VALLE BREMBANA. Marzo 2012 Anno XIII - n. 42 PROGETTI DI MIGLIORAMENTO AMBIENTALE RESOCONTO E COSIDERAZIONI SUI PRELIEVI PER INDAGINI SANITARIE

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1 Periodico di cultura venatoria e gestione faunistico-ambientale del Comprensorio Venatorio Alpino Valle Brembana - Poste italiane S.p.A spedizione in A.P. - 70% - DCB Bergamo - Cod. ISSN contiene IP IN VAL BREMBANA Marzo 2012 Anno XIII - n. 42 COMPRENSORIO ALPINO VALLE BREMBANA PROGETTI DI MIGLIORAMENTO AMBIENTALE IL CAPRIOLO, MA LO CONOSCIAMO? INVERNO... TEMPO DA LUPI? RESOCONTO E COSIDERAZIONI SUI PRELIEVI PER INDAGINI SANITARIE CENTRO DISTRIBUZIONE PRESICCI AL POLIGONO DI TIRO

2 Sommario editoriale 3 Alessandro Balestra LETTERE 4 Saluto dall Assessore Cottini ATTUALITÀ 5 Progetti didattici La Redazione 6 La nostra rivista compie 15 anni Il Comprensorio 9 Piano Faunistico Provinciale G. B. Gozzi anni di caccia di selezione Flavio Galizzi COMMISSIONI 11 Tipica alpina Marco Bonaldi 12 Ungulati Luigi Capitanio 14 Capanno Maurizio Milesi 15 Lepre Stefano Bianchi ARTICOLI 18 Progetti di miglioramento ambientale Alessandro Balestra 20 Il Capriolo, ma lo consociamo? Claudio Cesaris 22 Inverno tempo da lupi? Luigi Capitanio 23 Resoconto e considerazioni sui prelievi per indagini sanitarie Alessandra Gaffuri 26 Centro distribuzione presicci G.B. Gozzi 27 Al poligono di tiro Martino Bianchi Marzoli RUBRICHE 30 Appunti di biologia animale: Giardia, una parassitosi in espansione Tiziano Ambrosi 31 Armi e balistica: Le polveri Nani Cadorin 33 Educazione ambientale: Amici da conoscere e scoprire Stefania Pendezza 36 Per saperne di più: La lepre Stefano Bianchi 37 Proposte di lettura Luigi Capitanio 38 Stampa e collane specialistiche Flavio Galizzi 40 Pagine d autore Annibale Facchini 42 Storia e tradizioni Flavio Galizzi 43 Curiosità Flavio Galizzi 46 Gruppo recuperatori Osvaldo Valtulini 48 Ricordo di Guido Tosi Gianantonio Bonetti 48 Attività del Comprensorio Bruno Calvi 51 L angolo della Poesia Flavio Galizzi Direttore responsabile Alessandro Balestra Coordinatore Flavio Galizzi Redazione: Alessandro Raffaele Balestra, Flavio Galizzi, Bruno Calvi, Giambattista Gozzi, Luigi Capitanio Hanno collaborato Per i testi Tiziano Ambrosi, Martino Bianchi Marzoli, Stefano Bianchi, Marco Bonaldi, Gianantonio Bonetti, Nani Cadorin, Bruno Calvi, Claudio Cesaris, Luigi Capitanio, Annibale Facchini, Flavio Galizzi, Alessandra Gaffuri, Gianbattista Gozzi, Mauro Milesi, Stefania Pendezza, Osvaldo Valtulini Per le immagini Sergio e Manuel Carminati, Andrea Galizzi, Flavio Galizzi, Fulvio Manzoni, Danilo Liboi, Archivio Di Liddo, Archivio Provincia Direzione e redazione Lenna (Bg) - Piazza IV Novembre, 10 Tel. e Fax 0345/ comprensorio: Impaginazione e stampa Tipografia Diliddo, San Pellegrino Terme Editore Comprensorio Venatorio Alpino Valle Brembana Registrazione presso il Tribunale di Bergamo, n 29/97 del 22/07/97 Rivista dei Soci del Comprensorio Venatorio Alpino Valle Brembana La rivista si avvale della collaborazione di tutti i Soci, con scritti e materiale grafico fotografico, senza impegni da parte della Redazione, che si riserva di vagliare ed eventualmente modificare quanto pervenuto, e tratterrà il materiale nel proprio archivio. La riproduzione anche parziale è vietata, salvo il consenso degli autori e del Comitato di Gestione Foto copertina Baldovino Midali, Flavio Galizzi 2

3 Editoriale Siamo giunti a inizio primavera, e la pausa invernale è ormai terminata. Le Commissioni hanno lavorato sui consuntivi, che in maniera dettagliata vengono presentati in questo numero, e si stanno apprestando a programmare in dettaglio tutti gli impegni di primavera e quelli estivi, che ci vedranno al lavoro, come ogni anno, nei censimenti e nelle altre attività funzionali alla caccia. Uno sguardo ai dati ci fa capire subito che nel complesso la stagione ha dato risultati più che soddisfacenti. Il passo dei migratori è stato buono, così come i carnieri della maggior parte dei capanni; anche le beccacce hanno avuto un passo e una buona presenza, compensando, si fa per dire, la delusione della sospensione del prelievo della tipica. Stiamo lavorando molto intensamente ed in totale accordo con gli altri Comprensori e con il Circolo UNCZA Orobico sia per avere regole certe ed oggettive sia per migliorare l Habitat del gallo e della coturnice (ved. Piano di Controllo e Miglioramenti ambientali). Il prelievo della lepre ha dato soddisfazioni notevoli ai segugisti sia per quantità che qualità delle prede, e negli ungulati si sono raggiunte percentuali di prelievo mai registrate in passato, segno inequivocabile della buona salute delle nostre popolazioni, della buona gestione e della professionalità ed efficienza dei cacciatori che si dedicano a questa forma di caccia. Una novità che ci aveva già visti pronti lo scorso anno, ma che ha subìto, su richiesta della Provincia, un rinvio per poter essere attuata in contemporanea con gli altri comprensori alpini e con la collaborazione dell ERSAF, riguarda gli interventi di miglioramento ambientale. Una necessità inderogabile che richiederà una partecipazione attiva di tutti. Il progetto viene illustrato in uno specifico articolo. Altro tema importante riguarda i protocolli relativi ai Censimenti ed ai conseguenti Piani di Prelievo, sia della tipica che degli ungulati. Mentre i secondi sono già stati definiti e in via di attuazione, con qualche novità, per la tipica sono in via di definizione e avranno valore Provinciale, adeguando finalmente alle direttive ISPRA tutti i Comprensori. Due temi mi stanno particolarmente a cuore: la partecipazione e l attenzione ai giovani. Sul primo argomento ritengo doveroso sensibilizzare tutti ad un maggior coinvolgimento attivo e fattivo ai momenti decisionali e di consultazione, non solo riguardo all Assemblea annuale, ma anche ai vari incontri delle specializzazioni. Partecipare non significa ovviamente trasformare gli incontri di lavoro in inutili diatribe personali, o peggio in sfide verbali senza risultati, ma dimostrare attenzione e ascolto nei confronti di tutte le proposte, di tutte le osservazioni, di tutte le istanze, nel rispetto assoluto delle persone, bene fondamentale e da valorizzare al massimo nel nostro contesto sociale, e delle diversità di vedute e di opinioni. Senza delegittimare nessuno, perché non ce lo possiamo permettere, nessuno se lo può permettere; sarebbe uno spreco di energie, di competenze e di passione. È solo attraverso l ascolto rispettoso delle opinioni degli altri che si produce crescita e maturazione, e ci si rinnova. Per quanto riguarda i giovani inizieremo quest anno, in collaborazione con il CAI Alta Valle, un percorso didattico dedicato agli alunni delle scuole medie dell Alta Valle, per sensibilizzare i ragazzi ad una maggior attenzione alla montagna e ai sui valori, alla conoscenza della fauna e delle tradizioni della nostra gente, con la necessaria sensibilità che un tema così delicato merita, nel rispetto delle opinioni di tutti. Resta inoltre inalterato il nostro massimo impegno per i corsi per le nuove licenze e per le abilitazioni agli ungulati. La rivista, come avete notato, è diventata semestrale, ma continuerà ad accompagnarci con i suoi articoli e le sue rubriche di approfondimento, che speriamo di poter ampliare per il piacere e l interesse di tutte le specializzazioni; per poter fare ciò resta fondamentale il vostro contributo. Confidando nella seria e sempre entusiasta partecipazione di tutti ai numerosi impegni di lavoro che ci aspettano nei prossimi mesi, auguro a tutti voi e alle vostre famiglie una splendida estate. Il Presidente Alessandro Balestra 3

4 Lettere Bergamo, Marzo 2012 Spettabile Redazione, carissimi lettori Ringrazio sentitamente per la particolare e gradita occasione di poter comunicare con tutti voi tramite le pagine della vostra rivista. I cacciatori, tutti i cacciatori, devono essere prima di tutto convinti di rappresentare una fase importante della nostra storia e delle nostre tradizioni. Essere Cacciatore è una scelta che comporta numerose responsabilità che altri cittadini non hanno. Responsabilità verso l ambiente, la fauna, la coscienza civica, le leggi, i territori, e potremmo aggiungerne molte altre. Essere cacciatore non significa solo godere del diritto di gestire un patrimonio della collettività, ma anche essere portatore e custode di una memoria storica che affonda le radici nell esistenza stessa dell essere umano. Chi non crede in questa missione non può pretendere di essere in grado di trasmettere la passione e l amore per la caccia alle nuove generazioni. In questo contesto tutti devono assumersi le proprie responsabilità e avere il coraggio di dire ciò che pensano con lealtà e trasparenza; ma anche agendo a tutela e promozione delle attività venatorie. Solo così si comprende appieno la propria missione e si è nelle condizioni di pretendere che tutti dimostrino il dovuto rispetto per chi ha deciso di svolgere l attività venatoria. In questo contesto di profondo rispetto per la natura, la fauna selvatica e l ambiente, si inseriscono armonicamente le nuove disposizioni e le nuove iniziative dell Assessorato Provinciale. Tra queste ritengo opportuno porre in evidenza la costituzione dell Accademia Faunistico Venatoria Bergamasca Questa iniziativa porrà la nostra Provincia ai vertici del mondo venatorio Regionale e Nazionale sia da un punto di vista scientifico che da un punto di vista etico. La costituzione dell Accademia prevederà un accordo di programma con A.B.F., Azienda di Formazione Bergamasca, per la realizzazione di corsi di specializzazione e formazione nell ambito venatorio, faunistico, ambientale, culturale e di ricerca. Il primo corso che si realizzerà, con la validazione I.S.P.R.A. già ottenuta, sarà quello relativo alla certificazione di equipollenza nazionale per la caccia di selezione al quale seguiranno altri corsi di formazione anche in ambito ambientale e sanitario. Le evidenti, anche se necessarie, nuove infrastrutture che toglieranno territorio, la diversa sensibilità sociale, la sostanziale modifica del pensiero giovanile, in merito alla caccia, necessitano di nuove idee e di nuove risposte. Da qui nasce l esigenza di maggiore preparazione e specializzazione, passaggio fondamentale per la realizzazione di una diversa coscienza venatoria che sappia vincere le sfide future e sia in grado di tramandare, alle prossime generazioni, rispetto e amore per questa importante tradizione storica. Augurandovi buon lavoro e grande senso di responsabilità per i delicati impegni che richiedono le attività di censimento e di monitoraggio da svolgere in vista dell inizio della prossima stagione venatoria, resto a vostra disposizione per ogni eventuale necessità. L Assessore Alessandro Cottini 4

5 Lettere Progetti didattici per le scuole e collaborazioni Finalmente è stato avviato un importante progetto didattico rivolto agli alunni e ai docenti delle scuole medie della Valle. Grazie alla preziosa collaborazione del CAI Alta Valle Brembana, che nella figura del Presidente Enzo Ronzoni, prematuramente scomparso proprio nell anno in cui prendeva corpo il progetto, aveva trovato un importante, qualificato ed entusiasta sostenitore, prenderanno avvio quest anno una serie di incontri con le scuole Medie della Valle.. Ne approfittiamo in questa pagine per ricordare Enzo Ronzoni con affetto e con sincera amicizia. Con lui abbiamo condiviso diverse esperienze. Da quest anno avevamo impostato una preziosa collaborazione tra CAI Alta Valle e Comprensorio Alpino per portare all attenzione degli studenti di tutte le nostre scuole Medie il tema della Montagna, intesa nel suo più ampio significato: sentieri, rifugi, patrimonio faunistico, tradizioni, e l uomo, (che col suo sacrificio) la vive e la interpreta, la sostiene e la utilizza, con le sue tradizioni, caccia compresa, che tante pagine di storia di uomini e di intere famiglie ha scritto. Il Progetto è ambizioso ma fattibile, e vedrà impegnati alcuni esperti che andranno nelle scuole a proporre delle esperienze e delle conoscenze di questi patrimoni, di cui è fondamentale che i ragazzi prendano coscienza, e imparino ad apprezzare e condividere, nel rispetto dei valori che rappresentano, affinché possano conoscere e vivere la Montagna come grande patrimonio dato loro in consegna, da saper gestire con oculatezza e intelligenza, alla luce delle più approfondite e nuove conoscenze che necessita avere, e nel rispetto delle tradizioni che hanno segnato la storia della nostra Valle. Il progetto prevede incontri con le classi seconde Medie, da mantenere nel corso degli anni a venire, in modo da poter avvicinare a queste problematiche tutte le generazioni, per contribuire seriamente alla costruzione di una visione condivisa dei valori che il nostro territorio sa e può esprimere, e trasmettere l amore per la montagna e il patrimonio storico - ambientale - naturalistico che custodisce. Il Presidente del Comprensorio Alessandro Balestra Il responsabile didattico del Progetto Flavio Galizzi 5

6 Attualità Ho trovato il tempo, in questo scorcio di inverno, in attesa degli impegni primaverili dei censimenti, di rileggere tutti i numeri della nostra Rivista CACCIA in Val Brembana, che conservo rilegati dal primo numero, per fare qualche riflessione su questi 15 anni di comunicazione. La rivista, per impulso dell allora Presidente Piergiacomo Oberti, è nata per l esigenza di fare partecipi tutti i soci, quasi in tempo reale, con costanza e puntualità, dei progetti ambiziosi che si andavano costruendo per meglio qualificarci come cacciatori coscienti del ruolo nuovo e responsabile che andavamo a svolgere, in un contesto ambientale, quello della nostra splendida Valle Brembana, ricco di fauna ma al tempo stesso delicato. Pian piano la rivista è cresciuta, e si è alimentata di tutte le opportunità che nascevano e si costruivano attorno al mondo della caccia, nell entusiasmo di tutti, dal Comitato di Gestione alla Redazione, dai soci cacciatori e ai familiari, fino agli amici del Comprensorio, sono molti, tutti lettori affezionati. La nostra rivista compie 15! Flavio Galizzi Forse qualcuno a volte, inevitabilmente, ha pensato di intenderla come parafulmine, nel senso di copertura per continuare a perseguire interessi un po diversi da quelli che sono gli interessi comuni dei cacciatori del Comprensorio, che non possono assolutamente essere disgiunti da quelli che sono gli interessi collettivi del mondo della caccia, trasversali a tutte le Associazioni. Tentazioni sempre in agguato, ancora oggi, in una parte dei nostri cacciatori, ma che non hanno mai intaccato la linea della rivista, che si è sempre tenuta, sia nelle scelte fondamentali di linea editoriale, che sotto il profilo tecnico - scientifico - etico e dei livelli di competenza specialistica, al disopra di ogni interesse personale, o di parte, sempre nel corso di tutti questi anni. 6

7 Attualità Tutti coloro che ci hanno seguito hanno avuto l opportunità di crescere, di qualificarsi, di migliorare, e di prendere coscienza del ruolo importante e di responsabilità verso l ambiente e le sue risorse. E siamo approdati al nuovo millennio, che allora, nella primavera del 1997, era solo un futuro prossimo, con l orgoglio di non aver difeso e non difendere nemmeno oggi battaglie di minoranza, ma battaglie di diritto e di giustizia, ripuliti da tutte quelle deviazioni che hanno disturbato per decenni l immagine del cacciatore serio, del cacciatore vero, quello che non si nasconde dietro improbabili giustificazioni di convenienza, o peggio ammantandole dell immagine della tradizione, che ha ben altro valore culturale di riferimento e di rispetto nei confronti di coloro che l hanno vissuta, costruita e interpretata correttamente come un valore vero, non certo per difendere privilegi né, peggio, abusi. Questa è sempre stata una linea netta, senza contaminazioni né strizzatine d occhi, come ancora oggi, troppo spesso ahimè, si sente scorrere velatamente in certi discorsi, dove la ricerca del consenso personale a tutti i costi nasconde pensieri ambigui, e sottintese giustificazioni di comportamenti purtroppo inaccettabili. Ed è questo atteggiamento di pulizia, di rispetto comunque delle diversità, contestualmente al rispetto degli interessi collettivi sempre al di sopra di quelli individuali, che ci ha premiato, e ha permesso alla rivista di mantenere un livello di qualità molto alto e di riconosciuta professionalità, di competenza e di credibilità verso l esterno, sempre doverosamente attento e critico nei con fronti delle linee di pensiero gestionali. Ha permesso a tutti noi, in ultima analisi, di sentirci orgogliosi di essere cacciatori, pur consci di un ruolo delicato e non allineato al pensiero dominante. Non possiamo non sottolineare la grande importanza del Progetto Galliformi, che ha contraddistinto dieci anni di lavoro dei cacciatori di Tipica, puntualmente oggetto di riflessione su ogni numero, affinché il discorso sulla delicatezza delle nostre popolazioni di galliformi, e la doverosa nostra attenzione a tutte le dinamiche di crescita e di flessione, fosse sempre puntualmente viva. Siamo stati molto attenti alle influenze negative che inevitabilmente le modifiche ambientali legate all abbandono della montagna andavano producendo, e nell entusiasmo della partecipazione abbiamo portato avanti progetti di ripristino ambientale impegnativi. Mi chiedo spesso, alla luce dei fatti, se siamo stati capaci di cogliere realmente e interpretare i messaggi e le indicazioni operative che ci giungevano dalle maggiori e più approfondite conoscenze acquisite sulle specie galliformi oggetto di studio, e di mantenerle poi negli anni. E se abbiamo avuto abbastanza coraggio. Forse quella storica e tipica diffidenza, caratteristica dell uomo di montagna, ci ha spinti, inevitabilmente, verso una forma di rallentamento degli impegni. Le problematiche che restano sul tappeto e le nostre conoscenze ci fanno pensare che le opportunità per recuperare il tempo e le occasioni perdute, seppur oggi ristrette, esistano ancora. Credo spetti a tutti noi la responsabilità di fare delle scelte importanti, ormai inderogabili. Non è più tempo di privilegi indistinti, né tantomeno di rinvii. Sono passati parecchi anni, e molti di noi hanno imbianchito la chioma, almeno per quelli che sono riusciti a conservarla. Certo servono forze giovani e motivate, anche se la politica dell esclusione ha forse giocato a nostro danno. Qualche riflessione in merito è indispensabile. Da parte nostra, considerato che abbiamo avuto la fortuna di seguire dalla nascita la crescita della rivista, abbiamo riscoperto un entusiasmo che è ancora quello del primo numero. Così ci pare valga anche per tutta la Redazione e i diversi collaboratori, con in testa il Comitato di Gestione. Segno inequivocabile che quei valori che ci eravamo impegnati a difendere erano valori importanti, per i quali valeva la pena impegnarci e val la pena continuare a difendere e affermare. Buon Compleanno Caccia in Val Brembana!! Il Presidente del Comprensorio, il Comitato di Gestione e la Redazione 7

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9 Attualità Piano Faunistico Provinciale (questo sconosciuto...) Fare la storia del o meglio dei Piani Faunistici Venatori Provinciali, anche solo a partire dal 2006, diventa un rompicapo impossibile e forse non basterebbe tutto il nostro giornale per raccontarla. Mi limito quindi a fare alcune considerazioni in merito alle voci correnti, data anche l assoluta mancanza di notizie certe ed attendibili da parte della Provincia. Si sappia che all indomani della famosa sentenza del TAR del mese di Aprile 2010, cioè quella che accogliendo in parte il ricorso del WWF sul Piano del 2008, obbligava a ripristinare il divieto di caccia nelle fasce di rispetto ed a provvedere all abbassamento della Zona Alpi, (ed anche alla georeferenziazione degli appostamenti fissi da parte della Provincia e non dei CACCIATORI) la stessa Provincia disse che avrebbe immediatamente provveduto a fare un nuovo Piano Faunistico. Invece i mesi sono passati inutilmente finché di nuovo il WWF si è rivolto al TAR per la mancata applicazione del dispositivo della sentenza del 2010 costringendo la Provincia a venire a patti. Quando ho letto sul giornale il trafiletto che titolava Scoppia la pace tra la Provincia ed il WWF ho subito inteso che non si trattava di pace, ma di una resa incondizionata alle richieste del WWF, e non solo relativamente al Piano Faunistico. A questo punto, tanto vale incaricare lo stesso WWF di predisporre il Piano in modo da soddisfare interamente i suoi desideri Le Associazioni Venatorie, già dal febbraio 2011 hanno risposto alla richiesta di collaborazione avanzata dalla Provincia fornendo una chiara ed inequivocabile indicazione per una ragionevole soluzione di alcune problematiche ed in particolare sulla istituzione di un nuovo Comprensorio Alpino a ridosso degli attuali per comprendere parte del territorio dell ATC Prealpino, salvaguardando in tal modo il territorio utile alla caccia, e salvando soprattutto almeno 180 capanni! E non si pensi che questa proposta non sia costata fatica alle Associazioni Venatorie, perché hanno dovuto tutte confrontarsi nelle varie assemblee con i cacciatori ed in alcune situazioni con scontri anche accesi, ma trovando alla fine i giusti compromessi. Ma il perdurare del silenzio da parte della Provincia suona come un campanello di allarme, considerando poi lo scellerato accordo di pace fatto con il WWF, la preoccupazione è legittima. Il nostro auspicio è che in Provincia prevalga il buon senso, si ritorni al dialogo aperto e costruttivo con le Associazioni Venatorie, ma soprattutto si tenga conto delle indicazione che le Associazioni hanno fornito. Sì, perché qualora venisse attuato quel piano faunistico concordato con la pace ci sarebbero seri motivi di preoccupazione per tutti indistintamente, anche per i Comprensori Alpini, che fino ad ora si sono considerati indenni da interventi ed intoccabili nel territorio. G.B. Gozzi 9

10 30 anni di caccia di selezione Passava quasi in sordina, ma all ultimo momento non ci è sfuggito: il 1982 è stato l anno di nascita della Caccia di Selezione in Val Brembana, che compie quest anno 30 anni! Dobbiamo rendere atto a tutti coloro che hanno contribuito con il loro lavoro a farla decollare, che avevano idee chiare sul futuro della caccia agli ungulati, e che avevano, oltre che una grande passione, anche la consapevolezza che si doveva intraprendere una strada nuova per nobilitare la caccia, specialmente in questo settore che non vantava nessun precedente storico, e che non poteva quindi trovare radici nella nostra tradizione vallare. C era tutto un percorso da disegnare, nuove strade, nuovi orizzonti, un futuro da ipotizzare e costruire, su solide basi, affinché potesse crescere e poi camminare sulle proprie gambe. Tutto nasce intorno a due personaggi, che non possiamo non ricordare per il grande contributo e la determinazione a portare a compimento un progetto difficile per quei tempi: l allora Vicepresidente della Comunità Montana, il prof. Attilio Gasparini, e il compianto Natale Mismetti, persona sensibile, capace e conscio della importanza e al tempo stesso della delicatezza del problema.. Attorno a queste due figure ruotavano anche tanti altri collaboratori, cacciatori e non, con in prima linea i responsabili politici e i funzionari della Provincia, che hanno creduto nel progetto, e ci scusiamo se non citiamo tutti per tema di dimenticarne inevitabilmente qualcuno. Ricordando loro vogliamo ricordarli tutti. Allora l attuale Comprensorio si chiamava Distretto Venatorio Valle Brembana, del quale qualcuno porta ancora con vanto il distintivo, a significato dell importanza storica che ha avuto, e dell orgoglio di Valle che rappresentava e rappresenta tuttora. Di passi ne sono stati fatti molti, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, vanto nostro, della Provincia, e di un idea di Caccia vincente, le cui prime dritte trovarono fondamenta nella tradizione altoatesina e mitteleuropea, tuttora valide e seguite, considerato che era e rimane l unica radice storica a cui fare riferimento. Ricordo che nel 1995 abbiamo ospitato a Piazzatorre la XXX Assemblea Nazionale UNCZA. Grazie anche ai suoi rappresentanti, che non ci hanno mai fatto mancare l appoggio e la collaborazione, fatta di incontri, di partecipazione ai principali eventi culturali e ai convegni a tema a cui i nostri rappresentanti non hanno mai mancato di partecipare, le cose si sono evolute nel verso giusto, e oggi ne siamo orgogliosi. Merito di tutti, indistintamente, senza nessuna esclusione, visto che il sistema è cresciuto grazie al confronto, alla partecipazione e al concorso di idee delle diverse rappresentanze associative della valle. E a volte, confessiamo, non è stata cosa facile, ma quando il confronto è serio e costruttivo si superano tutti gli ostacoli, anche quelli emotivi e più passionali. Oggi ci troviamo a gestire un patrimonio che molti ci invidiano, e continuiamo a farlo con la passione di allora. Molti attori di questo teatro sono ancora quelli, con lo stesso entusiasmo e la stessa passione, che non va in nessun caso svilita e che speriamo non venga mai meno, altri si sono aggiunti e partecipano attivamente. Altri ancora speriamo si aggiungano, senza esclusioni o peggio veti, sì, perché gli anni passano e abbiamo bisogno anche noi di giovani che si dedichino alla gestione, sempre più preparati, perché dobbiamo avere forte il senso del futuro, e il futuro, anche nostro, si realizza nei giovani, ai quali dobbiamo saper trasmettere i giusti e misurati valori di una passione così forte e un senso di responsabilità altrettanto forte e maturo. Il prossimo impegno è quello dell accoglienza dei giovani, ai quali dovremo dimostrare di saper fare da padri saggi. 10

11 Commissioni COMPRENSORIO ALPINO Commissione Tipica Alpina VALLE BREMBANA È terminata la stagione di caccia, densa di avvenimenti non sempre piacevoli. In questo resoconto voglio brevemente accennarli in modo che, alla prossima Assemblea di Specializzazione, possa esserci modo di discuterli in maniera più dettagliata. Partiamo con il primo: durante il periodo di svolgimento dei nostri censimenti estivi, sembrava prefigurarsi la necessità di allestire una... squadra di specialisti da impiegare espressamente in funzione delle prove cinofile riguardanti il Trofeo Saladini Pilastri. Cosa c era di cosi importante per creare una Squadra di Specialisti? Cosa non potevamo fare noi normali cacciatori? Ad una mia richiesta di chiarimenti, il Gruppo Cinofilo mi trasmetteva un documento nel quale si asseriva la necessità di avere una squadra di specialisti con il compito specifico di censire le zone destinate alle gare. Rimanevo ancora più stupito quando apprendevo il nominativo dei componenti di tale squadra: sarebbe stata composta da cacciatori di ungulati, cacciatori soci di altri Comprensori e addirittura concorrenti iscritti alle prove del Trofeo Saladini. Da quando abbiamo bisogno di specialisti, per fare il lavoro che stiamo portando avanti costantemente da anni? Dopo anni di censimenti fatti in maniera esemplare e con tanto di regolamenti, se permettete, voglio rivendicare il ruolo che spetta ai cacciatori di tipica di questo Comprensorio, cioè quello di esperti conoscitori del nostro ambiente e dei nostri selvatici! E intendiamoci bene, il titolo di esperti non ce lo siamo inventato, ma ce lo siamo guadagnato con la continua esperienza sul campo. Inutile sottolineare che la Commissione Tipica, ha bocciato in tutti i sensi tale iniziativa. Contattati gli altri Comprensori Alpini interessati dall iniziativa (Valle Seriana e Valle Borlezza), mi confermavano le aspre polemiche in conseguenza della bella pensata e l inevitabile bocciatura. A nome della Commissione Tipica, attendo tuttora spiegazioni dal Gruppo Cinofilo quale organizzatore dell evento. Passiamo al secondo evento. Dopo aver svolto accurati censimenti stagionali ed aver condensato i risultati all interno della rituale Relazione del ns. Tecnico Faunistico, si era inoltrata la proposta per il piani di prelievo stagionale. Come sempre fiduciosi, abbiamo aspettato con ansia il responso della Provincia di Bergamo. Invece... caccia chiusa per mancanza di prerogative per poter effettuare il prelievo venatorio...?????? Il nostro Comitato di Gestione, sollecitato vivamente dal sottoscritto, si è attivato coinvolgendo gli altri Comprensori e il Circolo U.N.C.Z.A. Prealpi Orobie, chiedendo un incontro con l Amministrazione Provinciale. Dopo diversi incontri con la partecipazione dei Presidenti dei Comprensori Alpini Provinciali e del presidente del CUPAV provinciale, si è concluso di trasmettere le Relazioni ed i piani di prelievo di ciascun Comprensorio direttamente all I.S.P.R.A. per una valutazione specifica. Risposta shock: non sono rispettate le condizione 11

12 Commissioni minime per autorizzare il prelievo venatorio...???? Ma come, nella Relazione erano rispettati i criteri dettati dallo stesso I.S.P.R.A., e ora lo stesso Ente dichiarava l inadeguatezza dei risultati. Ma quale documentazione aveva letto l I.S.P.R.A.? Era chiaro che si trattava di un errore nella lettura dei dati. Sentito personalmente il Responsabile dell Istruttoria I.S.P.R.A. e specificando la tipologia del lavoro svolto, è stato inviato il resoconto di tutte le operazioni di censimento. Rettifica della precedente risposta: risultano soddisfatti i requisiti minimi per l accesso al prelievo. Peccato che eravamo al 3 gennaio 2012!!!!!!!! Come detto, alla prossima Assemblea di Specializzazione, avremo modo di approfondire la questione. Nel frattempo, vi anticipo che con la collaborazione Circolo U.N.C.Z.A. Prealpi Orobie, che si avvarrà di un Tecnico esterno, si sta procedendo alla stesura di un regolamento e/o protocollo d intesa sulla Gestione dei Galliformi tra i quattro Comprensori Alpini Provinciali, la Provincia di Bergamo e l I.S.P.R.A. Un ultima nota riguardo al discreto passo della beccaccia, che ha dato non poche soddisfazioni venatorie. Propongo alcune considerazioni gestionali al riguardo: la caccia alla beccaccia, come per le altre specie di passo, andrebbe sostenuta aumentandone il numero di giornate consentite alla caccia; contestualmente andrebbero limitati gli orari di uscita e di rientro, il che favorirebbe l isolamento di quanti ancora non cacciano ma solamente sparano all aspetto! In qualche modo è necessario incentivare la raccolta di dati attraverso la raccolta delle ali e la compilazione dei diari di caccia, poiché sono gli unici strumenti che possono testimoniare la consistenza delle popolazioni cacciate e di conseguenza possono consentire l accesso al prelievo venatorio. Non vorrei che in un futuro non tanto lontano si arrivasse a dire e a convincere le istituzioni preposte per la stesura dei regolamenti sulla caccia (ISPRA) che i tordi a fine settembre hanno ancora i piccoli e pertanto la caccia si dovrebbe aprire dai primi di ottobre, arrivando magari a sostenere che la beccaccia si porti sulle spalle i pulcini durante la migrazione con le conseguenze del caso. Il lancio di fagiani e starne pronta caccia hanno dato ottimi risultati in occasione del primo lancio di ottobre, con animali risultati in buona salute, forti e abbastanza scaltri. Sul secondo lancio ha pesato l aspetto meteorologico sfavorevole, non sufficientemente considerato anche dal sottoscritto! Purtroppo si sono verificate piogge abbondanti proprio in coincidenza del lancio, cosi che molti cacciatori si sono trovati di fronte ad una vera e propria moria di animali, divenuti facile oggetti di predazione. Come ho detto sopra, rimando alla Nostra Assemblea di Specializzazione i chiarimenti ed eventuali proposte e suggerimenti. Vi aspetto numerosi, affinché ci si possa confrontare sull importanza del nostro ruolo di Cacciatori, che ci deve vedere quali primi gestori del patrimonio faunistico delle nostre Valli. Il Presidente Marco Bonaldi Commissione Ungulati Eccoci di nuovo pronti ad iniziare una nuova stagione di caccia. Proprio alla fine dell inverno iniziano i lavori di programmazione che ci porteranno poi a godere delle giornate di caccia agli ungulati. Quest anno abbiamo delle innovazioni molto importanti riguardo ai censimenti. Alcune di queste novità hanno suscitato qualche apprensione tra i cacciatori che hanno seguito da vicino l introduzione del nuovo protocollo; documento questo che stabilisce le modalità per la raccolta dei dati che riguardano la presenza degli ungulati, metodo di lavoro concordato dalla nostra Provincia con l I.S.P.R.A. Già da due anni il nostro Comprensorio ha recepito il contenuto di questo documento tecnico, almeno per quanto riguarda il censimento al capriolo e al camoscio; i risultati di questa nuova metologia, nonostante i timori iniziali da parte di molti cacciatori, hanno dimostrato che attraverso l utilizzazione di formule matematiche predisposte per ogni singola specie, applicate e personalizzate verso ogni singolo ambiente, hanno permesso di formulare piani di prelievo in linea con le aspettative di tutti, anche da chi, ancora oggi, utilizza metodi comparativi empirici, sistemi ormai non più applicabili con il rigore scientifico che caratterizza l evoluzione della gestione. Per il camoscio, come già detto nel precedente Giornalino, abbiamo ottenuto dallo stesso Istituto l autorizzazione ad integrare i censimenti con un ulteriore indagine tardo autunnale: censimento eseguito nel periodo degli amori, indagine indispensabile a nostro avviso, per comprendere al meglio il rapporto numerico tra i sessi, parametro questo di difficile interpretazione con i soli dati raccolti nella stagione estiva. Ci aspettavamo un adesione più massiccia da parte dei cacciatori a questi censimenti per la verità, ma l introduzione di un metodo nuovo porta sempre con se qualche piccola difficoltà iniziale. Sono certo che gradualmente l impegno sarà soddisfatto da un numero crescente di persone. I risultati, com era nelle previsioni, dimostrano chiaramente che le ipotesi da noi formulate verso l Istituto competente, fondate sulle nostre esperienze nel territorio del Comprensorio, erano frutto di attente osserva- 12

13 Commissioni zioni maturate nel corso degli anni. Mediamente, la presenza numerica dei maschi è risultata superiore del 30% rispetto ai dati raccolti durante il censimento estivo. Un esperienza questa dei censimenti sugli harem che diventerà prassi da consolidare nei prossimi anni. Per quanto riguarda il cervo invece, la normativa, pur se non particolarmente complessa, merita un approfondimento e una divulgazione da parte dei Responsabili di Settore, per far conoscere al meglio gli obiettivi dell indagine, attraverso un metodo che, ancora sconosciuto ai più, rischia di naufragare nella sua esecuzione proprio per le resistenze dei cacciatori all introduzione di metodi innovativi che l evoluzione dei criteri di gestione pretende. L Istituto, in poche parole, stabilisce che nei territori considerati utili alla specie, dove le percentuali di bosco sono superiori al 50% del territorio stesso, il censimento al cervo e al capriolo per rispondere ai requisiti di attendibilità debba essere eseguito nel bosco stesso. Mentre per quanto riguarda il capriolo, il territorio utile alla specie usufruisce di spazi aperti anche di modeste dimensioni, questo utilizzo delle superfici nel nostro Comprensorio, riconduce lo spazio utile per il capriolo con territorio coperto dal bosco, nei parametri inferiori alla percentuale di riferimento stabilita all Istituto, (50%) condizione questa che ci consente di proseguire con i metodi di lavoro tradizionali, dove l importanza del censimento riguarda quasi esclusivamente le dimensioni degli spazi censiti. Il censimento al cervo invece, per soddisfare il requisito di affidabilità, da quest anno dovrà essere svolto su parcelle di territorio completamente coperte dalla vegetazione. Il problema, se mai esiste, deve essere risolto dalla Commissione attraverso l individuazione dei territori da censire, spazi che rispondano ai requisiti contenuti nel documento di programmazione, quali ad esempio la costituzione arborea del bosco, che necessariamente dovrà permettere l avvistamento degli animali che vi stazionano, a distanza tale da non provocare in essi allarmi o rifiuto alla mobilità. In parole povere le abetaie che costituiscono la parte più importante nella zona nord del Comprensorio risultano poco idonee Le parcelle di bosco censibile, nella misura del 10% dell intera superficie utile alla specie, percentuale questa da individuare in ogni singolo settore, dovranno avere un estensione tendenzialmente compresa tra i 15 e i 25 ettari, possibilmente con confini naturali, ben identificabili sulla cartografia, e in numero tale, ovviamente dove possibile, da permettere la scelta casuale delle porzioni da censire. Una sorta di sorteggio delle aree individuate. Non mi dilungo nell evidenziare che ogni parcella, per poter assolvere al meglio la propria funzione, dovrà offrire punti di avvistamento facilmente raggiungibili e in posizione vantaggiosa rispetto all area da censire. I dati raccolti, vagliati in collaborazione con il Tecnico faunistico e la Polizia Provinciale, verranno poi utilizzati come base di calcolo per la definizione dei piani di prelievo. È un progetto nuovo questo che, almeno nelle fasi iniziali, terrà comunque in considerazione i risultati storici dei censimenti effettuati nelle passate stagioni. È un progetto importante e, come sempre, l impegno dei nostri cacciatori renderà affidabile il risultato. Altro tema di sicuro interesse riguarda la Mostra annuale dei Trofei. Nel corso dell ultimo anno è nata una sezione UNCZA che abbraccia un po tutta la provincia di Bergamo. In alcuni ambienti, si obietta che questo sodalizio era già presente nella nostra Provincia, lo dimostra lo svolgimento dell Assemblea Annuale svolta a Piazzatorre in occasione del 30esimo anniversario della fondazione. In quella storica occasione, magistralmente condotta dall indimenticabile Natale Mismetti, sono state presentate alcune linee guida riguardo la gestione che hanno trovato numerosi estimatori e che ancora oggi mantengono la loro validità. Dalla scomparsa dell amico Natale però tutto quanto, piano piano, si è spento, nessuno di noi, forse nel timore di non saper eguagliare la bravura di chi ci aveva condotto per tanto tempo, ha preso in mano le redini per traghettarci nel terzo millennio. Molti di noi hanno comunque mantenuto l iscrizione attraverso il tesseramento direttamente alla sede centrale o affiliati in sedi minori. Quest anno, con il primo anniversario del nuovo Gruppo, si è proposto ai Comitati di Gestione dei Comprensori Alpini e al Direttivo ATC, non ancora zona Alpi ma comunque con un impostazione di massima della gestione che ricalca nelle linee guida quelle Alpine, di allestire una Rassegna dei Trofei a carattere Provinciale. L idea è piaciuta alla nostra Commissione che ha ottenuto l approvazione del Comitato. Ci auguriamo che, come sempre, il nostro lavoro nell allestimento e nella valorizzazione attraverso una significativa partecipazione, riconfermi al nostro Comprensorio quelle simpatie che si è meritato nel corso degli anni. A presto, vi aspetto numerosi come sempre Waidmannsheil Il Presidente Luigi Capitanio PIANO DI PRELIEVO PRELEVATO % CAMOSCIO CAPRIOLO CERVO

14 Commissioni Commissione Capanno Si comunica ai capannisti la nomina del nuovo presidente della Commissione Capanni a seguito delle dimissioni per motivi personali del sig. Balestra Alessandro Raffaele, a cui va il ringraziamento per l operato svolto. La commissione ha eletto all unanimità nuovo presidente il sig. Milesi Maurizio, cui vanno gli auguri per un proficuo lavoro. Siamo giunti al termine della stagione venatoria dell anno 2011, già con il pensiero alla prossima stagione e sempre con tanta voglia di continuare le nostre tradizioni tramandate negli anni. Una stagione tutto sommato positiva, con buon passo migratorio delle specie dei tordi e dei merli, minor soddisfazione per sasselli e cesene, che da alcuni anni non vogliono darci molte soddisfazioni. Il passo delle specie in deroga è stato discreto, variate le catture da zone a zone e senza una certa continuità. Il tutto è stato condizionato positivamente da un meteo che ci ha concesso molte giornate di caccia, con temperature gradevoli nelle mattinate e caldo nei pomeriggi. Purtroppo anche quest anno abbiamo dovuto subire dalla Provincia uno stop cauzionale dei roccoli di 10 giornate, che ha pregiudicato una buona cattura e distribuzione di sasselli e delle prime cesene. Fortunatamente i roccoli sono stati riaperti, ma il danno ormai era fatto, questo comunque non fa presagire bene per la prossima stagione. Le catture dei roccoli hanno permesso la distribuzione di n 2186 presicci, così distribuiti: tordi bottacci 1152, merli 396, tordi sasselli 318, cesene 311. Anche quest anno sono stati distribuiti merli maschi e femmine, rispettando la decisione della assemblea dei capannisti ( ). A proposito della distribuzione, si ringraziano tutti coloro che hanno aiutato i responsabili nelle giornate con alto numero di presicci da distribuire. Sicuramente si potrà migliorare ancora il sistema di distribuzione, e per questo la Commissione si sta impegnando. Rimane aperto l annoso problema delle zone ZPS: come ben saprete si spera che il nuovo presidente del parco voglia continuare con l impegno lasciato da Grassi a riparametrare alcune zone soggette a vincolo. Resta inteso che anche le Associazioni venatorie dovranno impegnarsi con forza perché ciò avvenga. Vogliamo ricordare che i decreti vigenti sono sempre troppo rigidi, e i cacciatori si aspettano modifiche sostanziali. Rileviamo che purtroppo abbiamo un peso politico scarso; ognuno tragga le proprie conclusioni. L ultima trovata fresca fresca della Provincia riguarda la georeferenziazione degli appostamenti fissi di caccia, che obbliga i titolari ad onerosi impegni per soddisfare le richieste (coordinate satellitari). Speriamo che dello spinoso argomento se ne occupi qualcuno; soprattutto chi ci deve tutelare. Sabato 1 settembre sono state distribuite ai capannisti 500 piante di Sorbo; c è stata una grande adesione. Il progetto fa parte dell attività di miglioramento ambientale, e si ripeterà anche quest anno. Infine si ricorda ai soci capannisti che la commissione si ritrova il primo giovedì di ogni mese, in occasione vengono discussi eventuali reclami relativi alla distribuzione presicci e proposte. Vogliamo pertanto invitare i cacciatori a segnalare per scritto al Comprensorio eventuali problemi. Il Presidente Maurizio Milesi 14

15 Commissioni Commissione Lepre Il resoconto della Stagione Venatoria 2011 indica una buona e distribuita presenza sul territorio di lepri con il raggiungimento del piano di abbattimento in data 9 novembre, tre settimane prima della conclusione naturale della caccia alla lepre. I capi abbattuti sono 127 di cui 11 con auricolare ( pari al 8,7 % delle lepri abbattute), ricordando che nell anno passato sono state lanciate sul territorio 121 lepri di ambientamento provenienti dall azienda Agricola Caterina di Albosaggia (SO), 16 Lepri di cattura fornite dalla Provincia di Bergamo provenienti dall Ungheria Azienda RAINA e 13 Lepri ambientate dai nostri recinti lanci primaverili. Sono stati raccolti N. 13 campioni di sangue, ed una lepre ritrovata prima dell inizio della attività Venatoria, di cui N. 3 capi con auricolare da fare analizzare, dei quali non sono ancora stati ultimati i risultati. Oltre ai capi lanciati dal Comprensorio sono state distribuite n. 30 lepri di cattura dell Ungheria da lanciare come prima scelta in ZRC, Oasi di protezione, seconda scelta territorio di caccia programmato vocazionale alla specie e comunque in territori dove in quel periodo era chiusa la caccia. Sono state liberate nei seguenti luoghi: IN OASI DI PROTEZIONE E RISERVE N. 4 Valleve Fontanì N. 2 Mezzoldo Monte Nuovo N. 2 Roncobello Baite di Mezzeno N. 2 Foppolo Valgussera N. 2 Carona Carisole N. 2 Oltre il colle Val Vedra N. 2 Cusio Monte Cucco ZONA ZPS N. 4 Taleggio N. 2 Oltre il Colle N. 2 Ornica STATISTICHE SULLE LEPRI ABBATTUTE CON AURI- COLARE DURANTE LA STAGIONE VENATORIA 2011: N. 7 lanciate nel dicembre 2010 di provenienza Az. Agricola Caterina (Ambientamento); N. 2 lanciate nel dicembre 2009 di provenienza Az. Agricola Caterina (Ambientamento); N. 1 lanciate nel dicembre 2010 di provenienza Ungheria RAINA (cattura); N. 1 di provenienza ATC PREALPINO della quale non si hanno dati di provenienza; CACCIA PROGRAMMATA E VOCAZIONALE N. 2 Valtorta N. 2 Camerata Cornello N. 2 Serina I LANCI NELLA STAGIONE VENATORIA SONO STATI IMPOSTATI DIVERSAMENTE: - N. 90 lepri di ambientamento da lanciare in inverno (Dicembre). - N. 45 lepri di ambientamento da lanciare in primavera (Maggio-Giugno). In questo caso alcuni Comuni, soprattutto dell alta valle, non hanno ricevuto lepri a Dicembre o le hanno ricevute in numero minore, ma le riceveranno nel mese di maggio-giugno. TOTALE 11 15

16 Commissioni ABBATTIMENTI-LANCI DEGLI ULTIMI TRE ANNI: COMUNE ABBATTIMENTI 2009 LANCI INVERNALI 2009 ABBATTIMENTI 2010 LANCI INVERNALI 2010 LANCI CATTURA PROVINCIA 2010 ABBATTIMENTI 2011 LANCI INVERNALI 2011 LANCI CATTURA PROVINCIA 2011 AVERARA BRANZI CAMERATA CARONA CASSIGLIO CORNALBA CUSIO DOSSENA FOPPOLO ISOLA DI FONDRA LENNA MEZZOLDO MOIO DE CALVI OLMO AL BREMBO OLTRE IL COLLE ORNICA PIAZZA BREMBANA PIAZZATORRE PIAZZOLO RONCOBELLO SANTA BRIGIDA S. GIOVANNI BIANCO SERINA TALEGGIO VALNEGRA VALLEVE VALTORTA VEDESETA TOTALE LANCI PRIMAVERILI 2012 Quest anno le lepri lanciate d ambientamento hanno un auricolare molto piccolo per non essere perso durante l anno, quindi durante la prossima stagione venatoria si raccomanda di controllare bene il capo abbattuto scrivendo sempre il numero sulla cartolina. REGOLAMENTO ZONA ADDESTRAMENTO CANI DA FERMA E SEGUITA TIPO B DENOMINATA TALEGGIO ANNO 2012 L accesso alla zona addestramento cani è consentita ai soli soci del comprensorio alpino Valle Brembana, i quali sono in possesso del regolare permesso personale non cedibile Il permesso deve essere esibito ad ogni richiesta del personale di vigilanza o incaricati dall ente gestore (milesi pietro). i trasgessori saranno puniti dalle disposizione di legge vigenti. La zona rimane chiusa il martedì I cani fuori dal perimetro della zona devono essere condotti al guinzaglio L interessato solleva l ente gestore da ogni responsabilità per danni che possano da lui o dai suoi cani venire arrecati a terzi, o subiti durante l attività di addestramento Con il ritiro del permesso l addestratore si impegna a rispettare il seguente regolamento In caso di cattive condizioni atmosferiche o per altra ragione, la quota versata non è rimborsabile ed il turno non è recuperabile. 16

17 CANI DA SEGUITA ORARIO DI ACCESSO: dalle 6.30 alle Ogni conduttore può accedere massimo con 4 cani Non sono ammessi altri cani al seguito guinzagliati (vengono ammessi 8 cani per turno) CANI DA FERMA ORARIO DI ACCESSO: dalle 6.30 alle e dalle alle Ogni conduttore può accedere massimo con 2 cani Non sono ammessi altri cani al seguito guinzagliati (vengono ammessi 6 cani per turno) LA QUOTA DI ACCESSO È DI EURO 3 PER 1 CANE Non è possibile prenotare più di un turno nella stessa settimana. I PERMESSI SONO DISPONIBILI PRESSO: TRATTORIA DELL ARLECCHINO Via Roncaglia San Giovanni Bianco (BG) Tel Chiuso il sabato MILESI PIETRO Sottochiesa Taleggio Tel Visto il resoconto dettagliato dell articolo, quest anno l assemblea dei segugisti non verrà effettuata, per informazioni, proposte e o incontri scrivere una mail all indirizzo: o lasciare una nota in sede indirizzata alla commissione lepre. Il Presidente Stefano Bianchi 17

18 Articoli Progetti di miglioramento ambientale Alessandro Balestra Presidente Comprensorio È fuori dubbio che, a fronte di una situazione ambientale montana di continuo abbandono delle cure tradizionali, l habitat tipico delle specie alpine si va modificando, e ogni modifica, specialmente quando è veloce e interessa ampi spazi e porzioni del territorio, influisce negativamente sulle specie, non in grado di affrontare questi stress. Nostro dovere è dunque quello di conoscere queste criticità, di valutarne la portata e di intervenire, così come la direttiva habita, consente e suggerisce, per rendere meno impattante questa situazione. Vediamo, in sintesi, come è stato i postato e valutato il problema nel territorio montano trentino, riportando l analisi illustrata dal dott.. Alessandro Brugnoli, ora nostro consulente per la stesura dei protocolli d intesa con l ISPRA per la tipica alpina, nel convegno tenutosi a Gromo, organizzato dal Circolo UNCZA bergamasco lo scorso anno, il 5 ferraio 2011, al quale sono seguiti prese di coscienza del problema e progetti di intervento a livello provinciale, per coinvolgere tutti i comprensori alpini bergamaschi. SINTESI DELLE PROBLEMATICHE Nella fascia montana e subalpina delle Alpi risultano più evidenti le conseguenze delle dinamiche vegetazionali connesse con l abbandono delle tradizionali pratiche agro-silvo-pastorali. Questo processo, iniziato nella seconda metà degli anni 50 del secolo scorso, ha determinato una rapida evoluzione degli habitat (per quanto riguarda in particolare la loro recettività per la fauna selvatica), causata soprattutto dalla crescita incontrollata di arbusti e cespugli. In Trentino alpi e pascoli rappresentano oggi il 17% della superficie provinciale complessiva ( ha su ha, Miori & Sottovia 2005: dati aggiornati al ); nella Carta Forestale, riferita al , la superficie pascoliva ammontava a ha, pari al 25% dell intera superficie provinciale. In un primo tempo l insediamento di questo tipo di vegetazione ha creato habitat favorevoli all espansione del Fagiano di monte, come anche di alcuni Ungulati, determinando contemporaneamente una riduzione di quelli adatti a Coturnice, Lepre variabile e Lepre comune. Le conseguenze negative a medio-lungo termine dell espansione della copertura arboreo-arbustiva al suolo negli habitat riproduttivi del Fagiano di monte sono collegate alla diminuzione dell offerta trofica di artropodi per i pulli nelle primissime settimane di vita, periodo nel quale la loro dieta è esclusivamente di origine animale. Le modalità di intervento - 1 a gestione attiva degli habitat frequentati dalla specie interessa principalmente le zone di alimentazione, spesso coincidenti con quelle di allevamento piccoli, e solo secondariamente i siti idonei ad ospitare arene di canto e le zone di svernamento. Gli ambienti interessati sono stati: 18

19 i rodoreti (ambienti a rododendri, spesso associati a mirtillo e ginepro nano): con triturazione mediante un apparecchio trituratore rotante a coltelli montato su un piccolo trattore a ruote o cingoli e spargimento in loco del materiale organico, oppure taglio con falciatrici rotanti o decespugliatori a mano con accatastamento del materiale; le alnete (ambiente a ontano verde, pianta pioniera di ambienti umidi dei versanti a nord): con triturazione con trituratori o pala meccanica cingolata o ragno, taglio alla ceppaia; accatastamento del materiale in cumuli, taglio e accatastamento come sopra; le mughete (ambiente a pino mugo): con trattamento di taglio alla base con allestimento di cataste o trasporto del materiale. Nel caso dei siti di alimentazione si tratta di conservare, migliorare e/o ricreare il mosaico ambientale più adatto alle esigenze ecologiche della specie. L obiettivo deve mirare ad una distribuzione ed una struttura della vegetazione così formata: 20-30% da cespugli alti e densi, 20-30% da arbusti di piccole dimensioni (20-50 cm) e la parte restante % - da pascoli più o meno intensamente utilizzati e/o da prati sottoposti a periodico sfalcio. Le modalità di intervento - 2 Gli interventi di decespugliamento eseguiti nella fascia degli arbusti contorti determinano condizioni idonee negli anni immediatamente successivi al taglio all insediamento di suffrutici (in particolare del genere Vaccinium [mirtilli]) e di piante erbaceee particolarmente appetite dal Fagiano di monte. Non è opportuno creare zone a forte linearità, ma sagomare isole - a contorni irregolari - di habitat ottimale all interno di un ambiente ormai troppo chiuso, intervenendo in conche e dossi. La radura viene riconquistata progressivamente in circa anni e, prima che esaurisca la sua funzione, si dovrebbe provvedere ad aprire un altro varco nella distesa compatta di Ontano verde o Pino mugo o Rododendro. Alcuni Autori consigliano l esecuzione di interventi anche di superficie minore - compresa tra i 1000 ed i 2500 m² -, ma diffusi. Le due azioni sono complementari, nel senso che la prima tipologia è destinata agli interventi negli arbusteti alti e chiusi, mentre la seconda riguarda prevalentemente gli arbusteti bassi dove siano ancora presenti delle discontinuità nel manto arbustivo. Le lavorazioni andrebbero eseguite verso la fine di agosto per non disturbare lo sviluppo dei pulli. Vanno inoltre evitati interventi generalizzati su tutto il territorio idoneo alla specie. La durata di un ciclo di interventi dovrebbe non essere inferiore ai 3 anni, con previsione di intervenire, seppur con interventi puntuali, su circa il 10% dell areale potenziale della specie. Piano di sviluppo rurale Con il primo PSR è stato possibile finanziare - sulla misura sopraindicata domande alle quali è stato concesso un contributo variabile dall 80 al 100% della spesa ammessa. Una delle conclusioni della fase attuativa del primo PSR: necessità di garantire un coordinamento a livello sovracomunale nella realizzazione di questo tipo di interventi, aspetto al quale dovrà essere assicurata adeguata attenzione nel prossimo futuro da parte di tutte le componenti interessate. Con il nuovo PSR è stata rinnovata la possibilità di utilizzare fondi comunitari per la realizzazione di interventi di miglioramento ambientale quali il ripristino di habitat ai fini faunistici ed il ripristino di pascoli o di ambienti di particolare interesse paesaggistico e naturalistico. Possono beneficiare del contributo i proprietari forestali, le loro associazioni e i titolari della gestione in base ad un contratto di affitto. La percentuale di contributo è variabile dall 80 al 100% della spesa ammessa. Fatte nostre queste analisi e considerazioni generali,che necessitano di progetti distinti per il Gallo e la Coturnice, e diversi da zona a zona, a seconda che le problematiche interessino mugheti oppure ontaneti, o pascoli abbandonati, non ci resta che operare con una visione ampia. Va considerato che sono possibili, nel tempo, anche altri tipi di intervento collaterali e complementari che interesserebbero miglioramenti ambientali per le specie capriolo e lepre, anch esse meritorie di grande attenzione, e per le quali merita sicuramente che si faccia una specifica programmazione. I progetti che sono in cantiere e andremo a concretizzare sono per ora specifici per il Gallo e la Coturnice, le specie che più soffrono di queste modifiche ambientali negative. Nel nostro C.A. sono già state valutate almeno cinque zone ad alto interesse (2 in Val Serina, 1 in Valtaleggio, 1 in Val Carisole ed 1 al Prato Gervasio di Torcola) per le quali sono già pronti i progetti, ma dove, ahinoi, mancano ancora i finanziamenti. Non solo, ma vogliamo ribadire che noi si era pronti per iniziare già lo scorso anno, ma poi, con il pasticcio della chiusura della Tipica, l Assessore Cottini ci ha chiesto di far rientrare i nostri progetti di miglioramento ambientale all interno di un accordo Provinciale in collaborazione con ERSAF regionale. Noi ovviamente siamo stati subito d accordo, per non sprecare le poche risorse a nostra disposizione basta però che dai progetti si passi ai fatti entro il 2012! 19

20 il Capriolo ma lo conosciamo? Dr. Claudio Cesaris Si è parlato e scritto molto del capriolo, decine di convegni e decine di libri su questo meraviglioso ungulato. Libri sulla biologia, sulle tecniche di caccia, sulle dinamiche delle sue popolazioni, sulla sua gestione. Testi che analizzano tutto di questo piccolo cervide, tutto, ma non abbastanza a quanto pare. Non abbastanza perché ogni volta ci sorprende, ci stupisce, ci lascia sconcertati quando, convinti di aver capito tutto della dinamica delle sue popolazioni e di aver trovato la ricetta esatta per gestirlo nel migliore dei modi, ecco che improvvisamente le sue consistenze crollano. Ci diciamo che le cause sono tante, che ci sono più ragioni perché improvvisamente quasi scompaia. Diamo la colpa ai cambiamenti dell ambiente, ad una pressione venatoria non compatibile, al bracconaggio, al traffico sulle strade, alle malattie, ma alla fine niente di tutto questo ci convince appieno. Perché? Forse la risposta è più semplice di quello che pensiamo: è perché lo conosciamo molto poco. Non comprendiamo appieno le moltissime variabili che molto probabilmente intervengono sulla sua vita, non riusciamo a dare il giusto peso e il giusto ordine a quei fattori, innumerevoli, che condizionano il suo vivere quotidiano, il suo riprodursi, il suo crescere. Nei miei anni di lavoro ho studiato il capriolo un poco ovunque, dall Appennino Emiliano-Romagnolo a quello Pavese, dalle Alpi alle Prealpi Lombarde fino al Carso Friulano, situazioni tutte differenti sia per ambienti sia per impatto, per esempio delle attività umane, ma sempre il capriolo mi ha stupito, esaltato, coinvolto per la sua capacità di adattamento nel trovare il giusto equilibrio con tutte quelle forze negative o positive con cui doveva interagire. Ma questa sua capacità estrema lo porta inconsapevolmente, nel rispetto delle sole leggi della natura, a modificare le sue densità senza che noi capiamo perché ciò sia successo. Abbiamo fatto passi da gigante nella conoscenza, ma ancora adesso restiamo spiazzati quando tutti i nostri sforzi sembrano essere vani. Mi ricordo di aver letto un articolo scientifico sul capriolo in cui l autore affermava, parlando di questa specie, che gli effetti delle modificazioni ambientali, quelle che spesso noi non riusciamo nemmeno a rilevare, si manifestano in modo per noi visibilmente concreto sulle popolazioni di capriolo dopo 4-6 anni. Tardi per porvi un qualsiasi rimedio. Forse è questa la ragione per cui non riusciamo a leggere quello che succede oppure è il nostro capriolo che riesce a leggerlo molto prima di noi? E questa la capacità intrinseca delle specie animali? Leggere subito o quasi in anticipo quelle che sono le modificazioni per loro negative (o positive)? Ma a questo punto noi cosa possiamo fare? Sicuramente non conosciamo appieno i meccanismi che governano le popolazioni e quindi oltre a dover approfondire gli studi mirati (e estremamente complessi) sulle singole specie dobbiamo cercare di evidenziare le criticità (ambientali o di impatto dell attività umana) e porvi 20

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