CAP. 8 I nuovi sistemi di generazione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CAP. 8 I nuovi sistemi di generazione"

Transcript

1 CAP. 8 I nuovi sistemi di generazione 1. Celle a combustibile 1.1. Generalità Il panorama della produzione di energia elettrica, tradizionalmente caratterizzato da un ampia articolazione dei sistemi di generazione a causa di un complesso intreccio di fattori tecnici, economici, legislativi e politici oltre che della disponibilità di sorgenti primarie, è divenuto in questi ultimi anni sempre più condizionato da vincoli ambientali. Le maggiori spinte in questa direzione derivano dalla crescente difficoltà, pressoché indipendente dalla tipologia dell impianto, nell individuare siti per impianti di grande potenza e dalle preoccupazioni sugli effetti dei gas serra, culminate negli impegni dei paesi industrializzati per una drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Di qui l attenzione verso nuovi sistemi di produzione, assai suggestivi ma ancora lontani dal dare risposte quantitativamente adeguate ai reali fabbisogni di energia e, di conseguenza, il parallelo interesse per impianti di produzione in grado di minimizzare i consumi di combustibile, di origine sia fossile che rinnovabile, grazie a rendimenti black box particolarmente elevati. Tra questi le celle o pile a combustibile (fuel cells), capaci di coprire un ampia gamma di potenze, appaiono oggi molto attraenti: esse sono infatti caratterizzate da elevati rendimenti di conversione anche su taglie medio-piccole e/o a carico parziale, utilizzano come combustibile l idrogeno e hanno un impatto sull ambiente praticamente nullo. L idrogeno viene da molti considerato come il combustibile ideale in quanto il suo utilizzo non produce emissioni gassose pericolose: in effetti la molecola di idrogeno gassoso, quando si combina con l ossigeno, genera energia e rilascia solo acqua. I combustibili fossili, invece, bruciando generano energia e rilasciano l anidride carbonica, che è additata tra i maggiori responsabili dell effetto serra. L idrogeno però non può essere considerato come una fonte primaria di energia perché non è presente come molecola gassosa libera sulla Terra; esso è assai diffuso in natura (nell acqua, nel petrolio, nei combustibili fossili, nelle piante, negli esseri viventi) e deve essere prodotto tramite processi di conversione che richiedono energia. L idrogeno non è quindi una fonte energetica primaria ma piuttosto un vettore dell energia, ossia di quell energia spesa per la sua liberazione. Come vettore energetico può svolgere un ruolo importante nei sistemi energetici futuri, particolarmente nel settore dei trasporti e nel settore della produzione stazionaria di energia elettrica, e grazie alle sue caratteristiche offre l opportunità di ottenere una combustione pulita (sia in motori a combustione interna sia in celle a combustibile) con il vantaggio di ridurre a valori minimali l emissione di gas serra. L idrogeno può essere prodotto da fonti rinnovabili ed accumulato, permettendo il disaccoppiamento tra domanda ed offerta di energia che spesso caratterizza tali fonti di energia. Infatti l'impiego dell idrogeno come vettore energetico consentirebbe di accumulare in maniera efficiente l'energia prodotta dalle fonti rinnovabili (solare, eolica) nei momenti di maggiore disponibilità e di riutilizzarla nei momenti e nei luoghi richiesti. L idrogeno può essere prodotto dai combustibili fossili, ad esempio il gas naturale, tramite un processo di reforming. Il reforming a vapore utilizza un combustibile a base di idrocarburi, un catalizzatore e del vapore ed introduce calore addizionale da una fonte esterna per ottenere le seguenti reazioni chimiche: CH 4 + H 2 O CO + 3 H 2 CO + H 2 O CO 2 + H 2 L idrogeno è anche prodotto dal carbone e dagli oli pesanti mediante un processo di gassificazione. Ciò si ottiene trattando il combustibile con vapore e aria o ossigeno ad elevate temperature e pressioni. Infine l idrogeno può essere prodotto dagli impianti nucleari, sfruttandone il calore o l energia elettrica generata: l idrogeno viene ottenuto termochimicamente o per elettrolisi dall acqua. 1

2 1.2. Principio di funzionamento La cella a combustibile può essere assimilata a un dispositivo in cui entrano un combustibile e un ossidante e da cui escono energia elettrica, acqua e calore. In altre parole, si tratta di un generatore chimico-elettrico che, evitando i passaggi intermedi attraverso l energia termica e l energia meccanica, converte direttamente in elettricità l energia chimica di un combustibile. Confronto tra celle a combustibile e sistemi tradizionali di produzione dell energia elettrica I principali meccanismi funzionali sono assicurati essenzialmente da due elettrodi, catodo e anodo, ove avvengono le reazioni chimiche che complessivamente presiedono all ossidazione controllata del combustibile, da un elettrolita con funzione di trasporto degli ioni dall anodo al catodo (o viceversa, secondo il tipo di elettrolita e la carica positiva o negativa degli ioni) e dai sistemi di adduzione dei gas di processo e di prelievo della corrente elettrica. Proprio la corrente elettrica, che dipende dalla richiesta di potenza da parte dell utilizzatore, è lo strumento di controllo della reazione di ossidazione che avviene nella pila. Elevati prelievi di potenza, e quindi elevate correnti, consentono forti flussi ionici attraverso l elettrolita, permettendo un accelerazione della reazione; al contrario, in assenza di richiesta di potenza (e quindi a corrente nulla) non si ha flusso ionico attraverso l elettrolita e la reazione risulta impedita. Si hanno due condizioni di funzionamento estreme: per effetto della corrente richiesta tutto il combustibile inviato alla cella viene ossidato ed esce quindi totalmente esausto (sotto forma di anidride carbonica e acqua): in questo caso si dice che il coefficiente di utilizzo del combustibile è del 100%; in assenza di corrente (funzionamento a vuoto) la reazione si arresta e quindi il combustibile transita attraverso la cella senza essere ossidato e ne esce inalterato: in questo caso si dice che il coefficiente di utilizzo del combustibile è dello 0%. In realtà nessuno di questi casi ha interesse pratico: nel primo, benché lo sfruttamento del combustibile sia massimo, la cella funziona in condizioni operative lontane da quelle ottimali e quindi con rendimenti assai inferiori a quelli massimi ottenibili; nel secondo, evidentemente, il rendimento è nullo. Nella pratica conviene mantenere il coefficiente di utilizzo del combustibile in una fascia ben definita, regolando la portata di combustibile in funzione della corrente richiesta. Il campo ottimale è prescelto in funzione di numerosi fattori, tecnici ed economici, ma comunque riconducibili al tipo di applicazione e alla configurazione d impianto. 2

3 1.3. Sistema di celle Una conformazione tipica di un sistema di generazione a celle può essere quello riportato in modo schematico nella figura seguente. A monte vi è una sezione di trattamento del combustibile (reformer, spesso preceduto da un sistema di clean-up), che serve a trasformare il combustibile primario (gas naturale, biogas, gas di discarica o landfil gas, gas da carbone, gasolio, metanolo) in un gas ricco di idrogeno per alimentare le celle. Al centro troviamo la sezione elettrochimica, costituita da un insieme di celle singole assemblate in uno o più pacchi (stack), che rappresenta il cuore del sistema. Lo stack di celle può essere rappresentato nello schema seguente. 3

4 Poiché l uscita elettrica di una pila a combustibile è in corrente continua, è anche necessario un sistema di condizionamento della potenza elettrica per la trasformazione in alternata (inverter), per l adeguamento della tensione e, in caso di collegamento in rete, per assicurare le corrette interfacce e le opportune regolazioni (ad esempio, la potenza reattiva). Vi è poi un sistema di regolazione e recupero del calore, che ha lo scopo primario di smaltire il calore prodotto dalla pila fornendo l apporto tecnico richiesto dal sistema di trattamento del combustibile e permettendo il recupero del calore residuo a fini di cogenerazione. Il coordinamento operativo delle diverse sezioni, nonché tutti gli interventi necessari per la sicurezza dell impianto o per far fronte a possibili avarie o malfunzionamenti, è assicurato da un sistema di supervisione e controllo. Si possono rapidamente analizzare i principali vantaggi delle celle a combustibile: rendimenti elettrici elevati, con minima dipendenza dalla taglia e dalla parzializzazione del carico; possibilità di cogenerazione e, per le filiere ad alta temperatura, di integrazione in cicli combinati; ridotto impatto ambientale, grazie a bassissime emissioni inquinanti, minime emissioni acustiche, ridotte emissioni di anidride carbonica per gli alti rendimenti; flessibilità rispetto al combustibile; facilità nell individuazione dei siti di installazione, anche in zone densamente abitate e con stringenti vincoli ambientali; elevata affidabilità e bassa manutenzione per l assenza di parti in movimento; capacità di offrire un elevata power quality sotto il profilo della continuità, disponibilità, possibilità di regolazione locale della potenza attiva e reattiva; pronta risposta alle variazioni di carico. Per contro, uno dei principali limiti alla diffusione delle celle a combustibile è rappresentata dagli alti costi. Inoltre si riscontrano problemi di affidabilità e di vita, ridotte densità di potenza e limitazioni nella potenza ottenibile modularmente. 4

5 1.4. Tipologie di celle Esistono varie opzioni tecnologiche a seconda del tipo di elettrolita, ossia del conduttore ionico a cui, all interno della cella, è affidato il compito fondamentale di trasportare le cariche elettriche dall anodo al catodo (o viceversa). La tabella seguente riporta le principali filiere di celle a combustibile, classificate per l appunto rispetto al tipo di elettrolita, con evidenziate le principali caratteristiche. Tipo di Fuel Cell AFC (Alkaline Fuel Cell) PEFC (Polymer Electrolyte Fuel Cell) PAFC (Phosphoric Acid Fuel Cell) MCFC (Molten Carbonate Fuel Cell) SOFC (Solid Oxide Fuel Cell) Elettrolita Soluzione acquosa di idrossido di potassio imbibita in una matrice Membrana polimerica (solfonica perfluorurata) Soluzione di acido fosforico imbibita in una matrice di carburo di silicio Soluzione di carbonati di litio, sodio e/o potassio imbibita in una matrice Ossido di zirconio stabilizzato con ossido di ittrio Ioni trasferiti attraverso l elettrolita Temperat. media di esercizio ( C) Efficienza elettrica (%) Temperat. del calore residuo disponibile ( C) Densità di potenza (mw/cm 2 ) OH < H H CO 3 = (60 65) O = (60 65)

6 Già da un primo esame della tabella è facile intuire come le differenze tecnologiche indotte dal tipo di elettrolita, che si riflettono nella temperatura di funzionamento, nel rendimento elettrico e nella qualità del calore reso disponibile, possano predeterminare, per ciascuna filiera, campi di applicazione specifici o privilegiati, con tempi di sviluppo e maturazione tecnologica anche sensibilmente differenziati. Altri elementi che possono concorrere alla scelta applicativa sono la densità di potenza, la flessibilità rispetto al combustibile e, ovviamente, il costo. Naturalmente queste filiere, oltre che per l elettrolita, differiscono anche per i materiali degli altri componenti. Schematicamente si può dire che la bassa temperatura pone minori problemi tecnologici, favorendo in genere l impiego di materiali meno pregiati. Tuttavia, per ottenere cinetiche di reazione accettabili, occorre fare ricorso a catalizzatori a base di metalli nobili (tipicamente platino). Nonostante ciò, i rendimenti elettrici rimangono relativamente bassi e, ovviamente, la qualità del calore reso disponibile è modesta. Al contrario, le celle a combustibile ad alta temperatura, pur presentando qualche maggiore problema tecnologico, possono raggiungere rendimenti elettrici fino al 60% e, grazie alla qualità del calore residuo, si possono ben integrare, per taglie di impianto adeguate, in cicli di tipo combinato, permettendo in questo modo di incrementare ulteriormente il rendimento globale. 6

7 Per quanto riguarda lo stato dell arte e le caratteristiche e gli impieghi delle diverse filiere, si può dire che: Le celle alcaline (AFC Alkaline Fuel Cell) usano come elettrolita una soluzione acquosa di idrossido di potassio e hanno elettrodi porosi a base di nichel. L energia viene prodotta da una reazione redox tra idrogeno e ossigeno. All anodo l idrogeno è ossidato secondo la reazione: 2 H OH - 4 H 2 O + 4 e - Gli elettroni fluiscono attraverso il circuito esterno e ritornano al catodo, riducendo l ossigeno e producendo ioni ossidrile secondo la reazione: O H 2 O + 4 e - 4 OH - Queste celle sono facilmente avvelenate dall anidride carbonica; in realtà una piccola percentuale di CO 2 nell aria può condizionare il loro funzionamento, rendendo necessaria la purificazione sia dell idrogeno che dell ossigeno utilizzati. Per essere economiche su larga scala esse devono raggiungere un tempo operativo superiore alle ore, condizione che non è stata ancora raggiunta. Pur avendo conseguito un buon grado di maturità tecnologica, sono attualmente utilizzate per usi speciali, quali le applicazioni militari e spaziali. 7

8 Le celle a membrana polimerica (PEM, PEFC o SPFC) utilizzano come elettrolita una membrana solfonica perfluorurata sulla quale vengono depositati direttamente gli elettrodi di carbone poroso contenenti un catalizzatore a base di platino. All anodo le molecole di idrogeno si dissociano secondo la reazione: H 2 2 H e - Gli elettroni fluiscono attraverso il circuito esterno verso il catodo. Gli idrogenioni diffondono attraverso la membrana polimerica, che costituisce l elettrolita, verso il catodo. Qui reagiscono con gli elettroni e con l ossigeno secondo la reazione: O H e - 2 H 2 O Le celle PEM (Polymer electrolyte membrane, dette anche Proton exchange membrane) presentano un alta densità di potenza e offrono il vantaggio di peso e volume ridotti, in confronto agli altri tipi di celle. Operano a temperature relativamente basse, il che permette di avviarle rapidamente e di utilizzarle per maggiori durate. Il catalizzatore a base di platino, oltre al costo notevole, presenta il problema dell avvelenamento da ossido di carbonio; il che costringe ad impiegare eventualmente un reattore addizionale per ridurre il CO nel combustibile. Si stanno sperimentando catalizzatori a base di platino/rutenio, che sono più resistenti al CO. Queste celle sono sviluppate soprattutto per la trazione elettrica e la generazione/cogenerazione di piccola taglia (1 250 kw). Un ostacolo significativo ad impiegarle sui veicoli è lo stoccaggio dell idrogeno. La maggior parte dei veicoli, infatti, deve prevedere lo stoccaggio dell idrogeno a bordo come gas compresso in serbatoi pressurizzati. A causa della bassa densità energetica dell idrogeno, è difficile ottenere, con questi serbatoi, un autonomia paragonabile a quella dei veicoli a benzina. Altri combustibili liquidi a maggior densità energetica (quali metanolo, etanolo, gas naturale, ecc.) possono essere usati, ma richiedono a bordo un impianto di reforming per ottenere l idrogeno. 8

9 Le celle ad acido fosforico (PAFC Phosphoric Acid Fuel Cell) usano come elettrolita una soluzione relativamente concentrata di acido fosforico imbibito in una matrice di carburo di silicio, posta tra due elettrodi a base di grafite opportunamente trattati con piccole quantità di platino con funzioni di catalizzatore. I processi che hanno luogo nella cella sono i seguenti: 1. Il combustibile H 2 è inviato all anodo, mentre al catodo giunge l ossigeno dell aria. 2. All anodo il catalizzatore al platino favorisce la dissociazione dell idogeno in idrogenioni ed elettroni. 3. L elettrolita a base di acido fosforico permette il passaggio delle sole cariche positive verso il catodo. Le cariche negative (gli elettroni) passano nel circuito esterno generando una corrente elettrica. 4. Al catodo gli idrogenioni e gli elettroni si combinano con l ossigeno per produrre acqua, che poi esce dalla cella. Sono classificate come celle a media temperatura e permettono di utilizzare il calore prodotto sia per le fasi di preriscaldamento del processo di reforming del combustibile sia per utenze esterne. Rappresentano la tecnologia più matura per gli impieghi stazionari, con commercializzazione già avviata per le applicazioni di cogenerazione nei settori residenziale e terziario ( kw). 9

10 Le celle a carbonati fusi (MCFC Molten Carbonate Fuel Cell) impiegano come elettrolita una miscela di carbonati (tipicamente di litio e di potassio) fusi alla temperatura di funzionamento di C, trattenuta da una matrice porosa costituita da alluminato di litio. Gli elettrodi, porosi, sono a base di nichel. Poiché si lavora ad alte temperature, il catalizzatore è di metallo non prezioso. I processi che hanno luogo nella cella sono i seguenti: 1. Il combustibile H 2 è inviato all anodo, mentre al catodo giungono l ossigeno dell aria, la CO 2 e, tramite il circuito esterno, gli elettroni. 2. Al catodo l ossigeno, l anidride carbonica e gli elettroni reagiscono per formare ioni O = e ioni CO 3 =. 3. Gli ioni CO 3 = si spostano verso l anodo attraverso l elettrolita. 4. All anodo il catalizzatore fa combinare l idrogeno con gli ioni CO 3 = formando acqua e anidride carbonica e rilasciando elettroni. 5. L elettrolita non permette agli elettroni di attraversarlo verso il catodo, ma li forza a fluire nel circuito esterno generando una corrente elettrica. 6. L anidride carbonica che si è prodotta all anodo è spesso riciclata al catodo. Pur richiedendo ancora alcuni affinamenti tecnologici e qualche miglioramento nei materiali, le celle a carbonati fusi possono ormai ritenersi vicine alla commercializzazione. Esse sono promettenti soprattutto per la generazione di energia elettrica e la cogenerazione da qualche centinaio di kw ad alcune decine di MW. 10

11 Le celle a ossidi solidi (SOFC Solid Oxide Fuel Cell) utilizzano come elettrolita ossido di zirconio stabilizzato con ossido di ittrio, mentre l anodo e il catodo sono costituiti rispettivamente da un cermet a base di nichel-ossido di zirconio e da manganito di lantanio opportunamente drogato. Esse devono operare ad alta temperatura per assicurare una conducibilità sufficiente all elettrolita. I processi all interno della cella sono i seguenti: 1. Il combustibile H 2 è inviato all anodo, mentre al catodo giunge l ossigeno dell aria. 2. Al catodo il catalizzatore favorisce la reazione tra l ossigeno e gli elettroni che giungono dal circuito esterno. Si producono così ioni O =. 3. Gli ioni O = fluiscono verso l anodo attraverso l elettrolita. 4. All anodo il catalizzatore fa reagire l idrogeno con gli ioni O = per generare acqua ed elettroni. 5. Gli elettroni non possono passare attraverso l elettrolita verso il catodo, ma lo raggiungono percorrendo un circuito esterno e generando una corrente elettrica. Come le celle a carbonati, sono promettenti soprattutto per la generazione di energia elettrica e la cogenerazione da qualche kw ad alcune decine di MW. 11

12 Le celle a metanolo diretto (DMFC - Direct Methanol Fuel Cell) operano a temperature tra 70 e 120 C e come le SPFC utilizzano come elettrolita una membrana polimerica. Il metanolo (CH 3 OH) e l acqua sono inviati all anodo, mentre al catodo giunge l ossigeno dell aria. Il catalizzatore anodico estrae l idrogeno dal metanolo liquido, evitando così la necessità di un reformer del combustibile. La reazione è la seguente: CH 3 OH + H 2 O CO H e - Gli elettroni fluiscono nel cicuito esterno verso il catodo generando una corrente elettrica. Gli ioni H+ sono trasportati attraverso la membrana polimerica verso il catodo, dove reagiscono con l ossigeno e gli elettroni per produrre acqua. 3 O H e - 6 H 2 O Le celle a metanolo diretto sono ancora nello stadio di ricerca di laboratorio. 12

13 2. Conversione magnetoidrodinamica (MHD) Fra le tecnologie che potrebbero essere usate nel futuro per produrre energia elettrica c è la conversione magnetoidrodinamica (MHD-MagnetoHydroDynamic). E noto, dalla legge di Lorentz, che se si ha un conduttore elettrico percorso da corrente e immerso in un campo magnetico, nasce sul conduttore stesso una forza che è perpendicolare alla direzione del campo magnetico e della corrente. La forza di Lorentz è esprimibile con la formula: r r r F = qv B dove q è la carica elettrica che si muove con velocità v r entro un campo magnetico di induzione B r. In un convertitore MHD il conduttore elettrico è sostituito da una corrente di plasma ad altissima velocità, e cioè di un gas portato a temperatura così alta da essere per la maggior parte ionizzato, cosicché la corrente fluida non è più costituita da molecole elettricamente neutre ma anche da una miscela di ioni positivi e di elettroni. Se tale corrente fluida viene sottoposta ad un fortissimo campo magnetico avente direzione perpendicolare a quella del moto, si genera su ogni ione ed elettrone una forza che tende a deviarlo in direzione perpendicolare a quella della corrente e del campo magnetico. Se si dispongono ai lati opposti della corrente di plasma due elettrodi, gli elettroni potranno essere raccolti all anodo mentre gli ioni giungeranno al catodo: tra i due elettrodi si creerà così una differenza di potenziale, utilizzata per far circolare un corrente elettrica continua in un circuito esterno utilizzatore. Naturalmente alla produzione di energia elettrica si accompagna la riduzione di energia cinetica e termica della corrente fluida. Gli esperimenti attuali (su scala pilota preindustriale) considerano più promettente un ciclo aperto, che usi un combustibile fossile e in cui il gas caldo uscente dal convertitore MHD venga utilizzato in un impianto di tipo convenzionale. La conducibilità del plasma può essere incrementata inserendo un seme (seed), ad esempio potassio. In queste condizioni si possono raggiungere efficienze dell ordine del 50%, con condizioni accettabili per quanto riguarda le emissioni di inquinanti; usando superconduttori ad alto campo, si pensa di ottenere anche rese del 60%. 13

14 Il ciclo chiuso prevede invece l utilizzo di un reattore nucleare come fonte di calore. Poiché il gas utilizzato non è disperso nell atmosfera, esso può essere scelto più costoso ma dotato di caratteristiche fisiche più avanzate (miglior ionizzazione e più alte proprietà di conduzione elettrica). Nonostante siano già in funzione impianti sperimentali MHD di dimensioni cospicue, i problemi tecnologici da superare per poter commercializzare questa opzione sono notevoli, e vanno dallo sviluppo di scambiatori di calore a temperature molto elevate (intorno ai 1500 C) a quello di canali durevoli per il plasma e di grandi magneti superconduttori. 14

15 3. Conversione elettrogasdinamica (EGD) Una corrente di gas, che trasporta polveri o particelle allo stato di aerosol, fluisce lungo un condotto, come mostrato in figura. Ci sono tre elettrodi: un emettitore, un attrattore e un collettore. Le particelle nella corrente gassosa vengono caricate elettricamente da un sistema di scarica ad effetto corona, posto nel condotto tra l emettitore e l attrattore. La corrente del gas porta la maggior parte delle particelle caricate elettricamente verso il collettore, dove esse cedono la loro carica e alimentano una corrente su un circuito esterno. Nel condotto tra emettitore e collettore si instaura un campo elettrico che cerca di muovere le particelle in direzione contraria alla corrente del gas: tale corrente lavora quindi per vincere queste forze elettrostatiche e converte la sua energia termica e cinetica in energia elettrica. L attività di trasporto delle cariche non dipende dalla ionizzazione termica del gas e perciò non esistono limiti di temperatura inferiore per il funzionamento del sistema. Ciò significa che l intero campo di temperature della sorgente di calore può essere utilizzato per la conversione diretta del calore in energia elettrica. Come per la generazione MHD, il sistema EGD può essere inserito in un ciclo aperto (con combustione di un combustibile fossile) o in un ciclo chiuso (con reattore nucleare). Stime teoriche hanno indicato che un sistema EGD a ciclo aperto, che brucia carbone polverizzato e utilizza le ceneri volanti per trasportare le cariche elettriche, potrebbe operare con rendimento intorno al 50% con temperatura all ingresso di circa 1800 K. Le difficoltà realizzative sono incentrate principalmente su due problemi: il raggiungimento di intensità di campo elettrico estremamente elevate e la riduzione degli effetti di carica spaziale. 15

16 4. Onde e correnti Si tratta di un energia che potrebbe avere un interesse locale, ma il cui sfruttamento è oneroso e antieconomico anche in paesi, come la Gran Bretagna e il Giappone, ove il moto ondoso convoglia un energia di un ordine di grandezza superiore a quella dei mari italiani. Non va dimenticato che gli impianti devono essere progettati per sopportare le tempeste e che hanno un impatto negativo sull ambiente. L energia delle onde può essere convertita, mediante adeguati meccanismi, in moto rotatorio o oscillatorio o nel movimento di un fluido di processo in modo tale da azionare un generatore di corrente. La potenza sprigionata dalle onde che si infrangono sulle coste di tutto il mondo ammonta a circa 3 TW. Tuttavia tale potenza può essere utilizzata soltanto nelle zone in cui le onde sono abbastanza alte e regolari. Infatti la quantità di energia recuperabile dipende, in misura esponenziale, dall ampiezza dell onda, vale a dire dalla differenza di altezza tra la cresta e il ventre: P = 0,5 dove h è l ampiezza e T è il periodo. Questo vuol dire che a un altezza media di 3 metri (quella che si ritrova in molte aree oceaniche) corrisponde un energia di 90 kw/m del moto ondoso, vale a dire che un impianto di conversione lungo 250 m, con un tasso di efficienza del 50%, potrebbe soddisfare il fabbisogno di elettricità di circa persone. Sebbene questa tecnologia sia ancora agli esordi, sono già stati brevettati oltre mille dispositivi di conversione, che si possono raggruppare, tenendo conto del luogo sul quale insiste l impianto, in tre categorie: dispositivi vicini alla riva (near-shore device); dispositivi lontani dalla riva, strettamente ancorati (off-shore tight-moored device); dispositivi lontani dalla riva, debolmente ancorati (off-shore slack-moored device). In base al sistema di funzionamento, invece, si possono aggregare in due grandi gruppi: mover (moventi), ove l energia potenziale (in alcuni casi anche quella cinetica) delle onde è usata per far muovere un corpo (galleggiante, acqua, aria o altro); eater (aspiranti), ove l energia potenziale e cinetica dell acqua in movimento, catturata all interno del dispositivo, è trasformata in energia utile tramite l azionamento di una turbina idraulica. Il vantaggio principale dei dispositivi eater su quelli mover consiste nel poter affrontare onde di altezza molto elevata. I dispositivi mover a loro volta si distinguono in: dispositivi up and down (float e oscillating water column OWC), fissi o galleggianti; dispositivi roll/toss (single roller o pendulum e connected float); dispositivi d impatto su corpo fisso o su corpo flessibile (airbag). I dispositivi eater si distinguono in: dispositivi flush up (nei quali l acqua scivola superficialmente); dispositivi flush in (in cui l acqua entra all interno del dispositivo). I dispositivi di superficie che seguono il movimento delle onde (float device - dispositivo galleggiante; pitching device - dispositivo pivottante) utilizzano un organo meccanico di trasmissione tra gli oggetti galleggianti o tra un oggetto galleggiante e uno fisso per produrre energia meccanica. Un dispositivo pivottante molto efficiente (80%) è il salter duck, composto da h 2 T 16

17 una serie di serbatoi galleggianti che possono ruotare attorno a un asta trasmettendo un moto circolare. Nei dispositivi OWC le onde provocano una variazione di pressione all interno di un cilindro, o altro dispositivo simile, avente l apertura inferiore molto al di sotto della superficie del mare (15 20 m). Il fluido che fa muovere le turbine è normalmente aria. Oltre ad essere molto rumorosi, questi impianti vicini alla riva presentano un considerevole impatto visivo. Tuttavia rappresentano attualmente la via più collaudata ed economicamente percorribile di conversione del moto ondoso. Tre impianti giapponesi OWC, uno da 60 kw, uno da 30 kw e un altro da 20 kw si trovano localizzati, rispettivamente, sulla costa di Kuju-kuri, sulla costa di Sakata e sull isola di Tsushima. Altri impianti, alcuni dimostrativi, si trovano in Cina, in India, in Norvegia, in Gran Bretagna. In base a una recente ricerca del governo inglese sarebbe possibile generare elettricità, utilizzando impianti della potenza di 50 kw/m e del tipo salter duck o clam con turbine Wells, ad un costo di circa 0,1 $/kwh. Processo OWC Notevole interesse potrebbero infine presentare le correnti marine, particolarmente in certe località ove ci sono enormi masse in movimento; questo è il caso dello stretto di Messina, dove, a circa 100 metri di profondità, c è una corrente di quasi un milione di metri cubi al secondo che si sposta alla velocità di circa 4 m/s, e che si inverte ogni 6 ore. 17

18 5. Gradienti termici oceanici Negli oceani, tra le acque calde in superficie e quelle fredde in profondità, c è una differenza di temperatura (che nei mari caldi può arrivare a 20 C) che può essere sfruttata con cicli opportuni. E possibile, ad esempio, realizzare un ciclo inverso a quello frigorifero, facendo evaporare un liquido a basso punto di ebollizione (come l ammoniaca); il vapore si espande in una turbina e viene liquefatto con l acqua fredda pompata dalle profondità marine. Ma si potrebbe anche usare direttamente l acqua calda, vaporizzandola sotto vuoto. La tecnologia è nota con il nome di OTEC (Ocean Thermal Energy Conversion). Dati i relativamente piccoli salti termici, l efficienza termodinamica non può che essere bassa, mentre i costi di impianto e di gestione risultano assai elevati. Inoltre, alla gratuità e rinnovabilità della fonte si contrappongono i grandi macchinari (ad esempio, il progetto di una centrale OTEC da 100 MW prevede un impianto del peso di tonnellate) e una notevole massa di fluido per lo scambio termico. Gli impianti OTEC, situabili sulla terraferma (on-shore) o in mare aperto (off-shore) su navi o piattaforme ancorate, possono essere sostanzialmente di tre tipi: a ciclo chiuso, Closed-Cycle OTEC (CC-OTEC), a ciclo aperto, Open-Cycle OTEC (OC-OTEC), ibrido, Hybrid-Cycle OTEC (HC-OTEC). In un impianto OTEC a ciclo chiuso l acqua di mare calda fa vaporizzare un fluido di lavoro (ad esempio ammoniaca) che attraversa uno scambiatore di calore (evaporatore). Il vapore si espande in una turbina di bassa pressione, accoppiata ad un alternatore. Il vapore, al termine dell espansione, viene condensato in un altro scambiatore di calore (condensatore) che utilizza acqua di mare fredda pompata dalle profondità oceaniche. Il condensato viene ripompato nell evaporatore, per ripetere il ciclo. 18

19 In un impianto OTEC a ciclo aperto l acqua di mare calda è il fluido di lavoro. Questa acqua calda viene evaporata a flash in una camera sotto vuoto, in modo da produrre vapore ad una pressione assoluta di circa 2,4 kpa. Il vapore si espande in una turbina di bassa pressione che è accoppiata ad un alternatore. Il vapore, dopo l espansione in turbina, viene condensato in un condensatore in cui circola acqua di mare fredda pompata dalle profondità oceaniche. Se si adotta un condensatore a superficie, il vapore che condensa rimane separato dall acqua di mare fredda e può fornire acqua dissalata. Un ciclo ibrido combina le caratteristiche del ciclo chiuso unitamente a quelle del ciclo aperto. In un ciclo ibrido, infatti, l acqua di mare calda entra in una camera sotto vuoto dove subisce un evaporazione a flash. Il vapore così prodotto fa evaporare in uno scambiatore (vaporizzatore) un fluido di lavoro (ad esempio ammoniaca) che compie un ciclo chiuso: si espande in una turbina, viene condensato e ripompato nel vaporizzatore. Inoltre l impianto fornisce acqua dissalata. 19

20 6. Fusione nucleare La fusione nucleare è il processo che dà energia al sole e a tutte le stelle: al loro centro la temperatura è così elevata (decine di milioni di gradi) che la materia è disgregata nei suoi componenti, nuclei ed elettroni, raggiungendo lo stato di plasma. A queste temperature i nuclei di idrogeno presenti nelle stelle si possono fondere tra di loro liberando energia. La fusione nucleare controllata punta a realizzare macchine capaci di fondere, in condizioni di altissima temperatura, i nuclei di atomi leggeri come il deuterio e il tritio per produrre grandi quantità di energia, con meccanismi analoghi a quanto avviene nel sole e nelle stelle. Si tratta di un attività di ricerca e sviluppo che richiede enormi risorse e che perciò sta stimolando grosse collaborazioni internazionali. Essa ha prospettive di tempi molto lunghi, per dimostrare innanzitutto la fattibilità scientifica di ottenimento di energia utile dalla fusione, poi per lo sviluppo integrato delle complesse tecnologie necessarie alla loro industrializzazione, per giungere infine a prototipi industriali che consentano di valutare in modo più preciso gli aspetti economici e quelli ambientali. Non è pensabile allora che si possa produrre energia elettrica in quantità significative con questa tecnologia prima di alcune decine di anni. Sono possibili diverse reazioni di fusione; tuttavia le più interessanti in termini di resa energetica e di fattibilità sono quelle che utilizzano i due isotopi dell idrogeno: il deuterio (D) e il tritio (T). D+D=He 3 +n+5, Joule D+D=T+p+6, Joule D+T=He 4 +n+28, Joule D+He 3 =He 4 +p+29, Joule Il combustibile base di una reazione di fusione è il deuterio. Nelle prime due reazioni, che hanno praticamente uguale probabilità di avvenire, due nuclei di deuterio reagiscono tra loro liberando energia e dando luogo alla formazione di elio He 3 o tritio e l emissione di un neutrone (n) o di un protone (p). Nelle altre reazioni, invece, il nucleo di deuterio reagisce rispettivamente con un nucleo di tritio e con uno di elio-3, liberando energia e producendo elio-4 (che costituisce la cosiddetta particella α), un neutrone e un protone. L energia dei neutroni prodotti può essere convertita in calore in un mantello di materiale opportuno che riveste il nocciolo, ossia la zona di fusione. Mentre il deuterio è estremamente abbondante (infatti si trova nell acqua in una percentuale di 0,017%), il tritio non si trova in natura e deve perciò essere prodotto dal litio per cattura neutronica: Li 6 +n=t+he 4 +7, Joule Li 7 +n=t+he 4 +n 4, Joule Il litio, assieme al deuterio, costituisce dunque un materiale essenziale per un reattore a fusione. Le riserve note di minerali ad alto tenore di litio hanno un contenuto energetico paragonabile a quello delle riserve di urano e torio; il litio si può inoltre estrarre, sebbene a costi più elevati, dai minerali a basso tenore, molto diffusi nella litosfera, nonché dal mare. Le reazioni di fusione sono difficili da ottenere in quanto i nuclei reagenti sono dotati di carica positiva e pertanto sono soggetti alla repulsione elettrostatica. Affinché avvenga la reazione occorre che i nuclei si trovino ad una distanza comparabile con quella che caratterizza l ambito di 20

Capitolo 4 FUEL CELLS

Capitolo 4 FUEL CELLS Capitolo 4 FUEL CELLS 4.1 LA TECNOLOGIA Il funzionamento di una cella o pila a combustibile può essere così schematizzato: Il combustibile gassoso (ad esempio H2), è inviato all anodo (elettrodo negativo,

Dettagli

SISTEMI ELETTROCHIMICI

SISTEMI ELETTROCHIMICI Università degli studi di Palermo SISTEMI ELETTROCHIMICI Dott. Ing. Serena Randazzo Dipartimento di Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica e Meccanica OUTLINE 1) Introduzione sui sistemi elettrochimici

Dettagli

Tipologie di celle a combustibile

Tipologie di celle a combustibile Approfondimento Tipologie di celle a combustibile AFC AFC sta per Alkaline Fuel Cell, cella a combustibile alcalina (FIGURA 1). Escludendo i prototipi di Grove, è il tipo più antico di cella combustibile,

Dettagli

CENTRALI TERMOELETTRICHE

CENTRALI TERMOELETTRICHE CENTRALI TERMOELETTRICHE Le centrali termoelettriche sono impianti che utilizzano l energia chimica dei combustibili per trasformarla in energia elettrica. Nelle centrali termoelettriche la produzione

Dettagli

Cogenerazione: tecnologie a confronto

Cogenerazione: tecnologie a confronto CESI RICERCA Cogenerazione: tecnologie a confronto MILANO 8 ottobre 2008 Fabio Armanasco fabio.armanasco@cesiricerca.it 1. Definizione di CHP 2. Motori primi convenzionali Turbine a vapore Turbine a gas

Dettagli

ELETTROCHIMICA APPLICATA: LE CELLE A COMBUSTIBILE AD IDROGENO

ELETTROCHIMICA APPLICATA: LE CELLE A COMBUSTIBILE AD IDROGENO ELETTROCHIMICA APPLICATA: LE CELLE A COMBUSTIBILE AD IDROGENO CHIMICA MATERIALI ED ENERGIA Ordine dei Chimici di Brescia Alessandro Francesconi 25 novembre 2011 QUESTIONE ENERGIA in 10 anni POPOLAZIONE

Dettagli

CENTRALI TERMOELETTRICHE

CENTRALI TERMOELETTRICHE CENTRALI TERMOELETTRICHE Introduzione I procedimenti tradizionali di conversione dell energia, messi a punto dall uomo per rendere disponibili, a partire da fonti di energia naturali, energia in forma

Dettagli

INDAGINI SULLE TECNOLOGIE DELL IDROGENO QUALE VETTORE ENERGETICO PER L ACCUMULO

INDAGINI SULLE TECNOLOGIE DELL IDROGENO QUALE VETTORE ENERGETICO PER L ACCUMULO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CATANIA FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA MECCANICA DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA INDUSTRIALE E MECCANICA INDAGINI SULLE TECNOLOGIE DELL IDROGENO QUALE VETTORE

Dettagli

Celle a combustibile per un'energia nel rispetto dell'ambiente: sfida o realtà?

Celle a combustibile per un'energia nel rispetto dell'ambiente: sfida o realtà? Celle a combustibile per un'energia nel rispetto dell'ambiente: sfida o realtà? Prof. Paolo Spinelli POLITECNICO DI TORINO Dipartimento di Scienza dei Materiali e Ingegneria Chimica 13 Ottobre 2008, Cuorgnè

Dettagli

Tali fluidi, utilizzati in prossimità del punto di produzione, o trasportati a distanza, possono essere utilizzati per diversi impieghi:

Tali fluidi, utilizzati in prossimità del punto di produzione, o trasportati a distanza, possono essere utilizzati per diversi impieghi: LA COGENERAZIONE TERMICA ED ELETTRICA 1. Introduzione 2. Turbine a Gas 3. Turbine a vapore a ciclo combinato 4. Motori alternativi 5. Confronto tra le diverse soluzioni 6. Benefici ambientali 7. Vantaggi

Dettagli

Celle a combustibile Fuel cells (FC)

Celle a combustibile Fuel cells (FC) Celle a combustibile Fuel cells (FC) Celle a combustibile Sono dispositivi di conversione elettrochimica ad alto rendimento energetico. Esse trasformano in potenza elettrica l energia chimica contenuta

Dettagli

Europa stanziamento iniziale di 470 milioni L'obiettivo è chiaro: lanciare in commercio le automobili a idrogeno nel decennio 2010-2020

Europa stanziamento iniziale di 470 milioni L'obiettivo è chiaro: lanciare in commercio le automobili a idrogeno nel decennio 2010-2020 Europa Il Parlamento europeo ha approvato una proposta di regolamento che istituisce a Bruxelles, con uno stanziamento iniziale di 470 milioni di euro, un'impresa comune per sostenere la ricerca volta

Dettagli

Corrente elettrica. Esempio LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA. Cos è la corrente elettrica? Definizione di intensità di corrente elettrica

Corrente elettrica. Esempio LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA. Cos è la corrente elettrica? Definizione di intensità di corrente elettrica Corrente elettrica LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA Cos è la corrente elettrica? La corrente elettrica è un flusso di elettroni che si spostano dentro un conduttore dal polo negativo verso il polo positivo

Dettagli

Dipartimento Energia Politecnico di Torino

Dipartimento Energia Politecnico di Torino Produzione dell energia elettrica: PROSPETTIVE TECNOLOGICHE Andrea LANZINI Dipartimento Energia Politecnico di Torino 1. I nostri consumi di energia INPUT DI ENERGIA CONSUMI FINALI Flussi di energia nelle

Dettagli

ENERGIA SOLARE: Centrali fotovoltaiche e termosolari. Istituto Paritario Scuole Pie Napoletane - Anno Scolastico 2012-13 -

ENERGIA SOLARE: Centrali fotovoltaiche e termosolari. Istituto Paritario Scuole Pie Napoletane - Anno Scolastico 2012-13 - ENERGIA SOLARE: Centrali fotovoltaiche e termosolari L A V E R A N A T U R A D E L L A L U C E La luce, sia naturale sia artificiale, è una forma di energia fondamentale per la nostra esistenza e per quella

Dettagli

FONTI PRO CONTRO. Produce un'energia doppia rispetto al legno. Ha un elevato potere energetico ed è la principale fonte di energia utilizzata

FONTI PRO CONTRO. Produce un'energia doppia rispetto al legno. Ha un elevato potere energetico ed è la principale fonte di energia utilizzata ENERGIA RINNOVABILE (fonti alternative energie pulite green energy) Si definisce energia rinnovabile "una qualsiasi fonte energetica che si rigenera almeno alla stessa velocità con cui si utilizza". In

Dettagli

Aspetti energetici associati alle reazioni chimiche: Dalle pile chimiche alle celle a combustibile

Aspetti energetici associati alle reazioni chimiche: Dalle pile chimiche alle celle a combustibile LA LEZIONE Aspetti energetici associati alle reazioni chimiche: Dalle pile chimiche alle celle a combustibile Come le celle a combustibile sono in grado di convertire l energia chimica in energia elettrica,

Dettagli

Tecnologie per l uso efficiente dell energia e per l utilizzo di fonti energetiche rinnovabili

Tecnologie per l uso efficiente dell energia e per l utilizzo di fonti energetiche rinnovabili Corso di laurea in: Innovazione Tecnologica e Design per i Sistemi Urbani e il Territorio Titolo insegnamento: Audit e progettazione energetica Docente: Arch. Antonio Carbonari Tecnologie per l uso efficiente

Dettagli

IDROGENO IN PRATICA. del gruppo degli allievi del Volta. Laboratorio di chimica I.T. I. Volta

IDROGENO IN PRATICA. del gruppo degli allievi del Volta. Laboratorio di chimica I.T. I. Volta IDROGENO IN PRATICA Pratiche di laboratorio su iniziative del gruppo degli allievi del Volta Laboratorio di chimica I.T. I. Volta da: L Isola Misteriosa Giulio Verne 1874 Senza il carbone non ci sarebbero

Dettagli

Prof. Luigi Puccinelli IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI VEICOLI SPAZIALI

Prof. Luigi Puccinelli IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI VEICOLI SPAZIALI Prof. Luigi Puccinelli IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI VEICOLI SPAZIALI IMPIANTO ELETTRICO Potenza elettrica 2 La potenza installata varia con la complessità del veicolo Primi satelliti 1W Satellite per

Dettagli

GAS NATURALE O METANO

GAS NATURALE O METANO Composto prevalentemente da un idrocarburo: metano da da cui prende il nome. GAS NATURALE O METANO Alto potere calorifico. Mancanza di tossicità e impurità. È un'ottima risorsa energetica. È l'energia

Dettagli

Forme di energia alternative

Forme di energia alternative Forme di energia alternative L energia, bene primario della nostra società, è utilizzata costantemente durante tutto l arco della giornata, da quando ci svegliamo la mattina fino a quando andiamo a dormire

Dettagli

Le reazioni di fusione. 1 kev = 11.000.000 K

Le reazioni di fusione. 1 kev = 11.000.000 K Le reazioni di fusione 1 kev = 11.000.000 K 1 Fusione inerziale LASER LENTE CAMERADI SCARICA LASER LASER BERSAGLIO Plastica D+T solido D+T gas LASER NIF (USA): 192 fasci laser da 1.8 MJ su una piccola

Dettagli

Energenia sponsorizza eventi a favore della bioagricoltura e dello sport per ragazzi

Energenia sponsorizza eventi a favore della bioagricoltura e dello sport per ragazzi Energenia sponsorizza eventi a favore della bioagricoltura e dello sport per ragazzi Via Positano 21, 70014 Conversano (BA) Tel.080 2141618 Fax 080 4952302 WWW.ENERGENIA.NET www.energenia.net 1 EDUCARSI

Dettagli

Le tecnologie disponibili per la. in Italia. Antonio Peretto Università di Bologna. Antonio Peretto

Le tecnologie disponibili per la. in Italia. Antonio Peretto Università di Bologna. Antonio Peretto Le tecnologie disponibili per la microcogenerazione in Italia Università di Bologna La micro-cogenerazione cogenerazione: : produzione combinata di elettricità e calore Un micro cogeneratore è un sistema

Dettagli

IMPIANTI DI RISCALDAMENTO. Ing. Guglielmo Magri Dipartimento di Energetica-Ancona guglielmo.magri@alice.it

IMPIANTI DI RISCALDAMENTO. Ing. Guglielmo Magri Dipartimento di Energetica-Ancona guglielmo.magri@alice.it IMPIANTI DI RISCALDAMENTO Ing. Guglielmo Magri Dipartimento di Energetica-Ancona guglielmo.magri@alice.it SISTEMI DI GENERAZIONE Tipologie più diffuse o in sviluppo Generatori a combustione Caldaie

Dettagli

MISURE DI POTERE CALORIFICO E COMPOSIZIONE

MISURE DI POTERE CALORIFICO E COMPOSIZIONE MISURE DI POTERE CALORIFICO E COMPOSIZIONE Potere calorifico dei combustibili: bomba calorimetrica e calorimetro di Junkers Composizione: gascromatografia Composizione dei gas combusti: o Sonda λ o Strumenti

Dettagli

Anna Maria Chiaffitelli

Anna Maria Chiaffitelli Anna Maria Chiaffitelli Si può passare dalle esperienze di laboratorio a realizzazioni a livello preindustriale sino alla produzione commerciale. ATTUABILI A SCUOLA? OBIETTIVO costruire un impianto che

Dettagli

PROSEGUI LA LETTURA!

PROSEGUI LA LETTURA! PROGETTO HySyONE LABORATORIO DELL'IDROGENO Il 5 febbraio 2005 è stato inaugurato all'itis "G.C.FACCIO" di Vercelli l'impianto didattico HySyONE, realizzato con la collaborazione di HySyLAB e del Politecnico

Dettagli

ENERGIA NELLE REAZIONI CHIMICHE

ENERGIA NELLE REAZIONI CHIMICHE ENERGIA NELLE REAZIONI CHIMICHE Nelle trasformazioni chimiche e fisiche della materia avvengono modifiche nelle interazioni tra le particelle che comportano sempre variazioni di energia "C è un fatto,

Dettagli

elettrodotti. grandi centrali elettriche combustibili fossili produzione elettrica

elettrodotti. grandi centrali elettriche combustibili fossili produzione elettrica 1 2 3 4 Uno dei grandi vantaggi dell energia elettrica è che essa può essere prodotta in luoghi lontani dai centri di consumo. L energia elettrica può essere trasportata facilmente attraverso condutture

Dettagli

Fino a qualche MW elettrico. Grande terziario e industriale piccolo-medio. 30% - 40% energia elettrica 40% - 50% calore recuperato 10% - 30% perdite

Fino a qualche MW elettrico. Grande terziario e industriale piccolo-medio. 30% - 40% energia elettrica 40% - 50% calore recuperato 10% - 30% perdite ,PSLDQWLGLPLFURFRJHQHUD]LRQH 'HVFUL]LRQHGHOODWHFQRORJLD Si tratta di impianti che utilizzano un combustibile per la produzione combinata di elettricità e calore (detta cogenerazione), di piccola taglia

Dettagli

Formulario di Fisica Tecnica Matteo Guarnerio 1

Formulario di Fisica Tecnica Matteo Guarnerio 1 Formulario di Fisica Tecnica Matteo Guarnerio 1 CONVENZIONI DI NOTAZIONE Calore scambiato da 1 a 2. Calore entrante o di sorgente. Calore uscente o ceduto al pozzo. CONVERSIONI UNITÀ DI MISURA PIÙ FREQUENTI

Dettagli

Trasporto e Stoccaggio dell Energia: Come diventare Smart Milano, 11 Luglio 2011

Trasporto e Stoccaggio dell Energia: Come diventare Smart Milano, 11 Luglio 2011 Trasporto e Stoccaggio dell Energia: Come diventare Smart Milano, 11 Luglio 2011 Mario Conte Unità Tecnica Tecnologie Avanzate per l Energia e l Industria Unità di Coordinamento Sistemi di Accumulo dell

Dettagli

IL NUCLEO ATOMICO E LA MOLE

IL NUCLEO ATOMICO E LA MOLE IL NUCLEO ATOMICO E LA MOLE Gli atomi sono costituiti da un nucleo, formato da protoni (carica elettrica positiva, massa 1,6724 x 10-24 g) e neutroni (nessuna carica elettrica, massa 1,6745 x 10-24 g),

Dettagli

idrogeno Laboratorio Sensori e Semiconduttori Dr. Marco Stefancich Gruppo Sensori e Semiconduttori Dipartimento di Fisica/CNR Università di Ferrara

idrogeno Laboratorio Sensori e Semiconduttori Dr. Marco Stefancich Gruppo Sensori e Semiconduttori Dipartimento di Fisica/CNR Università di Ferrara Dipartimento di Fisica Università di Ferrara INFM/CNR UdR di Ferrara L energia solare per la produzione di idrogeno Dr. Marco Stefancich Gruppo Sensori e Semiconduttori Dipartimento di Fisica/CNR Università

Dettagli

MOTORI ENDOTERMICI di Ezio Fornero

MOTORI ENDOTERMICI di Ezio Fornero MOTORI ENDOTERMICI di Ezio Fornero Nei motori endotermici (m.e.t.) l energia termica è prodotta mediante combustione di sostanze liquide o gassose, generalmente dette carburanti. Si tratta di motori a

Dettagli

Il Protocollo Aggiuntivo Allegati 1 e 2: Attività ed apparecchiature. Ing. Giuseppe Sedda

Il Protocollo Aggiuntivo Allegati 1 e 2: Attività ed apparecchiature. Ing. Giuseppe Sedda Il Protocollo Aggiuntivo Allegati 1 e 2: Attività ed apparecchiature Ing. Giuseppe Sedda Allegato I: Attività di cui all articolo 2, lettera a, punto iv Ciascuno Stato rilascia all Agenzia.: iv) una descrizione

Dettagli

TurBinde. Energia, valore da gestire

TurBinde. Energia, valore da gestire TurBinde Guarrdarre all ffutturro,, anttiicciiparre ii ttempii.. Biillancciiando essiigenzze enerrgettiicche e rriisspetttto dellll ambiientte.. Cerrccando ssolluzziionii cche ottttiimiizzzziino ii rrendiimenttii..

Dettagli

LE FONTI RINNOVABILI ED IL LORO UTILIZZO. APPLICAZIONI NEL CAMPUS DI FISCIANO

LE FONTI RINNOVABILI ED IL LORO UTILIZZO. APPLICAZIONI NEL CAMPUS DI FISCIANO LE FONTI RINNOVABILI ED IL LORO UTILIZZO. APPLICAZIONI NEL CAMPUS DI FISCIANO Prof. Ing. Ciro Aprea Dipartimento di Ingegneria Industriale Università degli Studi di Salerno DEFINIZIONE SI POSSONO DEFINIRE

Dettagli

CORSO DI TECNOLOGIA INS. MARIO DI PRINZIO INS. DI SOSTEGNO SABRINA DI CELMA

CORSO DI TECNOLOGIA INS. MARIO DI PRINZIO INS. DI SOSTEGNO SABRINA DI CELMA ISITITUTO COMPRENSIVO G. DE PETRA CASOLI (CH) DIR. SCOLASTICO : DOTT. SSA ANNA DI MARINO ANNO SCOLASTICO 2011\2012 CORSO DI TECNOLOGIA INS. MARIO DI PRINZIO INS. DI SOSTEGNO SABRINA DI CELMA CLASSI TERZE

Dettagli

Come funziona una centrale a ciclo combinato? Aggiungere l immagine sotto e fare un mix dei due testi di spiegazione del funzionamento

Come funziona una centrale a ciclo combinato? Aggiungere l immagine sotto e fare un mix dei due testi di spiegazione del funzionamento LA TECNOLOGIA DEL CICLO COMBINATO A GAS NATURALE La maggiore quantità di energia elettrica generata da Edison è prodotta da 28 centrali termoelettriche. Edison sviluppa, progetta e costruisce interamente,

Dettagli

WORKSHOP. I controlli di ARPA agli impianti di incenerimento dei rifiuti in Emilia - Romagna Stato attuale e prospettive RIMINI.

WORKSHOP. I controlli di ARPA agli impianti di incenerimento dei rifiuti in Emilia - Romagna Stato attuale e prospettive RIMINI. WORKSHOP I controlli di ARPA agli impianti di incenerimento dei rifiuti in Emilia - Romagna Stato attuale e prospettive RIMINI 31 Maggio 2005 Centro Congressi SGR Via Chiabrera 34/B Produzione e recupero

Dettagli

Per cogenerazione di energia si intende la generazione di energia elettrica ed energia termica nella stesso processo di

Per cogenerazione di energia si intende la generazione di energia elettrica ed energia termica nella stesso processo di COGENERAZIONE (Ing. Pietro Innocenzi 1 ) Per cogenerazione di energia si intende la generazione di energia elettrica ed energia termica nella stesso processo di generazione: si recupera il calore a valle

Dettagli

Celle (o pile) a combustibile

Celle (o pile) a combustibile Celle (o pile) a combustibile Una tecnologia che potrebbe rivoluzionare il mondo dell'energia In sintesi Dalle comuni pile elettriche, le celle a combustibile si differenziano in quanto sono basate su

Dettagli

IMMAGAZZINARE ENERGIA: GLI ACCUMULATORI ELETTROCHIMICI Prof. Nerino Penazzi

IMMAGAZZINARE ENERGIA: GLI ACCUMULATORI ELETTROCHIMICI Prof. Nerino Penazzi IMMAGAZZINARE ENERGIA: GLI ACCUMULATORI ELETTROCHIMICI Prof. Nerino Penazzi Di cosa parleremo questa sera: Cos è un accumulatore di energia elettrica Pile e altro Comportamento di un buon accumulatore

Dettagli

Capitolo 18 - Sistemi ad assorbimento

Capitolo 18 - Sistemi ad assorbimento Appunti di Fisica Tecnica Capitolo 18 - Sistemi ad assorbimento Introduzione...1 Funzionamento di una macchina frigorifera ad assorbimento...2 Macchina ad acqua-bromuro di litio...4 Macchina ad acqua-ammoniaca...5

Dettagli

L ENERGIA. L energia si trasforma. L energia compie lavoro. A cura di M. Aliberti

L ENERGIA. L energia si trasforma. L energia compie lavoro. A cura di M. Aliberti A cura di M. Aliberti L ENERGIA Spunti per la ricerca Che cos è l energia? Come si manifesta concretamente l energia? Quali forme può assumere? E possibile passare da una forma di energia all altra? Con

Dettagli

LE FONTI ENERGETICHE

LE FONTI ENERGETICHE LE FONTI ENERGETICHE Le fonti energetiche Nella vita di tutti i giorni utilizziamo, per gli scopi più diversi, energia; essa è immagazzinata in svariati corpi e materiali disponibili in natura. Quasi tutta

Dettagli

GRUPPI FRIGORIFERI AD ASSORBIMENTO SHUANGLIANG

GRUPPI FRIGORIFERI AD ASSORBIMENTO SHUANGLIANG GRUPPI FRIGORIFERI AD ASSORBIMENTO SHUANGLIANG Il ciclo frigorifero Esempio di ciclo frigorifero ad assorbimento con generatore a fiamma diretta Il principio di funzionamento /informazioni utili La termodinamica

Dettagli

Il Comune di Predazzo da anni è impegnato nella promozione e realizzazione di impianti di produzione energetica derivanti dalle energie rinnovabili.

Il Comune di Predazzo da anni è impegnato nella promozione e realizzazione di impianti di produzione energetica derivanti dalle energie rinnovabili. Il Comune di Predazzo da anni è impegnato nella promozione e realizzazione di impianti di produzione energetica derivanti dalle energie rinnovabili. Per creare una sensibilità e maggior conoscenza di questa

Dettagli

LE ENERGIE RINNOVABILI

LE ENERGIE RINNOVABILI LE ENERGIE RINNOVABILI INTRODUZIONE ALLE ENERGIE RINNOVABILI Che cosa sono : L energie rinnovabili sono una fonte di energie inesauribili (o quasi). Lo sfruttamento di esse, non fa si, che diminuisca la

Dettagli

Combustione energia termica trasmissione del calore

Combustione energia termica trasmissione del calore Scheda riassuntiva 6 capitoli 3-4 Combustione energia termica trasmissione del calore Combustibili e combustione Combustione Reazione chimica rapida e con forte produzione di energia termica (esotermica)

Dettagli

Energia da Biomassa e tecnologie per l Efficienza Energetica

Energia da Biomassa e tecnologie per l Efficienza Energetica Ingeco S.r.l. via Alzaia sul Sile, 26/D I-31057 Silea TV T. +39 0422 363292 F. +39 0422 363294 E. ingeco@ingeco-enr.it W. www.ingeco-enr.it Energia da Biomassa e tecnologie per l Efficienza Energetica

Dettagli

Impianti a biocombustibili solidi per la produzione di energia elettrica

Impianti a biocombustibili solidi per la produzione di energia elettrica Impianti a biocombustibili solidi per la produzione di energia elettrica TIPOLOGIA DI IMPIANTO Un impianto di produzione di energia elettrica da biocombustibili solidi si compone dei due seguenti principali

Dettagli

RIASSUNTO DI FISICA 3 a LICEO

RIASSUNTO DI FISICA 3 a LICEO RIASSUNTO DI FISICA 3 a LICEO ELETTROLOGIA 1) CONCETTI FONDAMENTALI Cariche elettriche: cariche elettriche dello stesso segno si respingono e cariche elettriche di segno opposto si attraggono. Conduttore:

Dettagli

Capitolo 7 Le particelle dell atomo

Capitolo 7 Le particelle dell atomo Capitolo 7 Le particelle dell atomo 1. La natura elettrica della materia 2. La scoperta delle proprietà elettriche 3. Le particelle fondamentali dell atomo 4. La scoperta dell elettrone 5. L esperimento

Dettagli

I FORNI FUSORI. Combustibile solido; Energia elettrica per produrre calore; Gas (solitamente naturale).

I FORNI FUSORI. Combustibile solido; Energia elettrica per produrre calore; Gas (solitamente naturale). I FORNI FUSORI La fusione avviene in appositi forni fusori che hanno la funzione di fornire alla carica la quantità di calore necessaria per fonderlo e surriscaldarlo (cioè portarlo ad una temperatura

Dettagli

COGENERAZIONE. Tipologie di impianti di cogenerazione

COGENERAZIONE. Tipologie di impianti di cogenerazione COGENERAZIONE La cogenerazione, o produzione combinata di energia elettrica e calore, consente di ottenere da una singola unità produttiva energia elettrica e termica, o in alcuni casi, lavoro ed energia

Dettagli

Scheda sintesi dei progetti bando di ricerca

Scheda sintesi dei progetti bando di ricerca Scheda sintesi dei progetti bando di ricerca Azienda Progetto Totale investito (contributo concesso) Enel Realizzazione e sperimentazione nelle città di Milano, Pisa e Roma di un infrastruttura di ricarica

Dettagli

CORRENTE ELETTRICA. La grandezza fisica che descrive la corrente elettrica è l intensità di corrente.

CORRENTE ELETTRICA. La grandezza fisica che descrive la corrente elettrica è l intensità di corrente. CORRENTE ELETTRICA Si definisce CORRENTE ELETTRICA un moto ordinato di cariche elettriche. Il moto ordinato è distinto dal moto termico, che è invece disordinato, ed è sovrapposto a questo. Il moto ordinato

Dettagli

ENERGIA NUCLEARE DA FUSIONE

ENERGIA NUCLEARE DA FUSIONE ENERGIA NUCLEARE DA FUSIONE Laura Savoldi Richard DENER - Dipartimento di Energetica Politecnico di Torino Sistemi energetici per il futuro: i reattori a fusione nucleare L. Savoldi Richard Dipartimento

Dettagli

POMPE DI CALORE. Introduzione

POMPE DI CALORE. Introduzione POMPE DI CALORE Introduzione In impianto tradizionale di riscaldamento si utilizza il potere calorifico di un combustibile (gasolio, metano, legno, carbone, ecc.) per riscaldare a bassa temperatura dei

Dettagli

La corrente elettrica

La corrente elettrica PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE Fondo Sociale Europeo "Competenze per lo Sviluppo" Obiettivo C-Azione C1: Dall esperienza alla legge: la Fisica in Laboratorio La corrente elettrica Sommario 1) Corrente elettrica

Dettagli

Le fonti di energia pulita, rinnovabile ed alternativa

Le fonti di energia pulita, rinnovabile ed alternativa Le fonti di energia pulita, rinnovabile ed alternativa FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE Solare Eolica Idrica Biomasse Geotermica BIOMASSE Biomasse sono sostanze di origine biologica : materiali e residui di

Dettagli

Lo Sfruttamento delle Fonti Rinnovabili

Lo Sfruttamento delle Fonti Rinnovabili Castiglione dei Pepoli, 8 giugno 2015 (logo studio o azienda Club EE che cura l intervento) Lo Sfruttamento delle Fonti Rinnovabili INSIEME IN AZIONE PER L EFFICIENTAMENTO ENERGETICO Le Fonti Rinnovabili

Dettagli

LA CONDENSAZIONE LA CONDENSAZIONE CFP MANFREDINI ESTE (PD) Insegnante. Padovan Mirko 1

LA CONDENSAZIONE LA CONDENSAZIONE CFP MANFREDINI ESTE (PD) Insegnante. Padovan Mirko 1 POTERE CALORIFICO DEI COMBUSTIBILI Il potere calorifico è la quantità di calore prodotta dalla combustione completa di 1 m³ di combustibili gassosi. Generalmente i combustibili hanno un determinato quantitativo

Dettagli

0,209. formula che si risolve facilmente una volta misurata, con adatte apparecchiature, la percentuale in volume di CO 2

0,209. formula che si risolve facilmente una volta misurata, con adatte apparecchiature, la percentuale in volume di CO 2 Approfondimento Analisi dei fumi La regolazione della combustione basata su regole pratiche pecca evidentemente di precisione anche se presenta l indubbio vantaggio dell immediatezza di esecuzione; una

Dettagli

Inizia presentazione

Inizia presentazione Inizia presentazione Che si misura in ampère può essere generata In simboli A da pile dal movimento di spire conduttrici all interno di campi magnetici come per esempio nelle dinamo e negli alternatori

Dettagli

EDIZIONE 2015/2016 AGRICOLTURA, ALIMENTAZIONE E SOSTENIBILITA' Il dispacciamento dell energia Andrea Ponta IREN SpA. Documento di livello: A

EDIZIONE 2015/2016 AGRICOLTURA, ALIMENTAZIONE E SOSTENIBILITA' Il dispacciamento dell energia Andrea Ponta IREN SpA. Documento di livello: A EDIZIONE 2015/2016 AGRICOLTURA, ALIMENTAZIONE E SOSTENIBILITA' Il dispacciamento dell energia Andrea Ponta IREN SpA Documento di livello: A Teleriscaldamento: calore e benessere per la città PREMESSA:

Dettagli

APPLICAZIONI DEL 2 PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA ENUNCIATO DEL 2 PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

APPLICAZIONI DEL 2 PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA ENUNCIATO DEL 2 PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA APPLICAZIONI DEL 2 PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA Per poter illustrare alcune applicazioni del 2 principio della termodinamica penso sia necessario riprendere l'enunciato stesso e ciò che da esso consegue,

Dettagli

Impianto di termovalorizzazione I cipressi (FI) Fasi di funzionamento dell'impianto: Prima fase. Schema. Sezione

Impianto di termovalorizzazione I cipressi (FI) Fasi di funzionamento dell'impianto: Prima fase. Schema. Sezione Impianto di termovalorizzazione I cipressi (FI) Fasi di funzionamento dell'impianto: Prima fase Schema Sezione 1 La seconda fase, quella più "calda", dove i rifiuti vengono bruciati e, col calore ottenuto,

Dettagli

Fondamenti di Trasporti. Meccanica della Locomozione Utilizzazione della potenza a bordo

Fondamenti di Trasporti. Meccanica della Locomozione Utilizzazione della potenza a bordo Università di Catania Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea in Ingegneria Civile AA 1011 1 Fondamenti di Trasporti Meccanica della Locomozione Utilizzazione della potenza a bordo Giuseppe Inturri Dipartimento

Dettagli

Pile e accumulatori. Approfondimento. "" Pile e vita quotidiana. Capitolo. elettrolisi e le leggi di Faraday

Pile e accumulatori. Approfondimento.  Pile e vita quotidiana. Capitolo. elettrolisi e le leggi di Faraday Capitolo Approfondimento elettrochimiche elettrolisi e le leggi di Faraday 14Le3. Ltrasformazioni Pile e accumulatori Pile e vita quotidiana Un applicazione importante delle celle elettrochimiche è il

Dettagli

Colora tu l avventura Alla scoperta dell energia

Colora tu l avventura Alla scoperta dell energia Colora tu l avventura Alla scoperta dell energia Energia deriva dalla parola greca energheia che significa attività. Nei tempi antichi il termine energia venne usato per indicare forza, vigore, potenza

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA PER L AMBIENTE E IL TERRITORIO TESI DI LAUREA TRIENNALE IN: Gassificazione Di Rifiuti Solidi Urbani Con

Dettagli

Correnti e circuiti a corrente continua. La corrente elettrica

Correnti e circuiti a corrente continua. La corrente elettrica Correnti e circuiti a corrente continua La corrente elettrica Corrente elettrica: carica che fluisce attraverso la sezione di un conduttore in una unità di tempo Q t Q lim t 0 t ntensità di corrente media

Dettagli

D.B.S. PROGETTI I SISTEMI IBRIDI A POMPA DI CALORE

D.B.S. PROGETTI I SISTEMI IBRIDI A POMPA DI CALORE I SISTEMI IBRIDI A POMPA DI CALORE Integrare pompa di calore ad aria e caldaia in un unico sistema di riscaldamento può portare a drastiche riduzioni dei consumi di energia primaria. Un sistema di controllo

Dettagli

funzionamento degli accumulatori al piombo/acido.

funzionamento degli accumulatori al piombo/acido. Il triangolo dell Incendio Possibili cause d incendio: I carrelli elevatori Particolare attenzione nella individuazione delle cause di un incendio va posta ai carrelli elevatori, normalmente presenti nelle

Dettagli

Camera di combustione Struttura chiusa dentro cui un combustibile viene bruciato per riscaldare aria o altro.

Camera di combustione Struttura chiusa dentro cui un combustibile viene bruciato per riscaldare aria o altro. C Caldaia L'unità centrale scambiatore termico-bruciatore destinata a trasmettere all'acqua il calore prodotto dalla combustione. v. Camera di combustione, Centrali termiche, Efficienza di un impianto

Dettagli

Cos è una. pompa di calore?

Cos è una. pompa di calore? Cos è una pompa di calore? !? La pompa di calore aria/acqua La pompa di calore (PDC) aria-acqua è una macchina in grado di trasferire energia termica (calore) dall aria esterna all acqua dell impianto

Dettagli

I FENOMENI TERMICI. I fenomeni termici Fisica Medica Lauree triennali nelle Professioni Sanitarie. P.Montagna ott-07. pag.1

I FENOMENI TERMICI. I fenomeni termici Fisica Medica Lauree triennali nelle Professioni Sanitarie. P.Montagna ott-07. pag.1 I FENOMENI TERMICI Temperatura Calore Trasformazioni termodinamiche Gas perfetti Temperatura assoluta Gas reali Principi della Termodinamica Trasmissione del calore Termoregolazione del corpo umano pag.1

Dettagli

L energia: le fonti rinnovabili

L energia: le fonti rinnovabili L energia: le fonti rinnovabili perché? L energia si può considerare come motore dello sviluppo tecnologico, economico e sociale di un paese e il petrolio è stato e continua ad essere tutt oggi la fonte

Dettagli

Temperatura e Calore

Temperatura e Calore Temperatura e Calore 1 Temperatura e Calore Stati di Aggregazione Temperatura Scale Termometriche Dilatazione Termica Il Calore L Equilibrio Termico La Propagazione del Calore I Passaggi di Stato 2 Gli

Dettagli

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it L INTENSITÀ DELLA CORRENTE ELETTRICA Consideriamo una lampadina inserita in un circuito elettrico costituito da fili metallici ed un interruttore.

Dettagli

Legge di Faraday. x x x x x x x x x x E B. x x x x x x x x x x R x x x x x x x x x x. x x x x x x x x x x. x x x x x x x x x x E B 1

Legge di Faraday. x x x x x x x x x x E B. x x x x x x x x x x R x x x x x x x x x x. x x x x x x x x x x. x x x x x x x x x x E B 1 B ds Legge di Faraday E x x x x x x x x x x E B x x x x x x x x x x R x x x x x x x x x x B 1 x x x x x x x x x x E x x x x x x x x x x E Schema Generale Elettrostatica moto di una carica q in un campo

Dettagli

SINTESI C1. Materia ed energia

SINTESI C1. Materia ed energia Le proprietà fisiche della materia Il mondo che ci circonda è formato da un gran numero di oggetti diversi. Siano essi di origine naturale o creati dagli esseri umani questi oggetti in chimica e fisica

Dettagli

E NON RINNOVABILI. La Forza Della Natura. Ricerca Scolastica! 1

E NON RINNOVABILI. La Forza Della Natura. Ricerca Scolastica! 1 FONTI RINNOVABILI E NON RINNOVABILI La Forza Della Natura Ricerca Scolastica! 1 FONTI RINNOVABILI Sono da considerarsi energie rinnovabili quelle forme di energia generate da fonti che per loro caratteristica

Dettagli

Dalla terra l energia ecologica per il comfort ambientale

Dalla terra l energia ecologica per il comfort ambientale Dalla terra l energia ecologica per il comfort ambientale EDILCUSIO s.r.l. da sempre in prima linea nelle soluzioni innovative costruisce ed edifica nel pieno rispetto dell ambiente Gli appartamenti sono

Dettagli

MIX ENERGETICO DI ALCUNI PAESI EUROPEI PRODUZIONE SPECIFICA DEL MIX ENERGETICO. x fr gas. x fr olio. x fr carbone. P s. (mix) = (P s carbone

MIX ENERGETICO DI ALCUNI PAESI EUROPEI PRODUZIONE SPECIFICA DEL MIX ENERGETICO. x fr gas. x fr olio. x fr carbone. P s. (mix) = (P s carbone Produzione di CO2 da fonti energetiche fossili e non fossili Produzione specifica di CO 2 da centrali a combustibili fossili Produzione specifica di CO 2 da diversi mix energetici Ruolo dell energia nucleare

Dettagli

Impianto con motore Stirling da 35 kwe di Castel d Aiano

Impianto con motore Stirling da 35 kwe di Castel d Aiano Impianto con motore Stirling da 35 kwe di Castel d Aiano Tavolo tecnico 23-04-2010 Azienda Agraria Sperimentale "Stuard" Ing. Filippo Marini La cogenerazione da cippato di legno Allo stato attuale le tecnologie

Dettagli

Il Patto dei Sindaci Spunti per approfondimenti. Sistemi di riscaldamento Caldaie e Pompe di calore. Novembre 2011

Il Patto dei Sindaci Spunti per approfondimenti. Sistemi di riscaldamento Caldaie e Pompe di calore. Novembre 2011 Il Patto dei Sindaci Spunti per approfondimenti Sistemi di riscaldamento Caldaie e Pompe di calore Novembre 2011 Sistema di Riscaldamento Quando si parla di impianto di riscaldamento si comprendono sia

Dettagli

CELLE A COMBUSTIBILE PER COGENERAZIONE CON

CELLE A COMBUSTIBILE PER COGENERAZIONE CON CELLE A COMBUSTIBILE PER COGENERAZIONE CON L UTILIZZO DI BIOMASSE Tema di ricerca 5.2.5.11 - Sviluppo di tecnologie innovative per le applicazioni stazionarie cogenerative delle celle a combustibile anche

Dettagli

SPETTROSCOPIA ATOMICA

SPETTROSCOPIA ATOMICA SPETTROSCOPIA ATOMICA Corso di laurea in Tecnologie Alimentari La spettroscopia atomica studia l assorbimento, l emissione o la fluorescenza di atomi o di ioni metallici. Le regioni dello spettro interessate

Dettagli

LA CENTRALE TORINO NORD

LA CENTRALE TORINO NORD LA CENTRALE TORINO NORD Iren Energia è la società del Gruppo Iren che opera nei settori della produzione e distribuzione di energia elettrica, nella produzione e distribuzione di energia termica per teleriscaldamento

Dettagli

PRESENTAZIONE DIDATTICA

PRESENTAZIONE DIDATTICA EDUCATIONAL BOX TEMA ENERGIA PRESENTAZIONE DIDATTICA Scuola primaria 2 ciclo Che cos è l'energia? Quali sono i diversi tipi di energia? Luce & Calore Cinetica & Elettrica Potenziale Rumore Chimica Che

Dettagli

CAPITOLO 9 COGENERAZIONE

CAPITOLO 9 COGENERAZIONE CAITOLO 9 COGENERAZIONE 9.1. Introduzione er cogenerazione si intende la produzione combinata di elettricità e di calore, entrambi intesi come effetti utili. Essa trova ampio spazio sia in ambito civile

Dettagli

GENERATORI DI CALORE A BIOMASSE - www.semsystem.it

GENERATORI DI CALORE A BIOMASSE - www.semsystem.it GENERATORI DI CALORE A BIOMASSE - www.semsystem.it Si definisce biomassa qualsiasi sostanza di matrice organica, vegetale o animale, destinata a fini energetici o alla produzione di ammendante agricolo,

Dettagli

Cogenerazione. UNIVERSITA DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria. Dipartimento di Energetica S.Stecco Sezione di Macchine

Cogenerazione. UNIVERSITA DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria. Dipartimento di Energetica S.Stecco Sezione di Macchine Cogenerazione La cogenerazione di energia elettrica e calore è considerata come una delle forme più efficaci di risparmio energetico Gran parte dell'energia termica viene utilizzata a temperature relativamente

Dettagli

Temperatura. V(t) = Vo (1+at) Strumento di misura: termometro

Temperatura. V(t) = Vo (1+at) Strumento di misura: termometro I FENOMENI TERMICI Temperatura Calore Trasformazioni termodinamiche Gas perfetti Temperatura assoluta Gas reali Principi della Termodinamica Trasmissione del calore Termoregolazione del corpo umano Temperatura

Dettagli