parteciparvi con fede e consapevolezza. Attorno all Altare, che occupa gran parte del presbiterio, si trovano gli altri elementi per la celebrazione: la Cattedra del Vescovo, l ambone, la sede del celebrante e dei concelebranti. Attualmente per il Vescovo si usa una Cattedra lignea dei tempi dell Arcivescovo Celestino Endrici (opera e dono degli Artigianelli, nel 1929). Essa è addossata al pilastro che regge il tiburio, quasi ad indicare la responsabilità del Pastore che regge, in nome di Cristo, la Chiesa di Trento. Da quel luogo il Vescovo espone la sana dottrina con il suo Magistero, particolarmente nelle omelie delle celebrazioni più importanti. Da quel luogo egli presiede la celebrazione della Messa e i diversi riti nel corso dell anno liturgico, compresa la Liturgia delle Ore, le solenni ordinazioni, i riti per l Iniziazione Cristiana degli adulti, la celebrazione del Sacramento della Confermazione e altre liturgie. Nel futuro sarà bello e opportuno poter realizzare una Cattedra più degna di questa basilica, in pietra e con gli ornamenti che ne indichino visibilmente il valore, la funzione e il ruolo. L ambone, questo luogo felicemente ritrovato dopo la riforma liturgica, tenacemente voluta dal Concilio Vaticano II, non è una semplice riedizione del pulpito (luogo della predica e degli avvisi al popolo), ma lo spazio proprio dell annuncio, della proclamazione o del canto della Parola di Dio, soprattutto del Vangelo di Cristo. Anche in questo caso la nostra Cattedrale, per il momento e motivatamente per la ristrettezza degli spazi, non presenta un ambone degno del suo ruolo. L attuale piccolo ambone in marmo racchiude un antica pietra con un bassorilievo rappresentante un angelo con il libro della Parola di Dio, il simbolo dell evangelista Matteo. Da quell ambone ormai da oltre trent anni si proclama la Parola di Dio, che da quel luogo, accolta nelle menti e nei cuori dei fedeli, si irradia in opere e parole per tutta la Diocesi. 9

10 Anche il luogo di chi presiede la celebrazione, quando non c è il Vescovo, per ora è un semplice sgabello posto su una predella, di fronte alla Cattedra. Da lì il celebrante, che può essere il Decano del Capitolo, il Parroco, o un altro sacerdote, guida le celebrazioni liturgiche. Accanto si trovano i posti per i Canonici, i concelebranti, i diaconi, gli accolti e i ministranti. Nella capiente navata centrale, in quelle laterali e nei transetti laterali, un ampio spazio si apre a contenere l assemblea dei fedeli che ivi si raduna per le celebrazioni: per loro, per il popolo di Dio, la Cattedrale è stata costruita come spazio sacro ampio e accogliente, attorno all Altare del Signore. Così infatti proclama la solenne Preghiera di dedicazione: Qui la santa assemblea riunita intorno all Altare celebri il memoriale della Pasqua e si nutra al banchetto della Parola e del Corpo di Cristo. Dietro al presbiterio, nell abside, è collocato l antico coro ligneo con gli stalli per i Canonici e la sede centrale destinata al Vescovo. Era anticamente il luogo proprio per la preghiera dell Ufficio Divino. Oggi viene utilizzato per i concelebranti nelle solenni e partecipate concelebrazioni. Nella sua parte centrale in basso trova posto la schola cantorum, che normalmente è il coro della parrocchia. Ivi ha il suo spazio anche l organo, con le canne e la consolle, che con il suo suono sostiene i canti e rende più solenni le celebrazioni. Percorrendo le navate laterali si trovano alcuni confessionali dove normalmente si celebra individualmente il Sacramento della Riconciliazione. Nella navata verso sud si affaccia un altro luogo importante del nostro duomo: la cappella del Santissimo Sacramento. Come solitamente avviene in tutte le Cattedrali, infatti, l Eucaristia non è custodita sull Altare maggiore o in presbiterio, ma in una apposita cappella laterale. Anche in questo la Cattedrale è di esempio e di testimonianza sulla collocazione del tabernacolo con il Santissimo Sacramento. Nella nostra Cattedrale questo luogo per la riserva eucaristica è un vero gioiello di arte e di pietà: il tabernacolo è al centro di una serie di elementi che narrano la storia della salvezza, che si compie nel mistero della Redenzione. In alto domina il bassorilievo marmoreo con la scena del peccato dei progenitori, che rimanda sotto allo stupendo e rinomato Crocifisso ligneo, con la Madonna e San Giovanni; ai lati le tele del Natale e della Risurrezione; nella cupola i numerosi affreschi sulla Passione del Signore e le sue profezie veterotestamentarie. Tutto serve ad illustrare e a far convergere l attenzione e la preghiera sulla presenza eucaristica, viva memoria della sua passione, che ci dona la vita divina e il pegno della gloria futura (antifona attribuita a San Tommaso d'aquino). I ritrovati ambienti della cripta di Santa Massenza e dell aula San Vigilio, sotto la Cattedrale, si presentano oggi come due luoghi comunicanti e distinti: spazio di preghiera e di celebrazioni per piccoli gruppi la prima, e ambiente cimiteriale, il secondo. Nel luogo, dove un reticolato di 75 tombe, con varie e interessanti epigrafi, custodiva i resti mortali di numerose persone, ora riposano le spoglie dei Vescovi di Trento. Due tavole marmoree li ricordano con l elenco dei 120 Vescovi che hanno preceduto l attuale Pastore sulla Cattedra di Trento, assicurandone la Successione apostolica. *** Il nostro itinerario liturgico non può dimenticare, infine, oltre ai luoghi anche i tempi che scandiscono la vita e le celebrazioni nel corso dell Anno Liturgico in questa 10

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