DONAZIONI - TESTAMENTO SUCCESSIONE EREDITARIA

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1 Centro Servizi corrispondente CAF Sede: BELLUNO, Via degli Agricoltori 13 Tel./Fax: DONAZIONI - TESTAMENTO SUCCESSIONE EREDITARIA

2 Sommario PREMESSA... 1 Parte prima... 1 Cap. 1 : LE DONAZIONI... 1 Parte seconda: Il Testamento... 2 Cap. 2 A COSA SERVE UN TESTAMENTO?... 2 Cap. 3 COS È UN TESTAMENTO... 3 Cap. 4 - COSA DISPONE LA LEGGE IN ASSENZA DI TESTAMENTO... 5 Cap. 5 - I LIMITI DI LEGGE: QUOTE DI RISERVA E QUOTE DISPONIBILI... 7 Cap. 6 - LE DIVERSE FORME DEL TESTAMENTO... 8 Cap. 7 - COME REDIGERE UN TESTAMENTO Cap. 8 - IL NORMALE CONTENUTO DEL TESTAMENTO Cap. 9 - IL CONTENUTO ATIPICO DEL TESTAMENTO Cap ESEMPI Parte terza La Successione ereditaria Cap COS È LA SUCCESSIONE EREDITARIA Cap LA PUBBLICAZIONE DEL TESTAMENTO Cap LA RINUNCIA ALL EREDITA Cap LA DETERMINAZIONE DELL ATTIVO EREDITARIO Cap LE IMPOSTE GRAVANTI SULLA SUCCESSIONE CONCLUSIONE

3 PREMESSA La materia è molto complessa, ed è impossibile trattarla in maniera esaustiva a causa dell infinita molteplicità dei casi concreti che potrebbero presentarsi; senza contare che la normativa è in continua evoluzione. Tratteremo quindi soltanto i concetti generali e le situazioni più semplici, il che dovrebbe bastare per la grande maggioranza dei casi. Per le situazioni più complesse e per patrimoni consistenti sarà invece buona norma consultarsi sempre con una notaio o con un avvocato. Ci auguriamo comunque che ogni lettore possa trovare in questo fascicoletto qualche utile indicazione per il suo specifico caso. Parte prima Cap. 1 : LE DONAZIONI Trattiamo le donazioni per prime perché si collocano nel tempo prima del testamento, e a volte mirano a sostituirlo o a renderlo superfluo. - a). La donazione di immobili. La donazione è un contratto (per atto notarile) con il quale una parte arricchisce un altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa una obbligazione. Come per tutte le cose di questo mondo, anche per le donazioni vi sono dei pro e dei contro. A favore: - mettere fin da subito il bene donato nella disponibilità del beneficiario; - distribuire fin da subito in maniera equa il proprio patrimonio tra i futuri eredi; - evitare di stendere un testamento. Ci possono essere anche altre motivazioni, ma sono di minore importanza: come p.es. i vantaggi fiscali, o la speranza di ottenere la gratitudine dei beneficiati (il che non sempre avviene). Contro: - la donazione può essere revocata se nascono altri figli; - il donante non è tenuto a dare garanzia per eventuali vizi della cosa donata; - dopo la morte del donante, le donazioni vengono riunite fittiziamente e computate nel calcolo dell asse ereditario ( collazione ): e se superano la quota di cui il donante poteva liberamente disporre (quota disponibile ) essendoci dei legittimari (coniuge, discendenti e ascendenti, ai quali spetta per legge una quota dell eredità - v. cap. 5), questi possono chiedere la retrocessione (integrale, o parziale, o il controvalore in denaro) di quanto donato (azione di riduzione ); e non si possono neppure applicare le norme sull usucapione; - le donazioni al coniuge e ai figli sono considerate delle anticipazioni sull eredità; - chi dovesse acquistare da un donatario il bene da esso ricevuto in donazione, se non sono decorsi 20 anni si espone anch esso all azione di riduzione; - il donante può stabilire che, se il beneficiario dovesse morire prima del donante, quanto donato gli venga retrocesso ( patto di riversibilità ). - b). - I valori mobiliari cointestati. Una prassi molto diffusa consiste nella donazione di denaro effettuata mediante la cointestazione di valori mobiliari (tipica la cointestazione di buoni postali fruttiferi con pari facoltà di prelievo), in base alla riflessione: Fin che sono in vita, me li posso sempre prelevare; quando non ci sarò più, se li preleverà l altro cointestatario. Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 1

4 Attenzione: se un cointestatario muore e l Istituto di Credito non sa che è deceduto, rimborserà i titoli; me se l Istituto di Credito viene a conoscenza dell avvenuto decesso, allora non potrà più rimborsare nulla, perché la quota di spettanza della persona deceduta cade in successione e va ripartita fra tutti gli eredi. L inghippo però è di semplice soluzione: basta inserire nel testamento una precisazione del tipo: Per quanto riguarda i titoli cointestati, lascio la mia quota all altro cointestatario. In conclusione: le donazioni sono da farsi oppure no? Beh, ognuno conosce la propria situazione meglio di chiunque altro. Comunque è sempre saggio riflettere a fondo, a prescindere da eventuali pressioni da parte di chi si aspetta la donazione, sui pro e sui contro dello spogliarsi anzitempo dei propri beni: perché così facendo ci si andrebbe a ridurre lo spazio di future libertà decisionali. Un giusto equilibrio è però sempre la cosa più saggia, perché il miglior investimento consiste sempre nel farsi voler bene da chi ci sta vicino: e questo non si ottiene né con donazioni né con lasciti ereditari, ma con la qualità della propria vita. Essere proprietario di beni e capitali, se poi un giorno ci si dovesse trovare a non poter più nemmeno badare a noi stessi e doverci rimettere nelle mani di persone che non ci voglio bene, ebbene, in tal caso il nostro patrimonio invece che di vantaggio potrebbe esserci di danno. N.B.: Non costituisce donazione quanto è stato dato come remunerazione per un servizio reso. N.B.: Le donazioni di modico valore non sono soggette a particolari limitazioni o formalità. N.B.: Per le donazioni a persone giuridiche è sempre meglio prendere accordi preventivi con gli Enti che si vogliono beneficiare, ad evitare loro futuri problemi per l accettazione del lascito. Parte seconda: Il Testamento Cap. 2 A COSA SERVE UN TESTAMENTO? Per prima cosa bisogna dire che gli eredi, se sono tutti d accordo, possono anche non utilizzare il testamento e presentare la dichiarazione di successione ereditaria come previsto dalla Legge. Se quindi il testatore sa che tra i propri futuri eredi regna l armonia, il testamento sarà inutile; oppure - per contro - sarà molto utile per suddividere concordemente il patrimonio mediante un testamento divisionale (v. cap. 8), nel quale cioè vengono assegnati i diversi beni a ciascun erede, il che eviterà anche i successivi costi dello scioglimento della comunione per atto notarile. Se c è armonia tra i futuri eredi, allora non vi è neppure da parte il testatore lo scrupolo di ledere la quota di legittima (v. cap. 5) qualora egli voglia lasciare qualcosa in più a qualcuno in riconoscimento di servigi resi, e di meno a qualcun altro perché minor impegno gli è stato chiesto a favore della famiglia. In tal caso infatti, anche se vi è lesione di legittima, gli eredi daranno comunque volontariamente esecuzione al testamento, senza impugnarlo. Quindi assumeremo come ipotesi di lavoro che nel redigere il proprio testamento il testatore sappia già che non vi sarà armonia tra i futuri eredi, ma che egli intenda comunque premiare qualcuno a preferenza di altri: perché se è pur vero che tutti i figli sono uguali di fronte alla legge, è altrettanto vero che non tutti i figli hanno gli stessi meriti di fronte al testatore. Se invece poi ci sarà l armonia, tanto di guadagnato per tutti. Se quindi il testatore, nel premiare qualcuno, dovesse utilizzare la sola quota disponibile (v. cap. 5), lo può fare liberamente. Se invece dovesse sconfinare da essa, allora il testamento potrà essere impugnato da quegli eredi che ritengono sia stata lesa la loro quota di legittima. Questo però è un discorso più che altro teorico, sia perché tale valutazione non sempre è facile da farsi, sì che si dovrebbe finire in Tribunale e rimettersi poi alla valutazione del Consulente Tecnico del Giudice, e non è detto che gli eredi si imbarchino in una tale avventura per patrimoni di piccola entità; ma soprattutto perché il patrimonio del testatore cambierà di sicuro il Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 2

5 suo valore dal giorno della stesura del testamento al momento di apertura della successione, perché sia il valore degli immobili sia l ammontare dei valori mobiliari è soggetto a variazioni in più o in meno, e in maniera più o meno differente, nel corso del tempo. E allora, come se ne esce? Ciò che si può dire è che è sempre opportuno che il testatore motivi le sue scelte, in modo che non appaiano arbitrarie. Perché se gli eredi dovessero andare davanti al Giudice, il meno meritevole dirà (giustamente) che i figli sono tutti uguali davanti alla legge, e il Giudice dovrà dargli ragione, perché il merito e il demerito sono cose estremamente difficili da dimostrare. Se però il testatore lo ha lasciato scritto, allora da un lato gli eredi saranno scoraggiati dall intraprendere litigi, dall altro il giudice avrà elementi oggettivi su cui fondare le sue eventuali decisioni. Però può non essere opportuno che queste cose, che possono a pieno titolo entrare nel testamento come sua parte atipica (v. cap. 9), vi siano effettivamente inserite, perché sono di carattere privato e personale, laddove il testamento è un documento destinato a diventare pubblico e quindi ad essere letto da estranei. Il suggerimento che si può dare è di accompagnare il testamento con una lettera ai futuri eredi, redatta e conservata con le stesse modalità di un testamento olografo (o di un testamento segreto, v. cap. 6), in cui il testatore spiega i motivi delle proprie decisioni. Attenzione: non fare nulla significa lasciare l amaro in bocca proprio all erede che più si è prodigato a favore del testatore, e che si attende una qualche forma di riconoscimento (a volte anche soltanto morale) per quanto ha fatto. Trascurare questo, significa recare offesa proprio alla persona verso la quale maggiormente si è debitori. Attenzione: Eventuali disposizioni riguardo ai propri funerali, al prelievo di organi, o simili, pur avendo carattere testamentario, devono essere date fuori dal testamento e poste subito nella conoscenza dei più prossimi congiunti, perché il testamento verrà aperto dopo molti giorni, quando ormai sarà troppo tardi per potervi dare esecuzione. Premesso tutto questo, torniamo alla domanda iniziale: a cosa serve un testamento? A nulla: - se presenta delle irregolarità tali che lo faranno dichiarare nullo; - se già quanto previsto dalla Legge soddisfa i desideri del testatore; - se gli eredi si mettono d accordo di non applicarlo. A far litigare gli eredi: - se le disposizioni sono di difficile interpretazione; - se i beni indicati non sono chiaramente individuabili; - se non vi è accordo con le disposizioni di legge. A sistemare qualche faccenda: se il testamento è effettivamente in grado di sistemare le cose tra gli eredi, anche premiando chi merita di più rispetto a chi merita di meno. Esamineremo quindi prima cos è un testamento, poi cosa dice la Legge in assenza di testamento e quali sono i limiti che la Legge pone al testatore: perché questo sarà il canale entro il quale dovrà comunque muoversi chi vuol redigere un documento valido e che non faccia litigare nessuno. Cap. 3 COS È UN TESTAMENTO Il testamento è un atto formale, autentico, personale, unilaterale, revocabile, con cui uno dispone dei propri averi (o di parte di essi) per quando avrà cessato di vivere; e può contenere anche informazioni o espressioni di volontà non strettamente patrimoniali (parte atipica ). Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 3

6 FORMALE o solenne: per la sua validità è richiesta non solo la forma scritta (non ha valore il testamento orale - detto nuncupativo - anche se fatto alla presenza di testimoni), ma deve anche essere redatto in una delle forme previste dal codice civile: e ciò per la più ampia garanzia sia della piena libertà di espressione della volontà del testatore, sia della serietà della manifestazione di tale volontà e della certezza della sua provenienza. AUTENTICO: cioè la cui veridicità non può essere messa in dubbio. Necessita quindi la forma non solo scritta, ma anche redatta in maniera che sia sempre possibile, in seguito, accertarne l autenticità. Quindi vanno bene il testamento olografo (scritto tutto di pugno dal testatore e non in stampatello, ma in corsivo corrente, in modo che sia poi possibile accertarne l autenticità con una perizia grafologica); il testamento per atto notarile (redatto da un notaio); il testamento segreto (che può essere scritto anche a macchina da una terza persona e poi solo firmato dal testatore, ma che il testatore in persona deve poi depositare da un notaio in busta sigillata, dichiarando al notaio, che ne redigerà apposito verbale, che tale busta contiene il suo testamento). In questo modo chiunque, anche se ha delle difficoltà (non udente, non vedente, o altro) ha la possibilità di testare. PERSONALE: deve essere espressione di volontà libera, priva di qualsiasi condizionamento. Se è stato redatto insieme ad altra persona, è nullo, perché la volontà del testatore potrebbe essere stata influenzata dalla persona presente. Quindi se è sottoscritto da testimoni, o anche dagli stessi futuri eredi, è nullo. È nullo anche il testamento congiuntivo, quando due o più persone, p.es. marito e moglie, nel medesimo testamento dispongono dei propri averi a favore di terzi oppure reciprocamente a favore uno dell altro: in tal caso necessitano sempre due testamenti separati. Se il testamento è stato redatto in condizioni non-ordinarie o drammatiche (in preda ad alcool o droga; nave che sta per naufragare; ecc.), bisogna rifarlo dopo cessate tali condizioni (potrebbe venire impugnato accampando la non-serenità d animo del testatore). UNILATERALE: basta la sola volontà del testatore per farlo, modificarlo, annullarlo. Se vi sono delle aggiunte da parte di altre persone posteriormente alla sua redazione, non lo invalidano: ma sarà difficile dare la prova di quando sono state fatte le aggiunte. È quindi necessario garantirsi che non venga reso nullo con l aggiunta di qualche postilla, e adottare opportuni accorgimenti (darlo a un notaio, o, più semplicemente, nelle mani dell eventuale erede che viene favorito, il quale starà ben attento a non perderlo e a non manipolarlo con il rischio di annullamento!). REVOCABILE: qualsiasi testamento, in qualsiasi forma redatto, può essere revocato (chiaramente, solo dal testatore) con qualsiasi altra forma (per es. un testamento notarile può essere revocato semplicemente con un olografo). Ne consegue la nullità di qualsiasi patto successorio : nessuno può p.es. vendere (neppure stipulare un preliminare ) un bene che erediterà da un futura successione, perché potrebbe anche non ereditare nulla! Tali atti, se stipulati, sarebbero nulli fin dall origine. Le uniche eccezioni alla revocabilità sono costituite da taluni casi espressamente previsti dalla legge: per es. il riconoscimento del figlio naturale sopravvive a qualsiasi revoca, o la confessione di un debito, che potrà sempre essere liberamente valutata da1 giudice. N.B.: C è anche una revoca di diritto nel caso in cui il testatore abbia fatto testamento senza avere figli, e poi gli sia nato un figlio. In tal caso il testamento è revocato di diritto perché si ritiene che, se il testatore avesse avuto un figlio quando ha redatto il testamento, la sua volontà sarebbe stata probabilmente indirizzata in modo diverso. NB: La legge 55/06 ha reso possibile trasferire l azienda ad alcuni dei propri discendenti ( Patto di famiglia : per tale evenienza bisogna però consultarsi con un notaio). Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 4

7 Dispone DEI PROPRI AVERI: naturalmente alla data della morte, non alla data del testamento. E quindi valida la disposizione riguardo a possibili acquisizioni future, naturalmente se si verificano. P.es.: Lascio a mio figlio Giovanni quello che erediterò da mio zio Alberto : sì, ma solo se lo zio Alberto morirà prima e se avrà lasciato qualcosa al testatore! Come resta parimenti intatta la facoltà del testatore di fare quello che crede del suo patrimonio, anche dilapidarlo interamente e lasciare ai suoi eredi soltanto debiti! Va da sé che se nel testamento vengono citati beni di terzi le disposizioni non saranno valide riguardo a quei beni. Ma può il testatore dichiarare di aver usucapito qualcosa? Sì, ed è opportuno. Ma gli eredi dovranno poi confermare, con un atto di notorietà sottoscritto da due testimoni davanti al giudice di pace, di essere a conoscenza dell avvenuta usucapione da parte del testatore. Per ultimo, un cenno sulla capacità giuridica di qualcuno di fare testamento (cioè che la legge riconosca validità al suo testamento). Le cause di incapacità devono essere considerate con riferimento alla data in cui il testamento è stato redatto, e non a quella della morte del testatore: se cioè il testatore era capace al momento del testamento, questo rimane valido anche se egli è divenuto incapace in seguito; e viceversa se il testatore era incapace (per es. perché minorenne) quando ha stilato il testamento, questo non potrà divenire valido solo perché il testatore in seguito sia divenuto capace. In questa seconda ipotesi è necessario redigere un nuovo testamento dopo aver acquisito la capacità di testare. Sono quindi incapaci i minorenni, gli interdetti per infermità di mente, e anche coloro che si provi essere stati, per qualsiasi causa anche transitoria, incapaci d intendere e di volere nel momento in cui fecero testamento (per es. chi lo ha redatto in stato di ubriachezza: naturalmente, chi intende impugnare un testamento per quest ultimo tipo di cause dovrà dare una rigorosa prova di ciò, e l accertamento deve essere obbiettivo. A nulla valgono quindi le frasi di stile, come p.es. «Io sottoscritto, nelle mie piene facoltà fisiche e mentali, dispongo...», che sono del tutto inutili). Cap. 4 - COSA DISPONE LA LEGGE IN ASSENZA DI TESTAMENTO La legge chiama a subentrare, a succedere, nella proprietà dei beni del defunto (o de cuius, dal latino de cuius ereditate agitur, cioè la persona della quale si sta trattando l eredità) alcune ben determinate persone secondo il loro grado di parentela o di affinità con il de cuius. La parentela è il rapporto che lega tra di loro i discendenti da uno stesso capostipite: in linea retta se discendono l uno dall altro (padre-figlio) e in linea collaterale se hanno il (capo)stipite in comune, ma non discendono l uno dall altro (per es. i fratelli). Il grado di parentela corrisponde alle generazioni intercorrenti tra loro: da padre a figlio: una generazione, parenti di 1 grado. Da nonno a nipote ( abiatico ): 2 generazioni, parenti di 2 grado. Se in linea collaterale, bisogna risalire in linea retta fino al capostipite e poi ridiscendere all altra persona: in pratica si possono contare le persone escludendo il capostipite comune, il che corrisponde al numero delle generazioni, dei gradini, che compongono la scala della parentela. Quindi i fratelli sono tra di loro parenti in linea collaterale di 2 grado; zio e nipote di 3 grado; i primi cugini (cioè figli di fratelli) parenti collaterali di 4 grado. I figli dei primi cugini sono tra loro parenti collaterali di 6 grado, che è l ultimo grado di parentela considerato dalla legge: cioè ai figli dei parenti (collaterali) di 6 grado del de cuius la legge non riconosce alcun diritto sulla sua eredità. Se il defunto non lascia alcun parente entro il 6 grado e non ha fatto testamento, subentra lo Stato: il quale accetta necessariamente l eredità, ma se ci sono dei debiti li paga solo fino alla concorrenza dell attivo ereditario, cioè finché ci sono soldi, e poi basta. Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 5

8 Collaterali di 2 grado Collaterali di 4^ grado Collaterali di 6^ grado Capostipite Figlio Figlio Nipote Nipote Pronipote Pronipote L affinità è il legame tra un coniuge e i parenti dell altro coniuge (non tra i parenti dei coniugi tra loro, cioè gli affini tra loro non sono affini), e si calcola come la parentela: il coniuge è affine dei parenti dell altro coniuge nella stessa linea e nello stesso grado in cui il coniuge è parente. Per es. il marito è affine di secondo grado (collaterale) dei fratelli della moglie. La legge non chiama gli affini a succedere al de cuius: cioè, se muore una persona vedova, i parenti del coniuge premorto non hanno alcun diritto sulla sua successione. N.B.: I coniugi, legati tra loro da rapporto di coniugio, non sono tra loro né parenti né affini. In assenza di testamento l eredità spetta al coniuge, ai figli, agli ascendenti (genitori, nonni, bisnonni) e ai fratelli (o loro discendenti); in loro assenza subentrano gli altri parenti fino al 6 grado: il tutto come di seguito riepilogato. - a). - Coniuge vivente: al quale spetta, in tutti i casi, il diritto di abitazione ex art. 540, 2 comma, del codice civile. Al riguardo occorre precisare che: - a) il diritto permane anche in caso di seconde nozze: ma è un diritto personale e quindi non si estende anche a favore del nuovo coniuge né dei figli nati dal secondo matrimonio; - b) si riferisce alla sola casa abitata dai coniugi come prima casa, e non si estende ad eventuali case di villeggiatura, o altro; - c) è un diritto personale (non un diritto reale), per cui non può essere gravato da nulla (mutui, ipoteche, ecc.); - d) può anche essere trascritto, e quindi è anche opponibile a terzi. Attenzione: I diritti di abitazione e d uso a favore del coniuge superstite costituiscono un legato ex lege a favore del coniuge: e quindi, in caso di successione senza testamento, si aggiungono alla sua quota di riserva, andando a gravare sulla quota disponibile. Coniuge separato: la separazione personale tra i coniugi può essere o di fatto o legale, e quest ultima consensuale (omologata dal Tribunale) o giudiziale (cioè decisa con sentenza che la può dichiarare addebitabile all uno o all altro, ovvero ad entrambi) - (questa forma di separazione sostituisce, ma con significato parzialmente diverso, quella per colpa). Nei casi di separazione di fatto e di separazione consensuale il coniuge superstite conserva tutti i diritti che gli sarebbero spettati se non vi fosse stata la separazione; gli stessi diritti spettano al coniuge a cui, in caso di separazione giudiziale, non è stata addebitata la separazione stessa. Il coniuge al quale è stata addebitata la separazione (anche se sia stata addebitata ad entrambi) al momento della morte perde ogni diritto successorio: ma se alla morte del coniuge già godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto, gli spetta un assegno vitalizio di entità non superiore agli alimenti di cui godeva in quel momento. Coniuge divorziato: i diritti successori del coniuge superstite presuppongono l esistenza di un valido matrimonio: per cui, siccome il divorzio fa cessare gli effetti civili del matrimonio, cessa anche ogni diritto sull eredità del de cuius. Ma la legge attribuisce al coniuge divorziato che versa in stato di bisogno, se già godeva di un assegno periodico, il diritto a mantenerlo a carico dell eredità fin che dura lo stato di bisogno (a meno che in sede di divorzio non fosse stato tutto liquidato in unica soluzione). N.B.: Il coniuge divorziato che godesse dell assegno divorziale ha però diritto alla pensione di riversibilità. Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 6

9 Quindi, in assenza di testamento, la legge vuole che l eredità vada così ripartita: - Solo il coniuge, in assenza di figli o fratelli e loro discendenti, e di ascendenti: tutta l eredità. - Coniuge (anche separato senza addebito) e un figlio (legittimo, naturale riconosciuto, adottivo o legittimato; al figlio premorto con figli, questi subentrano nella sua quota): metà per ciascuno. - Coniuge e più figli (come sopra): al coniuge 1/3, i restanti 2/3 suddivisi tra i figli in parti uguali. - Coniuge e fratelli: al coniuge 2/3, il restante 1/3 suddiviso tra gli altri in parti uguali. N.B.: Ai fratelli germani (figli degli stessi genitori) spetta il doppio degli unilaterali (cioè che hanno in comune con il defunto solo il padre o solo la madre). - Coniuge e ascendenti (genitori, nonni, bisnonni...): al coniuge 2/3, il restante 1/3 agli ascendenti (se sono più di uno, la loro quota si divide per metà alla linea paterna e per metà alla materna; ma se non sono di eguale grado la quota va interamente a favore dell ascendente di grado più prossimo, senza distinzione di linea). - Coniuge + fratelli + ascendenti: al coniuge 2/3 (= 8/12); agli ascendenti 1/4 (= 3/12, quota minima, suddivisione come sopra); ai fratelli il restante 1/12 in parti uguali. N.B.: la presenza di figli esclude tutti gli altri parenti, ma non il coniuge. - b). - Coniuge premorto: in assenza di testamento l eredità va così ripartita: - Solo figli (come sopra): intera eredità suddivisa in parti uguali. - Solo fratelli: intera eredità in parti uguali. - Solo ascendenti: intera eredità suddivisa come sopra. - Fratelli e ascendenti: 1/2 ai fratelli in parti uguali; 1/2 agli ascendenti (suddivisione come sopra). - In assenza di coniuge, figli, fratelli e ascendenti: subentrano gli altri parenti fino al 6 grado. - Se non c è nessun parente entro il 6 grado: subentra lo Stato. Attenzione: Nulla dice la legge riguardo alle coppie di fatto: pertanto ai fini successori il convivente è considerato un estraneo. Per cautelarsi è opportuno quindi che i conviventi stendano apposite disposizioni testamentarie, e prendano in considerazione anche la possibilità di tutelare il convivente con la stipula di apposite polizze vita caso morte e/o caso vita. Cap. 5 - I LIMITI DI LEGGE: QUOTE DI RISERVA E QUOTE DISPONIBILI Già nel diritto romano la legge vietava di disporre di una parte del patrimonio familiare, e ne designava essa stessa i destinatari; e anche il diritto germanico limitava la facoltà di disporre, considerando che ci fosse una certa comproprietà familiare dei beni del testatore. Più recentemente, viene considerata come obbligazione naturale trasmettere una parte dei propri beni ai più prossimi congiunti nell interesse superiore della famiglia, e si considera anche che vi sia un interesse individuale di questi, basato sul vincolo di coniugio o di parentela. Per tali motivi la legge vincola al coniuge e/o a certi parenti una parte del patrimonio, rendendo nulle eventuali volontà testamentarie contrarie (e il vincolo comprende anche le donazioni). In presenza del coniuge, o di tali parenti, il testatore quindi può fare quello che vuole solo di una parte del suo patrimonio, che è detta la quota disponibile. Invece la parte che la legge riserva ad alcune persone (coniuge, discendenti e ascendenti, detti legittimari) è detta quota di riserva (o successione necessaria) comunemente detta legittima: termine quanto mai equivoco perché la successione non regolata da testamento è detta appunto successione legittima. Riassumiamo di seguito le quote di riserva vincolate ai più stretti congiunti. Attenzione: l applicazione della quota di riserva non è automatica, ma se e solo se l erede che si ritiene leso chiede di essere reintegrato nella sua parte. Cioè se un testatore scrive Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 7

10 p.es.: Lascio tutto ai miei figli tralasciando la moglie, il testamento è valido, e se la moglie non si oppone i beni saranno trasferiti tutti ai figli. Attenzione: Le persone alle quali la legge riserva una parte del patrimonio, finché il testatore è in vita, sono titolari di una semplice aspettativa, e non hanno quindi alcun diritto di pretendere alcunché né di vietare al proprietario dei beni di disporne come meglio crede: sarà soltanto al momento della sua morte che l aspettativa si tramuterà in un vero e proprio diritto, con facoltà di esercizio delle varie opzioni previste dalla legge, che verranno esaminate più avanti. - a). - Quote di riserva in presenza del coniuge: - Solo il coniuge: riserva: ½ - disponibile: ½ - Coniuge e un figlio (legittimo, legittimato, adottivo, naturale riconosciuto, o loro discendenti): - riserva del coniuge: 1/3 (più diritto abitazione, come visto sopra) - riserva del figlio: 1/3 - disponibile: l/3 - Coniuge e più figli (come sopra): - riserva del coniuge: 1/4 (più diritto abitazione, come sopra) - riserva dei figli: 1/2 (in parti eguali, senza distinguere tra figli legittimi e naturali) - disponibile: l/4 - Coniuge e ascendenti legittimi: - quota di riserva del coniuge: 1/2 (più diritto abitazione, come sopra) - quota di riserva degli ascendenti: 1/4 (suddivisione come visto sopra) - quota disponibile: l/4 N.B.: la riserva non spetta mai agli ascendenti se il de cuius ha lasciato figli o loro discendenti. - b). - Quote di riserva in assenza del coniuge: - Un solo figlio (legittimo, legittimato, adottivo, naturale riconosciuto, o suoi discendenti): quota di riserva: 1/2 - quota disponibile: 1/2 - Due o più figli (come sopra): riserva: 2/3 (in parti eguali) - disponibile: 1/3. - Ascendenti: riserva: 1/3 - disponibile: 2/3 (suddivisione come sopra). - In mancanza di coniuge, discendenti e ascendenti: tutta l eredità è disponibile. Attenzione: Figli naturali non riconoscibili: se dovesse presentarsi il caso, è meglio sentire un avvocato perché hanno comunque diritto a un assegno vitalizio a carico dell eredità. Cap. 6 - LE DIVERSE FORME DEL TESTAMENTO Tralasciando i testamenti speciali (redatti in situazioni eccezionali, per es. epidemie, calamità pubbliche, infortuni, a bordo di nave o di aeromobile in pericolo, militari al fronte, ecc., cioè tutte situazioni che hanno permanenza limitata nel tempo, cessate le quali il testamento ha validità di 3 mesi, dopo di che decade), il codice civile prevede due possibili forme del testamento: - 1) testamento olografo; - 2) testamento per atto di notaio: a) - testamento pubblico; b) - testamento segreto. Il testamento olografo è la forma più semplice e meno onerosa di testamento: - a). può essere scritto su qualsiasi pezzo di carta, anche se recante diciture a stampa non attinenti il testamento (per es. carta intestata, moduli, ecc.); - b). deve essere (come dice la parola olografo) tutto manoscritto di pugno dal testatore, non dattiloscritto, né stampato, né manoscritto da altri, neppure parzialmente; può essere steso in qualsiasi lingua, viva o morta, italiana o straniera, indipendentemente dalla nazionalità del Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 8

11 testatore; poiché l autografia è richiesta per poter desumerne l autenticità mediante perizia grafologica, è esclusa la validità di un olografo manoscritto a stampatello oppure in Braille; - c). deve essere datato, con l indicazione del giorno, mese e anno (o con altra datazione equivalente purché indichi un giorno preciso, ad esempio: «Natale 1999»), di mano del testatore; deve essere firmato alla fine delle disposizioni, con il nome e cognome per esteso in modo da consentire l esatta individuazione del testatore; è tuttavia valida la sottoscrizione che non contenga nome e cognome per esteso, purché designi con certezza il testatore (p.es. se è redatto in forma di lettera indirizzata ai figli e sottoscritto «vostro padre»; o a un amico e firmata «tuo Guido»). E indifferente se la data è posta all inizio, a metà o alla fine del testamento (ma preferibilmente prima della sottoscrizione: un testamento potrebbe anche iniziare con una data e finire con un altra, se è stato iniziato in un giorno e finito in un altro). La sottoscrizione deve risultare necessariamente alla fine delle disposizioni testamentarie, in quanto serve a confermarle; ogni disposizione dopo la firma (cosiddetto codicillo ) dovrà avere la sua data ed essere seguita da una nuova sottoscrizione, altrimenti non è valida. Se il testamento è composto di più fogli è opportuno che il testatore, ad evitare contestazioni, apponga la firma anche a margine o in calce di ogni foglio. Una volta redatto un testamento olografo, come è opportuno conservarlo? Potrebbe essere consegnato al beneficiario che viene favorito nel testamento, perché egli starà ben attento a non smarrirlo ed a fargli dare puntuale esecuzione. Oppure potrà essere depositato presso un notaio (o in forma ufficiale con apposito verbale, o in via informale e fiduciaria), ma è sempre meglio farne fotocopia e consegnarla al beneficiario interessato, perché chi non è interessato può dimenticarsi di dargli esecuzione. N.B.: Il testamento olografo depositato dal notaio, poiché può essere revocato dal testatore, può da lui (e soltanto da lui) anche essere ritirato quando vuole. Quindi, una volta deceduto il testatore nessuno può più ritirare dal notaio il testamento olografo presso di lui depositato; per contro, chiunque sia in possesso di un testamento olografo di una persona defunta ha il preciso obbligo di presentarlo ad un notaio per la pubblicazione, non appena abbia notizia della morte: se non adempie a tale obbligo qualunque interessato può chiedere al Giudice la fissazione di un termine per tale presentazione. N.B.: E da evitare la custodia in cassetta di sicurezza, per gli inconvenienti che ci saranno al momento dell apertura (v. cap. 14). Il testamento pubblico: è un atto notarile che acquisterà efficacia alla morte del testatore; viene ricevuto dal notaio alla presenza di due testimoni, che però sono tenuti alla segretezza; offre la garanzia dell autenticità, del rigoroso accertamento della volontà del testatore, della conservazione, nonché della sua correttezza legale e formale. Inoltre consente anche a chi non è in condizioni di redigere un testamento olografo di poter testare, a condizione che sia in grado di dichiarare al notaio la sua volontà. Può essere redatto anche a domicilio del testatore, o in ospedale. È chiaro che costa. In questa forma di testamento: - a). il testatore dichiara al notaio, alla presenza dei testimoni, la sua volontà: non è quindi sufficiente una risposta a monosillabi o a gesti alle domande rivoltegli dal notaio, che lo può (e lo deve) interrogare (sia per accertarsi personalmente delle sua capacità di intendere e di volere, sia per chiarirne il pensiero). Se il testatore è straniero e il notaio e i testimoni non ne conoscono la lingua, è necessario l intervento di un interprete scelto dal testatore. Il muto o il sordomuto possono fare testamento pubblico, dichiarando la propria volontà al notaio a mezzo di un interprete nominato dal Pretore. Quanto al non-vedente, che non ha difficoltà nel dichiarare ma nel sottoscrivere, il caso è previsto e risolto con le modalità previste dalla legge notarile; - b). la dichiarazione di volontà del testatore viene trascritta dal notaio: in modo non assolutamente letterale, ma con forma giuridica e veste organica, e in modo che non possa dar luogo a dubbi o equivoci; - c). il notaio deve quindi dare lettura del testamento al testatore, in presenza dei testimoni; - d). di ciascuna delle formalità sopra indicate deve farsi menzione nel testamento; Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 9

12 - e). devono essere indicati luogo e data di ricezione del testamento e ora della sottoscrizione; - f). il testamento deve poi essere sottoscritto da tutti: dal testatore, dai testimoni, dall interprete se è intervenuto, e dal notaio; se il testatore non può sottoscrivere deve dichiararne la causa e il notaio deve verbalizzarlo: e così il testamento è valido anche senza la firma del testatore. Il testamento segreto: costituisce una forma intermedia tra l olografo e il pubblico, avendo, rispetto al primo, il vantaggio della sicurezza della custodia da parte del notaio e, rispetto al secondo, quello dell assoluta segretezza. Queste caratteristiche, unite alla certezza della data, hanno fatto sì che talvolta questa forma testamentaria sia stata usata per il deposito presso l inconscio notaio, in forma segreta, di documenti che nulla avevano a fare con un testamento: ma che avrebbero potuto costituire prove in eventuali future controversie giudiziarie. Tale testamento può essere redatto sia a mano dal testatore, sia anche da altra persona e anche con mezzi meccanici, purché sottoscritto dal testatore; poi il testatore in persona lo consegna in busta chiusa al notaio che, alla presenza di due testimoni, sigilla l involucro e redige un verbale in cui il testatore dichiara che quella busta contiene il suo testamento, ed eventualmente le ragioni che gli hanno impedito di redigere un testamento olografo e/o di sottoscriverlo. Anche il testamento segreto può in qualunque momento essere ritirato dal testatore, e da lui soltanto; del ritiro viene redatto apposito verbale. N.B.: Le forme di testamento illustrate sono vincolanti per il cittadino italiano che lo rediga in Italia; ma un testamento redatto da un italiano all estero in una delle forme consentite dalla legislazione dello Stato in cui si trova, è pienamente valido ( testamento internazionale ); come è valido il testamento redatto in Italia dallo straniero in una delle forme prescritte dalla legge dello Stato di cui egli è cittadino. - In questi casi però è sempre meglio avvalersi della consulenza di un notaio, al quale comunque bisogna rivolgersi per il deposito. Cap. 7 - COME REDIGERE UN TESTAMENTO Ma prima di andare avanti, riepiloghiamo alcune osservazioni: 1). - La riserva è quantitativa e non qualitativa: cioè deve essere calcolata sul valore complessivo del patrimonio e non sulle singole categorie di beni che lo compongono (immobili, valori mobiliari, ecc.), per cui il testatore può lasciare ad un legittimario per la sua quota di riserva solo immobili, oppure valori mobiliari, o altro, o un mix a suo piacimento. 2). Nel testamento la quota di riserva può essere lesa anche volontariamente: spetterà al riservatario (o legittimario) che si ritiene leso chiedere (se lo ritiene) di essere reintegrato mediante l azione giudiziaria di riduzione: si procede prima a ridurre le disposizioni testamentarie che ledono la riserva e poi, esaurite queste, le donazioni cominciando dall ultima in ordine di tempo. 3). Se il testamento non comprende l intero patrimonio, la parte non compresa è devoluta alle persone indicate dalla legge come per i casi di mancanza del testamento. Distinguiamo a questo punto tra eredi e legatari: erede è chi subentra (in tutto o in percentuale) nel patrimonio del de cuius nel suo insieme, cioè proprietà, diritti, crediti e debiti; legatario è chi subentra nella proprietà solo di determinati beni del de cuius, beni che gli eredi devono togliere dal patrimonio e consegnare al (o ai) legatario/i prima di entrare in possesso dell eredità. La disposizione che nomina uno erede si dice disposizione a titolo universale ; per es.: Nomino erede universale mio fratello Asdrubale. Belluno, 5 luglio Annibale Barca mentre la disposizione che attribuisce a taluno alcuni specifici beni, attribuendogli quindi la qualità di legatario, si dice disposizione a titolo particolare ; p.es.: Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 10

13 Lego all Istituto Suore di Carità di Roma la somma di 5.000,00 Euro. Belluno, 5 luglio Annibale Barca e la somma dovrà essere versata dagli eredi a detto Istituto prima di entrare in possesso dell eredità. N.B.: E se non ci fosse nessun erede? No, un erede c è sempre: se mancano gli eredi necessari (coniuge, discendenti e ascendenti), la legge chiama a succedere gli altri parenti fino al 6 grado e, in mancanza anche di questi, subentra lo Stato. E se il testatore, in assenza di eredi riservatari, avesse esaurito tutto il suo patrimonio con una serie di legati? E una pia illusione, perché voci pretermesse ne saltano sempre fuori: la quota di 13ª mensilità sulla pensione, il conguaglio IRPEF sulla dichiarazione dei redditi post mortem, l estinzione del conto corrente bancario, ecc., perché prevedere tutto è impossibile. Ma se alla fine dovessero restare solo dei debiti? Beh, in tal caso gli eredi non litigheranno certo tra di loro, saranno tutti d accordo nel... rinunciare all eredità! (le modalità sono illustrate più avanti), fino al subentro dello Stato, che però. i debiti oltre il valore del patrimonio non li paga! La diseredazione: cioè l esclusione di qualcuno degli aventi diritto dalla quota di riserva (coniuge, discendenti e ascendenti), non è contemplata nel nostro Codice. Per cui sarebbe nullo un testamento per esempio così concepito: Nulla lascio a quella p oco di buono di mia moglie. Data: Firma:... Se invece non esistono legittimari (né coniuge, né discendenti, né ascendenti), allora si può escludere qualcuno, e la sua quota andrà agli altri parenti individuati dalla legge come visto sopra. Per esempio, nel caso di un testamento così concepito: Voglio che nulla del mio patrimonio vada a mio fratello Asdrubale. Belluno, 10 novembre Annibale Barca la quota spettante al fratello Asdrubale andrà agli altri parenti secondo il grado di parentela. N.B.: L espressione di volontà negativa può essere fonte di litigio tra gli eredi, specie se dovesse nascere contrasto tra i diritti e il dovere morale del rispetto della volontà del defunto. Se il testatore vuole evitarli, che esprima sempre e soltanto una volontà positiva. In presenza di più testamenti vale quello redatto per ultimo, ma solo se i due testamenti collidono tra di loro. Per esempio, dei due seguenti testamenti (in assenza di legittimari): Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 11

14 Nomino erede universale mio fratello Asdrubale. Belluno, 5 luglio Annibale Barca Nomino erede universale mia sorella Cleopatra. Belluno, 10 novembre Annibale Barca sarà valido il secondo perché posteriore, e tutto andrà alla sorella Cleopatra. Ma due o più testamenti possono anche non collidere tra di loro, per esempio: Nomino erede universale mio fratello Asdrubale. Belluno, 5 luglio Annibale Barca Lego a mia sorella Cleopatra la casèra sul Col Melon. Belluno, 10 novembre Annibale Barca Entrambi i testamenti sono validi, e la successione ereditaria sarà compilata nel rispetto di entrambi (Asdrubale consegnerà la casèra a Cleopatra prima di entrare in possesso del resto dell eredità). N.B.: Questo è un altro modo per far litigare gli eredi. Per tale ragione è opportuno premettere sempre a ogni testamento la dicitura: Revoco ogni mia precedente disposizione testamentaria, e poi riassumere le proprie volontà in un unico documento. È preferibile usare la dizione volontà testamentaria invece che testamento perché una volontà testamentaria potrebbe venire espressa anche per es. con una lettera, invece che con un formale testamento. Per es.: Caro Asdrubale, sono qui ormai da molto tempo, e non so se tornerò più in Italia. Se non dovessi più tornare, dato che non ho nessuno, voglio che tutto il mio patrimonio venga a te, per l amicizia che abbiamo sempre avuto. Honolulu, 15 agosto Annibale Barca e Asdrubale potrà utilizzare la lettera come un testamento a tutti gli effetti. Attenzione: la quota di riserva non può essere gravata da pesi o condizioni, ma deve essere assolutamente libera, e così anche i legati. Per es. nel testamento visto sopra: Lego a mia sorella Cleopatra la casèra sul Col Melon. Belluno, 10 novembre Annibale Barca Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 12

15 se la casèra è ipotecata e gravata da un mutuo, Cleopatra si prenderà la casèra e l erede Asdrubale pagherà il mutuo, perché è su di lui, in quanto erede, che gravano sia i crediti che i debiti! (Oppure il testatore avrebbe dovuto dire che Cleopatra, se vuole la casèra, deve anche pagarsi il mutuo!) Il testatore può disporre di un legato a favore di un legittimario, dichiarando espressamente se è un prelegato, cioè in aggiunta alla quota di riserva, oppure se è in sostituzione della quota di riserva. Nel primo caso bisognerà verificare se vengono lesi i diritti di qualche altro riservatario, e nel secondo il legittimario ha facoltà di prendersi il legato (se di valore superiore alla legittima) oppure (se lo ritiene di valore inferiore) può rinunciarvi e chiedere la legittima. Per esempio: Nomino eredi universali i miei figli Asdrubale e Cleopatra. Prelego a mia figlia Cleopatra la casèra sul Col Melon. Belluno, 10 novembre Annibale Barca e in questo caso Cleopatra viene favorita rispetto ad Asdrubale. Nomino eredi universali i miei figli Asdrubale e Cleopatra. A mia figlia Cleopatra, al posto della sua quota di riserva, lego la casèra sul Col Melon. Belluno, 10 novembre Annibale Barca e Cleopatra dovrà valutare se prendersi la casèra, oppure rinunciarvi e chiedere la legittima; a meno che il testatore non vi abbia già pensato: Nomino eredi universali i miei figli Asdrubale e Cleopatra. A mia figlia Cleopatra, al posto della sua quota di riserva, lego la casèra sul Col Melon. Tuttavia, se il suo valore fosse inferiore alla quota di riserva, autorizzo la legataria a chiedere il supplemento. Belluno, 10 novembre 2007 Annibale Barca Però queste sono complicazioni che tendono ad avviare gli eredi sulla strada del litigio. Caso particolare è una disposizione testamentaria avente per oggetto la tomba di famiglia. Ma poiché questa si trova (normalmente) in un cimitero comunale, non abbiamo più a che fare con una proprietà, ma semmai con un diritto, per cui ogni disposizione testamentaria deve fare i conti con i regolamenti comunali. E quindi inutile trattare l argomento in questa sede. Due altri casi particolari, infine, riguardano i contratti di affitto, per i quali la legge prevede: - per le abitazioni, che subentri il coniuge o parente o affine o erede del defunto, purché già con lui convivente; - per i locali ad uso diverso da abitazione, il diritto al subentro spetta a chi ha diritto di continuare l attività del de cuius, e quindi anche al legatario o al socio in affari. Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 13

16 Invece per le polizze assicurative ramo danni (furto, incendio, ecc.) gli eredi devono comunicare alla Compagnia Assicuratrice se intendono o meno subentrare nel contratto. Se non intendono subentrare, la polizza viene estinta immediatamente. Può succedere al de cuius chiunque sia nato o concepito al momento della morte del de cuius (e si presume tale chi poi nasce non oltre i 300 giorni dalla sua morte); ma per testamento possono succedere anche i non ancora concepiti, purché nascano da una persona vivente al momento della morte del testatore, e da questi indicata. Non può succedere invece chi la Legge riconosca indegno a succedere: come per es. chi abbia soppresso, celato o alterato il testamento, o formato un testamento falso, o ne abbia fatto (o ne voglia fare) uso conoscendone la falsità (non rientra in questo caso l ipotesi in cui tutti gli eredi si mettano d accordo di non pubblicare il testamento e di regolare la successione come per legge). Per poter succedere ad una persona è necessario esserle sopravvissuto almeno un istante. Se non si sa quale di due o più persone sia deceduta prima (perché, per es., tutte decedute in un medesimo incidente) si considerano tutte morte nel medesimo istante ( commorienza ), e quindi nessuna di esse può ereditare dall altra. Quando le persone designate dalla legge o dal testamento non possono o non vogliono accettare l eredità (per premorienza o commorienza - cioè perché decedute prima o contemporaneamente -, per rinuncia, per indegnità o per qualsiasi altra causa), ad esse subentrano o i loro discendenti in linea retta o, in linea collaterale, i discendenti dei fratelli e sorelle del de cuius (la cosiddetta rappresentazione): a meno che il testatore non abbia previsto la cosiddetta sostituzione. Per es.: Nomino erede universale mio fratello Asdrubale; se egli non potrà o non vorrà accettare l eredità, nomino erede universale mia sorella Cleopatra. Belluno, 10 novembre 2007 Annibale Barca Accanto a questa sostituzione ordinaria (sempre ammessa), è possibile la sostituzione fedecommissaria in cui sono previsti due eredi in tempi successivi, e trova applicazione pratica solo in caso di eredi interdetti: viene cioè nominato come erede il coniuge, il figlio, o il discendente, con l obbligo di conservare e restituire alla sua morte i beni ricevuti destinandoli alla persona o agli Enti che, sotto la vigilanza del tutore, hanno avuto cura dell interdetto. Se il testamento non ha previsto la sostituzione, può verificarsi l accrescimento: cioè che la quota dell erede che non voglia o non possa accettare si accresca agli altri eredi, cioè vada ad aumentare la loro quota, perché non vi è la rappresentazione dianzi illustrata. L accrescimento non si verifica sempre, ma solo se sono stati istituiti più eredi in tutti i beni e senza determinazione delle parti, o senza l indicazione che le parti devono essere uguali. Così, per esempio, nel testamento: Nomino miei eredi universali i miei amici Catone Censore, Scipione Africano e Cleopatra Cartaginese. Belluno, 10 novembre Annibale Barca se Catone Censore non vorrà o non potrà accettare, la sua quota si accrescerà agli altri eredi, che si spartiranno l eredità un mezzo a testa. Per completezza, si osserva che l accrescimento non si verifica se esistono due testamenti, che Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 14

17 assegnano separatamente le quote per es. di 1/3 ciascuno ai 3 amici, perché viene a mancare la presunzione legale che il testatore abbia voluto l accrescimento. L accrescimento può verificarsi anche solo tra alcuni degli eredi se gli stessi sono stati nominati in una stessa quota, e mantenendo inalterata la quota complessivamente loro assegnata; e si verifica anche tra collegatari (e cioè tra più legatari) ai quali sia stato lasciato uno stesso bene. Ma il testatore può anche escludere l accrescimento, per esempio: Nomino miei eredi i miei cugini Scipione Africano e Catone Censore, disponendo che tra loro non si verifichi l accrescimento. Belluno, 10 novembre Annibale Barca In questo caso, se uno dei due non vorrà o non potrà accettare, la sua quota sarà devoluta come per legge in assenza di testamento. ---ooo--- N.B.: Talune somme o taluni beni non è detto che cadano in successione. - 1). Le indennità dovute al lavoratore dipendente a norma degli artt e 2120 c.c. (indennità di preavviso e TFR) non seguono le norme sulle successioni, ma vengono devolute al coniuge e ai figli, o, se vivevano a carico del lavoratore, ai suoi parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado; il requisito del «vivere a carico» non richiede necessariamente la «convivenza». Attualmente questo dovrebbe continuare a valere anche con la nuova normativa sul TFR e sui fondi pensione: ma bisognerà attendere che la giurisprudenza si esprima su qualche caso concreto. Inoltre, tali somme non dovrebbero essere soggette alle imposte successorie, in quanto non fanno parte dell asse ereditario: si tratta infatti di crediti che, per effetto della morte, sorgono direttamente (almeno secondo l opinione più diffusa), in capo agli aventi diritto. Analogamente, per la ripartizione delle somme tra le persone sopra indicate, se vi è accordo tra le parti non c è alcun problema; in caso contrario dovrà decidere la magistratura. Ovviamente ciò non vale per le somme spettanti al lavoratore, in caso di suo decesso, per ratei di stipendio, premi, rimborsi, ecc., maturati ma non riscossi: si tratta di normali crediti spettanti al defunto, che seguono le ordinarie regole della successione. In tutti i casi male non fa farne menzione nel testamento. - 2). Indennità pagate da Società di Assicurazione per contratti di assicurazione sulla vita. Nel contratto di assicurazione sulla vita ci sono (oltre alla Compagnia Assicuratrice) 3 figure: il contraente, l assicurato, il beneficiario. Il contraente è colui che stipula il contratto e paga il premio; l assicurato è la persona sulla cui vita viene stipulata l assicurazione (il contratto cessa con la sua morte, e la Compagnia pagherà quanto pattuito), e il beneficiario (cioè la persona a cui verranno pagate le prestazioni contrattuali). Ci sono due tipi di assicurazione sulla vita: quella caso morte e quella caso vita. La polizza caso morte copre il rischio di morte accidentale, i premi restano acquisiti alla Compagnia, e in cambio la stessa garantisce un capitale che è, più o meno, tra le 200 e le 300 volte superiore al premio pagato dal contraente. Il premio pagato è detraibile dall IRPEF, aliquota 19%. In caso di riduzione il beneficiario è tenuto a restituire, eventualmente, solo l ammontare dei premi pagati, ma non il capitale incassato. Invece l assicurazione vita caso vita è in realtà una forma di investimento: il capitale garantito dalla Compagnia è dato dalla somma dei premi versati + gli interessi maturati, non è detraibile dall IRPEF, il contraente la può riscattare, e in caso di azione di riduzione da parte Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 15

18 egli eredi il beneficiario deve restituire i premi versati, cioè in sostanza l intero ammontare della polizza. Restano ancora detraibili fino a termine del contratto le polizze stipulate prima del Cosa analoga sono i Piani Individuali Pensionistici (P.I.P.) introdotti con la recente riforma del sistema previdenziale, di cui vanno a costituire il così detto Terzo pilastro. Hanno caratteristiche simili alle polizze vita caso vita, prevedono la figura del beneficiario ma non dell assicurato, sono riscattabili solo dopo decorsi 5 anni dall apertura del contratto e solo dopo che il contraente abbia raggiunto l età della pensione di vecchiaia (60 anni per le donne e 65 per gli uomini). Sono di particolare interesse perché deducibili dal reddito totale, con l aliquota propria del dichiarante (dal 23% al 43% a seconda del reddito - rimborso fiscale mediante mod. 730). In tutti i casi sopra descritti è opportuno che il contraente indichi come beneficiari gli eredi legittimi o testamentari perché così, in assenza di testamento, il capitale maturato verrà liquidato agli eredi; mentre il contraente riserva a sé la facoltà di designare in qualsiasi momento un diverso beneficiario indicandolo nel testamento. A sua volta il beneficiario, dopo la morte dell assicurato, avrà un diritto proprio a riscuotere l indennità, indipendentemente dalle norme sulle successioni: la somma cioè non cade in eredità. In questo caso la disposizione testamentaria che designa il beneficiario ha soltanto la funzione, appunto, di designarlo, ma non si applicano le norme sulle successioni perché non si tratta di un lascito ma di un contratto oneroso. E il modo per lasciare qualcosa a qualcuno sottraendo l importo dall asse ereditario. Cap. 8 - IL NORMALE CONTENUTO DEL TESTAMENTO Andiamo a questo punto a determinare i contenuti del testamento: e il pensiero va subito agli immobili, terreni e fabbricati. Però anche chi non possiede immobili può decidere per testamento a chi lasciarli se ne avrà : la differenza sarà che poi la dichiarazione di successione all Agenzia delle Entrate dovrà essere presentata solo se esistono anche degli immobili. Ricordiamo ancora la distinzione tra erede e legatario: con il legato si vuol fare acquisire ad una persona un singolo bene; mentre eredi sono coloro che, pagati i legati, i debiti e gli altri pesi, ricevono tutto ciò che rimane dell eredità: e gli esempi, ma solo per fissare meglio le idee, avranno per lo più ad oggetto la componente immobiliare del patrimonio. Per distinguere tra erede e legatario non hanno importanza le parole usate nel testamento, ma il loro effettivo significato. Per esempio un testamento così redatto: Revoco ogni precedente testamento. Nomino erede della mia villa sul Nevegal mio fratello Mario. Belluno, 10 novembre 2007 Caio Gracco contiene un legato, nonostante sia stata usata l espressione erede ; in questo caso l erede sarà indicato dalla legge, secondo le regole della successione legittima che abbiamo già esaminato. E sempre possibile, anche nominando più eredi (oltre ad eventuali legatari), stabilire quali beni debbano essere dell uno o dell altro. Per esempio, è valida la disposizione: Revoco ogni precedente testamento. Nomino eredi in parti uguali i miei fratelli Mario e Silla: nella quota di Mario dovrà essere compresa la casèra sul Nevegal, mentre in quella di Silla la casèra sullo Schiara. Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 16

19 Belluno, 10 novembre 2007 Caio Gracco In tal modo viene determinato, anche se parzialmente, il contenuto della quota dei due eredi, senza, peraltro, favorire nessuno: ciascuno di essi in valore viene a ricevere la metà dell eredità. Invece il prelegato, cioè il legato a favore di un erede e a carico di tutta l eredità, favorisce un erede rispetto agli altri. Per esempio: Revoco ogni precedente testamento. Nomino eredi in parti uguali i miei fratelli Mario e Silla: nella quota di Mario dovrà essere compresa la casèra sul Nevegal, mentre in quella di Silla la casèra sullo Schiara. A Mario prelego, inoltre, l appartamento a Cavarzano. Belluno, 10 novembre Caio Gracco E l appartamento a Cavarzano andrà a Mario a titolo di legato e non quale erede. Da quanto detto deriva l utilità del testamento divisionale, con cui il testatore attribuisce non solo determinati beni ai legatari, ma determina anche il contenuto delle quote di eredità (se del caso, sempre rispettando le legittime). In tal modo non solo si evita la comunione tra i successori (e le relative liti), ma anche la spesa per la successiva divisione dei beni per atto notarile. Attenzione: Il testatore potrebbe anche non volere la divisione, e il codice civile ammette che egli vieti per testamento la divisione dell eredità (o di alcuni beni) per un periodo massimo di 5 anni dopo la sua morte; o, se tra gli eredi vi sono dei minori, che la divisione non avvenga prima che sia trascorso un anno dalla maggiore età del più giovane (ma il Giudice, se sussistono gravi motivi, può sempre consentire la divisione anche prima dei termini stabiliti nel testamento). Quando un testamento è divisionale, le disposizioni in esso contenute sono vincolanti per gli eredi, salvo che il valore dei beni non corrisponda alle quote stabilite nel testamento (e ovviamente la divisione è nulla se ne è stato escluso un legittimario). Inoltre, per evitare controversie, è possibile nominare un esecutore testamentario (che può anche essere - pur se non sempre opportuno - un erede o un legatario): e questo è utile o per patrimoni consistenti, o per evitare che sorgano problemi tra i coeredi. L esecutore testamentario deve essere persona di fiducia e dovrà accettare l incarico davanti al Cancelliere del Tribunale: ma può anche rinunciarvi perché la carica è gratuita, a meno che il testatore non preveda una retribuzione a carico dell eredità. Per es.: Nomino mio esecutore testamentario l avvocato Cesare De Cesaris o, se egli non voglia o non possa accettare, il notaio Pompeo Crassi: essi avranno diritto per la loro opera agli onorari professionali a carico dell eredità; qualora l esecutore abbia iniziato la sua opera ma non possa continuarla potrà sostituire a sé un altro esecutore. Se in questa situazione si troverà l avvocato De Cesaris, egli dovrà sostituire a sé di preferenza il notaio Crassi. Belluno, 10 luglio Caio Gracco Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 17

20 Oltre a nominare un esecutore testamentario, il testamento può disporre che la divisione si faccia secondo la stima di una persona designata (che non può essere né un erede né un legatario), e la divisione proposta da questo estimatore vincola gli eredi (a meno che l Autorità Giudiziaria riconosca che essa è contraria alla volontà del testatore o manifestamente iniqua). La nomina del perito ha senso solo per patrimoni rilevanti e per beni di valore variabile nel tempo, perché la valutazione dovrà essere fatta in una data futura incerta, e cioè alla morte del testatore: ma per queste cose è opportuno che il testatore si consulti con un esperto. Attenzione: Nel redigere un testamento può accadere che il testatore commetta degli errori: è possibile, anche se di solito un documento così importante viene letto e riletto più volte. Comunque il codice civile ammette l errore nell indicazione dei beneficiari e/o della cosa lasciata, disponendo che il testamento abbia effetto quando da esso o in altro modo risulti in maniera non equivoca quali persone il testatore voleva in realtà nominare e a quali cose il testatore intendeva in realtà riferirsi. Qualora, invece, rimanga l incertezza sulla persona beneficiaria, la disposizione è nulla. Ma per tutte queste cose conviene consultare un avvocato o un notaio, che conoscono a fondo la normativa per la loro più approfondita preparazione giuridica. Un testamento può contenere anche disposizioni a favore dell anima e dei poveri; per es.: A suffragio della mia anima lascio la somma di Euro 5.000,00 per la celebrazione di messe gregoriane, da celebrarsi a cura del parroco di Santo Stefano di Belluno. Lascio ai poveri la somma di Euro ,00. Belluno, 10 novembre Caio Gracco Le disposizioni sono valide. La legge precisa che il lascito a favore dei poveri, senza determinazione dell uso o dell istituto, si intende a favore dei poveri del luogo in cui il testatore aveva la residenza al tempo della morte. Il testatore non può far dipendere dalla volontà di un altra persona l indicazione dell erede o del legatario, o la determinazione delle quote; però si può lasciare ad altri una scelta limitata, solo per i legati, con una disposizione del seguente tenore: Lego i miei titoli al portatore in parti uguali a tre studenti della Scuola Media Leonardo da Vinci di Arsiè nell anno scolastico in cui avverrà la mia morte, scelti per la loro maggiore dedizione allo studio da colui che sarà Preside dell Istituto al momento della mia morte. Questa disposizione viene da me stabilita per ricordare gli anni in cui ho insegnato presso tale scuola. Belluno, 10 novembre Caio Gracco N.B.: Un legato si acquista senza bisogno di accettazione, ma resta salva la facoltà di rinuncia. Se la cosa legata è determinata ed appartiene al de cuius, essa diviene, al momento della morte del testatore, di proprietà del legatario: il quale deve unicamente chiederne il possesso. Ben diversa è la situazione qualora la cosa legata non fosse di proprietà del testatore: in primo luogo, dal testamento o da altro atto scritto deve risultare che il testatore sapeva che la cosa non era sua (altrimenti la disposizione è nulla), e allora l erede dovrà procurare quel bene al legatario, oppure pagargliene il controvalore. Donazioni Testamento Successione ereditaria Pag. 18

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