ATTUALMENTE SONO 5 I REGIMI CONTABILI VIGENTI, OGNUNO DEI QUALI SI DISTINGUE PER OBBLIGHI CHE NE DERIVANO E PER I SOGGETTI CHE POSSONO ADERIRVI.

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1 REGIMI CONTABILI ATTUALMENTE SONO 5 I REGIMI CONTABILI VIGENTI, OGNUNO DEI QUALI SI DISTINGUE PER OBBLIGHI CHE NE DERIVANO E PER I SOGGETTI CHE POSSONO ADERIRVI. 1 REGIME ORDINARIO 2 REGIME SEMPLIFICATO 3 REGIME NUOVE INIZIATIVE IMPRENDITORIALI 4 NUOVO REGIME CONTRIBUENTI MINIMI 5 REGIME DEGLI EX MINIMI REGIME ORDINARIO Il regime ordinario è disciplinato dagli articoli 56 e seguenti del Tuir, (Testo Unico Imposte sui redditi DPR 917/86) è sempre obbligatorio per le società di capitali e le società cooperative, indipendentemente dai ricavi. Per le società di persone e le ditte individuali è obbligatorio quando abbiano conseguito, nel periodo di imposta precedente un ammontare di ricavi superiore ad ,00 per le imprese esercenti attività di servizi; ad ,00 per le imprese esercenti attività diverse dalla prestazione di servizi. Questi nuovi limiti sono stati introdotti con il Decreto Legge sullo Sviluppo 2011, i precedenti limiti in vigore sino al 31/12/2010 erano di ,14 per le imprese esercenti attività di servizi e di ,90 per le imprese esercenti attività diverse dalle prestazioni di servizi. Era dall anno 2001 che non venivano aggiornati. Adempimenti contabili Le aziende che aderiscono a questo regime sono obbligate a tenere i seguenti registri contabili: libro giornale e libro inventari; il primo deriva dalla parola giorno, vi si deve quindi riportare giornalmente tutte le operazioni compiute nell esercizio della propria attività. Il secondo viene invece compilato una volta sola all anno ed è l elenco delle attività e delle passività della azienda; si rappresenta con esso il capitale netto aziendale, esistente al 31/12 di ciascun anno. Le imprese in contabilità ordinaria devono sottoscrivere e riportare nel libro inventari, anche le giacenze di magazzino, valorizzate, entro 3 mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi. E obbligatorio indicare i criteri di valorizzazione delle rimanenze. Per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l anno solare entro il 31 dicembre dell anno successivo a quello cui si riferisce. registri iva (registro delle fatture emesse, registro dei corrispettivi e registro delle fatture di acquisto) raccolgono le scritture obbligatorie ai fini Iva e servono per la determinazione del credito o debito d imposta; scritture ausiliare quali i conti di mastro; tale libro è formato da una serie di conti ( mastrini intestati alle varie attività, passività, costi e ricavi dell azienda) nei quali vengono riportati gli importi relativi alle scritture oggetto del libro giornale. scritture di magazzino, solo nel caso di superamento di determinati limiti di ricavi e di valore delle rimanenze finali; inventario di magazzino da redigere analiticamente al 31/12 di ogni esercizio. Occorre raggruppare le merci esistenti nell azienda in categorie omogenee per natura e valore; per ciascuna delle quali individuare le quantità esistenti, il valore unitario e quindi quello complessivo. La somma dei valori complessivi per ogni categoria di beni individuerà il valore delle rimanenze finali di magazzino. registro dei beni ammortizzabili

2 Riporta le operazioni di determinazione degli ammortamenti. Ogni impresa sostiene infatti dei costi la cui utilità non si limita all esercizio in corso, ma si ripercuote anche sugli esercizi futuri. Tali costi, agli effetti della imposizione sui redditi, sono considerati componenti negativi da imputare a più esercizi. L acquisto di beni strumentali deve perciò essere riportato anno per anno nel libro dei cespiti ammortizzabili ed è qui che si calcolano le quote di ammortamento, sia sui cespiti acquistati negli anni precedenti (semprechè non già totalmente ammortizzati) sia su quelli acquisiti nell esercizio in corso. La percentuale di ammortamento è fissata dal Ministero delle Finanze ed è variabile secondo la durata normale dei singoli beni da ammortizzare. libri obbligatori del lavoro per i dipendenti (libro unico e libro infortuni) Il Libro Unico del Lavoro (L.U.L.) ha sostituito il libro matricola ed il registro delle presenze ed è obbligatorio per tutte le ditte con dipendenti, associati e collaboratori con compenso; mentre per le imprese con soli collaboratori o costituite unicamente da soci non c è l obbligo del L.U.L., ma solo del registro infortuni. per le società di capitali è obbligatoria la tenuta de libro dei verbali di assemblea, dei verbali del consiglio di amministrazione, dei verbali del collegio sindacale se previsto. Il libro soci non è più obbligatorio per le società a responsabilità limitata a far data dall anno Determinazione del reddito Avviene sulla base dell utile o perdita del bilancio di esercizio a cui vanno applicati delle variazioni (in aumento o in diminuzione) previsti dalla vigente normativa fiscale (Testo unico delle imposte sui redditi) Vantaggi e svantaggi I vantaggi sono strettamente legati alle informazioni disponibili: dai vari registri obbligatori e dai bilanci (annuali o infrannuali) si possono ricavare in qualsiasi momento dati dettagliati sull andamento della attività, sui costi e sugli sprechi che si possono essere creati. Gli svantaggi sono ravvisabili nei maggiori costi di tenuta della contabilità, nei molteplici adempimenti e alla necessaria competenza per effettuare una valida interpretazione dei dati. REGIME SEMPLIFICATO Il regime semplificato è previsto dall articolo 66 del Tuir è utilizzabile da società di persone e imprese individuali che nell anno precedente a quello in corso non hanno conseguito ricavi superiori ad ,00 per le attività di prestazioni di servizi e ad ,00 per le altre attività. Adempimenti contabili: Rispetto a quello ordinario, il regime semplificato pone molti meno obblighi per le aziende che devono tenere: i registri IVA ( registro delle fatture emesse, registro delle fatture di acquisto e registro dei corrispettivi ) in tali libri devono essere registrate le fatture di acquisto o di vendita relative alla propria attività aziendale. Nel libro Iva acquisti devono inoltre essere opportunamente riportati i costi non documentati da fatture (esempio assicurazioni, tasse raccolta rifiuti, spese per il personale dipendente ecc.) i libri obbligatori del lavoro nel caso in cui vi siano dipendenti. (infortuni e libro unico) registro dei beni ammortizzabili deve essere utilizzato annualmente per la determinazione degli ammortamenti.

3 inventario di magazzino che deve essere redatto al termine di ogni esercizio in modo analitico. Entro il termine stabilito per la presentazione della Dichiarazione dei redditi (30 settembre) i contribuenti in contabilità semplificata devono indicare il valore delle rimanenze nel registro Iva degli acquisti. In apposito prospetto di dettaglio, solitamente conservato in DUR, devono essere indicati distintamente le quantità e i valori per singole categorie di beni, in giacenza alla fine dell esercizio con l indicazione dei criteri seguiti per la valutazione. Determinazione del reddito La determinazione del reddito derivante dall esercizio di attività commerciale, agli effetti delle imposte dirette, è costituita dalla differenza tra ricavi e costi. Dal libro Iva dei corrispettivi si determina il totale degli incassi, togliendo poi l Iva in essi contenuta, tramite il procedimento di scorporo, si ottiene l ammontare dei ricavi netti. Per gli imprenditori che non sono tenuti o non tengono il registro dei corrispettivi, i ricavi si determinano sommando gli imponibili di tutte le fatture emesse e registrate nel libro Iva vendite. Dal libro Iva acquisti opportunamente integrato si ricavano tutte le altre spese o costi che l imprenditore ha sostenuto nell esercizio. Il primo valore da stabilire è il costo dei beni destinati alla rivendita.: COSTO DEI BENI oggetto di rivendita = MERCI ACQUISTATE NELL ESERCIZIO + RIMANENZE INIZIALI - RIMANENZE FINALI A questa voce si aggiungono tutti gli altri costi, quali eventuali beni strumentali inferiori ad. 516,46, la quota di ammortamento degli altri beni strumentali, il costo del personale, le assicurazioni, le utenze, le spese amministrative e altri costi così come risultano dal libro Iva acquisti debitamente integrato. REGIME PER LE NUOVE INIZIATIVE IMPRENDITORIALI E un regime fiscale agevolato creato al fine di incoraggiare le nuove iniziative imprenditoriali per la creazione di attività produttive. Utilizzabile per i primi tre periodi di imposta può essere scelto dal contribuente in sede di presentazione di inizio attività ai fini IVA. Il beneficio del regime agevolato può essere riconosciuto esclusivamente a persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, a condizione che: -nei tre anni precedenti non sia stata svolta attività di impresa o professionale, né in forma individuale né in forma associata. -i ricavi annuali non superino ,00 per le prestazioni di servizi ed ,00 per le altre attività. -la nuova attività non sia la semplice prosecuzione di un attività svolta in precedenza anche in forma di lavoro dipendente. Non ci sono obblighi per la tenuta dei registri ma solo per i libri del lavoro qualora vi siano dipendenti. E obbligatoria la conservazione dei documenti contabili. L iva è dovuta secondo le regole ordinariamente previste. Sono previste la fatturazione e la certificazione dei corrispettivi, la dichiarazione annuale e il versamento annuale iva senza interessi. Si è soggetti ad una tassazione sostitutiva dell IRPEF ridotta al 10% e comprensiva delle addizionali regionali e comunali, non si è soggetti all IRAP. Si è tenuti alla compilazione degli Studi di Settore. I contribuenti che si avvalgono di questo regime fiscale agevolato, possono farsi assistere negli adempimenti tributari dall Ufficio dell Agenzia delle Entrate competente in ragione del domicilio fiscale.

4 REGIME CONTRIBUENTI MINIMI Il regime dei contribuenti minimi è stato introdotto dalla L.244/2007, è un regime fiscale agevolato riservato alle ditte individuali ed ai lavoratori autonomi. E applicabile a coloro che nell anno solare precedente: -hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi non superiori a euro; -non hanno effettuato cessioni all esportazione; -non hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori anche a progetto; -nel triennio solare precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare complessivo superiore a euro. Al venir meno dei presupposti elencati, il contribuente esce dal regime dei minimi a partire dall anno successivo: il passaggio al regime ordinario ha decorrenza immediata qualora il limite dei ricavi venga superato per oltre il 50%. ( ) La scelta del regime avviene in sede di presentazione della dichiarazione di inizio attività ai fini IVA. Per i contribuenti già in attività il regime dei minimi rappresenta invece il regime naturale, ossia automaticamente applicato in caso di possesso dei requisiti richiesti, fatta salva la possibilità di optare per il regime ordinario. Il regime dei minimi è stato modificato dalla Legge n.111 del Luglio 2011 che oltre a prevedere i requisiti sopra esposti, si applica non solo a coloro che iniziano l attività dopo il 2011, ma anche solamente a coloro che l hanno fatto dall 1/1/2008 in poi. Potrà durare solamente 5 anni e comunque sino al compimento del 35 anno di età. L imposta sostitutiva dell Irpef, dell Iva, delle addizionali regionali e comunali e dell Irap è ridotta al 5%. La determinazione dei componenti reddituali avviene tramite il principio di cassa. Non sono applicabili gli Studi di settore. Ovviamente emettendo fattura senza applicazione dell Iva, è impossibile scaricare l imposta sul valore aggiunto corrisposta sugli acquisti. L applicazione dell imposta sostitutiva direttamente al reddito di impresa o di lavoro autonomo non permette al contribuente di usufruire delle detrazioni per carichi di famiglia e lavoro e di tutte le detrazioni d imposta per oneri. A far data dall 1/1/2012 ai contribuenti che rientrano nel regime dei minimi non viene applicata la Ritenuta di acconto. Inoltre il beneficio del nuovo regime è riconosciuto a condizione che: - il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l inizio dell attività, altra attività artistica, professionale ovvero di impresa, anche in forma associata o familiare; - l attività da esercitare non costituisca, in alcun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell esercizio di arti e professioni. -Qualora venga proseguita attività svolta precedentemente da altro soggetto, l ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo di imposta precedente quello di riconoscimento del predetto requisito, non sia superiore a euro. REGIME DEGLI EX MINIMI Alla luce di quanto sopra, tutti coloro che nel 2012 non potranno più beneficiare del regime dei minimi, si troveranno in un nuovo ambito i cui punti fermi saranno: -esonero dalla contabilità, ma obbligo di certificare i corrispettivi se previsto, nonché di conservare i documenti emessi e ricevuti; -esonero dall obbligo di liquidare periodicamente l iva, ma obbligo di versarla annualmente e di presentare la relativa dichiarazione; -esenzione da Irap -assoggettabilità agli studi di settore

5 -tassazione ai fini Irpef a costi e ricavi, (cosa che rende l esonero delle scritture contabili un eufemismo ) Non ci sono limiti temporali a condizione che rimangano all interno dei limiti fissati per il nuovo/vecchio regime minimi. CONTABILITA DI MAGAZZINO Oltre all inventario di fine anno, le imprese devono tenere anche la contabilità fiscale di magazzino, con la registrazione delle quantità entrate e uscite dei beni (merci, materie prime, semilavorati, prodotti finiti ecc) a partire dal secondo periodo di imposta successivo a quello in cui per la seconda volta consecutivamente l ammontare dei ricavi e il valore complessivo delle rimanenze sono superiori rispettivamente a ,99 euro e ,80 euro. Le scritture ausiliarie di magazzino, quindi, si tengono dal 2012 se questi limiti sono stati entrambi superati nel 2009 e nel 2010.

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