ARMI BASCULANTI E SEMIAUTOMATICHE MARZO 2011

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1 ARMI BASCULANTI E SEMIAUTOMATICHE MARZO 2011 CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 1 23/03/2011

2 INTRODUZIONE Il Corso Tecnica Costruttiva delle armi sportive si propone di far conoscere, approfondire e/o aggiornare le nozioni tecniche necessarie per lo studio, progettazione, realizzazione, fabbricazione e riparazione delle varie tipologie di arma sportiva presenti sul mercato. Vi trasferirò quindi le esperienze maturate in 40 anni di lavoro nell affascinante mondo delle armi sportive. Vi spiegherò, spero in modo interessante, i vari aspetti della costruzione di un arma, aspetti che sono stati riassunti in nozioni semplici ed essenziali. Il futuro della tradizione armiera italiana, della qualità e professionalità italiane non può prescindere da approfondite conoscenze tecniche. Esse sono essenziali per innovare i nostri prodotti, migliorare gli aspetti tecnici ed aumentare il divario tra la nostra produzione e quella dei paesi emergenti. In ogni modulo saranno trattati sia gli aspetti teorici che pratici. Gli aspetti teorici si avvalgono dell esperienza maturata negli anni e tramandata dalle generazioni passate, non sono pertanto avulsi dalla realtà costruttiva dell arma stessa. Gli aspetti pratici non saranno indirizzati ad un puro contenuto manuale ma dovranno fondarsi su solide basi tecniche e teoriche. Durante le lezioni sarà fondamentale il vostro apporto, con domande ed interventi, al fine di rendere il corso vivo a tutto vantaggio di un fruttuoso approfondimento. Pietro Torosani CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 2 23/03/2011

3 INDICE SUDDIVISIONE DEI VARI TIPI DI ARMA IL FENOMENO ESPLOSIVO LA BALISTICA DELLE ARMI DA CACCIA IL FUCILE E LE SUE COMPONENTI TIPI DI FUCILE AD ANIMA LISCIA IL FUCILE A CANNE AD ANIMA LISCIA FUCILI BASCULANTI DOPPIETTA IL SOVRAPPOSTO IL FUCILE SEMIAUTOMATICO IL FUCILE A RIPETIZIONE SEMPLICE (A POMPA) CENNI DI TECNICHE DI STUDIO E COSTRUTTIVE CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 3 23/03/2011

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6 IL FENOMENO ESPLOSIVO Viene definito esplosivo qualunque sistema formato da una o più sostanze capaci di una rapida trasformazione chimica, accompagnata da ingente sviluppo di gas e di vapori. Questa trasformazione produce calore, luce, onde sonore, effetti meccanici. La forza esplosiva dei gas si traduce in un lavoro meccanico. Ci occuperemo del fenomeno esplosivo come processo fisico-chimico di ossidoriduzione di sostanze solide. L esplosione è una combustione velocissima, ossia una reazione chimica molto rapida. In senso stretto è un ossidazione del carbonio, o di altri combustibili quale l idrogeno, ad opera di un comburente, cioè dell ossigeno. Carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto, sono abituali componenti di una sostanza esplosiva. Lo sparo di una cartuccia prevede sia la detonazione dell innesco che la deflagrazione della polvere formante la carica di lancio. Dinamica di una detonazione, che avanza da D verso A. Zona A: esplosivo non ancora interessato. Zona B: onda d urto. Zona C: reazione chimica. Zona D: prodotti di detonazione. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 6 23/03/2011

7 LA BALISTICA DELLE ARMI DA CACCIA LO SPARO Esaminiamo i meccanismi e le fasi che permettono la fuoriuscita del proiettile dall arma fino a raggiungere il bersaglio. Iniziamo con il fenomeno dello sparo, primo anello della catena. Allorché si preme il grilletto questo libera il cane il quale, spinto in avanti da una molla, colpisce con notevole velocità la testa del percussore. Questo finisce a punta smussata, perciò detto a spillo, cosicchè, sotto la percussione, colpisce a sua volta la superficie della capsula o innesco posta sul fondello della cartuccia incamerata, determinandone l accensione per violenta compressione. L accensione, che si presenta come una fiammata veloce, intensa e di elevata temperatura, provoca, fuoriuscendo dai forellini dell innesco, un altra accensione e cioè quella iniziale dello strato di polvere da sparo con sui si trova a diretto contatto. In pochissimi e brevissimi istanti si accende tutta la carica di polvere contenuta nella cartuccia. Man mano che la carica brucia, aumentano proporzionalmente il volume dei gas, la velocità degli stessi e quella di emissione, con il conseguente aumento della pressione all interno della canna. L accelerazione della carica, cioè il passaggio graduale dallo stato di quiete a quello di massima velocità, è direttamente proporzionale alla pressione, escludendo il valore degli attriti, determinati dalla resistenza che gli elementi della carica incontrano venendo a contatto con le pareti della canna. Il punto di massima pressione è nel tratto di canna prossimo alla camera di scoppio. Ciò è dovuto anche al fatto che una parte di polvere di lancio continua a bruciare e,quindi, a produrre gas, mentre la carica sta lasciando il bossolo. L uscita della carica dalla bocca del fucile provoca il fenomeno della deflagrazione la quale altro non è che il risultato dell onda sonora causata dall espandersi violento ed istantaneo dei gas nell aria una volta fuori della volata. IL RINCULO Tutti i fenomeni descritti nel paragrafo si trasmettono all esterno dell arma, così come abbiano visto per la formazione della detonazione. Analogamente questo avviene nella canna al momento dello sparo e specialmente sul fondo o culatta del fucile, e da luogo al rinculo. Per una legge fisica che enuncia che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, la forza propulsiva che trae origine dalla pressione sviluppatasi a seguito CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 7 23/03/2011

8 dell aumento del volume dei gas per la combustione della polvere, agisce contemporaneamente in tutte le direzioni e maggiormente sul fondello della cartuccia e, quindi, sulla culatta e su tutta l arma. Ciò determina un movimento all indietro del fucile che è detto rinculo. Da ciò deriva che gli effetti del rinculo sono dipendenti dal peso dell arma, dal peso dei pallini o del proiettile, dalla cartuccia della polvere e dal calibro. Al rinculo meccanico ora descritto è legata la sensazione di rinculo che dipende, oltre che dalla velocità e dall energia del primo anche a fattori soggettivi del tiratore derivanti dalla sua struttura fisica e dal suo sistema nervoso, nonché dal tipo di morfologia del fucile. La sensazione di rinculo è avvertita maggiormente nel fucile basculante che nell automatico perché il secondo sfrutta proprio l energia del rinculo, in maggior parte, per la messa in moto di tutti quegli automatismi di espulsione ed inserimento della cartuccia. Altro fenomeno scatenato dalla pressione e connesso con il rinculo è il rilevamento, che è il movimento verso l alto del fucile ed il cui valore massimo è alla bocca della canna. L impennata è dovuta al fatto che l asse della canna viene a trovarsi in posizione più elevata rispetto all appoggio del calcio del fucile alla spalla del tiratore e, quindi, agisce secondo il principio della leva. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 8 23/03/2011

9 IL FUCILE E LE SUE COMPONENTI La legge prevede come mezzi di caccia il FUCILE AD ANIMA LISCIA e di CALIBRO NON SUPERIORE AL 12 (La legge ammette anche come mezzi di caccia l uso dell arco e del falco che però risultano vietati in alcune province). Arma da sparo Sono armi da sparo quelle che espellono uno o più proiettili come conseguenza del fenomeno di sparo, mentre le armi da punta o da taglio sono quelle che portano offesa perché appuntite, o a lama tagliente ed entrambe le soluzioni. Nota: il cacciatore è autorizzato a portare con se strumenti da punta o da taglio atti alle proprie esigenze venatorie. La legge distingue le armi da sparo in tre categorie principali: - Armi da guerra (per potenza di fuoco sono adottate dagli eserciti o polizia di cui è vietata la vendita oltre che il porto o la detenzione. - Armi tipo guerra (armi che possono utilizzare munizioni da guerra e di cui sono vietate la vendita, il porto e la detenzione) - Armi comuni (che sono tutte le altre e sono elencate dall art.2) si dividono in armi da caccia, armi sportive, armi comuni in senso stretto, armi a ridotta capacità offensiva. In particolare le armi da caccia sono oggetto della nostra trattazione e si dividono in: TIPI DI FUCILE AD ANIMA LISCIA A FUCILI AD UNA CANNA BASCULANTE (monocanna) B FUCILI A DUE CANNE BASCULANTI SOVRAPPOSTE (sovrapposto) C FUCILI A DUE CANNE BASCULANTI GIUSTAPPOSTE (doppietta) D FUCILI AD UNA CANNA SEMIAUTOMATICI (automatico) E FUCILI A RIPETIZIONE SEMPLICE CON SISTEMA DI RICARICAMENTO MANUALE (pompa) TIPI DI FUCILE A CANNA RIGATA 1 - CARABINE A RIPETIZIONE SEMPLICE (denominate ad otturatore o bolt action) 2 - CARABINE A RIPETIZIONE SEMIAUTOMATICA 3 - FUCILE AD UNA CANNA BASCULANTE CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 9 23/03/2011

10 TIPI DI FUCILE A CANNE MISTE A - FUCILI COMBINATI (una canna ad anima liscia e ad una rigata sottoposta alla prima) B - FUCILI DRILLING (doppiette con una terza canna rigata posta sotto e al centro di quelle affiancate) ELEMENTI CHE CONTRADDISTINGUONO LE ARMI A) LA MARCA rappresentata dal nome del fabbricante e dal suo marchio B) LA MATRICOLA C) IL NUMERO DI CATALOGO (ove previsto) D) IL CALIBRIO per fucili a canna liscia indica il numero di palle sferiche uguale al diametro dell anima della canna, realizzate in piombo e contenute in una libra. Elenco calibri ad anima liscia e corrispondenza in mm: CAL 12 = mm 18,5 CAL 16 = mm 16,8 CAL 20 = mm 15,6 CAL 24 = mm 14,7 CAL 28 = mm 14 CAL 32 = mm 12,75 CAL 36 = mm 10,4 questo calibro può anche essere denominato.410 Come si vede man mano che il calibro cresce, la misura del diametro interno della canna diminuisce. Ciò spiega perché il CAL 12 sia più grosso del CAL 20 che a sua volta è più grosso del CAL 24 e così via. I calibri 4 8 e 10 che pure esistono non sono però ammessi dalla legge sulla caccia. I calibri maggiormente diffusi sono il 12 e il 20 perché rispondono più degli altri alle effettive esigenze venatorie. I calibri piccoli sono utilizzati nelle cacce d appostamento alla piccola migratoria e per lo più per tiri da fermo (con selvaggina posata). IL CALIBRO per il fucile a canna rigata è una misura esatta ed è quella del diametro interno di foratura della canna espressa in millimetri e frazioni oppure in centesimi di pollice. Quindi un fucile calibro 7,65 ha un diametro interno della canna di 7 millimetri e 65 centesimi. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 10 23/03/2011

11 Una carabina calibro 22 avrà invece un diametro interno della canna pari a 0,22 pollici. Esistono delle eccezioni nelle quali il calibro è determinato dal diametro della profondità della rigatura. Esempio: cal. 9 che come diametro di foratura da 8,82 mentre il diametro di profondità della rigatura è di 9,02 CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 11 23/03/2011

12 IL FUCILE A CANNE AD ANIMA LISCIA IL FUCILE MONOCANNA BASCULANTE I fucili a canna basculante hanno tale denominazione dal movimento di rotazione che compiono le canne in apertura e in chiusura dell arma. LA BASCULA è un massello di acciaio (o lega leggera) che contiene il perno di rotazione delle canne, i tenoni che alloggiano i ganci di acciaio posti sotto le canne tenendole ancorate alla bascula, il tassello di chiusura, i meccanismi di scatto (denominati Batterie) e al suo apice la chiave o manetta di apertura dell arma. La chiave di apertura specie in alcuni modelli monocanna può essere applicata nella parte inferiore della bascula. L ESTRATTORE è l elemento applicato alla canna e consente l arretramento della cartuccia della camera di scoppio di quel tanto che permette alle dita di estrarre il bossolo. LA SICURA è generalmente posta sul prolungamento della bascula nella parte superiore oppure da un pulsante posto sul ponticello con azione diretta sul grilletto per impedirne lo sparo. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 12 23/03/2011

13 LA DOPPIETTA Fucile basculante a due canne giustapposte dove le due canne sono poste in parallelo sul piano orizzontale. Quest arma si identifica a Cani interni tipo Anson-Deeley a Cani interni tipo Holland-Holland e a Cani esterni, questi ultimi s imperniano all esterno della bascula e battono sui percussori. La posizione dei cani esterni fa sì che possono essere armati e disarmati in ogni momento. I cani disarmati determinano LA SICURA dell arma. PER DISARMARE i cani bisogna con l indice della mano destra premere il grilletto tenendo il pollice sulla leva del cane così da accompagnarlo nella sua ricaduta verso il percussore, dolcemente, onde impedire lo scatto con conseguente sparo. La giunzione delle canne della doppietta può essere eseguita con vari metodi, che sono: 1. canne saldate all ottone in culatta, con ramponi incastrati a coda di rondine; 2. canne saldate all ottone in culatta, piani in un solo pezzo con i ramponi e saldati all ottone alle canne; 3. canne saldate a stagno entro i fori del monobloc di culatta; 4. canne a demibloc integrale, ciascuna delle quali reca semi-ramponi ricavati dalla stessa barra, appaiati con incastro a coda di rondine e saldati, o solo appaiati e saldati. Di questi metodi il più antico è il primo, il più ricercato il quarto, il più pratico il terzo. Se gli assi delle canne della doppietta fossero paralleli, la canna destra colpirebbe a destra in basso, la sinistra a sinistra in basso. Questo perché le canne, non essendo coassiali alla calciatura ed alle chiusure, allo sparo generano coppie di forze di rotazione che spostano la direzione del tiro. Le canne vengono perciò saldate tra loro in posizione convergente. Le rosate delle due canne si sovrappongono a circa m 40 di distanza di tiro. La bindella superiore è più alta in culatta e più bassa in volata, formando con l asse delle canne un angolo d alzo di circa 28, per correggere un abbassamento di rosata di circa cm 32 a m 40 di distanza. La bascula è un blocco di acciaio temperato, o di ferro omogeneo cementato, sul quale sono incernierate le canne. La bascula racchiude i meccanismi di percussione e di scatto, o fa loro da supporto. La forma della bascula è una L dal piede molto lungo, in cui la tavola e la faccia di bascula formano tra di loro un angolo retto. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 13 23/03/2011

14 Le canne poggiano sul piano della tavola di bascula, suddiviso in due semipiani da un incavo centrale, che forma la sede dei ramponi delle canne. Il vivo di culatta delle canne in chiusura dell arma poggia sulla faccia di bascula, dalla quale fuoriescono i percussori delle batterie. La chiusura è costituita dagli organi meccanici che assicurano la giunzione delle canne di bascula. Tra questi possiamo distinguere la cerniera, che insieme a ramponi consente la rotazione delle canne, le superfici di tenuta che impediscono la separazione tra bascula e canne, la chiusura propriamente detta che si oppone alla rotazione delle canne. Entro la tavola di bascula, comandato da una chiave di apertura, agisce un duplice chiavistello che impegna i ramponi. Questa chiusura è la duplice Purdey, alla quale si possono aggiungere altre chiusure sussidiarie. Gli acciarini possono essere a cani interno o esterni. Quelli a cani interni sono chiamati tipo Anson se il meccanisco è collocato entro la bascula, tipo Holland se invece è imperniato su cartelle laterali. Esistono altri tipi di acciarini, come i Purdey o i Westley Richards, ottimi ma poco impiegati. Gli acciarini Anson prendono nome batterie, sono i più semplici ed i meno costosi, mentre gli Holland sono montati solo nelle armi più fini. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 14 23/03/2011

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20 IL SOVRAPPOSTO Quest arma a differenza delle doppiette presenta le due canne una sopra l altra. Caratteristica di questo fucile basculante è il minore impennamento e scarto laterale conseguente allo sparo per cui l assetto del rinculo è molto più composto; ne consegue che la ripetizione del secondo colpo avviene senza eccessivi aggiustamenti della posizione del tiratore rispetto al bersaglio e alla linea di mira. Ulteriore vantaggio del sovrapposto rispetto alla doppietta è rappresentato dalla forma della basculla per via delle due canne poste una sopra l altra; infatti, questa è particolarmente robusta per la sua forma a U che tende a opporsi alle flessioni dei tubi. Il sovrapposto moderno fu realizzato agli inizi del secolo. Per il tipo di chiusura si vennero a costituire due scuole: quella tedesca, che intraprese la produzione di sovrapposti ad asse trasversale e ramponatura sottostante alle canne, e quella inglese, che seguì la soluzione della cerniera su semiperni laterali, con chiusura su ramponi laterali alle canne. La produzione belga si divise in due tronconi, per cui in parte adottò la ramponatura sottostante alle canne, in parte la ramponatura laterale. Anche in Italia i fabbricanti seguirono entrambe le soluzioni, spesso con meccanica originale, ma senza un orientamento uniforme. La sola Beretta seguì con intelligenza una propria strada. La bascula del sovrapposto è un blocco in acciaio temperato con sezione a forma di U, per abbracciare le due canne disposte in posizione verticale. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 20 23/03/2011

21 La forma della bascula varia molto in rapporto al diverso tipo di chiusura. Nei sovrapposti con ramponatura laterale tipo Boss, o nei Beretta con tenuta ad incastro sulle spalle di bascula, la forma della bascula è più bassa ed elegante rispetto a quella dei sovrapposti con chiusura a catenaccio su ramponi posti sotto le canne. Nella costruzione dei sovrapposti sempre con maggiore frequenza si fa ricorso a batterie corte, azionate da molle a spirale e montate sul ponticello. Solo i tipi più fini adottano acciarini tipo Holland montati su piastre laterali. I sovrapposti da tiro impiegano un monogrilletto semplice, mentre quelli da caccia usano quello selettivo o i due grilletti. Soltanto i sovrapposti più economici impiegano estrattori non automatici. La giunzione delle canne del sovrapposto può essere ottenuta col metodo demibloc, ma si va affermando il monobloc di culatta anche in armi fini. L accoppiamento demibloc nel sovrapposto si ottiene saldando a forte i due tubi, dei quali l inferiore forma pezzo unico coi ramponi. Nell accoppiamento i tubi del sovrapposto vengono montati con una convergenza inferiore (rispetto alla doppietta) e solo verticale, perché le canne non tendono a divergere lateralmente il tiro, avendo chiusure simmetriche. Le canne di alcuni sovrapposti mancano dei bindellini laterali, per un migliore raffreddamento dei tubi ed un alleggerimento delle canne. I sovrapposti che hanno canne saldate soli in culatta ed in volata, ma sono privi di bindelle laterali, per effetto del maggiore riscaldamento e allungamento della canna inferiore, che spara di più, possono creare problemi di sovrapposizione di rosate. L allungamento indipendente dei tubi può essere ottenuto congiungendoli in prossimità della volata con un anello scorrevole. La convergenza verticale delle canne del sovrapposto ha un valore inferiore rispetto alla convergenza orizzontale delle doppiette. Anche l angolo di alzo, formato dalla bindella alta in culatta e bassa in volata, nel sovrapposto è inferiore a quello delle doppiette. Le due canne sovrapposte si sorreggono a vicenda, perciò non effettuano flessioni verso il basso. Inoltre l alzo del sovrapposto deve considerare l entità del rilevamento, ossia dello spostamento verso l alto del tiro per efetto dell impennamento delle canne. La convergenza delle canne non è simmetrica, perché la canna superiore risulta dritta ed in asse con il bersaglio, mentre l inferiore converge verso l alto quel tanto che basta per compensare l abbassamento dello sciame dei pallini a circa 40 metri di distanza, per effetto della gravità. La canna inferiore dei sovrapposti non regolati a dovere tende a spostare il tiro in basso, mentre la superiore sposta il tiro in alto. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 21 23/03/2011

22 IL FUCILE BASCULANTE Descrizione meccanismi e sincronizzazione: 1. RAMPONATURA accoppiamento tra canna e bascula, perni di rotazione, giro di compasso 2. CHIUSURA a tassello o passante o tasselli lateriali 3. ARMAMENTO apertura canne e messa in movimento della catena cinematica 4. EJEZIONE meccanica o automatica 5. SICUREZZA sicura manuale ed eventualmente sicura automatica 6. AGGANCIO ASTA alle canne e regolazioni. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 22 23/03/2011

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27 IL FUCILE A RIPETIZIONE SEMIAUTOMATICA Esaminiamo ora il fucile a ripetizione semiautomatica con l avvertenza che, esclusivamente per brevità, lo chiameremo automatico pur se tale dizione è assolutamente inesatta. Ma, per prima cosa, dobbiamo fare un cenno alla ripetizione. La ripetizione di un arma, sia essa con canne ad anima liscia che con anima rigata, è il sistema di caricamento dell arma stessa. Essa può essere di tre tipi: semplice o manuale, quando il munizionamento è inserito singolarmente e manualmente nella camera di scoppio, cos come manuali sono tutte le successive operazioni di estrazione e ricarica; semiautomatica, quando la prima cartuccia viene introdotta nella camera di scoppio manualmente, mentre l espulsione e l introduzione delle successive cartucce avvengono automaticamente senza l intervento manuale; serve premere ogni volta il grilletto per provocare lo sparo; automatica, quando tutte le operazioni di caricamento compresa la prima, e di espulsione dei colpi sono automatiche. Mantenendo il grilletto premuto si spara a raffica. Generalmente le armi automatiche sono predisposte per il tiro a raffica, successione in pochi decimi di secondo dello sparo dei proiettili, e costituiscono tutte armi da guerra. Alla luce di quanto detto, e come qui di seguito vedremo, il fucile da caccia che stiamo esaminando è a ripetizione semiautomatica. Questo fucile offre, rispetto agli altri, il vantaggio balistico legato al fatto di avere una sola canna, anche se svantaggiato dall avere un solo valore di strozzatura, della quale parleremo in seguito. Tuttavia, la possibilità di intercambiare le canne permette di avere sempre a portata di mano la canna più idonea, riferita al valore di strozzatura, al tipo di caccia senza dover disporre di una batteria di fucili. Ma pur non ricorrendo a diverse canne intercambiabili ma lasciando una sola canna esiste la possibilità di avvitare in volata degli strozzatori. Questi strozzatori offrono un rendimento molto simile ai valori di strozzatura fissa. Tre sono i sistemi principali di ripetizione negli automatici: il sistema a lungo rinculo, quello a sottrazione di gas e quello cinetico. Funzionamento del sistema a lungo rinculo. Al momento dello sparo per l azione dell energia di rinculo uguale e contraria al moto della carica, la canna e l otturatore ad essa bloccato, rinculano assieme per un tratto appena superiore alla lunghezza del bossolo privo di orlatura, comprimendo nel loro moto, ciascuno, una propria molla CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 27 23/03/2011

28 antagonista. Durante tale moto avvengono l estrazione e l espulsione del bossolo sparato. In un punto prestabilito, corrispondente al momento in cui il piombo lascia la volata, l otturato si sblocca dalla canna la quale, sotto la spinta della molla antagonista, ritorna nella sua posizione normale. Al termine della sua corsa retrograda in cui ha armato il cane, l otturatore viene trattenuto finché la canna, ritornando in posizione normale, e, cioè, in batteria, libera la nuova cartuccia dal serbatoio. La canna urta contro un apposita levetta e provoca l istantaneo sollevamento del cucchiaio elevatore e lo svincolo dell otturatore. Questo, non più trattenuto, viene spinto in avanti dalla propria molla antagonista, incontra la nuova cartuccia sollevata dall elevatore, e la spinge nella camera di scoppio bloccandosi in chiusura. Premendo il grilletto parte il nuovo colpo ed il ciclo si ripete fino all esaurimento delle cartucce contenute nel serbatoio. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 28 23/03/2011

29 Funzionamento del sistema a sottrazione di gas. Nel sistema a sottrazione di gas la canna, a differenza dell altro sistema, pur se intercambiabile e,quindi,mobile, resta bloccata al castello dell arma durante tutto il ciclo di ripetizione. Ad una distanza, variabile a seconda dei modelli, dal vivo di culatta sono presenti due ugelli attraverso cui circa lo 0,60% dei gas si immettono in un cilindro solidale con la canna. La pressione dei gas agisce sulla testa di un pistone, alloggiato nel cilindro, che, scorrendo su di un supporto tubolare, colpisce con notevole inerzia un asta di comando vincolata ad un manicotto collegato con l otturatore che, così, retrocede. Durante la sua corsa all indietro, l otturatore estrae il bossolo vuoto che viene espulso allorché urta contro un dente o piolo detto espulsore. Contemporaneamente arma il cane e comprime, per mezzo di una biella, la molla antagonista dalla quale, al temine della corsa retrograda, viene spinto in avanti, spingendo, durante questo movimento, una nuova cartuccia nella camera di scoppio, bloccandosi in chiusura. Il sistema di uscita della nuova cartuccia dal serbatoio, la sua elevazione e lo svincolo dell otturatore avvengono nella stessa maniera descritta per il fucile a lungo rinculo. Il sistema a sottrazione di gas è spesso provvisto anche di una valvola che regola il volume dei gas in modo che la pressione nel cilindro sia sempre la stessa usando cartucce di diversa potenza. Ciò elimina qualsiasi necessità di regolazione preventiva e l esistenza di organi di frenaggio. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 29 23/03/2011

30 La differenza tra i due sistemi è che nel secondo vi è assenza di scuotimenti e rumorosità meccaniche, un rinculo più dolce. In entrambi, quando l otturatore non è in perfetta posizione di chiusura, un accorgimento ne impedisce la percussione. Inoltre, la sicura è a pulsante, posta sul ponticello ed agisce sul grilletto. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 30 23/03/2011

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34 Funzionamento del sistema cinetico. A questa tipologia di funzionamento appartiene il fucile Benelli. Questo semiautomatico risulta avere la canna fissa e la spinta di alimentazione del gruppo di armamento, è attivata dall azione di una molla detta cinetica posta all interno dell otturatore. All atto dello sparo, per effetto del moto relativo e di senso contrario tra arma e tiratore, detta molla si comprime e successivamente espandendosi sprigiona la forza necessaria per il riarmo del meccanismo. Si tratta di un arma molto veloce che non richiede particolari manutenzioni. La sensazione di rinculo e la stabilità dell arma sono più critici rispetto ad un fucile a presa di gas il quale però necessita di una maggiore pulizia dei depositi carboniosi che si presentano nel cilindro-pistone. 5) IL FUCILE A RIPETIZIONE A POMPA Il fucile a ripetizione semplice a pompa è un arma che non è ancora diffusissimo in Italia, per cui accenneremo soltanto che la ripetizione si effettua manualmente agendo su di una impugnatura scorrevole posta sotto la canna e coassiale al tubo serbatoio. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 34 23/03/2011

35 IL FUCILE SEMIAUTOMATICO Descrizione meccanismi e sincronizzazione: 1. CHIUSURA - a rampone oscillante HEAD-SPACE - a testina rotante HEAD-SPACE 2. MECCANISMO DI SPARO con sicura manuale e automatica anti-raffica 3. MECCANISMO DI ALIMENTAZIONE dal serbatoio alla camera di scoppio: - leva di chiusura serbatoio e di sgancio elevatore - elevatore 4. ESTRAZIONE ED ESPULSIONE CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 35 23/03/2011

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40 CENNI DI TECNICHE COSTRUTTIVE MODERNE METODI DI STUDIO E INDUSTRIALIZZAZIONE o Organizzazione di idee, schemi, invenzioni sulla base di input precisi (di progetto, di innovazione, ecc ); o Studio meccanico e organizzazione meccanoca generale; o Disegni costruttivi sperimentali previo studio delle tolleranze; o Prototipazione per verifiche meccaniche, funzionali o prototipia rapida 3D per valutazioni estetiche ed ergonomiche; o Industrializzazione che deve essere calibrata alla realtà produttiva ed ai mezzi; o Lavorazione parti essenziali quali bascula, monoblocco, castello, otturatore, culatta; o Lavorazione parti secondarie; o Convenienza di lavorazioni su macchine tradizionali, transfer e macchine a controllo numerico; o Convenienza lavorazioni per stampaggio, microfusioni, mim, in funzione della quantità, del tipo di sollecitazione dei vari pezzi nonché del livello di difficoltà geometrica di costruzione. CONSORZIO ARMAIOLI ITALIANI Pagina 40 23/03/2011

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