La correlazione tra la direttiva 98/34/CE e il regolamento sul reciproco riconoscimento

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2 COMMISSIONE EUROPEA DIREZIONE GENERALE IMPRESE E INDUSTRIA Documento orientativo 1 Bruxelles La correlazione tra la direttiva 98/34/CE e il regolamento sul reciproco riconoscimento 1. INTRODUZIONE Il presente documento intende fornire un orientamento di facile uso sulla correlazione tra il regolamento (CE) n. 764/ (il "regolamento sul reciproco riconoscimento" ovvero "il regolamento") e la direttiva 98/34/CE 3 (la "direttiva"). Esso sarà oggetto di aggiornamenti per tener conto delle esperienze maturate e delle informazioni provenienti dagli Stati membri, dalle autorità e dalle imprese. 2. DIRETTIVA 98/34/CE La direttiva fa obbligo agli Stati membri di notificare alla Commissione e agli altri Stati membri i loro progetti nel settore delle "regolamentazioni tecniche" in materia di prodotti prima che queste siano adottate nella normativa nazionale, al fine di accrescere la trasparenza e i controlli per quanto concerne tali regolamentazioni. Poiché le regolamentazioni tecniche nazionali potrebbero determinare ostacoli ingiustificati agli scambi tra gli Stati membri, la loro notifica avviene ancora allo stato di progetto e la successiva valutazione del loro contenuto contribuisce a ridurre tale rischio. Questo scambio di informazioni segue una procedura che si articola lungo due assi: Questo documento non è vincolante sul piano legale. Né la Commissione europea, né qualsiasi altra persona agisca a suo nome possono essere ritenute responsabili per l'uso fatto delle informazioni contenute nella presente pubblicazione né per gli eventuali errori che in essa possano esservi nonostante una preparazione e una verifica scrupolose. Questo documento orientativo non rispecchia necessariamente il punto di vista o la posizione della Commissione europea. Regolamento (CE) n. 764/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che stabilisce procedure relative all'applicazione di determinate regole tecniche nazionali a prodotti legalmente commercializzati in un altro Stato membro e che abroga la decisione n. 3052/95/CE, GU L 218 del , pag. 21. Direttiva 98/34/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche (GU L 204 del , pag. 37) modificata dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 luglio 1998 (GU L 217 del , pag. 18).

3 la prima parte della direttiva ha per oggetto gli organismi nazionali di normalizzazione e le procedure di informazione sulle nuove iniziative nazionali destinate a portare alla formulazione di norme nazionali, procedure peraltro non obbligatorie; la seconda parte dispone che gli Stati membri partecipino a un sistema atto ad assicurare reciprocamente la trasparenza e il monitoraggio dei progetti di regolamentazioni tecniche ai sensi della direttiva, sistema che è obbligatorio e la cui mancata osservanza ostacolerebbe il buon funzionamento del mercato unico. La direttiva consente alla Commissione e agli Stati membri di identificare gli ostacoli potenziali agli scambi e di fare il necessario per assicurare che tali regolamentazioni non entrino in vigore ovvero che vengano messe in conformità con la normativa dell'unione europea. 3. IL REGOLAMENTO SUL RECIPROCO RICONOSCIMENTO (CE) 764/2008 Il regolamento si applica alle decisioni amministrative destinate agli operatori economici, sulla base di una regola tecnica, nei confronti di qualsivoglia prodotto legalmente commercializzato in una altro Stato membro, ove tali decisioni producano direttamente o indirettamente il divieto, la modifica, l'effettuazione di prove supplementari o il ritiro del prodotto (articolo 2, paragrafo 1). Un'autorità che intenda adottare una simile decisione deve seguire i requisiti procedurali esposti nel regolamento. Il regolamento sul reciproco riconoscimento si applica allorché sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni: 3.1. La (prevista) decisione amministrativa deve concernere un prodotto legalmente commercializzato in un altro Stato membro Il principio del reciproco riconoscimento si applica allorché un prodotto legalmente commercializzato in uno Stato membro è immesso sul mercato in un altro Stato membro. Esso statuisce che un altro Stato membro non può vietare, sul proprio territorio, la vendita di prodotti legalmente commercializzati in un altro Stato membro, anche se sono stati fabbricati in conformità di regole tecniche diverse. Il regolamento disciplina il caso di rifiuto effettivo e eventuale di riconoscimento reciproco. Perciò se uno Stato membro intende interdire l'accesso del prodotto sul proprio mercato deve seguire la procedura di cui all'articolo La (prevista) decisione amministrativa deve riguardare un prodotto che non è soggetto alla normativa UE in materia di armonizzazione Il regolamento interviene nello spazio non armonizzato, in relazione a prodotti per i quali non vi sia un'armonizzazione legislativa a livello di UE o per quanto concerne gli aspetti non coperti da un'armonizzazione parziale.

4 3.3. La (prevista) decisione amministrativa deve essere rivolta ad un operatore economico Qualsiasi decisione restrittiva adottata da un'autorità nazionale e rivolta a una persona fisica o giuridica che non sia un operatore economico non rientra nel campo di applicazione del regolamento La (prevista) decisione amministrativa deve essere basata su una regola tecnica In forza del regolamento 4, per regola tecnica si intende qualsiasi disposizione legislativa, regolamentare o amministrativa di uno Stato membro che non sia oggetto di armonizzazione a livello dell'unione europea e: (1) che vieti sul suo territorio la commercializzazione di un prodotto (o tipo di prodotto) legalmente immesso sul mercato in un altro Stato membro, o il cui rispetto sia obbligatorio quando tale prodotto è commercializzato nel territorio dello Stato membro in cui la decisione amministrativa è o sarà presa, e (2) che stabilisce le caratteristiche richieste di quel (tipo di) prodotto quali i livelli di qualità, le prestazioni o la sicurezza, o le dimensioni, comprese le prescrizioni per quanto riguarda la denominazione di vendita, la terminologia, i simboli, le prove e i metodi di prova, l'imballaggio, la marcatura e l'etichettatura, o (3) che impone per il (tipo di) prodotto, ai fini della protezione dei consumatori o dell'ambiente, eventuali altri requisiti che riguardano il suo ciclo di vita successivamente all'immissione sul mercato, quali le condizioni di utilizzazione, di riciclaggio, di reimpiego o di eliminazione, qualora tali condizioni possano influenzare in modo significativo la composizione, la natura la commercializzazione del (tipo di) prodotto Gli effetti diretti o indiretti della (prevista) decisione amministrativa devono essere i seguenti: (a) (b) (c) il divieto di immettere sul mercato quel prodotto o tipo di prodotto; la modifica o l'effettuazione di prove supplementari per tale (tipo di) prodotto per poterlo immettere o mantenere sul mercato; il ritiro di quel (tipo di) prodotto dal mercato. Tutte le (previste) decisioni di tale tenore devono essere adottate conformemente al regolamento CORRELAZIONE TRA LA DIRETTIVA 98/34/CE E IL REGOLAMENTO La direttiva e il regolamento hanno obiettivi diversi: 4 5 Articolo 2, paragrafo 2, del regolamento. Articolo 2, paragrafo 1, del regolamento.

5 a) La direttiva si prefigge di prevenire l'insorgenza di ostacoli agli scambi in forma di "regolamentazioni tecniche" agendo già sulla fase anteriore alla loro adozione e consentendo alla Commissione e agli Stati membri di verificare che le regole tecniche in questione siano compatibili con la normativa dell'unione europea. b) Il regolamento si applica successivamente al momento in cui una "regola tecnica" è stata adottata; esso intende assicurare che le autorità le quali prendono decisioni sulla base di tali regole applichino ai singoli casi il principio del reciproco riconoscimento in modo corretto. I due strumenti legislativi intervengono in diverse fasi del ciclo di vita di una regola tecnica. Mentre la direttiva è un meccanismo preventivo che precede l'adozione di una regola tecnica, il regolamento è una misura correttiva che interviene allorché la regola è già in vigore, assicurando caso per caso che essa venga applicata correttamente. Per garantire la trasparenza delle iniziative legislative nazionali e assicurare il buon funzionamento del mercato interno, l'articolo 8 della direttiva fa obbligo agli Stati membri di notificare immediatamente alla Commissione qualsiasi progetto di regolamentazione tecnica essi intendano adottare, unitamente alle motivazioni che sottendono le misure proposte. In generale, e se la regola tecnica proposta è ritenuta giustificata, la Commissione chiede agli Stati membri di includere nel testo notificato una "clausola di mutuo riconoscimento" nell'interesse della trasparenza e della certezza del diritto all'indirizzo delle amministrazioni nazionali e degli operatori economici. Tuttavia, anche una regola tecnica nazionale che non sia stata notificata in forza della direttiva potrebbe comunque determinare ostacoli alla libera circolazione dei beni poiché deve essere attuata dall'amministrazione nazionale. Un malinteso o una cattiva interpretazione da parte dell'autorità competente potrebbero portare a un'applicazione erronea della regola. Inoltre, la regola tecnica potrebbe non rispecchiare i più recenti sviluppi tecnologici e l'innovazione del prodotto. Per tale motivo una regola che, durante la procedura di notifica di cui alla direttiva, sembrava non presentasse alcun rischio di determinare un ostacolo commerciale, può ancora configurare un simile ostacolo per un prodotto che sia stato legalmente immesso nel mercato interno in un altro paese. In tale eventualità il regolamento va applicato caso per caso. 5. LA CLAUSOLA DEL MUTUO RICONOSCIMENTO Alla luce della comunicazione interpretativa della Commissione sull'applicazione pratica del mutuo riconoscimento 6, gli Stati membri sono invitati a inserire nei loro progetti di regolamentazioni tecniche nazionali clausole di riconoscimento reciproco per i prodotti che siano stati legalmente fabbricati e/o commercializzati in un altro Stato membro dell'unione europea o in Turchia ovvero legalmente fabbricati in un paese dell'efta sottoscrittore dell'accordo SEE. La clausola standard di riconoscimento reciproco può essere integrata da un riferimento all'applicabilità del regolamento. 6 Comunicazione interpretativa della Commissione - Agevolare l'accesso di prodotti al mercato di un altro Stato membro: applicazione pratica del mutuo riconoscimento (2003/C 265/02). Questa comunicazione propone quattro modelli standard di clausole di riconoscimento reciproco tra i quali gli Stati membri sono invitati a scegliere.

6 Il riferimento al regolamento può essere così formulato: "L'applicazione del presente strumento è disciplinata dal regolamento (CE) n. 764/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che stabilisce procedure relative all'applicazione di determinate regole tecniche nazionali a prodotti legalmente commercializzati in un altro Stato membro, e dalle sue successive modifiche."

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