7. AFFIDAMENTO E GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI I PUGLIA

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "7. AFFIDAMENTO E GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI I PUGLIA"

Transcript

1 7. AFFIDAMENTO E GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI I PUGLIA MODELLI GESTIONALI PER L EROGAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI IN PUGLIA Il ruolo delle ASP nei Piani Sociali di Zona ed il rapporto delle stesse con altri organismi strumentali (Fondazioni, Istituzioni ecc.) Approfondimento Per affrontare compiutamente l argomento, riteniamo sia necessario sottolineare la differenza tra due concetti spesso confusi tra loro: a) l esercizio della funzione; b) la gestione dei servizi. La prima corrisponde a quel complesso di attività organizzate per l esercizio di un potere giuridico pubblicistico dello Stato o di altro ente pubblico, nonché a qualsiasi attività istituzionalmente ordinata a collaborare all esercizio di esso ; la seconda, a quell insieme di attività ordinate direttamente alla prestazione di utilità, non già all esercizio di un potere giuridico pubblicistico 1. Infatti si rischia di confondere l effetto con la causa in quanto la funzione, per sua natura, non può avere carattere imprenditoriale, implicando generalmente l esercizio di poteri di carattere autoritativo mentre il servizio pubblico, proprio perché non è una funzione, può essere svolto anche mediante attività privatistica. L esercizio della funzione L esercizio della funzione socio-assitenziale compete ai Comuni, che operano nell ambito del sistema d'interventi e servizi sociali (è) definito dal Piano regionale delle politiche sociali e realizzato attraverso i Piani sociali di zona, garantendo la gestione unitaria del sistema locale dei servizi sociali a rete secondo gli ambiti territoriali socio-assistenziali come definiti dalla Regione (art. 4 LR 19/2006). Ferma restando la titolarità della funzione in capo ai singoli Comuni, la legislazione punta al coordinamento spinto degli interventi tra più Comuni; infatti La gestione associata dei servizi socio-assistenziali è, di norma, esercitata dai Comuni appartenenti allo stesso distretto sociosanitario ; I Comuni appartenenti allo stesso ambito territoriale, di cui all'articolo 5, determinano autonomamente la forma di gestione associata, scegliendola tra le forme previste dagli articoli 30 e seguenti del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL) (art.6 co. 1 LR 19/2006). Le forme associative previste e disciplinate dal TUEL sono: a) art. 30. Convenzioni; b) art. 31. Consorzi; c) art. 32. Unioni di comuni. In aggiunta a tali forme, sembrerebbe che in Puglia i Comuni hanno altre due opzioni; infatti possono attribuire l'esercizio delle funzioni socio-assistenziali a una delle aziende pubbliche di servizi alla persona di cui al decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207 (Riordino del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza), avente sede legale nel territorio 1 1

2 dell'ambito o a un'istituzione dotata di autonomia gestionale ai sensi dell'articolo 114 del D.Lgs. n. 267/2000 (art. 6 co. 3 LR 19/2006). Va però evidenziato che, con riferimento alla Istituzione, tale organismo è previsto dal TUEL con riferimento alle forme di gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica (Art. 113-bis), come vedremo di seguito, e non già con riferimento alle modalità di esercizio di dette funzioni con conseguente assunzione della titolarità di funzioni socioassitenziali, potendo assumere solo la gestione dei servizi. Pertanto, con riferimento alla modalità di esercizio delle funzioni socio-assistenziali: a) le ASP si presterebbero, in teoria, assumere la titolarità di funzioni socioassitenziali, ma: i) soltanto nella misura in cui ciò sia finalizzato a favorire l'esercizio associato delle funzioni dei comuni di minore dimensione demografica e fermo restando che la Regione lo abbia preventivamente concertato con i Comuni; ii) è possibile avvalersi della stessa (ASP) per la gestione di alcuni o tutti i servizi previsti nel Piano Sociale di Zona, ovvero per la concessione dell'esercizio della funzione socioassitenziale, a condizione che almeno uno dei Comuni sia rappresentato nel Consiglio di Amministrazione della ASP e che la stessa operi nel rispetto dei principi fissati dal regolamento attuativo della l.r. n. 13/2006 e in coerenza con gli obiettivi di copertura della domanda sociale e di qualità dei servizi fissati dal presente regolamento e dalla programmazione sociale e sociosanitaria regionale. (Regolamento di attuazione, DGR n. 4 /2007 -art. 14) ; Pertanto, il trasferimento o delega delle funzioni socio-assitenziali rappresenta una scelta particolarmente delicata e spinta, è opportuno che sia attentamente valutata e ponderata, visto che produce un sostanziale spossessamento in capo all Ente locale di prerogative che sono tipiche dell istituzione comunale: ad esempio, trasferire la funzione relativa all assistenza economica (erogazione di sussidi) comporta che sia l ASP e non più il Comune a regolamentare le modalità di erogazione dei sussidi, a svolgere tramite propri assistenti sociali l istruttoria, ecc. La gestione dei servizi Ferme restando le disposizioni previste per i singoli settori, i servizi pubblici locali privi di rilevanza economica (tra i quali rientrano i servizi socio-assitenziali, ndr) sulla base del TUEL art. 113 bis Gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica sono gestiti mediante a) istituzioni; b) aziende speciali, anche consortili; c) società a capitale interamente pubblico a condizione che gli enti pubblici titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l'ente o gli enti pubblici che la controllano. 2. È consentita la gestione in economia quando, per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno procedere ad affidamento ai soggetti di cui al comma Gli enti locali possono procedere all'affidamento diretto dei servizi culturali e del tempo libero anche ad associazioni e fondazioni da loro costituite o partecipate. 2

3 4. [Quando sussistono ragioni tecniche, economiche o di utilità sociale, i servizi di cui ai commi 1, 2 e 3 possono essere affidati a terzi, in base a procedure ad evidenza pubblica, secondo le modalità stabilite dalle normative di settore] (Comma abrogato dal comma 2 dell'art. 14, D.L. 30 settembre 2003, n. 269). 5. I rapporti tra gli enti locali ed i soggetti erogatori dei servizi di cui al presente articolo sono regolati da contratti di servizio. Rispetto a tali forme, il legislatore regionale ha previsto nella L.R n. 19 art. 6 comma 4 che I Comuni appartenenti allo stesso ambito territoriale definiscono autonomamente le forme di gestione dei servizi previsti nel Piano sociale di zona, nel rispetto di quanto previsto all'articolo 56, e possono avvalersi anche delle aziende pubbliche di servizi alla persona di cui al D.Lgs. n. 207/2001, aventi sede legale nel territorio dell'ambito, laddove presenti disciplinando ulteriormente tale aspetto nel Regolamento di attuazione, DGR n. 4 / 2007, che all art. 14 al comma 1 ha previsto che i servizi socioassistenziali e sociosanitari previsti nel Piano Sociale di Zona sono gestiti con le modalità previste all'art. 113 e seguenti del D.Lgs. n. 267/2000, e nel rispetto di quanto previsto nella legge regionale aggiungendo al comma 3 che In presenza di una Azienda di Servizi alla Persona (ASP), di cui alla l.r. n. 13/2006, con sede legale in un comune dell'ambito territoriale, è possibile avvalersi della stessa per la gestione di alcuni o tutti i servizi previsti nel Piano Sociale di Zona, ovvero per la concessione dell'esercizio della funzione socioassitenziale, a condizione che almeno uno dei Comuni sia rappresentato nel Consiglio di Amministrazione della ASP e che la stessa operi nel rispetto dei principi fissati dal regolamento attuativo della l.r. n. 13/2006 e in coerenza con gli obiettivi di copertura della domanda sociale e di qualità dei servizi fissati dal presente regolamento e dalla programmazione sociale e sociosanitaria regionale. Si tratta di una forma di gestione, ulteriore rispetto a quella prevista dal TUEL, ma pienamente legittima, alla luce del nuovo assetto costituzionale, in quanto lo Stato ha legislazione esclusiva in materia di tutela della concorrenza (art. 117 lett. e) della Costituzione) e, quindi, in materia di servizi di rilevanza economica, mentre per i servizi privi di rilevanza economica la legislazione esclusiva è in capo alle Regioni. Pertanto: a) è escluso che i Comuni possano utilizzare lo strumento della fondazione per l affidamento diretto dell erogazione di servizi socio-assitenziali, in quanto l utilizzo di tale ente strumentale è consentito dal TUEL esclusivamente per i servizi culturali e del tempo libero, ne tantomeno la normativa regionale ha integrato tale previsione; b) è consentito ai Comuni affidare ad una ASP la gestione di alcuni o tutti i servizi previsti nel Piano Sociale di Zona, alle condizioni previste dalla Legge e dal Regolamento regionali. Detto questo, però, occorre distinguere tra: a) i presupposti giuridici di legittimità dell affidamento diretto alla ASP; b) le motivazioni dell affidamento a tale soggetto. Riguardo al primo aspetto, che sussiste in base alla normativa regionale della Regione Puglia, esso è condizione necessaria ma non sufficiente per procedere ad affidamenti diretti alle ASP; detto in altri termini, il fatto che si possa affidare alle ASP non implica, automaticamente, che i Comuni possano discrezionalmente decidere se affidare o meno un servizio ad una ASP piuttosto che ad un altro soggetto. Infatti vi è un obbligo generale di motivazione delle scelte da parte della PA, richiamato con forza anche dalla giurisprudenza; si veda ad esempio, proprio il caso di un affidamento diretto 3

4 di un servizio operato da parte dell ASL di Verona ad una ASP 2 : i giudici ribadiscono che Risulta altrettanto evidente che la P.A., anziché procedere all esternalizzazione del servizio, può pure affidare convenzionalmente il servizio stesso ad altra amministrazione pubblica istituzionalmente competente a disimpegnarlo, e semprechè tale scelta risponda a criteri di economicità gestionale, secondo i fondamentali canoni enunciati dall art. 1 della L. 7 agosto 1990 n La norma richiamata stabilisce che 1. L'attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità di pubblicità e di trasparenza secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonché dai princìpi dell'ordinamento comunitario. [ ] Principi ben recepiti dalla L.R n. 19 Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia, che all art. 2 comma 2 stabilisce che la realizzazione del sistema integrato dei servizi sociali [ ] s'ispira ai seguenti principi : [ ] b) efficienza, efficacia ed economicità; [ ] f) professionalità e specificità delle prestazioni professionali. Pertanto, l affidamento diretto alle ASP di determinati servizi non può essere effettuata semplicemente in base alla motivazione c è un ASP con un rappresentante del Comune nel CdA : ciò costituisce il presupposto, ma non la motivazione; la motivazione, invece, consisterà nella dimostrazione dell effettivo perseguimento, tra gli altri, dei principi richiamati in precedenza. Normativa di riferimento D.Lgs n Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. Art. 113-bis. Gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica. 1. Ferme restando le disposizioni previste per i singoli settori, i servizi pubblici locali privi di rilevanza economica sono gestiti mediante affidamento diretto a (171): a) istituzioni; b) aziende speciali, anche consortili; c) società a capitale interamente pubblico a condizione che gli enti pubblici titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l'ente o gli enti pubblici che la controllano (172). 2. È consentita la gestione in economia quando, per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno procedere ad affidamento ai soggetti di cui al comma Gli enti locali possono procedere all'affidamento diretto dei servizi culturali e del tempo libero anche ad associazioni e fondazioni da loro costituite o partecipate. 2 Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, I sezione - Sentenza n. 494/08 4

5 4. [Quando sussistono ragioni tecniche, economiche o di utilità sociale, i servizi di cui ai commi 1, 2 e 3 possono essere affidati a terzi, in base a procedure ad evidenza pubblica, secondo le modalità stabilite dalle normative di settore] (173). 5. I rapporti tra gli enti locali ed i soggetti erogatori dei servizi di cui al presente articolo sono regolati da contratti di servizio (174) Aziende speciali ed istituzioni. 1. L'azienda speciale è ente strumentale dell'ente locale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto, approvato dal consiglio comunale o provinciale. 2. L'istituzione è organismo strumentale dell'ente locale per l'esercizio di servizi sociali, dotato di autonomia gestionale. 3. Organi dell'azienda e dell'istituzione sono il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore, al quale compete la responsabilità gestionale. Le modalità di nomina e revoca degli amministratori sono stabilite dallo statuto dell'ente locale. 4. L'azienda e l'istituzione informano la loro attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità ed hanno l'obbligo del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti. 5. Nell'àmbito della legge, l'ordinamento ed il funzionamento delle aziende speciali sono disciplinati dal proprio statuto e dai regolamenti; quelli delle istituzioni sono disciplinati dallo statuto e dai regolamenti dell'ente locale da cui dipendono. 6. L'ente locale conferisce il capitale di dotazione; determina le finalità e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita la vigilanza; verifica i risultati della gestione; provvede alla copertura degli eventuali costi sociali. 7. Il collegio dei revisori dei conti dell'ente locale esercita le sue funzioni anche nei confronti delle istituzioni. Lo statuto dell'azienda speciale prevede un apposito organo di revisione, nonché forme autonome di verifica della gestione. 8. Ai fini di cui al comma 6 sono fondamentali i seguenti atti: a) il piano-programma, comprendente un contratto di servizio che disciplini i rapporti tra ente locale ed azienda speciale; b) i bilanci economici di previsione pluriennale ed annuale; c) il conto consuntivo; d) il bilancio di esercizio (175). (170) Rubrica così modificata dal comma 2 dell'art. 14, D.L. 30 settembre 2003, n (171) Alinea così modificato dal comma 2 dell'art. 14, D.L. 30 settembre 2003, n (172) Lettera così sostituita dal comma 2 dell'art. 14, D.L. 30 settembre 2003, n (173) Comma abrogato dal comma 2 dell'art. 14, D.L. 30 settembre 2003, n (174) Articolo aggiunto dal comma 15 dell'art. 35, L. 28 dicembre 2001, n La Corte Costituzionale, con sentenza luglio 2004, n. 272 (Gazz. Uff. 4 agosto 2004, n Prima serie speciale), ha dichiarato, tra l'altro, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimità del presente articolo. (175) Il presente articolo corrisponde all'art. 23, L. 8 giugno 1990, n. 142, e al comma 5 dell'art. 4, D.L. 31 gennaio 1995, n. 26. L.R n. 19 5

6 Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia.. Art. 2 Principi generali. 1. [ ] 2. La realizzazione del sistema integrato dei servizi sociali per costruire comunità solidali s'ispira ai seguenti principi: a) omogeneità e adeguatezza al sistema di bisogni e di domande sociali rilevati sul territorio regionale; b) efficienza, efficacia ed economicità; c) flessibilità e personalizzazione degli interventi; d) sostenibilità delle priorità strategiche e degli obiettivi d'intervento, rispetto all'impiego delle risorse disponibili; e) integrazione delle politiche sociali con tutte le politiche di settore atte a prevenire tutte le condizioni di disagio e di esclusione sociale; f) professionalità e specificità delle prestazioni professionali. Art. 4 Strumenti e metodi per la realizzazione del sistema. 1. Il sistema d'interventi e servizi sociali è definito dal Piano regionale delle politiche sociali e realizzato attraverso i Piani sociali di zona, garantendo la gestione unitaria del sistema locale dei servizi sociali a rete secondo gli ambiti territoriali socio-assistenziali come definiti dalla Regione. 2. Il sistema integrato d'interventi e servizi sociali si realizza attraverso i seguenti metodi: a) coordinamento dell'integrazione tra i servizi sociali e i servizi sanitari e dell'integrazione con tutte le politiche che mirano al benessere delle persone e alla qualità della vita; b) cooperazione interistituzionale; c) concertazione tra i diversi livelli istituzionali e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, gli organismi di rappresentanza del volontariato e della cooperazione sociale, gli ordini e le associazioni professionali, le associazioni di categoria, le associazioni delle famiglie e degli utenti della Regione Puglia. Art. 5 Ambiti territoriali. 1. Gli ambiti territoriali per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi socioassistenziali e socio-sanitari corrispondono alle circoscrizioni territoriali dei distretti sociosanitari. Il Comune capofila dell'ambito territoriale è di norma il Comune sede del distretto socio-sanitario, salvo diversa decisione della Conferenza dei sindaci dell'ambito territoriale. Art. 6 Gestione associata. 6

7 1. La gestione associata dei servizi socio-assistenziali è, di norma, esercitata dai Comuni appartenenti allo stesso distretto socio-sanitario. 2. Il Piano regionale, in presenza di particolari condizioni socio-ambientali e organizzative e per specifiche tipologie di servizi socio-assistenziali, può prevedere, su proposta dei Comuni interessati e sentito il parere delle Province territorialmente competenti, che la gestione associata sia esercitata anche tra Comuni appartenenti a diverso distretto socio-sanitario. 3. I Comuni appartenenti allo stesso ambito territoriale, di cui all'articolo 5, determinano autonomamente la forma di gestione associata, scegliendola tra le forme previste dagli articoli 30 e seguenti del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), e possono attribuire l'esercizio delle funzioni socioassistenziali a una delle aziende pubbliche di servizi alla persona di cui al decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207 (Riordino del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, a norma dell'articolo 10 della legge 8 novembre 2000, n. 328), avente sede legale nel territorio dell'ambito o a un'istituzione dotata di autonomia gestionale ai sensi dell'articolo 114 del D.Lgs. n. 267/ I Comuni appartenenti allo stesso ambito territoriale definiscono autonomamente le forme di gestione dei servizi previsti nel Piano sociale di zona, nel rispetto di quanto previsto all'articolo 56, e possono avvalersi anche delle aziende pubbliche di servizi alla persona di cui al D.Lgs. n. 207/2001, aventi sede legale nel territorio dell'ambito, laddove presenti. 5. La Giunta regionale, decorso inutilmente il termine fissato nel Piano regionale, sentita la Conferenza Regione-Enti locali, individua, ai sensi dell'articolo 33, comma 2, del D.Lgs. n. 267/2000, la forma associativa e ne disciplina la gestione con specifico regolamento per gli ambiti distrettuali inadempienti. 6. Il regolamento di cui al comma 5 resta in vigore sino all'approvazione delle forme di gestione da parte dei Comuni. REGOLAMENTO REGIONALE 18 gennaio 2007, n. 4 Legge Regionale 10 luglio 2006, n "Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia". Articolo 14 (Assetto gestionale dell'ambito territoriale) 1. I servizi socioassistenziali e sociosanitari previsti nel Piano Sociale di Zona sono gestiti con le modalità previste all'art. 113 e seguenti del D.Lgs. n. 267/2000, e nel rispetto di quanto previsto nella legge regionale. 2. L'ambito territoriale che sceglie di gestire in economia alcuni o tutti i servizi previsti nel Piano Sociale di Zona, direttamente o mediante affidamento a terzi, applica la normativa vigente e quanto previsto al Titolo III del presente regolamento. 3. In presenza di una Azienda di Servizi alla Persona (ASP), di cui alla l.r. n. 13/2006, con sede legale in un comune dell'ambito territoriale, è possibile avvalersi della stessa per la gestione di alcuni o tutti i servizi previsti nel Piano Sociale di Zona, ovvero per la concessione dell'esercizio della funzione socioassitenziale, a condizione che almeno uno dei Comuni sia rappresentato nel Consiglio di Amministrazione della ASP e che la stessa operi nel rispetto dei principi fissati dal regolamento attuativo della l.r. n. 13/2006 e in coerenza con gli obiettivi di copertura della domanda sociale e di qualità dei servizi fissati dal presente regolamento e dalla programmazione sociale e sociosanitaria regionale. 7

8 4. La Regione, al fine di promuovere la costituzione di forme di gestione associata tra enti locali e di favorire un efficace esercizio delle funzioni e dei servizi in ambiti territoriali adeguati, assicura un supporto tecnico e giuridico alla progettazione e al funzionamento delle forme associative, attraverso appositi momenti di formazione e affiancamento, ed eroga incentivi finanziari ai sensi dell'art. 7 della legge regionale, con priorità al perseguimento di un elevato grado di integrazione e di unicità delle procedure gestionali e degli organismi preposti all'attuazione del Piano Sociale di Zona. L.R n. 15 Riforma delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) e disciplina delle aziende pubbliche dei servizi alle persone. Art. 15 Azienda pubblica di servizi alla persona. 1. L'azienda pubblica di servizi alla persona ha personalità giuridica di diritto pubblico con finalità socio-assistenziali, non ha fini di lucro, ha autonomia statutaria, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica e opera con criteri imprenditoriali nell'ambito delle disposizioni della presente legge e del relativo regolamento di attuazione. 2. L'azienda ha autonomia finanziaria basata sulle entrate derivanti dalle rendite del patrimonio, dai corrispettivi per i servizi resi, da liberalità e da trasferimenti di risorse a qualunque titolo. 3. L'azienda informa la propria attività di gestione a criteri di efficienza ed economicità, di efficacia e di qualità di servizio, nel rispetto del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, in questi compresi i trasferimenti. 4. All'azienda si applica il principio della distinzione dei poteri d'indirizzo e programmazione dai poteri di gestione. 5. Gli statuti, nel rispetto delle disposizioni della presente legge, disciplinano i modi d'elezione o nomina degli organi di governo e di direzione e i loro poteri. 6. Nell'ambito della propria autonomia l'azienda può porre in essere tutti gli atti e i negozi, anche di diritto privato, funzionali al perseguimento dei propri scopi istituzionali e all'assolvimento degli impegni derivanti dalla programmazione regionale e zonale. 7. L'azienda può partecipare a consorzi di comuni ed enti locali per la gestione associata d'interventi e servizi sociali e costituire società o istituire fondazioni di diritto privato al fine di svolgere attività strumentali a quelle istituzionali nonché di provvedere alla gestione e alla manutenzione del proprio patrimonio. 8. L'eventuale affidamento della gestione patrimoniale a soggetti esterni avviene secondo criteri comparativi di scelta rispondenti all'esclusivo interesse dell'azienda. D.Lgs n. 207 Riordino del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, a norma dell'articolo 10 della L. 8 novembre 2000, n Art. 2. Criteri generali per l'inserimento delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza nell'àmbito della rete degli interventi di integrazione sociale. 1. Le istituzioni di cui al presente decreto legislativo, che operano prevalentemente nel campo socio assistenziale anche mediante il finanziamento di attività e interventi sociali realizzati da altri enti con le rendite derivanti dalla gestione del loro patrimonio, sono inserite 8

9 nel sistema integrato di interventi e servizi sociali di cui all'articolo 22 della legge, nel rispetto delle loro finalità e specificità statutarie. 2. Le Regioni disciplinano le modalità di concertazione e cooperazione dei diversi livelli istituzionali con le istituzioni e, in sede di programmazione dei servizi sociali e socio-sanitari, allo scopo di determinare la pianificazione territoriale e di definire gli interventi prioritari, le regioni definiscono: a) le modalità di partecipazione delle istituzioni e delle loro associazioni o rappresentanze, alle iniziative di programmazione e gestione dei servizi; b) l'apporto delle istituzioni al sistema integrato di servizi sociali e socio-sanitari; c) le risorse regionali eventualmente disponibili per potenziare gli interventi e le iniziative delle istituzioni nell'àmbito della rete dei servizi. 6. Autonomia delle aziende pubbliche di servizi alla persona. 1. L'azienda pubblica di servizi alla persona non ha fini di lucro, ha personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia statutaria, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica ed opera con criteri imprenditoriali. Essa informa la propria attività di gestione a criteri di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, in questi compresi i trasferimenti. Affidamento diretto ad IPAB/ASP Risulta altrettanto evidente che la P.A., anziché procedere all esternalizzazione del servizio, può pure affidare convenzionalmente il servizio stesso ad altra amministrazione pubblica istituzionalmente competente a disimpegnarlo, e semprechè tale scelta risponda a criteri di economicità gestionale, secondo i fondamentali canoni enunciati dall art. 1 della L. 7 agosto 1990 n [ ] In attuazione della delega contenuta all art. 10 di tale legge (L 328/2000) è stato emanato il D.L.vo 4 maggio 2001 n. 207, recante la disciplina per la trasformazione delle II.PP.A.B. riconosciute come pubbliche in aziende di servizi alla persona. 4 3 Art 1. Principi generali dell'attività amministrativa. 4 9

Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267. "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"

Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162 TITOLO

Dettagli

DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO

DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art.1 (Oggetto) 1. La presente legge riordina

Dettagli

Riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, fusione e trasformazione in Aziende Regionali di Servizi alla Persona (ARSP)

Riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, fusione e trasformazione in Aziende Regionali di Servizi alla Persona (ARSP) PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE DEL LAZIO N. 88 DEL 17 OTTOBRE 2013 Sistema Integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio Proposta emendativa-integrativa a

Dettagli

DECRETO LEGISLATIVO 18 AGOSTO 2000 N. 267 TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL'ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI. Stralcio delle norme della parte di interesse

DECRETO LEGISLATIVO 18 AGOSTO 2000 N. 267 TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL'ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI. Stralcio delle norme della parte di interesse DECRETO LEGISLATIVO 18 AGOSTO 2000 N. 267 TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL'ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI Stralcio delle norme della parte di interesse Articoli 112, 113, 113-bis, 114, 115, 116, 117, 118, 119,

Dettagli

COMUNE DI GALATINA PROVINCIA DI LECCE

COMUNE DI GALATINA PROVINCIA DI LECCE COMUNE DI GALATINA PROVINCIA DI LECCE Rep. N. Oggetto: Convenzione con ASP Istituto Immacolata di Galatina per l utilizzo di personale del Servizio Sociale Professionale e del Segretariato Sociale Professionale

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

AGENZIA PER I SERVIZI SANITARI REGIONALI. COINCIDENZA AMBITI SOCIALI E DISTRETTI SOCIOSANITARI (art. 8 L. 328/2000) Normativa di riferimento

AGENZIA PER I SERVIZI SANITARI REGIONALI. COINCIDENZA AMBITI SOCIALI E DISTRETTI SOCIOSANITARI (art. 8 L. 328/2000) Normativa di riferimento REGIONI ABRUZZO Coincidenza ambiti territoriali sociali e ambiti del distretto sanitario No 73 distretti sanitari 35 ambiti sociali Normativa di riferimento Note Il Piano sociale regionale 2002-04 (D.C.R.

Dettagli

(Finalità e oggetto)

(Finalità e oggetto) Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale Art. 1. (Finalità e oggetto) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici

Dettagli

REGOLAMENTO DELL ISTITUZIONE POLETTI LUIGI- EDEN PER LA TERZA ETA

REGOLAMENTO DELL ISTITUZIONE POLETTI LUIGI- EDEN PER LA TERZA ETA COMUNE DI OFFANENGO Provincia di Cremona REGOLAMENTO DELL ISTITUZIONE POLETTI LUIGI- EDEN PER LA TERZA ETA Approvato atto C.C. 25-3.3.1995 Modificato atto C.C. 9-10.3.2005 1 Art.1: Denominazione, origini,

Dettagli

INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010)

INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010) REGIONE LIGURIA LEGGE REGIONALE 7 DICEMBRE 2010 N. 19 INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010) Il Consiglio regionale

Dettagli

DECRETO LEGISLATIVO 4 MAGGIO 2001, N. 207

DECRETO LEGISLATIVO 4 MAGGIO 2001, N. 207 DECRETO LEGISLATIVO 4 MAGGIO 2001, N. 207 RIORDINO DEL SISTEMA DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA, A NORMA DELL'ARTICOLO 10 DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328 1 Titolo I DISPOSIZIONI

Dettagli

COSTITUZIONE DELL'ASP "CITTA' DI BOLOGNA" DALL'UNIFICAZIONE DELLE ASP "GIOVANNI XXIII" E "POVERI VERGOGNOSI" DI BOLOGNA

COSTITUZIONE DELL'ASP CITTA' DI BOLOGNA DALL'UNIFICAZIONE DELLE ASP GIOVANNI XXIII E POVERI VERGOGNOSI DI BOLOGNA Progr.Num. 2078/2013 GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA Questo giorno lunedì 23 del mese di dicembre dell' anno 2013 si è riunita nella residenza di la Giunta regionale con l'intervento dei Signori: via

Dettagli

======================================================================= COMUNE DI CAMUGNANO

======================================================================= COMUNE DI CAMUGNANO ======================================================================= COMUNE DI CAMUGNANO SETTORE 1 FINANZIARIO - AMMINISTRATIVO - SERVIZI ALLA PERSONA ======================================================================

Dettagli

STATUTO DELL'AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI. Art. 1. Natura giuridica

STATUTO DELL'AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI. Art. 1. Natura giuridica STATUTO DELL'AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI Art. 1. Natura giuridica 1. L'Agenzia nazionale per i giovani, di seguito denominata: "Agenzia", e' agenzia di diritto pubblico ai sensi dell'articolo 8 del

Dettagli

PROVINCIA DI BARLETTA-ANDRIA-TRANI REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

PROVINCIA DI BARLETTA-ANDRIA-TRANI REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI PROVINCIA DI BARLETTA-ANDRIA-TRANI REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 3 del 11 Marzo 2013 Sommario TITOLO I PRINCIPI E FINALITÀ...1 ART. 1 (Finalità)...1

Dettagli

STATUTO (Atto pubblico registrato in Fermo il 08/08/2013 al n.2777 serie 1T; approvato dalla Regione Marche con decreto n. 115/ACG del 12/11/2013)

STATUTO (Atto pubblico registrato in Fermo il 08/08/2013 al n.2777 serie 1T; approvato dalla Regione Marche con decreto n. 115/ACG del 12/11/2013) STATUTO (Atto pubblico registrato in Fermo il 08/08/2013 al n.2777 serie 1T; approvato dalla Regione Marche con decreto n. 115/ACG del 12/11/2013) Art.1 - Denominazione, natura e sede La Fondazione Sagrini

Dettagli

Provincia di Trento REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE E DEI CRITERI DI SCELTA DELLE FORME ORGANIZZATIVE DI GESTIONE DEI SERVIZI.

Provincia di Trento REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE E DEI CRITERI DI SCELTA DELLE FORME ORGANIZZATIVE DI GESTIONE DEI SERVIZI. Provincia di Trento REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE E DEI CRITERI DI SCELTA DELLE FORME ORGANIZZATIVE DI GESTIONE DEI SERVIZI. Approvato con delibera consiliare n. 48 dd 14/09/2001

Dettagli

Centro Regionale S.Alessio Margherita di Savoia per i Ciechi. Statuto

Centro Regionale S.Alessio Margherita di Savoia per i Ciechi. Statuto 1 Centro Regionale S.Alessio Margherita di Savoia per i Ciechi. Statuto (Approvato con delibera della Giunta regionale della regione Lazio in data 01 luglio 2008 n. 461) 1 Capo I Origine - Sede Fini Redditi

Dettagli

DIRETTIVA DEL MINISTRO DEL LAVORO CESARE DAMIANO

DIRETTIVA DEL MINISTRO DEL LAVORO CESARE DAMIANO DIRETTIVA DEL MINISTRO DEL LAVORO CESARE DAMIANO - VISTI gli articoli 4 e 14 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modifiche ed integrazioni; - VISTA la Direttiva del Presidente del

Dettagli

Oggetto: Azienda pubblica di servizi alla persona Umberto I di Pordenone. Approvazione statuto.

Oggetto: Azienda pubblica di servizi alla persona Umberto I di Pordenone. Approvazione statuto. Servizio affari istituzionali e locali, polizia locale e sicurezza Oggetto: Azienda pubblica di servizi alla persona Umberto I di Pordenone. Approvazione statuto. L Assessore regionale alle autonomie locali

Dettagli

Trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e istituzione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona

Trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e istituzione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona Trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e istituzione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona CAPO I TRASFORMAZIONE DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 3 AGOSTO 2001 REGIONE VENETO

LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 3 AGOSTO 2001 REGIONE VENETO LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 3 AGOSTO 2001 REGIONE VENETO Norme per il diritto al lavoro delle persone disabili in attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68 e istituzione servizio integrazione lavorativa

Dettagli

CORTE DEI CONTI SEZIONE DELLE AUTONOMIE

CORTE DEI CONTI SEZIONE DELLE AUTONOMIE CORTE DEI CONTI SEZIONE DELLE AUTONOMIE LINEE GUIDA PER LE RELAZIONI DEI REVISORI DEI CONTI SUI BILANCI DI PREVISIONE DELLE REGIONI PER L ANNO 2015, SECONDO LE PROCEDURE DI CUI ALL ART. 1, COMMI 166 E

Dettagli

Art. 2 (Natura giuridica e forme di autonomia delle agenzie)

Art. 2 (Natura giuridica e forme di autonomia delle agenzie) L.R. 01 Febbraio 2008, n. 1 Norme generali relative alle agenzie regionali istituite ai sensi dell'articolo 54 dello Statuto. Disposizioni transitorie relative al riordino degli enti pubblici dipendenti

Dettagli

VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE

VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE COMUNE DI PIEVE D OLMI SEDUTA DEL 16 DICEMBRE 2015 Provincia di Cremona DELIBERAZIONE N. 87 VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE COPIA CONFORME ALL ORIGINALE OGGETTO: ADESIONE ALLA CONVENZIONE

Dettagli

(Liguria, BUR 14 novembre 2014, n. 16, parte prima) IL CONSIGLIO REGIONALE - ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA LIGURIA. ha approvato

(Liguria, BUR 14 novembre 2014, n. 16, parte prima) IL CONSIGLIO REGIONALE - ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA LIGURIA. ha approvato Legge Regionale 12 novembre 2014 n. 33 Disciplina delle Aziende pubbliche di servizi alla persona e fondazioni derivanti dalla trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. (Liguria,

Dettagli

LE POLITICHE SOCIOSANITARIE Relative alle IPAB - ASP CON RIFERIMENTO ALLA MAPPA-RETE

LE POLITICHE SOCIOSANITARIE Relative alle IPAB - ASP CON RIFERIMENTO ALLA MAPPA-RETE LE POLITICHE SOCIOSANITARIE Relative alle IPAB - ASP CON RIFERIMENTO ALLA MAPPA-RETE POLITICHE SOCIOSANITARIE I.P.A.B. - Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza SCHEDA ISTITUZIONALE ENTI AUTONOMI

Dettagli

Progetto di Legge LEGGE ISTITUTIVA DELL ENTE POSTE DELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO. Articolo1 Istituzione e denominazione

Progetto di Legge LEGGE ISTITUTIVA DELL ENTE POSTE DELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO. Articolo1 Istituzione e denominazione Progetto di Legge LEGGE ISTITUTIVA DELL ENTE POSTE DELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO Articolo1 Istituzione e denominazione E istituito l Ente Poste della Repubblica di San Marino (EPSM), denominato Poste

Dettagli

Il sistema integrato di interventi e servizi sociali ed il piano di zona. www.ulss.tv.it

Il sistema integrato di interventi e servizi sociali ed il piano di zona. www.ulss.tv.it Il sistema integrato di interventi e servizi sociali ed il piano di zona www.ulss.tv.it Principi costituzionali Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo

Dettagli

INTESA TRA I COMUNI DI DUINO AURISINA/DEVIN-NABREZINA, SGONICO/ZGONIK E MONRUPINO/REPENTABOR (AMBITO 1.1), IL COMUNE DI TRIESTE (AMBITO 1.

INTESA TRA I COMUNI DI DUINO AURISINA/DEVIN-NABREZINA, SGONICO/ZGONIK E MONRUPINO/REPENTABOR (AMBITO 1.1), IL COMUNE DI TRIESTE (AMBITO 1. INTESA TRA I COMUNI DI DUINO AURISINA/DEVIN-NABREZINA, SGONICO/ZGONIK E MONRUPINO/REPENTABOR (AMBITO 1.1), IL COMUNE DI TRIESTE (AMBITO 1.2), IL COMUNE DI MUGGIA E SAN DORLIGO DELLA VALLE / DOLINA (AMBITO

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ D.Lgs. 33/2013 art.10 1 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ D.Lgs. 33/2013, art. 10 Il D.Lgs. n. 33/2013, nel modificare, in parte,

Dettagli

Responsabile dell Ufficio di Piano

Responsabile dell Ufficio di Piano Unione, Comunità Montana, Azienda di Servizi alla Persona: la nuova geografia istituzionale per la programmazione e la gestione dei servizi sociali e dei servizi socio sanitari del Distretto di Vignola

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali

PROTOCOLLO D INTESA. per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali PROTOCOLLO D INTESA per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali Distretto Socio-sanitario n.2 Serra S. Bruno, ASL 8 Vibo Valentia L anno 2005 (duemilacinque) addì, negli

Dettagli

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA Regolamento provinciale per la disciplina degli strumenti e delle metodologie per i controlli interni, ai sensi dell art. 3, comma 2, del d.l. 174/2012, convertito

Dettagli

Epigrafe. Premessa. 1. Enti privatizzati. 2. Gestione. 3. Vigilanza. 4. Albo. 5. Personale. Elenco A. D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 509 (1).

Epigrafe. Premessa. 1. Enti privatizzati. 2. Gestione. 3. Vigilanza. 4. Albo. 5. Personale. Elenco A. D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 509 (1). D.Lgs. 30-6-1994 n. 509 Attuazione della delega conferita dall'art. 1, comma 32, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di trasformazione in persone giuridiche private di enti gestori di forme

Dettagli

LINEE PER LA DEFINIZIONE DEL RUOLO E DEL FUNZIONAMENTO DELLE CONFERENZE TERRITORIALI SOCIALI E SANITARIE, E DELL ATTO DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO.

LINEE PER LA DEFINIZIONE DEL RUOLO E DEL FUNZIONAMENTO DELLE CONFERENZE TERRITORIALI SOCIALI E SANITARIE, E DELL ATTO DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO. Allegato A LINEE PER LA DEFINIZIONE DEL RUOLO E DEL FUNZIONAMENTO DELLE CONFERENZE TERRITORIALI SOCIALI E SANITARIE, E DELL ATTO DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO. 1. Premessa Indice 2. Funzioni e competenze

Dettagli

TITOLO III IMMOBILI PER ATTIVITA NEL CAMPO DEL VOLONTARIATO, DELL ASSOCIAZIONISMO E DELLA COOPERAZIONE SOCIALE...4

TITOLO III IMMOBILI PER ATTIVITA NEL CAMPO DEL VOLONTARIATO, DELL ASSOCIAZIONISMO E DELLA COOPERAZIONE SOCIALE...4 REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL AFFIDAMENTO DI BENI IMMOBILI A TERZI TITOLO I - PRINCIPI GENERALI...2 Art. 1 - Tipologia dei beni immobili assegnabili in uso a terzi...2 Art. 2 - Forme giuridiche di

Dettagli

Legge Regionale 16 agosto 2001, n. 40 Disposizioni in materia di riordino territoriale e di incentivazione delle forme associative di comuni.

Legge Regionale 16 agosto 2001, n. 40 Disposizioni in materia di riordino territoriale e di incentivazione delle forme associative di comuni. Legge Regionale 16 agosto 2001, n. 40 Disposizioni in materia di riordino territoriale e di incentivazione delle forme associative di comuni. Bollettino Ufficiale n. 27, parte prima, del 27.08.2001 Art.

Dettagli

Viene anticipato all approvazione il presente punto all ordine del giorno.

Viene anticipato all approvazione il presente punto all ordine del giorno. Viene anticipato all approvazione il presente punto all ordine del giorno. OGGETTO: CONFERIMENTO DELLA GESTIONE DEI SERVIZI ALLA PERSONA PER IL PERIODO 2009/2013 ALL'AZIENDA SPECIALE CONSORTILE RETESALUTE

Dettagli

Consorzio S.I.R. Umbria (L.r. 31 luglio 1998, n.27)

Consorzio S.I.R. Umbria (L.r. 31 luglio 1998, n.27) CONVENZIONE TRA LA REGIONE DELL UMBRIA, LE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI DI PERUGIA E TERNI, I COMUNI DELL UMBRIA LE COMUNITÀ MONTANE DELL UMBRIA PREMESSO CHE: - La legge regionale 31 luglio 1998, n. 27

Dettagli

d) definisce le misure di promozione, sostegno e sviluppo della cooperazione sociale;

d) definisce le misure di promozione, sostegno e sviluppo della cooperazione sociale; Legge Regionale 17 febbraio 2005, n. 9 "Norme sulla cooperazione sociale" B.U.R. 4 marzo 2005, n. 10 Art.1 (Oggetto e finalità) 1. Con la presente legge la Regione riconosce il rilevante valore e la finalità

Dettagli

TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007

TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007 REGIONE LIGURIA TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007 INTERVENTI DI PREVENZIONE DELLA VIOLENZA DI GENERE E MISURE

Dettagli

Schema di decreto legislativo recante:

Schema di decreto legislativo recante: Schema di decreto legislativo recante: Incentivi all autoimprenditorialità e all autoimpiego, in attuazione della delega conferita dall articolo 45, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144. Visti gli

Dettagli

Dipartimento Salute e Servizi Sociali. Art. 21 (Fondazioni ex IPAB privatizzate ai sensi del D.P.C.M. 16 febbraio 1990) Capo IV

Dipartimento Salute e Servizi Sociali. Art. 21 (Fondazioni ex IPAB privatizzate ai sensi del D.P.C.M. 16 febbraio 1990) Capo IV 1. Ai dipendenti delle ex IPAB e delle ASP che si sono trasformate in associazioni o fondazioni si applicano le disposizioni di cui all articolo 4 comma 2 del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito

Dettagli

REGOLAMENTO DEL PERSONALE CONSORTILE

REGOLAMENTO DEL PERSONALE CONSORTILE REGOLAMENTO DEL PERSONALE CONSORTILE Approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione n. 15 del 28 marzo 2011 1 Art. 1 - Oggetto del Regolamento 1. Il presente regolamento, in attuazione dello Statuto

Dettagli

Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati

Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati Premessa L Ateneo svolge attività di diffusione e promozione della ricerca scientifica sostenendo la partecipazione

Dettagli

Vista la legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione ;

Vista la legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione ; DECRETO 29 dicembre 2009. Individuazione degli ufþ ci di livello dirigenziale non generale degli UfÞ ci scolastici regionali per la Sicilia. IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

Dettagli

Verbale di deliberazione della Giunta Comunale

Verbale di deliberazione della Giunta Comunale COMUNE DI AZZANELLO Provincia di Cremona Verbale di deliberazione della Giunta Comunale N 31 del 20082015 OGGETTO: ADESIONE ALLA CONVENZIONE TRA I CENTRI DI ASSISTENZA FISCALE E L'AZIENDA SOCIALE CREMONESE

Dettagli

(Il Governo con delibera C.d.M. del 14 febbraio 2012, ha deciso di impugnare l articolo 2, comma 3 e l articolo 11) Art. 1 (Oggetto e finalità)

(Il Governo con delibera C.d.M. del 14 febbraio 2012, ha deciso di impugnare l articolo 2, comma 3 e l articolo 11) Art. 1 (Oggetto e finalità) Legge regionale 20 dicembre 2011, n. 44 Norme per il sostegno di persone non autosufficienti Fondo per la non autosufficienza (BUR n. 23 del 16 dicembre 2011, supplemento straordinario n. 3 del 22 dicembre

Dettagli

LEGGE REGIONALE 16 novembre 2001, n. 30

LEGGE REGIONALE 16 novembre 2001, n. 30 LEGGE REGIONALE 16 novembre 2001, n. 30 (GU n. 012 SERIE SPECIALE N. 3 del 23/03/2002 - BU Piemonte n. 047 del 21/11/2001) Legge 4 maggio 1983, n. 184, cosi come modificata dalla legge 31 dicembre 1998,

Dettagli

STATUTO Approvato con Deliberazione della Conferenza metropolitana n. 1 del 16/12/2014

STATUTO Approvato con Deliberazione della Conferenza metropolitana n. 1 del 16/12/2014 STATUTO Approvato con Deliberazione della Conferenza metropolitana n. 1 del 16/12/2014 INDICE TITOLO I Principi generali Art. 1 Principi generali Pag. 3 Art. 2 Finalità Pag. 3 Art. 3 Territorio, sede

Dettagli

Art. 14. Soppressione, incorporazione e riordino di enti ed organismi pubblici

Art. 14. Soppressione, incorporazione e riordino di enti ed organismi pubblici Soppressione dell Istituto nazionale per il Commercio Estero Costituzione dell ICE/Agenzia Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane Art. 14, commi 17-27, D.L.

Dettagli

Paolo Ferrario, Dispensa didattica n.11: I COMUNI e LE FORME DI GESTIONE SINGOLA O ASSOCIATA DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOEDUCATIVI, 19 aprile 2011

Paolo Ferrario, Dispensa didattica n.11: I COMUNI e LE FORME DI GESTIONE SINGOLA O ASSOCIATA DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOEDUCATIVI, 19 aprile 2011 DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOEDUCATIVI, 19 aprile 2011 1 Paolo Ferrario, Dispensa didattica n.11: I COMUNI e LE FORME DI GESTIONE SINGOLA O ASSOCIATA DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOEDUCATIVI, 19 aprile 2011

Dettagli

TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014

TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014 TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014 D.D.L. n. 367: Disciplina delle Aziende pubbliche di servizi alla persona e fondazioni derivanti

Dettagli

NORME PER LA PROMOZIONE DELLA CITTADINANZA SOCIALE E PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI

NORME PER LA PROMOZIONE DELLA CITTADINANZA SOCIALE E PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI 1 1 LEGGE REGIONALE 12 marzo 2003, n. 2#LR-ER-2003-2# NORME PER LA PROMOZIONE DELLA CITTADINANZA SOCIALE E PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI Testo coordinato con

Dettagli

PROVINCIA DI ROMA COMMISSARIO STRAORDINARIO

PROVINCIA DI ROMA COMMISSARIO STRAORDINARIO Deliberazione C.S. n. 319 del 20.11.2013 Riproduzione dell originale firmato digitalmente PROVINCIA DI ROMA COMMISSARIO STRAORDINARIO L anno duemilatredici il giorno venti del mese di novembre, alle ore

Dettagli

D.P.C.M. 9 luglio 2014 Approvazione dello Statuto dell'agenzia per la coesione territoriale (TESTO VIGENTE AL 27 FEBBRAIO 2015)

D.P.C.M. 9 luglio 2014 Approvazione dello Statuto dell'agenzia per la coesione territoriale (TESTO VIGENTE AL 27 FEBBRAIO 2015) D.P.C.M. 9 luglio 2014 Approvazione dello Statuto dell'agenzia per la coesione territoriale (TESTO VIGENTE AL 27 FEBBRAIO 2015) (1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 19 agosto 2014, n. 191. IL PRESIDENTE DEL

Dettagli

LA SANITÀ DIVENTA SISTEMA AZIENDALE

LA SANITÀ DIVENTA SISTEMA AZIENDALE LEZIONE: ELEMENTI DI LEGISLAZIONE SANITARIA (SECONDA PARTE) PROF. MASSIMO BUJA Indice 1 INTRODUZIONE --------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE. R E L A Z I O N E Il disegno di legge, che si compone

Dettagli

IL DIRETTORE GENERALE della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche

IL DIRETTORE GENERALE della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche Decreto 13 aprile 2011 Disposizioni in attuazione dell'articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Pubblicato nella Gazzetta

Dettagli

Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri

Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri L estensione dell obbligo della formazione continua agli iscritti all Ordine degli Ingegneri (art. 3, comma 5, lettera b) del decreto-legge 13 agosto 2011, n.

Dettagli

STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI. 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri.

STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI. 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri. Articolo 1 COSTITUZIONE SEDE STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri. 2) La Fondazione ha sede in Mede, Piazza della Repubblica

Dettagli

REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA PROVINCIA DI PISA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera del Consiglio n. 1 del 07.01.2013 1 CAPO I PRINCIPI GENERALI INDICE Art. 1 Oggetto

Dettagli

Aggiornamenti in merito alla trasformazione delle IPAB in ASP

Aggiornamenti in merito alla trasformazione delle IPAB in ASP Dopo molti progetti di legge e ad oltre 20 anni dal DPR 616 del 1977, è stata emanata la legge quadro sul sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali (L.. 328/2000). In questo contesto si

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE SUI CONTROLLI INTERNI

REGOLAMENTO COMUNALE SUI CONTROLLI INTERNI REGOLAMENTO COMUNALE SUI CONTROLLI INTERNI Articolo 1 OGGETTO 1. Il presente regolamento ha ad oggetto il sistema dei controlli interni come previsti dagli articoli 147 e seguenti del decreto legislativo

Dettagli

STATUTO DELL ISTITUTO SUPERIORE PER LE INDUSTRIE ARTISTICHE DI FIRENZE

STATUTO DELL ISTITUTO SUPERIORE PER LE INDUSTRIE ARTISTICHE DI FIRENZE STATUTO DELL ISTITUTO SUPERIORE PER LE INDUSTRIE ARTISTICHE DI FIRENZE Art. 1 Istituzione 1. L Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (d ora in poi ISIA) di Firenze e stato istituito in forma sperimentale

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato VIETTI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato VIETTI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 1090 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato VIETTI Delega al Governo per la riforma della disciplina delle persone giuridiche e delle

Dettagli

SOMMARIO CAPO III. - Albo delle pubblicazioni CAPO IV. - Norme transitorie

SOMMARIO CAPO III. - Albo delle pubblicazioni CAPO IV. - Norme transitorie Centro Servizi Anziani Adria STATUTO 2004 SOMMARIO CAPO I Art. 1 - Origine Art. 2 - Scopi Art. 3 - Denominazione e sede Art. 4 - Patrimonio Art. 5 - Mezzi Art. 6 - Norme che regolano i servizi CAPO II

Dettagli

Statuto di una fondazione - Onlus

Statuto di una fondazione - Onlus Statuto di una fondazione - Onlus TITOLO I - DENOMINAZIONE E SEDE Art. 1 E' istituita la Fondazione...-Onlus, (organizzazione non lucrativa di utilità sociale), con sede in..., via... La Fondazione assume

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO MOBILIARE

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO MOBILIARE REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO MOBILIARE INDICE Art. 1 - Ambito di applicazione Ambito di applicazione 1 TITOLO I PRINCIPI GENERALI Art. 2 - Finalità del processo di gestione del patrimonio

Dettagli

AATO ORIENTALE GORIZIANO REGOLAMENTO DI GESTIONE CONTABILE

AATO ORIENTALE GORIZIANO REGOLAMENTO DI GESTIONE CONTABILE AATO ORIENTALE GORIZIANO REGOLAMENTO DI GESTIONE CONTABILE Art. 1 Normativa di riferimento 1. L Autorità d ambito ha autonomia patrimoniale, finanziaria ed economica, per le operazioni connesse alle proprie

Dettagli

COMUNE DI CERNUSCO SUL NAVIGLIO

COMUNE DI CERNUSCO SUL NAVIGLIO COMUNE DI REGOLAMENTO DEL REGISTRO DELLE ASSOCIAZIONI NO-PROFIT APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 38 DEL 13/05/13 2 Indice Articolo 1 Fonti.......p.3 Articolo 2 - Finalità ed oggetto.........p.3

Dettagli

Decreto Legge del 18 gennaio 1993, n. 9 (1)

Decreto Legge del 18 gennaio 1993, n. 9 (1) Decreto Legge del 18 gennaio 1993, n. 9 (1) Disposizioni urgenti in materia sanitaria e socio-assistenziale. (1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 19 gennaio 1993, n. 14 e convertito in legge, con modificazioni,

Dettagli

Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali PROTOCOLLO D INTESA TRA L AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE E L AGENZIA NAZIONALE PER I SERVIZI SANITARI REGIONALI ****************** L AUTORITÀ NAZIONALE

Dettagli

COMUNE DI SASSO MARCONI. Regolamento sul sistema dei controlli interni

COMUNE DI SASSO MARCONI. Regolamento sul sistema dei controlli interni COMUNE DI SASSO MARCONI (Provincia di Bologna) Regolamento sul sistema dei controlli interni (art. 147 del D.Lgs. n. 267/2000) (articolo 3, comma 2 del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito

Dettagli

DELIBERAZIONE N. DEL. Direzione Regionale: TERRITORIO, URBANISTICA, MOBILITA E RIFIUTI Area: TRASPORTO SU GOMMA

DELIBERAZIONE N. DEL. Direzione Regionale: TERRITORIO, URBANISTICA, MOBILITA E RIFIUTI Area: TRASPORTO SU GOMMA REGIONE LAZIO DELIBERAZIONE N. DEL 68 24/02/2015 GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N. 1251 DEL 03/02/2015 STRUTTURA PROPONENTE Direzione Regionale: TERRITORIO, URBANISTICA, MOBILITA E RIFIUTI Area: TRASPORTO SU

Dettagli

Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona ai sensi dell'art. 5 della legge 8 novembre 2000, n.

Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona ai sensi dell'art. 5 della legge 8 novembre 2000, n. D.P.C.M. 30.3.2001 (G.U. n. 188/2001) Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona ai sensi dell'art. 5 della legge 8 novembre 2000, n. 328 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Dettagli

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Il quadro Istituzionale organizzativo in Regione Veneto Dirigente Regionale Servizi Sociali dott. Mario Modolo

Dettagli

STATUTO CONSORZIO SOCIETÀ DELLA SALUTE ZONA PISANA

STATUTO CONSORZIO SOCIETÀ DELLA SALUTE ZONA PISANA STATUTO CONSORZIO SOCIETÀ DELLA SALUTE ZONA PISANA TITOLO I. NORME GENERALI Art. 1 Denominazione, natura, ambito territoriale 1. Il presente Statuto stabilisce le norme sull organizzazione e il funzionamento

Dettagli

Art. 1 OGGETTO - Art. 2 REQUISITI E PROCEDURE DI ISCRIZIONE

Art. 1 OGGETTO - Art. 2 REQUISITI E PROCEDURE DI ISCRIZIONE REGISTRO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE OPERANTI ESCLUSIVAMENTE IN AMBITO COMUNALE ISTITUZIONE E REGOLAMENTO ( Legge Regionale n. 34 del 9/12/2002) Art. 1 OGGETTO - 1- Il presente Regolamento

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 28 del 16 Settembre 1996 REGIONE LOMBARDIA Promozione, riconoscimento e sviluppo dell' associazionismo

LEGGE REGIONALE N. 28 del 16 Settembre 1996 REGIONE LOMBARDIA Promozione, riconoscimento e sviluppo dell' associazionismo LEGGE REGIONALE N. 28 del 16 Settembre 1996 REGIONE LOMBARDIA Promozione, riconoscimento e sviluppo dell' associazionismo Pubblicata sul BOLLETTINO UFFICIALE della REGIONE LOMBARDIA n 38 del 21 settembre

Dettagli

1. Quadro normativo. 1 Per comprendere meglio la ratio della normativa in materia pare utile richiamare l'art. 239 del TUEL il

1. Quadro normativo. 1 Per comprendere meglio la ratio della normativa in materia pare utile richiamare l'art. 239 del TUEL il Revisori dei conti degli enti locali: Il TAR Lazio ritiene legittima la nuova procedura di estrazione a sorte degli iscritti negli elenchi regionali di cui al decreto del Ministero dell interno 23/2012.

Dettagli

CONVENZIONE TRA IL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E REGIONE LOMBARDIA

CONVENZIONE TRA IL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E REGIONE LOMBARDIA CONVENZIONE TRA IL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E REGIONE LOMBARDIA (di seguito, denominate PARTI) VISTO Il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17

Dettagli

MAGGIORANZA DEL 27.10.2015 (l emendamento sostituisce, abroga o inserisce nuove disposizioni nel PDL 23)

MAGGIORANZA DEL 27.10.2015 (l emendamento sostituisce, abroga o inserisce nuove disposizioni nel PDL 23) ISTITUZIONE DELL ENTE DI GOVERNANCE DELLA SANITÀ REGIONALE VENETA DENOMINATO AZIENDA PER IL GOVERNO DELLA SANITÀ DELLA REGIONE DEL VENETO AZIENDA ZERO. DISPOSIZIONI PER LA INDIVIDUAZIONE DEI NUOVI AMBITI

Dettagli

S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO IMPRESA SOCIALE. Monica Poletto

S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO IMPRESA SOCIALE. Monica Poletto S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO IMPRESA SOCIALE Monica Poletto Milano, 31 marzo 2015 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Testo di riferimento: Disegno di Legge C2617 licenziato

Dettagli

Legge Regionale Sardegna 22/8/2007 n. 9 (B.U.R 31/8/2007 n. 28) Norme in materia di polizia locale e politiche regionali per la sicurezza

Legge Regionale Sardegna 22/8/2007 n. 9 (B.U.R 31/8/2007 n. 28) Norme in materia di polizia locale e politiche regionali per la sicurezza Legge Regionale Sardegna 22/8/2007 n. 9 (B.U.R 31/8/2007 n. 28) Norme in materia di polizia locale e politiche regionali per la sicurezza Articolo 1 - Oggetto e finalità Oggetto e finalità 1. La presente

Dettagli

REGOLAMENTO INTERNO DELLA FEDERAZIONE ACI

REGOLAMENTO INTERNO DELLA FEDERAZIONE ACI REGOLAMENTO INTERNO DELLA FEDERAZIONE ACI TITOLO I PRINCIPI GENERALI ART. 1 Finalità ed ambito di applicazione 1. Ferme restando le vigenti norme statutarie, regolamentari ed organizzative, il presente

Dettagli

LEGGE REGIONALE 13 DICEMBRE 2012, N. 8

LEGGE REGIONALE 13 DICEMBRE 2012, N. 8 LEGGE REGIONALE 13 DICEMBRE 2012, N. 8 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2013 e pluriennale 2013-2015 della Regione autonoma Trentino- Alto Adige (Legge finanziaria) 1 Art. 1 (Sviluppo

Dettagli

Divieti di assunzioni e controllo sui costi del personale

Divieti di assunzioni e controllo sui costi del personale Divieti di assunzioni e controllo sui costi del personale 13 febbraio 2014 Avv. Matteo Pollaroli Partner LABLAW Studio Legale SCALETTA DELL INTERVENTO 1. Ricostruzione della normativa in materia di assunzione

Dettagli

IL COMUNE IN MATERIA DI SERVIZI SOCIALI (legge regionale 2/2003) Funzioni di programmazione

IL COMUNE IN MATERIA DI SERVIZI SOCIALI (legge regionale 2/2003) Funzioni di programmazione IL COMUNE IN MATERIA DI SERVIZI SOCIALI (legge regionale 2/2003) Funzioni amministrative e i compiti di programmazione, progettazione e realizzazione del sistema locale dei servizi sociali a rete ed erogano

Dettagli

Consiglio regionale Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Consiglio regionale Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Consiglio regionale Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia IX LEGISLATURA - ATTI CONSILIARI - PROGETTI DI LEGGE E RELAZIONI PROPOSTA DI LEGGE N. 12 Presentata dai Consiglieri Ritossa, Di Natale Presentata

Dettagli

COMUNE DI CASELLA REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI E PER LA TENUTA DI UN ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI

COMUNE DI CASELLA REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI E PER LA TENUTA DI UN ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI COMUNE DI CASELLA REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI E PER LA TENUTA DI UN ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI (Approvato dal Consiglio Comunale in data 24 maggio 2005 con atto n. 10 del 24 maggio

Dettagli

REGIONE PIEMONTE BU16 18/04/2013

REGIONE PIEMONTE BU16 18/04/2013 REGIONE PIEMONTE BU16 18/04/2013 Codice DB2017 D.D. 14 marzo 2013, n. 172 Indirizzi per l'esercizio della competenza ad effettuare i "Controlli ufficiali" di cui al Reg. (CE) 882/2004 all'interno delle

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA Approvato dal Collegio di Indirizzo In data 21 dicembre 2015 AMBITO DI APPLICAZIONE TITOLO I PRINCIPI GENERALI

Dettagli

PROVINCIA DI LECCO Allegato alla deliberazione della Giunta Provinciale n. 42 del 07.06.2010

PROVINCIA DI LECCO Allegato alla deliberazione della Giunta Provinciale n. 42 del 07.06.2010 PROVINCIA DI LECCO Allegato alla deliberazione della Giunta Provinciale n. 42 del 07.06.2010 All.2 Schema di Convenzione tra la Provincia di Lecco e l'azienda Sanitaria Locale di Lecco per la regolazione

Dettagli

Delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca - - Art. 1. Art. 1.

Delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca - - Art. 1. Art. 1. DISEGNO DI LEGGE presentato dal Ministro dell università e della ricerca (MUSSI) di concerto col Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione (NICOLAIS) e col Ministro dell economia

Dettagli

REGOLAMENTO ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI E DEL VOLONTARIATO

REGOLAMENTO ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI E DEL VOLONTARIATO REGOLAMENTO ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI E DEL VOLONTARIATO Approvato con delibera di C.C. nr. 3 del 07.02.2015 Art.1 PRINCIPI DI CARATTERE GENERALE Il Comune di San Lorenzo Nuovo riconosce e promuove

Dettagli

LEGGE REGIONALE Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia

LEGGE REGIONALE Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia LEGGE REGIONALE Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia Art. 1: Finalità 1. La Regione Puglia programma, coordina e assicura

Dettagli

MATERIALI PER UNA NUOVA CONTABILITÀ DEGLI ENTI PUBBLICI

MATERIALI PER UNA NUOVA CONTABILITÀ DEGLI ENTI PUBBLICI MATERIALI PER UNA NUOVA CONTABILITÀ DEGLI ENTI PUBBLICI Organo ufficiale di cultura delle istituzioni pubbliche dell Istituto Max Weber 1. Materiali per una nuova contabilità degli enti pubblici. Lezioni

Dettagli

IL DIRETTORE GENERALE della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche

IL DIRETTORE GENERALE della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI DECRETO 13 aprile 2011 Disposizioni in attuazione dell'articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, come modificato ed integrato

Dettagli