Capitolo V REPERTI DI INTERESSE INVESTIGATIVO

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1 Capitolo V REPERTI DI INTERESSE INVESTIGATIVO Sommario: 1. Lettere di PROVENZANO Bernardo, ILARDO Luigi, VACCARO Domenico. 2. Rubrichette telefoniche rinvenute sul cadavere di D ALESSANDRO Salvatore. 1. Lettere di PROVENZANO Bernardo, ILARDO Luigi, VACCARO Domenico. Il 10/05/1996, in occasione del loro ultimo contatto, ILARDO Luigi ha consegnato al colonnello dei carabinieri RICCIO Michele quattordici lettere, di cui al verbale di acquisizione in atti (ivi contrassegnate da numero progressivo): nove provenienti dal latitante PROVENZANO Bernardo e dirette ad ILARDO Luigi (lettere nn. 2, 4, 5, 7, 8, 11, 12, 13, 14); quattro provenienti da ILARDO Luigi e dirette al latitante PROVENZANO Bernardo (lettere nn. 1, 3, 9, 10); una sola proveniente da VACCARO Domenico e diretta a ILARDO Luigi (lettera n. 6). La corrispondenza suddetta è stata oggetto di accertamenti tecnici grafologici di tipo comparativo al fine di verificarne la paternità. All udienza del 16/12/1999 è stato esaminato PALOMBO Paolo, grafologo del Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche Sezione di Fonica e Grafica di Roma, consulente tecnico del Pubblico Ministero, sull esito di due accertamenti tecnico-grafici compiuti uno nel 1996 ed uno nel 1998 su dattiloscritti privi di firma (c.d. pizzini), acquisiti dal confidente ILARDO Luigi e dai collaboratori di giustizia BRUSCA Giovanni e MANISCALCO Giuseppe (uomini d onore della famiglia di San Giuseppe Jato), in relazione ad un dattiloscritto di comparazione recante la firma 100

2 del latitante PROVENZANO Bernardo (uomo d onore della famiglia di Corleone): un atto di nomina di difensore di fiducia depositato il 19/04/1994 nella cancelleria del Tribunale di Palermo Sezione Misure di Prevenzione. È un atto dattiloscritto con cui si nominano due avvocati, uno del Foro di Palermo ed uno del foro di Roma, difensori di fiducia del latitante PROVENZANO Bernardo, nato a Corleone il 31/01/1933, in un procedimento per misure di prevenzione a suo carico, davanti al Tribunale di Palermo. L atto è pervenuto alla sezione misure di prevenzione del Tribunale il 19/04/1994, come risulta dal timbro di cancelleria. Reca in calce la sottoscrizione del proposto, di pugno e per esteso: «Provenzano Bernardo». Contiene la indicazione delle generalità: «nato il in Corleone». La data di nascita è un evidente refuso. La macchina usata è una macchina per scrivere di tipo meccanico, a leve fulcrate, come ognuno può constatare alla stregua della comune esperienza. Il consulente tecnico del Pubblico Ministero lo ha confermato, precisando che il passo di scrittura, e cioè la distanza tra gli assi centrali di due lettere consecutive, misura 2,54 mm. e il carattere di scrittura è quello commercialmente denominato «Pica». Un esame sommario del dattiloscritto evidenzia subito, anche ad un profano, che esso contiene una impronta dattilografica anomala: la lettera accentata «ò» è battuta dalla macchina senza l intera metà inferiore dell ovale. Il consulente tecnico ha evidenziato altre due impronte dattilografiche anomale, agevolmente apprezzabili ad un esame più attento, eventualmente con l ausilio di una comune lente di ingrandimento: la lettera «a» è battuta sensibilmente disallineata lungo l asse verticale; il gruppo di lettere «rd» è battuto con un marcato 101

3 addossamento dei singoli caratteri. Alla relazione tecnica sono allegati gli elaborati che riproducono un ingrandimento di tali anomalie. Come spiegato dal consulente, e come ognuno può intendere da solo secondo la comune esperienza, le tre anomalie dattilografiche sono dovute ad una deformazione del corpo di lettera in piombo innestato sulla leva e/o della leva, a causa di rotture e/o usure. Il consulente ha escluso categoricamente che si tratti di difetti di fabbricazione. Tali anomalie sono definite in letteratura «contrassegni individualizzanti» di una macchina per scrivere, e in sostanza rappresentano le impronte dattilografiche di identificazione esclusiva della macchina, alla stessa stregua delle impronte digitali. Va pertanto attribuito alla stessa macchina per scrivere usata per redigere l atto di nomina di difensori a firma «Provenzano Bernardo» ogni dattiloscritto anonimo in cui siano ravvisabili gli stessi connotati generali (passo e carattere di scrittura) e gli stessi contrassegni individualizzanti (impronte dattilografiche anomale) appena rilevati. Trattandosi di dattiloscritti, il rapporto di identità tipografica così stabilito copre, in linea di principio, soltanto il «mezzo», non invece l «autore», lo stesso mezzo potendo essere usato da diversi autori e, viceversa, lo stesso autore potendo usare diversi mezzi. Nondimeno, il risultato probatorio di identità tipografica costituisce già di per sé un rilevante indizio della paternità dei dattiloscritti anonimi, essendo massima di comune esperienza l uso normalmente continuativo della stessa macchina per scrivere da parte di uno stesso utente. Per stabilire un rapporto di identità d autore, occorre fare ricorso anche al criterio grafologico-filologico, che studia le costanti comportamentali nella dattiloscrittura (formattazione del testo, errori di ortografia, uso anomalo dei segni di interpunzione, abbreviazioni di parole, etc.) e la complessiva personalità letteraria dell autore. 102

4 Dalla analisi filologica emerge che l autore è persona di scarsa scolarizzazione, avvezza a comunicare in dialetto siciliano e a scrivere come parla. Ciò spiega alcuni errori ortografici di derivazione dialettale per scambio delle lettere e/i, s/z, t/d come in: misure / misuri di prevenzione», «difensore / difenzore», «sentenza / sendenza». La firma «Provenzano Bernardo» - ha constatato il consulente nella relazione tecnica rivela un «tracciato grafico non particolarmente evoluto nelle caratteristiche d insieme, ma sostanzialmente legato agli aspetti meramente calligrafici del grafismo di base appreso nell età scolare». La formattazione del testo si sviluppa in c.d. stile block, senza rientri di paragrafo, e con interlinea zero. Nella dattiloscrittura delle generalità si fa un uso errato dei segni di interpunzione: dopo la data viene apposto il punto seguito dal luogo di nascita («nato il in Corleone»). Vi è una abbreviazione: «Prov.», per Provincia di Palermo. È ovvio che nell indagine sulla paternità dei dattiloscritti anonimi i risultati della analisi grafologica vanno integrati e coordinati con i risultati delle prove dichiarative assunte in tema di carteggi clandestini intrattenuti dal latitante PROVENZANO. Ad esempio, due uomini d onore della famiglia di San Giuseppe Jato, esaminati in dibattimento, hanno concordemente dichiarato che il latitante comunicava con loro mediante dattiloscritti, alcuni dei quali caduti in sequestro. 1 Quanto alla autenticità della firma contenuta nel campione grafico comparativo, non vi è un solo motivo serio per dubitare, alla stregua 1 Cfr. BRUSCA Giovanni, ud. 07/12/1999, proc. Cammarata Francesco + 2 (R.G.T. 101/99), p. 23, nonché pp. 21 ss., in atti; ud. 17/02/2000, trascr. pp. 21 ss., 63 ss., 94 ss. Cfr. anche MANISCALCO Giuseppe, ud. 29/02/2000, trascr. p. 209, p. 217, nonché pp. 206 ss. 103

5 della logica e della comune esperienza, ed in assenza di elementi probatori contrari, che essa provenga dalla mano del latitante PROVENZANO, che aveva un personale interesse ad essere assistito da difensori di fiducia nel procedimento di prevenzione a suo carico; tanto più che essa non è stata mai disconosciuta nel corso di tale procedimento ed è stata ritenuta autentica dal Tribunale di Palermo; né peraltro è prescritta dalla legge l autenticazione (art. 110 c.p.p.), assai problematica per un latitante. Attribuita la paternità del campione grafico comparativo al latitante PROVENZANO Bernardo, occorre ora verificare se le nove lettere in esame siano omogenee con i connotati tipografici e filologici di tale campione. Nelle lettere contraddistinte dai nn. 2, 4 e 8, nonché nel dattiloscritto incipiente con le parole «Ditta Aiello» accluso alla lettera n. 5 e nel dattiloscritto incipiente con le parole «Imp. Coop.» accluso alla lettera n. 7, sono stati riscontrati gli stessi connotati generali (macchina: di tipo meccanico a leve fulcrate; passo: mm. 2,54; carattere: «Pica») e le stesse anomalie di impronte dattilografiche («ò» mutilata; «a» disallineata; e, quando presente, gruppo «rd» addossato) presenti nel campione grafico comparativo. Per tutti questi dattiloscritti anonimi la formattazione del testo è identica al campione (c.d. stile block, senza rientri di paragrafo; interlinea zero). Anche l uso dei segni di interpunzione rivela analoghe anomalie. Nella lettera n. 2 ricorrono gli stessi errori ortografici di derivazione dialettale per scambio delle lettere e/i, s/z, t/d in: «cose / cosi», «richieste / richiesti», «siete / sieti», «ricompensa / ricompenza», «sensaria / senzalia», «scanso / scanzo», «sento-ti-tire / sendo-didire», «riconoscente / riconoscende», «quanto / quando». 104

6 Ulteriori errori ortografici, reiterati, diversi da quelli rinvenuti nel campione, riguardano l accentazione della prima persona del verbo «sapere» («so / sò») e della congiunzione «ma» («ma / mà»), la anteposizione della «h» alla congiunzione «o» ( «o / ho») e alla preposizione «a» («a / ha»), lo scambio delle lettere c/g in «sincera / sengera». Ricorre pure una abbreviazione in «cari Aff. Saluti» analoga a quella rilevata nel campione. Così nella lettera n. 4, come, ad esempio, in: «tasche / taschi», «scuse / scusi», «penso-sare / penzo-zare», «responsabile / responzabile», «avanti / avandi», «tanto / tando», «sento / sendo», «presente / presende», «inesperiente / inesperiende». Si ripetono gli stessi ulteriori errori ortografici: verbo «so / sò», congiunzione «ma / mà», preposizione «a / ha», scambio di lettere «c/g» («ricordati / rigordati», «sinceri / singeri»). Stereotipo il saluto di chiusura abbreviato «cari Aff. Saluti», che viene a costituire un marchio stilistico dell autore. Nella lettera lo stesso si scusa per la pessima forma grammaticale («chiedendoti perdono della miei errore»), sicché anch essa va riconosciuta come connotato filologico individualizzante. Così nella lettera n. 8, come, ad esempio, in: «vedete / vedeti», «senza / sensa», «contatto / condatto». E ancora la congiunzione «ma / mà», la preposizione «a / ha», anche al plurale «a / hai». Stereotipo il saluto abbreviato «cari Aff. Saluti». In questa, come nelle lettere nn. 2 e 4, è sempre minuscola la iniziale di «cari» e sono sempre maiuscole le iniziali di «Aff. Saluti»: una ragione in più per attribuire un sicuro valore individualizzante a questo connotato filologico. In tutte e tre le lettere ricorre poi una clausola stilistica di apertura di notevole eleganza letteraria, che echeggia lo stile epistolare latino classico, evidentemente sopravvissuto nella lingua volgare. Alla stessa 105

7 stregua della formula «salutem plurimam tibi dico», l autore usa esordire con espressioni stereotipe come: «mi compiaccio tanto nel sendire, che godeti tutti di Ottima Salute. Lo stesso posso dirti di me» (lett. n. 2); «mi compiaccio tanto, nel sapervi di Ottima Salute. Lo stesso posso dirti di me» (lett. n. 4); «la presente, ti trovi di Ottima Salute. Come posso assicurarti di me» (lett. n. 8). In tutte e tre le lettere le parole «ottima salute» sono scritte con le iniziali maiuscole. Anche questa fraseologia è un inconfondibile marchio stilistico dell autore, che, unitamente agli altri connotati individualizzanti, consente di attribuire con sicurezza i tre dattiloscritti anonimi ad una stessa persona e personalità letteraria, indipendentemente dal campione grafico comparativo. Questo è utile per la identificazione dell unico autore anonimo. I dattiloscritti incipienti con le parole «Ditta Aiello» e «Imp. Coop.» acclusi alle lettere n. 5 e n. 7, non si prestano ad uno studio filologico approfondito, trattandosi di c.d. pizzini (bigliettini) di raccomandazione di imprenditori edili, assai brevi, contenenti il nominativo dell impresa e gli estremi dell appalto da condizionare. Ma sono sufficienti i rilievi comuni già detti, in ordine alla omogeneità dei connotati tipografici (passo e carattere di scrittura, anomalie di impronte dattilografiche) e di quelli filologici minimi (formattazione del testo). In secondo luogo, occorre non trascurare la rilevante circostanza di fatto che ciascuno dei due pizzini è accluso ad un distinto dattiloscritto di accompagnamento strutturato invece come una normale lettera (con passo di scrittura diverso). È ovvio che i risultati della indagine filologica sulla singola lettera di accompagnamento si comunicheranno anche al pizzino, in ossequio al divieto di parcellizzazione delle prove. Altre lettere invece risultano omogenee con i soli connotati filologici del campione. 106

8 Il consulente ha constatato, come si desume dalla relazione tecnica, che le lettere di accompagnamento anzidette, contraddistinte dai nn. 5 e 7, hanno un passo di scrittura di mm. 2,60 e pertanto sono state scritte con una macchina, sempre di tipo meccanico a leve fulcrate, diversa da quella usata per il campione grafico comparativo. Tutte e due le lettere ripropongono una formattazione del testo identica a quella del campione (c.d. stile block, senza rientri di paragrafo; interlinea zero). Anche l uso dei segni di interpunzione, talora, è anomalo. Nella lettera n. 5 ricorrono gli stessi errori ortografici di derivazione dialettale riscontrati nel campione e nelle lettere nn. 2, 4 e 8, anche se meno frequenti per la brevità del dattiloscritto: «queste raccomandazioni / questi raccomandazzione», «non sono compatibili / compatibile». Ancora il verbo «so / sò», la congiunzione «ma / mà», la preposizione «a / ha». Stereotipa la clausola augurale di apertura: «la presente vi trova di Ottima Salute. Come posso assicurarvi di me». Stereotipo il saluto di chiusura abbreviato «cari Aff. Saluti». Così nella lettera n. 7 come, ad esempio, in: «contatto-ti / condatto-ti». Ancora la congiunzione «ma / mà». Stereotipa la clausola augurale: «la presente ti trova di Ottima Salute», con la sola variante di essere inserita nel corpo e non in esordio di lettera e di mancare dell elemento fraseologico: «lo stesso posso dirti di me / come posso assicurarti di me». Invariato invece l uso, assolutamente peculiare, delle iniziali maiuscole per le parole «ottima salute». Stereotipo il saluto di chiusura abbreviato «cari Aff. Saluti», anche qui con sequenza invariata di iniziali minuscole e maiuscole. Le lettere contraddistinte dai nn. 11, 12 e 14 hanno come accertato dal consulente tecnico un passo di scrittura di mm. 2,50 e pertanto 107

9 anch esse sono state scritte con una macchina diversa da quella usata per il campione. Anche per queste tre lettere la formattazione del testo è identica a quella del campione. Egualmente è anomalo, talora, l uso dei segni di interpunzione. Nella lettera n. 11 ricorrono gli stessi errori ortografici di derivazione dialettale riscontrati nel campione e nelle lettere nn. 2, 4, 5, 7 e 8, come in: «errori / errore», «vedete / vedeti», «dovete / doveti», «godete / godeti», «sentire / sendire», «adducendo / adducento», «contatto / condatto». Ancora la congiunzione «ma / mà», la preposizione «a / ha». Ricompare, come già nella lettera n. 2, la congiunzione «o / ho». Stereotipa la clausola augurale di apertura: «mi compiaccio tanto nel sendire, che godeti tutti di Ottima Salute. Lo stesso posso assicurarvi di me». Stereotipo il saluto di chiusura abbreviato «cari Aff. Saluti». Come nella lettera n. 4, anche qui l autore si scusa per la pessima forma grammaticale («ti chiedo scusa degli errore che incontri nel mio scritto»). Così nella lettera n. 12, come, ad esempio, in: «richieste / richiesti», «altrimenti / altrimente», «due saldatrici / due saldatrice», «accontentare / accondendare», «sento / sendo». Ancora il verbo «so / sò», la congiunzione «ma / mà», la preposizione «a / ha». Stereotipa la clausola augurale: «mi compiaccio tanto nel sentire, che godeti tutti di Ottima Salute. Lo stesso posso assicurarvi di me». Stereotipo il saluto abbreviato «cari Aff. Saluti». Così nella lettera n. 14 come, ad esempio, in: «avete / aveti», «chiarite / chiariti», «potete / poteti», «siete / sieti», «attendo / attento (una vostra risposta)». Ancora la congiunzione «ma / mà». Stereotipa la clausola augurale: ««la presente vi trova a tutti di Ottima Salute. 108

10 Come posso dirti di me»». Stereotipo il saluto abbreviato «cari Aff. Saluti». La lettera n. 13, l ultima delle nove lettere anonime fin qui esaminate, ha lo stesso passo di scrittura del campione (mm. 2,54), ma il consulente tecnico non ha riscontrato gli stessi «contrassegni individualizzanti»: cioè le anomalie di impronte dattilografiche («ò» mutilata; «a» disallineata; e, quando presente, gruppo «rd» addossato). Anche per essa è invariata la formattazione del testo (c.d. stile block, interlinea zero); ed è egualmente anomalo, talora, l uso dei segni di interpunzione. Ricorrono gli stessi errori ortografici di derivazione dialettale presenti nel campione e nelle lettere nn. 2, 4, 5, 7, 8, 11, 12, 14, come in: «dovete / doveti», «potete / poteti», «mettete / metteti», «assieme / assiemi», «ansia / anzia», «sentire / sendire», «in quanto / in quando». Ancora la congiunzione «ma / mà», la preposizione «a / ha». Anche qui, immancabilmente, come in tutte le altre lettere, si ripetono gli stereotipi della clausola augurale: «la presente, vi trova a tutti di Ottima Salute. Come posso dirti di me» e del saluto abbreviato «cari Aff. Saluti». I risultati della analisi grafologica dei dattiloscritti, testè compiuta sotto il duplice profilo, tipografico e filologico, consentono le seguenti conclusioni probatorie: i dattiloscritti anonimi provengono tutti da uno stesso autore anonimo, il cui identikit è costruito in base a connotati individualizzanti: schemi espressivi inconfondibili, errori ortografici e di interpunzione, formattazione del testo; 109

11 i dattiloscritti anonimi provengono da quattro macchine, così individuabili: tre per il passo diverso (2,50/2,54/2,60 mm.); la quarta per i contrassegni individualizzanti di cui si è detto (anomalie), malgrado l identità di passo con una delle altre tre (2,54 mm.); una delle quattro macchine è stata usata anche per il dattiloscritto noto a firma «Provenzano Bernardo»: e cioè la macchina - di passo 2,54 mm., con i contrassegni individualizzanti di cui si è detto - usata per le lettere nn. 2, 4 e 8, nonché per i pizzini acclusi alle lettere nn. 5 e 7; il dattiloscritto noto presenta connotati individualizzanti propri di tutti i dattiloscritti anonimi: errori di ortografia e di interpunzione, uso di abbreviazioni, formattazione del testo; ne segue che la paternità delle lettere nn. 2, 4 e 8, nonché dei pizzini acclusi alle lettere nn. 5 e 7, va con sicurezza attribuita, per identità/omogeneità di connotati tipografici e filologici individualizzanti, all autore del dattiloscritto noto, e cioè al latitante PROVENZANO; come pure delle stesse lettere nn. 5 e 7, per omogeneità di connotati filologici individualizzanti e dato il materiale accompagnamento di tali lettere ai pizzini (in esse menzionati: trattasi di dattiloscritti redatti con diversa macchina, evidentemente in tempi diversi, ma recapitati insieme); ne segue altresì che, per la proprietà transitiva, anche la paternità di tutti gli altri dattiloscritti anonimi (lettere nn. 11, 12, 13, 14), provenienti da macchine diverse, ma dallo stesso identico autore delle lettere nn. 2, 4, 5, 7, 8, va attribuita al latitante PROVENZANO; la paternità va così attribuita anche per diretta omogeneità di connotati filologici con il dattiloscritto noto. Queste conclusioni probatorie vanno corredate da una necessaria precisazione: il rapporto di identità d autore (interno e reciproco) tra 110

12 tutti i dattiloscritti anonimi si fonda su un giudizio di certezza assoluta, formulabile già sulla sola base di fraseologie stereotipe come la clausola augurale di apertura ed il saluto abbreviato di chiusura, mentre il rapporto di identità d autore (esterno) tra dattiloscritti anonimi e dattiloscritto noto, si fonda su un giudizio di alta e qualificata probabilità, e cioè di verosimiglianza, formulato essenzialmente sulla base di una massima di esperienza (l uso continuativo della stessa macchina da parte di uno stesso utente). Nondimeno, in assenza di elementi probatori contrari, e concorrendo altri elementi probatori individualizzanti a carico del latitante PROVENZANO, questo giudizio di probabilità si rafforza a tal punto da evolvere in un giudizio di ragionevole certezza. In calce al presente capitolo, si allega una tabella sinottica dell oggetto delle quattordici lettere in atti. In ordine alla datazione, decriptazione e contestualizzazione dell oggetto di tali lettere ha deposto all udienza del 19/11/1999 il teste DAMIANO Antonio Rubrichette telefoniche rinvenute sul cadavere di D ALESSANDRO Salvatore. A seguito dell omicidio di matrice mafiosa commesso il 17/06/1996 in Riesi in danno di D ALESSANDRO Salvatore 1 il 18/06/1996 furono rinvenuti e sottoposti a sequestro: a) n. 1 portafoglio rinvenuto sul cadavere, con all interno n. 2 rubrichette telefoniche; b) n. 3 rubrichette telefoniche e n. 2 agendine tascabili rinvenute presso l abitazione della vittima. All udienza del 17/02/2000, su domande di esame, BRUSCA Giovanni, reggente della famiglia e del mandamento di San Giuseppe Jato dal 111

13 1989, catturato il 20/05/1996, collaboratore di giustizia dal 1996, ha deposto sul conto di due persone di cognome D ALESSANDRO. Dalle sue brevi dichiarazioni si desume che: conobbe una persona di cognome D ALESSANDRO di Riesi, poi uccisa (in Riesi, il 17/06/1996, quando il BRUSCA era già stato catturato); la conobbe per tramite di DI CARO Antonio (detto Antonino, uomo d onore della famiglia di Canicattì, sottocapo provincia di Cosa Nostra agrigentina, vittima di c.d. lupara bianca, scomparso il 24/06/1995, lo stesso giorno della cattura di BAGARELLA Leoluca); detto D ALESSANDRO era uomo d onore della famiglia di Riesi («aveva un ruolo nella famiglia di Riesi, non so quale ruolo aveva, non so se soldato semplice» od altro ruolo); nella circostanza in cui lo conobbe, il D ALESSANDRO si era messo a disposizione del DI CARO, procurando una abitazione sicura nel territorio di Riesi per una riunione interprovinciale di Cosa Nostra «a metà strada», tenutasi tra gli uomini d onore di Cosa Nostra palermitana, BAGARELLA Leoluca e BRUSCA Giovanni, allora entrambi latitanti, ed alcuni uomini d onore di Cosa Nostra catanese. All udienza del 09/03/2000 l imputato MADONIA Giuseppe, sotto esame, su domande del Pubblico Ministero ha dichiarato di avere conosciuto D ALESSANDRO Salvatore detto Totò negli anni 1963 e 1964 come compagno di scuola, in quanto entrambi frequentavano l Istituto Chimico Industriale di Gela, come pure l imputato ABBATE Luigi. Cessati gli studi, non ebbe più rapporti con il D ALESSANDRO, pur avendo saputo che lo stesso era stato assunto presso lo stabilimento petrolchimico di Gela (allora ANIC, ora ENICHEM, del gruppo ENI s.p.a.). Non ha mai conosciuto invece il fratello D ALESSANDRO Calogero detto Angelo. Alle udienze del 19/11/1999 e del 14/12/1999, su domande di esame e di controesame, il teste DAMIANO Antonio, capitano del R.O.S. di 112

14 Caltanisetta, comandante della Sezione Anticrimine, ha deposto sul conto dei due fratelli D ALESSANDRO di Riesi, Salvatore e Calogero. Dalle sue dichiarazioni si desume che: nel 1978 D ALESSANDRO Salvatore detto Totò - ed altre persone di Riesi (come CAMMARATA Pino e RIGGIO Salvatore) - fu sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza perché indiziato di appartenenza ad associazione di tipo mafioso; nel 1993, in Milano, D ALESSANDRO Salvatore fu controllato insieme con LO IACONO Antonino (uomo d onore della famiglia di Vallelunga Pratameno 2 ) e con EMMANUELLO Davide, 3 in occasione della cattura di quest ultimo (uomo d onore della famiglia di Gela, condannato con sentenza della Corte d Assise d appello di Genova 03/02/1995, irrevocabile il 06/12/1995, alla pena dell ergastolo per l omicidio di STUPPIA Angelo, uomo d onore della famiglia di Riesi, commesso il 20/11/1990, in concorso con il capo provincia nisseno MADONIA Giuseppe); D ALESSANDRO Salvatore ed il fratello D ALESSANDO Calogero sono menzionati (come «i due D Alessandro») in una lettera del 1995 del latitante corleonese pluriomicida PROVENZANO Bernardo, avente per oggetto un contrasto tra CAMMARATA Pino detto Peppe, capo della famiglia di Riesi, e VACCARO Domenico detto Mimì, reggente provinciale di Cosa Nostra nissena; la lettera tratta di una riunione deputata a dirimere tale contrasto con l intervento mediatore dei latitanti di Cosa Nostra palermitana BAGARELLA Leoluca e BRUSCA Giovanni 4 (v. lettera del 1995 contrassegnata dal n. 11, come da elenco di cui al verbale di acquisizione del 10/05/1996 relativo al carteggio consegnato da ILARDO Luigi al colonnello RICCIO Michele, in atti); 113

15 D ALESSANDRO Salvatore prestava attività lavorativa in Gela, con mansioni di operaio, presso lo stabilimento petrolchimico ENICHEM (già ANIC) del Gruppo ENI s.p.a., come gli imputati LOMBARDO Giuseppe ed ALAIMO Giuseppe (circostanza valorizzata dai difensori al fine di prospettare una spiegazione delle relazioni interpersonali alternativa a quella di una comune partecipazione a Cosa Nostra); il 17/06/1996, in territorio di Riesi, D ALESSANDRO Salvatore fu ucciso; la polizia giudiziaria rinvenne due bigliettini scritti in possesso della vittima (c.d. pizzini, usuali in Cosa Nostra), aventi per oggetto un contrasto tra CAMMARATA Pino (capo della famiglia di Riesi) e D ALESSANDRO Salvatore, accusato di distrazione di denaro (circa Lit ) di pertinenza della famiglia di Riesi; circa un mese dopo sarà ucciso anche il fratello D ALESSANDRO Calogero; 5 in vita D ALESSANDRO Salvatore ebbe relazioni con ILARDO Luigi (ucciso il 10/05/1996, cugino del capo provincia nisseno MADONIA Giuseppe), con gli imputati BARBIERI Carmelo, ALAIMO Giuseppe ed ABBATE Luigi, nonché con il fratello di quest ultimo, ABBATE Antonino; tali relazioni sono comprovate dalle rubrichette telefoniche contenute nel portafoglio rinvenuto sul cadavere, le quali riportano nomi e numeri di telefono: «nell agendina trovata addosso al cadavere vi si rilevano tutti i numeri di telefono di BARBIERI, di ILARDO, di ALAIMO, di MADONIA, quindi di tutta la parte Madonia» 6, nonché di «ABBATE Luigi»; 7 risultano altresì: un contatto telefonico tra D ALESSANDRO Salvatore ed ABBATE Antonino, titolare in Gela del negozio Habram Computers, fratello di ABBATE Luigi, contatto rilevato dalla analisi dei tabulati telefonici (acquisiti dalla polizia giudiziaria nel corso delle indagini per 114

16 l omicidio di D ALESSANDRO Salvatore, non prodotti nel presente processo); la presenza del fratello D ALESSANDRO Calogero a bordo di una autovettura BMW dell imputato ABBATE Luigi, rilevata da un servizio di osservazione della polizia giudiziaria di Riesi (nella circostanza fu riconosciuto il solo D ALESSANDRO Calogero: «i carabinieri... vedono D ALESSANDRO Calogero a bordo di un BMW intestato ad ABBATE Luigi, però non viene riconosciuto ABBATE Luigi»). 115

17 ALLEGATO OGGETTO DELLE LETTERE DI PROVENZANO / ILARDO / VACCARO N. Lettera Data Da Per Oggetto Soggetti 1 07/1994 ILARDO PROVENZANO estorsione/protezione (questione del ferro - distrazione di denaro) contrasti con Riesi partita di denaro falso 2 07/1994 PROVENZANO ILARDO risposta alla lett. n. 1 - lavori alla Diga Garcia raccomandazione dell imprenditore gelese GRECO da parte di GNN VACCARO Domenico TUSA Francesco i Catanesi - S. V. fr.lli CAMMARATA TUSA Francesco GRECO Leonardo GRECO Nicolò MADONIA Giuseppe VINGIULLO VACCARO Domenico i Catanesi SANTORO Giovanna? - S. fr.lli CAMMARATA DI CARO Antonio 3 07/1994 ILARDO PROVENZANO risposta alla lettera n. 2 TUSA Francesco VACCARO Domenico i Catanesi gli Agrigentini fr.lli CAMMARATA /1994 PROVENZANO ILARDO risposta alla lettera n. 3 TUSA Francesco GRECO Leonardo GRECO Nicolò MADONIA Giuseppe VINCIULLO VACCARO Domenico i Catanesi fr.lli CAMMARATA DI CARO Antonio 5 09/1994 PROVENZANO ILARDO raccomandazione mafiosa di una amministrazione immobiliare e dell impresa AIELLO per lavori al Lago di Pergusa strada Bubudello e a Piazza Armerina strada bivio Catenanuova IPPOLITO - RAGONESE PATTI Antonio ditta AIELLO VACCARO Domenico 116

18 ALLEGATO OGGETTO DELLE LETTERE DI PROVENZANO / ILARDO / VACCARO N. Lettera Data Da Per Oggetto Soggetti 6 VACCARO Domenico ILARDO contrasti con gli Agrigentini e i Riesani DI CARO Antonio FRAGAPANE Salvatore PROVENZANO Bernardo (zio) CAMMARATA Giuseppe CASTELLO Simone EMMANUELLO (Furmiculuna) amici di Gela TUSA Francesco e fratelli 7 10/1994 PROVENZANO ILARDO raccomandazioni mafiose di due imprese: Coop. Il Progresso per lavoro a Piazza Armerina e CAVALLOTTI per due lavori gas, uno a Agira e uno a Centùripe VACCARO Domenico CAVALLOTTI coop. IL PROGRESSO VINGIULLO i Catanesi MOTTA DI STEFANO seguito alla lettera n /1995 PROVENZANO ILARDO disguido nella messa a posto di una impresa per lavori di metanizzazione (SNAM) in Serradifalco 9 03/1995 ILARDO PROVENZANO risposta alla lettera n. 8 contrasti con Riesi incontri chiarificatori e pacificatori solo prospettati con gli Agrigentini 10 04/1995 ILARDO PROVENZANO seguito alla lettera n. 9 incontri con DI CARO Antonio a San Cataldo e a Gela ALLEGRO Carmelo VACCARO Domenico CARLINO titolare dell impresa VACCARO Domenico ALLEGRO Carmelo BUTERA di Favara FRAGAPANE Salvatore CAMMARATA Giuseppe VACCARO Domenico ALLEGRO Carmelo CARLINO titolare dell impresa CAMMARATA Giuseppe - VACCARO Lorenzo - DI CARO Antonio 117

19 ALLEGATO OGGETTO DELLE LETTERE DI PROVENZANO / ILARDO / VACCARO N. Lettera Data Da Per Oggetto Soggetti 11 04/1995 PROVENZANO ILARDO cava di Riesi danni incontri con FRAGAPANE Salvatore e con le due palermitane raccomandazione mafiosa dell impresa di MESSINA Carmelo di Mussomeli per un lavoro a Mezzojuso seguito a lettera n. 4 sempre i stessi discorsi mirati a cambiare i posti adducendo delle lamentele di qualcuno 12 05/1995 PROVENZANO ILARDO impresa CAVALLOTTI rubato un martellone e due saldatrici in cantiere di cui alla lettera n. 7 da recuperare 13 11/1995 PROVENZANO ILARDO disguido nella gestione dei soldi per estorsione e protezione di impresa in Adrano intimazione di smettere di lavorare e di andarsene messa a posto di impresa ad Enna incontro con LA ROCCA Francesco per soldi di Pedara 14 12/1995 PROVENZANO ILARDO incontro raccomandato tra ILARDO - VACCARO Lorenzo - LA ROCCA Francesco raccomandazione mafiosa di impresa di Bagheria per lavori a Sigonella VACCARO Lorenzo CAMMARATA Giuseppe fr.lli D ALESSANDRO persone di Palermo interessate alla cava di Riesi - DI CARO Antonio - FRAGAPANE Salvatore VINCIULLO i Catanesi MOTTA DI STEFANO BAGARELLA Leoluca BRUSCA Giovanni MESSINA Carmelo di Mussomeli GRECO Nicolò CAVALLOTTI - VACCARO Lorenzo TUSA Francesco e i suoi fratelli - LA ROCCA Francesco - quelli di Adrano Pedara Enna VACCARO Lorenzo - LA ROCCA Francesco TUSA Francesco GALLEA Eugenio - NARDO 118

20 1 DAMIANO Antonio, ud. 19/11/1999, trascr. p Così, DAMIANO Antonio, ud. 19/11/1999, trascr. pp EMMANUELLO Davide, nato il 14/09/1964, è stato condannato dal Tribunale di Gela il 20/04/1996 con sentenza n. 46/96 e il 15/07/1996 con sentenza n. 77/96 rispettivamente alla pena di anni dodici di reclusione quale dirigente dell associazione armata di tipo mafioso capeggiata da MADONIA Giuseppe e alla pena di anni ventidue di reclusione e Lit di multa per avere fatto parte dell associazione armata di tipo mafioso denominata clan MADONIA (nel senso di Cosa Nostra nissena) e per aver commesso, in concorso con altri, l estorsione pluriaggravata in danno dell imprenditore MICELI Antonino. Con sentenza della Corte d Assise d Appello di Genova 03/02/1995, irrevocabile il 06/12/1995, pronunziata in riforma della sentenza della Corte d Assise di Genova 29/09/1992, è stato condannato alla pena dell ergastolo per l omicidio di STUPPIA Angelo, commesso il 20/11/1990, in concorso con il capo provincia nisseno MADONIA Giuseppe. Già latitante, è stato catturato nel DAMIANO Antonio, ud. 19/11/1999, trascr. pp , 21-24, DAMIANO Antonio, ud. 19/11/1999, trascr. pp. 34, DAMIANO Antonio, ud. 19/11/1999, trascr. pp. 35, DAMIANO Antonio, ud. 19/11/1999, trascr. p. 179, nonché DAMIANO Antonio, ud. 14/12/1999, controesame, trascr. p. 264: «... vedere l agendina di D ALESSANDRO con tutti i numeri telefonici dei familiari di Madonia, e di Barbieri, di Abbate, per noi era uno di quegli elementi esterni improvvisamente capitato per le mani che ci facevano ritenere vere le indicazioni che avevamo e ci spingevano ad effettuare l attività investigativa». 119

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