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1 Istituto MEME associato a Université Européenne Jean Monnet A.I.S.B.L. Bruxelles ARMA APPROPRIATA Scuola di Specializzazione: Relatore: Tesista Specializzando: Anno di corso: Scienze Criminologiche Roberta Frison Luca Polverelli Primo Modena: 4 settembre 2010 Anno Accademico:

2 Indice dei Contenuti 1. Introduzione Armi da fuoco Definizione e caratteristiche Classificazione (merceologica) Prestazioni e differenze Munizioni Cenni di storia Elementi che compongono una cartuccia Classificazione, prestazioni, caratteristiche e differenze Leggi in materia di munizionamento Efficienza di tiro Balistica Tattica La gestione dello stress La ricerca Introduzione I test psicologici Il test di sparo Gli items sul background esperienziale L analisi dei dati Conclusioni

3 6. La balistica forense Differenza tra impronte di classe e di singolarità d arma Tipi di perizie balistiche: mezzi e strumenti Gli strumenti indispensabili per la comparazione balistica Le impronte utili nel bossolo esploso per la comparazione balistica Alterazioni e modifica di armi Residui di sparo Legislazione in materia di armi e munizioni Leggi varie Bibliografia Sitografia Ringraziamenti

4 1. INTRODUZIONE Prima di iniziare questa lettura informo innanzitutto il lettore della pericolosità di questo elaborato per le tematiche trattate, consigliandone la lettura a solo un pubblico adulto e capace di intendere e di volere, sottolineando che molte notizie ed informazioni ivi contenute danno per scontato una conoscenza a priori delle materie trattate. Chiedo perciò venia per tutti le espressioni, i dati e i termini tecnici che enuncerò senza dare spiegazioni in merito; inoltre prego di non divulgare questo testo o parti della corrente opera a terze persone in quanto i contenuti, se resi comuni e diffusi, potrebbero diventare dannosi e rischiosi. Come ultimo avvertimento, suggerisco il proseguimento nella lettura solo ai lettori consenzienti al trattamento delle tematiche prese in atto nell indice dei contenuti. L idea di affrontare le tematiche che ritroverete in questo elaborato deriva innanzitutto dal mio personale interesse di conoscere in maniera approfondita il mondo delle armi da fuoco, le motivazioni che portano alla scelta della tipologia di arma e calibro della stessa nelle diverse situazioni d impiego e all analisi delle differenze che sono presenti tra tiratori improvvisati, amateur del tiro sportivo, sportivi agonisti e professionisti del mestiere. Verranno suddivise e analizzate nel dettaglio, al fine di poter offrire al lettore un accurato studio, le maggiori tematiche in materia di armi da fuoco, dalle semplici definizioni, alla classificazione delle armi, alla differenziazione d impiego, ecc. In questo elaborato, incentrato sullo studio, comprensione e diversificazione dei vari utenti che possano utilizzare un arma, farò un rapido accenno alle armi che richiedono intrinseche capacità per l utilizzo senza (spero) far perdere al lettore il vero obiettivo di questa tesi: capire chi ha potuto effettuare un determinato tipo di 4

5 tiro. Mettiamo in chiaro il cardine di questa tesi: restringere in caso di crimine/i con arma/i da fuoco il campo d indagine e i sospettati del suddetto crimine. Prendendo nota che, nonostante l esistenza di varie tipologie di armi (che tratteremo nei vari capitoli di questo elaborato), l arma più diffusa e di comune utilizzo nei crimini è la pistola 1, in quanto facilmente offuscabile (date le dimensioni) e di facile utilizzo 2, non possiamo fare a meno di parlare di tutte le armi che tuttavia possono essere utilizzate. Per far si di non disperdere troppo l attenzione del lettore, ma d altro canto non potendo non affrontare alcune tematiche, approfittiamo dell introduzione iniziando a parlare delle armi che non sono oggetto del nostro studio: in primis iniziamo col parlare del Cal..22. Utilizzato prevalentemente in ambito sportivo, può essere adoperato in armi sia a canna corta che lunga (rigata) dando prestazioni ottime in termini di precisione, garantendo un bassissimo rilevamento dopo lo sparo. Escludiamo questo calibro dai nostri studi in quanto veramente piccolo e di bassa lesività (a confronto di quelli successivamente trattati 9x21,.40,.45 ACP, ecc.), e inoltre dalla tale facilità di utilizzo in armi corte da rendere alle corte distanze difficile lo studio delle differenze tra i vari utilizzatori. Puntualizziamo inoltre che nel caso di impiego del suddetto calibro in armi lunghe sono necessarie buone conoscenze di base per il conseguimento di risultati degni di nota. A seguito riportiamo, per dimostrare quanto detto sulla precisione del Cal..22, due immagini (dimensione reale) illustranti le rosate (fatte con un arma a canna lunga -carabina-) con munizioni di diverse marche. Dati e test forniti da Strocchi Fulvio (TSN Ravenna). 1 Si fa riferimento all utilizzo delle armi corte in generale (pistole, revolver, ecc.). 2 Di facile utilizzo se utilizzate a breve distanza (le armi corte vengono impiegate da persone anche assolutamente incompetenti a bruciapelo (ossia addirittura a contatto del bersaglio), e in confronto alla difficoltà di utilizzo e conoscenze base per adoperare altre tipologie di armi, ad es. fucili sniper). 5

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8 Altra categoria di armi che non saranno oggetto diretto dei nostri studi sono i fucili d assalto (ad esempio i più conosciuti sono: AK-47, Beretta AR 70/90, Galil, M14, M16, M4), che sono infatti armi progettate per accrescere l'efficacia del fuciliere in battaglia. I fucili d'assalto offrono molti vantaggi, tra cui la possibilità di poter sparare efficacemente mentre si è in movimento, il non dover più provvedere al riarmo dell'arma dopo ogni colpo, ed alcune tattiche, tra cui il fuoco di saturazione. Ci sono alcune caratteristiche comuni nei fucili d'assalto: capacità di fuoco selettivo (l'arma può sparare sia a colpo singolo sia in modalità automatica); l'essere dotato di un caricatore amovibile ad alta capacità; l'utilizzo della cosiddetta munizione intermedia. Per quanto riguarda la storia dei fucili d assalto, il termine venne coniato dalle forze tedesche durante la Seconda guerra mondiale, appositamente per una nuova maschinenpistole (pistola automatica) MP-44 dalle caratteristiche inusuali. Infatti essa era più simile ad un fucile che non ad una pistola, usava una munizione "intermedia" (meno potente dei calibri ordinari da fucile, ma più potente dei calibri da pistola dell'epoca). I generali tedeschi si accorsero delle vere potenzialità dell'arma ma incontrarono la forte opposizione di Adolf Hitler, ostile al concetto di munizione intermedia ed a dotare i suoi soldati di un'arma che percepiva meno potente. Testata sul campo di battaglia incontrò un ampio favore tra le truppe. Rinominata "SturmGewehr-44", o StG-44 (dal tedesco "Sturm", assalto e "Gewehr", fucile) Hitler la vide come un ottimo strumento di propaganda ed approvò, finalmente, la produzione di massa. L'StG non fu il primo fucile d'assalto della storia, infatti taluni vogliono come capostipite della dinastia il russo Fedorov Avtomat, od altri ancora (forse di diritto, anche se completamente inaffidabili e soggetti a continui inceppamenti) l'italiano Cei-Rigotti; entrambe queste armi vennero utilizzate in minuscoli quantitativi nella prima guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi, 8

9 soprattutto l'avtomat che si rivelò essere un'arma affidabile e potente, anche se molto costosa e difficile da produrre. Un'altra arma, forse più simile ad un fucile automatico che ad un vero fucile d'assalto, era il messicano Mondragon mod. 1900, utilizzato in piccola serie anche dai tedeschi nella prima guerra mondiale, oltre che nella rivoluzione messicana. Sta di fatto che l'stg è stato il primo fucile d'assalto ad essere impiegato da un esercito regolare effettivamente come tale e in quantitativi notevoli; inoltre era un fucile d'assalto che incorporava tutte le caratteristiche dell'arma in maniera completa e non sperimentale. In particolare era un'arma utilizzabile sia per il fuco automatico che per quello semi automatico, con una munizione leggera (Cei Rigotti e Automat utilizzavano proiettili full power poco potenti, mentre lo StG aveva una munizione "intermedia" vera)un peso contenuto, una gittata inferiore a quella di un fucile "tradizionale", dimensioni ridotte,ecc. Da allora i tentativi di replicare la formidabile arma crebbero in numero e varietà, tra cui il primo e più famoso Kalashnikov AK-47. Altri notabili fucili d'assalto sono il tutt'ora validissimo M16 statunitense e la sua evoluzione l'm4, l'sa80 (conosciuto anche come L85), l'fn FAL belga nel calibro tedesco 7,92 x 33 Kurz (era stato originariamente progettato per lo Stg- 45) l'israeliano Tavor e l'italiano Beretta AR 70/90. Le diverse tipologie di munizione nei fucili d'assalto sono assai numerose. La genesi di queste munizioni intermedie possono essere grossolanamente ricondotte a due grandi famiglie: quelle derivate accorciando delle munizioni "full-power" dei fucili d'ordinanza (il 7,92 Kurz o il 7,62 Soviet dell'ak47 rientrano in questa categoria ) o creandone di totalmente nuove (il 5,56 NATO od i nuovi calibri iperveloci come il 5,7 della Five Seven belga appartengono a questo tipo). Entrambi i calibri intermedi, rispetto alle munizioni da fucile classiche, hanno il vantaggio di rendere l'arma controllabile nella modalità di fuoco a raffica e permettono di portare molte più munizioni in combattimento. Ci sono vari tipi di munizioni, come ad esempio le semplici Full Metal Jacket 9

10 (FMJ), quelle a punta cava (vietate dalla convenzione di Ginevra), quelle traccianti, quelle perforanti ed altre ancora. Le munizioni FMJ hanno un nucleo di piombo incamiciato in un metallo più duro (ottone o leghe di rame con altri metalli più duri) che garantisce la resistenza della palla. Sono obbligatorie come standard minimo in ambito militare, per garantire ferite "pulite" ed evitare la deformazione del proiettile nell'impatto contro bersagli umani. Le munizioni a punta cava, sfruttando il principio dello shock idrodinamico si espandono o frammentano più facilmente all'impatto causando danni maggiori ad un corpo umano ma con minore effetto su eventuali protezioni come giubbotti antiproiettile. Le palle traccianti hanno la base concava e riempita di una miscela luminosa a base di fosforo, che si incendia ed è visibile già dopo circa metri. Queste ultime sono utili negli scontri notturni od in ambiente urbano per permettere al tiratore di individuare la precisa traiettoria dei proiettili sparati con tiro istintivo. Un altro uso prevede l'inserire uno di questi colpi al terzultimo posto del caricatore, in questo modo alla partenza del proiettile tracciante la persona che utilizza l'arma sa che il caricatore è quasi terminato, e che è presto necessaria la sostituzione di questo. Ci sono diverse tipologie di fucili d assalto che oltre a differenze nel calibro offrono fondamentali differenze nel design, a seconda delle richieste specifiche del committente. Un esempio sono i fucili d'assalto cosiddetti "compatti", ottimi nel combattimento urbano, a causa del ridotto ingombro e della facilità di trasporto. Un'altra variante sono i moderni fucili dalla configurazione "bullpup", con il caricatore spostato indietro rispetto al grilletto, ottenendo un fucile più corto a parità di lunghezza di canna ma, d'altra parte, l'impossibilità di cambiare spalla ed impugnatura per il tiratore, cosa essenziale se si vuole sparare da un riparo che può trovarsi dalla parte opposta di come si impugna abitualmente l'arma. Per esempio, un soldato mancino che utilizzi uno Steyr AUG (che presenta la finestra di espulsione sulla sinistra) potrà sparare riparato se il riparo si trova alla sua destra, mentre esporrà completamente il corpo se il riparo disponibile si trova a sinistra. Questo difetto che compromette anche la 10

11 possibilità di utilizzo da parte di soldati con diversa mano dominante se non con difficoltose modifiche, è stato risolto da alcuni fucili di ultima generazione come l'fn F2000 che fa uscire la cartuccia dalla sommità della canna. Concludo questo paragrafo parlando del più e del meno sulle armi sniper, ovvero da cecchino, che formano una categoria che suscita molto interesse. Inutile dire che ogni arma che tratteremo a seguire richiede specifiche conoscenze e abilità specifiche senza le quali risulterebbe assolutamente impossibile effettuare un tiro preciso. Che cosa si chiede ad un fucile sniper? Beh, in primis che abbia una buona precisione intrinseca, poi che abbia una buona gittata utile, e poi altre cose relativamente secondarie, come la possibilità di doppiare velocemente il colpo o la presenza di uno spegni-fiamma per celare la propria presenza ai potenziali nemici. Che calibri ha in genere un fucile sniper? Ne esistono tanti, i più comuni sono il.223 Remington (5,56 NATO), il.308 Winchester Magnum (7,65 NATO), il.338 Lapua Magnum, il.408 Cheyenne Tactical e il.50 BMG. A questi si affiancano calibri meno usati come il.300 Remington Ultra Magnum o il.416 Barrett. La polizia (in generale) usa fucili sniper in 7,65 NATO e.338 Lapua, mentre i militari oggi si limitano al.338 Lapua e al.50 BMG per le lunghe distanze, gli altri calibri li usano su armi "miste", ovvero fucili da assalto che all'occorrenza permettano anche tiri di precisione. Il.50 BMG è anche usato dai corpi speciali, come quello italiano di San Marco. Ecco qualche immagine di queste munizioni. Da sinistra a destra:.50 BMG, 7,65 NATO,.300 Winchester, 7,62 Russian, 5,56 NATO e infine il.22 lr, una munizone oggi usata solo per il tiro a volo. 11

12 Parlando di distanze utili, possiamo dire grosso modo che un 5,56 NATO ha una distanza operativa di 200 metri, un 7,65 NATO di 500 metri, un.338 Lapua di 1000 metri, un.408 Chey Tac di 1300 metri e un.50 BMG di 2000 metri così come il.416 Barrett. Questo però non vuol dire che dopo tali distanze questi calibri siano inutili, ma solo che successivamente la stabilità del proiettile diminuisce troppo, così come la velocità, con la possibilità che il tiro risulti impreciso. Teniamo presente però che l'uccisione (registrata) a maggior distanza è dovuta ad un soldato americano che usando un Tac 50 (in calibro.50 BMG) riuscì ad abbattere un soldato nemico dalla distanza di 5200 metri, ben oltre la portata utile dell'arma. In effetti il.50 BMG è il calibro da sniper per eccellenza (anche se la Barrett con il suo nuovo.416 Barrett sta cercando di portargli via il primato), un vero e proprio " mostro", pensate che da un chilometro di distanza, può tranquillamente 12

13 passare da parte a parte un comune veicolo blindato. Veniamo ora alle armi che camerano queste munizioni: cominciamo con un fucile da cecchino "classico" in calibro 7,65 NATO, un fucile della Armalite originariamente progettato per usi militari e oggi in uso a molte forze di polizia. E' un arma a ripetizione manuale, per cui bisogna azionare manualmente l'otturatore per permettere l'espulsione del bossolo vuoto e la cameratura del nuovo colpo. Possiamo aggiungere l'heckler & Koch PSG-1, un fucile semiautomatico in calibro 7,62 NATO. Questo fucile dall'estetica molto accattivante e dall'ottima precisione non ha mai avuto grande diffusione a causa del suo elevato costo, ma rimane sempre un pezzo di storia (una curiosità: in Italia la sua catalogazione è stata respinta perchè considerata arma da guerra, quando c'erano già catalogate una miriade di armi in questo calibro semiautomatiche). Questo invece è un Accuracy International calibro.338 Lapua Magnum usato sia dai militari che dai Corpi di Polizia. Si tratta di un'arma incredibilmente precisa, sempre a ripetizione manuale che è catalogata in Italia come arma da caccia: 13

14 Ecco qui un grande fucile in.408 Chey Tac della E.D.M. Arms (sempre a ripetizione manuale) usato per molto tempo da corpi speciali e militari: Questo invece è il fenomeno, il capolavoro della Barrett Rifles, l'm82a1, un fucile semiautomatico in calibro.50 BMG, un capolavoro dell'ingegneria, il fucile che in poco tempo si è conquistato un posto d'onore nei reparti militari di tutto il mondo e non solo... 14

15 Questo invece è un Tac.50 della Mc Millan in calibro.50 BMG, un fucile a ripetizione manuale molto preciso, ora quasi del tutto soppiantato dall'm82: 15

16 Esiste poi una categoria di armi sniper anticarro che camerano potentissimi calibri come il 14x118, il 950 JDJ o addirittura il 20x120 Vulcan (si, proprio la munizione che si usa ancora oggi nei cannoni da 20 mm degli aerei). Queste armi sono esclusivamente ad uso antimateriale, ed una delle convenzioni di Ginevra (sottofirmata da quasi tutti i paesi) vieta l'uso di calibri superiori al.50 (12,7 mm) contro le persone. Ad ogni modo si tratta di armi veramente enormi, che pesano anche più di 50 Kg e che definire fucili è un po forzato... 16

17 2. ARMI DA FUOCO 2.1. Definizione e caratteristiche In generale un arma può essere definita come uno strumento di offesa o difesa; le armi sono classificate e suddivise in diversi categorie: coltelli (da lancio e non), armi sportive, armi di libera vendita, armi da guerra, arceria, armi improprie (l uso di tecniche di combattimento), armi comuni da sparo, ecc I vari tipi di armi Con il termine armi la legge si riferisce a: Armi bianche: spade, pugnali, baionette, tirapugni, bastoni animati, mazze ferrate, manganelli, storditori elettrici, bombolette lacrimogene non approvate dal Ministero dell Interno. Le bombolette contenenti olio di peperoncino sono liberalizzate se di piccole dimensioni, ma il Ministero ufficialmente ne ha approvate solo tre marche, senza indicare i criteri tecnici seguiti. La corrente interpretazione è discutibile perché uno strumento non lesivo, utilizzabile anche per respingere aggressioni di animali, dovrebbe essere considerato strumento atto ad offendere. Per la Cassazione sono armi i coltelli a scatto; per le questure essi sono di libera vendita e si trovano in ogni coltelleria; nel dubbio è meglio non acquistarli oppure acquistarli con porto d armi e denunziarli, senza mai portarli. Si tenga presente che molte armi bianche sono in libera vendita in negozi sportivi o su internet senza che nessuna autorità intervenga e che è cosa ingiusta denunziare il detentore senza procedere anche contro il venditore o importatore. Se anteriori al 1890 sono considerate armi antiche. Armi da sparo: fucili, pistole, lanciarazzi, che espellono un proiettile attraverso una canna mediante l uso di un combustibile; ad esse sono talvolta equiparate le 17

18 armi che usano aria o gas compressi (armi a gas). Si distinguono giuridicamente in: A. da guerra o armi comuni: Sono comuni tutte quelle non da guerra; queste sono ormai estremamente ridotte fra le pistole e le carabine: armi a raffica, fucili d assalto semiautomatici con elevata capacità di fuoco, pistole in calibro 9 parabellum (ma è un dimostrato errore del Ministero); non esistono revolver da guerra e ve ne sono anche in calibro 9 Para. Le armi da guerra non possono essere detenute, salvo quelle in collezioni esistenti fino dal Le armi comuni si distinguono poi in: A. comuni sportive: quelle classificate come tali dalla Commissione in appositi elenchi; sono lunghe o corte a canna rigata; i fucili da tiro a volo ricadono tra le armi da caccia, da cui non si distinguono. A. comuni da caccia: tutte le armi lunghe usabili per cacciare in Italia e cioè quelle lunghe a polvere, sia a canna liscia (purché il calibro non sia più grande del 12; quindi non sono da caccia i calibri 8 e 10 che hanno un diametro superiore a 18,1 mm.), che rigata; queste, se di calibro pari o inferiore a 5,6 mm, devono impiegare una cartuccia con bossolo di lunghezza superiore a 40 mm. In pratica rimangono esclusi i calibri.22 a percussione anulare e il.22 Hornet. Sono armi da caccia quelle in calibri 6 e 9 mm Flobert. Sono armi da caccia anche quelle in tutti i calibri per pistola superiori al.22 (9x21,.44 Mag., ecc.; attenzione: la cartuccia rimane tecnicamente una cartuccia per arma corta). Le armi devono avere al massimo tre canne o un caricatore che non possa contenere, sul terreno di caccia, più di due cartucce. Fuori del terreno di caccia il caricatore può contenere il numero di colpi indicato in catalogazione. Se una delle canne è in calibro non consentito, essa deve essere resa inutilizzabile sul terreno di caccia. I fucili a ripetizione manuale possono contenere nel caricatore più di due colpi. I fucili semiautomatici a canna rigata possono avere, sul terreno di caccia, un caricatore contenente più di due colpi. Anche moschetti militari o fucili d assalto demilitarizzati sono armi da caccia. La natura di arma da caccia non è indicata nel provvedimento di catalogazione e non è compito del Ministero 18

19 decidere su tale qualificazione. Il catalogo deve dire solo se un arma è comune o da guerra e se è o meno sportiva. Armi lunghe: sono quelle la cui canna ha una lunghezza di almeno 30 cm e in cui la lunghezza totale è almeno 60 cm; corte sono quelle più piccole. A. comuni in genere: tutte le altre, quali pistole da difesa, armi ad aria compressa non sportive e non liberalizzate, pistole lanciarazzi, fucili non consentiti per la caccia in Italia. A. antiche: quelle di modello anteriore al 1890, anche se costruite dopo (ad es. revolver mod. 1889, anche se costruito nel 1920). Si tenga presente che: Le armi ad avancarica costruite fino al 1975 si considerano antiche (di solito è persino impossibile stabilire la data di produzione); Le armi ad avancarica (e quelle a retrocarica che riproducono modelli di armi anteriori al 1890) costruite dopo il 1975 si considerano armi comuni moderne (sono le cosiddette repliche). Per alcuni tutte le armi a retrocarica che riproducono armi antiche, ma costruite dopo il 1890, sono repliche e in effetti non ha senso pratico fare distinzioni. La replica deve avere i punzoni del banco di prova. Le armi antiche da sparo: sono le uniche assoggettate ad un regime un po diverso rispetto alle armi in genere: chi ne detiene più di otto deve richiedere licenza di collezione; chi ha questa licenza può vendere ed acquistare armi antiche, del genere per cui ha licenza, senza farne denunzia. Non ci vuole la licenza per le armi bianche antiche. Le armi antiche non devono avere segni distintivi (marchi, matricola) salvo quelle ad avancarica costruire dopo il 1920 (ipotesi molto rara). Le armi bianche antiche sono quasi sempre falsi moderni e conviene considerarle moderne. Repliche: Le repliche sono le riproduzioni di armi da sparo antiche, più o meno fedeli, prodotte dopo il Esse devono recare tutti i prescritti segni distintivi e passano al Banco di Prova. Le repliche di armi ad avancarica non sono soggette a catalogazione. Le repliche a retrocarica posteriori al 1979 vanno catalogate. 19

20 A. liberalizzate: Tutte le repliche di armi ad avancarica monocolpo (quindi non i revolver e le armi con più canne o a ripezione) e le armi ad aria compressa od a gas, di potenza non superiore a 7,5 Joule, sono liberamente acquistabili presso gli armieri e non vanno denunziate; possono essere liberamente trasportate. Con esse si può sparare in qualsiasi luogo non aperto al pubblico (luogo ben recintato a cui non possono accedere estranei se non autorizzati) e in poligoni pubblici e privati. Quelle ad avancarica già detenute prima del 2000 sono liberalizzate senza alcuna formalità; esse recano già marchio del fabbricante, matricola e sono provate al Banco di Prova; per quelle ad a.c. il ministero ha introdotto, forse in modo illegittimo, il controllo del Banco di Prova per poterle togliere dalla denunzia. Se però l arma è di fatto inferiore a 7,5 Joule, non vi è alcun illecito nel detenerla. Ai fini della legge penale non sono armi proprie, ma strumenti atti ad offendere con un regime particolare. Possono essere usate in poligoni pubblici o privati. Non si può sparare in campagna, perché è luogo aperto al pubblico. È vietato ovviamente cacciare con esse. Ad esse non si applicano i reati in materia di armi ma solo sanzioni amministrative, salvo che per il porto al di fuori dei luoghi consentiti, punito come il porto di un coltello. Strumenti atti ad offendere (armi improprie): Non sono armi, ma strumenti: i coltelli di qualsiasi genere e dimensione (vedi sopra per quelli a scatto), gli archi, le balestre, i fucili da pesca subacquea, accette, forbici, punteruoli, attrezzi sportivi delle arti marziali ecc. Vale a dire ogni strumento che può ferire, ma che è destinato in via principale ad altro scopo come strumento sportivo o di lavoro. Gli archi e le balestre non sono armi improprie se portati senza le frecce o non incordati (è chiaramente solo un trasporto). Questi strumenti sono liberamente importabili, acquistabili, detenibili senza denunzia e trasportabili; possono essere portati solo per giustificato motivo, cioè per essere usati per la loro destinazione primaria. Il cacciatore e l escursionista possono portare ogni tipo di coltello. Chi è uscito di casa portando l oggetto per un giustificato motivo, è legittimato a portarlo fino a che non rientra a casa. Il porto senza giustificato motivo è punito dall art. 4 L. 110/

21 Non sono armi proprie, secondo la prassi della maggioranza delle questure e con piena logica, le spade, le katane, le sciabole, le shuriken, non particolarmente affilate o appuntite, da considerare o strumenti sportivi o da arredamento o da uso scenico, o complemento di divisa. Esse quindi vengono liberamente importate e vendute e non vanno denunziate. Non sono né armi né strumenti, ma oggetti qualsiasi, le armi a salve, i giocattoli a forma di arma, le riproduzioni inerti di armi, le armi disattivate nelle parti essenziali, i giocattoli softair con potenza non superiore ad un Joule; questi oggetti sono liberi del tutto; se confondibili con armi vere, devono essere messi in commercio con un tappo o cerchio rosso sulla bocca della canna, ma l acquirente può eliminarlo senza conseguenze, purché non usi l oggetto per commettere reati (minacce, rapina). Le armi a salve devono avere la canna parzialmente otturata, in modo da non poter proiettare corpi solidi (è obbligo solo del produttore); non devono recare un tromboncino lanciarazzi. Le armi paintball (sparano palline di vernice) non sono liberalizzate in Italia per decisione del Min. Int., in contrasto con la legge. Con le armi a salve si può sparare liberamente (senza disturbare) perché per definizione non si tratta di spari pericolosi vietati. Per un erronea interpretazione del Ministero vengono considerate armi da sparo i lanciasiringhe veterinari che funzionano con cartuccia a salve od aria compressa, sebbene si distinguano ben poco da una cerbottana e siano un tipico strumento da lavoro. Parti di armi: sono parti essenziali di armi, per norme internazionali ed italiane, le canne, le carcasse, i fusti, i tamburi, le bascule, i caricatori; le norme europee vi aggiungono l otturatore e, per espressa assimilazione, i silenziatori. Non sono parti di armi quelle che potrebbero appartenere anche ad un arma giocattolo o disattivata (calcio in legno, grilletto, minuterie). Non sono parti il tamburo o il caricatore di un arma a salve. Le parti essenziali di armi che non facciano parte di un arma intera devono essere denunziate (giurisprudenza costante della Cassazione). Vanno denunziati i caricatori e le canne aggiuntive; queste devono 21

22 anche recare un numero di matricola. Non sono parti di arma i riduttori di calibro (canne riduttrici e bossoli riduttori), i visori notturni, i puntatori laser, i cannocchiali e simili accessori da montare su di un arma di per sé già completa. Armi disattivate o inefficienti: un arma si considera inefficiente in modo irreversibile quando sono rese inefficienti tutte le parti essenziali; è sufficiente che il ripristino sia impossibile con la normale attrezzatura di famiglia (chi ha migliore attrezzatura, può ricostruirsi i pezzi). Non è necessario che il privato segua le procedure previste per i fabbricanti da circolari ministeriali. Un arma bianca spuntata e non affilata non è più un arma, ma solo un pezzo di ferro Elementi identificativi di un arma L'arma da fuoco portatile moderna è essenzialmente composta da: canna, carcassa (chiamata anche "cassa" o "fusto" e contenente i meccanismi di chiusura come l'otturatore, i meccanismi di scatto come il grilletto, il cane, gli eventuali meccanismi di alimentazione, ecc.), calcio (o impugnatura) e sistema di mira. Quello che contraddistingue ogni arma sono sostanzialmente il numero di matricola, il nome della casa costruttrice e il luogo di produzione, il numero di iscrizione al Catalogo Nazionale delle Armi Comuni da Sparo e il calibro che si ritrovano impressi in diverse parti dell arma; altri elementi sono le rigature della canna, anche se ciò che più differisce ogni arma è il suo stesso utilizzo e relativa manutenzione (materiale dei proiettili sparati, quantità di colpi sparati, polveri usate per la carica, mancata o eccessiva manutenzione, liquidi usati per la pulizia, ecc.). 22

23 Segni distintivi Le armi devono recare dei marchi che consentono di identificarle. Un arma priva di matricola o numero di catalogo o marchio del produttore, nei casi in cui sono prescritti, è arma clandestina. La matricola deve comparire su tutte le armi comuni, anche quelle ad aria compressa, solo se prodotte dopo il Se la matricola non è abrasa, la sua mancanza è la prova migliore che l arma è anteriore al Può essere apposta, per una sola volta, su qualsiasi parte in metallo dell arma; la canna, anche se mobile, non deve necessariamente recare la matricola. Solo le canne intercambiabili prodotte dopo il 1920 debbono recare un numero; sono tali le canne ulteriori di un arma, rispetto a quella di base. Non è vietato scrivere numeri o altre indicazioni su di un arma al fine di individuarla. Attenzione: spesso la matricola è nascosta sotto le parti in legno. Il marchio o sigla (nome o simbolo) che individua il produttore od importatore e il numero di catalogo devono essere apposti solo sulle armi poste in commercio dopo il 1 ottobre Le armi poi, anche se non tutte, recano il marchio del Banco di Prova; tuttavia questo non è un segno distintivo la cui mancanza rende clandestina l arma; infatti un tempo armi importate per uso privato ne erano legittimamente prive, così come le armi ex militari (contro, una volta, la Cassazione, ma è stato sicuramente un abbaglio). Le armi prive di un segno distintivo, se prescritto, non possono essere regolarizzate Parti essenziali di un arma L'arma da fuoco portatile moderna è essenzialmente composta da: canna, carcassa (chiamata anche "cassa" o "fusto" e contenente i meccanismi di chiusura come l'otturatore, i meccanismi di scatto come il grilletto, il cane, gli eventuali 23

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