Storia dell arte Einaudi

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1 A Agostino di Duccio Firenze Perugia 1481 L artista, nato a Firenze, nel 1441 fu esiliato per furto, pertanto operò quasi sempre fuori dalla sua città di origine. Nel 1442 esegue le Storie di San Giminiano, per il Duomo di Modena, dove si mostra influenzato da Michelozzo. Nel 1446 è a Venezia, dove può conoscere gli esempi della scultura tardogotica locale. Il suo capolavoro è la decorazione del Tempio Malatestiano di Rimini, eseguita tra il 1449 e il In quest opera il suo stile è ormai maturo, le forme sono risolte in puri ritmi lineari e il tono generale è quello paganeggiante della corte di Sigismondo Pandolfo Malatesta. La tendenza al decorativismo si accentua nella facciata marmorea della Chiesa di San Bernardino a Perugia, realizzata tra il 1457 e il Meno significative le ultime opere, eseguite nel corso degli anni Settanta. Algardi, Alessandro Bologna Roma 1654 Nato a Bologna, l Algardi si formò inizialmente all Accademia di Ludovico Carracci e studiò scultura con Giulio Cesare Conventi. Dopo aver trascorso qualche anno a Mantova, giunse nel 1625 a Roma. Qui, grazie alle raccomandazioni del Duca di Mantova entrò subito in contatto con il cardinale Ludovico Ludovisi, bolognese anch egli e proprietario di una ricca collezione di statuaria antica. Fu il cardinale a commissionargli il restauro di alcune sculture

2 mentre, le prime committenze di rilievo, gli giunsero grazie ai contatti con l amico Domenichino. Lo scultore lavorò a fianco dell ormai famoso concittadino nella Cappella Bandini in San Silvestro al Quirinale, dove eseguì le statue di Maria Maddalena e San Giovanni Evangelista (c. 1628). L affermazione dell Algardi in Roma progredì assai lentamente. Nel 1640, ormai quarantenne, divenne Principe dell Accademia di San Luca e gli furono affidati i primi grandi incarichi: la tomba di Papa Leone XI in San Pietro e la statua di San Filippo Neri e l angelo per la sagrestia di Santa Maria in Vallicella. L elezione al soglio pontificio di Innocenzo X nel 1644 segnò la definitiva affermazione dell artista, impegnato, negli anni successivi, sia come scultore che come architetto. In questo ambito sopraintese alla costruzione e alla decorazione della villa di Belrespiro, presso porta San Pancrazio ( ), per il cardinale Camillo Pamphilj. Maggiori furono però gli impegni in scultura; gli anni del pontificato Panfilj coincisero con l esecuzione del rilievo con l Incontro tra Leone I e Attila per la Cappella della Colonna in San Pietro ( ), della Statua di Innocenzo X, in bronzo, oggi nel Palazzo dei Conservatori ( ), del Martirio di San Paolo per la chiesa di San Paolo a Bologna (1647) e delle numerose serie di busti ritratto, tra cui spicca il Busto di Olimpia Maidolchini Pamphilj (c. 1646) della Galleria Doria a Roma. Ammannati, Bartolomeo Settignano Firenze 1592 Scultore e architetto italiano Nacque a Settignano, presso Firenze, nel Compì il proprio apprendistato artistico nella bottega del fiorentino Baccio Bandinelli e in seguito si recò a Venezia, dove nel 1540 collaborò con Jacopo Sansovino alla decorazione della Libreria Marciana. Nello stesso periodo fu operoso anche a Firenze. Qui scolpì il gruppo marmoreo della Vittoria, in origine destinato al monumento Nari per la chiesa della Santissima Annunziata (ora al Museo del Bargello). Nel 1550 si spostò a Roma, introdotto da Giorgio Vasari alla corte di Papa Giulio III. Lo stesso anno sposò a Urbino la poetessa Laura Battiferri, della quale Agnolo Bronzino eseguì il noto ritratto. Tornato a Firenze nel 1555, l Ammannati diventò scultore e architetto ufficiale della corte dei Medici. Egli partecipò, così, alla celebrazione del potere di Cosimo I, che intendeva affermare il proprio

3 ruolo ufficiale di sovrano del granducato anche attraverso la realizzazione di opere a destinazione pubblica. Per Palazzo Vecchio progettò una fontana, con le personificazioni di Arno, Arbia e Terra, ora smembrata e conservata al Museo del Bargello. Per il grande bacino d acqua della Villa Medicea di Castello, poco fuori Firenze, eseguì la colossale statua dell Appennino, nota anche come Gennaio. Sempre per Cosimo I realizzò la grande e ben nota Fontana del Nettuno, posta in Piazza della Signoria, davanti all omonimo Palazzo, dimora granducale. Domina al centro della vasca la gigantesca figura del dio marino, in marmo bianco, chiamato dai fiorentini il «Biancone». L attività di archietto di Bartolomeo Ammannati annovera la progettazione di molti palazzi fiorentini fra cui Palazzo Giugni e Palazzo Ramirez Montalvo. Andrea Pisano Pontedera 1290 ca. - Orvieto dopo il 1348 Figlio di Ser Ugolino di Nino, notaio di Pisa, lo scultore Andrea Pisano è noto anche con il nome di Andrea da Pontedera. Le prime notizie sicure riguardano l esecuzione della porta bronzea del Battistero di Firenze, firmata dall artista e datata 1330; contrariamente alla consuetudine, questa data si riferisce all inizio dei lavori, terminati nel 1336 e condotti con l ausilio di vari collaboratori. Alla morte di Giotto, nel 1337, venne affidato ad Andrea il ruolo di Capomastro dell Opera del Duomo, carica che lo portò ad occuparsi soprattutto della continuazione del Campanile avviato da Giotto. Lo scultore eseguì le formelle raffiguranti le Storie della Genesi, le Arti meccaniche, forse su disegno di Giotto, ed inoltre quelle con le Virtù, i Pianeti, le Arti Liberali e i Sacramenti. Dopo la caduta del signore di Firenze Gualtieri di Brienne, cacciato dalla città nel 1343, Andrea si recò probabilmente a Pisa, dove eseguì con l aiuto della bottega la tomba del vescovo Saltarelli nella chiesa di Santa Caterina. Nel lo scultore è documentato a Orvieto, come responsabile del cantiere della Cattedrale e impegnato soprattutto nel restauro della facciata. Per decorare uno dei portali laterali, Andrea si fece inviare dalla sua bottega di Pisa un gruppo marmoreo raffigurante la Madonna e due angeli, conservato ora nel Museo dell Opera del Duomo di Orvieto. Nel 1349 il ruolo di capomastro della Cattedrale fu affidato al figlio di

4 Andrea, Nino Pisano; non è noto se l incarico fu dovuto alla morte del padre oppure al suo ritorno in Toscana. Potrebbero infatti essere riferite all ultima attività di Andrea le due bellissime Madonne marmoree scolpite per la chiesa di Santa Maria della Spina a Pisa. Sepolto nella Cattedrale di Firenze, lo scultore era sicuramente già morto nel Antelami, Benedetto 1150 ca Scultore e architetto italiano Attivo fra il 1170 e il 1220, Benedetto Antelami faceva parte probabilmente di quei costruttori provenienti dalla valle d Intelvi noti con il nome di «magistri Antelami», derivato dalla loro provenienza. Formatosi in Francia, fra la Provenza e l Ile de France, la mano dell artista è stata riconosciuta in alcuni capitelli del chiostro di San Trophime ad Arles, eseguiti intorno al Giunto in Italia, il maestro fu attivo in varie regioni dell Italia settentrionale. A Parma si occupò inizialmente della sistemazione del coro della Cattedrale, lavoro del quale rimangono oggi la cattedra espiscopale e un rilevo con la Deposizione datato 1178, già parte di un pulpito quadrangolare. Fra il 1170 e il 1190 Benedetto Antelami fu anche impegnato nella costruzione del Duomo di Borgo San Donnino, l attuale Fidenza, eseguendo i rilievi della facciata, rimasta incompiuta. Dal 1196 il maestro fu responsabile della costruzione e della decorazione del Battistero di Parma, per il quale realizzò gli splendidi rilievi policromi dei portali e la decorazione interna costituita da sculture di tema religioso e profano, quali la raffigurazione dei Mesi e delle Stagioni. All artista sono stati riferiti talvolta anche il progetto per la chiesa di Sant Andrea a Vercelli, la prima chiesa gotica italiana ispirata a modelli francesi, e due sculture di leoni nella chiesa di San Lorenzo a Genova, parte di un perduto pulpito. Arnolfo di Cambio Colle Val d Elsa 1245 ca. - Firenze 1302 Archietto e scultore italiano Nativo di Colle Val d Elsa, Arnolfo di Cambio è documentato fra il 1265 e il 1267 nella bottega di Nicola Pisano, con la quale probabilmente partecipò all esecuzione dell Arca di San Domenico nell omonima chiesa di Bologna. Le aperture verso il gotico transalpino che caratterizzano soprattutto le

5 invenzioni architettoniche di Arnolfo hanno tuttavia indotto ad ipotizzare anche una possibile formazione nel cantiere cistercense della chiesa di San Galgano, in provincia di Siena. Alla fine degli anni Settanta il pittore si trasferì in Umbria dove nel 1281 eseguì la Fontana Minore di Perugia, oggi smembrata. Di questo lavoro si conservano nella Galleria Nazionale alcuni frammenti che rappresentano figure di Paralitici, noti convenzionalmente con il nome di Assetati. È probabile che Arnolfo sia giunto a Perugia con la bottega di Nicola e Giovanni Pisano, ai quali nel 1278 era stata commissionata l esecuzione della Fontana Maggiore. Ad Orvieto, nella chiesa di San Domenico, Arnolfo eseguì la tomba del Cardinale De Braye, morto nel Le singole parti del monumento, composto originariamente da una struttura architettonica e da alcune sculture, furono probabilmente inviate da Roma dove l artista si era recato all inizio degli anni Ottanta chiamato dal re Carlo d Angiò. Per quest ultimo Arnolfo eseguì un grande ritratto marmoreo, parte di un monumento celebrativo oggi perduto. Contemporaneamente lo scultore ricevette importanti commissioni anche dalla chiesa romana; per Bonifacio VIII, papa fra il 1294 e il 1303, eseguì il monumento sepolcrale, conservato ancora in parte nelle Grotte Vaticane. Rispettivamente nelle chiese di San Paolo fuori le Mura e in Santa Cecilia in Trastevere realizzò due cibori, il secondo dei quali firmato e datato La feconda attività romana è testimoniata anche dai frammenti del monumento Annibaldi nella chiesa di San Giovanni in Laterano e dal Presepe per la Chiesa di Santa Maria Maggiore, probabilmente commissionato dal papa francescano Niccolò IV. Alla fine degli anni Novanta Arnolfo rientrò a Firenze dove gli venne affidato il progetto per la cattedrale di Santa Maria del Fiore, fondata nel L artista eseguì anche alcuni gruppi scultorei per la decorazione della facciata, conservati nel locale Museo dell Opera del Duomo. All artista, scomparso fra il 1302 e il 1310, sono tradizionalmente attribuiti anche i progetti architettonici della chiesa di Santa Croce e del Palazzo dei Priori, meglio noto come Palazzo Vecchio. Arp, Hans Strasburgo Basilea 1966 Pittore e scultore tedesco Dopo aver studiato pittura alla Scuola d arte di Weimar (1905) e poi all Académie Julian a Parigi (1908), Arp si

6 trasferisce in Svizzera, a Weggis, un villaggio sulle rive del lago dei Quattro Cantoni. Qui incontra altri pittori, con i quali fonda nel 1911 il «Moderne Bund». A questi si aggiungono altri importanti incontri: nel 1912 conosce a Monaco Kandinskij e partecipa alla celebre mostra del «Blaue Reiter», in seguito entra in contatto a Parigi con Delaunay, Modigliani, Picasso ed Apollinaire e a Colonia con Max Ernst. Nel 1915 si rifugia in Svizzera e dipinge le sue prime opere astratte, ottenute dall intersecarsi di elementi rettilinei e piani cromatici. Inizia poi a frequentare il Cabaret Voltaire di Zurigo e diventa uno dei promotori ed animatori del movimento dada, sperimentando i suoi primi rilievi policromi, e spregiudicate composizioni di oggetti. La sua opera si affida spesso al caso, inventa un linguaggio astratto, popolato di forme colorate ritagliate nel legno o nella pietra e sovrapposte a comporre rilievi policromi che non hanno alcun riferimento naturalistico ma che risultano apparentemente del tutto «naturali». A Zurigo collabora a svariate iniziative dadaiste, fondando con Janco l «Association des Artistes Révolutionnaires», organizzando con Ernst e Baargeld il gruppo di Colonia, creando il «Fotogaga», stringendo rapporti a Berlino con El Lissitskij e Schwitters. Nel 1925 partecipa alla prima collettiva surrealista presso la galleria Pierre di Parigi. Nei due anni successivi lavora con la moglie Sophie Taeuber e l architetto Theo Van Doesburg alla decorazione del café-dansant L Aubette a Strasburgo, per poi aderire ai gruppi d avanguardia Cercle e Carré e Abstraction-Création realizzando, a partire dal 1930, sculture a tutto tondo, cui dà forme vagamente organiche e papiers déchirés (carta su carta strappata a mano). Nel dopoguerra lavora in America a importanti opere pubbliche. Nel 1954 il Premio internazionale per la scultura assegnatogli alla Biennale di Venezia ne ha segnato la definitiva consacrazione.

7 B Bandinelli, Baccio Firenze Scultore e pittore italiano Il Bandinelli si formò come scultore presso il fiorentino Giovan Francesco Rustici, nel clima del manierismo fiorentino elaborato sulle opere lasciate nella città da Michelangelo, Leonardo e Raffaello. Come tutti gli scultori attivi a Firenze intorno alla metà del secolo (Ammannati, Giambologna, ecc.) subì il fascino della scultura di Michelangelo e in particolar modo del David. Questa gigantesca statua collocata in Piazza della Signoria divenne un modello di espressione eroica della figura umana, riproposto da Bandinelli nell Ercole e Caco scolpito nel 1534 e collocato nella medesima piazza: la scultura denota un interpretazione superficiale e retorica del linguaggio michelangiolesco. Molto più autonomo il Bandinelli fu in altre sculture, come i rilievi del coro di Santa Maria del Fiore, dove interpretò in chiave quasi astratta lo stile del Buonarroti. Come ritrattista di corte Bandinelli scolpì inoltre un Busto e una Statua di Cosimo I. Barye, Antoine Parigi Scultore francese Antoine Barye si colloca tra i principali protagonisti della statuaria francese del XIX secolo. A quindici anni iniziò il suo apprendistato presso un incisore di metalli, indirizzandosi solo in seguito verso la scultura. Desideroso di apprendere il disegno, l anno seguente entrò nello studio di Gros. Fu uno dei massimi scultori del XIX secolo, ma non

8 va trascurata la sua attività di pittore, o meglio di acquerellista. I suoi acquerelli rappresentanti animali sono conservati al Louvre e all epoca riscossero il favore del pubblico ancor prima delle sue sculture. Il debutto come scultore avvenne al Salon del 1827 con dei semplici busti-ritratto. Nel 1831, attirò l attenzione della critica con le opere San Sebastiano e Tigre che divora una preda, al Louvre. In seguito, si dedicò prevalentemente ai bronzetti di piccolo formato, raffiguranti animali esotici spesso impegnati in lotte e temi mitologici. Alcuni bronzetti divennero modelli per sculture monumentali; il Leone con il serpente del Louvre fu realizzato nel 1855 in grande formato per essere collocato alle Tuileries. Espresse una grande abilità artistica anche nelle sculture di figure, quali ad esempio Teseo e il Minotauro del Louvre e le Tre Grazie, Giunone, Santa Clotilde e Napoleone I. Le sue opere dimostrano una grande attrazione nei confronti dell arte assira e dell antica Grecia. Bartolini, Lorenzo Prato Firenze 1850 Di umili origini, Bartolini nacque a Savignano presso Prato. Nel 1795 lavorò in alcuni laboratori di alabastrai a Firenze e a Volterra, dove ebbe modo di conoscere le incisioni di Flaxman. Tornato a Firenze fu ammesso all Accademia di Belle Arti. Nel 1799 si arruola come disegnatore al seguito di un generale francese, col quale si reca a Parigi. Grazie all interessamento di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, riesce ad entrare nello studio di David dove conosce il giovane Ingres. Nel 1802 partecipa al Prix de Rome giungendo secondo. Tra il 1805 e il 1807 lavora al Busto di Napoleone (Parigi, Louvre) e al bassorilievo con la Battaglia di Austerlitz per la colonna di Place Vendôme. Nel 1807 è nominato dalla Baciocchi professore di Scultura all Accademia di Carrara. In questo periodo realizza la statua monumentale di Napoleone (Bastia, corso San Nicola) e il ritratto di Madame Eynard Lullin (Ginevra, Palazzo Eynard). Nel 1814 in seguito alla caduta di Napoleone, molte delle sue opere vengono distrutte. Torna a Firenze dove, dopo un periodo di difficoltà anche economica, ha inizio la sua attività più feconda. Del 1818 è L Ammostatore e del 1824 La Carità educatrice, acquistata dal Granduca di Toscana. Nel 1820 ospita Ingres, che sog-

9 giorna a Firenze fino al Nel 1830 riceve la commissione per il monumento Demidoff, portato a termine dall allievo Pasquale Romanelli, e nel 1835, su commissione di Rosa Trivulzio, esegue la celebratissima Fiducia in Dio (Milano, Museo Poldi Pezzoli). Dal 1837 al 1844 lavora al monumento funebre della principessa Sofia Zamoyska Czartoryska (Firenze, Santa Croce). Nel 1839 ottiene la cattedra di Scultura all Accademia di Firenze. Dei suoi ultimi anni sono il monumento Niepper (Parma, chiesa della Steccata), il monumento a Leon Battista Alberti (Firenze, Santa Croce) e la Ninfa dello scorpione (San Pietroburgo, Museo dell Ermitage) esposta nel 1845 al Salon di Parigi dove fu molto ammirata da Baudelaire. Benedetto da Maiano Maiano, Firenze Firenze 1497 Architetto e scultore italiano La sua opera architettonica prende le mosse dall esempio brunelleschiano per elaborare uno stile rigoroso ed equilibrato, come si può notare nel Palazzo Strozzi di Firenze (1487), dove collabora con Simone del Pollaiolo detto il Cronaca, e nel Portico di Santa Maria delle Grazie ad Arezzo. Come scultore lavorò spesso in società col fratello Giuliano, ma ricercò uno stile personale caratterizzato da un pronunciato plasticismo e da un gusto per effetti pittorici e per la resa particolareggiata dei dettagli. Si cimentò prevalentemente nelle tecniche della scultura in marmo e della scultura lignea, impegnandosi anche nell intaglio. Tra le sue opere scultoree più significative si possono ricordare: il Ritratto di Pietro Mellini (1474), il pulpito di Santa Croce ( ), la porta intarsiata della Sala dei Gigli in Palazzo Vecchio, due lunette per la Basilica della Santa Casa di Loreto ( ), la tomba di Filippo Strozzi, nell omonima cappella in Santa Maria Novella a Firenze. Bernini, Gian Lorenzo Napoli Roma 1680 Scultore e architetto italiano Gian Lorenzo Bernini nacque a Napoli da Pietro, scultore toscano attivo in quel momento alla Certosa di San Martino, e attorno al 1605 si trasferì con la famiglia a Roma. Nell arco della sua lunga vita lasciò la città solo nel 1665, all apice della fama, perché chiamato da Luigi XIV a Parigi. Compì la sua formazione artistica nella bottega del pa-

10 dre, edicandosi allo studio dei grandi maestri del Cinquecento e della statuaria antica, in particolare dei modelli ellenistici. L artista rivelò il suo precoce talento nei gruppi marmorei Enea e Anchise, il Ratto di Proserpina, David, Apollo e Dafne, eseguiti su commissione del cardinale Scipione Borghese tra il 1619 e il Lo scultore rimase al servizio del Cardinale fino al L ascesa al soglio pontificio di Urbano VIII Barberini assicurò a Bernini un posto di rilievo nella vita artistica romana. Nel 1629 fu eletto architetto di San Pietro. La sua attività nella Basilica, iniziata nel 1624 con la commissione del Baldacchino, lo occupò dagli anni Trenta fino alla morte. Per San Pietro Bernini eseguì la tomba di Urbano VIII ( ), la statua equestre di Costantino ( ), il San Longino ( ), la scenografica Scala Regia ( ) oltre alla spettacolare Cattedra ( ) e al colonnato antistante la basilica ( ). Importanti opere architettoniche dell artista sono il palazzo di Montecitorio ( ), la chiesa di Sant Andrea al Quirinale ( ), e i progetti commissionati da re Luigi XIV per il palazzo del Louvre che, però, non vennero realizzati perché giudicati incompatibili con il gusto classicista e le esigenze abitative francesi. Al nome di Bernini sono associate anche alcune celebri fontane romane, dalla Fontana dei Fiumi ( ) in piazza Navona a la Fontana del Tritone in piazza Barberini (1640). Inoltre l artista eseguì un cospicuo numero di ritratti scultorei tra i quali Scipione Borghese (1632, Galleria Borghese, Roma) e Costanza Buonarelli (1635, Museo del Bargello, Firenze). Grandi esempi della spiritualità barocca sono opere come l Estasi di Santa Teresa ( , Roma, Santa Maria della Vittoria, Cappella Cornaro) e la beata Ludovica Albertoni ( , Roma, San Francesco a Ripa). Bernini, Pietro Sesto Fiorentino Roma 1629 Padre di Gian Lorenzo, anch egli scultore fu attivo a Firenze, sua città natale, a Roma e a Napoli dove risiedette dal 1584 al 1604, quando si trasferì di nuovo a Roma. Qui eseguì rilievi per Santa Maria Maggiore, Sant Andrea della Valle e per Villa Borghese e per il parco fantastico di Caprarola. La sua cultura tardomanierista ricevette a Roma, grazie ai contatti con il Mariani e il Mochi, un nuovo im-

11 pulso. Ne derivò l enfatizzazione delle torsioni nelle cariatidi del monumento funebre a Clemente VII nella Cappella Paolina e il tentativo di imprimere moto mediante le vibrazioni luministiche nel San Giovanni Battista per Sant Andrea della Valle. Su questo virtuosistico magistero educò il figlio. Del è la sua fontana della Barcaccia in piazza di Spagna (da alcuni attribuita a Gian Lorenzo). Berruguete, Alonso Paredes de Nava 1486 ca. - Toledo 1561 Pittore e scultore spagnolo Figlio di Pedro, vive per circa un decennio in Italia, dove entra in contatto con i manieristi toscani ed è influenzato da Michelangelo. Ritornato in Spagna, diventa pittore di corte di Carlo V ma è attivo soprattutto come scultore. Fonde elementi della cultura italiana con la tendenza realistica spagnola all interno di uno stile altamente drammatico. Bertoldo di Giovanni Firenze 1420 ca Scultore e medaglista italiano Ritenuto da alcuni figlio illegittimo dei Medici, svolse una precoce attività presso la bottega di Donatello, collaborando col maestro al basamento della Giuditta e ad altre sculture. Ben presto entrò a far parte della cerchia di Lorenzo il Magnifico, come testimonia la medaglia da lui eseguita per la congiura dei Pazzi, nel L opera di Bertoldo è costituita da medaglie, statuette e rilievi in bronzo tra i quali la Battaglia, la Crocifissione e una Pietà, conservati al museo del Bargello a Firenze. Ma è nel settore dei bronzetti che egli offrì il suo massimo contributo. Bertoldo si esprimeva con un accentuato realismo, che infondeva in forme mosse da una certa violenza espressiva e sbalzate in pieno rilievo. Disegnò (senza peraltro eseguire) il fregio in terracotta invetriata, con l Esaltazione di Lorenzo de Medici per la villa di Poggio a Caiano, e i dodici rilievi in stucco nel cortile del palazzo Scala-Gherardesca. Il compito di restauratore e precettore di giovani artisti che egli svolse presso il giardino di San Marco una scuola d arte frequentata anche da Michelangelo è testimoniato anche dalla presenza in palazzo Medici di una stanza a lui destinata, nella quale trascorse gli ultimi anni della sua vita.

12 Bistolfi, Leonardo Casale Monferrato Torino 1933 Compiuti gli studi a Brera, realizza una serie di sculture funerarie di stile patetico, simbolista e floreale, dal modellato morbidamente pittorico (L angelo della morte, per la tomba Brayda a Torino, la Sfinge della tomba Pansa a Cuneo, Il sogno, L olocausto, La purificazione per cimiteri della Lombardia e del Piemonte), oltre a lastre a bassorilievo (Le lacrime, , Galleria Civica d Arte Moderna). Un moderato verismo si ritrova nelle statue celebrative di Lombroso a Verona (1922) e in certi busti, tra cui quello di De Amicis e di Giacosa. Bistolfi è anche disegnatore (Manifesto della prima esposizione d arte decorativa moderna, Torino) e autore di medaglie. Bonanno Pisano Pisa, XII secolo Scultore e architetto italiano È uno dei principali protagonisti dell arte romanica in Italia, capace di sviluppare un linguaggio originale ed autonomo basato sulla fusione di elementi bizantini, classicheggianti e oltremontani. A lui si attribuisce tradizionalmente il progetto e la realizzazione della prima fase dei lavori del Campanile di Pisa. La sua attività di scultore fu predominante e lo portò all esecuzione della porta reale del Duomo di Pisa, realizzata nel 1180 in bronzo e successivamente distrutta nell incendio del Allo stesso giro di anni risale la porta di San Ranieri, collocata nel transetto destro del Duomo di Pisa, le cui imposte bronzee narrano in venti formelle i principali episodi della Vita di Cristo. Al 1186 risale l esecuzione della porta della Cattedrale di Monreale, su cui sono raffigurate Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento. L opera è firmata da Bonanno civis pisanus e fu probabilmente realizzata a Pisa nello stesso periodo della porta di San Ranieri; entrambe le opere infatti mostrano una grande coerenza formale e la stessa facilità narrativa, elementi che dimostrano la raggiunta maturità artistica dello scultore pisano. Bourdelle, Émile-Antoine Montauban Vésinet 1929 Scultore francese Ancora molto giovane a Parigi frequentò lo studio di Rodin di cui diventò prima allievo e poi collaboratore. Lo

13 stile del maestro è fortemente radicato nelle opere iniziali, caratterizzate dal gusto per il monumentale e dall esaltazione idealistica dell uomo. In seguito Bourdelle si rivolse ad uno stile più asciutto e serrato, chiaramente ispirato all arcaismo greco, come testimonia la statua di Ercole arciere. Nel 1912 lo scultore realizzò tutte le decorazioni, ad affresco e bassorilievo, del teatro dei Champs-Elysées. Si dedicò inoltre alla creazione di monumenti equestri in stile neo-rinascimentale, e ad una intensa attività di ritrattista. Bracci, Pietro Roma Formatosi con Giuseppe Bartolomeo Chiari e sullo studio dell opera di Gian Lorenzo Bernini, dal 1725 tenne un diario nel quale annotò tutte le commissioni ricevute. Nello stesso anno, già celebre a Roma, ricevette l incarico di scolpire i ritratti in marmo del cardinale Fabrizio Paolucci e di papa Innocenzo XII per la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Ancora in memoria del Paolucci realizzò la lapide funebre in San Marcello al Corso nel Nel 1730 scolpì due statue a grandezza naturale con San Pietro Nolasco e San Felice di Valois per la Basilica di Mafra in Portogallo. Si data al 1732 il rilievo raffigurante Sant Andrea Corsini che lava i piedi ai poveri nella cappella Corsini in San Giovanni in Laterano e al 1734 il rilievo con San Giovanni Battista nel portico della stessa basilica. Ricevette importanti incarichi per la facciata di San Giovanni dei Fiorentini ( ) e per la chiesa di Santa Maria Maggiore (1742), a seguito del successo riscosso nel 1734 dal monumento funebre di Benedetto XIII in Santa Maria sopra Minerva e più tardi dal monumento di Maria Sobieska in Vaticano. L interesse per la scultura classica lo portò ad occuparsi di restauro: lavorò ai rilievi dell Arco di Costantino e alle statue della collezione del cardinale Alessandro Albani. Tra le numerose tombe eseguite nelle chiese di Roma si ricordano quelle del cardinale Renato Imperiale in Sant Agostino (1741), di Carlo Leopoldo Calcagnini in Sant Andrea delle Fratte (1748) e di Benedetto XIV in San Pietro (1769). Dal 1754 al 1758 lavorò alle statue dei santi fondatori degli ordini religiosi per il colonnato di San Pietro,

14 eseguendo San Vincenzo de Paoli, il Beato Girolamo Emiliani e San Norberto. Uno dei suoi lavori più conosciuti è il gruppo scultoreo centrale della Fontana di Trevi, originariamente commissionato a Giovanni Battista Maini, ma realizzato dal Bracci e completato nel Brancus,i, Constantin Pes,tis,ani Gorj, Romania Parigi 1957 Scultore franco-rumeno Dopo una formazione svolta all Accademia di Bucarest, egli lavorò a Vienna e a Monaco prima di trasferirsi nel 1904 a Parigi, città nella quale stabilì la sua residenza. La scultura Il bacio (1908), più volte replicata dall artista, segnò la svolta antinaturalistica della sua opera, definendo forme pure e primordiali, stilizzate entro volumi essenziali e impersonali, attraverso una sistematica eliminazione di ogni accessorio. Amico di Amedeo Modigliani, nel 1913 egli espose tre sculture alla mostra dell Armory Show di New York, avviando nella città statunitense una folta serie di mostre che lo vedranno protagonista più volte nel corso della sua vita. Se l interesse di Brancusi per l arte primitiva e africana è dimostrato da alcune sculture lignee eseguite tra il 1914 ed il 18, quali Il Figliol prodigo (Philadelphia, Museum of Art) e Strega (New York, Solomon R. Guggenheim Museum), dopo la Prima guerra mondiale si accentua nella sua opera il gusto per l astrazione formale, sostanziato da un continuo, approfondito studio sulla scultura egizia, greca arcaica e messicana. Tali suggestioni si ritrovano assimilate in un linguaggio astrattizzante personalissimo. A ripetuti soggiorni negli Stati Uniti intervallò nel 1937 un ritorno in Romania, dove eseguì alcune sculture per il giardino pubblico di Tirgu Jiu e un viaggio in India per progettare un tempio per il maragià di Indore. Morì a Parigi nel 1957.

15 C Caggiano, Emanuele Benevento Scultore originario di Benevento, studiò alcuni anni a Firenze. Intorno al 1860 scolpisce Pane e lavoro (Napoli, Museo di Capodimonte) che fu esposto a Parigi e a Londra. Fu insegnante di scultura a Roma e all Accademia di Napoli. La sua opera più nota è la statua bronzea della Vittoria che corona il monumento ai caduti nelle rivoluzioni contro i Borboni (Napoli, Piazza dei Martiri). Calcagni, Tiberio Firenze Roma 1565 Fiorentino, fu collaboratore e assistente di Michelangelo a Roma, nell ultimo periodo della vita del maestro, ed ebbe così la possibilità di portare a compimento due delle sue ultime opere: il Bruto e la Pietà del Museo dell Opera di Firenze. Aiutò il Buonarroti anche nella stesura dei disegni per San Giovanni de Fiorentini e ne costruì anche il modello in argilla. Rimase vicino a Michelangelo fino alla morte, tenendo costantemente informato il nipote Lionardo sulla salute dello zio. Nel 1565 curò la ristrutturazione della chiesa di Sant Angelo in Borgo a Roma, di cui però non rimane traccia, a causa del rinnovamento che ebbe luogo nel Settecento. Morì a Roma, un anno dopo Michelangelo.

16 Calder, Alexander Filadelfia New York 1976 Scultore americano Appartenente ad una famiglia di scultori, si interessò all arte fin da giovanissimo, mostrando però interesse più per gli «utensili meccanici che per la creta o i pennelli». Dopo aver terminato gli studi in ingegneria, si iscrisse all Arts Students League di New York eseguendo disegni e caricature per vari giornali o riviste. Giunse a Parigi nel 1926, dove ebbe inizio la sua carriera di scultore. La sua opera pittorica è legata ai primi Fili di ferro esposti nel 1927 al Salon des humoristes a Parigi. Nella grafica mostra una preferenza per la penna e la matita, con cui eseguì numerosi disegni, specie ad inchiostro di china, dove la sicurezza del tratto riecheggia le strutture lineari dei suoi personaggi da circo. Nei guazzi l artista mostra un iniziale figuratività che poi si evolve rapidamente verso un puro astrattismo che, liberatosi dall influsso di Mirò, trova piena espressione negli anni del dopoguerra. La sua opera grafica fu esposta in varie occasioni a Parigi (1954, Galerie des Cahiers d Art), Londra (1961, Lincoln Gallery) e Düsseldorf (1963, Gallerie Vömel). Parallelamente ai molteplici disegni che ne accompagnano i mobiles ed alle litografie a colori, gli ultimi guazzi di Calder, serie di figure grottesche e mostruose, attestano lo humor ma anche la ferocia di uno spirito incisivo. Nel 1973 l artista ha decorato 18 carlinghe di aerei di compagnie americane. Canova, Antonio Possagno, TV, Venezia, 1822 Nato a Possagno da padre scalpellino, il suo apprendistato si svolse in Veneto presso la bottega del Torretti, al cui seguito si spostò a Venezia nel Qui frequentò i corsi dell Accademia, studiando e disegnando i calchi in gesso delle sculture antiche e verso il 1773 aprì il suo primo studio di scultore nel chiostro di Santo Stefano e poi a San Maurizio. Fino al 1779 rimase a Venezia, dove ricevette numerose importanti commissioni, fra cui quella per il Dedalo e Icaro (Venezia, Museo Correr). Trasferitosi a Roma, dove approfondì la sua conoscenza della scultura classica, frequentò i corsi di nudo dell Accademia di Francia e la scuola di Pompeo Batoni.

17 A Roma, che sarà il centro della sua attività, egli si affermò ben presto con una serie di prestigiose commissioni culminanti nel monumento a Clemente XIV ( ) nella Basilica dei Santi Apostoli e nel monumento a Clemente XIII ( ) nella Basilica di San Pietro. Nell ultimo decennio del secolo creò alcune celebri opere marmoree, come Amore e Psiche (Parigi, Museo del Louvre), Venere e Adone (Ginevra, Villa La Grange) ed il Perseo (Roma, Musei Vaticani). Nel 1802 fu chiamato a Parigi per eseguire il Ritratto di Napoleone Bonaparte, soggetto ripreso in numerose versioni, a mezzo busto e a figura intera. Nel primo decennio dell Ottocento lavorò ancora per la famiglia Bonaparte, scolpendo i ritratti di Letizia, madre di Napoleone, della sorella Paolina Bonaparte Borghese, di Carolina e Gioacchino Murat, di Elisa Baciocchi. In questi anni diede inizio al monumento funebre di Vittorio Alfieri per la chiesa di Santa Croce a Firenze e inaugurò quello a Maria Cristina d Austria nella chiesa viennese degli Agostiniani (1805). Nel 1812 ultimò la celebre Venere italica (Firenze, Galleria Palatina) e nel 1716 le Tre Grazie (San Pietroburgo, Museo dell Ermitage). Incaricato dal papa della missione diplomatica di recupero degli oggetti d arte portati a Parigi da Napoleone, da qui si recò a Londra per ammirare i marmi appena giunti dal Partenone di Atene. In quest ultima fase della sua attività Canova fece erigere a Possagno un tempio ispirato al Pantheon di Roma. Qui, oltre ad un gran numero di opere, vi sono conservate le spoglie dello scultore, morto a Venezia nel Carpeaux, Jean-Baptiste Valenciennes, Courbevoie, Parigi 1875 Scultore e pittore francese Nonostante le tendenze classiciste dell arte ufficiale, gli interessi personali lo orientano alla lettura in chiave veristica proposta da Rude nella scultura e da Delacroix nella pittura. Esito esemplare delle sue ricerche realistiche il gruppo Ugolino e i figli, connotato in tono altamente drammatico. Lo scultore riesce a sostenere con grande leggerezza anche il gusto decorativo e raffinato, evidente ne La Danza, caratterizzata dai guizzanti e potenti effetti del chiaroscuro. Il risultato dirompente e in netto contrasto

18 con la freddezza accademica della scultura del tempo è stato la causa delle critiche e degli scandali che hanno accompagnato quasi sempre l uscita delle sue opere. Cecioni, Adriano Fontebuona, Firenze Firenze 1886 Scultore, pittore e scrittore d arte italiano Frequentò l Accademia di Firenze dedicandosi soprattutto alla scultura. Si arruolò poi come volontario nel 1859 e combatté nella guerra di indipendenza. Nel 1863 è a Napoli, dove è tra i fondatori della Scuola di Resina. Tornato a Firenze, si lega a Signorini e partecipa attivamente al gruppo dei macchiaioli del Caffè Michelangelo, di cui è considerato proprio con Signorini l animatore e il teorico. Del 1868 è una delle sue opere più note il gesso Bambino col gallo. Nel 1870 è a Parigi, chiamato da De Nittis, dove rimane deluso dall arte francese. Nel 1872 compie un viaggio a Londra. Fu acuto critico d arte, teorico della pittura macchiaiola e polemista vivace. Cellini, Benvenuto Firenze Scultore, orafo, scrittore e trattatista d arte italiano Nella Vita, la sua autobiografia, racconta i viaggi, le avventure, le risse, i duelli, non tralasciando di documentare le sue opere. Iniziò giovanissimo l attività di orafo. Nel 1519 si recò a Roma, dove la sua abilità gli procurò le commissioni di papa Clemente VII. Nel 1521 è di nuovo a Firenze, ma in seguito a una rissa, condannato a morte, ritornò a Roma. Non abbandonò la città al momento del sacco del 1527, ma si distinse nella difesa di Castel Sant Angelo. L anno seguente si recò a Mantova presso la corte dei Gonzaga. Nel 1529, durante l assedio, è a Firenze. Nel 1534, in una rissa, uccise un uomo, ma papa Paolo II lo assolse. Compì viaggi a Firenze, Venezia e di nuovo a Roma. Fra il 1540 e il 1545 si trasferì in Francia alla corte di Francesco I nella reggia di Fontainebleau, dove già si era recato il Rosso Fiorentino. Per il re di Francia, fra il 1542 e il 1543, realizzò la famosissima Saliera d oro (Vienna, Kunsthistorisches Museum).Qui all attività di orafo affiancò quella di scultore, iniziando la fusione in bronzo. Rientrato a Firenze, dove risiedette pressoché stabilmente fino alla morte, offrì i suoi servizi a Cosimo I de Medici. Al 1545 risale la committenza del Perseo, voluto dal Gran-

19 duca per la Loggia dei Lanzi. Nel 1548 lo scultore eseguì in bronzo il Busto di Cosimo I (Firenze, Museo Nazionale del Bargello), rivelandosi ritrattista di grande abilità. Gli anni che seguono lo videro soprattutto impegnato nella complessa realizzazione del gruppo bronzeo del Perseo, completato solo nel 1554, del cui basamento facevano parte anche quattro piccole figure di Divinità, tra cui Mercurio, e un grande bassorilievo (ora conservati a Firenze, Museo del Bargello). Cellini scolpisce ancora per Cosimo I un Crocifisso in marmo (Madrid, Escorial), donato poi dal Granduca Francesco I al re Filippo II di Spagna. Nel settimo decennio del secolo attese alla scrittura dei due trattati Dell oreficeria e Della scultura. César, César Baldaccini detto Marsiglia 1921 Scultore francese Frequenta la Scuola di Belle Arti a Marsiglia e a Parigi. Dal 1950 inizia a svolgere una ricerca personale legata alle suggestioni dei materiali naturali, realizza assemblages con pezzi di ferro, materiali di scarto di fonderia, che salda realizzando le sue prime sculture che espone alla Galleria Lucien Durand nel Partecipa alle Biennali di Venezia e di San Paolo e alla seconda edizione della Documenta nel Dal 1960 fa parte del gruppo Nouveaux Réalistes e inizia la sua produzione di Compressions: grazie a presse industriali trasforma resti di vecchie automobili, o altri rifiuti in metallo in enormi volumi regolari di ferraglia. Passa poi a realizzare fusioni per creare oggetti monumentali ingigantiti come il Pollice di César in bronzo alto circa 185 cm. Nel 1967 scopre il poliuretano che gli permette di creare la serie delle Expansions, gigantesche colate di poliuretano la cui resina liquida si solidifica cristallizzando all aria. Ha continuato a usare queste tecniche approfittando anche di numerose committenze. Chillida, Eduardo San Sebastián 1924 Scultore spagnolo Studia architettura a Madrid, in seguito si trasferisce a Parigi dove negli anni inizia a dedicarsi alla scultura. Torna nel 1951 nei paesi baschi e, individuato nel ferro il suo materiale preferito, realizza alcune opere monu-

20 mentali tra cui le porte della basilica di Aranzazu,1954, dove utilizza materiali consumati dal tempo e dall uso. Fin dal 1956, presenta diverse opere alla Galleria Maeght (Parigi), e Bachelard parla giustamente a loro proposito di un «cosmo di ferro». Usa il ferro allo stato grezzo, lasciando la superficie scabra e rugosa con evidenti tracce del fuoco su di essa. Alla Biennale del 1958 gli è conferito il gran premio per la scultura. Nei suoi lavori di questi anni le forme piene si intrecciano con il vuoto, creando zone di contrasto tra luce e ombre, in un rapporto dinamico con lo spazio circostante (Rumor de Limites II). Dal 1959 si dedica anche all incisione. Churriguera secc. XVII-XVIII Famiglia di architetti e scultori spagnoli José Benito (Madrid, ) attivo a Madrid come disegnatore di corte dal 1690, eseguì monumentali altari con fastose decorazioni (retablo) nella cattedrale di Segovia e in San Esteban a Salamanca; a Madrid costruì il palazzo ora sede dell Accademia di San Fernando. Joaquín (Madrid ) fratello e collaboratore di José Benito, progettò la cattedrale nuova a Salamanca e costruì il patio del Colegio de Anaya e il Colegio de Calatrava. Alberto (Madrid Orgaz 1750) fratello dei precedenti, fu anch egli architetto della cattedrale di Salamanca, città in cui progettò anche la chiesa di San Sebastián e la plaza Mayor (1728). Colla, Ettore Parma Roma 1968 Nato a Parma nel 1896, studia all Accademia di Belle Arti della sua città. A partire dal 1922 compie diversi viaggi a Parigi, dove ha modo di frequentare gli studi di importanti scultori come Emile Bourdelle e Aristide Maillol. Tornato in Italia nel 1926 si trasferisce a Roma, prendendo parte a numerose esposizioni cittadine e nazionali. Nel 1930 espone per la prima volta alla Biennale di Venezia. Nel corso degli anni Trenta esegue numerose sculture in pietra. Otterrà in seguito la cattedra di scultura alla Scuola Superiore dell Arte di Roma. Tra 1944 e 1948 attraversa un periodo di riflessione in cui abbandona la scultura e

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